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Burocrazia (593)

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Sezione principale: Burocrazia

Che la burocrazia rappresenti un problema è un luogo comune e una verità. Per risolvere le difficolt... ( da "Trentino" del 01-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Che la burocrazia rappresenti un problema è un luogo comune e una verità. Per risolvere le difficoltà abbiamo già provveduto a indicare una strada, attraverso la riforma istituzionale avviata. La burocrazia deve diventare un fattore di sviluppo. Il Trentino ha ereditato la tradizione austroungarica, fondata su un'idea alta e nobile di burocrazia,

Appello del prefetto Peg Strano Materia in visita alla città. Il sindaco Pagani: <Servono più carabinieri> ( da "Cittadino, Il" del 01-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che non deve perdersi nell'inevitabile burocrazia, bensì crescere nel riscontro effettivo delle realtà territoriali. E per quanto riguarda il contesto casalino, dall'incontro serrato fra comune e prefetto è emersa la richiesta di un rafforzamento della presenza dei carabinieri nella città, per combattere la criminalità.

Frainteso un passo della prima strofa di Mameli ( da "Giornale di Brescia" del 01-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per colpire la famelica burocrazia romana delle caste e dei privilegi. Chiudo la mia lettera, caro Direttore, segnalando ancora una volta, l'esistenza di un Cd da me presentato fin dal 2004 dal titolo "Italia, Italia!" che contiene la storia, il testo, il canto di tutte cinque le strofe, la spiegazione dell'Inno, la biografia del Mameli ed altri canti patriottici,

Cronaca nera di pesca... in rosa ( da "Giornale di Brescia" del 01-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Se questi poi sono così bravi da convincere con un sorriso il trasgressore a comportarsi meglio, sarà tanta burocrazia in meno. Firmato: il povero fidanzato. Sono contento, lo dico per amor di campanile, che sia accaduto nel Cremonese". Un campionato per quattro - Dopodomani, domenica 3 agosto, il laghetto Mella di Borgo Poncarale ospiterà l'attesissimo Campionato master junior.

Lombardo chiede la fiscalità compensativa ( da "MF Sicilia" del 01-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: se non semplifichiamo la burocrazia, non tagliamo gli sprechi e non razionalizziamo l'impiego delle nostre risorse non ce la faremo". Sulla stessa lunghezza d'onda anche il deputato nonché segretario regionale dell'Mpa, Lino Leanza, che ha sottolineato come "in un quadro così complesso tutta la politica è chiamata alla responsabilità e all'impegno quotidiano e concreto"

Umberto bossi ( da "Mattino di Padova, Il" del 01-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Tiziana Paolucci La burocrazia lenta che blocca i soldi Scrivo questa lettera a nome di tante persone che, come me, hanno contratti che sono finiti a giugno. Nello specifico io sono una supplente di scuola dell'infanzia e primaria. Qualche giorno fa, per la quinta volta, mi sono recata alla sede dell'Inps, per consegnare le ultime (tra le infinite)

Così packard salva gli scavi - ercolano ( da "Repubblica, La" del 01-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: facendosi sopraffare dalla burocrazia". "Noi avevamo già un programma per invertire la rotta e avviare una conservazione e manutenzione costante, Packard ha creduto nelle nostre idee e ha deciso di impegnarsi", spiega Guzzo. Nel 2001 viene siglato un primo accordo e Packard finanzia una serie di progetti, fra i quali lo studio dell'intera Insula orientalis I e dei modelli di restauro.

Bush vara il rimpatrio volontario, la Chiesa è critica ( da "Eco di Bergamo, L'" del 01-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: realistica di evitare una lunga e dolorosa battaglia con la burocrazia americana", ha detto Jim Hayes, direttore dei programmi di deportazione all'Us Immigration and customs enforcement. Di tutt'altro parere i difensori dei diritti dei clandestini:"Operation scheduled departure" è "la dimostrazione che i raid anti-immigrati danneggiano le comunità e sprecano i soldi dei contribuenti"

MASTER AND BACK Penalizzato dalla burocrazia ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 01-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Opinioni Pagina 314 MASTER AND BACK Penalizzato dalla burocrazia --> Il programma Master and back consente ai giovani laureati sardi di approfondire la propria preparazione tramite un percorso formativo post-lauream a spese della Regione. Tuttavia da quando l'Agenzia regionale del lavoro cura la gestione delle istruttorie, la situazione è peggiorata.

Storia di davide non cittadino algherese da ventuno anni ( da "Nuova Sardegna, La" del 01-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: il suo Golia lo trova nella burocrazia pubblica, che lo imprigiona, decide che non esiste. Non può chiedere il permesso di soggiorno, la carta d'identità, ottenere la patente, l'impero burocratico non gli fornisce i documenti. Ha deciso che non esiste. Il Tar di Cagliari si sta occupando della incredibile vicenda Il giovane rom ha messo su famiglia,

E la Fiera <sgancia> l'artigianato ( da "Nazione, La (Arezzo)" del 01-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma visto che la rassegna è una e la burocrazia ha tanti pregi meno quello di essere elastica quanto vorremmo, ecco l'uovo di Colombo: la zona dell'ingegno trasformata in un mercatino parallelo. Una realtà sulla quale garantirebbero non i responsabili della Fiera ma le associazioni d categoria.

ANCORA uno sfratto esecutivo, poi rimandato di tre settimane, e tanta tensione, c ( da "Nazione, La (Viareggio)" del 01-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: con la burocrazia e i casi umani che continuano a fare a pugni. Per fortuna l'ondata di provvedimenti dovrebbe concludersi tra 10-12 giorni, quando la consegna degli alloggi popolari di via Bernini, all'Africa, consentirà a diverse persone di voltar pagina e vivere una nuova vita lontana dai ricoveri temporanei negli alberghi e da scadenze che pendono come spade di Damocle.

Fuoco ad "alzo zero" della Confcommercio di Nettuno verso il sindaco Alessio Chiavetta, accusato di ( da "Messaggero, Il (Ostia)" del 01-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: snellimento della burocrazia per le imprese, miglioramento dell'organizzazione dello Sportello unico per le Attività produttive, ideazione di un Centro commerciale naturale, accusando anche il Comune di aver perso l'opportunità di creare una "zona franca urbana" i cui commercianti avrebbero ottenuto benefici fiscali.

Guardia medica fuori controllo ( da "Messaggero, Il (Metropolitana)" del 01-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Chiudi Follia della burocrazia. Il camice bianco risulta anche sospeso dall'Ordine da 5 anni Guardia medica fuori controllo Dottore messo di turno nonostante sia in galera: l'Ares apre un'inchiesta.

Un altro giro d'orologio: la ripresa della Minerva fa un passo avanti ma per l'effettivo ril ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 01-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Non tanto del valore assoluto, quanto piuttosto del prezzo d'affitto annuo. Il nostro auspicio è che dopo questo primo passo si veda davvero qualcosa di concreto". Purtroppo pare che la vicenda della Minerva sia in mano alla burocrazia giudiziaria quanto alla buona volontà dei possibili acquirenti.

<Via libera alla vendita di Palazzo Perticari> ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 01-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ridurre la burocrazia è un risparmio finanziario a costo zero: si riduce il lavoro dell'ente pubblico ed i costi finanziari per i privati. Noi cerchiamo di fare la nostra parte: lunedì renderemo più agile l'accesso allo sportello unico per le imprese. Allargando anche la possibilità di accesso a chi ha immobili in leasing o in affitto.

Romana abbassa la saracinesca dopo 38 anni ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 01-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma oggi purtroppo burocrazia, adempimenti, costi fissi in aumento e un po' di stanchezza hanno spinto Romana a prendere la decisione di andare in pensione. Ogni medaglia ha il suo rovescio. Positivo in questo caso, perché da domani Romana potrà dedicarsi alle sue grandi passioni: la lirica e l'arte.

cambiato il modo di fare la spesa ( da "Sole 24 Ore, Il" del 01-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma la burocrazia ci impedisce di farlo velocemente. Ad ogni modo sarà per il prezzo scontato tra 8 e 10 centesimi,sarà per l'opportunità di fare la spesa, ma è un fatto che i ricavi dei nostri negozi sono aumentati mediamente del 10 per cento. "Da diversi mesi la grande distribuzione lavora in condizioni molto precarie" Il manager.

Primo accordo tra Alleanza Lavoro e Ugl ( da "Sole 24 Ore, Il" del 01-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sarebbe infatti giunto il momento che le agenzie di lavoro "si tolgano di dosso il peso della burocrazia che le ha trasformate in veri e propri ministeri " e "ricominciassero a studiare un modello contrattuale impostato sulla flessibilità e sulle garanzie per i lavoratori". Due, quindi, gli obiettivi: snellimento degli apparati e competitività delle offerte.

Un'oasi di vivibilità col cuore trafitto dal traffico ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 01-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Qualche giovane che ha voglia di fare c'è, ma bisogna sostenerli, invece che penalizzarli con la burocrazia. E poi in un paese di anziani non è così facile organizzare iniziative diverse. In più, mancano strutture ricettive, gli affitti sono troppo alti, e si è persa una bella occasione: entrare nel Parco o dei Cento laghi".

Pavin: <La punta? Ne prenderemo due> ( da "Corriere del Veneto" del 01-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Invece con la burocrazia, come al solito, si rischia di farsi molto male...". Fuma il sigaro, il vicepresidente Giancarlo Pavin, seduto sulla tribunetta del campo sportivo di Lavarone. Da tempo ormai immemorabile è il braccio operativo di Angelo Gabrielli, che fra pochi giorni compirà 82 anni: "Un uomo che ho la fortuna di conoscere e che rimane sempre un esempio per tutti"

La Piccola industria tende la mano alla Pa ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 01-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Pa Paolo Piacenza TORINO In Piemonte il rapporto burocrazia- imprese è migliore che in altre Regioni. Ma restano realtà con tempi e priorità differenti. E se si scontrano, l'impresa, soprattutto se piccola, rischia di avere la peggio. Il tema sarà al centro del convegno che il 18 settembre, a Torino, Confindustria nazionale e regionale organizzeranno insieme a Piccola industria,

Ortona-campli, legame secolare ( da "Centro, Il" del 01-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per la burocrazia, quindi per le delibere e per gli altri passaggi, ci vorrà più tempo. Ma siamo sicuri che il procedimento sarà ultimato nel 2009. Il legame con Campli ha numerosi aspetti: da quello storico a quello religioso. Due anni fa abbiamo portato in pellegrinaggio nella città teramana il busto d'argento contenente le reliquie dell'

Volley, la sorpresa boom di iscrizioni nelle serie minori ( da "Provincia Pavese, La" del 01-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: soddisfazione e non sfugge a qualche domanda maliziosa visto che più di uno lo indica in procinto di accasarsi in qualche club provinciale: "L'ho sentito anch'io, ma il fatto che io dia una mano a chi ha bisogno in questi periodi per i tesseramenti e la burocrazia non vuol dire che mi accaso. Per ora voglio stare a guardare". Anche perché a breve ci saranno le elezioni federali. (f. ba.).

LAVORATORI PUBBLICI. Il direttore Giovanni Martignoni risponde alle accuse della Uil ( da "Arena.it, L'" del 01-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia e disorganizzazione". "E non è possibile che a molti lavoratori vengano richieste documentazioni che sono state già presentate e qualcuno ha smarrito, ritardando così i pagamenti", aggiungeva sottolineando che altre province italiane avevano già provveduto, al contrario di Verona, a liquidare la disoccupazione agricola.

Delle 15mila domande di disoccupazione presentate quest'anno, il 90 per cento è stato evaso entro 30 giorni ( da "Arena.it, L'" del 01-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia e disorganizzazione". "E non è possibile che a molti lavoratori vengano richieste documentazioni che sono state già presentate e qualcuno ha smarrito, ritardando così i pagamenti", aggiungeva sottolineando che altre province italiane avevano già provveduto, al contrario di Verona, a liquidare la disoccupazione agricola.

Partita aperta per lo stadio <Regole e burocrazia, un freno> ( da "Arena.it, L'" del 01-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Regole e burocrazia, un freno" Pasetto: "La normativa non facilita le squadre di provincia"     Gianni Bertagnin "La notizia del passaggio della Sambonifacese in C2 era attesa e pressochè scontata", dice il sindaco di San Bonifacio, Silvano Polo, "e naturalmente sono ben contento che la squadra possa misurarsi con questa categoria professionistica:

Le prime pagine del Lazio ( da "Velino.it, Il" del 01-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: follia della burocrazia”: “Guardia medica fuori controllo”. Un dottore è stato messo di turno nonostante sia in galera e risulti essere sospesi dall'Ordine da cinque anni. Nessuno, infatti, alla Regine si era accorto che il medico era ancora in graduatoria.

L'evasione fiscale dopo le truffe ( da "Corriere Adriatico" del 01-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Alle vittime raccontava che doveva fare i conti con gli ostacoli della burocrazia, sempre pronta a provocare ritardi, lungaggini, errori. A far scattare le manette la Guardia di Finanza che aveva scoperto una truffa immobiliare tra Senigallia, Fano e Pesaro. Ma la storia giudiziaria di Anna Figliolia non si è conclusa l'8 maggio.

RISPETTO LA LEGGE MA è UN'ASSURDITà ( da "Mattino, Il (Circondario Nord)" del 01-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della burocrazia. Solidarietà per la difficile situazione anche dal sindaco Carmine Pone, che da mesi sta seguendo la vicenda insieme alle assistenti sociali del Comune. "La signora Miranda si era già rivolta a me invocando sostegno - dice Pone - comprendo la situazione ma da tempo avevo cercato di farle capire che in questi casi non si può che inchinarsi alla legge e che i giudici,

LA RICETTA USA: VAI VIA E IL GOVERNO TI AIUTA ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 01-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: una opportunità realistica di evitare una lunga e dolorosa battaglia con la burocrazia americana", ha detto Jim Hayes, direttore dei programmi di deportazione all'Us Immigration and Customs Enforcement. Negli Usa si trovano circa 570 mila clandestini che hanno ricevuto l'ordine definitivo di partenza e il programma si rivolge principalmente a quanti tra loro (550.

<Cambierà volto entro la primavera del 2009> ( da "Corriere Di Como, Il" del 01-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Una burocrazia farraginosa ha determinato tutti questi ritardi, ma finalmente grazie all'Aqst siamo riusciti a reperire i fondi necessari per intervenire. Noi, come parte "politica", ci siamo mossi per trovare i finanziamenti. D'ora in poi controlleremo il rispetto dei tempi".

Vecchia campana della Safilo "vola" sul Talvena Piergiacomo: <La benedizione è stato un momento indimenticabile. Quel luogo diventerà "Cima della campana"> ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 01-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "Mi spiace solo che ci sia voluto così tanto tempo per poterla collocare. Anche in questi casi la burocrazia non aiuta, ma sono felice per i dipendenti della Safilo e per tutti coloro che hanno promosso l'iniziativa cui ho sempre creduto approvandola sin da subito".Roberto Padrin.

Picco: <Comunità montane inutili> ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 01-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Non va concepita come provincia tradizionale ha detto in merito il consigliere ma sarebbe un elemento per eliminare burocrazia. Lo sbaglio è identificarla con Tolmezzo perché così si innescano campanilismi inutili. Se vogliamo andare avanti non abbiamo alternative, serve la provincia della montagna per eliminare tutti gli interessi che tanti caporali stanno portando avanti".

I giovani imprenditori agricoli fondano l'associazione Agia ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 01-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: eccessiva burocrazia che incide sul lavoro delle aziende. I settori trainanti dell'agricoltura trevigiana puntano alla specializzazione: la viticoltura, il radicchio, il latte, i funghi, gli asparagi, il settore della carne avicola e cunicola. Al neo vice governatore della Regione Veneto e assessore regionale all'agricoltura,

RIPESCAGGI ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 01-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Se la burocrazia lascia ancora qualche dubbio, la matematica parla chiaro: l'ok a Rovigo e Sambo libera virtualmente due posti per il prossimo campionato e le prime in graduatoria per il ripescaggio in D sono proprio il Trento e l'Este. La notizia è stata accolta con moderato entusiasmo dal gruppo giallorosso,

Il lavoro? Lo trova chi non ha la laurea ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 01-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Tra i principali nemici da sconfiggere - secondo Midolini - la burocrazia, che impone troppi legacci e scoraggia gli investitori, in particolare quelli esteri, ai quali invece il Fvg dovrebbe guardare con attenzione, stante anche la propria collocazione geografica, la dotazione infrastrutturale (porti, ecc.

Nuovo campo alle elementari ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 01-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: I tempi della burocrazia poi sono lunghi, ma posso dire con soddisfazione che anche i lavori alla scuola elementare, con la sistemazione del campetto sul retro dell'edificio, stanno partendo". Prima esperienza di amministrazione, che ha visto Quaia impegnare una parte del suo tempo libero, nella convinzione di poter fare qualcosa a favore della comunità:

<Ecco i nomidelle nuove gang> ( da "Sicilia, La" del 01-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: con una nuova Giunta di governo che sta tamponando la voragine della Sanità e sta scrostando la burocrazia regionale. C'è bisogno che questa azione di risanamento prosegua e che nel contempo si investano le risorse comunitarie in grandi infrastrutture, senza disperderle in mille rivoli. La Regione è carica di debiti, così come molti nostri Comuni.

Fiume Oreto, raccolta firmeper istituire il Parco fluviale ( da "Sicilia, La" del 01-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: riferimento è indirettamente ai condizionamenti della politica sulla burocrazia, se così va letto l'invito "ai partiti di maggioranza affinchè le designazioni del nuovo management siano disgiunte da interessi (politici, ndr) e improntate ai massimi livelli di imprenditorialità". I sindacati ricordano che "nell'immediato futuro l'Amat dovrà interfacciarsi con la Provincia regionale,

Ittiturismo nel parco: il bando va deserto ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 01-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia e i vincoli travolgono il progetto di ittiturismo all'Asinara, sospeso in mezzo ai rimpalli di responsabilità. Il neoassessore alle Attività produttive, Mauro Arru, si difende dagli attacchi del suo predecessore, Tino Tellini, che nei giorni scorsi aveva accusato l'antico compagno di partito,

Tenda bis, c'è il "sì" della Camera ( da "Stampa, La" del 01-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: In Italia si è invece dovuto fare i conti con la burocrazia e la crisi del Governo Prodi. Appalto e avvio cantieri Ora bisognerà attendere la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Quindi, si potrà procedere alla gara d'appalto che, salvo imprevisti, potrebbe essere indetta in autunno, permettendo così l'attivazione dei cantieri la prossima primavera.

Vendemmia coi voucher contro il lavoro nero ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 02-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Con la vendemmia 2008 vengono introdotti per la prima volta in Italia i voucher vendemmia per ridurre la burocrazia a carico delle imprese. La circolare applicativa Inps ha aperto, già dal 1 agosto, ieri, la possibilità per i datori di lavoro di accreditarsi ed acquistare per via telematica i voucher al prezzo di 10 euro (7,50 netti più gli oneri sociali).

Giro di vite contro il bullismo ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 02-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: esame finale e snellimento della burocrazia per i provvedimenti disciplinari. L'obiettivo delle norme contenute nel documento della Gelmini, è quello di salvaguardare i ragazzi dai comportamenti aggressivi e violenti dei coetanei. E per farlo il capo del dicastero di viale Trastevere ha chiesto il coinvolgimento dei diretti interessati,

Troppe regole sono un costo per le aziende ( da "Alto Adige" del 02-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia" Non sono state risparmiate critiche nemmeno alla Provincia "Deve attivarsi per le competenze che le competono" BOLZANO. Con una lettera inviata al presidente del consiglio Berlusconi l'Associazione provinciale dell'Artigianato (Apa) sollecita un allegerimento della burocrazia per le piccole aziende artigiane che non riescono più a gestire il carico di carte che il rispetto

Manovra, Svp divisa al voto ( da "Alto Adige" del 02-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la manovra contiene "solo timidi cenni" su alleggerimento di carico fiscale e burocrazia. Ma Peterlini è più netto nel giudizio negativo: "Per coerenza politica non posso astenermi. Se avessi votato "no" avrei creato ulteriori tensioni con i colleghi. Non partecipare alla votazione mi sembra la scelta più opportuna". (fr.

Dichiarata guerra al bullismo tra i banchi ( da "Libert" del 02-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: snellimento della burocrazia per i provvedimenti disciplinari e una rapida approvazione da parte degli istituti scolastici degli aggiornati e, soprattutto, più severi regolamenti interni. Perché l'obiettivo delle norme contenute nel documento firmato ieri dal ministro dell'istruzione, Mariastella Gelmini, al termine dell'annunciato disegno di legge sulla scuola,

<Saremo un ponte tra Islam e Piacenza> ( da "Libert" del 02-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia" che su questo tipo di pratiche "sono oltremodo lunghi fino a oltre un anno; pertanto i cittadini extracomunitari in attesa del rinnovo del permesso di soggiorno godono comunque di tutti i diritti dei cittadini residenti". Lo scoglio contro cui si è scontrata la richiesta dell'Associazione è piuttosto il fatto di non essere iscritta negli appositi registri che danno diritto

Eridio, i comuni trattano sul tunnel ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 02-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Uscire dalla burocrazia delle parole non è facile: il tema è scottante, la protesta dietro l'angolo. Così bocche cucite e telefoni muti fra gli amministratori locali, e buon esercizio di diplomazia per le istituzioni regionali. "Preferisco non scendere nel dettaglio - frena davanti alle domande di Bresciaoggi l'assessore Massimo Buscemi -

Un appalto nella sanità vale 293 milioni di euro ( da "Mattino di Padova, Il" del 02-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Spigolando fra le pieghe della burocrazia, si scopre poi che Interporto Spa ha un immobile di proprietà che intende vendEre. Ma in base alla "ricerca di mercato" che ha come scadenza il 30 settembre prossimo. Le indagini sul mercato immobiliare, a Padova, vanno decisamente di moda.

Stretta contro il bullismo ( da "Nuova Venezia, La" del 02-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: snellimento della burocrazia per i provvedimenti disciplinari ed una rapida approvazione da parte degli istituti scolastici degli aggiornati e, soprattutto, più severi regolamenti interni. Perché l'obiettivo delle norme contenute nel documento firmato ieri dal ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, al termine dell'annunciato disegno di legge sulla scuola,

Apre il colosso slow food da 700 coperti ( da "Mattino di Padova, Il" del 02-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Burocrazia permettendo, l'apertura è prevista per la settimana prossima. Manca un'ultima approvazione e si parte. "Noi siamo pronti", assicura Giancarlo Pavin, uno dei soci "entro oggi i locali saranno anche rifiniti, il personale scalpita e noi attendiamo fiduciosi per soddisfare le esigenze dei clienti".

Lombardo minaccia il colpo di scure tremano i superburocrati della regione ( da "Repubblica, La" del 02-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: nomi di spicco della burocrazia regionale dovrebbero lasciare subito l'incarico per limiti d'età. Solo per fare qualche esempio, hanno raggiunto l'età pensionabile il dirigente generale della Sanità Luigi Castelluci, il capo dipartimento del personale Alfredo Liotta e il segretario di giunta Carmelo Ruffino.

Il segreto è farlo piccolo ( da "Milano Finanza" del 02-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazie da apparato di colossi come Finmeccanica e Fiat non poteva funzionare. Senz'altro non funzionava per Gavazzi. A metà anni novanta arrivò il terzo socio: Manfred Fuchs, altoatesino di Merano, padre del progetto Columbus (doveva essere messo in orbita nel 1992, invece ci è andato nel 2007), trasferitosi in Germania dove ha costruito un asset del settore che è il terzo in

I buoni per i vendemmiatori occasionali favoriscono la piaga del lavoro nero ( da "Messaggero Veneto, Il" del 02-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: questo governo dice di voler ridurre la burocrazia. I voucher sono soltanto altra burocrazia che mette in croce le imprese. Ora saremo obbligati a utilizzarli. Chiediamo invece che si valuti la possibilità di introdurre la quota fissa". Se ne riparlerà, probabilmente, dopo la sperimentazione dei voucher.

Immatricolazioni all'università da quest'anno solo on line ( da "Repubblica, La" del 02-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: studenti dei corsi a numero programmato: la burocrazia delle immatricolazioni per migliaia di universitari sta per essere spazzata via da Internet. Tutti saranno forniti di username e password e, attraverso pochi, semplici clic, potranno formalizzare rapidamente la propria iscrizione a qualsiasi corso di laurea attivato dall'ateneo Aldo Moro.

Dal cilindro del Cavaliere adesso esce il <drizzone> ( da "Eco di Bergamo, L'" del 02-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: O voleva farci sapere che l'assenteismo degli statali, la burocrazia soffocante dei vari enti locali, le rivendicazioni territoriali, i lacci e lacciuoli di cui è ostaggio l'imprenditoria, hanno i giorni contati? L'Italia è un legno storto piegato dal lassismo di troppi anni e Berlusconi sta pensando come raddrizzarlo?

Alberto Piccioni PERGINE - Dopo 37 anni tra insegnamento e dirigenza e sei anni come preside al Marie Curie di Pergine, Raimondo Leo (a sinistra nella foto a fianco) sarà in pensio ( da "Adige, L'" del 02-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: e non sono riuscito, è vincere sulla burocrazia: a volte sarei voluto intervenire, ma non avevo le armi per farlo, per motivi politici o burocratici". Come sono stati i rapporti con l'amministrazione comunale? "Sempre ottimi, sia con Pergine sia con Levico. Ho sempre trovato disponibilità e collaborazione".

Senzatetto per cieca burocrazia ( da "Giorno, Il (Milano)" del 02-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 19 Senzatetto per cieca burocrazia Slitta ancora la consegna agli sfrattati delle case assegnate e pronte da mesi Due delle vittime dei ritardi nella consegna delle palazzine di via Volta: Davide Negri (a sinistra) aspetta da mesi di andare a viverci con la sposina;

Il pediatra, per favore! ( da "Nuova Ferrara, La" del 02-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ORDINARIA BUROCRAZIA Il pediatra, per favore! Mi chiamo Fregola Francesco, il 23 aprile 2008 è nato mio figilo Luca. Oggi ha compiuto 100 giorni ed è ancora senza il medico pediatra. Alla fine di aprile presso la mutua di via Cassoli ho presentato domanda per la scelta del pediatra in deroga territoriale.

NON CE LA FACCIAMO DA SOLI, L'EUROPA DEVE MUOVERSI ( da "Giorno, Il (Milano)" del 02-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Non si capisce perché la burocrazia europea sia bravissima nel disquisire sulle quote latte e del tutto insensibile alle quote clandestini. GRAN PARTE delle persone che ho incontrato nel centro di Lampedusa venivano da Eritrea, Etiopia, Somalia, Sudan. Rimandarle in quei Paesi è impossibile.

Voucher per gli stagionali, via a settembre ( da "Corriere Alto Adige" del 02-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: intento di combattere il lavoro in nero e ridurre la burocrazia per le imprese agricole. Si tratta di buoni dal valore nominale di dieci euro (7,5 al netto), che verranno distribuiti come pagamento ai lavoratori, a seconda delle ore di lavoro effettuate. I certificati, disponibili sia in formato cartaceo che telematico, permetteranno ai lavoratori occasionali di riscuotere l'

Per la lotta contro il cancro Abbiamo deciso di aderire alla cam ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 02-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma, si sa, le strade della burocrazia sono come quelle dell'inferno, lastricate di pene e passioni. Però, chissà che qualche saggio amministratore non ci faccia un pensierino. Valido, tal quale, il ragionamento, a riguardo dell'altra ex caserma dei carabinieri, sita in Terni, Via Romagnoli, ai n.

FEDERALISMO SENZA CALCOLI ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 02-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: finanziamenti europei anche con il supporto di una burocrazia preparata allo scopo, sarà lo sforzo richiesto alle università pugliesi, alle imprese un'attenzione più dinamica al sistema ricerca-trasferimento tecnologico insieme ad un impegno per una maggiore utilizzazione di laureati, agli studenti una diversa partecipazione al costo della loro formazione dove borse di studio e prestiti d'

L'Italia, ha detto Silvio Berlusconi, ha bisogno da ( da "Tempo, Il" del 02-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Giustizia, e qui la vedo brutta, a mio avviso, perché di separazione delle carriere non si parla più ed è un errore. E infine sottolineo la necessità di un po' più di vigore nella politica estera, soprattutto verso certi vecchi soloni dell'Europa del burro e della burocrazia.

APPELLO della Provincia agli ambientalisti perchè non ostacolino la caccia a ( da "Nazione, La (La Spezia)" del 02-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: il risarcimento dei danni spesso ha un valore solo simbolico e la burocrazia scoraggia i malcapitati. Credo che essere ambientalista oggi voglia dire misurarsi con la sfida di uno sviluppo durevole che garantisca le future generazioni e sostenere le attività economiche, prima di tutto l'agricoltura, che possano dare garanzia di conservazione del territorio alle future generazioni.

CE LA FAR l'Italia a risalire la china? Ho i miei dubbi. Gli ultimi governi hanno ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 02-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La Finanza ha scoperto migliaia di evasori per un ammontare di centinaia di miliardi, ma poi alla fine si è saputo che sono stati riscossi solo 7,9 miliardi per via della burocrazia. E poi ci sono corruzione e mafia, altre due piaghe. Se potessimo eliminarle saremmo un Paese ricchissimo. Albino Orioli, Santarcangelo di Romagna (Rimini).

GIUSTIZIA ( da "Corriere della Sera" del 02-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: struttura pubblica dove le maglie della burocrazia (nessun governo cerca di ridurre questa piaga) non facilitano il compito del dirigente. Da anni non si fanno più concorsi per il personale delle cancellerie al contrario di quello che avviene per il personale della magistratura (a volte anche due l'anno), dimenticando che, come suol dirsi, le cause camminano sulle gambe dei cancellieri,

Una nuova stretta contro il bullismo ( da "Messaggero Veneto, Il" del 02-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: snellimento della burocrazia per i provvedimenti disciplinari ed una rapida approvazione da parte degli istituti scolastici degli aggiornati e, soprattutto, più severi regolamenti interni. Perché l'obiettivo delle norme contenute nel documento firmato ieri dal ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, al termine dell'annunciato disegno di legge sulla scuola,

Valduga: sfide sempre più difficili ma affrontabili facendo sistema ( da "Messaggero Veneto, Il" del 02-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia è, ne sono convinto, una categoria dello spirito che dobbiamo combattere per principio". Si accennava all'università... "Per il Friuli e la Regione è un asset troppo importante e il nuovo rettore, Cristiana Compagno, ha la caratura giusta per farne un vantaggio competitivo non solo per l'industria,

A28, bloccati i lavori della bretella ( da "Messaggero Veneto, Il" del 02-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: presi in giro dalla burocrazia di questo Paese, dove per una virgola si blocca la costruzione di una strada, senza considerare minimamente i disagi che si arrecano ai cittadini". Il primo cittadino si schiera così dalla parte dei residenti, che recentemente hanno raccolto oltre mille 100 firme per chiedere la chiusura dell'uscita di Pianzano finchè non verrà costruita la bretella.

Decine di carte e la legge nel frattempo è cambiata ( da "Arena.it, L'" del 02-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La donna che per colpa della burocrazia non poteva costruire per il figlio disabile una nuova casa, ha ottenuto tutti i via libera e ha aperto il cantiere. Dalla prima richiesta in municipio sono trascorsi la bellezza di sette anni di domande, carte, permessi negati, speranze e delusioni.

VERONELLA. Bloccata da follie burocratiche ( da "Arena.it, L'" del 02-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La donna che per colpa della burocrazia non poteva costruire per il figlio disabile una nuova casa, ha ottenuto tutti i via libera e ha aperto il cantiere. Dalla prima richiesta in municipio sono trascorsi la bellezza di sette anni di domande, carte, permessi negati, speranze e delusioni.

"Piane senza fogne, interverremo" ( da "Corriere Adriatico" del 02-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Cento giorni per capire la burocrazia comunale. Cento giorni per valutare il fatto, lo stato di avanzamento di quello che si stava facendo e il da fare. Cento giorni per conoscere lo stato della cassa e non fare i conti senza l'oste. Cento giorni per ricevere una lunga eredità amministrativa durata tre mandati, pari a 15 anni.

Proroga incarico al responsabile area finanziaria Comune di Serradifalco ( da "Sicilia, La" del 02-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Maragliano in modo da non lasciare scoperto un settore vitale della burocrazia dell'ente comunale. L'Unione intercomunale Terre dii Collina, di cui fa parte anche il comune di Serradifalco, ha emanato un bando per la copertura del posto vacante di responsabile dell'area finanziaria che presto verrà espletato.

Arzignano & Montorso sinergia per strade e luci ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 02-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Questa convenzione permette di alleggerire parecchia burocrazia, consentendoci di essere immediati ed efficienti (a chiamata, disponiamo di uomini e mezzi di Arzignano), riservando al nostro operaio più spazio per i suoi lavori. E la spesa (36.000 euro l'anno) rientra nella media storica, quindi per i cittadini non c'è alcun aumento.

Papà Blob rapito dal <festival introvabile> ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 02-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: da una certa burocrazia, ma al contempo tu sei in qualche modo prigioniero del luogo stesso, e dunque della manifestazione. Il festival lo vivi anche per strada, incontrando la gente e i suoi protagonisti tra le quattro vie del paese. Anche solo l'idea di dover fare un viaggio così lungo per raggiungerlo fa capire che,

"Lo Stato ci venda il nostro municipio" ( da "Stampa, La" del 02-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "Non si comprende se sia questione di burocrazia o se siano cambiate delle volontà", aggiunge l'assessore ai Servizi, Francesco De Lucia. Lo stabile affacciato sulla provinciale ospita al primo piano un bar-alimentari, l'unico per gli abitanti e i numerosi turisti estivi delle tre frazioni Piaggia, Upega e Carnino.

Il cantiere della piscina riaprirà a settembre ( da "Stampa, La" del 02-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Questi eventi incidono sul flusso di ogni operatore locale del settore, sottraendogli almeno il 20% dei potenziali clienti. Sono migliaia di euro tolti a chi l'economia del Comune la sostiene tutto l'anno con sacrifici, oltre alle mille difficoltà che certo la burocrazia nazionale e locale non aiuta a risolvere con semplicità".

Viale Trieste, le piante ( da "Alto Adige" del 03-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che sono ostacolati dalla burocrazia. Oggi lo voglio dire senza remore: c'è tra certi burocrati una chiara volontà negativa, con lungaggini per impedire attività concorrenziali. Ora il comportamento del governo italiano, di questa legislatura e pure di quella precedente, è simile negli intenti a tutti quelli del mondo: forse da noi gli sprechi non hanno mai fine e ci dissanguano.

Il bacino del Cermis: ( da "Trentino" del 03-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: futuri imprenditori che sono ostacolati dalla burocrazia. Oggi lo voglio dire senza remore: c'è tra certi burocrati una chiara volontà negativa, con lungaggini per impedire attività concorrenziali. Non posso immaginare che una potenza come Ryanair possa essere maltratta, ostacolata, se non di più di quello che si fa ad ogni società, per le lungaggini delle pratiche burocratiche.

La s.p.a. che regnò su un continente - federico rampini ( da "Repubblica, La" del 03-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: una burocrazia coloniale con cui per due secoli e mezzo quell'azienda privata aveva governato un quinto della popolazione mondiale Una perfetta, potente incarnazione dell'imperialismo mercantile FEDERICO RAMPINI "la Compagnia ha il grande privilegio di trasferire al servizio di Sua Maestà un corpo di funzionari civili e di ufficiali militari quale il mondo non vide mai prima d'

L'aquila del Parco in <affitto> ( da "Adige, L'" del 03-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: senza contare i problemi della burocrazia, soprattutto romana, con risposte alle nostre richieste che arrivano dopo mesi". La cessione del marchio per ora è un'idea: "In consiglio direttivo non ne abbiamo ancora parlato - aggiunge il presidente - perché la proposta me l'ha fatta il ministro a Roma, nell'incontro in cui ho esposto tutte le difficoltà del nostro Parco:

Sarà recuperata la vecchia chiesa di sant'elena ( da "Nuova Sardegna, La" del 03-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: naturalmente occorrerà attendere i tempi della burocrazia per potere riportare agli antichi fasti la struttura di culto cattolica. Ma è presumibile che l'intervento programmato possa essere completato entro due anni. "Anche questo intervento - ha proseguito Marceddu - è inserito all'interno della programmazione svolta dalla nostra amministrazione.

Quell'Italia che non crede all'Europa ( da "Unita, L'" del 03-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: impersonata da una burocrazia fredda e assente capace soltanto di imporre la spada di Damocle del contenimento della spesa a discapito delle esigenze di protezione sociale delle persone. In pratica si percepisce l'Europa come qualcosa che toglie sicurezza, protezione, identità e che non da nulla in cambio.

Edimes, altro colpo: preso viggiano l'ala usa entro un mese avrà il passaporto italiano ( da "Provincia Pavese, La" del 03-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: In attesa che la burocrazia faccia il suo corso, il giocatore, che con l'Edimes ha sottoscritto un accordo annuale, si presenterà regolarmente al raduno della squadra fissato per il 18 agosto. Prima di vederlo sul campo, i tifosi avranno, comunque modo di prender visione delle notevoli qualità atletiche di Viggiano.

Cinque mesi per trasferire una pensione da enna ( da "Mattino di Padova, Il" del 03-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia mette a segno un nuovo record negativo: ammesso che tutto vada per il meglio, ci vorranno quasi cinque mesi perché un'anziana 84enne tornata ad Arre, suo paese d'origine, dopo aver vissuto per quarant'anni in provincia di Enna, possa riscuotere la propria pensione.

Una condotta controcorrente ( da "Eco di Bergamo, L'" del 03-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che voleva introdurre regole nuove con una burocrazia rimasta vecchia. Il partigiano dai capelli bianchi decise di dimettersi quando si accorse che nessuna delle sue disposizioni riusciva a varcare il muro di gomma opposto dai suoi funzionari. Le leggi son - ossia ci sarebbero già, direbbe padre Dante - ma chi pon mano ad esse?

Caso cefalea grave, Napolitano risponde ( da "Eco di Bergamo, L'" del 03-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Rosaria è impegnata in una battaglia contro la burocrazia che finora non le ha concesso la pensione di invalidità. Un sostegno prezioso nelle sue condizioni, che le consentirebbe di dedicarsi con più attenzione alla sua salute e alla famiglia. Dall'Inps era riuscita a ottenere l'assegno di inabilità - 85 euro al mese - ma non la pensione di invalidità: sarebbe troppo giovane.

Il rondò non basta, in Val Brembana restano le code ( da "Eco di Bergamo, L'" del 03-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ) e burocrazia ne hanno rallentato la costruzione. Ora la Provincia sembra sicura di poterla fare velocemente. E si spera, perché se le code si formano oggi che i turisti non arrivano a valanga, figuriamoci quando entrerà a pieno regime la San Pellegrino voluta da Percassi.

Coronano ( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 03-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Abbiamo già provato ad avere i visti di ingresso, ma la burocrazia è tale che per ora vi abbiamo rinunciato". Partirete di nuovo assieme? "Ci lega la passione. Ci conosciamo da appena tre mesi ma abbiamo fatto un viaggio incredibile assieme e ci siamo trovati bene. Vedremo. Forse sarà proprio S.Pietroburgo la nostra prossima meta.

Di ALBERTO MAZZUCA ( da "Nazione, La (Firenze)" del 03-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Per gli sperperi, per gli alti costi della burocrazia, per la criminalità. "L'Italia ha bisogno di un 'drizzone' per poter competere con gli altri Paesi", sostiene il premier Silvio Berlusconi. Un 'drizzone'? Qualcosa, per farla breve, che porti la barra nella giusta direzione. Cominciando con il lavorare di più.

Ici, proroga al 26 agosto Anche nel Comune di Gubbio viene appli ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 03-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Gli enti che le gestiscono dovrebbe essere più snelli ed avere minore burocrazia, per poter promuovere il turismo. Una diversa gestione di questa risorsa, unita alla possibilità di svolgere abbattimenti selettivi all'interno delle aree protette, porterebbe ad un incremento del turismo e ad un aumento dei finanziamenti disponibili per le aree tutelate.

LATINA - La spiaggia "cartolina" dell'isola di Ponza, Chiaia di Luna, conside ( da "Messaggero, Il" del 03-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Prudenza o burocrazia? I rappresentanti del "Comitato civico Chiaia di Luna" fanno la spola tutti i giorni con il Comune e parlano di "promesse non mantenute". Sono pronti anche a proteste clamorose perché stufi di "continui ritardi delle pratiche burocratiche - spiega Tommaso Andreozzi - delle perizie tecniche e dei lavori vari effettuati per consentire la fruizione della spiaggia"

Rifat il campione sfida i palazzinari di Jaffa ( da "Corriere della Sera" del 03-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia e le ruspe vogliono abbatterlo assieme ai muri di altre cinquecento case. "Mia madre ci vive da quando è nata, 75 anni fa", racconta Jimmy. "Abbiamo ricevuto una lettera di sfratto: non siamo i legittimi proprietari della terra dove la casa è stata costruita".

L'Europa, le città e Proust ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 03-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: fondata sulla valorizzazione delle energie sociali ed economiche e ostile alle burocrazie. Si tratta di una identità i cui tratti salienti sono quelli di essere una città dotata di energie sociali ed economiche e di rigore morale, gelosa della sua buona amministrazione cittadina, e che si propone come modello per il resto del Paese.

Ora tutti vogliono l'ex villa del boss ( da "Corriere della Sera" del 03-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è oggetto di contesa tra il Comune e le burocrazie statali. La giunta cittadina ha chiesto di farci una comunità psichiatrica, la Prefettura ha pensato che ci starebbero bene degli alloggi per alti ufficiali, anche la questura sembrava intenzionata a chieder qualche spazio, mentre adesso un sindacato vorrebbe farci la nuova caserma della Stradale.

Arrestato l'<inquisitore di Temuco> il carcere dove fu torturato Seplveda ( da "Corriere della Sera" del 03-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Fresia arriva in caserma, capisce che non si tratta di burocrazia, scappa. Non riesce a comunicare con Omar, che ha però intuito il pericolo e per due giorni si nasconde. I comunicati radiofonici iniziano a cercarlo con maggiore insistenza, "vivo o morto". Finché il padre lo convince a consegnarsi.

Intesa per il gemellaggio fra campli e ortona ( da "Centro, Il" del 03-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per la burocrazia, quindi per le delibere e per gli altri passaggi, ci vorrà più tempo. Ma siamo sicuri che il procedimento sarà ultimato nel 2009. Il legame con Campli ha numerosi aspetti: da quello storico a quello religioso. Due anni fa abbiamo portato in pellegrinaggio nella città teramana il busto d'argento contenente le reliquie dell'

Ottanda domande, ma l'assessore non lo sa ( da "Tempo, Il" del 03-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: alle prese con la lentezza della burocrazia cittadina. Tutto inizia nel 2006 quando la Regione Abruzzo proroga i termini per la scadenza delle domande per il recupero edilizio dei sottotetti: decine di teatini, dopo aver pagato gli oneri concessori regionali e le parcelle dei professionisti incaricati dei progetti, presentano al Comune una domanda che deve passare al vaglio dell'

E' vuoto da due anni quel lago sul Gorzente ( da "Stampa, La" del 03-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia", prosegue Repetto. Il timore degli amministratori dell'area protetta è che si debba procedere non solo a ricostruire le condotte di scarico: "Mediterranea delle Acque ha presentato un progetto all'Ufficio Dighe a Roma. La decisione potrebbe avere ricadute pesanti per il territorio nel caso in cui il piano sia bocciato ed emerga la necessità di abbattere e ricostruire

Protesta per l'oratorio perduto ( da "Stampa, La" del 03-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: i soldi per la costruzione e i tempi della burocrazia. I primi non si sa bene da quale cassa usciranno, se da quelle di Palazzo civico o da quelle dei salesiani. Per ora nessuno si esprime. Tutti sperano in un finanziamento di enti superiori, si vedrà. Così, invece della processione sospesa per la pioggia minacciosa, è toccato al sindaco Andrea Filippin,

<Paludei, con il Consorzio massima collaborazione> ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 03-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: essi sono soltanto da imputarsi alla burocrazia. L'accordo di programma per l'idrovora è stato firmato dal sindaco Dalla Libera ancora mesi fa. Da informazioni assunte, mi risulta che la Regione sia in procinto di firmarlo. Tutto il resto sono chiacchiere da osteria". La nuova idrovora Paludei sarà il doppio di quella attuale.

La perizia sull'area del Sant'Anna divide costruttori e immobiliaristi <Troppo bassa>. <No, zona senza pregio> ( da "Corriere Di Como, Il" del 03-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: cinque anni di cantieri e burocrazia dal momento della vendita. Non solo: i periti sostengono che "le trasformazioni oggi in atto sul territorio del comune di Como implicano il conseguente rischio di saturazione del mercato, che induce a una stima prudenziale dei valori di vendita, in particolare dei valori riferiti al terziario e alle funzioni di servizi alla persona"

E in Friuli il tragico San Michele diventerà un monumento ( da "Gazzettino, Il" del 03-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ingessatura delle burocrazie. Gli Alpini del "Gemona" non mollavano un palmo di Alpi Giulie.Oggi, questi molti luoghi che costellano la montagna e il Carso diventano occasione di fortunata economia turistica. Anzi, negli intenti della Regione giocheranno un ruolo di prima grandezza per attirare presenze dal Paese e dall'Europa,

CONFINDUSTRIA ( da "Gazzettino, Il" del 03-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: penso ad esempio alla pressione fiscale o alla burocrazia".Una proposta ad esempio è quella di iniziare a ragionare sugli "eco-punti" come avviene in Austria, sistema che incentiva all'utilizzo di forme di trasporto alternative alla gomma. "Ma faccio anche un'altra considerazione - aggiunge Catozzo - In Italia ci sono ancora i caselli autostradali,

Mafia/ Familiari vittime di mafia chiedono 'asilo' a ( da "Virgilio Notizie" del 03-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia che è ormai divenuta mero strumento di controllo per zittire ed asservire le coscienze. Non garantire l'adeguata tutela sociale ed economica alle famiglie dei caduti nella lotta alla mafia significa - prosegue la Alfano - rendere più conveniente giurare fedeltà alla mafia, che in caso di morte o arresto di un proprio affiliato assiste in maniera efficiente la sua famiglia,

"C'è troppo fango Non so ancora se mi ricandido" ( da "Stampa, La" del 03-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "Pure quello non è facile: burocrazia pesantissima, tempi lunghi, opere pubbliche che vorresti fare in un mese e per le quali occorrono anni. Poi il federalismo: se ne parla da decenni, ma mai come quest'anno c'è stata così tanta mancanza di autonomia negli enti locali.

Volante ROSSA ( da "Manifesto, Il" del 04-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Questa specie di burocrazia non so se abbia più aiutato a proteggere lo Stato socialista o gli abbia fatto più male. Ma è vero anche che in questa ed altre acque si tuffarono come pesci quelle forze socialdemocratiche riformiste, anche se nei nostri ambienti erano molto forti sensazioni e notizie che fossero i servizi segreti occidentali a finanziare tutto.

Nel campo rom Aristofane narra i tanti soprusi ( da "Manifesto, Il" del 04-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dalla burocrazia in cerca di attestati, a rendere impossibile la fondazione della città ideale. Pubblico e attori occupano il cortile centrale del campo, intorno prefabbricati in legno dipinti in arancione pastello delimitano lo spazio, sembrerebbe un camping se l'orizzonte non fosse occupato dall'autostrada e dalle Vele,

Zanca: vendo la sede di via Solferino ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 04-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Secondo punto, la riorganizzazione interna basata su una minor burocrazia e su un maggior orientamento ai servizi innovativi da dare ai nostri associati, compresa più formazione; riconoscimento al nostro personale dei meriti ottenuti sul campo e riqualificazione. Terzo punto, il pareggio di bilancio".

Un comitato per il taglio dei pini sulla 429 - guido fiorini ( da "Tirreno, Il" del 04-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Segnatevi i nomi delle vittime" Fra loro anche il padre di Diego Taddei: "Basta burocrazia, servono le strade". I primi abbattimenti dopo l'estate GUIDO FIORINI CASTELFIORENTINO. Fra loro c'è anche Vasco Taddei, padre di Diego, il giovane che sabato scorso ha perso la vita in sella alla sua moto Kawasaki Ninja, insieme all'amico Andrea Tassinari.

Bidonvia pronta, ma resta al palo ( da "Eco di Bergamo, L'" del 04-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma non abbiamo fatto i conti con la burocrazia. L'impianto non può partire senza i necessari collaudi". Era l'8 settembre 2006 quando la bidonvia del Monte Poieto fece la sua ultima corsa, per l'avvenuta "morte tecnica" della risalita. Si spera che ora possa ripartire almeno a settembre.

Bosio, caserma dei vigili del fuoco è ancora bloccata dalla burocrazia ( da "Stampa, La" del 04-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: caserma dei vigili del fuoco è ancora bloccata dalla burocrazia Ancora inattiva la sede distaccata dei volontari dei vigili del fuoco di Bosio, annunciata come operativa sin dallo scorso anno. Nonostante siano a disposizione gli spazi e la squadra sia dotata anche di un'autopompa serbatoio rimessa a nuovo, tutto è ancora fermo.

Di PAOLO POPONESSI TRA LE PAGINE dolorose vissute dall'Ital ( da "Resto del Carlino, Il (Forl)" del 04-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 43 e la stringata burocrazia militare ci informa che risulta deceduto in prigionia il 28-3-1945 in Germania; cosa gli accadde dalla cattura alla morte è difficile saperlo con certezza anche se la nipote nella sua ricerca ha provato a ricostruire i fatti. Come gli altri italiani fu caricato su treni dai vagoni piombati e portato in Germania;

Francia frenata da troppi vincoli ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 04-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: imbrigliato da una programmazione soffice, gestita da una burocrazia illuminata ed efficiente, e da una lunga tradizione di ordine centralizzato. Ci fu un tempo in cui un ministro dell'Istruzione poteva dire, guardando l'orologio di martedì: in tutte le classi di quinta in Francia in questo momento gli scolari hanno l'ora di matematica.

<NO ALLA BUROCRAZIA. Strade subito>. <Un abbraccio alle famiglie d ( da "Nazione, La (Empoli)" del 04-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 27 "NO ALLA BUROCRAZIA. Strade subito". "Un abbraccio alle famiglie d... "NO ALLA BUROCRAZIA. Strade subito". "Un abbraccio alle famiglie di tutte le vittime". "La velocità uccide. 359 persone non ci sono più. Pensa prima di correre!". E ancora: "Basta con i morti.

In 400 ricorrono al difensore civico ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 04-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: il cui fine è quello di snellire la burocrazia che a volte si fa sentire negli enti pubblici e rendere più agevole il contatto con i referenti municipali. Ricevo in Comune (il martedì dalle ore 10 alle 12, ndr) ma ho notato che negli ultimi tempi molte persone mi fermano anche fuori sede, perché sanno dell'esistenza di questo istituto ed evidentemente lo ritengono utile"

Burocrazia peggiore del terremoto ( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 04-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: L'edificio di Leonessa rimase danneggiato dalle scosse che colpirono il Reatino nel 1997 Burocrazia peggiore del terremoto Il santuario di S.Giuseppe attende da 11 anni l'inizio dei lavori di consolidamento.

S.Giuseppe, la burocrazia batte il terremoto ( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 04-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Leonessa. Nel 1997 il santuario rimase danneggiato da una scossa sismica. Fermo da anni lo stanziamento di 600 milioni S.Giuseppe, la burocrazia batte il terremoto Ci sono i soldi e il nullaosta per i lavori, ma l'appalto non viene bandito.

Nel paese dove un referendum, di ispirazione più politica che popolare e fatto roteare minaccio ( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 04-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: si propone di ottenere l'annessione all'Umbria, è invece la burocrazia a fare i danni maggiori. Una riprova? La storia del santuario di San Giuseppe, a Leonessa, danneggiato dal sisma che nel 1997 colpì Rieti e diversi centri della provincia, ormai catapultato e imbrigliato tra cavilli, ritardi, inspiegabili silenzi e omissioni.

VIA VARSAVIA Quei cassonetti messi e poi rimossi ( da "Messaggero, Il (Metropolitana)" del 04-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Claudio Censori BUROCRAZIA Ogni Municipio ha regole diverse Martedi 22 luglio mi sono recato presso gli uffici del I municipio (via Petroselli) per consegnare alcune dichiarazioni ICI. Mi sono state rifiutate perché non avevo le deleghe e le fotocopie dei documenti dei dichiaranti.

PESARO - Dopo il via libera della maggioranza, al cinema Moderno manca solo il voto del cons ( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 04-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che dovrebbe agevolare le imprese nella burocrazia, e diverse delibere urbanistiche passate proprio attraverso il Suap. Pesaro città della musica. Il consiglio sarà chiamato a dare il via libera alla costituzione del comitato promotore per la candidatura di Pesaro quale città della musica inserita nella rete delle città creative dell'Unesco.

VIA VARSAVIA Quei cassonetti messi e poi rimossi ( da "Messaggero, Il" del 04-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Claudio Censori BUROCRAZIA Ogni Municipio ha regole diverse Martedi 22 luglio mi sono recato presso gli uffici del I municipio (via Petroselli) per consegnare alcune dichiarazioni ICI. Mi sono state rifiutate perché non avevo le deleghe e le fotocopie dei documenti dei dichiaranti.

<Ho lasciato tutto per un bed & breakfast> ( da "Corriere della Sera" del 04-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Un addio alla cattedra perché ormai per le aule c'era troppa burocrazia e poca anima. L'idea del bed & breakfast per arrotondare il bilancio, per non doversi sempre arrabattare. Ma soprattutto per conoscere gente nuova, per avvicinare nuove culture. Il suo esercizio si chiama Bell' époque perché lei è un po' così.

La sfida delle idee ( da "Centro, Il" del 04-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è un eccesso di burocrazia amministrativa e quindi di personale in esubero a causa di un arcaico sistema di contabilità che non ha recepito gli sviluppi dell'informatica. La Regione Abruzzo ha da sempre una pletora di personale amministrativo che non è giustificabile, in rapporto alla giusta decisione di regionalizzare la sanità,

Volante ROSSA - UN SOGNO NEL CASSETTO CHE ANDAVA OLTRE IL 25 APRILE ( da "Manifesto, Il" del 04-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Questa specie di burocrazia non so se abbia più aiutato a proteggere lo Stato socialista o gli abbia fatto più male. Ma è vero anche che in questa ed altre acque si tuffarono come pesci quelle forze socialdemocratiche riformiste, anche se nei nostri ambienti erano molto forti sensazioni e notizie che fossero i servizi segreti occidentali a finanziare tutto.

Imprese, Regione Veneto: "L'Ice deve cambiare" ( da "Sestopotere.com" del 04-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Per l'assessore Sartor, è necessaria più azione e meno burocrazia, occorre dare all'estero una immagine del Paese coordinata, ma consapevole delle specificità dei territori locali, è utile insomma operare in sinergia e puntare all'innovazione. Il sottosegretario Urso ha promesso un impegno in tale senso.

Crosato rilancia l'idea del Parco delle colline ( da "Arena.it, L'" del 04-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: essere ferma nei meandri della burocrazia che speriamo vengano risolti quanto prima. A quel punto il progetto del parco europeo riprenderà il suo corso". Nell'attesa il comitato non resta con le mani in mano. "Tutt'altro. Anche perché", sottolinea il segretario, "l'edilizia è in costante sviluppo in tutte le province interessate dal territorio delle colline moreniche gardesane così,

RADULOVIC: L'AIR VI STUPIRà ANCORA ( da "Mattino, Il (Avellino)" del 04-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: impresa del presidente Ercolino era al Paladelmauro ad effettuare dei lavori di carpenteria, per favorire l'opera dei colleghi che da stamattina riprenderanno a ricostruire le due curve del palasport. Il tutto procede regolarmente e, anzi, gli operai stanno cercando di recuperare quei 15 giorni sprecati dalla burocrazia, lavorando contemporaneamente in più settori.

DALLA PRIMA PAGINA ( da "Gazzettino, Il" del 04-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: possa capire anche la gente non particolarmente esperta di burocrazia e di linguaggio finanziario? Perché? Si tratta di uno dei vizi endemici della cultura italiana. E poiché viene usato nella prassi che riguarda il pagamento delle tasse, sembra sfasato o autolesionista. Un'altra caratteristica dei moduli, e soprattutto degli enormi fascioli che vengono distribuiti (a pagamento)

Bonus-legumi, beneficiate quasi duecento aziende-agricole ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 04-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per la burocrazia regionale che si dichiarava contraria ai de minimis agricoli, in quanto non contemplate delle norme comunitarie. Abbiamo insistito perchè sapevamo che volendo si può ritornare sui campi come sapevano ben fare i nostri nonni. Un tempo per la semina, un tempo per il raccolto, un tempo per la procedura tecnico-burocratica nei tempi del ciclo biologico della pianta"

Famiglia cristina incita Brunetta contro i fannulloni' ( da "KataWeb News" del 04-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Infine il settimanale dei Paolini spinge il Governo "a fare di più e di meglio per eliminare le inefficienze della burocrazia, figlia di una legislazione farraginosa, comodo alibi per i fannulloni. Su questo fronte però brilla per i suoi silenzi il ministero per la Semplificazione, affidato al 'saccente e ciarliero' leghista Calderoli". AGI.

Governo/ Cota: Famiglia cristiana ignora i tagli alla ( da "Virgilio Notizie" del 04-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Burocrazia Siamo a metà dell'opera, lo sanno bene cittadini e imprenditori postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 4 ago. (Apcom) - "Quando si vive in uno Stato con meno burocrazia si è già a metà dell'opera. Lo sanno bene i cittadini e gli imprenditori.

Lotteria di Zoppè, svaligiato l'incasso ( da "Tribuna di Treviso, La" del 05-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Già si fa fatica a organizzare una sagra (eventi sempre più tartassati dalla burocrazia e affidati al volontariato e al portafoglio degli organizzatori, tant'è vero che queste manifestazioni stanno scomparendo) se poi ci si mettono anche i ladri... Domenica sera, comunque, l'estrazione della lotteria è avvenuta regolarmente.

Sudore e sorrisi per il nuovo Cammi ( da "Giornale di Brescia" del 05-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: non fosse impegnato a scandire i tempi della prima sofferta mattinata di lavoro: scatti, allunghi, test, navette. Cittadini scrive e annota i tempi. Fraser è guarito e aspetta di capire se la burocrazia lo autorizza a giocare in Nazionale oppure no. cominciata la nuova stagione. Sangue e lacrime più avanti, se proprio ce ne sarà bisogno.

Meno dirigenti, più assessori ecco la "dieta" di lombardo ( da "Repubblica, La" del 05-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dimagrante alla burocrazia. E a Cascio ha confermato di voler ridurre il numero di dipartimenti e uffici speciali, che oggi sfiorano quota 40. E in vista di questa riforma, approfittando dello spoils system che porterà a compimento entro venerdì, dovrebbe limitare anche le nomine dei dirigenti generali, approfittando di strumenti come il pensionamento di chi ha maturato i requisiti e l'

Commercio, la Regione investe dodici milioni ( da "Secolo XIX, Il" del 05-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Da Confcommercio e Confesercenti sono giunte parole di apprezzamento per il sostegno della Regione al commercio. "??stato fatto molto per questo settore - hanno detto i rappresentanti di categoria - ora non ci resta che adeguare i tempi della burocrazia a quelli delle imprese". Al. Cost. 05/08/2008.

L'opificio è al collasso ( da "Repubblica, La" del 05-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Tanto più che sembra essersi disperso nei meandri della burocrazia anche il regolamento che parifica all'università i corsi quadriennali della scuola di restauro, con il risultato che non sono stati fatti i bandi per selezionare i nuovi 15 studenti che ogni anno garantiscono la riapertura dei corsi e il funzionamento della scuola.

L'opificio naviga a vista l'autonomia non ha regolamento - mara amorevoli ( da "Repubblica, La" del 05-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Tanto più che sembra essersi disperso nei meandri della burocrazia anche il regolamento che parifica all'università i corsi quadriennali della scuola di restauro. Con il risultato che non sono stati fatti i bandi per selezionare i nuovi 15 studenti che ogni anno garantiscono la riapertura dei corsi e il funzionamento della scuola.

La crisi dei consumi è la sfida d'autunno per i commercianti - nicola rossi ( da "Mattino di Padova, Il" del 05-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, abusivismo, mancanza di infrastrutture: queste sono le voci che incidono al 50% sui nostri costi. Queste sono le cause prime che fanno chiudere decine di attività commerciali (ne prevediamo quasi 500 entro la fine dell'anno) e che fanno lievitare le difficoltà alle famiglie di chiudere i loro bilanci mensili.

Sfratto per un'intera famiglia - piero marongiu ( da "Nuova Sardegna, La" del 05-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La fredda burocrazia non guarda in faccia niente e nessuno: se si tratta di persone con problemi economici, sembra che si accanisca di più. Il foglio firmato dall'ufficiale giudiziario recita freddamente, che "la notifica dell'atto di precetto avvenuta senza opposizione, intimava di rilasciare libero da persone o cose,

Stop alla burocrazia Nuove liberalizzazioni ( da "Giornale.it, Il" del 05-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia Nuove liberalizzazioni di Redazione Il decreto prevede anche misure destinate a sfoltire le procedure burocratiche necessarie per avviare un'azienda. Con l'obiettivo di arrivare alla possibilità di aprire un'impresa in un giorno. Fra le norme di impatto economico contenute nel provvedimento c'è anche quella che rilancia la graduale liberalizzazione dei servizi pubblici

A Lampedusa dialisi fantasma <Io malata costretta a emigrare> ( da "Giornale.it, Il" del 05-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia dalla civiltà sanitaria non sono montati. E ancora tanti lampedusani non possono vivere, lavorare, curarsi a casa loro. Nonostante, paradossalamente, sull'isola ci sia una straordinaria densità di medici e quando arrivano in porto le carrette del mare scortate dalla Guardia Costiera, gli uomini con le pettorine delle varie associazioni di volontariato facciano a gara per

Spettacoli, marina batte tirrenia 27 a 1 - giovanni parlato ( da "Tirreno, Il" del 05-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: continua Mangini - le concerti jazz a villa Bondi si sono chiusi con un deficit di 11 mila euro. Inoltre, la burocrazia è un assillo continuo. Organizzare una manifestazione non è più una gioia, ma un lavoro arduo. Bisogna correre da un ufficio all'altro, serve sempre più documentazione e non si finisce mai di mettere firme su firme".

DI CHI LA COLPA? Con la maiuscola stavolta, in senso filosofico, metafisic ( da "Giorno, Il (Milano)" del 05-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che ancora suscita contrasti, reazioni ed emozioni, fa venire in mente gli infiniti grandi colpevoli scoperti via via nella nostra storia recente. Colpa dei sindacati, della scala mobile, delle pensioni, della burocrazia, degli evasori, dei fannulloni, della casta...Siamo sempre lì? Piove, governo ladro?.

<Maestà, una sede per le vittime della mafia> ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 05-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia che è ormai divenuta mero strumento di controllo per zittire e asservire le coscienze. Non garantire l'adeguata tutela sociale ed economica alle famiglie dei caduti nella lotta alla mafia significa ? prosegue la Alfano ? rendere più conveniente giurare fedeltà alla mafia, che in caso di morte o arresto di un proprio affiliato assiste in maniera efficiente la sua famiglia,

Alto Adige non <autosufficiente> Oberrauch: burocrazia da tagliare ( da "Corriere Alto Adige" del 05-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia da tagliare BOLZANO - Un passivo di 350 euro per ogni cittadino, Con le tasse riscosse sul suo territorio, l'Alto Adige non sarebbe in grado di coprire la propria spesa pubblica: a certificarlo un'inchiesta de Il Sole - 24 Ore, che prende in considerazione la situazione regione per regione nell'ottica del federalismo che verrà.

Pmi, costi ridotti per 4,1 miliardi ( da "Sole 24 Ore, Il" del 05-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: con un impatto per 6 miliardi sulle microimprese (da 0 a 4 dipendenti) e per 1 miliardo sulle medie imprese (da 5 a 249 dipendenti). GLI ALTRI RISPARMI Eliminato il libro matricola, alleggeriti la dichiarazione di ottemperanza alle norme sui disabili e il prospetto sulla situazione occupazionale AGF Meno burocrazia. Il ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta.

Cappelli e le agenzie girano gli spot <No ai politici, vendiamo noi la Puglia> ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 05-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che possiamo cambiare le cose anche senza piegarci alla burocrazia e alle pretese dei politici. Questo lo potremo realizzare solo aggregandoci replicando il modello utilizzato da regioni leader (magari evitando alcuni errori commessi) come la Toscana". Cappelli (in maglia di lino bianca e scarpe crocs verde militare) ha tenuto banco per circa tre ore.

La democrazia non è mai gratis ( da "Sole 24 Ore, Il" del 05-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ogni burocrazia inutile, diretti alla conquista di voti di parte, ha un costo per la collettività e per la sua economia. Il tempo di tutto questo (e molto altro ancora) non può che finire, per tutte le democrazie. Sono lussi, non solo formali o politici, ma anche economici, che la democrazia contemporanea non può più permettersi,

Quartiere isolato, mille firme per il nuovo ponte ( da "Corriere del Veneto" del 05-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "Ci rendiamo conto che i tempi della burocrazia sono lunghi, ma sappiamo anche che non tutte le pratiche hanno la stessa importanza e lo stesso peso sui destinatari delle decisioni, che nel nostro caso sono decine di migliaia di cittadini -spiega Enzo Corani, referente del comitato - .

PICCOLI COMUNI ( da "Corriere della Sera" del 05-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: BREVI PICCOLI COMUNI Tagli necessari La nuova proposta di Comuni italiani ci dice che è necessario procedere speditamente verso l'unificazione dei piccoli Comuni e non, per abbattere gli enormi costi di gestione che ormai gravano sui cittadini. I costi della burocrazia hanno infatti creato in Italia un sistema slegato da ogni competizione e controllo. V. Bossi v.bossi@virgilio.it.

Pendolari della salute: "Io malata costretta a emigrare per la dialisi" ( da "Giornale.it, Il" del 05-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia dalla civiltà sanitaria non sono montati. E ancora tanti lampedusani non possono vivere, lavorare, curarsi a casa loro. Nonostante, paradossalamente, sull'isola ci sia una straordinaria densità di medici e quando arrivano in porto le carrette del mare scortate dalla Guardia Costiera, gli uomini con le pettorine delle varie associazioni di volontariato facciano a gara per

DEBORA TURAZZA ( da "Arena.it, L'" del 05-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Poi c'è stata tanta burocrazia, tanta forma e poca sostanza. Ogni anno mi invitano alla festa della Polizia. A Verona partecipo volentieri, a Roma ho smesso di andare. Preferirei che invece di parole di circostanza ci fossero azioni per i poliziotti che lavorano.

Questo Pear è tutto da rifare ( da "Corriere Adriatico" del 05-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: fortissima la capacità dissuasiva della burocrazia regionale nei confronti di tutti gli imprenditori che volevano investire, scoraggiando tanti progetti, che sono rimasti quasi tutti inevasi nei cassetti dell'ente) ma dimostra proprio nel contenuto la sua inefficienza. Mi viene da sorridere pensando che questa giunta di centrosinistra sia tra le più reazionarie e conservatrici in Italia,

FALSE DICHIARAZIONI PER I TICKET, 200 DENUNCIATI ( da "Mattino, Il (Salerno)" del 05-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: forse confidando nella tradizionale lentezza della burocrazia italiana, hanno autocertificato situazioni non corrispondenti al vero. Non avevano fatto i conti con le Asl, che in materia di esenzione ticket stanno effettuando da tempo serrati controlli sulle autocertificazioni, in molti casi non limitandosi a verifiche a campione come richiede la legge,

Tre anni di iter. E la bolletta forse non diminuirà ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 05-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: BUROCRAZIA Tre anni di iter. E la bolletta forse non diminuirà Trasportare i rifiuti raccolti in provincia nella discarica di San Gottardo costerà meno che farli arrivare a Ferrara o Mariano Comense (mete privilegiate dalla Net). Ciò significherà anche una riduzione della bolletta per i cittadini?

Diplopedia, una guida ideale per capire i palazzi romani ( da "Sicilia, La" del 05-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: resta pur sempre uno strumento ristretto di comunicazione all'interno del Dipartimento di Stato, dove la burocrazia continua ad essere alimentata con metodi più tradizionali. Ogni anno girano tra le ambasciate 1,8 milioni di cablogrammi, che si accompagnano a 1,5 miliardi di messaggi di posta elettronica. Marco Bardazzi.

BIBLIOTECA NAZIONALE IL SINDACATO CON MAROTTA ( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del 05-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: purtroppo non appartiene anche ad alcuni alti esponenti della burocrazia del nostro Ministero, sebbene preposti alla guida di alcuni settori che ci riguardano specificamente". Proprio in questi giorni, denuncia la Rsu, "alcuni locali di Palazzo Reale (l'appartamento del Ciambellano) sono stati occupati da nuovi uffici amministrativi pertinenti alla Soprintendenza regionale.

NO DELL'ASSEMBLEA Era il 7 luglio ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 05-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Senza considerare poi l'aumento della burocrazia. C'è poi da sottolineare che restano aperte tutte le possibilità di ottenere contributi e finanziamenti volti a iniziative di carattere storico e cultuirale legate alla tutela della lingua friulana. Iniziative che continueremo ovviamente a fare.

Vicenda di ordinaria burocrazia ( da "Gazzettino, Il (OgniSport)" del 05-08-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Vicenda di ordinaria burocrazia nella frazione di Tiser dove gli anziani hanno una vecchia residenza sprovvista di servizi igienici che si potrebbero realizzareMa le istituzioni non danno l'assensoMezzacasaA pagina V.

IMPRESE:GOVERNO PUNTA A TAGLIO 25 MLD ONERI BUROCRAZIA 2012 ( da "Wall Street Italia" del 05-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia. La prima parte degli interventi è già attuata con il decreto che contiene la manovra e riguarda fondamentalmente oneri legati al lavoro (tenuta libro paga o libro matricola, comunicazione dei dati, etc.). Si proseguirà con le informative dovute dalle imprese all'amministrazione per arrivare appunto ad una cifra che il ministro Brunetta valuta in un massimo di 25 miliardi

Il vino Doc ora potrà essere venduto anche in sacche di plastica ( da "Gazzettino, Il" del 05-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Con la vendemmia 2008 vengono introdotti per la prima volta in Italia i voucher vendemmia per ridurre la burocrazia per le imprese agricole, combattere la piaga del lavoro nero e dare una possibilità di integrazione del reddito a studenti e pensionati.

PMI, TAGLIO AI COSTI DELLA BUROCRAZIA AL RITMO DI 4,1 MLD L'ANNO ( da "Wall Street Italia" del 05-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Pmi, taglio ai costi della burocrazia al ritmo di 4,1 mld l'anno -->Ma il ministro Brunetta auspica che la riduzione degli oneri raggiunga i 25 mld nel 2012.

Dati sul web: li metteremo nella mani degli operatori? ( da "MyTech" del 05-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: progetto patrocinato dal network paneuropeo Eureka promette di snellire tutta la burocrazia del web: niente più dati personali e password a getto continuo, basterà fornire una sola volta le informazioni agli operatori telefonici per essere immediatamente riconosciuti dai siti web preferiti Articoli correlati I dieci comandamenti per sfondare nell'e-commerce Nuova identità su Internet?

Il libro di epigrammi dei due lodigiani con la prefazione di Flavio Oreglio ( da "Cittadino, Il" del 06-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: epigrammi e riflessioni sulla politica e la burocrazia. Per dirla in breve quella casta che ci governa e che, visto come vanno le cose, ci incastra. La brillante prefazione è curata da Flavio Oreglio che inizia così: "Si parla della sintesi come di un dono, e in effetti non tutti ce l'hanno, ma Sergio Pizzuti e Marco Raja dimostrano di possederlo e farne buon uso.

Palazzo Fulcis barcolla, ma il museo si farà ( da "Corriere delle Alpi" del 06-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Colpa della burocrazia, ma soprattutto dei soldi che non bastano mai. Non è il caso di palazzo Fulcis, acquisito pochi anni fa dalla Fondazione Cariverona con l'obiettivo - chiaro e impegnativo - di trasferirvi il museo cittadino e trovare nuove forme di utilizzo.

Acqualpago forse per Natale ( da "Corriere delle Alpi" del 06-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ritardo rispetto alla tabella di marcia e forse tra collaudi e burocrazia si dovrà aspettare Natale. Ma si procede e questo è l'importante. Nel frattempo Mauro Baron imprenditore sportivo friulano e futuro gestore dell'impianto nelle sue funzioni di C della Nazionale canoa può dedicarsi a tempo pieno agli atleti impegnati a sostenere i colori dell'Italia alle Olimpiadi di Pechino.

Più spettatori, la gente ha promosso il Palio ( da "Corriere delle Alpi" del 06-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Bisogna capire che queste manifestazioni hanno bisogno di meno burocrazia. Da questo punto di vista, iniziare a lavorare in primavera non ci ha certo aiutato. Il Palio va pensato prima, bisogna cominciare a lavorare già in ottobre. E dovremo ripensare alcune cose, a partire dai mercatini del sabato, per i quali dobbiamo davvero inventarci qualcosa".

Atti e documenti con posta elettronica il comune risparmierà tempo e soldi ( da "Corriere delle Alpi" del 06-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Dibattito su una proposta anti-burocrazia del leghista Nunzio Gorza Atti e documenti con posta elettronica il comune risparmierà tempo e soldi FELTRE. Lentamente anche l'amministrazione comunale muove qualche passo sulla strada dell'ammodernamento delle procedure e della semplificazione burocratica.

La Nazionale rimane senza cartucce ( da "Corriere delle Alpi" del 06-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La cartucce sarebbero arrivate in Cina già sabato, ma la burocrazia locale non è proprio un fulmine. Meno veloce di quella italiana e non è facile. Gli unici che non hanno di questi contrattempi sono gli atleti dello skeet, ma solo perché si stanno preparando a Singapore con il cittì Fazi. Gelisio al passo con gli altri.

Tutta la comunità dà l'addio ad Alice ( da "Trentino" del 06-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia" che obbligatoriamente scatta in questi casi. Alle 17 di oggi sono previsti i funerali. Qualche ora prima delle esequie la salma di Alice Valenti verrà trasferita dalla camera mortuaria dell'ospedale di Tione, dove è stata ricomposta dopo il ritrovamento in fondo ad un maledetto canalone, alla chiesa di Bondo.

Gentilezza ( da "Giornale di Brescia" del 06-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: vogliono pubblicamente ringraziare mio tramite la signora Enza Pasquali per l'alta professionalità, disponibilità e gentilezza riservata, unita alla pazienza nello spiegare le mille carte della burocrazia per loro incompetenti. Sembra giusto segnalare l'episodio perché la signora Enza sia presa ad esempio e modello di comportamento semplice e corretto. Grazie. LETTERA FIRMATA.

L'adsl? Come l'elettricità a fine '800 ( da "Tribuna di Treviso, La" del 06-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: nel mancato decollo della banca online, nei rapporti con la burocrazia che rimangono fisici o cartacei. Ma è altrettanto vero che l'alfabetizzazione non potrà mai avvenire se non si investe sulla rete. Allora cosa bisognerebbe fare? I soldi non abbondano. E Telecom, tra l'altro, cerca di uscire da un momento molto difficile.

L'area verde è uno scempioma il Comune dà via libera ( da "Secolo XIX, Il" del 06-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che mescola un po' tutto il peggio della burocrazia nostrana fra aziende che scompaiono e riappaiono misteriosamente, un bel po' di soldi in ballo e certificazioni da mettersi le mani nei capelli, occorre tornare addirittura al 1996, quando viene siglata la convenzione fra Tursi e la Autogen, incaricata di realizzare il park interrato.

Treno dei bimbi a 170, multa ( da "Libert" del 06-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Castellano vittima della burocrazia, ora verrà annullata CASTELSANGIOVANNI - Quando ha letto la contravvenzione da 148 euro per essere sfrecciato a 169,25 chilometri orari sull'autostrada A14 Bologna-Taranto, in provincia di Chieti, non ha creduto ai suoi occhi. La targa era giusta - CT576NK - ma il suo veicolo, un trenino turistico per bambini,

Fonti rinnovabili si deve rilanciare ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 06-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: l'eccesso di burocrazia, la lentezza delle procedure di autorizzazione, cose che si traducono in maggiori costi e si riflettono quindi anche sugli incentivi. Dobbiamo assolutamente ridurre questi extracosti, che pregiudicano nel tempo la sostenibilità economico-finanziaria del nostro sistema di incentivazione".

Raccolta di firme contro abbanoa ( da "Nuova Sardegna, La" del 06-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: erogazione e una burocrazia quasi inesistente, certo alcune cose andranno attualizzate ma per garantire efficienza non servono le reti dell'attuale gestore che peggiorando il servizio hanno fatto solamente lievitare i costi e le bollette per gli utenti. "Fluminimaggiore si ribella e dice no ad una delibera, già in origine considerata illegittima,

legge, a casa 40 mila precari ( da "Italia Oggi" del 06-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: tagli ai costi della burocrazia: in manovra interventi per risparmi pari a 3,5 miliardi. Ma intanto, dopo il Servizio studi della camera, anche il Comitato permanente pareri della commissione affari costituzionali di Montecitorio ha avanzato dubbi di costituzionalità sulla norma licenzia-precari, perché "introduce una distinzione tra la disciplina applicabile ai giudizi in corso,

Specializzazione senza abilitazione ( da "Italia Oggi" del 06-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: arenato anche per un intero anno fra le maglie della burocrazia. A complicare le cose poi, c'era stata una norma voluta dall'ex ministro dell'università Fabio Mussi, che stabiliva che agli esami di ammissione alle scuole di specializzazione potevano essere ammessi non solo i laureati ma anche i laureandi (dovevano essere in regola con gli esami e quelli fuori corso terminati)

Campari: colpire chi aiuta gli atleti a doparsi gli spadisti pavesi perplessi: da noi l'aiuto dei farmaci non è mai decisivo ( da "Provincia Pavese, La" del 06-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Scrocchi (canottaggio): "Era esasperante la burocrazia per i veri malati, solo da poco le cose sono migliorate" Campari: "Colpire chi aiuta gli atleti a doparsi" Gli spadisti pavesi perplessi: "Da noi l'aiuto dei farmaci non è mai decisivo" Scherma - Il caso Baldini di Claudio Malvicini PAVIA.

Il Comune gli sequestra l'auto, ma lui è già morto da otto mesi ( da "Giorno, Il (Lodi)" del 06-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, si sa, è inesorabile. E prima o poi presenta il conto. successo per un signore di 59 anni, residente nella Bassa, purtroppo venuto a mancare nel mese di aprile del 2004. Otto mesi dopo, però, poco prima di Natale, la vettura di sua proprietà è stata multata dagli agenti di polizia municipale di Codogno: era infatti in sosta con il tagliando assicurativo non in ordine.

GRAZIE all'opera e all'azione del movimento Shalom una bambina del Congo da tem ( da "Nazione, La (Pisa)" del 06-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: impegnato per tutte le pratiche necessarie nonchè per fronteggiare la burocrazia di rito al fine di far arrivare quanto prima la bambina nel nostro paese e all'ospedale fiorentino, dove la piccola sarà sottoposta ad almeno due, se non tre operazioni chirurgiche. Attraverso la pratica delle adozioni internazionali Shalom, fondato oltre 30 anni fa e guidato da don Andrea Cristiani,

Relazioni col pubblico A fine mese c'è l'ufficio ( da "Giorno, Il (Legnano)" del 06-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ufficio relazioni con il pubblico è quella di semplificare la burocrazia. "Ci impegneremo al massimo per rendere più agevole ogni genere di pratica e per semplificare la vita dei nostri concittadini", affermano dalla Giunta Garavaglia. L'Urp, che verrà allestito al piano terra del palazzo municipale in piazza della Vittoria, sarà aperto dal lunedì al venerdì al mattino dalle 9 alle 12.

<NEGLI ULTIMI tempi, non c'è stato nessun aumento della burocrazia ( da "Nazione, La (Viareggio)" del 06-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è stato nessun aumento della burocrazia... "NEGLI ULTIMI tempi, non c'è stato nessun aumento della burocrazia nel settore edilizio del nostro comune, ma sono state applicate norme e regolamenti vigenti ovunque. Le contestate 'richieste inutili', sono documenti pretesi non solo dai comuni versiliesi, ma dagli enti locali di tutta Italia".

'Una burocrazia e dilagante? Si applica solo la normativa' ( da "Nazione, La (Viareggio)" del 06-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 12 'Una burocrazia e dilagante? Si applica solo la normativa' SERAVEZZA GIORGI SUI "LACCI" DELL'EDILIZIA E' DEDICATA all'indimenticato Agostino Bresciani la pedalata ecologica nei boschi dell'Alta versilia organizzata da ex Comunità montana, club bike Uoei e circolo Il Saldone di Stazzema, oltre al Comune.

<LA FIDUCIA dei consumatori e la loro capacità di spesa è fortemen ( da "Nazione, La (Umbria)" del 06-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che in Umbria sono inferiori rispetto a quelli nazionali del 7% per gli operai e addirittura del 15,1% per gli impiegati; produttività e semplificazione della burocrazia. L'obiettivo comune ? conclude Mencaroni ? è rilanciare i consumi e la capacità imprenditoriale. Solo così l'Umbria potrà uscire dalla crisi". S.A.

Scodellatrici ( da "Eco di Bergamo, L'" del 06-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Costo annuale del servizio in un Comune di media grandezza con duemila scolaretti: 300.000 euro. Una botta micidiale ai bilanci dei Municipi". Un altro esempio non troppo edificante del nostro compromesso con l'intreccio fra politica-burocrazia-sindacati, considerato che in altri Paesi le scodellatrici non esistono.

Lotta alla burocrazia, le imprese risparmiano 4 miliardi ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 06-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 13 Lotta alla burocrazia, le imprese risparmiano 4 miliardi IL PIANO SACCONI-BRUNETTA VARATO CON LA MANOVRA ? ROMA ? L'OBIETTIVO è fa risparmiare tra i 17 e i 25 miliardi di euro alle piccole e medie imprese da qui al 2012. E si inizia subito con un primo taglio da 4,1 miliardi.

Quei giudici talebani ( da "Tirreno, Il" del 06-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: tempi macchinosi e alla totale assenza di elasticità della burocrazia sportiva, per una ricetta amara come il veleno. "La mia delusione non è comparabile a quella di Federico. Eppure anche per me sono due anni di lavoro duro e ricco di sacrifici - ricorda Rosso con tono di sconforto - Limitazioni anche personali, visto che ho vissuto per lungo tempo lontano da casa e dalla famiglia.

Emiliano tra la rabbia degli immigrati "la vostra protesta è davvero giusta" - giuliano foschini ( da "Repubblica, La" del 06-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: un luogo variopinto e intenso dove chiedono Internet e più shampoo, la burocrazia è spesso un paradosso, le giornate passano tra un campo di pallone, la televisione al plasma, l'amore e tutto quanto il resto. Lunedì al Cara è successo il pandemonio: contestazione al sottosegretario agli Interni, Alfredo Mantovano.

Concorsi, ecco i nomi dei commissari Gaia, parte il progetto ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 06-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: cui fanno capo tutti i settori della burocrazia regionale. La riunione è stata presieduta, come da regolamento, dal capo di gabinetto Francesco Manna. Un primo incontro per conoscersi e fissare il nuovo appuntamento: per il 3 settembre. A quel punto, i manager dovranno avere la bozza con la riorganizzazione delle funzioni e gli obiettivi prioritari per il programma operativo 2007-

<Subito i cantieri o l'Expo è a rischio> ( da "Corriere della Sera" del 06-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "Troppa burocrazia" "Subito i cantieri o l'Expo è a rischio" Nuove ferrovie, metro e strade: per Milano un banco di prova. "Servono tempi da Paese evoluto" "L'Expo è la grande occasione per garantire a Milano e alla Lombardia una rete di trasporto pubblico efficiente" Mancano 2.

Alloggi popolari senza allacci di acqua e gas - antonella formisani ( da "Centro, Il" del 06-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: lanciandoli in un'altra odissea fatta di burocrazia, disservizi e ritmi lenti, dovuta anche alle ferie di dipendenti e dirigenti". Il sindacalista lancia un appello al Comune, a cui si associa anche l'inquilino: "Fate presto, sette mesi di attesa sono troppi. E poi tutto lo stabile, proprio perchè disabitato, si sta deteriorando".

Regione, in pensione carte e timbri ( da "Messaggero Veneto, Il" del 06-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Brunetta e Microsoft per ridurre la burocrazia ROMA. Addio vecchi documenti in duplice copia. Addio timbri e code al protocollo. La Regione sposa la e-democracy targata Usa e firma con il ministro Brunetta e con la Microsoft un patto anti-burocrazia per trasferire modulistica e documentazione pubblica sul pc.

Ecco come funziona l'ufficio in questura ( da "Provincia Pavese, La" del 06-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: esserci sui tempi che occorrono e sulla conseguente burocrazia, segnalo che prima si agisce e meglio è per la comunità. Approfitto per segnalare che anche all'incrocio tra via Repubblica e via Sturla occorre una rotatoria, in questo caso mi sembra un incrocio meno pericoloso ma sicuramente eliminerebbe le lunghe attese e code che si formano su viale Repubblica per la lentezza dell'

VALEGGIO. Il senso unico di via Marconi è motivo d'attrito tra la Confcommercio e l'amministrazione comunale ( da "Arena.it, L'" del 06-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Non vorremmo sentirci rispondere dall'amministrazione che "ci stiamo lavorando" oppure che "la burocrazia necessita di tempi lunghi", ma vorremmo avere delle risposte concrete e soprattutto delle azioni tangibili". Infine Turrini rimarca la necessità di studi sulla viabilità ed auspica che lo si faccia in particolare per le prossime lottizzazioni.

Sono delusi dal mancato avvio dei lavori per la rotonda in piazzale Vittorio Veneto La replica di Pezzini: <Si faranno tra poco> ( da "Arena.it, L'" del 06-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Non vorremmo sentirci rispondere dall'amministrazione che "ci stiamo lavorando" oppure che "la burocrazia necessita di tempi lunghi", ma vorremmo avere delle risposte concrete e soprattutto delle azioni tangibili". Infine Turrini rimarca la necessità di studi sulla viabilità ed auspica che lo si faccia in particolare per le prossime lottizzazioni.

Misura semplice e efficace Alle imprese: progetti snelli ( da "Denaro, Il" del 06-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è una misura snella che allontana la burocrazia dalle imprese. Basterà presentare una domanda e si potrà accedere al bonus. Per le imprese, questo modello di procedura, è importante perchè consente di risparmiare tempo. Quale tipo di incentivi, a suo giudizio, sono efficaci per le imprese campane e, in generale, per quelle del Sud?

PREMIO MASSINE NELLA TEMPESTA ( da "Mattino, Il (City)" del 06-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: cui sceneggiatura sembra realizzata nel segno della burocrazia e dei tagli alla cultura. Tutto ha inizio ieri mattina, quando il direttore dell'Azienda autonoma di soggiorno e Turismo di Positano, Emilio Lucibello, telefona al direttore artistico del premio, Alberto Testa. "Mi ha riferito che la manifestazione era stata cancellata per mancanza di fondi - racconta Testa a caldo -

DIMEZZATI GLI ONERI A CARICO DELLE PMI ( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del 06-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Dimezzati gli oneri a carico delle pmi Tagliare i costi della burocrazia. Con la manovra economica appena varata ne sono stati cancellati 4 miliardi e 100 milioni, grazie alle semplificazioni negli adempimenti che vanno dal lavoro alla previdenza. "Due aree - spiega il ministro del Welfare Maurizio Sacconi - che da sole pesano sulle imprese per 10 miliardi annui".

<Varchi elettronici, gestione semplice> ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 06-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Maggiore semplificazione e minor burocrazia". Per andare in contro alle esigenze dei negozianti sono stati presi dei provvedimenti appositi: "Sono state concordate delle fasce orarie, concentrate al mattino, che verranno destinate ai fornitori dei singoli commercianti che comunicheranno in anticipo alla Polizia Locale quali automezzi sono autorizzati al passaggio.

Com'è difficile attuare l'accordo Dellai-Galan ( da "Gazzettino, Il (OgniSport)" del 06-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "Tanta burocrazia - afferma il sindaco di Arsié Ivano Faoro - che rende la vita difficile. E il primo settembre, data ultima per la presentazione dei progetti, è alle porte. Dopo quasi una decina di riunioni tra sindaci bellunesi e una convention anche con quelli trentini, non si sono fatti molti passi avanti.

GOSALDO A una coppia di ultraottantenni era stata negata la costruzione dei servizi igienici nella stalla adiacente alla casa. La risposta dell'ufficio tecnico <Bagno sì, ma solo a ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 06-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: edificio andava inoltrata entro un anno dall'adozione del Prg avvenuta nel 1983, questo non è stato fatto ed a distanza di 15 anni i proprietari hanno perso tutti i diritti sull'immobile. La protesta e la raccolta di firme, per le Istituzioni e l'ordinaria burocrazia nel rispetto di leggi e regolamenti è inutile.Mirko Mezzacasa.

Lavori, la tabella di marcia dei cantieri ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 06-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma i piani sono complessi e la burocrazia rallenta Lavori, la tabella di marcia dei cantieri Viabilità, piste ciclabili e ristrutturazioni: il via agli interventi fra settembre e il prossimo anno San Vito al TagliamentoUna fitta lista di lavori pubblici a San Vito, con cantieri che saranno avviati già da settembre e altri che slitteranno al 2009 per varie cause.

Il caporedattore "mobbizzato" in viaggio nell'Italia del lavoro maltrattato ( da "Gazzettino, Il" del 06-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che aveva scritto un anno fa "Volevo solo vendere la pizza", in cui raccontava l'amara comicità della burocrazia contro cui va a cozzare un piccolo imprenditore (lui stesso) che cerca di aprire un'attività commerciale, in questo "Volevo solo lavorare" racconta un'altra Italia ferita, quella di chi viene messo in un angolo nel mondo produttivo.

Sciopero in mare dei diportisti ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 06-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: pontile provvisorio sembra affondato nella burocrazia Sciopero in mare dei diportisti Porto Torres.. Accuse alla giunta Mura: il pontile provvisorio sembra affondato nella burocrazia Gli sfrattati dal porto commerciale protestano --> Gli sfrattati dal porto commerciale protestano Il Comune aveva promesso di posarlo sul mare in tempi brevi, ma con l'ingresso del porto turritano nell'

Nuova impresa? Fra due anni ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 06-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Sono i tempi richiesti dalla burocrazia mentre lo Sportello unico per le imprese che dovrebbe ridurre drasticamente i tempi è allo studio da otto anni ma non riesce a decollare. Siamo ancora alla bozza di convenzione. Per chi ha fiducia, e gli imprenditori devono necessariamente averne, il nuovo servizio promette di azzerare i tempi imposti dalle procedure burocratiche per l'

<Falchi> cercano casaVolontariato ( da "Sicilia, La" del 06-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "Dobbiamo attendere la burocrazia europea - ha spiegato il manager Costa - il tempo della pubblicazione della gara d'appalto, che avverrà, con ogni probabilità, a dicembre, e subito dopo saremo operativi. Ci abbiamo creduto, abbiamo lavorato incessantemente e tutto inizia a diventare realtà".

Federalismo, Corte Costituzionale boccia la legge veneta ( da "Sestopotere.com" del 06-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: procedure di affidamento e introduceva meccanismi di controllo a tutela della trasparenza dell'operato dell'Amministrazione e della qualità delle opere. Tutto inutile: la burocrazia statal-giuridica ha colpito una delle riforme più vere e concrete di questi anni nei quali di riforme si sono letteralmente riempite le bocche, ma solo quelle, di una miriade di esponenti politici”.

Il Palabam ha cambiato padrone per 2 milioni ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 07-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia (leggasi la voltura di utenze, agibilità e certrificato di prevenzione incendi), però, impedirà sino al prossimo 15 settembre al nuovo proprietario di aprire il Palabam: "Purtroppo - dice Caranci - a metà settembre le società sportive avranno già programmato la loro attività, ma dal 15 ci adopereremo a tutto campo per risolvere i loro problemi e ospitarle nel nostro impianto"

Udc: comunità montane da ripensare ( da "Messaggero Veneto, Il" del 07-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Strade e servizi, ma anche banda larga, meno burocrazia per le attività economiche, trasporti gratuiti per gli studenti che devono scendere in pianura, benzina agevolata, incentivi per un turismo intelligente, salvaguardia del patrimonio naturale e dell'architettura di montagna.

Martinez: "una grande tragedia adesso il suo passato non conta più" - corrado sannucci roma ( da "Repubblica, La" del 07-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Le imboscate della burocrazia. "E' un rapporto che può essere angosciante. Io ho ancora mamma e papà vivi ma certo fai sempre un pensiero se succede qualcosa, se fai in tempo ad arrivare, se non ci sono ostacoli al rientro". E' cambiato qualcosa nel passaggio del potere tra Fidel e Raul?

Orari ridotti al cup. e le file crescono - marta macchi ( da "Tirreno, Il" del 07-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Burocrazia e sanità: ma qual è l'iter che un cittadino deve seguire per effettuare una visita medica all'ospedale? In estate si sa che, soprattutto in un luogo turistico come Cecina, col caldo e l'aria irrespirabile gli acciacchi iniziano a farsi sentire e spesso ci si reca all'ospedale per visite specializzate.

Appalti, bocciatura bis per il veneto ( da "Mattino di Padova, Il" del 07-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La nostra legge permetteva di semplificare le procedure e introduceva meccanismi di controllo a tutela della trasparenza e della qualità delle opere. Tutto inutile: la burocrazia statal-giuridica ha colpito una delle riforme più concrete di questi anni nei quali di riforme si sono riempite le bocche di una miriade di esponenti politici". (Renzo Mazzaro).

Pizzo, parla il pentito franzese "sotto tiro i lavori nelle scuole" ( da "Repubblica, La" del 07-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Qualche altro intoppo arrivò dalla burocrazia. E pure Cosa nostra sperimentò quanto possono essere fastidiose le pastoie che si annidano nello svolgimento delle opere pubbliche. Ecco cosa racconta Franzese: "Il cantiere si era fermato, per questioni di finanziamenti, poi era ripreso.

Stop ai vigili fantasma: mille a casa - antonio corbo ( da "Repubblica, La" del 07-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il Comune ha una burocrazia arrugginita. Per essere più giovane e snello, chiede al governo di mandare in pensione anticipata tremila dipendenti in cambio di mille assunzioni. Lo studio, elaborato dal vicesindaco Santangelo per il ministro della funzione pubblica Brunetta, incide sulla polizia urbana: incentivi per l'esodo di un migliaio dei 2462 vigili,

L'edicola segnalata è chiusa da due anni ( da "Repubblica, La" del 07-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per la burocrazia funziona. Anzi, la burocrazia suggerisce che, nell'afa agostana, gli appassionati della lettura hanno la loro opportunità. Immaginiamo la scena. Magari così. Un vedovo, pensionato, che grazie alla pensione ha il frigo pieno al massimo di ali di pollo congelate e di latte a lunga conservazione,

Ho avuto dei danni dal disservizio postale ( da "Tirreno, Il" del 07-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Una storia di ordinaria burocrazia. La racconta in prima persona Andrea Donati, titolare del distributore di benzina della Agip, sulla via provinciale Arnaccio-Calci, non lontano dal centro del paese. "Da 20 anni sono titolare del chiosco e tutti, non necessariamente clienti, mi conoscono.

Lavori infiniti al mercato centrale interpellanza di capuozzo (udc) ( da "Tirreno, Il" del 07-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: esasperata burocrazia e la lentezza dei lavori". Capuozzo osserva che "è indispensabile che l'Amministrazione dia una risposta concreta sulla fine dei lavori; i commercianti non possono più aspettare, hanno già subito troppi danni economici". Capuozzo, olre a notare che "per i disabili in carrozzina l'accesso è difficoltoso,

Sulle pale eoliche non ci fermiamo ( da "Tirreno, Il" del 07-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il settore pubblico ha il dovere di scegliere e di orientare (e l'ha fatto) creando le condizioni (meno burocrazia, regole certe ed uniformi, maggiore velocità nelle procedure, più informazioni ai cittadini, verifiche preventive e controlli efficienti) per uno sviluppo sostenibile del settore energetico. Il mercato ora potrà e dovrà fare il resto.

L'Urss di Ovadia oggi a Montagne ( da "Adige, L'" del 07-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia, la repressione e la retorica di una propaganda pervasiva fino all'inverosimile - spiega Ovadia - ai tempi di Stalin fu un totalitarismo perfetto portò alla liquidazione fisica di tutte le diversità e le dissidenze. Tuttavia, non fu solo un tempo popolato da uomini larva o robot e da crudeli tiranni e sbirri ossequienti:

E' STATO pubblicato dalla Gazzetta Ufficiale il <Decreto Mille-Proroghe ( da "Nazione, La (La Spezia)" del 07-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: di aumentare la burocrazia e le sanzioni mentre invece si dovrebbe aumentare la consapevolezza del lavoratore e dell'imprenditore, favorire la formazione, incentivare i comportamenti virtuosi". Gli Uffici Ambiente e Sicurezza sono a disposizione per informazioni, sopralluoghi, sugli obblighi rinviati dal decreto allo 0187.

L'odissea dell'ufficio maternità di via dei Vestini, dove donne incinta erano costret ( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)" del 07-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ritengo che le burocrazie dovrebbero essere più friendly e mai penalizzanti". "Quello che si è verificato in via dei Vestini è senza dubbio una disfunzione burocratica - conclude il Ministro - è chiaro che un solo ufficio non può assorbire l'intera domanda e l'utenza coinvolta e interessata.

L'ITALIA dispone di una manovra economica su base triennale, e non come "programma", ma come leg ( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 07-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: o meglio le loro burocrazie, a fare ordine nelle spese, tagliando loro e non il governo dove c'è da tagliare (anche drasticamente) e concentrando le risorse su quelli che sono gli obiettivi significativi ed importanti per ogni settore. L'alta burocrazia italiana non merita complessivamente il giudizio poco lusinghiero che le viene affibbiato da un radicato pregiudizio nazionale.

Sociale, largo ai privati ( da "Corriere Alto Adige" del 07-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia" BOLZANO - Un documento in otto punti per ricordare a tutte le forze politiche l'importanza del sociale e di tutto l'universo associativo- volontaristico che vi ruota attorno. Il comitato sociale, composto da Caritas, Legacoop, Confcooperative, Kvw e Federazione delle associazioni sociali, scende in campo che chiedere a tutti un impegno a portare avanti quelle riforme

L'associazione ( da "Corriere Alto Adige" del 07-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: BOLZANOEPROV - data: 2008-08-07 num: - pag: 5 categoria: BREVI L'associazione "Prepariamo artigiani e lavoratori da decenni con corsi e iniziative La burocrazia aggiuntiva non serve di certo per salvare vite umane".

La Cisl attacca l'Apa: boicotta la formazione edile ( da "Corriere Alto Adige" del 07-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Mi pare che proprio la decisione di emendare il testo dimostra che le nostre preoccupazioni sull'aumento di burocrazia erano legittime. Noi la formazione la facciamo da decenni con migliaia di corsisti e iniziative. Sul Centro di formazione di Laives, dico solo che è frutto delle idee dell'Apa e del nostro capomestiere Markus Bernard, già presidente del Comitato paritetico.

LA MONNEZZA DI PORTO CESAREO ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 07-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Questa è la burocrazia, già pronta a sfociare nell'immancabile litigiosità da tribunale, nella logica del cavillo e dell'eccezione che affonda tutto. Intanto Porto Cesareo sta rovinando la sua immagine e l'effetto trascinamento si estende a tutta la Puglia.

Appalti, stop alla legge veneta Giorgetti: non mi arrendo ( da "Corriere del Veneto" del 07-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Tutto inutile. "La burocrazia statal-giuridica - nelle parole di Giorgetti - ha colpito una delle riforme più vere e concrete di questi anni. A.C. CANTIERI La legge Giorgetti semplificava le procedure di affidamento, ma è arrivata la doccia fredda.

Costretti ad andare alla mensa dei poveri ( da "Messaggero Veneto, Il" del 07-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Noi anziani non possiamo aspettare i tempi lunghi della burocrazia". E non c'è solo chi deve dire addio a cure e controlli medici, ma anche chi deve rompere il legame con i pochi ricordi di famiglia, come qualche oro, qualche prezioso, simbolo di un legame, di un affetto: "Per tentare di andare avanti, devo staccarmi dai cari ricordi della mia vita, non ho altri mezzi.

Separata con figlio lavora in Comune ma vive dalle suore ( da "Stampa, La" del 07-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: quella di Maria Vittoria è una lotta con uno stipendio che non basta, con una burocrazia che "non mi informa di quello che succede", con i servizi sociali che "mi illudono e non mettono nulla per iscritto" e con una graduatoria che l'ha lasciata di stucco: "ho chiesto perché mi avessero assegnato solo 9 punti su 12 ma nessuno ha saputo darmi una giustificazione".

Le prime pagine del Lazio ( da "Velino.it, Il" del 07-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: : la Viterbese dovrà fare i conti con la burocrazia per tornare in C2 nonostante la buona situazione finanziaria delle casse societarie. Oggi prima uscita ufficiale in amichevole con la Cavese. Il Messaggero apre ancora con la vicenda Cev, col titolo “Prima il bilancio, poi i lavoratori”

LATRONICO, RIDURRE IL PESO ED IL COSTO DELLE BUROCRAZIE ( da "Basilicanet.it" del 07-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ed il costo delle burocrazie, semplificare il funzionamento degli apparati amministrativi, tagliando leggi ed enti inutili, destinare il risparmio verso lo sviluppo ed il potenziamento delle infrastrutture, concentrare gli investimenti nelle aree del Sud per superare la polverizzazione che in questi anni ha dissipato ingenti risorse pubbliche senza generare meccanismi di sviluppo,

Fondazione Carima, sei milioni per il Maceratese ( da "Corriere Adriatico" del 07-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Nel senso che tagliando i vincoli della burocrazia si scopre che certi prodotti costano molto meno di quel che si crede. Ma è un'altra storia ed andiamo invece a vedere cosa il consiglio di amministrazione di Fondazione Carima, presenti tra gli altri il direttore Renzo Borroni e il vicepresidente Roberto Massi Gentolino Silverj, ha deliberato.

TREMONTI: CURA ANTI-CRISI MA è SCONTRO SULLA MANOVRA ( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del 07-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: i costi della burocrazia per le imprese e soprattutto del fatto che il "per il 2009 le risorse previste per il patto della Salute sono maggiori di quelle stanziate dal precedente esecutivo". Brunetta si sofferma sul "mix di antibiotici e vitamine" previste dalla "cura Tremonti" e sulle risorse del contratto per gli statali e del "nuovo metodo premiale"

Nonno "acido" resta in carcere: <Nessuno lo vuole> Il legale: <Impossibile trovare un posto per Perotto. Normalmente oltre i 70 anni la detenzione è una misura estrema> ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 07-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: anche se sempre legata ai tempi della burocrazia."Domani (oggi ndr) - prosegue il legale - sarò a Venezia al Tribunale del riesame. Verrà rivista la misura cautelare della custodia. Indipendentemente da questo non appena verrà trovata questa situazione alternativa farò richiesta al gip di modifica".

L'Italia dispone di una manovra economica su base triennale, ( da "Gazzettino, Il" del 07-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: o meglio le loro burocrazie, a fare ordine nelle spese, tagliando loro e non il governo dove c'è da tagliare (anche drasticamente) e concentrando le risorse su quelli che sono gli obiettivi significativi ed importanti per ogni settore.L'alta burocrazia italiana non merita complessivamente il giudizio poco lusinghiero che le viene affibbiato da un radicato pregiudizio nazionale.

Utenti penalizzati dal biglietto a tempo Vorrei ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 07-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: non finiscano nei meandri della burocrazia, della politica o in qualche altra oscura zona, ma siano restituiti sottoforma di ambiente verde. Comè? Acquistando o affittando terreni da dare in gestione al mondo venatorio, il quale si curerà di piantumare siepi, ripristinare fossati, seminare colture a perdere, ripristinare zone umide.

Troppi ostacoli e la festa dei "cucs" che piaceva ai turisti si deve riservare solo a pochi intimi ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 07-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia però, con le sue innumerevoli norme da seguire, ha talmente demoralizzato gli organizzatori al punto tale da indurli a non ripeterla con il coinvolgimento dei turisti, ma limitarla a pochi intimi. Ma perchè è stata battezzata così?

Riappare la domus del quarto secolo ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 07-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: abitazione di un personaggio importante della burocrazia romana. Nelle prossime escavazioni si cercherà di mettere in luce anche la parte antistante alla domus, per il tratto che la collega alla strada già visibile, se quella è effettivamente la parte dell'ingresso principale.Il cantiere didattico posizionato di fronte al campo sportivo, una fucina per la formazione di nuovi archeologi,

In arrivo fondi per 14 milionia Catania, Siracusa e Ragusa ( da "Sicilia, La" del 07-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della burocrazia regionale". Lo stanziamento arriva appena in tempo per porre rimedio a una pesante situazione debitoria di numerose piccole e medie imprese edili. Si tratta infatti di concessioni e autorizzazioni edilizie già da tempo rilasciate per interventi conseguenti al terremoto del dicembre 1990.

Iraq/ Governo risponde a Usa e difende spesa per... -2- ( da "Virgilio Notizie" del 07-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Sotto accusa la burocrazia eccessiva postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Baghdad, 7 ago. (Ap) - Il deputato ha aggiunto che le commissioni parlamentari stanno ora riesaminando i programmi per la spesa di governo per assicurarsi che i fondi siano utilizzati in modo appropriato.

La bolletta arriva anche all'alpeggio ( da "Stampa, La" del 07-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Le scelte della politica e la burocrazia stanno scoraggiando quei pochi che quassù passano la stagione per guadagnarsi qualcosa da vivere. Intanto la montagna povera si spopola. A parole tutti vorrebbero frenare l'esodo ma leggi e burocrazia sembrano voler dare il colpo finale agli "ultimi" rimasti.

(ACR) SCAGLIONE:ELEZIONE NUOVO PRESIDENTE RAFFORZA CENTROSINISTRA ( da "Basilicanet.it" del 07-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: " ha concluso Scaglione - speriamo in maniera definitiva e senza sgambetti strumentali, può ora ripartire deciso per completare il pacchetto delle riforme e l??avvio deciso di una grande stagione a favore dell??occupazione giovanile sconfiggendo la burocrazia e le tensioni?. (dt ).

Riforme/ Salvini: Su federalismo temo molti 'giuda' in ( da "Virgilio Notizie" del 07-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: le burocrazie che campano di disservizio pubblico, burocrazie che in un sistema federale sarebbero costrette a cominciare a lavorare, o ad andare a casa. Tutti gli assititi in genere, dagli 'artisti' agli intellettuali, dai 'grandi manager' pubblici ai beneficiati dello Stato distratto e centralista, dai falsi invalidi ai lavoratori socialmente utili"

Vino, per Coldiretti consumo in aumento ( da "Vita non profit online" del 07-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia per le imprese agricole, combattere la piaga del lavoro nero e dare una possibilità di integrazione del reddito a studenti e pensionati di fronte al caro vita. Un provvedimento lungamente atteso, ma che va incontro alle proposte avanzate da Coldiretti in materia di trasparenza e legalità oltre ad offrire nuove opportunità di reddito a categorie particolarmente deboli senza

I 150 mln Fiat vanno alle Asi naccio ( da "Sicilia, La" del 07-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: contribuito i tempi lunghi della burocrazia siciliana proprio nell'assegnazione dei 150 milioni. Le somme, inoltre, si erano bloccate nella scorsa primavera a causa della caduta di due governi, il regionale di Totò Cuffaro e il nazionale di Romano Prodi. Poche settimane fa, però, l'assessore Gianni aveva chiesto un incontro al gruppo di Torino per ridiscutere nuove proposte e l'

Tortora, il racconto di un caso tipico d'ingiustizia italiana ( da "Trentino" del 08-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ascoltando le proteste della gente contro la burocrazia. E poi dava voce alle casalinghe, agli inventori, ai collezionisti, cosa che non era mai successa. Ma aveva un difetto. Quale? Non aveva amicizie politiche. Anzi, era molto critico con la classe dirigente e con i vertici della Rai, che aveva definito "un jet pilotato da un gruppo di scout".

Cessione quote in libero mercato ( da "Italia Oggi" del 08-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E questa nazione ha tanto bisogno di liberarsi di costi imposti dalla burocrazia o da leggi burocratiche. Insomma, a forza di ragionarci sopra, mi sono convinto anch'io che la pubblicità dell'Istituzione che rappresenta coloro che si dicono sopra le parti è in realtà più partigiana di quanto non sarebbe un bottegaio che al mercato reclamizza la bontà della sua merce.

Arriva Monic@, l'occhio aperto sui cantieri ( da "Secolo XIX, Il" del 08-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: risposta alla necessità di trasparenza e di rendere più agile la burocrazia - ha sottolineato il sindaco Marta Vincenzi - Genova è la prima città italiana che si dota di questo tipo di servizio che rappresenta una buona pratica a livello europeo". Il "cervellone" di Monic@ (che sta per "Monitoraggio dei cantieri") collegherà in unico sistema gli uffici comunali di Qualità lavori,

Che emozione Vino di Piacenza e ricordi dagli Usa Egregio direttore, leggo "Libertà" sul Web da quando è on-line, vivo in Usa da 25 anni nella profonda provincia americana in Arizo ( da "Libert" del 08-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Macchi Alfieri burocrazia quei certificati privi di rispetto Egregio direttore, nei giorni scorsi, a seguito della morte del grande amico Gilberto Cattelli (da tutti conosciuto come "Gibo"), ho aiutato la famiglia a sbrigare una serie di pratiche che, purtroppo, il decesso comporta ed obbliga.

I diportisti restano senza benzina - lamberto cugudda ( da "Nuova Sardegna, La" del 08-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia I diportisti restano senza benzina L'Agip non ha ancora adeguato l'impianto alle nuove norme LAMBERTO CUGUDDA ARBATAX. è il rifornitore principale nella testata del molo di levante, lato Cala dei Genovesi, dove attraccano le imbarcazioni, dai pochi metri di lunghezza fino ai panfili di 60, ma quest'estate non può erogare benzina per via della mancanza di scarichi di vapore

Nuove licenze di taxi, monta la polemica ( da "Nuova Venezia, La" del 08-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Burocrazia o ripensamenti in vista? Il vicesindaco Michele Vianello si dice sicuro della bontà dell'iniziativa. "Le 60 licenze sono necessarie per dare un servizio taxi alla città". Ma la protesta monta. "Allora possiamo liberalizzare del tutto queste licenze", dice provocatorio il presidente del coordinamento delle remiere Giovanni Giusto,

Fabretto, piste e pedane con superficie olimpica ( da "Messaggero Veneto, Il" del 08-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: appena avremo sistemato la burocrazia, cominceremo con i lavori, così il campo sarà consegnato agli atleti in primavera. Fra le altre cose saranno rifatte le sei corsie e le pedane per le varie discipline, dal salto con l'asta a quello in alto, dal giavellotto al triplo, oltre a tutte le cunette per l'acqua e ai cordoli.

Cantieri, la rivoluzione di monic tutti i lavori in corso in diretta sul web ( da "Repubblica, La" del 08-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: rendere più agile la burocrazia - ha sottolineato Marta Vincenzi, presentando alla fine della riunione di giunta il nuovo progetto - Genova è la prima città che si dota di questo tipo di servizio che rappresenta una buona pratica a livello europeo". Il servizio permetterà anche al Comune di incassare più facilmente gli oneri per le varie concessioni chiesti a chi apre scavi e cantieri,

Tarsu, <accertamenti farsa> Federconsumatori: un illecito ( da "Giorno, Il (Lodi)" del 08-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: accertamento e per di più scritto in un linguaggio in uso nella peggior burocrazia statale non consente di valutare la sostanza oggetto di accertamento ed è illegittimo sotto tutti gli aspetti". CRITICHE POI VENGONO rivolte anche a ciò che avviene allo sportello, dove non si consegna preventivamente "l'atto di accertamento", commettento secondo l'associazione di consumatori un abuso.

I soldi del Pirellone sono pronti già dal 2007 Ma la rotatoria alla periferia est è una chimera ( da "Giorno, Il (Lodi)" del 08-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: pericolo in casa e la burocrazia ci taglia le gambe", lamenta Ferrari. Nel marzo 2008 la Provincia rimedia ed iscrive la somma nel preventivo: la pratica si rimette in moto e le autorità provinciali assicurano la massima attenzione. LO SCORSO primo agosto altra doccia fredda: il Comune di Orio viene convocato a Lodi per sottoscrivere un progetto viabilistico condiviso con Ospedaletto.

STEFANO Caruso, consigliere comunale del PdL, a cento giorni dall&# ( da "Nazione, La (Massa - Carrara)" del 08-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Infine, tra l'altro, afferma: "Noi del PdL siamo favorevoli alla realizzazione di opere che migliorino la città ma nel contempo sarebbe opportuno che l'amministrazione accelerasse la burocrazia per non permettere l'aumento ingiustificato dei costi".

MASSA IL COMPARTO dell'artigianato e ( da "Nazione, La (Massa - Carrara)" del 08-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Invece dal contesto legislativo ci aspettiamo una drastica riduzione della burocrazia, una concreta valorizzazione dell'apprendistato, e specifici interventi di deregolamentazione per liberare l'impresa da tanti vincoli atavici accumulati per la cultura del sospetto.

MONTEFIORINO STASERA alle 21, a Montefiorino, in piazza Fontana, ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 08-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che sostituisce lo spettacolo teatrale Recital con Caterina Guzzanti e Francesca Rocca, inizialmente in programma. Caro vita, burocrazia kafkiana, incertezze della politica, la crisi della coppia, ambiente. Contraddizioni del nostro tempo, che Francesca Reggiani vira in comico, costruendovi intorno un brillante show in forma di puzzle.

<Sarà un'altra musica> ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 08-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Olimpiade sfumata: sembrava fatta per Angel in maglia azzurra, e poi la burocrazia lo ha bloccato. "Ho sofferto molto per questa cosa, anche perché a suo tempo ho dovuto lasciare la mia nazionale nel momento più bello. Faccio gli auguri ai ragazzi di Anastasi, ma confesso che avrei voluto essere lì con loro a dare una mano.

Il senatore Castelli: infortuni, dati gonfiati Sindacati in rivolta: rema contro la sicurezza ( da "Eco di Bergamo, L'" del 08-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: di burocrazia. Ma il mio principio ispiratore era un altro: come si può pensare di aiutare la nostra industria se si diffondono cifre gonfiate? Quale imprenditore straniero può essere invogliato a investire qui? Smettiamola di darci la zappa sui piedi: in quanto a sicurezza non siamo affatto la pecora nera d'Europa".

Tignale, tutti uniti contro gli allagamenti ( da "Giornale di Brescia" del 08-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma preoccupano i tempi biblici della burocrazia dell'ente strade. Anas ha infatti già fatto sapere che tali opere non possono rientrare nella fattispecie della "somma urgenza" in quanto non c'è pericolo immediato di vita per le persone. Verbalmente Anas ha ipotizzato l'inserimento dei lavori nella cosiddetta "programmazione straordinaria",

Positivo il dialogo avviato con il ministro: torni presto ( da "Giornale di Brescia" del 08-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è la burocrazia. Caro ministro non possiamo pretendere che un imprenditore agricolo occupi parte del suo lavoro a compilare registri inutili per riforme continue. Abbiamo bisogno di lavorare serenamente per condurre le nostre aziende nel migliore dei modi, dando esempio ai nostri figli di poter fare un lavoro pulito e sano,

Nuove prospettive per il diritto di accesso agli atti delle procedure di gara ( da "AltaLex" del 08-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: costituisca una norma "naturale" fondamentale: "se hai un problema che deve essere risolto da una burocrazia, ti conviene cambiare problema". Mi rendo conto che, ai "massimalisti" del diritto e, in specie, alle "vestali" del diritto amministrativo, simile citazione possa risultare sconveniente, un pò approssimativa e magari troppo profana.

ALLA FINE ha scritto al Ministro delle Finanze Tremonti. La burocrazia italiana è alle stelle e ( da "Nazione, La (Empoli)" del 08-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia italiana è alle stelle e... ALLA FINE ha scritto al Ministro delle Finanze Tremonti. La burocrazia italiana è alle stelle e anche gli uffici di consulenza non ce la fanno più. Pratogonista della vicenda Giuliano Mannucci, consulente di lungo corso, sanminiatese.

L'Apa promuove la Finanziaria <Stavolta tiene conto delle Pmi ma il carico fiscale rimane alto> ( da "Corriere Alto Adige" del 08-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: provvedimenti volti a semplificare gli adempimenti in materia di rapporti di lavoro e di fisco, a ridurre il peso della burocrazia sulle micro e piccole imprese alle quali viene finalmente riconosciuto il ruolo svolto nel Paese". Non mancano le critiche: "Nella manovra - dice Munter - manca completamente l'incentivazione della famiglia e misure concrete per la riduzione dell'onere fiscale.

Lo Bello: I sindaci ora ci affianchino ( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 08-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Per il resto, Lo Bello rimarca che le spese per metterli in grado di contrastare la mafia siano considerate come investimenti e si dice convinto che la Regione possa semplificare la burocrazia anche senza attendere il varo di leggi specifiche. Amadore u pagina 3 l'articolo prosegue in altra pagina.

Proroga per i Tir del petrolio ( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 08-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: I ritardi sono stati dovuti sia alla burocrazia sia alla speranza di far durare più a lungo la convenzione con l'Eni, prorogata più volte. Solo un 50% di autotrasportatori già operava in altri campi. Ora una quarantina di famiglie rischia di perdere il lavoro. Un problema per i sindaci, che preferiscono frenare la realizzazione delle condotte.

I sindaci scendano in campo ( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 08-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Le risorse alle Procure non sono spese ordinarie ma investimenti finalizzati allo sviluppo" "Potrebbero bastare gli atti amministrativi per dare una scossa alla burocrazia isolana" "Credo sia cambiata nella società siciliana la percezione antimafia: è finita la tolleranza" Imprenditori. Il presidente di Confindustria Sicilia Ivan Lo Bello.

<IN ALCUNE PROVINCE ci si avvia, anche se tra dubbi ed incertezze, alla costituzione dei gruppi ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 08-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Si chiede invece un partito aperto che sappia creare spazi a quanti intendono dare un contributo d'idee". Invece, secondo Amone, "il rischio concreto è quello di veder nascere un Pdl impantanato nelle burocrazie dei vecchi partiti ai quali sembra stare più a cuore la sistemazione dei gruppi dirigenti che altro. Basta con i giochi di potere".

Lettere e interventi ( da "Corriere della Sera" del 08-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Poi la chiamano burocrazia... Thomas Diozzi thomas.diozzi@alice.it SPACCIO E PROSTITUTE I rischi per i "clienti" Proprio non capisco: in Italia i "clienti" degli spacciatori non corrono alcun rischio, mentre i "clienti" delle prostitute rischiano multe pari ad un mese del loro stipendio.

LEONARDO FRANCHINI Il presidente Dellai e la giunta, oggi in ritiro in Vallarsa con pranzo rustico a malga Bofetal alle soglie del Sengio Rosso, potranno degustare la speciale tose ( da "Adige, L'" del 08-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è la risposta più normale della burocrazia, per le prime 8/10 volte). Inoltre a sborsare i quattrini è il Comune, nella fattispecie quello di Vallarsa, che ha un bilancio attorno ai 5 milioni annui, quindi la spesa lo metterebbe in gravi difficoltà; nemmeno immaginabili i recuperi sull'investimento, con la piccola produzione consentita dalla modesta quantità di latte raccolto.

L'orologio di Montalbano si è fermato ( da "Adige, L'" del 08-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: fino a non molti anni fa c'era una specifica voce nel bilancio comunale. Oggi però quella voce non c'è più, e inoltre tutto è più complicato perché esiste una malattia delle istituzioni che si chiama burocrazia: quindi, la trafila è un po' più lunga del dovuto e delle attese dei moriani. 08/08/2008.

Voucher, partenza con polemica ( da "Provincia Pavese, La" del 08-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: partenza con polemica Vecchia e nuova burocrazia, ecco cosa sta cambiando I dubbi degli agricoltori "Dopo tante versioni resta la confusione" BRONI. Doveva essere il "buono salva tempo" per l'emersione del lavoro nero e semplificare la vita alle aziende agricole. Nella realtà il voucher vendemmia, per molti manager vitivinicoli oltrepadani,

Loss e il balzello del Consorzio <Solo contro 34> ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 08-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia contro i bassanesi Loss e il balzello del Consorzio "Solo contro 34"     Lorenzo Parolin La situazione di empasse nella quale si trovano i bassanesi sul pagamento del contributo annuale al Consorzio di bonifica scatena le ire di Adriano Loss, che tuona contro l'intera gestione della vicenda.

Zone franche al Nord Dalle Pmi coro di no ( da "Denaro, Il" del 08-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: migliore burocrazia, per più efficienti infrastrutture, un minore costo del denaro, minore criminalità. Già così, come emerge fa da un'indagine della Camera di Commercio fare impresa al sud costa il 20 per cento in più rispetto al nord. In queste condizioni le zfu non sono un'agevolazione, ma una compensazione.

Mantovano annuncia: operazione trasparenza ( da "Denaro, Il" del 08-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: impegno di tutti per snellire le procedure amministrative, che spesso ritardano le opere, in modo da ridurre i tempi delle pratiche e vincere così la burocrazia. Presto lanceremo un'operazione trasparenza anche nel settore, pubblicando in rete i tempi di realizzazione delle opere pubbliche di interesse nazionale". del 08-08-2008 num.

L'Europa finalmente riconosce l'importanza delle piccole imprese ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 08-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Solo se punteranno, stavolta davvero, sul modello economico artigiano costituito da famiglie al lavoro anziché sulla grande industria assistita. Se ci saranno meno pressione fiscale, meno burocrazia, meno spesa pubblica improduttiva, allora saranno giorni favorevoli per gli italiani.* presidente Confartigianato.

Nuovi debiti, rivolta nella maggioranza ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 08-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: e arenato tra le maglie della burocrazia regionale. Si tratta di un'iniziativa privata per la quale il Comune - come ricorda in aula il sindaco Mario Zidda - ha predisposto una variante urbanistica nell'area di Sa Tanca 'e Sena. L'appello unifica due testi presentati da maggioranza e da opposizione che con il gruppo civico "Città in Comune" ha posto per primo il problema.

Curo il mio Gianni con il cronometro ( da "Alto Adige" del 09-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "Secondo la burocrazia dovrei curare Gianni con il cronometro". Manuela Prada non ci sta. Da tre anni segue l'ex marito Gianni Berti, 60 anni, paralizzato dopo aver subìto un infarto e un'emorragia cerebrale. Il team di valutazione lo ha inserito in terza fascia, ma deve essere seguito 24 ore al giorno.

Welfare, nel governo ( da "Corriere delle Alpi" del 09-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: senza rimanere impegolati nelle panie della burocrazia. Opportuna in nome di un turismo che sta camminando con le stampelle e che da siffatta opera potrebbe rigenerarsi. Fare in fretta, dunque, in quanto la spada di damocle incombe. Il rischio è quello di vedersi chiudere la stalla, quando i buoi sono oramai in fuga.

Trasporto locale, guerra legale ( da "Tribuna di Treviso, La" del 09-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma non è tutto perchè oltre alla burocrazia, avvocati e faldoni legali, a settembre potremmo vedere i pullman scendere in piazza e protestare bloccando la tangenziale di Mestre, all'altezza della barriera autostradale di Villabona, e Piazzale Roma a Venezia: "Non staremo con le mani in mano a vedere le aziende fallire", sottolinea una durissima nota dell'

La ciambella è riuscita col buco ( da "Italia Oggi" del 09-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: uffici della burocrazia romana. Inversioni di tendenza, gradite particolarmente a singoli e privati e gruppi che chiedono liberalizzazioni, sono apparse sensibili in talune cancellazioni d'incombenze odiose, cartacee, costose, introdotte sotto Prodi e spazzate via da Scajola (vedasi certificazione energetica) o da Sacconi (leggansi sicurezza sul lavoro e dimissioni dei dipendenti)

Rateazioni, Int in pressing sull'Antitrust ( da "Italia Oggi" del 09-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Alemanno, nella segnalazione, evidenzia quindi anche "l'eccesso di burocrazia che accompagna tutta la fase di richiesta di rateizzazione sia da parte del cittadino privato sia da parte dell'impresa, auspicando che in luogo di certificazioni di terzi si possa utilizzare l'istituto dell'autocertificazione".

Nasce un comitato e chiedereferendum sulle grandi scelte ( da "Secolo XIX, Il" del 09-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: storica rischia di perdersi per sempre a causa della burocrazia. la minaccia che sta per abbattersi su una parte di macchinari della tipolitografia "Fratelli Stalla" di Albenga. L'azienda, che ha appena compiuto centodieci anni di vita, custodisce proprio in virtù della sua lunga storia un autentico tesoro di attrezzature superate dal tempo per quanto riguarda il loro uso quotidiano.

Vigili, sì alla pistola ora la parola al consiglio - maria elena vincenzi ( da "Repubblica, La" del 09-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: il braccio del Campidoglio sembra correre ben più veloce della burocrazia: nelle prime ore di ieri mattina, gli uomini dell'Ufficio di prevenzione generale e soccorso pubblico di San Vitale, ormai legati a doppio filo alla polizia municipale del Pics e a quella del I Gruppo, hanno fermato 20 nomadi nel mercato abusivo di piazza Flaviano.

Il caso ( da "Nuova Sardegna, La" del 09-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Sassari IL CASO BUROCRAZIA E SPRECHI SASSARI. Una vecchia disattenzione è costata cara al Comune. Il proprietario dell'Antico Caffè di via Muroni ha dovuto attendere dodici anni per ottenere il risarcimento che gli spettava: "Finalmente ho vinto la causa - dice Giampiero Mura - mi hanno dato una bella cifra (circa 30mila euro ndr),

Un sogno che unisce una comunità ( da "Messaggero Veneto, Il" del 09-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: oltrepassato per costruire un pezzo di cielo non venga frantumato dai lacci di una burocrazia senza significato, diamogli l'esempio. Le istituzioni presenti a quella cerimonia hanno capito quando sia il valore di un gesto, di un orgoglio che urla nelle anime della propria gente, e allora facciamo in modo che anche la chiesa di San Lorenzo Forgaria, dopo trentadue anni, giunga a compimento,

Lavori in piazza, slitta la chiusura ( da "Messaggero Veneto, Il" del 09-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia ci ha messo lo zampino, complice la bonifica dell'area dell'ex benzinaio Lavori in piazza, slitta la chiusura Rinviata a settembre la "pratica" per completare l'intervento Nuovo parcheggio da 25 posti auto in via Ligugnana CORDOVADO.

Caccia, le doppiette vanno alla carica ( da "Tirreno, Il" del 09-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: meno burocrazia MASSAROSA. Apertura della caccia, dall'inizio di settembre alla fine di febbraio, con differenze tra specie e specie. Possibilità, per i cacciatori, di cambiare tipologia di caccia, senza fare lunghe trafile burocratiche. Libertà di sparare da un'imbarcazione in movimento, per esempio, nel Padule.

I balneari: stop alle persecuzioni ( da "Tirreno, Il" del 09-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: da parte della burocrazia". E portano esempi: "I controlli della capitaneria e dei Comuni, la rivalutazione chiesta e non dovuta dell'Istat. Per non parlare della questione degli incameramenti". Bertolucci chiede "la revisione di tutta la materia" e Lardinelli spiega che "una lettera congiunta di tutte le associazioni è stata già mandata al ministro Tremonti"

Non mi fanno uscire di casa - alessandro cesarini ( da "Tirreno, Il" del 09-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Burocrazia è una parola che assomiglia molto al termine beffa, in questo caso. "A seguito di un sopralluogo dei vigili di qualche settimana fa - prosegue l'assessore - l'ufficio edilizia ha rimandato all'ufficio patrimonio una lettera in cui si contesta al proprietario, il signor Baldini, un abuso edilizio.

C'erano una volta Arianna e Romolo ( da "Nuova Ferrara, La" del 09-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Fattori come la burocrazia, la poca spregiudicatezza, la sfortuna, l'ingenuità, possono giocare brutti scherzi a chiunque. Desidero tuttavia ricordare con piacere e con un pizzico di nostalgia il sorriso, la professionalità, la simpatia dei coniugi Manzo. Doti che non si possono comperare e che nessuno potrà restituirci.

Senza tetto più invisibili ( da "Adige, L'" del 09-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La stessa burocrazia sta rendendo la vita più difficile a chi lotta per sopravvivere: ottenere documenti o lo stesso permesso di soggiorno è diventato non solo più costoso ma anche più macchinoso. Problemi che si aggiungono a problemi che rischiano di spingere gli invisibili verso la piccola criminalità.

L'ultimo passo sembra un gioco ma un gioco non è. L'ultimo passo è q ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 09-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Fuor di burocrazia, quella società è l'unica che può far parlare il sistema catastale dei comuni dell'Umbria. Adesso, però, ci sono da spendere altri fondi. Che arrivano dal pacchetto che la Regione ha assegnato al Comune per portare a compimento il progetto dell'urbanistica digitalizzata: oltre 147 mila euro.

Vigili anticode sulla Regina: la burocrazia fa slittare le assunzioni ( da "Giorno, Il (Como)" del 09-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 4 Vigili anticode sulla Regina: la burocrazia fa slittare le assunzioni ? COMO ? DUE AGENTI, forse anche un terzo, attivi almeno dalle 8.30 alle 13. Ma non da questa settimana. Non si farà infatti in tempo, causa lungaggini burocratiche e difficoltà dovute al calendario, ad avere sin da questo week-end, come sperava l'assessore provinciale,

Comune, rivoluzione tra i dirigenti ( da "Tempo, Il" del 09-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La riorganizzazione della burocrazia comunale, obiettivo indicato nel piano di mandato ma di recente rilanciato anche nel ritiro del Pdl a Beffi, è al suo avvio. "I dirigenti con troppi oneri sulle spalle non possono rispondere al carico di lavoro con la tempestività dovuta - ha proseguito Susi - non possiamo soggiacere alle lentezze ed ai ritardi che hanno segnato l'

L'asfalto non ricorda. Di ragazzi, se n'è sbranati talmente ( da "Tempo, Il" del 09-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Per quella burocrazia legale tutta italiana, la stessa che "costringe" il finanziere a multare il bambino fuori dalla gelateria, mentre esce con un cono senza scontrino, anche Eleonora Giorgi viene inquisita per la morte del suo ex-fidanzato. Il motivo è una legge di sei mesi prima.

Pellegrino lancia la sfida <No ai ribassi eccessivi> ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 09-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Italia frenata dalla burocrazia viene dal presidente della Provincia di Lecce, Giovanni Pellegrino, che si dice pronto a suggerire al governo la sua ricetta. Tutto nasce da una semplice presa d'atto: proprio l'altro ieri, in una gara indetta dalla Provincia, oltre la metà delle imprese partecipanti ha offerto ribassi che si aggirano intorno al 3 %

l'estate del turismo mordi e fuggi ( da "Arena.it, L'" del 09-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Noi operatori siamo demoralizzati perché si pagano troppe tasse e siamo sempre più alle prese con una eccessiva burocrazia". Sposta il tiro su un discorso più generale Antonio Pasotti, presidente dell'Ugav, associazione che raggruppa quasi quattrocento strutture alberghiere del lago di Garda. "I numeri", dice Pasotti, "parlano chiaro ed evidenziano un calo generale delle presenze.

MA TRASFORMò IL PARTITO IN MACCHINA CLIENTELARE ( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del 09-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: quello dei notabili a quello della burocrazia". Da questo punto di vista Napoli e il Meridione hanno rappresentato un laboratorio politico per un modello nazionale? "Non c'è dubbio. Il modello clientelare meridionale viene esportato al Nord dieci anni dopo. Basta consultare gli archivi della Dc veneta degli anni Cinquanta per rendersene conto: non c'è traccia di raccomandazioni,

Scalette S. Giovanni, cantiere eterno ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 09-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia.Un cantiere che sta generando problemi quotidiani di ordine pratico a chi vive in quella zona e che per raggiungere la propria abitazione deve affrontare prove di abilità e giri disagevoli. Problemi che sono stati sottolineati nei giorni scorsi da una serie di cittadini che hanno preso "carta e penna" e hanno scritto al primo cittadino per lamentarsi di una situazione

I consumatori: continua la stangata ( da "Gazzettino, Il" del 09-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma non dobbiamo abbassare la guardia. La strada per arrivare all'obiettivo, di mettere l'agricoltura al centro, è ancora lunga: è importante continuare a puntare sulla qualità, stiamo lavorando per snellire la burocrazia, accorciare le filiere, ridurre i costi".M. Ant.

Buoni vendemmia "altolà" della Cisl ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 09-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: infine come la norma sui voucher non abbia semplificato od eliminato "la tanto contestata burocrazia": "Per recuperare la manodopera dei pensionati - viene sottolineato - sarebbe bastato qualche piccolo correttivo alle norme già in vigore, eliminando ad esempio (come avverrà dal gennaio 2009) la penalizzazione per chi oltre al reddito di pensione produce anche reddito di lavoro".

Comunità montane, la ricetta ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 09-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: meno burocrazia per le attività economiche, trasporti gratuiti per gli studenti che devono scendere in pianura, benzina agevolata per gli abitanti dei comuni più disagiati, incentivi per un turismo intelligente, salvaguardia del patrimonio naturale e dell'architettura di montagna dove i vecchi i borghi stanno cadendo a pezzi,

<Ma forse a qualcuno dispiacesfoltire la macchina regionale> ( da "Sicilia, La" del 09-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: e di riguardo nei confronti di persone che occupano i vertici della burocrazia regionale. Ma anche la mancanza di un accordo politico fra i partiti della maggioranza che, in qualche modo, intendono far pesare il loro parere in scelte così importanti. Per dirla senza tanti giri di parole, i partiti che hanno avuto non poca influenza nella nomina dei dirigenti generali,

Rubano la carrozzina del marito morto ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 09-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Burocrazia sia per la concessione, in comodato d'uso, che per la riconsegna. La data per il ritiro era stata fissata per i primi di luglio, a quattro mesi circa dalla morte del marito ottantenne Giovanni. L'uomo la usava per compiere il breve tragitto che separava la sua casa da piazza Municipio: dove trascorreva qualche ora della sua giornata.

Piazza Napoli in mostra a Rimini ( da "Denaro, Il" del 09-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: se vuole, può farcela, sfidando i vincoli della burocrazia e le difficoltà del territorio, ci saranno personaggi di primo piano del tessuto produttivo locale, come Paolo Graziano, amministratore della Magnaghi aeronautica; Paolo Scudieri, vicepresidente di Confindustria Napoli e patron della Adler Plastic;

Forti: tante critiche per pochi problemi ( da "Alto Adige" del 10-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, come ben dovrebbero sapere gli amministratori pubblici. "Respingo al mittente l'accusa di immobilismo - dice - perché invece abbiamo fatto tante cose e altre ne stanno per arrivare, in sintonia con il programma che ci siamo dati. Penso al collegamento verso la zona industriale da via Vadena o al nuovo ponte per la statale 12 sul rio Vallarsa e alla stessa via Sottomonte

Va dal giudice per avere il contratto Enel ( da "Tribuna di Treviso, La" del 10-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Mi sento mortificato da questa burocrazia, sembra vogliano farmi chiudere ancora prima di aprire l'attività". Nella seconda metà di luglio i clienti della Ironsteel Saldatura hanno cominciato a sollecitare la consegna degli ordini ed allora i fax di sollecito si sono infittiti fino alla raccomandata a cui Luca Zoppas affida tutta la sua amarezza,

Trasporti, Muraro denuncia Manzonetto ( da "Tribuna di Treviso, La" del 10-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che porterà a una ottimizzazione dei costi offrendo servizi più competitivi, un biglietto unico, burocrazia più leggera. Il sindaco di Treviso Gobbo mi ha già dato il suo via libera, dal punto di vista politico, alla fusione tra Actt e La Marca". Una fusione aperta appunto anche alle altre due aziende di trasporto locale, l'Atm e la Ctm.

Pagato il 400% di spese per una bolletta di 46 cent ( da "Messaggero Veneto, Il" del 10-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Potenza della burocrazia. I carnici, si racconta, sono ligi nel pagare le tasse: non manca a questa regola un cittadino di Forni di Sopra che, si è visto recapitare una bolletta del canone del servizio idrico, e ha subito presentato l'effetto per il pagamento in Posta, anche se la scadenza della fattura emessa da Carniacque era prevista per il 25 di agosto.

L'hotel è ok, l'elettricità no: i turisti sono invitati a ripassare ( da "Nuova Sardegna, La" del 10-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Imprenditore vessato da una storia di ordinaria burocrazia L'hotel è ok, l'elettricità no: i turisti sono invitati a ripassare BUGGERRU. Realizzare un attività in un giorno. è lo slogan per semplificare gli adempimenti di chi vorrebbe creare dall'oggi al domani un'impresa. Ma all'albergo costruito dinanzi al porto non sembrano bastarne neppure una ventina: di mesi però.

La burocrazia blocca la caserma ( da "Tirreno, Il" del 10-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia blocca la caserma Per un problema di affitti i carabinieri restano in quella vecchia Il sindaco Marta Perini: "Intanto parte la costruzione di alloggi per militari Aspettiamo risposte dalla prefettura" CALCINAIA. La burocrazia rallenta la costruzione della nuova caserma dei carabinieri, già prevista dalla precedente amministrazione comunale guidata dal sindaco Valter Picchi.

Il visto per Tai arriva tardi: la madre è morta ( da "Unita, L'" del 10-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: giorni con la tremenda malattia della suocera e con la burocrazia cubana. Un dramma kafkiano, che aleggiava sui palleggi e sulle schiacciate delle azzurre, ieri al loro esordio nel girone B. Atlete più forti dei rimpianti, perché quando devi rinunciare a un'atleta forte ed esperta come l'Aguero, che le Olimpiadi le ha vinte due volte, le gambe e il cuore possono diventarti pesanti.

Assalto ai burocrati targati cuffaro - emanuele lauria ( da "Repubblica, La" del 10-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Pagina I - Palermo Il retroscena Assalto ai burocrati targati Cuffaro EMANUELE LAURIA La disposizione sull'esodo è stata varata pensando soprattutto a sette grand commis della Regione. Per invitarli a liberare senza rumore le prime caselle dell'affollato scacchiere della burocrazia. SEGUE A PAGINA III.

Benservito per sette superburocrati lo spoils system si arena sui veti - emanuele lauria ( da "Repubblica, La" del 10-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma gli uomini posti ai vertici della burocrazia per ora non cambieranno. Lombardo si è scontrato con i veti degli alleati (Gianfranco Micciché si è presentato personalmente a Palazzo d'Orleans per difendere le posizioni di Maurizio Agnese e Manlio Munafò) ma soprattutto, dopo gli annunci iniziali, è rimasto imbrigliato in un reticolo di norme e codicilli a lui sconosciuti.

PERUGIA - La burocrazia è un nemico sudbolo che si insinua nella vita dei tutti i giorni. E che ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 10-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: soluzione per chi ritarda solo di un giorno non solo significa battere la burocrazia, ma anche dare una mano a tante famiglie che quando arriva la multa trovano difficoltà a pagarla. Insomma, dietro alla burocrazia si infila il carovita e l'odissea dell'automobilista diventa completa. Non bastassero già i costi del carburante, quelli dell'assicurazione, le strade piene di buche,

Burocrazia, spunta la tassa sugli incidenti ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 10-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: L'Umbria dei campanili si divide anche sul costo del rilascio delle copie degli atti della polizia municipale Burocrazia, spunta la tassa sugli incidenti Per un atto a Perugia si spendono 250 euro, a Terni 5 centesimi a foglio.

L'Austria attira aziende Nuovo boom di richieste ( da "Corriere Alto Adige" del 10-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: meno tasse e burocrazia rapida BOLZANO - Continua la scalata austriaca all'interno dell'Unione europea. Quarto Pil pro capite continentale, mentre Vienna prosegue nella sua politica di agevolazioni alle imprese, incentivando l'afflusso di investimenti dall'estero attraverso la riduzione del carico fiscale e amministrativo.

Gli ultimi arrivi: Fercam e Rubner ( da "Corriere Alto Adige" del 10-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: l'annosa questione della burocrazia: "L'iter burocratico è rapidissimo - riprende Volgger - in 233 giorni siamo passati dalla stipulazione del contratto alla produzione e in soli 6 mesi abbiamo ottenuto la concessione edilizia". Tempi che fanno impressione rispetto alla pesantezza amministrativa vigente nella penisola.

Ostillio: parlano gli atti Toscani: burocrati ottusi ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 10-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: il pubblicitario di fama mondiale arrivato ultimo nella graduatoria pugliese: "In Puglia non verrò mai più a lavorare, ho trovato una burocrazia che non è capace di comprendere i miei messaggi. Da questo momento in poi questa regione non entra più nei miei interessi professionali". A PAGINA 3 Fatiguso, Lampugnani.

APechino MAREZZA è una parola lunga e breve: dura ( da "Messaggero, Il (Metropolitana)" del 10-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: a una vasca appena: ha 37 anni, li compie proprio in questa giornata d'argento Intanto si è tristemente chiuso il caso della pallavolista azzurra di origine cubana Tai Aguero. Bloccata in Germania dalla burocrazia cubana, non ha potuto tornare al suo Paese d'origine in tempo per vedere la madre malata, che nel frattempo è morta.

La crescita zero gela l'Europa E la Bce dà un calcio alla ripresa ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 10-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sindacato alla burocrazia che solo ora viene scoperta essere fannullona e costosa, dall'energia che costa il 30% in più perché non abbiamo il nucleare anche se le centrali nucleari (e gli eventuali rischi) sono tutt'attorno a noi agli sprechi che non vogliono dire solamente soldi buttati al vento per opere che non servono o per iniziative inutili ma comprendono anche altre voci:

<C'è un israeliano, mi ritiro> ( da "Corriere della Sera" del 10-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ci si sono messi di mezzo la sorte, il compu-ter, la fredda burocrazia natatoria. Alla pubblicazione della start list l'iraniano si è ritrovato nella batteria con l'israeliano. Momento di panico, di riflessione, poi, l'annuncio distensivo del segretario del comitato olimpico (Inoc) Ali Kafashian: "Alirezaei sarà regolarmente al via.

Mamma Aguero muore senza Tai ( da "Corriere della Sera" del 10-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: se ne andava senza aspettare la burocrazia. Se questa storia ha un senso, e tutte ce l'hanno, è da cercare da qualche parte tra la Baia dei Porci e l'ambasciata cubana in Germania, nelle pieghe della diplomazia e delle mediazioni del veterano anticastrista Fernandez, capo delegazione qui all'Olimpiade, del governo italiano e dell'ambasciatore a Pechino Riccardo Sessa,

Aguero, dramma di regime: il visto arriva a madre morta ( da "Giornale.it, Il" del 10-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Stupida burocrazia o vendetta di Stato? nostro inviato a Pechino Aveva un bel nome. Si chiamava Dulce, dolce. Nome difficile da indossare, per una donna, di questi tempi. Era la mamma di Tai Aguero, la nostra pallavolista di origine cubana venuta a Pechino per vincere con le sue compagne la medaglia d'oro, come c'è scritto in tutti i fondi di caffè del Villaggio Olimpico.

Clandestini, un pronto soccorso per loro ( da "Provincia Pavese, La" del 10-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è ancora molta confusione nella burocrazia e molti fanno fatica ad accedere alle cure". La legge garantisce ai clandestini il diritto alla salute, equiparato a un diritto della persona. Viene assegnato loro un codice che consente di ricevere le cure gratuite. Pagano poi un ticket per analisi o accertamenti diagnostici successivi.

Sostegni all'economia e trasporti gratuiti a chi vive in montagna ( da "Messaggero Veneto, Il" del 10-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: meno burocrazia per le attività economiche, trasporti gratuiti per gli studenti che devono scendere in pianura, benzina agevolata per gli abitanti dei comuni più disagiati, incentivi per un turismo intelligente, salvaguardia del patrimonio naturale e dell'architettura di montagna dove i vecchi borghi stanno cadendo a pezzi,

Trifuoggi spiato, archiviata l'inchiesta ( da "Centro, Il" del 10-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma per la burocrazia giudiziaria era ormai una personalità incline a delinquere e quindi rinchiuso di proroga in proroga da quasi 10 anni. Dieci anni per una sigaretta di contrabbando". Quindi l'invito a difendere i veri valori che furono di Gramsci e a contrastare il "buco di democrazia" che si creano nelle carceri come quello di Sulmona.

Matteoli: "Linea dura contro i camionisti. Guidano per troppe ore" ( da "Giornale.it, Il" del 10-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "Sì, verrà nominato per togliere di mezzo la burocrazia e accelerare le procedure. Era già stato deciso". Ha pensato a qualche provvedimento per stabilire più regole legate al trasporto pesante in autostrada? "In Italia ci sono norme che prevedono che non si possa viaggiare per un certo numero di ore.

Dalla Regione spiccioli per le calamità ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 10-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: nemmeno i soldi della burocrazia. "E' una presa in giro soprattutto per i cittadini-spiega il sindaco di Asolo Daniele Ferrazza quasi incredulo-invito il Governatore Galan a prendere in mano la situazione e che alla fine prevalga il buonsenso." Duro anche il commento del sindaco di Cornuda, Comazzetto e Luciana Velo di Caerano.

<Le nostre Comunità sanno amministrare> E Bottacin: <A noi la Provincia> ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 10-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: pochi contadini ed allevatori stretti nella morsa della ordinaria burocrazia. Nel suo intervento ha spezzato una lancia a loro favore affinché possano lavorare come una volta, come da tradizione. E' riuscito a strappare un sorriso alla gente della terra agordina."Cerchiamo di essere seri. Non è mai morto nessuno se nelle malghe non c'erano le piastrelle dove si faceva il formaggio.

In motonave da Altino a Torcello tra racconti e natura ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 10-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: assessore Funari: "L'ostacolo è la burocrazia" Altino e Torcello, mai così vicine. Vicine nel passato che le ha viste nascere l'una dall'altra e, forse, anche nel presente. stato sperimentato giovedì, infatti, dalla Provincia di Venezia, un percorso acqueo di collegamento tra la terraferma, prospiciente ad Altino e l'isola veneziana.

Picchia la madre, arrestatoPorto Empedocle ( da "Sicilia, La" del 10-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il marocchino in un primo momento era parso che non avesse ottemperato a un decreto di espulsione che gli era stato precedentemente affibbiato e revocato perché sposò una italiana. "Miracoli" della burocrazia del belpaese. La stessa che lo ha rimesso in libertà. Francesco Di Mare.

LO STATO SOCIALE, CHE STORICAMENTE HA IL GRANDISSIMO MERITO DI AVERE AIUTATO, E NON POCO, A FARE USC ( da "Mattino, Il (Salerno)" del 10-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sempre più bisogno di liberarci da una cosa orrenda: la burocrazia. Non possiamo dire che negli ultimi anni non si sia tentato, almeno in alcuni settori, di fare qualcosa. Quale è stata la risposta dell'eterno italiano, miserabile di testa più che di portafoglio? Approfittare delle autocertificazioni per dichiarare il falso.

Sul Chisone nulla è cambiato "Mancano i soldi, come sempre" ( da "Stampa, La" del 14-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Si dovrebbe lasciare da parte la burocrazia. Abbiamo già interpellato l'Aipo altre volte ma non abbiamo avuto risposte chiare. Sembra che non abbiano sufficienti fondi. Se la situazione non cambia ci rivolgeremo alla Regione o a chiunque possa aiutarci". Diversa la condizione dei comuni da Perosa Argentina in su.

Aumentano le adozioni in Polesine ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 14-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, studi sulla coppia ed esami del Tribunale dei minori, è un cammino tutto in salita che però sempre più coppie decidono di intraprendere. Il trend di aumento che si verifica in Italia lo si riscontra anche in Polesine. Dal 2001 al 2007, 35 coppie hanno deciso di adottare un bambino affrontando tutto ciò e in molti casi anche il viaggio e il periodo da trascorrere all'

Comitato Punto sanità torna a mobilitarsi ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 14-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: emergenza e bisogno della nostra sanità e non per i soliti costi di politica e burocrazia".Corà prende spunto da alcune vicende personali, vissute di recente, per parlare delle criticità della sanità altopolesana e in primis dell'ospedale San Luca di Trecenta. "Mi è successo di dover attendere più di 5 ore per una visita al Pronto Soccorso, mentre in un'altra occasione ho notato che,

Manca il collaudo per il nuovo campo sportivo da mesi l'impianto è pronto ma inutilizzato ( da "Stampa, La" del 14-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Una combinazione di cause (tra cui la burocrazia e le ferie estive) sembra però allontanare ulteriormente l'utilizzo della pista. L'ennesimo ritardo è stato al centro delle ultime riunioni in comunità montana, dove alcuni consiglieri e assessori hanno espresso disagio per la lentezza della procedura.

La produzione non può aspettare l'estenuante iter della burocrazia ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 15-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract:

Gara d'appalto entro l'autunno ( da "Corriere delle Alpi" del 15-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Insomma la burocrazia è così capillare che non resta che sperare". Più ottimista Gianfranco Sommavilla della Uil: "Mi auguro che a settembre si possano avere buone notizie, anche se la vicenda è talmente complessa che non si sa mai". Paola Dall'Anese.

Anch'io contro i kart ( da "Alto Adige" del 15-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per cui conoscendo i tempi della pubblica burocrazia, ho pensato: vuoi vedere che forse i soldi li ha scuciti dalle sue tasche chi ha voluto la manifestazione pseudo sportiva del beach volley nei prati del Talvera? Se ciò fosse vero, penso che tutti coloro che si trovano a pagare l'addizionale Irpef a favore del Comune sarebbero ben felici.

Smaltimento rifiuti: ci serve una strategia, non un inceneritore ( da "Tribuna di Treviso, La" del 15-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: forse un nuovo disastro della burocrazia? Ma che ci sta a fare allora il Ministro Brunetta (veneziano, queste cose deve saperle)? Se per l'a.d. di Veritas, Andrea Razzini, "questa è una situazione incredibile e vergognosa" sarebbe da capire che cavolo intende Berlusconi quando - con toni tipo "spazzeremo i comunisti" - dice che farà un inceneritore per ogni campanile.

Una lettrice a Pronto Giornale di Brescia racconta la sua avventura con la bolletta della luce L'Enel che se ne fa dei miei dati catastali? ( da "Giornale di Brescia" del 15-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: di dimestichezza con la burocrazia può facilmente recuperare nell'atto notarile di compravendita dell'immobile oppure rivolgendosi ad uno degli sportelli dell'Agenzia del Territorio (ci riferiamo all'ex ufficio del Catasto in via Marsala a Brescia). Altrimenti non rimane altro che affidarsi ad un professionista, geometra o architetto esso sia.

Rendita finita, la Liguriadeve reinventare il turismo ( da "Secolo XIX, Il" del 15-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: decisioni e della burocrazia, dobbiamo essere coordinati da regie di area e insieme affinare la capacità di applicare i singoli progetti a livello comunale. Abbiamo bisogno di creare offerte nuove che sappiano rivolgersi ai nuovi mercati della terza età, dei giovani che amano la natura, dobbiamo intercettare i nuovi mercati stranieri emergenti con una buona e moderna comunicazione"

Sos della cia prezzi alti, redditi bassi ( da "Tirreno, Il" del 15-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: attività agricola ed il costo della burocrazia soffoca sempre di più le imprese. "Anche settori trainanti come l'agriturismo e il vitivinicolo marcano il passo, prova di come le difficoltà del Paese - prosegue il presidente - si riflettano su tutti i settori. Con l'agricoltura al centro del dibattito a causa dei continui, eccessivi e non fondati aumenti al dettaglio degli alimentari"

Il ministero rinvia ancora sul cdr per enel - gianni favarato ( da "Nuova Venezia, La" del 15-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la palude della burocrazia ministeriale, sempre attiva con qualsiasi governo, ci impedisce di attuare un tassello fondamentale di un piano di gestione dei rifiuti autosufficiente e sostenibile che ci invidia tutta Italia. Un piano, ricordo, che prevede, al posto della costruzione di un nuovo inceneritore o dell'utilizzo di discariche,

La liguria riceve più di quel che dà le sorprese del federalismo fiscale - aldo lampani ( da "Repubblica, La" del 15-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Sulla carta parrebbe che la condanna a morte della burocrazia e degli sprechi che comporta sia la panacea d'ogni male. Ma resta da affrontare una socialità complessa, che per la Liguria, che dai conti risulta essere un peso per il resto d'Italia, ha connotazioni importanti. Innanzitutto la Sanità.

Buio e rifiuti, ecco catania sull'orlo del crac - (segue dalla prima pagina) dal nostro inviato ( da "Repubblica, La" del 15-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma anche della burocrazia comunale. "A tutt'oggi non sappiamo dov'è stata inghiottita questa gigantesca montagna di denaro". La Procura a luglio ha spedito 40 avvisi di garanzia. Come si vive in una città sull'orlo della bancarotta? Mute di cani randagi scodinzolano la sera per via Umberto, di fronte alla storica villa dedicata al Bellini,

Nomadi, chiuso campo abusivo ( da "Giorno, Il (Milano)" del 15-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che se ne porta dietro un'altra: quella del "portinaio", che sarà la persona che fisicamente sarà presente nell'insediamento e si occuperà della burocrazia, anche quella spicciola (come il controllo dell'accesso dei nomadi autorizzati con le tessere di riconoscimento) e che segnalerà alla polizia locale eventuali irregolarità.

Bagno di giorno, discoteca di notte ( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: In attesa che la burocrazia, nazionale e locale, svecchi un approccio talvolta fuori dal tempo, dal 2001 qualcosa s'è mosso ugualmente. La vecchia proposta mostrava la corda, per mantenere anche solo la stessa redditività bisognava inventarsi qualcosa e la ricetta vincente è stata quella di allungare l'utilizzo della spiaggia alle ore notturne.

Franca Roma Questi anni sembrano quelli destinati a ( da "Tempo, Il" del 15-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: arenate nelle pieghe della burocrazia, delle proroghe e dei rinvii. Si lavora, si costruisce e, finalmente, si realizza. La prima data utile sarà proprio il prossimo settembre, quando finalmente entrerà in funzione il parcheggio multipiano di viale Mazzini. Una struttura con una storia lunga quasi trent'anni (era il giugno del '79 quando il comune approvò il progetto originario)

Buio, rifiuti e scuole sfrattate Catania sull'orlo del crac ( da "Repubblica.it" del 15-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma anche della burocrazia comunale. "A tutt'oggi non sappiamo dov'è stata inghiottita questa gigantesca montagna di denaro". La Procura a luglio ha spedito 40 avvisi di garanzia. Come si vive in una città sull'orlo della bancarotta? Mute di cani randagi scodinzolano la sera per via Umberto, di fronte alla storica villa dedicata al Bellini,

Provincia: stop alla carta <Costi troppo elevati> ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 15-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dematerializzazione" della burocrazia: sembra Star Trek, invece è un tentativo di risparmiare qualche euro e di mostrare una sensibilità ecologista. Anche il Comune di Vicenza sta imboccando questa strada. Il progetto del presidente del consiglio comunale Luigi Poletto è di tagliare il consumo di carta, dotando i consiglieri di strumenti,

Valle Nel consiglio comunale ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 15-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: si è andati sempre peggio in fatto di burocrazia. Gli uffici sono oberati dal lavoro, strapieni di carte inutili. Non so come sarà il futuro se non avverrà un'inversione di rotta". "Che vogliano far sparire i piccoli comuni?", si è chiede il sindaco. Valle, non ha specificità precise, non è un paese di soli vecchi, non lo è neppure di giovani,

Spagnolli a Durnwalder: <Ora una svolta> ( da "Corriere Alto Adige" del 16-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "Esiste un serio problema di burocrazia con norme calate dal-l'alto, o di norme urbanistiche, ad esempio, tarate sui comuni più piccoli, non certo sulle esigenze di una città come Bolzano. Noi, in sintesi, non siamo in grado di autodeterminarci e di sfruttare la nostra autonomia che rimane solo teorica.

Ici, Bossi: la reintrodurrò. Calderoli: tributo unico su casa ( da "Reuters Italia" del 16-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: si riducono la burocrazia e gli obblighi che gravano sui cittadini e si mette nelle mani dei Comuni una leva fiscale collegata ai servizi che essi erogano e che, grazie alla flessibilità del tributo, i Comuni potranno manovrare liberamente in funzione delle loro esigenze", prosegue Calderoli, precisando che sottoporrà a breve la proposta a Bossi e al ministro dell'

Governo/ Calderoli: Sulla casa un tributo unico dei comuni ( da "Virgilio Notizie" del 16-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Così si semplifica la fiscalità e si riduce la burocrazia postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 16 ago. (Apcom) - Dopo la proposta di Umberto Bossi di abolire l'Ici, arriva l'idea di Roberto Calderoli, ministro per la Semplificazione: la sostituzione dei tributi sulle case con un unico tributo dei comuni.

ICI: CALDEROLI, SI' A TRIBUTO UNICO SULLA CASA A FAVORE DEI ( da "Virgilio Notizie" del 16-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: spiega Calderoli - si semplifica la fiscalita', si riducono la burocrazia e gli obblighi che gravano sui cittadini e si mette nelle mani dei Comuni una leva fiscale collegata ai servizi che essi erogano e che, grazie alla flessibilita' del tributo, i Comuni potranno manovrare liberamente in funzione delle loro esigenze.

Troppe persone già condannate perché ubriache guidano ancora ( da "Stampa, La" del 17-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: a una burocrazia più snella, più efficace". Recentemente, il suo ufficio ha sequestrato, ai fini di una successiva confisca, un'Audi dal valore di 46 mila euro: un bel deterrente per chi eccede con le bevute e si mette al volante. "Il punto è proprio questo, nei casi non complicati: colpire il portafogli.

Cultura della sicurezza ( da "Messaggero Veneto, Il" del 17-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, di vincoli, di sanzioni e hanno scatenato una controproducente polemica sul nuovo testo unico, il cui unico obiettivo è invece quello di rafforzare gli strumenti di prevenzione, informazione e formazione sulla sicurezza. La solerzia con cui il governo ha deciso di rispondere alle richieste di modifica del testo unico avanzate dagli imprenditori risulta alquanto singolare

Confartigianato ok le scelte del governo ( da "Tirreno, Il" del 17-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ridurre il peso della burocrazia sulle micro e piccole imprese alle quali viene finalmente riconosciuto il ruolo svolto nel paese". "Ci aspettiamo - aggiunge Martinucci - che il governo mantenga fermo l'impegno a ridurre la spesa pubblica, migliorandone l'efficienza, e contemporaneamente a realizzare una graduale e costante riduzione della pressione fiscale su cittadini e imprese.

Si dimette il manager del caos ecopass musumeci dà l'addio a palazzo marino - giuseppina piano ( da "Repubblica, La" del 17-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: il numero uno di tutta la burocrazia interna. Entrambi erano stati scelti e portati in Comune dal sindaco dopo l'insediamento, in quel ricambio generale della dirigenza finito nella bufera con un'inchiesta della corte dei Conti e della magistratura. Con entrambi, almeno ad ascoltare la certezza raccontata dalle voci della burocrazia comunale,

Vietato amare il clandestino e alì commuove la francia - anais ginori ( da "Repubblica, La" del 17-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia francese si è fermata. In Francia, amare uno straniero può diventare un incubo. Il matrimonio non dà più diritto a un permesso di soggiorno di 10 anni e poi alla cittadinanza, come avveniva fino a qualche anno fa. Il visto si deve adesso rinnovare annualmente, e ogni volta con una trafila umiliante per entrambi i congiunti.

MATTIA ECCHELI inchiodato su una sedia a rotelle dopo un drammatico infortunio durante di una partita amichevole tra la sua squadra, il Sacco San Giorgio di Seconda categoria, ed ( da "Adige, L'" del 17-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Poi interviene la burocrazia disumana. Il modulo per il contributo per "sbarrierare" la nuova casa (i genitori hanno venduto la loro per realizzarne una "su misura") che gli è stato consegnato dalla Provincia è sbagliato: "Ma ho compilato quello che mi hanno dato loro", avverte Marighetto.

Il rumore delle pale dei grossi elicotteri "chinook" dell'esercito ha fatto subito to ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 17-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ha continuato il sindaco di San Benedetto - che i Vigili del fuoco non c'entrano nulla, me la sono presa con la burocrazia, spinto forse anche dalla paura di chi non immagina come il fuoco possa divorare in poco tempo anche un intero paese. Fino a quando tutto non cesserà definitivamente gli abitanti di San Benedetto passeranno ancora notti in bianco".

Lo dicono i dati sui consumi, che cominciano a registrare una flessione non più solo ge ( da "Messaggero, Il" del 17-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: intervento sulla burocrazia, sulla scuola, per l'impegno a risolvere il problema della spazzatura, per gli interventi in prospettiva su infrastrutture e federalismo fiscale. Come dovrebbe insegnarci lo spirito olimpico, si tratta di una gara, e di una gara difficile: perché ci sono condizioni internazionali piuttosto ardue,

Il centrosinistra: ( da "Stampa, La" del 17-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: COSSATO SANDIGLIANO STAVELLO SICUREZZA All'interno Il centrosinistra: L'ultima battaglia del Torrione assediato da leggi e burocrazia Kermesse di bocce Il maltempo non ferma le gare Più prevenzione Diminuiscono i furti in alloggio pronti a riproporci alla guida della città Renato Moreschi Maurizio Alfisi Stefano Zavagli Franco Piras.

La burocrazia penalizza i benzinai ( da "Messaggero Veneto, Il" del 17-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: modo La burocrazia penalizza i benzinai Prezzo del carburante abbassato da una settimana in Slovenia, ma l'ambasciata italiana non l'ha comunicato E così non è potuto avvenire il livellamento automatico sui "pos". Gestori furibondi L'ambasciata italiana a Lubiana non invia un fax alla Regione e il prezzo della benzina goriziana torna a superare nuovamente quello della verde slovena.

Rota: se ci sono irregolarità interverremo ( da "Provincia Pavese, La" del 17-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: persona che ha a che fare con la burocrazia e con l'amministrazione. Si capisce dai termini che usa e dall'italiano corretto". I sospetti non ricadono certo sull'opposizione, visto che lo stesso sindaco ci tiene a precisare che Frascarolo è un comune "apolitico". "Mi hanno chiesto di fare il sindaco dopo che c'era stato il commissario - racconta - L'ho fatto per spirito di servizio.

Calderoli: "Sulla casa una sola tassa, ne assorbirà altre 10" ( da "Giornale.it, Il" del 17-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: In tal modo, si ridurrà la burocrazia e si punterà sulla semplificazione, agevolando i cittadini, che potranno così verificare chi amministra bene e chi no. Chi, insomma, è più bravo a gestire i propri soldi". Nessun rischio che alla fine si paghi di più? "No, con il federalismo si risparmia.

Livorno, due dirigenti ogni dipendente ( da "Giornale.it, Il" del 17-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Molti, poi, hanno più consiglieri d'amministrazione che dipendenti. E poi, ancora, prebende speciali e autoblù. Qualche deputato se n'è accorto e ha sollevato il problema: "Servono a produrre costi e burocrazia. Bisogna tagliare". SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

L'addio di traversagna ad angela ( da "Tirreno, Il" del 17-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia - che ha coinvolto l'Associazione Valdinievole lotta ai tumori e alcuni politici locali e regionali, impegnati nel tentativo di far rilasciare in tempo il visto d'ingresso dal nostro consolato nella Repubblica Dominicana. Purtroppo l'autorizzazione è arrivata troppo tardi e non è servito neanche il tentativo successivo di rinviare il più possibile le esequie per consentire

"Vendo il Torrione agli emiri" ( da "Stampa, La" del 17-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 9 secoli agli assalti degli eserciti e del tempo ma ora il castelliere del Torrione di Sandigliano potrebbe soccombere agli attacchi della burocrazia e delle leggi di una società che sembra amare i castelli (e i castellani) solo a parole. "Sto pensando di vendere tutto - conferma il conte Tomaso Vialardi di Sandigliano, ultimo discendente diretto dell'antica famiglia biellese -.

Rimasto vedovo, gli chiudono il bar: non ha fatto le medie ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 17-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: non ha fatto le medie Susegana"La burocrazia mi sta schiacciando". Il bar Barby di Susegana dovrà chiudere entro il fine settimana a causa della mancanza dei requisiti necessari per legge. Lino Ragazzon titolare del servizio commerciale si rivolge all'amministrazione comunale, che a breve gli proibirà di continuare la sua attività.

<Più poteri ai sindaci per l'organizzazione> ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 17-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Seganti vuole abbattere la burocrazia "Più poteri ai sindaci per l'organizzazione" Potranno indicare il city manager TriesteBasta con decine di pratiche e conseguenti mesi (se va bene) di sfibranti attese. La macchina dei Comuni va semplificata, per far risparmiare risorse all'ente pubblico, ma soprattutto tempo e denaro al cittadino o all'impresa.

Battaglia d'autunno per l'edilizia: il sindacato annuncia la mobilitazione ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 17-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: nel dedalo della burocrazia. "Ma soprattutto - dice Maurizio Piras, della Filca Cisl - le grandi opere che rimarranno sulla carta, ad iniziare dalla Trasversale sarda". La trasversale del progetto originale non esiste più. I fondi sono stati destinati altrove, alla Sp 27 Villagrande-Tortolì, e sulla statale 198, usati per rimodulare le banchine e abbassare i tempi di percorrenza.

Milano: domani comincia la stagione ( da "Datasport" del 17-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: entrambi ancora alle prese con la burocrazia relativa al rilascio del visto. I due raggiungeranno i compagni nei prossimi giorni. Sara' invece nel gruppo il giovane Marko Micevic, ala piccola classe 1989, l'anno scorso in forza alla formazione Under19 dell'AJ Milano. Micevic, italiano di formazione, e' il 12esimo giocatore che va a completare il roster a disposizione di coach Bucchi:

Il nuovo porto di Genova merita fiducia ( da "Secolo XIX, Il" del 18-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: contro le burocrazie di un sistema preda di vassalli, valvassori e valvassini. Dopo anni di insensata separatezza, legata a bizzosi personalismi, credo che il porto di Genova possa aver trovato un forte alleato nel Comune di Genova che deve diventare, come naturale, l'istituzione fondamentale di rapporto e di supporto dell'Autorità portuale.

Il giallo dimissioni dell'autista killer ( da "Stampa, La" del 18-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: indagine ha messo a fuoco pure i limiti della burocrazia (patente sospesa ma conservata da Olivetti). "D'accordo - interviene il sottosegretario ai Trasporti, Bartolomeo Giachino - ma consideriamo anche un altro aspetto: in tre mesi di applicazione delle norme più incisive sugli ubriachi al volante abbiamo sequestrato un migliaio di auto e evitato di sicuro gravi incidenti"

La Chiesa che dà fastidio ( da "Unita, L'" del 18-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Famiglia Cristiana inquietava ed inquieta il centralismo della burocrazia vaticana. Mezzo milione di copie in più del Panorama berlusconiano minacciavano di inquinare gli spot politici del politico editore. Il giornale si avvicinava pericolosamente al malcontento che agita gli elettori cattolici i quali non si accontentano delle spiegazioni di Emilio Fede o dell'onorevole Giovanardi:

Alberto mattone londra ( da "Repubblica, La" del 18-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma anche dalla burocrazia, che gli ha reso molto difficile la vita. Kris, depresso, ha così deciso di raccontare la sua storia all'Independent. E si è sfogato percorrendo col quotidiano britannico la sua "odissea". A cominciare dal matrimonio, rigorosamente tradizionale: il bouquet, la sposa vestita di bianco, il banchetto nuziale con partenti e amici.

Burocrazia irritante, regole complicate ma è un paese che sa godersi la vita - (segue dalla prima pagina) john lloyd ( da "Repubblica, La" del 18-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Cronaca Burocrazia irritante, regole complicate ma è un paese che sa godersi la vita (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) JOHN LLOYD Ammettiamo pure, tuttavia, che la loro ipotesi sia giusta. è pur vero che nella maggior parte dei casi l'Italia è più burocratica della Gran Bretagna.

Adozioni internazionali l'italia apre a nuovi paesi - paola coppola ( da "Repubblica, La" del 18-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: lento e talvolta ingolfato dalla burocrazia. Ma il documento punta anche a mettere ordine, ottenere garanzie e ridurre il numero degli enti che si occupano di adozioni internazionali: in Italia più di 70 contro, ad esempio, i 15 della Germania. Nel frattempo la Cai aveva rinviato a marzo 2009 il termine per presentare le richieste da parte degli enti per adottare in nuovi paesi.

Nuovo regolamento del canile: animalisti in guerra col Comune ( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 18-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: di Civitanova chiedono libero accesso alla struttura dei volontari e meno burocrazia. Sotto la lente c'è la norma, ritenuta troppo restrittiva, sul diritto di accesso alle schede anagrafiche e sanitarie dei singoli animali, che impedirebbe all'associazione di svolgere al meglio la preziosa campagna di adozione dei cani.

Stanziati fondi per la gestione della caccia ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 18-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Una procedura lunga, legata ai tempi della burocrazia ed ai rapporti tra i due paesi e le rispettive diplomazie. Certo è che si dovrà ancora attendere per avere delle risposte. Ma la vita va avanti e la piccola comunità di Scapezzano si è stretta attorno al piccolo Leonardo, affidato ai nonni materni.

Di WALTER BELLISI ZOCCA DOPO OLTRE vent'anni alla guida ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 18-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia non può aver la meglio sulle persone e sui diritti delle persone, soprattutto se parliamo di fede, di valori". "LA PRESENZA dei frati francescani a Verucchia ? aggiungono ? ha tenuto vivo lo stile semplice e sobrio che San Francesco ci ha insegnato, trasmettendo ai fedeli quella fede che nasce direttamente dal cuore e insegna l'

A Cuba si affaccia l'era Raul.com ( da "Sole 24 Ore, Il" del 18-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è comparso persino un piccolo manifesto contro la burocrazia cubana, a firma di A. Ramirez Cuenca, che la definisce una "malattia molto diffusa nell'isola". Dai balseros a Internet La chiamano conexion underground, è il modo surrettizio di connettersi alla rete. Ci si aggancia al cavo di un'impresa straniera o si sfrutta un servizio wireless di qualcun altro.

Calderoli il vago ( da "Corriere della Sera" del 18-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: continui a spendere sovra misura per il personale in certi settori (burocrazia regionale o guardie forestali) e ad essere colpevolmente carente in altri (ad esempio, servizi all'infanzia), posto che il federalismo fiscale esclude che i fondi, anche quelli perequativi, possano avere un vincolo di destinazione.

Privati allo sportello unico ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 18-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: obiettivo di tagliare i tempi della burocrazia Privati allo sportello unico Gli enti avranno 30 giorni per valutare i nuovi progetti produttivi Emanuele Scarci Via alla riforma dello sportello unico e semaforo verde anche alle Agenzie per le imprese, un nuovo soggetto fortemente voluto e richiesto in particolare dalle associazioni di categoria delle Pmi.

Prende il cognome della sposa, è bufera in Gran Bretagna ( da "Stampaweb, La" del 18-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Una scelta pagata prima con una robusta dose di burocrazia: Kris e Jo non si sono trovati a riempire i soliti moduli con qualche casella da vistare: al contrario, ci sono stati "mesi di inferno" per notificare l'anomalo cambio di cognome alla banca, al lavoro, per non parlare delle varie utenze.

Una proposta che sia chiara ( da "Opinione, L'" del 18-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Paese che è sopravvissuta attaccata alla tetta del centralismo e a una burocrazia che dallo stesso centralismo statalista ha tratto la propria forza. L'impegno è dunque difficilissimo, sia per la maggioranza che per l'opposizione, se volesse condividere il percorso di riforma. E comunque il centro-destra è atteso ad avanzare una proposta chiara, che non si presti a finzioni di sorta,

LARRANAGA: LA ELDO FARà DIVERTIRE I TIFOSI ( da "Mattino, Il (Caserta)" del 18-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia ma nelle stanze dei bottini si nutre un cauto ottimismo. Chi invece non sarà a Caserta da subito è la guardia Jay Larranaga così come l'ala-pivot Andrea Michelori, rispettivamente impegnati con le nazionali irlandese e italiana. Entrambi, infatti, salteranno la prima fase con Frates e il suo vice Oldoini per unirsi al gruppo solo al termine delle qualificazioni per gli

Coldiretti: da domani al via i voucher per la vendemmia ( da "Vita non profit online" del 18-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la vendemmia 2008 voluta dalla Coldiretti per ridurre la burocrazia per le imprese agricole e dare una possibilità di integrazione del reddito a studenti e pensionati di fronte al caro vita. è quanto afferma la Coldiretti che è già in possesso del prezioso nuovo strumento di pagamento che le imprese agricole possono ritirare presso le sedi dell'organizzazione agricola o presso l'

Sullo schermo un autunno all'insegna delle serie più amate e dei "cloni" dei successi del passato ( da "Cittadino, Il" del 19-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: unità anticrimine coordinata dall'agente speciale Gibbs (Mark Harmon), pronto anche a ignorare la burocrazia militare pur di risolvere con la sua squadra (immutata dalla prima serie) i crimini compiuti nel corpo della marina militare americana.Tre le serie in prima assoluta su Italia Uno (anticipate però da Mediaset sul digitale terrestre).

Impianto fotovoltaico ai magazzini comunali ( da "Corriere delle Alpi" del 19-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: il nuovo Psr è svantaggioso sia per la burocrazia, sia per la percentuale di cofinanziamento rispetto al Psr precedente". Centro civico a Caupo. E' un progetto che l'amministrazione comunale segue da qualche anno. L'iter si è allungato per l'avversità di un proprietario di fondi, ma che dovrebbe conludersi nella primavera del 2009.

Tremonti Card, come la tessera annonaria ( da "Corriere delle Alpi" del 19-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Anche all'epoca la burocrazia faceva la sua parte sicché erano necessari il timbro mensile dell'esercente e quello del comune di appartenenza del singolo consumatore. La carta annonaria individuale era lo strumento utilizzato dallo Stato durante il periodo della guerra per il razionamento dei generi di prima necessità.

Per fare una provincia ora un capoluogo non basta più ( da "Italia Oggi" del 19-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: mercé la burocrazia apportata dalla nuove province. Si tratterà di mero lavoro buroindotto, epperò improduttivo per definizione. Ci sarebbe da verificare in quali disposizioni statali si trovino riferimenti ai capoluoghi di provincia. Ogni qual volta, infatti, vi sia un richiamo al "capoluogo di provincia", a stretto rigore andrebbe esclusa Aosta,

Il voucher vendemmia per tremila stagionali ( da "Mattino di Padova, Il" del 19-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: vendemmia per ridurre la burocrazia per le imprese agricole, combattere la piaga del lavoro nero e dare una possibilità di integrazione del reddito a studenti e pensionati di fronte al carovita: nel Padovano sono interessati oltre 3 mila lavoratori stagionali. Il voucher è un provvedimento lungamente atteso, e di cui si ringrazia il ministro del Welfare Sacconi:

Glass di parodi ( da "Secolo XIX, Il" del 19-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: secondo la burocrazia, i capannoni artigianali del gruppo industriale Vitrum Glass (ora Quidam) specializzato nella lavorazione del vetro "piano", con circa una cinquantina di dipendenti, in via Cortemilia, località Aneti a Cairo. Sito, ad oggi chiuso per ferie, oggetto di recente acquisizione e insediamento, comprato nei mesi scorsi dalla società "

Il serial? Invasione d'autunno sulla tv ( da "Secolo XIX, Il" del 19-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ignorare anche la burocrazia militare pur di risolvere con la sua squadra, immutata dalla prima serie, i crimini compiuti nella marina militare americana. Tre le serie in prima assoluta su Italia 1, ma già anticipate da Mediaset Premium su digitale terrestre, arriverà"Terminator - The Sarah Connor Chronicles", "spin off" televisivo della saga cinematografica con Arnold Schwarzenegger:

Pensioni, voucher, produttività: Berlusconi scippa le misure del governo Prodi La denuncia dell'ex ministro Damiano. Il centrodestra punta in modo parossistico a cancellare quanto ( da "Unita, L'" del 19-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Inps che cerca di ridurre la burocrazia per le imprese agricole, e nello stesso tempo di dare una possibilità di integrazione del reddito a studenti e pensionati di fronte al carovita. Ogni buono (o voucher) ha un valore nominale di 10 euro orari (7,5 euro al netto), comprensivo del costo dell'assicurazione, che sarà utilizzato per le retribuzioni.

Uffici a rilento: i "fannulloni" contro brunetta ( da "Tirreno, Il" del 19-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: del ministro Brunetta i dipendenti del pubblico impiego promettono il rigido rispetto delle regole, il che, nella burocrazia italiana, significa paralisi. Il tam tam sta correndo tra gli uffici e a settembre i dipendenti pubblici sono intenzionati a far vedere i sorci verdi a Brunetta e, di riflesso, ai cittadini. BARTOLI a pagina 3.

Amiche traditrici e ciccioni innamorati? Tutto si può risolvere con una bella sculacciata ( da "Libert" del 19-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: saranno i professori a dover sopportare un lavoro extra di pura burocrazia, riempiendo ulteriori moduli e tenendo in considerazione altri aspetti dell'ambiente classe. Quindi la soluzione, per me, non si trova su un foglio di carta, su una lettera ai genitori, in un numero in più che fa media. Dimenticate il voto in condotta: è tempo di reintrodurre la punizione corporea!

"terminator" nella carica dei telefilm ( da "Messaggero Veneto, Il" del 19-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: anche a ignorare la burocrazia militare pur di risolvere con la sua squadra (immutata dalla prima serie) i crimini compiuti nel corpo della marina militare americana. Italia 1: tre le serie in prima assoluta (anticipate però da Mediaset sul digitale terrestre). Arriva Terminator - The Sarah Connor Chronicles, "spin off" televisivo della saga cinematografica con Arnold Schwarzenegger:

Cavilli e burocrazia ( da "Tirreno, Il" del 19-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Montecatini CAVILLI E BUROCRAZIA CREDITO COOPERATIVO Contributo ai Fratres MONTECATINI ALTO. Il consiglio direttivo del gruppo Fratres rende noto che il Credito Cooperativo della Valdinievole ha assegnato la cifra di 300 euro come contributo per l'acquisto di materiale informatico.

Vigili implacabili: Spostata l'auto del figlio disabile ( da "Nuova Ferrara, La" del 19-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: raccontare questa vicenda di insensibile burocrazia è la signora Marta Malagugini di Sant'Urbano (Padova). Insieme al marito e al figlio Mauro Magon, disabile psicofisico al 100%, la signora domenica era arrivata a Lido Pomposa per trascorrere una giornata insieme agli amici. A mezzogiorno, racconta, hanno parcheggiato la loro auto in un posto riservato lungo viale Mare Adriatico,

LA CITTA' CHE NON C'E' ( da "Nazione, La (Pisa)" del 19-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: progetto e convenzione sono nel limbo della burocrazia e niente è ancora sicuro di essere realizzato". Intanto, il campo sportivo è invaso da erbacce ed è praticamente inutilizzabile. "E noi non abbiamo più intenzione di spendere inutilmente soldi, sogni e tempo libero per chi non si merita la nostra buona volontà", proseguono i dirigenti, i quali fanno sapere che "

Donnini plaude alla manovra ( da "Tirreno, Il" del 19-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: rapporti di lavoro e di fisco nonché quelli che mirano a ridurre il peso della burocrazia sulle micro e piccole imprese, alle quali viene finalmente riconosciuto il ruolo svolto nel Paese. Sono infatti numerosi i provvedimenti che testimoniano come il governo abbia assunto a linea guida della sua azione il principio "quello che va bene per le piccole imprese va bene per il Paese"".

rimasto un mese in cella, ma senza che a suo carico vi fosse un ordine di carcerazione del giudice ( da "Adige, L'" del 19-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: tutto sarebbe nato da una "svista" o da un errore tecnico, ma la burocrazia avrebbe poi complicato l'intera vicenda. Al punto che, anche una volta rilevata "l'anomalia", i giudici del Tribunale del riesame si sarebbero trovati con le mani legate, impossibiliti a pronunciarsi su una misura cautelare che, di fatto, non c'era.

Gli operai novamarine europa senza sussidio da sette mesi ( da "Nuova Sardegna, La" del 19-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma la burocrazia è un mostro lento". Il futuro dell'azienda è affidato al progetto del nuovo capannone a Cala Saccaia. C'è il via libera del Comune e l'ok della Regione. Ci sono anche fondi pubblici, 2 milioni e mezzo di euro. Manca un socio per rilanciare l'industria che garantirà lavoro a più di 50 persone.

Arrivano i voucher per la vendemmia ( da "Nuova Ferrara, La" del 19-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: voluta dalla Coldiretti per ridurre la burocrazia per le imprese agricole e dare una possibilità di integrazione del reddito a studenti e pensionati di fronte al caro vita". E' quanto si legge in una nota della Coldiretti "che è già in possesso del prezioso nuovo strumento di pagamento che le imprese agricole possono ritirare presso le sedi dell'organizzazione agricola o presso l'

STEFANO CHEMELLI P ochi lo sanno ma Gianfranco Miglio era un grande eclettico ( da "Adige, L'" del 19-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, senza il federalismo vero non ce la faremo, per non parlare della magistratura. E voi in Trentino-Alto Adige avete l'occasione di essere l'avanguardia del federalismo italiano. Non perdetela". P er dare un'idea della statura di Miglio, si può ricordare che anche il pontefice Karol Wojtyla alla fine di un'udienza mosse verso il professore e andò a salutarlo dicendogli

Di MARZIO PELU' NIENTE più pallavolo per i ragazzi e minivolley per ( da "Nazione, La (Pisa)" del 19-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: progetto e convenzione sono nel limbo della burocrazia e niente è ancora sicuro di essere realizzato". Intanto, il campo sportivo è invaso da erbacce ed è praticamente inutilizzabile. "E noi non abbiamo più intenzione di spendere inutilmente soldi, sogni e tempo libero per chi non si merita la nostra buona volontà", proseguono i dirigenti, i quali fanno sapere che "

Tasse in arrivo ( da "Messaggero Veneto, Il" del 19-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è dalla riforma regionale di allora - con i il relativo sovrapporsi di burocrazie - che la finanza pubblica italiana ha deragliato. E oggi ci sono tutte le premesse per fare peggio. Quindi con ragione il quotidiano "il Riformista" si chiede allarmato: "Quante nuove tasse ci costerà il federalismo?".

ENERGIA pulita, risparmio e convenienza. E' lo slogan che accompagna la scelta del fotovoltaico ( da "Nazione, La (La Spezia)" del 19-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è un ostacolo rappresentato dalla burocrazia e dai vincoli paesistici. L'installazione dei pannelli fotovoltaici deve infatti superare i giudizi di una serie di commissioni allungando i tempi di realizzazione: dopo la presentazione al Comune di residenza del progetto viene convocata una commissione edilizia quindi inviata la pratica in Regione.

<UN CONTO sarebbe se fossi stato accusato di qualche a ( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 19-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Pur coi tempi lenti della burocrazia, siamo fuori media. E poiché negli ultimi tempi il vicesindaco è entrato in rotta di collisione con il sindaco Gianni Scenna (e il resto di giunta e gruppo consiliare del Pd), i maligni pensano a una "punizione" inflittagli dallo staff di Scenna al momento opportuno, per così dire.

La giunta dà via libera al dpef nei conti buco da due miliardi - antonio fraschilla ( da "Repubblica, La" del 19-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: continua la circolare che poi punta il dito contro i cosiddetti "consumi intermedi" della burocrazia regionale, cioè spese per relazioni pubbliche, convegni, mostre, manifestazioni, pubblicità, incarichi esterni e collaborazioni: "Per questo tipo di spese s'impongono comportamenti coerenti con il quadro finanziario già esposto e quindi s'invitano i responsabili a contenere i costi".

Di RITA BARTOLOMEI SARA' meglio cominciare a pensare, suggerisce, che ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 19-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: esempio di chi è tenuto in ostaggio dalla burocrazia e non può neanche godersi le ferie tornando a casa dai suoi. Rischia, "se ha solo il tagliando provvisorio rilasciato dalla questura, perché tanti Stati non lo riconoscono. E i ritardi ingiustificabili non riguardano solo il rinnovo del permesso ma anche la carta di soggiorno.

La carica dei telefilm, novità e grandi ritorni ( da "Eco di Bergamo, L'" del 19-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: unità anticrimine coordinata dall'agente speciale Gibbs (Mark Harmon), pronto anche a ignorare la burocrazia militare pur di risolvere con la sua squadra (immutata dalla prima serie) i crimini compiuti nel corpo della marina militare americana. Tre le serie in prima assoluta su Italia 1 (anticipate però da Mediaset sul digitale terrestre).

Fra cuor di Terminator e ri-donne bioniche ( da "Nazione, La (Firenze)" del 19-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ignorare la burocrazia militare pur di risolvere i crimini compiuti nel corpo della marina militare americana. ITALIA UNO risponde con Terminator - The Sarah Connor Chronicles, spin-off televisivo della saga cinematografica con Schwarzenegger: la serie è in prima visione, anche se è stata anticipata da Mediaset sul digitale terrestre e racconta la vita di Sarah e di suo figlio John:

Pelo e contropelo alla giunta le estetiste vincono la battaglia - simona poli ( da "Repubblica, La" del 19-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Pure la burocrazia si semplifica. Chi lavora con tatuaggi, piercing e "trucco con dermopigmentazione" dovrà inviare entro l'8 ottobre al Comune dove ha sede il laboratorio una dichiarazione sostitutiva di atto notorio ed entro il 10 ottobre una certificazione che attesti l'iscrizione ad un corso riconosciuto di 90 ore che dovrà essere svolto con calma,

"un voucher anche per le olive" - mara amorevoli ( da "Repubblica, La" del 19-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: rivoluzione che sveltisce la burocrazia, cancella il malcostume del lavoro nero nel settore delle imprese agricole, oltre a permettere di arrotondare e integrare redditi bassi e precari. Il provvedimento viene salutato come una misura attesa da tempo dai produttori toscani, soprattutto da quelli di piccole aziende vitivinicole, "che nella nostra regione sono la stragrande maggioranza -

Fermi i lavori per strade e segnaletica ( da "Messaggero Veneto, Il" del 19-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Non c'è solo la burocrazia a rallentare i tempi di realizzazione delle opere pubbliche. E' quanto sta accadendo per l'intervento di rinnovamento della segnaletica orizzontale e verticale cittadina, del costo di 500 mila euro, e per i lavori di asfaltatura di alcune strade, per una spesa di 100 mila euro.

Bloccati i lavori per strade e segnaletica ( da "Messaggero Veneto, Il" del 19-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è soltanto la burocrazia a rallentare l'iter di realizzazione delle opere pubbliche. Ci vorrà del tempo prima che la situazione si risolva Il sindaco si dice sconcertato: purtroppo c'è sempre qualche imprevisto dietro l'angolo Bloccati i lavori per strade e segnaletica Le imprese in difficoltà hanno sospeso gli interventi.

1 milione di euro il danno annuale a Roma ( da "Giornale.it, Il" del 19-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: le richieste di accertamento si perdono nel tunnel della burocrazia internazionale (risposte mancate, errori di traduzione, protezioni di fatto) e finiscono carta straccia. Qualche esempio? A Gorizia 170mila euro persi per colpa delle autorità slovene, che non rilasciano i dati degli automobilisti indisciplinati se non in caso di incidente.

La volontà di non farsi capire ( da "Messaggero Veneto, Il" del 19-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: BUROCRAZIA La volontà di non farsi capire In questo periodo è di gran moda parlare (molto male) della burocrazia che opprime imprese e cittadini senza che alcuno aggredisca i suoi mali strutturali. Le sue lentezze, i suoi percorsi, il suo modo di non farsi capire, comportano dei costi per tutti.

Statali pronti a lavorare... ma con calma - carlo bartoli ( da "Tirreno, Il" del 19-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: nella burocrazia italiana, significa paralisi. Nonostante la pausa estiva il tam tam sta correndo tra gli uffici e a settembre i dipendenti pubblici sono intenzionati a far vedere i sorci verdi a Brunetta e, di riflesso, ai cittadini. Epicentro dell'agitazione sono le Dogane, le Agenzie per le Entrate, Aci,

Pri, piace il nuovo piano di sviluppo della Bassa Romagna ( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del 19-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma per realizzare un buon sviluppo occorre ridurre in fretta la burocrazia". ALLA luce di quest'ultima considerazione, Luisa Babini assicura che "il Pri vigilerà affinché questo impegno di omogeneizzare i regolamenti e tutte le procedure amministrative sia mantenuto nei futuri programmi. Non ci accontenteremo delle parole.

Taste Italia, sei pagine per raccontare Brindisi ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 19-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Secondo la Coldiretti è una novità sostenuta proprio dall'organizzazione agricola "per ridurre la burocrazia e dare una possibilità di integrazione del reddito a studenti e pensionati". Ogni buono (o voucher) ha un valore nominale di 10 euro comprensivo del costo dell'assicurazione, e sarà utilizzato per le retribuzioni. Ma come funziona?

Da Euronext la spinta per Fedon di Belluno ( da "Sole 24 Ore, Il" del 19-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma Oltralpe abbiamo trovato una grande flessibilità e velocità in tutta la burocrazia. Poi in qualche norma di tutela, magari un po' datata, la "macchina" rischia di fermarsi, ma generalmente si lavora piuttosto bene". Abbiamo vissuto "in maniera negativa l'esperienza delle 35 ore – dice ancora Fedon – che non hanno dato alcun beneficio sul piano della produttività,

UNA <ATTALI> ALLA PUGLIESE ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 19-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della burocrazia interna e del sistema di gestione, con la soppressione di qualche Ente. Difficile prevedere se la tendenza franco-capitolina d'una Commissione, "Attali o Amato" che sia, possa contagiare la Puglia: ma sarebbe un peccato sprecare un anno senza far progredire la riflessione organica sulla "questione istituzionale"

NOTIZIE In breve ( da "Sole 24 Ore, Il" del 19-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: fra i promotori di un'iniziativa che puntaa ridurre la burocrazia per le aziende agricole, nei pagamenti delle prestazioni. Ogni voucher avrà un valore di 10 euro, comprensivo di assicurazione, costituirà il mezzo diretto di pagamento dei lavoratori e potrà essere liquidato direttamente presso gli uffici postali.

Dal nostro inviato CAPRI (Napoli) - Tutto quello che si poteva vietar ( da "Messaggero, Il" del 19-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: come elimino la burocrazia, come gestisco i divieti, oltre a stare qui tutti i giorni dalle 6 di mattina alle 8 e mezzo di sera (l'occhio del padrone si sa ingrassa il cavallo), come posso prevenire". Stessa filosofia anima il tenente Angelo Mazzarella, vicecomandante della polizia municipale, che con altri 26 uomini è incaricato di far rispettare questa messe di ordinanze.

Per le imprese si prepara il rinnovo dello sportello ( da "Sole 24 Ore, Il" del 19-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Maurizio Pirazzini Il Governo rispolvera lo sportello unico per abbattere la burocrazia e far decollare l'impresa in un giorno. E a fianco del Comune, titolare, dal 1998, del Suap (Sportello unico per le attività produttive) scendono in campo le Camere di commercio e le nuove Agenzie per imprese (si veda anche "Il Sole 24 Ore del lunedì"di ieri).

Corriere del Veneto - VENEZIA - sezione: VENEZIAMESTRE - data: 2008-08-19 num: - pag: 8 La lettera "... ( da "Corriere del Veneto" del 19-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: attesa sconosciuta per la visita del loro fisiatra (come se fosse necessaria dopo quella del Pini di Milano e quella dell'ortopedico del Civile). Morale: è una vergogna incredibile che, tradendo il giuramento di Ippocrate, possano ancora succedere queste prevaricazioni di una burocrazia bolsa e priva di qualsiasi considerazione verso l'ammalato ". Lettera firmata.

Avvocati e poliziotti protagonisti dell'autunno ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 19-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: unità anticrimine coordinata dall'agente speciale Gibbs (Mark Harmon), pronto anche a ignorare la burocrazia militare pur di risolvere con la sua squadra (immutata dalla prima serie) i crimini compiuti nel corpo della marina militare americana. Tre le serie in prima assoluta su Italia 1 (anticipate però da Mediaset sul digitale terrestre).

San pio, un'occasione persa ( da "Provincia Pavese, La" del 19-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: I nuovi gestori ci credevano molto: "Ci siamo scontrati con la burocrazia". Insieme al parco Istria, il Parco Nuovi Nati è la più grande area di verde pubblico in città. E' nata a metà anni Novanta per dedicare un albero a ogni bambino portato dalla cicogna a Mortara. Lo spazio si è rapidamente esaurito: ora si pianta un albero simbolico ogni anno.

Protagonisti o nessuno ( da "Famiglia Cristiana" del 19-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ora è ridotta a centralismo e burocrazia e la sua crisi educativa è la crisi di un modo di conoscere, di un realismo che era il nostro punto di forza, mentre all'estero ha sempre prevalso l'efficientismo". Quest'anno il popolo del Meeting incontra Cleuza Ramos, responsabile del movimento Trabalhadores Sem Terradi San Paolo in Brasile,

Da Solzhenitsyn a san Paolo ( da "Famiglia Cristiana" del 19-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ora è ridotta a centralismo e burocrazia e la sua crisi educativa è la crisi di un modo di conoscere, di un realismo che era il nostro punto di forza, mentre all'estero ha sempre prevalso l'efficientismo". Quest'anno il popolo del Meeting incontra Cleuza Ramos, responsabile del movimento Trabalhadores Sem Terradi San Paolo in Brasile,

Gli stranieri non pagano le multe: città in rosso ( da "Giornale.it, Il" del 19-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: le richieste di accertamento si perdono nel tunnel della burocrazia internazionale (risposte mancate, errori di traduzione, protezioni di fatto) e finiscono carta straccia. Qualche esempio? A Gorizia 170mila euro persi per colpa delle autorità slovene, che non rilasciano i dati degli automobilisti indisciplinati se non in caso di incidente.

Cinque "strane" pennellate sulla facciata del palazzo della biblioteca ( da "Corriere Adriatico" del 19-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia. "C'è anche un progetto per l'illimunazione, per meglio valorizzarlo" tiene a sottolineare l'assessore Maurizio Scendoni. Per ora, comunque, tutto è ancora su carta. Sul muro, infatti, ci sono solo le strisciate di colore. "Ma perchè non farle in un posto un pò più nascosto se si tratta di prove o perchè non eliminarle se i tempi per rifare la facciata sono più lunghi

<Ecco perchè non voglio quei rifiuti> ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 19-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: consente di superare burocrazia e lungaggini per impianti la cui massima potenzialità non sia già saturata dalle esigenze locali, e la utilizzeremo per essere sempre più autonomi nella gestione - dichiara Muraro -. Quello che chiediamo però è il rispetto delle promesse elettorali con cui il governatore Galan si impegnava a non riversare rifiuti campani in Veneto e soprattutto a Treviso"

Mezzasalma scrive ai ministri: <Servono quattro militari> ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 19-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è una burocrazia estenuante".Per questo ultimo caso il sindaco si riferisce ad una negata duplice richiesta di allontanamento con foglio di via obbligatorio per due persone presenti a Fontaniva. "Negata perchè una circolare della Questura di Padova sulla base di interpretazioni giurisprudenziali, indica che non si può chiedere l'

Treviso La Provincia di Treviso non molla, ma il rifiuto ( da "Gazzettino, Il" del 19-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: consente di superare burocrazia e lungaggini amministrative per impianti la cui massima potenzialità non sia già saturata dalle esigenze locali, e la utilizzeremo per essere sempre più autonomi nella gestione. Ma dei nostri rifiuti".Muraro chiede quindi a Galan il rispetto delle promesse elettorali fatte solo pochi mesi fa: "Per quanto concerne la polemica politica del governatore,

Ospedale, polemiche e denunce ( da "Sicilia, La" del 19-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma in Sicilia ormai è noto come la burocrazia viaggi a velocità inversa rispetto a quella richiesta dagli imprenditori. A guisa di stillicidio, come una flebo che rilascia lentamente il medicinale, man mano e a passo di lumaca, è arrivata anche la tanto attesa autorizzazione a eseguire le opere a mare.

Piazza San Michele, lo spazio muore tra rifiuti e degrado ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 19-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia lenta. Nel frattempo, l'anarchia regna nella piazza. I circa 40 ambulanti che quasi ogni giorno si impadroniscono del quadrato di cemento continuano a non poter usufruire di una regolamentazione precisa. I residenti, pur tra mille difficoltà, hanno accettato i venditori: i box fanno comodo e le donne di San Michele si recano sempre più spesso a fare la spesa tra i banchi

Sicuramente un discorso poco accessibile!!! ( da "Blogosfere" del 19-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Gli impatti che deriverebbero dalla mancata soluzione a questa problematica rischia di avere impatti rilevanti in termini economici, perchè carta, bolli, timbri e burocrazia sono un costo insostenibile per un economia sempre più orientata ai servizi e globalizzata. ....to be continued!.

E' invalido e obeso "Vi prego, aiutatemi" ( da "Stampa, La" del 19-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è alle prese con la burocrazia: "Sono andato a farmi visitare da uno specialista in reumatologia dell'ospedale di Savona. Questo mi ha indicato una medicina, ma poi avevo bisogno della prescrizione del mio medico curante, per poter ottenere il farmaco. Il mio dottore, però, mancando una formalità burocratica nel suggerimento dello specialista,

Castiglione: era senza autorizzazione Prelevata la scimmia che aveva in casa ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 20-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: glielo ha imposto la burocrazia. Ieri - come sottolineato - ha dovuto forzatamente separarsi da lui per l'intervento del Corpo forestale. Anche perchè si tratta di una specie protetta. Gli uomini della Forestale capitolina trasferiranno il Gibbone in una apposita struttura protetta in Piemonte, probabilmente a Novara.

La caccia alle marmotte ( da "Trentino" del 20-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: tra cui l'uso di una burocrazia pesante, che soffoca le piccole iniziative imprenditoriali, talvolta ne impedisce addirittura la nascita. Lo spirito imprenditoriale degli italiani è forte, ma gli ostacoli sono veramente immensi: nel Sud del Paese le mafie creano il deserto di industrie e di attività artigianali.

QUANTE TASSE COL FEDERALISMO ( da "Tribuna di Treviso, La" del 20-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: moltiplicando le burocrazie per livelli territoriali di governo - più ricchezza nazionale; lasciando, viceversa, ai cittadini una costosa "illusione finanziaria", come già suggerisce la vexata questio dell'abolizione delle Province. Cui aggiungere che il federalismo può radicalizzare i conflitti interregionali per la distribuzione territoriale del denaro pubblico.

Pendolari, il Tesserone batte Treno Milano per sette euro ( da "Giornale di Brescia" del 20-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia per ottenere il tesserone può essere un po' lunga (anche 30 o 40 giorni) ed è quindi opportuno che gli interessati si muovano per tempo. La Carta regionale di trasporto, lo ricordiamo, deve sempre essere accompagnata da un documento di riconoscimento valido.

<No alla grappa in casa> ( da "Adige, L'" del 20-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Abbiamo da poco ottenuto un alleggerimento della burocrazia derivante dalla nuove norme e ora ci troviamo di fronte a questa sorpresa dal sapore ferragostano. Distillare grappa è un processo tecnicamente delicato che non può essere improvvisato. Il settore lavora da anni alla ricerca di una qualità migliore del prodotto anche attraverso investimenti in ricerca cospicui"

Dissestate le strade del centro ( da "Messaggero Veneto, Il" del 20-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: l'attuale amministrazione ha già chiesto e ottenuto fondi dalla Regione". Solo che, come abbiamo scritto più volte, dal momento in cui si ottengono i finanziamenti alla concretizzazione dei lavori, passano spesso degli anni, a causa di quella burocrazia che rappresenta il vero cancro italiano. (p.a.).

In città manca una cultura del mare - roberto paracchini ( da "Nuova Sardegna, La" del 20-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della burocrazia. "Ma il problema di Cagliari è soprattutto l'assenza di una cultura del mare", sottolinea Vincenzo Cincotta, responsabile dell'agenzia marittima omonima, da sempre sostenitore delle navi da crociera. "Abis fa la scoperta dell'acqua calda - spiega - certo che un porto madre, da cui far partire le navie crociere,

Metrò, bloccata la linea 4 impossibile finirla per l'expo - giuseppina piano ( da "Repubblica, La" del 20-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Impantanato da due anni nel labirinto della burocrazia comunale, l'inizio della costruzione è stato di nuovo bloccato dall'Avvocatura di Palazzo Marino. Il 20 settembre i legali decideranno il da farsi: procedere con la gara prevista oppure cambiare iter. Se prevarrà la prima ipotesi i cantieri, e solo per il primo tratto da Lorenteggio al Policlinico,

Metrò, nuovo stop per la linea 4 ( da "Repubblica, La" del 20-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Policlinico impantanato nella burocrazia, per il secondo (fino a Linate) mancano i soldi Metrò, nuovo stop per la linea 4 Via ai lavori solo nel 2010, non sarà pronta per l'Expo Nuovo stop per la linea 4 della metropolitana. I lavori del primo lotto, da Lorenteggio al Policlinico, sono impantanati nelle sabbie mobili della burocrazia: nelle prossime settimane l'

I cantieri che non aprono mai - alessia gallione ( da "Repubblica, La" del 20-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dossier Burocrazia, progetti troppo ambiziosi, gare d'appalto deserte: risultato, il flop A metà settembre parte il progetto per l'ex Ansaldo che l'archistar David Chipperfield si aggiudicò ben otto anni fa ALESSIA GALLIONE (segue dalla prima di Milano) In realtà, assessori e uffici comunali stanno ridisegnando il tracciato e ripensando alla filosofia complessiva di tutto il piano.

Solo due mesi per disegnare il futuro - tonio biosa ( da "Nuova Sardegna, La" del 20-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: una corsa contro il tempo LA BUROCRAZIA TROPPO LENTA TONIO BIOSA TEMPIO. Quale tipo di sviluppo per Tempio? Le indicazioni dovranno esser fissate dal Piano strategico che il Comune, col sostegno della Regione e l'apporto di altre istituzioni, dell'imprenditoria, delle associazioni della società civile, è chiamato a predisporre.

Il Tar blocca l'autostrada Valtrompia ( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del 20-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma la colpa è semmai dei ritardi della burocrazia e "dei vari bastoni tra le ruote", dei mille ostacoli che si sono dovuti superare. Di questo, secondo il Broletto, i giudici dovevano tenere conto "invece di dare un chiaro esempio di giudizio astratto". "Abbiamo un ottimo progetto pronto, il bando già fatto, 270 milioni fermi da anni;

Di GABRIELE PAPI LUNED primo settembre scatter ( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 20-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: permessi necessari e burocrazia venatoria. Ad esempio, nella prima metà di settembre, sarà possibile fare caccia solo da capanno, solo dall'alba alle ore 13, solo (oltre il lunedì di apertura) nei giorni di giovedì e di domenica, fino al 21 settembre, giorno di apertura generale della caccia in forma vagante e con i cani.

CARO BISSONI, LA PEDIATRIA E' QUALITA' ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 20-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma dagli effetti nefasti della burocrazia che distoglie il tuo lavoro di clinico per annegare nelle scartoffie, allora non ci sono alternative. Resisti fin che puoi, ma poi hai solo due possibilità: rimanere dentro al sistema convivendo con la frustrazione o uscire, cercare alternative (la sanità privata).

<MI CHIAMO Carla Foglia, abito a Bivigliano, in via della Fittaccia, e sono disabile a seguito ( da "Nazione, La (Firenze)" del 20-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: A mio parere la necessità di un visto da parte di un fisiatra è estremamente scorretta perché tutto si riduce a una firma, senza una visita o la considerazione delle mie vere necessità o la conoscenza della mia situazione sanitaria. E' una inutile burocrazia che aggravia il sistema sanitario e danneggia persone come me".

E' successo a Valfabbrica. Un'anziana avvicina il sindaco Oriano Anastasi e gli mostra un ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 20-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "Con la burocrazia ci sarebbero voluti due mesi", ha commentato. Evviva i piccoli sindaci umbri. ***** Non tutti sanno che la Regione (dirigente Angela Bistoni) per allestire una mostra all'interno della manifestazione "Conosci e gusta l'Umbria" liquiderà alla società Totem 9.

ATRI - lì da quasi un anno, in una cella frigorifera di un ospedale del Teramano. Non ha ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 20-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia reclama i suoi tempi ed i suoi passaggi obbligati. Qualcuno si dovrà accollare le spese per seppellire quel bambino senza nome. Non ci saranno fiori al suo funerale, né persone care che lo accompagneranno. Ci sarà, forse, la tristezza momentanea di qualche sconosciuto che avrà un po' di pietà di fronte a lui.

Whiskey, canti e sigarette ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 20-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: si dichiararono fumatori ovvero perseguitati dalle burocrazie europee chiesero di potere condividere con loro lo spazio in questione. Fu la sociologa, una giovane e allegra irlandese, a ricordare una verità ormai dimenticata dicendo che il fumo è un'attività che gli uomini hanno sempre fatto in compagni di altri e che ora invece, per colpa delle normative europee,

PECHINO A Cordoba, laggiù nell'Argentina, dove comincia la storia di questa prezi ( da "Messaggero, Il" del 20-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Burocrazia di rito e Diego diventò sportivamente azzurro, lui che aveva partecipato ai Giochi di Sydney e di Atene (22esimo e 13simo posto) per l'Argentina. Ora Diego aveva il cuore diviso a metà: venne a vivere a Genova, iscrivendosi al Circolo Nautico di Sturla, ma passò anche molti dei suoi giorni sul Lago di Garda,

Critico ( da "Corriere del Veneto" del 20-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 2008-08-20 num: - pag: 8 categoria: BREVI Critico Pietrangelo Pettenò (foto) ha criticato il piano della Regione "per lo sviluppo dei Monti Berici", sostenendo che la zona andava trasformata in un parco. La burocrazia Per Diego Cangin, del Pne, l'argomento ha evidenziato "i tempi biblici per l'adozione del provvedimento".

Quante tasse col federalismo ( da "Nuova Venezia, La" del 20-08-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: moltiplicando le burocrazie per livelli territoriali di governo - più ricchezza nazionale; lasciando, viceversa, ai cittadini una costosa "illusione finanziaria", come già suggerisce la vexata questio dell'abolizione delle Province. Cui aggiungere che il federalismo può radicalizzare i conflitti interregionali per la distribuzione territoriale del denaro pubblico.

Premiata la qualità della vita, questi non sono paesi-dormitorio ( da "Messaggero Veneto, Il" del 20-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Di Bert (Pavia di Udine): abbiamo semplificato la burocrazia I SINDACI TAVAGNACCO. "Venire a vivere nell'hinterland è una scelta che prema la qualità della vita. Non siamo Comuni-dormitorio". Sono tutti d'accordo i sindaci della cintura udinese, che amministrano residenti con un reddito medio alto.

Una carica di telefilm è in arrivo per l'autunno in tv ( da "TGCom" del 20-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La domenica andrà in onda la quarta stagione di Ncis, l'unità anticrimine coordinata dall'agente speciale Gibbs (Mark Harmon), pronto anche a ignorare la burocrazia militare pur di risolvere con la sua squadra (immutata dalla prima serie) i crimini compiuti nel corpo della marina militare americana. Invia ad un amico.

Tra i commercianti serpeggia la preoccupazione: qualcuno confida nel fatto che la rapina di domenica ( da "Stampa, La" del 20-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia piuttosto lunga. Temo che l'installazione slitti al prossimo anno". Proprio l'"occhio" delle telecamere avrebbe potuto essere prezioso per le indagini, svolte dai carabinieri di Diano Marina. Il luogotente dell'Arma Umberto Salvatico dice: "Nessuno è riuscito ad annotare il numero della targa dello scooter su cui sono fuggiti i rapinatori Un telecamera nella zona ci avrebbe

IL PD DIVISO E LA SFIDA DEI SINDACI ( da "Stampa, La" del 20-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: e non certo più ai vecchi apparati e alle burocrazie di partito. Insomma, al di là del merito - e cioè di chi abbia torto e chi ragione - la sensazione è che sia questo il nodo ancora irrisolto che si cela dietro la polemica in atto tra Chiamparino e il suo partito o tra Renato Soru e mezzo Pd sardo.

"Se tenere pulito il territorio è vietato" ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 20-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Santo StefanoSpesso le parole sulla cura del territorio montano si fermano davanti alla burocrazia e agli articoli di legge. Così capita che talvolta per coloro che vorrebbero avviare un'attività nel settore primario la strada si fa erta come quelle della tanto decantata montagna che, sbandierata ogni giorno da più parti a parole, deve poi fare i conti con la realtà.

Di Giuseppe Pietrobelli Avvinti come l'edera, ( da "Gazzettino, Il" del 20-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E nel loro abbraccio con la burocrazia ministeriale, seppur ridotti di numero rispetto a qualche anno fa, trovano la forza per non lasciare che qualche funzionario riesca nell'impresa impossibile di stampare il timbro che chiuda definitivamente ciò che è stato già chiuso per legge, dieci, venti, trent'anni fa.

Addio, Ente Colonizzazione Veneto d'Etiopia ( da "Gazzettino, Il" del 20-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: il trionfo della burocrazia anche nelleCasse Mutue Provinciali per gli esercenti attività commerciali. Servono 25 anni perchè nel 2003 vengano chiuse quella diBellunocon un avanzo di 169 mila euro, quella diBolzanocon un "rosso" di 15 mila euro e quella diTrieste con un versamento di un milione 22 mila euro nelle casse dello Stato.

Gli enti inutili? A Nordest esistono ancora ( da "Gazzettino, Il" del 20-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Grazie a una burocrazia dalle mille trovate (Segue dalla prima)In Italia sono in totale 86 gli enti per i quali la pratica è ancora aperta, a cui se ne devono aggiungere altri 19 per i quali il decreto di chiusura o di cancellazione è stato firmato, ma non ancora pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, nonostante sia trascorso anche un anno e mezzo dalla certificazione.

DAL MONDO ( da "Gazzettino, Il" del 20-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Un dato che l'uomo ha sempre contestato, in vita, affermando di essere ben più anziano, a causa della lentezza con cui, nella seconda metà del XIX secolo, la burocrazia locale registrava le nascite. la sua è comunque stata una vita che ha abbracciato tre secoli.

ROMERO, IL BRONZO CHE VIENE DA LONTANO ( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del 20-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Burocrazia di rito e Diego diventò sportivamente azzurro, lui che aveva partecipato ai Giochi di Sydney e di Atene (22esimo e 13esimo posto) per l'Argentina. Ora Diego aveva il cuore diviso a metà: venne a vivere a Genova, iscrivendosi al Circolo Nautico di Sturla, ma passò anche molti dei suoi giorni sul lago di Garda,

La Guardia costiera soccorre quattro diportistiPozzallo ( da "Sicilia, La" del 20-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che riduce la burocrazia a carico delle imprese agricole, combatte il lavoro in nero ed inoltre da la possibilità di integrare il reddito a studenti e pensionati attraverso lavori stagionali che caratterizzano l'agricoltura le cui operazioni colturali sono legati al ciclo biologico, come il caso della raccolta dell'uva.

Tutti contro Favre Sfida tra 5 guide ( da "Stampa, La" del 20-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Occorre tornare ai tempi di Franco Garda, più praticità e meno burocrazia. Ci vuole un cambiamento e cioè un direttore che abbia la competenza professionale di Favre e sappia operare una svolta. Ripeto, c'è troppa burocrazia, decidono i funzionari, non le guide. Il cambio è necessario altrimenti nessuno cresce mai".

Dietro i voucher rischio lavoro nero ( da "Gazzetta di Reggio" del 21-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Nemmeno la tanto contestata burocrazia sarà superata. Anzi, è prevista l'introduzione di liste, la prenotazione dei buoni, i pagamenti attraverso la posta o tramite card". Il sindacato teme che la nuova normativa finisca per generalizzarsi, sostituendosi ai contratti tradizionali.

Rimborso-beffa dal Consorzio Brentella ( da "Tribuna di Treviso, La" del 21-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: odissea tra telefoni muti e burocrazia per la restituzione Rimborso-beffa dal Consorzio Brentella Gli riconoscono il diritto a riavere i 17 euro pagati ma riscuoterli è un'impresa CASTELFRANCO. Il consorzio Brentella gli deve 17 euro e 80 centesimi, ma averli è un'impresa quasi più ardua di quella di farsi riconoscere il credito.

Bollino blu a pagamento ( da "Tribuna di Treviso, La" del 21-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che si sono conquistati una sorta di monopolio tra burocrazia e cittadini per un consenso sociale e politico. Il fondo che va ai patronati è sostenuto con una quota dagli enti di previdenza "soldi della pensione". Per poter evitare gli abusi che molti furbetti perpretano ai danni dello stato, ben vengano le proposte di dare la residenza in base ai redditi che denunciano,

STORIE ITALIANE ( da "Giornale di Brescia" del 21-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Segreti e burocrazia, ma anche onore e medaglie strappate alla polvere degli scaffali. Così uno dei fascicoli porta il nome di Filippo Papa, partigiano italiano insignito dall'OSS di una stella d'argento per la "memorabile" battaglia combattuta contro i nazisti la vigilia di Natale del '44 a Pianosinatico, sull'Appennino Tosco-Emiliano.

Blitz sui magistrati amministrativi ( da "Italia Oggi (La Legge)" del 21-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Blitz sui magistrati amministrativi Con il nuovo assetto troppa burocrazia per gli incarichi Con un emendamento parlamentare presentato dal relatore al testo, l'A.S. n. 585, è stato sbrigativamente se non brutalmente, e di soppiatto, stabilito che per lo svolgimento (e la revoca) di una vasta gamma di incarichi extraistituzionali da parte dei magistrati delle magistrature speciali,

Regione, fuori i dirigenti ( da "MF Sicilia" del 21-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Cencelli applicato ai piani alti della burocrazia regionale. Parliamo della decisione di ieri della giunta regionale di azzerare 33 contratti di dirigente generale ai dipendenti dell'amministrazione. Una decisione che apre il valzer delle poltrone e che vedrà tutti i partiti di centro-destra impegnati in una lotta senza quartiere per piazzare i propri uomini nei posti chiave dell'

I buoni vendemmia non decollano coldiretti: ancora troppa burocrazia ( da "Messaggero Veneto, Il" del 21-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ancora troppa burocrazia SOLO UNA RICHIESTA UDINE. Falsa partenza dei voucher per la vendemmia 2008: dopo circa dieci anni di attesa, nel giorno in cui arrivano sul mercato sono snobbati. Un flop, insomma. Almeno per il momento, visto che, come sottolineano i rappresentanti delle associazioni di categoria, il bilancio andrà fatto tra circa un mese,

"Treno per Lourdes? Dalle Ferrovie soltanto ostacoli" ( da "Stampa, La" del 21-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: scontrandosi col muro di burocrazia innalzato da Trenitalia e Rete ferroviaria italiana. La prima è proprietaria dei convogli, la seconda della linea. Il problema della Novara - Varallo, infatti, è che l'ultima stazione viene considerata Borgosesia. Quando da questa località il treno deve procedere al capolinea valsesiano, sulla linea non possono incrociarsi due convogli.

Sono irregolarità che vanno sanate i ritardi? la burocrazia funziona così ( da "Nuova Venezia, La" del 21-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia funziona così" CAMPALTO. "Si tratta dei diritti di segreteria per l'atto di concessione sanatoria e gli oneri di costruzione" spiegano alla Direzione Generale Condoni, un ufficio esistente da qualche mese, con lo scopo di fare ordine tra le pratiche rimaste pendenti e risalenti al primo condono edilizio del Comune,

Senza telefono per 12 giorni ( da "Tirreno, Il" del 21-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: confida - non avrei creduto che il disservizio e la burocrazia ai giorni nostri avessero raggiunto traguardi negativi di questo livello. Eppure l'utente paga salatamente le bollette. Quando poi si ha bisogno...". Catarsi, che abita in via di Crespignano 2, confida che finalmente si metta termine al suo lungo digiuno telefonico.

Pisoni in pensione dopo 38 anni ( da "Adige, L'" del 21-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Però la burocrazia non perdona e anche Virginio Pisoni, storico medico condotto di Madonna Bianca e Clarina, vi si è dovuto inchinare: da domani 22 agosto, nel giorno del compimento dei 70 anni, scatta per lui il periodo della pensione. Dopo 35 anni a servizio delle famiglie di Trento sud i suoi pazienti non lo troveranno più dentro la stanzetta tutta candida dell'

<Bertelli> riapre il 2 settembre, ma la famiglia lascia dopo 75 anni ( da "Adige, L'" del 21-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "Dopo 75 anni la famiglia Bertelli, esausta dalla burocrazia, passa la mano - si legge - Un sentito ringraziamento va a tutti i dipendenti, attuali e passati, cui va gran parte del merito per il nostro successo. Ma soprattutto un enorme grazie ai clienti che in tutti questi anni ci hanno onorato della loro fiducia".

<Meno burocratizzazione> ( da "Adige, L'" del 21-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ecco perché servono le revisioni. Poi ci rendiamo anche noi conto che la burocrazia è eccessiva, tanto è vero che cerchiamo di porvi rimedio. L'istituzione della commissione tecnica (vedasi sopra ndr.) è un segno della nostra volontà in tal senso". 21/08/2008.

Caccia, è terra bruciata ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 21-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è terra bruciata "Ostacolati con norme, burocrazia e costi elevati" L'INTERVISTA Massimo Cardarelli di Federcaccia mostra uno dei tesserini che i cacciatori devono compilare con difficoltà soprattutto per quelli più anziani Intanto viene meno il ricambio degli amanti di questa passione: rimasti in meno di 600 di ALESSANDRO DI MARCO ?

)TASSE Ici, i nodi vengono al pettine LA POLITICA di qu ( da "Nazione, La (La Spezia)" del 21-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Risulta quasi impossibile ridurre i costi della burocrazia se non si restituisce allo Stato , organo unico e centrale, la sua naturale legittimita', se non si interviene sulla atomizzazione delle economie locali e sulla gestione amministrativa del territorio. Sappiamo che l'attuale struttura statale .

'Inutile bloccare la Romea' ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 21-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia è a livelli spaventosi (alla faccia dei buoni propositi degli ultimi anni per snellirla) e decine di colleghi vengono tolti dalla strada per questo motivo. E nessuno dice nulla. Non conta nulla bloccare la Romea per protesta, o meglio, bisognerebbe protestare per chiedere che su quella strada ci siano più controlli,

Il vicolo cieco del protezionismo ( da "Sole 24 Ore, Il" del 21-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: esempio maggior trasparenza e minore arbitrio della burocrazia) spianando così la strada a futuri impegni multilaterali. Un'ultima notazione per controbilanciarele fosche previsioni di un serpeggiante ritorno al protezionismo su scala globale: qualunque sia la durata dello stallo del nego-ziato multilaterale, la continua crescita delle imprese multinazionali e il crescente ricorso all'

Coldiretti: c'è ancora troppa burocrazia ( da "Messaggero Veneto, Il" del 21-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è ancora troppa burocrazia ZBOGAR POLEMICO UDINE. C'è chi, come il direttore della Cantina produttori di Cormòns, Luigi Soini, spinge un po' più sull'acceleratore della polemica. Se, infatti, per il cormonese l'utilizzo dei vocuher è complicato, per il presidente regionale di Coldiretti, Dimitri Zbogar, "l'azione fatta in questi anni da tutte le categorie per arrivare a questi "

Ai marines piace il moscato terre d'oltrepo: dal mercato usa alla pigiatura record ( da "Provincia Pavese, La" del 21-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Per ora il marchio "Terre d'Oltrepo" apparirà solo sulle carte della burocrazia amministrativa. Si preferisce, viene spiegato, non forzare troppo la mano snaturando marchi storici. Tutti favorevoli o quasi. E' ancora Faravelli a rimarcare un altro aspetto: "Incontro spesso colleghi viticoltori, tutti sono contenti di questa decisione ?

Nuove garanzie per le imprese "de minimis" ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 21-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il primo settembre sarà pronta la graduatoria e magari la burocrazia, che anche nella terza città dell'Isola frena chi vuole rischiare in proprio di aprire un'attività imprenditoriale, verrà affossata grazie a questo intervento dell'amministrazione di via Eligio Porcu. GIOVANNI MANCA DI NISSA.

Il metrò 4 nel porto delle nebbie - ivan berni ( da "Repubblica, La" del 21-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è della burocrazia comunale. Questo, almeno, sembra risultare dalle dichiarazioni del responsabile politico dell'amministrazione, l'assessore ai Trasporti e Mobilità Edoardo Croci. Il quale, peraltro, si affanna a sostenere che l'intoppo è momentaneo e che con un colpo di reni si arriverà in tempo a realizzare perlomeno la metà dell'

Strage sul volo delle vacanze Muoiono oltre 150 passeggeri ( da "Giornale.it, Il" del 21-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: I poveri morti di ieri hanno dovuto subire anche il consueto oltraggio della burocrazia. Per ore e ore il governo spagnolo ha diffuso dati al ribasso: venti morti, trenta, quaranta quando ormai tutti sapevano dell'entità del massacro. I soccorritori parlavano di centocinquanta morti, uno diceva: " la cosa più simile all'inferno che abbia mai visto".

EDILIZIA. Polemica sul ritardo nell'inizio dei lavori. L'assessore replica che ci si è dovuti adeguare alle nuove norme ( da "Arena.it, L'" del 21-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: essere giustificato richiamando la solita burocrazia". "Non c'è nessun ritardo e soprattutto nessuna speculazione edilizia", tiene a precisare l'assessore all'Edilizia Privata Alessandro Montagna. "Il ritardo dell'inizio dei lavori è dovuto solo all'obbligo da parte dei costruttori di adeguarsi alla nuova normativa per le costruzioni di classe B che devono essere ecocompatibili.

"Casa mia? Invivibile per le antenne" ( da "Stampa, La" del 21-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia ci mette lo zampino: io abito nel Comune di Imperia e in pratica tutte le antenne e i ripetitori sono nel Comune di Diano Marina. Ma qualcuno deve intervenire una volta per tutte. Abito a ventisei metri da antenne che oltre a provocare un forte inquinamento elettromagnetico provocano anche un fastidioso rumore:

Vino, Coldiretti: Italia supera Francia in vendemmia 2008 ( da "Velino.it, Il" del 21-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: volta in Italia per ridurre la burocrazia per le imprese agricole, combattere la piaga del lavoro nero e dare una possibilità di integrazione del reddito a studenti e pensionati di fronte al caro vita. "Ogni buono (o voucher) ha - conclude la Coldiretti - un valore nominale di 10 euro (7,5 euro al netto), comprensivo del costo dell'assicurazione e sarà utilizzato per le retribuzioni.

Senza telefono (e salvavita). Le consigliano: <Chiami la Telecom> ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 21-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: può mettere in mostra il peggio di quella burocrazia che "oscura" i rapporti umani, anche in un piccolo centro. E' il caso di Elvi Sommacal, primo cittadino di Limana. E della signora Rosa Foscarini. Rosa, 76 anni, da molti anni vive da sola a Navasa. Il 9 luglio scorso la sua routine è stata sconvolta da un guasto alla linea telefonica che le ha isolato l'apparecchio di casa.

C'è ancora qualcuno che non è disposto a vendersi ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 21-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, assenza di congressi veri e partecipati, leggi elettorali fatte solo nell'interesse di chi le decide, assenza del voto di preferenza, ecc.) che procurano quel torpore democratico e quello stato di passività e di indifferenza che rappresentano l'agonia della democrazia e della cittadinanza attiva.

Contributi Inps volati all'estero? ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 21-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Si tratta di un fenomeno spiegabile con la situazione critica in cui viviamo oggi, intrappolati nelle maglie della burocrazia e dell'insensibilità politica". Questa la spiegazione di Franco Marcuzzo, responsabile dell'Anolf-Cisl, in merito alla "fuga" denunciata ieri nel nostro giornale da Abdallah Khezraji, portavoce delle comunità marocchine nella Marca.

Villa di via Archimede, i fruitori chiedono di più ( da "Sicilia, La" del 21-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che riduce la burocrazia a carico delle imprese agricole, combatte il lavoro nero ed inoltre dà la possibilità di integrare il reddito a studenti e pensionati attraverso lavori stagioni che caratterizzano l'agricoltura, le cui operazioni colturali sono legati al ciclo biologico, come per la raccolta dell'uva.

Il Lotto ( da "Sicilia, La" del 21-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Del resto una burocrazia elefantiaca priva di controllori come fa a dare esempio di costante presenza e di dedizione al lavoro? Ci fu un tempo i cui il pubblico impiego contava un numero esiguo di addetti. Il controllore in ospedale, in ufficio, in azienda aveva tutti a vista.

Il colosso di cementotornerà ospitale ( da "Vita non profit online" del 22-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: lo appoggia e avvia una mediazione con la burocrazia. Le cose si mettono al meglio con l'ingresso del Politecnico di Milano, il quale intende dare il suo sostegno al recupero del Marchiondi, anche perché all'università interessa avere a disposizione residenze per i suoi studenti. La notizia che probabilmente il ministero dell'Università darà al Politecnico un contributo (

Vini, Italia batte Francia ( da "Italia Oggi" del 22-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: introdotti per la prima volta in Italia per ridurre la burocrazia per le imprese agricole, combattere la piaga del lavoro nero e dare una possibilità di integrazione del reddito a studenti e pensionati di fronte al caro-vita. Ogni buono (o voucher) ha un valore nominale di 10 euro (7,5 euro al netto), comprensivo del costo dell'assicurazione e sarà utilizzato per le retribuzioni.

Tremila stagionali pagati col voucher ( da "Mattino di Padova, Il" del 22-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: obiettivo di ridurre la burocrazia e di regolarizzare le prestazioni, svolte fino ad ora quasi esclusivamente in nero. Il datore di lavoro, che può utilizzare prestazioni di lavoro occasionale da parte di studenti e pensionati nei limiti di 10.000 euro, dovrà sborsare 10 euro lordi per ciascun buono, che si tradurrà nelle tasche del lavoratore in 7,

"io, prima vittima della spartizione l'europa ci boccerà" - antonio fraschilla ( da "Repubblica, La" del 22-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Insomma, la politica non tiene conto della burocrazia, senza considerare però che l'Unione europea non dà proroghe per cambi al vertice dell'amministrazione, e chiede risultati entro tempi ben precisi: prima che il nuovo dirigente della Formazione capisca il funzionamento della macchina, passeranno mesi.

Regione, rischio paralisi in attesa delle nomine - emanuele lauria ( da "Repubblica, La" del 22-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: rischio paralisi in attesa delle nomine Lombardo tenta l'assalto alla burocrazia: superdirigenti con poteri dimezzati è giallo sulle competenze nei 45 giorni di proroga E incombe la chiusura del Por Bufardeci: "Non ci saranno nuovi ingressi, questa è una soluzione temporanea" EMANUELE LAURIA E ora sono tutti sulla corda.

"manager asserviti? la vera indipendenza la dà la preparazione" ( da "Repubblica, La" del 22-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: indipendenza della burocrazia? "La vera indipendenza della burocrazia si realizza con la competenza. Non a casa la burocrazia francese è la migliore del mondo: lì c'è una scuola di burocrati neutri che rispondono solo alla legge. Da noi il dirigente pubblico non possiede più competenze specifiche che lo possano difendere dagli assalti della politica.

Lo strabismo inevitabile ( da "Messaggero Veneto, Il" del 22-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Non è colpa né della burocrazia (troppe carte) né della democrazia (troppi decisori) né dei camionisti. solo colpa di un paese e di una classe dirigente che da qualche decennio sono diventati incapaci di affrontare, per tempo, le grandi questioni infrastrutturali e che non sanno costruirsi un futuro prima che la realtà gli cada addosso.

Uno Stato federaleè più efficiente,ma dubito che l'Italialo sappia realizzare ( da "Secolo XIX, Il" del 22-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: quasi impossibile ridurre i costi della burocrazia se non si restituisce allo Stato centrale la sua legittimità, se non si interviene sulla ottimizzazione delle economie locali e sulla gestione amministrativa del territorio. Penso sia necessario spiegare al cittadino il senso dell'attuale struttura statale che, suddivisa in Comuni (buona parte inferiori a 5/10 mila abitanti)

Anche l'enel chiede i dati catastali ( da "Tirreno, Il" del 22-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dopo averlo già fatto per altri servizi, devono fornire di nuovo i dati catastali delle loro abitazioni. Un fastidio, una perdita di tempo e a volte anche di denaro notevole. Un altro esempio di come la burocrazia sia nemica dei cittadini, che vorrebbero vedere semplificate pratiche e operazioni di questo tipo.

Lula, uccisa di nuovo dalla burocrazia ( da "Tirreno, Il" del 22-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: uccisa di nuovo dalla burocrazia VIAREGGIO. La cagnetta Lula riposa sepolta e pianta da chi le ha voluto bene. A metter fine ai suoi giorni l'aggressione subita da un altro cane, il 2 agosto scorso, in via Ciabattini alla Migliarina. Ma l'azienda sanitaria, evidentemente ignora come è finita la solita passeggiata di Lula.

Ora l'enel chiede i dati catastali ( da "Tirreno, Il" del 22-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: lasciati in balìa della burocrazia. Da Prato al livornese centinaia di migliaia di persone negli ultimi mesi hanno già ricevuto, con la bolletta Enel, un plico pieno di richieste di informazioni il cui reperimento metterebbe in difficoltà anche un geometra. Nella lettera è scritto che i dati catastali devono essere forniti - senza errori - entro un mese.

E la concorrenza bussa alla porta ( da "Tirreno, Il" del 22-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia non si ferma ai dati catastali. La privatizzazione della distribuzione dei pubblici servizi porta altri fogli a casa. Tra le carte inviate dall'Enel, ad esempio, c'è una richiesta di indicare se i dati sull'utente in possesso dell'azienda, potranno essere forniti ai concorrenti quando entrerà nel vivo la liberalizzazione del mercato.

PONTEDERA C'E' MA NON si vede o meglio non si vede sugli ( da "Nazione, La (Pisa)" del 22-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Questo lo impone la burocrazia. PER NON parlare dei pacchi postali, il più delle volte rimandati indietro a causa del mancato recapito per impossibilità di trovare il destinatario. I problemi dell'abitare in una via che non c'è arrivano anche per i rifiuti. La Geofor infatti distribuisce periodicamente i sacchetti per la raccolta dell'organico a tutti gli abitanti del comune,

PESARO IL PRESIDENTE della Provincia e presidente dell'U ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 22-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: continuano ad alimentare una burocrazia costosa ed inutile". Ucchielli evidenzia poi come in questi anni difficili per l'economia del Paese, le Province abbiano contribuito, insieme ai Comuni, allo sforzo di riequilibrio dei conti dello Stato: nel 2007 tutte le Province e gran parte dei Comuni hanno non solo rispettato, ma addirittura migliorato,

La bimba avrà tutti i sondini ( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del 22-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il caso della piccola di 7 mesi con gravi difficoltà respiratorie. Gara di solidarietà fra i lettori La bimba avrà tutti i sondini Pomezia: i genitori vincono la battaglia contro la burocrazia.

Caro Carlino, Ci permettiamo di entrare nella discussione che in questi giorni sta infiammando le ( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 22-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia è a livelli spaventosi e decine vengono tolti dalla strada per questo motivo. E nessuno dice nulla. Non conta nulla bloccare la Romea per protesta, o meglio, bisognerebbe protestare per chiedere che su quella strada ci siano più controlli, più polizia e più carabinieri, non un guard-rail in più.

<Strangolati da troppa burocrazia> ( da "Nazione, La (Siena)" del 22-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Strangolati da troppa burocrazia" La denuncia di Marcello Alessandri, segretario della Confartigianato di PATRIZIO FORCI ? SIENA ? "E' CRISI GENERALE", afferma in modo perentorio, fotografando la situazione economica e occupazionale del momento, Marcello Alessandri, segretario della Confartigianato, associazione che nella nostra provincia è presieduta da Giorgio Fuochi.

Sulle adozioni Parigi si ispira all'Italia ( da "Sole 24 Ore, Il" del 22-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Pronta la riforma che cerca di rimettere in moto un sistema frenato dalla burocrazia Sulle adozioni Parigi si ispira all'Italia Leonardo Martinelli PARIGI Clémence Fournier, 25 anni, è arrivata ieri a Phnom Penh. è la prima "volontaria dell'adozione internazionale" inviata dalla Francia in un Paese, la Cambogia, con tanti, troppi bambini abbandonati.

)DISSERVIZI Code e disagi all'anagrafe comunale PER rinnovare un ( da "Resto del Carlino, Il (Forl)" del 22-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: BUROCRAZIA Tutti in coda )DISSERVIZI Code e disagi all'anagrafe comunale PER rinnovare una carta d'identità ho avuto la necessità di recarmi presso gli uffici dell'anagrafe comunale di Forlì e sono rimasto sconcertato per l'altissimo afflusso di persone.

Di ROBERTO GRIMALDI NELL'ex hotel eroina, al condominio Errenord alla Sac ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 22-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Soprattutto vogliono informazioni su come affrontare la burocrazia ? spiega Carla Mori ?: come trovare casa, quali canali utilizzare per iscrivere i bambini a scuola, come cercare lavoro. Per molti di loro, il concetto di rivolgersi a più sportelli pubblici per ottenere una sola cosa non è semplice da capire, e noi cherchiamo di aiutarli".

Di DARIO C. NICOLI ROMA LUCA Zaia ( da "Giorno, Il (Milano)" del 22-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Bisogna snellire la burocrazia, che sembra fatta apposta per favorire le multinazionali a detrimento delle aziende agricole. Le piccole aziende italiane non possono competere con le multinazionali, ma offrono prodotti di qualità elevatissima oltre a un paniere assai diversificato che va dal lardo di Colonnata agli agrumi di Sicilia al suino padano,

Saldi, persi 15 milioni di incassi <Va solo la merce da pochi euro> ( da "Corriere del Veneto" del 22-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma anche premere sul governo perchè riduca i costi di trasporti, tasse e burocrazia, combatta l'abusivismo e aumenti le infrastrutture". Svendite povere Per i commercianti veneti i saldi estivi sono andati male: rispetto all'anno scorso registrano un meno 6-7% di incassi. La gente compra infatti solo la merce che costa pochi euro.

Trecento pagine, più una vasta documentazione fotografica, firmate dal colonnello Valerio Giard ( da "Unita, L'" del 22-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Burocrazia, direte voi. Non proprio. Perché per ogni comune inadempiente, i carabinieri hanno stilato una scheda che comprende rapporti di parentele e amicizie mafiose di sindaci, tecnici e assessori. Un assessore della giunta comunale di Reggio retta dal sindaco di An Scopelliti, "si accompagna spesso allo zio paterno".

Seif, il figlio e delfino di Gheddafi dice addio alla politica ( da "Unita, L'" del 22-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Gli analisti si dividono: da un lato c'è chi pensa che Seif sia scontento della burocrazia libica, accusandola di "rallentare le sue riforme"; altri avanzano l'ipotesi che il figlio del colonnello possa un giorno tornare sulla scena politica, affrancandosi dall'eredità del regime attraverso una legittimazione elettorale.

Malato di Sla, niente pensione ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 22-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ora deve lottare anche contro la burocrazia. Per il momento non ha più la pensione: forse la riceverà nuovamente a ottobre. Intanto riesce a sopravvivere solo grazie alla catena di solidarietà che si è creata attorno al suo caso. L'ASL "Ai primi di maggio di quest'anno ho ricevuto una lettera dall'Asl - racconta, assieme ai fratelli Giorgio e Giuseppe -

Niente lutto per il Cio dei burocrati Niente bandiera a mezz'asta per la Spagna. Intanto lobby e tv spingono sport bizzarri ( da "Unita, L'" del 22-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: spingono sport bizzarri di Marco Bucciantini inviato a Pechino BUROCRAZIA Fernando Echevarrie e Anton Paz se ne sono infischiati, e hanno fatto bene. Hanno vinto la medaglia d'oro nella classe Tornado, i bolidi della vela, quei catamarani dove timoniere e prodiere bilanciano la spinta del vento con il proprio peso, mentre la barca viaggia su un solo scafo, con l'altro sollevato.

Storico sorpasso sulla Francia La vendemmia sorride all'Italia ( da "Finanza e Mercati" del 22-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: introdotti per la prima volta in Italia per ridurre la burocrazia per le imprese agricole, combattere la piaga del lavoro nero e dare una possibilità di integrazione del reddito a studenti e pensionati di fronte al caro vita. Ogni buono (o voucher) ha un valore nominale di 10 euro (7,5 euro al netto), comprensivo del costo dell'assicurazione e sarà utilizzato per le retribuzioni.

Mistero sul ritiro di Gheddafi junior dalla vita politica ( da "Giornale.it, Il" del 22-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: suo malcontento di fronte alla burocrazia libica, che ha rallentato il ritmo delle sue riforme". "Lui è giovane e sperava di fare rapidamente grandi passi, ma si è scontrato contro questa burocrazia". Secondo un altro osservatore libico, che ha parlato alle agenzie in condizione di anonimato, si tratta invece di un "ritiro momentaneo".

<E per i milanesi presto certificati fai-da-te> ( da "Giornale.it, Il" del 22-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Tecnologia e internet già riducono la burocrazia e rendono Milano più semplice per i cittadini, che con l'autocertificazione possono evitare code agli sportelli anagrafici". La maggior parte dei certificati anagrafici - ad esempio titolo di studio o residenza - è infatti autocertificabile con appositi moduli disponibili sul sito del Comune.

Tanti punti interrogativi sulla morte di varotto ( da "Mattino di Padova, Il" del 22-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: l'angoscia della moglie E' l'ora della disperazione e della burocrazia. Per Monica Cinetto, moglie di Stefano Varotto e per i tre figli, una dei quali di 16 anni era in auto con il papà e con gli altri ragazzi e nell'incidente si è fratturata un braccio (è stata ricoverata in ospedale due giorni ma ieri è stata dimessa).

<E per i milanesi presto certificati fai-da-te> ( da "Giornale.it, Il" del 22-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Tecnologia e internet già riducono la burocrazia e rendono Milano più semplice per i cittadini, che con l'autocertificazione possono evitare code agli sportelli anagrafici". La maggior parte dei certificati anagrafici - ad esempio titolo di studio o residenza - è infatti autocertificabile con appositi moduli disponibili sul sito del Comune.

Nel nome delle masse popolari mi hanno proibito la protesta pro Panda ( da "Giornale.it, Il" del 22-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: paralizzante, ottusa burocrazia. Ma i cinesi sono strani. Non si può dire. "Chiudere gli zoo sarebbe una mancanza di rispetto delle masse popolari - recita ancora la voce nella stanza -. Se ne evince che il richiedente non possiede neppure le più elementari conoscenze sull'allevamento e la protezione dei Panda.

Alla fine i genitori hanno vinto la battaglia contro la burocrazia che ha rischiato di mettere in se ( da "Messaggero, Il (Metropolitana)" del 22-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Chiudi di MOIRA DI MARIO Alla fine i genitori hanno vinto la battaglia contro la burocrazia che ha rischiato di mettere in serio pericolo la vita della loro figlia di sette mesi. La Asl infatti fornirà loro tutti i sondini necessari per far respirare la piccola. Ed ora Francesca e Mario affermano: "Siamo cautamente ottimisti.

Il maestro pedofilo passa di ruolo ( da "Corriere Alto Adige" del 22-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Questione di burocrazia. Un maestro elementare del circondario scolastico di Bolzano, insegnante di matematica e fisica in una scuola italiana, è stato nominato di ruolo in una scuola elementare di Bressanone, dalla direzione didattica. "è normale - spiega Claudio Vidoni che in questi giorni fa le veci della sovrintendente Bruna Rauzi -

Il Tibet ancora sotto tiro ( da "Vita non profit online" del 22-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: i cittadini che hanno fatto la richiesta di protestare e bloccare nelle maglie della burocrazia la possibilità di una protesta straniera. La censura dei media non è stata allentata, neppure dopo l'8 agosto...” E inoltre sui quotidiani di oggi: La Stampa - Grande spazio in prima ripreso alle pagine 2+3 dedicato al riaccendersi dello scontro sulla giustizia tra governo e Anm.

Tariffe, i consumatori non ci stannoL'antitrust multa Vodafone e Tim ( da "Sicilia, La" del 22-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: se ne pentono quando arriva il conto e quando urtano contro i muri di gomma della burocrazia telefonica. E' strano che le società che operano nel settore della comunicazione non sappiano comunicare con chiarezza. E che gli utenti debbano invocare il doppio intervento di Antitrust e Agcom, cioè di soggetti pubblici, per non trovarsi a discutere con mercanti levantini.

<In piazza contro i fannulloni anche con i nostri operai> ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 22-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: una zavorra sia a livello economico e nella burocrazia e non offrono certo un servizio adeguato alle attese".I suoi collaboratori cosa pensano dei dipendenti pubblici?"Sono arrabbiati perché c'è molta differenza. Loro sono costretti a continui corsi di aggiornamento, a lunghi viaggi per andare dai clienti con il rischio che un'improvvisa crisi economica o settoriale costringa l'

<Le forze dell'ordine contro pirati e fracassoni>Leonforte ( da "Sicilia, La" del 22-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Inoltre, ha evidenziato che la burocrazia è inetta e non aiuta la nascita della piccola imprenditoria. "Io mi ribello - ha continuato Di Gloria - allo stato di torpore del paese; infatti vi sono strutture che dovrebbero essere avviate per dare sbocco a tanti giovani alla ricerca della prima occupazione.

Da apprendista meccanico a noto imprenditoreLa storia ( da "Sicilia, La" del 22-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Non poteva essere condotta peggio la vicenda della sostituzione dei vertici della burocrazia amministrativa nel post elezioni. Si è conclamato uno"spoil sistem alla paesana" con la politica e i partiti che hanno spadroneggiato nell'occupazione di ruoli dirigenziali mostrando la vera faccia autoritaria di questa maggioranza di destra.

Burocrazia ko, vincono le capre La norma, già approvata in Regione, non ha mai avuto pubblicità: fino allo scoppiare del caso ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 22-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ovile Burocrazia ko, vincono le capre La norma, già approvata in Regione, non ha mai avuto pubblicità: fino allo scoppiare del caso Santo StefanoLa burocrazia è costretta a retrocedere e per le capre di Campolongo l'ovile è quasi cosa fatta. La "denuncia" avanzata dalla giovane imprenditrice Sonia De Zolt e ripresa dal Gazzettino,

"Un prezzo politico per pane e pasta Lo Stato crei un listino di riferimento" ( da "Quotidiano.net" del 22-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Bisogna snellire la burocrazia, che sembra fatta apposta per favorire le multinazionali a detrimento delle aziende agricole. Le piccole aziende italiane non possono competere con le multinazionali, ma offrono prodotti di qualità elevatissima oltre a un paniere assai diversificato che va dal lardo di Colonnata agli agrumi di Sicilia al suino padano,

Dopo l'addio di Fabrizio Corona, "Tieni a me" vola alla Mostra del Cinema di Venezia come guest star ( da "Blogosfere" del 22-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il sistema Cinema è poi bloccato dalla burocrazia" Cosa farebbe, se fosse ministro? "Semplicemente darei incentivi a chi ha idee nuove. Il primo atto concreto dovrebbe essere di defiscalizzare gli investimenti. E poi cambiare l'assurdo sistema di finanziamento clientelare. A Milano circola arte e novità, ma non sono valorizzate.

Medaglia d'oro sospesa da anni ( da "Stampa, La" del 22-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è che sono passati sei anni da quella disgrazia ed ancora non è stato fatto nulla". Cesare Sacchi si è sacrificato per evitare che ci fossero altri morti sulla spiaggia versiliana, ma per la burocrazia ministeriale non è sufficiente a certificare la medaglia: occorre anche il visto della magistratura.

Cittadini nemici del popolo della notte ( da "Stampa, La" del 22-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Misteri della burocrazia, assenza della politica. Ma la lista delle intolleranze si amplia anche alle manifestazioni organizzate o autorizzate dallo stesso ente pubblico. Pioggia di critiche sui concerti ai Giardini pubblici, di fronte al Tribunale. Perfino sott'accusa da parte dagli ambientalisti.

A Belluno è finita l'era delle raccomandazioni ( da "Corriere delle Alpi" del 23-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "Purtroppo dovrà passare ancora un po' di tempo perchè diventino strutture davvero a servizio delle imprese. Scontano la pesante eredità degli uffici di collocamento. C'è ancora troppa burocrazia, mentre gli imprese chiedono maggiore dinamicità".

Mia figlia è malata, non cacciatemi ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 23-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Colpa di una burocrazia farraginosa che a volte costringe all'illegalità. "Mia figlia non sta bene e curarla in Brasile costa troppo. Io sono un muratore, mia moglie fa le pulizie". La terapia della piccola terminerà a fine marzo. Dopodiché verrà operata a Mantova oppure a Brescia.

Matrimoni, in crisi 4 coppie al giorno ( da "Tribuna di Treviso, La" del 23-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Avrei un ricetta personale per frenare questa tendenza: rendere più complicata la burocrazia del matrimonio. In questo modo una coppia arriva all'altare solo quando è veramente convinta". Una cosa resta sempre costante ed è la principale causa di divorzio: il tradimento.

Grappa domestica Il Trentino dice no ( da "Italia Oggi" del 23-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: poco ottenuto un alleggerimento della burocrazia derivante dalla nuove norme e ora ci troviamo di fronte a questa sorpresa dal sapore ferragostano. Distillare grappa è un processo tecnicamente delicato che non può essere improvvisato", continua Bertagnolli, "il settore lavora da anni alla ricerca di una qualità migliore del prodotto anche attraverso investimenti in ricerca cospicui.

Francesca, la masai bianca fra i poveri del Kenya ( da "Libert" del 23-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "Ormai terminato il progetto ambulanza, grazie ai piacentini, e l'ospedale bene attrezzato, desidero aprire il nuovo reparto infettivi, è pronto da alcuni mesi ma i permessi governativi hanno un percorso accidentato, la solita burocrazia". 23/08/2008.

"meglio di superman, ho vinto per mio nonno" - corrado sannucci pechino ( da "Repubblica, La" del 23-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: senza fare annunci o chiedere permessi alle burocrazie sportive, ma solo per ricordare il proprio nonno morto a luglio. I test alla vigilia dicevano che non aveva avversari per la passatoia intorno allo stadio di Pechino, che nessuno avrebbe retto il suo passo a 4' o meno al chilometro, la velocità di un ciclomotore che non ha avuto neanche bisogno di usare a tavoletta.

L'assalto degli aspiranti medici - gabriella colarusso ( da "Repubblica, La" del 23-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma ad aiutare gli studenti con le difficoltà della burocrazia, ci saranno ogni giorno, dal lunedì al venerdì, dalle 8.45 alle 16, ventiquattro sportellisti. Il tempo calcolato per espletare tutta la procedura di immatricolazione è di venti minuti, ma nel nuovo centro immatricolazioni converrà trattenersi un po' di più, per fare in una sola volta tutte quelle 'commissioni'

Tasselli che non combaciano e intanto i ritardi aumentano ( da "Nuova Venezia, La" del 23-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è la burocrazia a pesare, se si pensa al caso della stazione dell'ospedale ultimata ma ancora senza parcheggi e strade di accesso. Ma andiamo con ordine. Ultimata la stazione del Graspo de Uva, a Spinea (costo 62 milioni di euro), nel conto delle fermate ultimate entra di diritto anche la stazione del nuovo ospedale dell'Angelo i cui lavori sono conclusi nelle scorse settimane (

Sul condono edilizio a scoppio ritardato consumatori pronti a difendere i cittadini ( da "Nuova Venezia, La" del 23-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: spiega - i ritardi della burocrazia non possono ricadere sui cittadini, inoltre gli importi non possono essere aumentati senza che ci sia una ricaduta legale in tale senso e in questo caso sarebbe bene che il difensore civico prendesse posizione". Il consigliere sollecita dunque i residenti a rivolgersi al difensore civico.

Chi lega le mani e i piedi ai politici - francesco palazzo ( da "Repubblica, La" del 23-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che questo o quel vertice della burocrazia regionale, sanitaria, comunale, provinciale è legato a questo o a quel potente. Ci chiediamo: se un alto dirigente dovrà rispondere del proprio operato a chi è in grado di salvaguardarne la carriera, avrà o no le mani e i piedi legati nell'attività amministrativa che dovrebbe svolgere a solo esclusivo vantaggio della collettività?

Spiagge, la giungla dei divietitra liberi accessi e tuffi negati ( da "Secolo XIX, Il" del 23-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Estate & burocrazia Enti diversi disciplinano l'uso dell'arenile. La Capitaneria: vietato sostare entro 5 metri dalla battigia. Regione: sì al passaggio negli stabilimenti ma niente bagno Genova. Lontani gli echi della "guerra della battigia", a un anno dalla celebrazione della lotta per la conquista del bagnasciuga,

Task force di imprenditori con brunetta ( da "Secolo XIX, Il" del 23-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: di altri imprenditori che per il momento intendono rimanere dietro le quinte ma anche al momento opportuno usciranno allo scoperto, siamo decisi a spalleggiare l'iniziativa di Brunetta". Secondo Torresan, che opera nel settore dell'informatica, "in questo momento i dipendenti pubblici rappresentano una zavorra a livello economico e nella burocrazia". 23/08/2008.

Che grande affare le azioni europee ( da "Borsa e Finanza" del 23-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è vero che secondo lo stesso governo il costo della burocrazia oscilla fra il 10% e il 12% del Pil. Nuovi progetti di legge minacciano la posizione di Londra come centro finanziario d'eccellenza. Eppure di troppa finanza si può morire. O no? Direi proprio di sì. La finanza in senso lato genera circa il 30% del Pil britannico e la finanza è l'epicentro della crisi internazionale.

Le azioni europee sono ormai a buon mercato. Il multiplo sugli utili offre uno sconto del 30% ( da "Borsa e Finanza" del 23-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è vero che secondo lo stesso governo il costo della burocrazia oscilla fra il 10% e il 12% del Pil. Nuovi progetti di legge minacciano la posizione di Londra come centro finanziario d'eccellenza. Eppure di troppa finanza si può morire. O no? Direi proprio di sì. La finanza in senso lato genera circa il 30% del Pil britannico e la finanza è l'epicentro della crisi internazionale.

Quanti progetti dimenticati ( da "Tirreno, Il" del 23-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della burocrazia che con tempi estenuanti mettono in condizione i soggetti proponenti o di rinunciare o andare incontro a quegli aggravi economici che il tempo ha fatto maturare", aggiunge Forza Italia. "Mi sembra che la zona sportiva sia uno di quei casi, che il progetto presentato non sia solo interessante per la realizzazione in sé,

Scuola in coma? Risvegliarla si può ( da "Eco di Bergamo, L'" del 23-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: inefficienza della burocrazia, inventarsi soluzioni tampone contro affioranti cancrene quali il bullismo, partecipare a giornate della memoria, dell'igiene dentale e altro ancora. Come se un pilota di Formula uno, oltre a correre, dovesse occuparsi di progettare la macchina, gestire la telemetria e portarsi le gomme da casa.

Nei campi da tennis cresce il bosco ( da "Nazione, La (Pisa)" del 23-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della burocrazia che con tempi estenuanti, sono costretti a rinunciare o andare incontro a quegli aggravi economici che il tempo ha fatto maturare". "Mi sembra che la zona sportiva sia uno di quei casi ? rileva il capogruppo Biasci ? che il progetto presentato non sia solo interessante per la realizzazione in sé,

<Imbrigliate> le piene dell'Olona Presto il fiume non farà più paura ( da "Giorno, Il (Legnano)" del 23-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: opera che si è trovata a fare i conti con la burocrazia che ha più volte imposto lo stop al cantiere. La svolta avvenne nel dicembre del 2006 quando il Registro italiano dighe approvò definitivamente il progetto della cassa di laminazione. Nell'aprile di un anno fa le ruspe entrarono nell'area per portare a termine l'opera.

TERNI <L'UNICO NOSTRO criterio di opportunità sta ( da "Nazione, La (Umbria)" del 23-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: a dettati di chiese o burocrazie di partito. Ci sembra alquanto ridicolo e pretestuoso, come fa Rossi, attribuire l'inconfutabile inquinamento nella Conca ternana, responsabile della diffusione di alcune precise sintomatologie e affezioni, soltanto a cause 'di natura morfologica e industriale, oltre che di viabilità'.

Pasticcio burocratico per spegnere il rogo ( da "Nazione, La (Umbria)" del 23-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: BUROCRAZIA sconfigge buon senso. Un elicottero arriva da Viterbo per spegnere un vasto incendio che devasta una decina di ettari di bosco al confine tra Bolsena e Castelgiorgio, ma poi ci si accorge che la zona interessata dal rogo si trova in Umbria e non nel Lazio, così l'elicottero se ne torna da dove è venuto senza effettuare alcun lancio d'

Provincia, la burocrazia ferma nove spiaggette ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 23-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia ferma nove spiaggette BARI - Nove spiaggette sul litorale da Barletta a Monopoli. Il progetto era stato presentato dalla Provincia di Bari il 10 luglio del 2006. A distanza di più di due anni nulla è stato ancora fatto. Le nuove aree riqualificate dovevano essere pronte già per l'estate 2007.

A quattro di questi è stata anche sequestrata la macchina, perchè ne erano anche i ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 23-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: se la burocrazia, la scarsità di fondi e di personale, non avesse poi, alla fine, fermato tutte le iniziative. Adesso le forze dell'ordine possono accertare direttamente sulla strada solo la presenza di alcol, attraverso l'uso di alcolimetri omologati, ma non è possibile altrettanto facilmente determinare sul posto se un guidatore,

AVEZZANO - Per la Valle del Giovenco sono giorni di attesa. La società marsicana aspetta import ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 23-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Non solo risposte dalla burocrazia: dal campo, Chiappini si aspetta una reazione e la prima vittoria ufficiale della stagione. Domani i biancoverdi affrontano il Manfredonia al Dei Marsi di Avezzano (ore 17) per cercare di rialzare la testa dopo la sconfitta di Campobasso che ha fato scattare qualche lieve campanello d'allarme.

La burocrazia stoppa Margiotta Niente Bologna Momentè torna ad allenarsi <Presto in campo> ( da "Corriere del Veneto" del 23-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: REDAZIONALE Calcio Vicenza La burocrazia stoppa Margiotta Niente Bologna Momentè torna ad allenarsi "Presto in campo" VENEZIA - è un piacere vederlo di nuovo assieme ai compagni ad allenarsi. La grande paura è passata, ma a rivedere certe immagini Matteo Momentè ha provato un brivido di chi si sente quasi un miracolato: "Non ricordo nulla del momento dell'

Di MAILA PAPI <A FINE agosto lascio questa citt ( da "Nazione, La (Livorno)" del 23-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, porte in faccia e tanti sacrifici per tirare avanti (percepisce una piccola pensione di invalidità di circa 200 euro) e in questi anni sono arrivate solo 500 euro dagli assistenti sociali. "SONO SOLO, e non ho più la forza di lottare, ma vorrei un po' di giustizia" ci dice prima di raccontare la sua storia che è iniziata quando ha chiesto alla ditta dove lavorava di poter

La scuola e l'educazione senza colori ( da "Corriere della Sera" del 23-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: tagli attuati dal governo non colpiscono la burocrazia scolastica. I cosiddetti tagli lineari ad eccezione delle spese vincolate, voce dietro la quale si nasconde gran parte degli sprechi, hanno spinto la forbice di Tremonti sulle spese non vincolate, proprio quelle cioè che contengono i programmi rivolti all'innovazione, alla sperimentazione e all'adeguamento alla media europea.

<La Banda> di Kolirin suona nel deserto ( da "Giornale.it, Il" del 23-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Erano venuti per suonare ad una cerimonia, ma a causa della burocrazia, della sfortuna o per qualche altra ragione, sono arrivati all'aeroporto senza trovare nessuno che li aspettasse. Hanno cercato di cavarsela da soli, finendo per ritrovarsi in una piccola cittadina israeliana desolata e dimenticata, nel cuore del deserto.

Restyling di corso verdi: finanziata la prima tranche ( da "Messaggero Veneto, Il" del 23-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Considerate la burocrazia e la mentalità che caratterizzano i lavori pubblici, alla fine è questa l'impresa più difficile", sottolinea il sindaco Romoli. "Per quanto riguarda corso Verdi, siamo riusciti a recuperare i fondi destinati all'ex Pitteri, diventati inutili in quanto dovevano servire per la sede della scuola Trinko,

Dopo l'addio di Fabrizio Corona, "Tieni a me" vola ai "Venice Screenings" della Mostra del Cinema di Venezia come guest star ( da "Blogosfere" del 23-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: bloccato dalla burocrazia" Cosa farebbe, se fosse ministro? "Semplicemente darei incentivi a chi ha idee nuove. Il primo atto concreto dovrebbe essere di defiscalizzare gli investimenti. E poi cambiare l'assurdo sistema di finanziamento clientelare. A Milano circola arte e novità, ma non sono valorizzate.

MI CHIAMO FRANCESCO ALBANESE, VIVO A NAPOLI E SCRIVO PER SEGNALARVI UNA STORIA DI VERA SOLIDARIET ( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)" del 23-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: innumerevoli problemi di assistenza e di burocrazia. E poi il vuoto. Perché non c'è chi supporta materialmente e psicologicamente una famiglia non benestante che da un giorno all'altro deve gestire tra le mura di casa un malato terminale. E inoltre bisogna fare i conti con quelle lungaggini burocratiche che non procedono di pari passo con una malattia che si propaga troppo velocemente.

Schwazer, Sella e un giro in Motorizzazione ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 23-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: fanno del loro meglio per rappresentare un Paese del genere, ammorbato da sprechi e burocrazia non da Terzo Mondo, ma da Italia e basta. Un bunker isolato nelle lande attorno al casello di Vicenza Est, e raggiungibile solo in auto. Pensato appositamente per chi, non avendo la patente, ha bisogno della Motorizzazione dove farsi il Foglio Rosa.

Necessario subito il federalismo fiscale ma bisogna tagliare anche la burocrazia ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 23-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: INTERVENTO Necessario subito il federalismo fiscale ma bisogna tagliare anche la burocrazia di Girolamo Astolfi * Federalismo fiscale e forfettone esprimono una medesima esigenza: l'urgenza delle riforme.Confartigianato imprese di Rovigo chiede al Governo una politica organica per la piccola impresa. Occorrono riforme che creino un quadro favorevole allo sviluppo della piccola impresa.

"I musei statali paralizzati dalla burocrazia" ( da "Stampa, La" del 23-08-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Intervista Gianni Oliva "I musei statali paralizzati dalla burocrazia" ALESSANDRO MONDO L'increscioso episodio a Palazzo Reale? E' l'ennesima dimostrazione che la burocrazia statale non è in grado di valorizzare i tesori affidati alla sua custodia. La svolta passa attraverso il federalismo fiscale e culturale, due facce della stessa medaglia".


Articoli

Che la burocrazia rappresenti un problema è un luogo comune e una verità. Per risolvere le difficolt... (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 01-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Che la burocrazia rappresenti un problema è un luogo comune e una verità. Per risolvere le difficoltà abbiamo già provveduto a indicare una strada, attraverso la riforma istituzionale avviata. La burocrazia deve diventare un fattore di sviluppo. Il Trentino ha ereditato la tradizione austroungarica, fondata su un'idea alta e nobile di burocrazia, efficiente e imparziale. A questa dobbiamo aggiungere le nuove competenze, anche grazie all'università e ai centri di ricerca. L'obiettivo è trasformare la burocrazia da "ostacolo percepito" ad "amico praticato".

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Appello del prefetto Peg Strano Materia in visita alla città. Il sindaco Pagani: <Servono più carabinieri> (sezione: Burocrazia)

( da "Cittadino, Il" del 01-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Non perdete la fiducia nelle istituzioni" n "Credo che conoscere i problemi da dentro sia molto importante e per quanto riguarda Casale vi assicuro che la mia attenzione c'è e ci sarà". quanto dichiarato ieri mattina dal neo prefetto di Lodi Peg Strano Materia, in visita ufficiale presso il comune, dove ha incontrato parte dell'amministrazione e alcuni rappresentati delle forze dell'ordine. "La gente - ha spiegato il prefetto - non deve assolutamente perdere i punti di riferimento e la fiducia nelle diverse istituzioni". Per questo la dottoressa Strano ha sottolineato il valore del confronto diretto fra sindaco e prefettura, che non deve perdersi nell'inevitabile burocrazia, bensì crescere nel riscontro effettivo delle realtà territoriali. E per quanto riguarda il contesto casalino, dall'incontro serrato fra comune e prefetto è emersa la richiesta di un rafforzamento della presenza dei carabinieri nella città, per combattere la criminalità.Il colloquio, iniziato presso le sale municipali, si è quindi protratto per l'intera visita, guidata dal vice sindaco Roberto Ferrari, che ha condotto il prefetto attraverso le bellezze della biblioteca comunale, in particolare presso il cosiddetto "Scaffale della legalità", i cui testi si riferiscono in particolare al flagello della mafia, che il prefetto ha definito "una vera e propria mentalità da combattere". Fra le spiegazioni delle potenzialità del centro culturale, compreso naturalmente il sistema antitaccheggio (in funzione proprio di una maggior sicurezza), c'è stato anche il tempo per scoprire gli autori preferiti dalla gradita ospite: Luigi Pirandello e Cesare Pavese. Un ultimo sguardo verso la mediateca, poi, davanti alla dottoressa, sono comparsi con un coloratissimo mazzo di fiori i ragazzi del Centro Ricreativo Estivo, gestito dalla cooperativa sociale Koiné e dall'assessorato alle politiche sociali, guidato da Roberto Cavaglieri, presente all'incontro insieme all'assessore all'ambiente Giovanni Borghi. Nelle aule della struttura di piazza della Repubblica il prefetto si è dunque accomodato ai tavoli disposti dagli animatori del centro, per pranzare in compagnia dei bambini, degli amministratori, della Guardia di finanza (rappresentata dai marescialli Luigi Faiella e Luigi Moscarelli), il maresciallo dei carabinieri Trimarchi e il comandante dei vigili urbani Laura Chiesa.Un modo significativo di concludere la giornata, soffermandosi anche con i ragazzi e i bambini di Casale che ne rappresentano il futuro. Il passato della città è stato invece consegnato alla dottoressa per mano del sindaco Pagani attraverso alcuni libri storici sul comune, insieme a una borsa, un'agenda e una penna recanti il simbolo della Cittadella della cultura, in ricordo di questo piacevole incontro.Sara Gambarini.

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Frainteso un passo della prima strofa di Mameli (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 01-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 01/08/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:LETTERE BOSSI E L'INNO NAZIONALE Frainteso un passo della prima strofa di Mameli Le chiedo caldamente un po' di spazio sul Suo Giornale per una spiegazione necessaria su una esternazione poco rispettosa di Umberto Bossi sull'Inno Nazionale, ribadita anche in Parlamento dal capogruppo della Lega, che mi risulta non essere fatta per la prima volta,ma che dimostra, se ce n'è bisogno, la scarsa conoscenza del testo dell'Inno di Mameli nonché della storia a cui esso è legato da parte di Bossi & Co così come da parte di molti, troppi italiani. Dirò, per non essere male inteso, che lo faccio senza alcuna acrimonia in quanto un tempo ho militato nelle file della Lega ed ho sempre avuto molta simpatia per il suo Leader, simpatia che non è venuta meno anche quando anni fa venni costretto a lasciare il movimento leghista, avendo pubblicamente ed in buona compagnia (con Vito Gnutti ed altri), espresso la mia opinione di votare al ballottaggio per il candidato sindaco di centrodestra, l'amico Dalla Bona. Ora però sono dispiaciuto che si continui ad interpretare l'Inno, anzi a maltrattarlo fraintendendo un passo della prima strofa (sono cinque), solo allo scopo di sostenere l'idea federalista, che ormai condividiamo in molti in Italia e per l'affermazione della quale ci sono ben altri validi argomenti che non quello dell'Italia "schiava" di Roma. Pertanto da vecchio maestro di scuola invito a leggere ed analizzare il testo con conoscenza sintattica e grammaticale là dove è scritto "... Dov'è la Vittoria? / Le porga la chioma, / chè schiava di Roma / Iddio la creò". Entro quindi nel merito: faccio notare che la Vittoria è scritta con la lettera maiuscola essendo considerata una dea che porge la chioma (il capo) davanti al vincitore come da antica tradizione, che nella citazione storica è Roma con le sue virtù guerriere. Ora vediamo i due pronomi: il primo "Le" è riferito all'Italia, nominata nel verso precedente alla quale la Vittoria deve inchinarsi; il secondo pronome "la" è riferito alla Vittoria, da secoli schiava della "virtus" guerriera romana. Il "chè", con l'accento, non è pronome relativo (sta per perché), ma semplicemente una congiunzione causale che ci permette di capire il senso del testo così: la Vittoria si prostri all'Italia, perché Dio la (la Vittoria) creò schiava di Roma. Pertanto, a rigor di logica e coerenza poetica, l'Italia, dopo essersi cinta il capo dell'elmo di Scipione (l'Africano, vincitore di Annibale Cartaginese a Zama), eroico condottiero romano, con ridestato orgoglio, diventi l'erede di Roma guerriera e sempre vittoriosa. A testimoniare questa precisa lettura sta l'amore per l'Italia dell'Autore che, giovanissimo, fu volontario nella prima guerra per l'indipendenza e, mazziniano convinto, morì nell'estrema difesa della Repubblica Romana. Se poi leggiamo le altre quattro strofe dell'Inno "degli Italiani" così da Lui intitolato, si evince il suo grande amore per tutta l'Italia e gli italiani che devono affrancarsi dopo secoli dalla dominazione straniera: Egli ricorda la battaglia di Legnano, il valore sfortunato del Ferrucci, fiorentino, il ragazzo genovese G. Battista Perasso detto Balilla, che lancia il sasso della rivolta contro gli austriaci, la "squilla" dei Vespri Siciliani, ed infine stigmatizza la barbarie dei Cosacchi in Italia ed in Polonia nelle scorribande durante le guerre napoleoniche. Se mi è concessa una piccola digressione dirò che proprio quel Giuseppe Verdi del "Va pensiero..." del Nabucco, caro a Bossi, musicò anche le opere "la Battaglia di Legnano" ed "I Vespri Siciliani". Ciò perché i tempi erano maturi anche artisticamente per cantare l'amore di patria. Spero che quanto spiegato col rigore delle mie conoscenze storico-musicali sia sufficiente per una giusta comprensione da parte di tutti, nonché del recidivo Bossi, che io invito cordialmente a chiedere lumi a chicchessia, ma anche a sua moglie che è una preparata maestra che lo consiglierà a desistere, se non vuol essere... bocciato in sintassi della lingua italiana. Veda per altro di trovare altri argomenti, e ce ne sono tanti, per colpire la famelica burocrazia romana delle caste e dei privilegi. Chiudo la mia lettera, caro Direttore, segnalando ancora una volta, l'esistenza di un Cd da me presentato fin dal 2004 dal titolo "Italia, Italia!" che contiene la storia, il testo, il canto di tutte cinque le strofe, la spiegazione dell'Inno, la biografia del Mameli ed altri canti patriottici, che ho approntato perché ancora troppi italiani, non conoscendolo, lo interpretano male o lo storpiano. A suo tempo fu recensito anche dal Suo Giornale da parte del compianto amico Angelo Franceschetti, e fu inviato anche al Presidente della Repubblica Azeglio Ciampi nonché a Lippi che lo insegnasse ai suoi calciatori,che poi vinsero il Mondiale. Era costato qualche sacrificio economico all'Associazione volontari di guerra di cui sono il segretario provinciale, ma ne era ben valsa la pena. Mi meraviglia tuttavia che tanti "cervelloni" storico letterari in circolazione non abbiano sentito il dovere di chiarire da tempo i significati del testo dell'inno, a beneficio di tutti. IRIS MARIO PERIN Brescia.

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Cronaca nera di pesca... in rosa (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 01-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 01/08/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:LA CITTA' Cronaca nera di pesca... in rosa L'ANGOLO DEL PESCATORE a cura di Pumi Ritrovo un amico di qualche anno fa e mi riempie di gioia il fatto che mi abbia rintracciato scrivendomi su una recente "e-mail". Chissà quante ricerche avrà fatto. Parlerò di lui, delle sue collaborazioni e dei suoi suggerimenti, ma - per ora - non ne farò il nome per evidenti motivi. Li capirete e capirete perché mi abbia chiesto di rispettare l'anonimato. Così mi scrive: "Estate 2008. Fiume Oglio. Pericolo siccità? No, non quest'anno! Pericolo inquinamento? No, non questa volta! Pericolo fidanzate pescatrici? Siiiiiii!!! Caro Pumi, fatti due risate. Questa estate il fiume Oglio corre un pericolo insolito. Non si tratta del solito rischio siccità, anzi negli ultimi vent'anni non c'è mai stata tanta abbondanza d'acqua come in questi mesi estivi. Non è nemmeno il caso di qualche scarico abusivo che inquini il corso d'acqua. Quest'anno il vero pericolo che corre il fiume è l'essere trappola di pescatori con fidanzate al seguito che per ingannare il tempo chiedono di poter sperimentare quello sport che spesso separa la coppietta: lui intento per ore solo a correr dietro ai pesci; lei stesa sul lettino ad inseguire una bella abbronzatura. Sì, ovvio che una scena del genere può accadere solo d'estate! Quindi può capitare che una fidanzata chieda al suo ragazzo di farle provare il brivido della pesca. Vi lascio pensare quanto ne sia felice il poverino, che di certo non pescherà più e passerà il resto della giornata a sgarbugliare lenze e legare ami. Ma il poverino non avrebbe mai pensato che sulle sponde del fiume potesse giungere in suo aiuto qualcuno che lo togliesse da simile imbarazzo. Infatti le integerrime Guardie Giurate Volontarie (GVIP) bloccano l'improvvisata pescatrice nella sua azione e le fanno un bel verbale: multa di 100 euro per aver pescato sprovvista di licenza. Ecco così che dopo aver salvato il fiume da scarichi abusivi, da pescatori di frodo muniti di reti, corrente e fucili subacquei, le Guardie Volontarie sono arrivate fino a far la multa ad una ragazza che per pochi minuti ha provato a pescare con la canna del suo fidanzato. A guardare il regolamento e prenderlo alla lettera, la ragazza era davvero passibile di sanzione, anche per quei pochi minuti, e quindi le Guardie hanno applicato la legge. Ma quel che irrita i protagonisti ed i presenti alla scena, oltre l'arroganza delle Guardie (fino al punto di dover chiedere di abbassare i toni!) è l'obiettivo mancato. Nel documento "Regolamento per la vigilanza faunistico venatoria e ittica" della Provincia di Cremona all'articolo 1 si dice: "Il corpo delle GVIP svolge, nel pieno rispetto delle disposizioni vigenti, funzioni ed attività finalizzate alla informazione e prevenzione, nonché al controllo e alla repressione delle infrazioni alle leggi, ai regolamenti ed alle ordinanze riguardanti la tutela della fauna omeoterma, della caccia e della pesca". Informazione, prevenzione, controllo e repressione sono quattro stadi consecutivi che costituiscono una procedura finalizzata alla vigilanza. Ma in questo particolare caso i primi due passi non sono stati applicati. L'intervento delle Guardie Volontarie è mancato del tutto del fine didattico-educativo: l'incontro non è stato per nulla istruttivo. Se magari avessero spiegato e convinto il trasgressore (si tratta di una ragazza che mai si sognerebbe di andar a pescare da sola) a far la licenza ne avrebbe giovato la Provincia che avrebbe avuto un tesserato in più (oltretutto sanzione e licenza hanno lo stesso costo). Ma l'intransigenza non ha portato altro che risentimento per l'eccessivo zelo con cui hanno affrontato questo discutibile problema. A volte un minimo di elasticità aiuta i Pubblici Ufficiali nel rapporto con le persone ad avere una finalità preventiva. Se questi poi sono così bravi da convincere con un sorriso il trasgressore a comportarsi meglio, sarà tanta burocrazia in meno. Firmato: il povero fidanzato. Sono contento, lo dico per amor di campanile, che sia accaduto nel Cremonese". Un campionato per quattro - Dopodomani, domenica 3 agosto, il laghetto Mella di Borgo Poncarale ospiterà l'attesissimo Campionato master junior. Si tratta di una sola occasione per quattro diversi confronti agonistici, delle categorie ragazzi, speranze, donne e disabili. Anche questa un'occasione da non perdere. Il laghetto Mella convenzionato Fipsas (si dice "laghetto", ma ve ne sono ben tre) è l'ideale per le famiglie che vogliano trascorrere in santa pace una sana giornata all'aperto ed è attrezzato sia per chi voglia imparare a pescare (per non correre il rischio del "povero fidanzato" sull'Oglio) sia per gli esperti. Vi sono anche ampi parcheggi, grandi spazi per prendere il sole e per i giochi dei ragazzi. Ciò che poi non guasta vi sono un fornitissimo bar ed un'ottima cucina. I gestori, tra l'altro miei carissimi amici, troveranno modo di esibirsi nei piatti migliori. Meglio prenotarsi!.

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Lombardo chiede la fiscalità compensativa (sezione: Burocrazia)

( da "MF Sicilia" del 01-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

MF Sicilia Numero 152 pag.1del1/8/2008 | Indietro Lombardo chiede la fiscalità compensativa "Una politica comune per la macro-area meridionale. Le regioni del Sud devono fare fronte comune per lo sviluppo del tessuto socio-economico". è il commento del governatore Raffaele Lombardo intervenuto ieri alla presentazione del rapporto della Fondazione Curella. Il governatore ha tracciato anche il percorso da intraprendere per rilanciare le sorti dell'economia regionale: "A noi basterebbe", ha sottolineato, "un sistema che non costa niente all'Europa, che ha sborsato tanti soldi con i fondi strutturali, né al nostro Paese". Il riferimento è alla fiscalità compensativa. "Ma noi dobbiamo fare la nostra parte", ha aggiunto Lombardo, "se non semplifichiamo la burocrazia, non tagliamo gli sprechi e non razionalizziamo l'impiego delle nostre risorse non ce la faremo". Sulla stessa lunghezza d'onda anche il deputato nonché segretario regionale dell'Mpa, Lino Leanza, che ha sottolineato come "in un quadro così complesso tutta la politica è chiamata alla responsabilità e all'impegno quotidiano e concreto". Intanto, ieri a Roma, l'assessore regionale alla presidenza, Giovanni Ilarda, ha partecipato al vertice tra i governatori delle Regioni e il premier Silvio Berlusconi sulla manovra economica e sul progetto di riforma federalista. "Sulla necessità del confronto preventivo con le regioni tutte le volte che si affrontino tematiche che possono avere ricadute sulla finanza regionale abbiamo raggiunto l'intesa", ha detto Ilarda. Che ha proseguito: "Il merito delle questioni è stato rinviato a dopo l'estate". .

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Umberto bossi (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino di Padova, Il" del 01-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Altre Umberto Bossi Umberto Bossi mi ha offeso Universa unversis Patavina Libertas, che, liberamente tradotto, suona come: l'Università di Padova assicura a tutti la completa libertà di studio ed insegnamento. Ripensando a questo motto della nostra Università, mi sono sentito particolarmente ingiuriato ed offeso, come padovano e come qui laureato, dalle volgari parole pronunciate qui a Padova da Unberto Bossi, che hanno vago sapore animalesco, zootecnico direi. Quasi che solo testicoli veramente padani possono produrre insegnanti adatti ad insegnare al prodotto di padani spermatozoi. E la politica della meritocrazia, base di ogni nostra speranza di resurrezione? E' meglio il gatto rosso che non prende i topi od il gatto non comunista che però i topi li sa catturare? Lasci ad altri di stigmatizzare e denunciare l'offesa oscena all'inno nazionale, a me interessa la nota razzista che viene di nuovo ricordata dai leghisti ebbri di vittoria. Stia attenta l'Italia delle persone civili. Non reagendo al fango gettatoci negli occhi, ai veleni istillati nelle nostre orecchie, il nostro senso morale si ottunde ed anche le bestialità divengono un comune linguaggio. Non dimentichiamoci che anche l'osceno e nefando fumo di Auschwitz è nato dalle braci della barbarie di chi sosteneva le ragioni della terra e del sangue e, purtroppo, dalla noncuranza ed acquiescenza della Germania per bene. Paolo Lancellotti Grazie al geometra che mi ha portato il libro Ringrazio la squisita cortesia e generosità del geom. Walter Bon. Il 26.07.2008 mi ha consegnato un plico contenente un libro, spedito dalle Edizioni L'Informatore Agrario di Verona, a me diretto. L'addetto alla consegna del pacco - poste italiane n. 132 del 25.07.2008, transito in HUB il 24.07.2008 - lo aveva depositato erroneamente nella cassetta delle lettere del suddetto geom. Bon, che abita in comune di Padova, località Torre, via Nicolò e Pietro Luxardo. Per inciso si ricorda: Nicolò e Pietro erano due dei tre fratelli proprietari e gestori - a Zara - della fabbrica di liquori Luxardo, celebre per il maraschino. Nicolò, volontario nella prima guerra mondiale e decorato di due medaglie d'argento, era pure deputato e presidente della camera di commercio. A Zara, il 30.09.1944, Nicolò Luxardo e la moglie Bianca Ronzoni furono prelevati dai partigiani comunisti titini, buttati in mare e fatti annegare a colpi di remi. Pietro Luxardo - vicepresidente della provincia di Zara e consigliere della Banca d'Italia - venne prelevato nella notte del 3.11.1944 da una pattuglia partigiana e fatto annegare. Giorgio Luxardo, unico fratello superstite, ricostruì l'azienda di famiglia - ora condotta dagli eredi - a Torreglia (Padova). (Cfr. il libro di N. Luxardo, Dietro gli scogli di Zara; nonché Internet, Forum Crimini del comunismo). Gianfranco Nìbale Caro cittadino non riceverai più sms In risposta alla lettera "De Poli e uno strano sms sull'emergenza caldo per gli anziani", scritta da Giovanni Santone. Caro Giovanni, il messaggio che l'altro giorno è arrivato sul tuo cellulare, visto anche il ruolo di assessore ai Servizi Sociali che hai ricoperto, voleva semplicemente rendere nota una comunicazione utile arrivata a noi dalla Regione Veneto. L'intento del sms poi era quello di fare una cosa gradita non solo agli anziani, che spesso non hanno dimestichezza con i telefoni cellulari, ma anche ai famigliari degli stessi che così erano al corrente di un servizio erogato dalla nostra Regione. Servizio che si può rivelare utile nel corso di un'estate calda come quella che stiamo vivendo in questi giorni. Se poi il servizio non poteva essere erogato perché non c'era nessun operatore libero, questo è sintomo del fatto che le telefonate arrivate al call center sono state molte. Se invece è frutto di un disagio sarà mio compito come cittadino, prima che come uomo politico, informare l'ufficio regionale competente. Ribadisco poi che il messaggio sul cellulare è solo una forma di comunicazione con cui voglio avvertire i cittadini, un semplice servizio, non certo per voler strumentalizzare. Prendo comunque atto della tua comunicazione e ti avverto che abbiamo già provveduto a cancellare il tuo numero dalla lista a cui inviamo gli sms. Antonio De Poli Caro Rossi, al park ci vada lei Lavoro a Padova Uno, in via Savelli e venerdì 18 luglio sono scesa in piazza per manifestare contro i park a pagamento. Una scelta difesa dall'assessore alla mobilità che preferisce tassare i lavoratori di Padova Uno per "salvaguardare chi prende l'autobus". Credo che l'assessore non sia ben informato: chi prende l'autobus ha già subito da parte dell'Aps un cospicuo aumento. Il prezzo per l'acquisto di un carnet di biglietti è rimasto invariato a 10 euro, ma i biglietti invece di 12 sono solo 11! Sostiene poi che per i lavoratori è stata creata (in alternativa al park a pagamento) un'area libera di 250 posti in via Longhin. Forse il signor Rossi non ha mai frequentato la zona di Padova Uno e non sa che per una donna è già rischioso raggiungere la propria auto sotto gli uffici: figuriamoci lungo l'argine! Dichiara, inoltre, che il Comune si è ritrovato a fare queste scelte per difficoltà di bilancio. Mi scusi, ma sta parlando dello stesso bilancio che ha convinto la commissione urbanistica alla realizzazione del terzo ordine di colonne in prato della Valle (ipotesi poi rientrata)? Difficoltà di bilancio di un Comune che ha pagato all'ingegner Crotti 100.000 euro per la progettazione e che ora gli ha anche rinnovato l'incarico per rovinare il grande capolavoro di Andrea Memmo? Mi sento offesa ed esprimo la mia sfiducia nelle istituzioni di questo paese ed il mio dissenso nei confronti di ogni forza politica, che da tempo ormai fa solo demagogia e non rispetta più i cittadini! Tiziana Paolucci La burocrazia lenta che blocca i soldi Scrivo questa lettera a nome di tante persone che, come me, hanno contratti che sono finiti a giugno. Nello specifico io sono una supplente di scuola dell'infanzia e primaria. Qualche giorno fa, per la quinta volta, mi sono recata alla sede dell'Inps, per consegnare le ultime (tra le infinite) carte che servono ad avere il sussidio nei mesi in cui la scuola è chiusa. Dall'inoltro della mia domanda è passato circa un mese e mezzo e, anche questa volta, l'impiegata a cui mi sono rivolta mi ha detto che c'è un immenso ritardo con le pratiche. Ma c'è di più, la frase agghiacciante è stata: "Vedrà che farà ora a tornare a lavorare prima che arrivino i soldi". Io sono consapevole che gli impiegati non hanno alcuna colpa, che anche loro sono sotto organico, ma mi chiedo se tutto questo sia giusto. Il sussidio non viene richiesto perché è un piacere, ma perché oltre a non avere praticamente prospettive (tolti i centri estivi, in cui si lavora un monte di ore per prendere sì e no 5 euro all'ora e ammesso che ci sia posto), in qualche modo bisogna pur campare. E' mai possibile che per i mesi in cui c'è questa mole di lavoro non si possano prendere provvedimenti? E intanto noi, passati i trent'anni da un pezzo, andremo da mamma e papà (per chi li ha) a farci aiutare con un mezzo senso di pudore che, forse, non avrà mai fine. Lettera firmata Ho adottato un cane ma era malato Ho letto l'articolo sul Canile di Presina... Ho adottato un cane il 6 maggio pregando il personale di darmi un cane vecchio che nessuno voleva per liberarlo dalla gabbia, ma mi sono raccomandata di non darmi un cane ammalato perché non avevo disponibilità economiche per potermi prendere cura di lui in tal senso (considerando che le spese veterinarie sono molto esose) oltre alle normali vaccinazioni e cure periodiche. Il risultato è che ho già speso 350 euro per: otite, vaccinazioni non richiamate, cardiopatia grave che prevede la somministrazione di un farmaco per tutta la vita due volte al giorno, linfonodi gonfi e tonsillite latente ancora in cura con antibiotici, reumatismi gravi che prevedono cure periodiche con antinfiammatori e antidolorifici costosi continue visite di controllo anche ecografico per la sua situazione cardiaca. Non ho nulla a che ridire sulla struttura di Presina che mi sembra pulita e in ordine e neppure sul grande lavoro dei volontari che si occupano instancabilmente di elargire affetto ai piccoli e grandi sfortunati, ma ho molto da dubitare sul controllo veterinario e l'assistenza sanitaria che si concede ai cani, che appaiono tutti in sovrappeso e gonfi. Io stessa solo oscultando il cuore del mio attuale compagno cane ho potuto constatare immediatamente che il battito non era regolare e era invece molto debole non sono veterinaria. Ma ne deduco che sarebbe bastato una sola oscultata da parte di un veterinario per rendersi conto dello stato di salute del cane. La sua vita sarebbe terminata in canile lo scorso mese a causa del gran caldo se non lo avessi adottato in tempo. Mirella Pagliarin I nostri prati verdi non ci sono più Caro "mattino" vorrei esporre il mio punto di vista riguardo alla tutela paesaggistica nostra veneta. Avevamo dei prati verdi fino a qualche tempo fa! Guardiamoci attorno: dove sono? Sostituiti con case, ville, e capannoni di varie metrature. Non servono eppure si devono costruire! Poi chissà perché sono sempre disponibili ad affittarsi. Avevamo dei bei fossati: dove sono? Sostituiti da tubi che non permettono il flusso delle acque e far fare lottizzazioni che non servono a nessuno. E bastano due ore di pioggia tutti sott'acqua! Questi sono i veri nostri problemi! E tutto questo per colpa di chi? Lettera firmata Trebaseleghe Otto meravigliose signore di provincia Non so se questa storia vi può interessare. E' la storia di otto meravigliose signore della provincia padovana. Dico meravigliose perché oltre ad accudire marito e figli lavorano nove ore al giorno in una fabbrica dove si assemblano ruote di bicicletta, dove lavorano con impegno ormai da anni il titolare è un uomo sui quaranta, tante parole, poco credibili. Nel guardarsi intorno, scoprì che in un tugurio nelle terre abbandonate della bassa, un suo concorrente con sei sette ragazzi cinesi riusciva a fare la stessa produzione. Allora, cominciò ad accantonare alle otto meravigliose prima, due poi quattro e alla fine sei ragazzi cinesi, loro donne bellissime delle nostre terre sensibili premurose accolsero costoro come si accoglie un lavoratore, che strano con compassione e pazienza insegnarono l'uso dei macchinari. Dopo poco più di un anno questi ragazzi senza carne e tanto fumo di sigarette oro riuscivano a usare i macchinari, le nostre donne meravigliose quando rientravano dalla pausa pranzo portavano sempre qualcosa in dono e lo dividevano come è usanza fare. Che strano sapete, finché sei cieco non ti rendi conto, che è impensabile per le nostre donne, mettere i propri figli coricati sopra dei cartoni, vicino ai macchinari a passarci la notte, così ad insaputa passavano la notte i ragazzi cinesi. Non so se questo sia il mondo nuovo che ci aspetta la nuova concorrenza, non so se questo è... Una cosa è accaduta, le signore meravigliose da mesi ormai non lavorano più. Il titolare quarantenne tante parole poco credibili, deve ad esse cinque mesi di stipendio e tutti i soldi della liquidazione. Sotto altro nome con gli stessi macchinari ha riaperto poco più in là. Sapete chi ci lavora adesso, ci lavorano sei ragazzi cinesi poca carne tanto fumo di sigarette oro. Carissime so che non portate rancore, so anche che continuate a pregare, so che volete un mondo dove la concorrenza è leale. Maurizio Sartori Brugine AI LETTORI Siate brevi. I testi troppo lunghi saranno ridotti.

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Così packard salva gli scavi - ercolano (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 01-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cultura COSì PACKARD SALVA GLI SCAVI Il magnate americano finanzia il restauro del sito archeologico, in accordo con la Soprintendenza Non ricava profitti e scansa con cura ogni pubblicità. Finora ha speso dodici milioni di euro La sua filosofia è che chi ha molta ricchezza deve in parte restituirla Ha insegnato filologia e negli anni Sessanta ha digitalizzato Tito Livio ERCOLANO Coinvolgere i privati. Affidare ai privati. Le invocazioni si levano spesso quando si parla di beni culturali. Ultima occasione: Pompei. Non a Pompei, ma a pochi chilometri di distanza, nel territorio della stessa Soprintendenza, opera un privato che però non pensa si debbano far profitti con il patrimonio artistico e che porta un cognome fra i più illustri sulla scena economica internazionale: Packard, colosso dell'informatica. David Woodley Packard, con la sua fondazione Packard Humanities Institute, silenziosamente, senza aspettarsi utili e neanche ritorni di immagine, anzi scansandoli, finanzia la manutenzione e il consolidamento di Ercolano. Semplificando al massimo: consente a Ercolano di sopravvivere. Finora ha speso quasi dodici milioni di euro. Molti altri ne spenderà. Non per singoli restauri, sui quale piazzare il proprio logo. Ma per un progetto pluriennale, che investe la città intera, fatto di piccoli passi, solidi e poco appariscenti. Per esempio ha finanziato il recupero di tutto il sistema fognario antico, risolvendo uno dei problemi che angustiano i grandi siti archeologici, lo smaltimento delle acque. L'acqua piovana veniva convogliata malamente, stagnava e penetrava nelle fondazioni degli edifici, e da lì risaliva, coprendo di umidità affreschi e decorazioni e corrodendo le murature. Ora questo non accade più. Ingegneri, archeologi e architetti hanno ripristinato le condutture di epoca romana e l'acqua viene raccolta ordinatamente. Un mecenate, un privato anomalo, dunque, rispetto al figurino che emerge dalle discussioni italiane. Packard non vuole che si parli di lui, parla poco con i giornalisti, non ama raccontarsi. La sua filosofia, come di tanti filantropi americani, è che chi ha molta ricchezza, deve in parte restituirla. è stato Andrew Wallace-Hadrill, archeologo, direttore della British School di Roma, a metterlo in contatto nel 2000 con il soprintendente di Pompei ed Ercolano, Pietro Giovanni Guzzo. E dalla loro sintonia è nato l'Herculaneum Conservation Project, l'organismo finanziato da Packard, alla cui testa c'è Wallace-Hadrill, che sostiene i programmi della Soprintendenza per la tutela di Ercolano. è una storia poco nota, che confligge con l'immagine di Pompei e di Ercolano, i cui soli protagonisti sembrano cani randagi e custodi riottosi. Il rapporto con Guzzo è strettissimo, al punto che Packard ha sempre accolto con ansia le notizie sui tentativi di rimuoverlo dall'incarico oppure di limitarne l'autonomia. Packard conosceva bene Ercolano. Sessantotto anni, figlio del fondatore della Hewlett-Packard, si è dedicato meno all'azienda e di più agli studi classici - latino, greco, storia antica. Ha insegnato filologia all'Ucla, l'università della California. Negli anni Sessanta ha incrociato gli interessi della famiglia con le sue passioni e ha digitalizzato, all'avanguardia per i tempi, le concordanze lessicali dell'Ab urbe condita di Tito Livio. Nel 1987 ha fondato la Packard Humanities Institute. Nei primi dieci anni si è impegnato a creare data-bases per tutta la letteratura latina, per le iscrizioni e i papiri della civiltà greca e per i testi dei padri fondatori della democrazia americana, producendo in totale più di tremila cd-rom, distribuiti a studenti di cinquanta paesi. Più recentemente Packard ha avviato una serie di iniziative sugli studi umanistici e di progetti a lungo termine (restauro di archivi cinematografici e di teatri storici, edizioni musicali). E nel 2000, appunto, è approdato a Ercolano. Il sito vesuviano era in condizioni di abbandono. Aveva bisogno non tanto di singoli restauri, ma di un consolidamento generale, per tornare a una condizione accettabile. Molte zone erano chiuse per pericolo di crolli. Tanti edifici cascavano a pezzi. "Ricordo tetti che scaricavano acqua piovana su altre case", racconta Wallace-Hadrill. "Abbiamo capito che più importante dei soldi era creare dei modelli per intervenire rapidamente, in tutta la città, non facendosi sopraffare dalla burocrazia". "Noi avevamo già un programma per invertire la rotta e avviare una conservazione e manutenzione costante, Packard ha creduto nelle nostre idee e ha deciso di impegnarsi", spiega Guzzo. Nel 2001 viene siglato un primo accordo e Packard finanzia una serie di progetti, fra i quali lo studio dell'intera Insula orientalis I e dei modelli di restauro. Ma contemporaneamente prosegue l'indagine su come e dove intervenire nell'intero sito. "Decidemmo di segnare su una mappa con dei punti rossi le zone più a rischio. Improvvisamente la mappa diventò tutta rossa", ricorda Wallace-Hadrill. Vengono create una rete di consulenti e un comitato scientifico (ne fanno parte, oltre a Guzzo, che lo presiede, e a Wallace-Hadrill, Stefano De Caro, allora soprintendente a Napoli e ora Direttore generale per i beni archeologici, e studiosi come Fausto Zevi, Paul Zanker, Nicholas Stanley Price ed Hermann Geertmann). Ma soprattutto si cercano formule di collaborazione fra pubblico e privato che non incespichino in una foresta di norme. Nel frattempo alla Soprintendenza e alla Packard Humanities si affianca la British School di Roma. Ma la svolta arriva con il Codice Urbani (2004), che istituisce i contratti di sponsorizzazione. Determinante è l'opera del capo dell'Ufficio legislativo del ministero, Mario Torsello, che mette a punto un protocollo, finora unico nel suo genere in Italia. Sotto il controllo della Soprintendenza e della Direzione degli Scavi e finanziato da Packard, nasce un programma di interventi a lunga scadenza, gestito dalla British School, che mette insieme manutenzione e indagini scientifiche e archeologiche. Ma sorge anche una struttura di pronto intervento. "Quando i custodi segnalavano piccoli crolli", racconta Maria Paola Guidobaldi, direttrice degli scavi, "dovevamo transennare la zona, fare una domanda, bandire una gara e solo dopo molto tempo arrivava una squadra di operai. Ora i tempi di riparazione sono immediati". Dal 2004 al 2008 sono stati riaperti il cardo III superiore e il cardo V superiore, la Palestra, il quartiere dell'atrio della Casa del Rilievo di Telefo, è stata liberata dalle transenne gran parte del decumano massimo, sono diventati visitabili per motivi di studio la Casa del Colonnato Tuscanico, dei Due Atri, della Fullonica, del Papiro Dipinto, dell'Ara Laterizia. Poi si è passati a riparare i danni prodotti su affreschi e mosaici dal guano dei piccioni, una colonia che infesta tutta l'area archeologica: per allontanarli è stata addestrata una pattuglia di falchi. Fondamentale, poi, è stato convogliare le acque piovane, facendo funzionare le fogne romane: un lavoro imponente, al quale hanno contribuito archeologi e ingegneri idraulici. è emersa una delle più grandi discariche dell'antichità. "Abbiamo raccolto quasi ottocento sacchi di rifiuti organici", racconta Wallace Hadrill, "una miniera di informazioni su cosa mangiavano e di cosa si ammalavano gli ercolanesi". Packard vuole essere costantemente informato sul lavoro che si svolge a Ercolano, dove ogni due settimane si fa il punto sulle cose fatte e su quelle da fare, e da dove parte per la California una succinta relazione tecnica. Recentemente Packard, d'accordo con la Soprintendenza e il sindaco di Ercolano, Nino Daniele (molto buono è il rapporto fra il mecenate americano e l'amministrazione comunale), ha acquistato dei suoli intorno alla scarpata ai piedi della quale sorge l'abitato antico: l'intenzione è quella di creare una zona di rispetto quanto più possibile ampia intorno agli scavi, per evitare che la città moderna incomba su quella romana, e anche per bloccare l'erosione del terreno. Da qualche giorno l'antica Ercolano è illuminata anche di notte. L'iniziativa è della Direzione degli scavi e della Soprintendenza, che hanno attinto a fondi propri. Ma l'intervento è stato reso possibile per il fatto che la Packard Humanities ha finanziato i lavori per mettere a norma tutto l'impianto elettrico degli scavi.

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Bush vara il rimpatrio volontario, la Chiesa è critica (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 01-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

NEW YORK Dagli Stati Uniti una nuova ricetta contro l'immigrazione illegale: la deportazione volontaria. "Operazione partenza programmata", un nuovo programma pilota del ministero della Sicurezza interna, offrirà ai circa 11 milioni di clandestini ? ma soprattutto all'oltre mezzo milione che hanno ignorato o eluso gli ordini definitivi di deportazione ? una finestra di opportunità per consegnarsi volontariamente alle autorità americane. Chi parteciperà all'iniziativa eviterà la detenzione e potrà contare su una mano di aiuto dello zio Sam nel chiudere eventuali pendenze o affari negli Usa prima della partenza. Per il governo il programma mira a ridurre il carico di lavoro delle corti e dei centri di detenzione che sono stati messi sotto pressione dal giro di vite dell'amministrazione Bush contro i clandestini. " una opportunità realistica di evitare una lunga e dolorosa battaglia con la burocrazia americana", ha detto Jim Hayes, direttore dei programmi di deportazione all'Us Immigration and customs enforcement. Di tutt'altro parere i difensori dei diritti dei clandestini:"Operation scheduled departure" è "la dimostrazione che i raid anti-immigrati danneggiano le comunità e sprecano i soldi dei contribuenti", ha detto Ali Noorani, direttore esecutivo del Nation immigration forum di Washington, secondo cui l'ultima mossa del governo "sembra essere presa a prestito dal teatro dell'assurdo". Ogni illegale custodito nei centri di detenzione costa in media alle casse federali 85 dollari al giorno. Negli Usa si trovano circa 570 mila clandestini che hanno ricevuto l'ordine definitivo di partenza e il programma si rivolge principalmente a quanti tra loro (550.000) non hanno pendenze penali. L'operazione scatterà il 5 agosto in cinque città dove è alto il numero degli illegali: Phoenix in Arizona, Santa Ana e San Diego in California, Chicago e Charlotte in North Carolina. Continuerà fino al 22 agosto e potrà essere allargata ad altre aree del Paese se si dimostrerà un successo. Gli immigranti che risponderanno all'appello avranno fino a 90 giorni per organizzare la partenza che dovrà essere concretamente verificata dal governo. "Li aiuteremo a farlo e in alcuni casi potrà essere pagato il biglietto", ha detto Hayes. Non è d'altra parte chiaro quanti clandestini faranno a gara per accettare l'offerta: recenti sondaggi, di cui dà notizia il "Wall Street Journal", mostrano che a dispetto della crescente disoccupazione tra gli immigrati ispanici, la maggior parte preferisce restare. Intanto nuovi dati mostrano che il numero dei clandestini negli Usa è calato in un anno di circa 1,3 milioni rispetto al picco storico di 12,5 milioni lo scorso agosto. Il calo dell'11 per cento è stato attribuito da un lato alla linea dura dell'amministrazione Bush contro gli immigrati, dall'altro alla debolezza dell'economia soprattutto nel settore delle costruzioni. Ma non sono solo le associazioni di difesa dei diritti degli stranieri ad essere scontente. Le proposte di legge sull'immigrazione allo studio negli Stati Uniti tese ad un irrigidimento delle norme di accoglienza, preoccupano anche la Chiesa. quanto è emerso da un convegno in corso a Washington su iniziativa dei vescovi americani e riferito dall'Osservatore romano. "La legge fatta dall'uomo non autorizza a violare la legge di Dio", titola l'articolo apparso sul quotidiano della Santa Sede, e la Chiesa statunitense definisce la situazione "una crisi terribile e un momento buio nella storia della nazione". Nei loro interventi, il cardinale e arcivescovo emerito di Washington, Theodore Edgar McCarrick e il cardinale e arcivescovo di Los Angeles, Roger Michael Mahony, hanno evidenziato i rischi derivanti da una eccessiva regolarizzazione dei flussi migratori, che innescherebbe, a loro giudizio, un grave problema sociale e hanno chiesto una riforma che tuteli i diritti. "Compito della Chiesa ? è stato ribadito ? è quello di guidare eticamente il dibattito al fine di trovare soluzioni eque". Alessandra Baldini.

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MASTER AND BACK Penalizzato dalla burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 01-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Lettere & Opinioni Pagina 314 MASTER AND BACK Penalizzato dalla burocrazia --> Il programma Master and back consente ai giovani laureati sardi di approfondire la propria preparazione tramite un percorso formativo post-lauream a spese della Regione. Tuttavia da quando l'Agenzia regionale del lavoro cura la gestione delle istruttorie, la situazione è peggiorata. Prima i laureati attendevano massimo dieci giorni tra la pubblicazione delle graduatorie e la comunicazione scritta che consente di partire. Ora invece le prime graduatorie del bando 2008 sono state pubblicate il 9 giugno e il 29 luglio non è arrivata la notifica. Un programma più che valido viene svuotato di significato da una burocrazia lenta e insufficiente. Lettera firmata.

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Storia di davide non cittadino algherese da ventuno anni (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 01-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sassari Storia di Davide "non cittadino" algherese da ventuno anni ALGHERO. La storia di Davide Hadzovic, giovane rom nato ad Alghero nel 1983, è di quelle difficili da credere. Sembra appartenere a un mondo dove l'ottusità riesce perfino a negare l'evidenza. Pur essendo nato ad Alghero e pur avendo ottenuto per anni il certificato "residente dalla nascita", quando ha compiuto i 18 anni e poteva scegliere la cittadinanza italiana, ha scoperto che quei vecchi certificati del Comune della "civilissima" città di Alghero non valevano più. Dall'ufficio Anagrafe è infatti arrivata la "sentenza": Davide è residente dal 1987, non dalla nascita, proveniente dalla Iugoslavia. Paese che non ha mai conosciuto, dove non è mai stato. Uno dei settori più delicati di una amministrazione civica, il servizio anagrafe, smentisce quindi se stesso. La storia la racconta l'architetto Giovanni Oliva nel suo Màskar e Borori (tra gli alberi di pino) un libretto da qualche giorno in vendita nelle librerie ed edicole della città. Davide, il cui nome evoca una pagina storica per gli ebrei, il suo Golia lo trova nella burocrazia pubblica, che lo imprigiona, decide che non esiste. Non può chiedere il permesso di soggiorno, la carta d'identità, ottenere la patente, l'impero burocratico non gli fornisce i documenti. Ha deciso che non esiste. Il Tar di Cagliari si sta occupando della incredibile vicenda Il giovane rom ha messo su famiglia, ha conosciuto una ragazza del campo Rom di Porto Torres ed è arrivato il piccolo Stefano. Ma conoscendo le dinamiche che animano la burocrazia algherese e vista la sua esperienza personale, Davide Hadzovic ha preferito iscriverlo all'anagrafe del centro turritano. Ma il giovane non può neanche contrarre matrimonio perché... non esiste. è praticamente, come evidenzia Joan Oliva, "un genitore italiano senza una propria famiglia anagrafica". Altro che impronte digitali.

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E la Fiera <sgancia> l'artigianato (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Arezzo)" del 01-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

CRONACA AREZZO pag. 5 E la Fiera "sgancia" l'artigianato Due le ipotesi: soppressione dello spazio o un mercatino parallelo e autonomo di ALBERTO PIERINI LA FIERA "sgancia" l'artigianato. Non lo aveva mai amato granché, sentendolo non un parente povero ma forse un vicino di casa, di quelli che incontri in ascensore ma ai quali non ti lega niente. E ora, inebriata dal quarantennale, corroborata dal convegno di fine giugno, l'antiquaria prova a salire sull'ascensore da sola. Il dado non è ancora tratto. ma una cosa è certa: dal frullatore dei prossimi mesi, quelli che decideranno il nuovo volto della Fiera, le strade degli oggetti d'epoca e delle opere dell'ingegno si andranno a separare. Qualcuno, anche all'interno del comitato tecnico, ha le idee chiare: Paolucci ci ha chiesto o no di pntare tutto sulla qualità? E allora addio artigiani, espositori etnici e quant'altri. LA LINEA più radicale è chiara: sopprimere una volta per sempre tutto quello che non fa antiquariato. Però non è detto che debba finire proprio così. Perché in ballo ci sono gli interessi di quanti, con fedeltà, da anni in fondo animano la Fiera, sia pur dal loro angolo di mondo. E ci sono gli interessi di una fetta di città che non vorrebbe vederli far le valigie: via Cavour e piazza della Badia in testa. Così, tra un colpo di gas e uno di freno, a prevalere potrebbe essere una soluzione intermedia. "Sganciare" l'artigianato, per l'appunto, ma mantenerlo comunque come evento collaterale all'antiquaria. Due le possibili strade. Una quella di delimitarne lo spazio in modo più rigoroso e chiaro. I visitatori devono rendersi conto quando passeggiano tra i banchi del tempo che fu o tra quelli dei pezzi fatti in casa. Striscioni, cartelli, indicazioni: basta che i due mondi non si inc rocino e non si sfiorino più come ora. SECONDO, non sottoporre gli espositori artigianali allo stesso "giuramento di Ippocrate" al quale vanno incontro gli antiquari. Quella sorta di impegno scritto a portare in Fiera solo pezzi di un certo tipo e quindi a sopportare anche le conseguenze dei controlli. Che non solo continueranno, ma saranno addirittura potenziati. Anche perché a quel punto non sapresti davvero più su cosa far giurare questo o quello. Ma visto che la rassegna è una e la burocrazia ha tanti pregi meno quello di essere elastica quanto vorremmo, ecco l'uovo di Colombo: la zona dell'ingegno trasformata in un mercatino parallelo. Una realtà sulla quale garantirebbero non i responsabili della Fiera ma le associazioni d categoria. CHE A QUEL punto potrebbero far scattare anche lì criteri di qualità, sia pur diversi da quelli della zona confinante. Criteri altrettanto indispensabili. Perché le opere dell'ingegno sono una categoria che non sempre va su misura a chi porta pezzi da catena di montaggio o quasi. La scelta sarà definita presto. Anche se i tempi sono comunque destinati ad allugarsi. E' vero che le attuali concessioni scadono a fine ottobre. Ma tutto lascia pensare che si andrà a una proroga. Una mini-proroga, almeno per i gusti italiani. Un paio di mesi, secondo le indicazioni che più volte il presidente dell'Antiquaria Paolo Nicchi ha dato. Due mesi, il tempo di scollinare funghi, castagne e albero di Natale. Pronti a saltare sulla scopa della Befana: e volare, meglio che con la Ryanair.

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ANCORA uno sfratto esecutivo, poi rimandato di tre settimane, e tanta tensione, c (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Viareggio)" del 01-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

PIETRASANTA pag. 11 ANCORA uno sfratto esecutivo, poi rimandato di tre settimane, e tanta tensione, c... ANCORA uno sfratto esecutivo, poi rimandato di tre settimane, e tanta tensione, con la burocrazia e i casi umani che continuano a fare a pugni. Per fortuna l'ondata di provvedimenti dovrebbe concludersi tra 10-12 giorni, quando la consegna degli alloggi popolari di via Bernini, all'Africa, consentirà a diverse persone di voltar pagina e vivere una nuova vita lontana dai ricoveri temporanei negli alberghi e da scadenze che pendono come spade di Damocle. L'ultimo caso è capitato ieri mattina in via Vallecchia Vecchia, quando l'ufficiale giudiziario e due avvocati, più tardi raggiunti dai carabinieri, hanno bussato alla porta di Roberto Filiè per effettuare lo sfratto esecutivo. Invalido all'80%, con tre figli di cui uno invalido al 100% per problemi psichici, Filiè è in affitto dal '99, con la casa intitolata alla sua convivente polacca. Il contratto è scaduto l'anno scorso e nel 2006, per coprirsi le spalle, l'uomo ha fatto domanda per le case popolari di via Bernini, ottenendo la settima posizione in graduatoria (su un totale di 12 case, quindi con buone speranze). Nello stesso anno, come se non bastasse, la casa è stata comprata da un'altra persona, che ha preteso l'alloggio una volta terminato il contratto. Inevitabile la causa giudiziaria contro Filiè, rimasto al suo posto vista l'impossibilità di ricoverare il figlio disabile, e una prima ordinanza di sfratto fissata per lo scorso 30 marzo. Le vicende legali hanno fatto slittare tutto al 1° luglio e successivamente a ieri mattina. Infine la boccata d'ossigeno: Filiè martedì chiederà al Comune una sistemazione provvisoria in albergo, in attesa del ricovero del figlio e di entrare nella nuova casa di via Bernini, altrimenti il 20 agosto scatterà di nuovo lo sfratto. "L'UFFICIO casa sta vagliando la graduatoria per via Bernini ? assicura l'assessore alla casa Alberto Giovannetti ? e credo che nel giro di 10-12 giorni le chiavi saranno consegnate. Mercoledì, dopo un sopralluogo con l'Erp, è stata data l'agibilità alle 12 case. Ci sono stati dei ritardi, ma siamo in dirittura d'arrivo". Daniele Masseglia.

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Fuoco ad "alzo zero" della Confcommercio di Nettuno verso il sindaco Alessio Chiavetta, accusato di (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Ostia)" del 01-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Chiudi di ANTONELLA MOSCA Fuoco ad "alzo zero" della Confcommercio di Nettuno verso il sindaco Alessio Chiavetta, accusato di non voler ricevere l'associazione e di non avere progettualità sul commercio locale. Il sindaco risponde che finora si è sempre confrontato con i commercianti, come quelli del Borgo Medievale, e che aveva fissato la data, ma ha dovuto annullarla per seguire una questione improrogabile. Comunque pensa ad un piano concordato in Consiglio comunale fra maggioranza e opposizione, che diventi un volano per il settore del commercio cittadino. "Da oltre due mesi - scrive Gabriella Stella, presidente della Confcommercio di Nettuno ritenendo di interpretare "il sentire" degli iscritti - pur avendo inviato una richiesta di incontro non riusciamo a essere ricevuti, per motivazioni a noi sconosciute. Eppure il punto di riferimento politico per le attività produttive è proprio lei, in quanto non è stato assegnato l'incarico a un assessore che possa occuparsene con l'impegno, la competenza e la disponibilità richieste". Come dire che il sindaco non ha il tempo e le conoscenze per occuparsi dei problemi del commercio. La presidente della Confcommercio indica poi a Chiavetta ciò che "gli operatori commerciali locali, in forte crisi, si aspettano dalla sua amministrazione". E parla di riqualificazione urbana, politiche di marketing territoriale, snellimento della burocrazia per le imprese, miglioramento dell'organizzazione dello Sportello unico per le Attività produttive, ideazione di un Centro commerciale naturale, accusando anche il Comune di aver perso l'opportunità di creare una "zona franca urbana" i cui commercianti avrebbero ottenuto benefici fiscali. "Comprendiamo - dice Gabriella Stella al sindaco - le sue difficoltà pur non sapendo se e quanto dipendano da dinamiche di tipo politico. La nostra associazione ha sempre collaborato in modo fattivo con il Comune, quindi le chiediamo una sterzata". E pone vari interrogativi: "Dobbiamo preoccuparci della mancanza di progettualità? E'stato stilato un programma di interventi in favore degli operatori commerciali e turistici locali? Perché si sottrae senza giustificazione al confronto con l'associazione più rappresentativa del commercio?". La missiva ha destato molto stupore in Comune, tanto che il sindaco ha chiesto subito di verificare la data della richiesta di incontro. "Tutti i cittadini e le associazioni di Nettuno - spiega Chiavetta - verranno regolarmente ricevuti, come sto facendo da quando mi sono insediato circa due mesi fa. L'appuntamento con la Confcommercio era in agenda, ma per improrogabili impegni insorti è stato rimandato. Voglio però rassicurare l'Associazione commercianti e i cittadini che vogliamo varare un piano di rilancio delle imprese e delle attività commerciali". Ma un piano del genere non si improvvisa. "Si tratta di un'operazione complessa - sostiene il sindaco - che non può essere decisa solo dalla giunta, ma va discussa nelle commissioni consiliari e affrontata in Consiglio comunale. Maggioranza, opposizione e amministrazione dovranno essere tutte coinvolte".

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Guardia medica fuori controllo (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Metropolitana)" del 01-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Chiudi Follia della burocrazia. Il camice bianco risulta anche sospeso dall'Ordine da 5 anni Guardia medica fuori controllo Dottore messo di turno nonostante sia in galera: l'Ares apre un'inchiesta.

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Un altro giro d'orologio: la ripresa della Minerva fa un passo avanti ma per l'effettivo ril (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 01-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di ILARIA BOSI Un altro giro d'orologio: la ripresa della Minerva fa un passo avanti ma per l'effettivo rilancio c'è ancora da attendere l'ennesima scadenza, tra incognite e interrogativi. Pronto il bando, è stata fissata al 18 settembre la nuova "ora X", quella in cui si conosceranno le intenzioni delle società che hanno manifestato in questi mesi grigi l'interesse a rilevare in affitto l'azienda dichiarata fallita nell'ottobre scorso. In pole position resta l'imprenditore Graziano Luzzi, titolare della Tecnokar e che recentemente ha ampliato il suo raggio d'azione ramificandosi e qualificandosi in tre diversi settori di produzione. A Luzzi, così come agli altri imprenditori che sin dal momento della dichiarazione fallimentare hanno iniziato a proporsi per rilevare l'industria di Santo Chiodo, le condizioni del bando sono state rese note in tempi precedenti alla sua effettiva emissione. Ma in questi giorni, conosciuta la stima che il perito nominato dal Tribunale ha fatto delle Industrie Minerva, gli interessati hanno preso tempo. Se Luzzi sembra intenzionato a investire a pochi passi dal suo regno, resta in piedi anche l'ipotesi-Menci, l'imprenditore di Castiglion Fiorentino già specializzato in veicoli industriali e che qualche mese fa sembrava a un passo dalla Minerva. Un po' più defilata, ma sempre in auge, la posizione dell'imprenditore spoletino Moreno Gervasi. Intanto, sbloccata la questione del bando, i lavoratori, 67 più l'indotto, si interrogano sul proprio futuro. "Abbiamo il timore _ dice uno di loro _ che una valutazione troppo esosa del patrimonio-Minerva possa scoraggiare i possibili acquirenti. Questa azienda, nei mesi che hanno seguito il fallimento, ha perso posizioni sul mercato e la nostra situazione non è delle più rosee. Ci troviamo tra più fuochi, non vogliamo che il futuro della Minerva continui a giocarsi sulla nostra pelle". A cogliere con soddisfazione l'emissione del bando sono stati i rappresentanti sindacali, Francesco Giannini (Fiom-Cgil), Adolfo Pierotti (Fim-Cisl) e Umbro Conti (Uilm-Uil). "Aspettavamo con ansia questo momento per ridare speranza ai lavoratori e all'azienda. Gli approfondimenti potremo farli solo più avanti, una volta definita in maniera chiara la situazione. La nostra disponibilità c'è, ma soltanto di fronte a una cosa seria". Adolfo Pierotti, della Fim-Cisl, dice di più: "Gli imprenditori che hanno manifestato interesse finora erano a conoscenza anche dei costi. Non tanto del valore assoluto, quanto piuttosto del prezzo d'affitto annuo. Il nostro auspicio è che dopo questo primo passo si veda davvero qualcosa di concreto". Purtroppo pare che la vicenda della Minerva sia in mano alla burocrazia giudiziaria quanto alla buona volontà dei possibili acquirenti.

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<Via libera alla vendita di Palazzo Perticari> (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 01-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

PESARO pag. 4 "Via libera alla vendita di Palazzo Perticari" "C'è l'ok della Sovrintendenza". Asta da 3,5 milioni IN VENDITA Con Palazzo Perticari in ballo 3,5 milioni SINDACO Luca Ceriscioli, torna la polemica sull'Urbanistica. Lei fa costruire solo appartamenti... "Mi sembra una polemica sciocca. Quello che si costruisce adesso o si costruirà a breve (Largo Ascoli Piceno, Copredil, area della Torraccia, centro Benelli) è previsto urbanisticamente da 20-30 anni. Forse dovremo pensare perché ci vuole così tanto. E poi non è vero...". Cioè? "Cioè abbiamo realizzato anche tante opere pubbliche: dall'interquartieri al via libera all'ampliamento del porto. Abbiamo fatto chilometri di fognature e piste ciclabili. Il piano delle alienazioni serve a fare altre opere pubbliche, mentre chi polemizza è già in campagna elettorale". Lei ha colto al volo l'occasione offerta dal decreto Tremonti... "Certo, siamo stati tempestivi perché lavoravamo già sulle dismissioni. D'altra parte siamo tra i Comuni che hanno un indebitamento minore ed una tassazione sotto la media. L'Irpef non si può aumentare, l'Ici è bloccata, ai mutui non si può ricorrere, per finanziare nuove opere pubbliche possiamo solo fare alienazioni. Di qui il decreto del governo, che ha la nostra stessa filosofia e l'applicazione immediata...". Per fare cosa? "Il bocciodromo si vende per farne un altro. Con i soldi di viale Trento investiremo in un asilo. L'area di Chiusa ci serve per comprare da Montelabbate metà della mensa. Il resto lo metteremo in campi da calcio, palestre, viabilità. Magari si potesse vendere a breve". Qualcosa, però, venderete subito? "Direi Palazzo Perticari. E' arrivata (ieri mattina, ndr) la lettera della soprintendenza che dà il via libera alla cessione, dopo aver verificato che Regione e Provincia non sono interessati ad esercitare la prelazione. Ci sono i vincoli che avevamo previsto per gli affresci, il piano nobile ed i pregi architettonici. Contiamo di avviare le modalità di gara a settembre: i 3,5 milioni ci servono". Il piano delle alienazioni è uno strumento che supera molti vincoli burocratici... "Direi proprio di sì. Mi sembra anche giusto che si vada a procedure più snelle. Ridurre la burocrazia è un risparmio finanziario a costo zero: si riduce il lavoro dell'ente pubblico ed i costi finanziari per i privati. Noi cerchiamo di fare la nostra parte: lunedì renderemo più agile l'accesso allo sportello unico per le imprese. Allargando anche la possibilità di accesso a chi ha immobili in leasing o in affitto. Putroppo negli ultimi tempi la produzione legislativa è stata di segno opposto". Ovvero? "Per le opere pubbliche, ad esempio, il governo Prodi ha abolito la legge 1 e l'occupazione d'urgenza per gli espropri: in un colpo solo i tempi per le opere pubbliche si sono allungati di mesi. senza parlare della Vas per interventi anche che con l'impatto ambientale strategico non hanno nulla a che fare". Lunedì in consiglio c'è anche il piano di recupero dell'ex-Moderno. "Mi limito a dire che nell'occasione otteniamo, come Comune, molto di più di tutti gli altri interventi di recupero nel centro storico. Inoltre non credo che la sala cinematografica sia inutile. Tutt'altro". Sul campo da basket di Viale Trento stiamo tranquilli? "Tranquillissimi, non si costruisce". Luigi Luminati Image: 20080801/foto/7581.jpg.

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Romana abbassa la saracinesca dopo 38 anni (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 01-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

CRONACA 01-08-2008 PERSONAGGI CHIUSA L'ATTIVITA' Romana abbassa la saracinesca dopo 38 anni San Lazzaro: il suo negozio era un punto di riferimento II Il suo negozio non ha alcuna insegna, ma in tutta la zona dell'Arco di San Lazzaro è conosciuto e frequentato come il più griffato dei negozi del centro. Romana Gardelli, semplicemente Romana per gli amici e le clienti più fedeli, è stata dietro al bancone del suo "abbigliamento intimo uomo e donna" per 38 anni: i primi di agosto chiuderà la saracinesca e si godrà un meritato riposo. Una decisione che non è stata decisamente presa bene dalle clienti, che ancora oggi la scongiurano di ripensarci: il negozio di Romana offriva, oltre a intimo di qualità, anche un momento di aggregazione importante, insomma una pausa fra una spesa e l'altra per far due chiacchiere e commentare gli ultimi avvenimenti in città. E poi il negozio di Romana da diversi anni si era "specializzato" sulle taglie forti, una gamma di prodotti che oggi non è certo facile reperire, e per questo è frequentato anche da clienti col fisico non proprio alla Kate Moss, ma comunque sicure di trovare ciò di cui hanno bisogno. Ma oggi purtroppo burocrazia, adempimenti, costi fissi in aumento e un po' di stanchezza hanno spinto Romana a prendere la decisione di andare in pensione. Ogni medaglia ha il suo rovescio. Positivo in questo caso, perché da domani Romana potrà dedicarsi alle sue grandi passioni: la lirica e l'arte. Così potrà incrementare le visite all'Arena di Verona per ascoltare e vedere Radames nel più spettacolare dei trionfi, o recarsi a visitare qualche mostra di impressionisti o le flessuose forme delle statue del Canova. Con un desiderio da esaudire: una settimana a Parigi per visitare tutti i musei della Ville Lumière. Romana Gardelli La commerciante è andata in pensione dopo 38 anni.

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cambiato il modo di fare la spesa (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 01-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-08-01 - pag: 3 autore: INTERVISTA Francesco Pugliese Direttore generale Conad "è cambiato il modo di fare la spesa" Nicola Dante Basile MILANO La famiglia italiana è alle corde. Fare la spesa è da tempo un problema grave e ora ci si mette pure l'inflazione, che di fatto svuota ulteriormente il potere reale di acquisto. Rincara l'energia, il carburante è alle stelle e mangiare diventa sempre più oneroso. E anche quando si assiste a un ribasso delle materie prime agricole, i listini dei prodotti alimentari non sembrano risentirne. Da più parti si mette sotto accusa il sistema commerciale, reo di praticare una politica di prezzi avulsa dalla realtà. Ma è proprio così? Lo abbiamo chiesto a Francesco Pugliese, 48 anni, direttore generale del gruppo Conad, la seconda insegna italiana della grande distribuzione che con 2.800 punti vendita in tutta la Penisola sviluppa affari per 8,2 miliardi di euro e serve 5,2 milioni di famiglie. Allora dottor Pugliese, la colpa dei prezzi che non scendono è della grande distribuzione? In giro si sentono tante voci e molte sono provocazioni belle e buone. A tutte rispondo osservando che da mesi la grande distribuzione sta lavorando in condizioni molto precarie. Da diverso tempo cioè le catene acquistano con un punto di inflazione superiore all'inflazione di vendita. Intende dire che state lavorando in perdita? No, ma se i bilanci sono ancora in nero lo dobbiamo alla maggiore efficienza del sistema che però è costretto a ridurre i margini. Naturalmente la situazione cambia da catena a catena. Per quanto riguarda Conad, dico che l'avere investito sulla marca commerciale si è rivelata una scelta lungimirante, che si traduce in utili per noi e per il consumatore che trova prodotti di ottima qualità a prezzi decisamente competitivi. Ma allora perché fare la spesa sta diventando sempre più problematico? Non svelo una novità, ma la crisi è davvero dura e colpisce in modo trasversale tutte le famiglie. C'è però un fatto nuovo. Il vecchio modo di fare la spesa sta cambiando. Oggi nel carrello finiscono molte più etichette commerciali e primi prezzi. Un'accusa che vi viene fatta è la lunghezza della catena distributiva. Questo fa sì che i ribassi delle materie prime non arrivino sullo scaffale, perché si perdono per strada. Francamente se c'è un sistema che ha bisogno di essere ripensato questo non è quello distributivo. Semmai è la filiera agricola che deve snellirsi. La troppa frammentazione impedisce le economie di scala. Basti pensare a quanto accade per i prodotti vegetali. Una volta raccolti debbono essere puliti e confezionati e a fare questo lavoro ci pensano altre aziende. Questo è un passaggio che potrebbe essere eliminato se il produttore avesse la dimensione ottimale per farlo. Se è per questo l'iniziativa di vendere il latte fresco attraverso i distributori automatici ha dimostrato che è possibile abbassare i prezzi? Bell'esempio di risparmio. Ma lo sa che in questi chioschi il latte sfuso costa un euro tondo, quando noi in Conad lo vendiamo a 1,15 con tutta la confezione e il servizio a scaffale. Mi chiedo se è troppo basso il nostro prezzo o è troppo caro quello dei distributori automatici. è questa l'economia di scala che si vuole? Recentemente la vostra catena ha deciso di vendere anche benzina a prezzo scontato. A che punto è l'iniziativa? Un successo incredibile. In pochi mesi abbiamo aperto cinque stazioni di servizio in corrispondenza di altrettanti centri commerciali Conad. Abbiamo domande per aprirne altri 30, ma la burocrazia ci impedisce di farlo velocemente. Ad ogni modo sarà per il prezzo scontato tra 8 e 10 centesimi,sarà per l'opportunità di fare la spesa, ma è un fatto che i ricavi dei nostri negozi sono aumentati mediamente del 10 per cento. "Da diversi mesi la grande distribuzione lavora in condizioni molto precarie" Il manager. Francesco Pugliese.

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Primo accordo tra Alleanza Lavoro e Ugl (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 01-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-08-01 - pag: 17 autore: L'associazione è nata dopo la recente rottura tra otto agenzie interinali e Assolavoro Primo accordo tra Alleanza Lavoro e Ugl MILANO Dopo la rottura con Assolavoro (l'associazione di categoria di Confindustria che raggruppa le agenzie per la ricerca e la somministrazione del lavoro), le agenzie Ali Spa, Yous, Tempor, Temporary, Lavorint, Lavoro Doc, La Formica ed Eurolavoro2mila hanno annunciato la costituzione di una nuova associazione datoriale con il nome di Alleanza Lavoro. Il dissenso e la conseguente rottura con Assolavoro sono scattati dopo l'ipotesi d'accordo che le otto agenzie fuoriuscite da Confindustria hanno sottoscritto con le parti sociali in merito al rinnovo del contratto nazionale di lavoro della categoria. Un'intesa che prevede la "stabilizzazione dei contratti di somministrazione",un'istituto secondo il quale i contratti a tempo dovrebbero essere automaticamente trasformati, dopo 36 o 42 mesi, in contratti a tempo indeterminato con assunzione a carico delle stesse agenzie. "La nuova associazione - ha spiegato il neopresidente, Antonio Lombardi, che è anche amministratore delegato di Ali- nasce con lo spirito di contribuire allo sviluppo di una nuova e moderna cultura del lavoro, fondata sulla lotta al lavoro nero e ai contratti irregolari e sulla creazione di reali accordi tra i lavoratori e le imprese". Secondo Lombardi, sarebbe infatti giunto il momento che le agenzie di lavoro "si tolgano di dosso il peso della burocrazia che le ha trasformate in veri e propri ministeri " e "ricominciassero a studiare un modello contrattuale impostato sulla flessibilità e sulle garanzie per i lavoratori". Due, quindi, gli obiettivi: snellimento degli apparati e competitività delle offerte. Messaggio che Alleanza Lavoro ha inoltrato ai sindacati e che per ora è stato raccolto dall'Ugl. La settimana scorsa, l'organizzazione guidata da Renata Polverini ha firmato un protocollo d'intesa con Alleanza Lavoro che prevede la stipulazione di un nuovo contratto nazionale di settore incentrato sulla bilateralità, in un'ottica cioè di cooperazione fra imprenditori e lavoratori. E se Lombardi ha detto "di confidare molto su questo accordo ", non escludendo a settembre la firma di nuove intese con altri sindacati, soddisfazione è stata espressa anche dalla Polverini: "Riteniamo che solo attraverso una maggiore collaborazione fra tutte le componenti del mondo del lavoro - ha commentato- si possano trovare le risposte più efficaci e adeguate ai problemi del mercato del lavoro". Fra le priorità dell'Ugl, oltre alla bilateralità, l'introduzione "di forme di sostegno al reddito per le lavoratrici in somministrazione nei periodi di maternità e la formazione continua per aumentare gli standard di sicurezza". M.D.B.

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Un'oasi di vivibilità col cuore trafitto dal traffico (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 01-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

PROVINCIA 01-08-2008 Gazzetta in piazza Berceto, un'oasi di vivibilità col cuore trafitto dal traffico I cittadini promuovono ambiente, Prontobus e commercio Bocciate le poche opportunità di lavoro e il calo del turismo Chiara Cacciani N el paese dei tanti villeggianti (anche se sui numeri è guerra: più o meno dell'anno scorso?), residenti e "forestieri" sono concordi: il punto di forza di Berceto sono il clima e l'ambiente naturale; ciò che invece penalizza è il problema annoso della provinciale che "trafigge" il cuore del borgo, portando il traffico dove nessuno lo vorrebbe. A raccontare luci e ombre di Berceto sono stati abitanti e "habituès" della villeggiatura incontrati ieri dalla Gazzetta in piazza. Una dichiarazione d'amore (quasi) incondizionato è quella di Roberta Vidic: "Si vive bene, benissimo: ci sono i monti, la tranquillità, un bel clima. In più io sono fortunata: ho il lavoro qui. A me il paese piace tanto così com'è, anche d'inverno quando si svuota. Abbiamo tanti negozi; di fatto manca solo quello di calzature. La Casa della gioventù è un punto di riferimento per bambini e ragazzi, e la parrocchia è molto attiva". Non nasconde qualche neo: "I servizi sanitari sono da migliorare: bisogna sempre raggiungere Parma o Borgotaro. E poi ci sono poche iniziative per i giovani. Nello sport le ragazze sono penalizzate: qui si punta sul calcio ". Chiara Magri a settembre inizierà l'università a Parma. "Eh sì, inizierò facendo la pendolare. Ma qualche sacrificio si fa - racconta -A Berceto di positivo c'è la qualità della vita, e tutto sommato d'estate per noi giovani le cose funzionano, tra piscine, i bagni nel Baganza, la discoteca. Invece d'inverno è drammatico: manca tutto, soprattutto iniziative, locali, ma forse anche lo spirito di gruppo. Il volontariato è forte, sì, ma è forse più portato a lavorare per persone di altre età". L'inverno "triste" emerge anche dalle parole di Romano Marchetti: "Non c'è nemmeno un cane in giro... La più grossa scomodità è certo l'ospedale. E poi il problema del traffico: ci sono camion dappertutto. Anche oggi che c'è il mercato (ieri, ndr.), la situazione è impossibile. Sono 50 anni che parlano di circonvallazione ma quando poteva arrivare davvero, in tanti hanno detto no". Di traffico parla anche una storica villeggiante, Giovanna Pagani: "E' un tormento. Peccato, perchè questo è un paradiso: l'aria è balsamica, la Pro loco organizza iniziative simpatiche, e quest'anno c'è davvero molto movimento". Antonella ha le idee chiare: "Servono più attrattive per i giovani. D'estate c'è quasi troppa carne al fuoco. Mentre d'inverno i ragazzi sono costretti a andare fuori, anche i pochi che rimangono qui. Per il resto i servizi non sono tanti, ma è vero che chi sceglie di vivere è preparato. Ci si arrangia e ci si accontenta. E si cerca di aiutare i negozi: si fa la spesa un po' qua e un po' la per farli rimanere". Una promozione piena arriva da Renata Rosi. "Forse ci vorrebbe qualche spettacolino in più. Ma la verità è che qui ci troviamo proprio bene: bella gente e servizi preziosi come la guardia medica e la Croce rossa. Per me che ho una mamma anziana sono davvero importanti. Come la farmacia sempre aperta, e i negozi. Per gli anziani hanno fatto addirittura un sentiero con il corrimano ". "Non è vero che è un paese morto - confermano due amiche, Sonia Piccoli e Antonella Ponzi -. Per i ragazzi ci sono le piscine, il fiume, i campi da tennis; per i bambini dei bei parchi gioco. In più il fine settimana ci sono tante iniziative. Certo, se il centro diventasse un'isola pedonale sarebbe meglio. E anche se ci fosse più pulizia ai bordi delle strade". Nel girone dei pendolari è finito Giampaolo Pasquinelli. "La mia passione è la montagna, e qui sto benissimo. Anche se l'ambiente è un po' abbandonato a se stesso. Ma per il lavoro c'è davvero poca offerta. D'inverno c'è proprio poco: solo qualche bar, mentre la discoteca, che tirava tanto, è stata chiusa. E le iniziative che ci sono, sono rivolte soprattutto a anziani o a bambini. Ma qualcosa sta migliorando ". Nel girone degli arrabbiati c'è invece Alberto Agnetti, presidente del Comitato per la gestione dell'acqua potabile In House: "Parlano tutti di mantenere la gente in montagna, ma poi siamo bistrattati: ci portavano via l'acqua e poi ci fanno pagare il doppio. E ora, oltre al "carrozzone" di Montagna 2000, stanno svendendo anche la casa protetta creata dai bercetesi ". Arrabbiata anche Giuseppina Mantovani: "In località Pianferioli sono 30 anni che chiediamo l'illuminazione pubblica. Siamo al buio completo, serve la pila anche per andare in garage!". Promuove invece "il Prontobus, che ti porta ovunque quando hai bisogno". "Io vorrei che la Cisa tornasse come era un tempo, ora è conciata proprio male, e per chi abita nelle frazioni o fa il pendolare, con una scelta coraggiosa, è un problema. A cambiarci la vita è stato invece il Prontobus, che ci porta dappertutto", spiega Paola Franzin. "Il paese è un po'decaduto, negozi storici hanno chiuso, ma è uno dei pochi luoghi di montagna dove c'è praticamente tutto", dice Simona Donninotti. Chi si sta dando da fare sono Marzia e Daniela Agnetti con il loro "Musicartz": "Noi che siamo tornate a vivere qui ci crediamo: Berceto ha tante potenzialità nella cultura e nelle arti. Ora serve solo cambiare un po' la mentalità della gente, e iniziare a collaborare tutti insieme". Il più bel paese del mondo, lo definiscono Paolo Laurenti e Paolo Malpeli. "Di positivo c'è quel che offre la natura. Ma poi bisognerebbe impegnarsi per incrementare il turismo, che è la vocazione di Berceto. Qualche giovane che ha voglia di fare c'è, ma bisogna sostenerli, invece che penalizzarli con la burocrazia. E poi in un paese di anziani non è così facile organizzare iniziative diverse. In più, mancano strutture ricettive, gli affitti sono troppo alti, e si è persa una bella occasione: entrare nel Parco o dei Cento laghi".

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Pavin: <La punta? Ne prenderemo due> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 01-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - PADOVA - sezione: SPORTVUOTA - data: 2008-08-01 num: - pag: 12 categoria: REDAZIONALE Qui Cittadella Pavin: "La punta? Ne prenderemo due" LAVARONE - "Se ci dessero la possibilità di cominciare i lavori, lo stadio Tombolato sarebbe pronto in meno di un mese e mezzo. Invece con la burocrazia, come al solito, si rischia di farsi molto male...". Fuma il sigaro, il vicepresidente Giancarlo Pavin, seduto sulla tribunetta del campo sportivo di Lavarone. Da tempo ormai immemorabile è il braccio operativo di Angelo Gabrielli, che fra pochi giorni compirà 82 anni: "Un uomo che ho la fortuna di conoscere e che rimane sempre un esempio per tutti". Anche quando prende decisioni sorprendenti, come quella di spedire il Cittadella a Treviso anziché a Padova per le prime giornate della nuova stagione: "Ci sono state diverse componenti che hanno portato a questo ribaltone - sospira Pavin - e penso che abbia influito anche la trevigianità di Gabrielli, che è nato in un piccolo paesino vicino a Valdobbiadene. Con l'amministrazione comunale di Padova tengo a sottolineare, però, che non esiste alcun problema. Siamo sempre stati trattati bene, poi è chiaro che un minimo di rivalità con Padova esiste e talvolta emerge". Il Cittadella che sta nascendo promette bene: "Ma ci manca un centravanti - ammette Pavin - penso che alla fine potrebbero arrivare anche due attaccanti. Abbiamo diverse trattative avviate, ma per il momento ci sono richieste fuori portata. Temelin? Per noi sarebbe perfetto e l'ingaggio è anche alla portata, ma la Cremonese, nonostante abbia rotto con lui, sembra non voglia cederlo. Corona? è abbastanza in là con gli anni e ha un ingaggio super. Non penso che arriverà. Muzzi? Ci abbiamo anche pensato: niente da dire sulle sue qualità, ma abbiamo subito convenuto che non era adatto alla nostra realtà. Qualcosa però faremo, di questo state pur certi". La Coppa Italia, nel frattempo, è già alle porte: "Speravamo in un debutto più soft, ma siamo in B e il Pisa lo scorso anno ha sfiorato la promozione. Cercheremo di passare il turno, magari ci ricapita Coralli". Ieri, intanto, sono arrivate brutte notizie anche per il Treviso, penalizzato di 3 punti nel prossimo campionato di serie B per aver violato la clausola compromissoria nel caso Fonjock, il giocatore che doveva essere dato al Lanciano. La società ha comunque già preannunciato che presenterà immediatamente ricorso alla Corte di Giustizia Federale. D. C.

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La Piccola industria tende la mano alla Pa (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 01-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nord-Ovest sezione: ECONOMIA e IMPRESE Piemonte data: 2008-07-30 - pag: 4 autore: Semplificazione. In settembre convegno nazionale a Torino La Piccola industria tende la mano alla Pa Paolo Piacenza TORINO In Piemonte il rapporto burocrazia- imprese è migliore che in altre Regioni. Ma restano realtà con tempi e priorità differenti. E se si scontrano, l'impresa, soprattutto se piccola, rischia di avere la peggio. Il tema sarà al centro del convegno che il 18 settembre, a Torino, Confindustria nazionale e regionale organizzeranno insieme a Piccola industria, presente oltre al presidente regionale di Piccola industria, Riccardo Cravero anche il presidente nazionale, Giuseppe Morandini. L'obiettivo, dice Livio Dezzani di Confindustria Piemonte, è lanciare un nuovo approccio: "I nodi – spiega – sono il rapporto tra i tempi del pubblico e quelli del privato, e la conflittualità tra i due soggetti". Sul primo aspetto, dice Dezzani, non mancano, specie in Piemonte, performance eccellenti della Pa. Ma le attese sono comunque troppo lunghe per le esigenze delle imprese. Poi, sul piano delle autorizzazioni, molto dipende dalle capacità del singolo Comune: "Si deve allora – prosegue Dezzani – estendere quanto fatto con la legge di semplificazione regionale 15/ 2008: sulle procedure sanitarie una serie di pratiche e certificati sono stati eliminati, del tutto". Ciò consentirebbe di sveltire i tempi, ma anche di affrontare il secondo nodo: il rischio di conflitto tra pubblico e privato, che hanno, per ragioni oggettive, "fusi orari diversi". Per fare ciò Confindustria sta studiando un meccanismo basato sulla distinzione tra beni riproducibili e non riproducibili: "Su beni come l'ambiente, il territorio, la sicurezza e la salute umana i controlli non possono essere ridotti. Ma altri controlli o certificati possono essere eliminati: per concentrarsi su ciò che è davvero importante". Inoltre le associazioni d'impresa possono svolgere una funzione di mediazione, per indicare alla Pa le vere urgenze su cui accelerare. Il servizio economico delle Unioni industriali accompagna le imprese nelle pratiche per i bandi di finanziamento. A Torino il dirigente è Giancarlo Somà: "Sono importanti due elementi: la chiarezza delle regole e la certezza dei tempi. La Regione Piemonte lavora bene, qualche difficoltà si è avuta sui Patti territoriali, mentre gli strumenti nazionali non hanno mai brillato per celerità". Sullo sfondo restano vicende che appaiono paradossali, anche se non sempre hanno un colpevole. è il caso della Camib di Borgaro torinese, che produce attrezzature meccaniche e macchine per l'automazione industriale. Dopo anni difficili, la svolta del 2006 spinge la proprietà a fare nuovi investimenti sfruttando i finanziamenti agevolati della legge 488. Una volta presentata la richiesta di partecipazione al bando, la contestuale istanza di concessione edilizia al Comune di Torino fa emergere la necessità di saldare una precedente domanda di condono per una tettoia da 200 metri quadrati per cui l'azienda aveva già pagato 2 milioni di lire. "Un particolare che ignoravamo, anche perché la pratica era stata seguita fuori dall'azienda – spiega Angela Tedino Forapani, contitolare di Camib – ma abbiamo prontamente provveduto, ottenendo sia condono che licenza". Il particolare tuttavia innesca un meccanismo che costa caro alla Camib: nonostante il via libera al finanziamento da 720mila euro, a settembre 2007 l'agenzia Unicredit di Perugia, incaricata di erogare i fondi, blocca il pagamento. La Camib, che ha già fatto gli investimenti, è costretta a chiedere un prefinanziamento alla banca a tasso ordinario, con garanzie in solido. A gennaio 2008 arriva un diniego del finanziamento ex legge 488 dalla banca, poi la questione viene approfondita e la banca riconosce la buona fede dell'azienda, ma chiede lumi al Ministero. Che in queste settimane ha deciso di rivolgersi all'avvocatura dello Stato: "Intanto – protesta Angela Tedino Forapani –gli interessi e il rinnovo delle garanzie ci costano cari. Un costo insostenibile per una piccola azienda". IL CASO Per la Camib di Borgaro "congelati" i contributi erogati con la legge 488 per una vecchia pratica in via di definizione.

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Ortona-campli, legame secolare (sezione: Burocrazia)

( da "Centro, Il" del 01-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Avviate le procedure per il gemellaggio tra i centri che dal 1600 al 1818 erano della stessa diocesi Ortona-Campli, legame secolare Incontro in Comune. Di Martino: vincolo religioso e storico ORTONA. Un gemellaggio nel nome dei Farnese e di San Tommaso. Avviati ieri mattina i contatti che porteranno, nel 2009, alla conclusione del processo di gemellaggio tra Ortona e Campli. Il legame tra le comunità si è cementato tra il 1600 e il 1818, periodo in cui le municipalità facevano parte della stessa diocesi e hanno avuto in comune 11 vescovi. Prima ancora le città furono amministrate dalla regina Margherita D'Austria. Il presidente del consiglio, Remo Di Martino, ha ricevuto in municipio il sindaco di Campli, Mauro Stucchi, don Antonio, parroco di Campli, e Roberto Ricci, presidente dell'associazione Memoria e progetto. Hanno partecipato all'incontro anche il direttore della biblioteca diocesana, Elio Giannetti, e il figlio del vicesindaco di Kios, altra realtà gemellata con Ortona, Stavros Mantikas. Sia Kios che Campli parteciperanno alla chiusura del giubileo di San Tommaso apostolo che si terrà, con importanti manifestazioni, il 6 settembre, dopo la grandiosa manifestazione primaverile del Perdono in cui il ruolo di Margherita d'Austria quest'anno è stato ricoperto dall'attrice Vanessa Gravina. "Il gemellaggio sarà completato durante quest'anno almeno formalmente", annuncia Di Martino, "per la burocrazia, quindi per le delibere e per gli altri passaggi, ci vorrà più tempo. Ma siamo sicuri che il procedimento sarà ultimato nel 2009. Il legame con Campli ha numerosi aspetti: da quello storico a quello religioso. Due anni fa abbiamo portato in pellegrinaggio nella città teramana il busto d'argento contenente le reliquie dell'apostolo. Numerosi sono i devoti che arrivano da Campli a pregare sulla tomba di San Tommaso in memoria del legame stretto tra le due comunità tra il 1600 e il 1818". Soddisfatti dell'iniziativa anche i rappresentanti di Campli. "Questo è il primo gemellaggio che facciamo", dice Stucchi, "lo vogliamo fare sia dal punto di vista istituzionale e civile ma anche religioso dato che esiste un progetto regionale per il percorso di San Tommaso. Il gemellaggio vuole essere preludio ad una collaborazione effettiva per avvicinare le due comunità". Per l'associazione Memoria e progetto: "Il gemellaggio servirà a rivitalizzare i rapporti e a tenere viva la storia che lega i due Comuni", dice Ricci, "servirà anche a costruire un legame tra due territori diversi: il mare di Ortona e la montagna di Campli". Una ricerca sui documenti che dimostrano il legame tra le città è stata realizzata da Giannetti: "Sono molti i documenti trovati negli archivi di Ortona che riguardano Campli", dice, "soprattutto lettere e relazioni di canonici di Campli che scrivono al vescovo e ai canonici ortonesei". (s.f.).

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Volley, la sorpresa boom di iscrizioni nelle serie minori (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia Pavese, La" del 01-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sport VOLLEY, LA SORPRESA Boom di iscrizioni nelle serie minori PAVIA. Se ai massimi livelli il volley, quest'estate, sta mostrando qualche scricchiolio a cominciare dalle defezioni rilevanti nel ranking di serie A2, al livello di movimento di base scoppia di salute. La conferma arriva anche e soprattutto dalla nostra provincia, come confermano i numeri di iscrizioni alla terza divisione, il primo campionato agonistico di base: "E' stato un vero boom quest'anno _ racconta Paolo Chiodi, consigliere e membro del comitato provinciale Fipav _ Lo scorso anno erano 14 le formazioni iscritte al campionato di terza divisione femminile, ad oggi, tra senior ed under, sono già 42 e, secondo me, ne arriveranno altre". Chiodi non esclude cambiamenti importanti sull' organizzazione della prossima stagione agonistica: "Per evitare una strozzatura a imbuto, visto il boom di iscrizioni in terza divisione, probabilmente si dovrà prendere in considerazione l'ipotesi di aumentare anche i gironi di seconda". Il fenomeno è rilevante a livello femminile, molto meno nel maschile ove il movimento in generale e la nostra provincia in particolare stanno vivendo un momento di transizione, tant'è che il comitato in carica ha predisposto e studiato a più livelli progetti di intervento e rilancio nella promozione e nel reclutamento giovanile. In ogni caso, Chiodi non nasconde la soddisfazione e non sfugge a qualche domanda maliziosa visto che più di uno lo indica in procinto di accasarsi in qualche club provinciale: "L'ho sentito anch'io, ma il fatto che io dia una mano a chi ha bisogno in questi periodi per i tesseramenti e la burocrazia non vuol dire che mi accaso. Per ora voglio stare a guardare". Anche perché a breve ci saranno le elezioni federali. (f. ba.).

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LAVORATORI PUBBLICI. Il direttore Giovanni Martignoni risponde alle accuse della Uil (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 01-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

"L'Inps ha ridotto i tempi non ci sono inefficienze" Delle 15mila domande di disoccupazione presentate quest'anno, il 90 per cento è stato evaso entro 30 giorni     Elisa Pasetto Altro che inefficienza e ritardi nell'evadere le pratiche. Giovanni Martignoni, direttore ad interim dell'Inps di Verona, contesta una ad una, dati alla mano, le accuse lanciate nei giorni scorsi all'istituto di previdenza sociale da parte di Giuseppe Bozzini, segretario del settore agroalimentare della Uil, che dalle pagine de L'Arena denunciava un grave ritardo nel pagamento delle indennità di disoccupazione ai lavoratori agricoli che ne avevano fatto regolare domanda entro il 31 marzo scorso. "Non è possibile che anche quest'anno nessun pagamento a Verona sia stato fatto", affermava Bozzini, parlando di "burocrazia e disorganizzazione". "E non è possibile che a molti lavoratori vengano richieste documentazioni che sono state già presentate e qualcuno ha smarrito, ritardando così i pagamenti", aggiungeva sottolineando che altre province italiane avevano già provveduto, al contrario di Verona, a liquidare la disoccupazione agricola. "Nessun ritardo", risponde Martignoni. "Bozzini non era evidentemente al corrente che, ad oggi, già l'80% delle domande è stato definito dal punto di vista amministrativo dai nostri uffici , con l'accoglimento o la respinta, a seconda dei casi. Per il restante 20% si provvederà entro la prima metà di agosto. Ora la palla passa ai servizi postali e bancari che procederanno al pagamento". Un risultato in linea con gli anni precedenti ma anche, sottolinea il direttore, con le altre province. "Per far partire le pratiche della disoccupazione agricola occorre l'iscrizione in elenchi che, per legge, viene fatta a giugno. Prima del 1° di luglio, duque, nessuna provincia può aver liquidato nulla". Proprio l'attenzione alla riduzione dei tempi di evasione delle pratiche di disoccupazione (15mila, a Verona, solo nel 2008), è anzi tra le priorità della direzione, fa sapere Martignoni. E i risultati ci sono: "Abbiamo liquidato entro 30 giorni il 90% delle domande di disoccupazione con requisiti ridotti (che riguarda gli stagionali, ndr), contro il 48% del 2007; per la disoccupazione ordinaria siamo passati dal 70% al 94%; per quella agricola nel 2007 il 95% delle domande veniva liquidato entro 120 giorni. Quest'anno penso che miglioreremo ancora". Un risultato raggiunto "grazie al massimo impegno del personale", nonostante l'annosa carenza di organico che il direttore conferma. E in una realtà, come quella scaligera, che da sola raccoglie il 34% delle domande di disoccupazione agricola a livello regionale e il 28% di quelle con requisiti ridotti, vista l'elevata stagionalità industriale e del lago. "Se Bozzini conosce casi di disservizi li segnali pure", conclude il direttore. "Li valuteremo".

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Delle 15mila domande di disoccupazione presentate quest'anno, il 90 per cento è stato evaso entro 30 giorni (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 01-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

LAVORATORI PUBBLICI. Il direttore Giovanni Martignoni risponde alle accuse della Uil "L'Inps ha ridotto i tempi non ci sono inefficienze" Delle 15mila domande di disoccupazione presentate quest'anno, il 90 per cento è stato evaso entro 30 giorni     Elisa Pasetto Altro che inefficienza e ritardi nell'evadere le pratiche. Giovanni Martignoni, direttore ad interim dell'Inps di Verona, contesta una ad una, dati alla mano, le accuse lanciate nei giorni scorsi all'istituto di previdenza sociale da parte di Giuseppe Bozzini, segretario del settore agroalimentare della Uil, che dalle pagine de L'Arena denunciava un grave ritardo nel pagamento delle indennità di disoccupazione ai lavoratori agricoli che ne avevano fatto regolare domanda entro il 31 marzo scorso. "Non è possibile che anche quest'anno nessun pagamento a Verona sia stato fatto", affermava Bozzini, parlando di "burocrazia e disorganizzazione". "E non è possibile che a molti lavoratori vengano richieste documentazioni che sono state già presentate e qualcuno ha smarrito, ritardando così i pagamenti", aggiungeva sottolineando che altre province italiane avevano già provveduto, al contrario di Verona, a liquidare la disoccupazione agricola. "Nessun ritardo", risponde Martignoni. "Bozzini non era evidentemente al corrente che, ad oggi, già l'80% delle domande è stato definito dal punto di vista amministrativo dai nostri uffici , con l'accoglimento o la respinta, a seconda dei casi. Per il restante 20% si provvederà entro la prima metà di agosto. Ora la palla passa ai servizi postali e bancari che procederanno al pagamento". Un risultato in linea con gli anni precedenti ma anche, sottolinea il direttore, con le altre province. "Per far partire le pratiche della disoccupazione agricola occorre l'iscrizione in elenchi che, per legge, viene fatta a giugno. Prima del 1° di luglio, duque, nessuna provincia può aver liquidato nulla". Proprio l'attenzione alla riduzione dei tempi di evasione delle pratiche di disoccupazione (15mila, a Verona, solo nel 2008), è anzi tra le priorità della direzione, fa sapere Martignoni. E i risultati ci sono: "Abbiamo liquidato entro 30 giorni il 90% delle domande di disoccupazione con requisiti ridotti (che riguarda gli stagionali, ndr), contro il 48% del 2007; per la disoccupazione ordinaria siamo passati dal 70% al 94%; per quella agricola nel 2007 il 95% delle domande veniva liquidato entro 120 giorni. Quest'anno penso che miglioreremo ancora". Un risultato raggiunto "grazie al massimo impegno del personale", nonostante l'annosa carenza di organico che il direttore conferma. E in una realtà, come quella scaligera, che da sola raccoglie il 34% delle domande di disoccupazione agricola a livello regionale e il 28% di quelle con requisiti ridotti, vista l'elevata stagionalità industriale e del lago. "Se Bozzini conosce casi di disservizi li segnali pure", conclude il direttore. "Li valuteremo".

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Partita aperta per lo stadio <Regole e burocrazia, un freno> (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 01-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

GLI AMMINISTRATORI. LA REAZIONE DEL SINDACO POLO E DELL'ASSESSORE ALLO SPORT Partita aperta per lo stadio "Regole e burocrazia, un freno" Pasetto: "La normativa non facilita le squadre di provincia"     Gianni Bertagnin "La notizia del passaggio della Sambonifacese in C2 era attesa e pressochè scontata", dice il sindaco di San Bonifacio, Silvano Polo, "e naturalmente sono ben contento che la squadra possa misurarsi con questa categoria professionistica: faccio gli auguri di riuscire a comportarsi nel migliore dei modi". In merito al problema dello stadio non ancora a norma, Polo conferma quanto già detto e cioè che la sua Amministrazione "darà la massima collaborazione possibile, sia nei limiti del bilancio comunale, sia del tempo, anche perchè", dice, "bisogna sempre fare i conti con la burocrazia". L'assessore comunale allo Sport, Federico Pasetto, dopo aver espresso la grande sodddisfazione del paese per questo risultato, si è complimentato sia con i dirigenti della società che con la squadra. Una stagione indimenticabile. "Tuttavia è innegabile", dice, "che ora si presenta il grosso problema dell'impianto sportivo". A questo proposito nota come anche a livello nazionale vi sia una normativa che certo non facilita le squadre di provincia che, con grande buona volontà e sacrifici, riescono a fare il salto di categoria:ciò per il semplice fatto, sottolinea l'assessore, che gli impianti sportivi che esse hanno sono nati per classi di categoria non certo alta. E nel caso specifico di San Bonifacio, per un'amministrazione comunale che si trovi a dover affrontare il problema , cercando di dare una mano a una società sportiva che compie un salto del genere, non è cosa facile". Pertanto ora il Comune valuterà il progetto di minima che è stato predisposto dalla società Sambonifacese per rendere lo stadio a norma, e che sta per essere presentato all'amministrazione:si vedrà, assicura Pasetto, la soluzione che dia la possibilità alla squadra di disputare il campionato di C2, compatibilmente anche con i tempi a disposizione, ricordando che il campionato inizia tra alcune settimane. Ovviamente i primi incontri dovranno essere disputati in una sede provvisoria, osserva l'assessore, e sembra di capire che una potrebbe essere anche il campo di Legnago. "Ad ogni modo - conclude - domattina (oggi per chi legge) mi incontrerò con il presidente Gianluigi Pedrollo e lunedi mattina ne discuteremo in giunta municipale".

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Le prime pagine del Lazio (sezione: Burocrazia)

( da "Velino.it, Il" del 01-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Velino presenta, in esclusiva per gli abbonati, le notizie via via che vengono inserite. POL - Le prime pagine del Lazio Roma, 1 ago (Velino) - Roma. Diversi quotidiani aprono con la dislocazione dei soldati che arriveranno dalla prossima settimana nella Capitale. “Sicurezza, arrivano i primi militari”, titola Il Messaggero. “La strada della Dolce Vita sotto scorta”, si legge su Libero. Taglio medio su Repubblica: “Da lunedì 400 soldati in campo. Il Viminale: 'Anche al Colosseo'”. Per Il Messaggero, invece, saranno 742 i soldati che da lunedì presidieranno stazioni ferroviarie e della metro, sedi diplomatiche, cpt e nei dintorni della pineta di Castelfusano, liberando 265 tra uomini delle forze dell'ordine. Per il Corriere della Sera, tuttavia, quello dei soldati a piazza Venezia e al Colosseo è un “giallo”. “Secondo fonti del ministero dell'Interno, è partita una precisa direttiva – scrive il quotidiano –: i militari devono essere pienamente visibili e, soprattutto, devono essere dislocati anche in aree centrali, come il Colosseo, via Veneto, l'Arco di Costantino e piazza Venezia. 'Smentisco categoricamente che la decisione sull'utilizzo dei militari presa dal Comitato provinciale sia stata modificata da direttive ministeriali. La disposizione delle Forze Armate è quella che è stata decisa in Prefettura con il nostro consenso e non prevede pattugliamenti dell'esercito nel centro della città', ha detto il sindaco Gianni Alemanno. 'Diciamo no alla militarizzazione di Roma. Un'ingerenza del ministero della Difesa e del Viminale sugli orientamenti del Comitato Provinciale per l'ordine e la sicurezza in materia di pattugliamento delle strade e di presenza dei soldati nel centro storico della città sarebbe un fatto gravissimo, perché si tratta di misure che umilierebbero ancora una volta l'immagine di Roma', ha osservato invece il presidente della Provincia, Nicola Zingaretti. Il colpo di scena è arrivato al termine di un'altra giornata frenetica – riporta il Corriere. Nel tardo pomeriggio, infatti, al termine di una lunga riunione interforze in Questura il Piano che escludeva una presenza evidente nelle zone centrali era stato approvato. L'ok, secondo chi vi ha partecipato, era arrivato dal governo”. “Alitalia, la rabbia di Fiumicino”, titola Repubblica. L'annunciato piano di riassetto di Alitalia, che potrebbe sacrificare sull'altare del risanamento cinquemila posti di lavoro, fa esplodere la rabbia a Fiumicino e accende la polemica politica. Il presidente della Regione, Piero Marrazzo, ha convocato per lunedì un tavolo interistituzionale con i sindaci della capitale e di Fiumicino, il presidente della Provincia, i sindacati, i rappresentanti della compagnia di bandiera e di Adr. L'opposizione capitolina ha chiesto un consiglio comunale straordinario. L'apertura del Corriere è: “Marrazzo: sanità, due giorni al collasso”. Inaugurando le nuove gallerie ipogee ristrutturate dell'Umberto I, il presidente della Regione ha affermato che la sanità del Lazio ha solo due giorni ancora di sopravvivenza prima del collasso. Di spalla, sempre sul tema, un articolo di retroscena: “E ora Piero rischia il posto”. “Da Palazzo Chigi è partito l'ultimatum: il governo Berlusconi nominerà un altro commissario per la sanità del Lazio se entro pochi giorni Piero Marrazzo non presenterà al governo un piano straordinario di tagli per ridurre drasticamente la spesa di Asl e ospedali – scrive il quotidiano –. Lo scontro tra esecutivo e giunta regionale, dopo settimane di fair play, sembra arrivato al muro contro muro. Ieri pomeriggio Berlusconi ha inviato a Marrazzo una lettera riconvocandolo lunedì prossimo per fare il punto sui conti delle Asl: molti alla Pisana temono che si tratti del passo che precede il cambio di commissario. E questo sarebbe il risultato di un'azione sempre più pressante esercitata da Giulio Tremonti”. “Il ministro dell'Economia, prima di erogare i 5 miliardi richiesti da Marrazzo tante volte, vuole che la Regione trovi la copertura finanziaria – prosegue il giornale –. Impresa a dir poco impossibile: per il 2008 le previsioni degli economisti della Pisana fissano il disavanzo sanitario a 1.170 milioni di euro. Con parole sibilline Marrazzo, durante la visita nelle nuove gallerie del Policlinico Umberto I ha cominciato a usare un linguaggio più duro e minaccioso: 'La sanità del Lazio va governata da chi è stato eletto dai cittadini e se non arriveranno da Palazzo Chigi i finanziamenti promessi, che non possono essere legati in alcun modo alla copertura attuale dei debiti, mi vedrò costretto a prendere decisioni e atti a tutela dei cittadini...'. Di più Marrazzo non dice. Ma non si escludono iniziative eclatanti. Tra i nodi più spinosi c'è la spesa farmaceutica: l'esecutivo nazionale vorrebbe la reintroduzione dei ticket sui farmaci per arginare la spesa in continua crescita, ma dalla Regione la misura viene giudicata scarsamente efficace, oltre che molto impopolare. Dopo l'incontro con Sacconi, fumata nera: le posizioni restano lontanissime e il nuovo commissario si avvicina”. L'apertura dell'Unità è per l'attacco del senatore Rutelli nei confronti della manovra economica per la Capitale: “Una mazzata finanziaria su Roma”. Secondo l'ex sindaco per “l'economia romana sarà un autunno nero” perché la manovra di Tremonti taglierà a Roma oltre un miliardo e 200 milioni, mentre i 500 milioni sono solo una anticipazione sui trasferimenti futuri. Il Tempo apre con: “Ex agenti davanti alle scuole”. Il progetto del Comune prevede il controllo degli istituti medi da parte di poliziotti, carabinieri e vigili urbani andati in pensione. Il Giornale apre con le parole pronunciate dal sindaco Alemanno al campo nomadi del Casilino 900: “'Chi viola la legge sarà allontanato'”. Ieri l'insediamento è stato visitato dal presidente romeno Traian Basescu. “Ma le posizioni espresse dal primo cittadino e dal capo di Stato, per quanto improntate a una diplomatica prudenza, non sono state del tutto convergenti. Alemanno, durante il tour del campo, ha spiegato che 'in Italia non c'è nessuna discriminazione e nessuna mancanza di solidarietà'. Sulla legalità Alemanno non intende transigere, spiegando senza mezzi termini che la linea da seguire è chiara: 'Cacciare tutti coloro che violano la legge e dare una mano a coloro che vogliono rispettare le regole e le leggi italiane'. Quanto alle misure del pacchetto sicurezza, Basescu ha concesso di 'capire' almeno 'parte delle misure prese dal governo italiano'. Ma poi ha aggiunto: 'Non possiamo essere d'accordo a un trattamento che è al di là delle norme Ue'”. Richiamo con foto per la visita sul Messaggero: “'Nel vostro futuro c'è il ritorno in Patria'”. Sempre in prima il Giornale riporta anche la polemica dell'esponente de La Destra Fabio Sbbatani Schiuma: “'Basescu li riporti a casa'. Nel taglio centrale del Messaggero, spazio a quella che il quotidiano di via del Tritone definisce “follia della burocrazia”: “Guardia medica fuori controllo”. Un dottore è stato messo di turno nonostante sia in galera e risulti essere sospesi dall'Ordine da cinque anni. Nessuno, infatti, alla Regine si era accorto che il medico era ancora in graduatoria. Di spalla: “Nomentana: presidio fisso dei vigili all'incrocio maledetto, poi la messa in sicurezza” e “Guidonia, pitbull lo azzanna al volto: grave bimbo di 9 anni”. Taglio medio sul Tempo (“Bimbo sbranato da un pitbull”) e basso sul Giornale (“Bimbo di 9 anni azzannato da un pitbull”). A centro pagina sul Corriere: “Strisce blu, ecco le nuove tariffe: in centro si pagherà 1,2 euro l'ora”. Nella foto, l'annuncio del sottosegretario ai Beni Culturali Francesco Giro: “Ara Pacis, si cambia 'Abbatteremo i muri ma la teca resterà'”. Di spalla su Repubblica: “'Prostitute cinesi in strada a 5 euro'”. Lo ha raccontato il capo della squadra mobile della Questura Vittorio Rizzi, ospite mercoledì a Matrix su Canale 5. in un riquadro il progetto dell'assessore alla Scuola Laura Marsilio di far pagare anche i libri delle elementari. Da segnalare nelle pagine interne: “Velodromo, i carabinieri nella sede di Eur spa”. I militari si sono presentati nella sede della società per acquisire la documentazione sul procedimento seguito per predisporre la distruzione dell'ex impianto sportivo di viale Oceano Pacifico. “Attualmente sul registro degli indagati della Procura risultano iscritti Miccio (amministratore delegato, ndr) e alcuni funzionari tecnici – scrive il giornale –. All'amministratore delegato viene contestata la violazione della legge urbanistica e il mancato rispetto del vincolo storico artistico a tutela dell'edificio progettato da Cesare Ligini”. A fondo pagina sul Tempo, spazio all'entrata in vigore del piano estivo: “Le Ztl notturne vanno in ferie”. Nella foto di prima: “Il policlinico Umberto I è uscito dal tunnel”. Il taglilo centrale dell'Unità e di Libero è per gli sviluppi dell'inchiesta sul 26enne morto per un mix di alcol e droga a Ostia: “Gli amici di Simone accusano l'ospedale” e “La madre: 'Giustizia per il mio Simone'”. Frosinone. “Diktat socialista sul Comune”, titola in apertura Il Tempo. Dopo la nomina dell'ex presidente dell'Asi Maurizio Cerroni (Pd) ad assessore provinciale alle Politiche sociali, infuria la polemica nel centrosinistra contro il Partito socialista, che per protesta non ha partecipato all'ultima seduta del Consiglio. Il segretario provinciale del Ps, Sante Girolami, rispondendo alle accuse non ha escluso di uscire dalla maggioranza e di cambiare alleanze. A centro pagina: “Se nessuno ci aiuta mi uccido”. A Torrice una famiglia di cinque persone non mangia da una settimana per mancanza di soldi e denuncia l'abbandono delle istituzioni. In taglio basso: “Ausonia, crolla il tetto di S. Maria”. “Tav, fermata a Cassino”, titola Ciociaria Oggi. Lo ha annunciato ieri il senatore Ciarrapico dopo un incontro con il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli. Secondo il giornale si tratta di “una notizia che il territorio attendeva da anni e anni, senza che nessuno fosse mai riuscito a mantenere la promessa di una fermata di linea del treno ad alta velocità nel Cassinate”. A breve sarà stilato un protocollo d'intesa alla presenza anche dell'amministratore delegato della Rete Ferroviaria Italiana, Mauro Moretti. “L'iniziativa è legata al Patto per il Cassinate che proprio il parlamentare ha firmato, di recente, con il mondo produttivo, universitario e politico del Lazio Meridionale”, aggiunge il quotidiano. A centro pagina: “Arrestato dalla gente”. A Patrica un gruppo di ragazzi ha inseguito, raggiunto e immobilizzato un ladro che aveva tentato di rapinare la titolare della farmacia Marcelli, mentre si apprestava alla chiusura dell'esercizio. In un riquadro di spalla: “Maxi rissa a Sant'Antonio, la lite finisce a colpi di mattone”. Protagonisti, sei albanesi, tre dei quali arrestati all'arrivo della polizia. tra i richiami: “Ferentino, indebite riscossioni Ici, indaga la Corte dei Conti”, “Alatri, FI spinge sul sindaco e riparte il toto-assessore”, “Frosinone, dopo le aspre polemiche Cerroni esce allo scoperto”, “Fiuggi Terme, ritorna lo stato di agitazione”, “Anagni, Videocon: appello ai sindacati nazionali”, “Sora, piromani incendiano la legnaia dell'Ambiente”, “San Donato, estorsione con foto gay: in manette un 54enne”. Latina. Una sola apertura per i cinque quotidiani pontini: l'allarme del sindaco di Latina, Vincenzo Zaccheo, sull'emergenza rifiuti. “Discarica di Montello: Zac, fuori gli stranieri” è il titolo del Nuovo Territorio: “Il sindaco deciso a frenare gli scarichi di Anzio e Nettuno negli invasi ancora aperti”, spiega l'occhiello. Latina Oggi titola “Rifiuti, l'ultimatum di Zaccheo”: “Il primo cittadino del capoluogo scrive a Marrazzo per sollecitare il nullaosta sui nuovi impianti”, recita l'occhiello; “'Non ci lasceremo trascinare all'emergenza. La Regione faccia la sua parte'” afferma il primo cittadino nel catenaccio. Per La Provincia è “Zaccheo contro Marrazzo”: “Il sindaco di Latina ripropone l'ultimatum al governatore della Regione”, annuncia l'occhiello; “'Inadempienze e ritardi, finiremo come la Campania'”, sono le parole riportate dal catenaccio. Il Messaggero titola “Rifiuti, l'ultimatum di Zaccheo”: “Nuovo scontro con Marrazzo sugli invasi di Montello, il sindaco pronto a chiudere ad Anzio e Nettuno”, si legge nell'occhiello; “'Discariche al collasso e la Regione non rispetta gli impegni'”, sono le frasi del primo cittadino scelte per il catenaccio. Il Tempo nel titolo di apertura punta su “Montello, sos a Berlusconi”; “Latina. Il sindaco Vincenzo Zaccheo scrive al presidente del Consiglio: 'Discarica al collasso'”, afferma l'occhiello; “Possibile un nuovo divieto d'accesso per i rifiuti di Nettuno e Anzio”, precisa il catenaccio. La cronaca nera è la scelta per i tagli centrali. “Terracina. Malavita organizzata, Nardi attacca Cascella”, titola Il Nuovo Territorio. Stesso titolo per il taglio centrale del Messaggero: “Nardi: 'Parole irresponsabili'”; “Terracina. Il sindaco attacca la dirigente del commissariato Rita Cascella dopo un'intervista”, spiega l'occhiello; “La provocazione: 'Sarò costretto a chiamare l'esercito per garantire la sicurezza'”, aggiunge il catenaccio. La notizia è nei richiami del Tempo (“Camorra, è scontro Nardi-Polizia”) e di Latina Oggi (“Criminalità, Nardi invoca l'esercito”). Nel taglio centrale, Latina Oggi impagina “Omicidio Soldi, perizia sull'auto”. Richiami sulla Provincia (“Omicidio Soldi, il pm sul luogo del massacro”) e sul Messaggero (“Omicidio Soldi, i testi restano in silenzio. Esami scientifici decisivi”). Il taglio centrale della Provincia è “Bullismo in spiaggia”: “Prima le offese ad un ragazzo, poi lo scontro tra famiglie”, spiega l'occhiello. Ancora cronaca nera nel taglio centrale del Tempo: “Marijuana in casa, 22enne in manette”; “Gaeta. Bloccato dagli uomini del commissariato Alex Vittorioso”, recita l'occhiello. Latina Oggi dedica la foto notizia a “Rom, tutti schedati”; “L'8 agosto partirà il censimento in provincia”, spiega l'occhiello. La foto notizia del Messaggero è “Formia-Gaeta, muro contro muro sul porto”; richiami sul Tempo (“Porto, il Pd risponde a Forte”) e sulla Provincia (“Porto a Gaeta, ancora scontri sul progetto”). Nei richiami anche i porti di Latina: “Il porto ora c'è ma è solo sui manifesti” (Il Nuovo Territorio); “Il manifesto del porto che non esiste” (Il Messaggero). La politica appare nei richiami: “Comune, casse vuote, bloccati i servizi sociali” (Latina Oggi); “Stretta sul bilancio, proposte e reazioni” (La Provincia). Titoli dedicati anche alla politica da Aprilia: “Frattasi dà il via libera a Nicolò” (Il Tempo); “Aprilia, il sindaco in visita dal Prefetto” (Latina Oggi). Latina Oggi dedica un richiamo a “De Santis, il cadavere dimenticato”: dopo cento giorni, nessuno ha reclamato il corpo del pensionato trovato morto in un congelatore nella villetta di Doganella di Ninfa. La Provincia dedica un titolo a “Vaccino contro l'Aids, al via lo studio al 'Goretti'”. Richiamo sul Nuovo Territorio per “San Benedetto, arrivano i fondi per le fogne”. Riquadro di taglio centrale sul Messaggero per la denuncia di Confcommercio: “Ordinanza sull'alcol: 'Tutti trasgressori'”. La foto notizia del Tempo è per “Agosto 'bollente', torna il gran caldo”; richiamo sul Nuovo Territorio: “Torna il caldo torrido in città, oggi 38 gradi”. Rieti. “Acqua, tariffe pazze in Sabina” è il titolo di apertura del Tempo. A seconda del Comune, il costo può variare anche del seicento per cento. Un metro cubo a Rieti si pagano 62 centesimi, mentre a Magliano 30. I dati sono stati diffusi dall'associazione “Diritti dei pedoni”, in collaborazione con la Regione Lazio. Il caso più “eclatante” è Poggio Mirteto con 1,73 euro, che dimostra come non sempre la gestione comunale implichi un costo minore. “Truffa al fisco, due reatini in manette” è il titolo di apertura del Messaggero. Due uomini della provincia di Rieti, di 50 e 47 anni, con precedenti di polizia per reati contro il patrimonio, sono stati arrestati dal comando provinciale della Guardia di finanza di Roma. Denunciate altre cinque persone. Avrebbero truffato il fisco per circa 24 milioni di euro, contrabbandando prodotti chimici sul territorio italiano, simulandone la vendita in Paesi dell'Ue per non dover pagare l'iva e rivendendoli in Italia attraverso due società fittizie. In taglio centrale torna la vicenda del servizio sostitutivo bus per la tratta ferroviaria Terni-Rieti-L'Aquila. è stato convocato per oggi alla Regione Lazio un incontro con la direzione trasporti per discutere l'attuale situazione, che desta forti lamentele da parte dei sindacati e degli utenti. In taglio basso spazio alla bozza di stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili della Provincia. Secondo quanto riportato, la Regione dovrebbe mettere “sul piatto” cinque milioni di euro per assumere i 120 lsu. La Provincia ha predisposto il piano di assorbimento, mentre le risorse le deve mettere a disposizione la Pisana. Metà del gruppo di lavoratori sarà destinato alla società Rieti turismo, occupandosi della cura di monumenti, biblioteche e chiese. In taglio basso del Tempo spazio alla politica, con il bus del Pd che ieri ha fatto tappa a Rieti per la campagna informativa e di adesione “Salva l'Italia”. Il coordinatore provinciale del Partito democratico, Giuseppe Rinaldi, è tornato sulle alleanze in vista delle elezioni provinciali. Per l'esponente del Pd le divisioni interne al Prc, a livello nazionale, non dovrebbero influenzare il confronto per la creazione di una coalizione di centrosinistra. Infine, nelle pagine interne del Messaggero, in un box, appare la notizia del sì, da parte della Cassazione, al referendum di aggregazione all'Umbria presentato dal Comune di Leonessa nei mesi scorsi. La vicenda nasce dalla protesta per la mancata realizzazione degli impianti di risalita sul versante nord del Terminillo. Ora si attende la data della consultazione. Viterbo. Il Corriere di Viterbo apre con una notizia di cronaca: “Muore mentre litiga dopo incidente”. Dramma ieri mattina in piazza Cavour a Vetralla, dove un pensionato è stramazzato al suolo dopo una discussione con il proprietario di un'auto che aveva strusciato la sua. Inutili i soccorsi, la Procura ha aperto un'indagine. In primo piano, “Ali di luce, l'ultimo trasporto”: lunedì Consiglio comunale per il nuovo bando della Macchina di Santa Rosa. Di spalla, “Asili nido, le rette più alte del Lazio”: da un'indagine di Cittadinanza attiva pare che le rette di Viterbo siano cresciute, ma i servizi si sono ampliati e sono migliorati. Nel taglio medio, “Casalesi, bancario chiede la libertà”: Mario Pasculini, il montaltese accusato di concorso in un tentativo di riciclaggio nell'ambito dell'inchiesta sulla scalata della camorra alla SS Lazio, si è rivolto al tribunale del riesame per tornare in libertà. Nel taglio basso, “La Viterbese messa in naftalina”: ieri il Consiglio federale della Figc ha ripescato solo cinque squadre sulle nove necessarie per compilare gironi e calendari per la prossima stagione. Il club gialloblu resta in attesa della prossima tornata di ripescaggi, prevista per la metà di agosto. Il Messaggero apre con “Il Comune taglia pure su Santa Rosa”: lunedì Consiglio straordinario per parlare della nuova Macchina. Palazzo dei Priori, però, nel frattempo diminuisce sulle spese per il Trasporto 2008. Non ci sarà la diretta televisiva, che costava al Comune 60mila euro. In primo piano, “Appuntamento con il TusciaOperafestival. In piazza San Lorenzo il tango di Piazzola”. Di spalla, “Al campo scuola arriva anche il monossido”: la nuova antenna installata a Santa Barbara è alimentata da un generatore a gasolio. Nel taglio medio, “Talete, tutti contro Allegrini”: per la nomina del cda, l'asse Pd-Pdl ha escluso Udc e Prc, facendo però traballare la maggioranza in Provincia. Sotto accusa il presidente provinciale del Pd, Angelo Allegrini, finito nel fuoco incrociato di esponenti della sua stessa corrente fioroniana. (red) 1 ago 2008 10:51.

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L'evasione fiscale dopo le truffe (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Adriatico" del 01-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Anna Figliolia nei guai: non ha pagato le tasse sulle operazioni illecite L'evasione fiscale dopo le truffe SENIGALLIA Non paga le tasse sui proventi delle presunte truffe: rinviata a giudizio per evasione fiscale. Anna Figliolia, la donna conosciuta per le truffe della "finta ereditiera", il 23 ottobre comparirà davanti al giudice del Tribunale di Senigallia perché non ha pagato le tasse sulle "operazioni immobiliari" tra il 2000 ed il 2002. Lo scorso 8 maggio con la condanna ad un anno 3 tre mesi con la condizionale nonché una drastica riduzione delle truffe per "mancate" querele e prescrizioni si è concluso (dopo quasi due anni di dibattimento) il processo ad Anna Figliolia accusata di aver perpetrato truffe immobiliari per centinaia di migliaia euro. Dodici i capi di imputazione che nel corso dello svolgimento del processo sono scesi a 5. La donna, poco più che cinquantenne e originaria del sud, si faceva credere una ricca ereditiera che per mantenere alto il proprio livello di vita aveva necessità di vendere parte del suo patrimonio immobiliare. Alle vittime raccontava che doveva fare i conti con gli ostacoli della burocrazia, sempre pronta a provocare ritardi, lungaggini, errori. A far scattare le manette la Guardia di Finanza che aveva scoperto una truffa immobiliare tra Senigallia, Fano e Pesaro. Ma la storia giudiziaria di Anna Figliolia non si è conclusa l'8 maggio. Anche in questo caso gli atti trasmessi alla Procura dorica provengono da indagini della Guardia di Finanza che da anni tiene sotto controllo ogni singolo movimento di Anna Figliolia. Nel decreto di citazione in giudizio alla donna viene contestato di aver eseguito tra il 2000 ed il 2002 truffe in "operazioni immobiliari" per 550 mila euro. In base ai calcoli delle fiamme gialle Anna Figliolia deve al fisco 220 mila euro. In sostanza alla donna è stata applicata, come era accaduto ai tempi di tangentopoli, quella che viene definita tassazione dei proventi da illeciti. La ratio di tale iniziativa rientrerebbe nel fatto che gli illeciti fiscali costituiscono la necessaria premessa per poter realizzare successivi, ulteriori, reati, costituendo, in sostanza, la fonte di alimentazione degli stessi illeciti. Dunque Anna Figliolia il 23 ottobre dovrà rispondere di evasione fiscale e sarebbe già pronta la difesa dell'avvocato Francesco Nucera: "Siamo decisi, quale primo passo, a contestare la somma di 550 mila euro quali proventi di truffe presunte. Anna Figliolia non ha mai percepito quella somma di denaro". MA.P.,.

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RISPETTO LA LEGGE MA è UN'ASSURDITà (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Circondario Nord)" del 01-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Rispetto la legge ma è un'assurdità" DANIELA SPADARO Sant'Anastasia. "Con tutto il rispetto per la legge e per i giudici, a me sembra un'assurdità" commenta Carmen Esposito, medico e consigliere comunale che qualche settimana fa si era offerta di prendere in affido Salvatore, il neonato abbandonato dalla madre poche ore dopo il parto. "Di Salvatore non si sa più nulla, non sapremo mai a chi è stato affidato - continua Esposito - e immagino che, stando alle leggi vigenti, i giudici potrebbero decidere anche di assegnare quest'altra bambina ad una nuova famiglia, calpestandone l'infanzia ancora una volta senza un minimo di riguardo per i sentimenti, i suoi e di coloro che la amano. Tutta la mia solidarietà alla vera famiglia, parlo di chi l'ha cresciuta". La piccola resterà per ora in un istituto, mentre la famiglia con la quale ha vissuto dovrà attendere il corso della burocrazia. Solidarietà per la difficile situazione anche dal sindaco Carmine Pone, che da mesi sta seguendo la vicenda insieme alle assistenti sociali del Comune. "La signora Miranda si era già rivolta a me invocando sostegno - dice Pone - comprendo la situazione ma da tempo avevo cercato di farle capire che in questi casi non si può che inchinarsi alla legge e che i giudici, trovandosi di fronte ad una bambina contesa dalla madre naturale e da una famiglia che l'ha allevata senza avere però nessun documento che ne attesti l'affido, non potevano che agire così. la legge, non c'è da dire null'altro".

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LA RICETTA USA: VAI VIA E IL GOVERNO TI AIUTA (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 01-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

La ricetta Usa: vai via e il governo ti aiuta New York. Dagli Stati Uniti una nuova ricetta contro l'immigrazione illegale: la deportazione volontaria. "Operazione Partenza Programmata", un nuovo programma pilota del ministero della Sicurezza Interna, offrirà ai circa 11 milioni di clandestini - ma soprattutto all'oltre mezzo milione che hanno ignorato o eluso gli ordini definitivi di deportazione - una finestra di opportunità per consegnarsi volontariamente alle autorità americane. Chi parteciperà all'iniziativa eviterà la detenzione e potrà contare su una mano di aiuto dello zio Sam nel chiudere eventuali pendenze o affari negli Usa prima della partenza. Per il governo il programma mira a ridurre il carico di lavoro delle corti e dei centri di detenzione che sono stati messi sotto pressione dal giro di vite dell'amministrazione Bush contro i clandestini. " una opportunità realistica di evitare una lunga e dolorosa battaglia con la burocrazia americana", ha detto Jim Hayes, direttore dei programmi di deportazione all'Us Immigration and Customs Enforcement. Negli Usa si trovano circa 570 mila clandestini che hanno ricevuto l'ordine definitivo di partenza e il programma si rivolge principalmente a quanti tra loro (550.000) non hanno pendenze penali. L'operazione scatterà il 5 agosto in cinque città dove è alto il numero degli illegali: Phoenix in Arizona, Santa Ana e San Diego in California, Chicago e Charlotte in North Carolina. Continuerà fino al 22 agosto e potrà essere allargata ad altre aree del paese se si dimostrerà un successo. Gli immigranti che risponderanno all'appello avranno fino a 90 giorni per organizzare la partenza che dovrà essere concretamente verificata dal governo.

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<Cambierà volto entro la primavera del 2009> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Di Como, Il" del 01-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Cambierà volto entro la primavera del 2009" L'accordo con la Fondazione Castelli: "Cantiere da settembre". Le "Case d'Artista" alla mercé dei vandali "A settembre partiranno i lavori per il restauro delle villette di Lingeri e di tutta l'Isola Comacina". Dopo anni di promesse, scadenze annunciate e cantieri mai iniziati, il sindaco di Ossuccio lancia un termine perentorio: "L'Isola cambierà volto entro la primavera del 2009", annuncia Massimo Castelli, che spiega anche come "il Comune di Ossuccio a breve potrebbe prendere in gestione l'Isola Comacina". Attualmente, infatti, la piccola "oasi" in mezzo al lago, tra Sala Comacina e Ossuccio, è della Fondazione Isola Comacina, con la quale il Comune firmerebbe una convenzione per occuparsi della manutenzione ordinaria. "L'accordo è già stato approvato dalla Fondazione dice Castelli ora manca solo il passaggio in consiglio comunale". "Aderendo all'Accordo Quadro di Sviluppo Territoriale (Aqst, ndr) della Regione prosegue il sindaco abbiamo ricevuto un contributo di circa 2 milioni di euro. Noi ne abbiamo messi 230mila, una scelta coraggiosa per un comune di appena mille abitanti". Sulla gestione dell'Isola, Castelli spiega che se l'accordo dovesse passare in consiglio "la proprietà rimarrebbe comunque della Fondazione, ma noi potremmo occuparci della manutenzione ordinaria per evitare che l'isola sia nello stato di abbandono che vediamo oggi. Comunque, grazie a questi finanziamenti a settembre partiranno i cantieri di restauro". Stando al programma di intervento pubblicato sul sito Internet dell'Aqst "Magistri Cumacini", verranno spesi 472mila euro per la valorizzazione dell'ex monastero dei Santi Faustino e Giovita, 409mila per il restauro delle tre "Case d'Artista" di Lingeri, 257mila per il recupero di altri edifici sull'Isola e 780mila per la realizzazione di un Antiquarium, un museo sulla terraferma dedicato ai reperti dell'Isola. Il punto più sofferente dell'Isola sembra essere il versante che accoglie le tre "Case d'Artista", tre splendide villette razionaliste progettate negli anni Trenta da Pietro Lingeri e abbandonate alla mercé dei vandali. "Le ho chiuse per un anno e mezzo, ma gli incivili continuavano a spaccare porte e finestre. Così ho deciso di riaprirle, era il male minore dice Ferruccio Fasoli, l'assessore che in giunta si occupa dell'Isola Comacina Per quanto riguarda i lavori, c'è stato un primo bando di gara "deserto", proprio perché aprire un cantiere su un'isola scoraggia molte aziende. Adesso, però, possiamo convocare una gara "ristretta", e le ditte invitate hanno detto di essere disponibili a partire già da settembre-ottobre". Nella speranza che sia la volta buona, per sistemare l'Isola, rimane però da chiedersi se questi anni di incuria e abbandono non siano da imputare alla gestione della Fondazione. "La Fondazione commenta Fasola non aveva i mezzi per intervenire". " un modello di gestione che, in alcuni casi, mi lascia perplesso. Credo che la gestione dell'Isola da parte del Comune sia una proposta interessante, perché nessuno più di Ossuccio ha interesse a curare quel patrimonio aggiunge Edgardo Arosio, che ha appena lasciato il posto da assessore provinciale alla Cultura per diventare consigliere regionale Non possiamo perdere una testimonianza del Razionalismo, qual è l'opera del Lingeri sull'isola. Una burocrazia farraginosa ha determinato tutti questi ritardi, ma finalmente grazie all'Aqst siamo riusciti a reperire i fondi necessari per intervenire. Noi, come parte "politica", ci siamo mossi per trovare i finanziamenti. D'ora in poi controlleremo il rispetto dei tempi". Infine il professor Stefano Della Torre, docente di Restauro al Politecnico di Milano e tra i principali promotori del recupero dell'Isola Comacina, guarda al futuro: "L'Aqst ha già totalizzato alcuni successi, come il recupero di due cappelle del Sacro Monte di Ossuccio, che presto proseguirà con interventi di deumidificazione. In effetti però l'Isola Comacina sconta un ritardo, che ha comportato alcuni aumenti di costi, anche se per fortuna il quadro è sotto controllo e siamo ancora nei margini previsti". Deluso' "In parte sì. Bisogna essere però consapevoli che processi di questo tipo sono molto complicati, comportano una grossa iniezione di fondi per durare nel tempo e di conseguenza richiedono che cresca il senso di responsabilità e la lungimiranza da parte di tutti coloro che operano sul territorio. Credo comunque che la "Pompei lariana" sia uno dei siti culturalmente più interessanti d'Italia". Andrea Bambace Nella foto: Uno dei siti di interesse archeologico dell'Isola Comacina (foto Mattia Vacca) Home Sgarbi: "Stop alle nuove case finché Lingeri non sarà salvo".

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Vecchia campana della Safilo "vola" sul Talvena Piergiacomo: <La benedizione è stato un momento indimenticabile. Quel luogo diventerà "Cima della campana"> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 01-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Salvata dalla demolizione la protagonista di tante giornate di lavoro nello stabilimento di Longarone è stata collocata su una cima a quota 2000 Vecchia campana della Safilo "vola" sul Talvena Piergiacomo: "La benedizione è stato un momento indimenticabile. Quel luogo diventerà "Cima della campana"" LongaroneLa campana della Safilo torna a suonare. Da domenica chi arriva sulla vetta del monte Talvena a 2.400 metri di quota potrà ammirare e sentire la campana posta all'interno di un piccolo manufatto con in cima una croce. La storia della campana è lunga di quindici anni da quando è stato inaugurato lo stabilimento di Longarone della Safilo. Da quel giorno era la campana a scandire i tempi di inizio e fine lavoro. Un paio d'anni fa l'usura l'aveva rovinata e anche per la campana era giunto il momento del pensionamento e della rottamazione. Non per un gruppo di dipendenti guidati da Piergiacomo De Cesero, che, d'intesa con la direzione, ha pensato di recuperare questo prezioso oggetto creando nel contempo una struttura metallica di sostegno per poterla collocare in cima ad una montagna in modo che il suo suono potesse diventare un ricordo e una preghiera per quelle persone che non ci sono più e anche un benvenuto e un augurio per chi nasce. Ecco così che sabato scorso, dopo un lungo iter burocratico per avere le autorizzazioni necessarie, la campana è stata portata e collocata da una ventina di persone sulla cima della montagna del gruppo Talvena - Van de Zità tra i rifugi Sommariva e Pian de Fontana nelle adiacenze dell'Alta Via n. 1. Alla cima della montagna, ora senza nome, verrà proposto, ora quello di "Cima della Campana".La campana, come detto, è stata inserita all'interno di una struttura metallica, coperta da un tettuccio con una croce sulla sommità, una cassetta con il "libro di vetta" e una targa, con i loghi di coloro che hanno contribuito e approvato l'iniziativa, Comune di Longarone, Cai, Abvs e Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, indicante la motivazione, a firma dei dipendenti della Safilo.Questo il suo testo: "Che il suono di questa campana fatto dal vento e dalla mano dell'uomo salendo idealmente nel cielo diventi un saluto per i nuovi nati e sia una preghiera e un ricordo per coloro che sono andati avanti".Alla cerimonia, dopo la messa in opera secondo la volontà dei promotori e dopo aver letto la preghiera scritta a suo tempo da don Luciano Saviane, la campanella è stata suonata per tre volte. La prima da Piergiacomo per ricordare i colleghi di lavoro scomparsi, la seconda da Grazia per ricordare chi non c'è più di ogni famiglia, la terza da Stefano, neopapà per salutare tutti i bambini nati. La giornata è proseguita con il ritrovo conviviale al rifugio Pian de Fontana da Elena e Antonio e a sera il ritorno a valle. "Una giornata indimenticabile - sono le parole di De Cesero -. Eravamo una ventina e ci siamo stretti attorno alla "nostra" campana, che rappresenta un simbolo altamente significativo per tutti i dipendenti dell'azienda".Soddisfatto anche il sindaco di Longarone, Pierluigi De Cesero. "Mi spiace solo che ci sia voluto così tanto tempo per poterla collocare. Anche in questi casi la burocrazia non aiuta, ma sono felice per i dipendenti della Safilo e per tutti coloro che hanno promosso l'iniziativa cui ho sempre creduto approvandola sin da subito".Roberto Padrin.

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Picco: <Comunità montane inutili> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 01-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

ALTO FRIULI Il leghista rilancia invece la Provincia di Tolmezzo, sostenuta da Illy e bocciata da Tondo Picco: "Comunità montane inutili" Secondo il consigliere regionale negli ultimi vent'anni sono state gestite in modo clientelare TolmezzoIl consigliere regionale Enore Picco scalda gli animi in Carnia. Avvicinato dai microfoni di Radio Studio Nord nel corso del congresso nazionale della Lega (svoltosi domenica scorsa al Fiera di Udine, ndr), il già sindaco di Bordano e assessore provinciale, ha tuonato contro le Comunità montane e in particolare contro i politici che operano in montagna. Parole forti, concetti come clientelismo e caporalato, sono stati avanzati dal consigliere leghista, che ha scatenato le reazioni del mondo politico della Carnia. Picco torna anche sull'argomento della Provincia di Tolmezzo "l'unico mezzo ha detto per eliminare il clientelismo che affligge il territorio montano".E la semplificazione tanto cara alla Lega deve partire dalle Comunità montane, il "parcheggio di molte persone" ha sentenziato Picco. "Sono enti che, per come gestiti negli ultimi venti anni, non hanno motivo di esistere. Ormai sono il parcheggio di molte persone che non hanno trovato spazio nelle amministrazioni comunali. Quindi non c'è alternativa, così come sono vanno contro l'interesse della nostra gente e non favoriranno mai il nostro sviluppo". Il consigliere però non si ferma qui: "Non è possibile che le Comunità montane impieghino più tempo per investire rispetto alla Regione. La gente ha bisogno di cose semplici che rispondano veramente ai problemi della nostra terra". Ed è qui che ricompare la Provincia di Tolmezzo. "Non va concepita come provincia tradizionale ha detto in merito il consigliere ma sarebbe un elemento per eliminare burocrazia. Lo sbaglio è identificarla con Tolmezzo perché così si innescano campanilismi inutili. Se vogliamo andare avanti non abbiamo alternative, serve la provincia della montagna per eliminare tutti gli interessi che tanti caporali stanno portando avanti". Il leghista nel suo finale di intervento usa parole forti. "Nel nostro territorio siamo in mano a ciò che nel meridione chiamano caporalato. In mano a tanti caporali che ubbidiscono all'assessore di turno per avere privilegi e clientele. Conosco bene il mio luogo e posso permettermi di dire che negli ultimi anni la nostra terra possiamo chiamarla Calabria Carnica. Questo non lo accetto e noi cercheremo di lavorare per sconfiggere questa cosa". Parole e paragoni che non potevano passare senza lasciare traccia, ma questo il consigliere Picco lo sapeva. E come lui stesso ha immaginato, le contestazioni in Carnia non sono mancate.Massimo Radina.

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I giovani imprenditori agricoli fondano l'associazione Agia (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 01-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Recentemente a Roncade è stata costituita l'Agia Treviso, l'Associazione giovani imprenditori agricoli della Cia. L'agricoltura trevigiana si caraterizza rispetto alle altre province del Veneto soprattutto per la presenza di giovani. Nel 2006 nella Marca i coltivatori tra i 18 e i 40 anni, iscritti come titolari di una azienda agricola, erano 634. A questo numero va sommato circa un migliaio di giovani agricoltori che lavorano come coaudiuvanti nelle aziende agricole di famiglia."Lo scopo della nuova associazione, che a Treviso conta già una trentina giovani agricoltori - dice il presidente di Cia Treviso, Denis Susanna - è quello di diventare un laboratorio di idee, di iniziative e di innovazioni tecnologiche, in quanto le aziende condotte da giovani per competere a livello internazionale dovranno subire forti processi di modernizzazione". Nella Marca in particolare i processi di modernizzazione riguarderanno le energie alternative, la formazione professionale a 360° gradi, l'export. Alla politica locale i giovani agricoltori trevigiani chiedono un intervento sui problemi ancora aperti in Avepa, l'Agenzia veneta per l'agricoltura: gli imprenditori agricoli domandano maggiore semplificazioni per ridurre il peso dell'eccessiva burocrazia che incide sul lavoro delle aziende. I settori trainanti dell'agricoltura trevigiana puntano alla specializzazione: la viticoltura, il radicchio, il latte, i funghi, gli asparagi, il settore della carne avicola e cunicola. Al neo vice governatore della Regione Veneto e assessore regionale all'agricoltura, Franco Manzato, l'associazione Cia Treviso ha chiesto di affrontare alcune problematiche che affliggono l'agricoltura trevigiana: i danni da selvaggina nelle aree della Pedemontana con la relativa richiesta di aumento di fondi e la maggiore celerità nelle liquidazioni; l'eliminazione del ticket introdotto per la gestione della banca dati nazionale e dell'anagrafe bovina; la definizione dell'autorizzazione e regolarizzazione dei pozzi; la semplificazione delle procedure del piano di sviluppo.

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RIPESCAGGI (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 01-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'Este ha un piede in serie D. Ormai manca solo l'ufficializzazione del ripescaggio dei padovani da parte della federazione. Il consiglio federale di ieri avrebbe dovuto, secondo le previsioni, chiudere i giochi e formare i gironi dell'Interregionale, ma dalla camera di consiglio sono uscite solamente poche decisioni: Spal, Lanciano e Pro Patria sono state ripescate in Prima divisione, mentre Sambonifacese, Colligiana, Andria, Montichiari e Rovigo parteciperanno alla Seconda.Il consiglio ha accolto le indicazioni del presidente della Figc, Giancarlo Abete, e l'esito del ricorso al Tar di Massese, Nuorese, Torres, Manfredonia e Avellino. Il tribunale si pronuncerà solo l'11 agosto ed è presumibile che in quella data verranno finalmente decise anche le griglie di partenza della nuova serie D. Se la burocrazia lascia ancora qualche dubbio, la matematica parla chiaro: l'ok a Rovigo e Sambo libera virtualmente due posti per il prossimo campionato e le prime in graduatoria per il ripescaggio in D sono proprio il Trento e l'Este. La notizia è stata accolta con moderato entusiasmo dal gruppo giallorosso, che dall'altro ieri è in ritiro a Tambre, nel Bellunese. Bocche cucite in casa giallorossa, soprattutto per scaramanzia, anche se ormai pare davvero fatta. Tanto che la triade composta da Feltrin, Gotti e Tognon ha messo in piedi una rosa più che adeguata per la prossima stagione. I dirigenti sono a caccia di un mediano d'esperienza e di un altro giovane. Ieri si è unito al gruppo Pozzi, centrocampista ex Eurotezze, ma solo in prova.La rosa della squadra. Portieri: Poluzzi e Bertazzo; difensori: Bianchi, Moroni, Aliberti, Favaro, Baggio, Salvato, Bardellotto; centrocampisti: Bedin, Canella, Verzè, Brustolin, Michielin; attaccanti: Agostini, Battaglia, Gasparetto, Tandurella.All'Este è legato a doppio filo pure il destino dell'Abano, che potrà accedere al campionato di Eccellenza solo se la squadra giallorossa verrà ripescata. Per ora infatti sono state ammesse alla categoria Cordignano, Villafranca e Camisano, quindi l'ultimo posto verrà assegnato in automatico all'Abano solo quando si conoscerà il destino degli estensi. Sembra certo, comunque, che anche la formazione aponense potrà godere del meccanismo dei ripescaggi.Ferdinando Garavello.

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Il lavoro? Lo trova chi non ha la laurea (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 01-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'istituto guidato da Raffaella Midolini mette in evidenza però molti dati positivi come la crescita di consumi ed export Il lavoro? Lo trova chi non ha la laurea L'analisi dell'Eurispes sull'economia regionale segnala il fenomeno della "fuga dei cervelli" Udine(R.U.) Il tessuto è "sano", il lavoro c'è, i consumi delle famiglie aumentano (portando il Fvg, come media, a ridosso delle altre regioni del Nord) e fortunatamente l'export - che continua a correre - aiuta a compensare, almeno in parte, la "frenata" nella crescita che si sta registrando a livello nazionale.Gli elementi di fiducia vengono dal "Rapporto Italia 2008" dell'Eurispes, che evidenzia come dal 2000 al 2005 il Friuli Venezia Giulia abbia visto crescere il proprio Prodotto interno lordo da 27.255 a 32.739 milioni di euro (il Pil pro capite è così passato da 23.024 a 27.178 euro), così come - nello stesso periodo - i consumi delle famiglie della regione sono passati da 16.245 a 19.125 milioni di euro (per famiglia, rispettivamente da 32.634 a 36.128 euro - con un +10,7\%, ben superiore alla media nazionale che si attesta sul 7,6\%), mentre il tasso di disoccupazione nel periodo 2000-2006 ha segnato una riduzione di 1,1 punto percentuale (dal 4,6 al 3,5\%).Ma se le variabili che indicano il benessere del territorio sono ancora improntate al positivo, non si può dormire sugli allori. Anzi. "Alla luce dei dati contenuti nel "Rapporto Italia 2008" - è infatti l'analisi di Raffaella Midolini, presidente di Eurispes Fvg - emerge un quadro tutto sommato positivo per il Friuli Venezia Giulia. Le quattro province regionali, per quanto riguarda il Pil, si attestano tutte al di sopra o attorno al trentesimo posto della graduatoria nazionale; crescono i consumi delle famiglie e la variabile relativa all'occupazione registra un andamento positivo. La fotografia, insomma, è quella di un "tessuto sano", di una regione che fa parte a pieno titolo del "motore economico" del Paese. Ma questo - ammonisce Midolini - non deve farci abbassare la guardia: dobbiamo invece stare attenti a mantenere quel "plus" che abbiamo, attuando giuste scelte che vadano nella direzione di agevolare lo sviluppo del Friuli Venezia Giulia".Un fine che può essere raggiunto solo - secondo la presidente di Eurispes Fvg - "attraverso un maggior collegamento tra politica ed economia e avendo il coraggio di portare avanti le scelte fatte, con atteggiamenti più propositivi e meno di protesta. Di esempi - aggiunge - ne abbiamo visti tanti, anche in regione: le difficoltà legate alla realizzazione della Tav, la storia infinita della A28, le lungaggini che accompagnano la terza corsia della A4, tanto per riferirci agli aspetti infrastrutturali, quelli che presentano maggiori problemi nel rapporto con il territorio. Ma di recente ha tenuto banco anche la querelle sul via libera ad un cementificio nella Bassa, vicenda dagli aspetti talvolta controversi".Tra i principali nemici da sconfiggere - secondo Midolini - la burocrazia, che impone troppi legacci e scoraggia gli investitori, in particolare quelli esteri, ai quali invece il Fvg dovrebbe guardare con attenzione, stante anche la propria collocazione geografica, la dotazione infrastrutturale (porti, ecc.) e il nuovo quadro geo-politico internazionale; la grande sfida è invece quella legata alla politica i cui tempi "dovrebbero accompagnare quelli del mondo del lavoro. Ora - aggiunge - che c'è un nuovo presidente regionale che si è definito un governatore "del fare", auspichiamo che si riesca a "snellire" la macchina burocratica in modo da poter costruire davvero lo sviluppo".In questo quadro, non manca un ulteriore elemento di preoccupazione, che è dato dalla difficoltà dei giovani laureati a trovare occupazione: "L'analisi della composizione della povertà - conclude Midolini - evidenzia come i laureati abbiano molta più difficoltà a trovare lavoro rispetto a chi è in possesso di titoli di studio inferiore. Questo porta ad una fuga di cervelli. In Friuli Venezia Giulia abbiamo un bel tessuto universitario e di ricerca, peccato poi che le "teste" debbano andarsene per trovare un posto di lavoro. E' anche questo un impoverimento del territorio e un elemento su cui riflettere".

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Nuovo campo alle elementari (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 01-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

POLCENIGO Nel bilancio di quattro anni di amministrazione anche la raccolta differenziata spinta Nuovo campo alle elementari Al via i lavori di sistemazione dell'area che si trova sul retro dell'edificio PolcenigoSaranno avviati a breve i lavori di sistemazione del campo da gioco alla scuola elementare di Polcenigo. tempo di bilanci per le amministrazioni comunali che si avvicinano alla conclusione del mandato: a Polcenigo, sindaco Carlo Toppani, supportato nel 2004 da due liste, una di area centro sinistra e una di segno opposto, si iniziano a tirare le fila di 4 anni di lavoro, con le minoranze sempre più agguerrite e critiche e la maggioranza che, dopo aver perso due consiglieri, tiene a mettere in luce le cose fatte."Uno dei punti deboli - spiega Mauro Quaia, assessore a Istruzione, attività produttive e protezione civile - è stata sicuramente la comunicazione. Sono stati fatti numerosi interventi, anche visibili, ma è mancato in alcuni casi il contatto e il confronto con i cittadini. I tempi della burocrazia poi sono lunghi, ma posso dire con soddisfazione che anche i lavori alla scuola elementare, con la sistemazione del campetto sul retro dell'edificio, stanno partendo". Prima esperienza di amministrazione, che ha visto Quaia impegnare una parte del suo tempo libero, nella convinzione di poter fare qualcosa a favore della comunità: "Tra gli altri aspetti positivi del nostro lavoro - ricorda - uno dei primi a partire è stata la raccolta differenziata spinta e con porta a porta. Qui i risultati si vedono e c'è stato modo anche di avere un momento di confronto con la cittadinanza. Meno evidenti invece gli interventi di protezione civile e lavori pubblici, che hanno interessato la frazione di San Giovanni e grazie ai quali in caso di forti piogge non ci sono più o sono molto più limitati i fenomeni di allagamento".Con le elezioni amministrative alle porte - la prossima primavera si andrà al voto - già qualcosa si sta muovendo su più fronti nel centro pedemontano: "Non vorrei che il lavoro fatto fin qui cadesse nel nulla - spiega Quaia - così mi sto impegnando per cercare di dar vita ad un gruppo di persone giovani e preparate, un laboratorio di idee dal quale potrebbe poi scaturire una lista civica per la prossima primavera. L'idea - conclude Quaia - è che i cittadini sono l'amministrazione, mentre gli amministratori devono essere il braccio, per eseguire quello che la comunità chiede ed è per questo che la comunicazione è importante".F.G.

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<Ecco i nomidelle nuove gang> (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 01-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il sindaco sceriffo "Ecco i nomi delle nuove gang" A Gela, Crocetta denuncia i giovani criminali "a nome dei cittadini" Maria Concetta Goldini 10 Come sarà il federalismo fiscale nessuno lo sa. Lo chiede con insistenza la Lega sostenendo che l'Italia campa con le tasse della Lombardia, lo temono le Regioni del Mezzogiorno, perché senza risorse di "perequazione e solidarietà" non ce la farebbero. Secondo un'inchiesta del "Sole-24 Ore" soltanto otto Regioni, quelle del Centro-Nord, potrebbero stare in piedi da sole, tutte le altre no, compresa la Sicilia. Che in questo momento è in crisi: in base ad una nota dei giovani imprenditori di Confindustria, l'industria manufatturiera ha perso il 17%, l'agricoltura il 3,5%, il commercio il 3% e hanno dimenticato il turismo che ha -20%. Di conseguenza il reddito pro capite si è ridotto di 8 punti scendendo al 59,8% della media dei Paesi Ue a 15. Un siciliano guadagna meno della metà di un belga o di un francese. La Sicilia al tavolo del federalismo va a chiedere di essere messa in condizione di potersi sviluppare con risorse adeguate e di mantenere la sua specificità di Regione a Statuto speciale, i cui princìpi per buona parte non sono mai stati attuati e quei pochi che abbiamo avuto sono stati malamente utilizzati. Non chiede il mantenimento di privilegi con il cappello in mano, ma le risorse per la crescita, se è vero che è l'Isola più grande e popolosa del Mediterraneo e se è vero che l'Italia per decollare non può portarsi il peso di un Sud arretrato che rappresenta il 33% del territorio nazionale. Per cui c'è bisogno che tutti prendano consapevolezza dei torti storici subiti dall'Isola, che ha il servizio ferroviario e viario più malandato del Paese, i collegamenti marittimi più scassati, le strutture produttive più precarie. In pratica siamo diventati un mercato da sfruttare e un bacino di voti, una sorta di riserva indiana. Naturalmente di mezzo c'è stata la responsabilità di una nostra classe politica inadeguata, in qualche caso collusa con la mafia, che rappresenta ancora un pesante condizionamento per gli investimenti. Ora si cerca di correre ai ripari, con una nuova Giunta di governo che sta tamponando la voragine della Sanità e sta scrostando la burocrazia regionale. C'è bisogno che questa azione di risanamento prosegua e che nel contempo si investano le risorse comunitarie in grandi infrastrutture, senza disperderle in mille rivoli. La Regione è carica di debiti, così come molti nostri Comuni. Il presidente Lombardo dice che ha bisogno di almeno due miliardi e che non sa dove trovarli. E' un momento critico, ma dopo gli anni degli sperperi e delle inconfessabili connivenze, possiamo ancora farcela, restando uniti, perché c'è un'aria nuova e perché questa è una terra che è sopravvissuta a terremoti e dominazioni e ormai conosce i suoi malanni.

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Fiume Oreto, raccolta firmeper istituire il Parco fluviale (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 01-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Promossa dalla provincia Fiume Oreto, raccolta firme per istituire il Parco fluviale Se è vero ciò che hanno dichiarato il sindaco Diego Cammarata e l'assessore Carlo Vizzini, cioè che i prossimi vertici delle ex municipalizzate saranno scelti su criteri di competenza, managerialità e professionalità e non sull'esigenza politica di assegnare poltrone, all'Amat i sindacati aspettano con ansia una svolta. Ma secondo indiscrezioni verrebbero riconfermati diversi fra gli amministratori uscenti. Non che abbiano da ridire sull'attuale Cda. Anzi, in una nota i segretari Conigliaro della Fit-Cisl, Governale della Uiltrasporti, Orilia della Faisa-Cisal e Di Maria dell'Ugl scrivono di "valutare egregiamente il ruolo svolto dal Consiglio in carica, contraddistintosi per avere lavorato al meglio per l'azienda, portandola ad essere la prima in Sicilia e a recuperare gli onori della cronaca in Italia". Solo che "oggi, purtroppo ? rilevano i sindacati ? la situazione non ricalca più l'andamento positivo del recente passato ed in una situazione congiunturale grave, l'Amat è costretta a fare i conti con la mancanza di operatori di esercizio, non per colpe dell'amministrazione o del sindaco". Di chi è la responsabilità, se il vertice va bene? I sindacati non lo chiariscono. Probabilmente il riferimento è indirettamente ai condizionamenti della politica sulla burocrazia, se così va letto l'invito "ai partiti di maggioranza affinchè le designazioni del nuovo management siano disgiunte da interessi (politici, ndr) e improntate ai massimi livelli di imprenditorialità". I sindacati ricordano che "nell'immediato futuro l'Amat dovrà interfacciarsi con la Provincia regionale, dovrà gestire le linee tramviarie e la metrò leggera. C'è bisogno di manager che sappiano gestire l'intermodalità e coniugare i temi ambientali". Per il cambiamento, infine, auspicano di avere come interlocutori "integerrimi manager" in previsione dei "rilevanti investimenti" che saranno avviati. Fondi che dovranno servire a garantire un futuro ai 2.000 dipendenti. michele guccione.

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Ittiturismo nel parco: il bando va deserto (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 01-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Provincia di Sassari Pagina 7033 Asinara Ittiturismo nel parco: il bando va deserto Asinara --> Le polemiche, la burocrazia e i vincoli travolgono il progetto di ittiturismo all'Asinara, sospeso in mezzo ai rimpalli di responsabilità. Il neoassessore alle Attività produttive, Mauro Arru, si difende dagli attacchi del suo predecessore, Tino Tellini, che nei giorni scorsi aveva accusato l'antico compagno di partito, il sindaco Mura e l'Ente parco di aver boicottato il bando per la gestione di due nuove attività di ristorazione e ricettività sull'isola, arrivato alla data di scadenza senza che si facessero avanti i pretendenti. Nessun aspirante pioniere della nuova industria gastronomica e turistica dell'Asinara ha presentato, infatti, domanda scritta e certificata. Ci sarebbe un perché: secondo il Consorzio dei pescatori del Golfo dell'Asinara sia il Comune che il Parco non hanno mai dato il via libera ai sopralluoghi dei tecnici nelle strutture di Cala d'Oliva e Campu Perdu. L'affare non poteva essere toccato con mano. Impossibile, a quel punto, presentare un progetto dettagliato. L'ex assessore aveva addossato buona parte delle colpe all'amministrazione. Ora Mauro Arru passa al contrattacco. "Tellini dice di aver lavorato per un paio d'anni al progetto dell'ittiturismo. Ma ha mai fatto visionare i locali alle persone interessate negli oltre settecento giorni in cui se n'è occupato?", afferma il neoassessore. La struttura di Cala d'Oliva sarebbe ancora sottoposta ai vincoli della Regione, mentre a Campu Perdu andrebbe risolto il problema della mancanza di acqua potabile. "Tellini dovrebbe fare mea culpa e chiedere a se stesso perché il bando non sia andato a buon fine e come mai il locale in cui prevedeva di far sorgere l'ittiturismo sia ancora vincolato dopo i suoi due anni di "lavoro"". L'assessore, poi, rassicura i pescatori. "Da settembre inizierò a elaborare un nuovo documento. Nel frattempo intendo discutere con l'ente parco per risolvere il problema dei vincoli sugli edifici". Presto ci sarà anche un incontro con i pescatori del Consorzio. (s. s.).

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Tenda bis, c'è il "sì" della Camera (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 01-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

GRANDI OPERE. SODDISFAZIONE DEI POLITICI Tenda bis, c'è il "sì" della Camera [FIRMA]CARLO GIORDANO CUNEO Ieri, poco dopo mezzogiorno, anche la Camera ha approvato la ratifica del trattato Italia-Francia del Tenda bis (l'ok del Senato era arrivato mercoledì). Il disegno di legge, proponente il ministro degli Esteri, Franco Frattini, fissa elementi tecnici e giuridici per la realizzazione dell'opera, indicando anche le procedure di gestione del traforo, che spetterà all'Anas. L'accordo per la costruzione della tanto attesa galleria era stato sottoscritto a Parigi il 12 marzo 2007. Per avere valore i due Parlamenti hanno, però, dovuto ratificarlo. I francesi non ci hanno pensato due volte. Oltralpe il provvedimento è diventato legge l'11 ottobre 2007. In Italia si è invece dovuto fare i conti con la burocrazia e la crisi del Governo Prodi. Appalto e avvio cantieri Ora bisognerà attendere la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Quindi, si potrà procedere alla gara d'appalto che, salvo imprevisti, potrebbe essere indetta in autunno, permettendo così l'attivazione dei cantieri la prossima primavera. Si tratterà di un appalto integrato con gara europea. La stazione appaltante sarà l'Anas. Chi vincerà (impresa o cordata) dovrà stilare il progetto esecutivo. Costi e tempi La spesa (al netto dell'Iva) si aggira sui 141,2 milioni di euro, che sarà suddivisa tra l'Italia (58,35 per cento) e la Francia (41,65 per cento), in base ai rispettivi flussi di traffico. Questo significa che Roma dovrà sborsare circa 82,4 milioni e Parigi 56,8. L'intervento dovrà essere completato al massimo in 87 mesi (circa 8 anni). Il progetto prevede anche l'eliminazione di due tornanti (rispetto ai quattro attuali), per l'accesso sul lato francese. Non è previsto il pagamento di nessuna tariffa di utilizzo da parte di automobilisti. I Comuni della Valle Vermenagna chiedono di vietarne l'utilizzo ai mezzi pesanti. Si procederà allo scavo del tunnel parallelo (lungo 3,2 km, largo 6 metri e mezzo), poi l'allargamento dell'attuale traforo, con circolazione nei due sensi di marcia. Sul versante italiano i detriti verranno trasferiti nella cava Silver di Vernante e in quella di Meani a Limone. In Francia, invece, lo smarino verrà portato vicino all'imbocco del tunnel, per riempire un'area non distante dalla casa cantoniera. Le reazioni Politici e amministratori locali soddisfatti. "Ora ci sono le condizioni per guardare avanti - ha detto il presidente della Provincia, Raffaele Costa -. La ratifica rende finalmente possibile l'appalto". "Si possono così sfruttare i fondi già disponibili - hanno spiegato Enrico Costa e Guido Crosetto, deputato e Sottosegretario del Pdl -, frutto del finanziamento del precedente Governo Berlusconi e fare così in modo che la Granda possa avere un'opera fondamentale per uscire dall'isolamento infrastrutturale". Il sottosegretario Michelino Davico (Lega): "Può così materializzarsi quel contributo al miglioramento dei rapporti transfrontalieri fra il dipartimento delle Alpi Marittime e le province di Imperia e di Cuneo". Teresio Delfino, deputato Udc: "La ratifica dell'accordo è una risposta concreta all'esigenza di sviluppo infrastrutturale del Paese". "Il Tenda bis - spiega il senatore Giuseppe Menardi -, è un elemento portante della macroregione delle Alpi del Mare".

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Vendemmia coi voucher contro il lavoro nero (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 02-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

La Coldiretti: annata migliore del 2007 Vendemmia coi voucher contro il lavoro nero La raccolta inizierà a fine agosto in collina Più tardi in pianura MANTOVA. Mentre la produzione italiana di uva da vino si prospetta in aumento di circa il 10%, a Mantova ed anche in Lombardia siamo in controtendenza. "Nella nostra provincia - afferma il presidente della Coldiretti, Gianluigi Zani - si prevede un calo produttivo tra il 10 e il 15 per cento e ciò a causa del clima primaverile piovoso, che ha disturbato l'allegagione favorendo i parassiti". Ma la qualità si prospetta superiore a quella del 2007, con una gradazione zuccherina intorno ai livelli record dello scorso anno. "La buona qualità - fa notare Zani - è un fatto molto importante perché circa il 60 per cento della produzione vinicola potrà fregiarsi dei marchi Doc e Igt". Sul piano normativo, preoccupa la recente riforma comunitaria del settore vitivinicolo. "L'Ue - spiega Zani - ha autorizzato, sotto la pressione di alcuni Paesi interessati, lo zuccheraggio ed addirittura la possibilità di chiamare vino quello ottenuto dalla fermentazione di frutti diversi dall'uva. C'è inoltre il via libera comunitario all'arrivo sul mercato di vini da tavola senza alcun legame territoriale, che potranno riportare con grande evidenza in etichetta termini che si confondono con le nostre denominazioni, creando confusione nel consumatore e danneggiando i produttori". Con la vendemmia 2008 vengono introdotti per la prima volta in Italia i voucher vendemmia per ridurre la burocrazia a carico delle imprese. La circolare applicativa Inps ha aperto, già dal 1 agosto, ieri, la possibilità per i datori di lavoro di accreditarsi ed acquistare per via telematica i voucher al prezzo di 10 euro (7,50 netti più gli oneri sociali). Dal 19 agosto, potranno essere acquistati a voucher cartacei, anche presso le associazioni imprenditoriali agricole, da consegnare al lavoratore, il quale li incasserà presso le poste o i bancomat. "Un provvedimento atteso - fa notare Zani - che va incontro alle proposte avanzate da Coldiretti in materia di trasparenza, anche per combattere la piaga del lavoro nero e dare una possibilità di reddito a studenti e pensionati". Su una superficie di quasi 2 mila ettari, la vendemmia inizierà nel Mantovano verso la fine di agosto in collina, un pò più tardi in pianura. "Quest'anno - fa notare Zani, come fatto positivo - i tempi di maturazione stanno tornando alla naturalità dopo alcuni anni nei quali il caldo troppo intenso aveva fatto anticipare la fase di raccolta". La produzione mantovana si aggirerà intorno alle 30mila tonnellate di uva, con una Plv di 10 milioni di euro. Circa 20mila i chilolitri di vino che sarà prodotto per il 70 per cento dalle 5 cantine sociali che operano nella nostra provincia, più quella di Carpi che pure fa lambrusco mantovano.

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Giro di vite contro il bullismo (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 02-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'obiettivo è quello di proteggere i ragazzi dalle aggressioni: regolamenti interni più severi Giro di vite contro il bullismo Nuove norme, più vigilanza contro violenza e teppismo ROMA. A dare una stretta al fenomeno del bullismo nelle scuole ci penserà anche lo Statuto dello studente. Come? Con sospensioni superiori a 15 giorni, fino all'esclusione dall'esame finale e snellimento della burocrazia per i provvedimenti disciplinari. L'obiettivo delle norme contenute nel documento della Gelmini, è quello di salvaguardare i ragazzi dai comportamenti aggressivi e violenti dei coetanei. E per farlo il capo del dicastero di viale Trastevere ha chiesto il coinvolgimento dei diretti interessati, gli studenti. Nel dettaglio, la circolare applicativa, approvata insieme al Forum nazionale delle associazioni studentesche e dei genitori, prevede tra le altre cose: l'obbligo per le scuole di modificare i regolamenti interni consentendo l'applicazione del nuovo e più rigoroso regime sanzionatorio verso gli studenti; le sanzioni di allontanamento superiore a 15 giorni, fino al termine dell'anno scolastico, con esclusione dallo scrutinio o dall'esame, dipenderanno dalla gravità dell'infrazione commessa, e saranno applicate nei casi di comportamenti riconducibili ad ipotesi di reato (quali violenza privata, minaccia, percosse, ingiurie, reati di natura sessuale, incendio o allagamento). Infine, lo Statuto fornirà chiarimenti per un funzionamento snello ed efficace dei sistemi di impugnazione dei provvedimenti disciplinari e degli organi di garanzia. "C'è una generale attesa per evitare che continuino questi fenomeni" dice Silvio Berlusconi garantendo l'impegno delle istituzioni contro la violenza nelle scuole. "Il governo interverrà - aggiunge il presidente del Consiglio - E il ministro Mariastella Gelmini ha già dato direttive precise nella direzione di una maggiore compostezza della popolazione scolastica". La circolare, come l'intero ddl, rappresentano secondo il ministro "uno strumento ulteriore per responsabilizzare gli studenti e i docenti". "Nelle prossime settimane - conclude la Gelmini - continuerò ad incontrare i rappresentanti delle associazioni nel mondo scolastico". Per il senatore Antonio Rusconi, capogruppo del Pd della commissione Cultura del Senato, il lavoro svolto finora dalla Gelmini "non rappresenta una novità, dal momento che il ministro Fioroni ha lavorato con impegno e risultati per ottenere, soprattutto attraverso la lotta al bullismo, il massimo della serietà nella scuola". Mentre Paolo Grimoldi, deputato della Lega Nord e coordinatore federale del Movimento Giovani padani, sostiene che "la lotta del ministro Gelmini al bullismo va nella giusta direzione" e chiede un maggiore "coinvolgimento nella formazione dei giovani delle realtà territoriali". (a.d'a.).

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Troppe regole sono un costo per le aziende (sezione: Burocrazia)

( da "Alto Adige" del 02-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Troppe regole sono un costo per le aziende" Gli artigiani dell'Apa scrivono una lettera a Berlusconi: "Tagliare la burocrazia" Non sono state risparmiate critiche nemmeno alla Provincia "Deve attivarsi per le competenze che le competono" BOLZANO. Con una lettera inviata al presidente del consiglio Berlusconi l'Associazione provinciale dell'Artigianato (Apa) sollecita un allegerimento della burocrazia per le piccole aziende artigiane che non riescono più a gestire il carico di carte che il rispetto delle norme nel settore della sicurezza sul lavoro impone. Alla lettera aperta inviata al governo - come hanno sottolineato i vertici dell'Apa provinciale, dal presidente Herbert Fritz al direttore Hanspeter Munter - è collegata anche una raccolta di firme. "La lettera aperta verrà inviata ai rappresentati politici altoatesini a Bolzano e Roma, alla Confartigianato ed ai ministeri competenti a Roma. La lettera aperta mostra che la politica del governo romano sulla sicurezza sul lavoro è sulla strada sbagliata" ha affermato il direttore dell'Apa Hanspeter Munter. Assoimprenditori e Liberi professionisti hanno già garantito sostegno all'iniziativa. La lettera aperta chiede in particolare maggiore sicurezza attraverso regole "vicine alla pratica". La critica dell'artigianato è rivolta alla nuova legge sulla sicurezza sul posto di lavoro che è entrata in vigore nel maggio di quest'anno. La legge ha aumentato le sanzioni ed i problemi con le norme della sicurezza sul lavoro. "Molte regole in pratica non producono nulla, sono però legate a molta burocrazia e per questo rappresentano un peso insensato per le aziende" ha insistito Markus Bernard, presidente del gruppo di mestiere edilizia nell'Apa. "Le aziende voltano le spalle frustrate al tema della sicurezza sul lavoro e si tratta di uno sviluppo pericoloso, che mette a rischio la vita delle persone e mostra chiaramente che c'è qualcosa di sbagliato" ha aggiunto Munter. Le richieste dell'Apa sono pertanto delle regolamentazioni ragionevoli e applicabili, una semplificazione delle regolamentazione per le piccole aziende e le microimprese, deburocratizzazione, sanzioni adeguate in caso di violazioni nonché leggi che seguano il principio consulenza anziché sanzioni. "Non abbiamo bisogno di leggi che fomentano la paura e la repressione presso le nostre aziende. Puntiamo sulla autoiniziativa, sull'incoraggiamento e sull'attenzione invece di una marea di moduli" ha ribadito il direttore generale dell'Apa. L'Apa coinvolge nell'obbligo anche la politica provinciale. "I vincoli per sicurezza sul lavoro sono un problema molto sentito. La Provincia deve attivarsi per le proprie competenze".

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Manovra, Svp divisa al voto (sezione: Burocrazia)

( da "Alto Adige" del 02-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Senatori astenuti, ma Peterlini resta fuori dall'aula BOLZANO. Bene il taglio di enti inutili e centinaia di leggi superate. Male su sostegno alle famiglie e alleggerimento della pressione fiscale. E' in base a questo bilancio che l'Svp ha deciso di astenersi ieri al Senato sulla fiducia alla manovra fiscale. Ma il gruppo si è spaccato, su questa mezza apertura verso il governo. Oskar Peterlini ha deciso di non partecipare al voto, mentre i colleghi Helga Thaler Ausserhofer e Manfred Pinzger si astenevano. Hanno votato invece "no" i senatori dell'Udc che condividono il gruppo con l'Svp. Sono state solo tre le astensioni ieri pomeriggio al Senato sulla fiducia al maxi emendamento del governo per la manovra fiscale (170 sì, 129 no). Due di questi voti appartengono ai senatori Svp Helga Thaler Ausserhofer e Manfred Pinzger, che riassumono la loro posizione così: "Alcuni aspetti positivi, ma manca la riduzione della pressione fiscale e un sostegno mirato alle famiglie". Conferma alcuni giudizi positivi anche Oskar Peterlini, che ha deciso di non partecipare al voto. Un modo, questo, per non creare attriti con i due colleghi e allo stesso modo "evitare di fare un passo indietro rispetto alla mia posizione politica. Non me la sento di astenermi su una manovra che sancisce il precariato tra i giovani, togliendo loro ogni sicurezza per costruirsi una famiglia. Contesto anche la mancata attenzione alle questioni sociali". Il gruppo dei senatori Udc-Svp-Autonomie ieri è andato in ordine sparso, visto che l'Udc ha votato no. Pollice verso di tutto il gruppo Svp sulle modalità con cui è stata gestita la manovra finanziaria. Viene apprezzato "che ci sia stata trasmessa in largo anticipo, diversamente dagli anni passati. Ci auguriamo che questa anticipazione abbia il merito di risparmiare ai cittadini quelle spiacevoli sorprese fiscali di fine anno che hanno sempre creato difficoltà alle famiglie e alle imprese". Contestazione netta invece, come già da parte dei deputati Svp, sul ricorso alla fiducia. Così la senatrice: "Il governo ha privato il Senato della possibilità di apportare modifiche migliorative". Sembrano lontani i toni durissimi di Helga Thaler Ausserhofer all'epoca delle manovre fiscali Prodi. "Molti" sono gli interventi, ha detto ieri in aula, che vanno accolti con favore. Per le imprese, tra l'altro, abolizione elenco clienti-fornitori, abolizione della restrizione all'uso del contante, abolizione dell'invio telematico delle dimissioni volontarie ("era solo un regalo ai sindacati"). E ancora: bene le misure che consentono il cumulo tra pensione e reddito di lavoro ("emergerà molto lavoro sommerso"), detassazione degli straordinari, ripristino del lavoro a chiamata ("positivo per il turismo"). Sul fronte delle critiche: "A favore delle famiglie, degli anziani, dei cittadini in condizioni economiche disagiate occorrono interventi urgenti e di portata ben più ampia. La famiglia quale nucleo primordiale viene trascurata, nonostante gli impegni presi in campagna elettorale". E ancora, "c'è bisogno di un intervento tempestivo di riduzione della pressione fiscale". Secondo Pinzger, la manovra contiene "solo timidi cenni" su alleggerimento di carico fiscale e burocrazia. Ma Peterlini è più netto nel giudizio negativo: "Per coerenza politica non posso astenermi. Se avessi votato "no" avrei creato ulteriori tensioni con i colleghi. Non partecipare alla votazione mi sembra la scelta più opportuna". (fr.g.).

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Dichiarata guerra al bullismo tra i banchi (sezione: Burocrazia)

( da "Libertà" del 02-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Arriva lo Statuto dello studente: lunghe sospensioni e esclusioni dagli esami ROMA - A dare una stretta al fenomeno del bullismo nelle scuole ci penserà anche lo Statuto dello studente. Come? Con sospensioni superiori a 15 giorni, fino all'esclusione dall'esame finale, snellimento della burocrazia per i provvedimenti disciplinari e una rapida approvazione da parte degli istituti scolastici degli aggiornati e, soprattutto, più severi regolamenti interni. Perché l'obiettivo delle norme contenute nel documento firmato ieri dal ministro dell'istruzione, Mariastella Gelmini, al termine dell'annunciato disegno di legge sulla scuola, è quello di salvaguardare i ragazzi dai comportamenti aggressivi e violenti dei coetanei. E per farlo il capo del dicastero di viale Trastevere ha chiesto il coinvolgimento dei diretti interessati, gli studenti. Nel dettaglio, la circolare applicativa, approvata insieme al Forum nazionale delle associazioni studentesche e dei genitori, prevede tra le altre cose: l'obbligo per le scuole di modificare i regolamenti interni consentendo l'applicazione del nuovo e più rigoroso regime sanzionatorio verso gli studenti; le sanzioni di allontanamento superiore a 15 giorni, fino al termine dell'anno scolastico, con esclusione dallo scrutinio o dall'esame, dipenderanno dalla gravità dell'infrazione commessa, e saranno applicate nei casi di comportamenti riconducibili a ipotesi di reato (quali violenza privata, minaccia, percosse, ingiurie, reati di natura sessuale, incendio o allagamento). Infine, lo Statuto fornirà una serie di chiarimenti per un funzionamento snello ed efficace dei sistemi di impugnazione dei provvedimenti disciplinari e degli organi di garanzia. "C'è una generale attesa per evitare che continuino questi fenomeni assolutamente negativi che si sono manifestati nelle nostre scuole" afferma il premier Silvio Berlusconi garantendo l'impegno delle istituzioni contro la violenza nelle scuole. "Il Governo interverrà - aggiunge il presidente del Consiglio - e il ministro Mariastella Gelmini ha già dato direttive precise nella direzione di una maggiore compostezza della popolazione scolastica". La circolare, come l'intero disegno di legge, rappresentano secondo il ministro "uno strumento ulteriore per responsabilizzare gli studenti e i docenti". "Nelle prossime settimane - conclude la Gelmini - continuerò a incontrare i rappresentanti delle associazioni nel mondo scolastico per continuare il confronto costruttivo avviato in questi mesi". Per il senatore Antonio Rusconi, capogruppo del Pd della commissione Cultura del Senato, il lavoro svolto finora dalla Gelmini "non rappresenta una novità, dal momento che il ministro Fioroni ha lavorato con impegno e risultati per ottenere, soprattutto attraverso la lotta al bullismo, il massimo della serietà nella scuola". Paolo Grimoldi, deputato della Lega Nord e coordinatore federale del Movimento Giovani padani, sostiene invece che "la lotta del ministro Gelmini al bullismo va nella giusta direzione" e chiede un maggiore "coinvolgimento nella formazione dei giovani delle realtà territoriali". Ca.d'a. 02/08/2008.

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<Saremo un ponte tra Islam e Piacenza> (sezione: Burocrazia)

( da "Libertà" del 02-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Saremo un ponte tra Islam e Piacenza" L'associazione musulmana: niente fini ambigui, ma l'integrazione con la realtà locale Sottolineano il carattere prettamente culturale dell'attività che si prefiggono, smentiscono che alcuni di loro non siano in regola con i permessi di soggiorno, dicono di sentirsi offesi dall'utilizzo del termine moschea. Con una nota firmata, a nome del comitato direttivo, dal presidente Arian Kajashi, l'"Associazione culturale islamica di Piacenza" ricostruisce i passaggi che hanno portato alla richiesta al Comune di aprire una sede, richiesta che palazzo Mercanti non ha accolto per mancanza dei necessari requisiti (v. Libertà di martedì scorso). L'associazione, osserva il presidente, "non ha mai fatto richiesta di alcun permesso per istituire una Moschea, né tantomeno ha mai richiesto alcun contributo per svolgere le proprie attività culturali in qualsiasi luogo della città". Quello che invece è stato richiesto, nel mese di maggio, è "un parere tecnico-urbanistico agli uffici comunali competenti in merito all'idoneità della destinazione d'uso di alcuni locali siti nel Comune di Piacenza al fine di potervi instaurare la sede dell'Associazione e svolgervi attività ricreative e culturali". Quello di cui i musulmani di Piacenza sono alla ricerca è infatti "un luogo dove fare attività culturali diverse, rivolte ai propri iscritti al fine di mantenere vive le culture, le lingue e le tradizioni dei paesi di origine degli iscritti (che provengono dall'Albania, come il presidente, dal Nordafrica, dalla Bosnia, dal Senegal, ndr) in linea con quelli che sono gli obiettivi costitutivi dell'Associazione" Che, nel dettaglio, sono questi altri quattro: "Integrazione dei musulmani con la comunità piacentina; avvicinare gli immigrati alla istituzioni locali; promuovere e sostenere attività per l'affermazione della giustizia, della pace, della salvaguardia dei diritti umani, dei servizi sociali, del volontariato e del benessere dei musulmani; instaurare rapporti e dialoghi con altre confessioni religiose e credenze e con altri soggetti sociali". "Esclusivamente le finalità per la quali si è costituita persegue l'Associazione" che "non ha altri "ambigui"", viene messo in chiaro. Anzi, "c'è la massima volontà a interloquire con le istituzioni locali al fine di intraprendere cordiali e produttivi rapporti di collaborazione senza, per questo, ottenere particolari privilegi: esercitare i propri diritti e professare la propria fede non vuol dire chiedere privilegi o favori". "Le diversità culturali", si sottolinea nel comunicato, "devono essere il punto di partenza per un sano e reciproco rispetto e non fonte di odio e diffidenza". Rispetto che dai musulmani viene richiesto a partire dal termine con cui chiamare ciò che intendono realizzare, perché "definire Moschea un luogo dove fare attività culturali è profondamente sbagliato nonché offensivo; infatti la Moschea è un luogo esclusivamente di culto", mentre lì, accanto a spazi e momenti per la preghiera comunitaria, ci sarebbero quelli di altra natura, laica e culturale appunto. Al presidente Kajashi preme infine sgomberare il campo dall'idea che tra i suoi ci siano problemi con i permessi di soggiorno: "Tutti i componenti il consiglio direttivo sono in regola, chi con la cittadinanza italiana, chi con il permesso di soggiorno, chi con la carta di soggiorno". vero che qualcuno risulta allo stato con il permesso di soggiorno scaduto, ma "sono comunque in regola avendone richiesto avendone richiesto per tempo il rinnovo ed essendo in possesso della regolare ricevuta postale". Colpa, dunque, dei "tempi della burocrazia" che su questo tipo di pratiche "sono oltremodo lunghi fino a oltre un anno; pertanto i cittadini extracomunitari in attesa del rinnovo del permesso di soggiorno godono comunque di tutti i diritti dei cittadini residenti". Lo scoglio contro cui si è scontrata la richiesta dell'Associazione è piuttosto il fatto di non essere iscritta negli appositi registri che danno diritto alle agevolazioni urbanistiche necessarie per svincolare dai presistenti vincoli di destinazione le eventuali sedi individuate. Gustavo Roccella gustavo.roccella@liberta.it 02/08/2008.

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Eridio, i comuni trattano sul tunnel (sezione: Burocrazia)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 02-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'ESTATE CALDA PER L'AMBIENTE/1. Bocche cucite dopo l'incontro tra enti locali e Pirellone Eridio, i comuni trattano sul tunnel MASSIMO BUSCEMI L'estate sta diventando rovente sul lago d'Idro. L'altro giorno sindaci rivieraschi e Regione si sono incontrati per parlare di un tema scottante: la terza galleria. Ieri sera i comitati a difesa dell'Eridio sono tornati a riunirsi e si preannunciano giornate calde. Al tavolo regionale di giovedì accanto agli amministratori locali si sono seduti i responsabili di tre assessorati: Massimo Buscemi, referente per le reti e servizi di pubblica utilità e sviluppo sostenibile, Luca Daniel Ferrazzi, che ha sostituito Viviana Beccalossi all'agricoltura e Stefano Maullu responsabile della protezione civile. Una riunione che è stata aggiornata quando già erano scoccate le 20 e nella quale - spiega una nota del Pirellone - "riguardo ai delicati temi delle opere da realizzare, al centro di accese discussioni in questi ultimi anni, la Regione Lombardia si è resa disponibile ad adattare le scelte tecniche purchè siano garantiti i massimi requisiti di sicurezza a tutela delle popolazioni dell'intero bacino del fiume Chiese". Uscire dalla burocrazia delle parole non è facile: il tema è scottante, la protesta dietro l'angolo. Così bocche cucite e telefoni muti fra gli amministratori locali, e buon esercizio di diplomazia per le istituzioni regionali. "Preferisco non scendere nel dettaglio - frena davanti alle domande di Bresciaoggi l'assessore Massimo Buscemi -, la riunione è stata sospesa perché era tardi, si è trattato di una riunione molto tecnica e a brevissimo vi sarà un ulteriore aggiornamento con i sindaci". I tempi si stringono, la Regione vuol far presto e le prossime settimane, ferie permettendo, saranno decisive. E lo scambio di opinioni tra enti locali e Regione starebbe tutto sulla quota della terza galleria. Questioni tecniche, questione di numeri che però fanno sostanza, se è vero, come sembra, che il tentativo dei sindaci sia quello di alzare la quota della galleria fino a 367,20 metri sul livello del mare, ovvero il limite minimo perché l'acqua del lago continui ad uscire dalla sua sede naturale dell'emissario fiume Chiese, garantendo al bacino un livello accettabile e portando un po' di serenità in un clima inquinato più di quanto non lo sia (dati Legambiente e Asl) l'acqua dell'Eridio. Ma questa quota per la realizzazione del nuovo svaso potrebbe piacere ai comitati che tanto contrastano la realizzazione di un nuovo scolmatore? "A quota 367,20 metri slm - spiega l'avvocato Franco Mellaia, legale del Coordinamento in difesa del lago - sarebbe il male minore, ma la questione è un' altra se realmente fosse la sicurezza a destare tanto interessare, cercherebbero di risolvere il problema in testa, cioè prima che la piena arrivi al lago d'Idro. Per garantire la sicurezza su tutto il bacino il nuovo svaso dovrebbe intercettare l'eventuale piena non a metà lago ma a monte, sull'asta del fiume Chiese". Secondo il legale 371,50 m slm è la quota idraulica a cui si potrebbe accettare un altro scolmatore. "Altrimenti - incalza - siamo ancora una volta di fronte al tentativo di piegare il lago d'Idro allo sfruttamento produttivistico". E ieri sera i comitati si sono ritrovati per pianificare le mosse future. Tira aria di blitz, di contestazioni dure e di azione eclatanti. Che estate in riva all'Eridio.

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Un appalto nella sanità vale 293 milioni di euro (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino di Padova, Il" del 02-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cronaca Un appalto nella sanità Vale 293 milioni di euro Appalti d'estate: brilla la sanità pubblica. La Regione ha avviato la procedura per l'"area vasta" di Padova: in gara la conduzione e gestione degli impianti di produzione e fornitura di energia elettrica e calore. Si tratta di 293 milioni 995 mila 702 euro e 56 cent, somma che si traduce nell'equivalente di... tre tram. Eppure, la questione sembra dover scivolare nell'indifferenza. Per il momento, si sa solo che la scadenza della gara d'appalto è fissata al 22 settembre. Magari, dopo le ferie, i dettagli. Il 21 agosto, invece, devono arrivare le offerte per la fornitura di gas medicali all'Azienda ospedaliera, all'Usl 16 e all'Istituto oncologico veneto. L'importo della gara è di 8,5 milioni di euro, Iva esclusa. Spigolando fra le pieghe della burocrazia, si scopre poi che Interporto Spa ha un immobile di proprietà che intende vendEre. Ma in base alla "ricerca di mercato" che ha come scadenza il 30 settembre prossimo. Le indagini sul mercato immobiliare, a Padova, vanno decisamente di moda. L'Arpav ne ha "finalizzate" un paio che nell'avviso scadono il 15 settembre. L'Agenzia cerca un complesso che diventi sede del laboratorio di analisi chimiche e biologiche, ma anche un altro immobile con le caratteristiche per ospitare la sede della Direzione generale, del Dipartimento provinciale e della Scuola di alta specializzazione dell'Arpav di Padova.

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Stretta contro il bullismo (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 02-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Attualità Stretta contro il bullismo Sospensioni oltre i 15 giorni e niente esame finale ROMA. A dare una stretta al fenomeno del bullismo nelle scuole ci penserà anche lo Statuto dello studente. Come? Con sospensioni superiori a 15 giorni, fino all'esclusione dall'esame finale, snellimento della burocrazia per i provvedimenti disciplinari ed una rapida approvazione da parte degli istituti scolastici degli aggiornati e, soprattutto, più severi regolamenti interni. Perché l'obiettivo delle norme contenute nel documento firmato ieri dal ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, al termine dell'annunciato disegno di legge sulla scuola, è quello di salvaguardare i ragazzi dai comportamenti aggressivi e violenti dei coetanei. E per farlo il capo del dicastero di viale Trastevere ha chiesto il coinvolgimento dei diretti interessati, gli studenti. Nel dettaglio, la circolare applicativa, approvata insieme al Forum nazionale delle associazioni studentesche e dei genitori, prevede tra le altre cose: l'obbligo per le scuole di modificare i regolamenti interni consentendo l'applicazione del nuovo e più rigoroso regime sanzionatorio verso gli studenti; le sanzioni di allontanamento superiore a 15 giorni, fino al termine dell'anno scolastico, con esclusione dallo scrutinio o dall'esame, dipenderanno dalla gravità dell'infrazione commessa, e saranno applicate nei casi di comportamenti riconducibili ad ipotesi di reato (quali violenza privata, minaccia, percosse, ingiurie, reati di natura sessuale, incendio o allagamento). Infine, lo Statuto fornirà una serie di chiarimenti per un funzionamento snello ed efficace dei sistemi di impugnazione dei provvedimenti disciplinari e degli organi di garanzia. "C'è una generale attesa per evitare che continuino questi fenomeni assolutamente negativi che si sono manifestati nelle nostre scuole" afferma il premier Silvio Berlusconi garantendo l'impegno delle istituzioni contro la violenza nelle scuole. "Il governo interverrà - aggiunge il presidente del Consiglio - E il ministro Mariastella Gelmini ha già dato direttive precise nella direzione di una maggiore compostezza della popolazione scolastica". La circolare, come l'intero ddl, rappresentano secondo il ministro "uno strumento ulteriore per responsabilizzare gli studenti e i docenti". Per il senatore Antonio Rusconi, capogruppo del Partito Democratico della commissione Cultura del Senato, il lavoro svolto finora dalla Gelmini "non rappresenta una novità, dal momento che il ministro Fioroni ha lavorato con impegno e risultati per ottenere, soprattutto attraverso la lotta al bullismo, il massimo della serietà nella scuola". Mentre Paolo Grimoldi, deputato della Lega Nord e coordinatore federale del Movimento Giovani padani, sostiene che "la lotta del ministro Gelmini al bullismo va nella giusta direzione" e chiede un maggiore "coinvolgimento nella formazione dei giovani delle realtà territoriali". (a.d'a.).

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Apre il colosso slow food da 700 coperti (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino di Padova, Il" del 02-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Via Bronzetti. Tutto è pronto per l'inaugurazione della Gran caffetteria Kofler: pasti dalle 6 del mattino alle 2 di notte Apre il colosso slow food da 700 coperti Giardini, terrazza, menù assortiti con l'incognita viabilità e parcheggi SAVONAROLA. Il ristorante Kofler raddoppia e apre la Gran caffetteria in via Bronzetti dove mangiare a notte fonda non sarà più un problema. Anzi: colazione, pranzo, aperitivo e cena no-stop dalle 6 del mattino alle 2 di notte. Con la bellezza di 700 coperti nessuno rischia di restare a bocca asciutta e c'è il take-away: non solo pizza e panini a casa ma un intero ristorante dedicato all'asporto, per tutti i palati. Una quarantina i dipendenti assunti e dieci cuochi per cominciare, chi a tempo pieno e chi part-time. I prezzi rientrano nella categoria medio-alta, la prima colazione - dolce o salata - prevede un angolo interamente dedicato ai biscotti. con specialità di ogni regione, anche da portare via. A pranzo c'è l'imbarazzo della scelta. Menù su carta per chi ha più tempo (la specialità è il pesce) magari un pranzo di lavoro per fare bella figura. Oppure self-service per pasti veloci. Ma con una particolarità: si sceglie e poi si è serviti al tavolo. Tutto in un colpo solo? Con 700 metri quadrati interni e altrettanti di giardini e terrazza è possibile; si può consumare al chiuso, ovviamente con l'aria condizionata, ma anche nel giardino d'inverno con un gioco di luci tra scenografie, immagini di film che scorrono sulle pareti e cascate di acqua a completare la coreografia. Al centro della terrazza invece la postazione bar anche per gli aperitivi notturni. A Padova i punti Kofler salgono così a due. Entrambi gestiti da otto soci, quattro dei quali impegnati a tempo pieno nella ristorazione, gli altri in amministrazione, anche se non come prima attività. La catena di ristorazione e pub comprende Selvazzano, Verona, Mestre (prossima apertura), Milano e Trieste. Burocrazia permettendo, l'apertura è prevista per la settimana prossima. Manca un'ultima approvazione e si parte. "Noi siamo pronti", assicura Giancarlo Pavin, uno dei soci "entro oggi i locali saranno anche rifiniti, il personale scalpita e noi attendiamo fiduciosi per soddisfare le esigenze dei clienti". Unico neo, i parcheggi. Già con il pub del Kofler qualche sabato sera si va in apnea per cercare un posto auto e i 700 coperti in più non semplificano la vita. Al momento sono previsti aggiustamenti per un'ala del Kofler, dunque i parcheggi saranno sfruttati dal nuovo gigante del slow food. Ma la direzione è già alla ricerca di una soluzione nelle vicinanze. Il contesto aiuta: niente case, solo uffici e negozi che dopo le 19.30 lasciano il campo al popolo della notte. Qui lo spritz è garantito senza strascichi di lamentele. (Elvira Scigliano).

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Lombardo minaccia il colpo di scure tremano i superburocrati della regione (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 02-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina IV - Palermo Il retroscena Vertice di maggioranza in vista dello spoils system. Scalia: "Ridurremo nettamente il numero dei dirigenti" Lombardo minaccia il colpo di scure tremano i superburocrati della Regione Decisa la strategia Subito in pensione chi ha l'età per andarci e incarichi ad interim Ringiovanire l'organico dei superburocrati e ridurne nettamente il numero. è con queste premesse che è cominciato ieri il confronto nella maggioranza in vista dell'applicazione dello spoils system per i dirigenti generali della Regione. Il governatore Raffaele Lombardo ha incontrato a Palazzo d'Orleans i vertici del Pdl (Misuraca, Scalia, Leontini) e dell'Udc (il segretario regionale Saverio Romano) e nel corso della riunione sono state fissate le linee guida di un'operazione - quella della nomina dei nuovi vertici amministrativi - che per legge deve concludersi entro il 24 agosto (tre mesi dopo l'insediamento della giunta) ma che il presidente ha intenzione di far decollare prima di sabato. Le mosse annunciate prefigurano una mezza rivoluzione. "L'intenzione - spiega Giuseppe Scalia, segretario regionale di An - è quella di tagliare sensibilmente il numero dei dirigenti generali, mettendo a riposo chi è in età pensionabile e prevedendo l'assegnazione di più incarichi ad interim agli stessi soggetti che andremo a nominare". Una decisione, spiega Scalia, "che scaturisce dalla necessità di attendere, per completare il quadro, la riforma degli assessorati già approvata dalla giunta". Ma il colpo d'ascia minacciato da Palazzo d'Orleans ha subito mandato in fibrillazione i dirigenti generali in attesa di conoscere la loro sorte, la maggior parte dei quali nominati dal governo Cuffaro. E se venisse rispettato il criterio concordato ieri dai leader del centrodestra, nomi di spicco della burocrazia regionale dovrebbero lasciare subito l'incarico per limiti d'età. Solo per fare qualche esempio, hanno raggiunto l'età pensionabile il dirigente generale della Sanità Luigi Castelluci, il capo dipartimento del personale Alfredo Liotta e il segretario di giunta Carmelo Ruffino. Lombardo rinuncerà al loro contributo? E una riduzione della vasta platea di dirigenti generali (oggi sono 37) ha i suoi costi: perché con lo spoils system Lombardo ha la facoltà di revocare gli incarichi, ma la Regione deve comunque pagare le indennità fino alla scadenza naturale dei contratti. Inoltre, c'è il rischio che il giro di valzer dei burocrati possa destabilizzare l'amministrazione in un momento delicato, quando si avvicina il termine ultimo per la spesa dei fondi del Por. Le incognite della rivoluzione di Lombardo. I segretari dei partiti ne parleranno con gli assessori in questi giorni, in vista di un nuovo vertice di maggioranza già fissato per mercoledì pomeriggio. e.la.

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Il segreto è farlo piccolo (sezione: Burocrazia)

( da "Milano Finanza" del 02-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Milano Finanza Numero 153 pag.19del2/8/2008 | Indietro Il segreto è farlo piccolo Di Marco Gregoretti protagonisti La Carlo Gavazzi, azienda italiana che ha prodotto il satellite Agile, è leader nella realizzazione di sistemi spaziali ridotti. Il mercato la premia e il fatturato cresce del 25%. Ma nel 2009 potrebbe raddoppiare Se dovesse disubbidire alle regole morigerate e pacate della mediazione, e rispondere invece al suo istinto passionale, quasi ventrale, la definizione che darebbe di sé e dell'azienda che amministra suonerebbe più o meno così: "Siamo anormali perché non ci uniformiamo ai compromessi". Lanfranco Zucconi, 59 anni il prossimo 18 agosto, marchigiano, amministratore delegato di Carlo Gavazzi Space spa, seconda azienda di sistemistica spaziale in Italia, quarta in Europa, leader nello sviluppo di piccoli sistemi spaziali, la linea passionale in realtà l'ha sempre seguita. Guadagnandosi stima, rispetto, ma anche polemiche e ostracismi pubblici e privati. Finora inutili, però. Anche perché i numeri e i fatti gli danno ragione: 220 dipendenti di cui il 90% laureato in materie scientifiche, location a Milano, Benevento, San Giorgio del Sannio, Rivalta Scrivia, Bologna, Roma e Perugia. Un biglietto da visita come il satellite Agile, creatura uscita dai laboratori di Gavazzi su commissione dell'Agenzia Spaziale Italiana, 50 miliardi di fatturato dell'ultimo bilancio che rappresentano una crescita del 25% rispetto a quello precedente, che già aveva registrato un incremento del 20%. E le proiezioni, anche se non confermate dall'azienda, collocano il potenziale prossimo fatturato abbondantemente sopra i 100 milioni. Risultati da quotazione, eventualità peraltro non del tutto improbabile. "Il trend", spiega a Milano Finanza Lanfranco Zucconi, "è giustificato dal valore strategico del prodotto. Lo conferma anche Merill Lynch". Eppure quando Gavazzi Space nel 1987 fu creata da Riccardo Gavazzi era solo una piccolissima parte della Holding Carlo Gavazzi, in quegli anni quotata alla Borsa di Zurigo. Insomma non era certo il core business della famiglia di imprenditori lombardi. Non solo: all'inizio si trattava di una joint venture tra Gavazzi e l'Aeritalia (di Fiat e poi di Finmeccanica) di Torino. Il confronto tra il modello imprenditoriale di un ingegnere lombardo, pratico e veloce e burocrazie da apparato di colossi come Finmeccanica e Fiat non poteva funzionare. Senz'altro non funzionava per Gavazzi. A metà anni novanta arrivò il terzo socio: Manfred Fuchs, altoatesino di Merano, padre del progetto Columbus (doveva essere messo in orbita nel 1992, invece ci è andato nel 2007), trasferitosi in Germania dove ha costruito un asset del settore che è il terzo in Europa. In poco tempo l'imprenditore di Merano comprò le altre due quote: prima quella di Finmeccanica, poi quella di Gavazzi. Zucconi era già in azienda e seguì da vicino quell'operazione. "Quando Fuchs decise di azzerare per ripartire, io gli diedi la mia totale disponibilità per realizzare la ristrutturazione concordata con sindacati e Assolombarda: le oltre 30 persone in quel momento in esubero furono tutte ricollocate. O, se vicine alla fine della carriera, prepensionate. Nei due anni successivi abbiamo assunto 60 dipendenti compatibili con il piano di sviluppo. L'azienda era pronta per ripartire". Ed è ripartita con il suo core business, l'oggetto del piano: sviluppare i piccoli satelliti. Negli anni '90 si producevano e installavano soltanto satelliti enormi, complicati e costosi: 7 tonnellate, 2 miliardi dollari, e dai 10 ai 15 anni per mandarli in orbita, come il progetto europeo di sistema spaziale. Comportavano anche una serie di rischi, come successe in Giappone: con un lancio sbagliato si buttarono via 2 miliardi di dollari. Già negli anni '80 nelle università inglesi si studiavano programmi che rispondevano a tre requisiti: faster, better and cheaper. Più veloci, migliori e più economici. Zucconi, che era probabilmente l'unico italiano ad aver studiato a fondo i nuovi sistemi in Inghilterra con il professor sir Martin Sweeting, presentò nel 1992 un programma al ministero della Ricerca (ministro era il democristiano Luigi Granelli) e riuscì a ottenere un finanziamento agevolato di 3 miliardi ("interamente restituito", ci tiene a precisare). "Fu quella la base economica da cui partimmo", dice Zucconi. Una sfida che molti ritenevano impossibile, assurda, da combattere in una nicchia di mercato contro poteri forti, spesso sotto l'occhio molto vigile dei servizi segreti italiani, inglesi, americani, francesi, tedeschi, israeliani e mediorientali. E invece oggi Carlo Gavazzi Space ha una clientela pubblica e istituzionale, come le agenzie spaziali (per Agile ha fatturato 64 milioni) e privata internazionale, non solo in Europa, ma anche in paesi come Egitto e Taiwan. Agli enti spaziali vende satelliti scientifici per misurare le fonti di energia, ai paesi medio-piccoli interessati a un sistema autonomo di telecomunicazioni, invece, quelli applicativi I prodotti dell'azienda italiana pesano dai 70 ai 500 kg, costano tra i 50 e i 100 milioni e "a partire dall'idea dello scienziato sono nello spazio nel giro di tre anni". Carlo Gavazzi Space consegna ai clienti un sistema finito: segmento spaziale (satellite) e segmento terreno (la stazione che controlla e riceve i dati). "Con il centro che abbiamo aperto in Campania", aggiunge Zucconi, "siamo anche in grado di realizzare in proprio, in completa autonomia da altri paesi, prodotti e tecnologie, come le batterie o le ruote di sinergia". Ma la partita non è chiusa qui. La prossima frontiera è quella di satelliti che pesino meno di un chilo. Una prospettiva piuttosto concreta visto i potenziali acquirenti: gli eserciti. (riproduzione riservata) .

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I buoni per i vendemmiatori occasionali favoriscono la piaga del lavoro nero (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 02-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cormòns. Soini (Cantina produttori) attacca le organizzazioni sindacali di categoria "I buoni per i vendemmiatori occasionali favoriscono la piaga del lavoro nero" Ogni voucher avrà un valore nominale di 10 euro lordi - 7,50 euro netti - e sarà comprensivo del costo previdenziale e dell'assicurazione. I buoni saranno utilizzati dalle aziende vitivinicole per pagare le prestazioni dei vendemmiatori occasionali. In tal modo viene resa operativa la fase di sperimentazione prevista dalla normativa nazionale ma gli imprenditori vitivinicoli storcono il naso. "I voucher favoriscono la piaga del lavoro nero nei vigneti - ha lamentato il direttore della Cantina produttori di Cormòns, Luigi Soini -. Sarebbe meglio, invece, che ogni produttore paghi allo Stato una quota fissa per ettaro, poniamo cento euro a ettaro, e poi avrebbe il diritto di chiamare tutti i lavoratori che vuole, pensionati e studenti, pagando loro la prestazione. In Italia ci sono 740 mila ettari coltivati a vigneto. Inail e Inps riceverebbero "cash" 74 milioni di euro, una cifra che non hanno mai visto in vita loro. Il provvedimento, inoltre, tutelerebbe anche noi viticoltori dai rischi insiti nella vendemmia e renderebbe più redditizia l'attività". Soini ha spiegato che l'introduzione dei voucher è foriera di numerosi problemi. "Se acquisto tot voucher e poi all'improvviso compare un amico o un conoscente che vuole venire ad aiutare nella vendemmia la domenica, cosa faccio - ha tuonato Soini -? Automaticamente quel lavoratore non è più in regola. E poi se cominciamo a vendemmiare la mattina e poi a metà giornata lavorativa piove?". Se non altro la possibilità di richiedere i voucher in via telematica ovvierà al disagio per i produttori vitivinicoli di spostarsi nelle sedi sindacali per acquistarli. Non è solo questa tuttavia la difficoltà, ci sono ostacoli ben maggiori, secondo i produttori, che reclamano a gran voce una soluzione definitiva alla regolamentazione dei vendemmiatori occasionali che tenga conto delle esigenze di tutti, lavoratori e aziende vitivinicole. Si tratta di problemi che si ripresentano ogni anno poco prima della vendemmia. "La colpa è delle organizzazioni sindacali di categoria, che invece di pensare a come trovare una soluzione a un mese dalla scadenza fatidica si dovrebbero dare da fare gli altri undici mesi dell'anno per porre fine all'annoso problema - ha sottolineato il direttore della Cantina produttori di Cormòns -; questo governo dice di voler ridurre la burocrazia. I voucher sono soltanto altra burocrazia che mette in croce le imprese. Ora saremo obbligati a utilizzarli. Chiediamo invece che si valuti la possibilità di introdurre la quota fissa". Se ne riparlerà, probabilmente, dopo la sperimentazione dei voucher. Ilaria Purassanta.

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Immatricolazioni all'università da quest'anno solo on line (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 02-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina III - Bari L'annuncio Immatricolazioni all'Università da quest'anno solo on line Le code in segreteria saranno solo un brutto ricordo: da quest'anno all'università di Bari ci si potrà iscrivere esclusivamente online. Quella che lo scorso anno era solo una possibilità diventerà la regola. Nuove leve, fuori corso, studenti dei corsi a numero programmato: la burocrazia delle immatricolazioni per migliaia di universitari sta per essere spazzata via da Internet. Tutti saranno forniti di username e password e, attraverso pochi, semplici clic, potranno formalizzare rapidamente la propria iscrizione a qualsiasi corso di laurea attivato dall'ateneo Aldo Moro. Nel 2006, quando per la prima volta agli studenti fu proposta questa alternativa telematica, solo 400 coraggiosi tentarono la procedura d'iscrizione online. Poi, nel 2007, il numero di universitari ad alto tasso tecnologico aumentò fino a sfiorare quota mille. Un segnale incoraggiante ma numericamente insignificante se rapportato ai quasi ventimila universitari che si immatricolarono lo scorso anno. Il 94 per cento di loro alla velocità di Internet preferì le rassicuranti code di settembre. Numeri che rendono l'idea di quanto sia coraggiosa questa sfida alla burocrazia lanciata dal rettore Corrado Petrocelli, nell'intento di migliorare i servizi agli studenti. Per loro l'unica incombenza sarà quella di pagare le tasse. Il bollettino con la prima rata è già stato spedito senza i paventati aumenti. Anche quest'anno dalle tasse saranno esonerati gli iscritti a Fisica, Matematica e Chimica. (paolo russo).

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Dal cilindro del Cavaliere adesso esce il <drizzone> (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 02-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Dal cilindro del Cavaliere adesso esce il "drizzone" Francesco Anfossi All'Italia serve un "drizzone", dichiara il premier Silvio Berlusconi e già ci s'interroga sulla corretta interpretazione dell'inquietante neologismo brianzolo: "drizzone" sta per "raddrizzata", "sistematina" o "regolata"? Insomma, quel che un economista avrebbe definito un "cambio strutturale" e un premier qualunque, un Sarkozy o un Tony Blair, una "svolta" o, andando più in giù nella storia, Francis Delano Roosevelt negli anni '30 un "New deal"? Può essere, ma il premier ha scelto un neologismo diverso, qualcosa di slang, di dialettale, una parola che più che appartenere agli slogan degli statisti ci trasporta a quei commenti che si fanno nei bar quando si legge il giornale, davanti a uno spruzzato, oppure dal barbiere mentre il coiffeur ci sta facendo la saponata: servirebbe un "drizzone", caro lei. E tutti ad assentire se si è d'accordo o a girare lo sguardo dall'altra parte se la si pensa diversamente e non si ha voglia di litigare. Ho controllato sul dizionario e la parola non esiste. Poi ho inserito il termine in google, il nuovo totem dei nostri giorni, e qui qualcosa ho trovato. Berlusconi aveva già fatto ricorso al vocabolo nel novembre 2005 durante un incontro a Sorrento con i giovani di Forza Italia. "Pur avendoci garantito per anni pace e sicurezza, L'Europa oggi ha bisogno di un drizzone, di un cambiamento per adeguarsi alle esigenze dei cittadini come portatrice di democrazia", aveva detto, riferendosi all'Unione europea. Il termine è pure bipartisan, perché è stato impiegato dal piacentino ex ministro dello Sviluppo economico Pier Luigi Bersani, che disse commentando l'operato del suo governo: "Abbiamo dovuto stringere i cordoni della borsa per rimettere a posto i conti. Insomma, abbiamo dovuto dare un bel drizzone, come si dice dalle mie parti". Ma oggi che cosa intende Berlusconi esattamente per "drizzone" quando parla di crisi economica italiana e di congiuntura sfavorevole? Che significa riagganciarci all'Europa con un "drizzone"? Forse allude ai cantieri delle grandi opere pubbliche come la Torino-Lione, per troppo tempo preda degli immobilismi ambientali e degli ostacoli campanilistici? O voleva farci sapere che l'assenteismo degli statali, la burocrazia soffocante dei vari enti locali, le rivendicazioni territoriali, i lacci e lacciuoli di cui è ostaggio l'imprenditoria, hanno i giorni contati? L'Italia è un legno storto piegato dal lassismo di troppi anni e Berlusconi sta pensando come raddrizzarlo? O si tratta semplicemente di un cambio di rotta, di una metafora politica velica, di un colpo forte del Capitano sul timone della nave per virare prima che s'incagli verso la secca? Il "raddrizzatore" Berlusconi è rimasto sul vago, forse volutamente, come vorrebbe Machiavelli. A ben vedere la politica di Berlusconi non è nuova ai "drizzoni", a un'azione di governo per molti versi fatta a strappi. La brillante soluzione del problema della monnezza di Napoli non è stato forse un "drizzone"? Anche nei provvedimenti criticati si può usare lo stesso termine. stato un "drizzone" l'editto di Sofia in cui Biagi, Luttazzi e Santoro vennero proscritti dalla Rai, è stato un "drizzone" il lodo Alfano, sarebbe stato un "drizzone" non indifferente la legge blocca-processi saltata per la levata di scudi di tutto il mondo giudiziario italiano. Potrebbe essere un "drizzone" quello adottato verso 5.000 lavoratori Alitalia, che rischiano di perdere il lavoro in nome del patriottismo imprenditoriale. Idem per il 7 in condotta che ritorna. Ma anche questa è comunicazione, ci sembra già di sentirci obiettare, e Berlusconi è il maestro dei comunicatori. Se serviva il "drizzone" eccolo arrivare. Era nell'aria quella parola, mancava solo che qualcuno la proferisse. Forse è semplicemente un sinonimo di "riformismo", forse di una sterzata a destra, forse nessuna delle due cose. Lo scopriremo solo vivendo.

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Alberto Piccioni PERGINE - Dopo 37 anni tra insegnamento e dirigenza e sei anni come preside al Marie Curie di Pergine, Raimondo Leo (a sinistra nella foto a fianco) sarà in pensio (sezione: Burocrazia)

( da "Adige, L'" del 02-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Ne dal 31 di agosto Alberto Piccioni PERGINE - Dopo 37 anni tra insegnamento e dirigenza e sei anni come preside al Marie Curie di Pergine, Raimondo Leo (a sinistra nella foto a fianco) sarà in pensione dal 31 di agosto. Lo sostituirà alla guida del Curie Paolo Caspani (a destra nella foto sotto) , proveniente dall'Istituto comprensivo di Levico. In questi anni di dirigenza Leo, l'istituto ha raddoppiato gli iscritti (da circa 450 agli attuali quasi 900), sono cresciuti gli spazi e le attrezzature ma soprattutto, come affermano molti insegnanti, ha saputo creare un clima di lavoro sereno per docenti e studenti. Originario di Cattolica Eraclea, in provincia di Agrigento, Leo ha iniziato ad insegnare matematica nel 1971 ed è stato dirigente scolastico dal 1989 a Mezzolombardo, Borgo Valsugana, Cles e infine a Pergine. Gli abbiamo chiesto un bilancio. Cosa è riuscito a fare al Curie e cosa invece lascia in sospeso? "Credo di aver sempre svolto il mio mestiere di dirigente impegnandomi per creare un clima favorevole per i docenti, in modo che questi creassero a loro volta un clima sereno per gli studenti. Sono poi soddisfatto che l'istituto abbia raddoppiato gli iscritti, anche se su questo versante c'è ancora da fare". Si riferisce agli studenti del perginese che vanno negli istituti di Trento? "Esattamente: ogni anno ho fatto promozioni di istituto nelle scuole medie. Ma ci si scontra ancora con alcuni pregiudizi: si preferisce la città a volte solo perché si pensa che offra di più, a volte perché la scuola, pur non avendo da invidiare nulla a nessuno, viene sottovalutata. Un'altra cosa che avrei voluto fare, e non sono riuscito, è vincere sulla burocrazia: a volte sarei voluto intervenire, ma non avevo le armi per farlo, per motivi politici o burocratici". Come sono stati i rapporti con l'amministrazione comunale? "Sempre ottimi, sia con Pergine sia con Levico. Ho sempre trovato disponibilità e collaborazione". Come è cambiata la scuola dal '71, quando iniziò? "Direi che se da una parte gli insegnanti non sono cambiati molto nel modo d'insegnare e di porre attenzione ai bisogni degli alunni, dall'altra gli studenti hanno fatto un grande cambiamento. Non direi che la scuola è peggiorata: offre le stesse cose di un tempo, che però non sono più del tutto adeguate alle esigenze dei ragazzi. Questi oggi chiedono il doppio dell'attenzione, sono molto più fragili, spesso si sentono abbandonati dagli insegnanti e dai genitori, senza punti di riferimento. I docenti però fanno fatica ad abbandonare uno schema didattico spesso incentrato sul programma da svolgere, per andare a capire i reali bisogni dei giovani. ormai chiaro: la scuola la fanno gli studenti, nel senso che gli alunni, con le loro capacità e difficoltà, devono essere al centro del nostro lavoro. Un tempo un docente poteva entrare in classe, svolgere la sua lezione e uscire senza neanche sapere bene chi aveva di fronte. Oggi non è più possibile: l'insegnamento passa attraverso una relazione con gli studenti e una comprensione della loro situazione, cosa che permette poi la trasmissione della conoscenza e dei contenuti delle varie materie". Come giudica la decisione di non ripristinare gli esami di riparazione a settembre in Trentino? "Un'occasione mancata. Gli studenti avrebbero potuto studiare di più, prendere sul serio le carenze che i docenti segnalano loro. La mancata partenza per le vacanze o il mancato lavoro stagionale avrebbero rinvigorito il desiderio di non prendere più delle insufficienze!". Cosa augura al suo successore? "Di riuscire a mantenere il clima di serenità che si è creato al Curie. E che riesca là dove io non sono arrivato". Tornerà in Sicilia? "No, ci andrò più spesso però. Il mio paese di origine, Cattolica Eraclea, a 12 km dal mare, oggi è svuotato, perché ci sono poche occasioni di lavoro. Niente industrie, solo la terra che qualche immigrato ha il coraggio di coltivare". 02/08/2008.

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Senzatetto per cieca burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 02-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

VETRINA pag. 19 Senzatetto per cieca burocrazia Slitta ancora la consegna agli sfrattati delle case assegnate e pronte da mesi Due delle vittime dei ritardi nella consegna delle palazzine di via Volta: Davide Negri (a sinistra) aspetta da mesi di andare a viverci con la sposina; Fiore D'Ambrosio (sotto) non sa più dove mettere i mobili (Spf) di FRANCESCA SANTOLINI ? CORSICO ? E' UNA LUNGA AGONIA quella che stanno vivendo le sessanta famiglie corsichesi che, dal mese di aprile, aspettano il via libera per poter entrare negli appartamenti Aler di via Volta, a loro assegnati dal Comune. Dopo i vari "rimpalli" tra un ente locale e l'altro, le scadenze continuano a protrarsi. E i futuri inquilini sono esasperati oltre che preoccupati. In questi giorni, infatti, l'amministrazione comunale aveva assicurato che avrebbe consegnato gli immobili almeno alle persone con sfratto esecutivo o nella condizione di non avere un tetto sopra la testa; invece, la tanto attesa data del 4 agosto, quella che per molti doveva essere il coronamento di un sogno, si è trasformata, per l'ennesima volta, in un miraggio. "DOPO LE RASSICURAZIONI avute durante gli incontri con l'amministrazione comunale, ho dato la disdetta dall'appartamento in cui vivevo con la mia famiglia - spiega il padre della famiglia Marchello - ora ci troviamo senza una casa. Dopo aver alloggiato un po' da parenti, sono stato costretto ad anticipare le ferie e partire, per non trovarmi in mezzo a una strada. Speriamo che al mio ritorno, dopo il 12 agosto tutto sia pronto, altrimenti non sappiamo più dove andare". Gli inquilini, infatti, davanti alla costruzione, a prima vista idonea a viverci poiché ultimata, stanno pensando a come ottenere quello che sulla carta è un loro diritto: l'alloggio popolare. "Stiamo pensando - continuano gli assegnatari - a come poter entrare negli appartamenti. E in caso di ulteriori ritardi, vogliamo intraprendere azioni legali contro gli enti pubblici affinché ci rimborsino dei danni e dei disagi che stiamo subendo". Questi continui rinvii non solo hanno lasciato numerose famiglie senza un tetto, ma hanno pesanti risvolti economici e pratici. Come ad esempio la questione mobilio. "Dovevo rendere questo box, utilizzato per custodire i mobili che dovrò inserire nella nuova casa, nel mese di marzo - spiega un altro inquilino, Fiore D'Ambrosio -. Poi, la scadenza si è man mano rinnovata fino a oggi. Ora devo renderlo ai proprietari che ne hanno bisogno, ma non so dove mettere queste cose". Oltretutto a causa dei temporali di quest'estate, alcuni degli elettrodomestici e dei mobili sono stati rovinati. "Tutti questi danni chi me li rimborsa? - prosegue -. Se avessero rispettato i tempi non saremmo in queste condizioni". E MENTRE i cittadini cercano disperatamente soluzioni per far fronte a questi "ultimi" giorni di calvario, gli enti si rimbalzano le responsabilità scoprendo che la vera causa di questa situazione è un male che si trascina da tempo: le lungaggini burocratiche.

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Il pediatra, per favore! (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Ferrara, La" del 02-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

ORDINARIA BUROCRAZIA Il pediatra, per favore! Mi chiamo Fregola Francesco, il 23 aprile 2008 è nato mio figilo Luca. Oggi ha compiuto 100 giorni ed è ancora senza il medico pediatra. Alla fine di aprile presso la mutua di via Cassoli ho presentato domanda per la scelta del pediatra in deroga territoriale. Noi abitiamo a Fondo Reno e abbiamo scelto una dottoressa di Vigarano Mainarda. Alla mutua hanno detto che c'erano posti a disposizione, di fare compilare il nulla osta al pediatra che accettava il bambino, quindi tutto a posto! Invece dopo un mese e mezzo ricevo il parere contrario del comitato con motivazioni che trovo fuori luogo. Intanto il bambino, che necessitava di visite mediche veniva da me portato regolarmente dal pediatra. Allora ho fatto una richiesta di riesame, consegnata il 18/6 a mano al dott. Greco presso la mutua di via Cassoli. Poi più volte gli ho telefonato e lui, devo dire sempre gentilmente, rispondeva, ma senza nessun esito. Fino al 18/7 varie telefonate, poi mi dice (Greco) andrò in ferie, telefoni alla signora Rossi. Il 21/7 chiamo la signora Rossi, è in ferie, la sua collega gentilmente mi dice: la faccio richiamare domani dalla dottoressa Scanabissi. Il 23/7 chiamo io la dottoressa Scanabissi che gentilmete dice di essere la segretaria del Comitato e di mandare una copia della mia richiesta di riesame ad un fax. Il fax non funziona, allora richiamo la collega della signora Rossi (che non so come si chiama), e mi dà un altro numero di fax. Stavolta funziona, è il 24/7. Il 31/7 chiamo più volte, ma nessuno risponde. Tutti gentili, sì, ma risultato nulla. Il mio bimbo, allego foto, ha già 100 giorni, ma è ancora senza pediatra. Almeno che sappia io. Francesco Fregola.

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NON CE LA FACCIAMO DA SOLI, L'EUROPA DEVE MUOVERSI (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 02-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 6 NON CE LA FACCIAMO DA SOLI, L'EUROPA DEVE MUOVERSI IL COMMENTO QUANDO SONO arrivato a Lampedusa, martedì sera, il centro d'accoglienza per i naufraghi ospitava 360 persone. L'indomani, quando sono ripartito, ce ne erano cinquecento in più. Ieri il centro è arrivato alla punta massima storica di 1698 ospiti. Ieri sera, dopo circa cinquecento partenze con un ponte aereo, c'erano ancora 1160 persone. La capienza è di 850 posti molto ben tenuti da una società che fa capo alla Lega delle Cooperative di Bologna e il fatto che ci siano un materasso e pasti completi per tutti non risolve certo il problema. Che non è di Lampedusa. E' italiano e se non vogliamo arrivare alla guerra deve al più presto diventare sul campo un problema europeo. Nel solo mese di luglio sono sbarcate nell'isola 4030 persone. Agosto è in genere il mese dell'anno con il mare più calmo: non mi meraviglierei se ne arrivassero seimila, il doppio dell'anno scorso. E se a fine anno arrivassimo a venticinquemila sbarchi nel solo 2008. E' possibile che quest'anno il contributo di Lampedusa alla media nazionale degli ingressi illeciti tenda a salire. FINO all'anno scorso, l'ottanta per cento dei clandestini arrivava via terra con un permesso turistico. I rumeni, è noto, non hanno bisogno nemmeno di quello. Il governo ha fatto molto bene a inviare ieri alla Commissione europea i decreti legislativi sull'immigrazione per chiedere 'suggerimenti'. Vedremo come andrà a finire. Sul tema dei rom l'Unione si è comportata finora in modo grezzo, il Consiglio d'Europa si è distinto per arroganza e pessima informazione. Non è quello di cui abbiamo bisogno. LA SITUAZIONE dei clandestini è ancora più complicata. Lampedusa è a 90 miglia dalla Tunisia e a 120 dalla Sicilia. E' dunque più Africa che Italia. Ma è la nostra bellissima porta di casa. La porta di casa dell'Europa. Dobbiamo rispettare chi rischia la vita per costruirsene una migliore. Ma non abbiamo la possibilità da soli di risolvere il problema e di ospitare all'improvviso centinaia di migliaia di persone. Dalla Toscana in su l'inquietudine cresce, nel Nord Est il malcontento è esploso, la Lega è andata all'incasso alle ultime elezioni politiche, ma se continua così non basteranno i sindaci sceriffi né i provvedimenti governativi ad arginare i rigurgiti xenofobi. Non si capisce perché la burocrazia europea sia bravissima nel disquisire sulle quote latte e del tutto insensibile alle quote clandestini. GRAN PARTE delle persone che ho incontrato nel centro di Lampedusa venivano da Eritrea, Etiopia, Somalia, Sudan. Rimandarle in quei Paesi è impossibile. Occorre intervenire sul posto per arginare le masse di disperati. Non basta svenarci per regalare un'agognata autostrada a Gheddafi. La Libia è il porto di transito. Il problema è più a Sud. C'è bisogno di un colossale investimento europeo. L'Italia, se ne ha forza, faccia la voce grossa. Altrimenti la storia finirà male.

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Voucher per gli stagionali, via a settembre (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Alto Adige" del 02-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: 1AECONOMIA - data: 2008-08-02 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Agricoltura Voucher per gli stagionali, via a settembre BOLZANO - Novità in arrivo per la vendemmia 2008 sul fronte del lavoro. Da quest'autunno, infatti, l'Inps introdurrà, in fase di sperimentazione, i "voucher" per la retribuzione degli impiegati occasionali, nell'intento di combattere il lavoro in nero e ridurre la burocrazia per le imprese agricole. Si tratta di buoni dal valore nominale di dieci euro (7,5 al netto), che verranno distribuiti come pagamento ai lavoratori, a seconda delle ore di lavoro effettuate. I certificati, disponibili sia in formato cartaceo che telematico, permetteranno ai lavoratori occasionali di riscuotere l'importo guadagnato direttamente presso gli uffici postali. I voucher comprendono il costo dell'assicurazione, garantendo la copertura e la tutela previdenziale. La Coldiretti, che ha reso nota la notizia, auspica che le aziende siano incentivate all'utilizzo dei voucher per la retribuzione di quei giovani e pensionati, che lavorano nei vigneti per integrare il proprio reddito. Un'ennesima forma contrattuale "flessibile", voluta dal Ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, per aumentare trasparenza e legalità nel mercato del lavoro agricolo. La vendemmia 2008 sarà quindi un banco di prova per i voucher. Che incassano anche il placet provinciale: "Un progetto molto interessante - ha commentato l'assessore Hans Berger -". G. V.

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Per la lotta contro il cancro Abbiamo deciso di aderire alla cam (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 02-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagna per la raccolta dei tappi in polietilene promossa dall'associazione Umbra per la lotta contro il cancro, finalizzata all'acquisto di una postazione per diagnosi multidisciplinare da donare all'ospedale di Terni. A tal fine un apposito contenitore è stato collocato nei locali della circoscrizione "Colleluna" in Via del Mandorlo n. 15. Si invitano i cittadini a conferire i tappi in polietilene nel contenitore, nelle ore di apertura degli uffici. Tenuto conto del valore civico dell'iniziativa, si fa appello alla sensibilità di tutti i cittadini a collaborare per il raggiungimento dell'importante obiettivo. Leo Venturi Presidente della IV Circoscrizione Colleluna - Terni Le novità sulla sicurezza La settima scorsa il Parlamento ha approvato definitivamente il decreto sulla sicurezza. La Scuola di Amministrazione Pubblica Villa Umbra ha messo già in programma per settembre una giornata formativa per gli Enti Locali. Il 26 settembre Filippo Saltamartini, della Commissione del Senato "Affari Costituzionali", sarà a Villa Umbra per presentare le definitive novità in materia di Sicurezza Pubblica che coinvolgeranno sindaci e Polizia locale (comunale e provinciale). Scuola di Amministrazione Pubblica di Villa Umbra La leggenda del fico fiorone Il fico fiorone, a vederlo com'è, già robusto e rigoglioso, ha tutta l'aria di essere nato qualche anno fa e, in pari tempo, giunto all'attuale florida condizione vegetativa. Sta crescendo ad incastro, tra il monumentale cancello di ferro, una volta scorrevole, ed un angolo della badiale costruzione, ubicata nei paraggi della stazione ferroviaria di Terni, in Via Torricelli. In epoca remota, quello spopolato "casermone" fu sede degli uffici ed alloggiamenti della Polizia stradale. L'edificio è pure munito di ampio giardino con alberi di alto fusto, diventato però un intrico scomposto di verzura. E forse anche di fauna parassita. Ora, l'insieme si trova in condizioni di abbandono ed è un peccato perché, con opportuno cambio di destinazione, potrebbe tornare utile, magari "a fini sociali". Per esempio, ristrutturandolo ad alloggio per famiglie, italiane o straniere (a Terni non sono poche) in precarie condizioni economiche. Trattandosi di bene immobile, presumibilmente appartenente allo Stato, basterebbe trasferirne la disponibilità al Comune oppure all'ATER e provvedere così al recupero e rimessa in funzione. Certo, detta in questo modo, sembra operazione semplice. Ma, si sa, le strade della burocrazia sono come quelle dell'inferno, lastricate di pene e passioni. Però, chissà che qualche saggio amministratore non ci faccia un pensierino. Valido, tal quale, il ragionamento, a riguardo dell'altra ex caserma dei carabinieri, sita in Terni, Via Romagnoli, ai n.ri 3/5/7. Anch'essa trovasi in avanzato stato di "decomposizione". Rimasta senza "inquilini", da tempo passato remoto, sta lì a testimoniare l'incuria del "pubblico" verso le cose che gli appartengono. A meno che, nelle segrete stanze del potere il pensierino non l'abbiano fatto in diversa direzione: tirare su il consueto immenso palazzo. Un palazzo gigantesco simile a quello che, alla ex caserma dei carabinieri, stanno ultimando proprio di fronte. Tutto e sempre, in (permanente) ossequio alla "religione urbanistica" professata a Terni, secondo la quale il completamento architettonico di una strada o di un comparto si realizza soltanto allineando, gomito a gomito, edifici di civile abitazione. Adriano Marinensi Terni Multimediale alla Polvese Anche servizi interattivi-multimediali all'Isola Polvese. Lo stabilisce un protocollo d'intesa che la Provincia di Perugia ha sottoscritto con il Centro Italiano di Studi superiori sul turismo e la promozione turistica di Assisi (Cst). L'Amministrazione provinciale ha avviato da tempo un intervento per il restauro e il recupero funzionale del complesso monumentale di S. Secondo, da destinare a Centro studi di didattica ambientale ed integrato con la realizzazione di un sistema informativo di valorizzazione e promozione dell'area, di natura culturale, storica e turistica. Ed in particolare tale intervento, denominato "Progetto Sistema Integrato Isola Polvese", ha come obiettivo principale il recupero funzionale dell'Abbazia degli Olivetani (o Monastero di San Secondo) e la creazione di una serie di servizi interattivi-multimediali. Provincia di Perugia.

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FEDERALISMO SENZA CALCOLI (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 02-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - BARI - sezione: 1PAGINA - data: 2008-08-02 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE RIFORME PIU' CHE CONTI FEDERALISMO SENZA CALCOLI di MARINA COMEI P rima dell'avvio del Congresso del suo partito, Nichi Vendola in un' interessante intervista al Corriere della Sera ha dichiarato che se sarà possibile trovare un accordo su come garantire a tutto il paese l'uniformità del sistema scolastico, sanitario e socio-assistenziale, non sarà necessario passare ogni proposta di organizzazione federale all'immediato vaglio del calcolo matematico dei vantaggi e degli svantaggi. Alla realizzazione del federalismo non serve infatti una calcolatrice ma avere ambizioni politiche corpose, e solo così esso potrà essere anche per il Sud un'occasione importante per guardare con coraggio e spirito riformatore a quello che si rischia, ma anche a quello che si può diventare, mettendo in campo le proprie risorse ed i propri talenti. In attesa che si chiariscano quelli che saranno i maggiori punti di frizione ed i possibili punti di incontro, le Regioni meridionali faranno tuttavia bene ad individuare fin d'ora le risorse del territorio su cui puntare per vincere una sfida che sarà lunga e difficile e che non si esaurirà nella contrattazione ai tavoli romani. Mettere nuovamente a tema la questione meridionale, come dice il governatore, significherà non lasciarsi invischiare in una pura logica di tagli e conteggi, ma innovare, riformare, valorizzare punti nevralgici del sistema meridionale, in particolare quelli in cui in cui si giocherà la partita dell'innovazione e della competizione. Tra questi un ruolo strategico è ricoperto dal sistema universitario regionale, il luogo centrale della implementazione delle conoscenze e della valorizzazione delle risorse umane, senza le quali il rischio del declino e della crescita delle disuguaglianze diventerà più acuto. Benché l'università italiana sia decisamente sottofinanziata, dopo l'ultima riduzione degli stanziamenti statali previsti dalla Finanziaria in approvazione alle Camere, è evidente che il contributo del centro alla soluzione di questo problema sarà modesto, proprio in una fase in cui il federalismo è destinato ad imporre tempi più stretti ai necessari cambiamenti. Da questo punto di vista è probabilmente inevitabile che alla comunità universitaria, alle imprese, agli studenti venga chiesto un mutamento culturale. Curare gli ordinamenti didattici con un occhio più attento all'offerta di lavoro, diffondere la figura di tutor qualificati per indirizzare o correggere i percorsi di studio degli studenti, definire un'organizzazione della didattica che valorizzi il nesso tra investimento negli studi e tempi di conseguimento del titolo, diffondere buone prassi che seminano i germi dell'eccellenza, ottenere maggiori finanziamenti europei anche con il supporto di una burocrazia preparata allo scopo, sarà lo sforzo richiesto alle università pugliesi, alle imprese un'attenzione più dinamica al sistema ricerca-trasferimento tecnologico insieme ad un impegno per una maggiore utilizzazione di laureati, agli studenti una diversa partecipazione al costo della loro formazione dove borse di studio e prestiti d'onore premino merito e responsabilità senza penalizzazioni socialmente discriminanti.

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L'Italia, ha detto Silvio Berlusconi, ha bisogno da (sezione: Burocrazia)

( da "Tempo, Il" del 02-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stampa L'Italia, ha detto Silvio Berlusconi, ha bisogno da ... L'Italia, ha detto Silvio Berlusconi, ha bisogno da settembre di un "drizzone". Termine popolare per dire che ci dobbiamo dare tutti una bella mossa. Lavorare di più e se possibile soprattutto meglio. Perché il Paese non può continuare a chiedere allo Stato cosa può fare per lui ma deve cominciare a domandarsi cosa lui può fare per lo Stato, quindi per se stesso. O si capisce questo o andremo alla deriva e conteremo nel panorama internazionale ancor meno di quello che, poco, troppo poco, contiamo oggi. Sul tavolo ci sono molti dossier aperti. Ieri per l'ennesima volta il premier ha parlato da Napoli, dove la situazione rifiuti, tre mesi fa una vera catastrofe, sembra davvero sia in via di soluzione. Ottima mossa quella di Berlusconi, che gli ha consentito di fare una importante affermazione: "Lo Stato è tornato a Napoli". Analogo sforzo, similare decisionismo, ora va messo da parte di Berlusconi e della compagine di governo in altre importanti trincee: Alitalia, perché non si può continuare con le indiscrezioni; sicurezza, perché va bene i militari che accompagnano i poliziotti e i Carabinieri ma ci vuole anche un'azione comune che non consenta a certi magistrati di delegittimare poche ore dopo quel che i militari hanno fatto sul campo. Giustizia, e qui la vedo brutta, a mio avviso, perché di separazione delle carriere non si parla più ed è un errore. E infine sottolineo la necessità di un po' più di vigore nella politica estera, soprattutto verso certi vecchi soloni dell'Europa del burro e della burocrazia.

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APPELLO della Provincia agli ambientalisti perchè non ostacolino la caccia a (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (La Spezia)" del 02-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

SARZANA pag. 12 APPELLO della Provincia agli ambientalisti perchè non ostacolino la caccia a... APPELLO della Provincia agli ambientalisti perchè non ostacolino la caccia agli storni. "La caccia allo storno è diventata un braccio di ferro tra ambientalisti e cacciatori vedendo come semplici spettatori gli agricoltori ? spiega l'assesoe Federico Barli ? Eroicamente i nostri agricoltori non hanno subito il fascino della speculazione edilizia e dell'abbandono dei terreni. Molti di loro hanno scomesso sull'agricoltura di qualità investendo la propria capacità imprenditoriale e le proprie risorse. In Val di Magra c'è il più grande distretto vitivinicolo della Liguria e da anni gli agricoltori subiscono la piaga degli storni. In silenzio perchè il risarcimento dei danni spesso ha un valore solo simbolico e la burocrazia scoraggia i malcapitati. Credo che essere ambientalista oggi voglia dire misurarsi con la sfida di uno sviluppo durevole che garantisca le future generazioni e sostenere le attività economiche, prima di tutto l'agricoltura, che possano dare garanzia di conservazione del territorio alle future generazioni. A difesa degli agricoltori mi sento di chiedere la riapertura della caccia agli storni e di chiamare a questa causa anche chi, tra gli ambientalisti, ha a cuore il lavoro prezioso di difesa dell'ambiente degli agricoltori".

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CE LA FAR l'Italia a risalire la china? Ho i miei dubbi. Gli ultimi governi hanno (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 02-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

LETTERE E COMMENTI pag. 40 CE LA FAR l'Italia a risalire la china? Ho i miei dubbi. Gli ultimi governi hanno... CE LA FAR l'Italia a risalire la china? Ho i miei dubbi. Gli ultimi governi hanno sempre puntato il dito sul lavoro nero e gli evasori. La Finanza ha scoperto migliaia di evasori per un ammontare di centinaia di miliardi, ma poi alla fine si è saputo che sono stati riscossi solo 7,9 miliardi per via della burocrazia. E poi ci sono corruzione e mafia, altre due piaghe. Se potessimo eliminarle saremmo un Paese ricchissimo. Albino Orioli, Santarcangelo di Romagna (Rimini).

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GIUSTIZIA (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 02-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-08-02 num: - pag: 35 categoria: BREVI GIUSTIZIA Problemi da risolvere Caro Romano, le scrivo a proposito di una lettera a proposito della giustizia. Ci sono diverse inesattezze che non contribuiscono a fare chiarezza . Si parla dell'introduzione, nell'ordinamento giudiziario, del giudice di pace e del tribunale in composizione monocratica come di un intervento miracoloso in quanto avrebbe alleviato in maniera significativa il carico degli uffici giudiziari. Niente di più sbagliato in quanto queste due figure non sono altro che la riproposizione delle vecchie figure del conciliatore e del pretore riprendendone quasi in toto le vecchie competenze, quindi in realtà si tratta di un cambiamento solo nominale. I mali della giustizia sono altri (a parte separazione delle carriere e altro su cui non entro nel merito). Ci sono gravissimi problemi finanziari, di personale e di management che però dubito che i laureati della Bocconi (raccogliendo una sua provocazione!) siano in grado di risolvere perché una cosa è dirigere una struttura privata e una cosa è dirigere una struttura pubblica dove le maglie della burocrazia (nessun governo cerca di ridurre questa piaga) non facilitano il compito del dirigente. Da anni non si fanno più concorsi per il personale delle cancellerie al contrario di quello che avviene per il personale della magistratura (a volte anche due l'anno), dimenticando che, come suol dirsi, le cause camminano sulle gambe dei cancellieri, così da determinare uno squilibrio nel rapporto numerico tra giudici e personale amministrativo (è come se in una cinquecento ci si mettesse un motore di una Ferrari: prima o poi scoppia tutto!). Basterebbe prevedere che ogni tot di magistrati assunti bisogna reclutare una certa percentuale di cancellieri. Elementare! Dato lo spazio non si possono affrontare altri argomenti, soprattutto quelli finanziari e di infrastrutture (informatica, stenotipia ecc.). Raffaele Suriano Direttore di cancelleria Procura della Repubblica di Urbino Grazie per queste utili informazioni. Ma continuo a pensare che anche negli uffici giudiziari vi siano problemi di efficienza organizzativa che possono essere affrontati con una particolare professionalità. Beninteso questa professionalità può esistere anche in persone che non si sono laureate alla Bocconi: lo hanno dimostrato le Procure di Bolzano e Torino. Ma non sembra che la maggioranza dei magistrati, a giudicare dal calendario delle udienze e dalla lunga parentesi estiva, abbia questa sensibilità. FEDERALISMO La convenienza Un suo parere: pur tenendo conto della programmata svolta federalista, quanto conviene economicamente al Centro-Nord, levato il Lazio, l'Italia unita? Un più ampio mercato nazionale (tenendo conto che siamo comunque in ambito Eu) compensa gli sprechi e le inefficienze amministrative di cui le regioni più evolute si fanno carico con ingenti trasferimenti di risorse? A evitare fraintendimenti circa la richiesta, preciso che sono un meridionale. Antonio Balistreri balias@libero.it La demolizione di uno Stato può comportare più rischi e costi della sua costruzione. Con pochissime eccezioni (la Cecoslovacchia nel 1992) i patti nazionali si rompono soltanto durante le grandi crisi e le conseguenze sono quasi sempre drammatiche. STRADE E AUTOSTRADE Traffico estivo Leggo che negli Stati Uniti il traffico è in calo per il prezzo del petrolio che cambia le abitudini degli americani e che questo non accadeva da trent'anni. Qui da noi intanto, nonostante il balzo del carovita al 4,1 % è tutto un bollino rosso sulla strade e autostrade italiane. Va proprio così male? Umberto Brusco Bardolino (Ve) MESSAGGINI I più cari d'Europa In Italia gli sms sono i più cari d'Europa: 13 centesimi. L'uso dei messaggini è diffuso non solo fra i giovani. Anche una virgola di euro di differenza, moltiplicato per milioni di invii, fa una ricca differenza. Nel 2007 il servizio di sms ha beneficiato gli operatori di oltre 4 miliardi di euro. In Danimarca il prezzo degli sms è di 0,3 centesimi. Fabio Sìcari, Bergamo PARLAMENTARI Monitorare le presenze Giusto intensificare i controlli e le visite fiscali per i fannulloni, ma in quest'ottica è altrettanto giusto che gli elettori possano monitorare anche le assenze di coloro che hanno eletto per rappresentarli. I siti web di Camera e Senato, hanno schede personali per ogni deputato e senatore contenenti dati anagrafici e incarichi, iniziative legislative e interventi in commissione. Mancano però i giorni di assenza all'attività legislativa. Considerato che i pianisti non mancano e che nelle dirette parlamentari gli scranni vuoti sono sempre molti, sarà il caso di monitorare le presenze dei "rappresentanti del popolo" alla stregua di un qualsiasi dipendente pubblico pubblicandoli su internet. Stefano Citti, Viterbo PERIODO DI SALDI Educazione all'acquisto Se nel corso degli anni si è riusciti a imparare come comprare bene nei saldi, si possono davvero fare degli affari. E le cose che solo un mese fa erano a prezzo pieno e sembravano irraggiungibili ora sono lì a portata di mano. Invito i mass media ad approfondire l'argomento risparmio, perché un'educazione diffusa delle tecniche più efficaci per risparmiare, o quantomeno per difendere i propri denari, rappresenta un'azione meritoria di fronte allo spreco diffuso che è spesso inconsapevole delle proprie risorse finanziarie. Chi sa bene come funziona il sistema della vendita, può essere accorto nel comprare bene. Un'ecologia del consumismo attraverso un'educazione diffusa, porta tutti a dare delle priorità ai bisogni e vivere meglio. Flavio Bertolini, Trento.

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Una nuova stretta contro il bullismo (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 02-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Tra le misure più severe previste figura pure l'esclusione del giovane dall'esame finale Il premier: bisogna stroncare questi fenomeni Una nuova stretta contro il bullismo Ci penserà lo Statuto dello studente: sospensioni anche oltre 15 giorni LE NOVIT ROMA. A dare una stretta al fenomeno del bullismo nelle scuole ci penserà anche lo Statuto dello studente. Come? Con sospensioni superiori a 15 giorni, fino all'esclusione dall'esame finale, snellimento della burocrazia per i provvedimenti disciplinari ed una rapida approvazione da parte degli istituti scolastici degli aggiornati e, soprattutto, più severi regolamenti interni. Perché l'obiettivo delle norme contenute nel documento firmato ieri dal ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, al termine dell'annunciato disegno di legge sulla scuola, è quello di salvaguardare i ragazzi dai comportamenti aggressivi e violenti dei coetanei. E per farlo il capo del dicastero di viale Trastevere ha chiesto il coinvolgimento dei diretti interessati, gli studenti. Nel dettaglio, la circolare applicativa, approvata insieme al Forum nazionale delle associazioni studentesche e dei genitori, prevede tra le altre cose: l'obbligo per le scuole di modificare i regolamenti interni consentendo l'applicazione del nuovo e più rigoroso regime sanzionatorio verso gli studenti; le sanzioni di allontanamento superiore a 15 giorni, fino al termine dell'anno scolastico, con esclusione dallo scrutinio o dall'esame, dipenderanno dalla gravità dell'infrazione commessa, e saranno applicate nei casi di comportamenti riconducibili ad ipotesi di reato (quali violenza privata, minaccia, percosse, ingiurie, reati di natura sessuale, incendio o allagamento). Infine, lo Statuto fornirà una serie di chiarimenti per un funzionamento snello ed efficace dei sistemi di impugnazione dei provvedimenti disciplinari e degli organi di garanzia. "C'è una generale attesa per evitare che continuino questi fenomeni assolutamente negativi che si sono manifestati nelle nostre scuole", afferma il premier Silvio Berlusconi garantendo l'impegno delle istituzioni contro la violenza nelle scuole. "Il governo interverrà - aggiunge il presidente del Consiglio -. E il ministro Mariastella Gelmini ha già dato direttive precise nella direzione di una maggiore compostezza della popolazione scolastica". La circolare, come l'intero ddl, rappresentano secondo il ministro "uno strumento ulteriore per responsabilizzare gli studenti e i docenti". "Nelle prossime settimane - conclude la Gelmini - continuerò ad incontrare i rappresentanti delle associazioni nel mondo scolastico per continuare il confronto costruttivo avviato in questi mesi". Per il senatore Antonio Rusconi, capogruppo del Pd della commissione Cultura del Senato, il lavoro svolto finora dalla Gelmini "non rappresenta una novità, dal momento che il ministro Fioroni ha lavorato con impegno e risultati per ottenere, soprattutto attraverso la lotta al bullismo, il massimo della serietà nella scuola". Mentre Paolo Grimoldi, deputato della Lega Nord e coordinatore federale del Movimento Giovani padani, sostiene che "la lotta del ministro Gelmini al bullismo va nella giusta direzione" e chiede un maggiore "coinvolgimento nella formazione dei giovani delle realtà territoriali". (a.d'a.).

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Valduga: sfide sempre più difficili ma affrontabili facendo sistema (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 02-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il presidente di Confindustria Fvg traccia il quadro della situazione economica in regione "La Regione può contribuire. Ateneo: difendere l'autonomia" Valduga: sfide sempre più difficili ma affrontabili facendo sistema di PAOLO L. MEDEOSSI UDINE. Agosto è sinonimo di ferie. E mai come quest'anno devono essere godute per ripartire, al rientro, con quella carica in più che il contesto richiede: un contesto di maggiori difficoltà e di congiuntura negativa. E' in sintesi lo spirito che anima Adalberto Valduga, ingegnere, cavaliere del lavoro, presidente di Confindustria Fvg, a capo di un gruppo che entro ottobre acquisirà un'importante quota in una società di fonderie nel sud dell'India. Lo si capisce chiacchierando con lui di tutte quelle che sono le questioni aperte ora, soprattutto in Fvg. E se da una parte pare che nulla sia cambiato rispetto a sei mesi fa, sul fronte dei problemi, dall'altra si ha conferma che molto è cambiato, a partire dal quadro di riferimento, ovvero la situazione è molto più difficile. Tra le altre cose che emergono c'è che in Fvg il sistema Confindustria ha avviato una razionalizzazione che più o meno ricorda il concetto di back office accentrato: per ora l'intervento avverrà su comunicazione e formazione, ma in futuro riguarderà altro, come per esempio la sicurezza. Poi Valduga è estremamente fermo nello schierarsi a favore dell'università di Udine e della sua autonomia, soprattutto ora che il rettore è la professoressa Cristiana Compagno, "da sempre vicina all'impresa" e la cui elezione "abbiamo salutato con molto favore", persona "molto preparata e dotata della grinta, la competenza e la tenacia" necessarie in un momento come questo. Più in generale, il presidente di Confindustria Fvg conferma quanto emerge dall'analisi della congiuntura fatta da nei giorni scorsi: il Friuli e la regione possono contare su un sistema produttivo che può contare su una maggior presenza di quei settori che ora mostrano un ciclo favorevole (leggasi acciaio e siderurgia), ma questo non significa essere al riparo dal clima complessivo. "Un momento particolarmente delicato - sottolinea Valduga - e non migliorerà a breve. Oltretutto, la crisi nasce dalla finanza che deve essere di supporto all'industria e non la protagonista dell'economia, altrimenti i risultati sono quelli che abbiamo ora sotto gli occhi. Dobbiamo essere preoccupati, ma nello stesso tempo ottimisti. Vedere le difficoltà e gli ostacoli come stimoli. Non ci piangiamo addosso, ma altrettanto chiediamo di essere messi nelle condizioni di non avere svantaggi competitivi inutili ed eliminabili. Consapevoli che i comportamenti, i circoli virtuosi si autoalimentano e diffondono". Quali sono gli interventi che immagina essere efficaci per migliorare il quadro? "A livello nazionale è necessario far ripartire i consumi con un intervento soprattutto sul potere d'acquisto dei lavoratori dipendenti e la leva è ovviamente quella fiscale agendo sulla spesa pubblica improduttiva, e sottolineo improduttiva. La competizione allargata non consente più situazioni tollerabili qualche tempo fa. E spero che il buon senso e la ragionevolezza di tutti rendano realizzabili gli interventi necessari". E sul versante della regione? "Ci sono delle criticità su cui può intervenire. Sottolineato che abbiamo la fortuna che con Friulia la Regione è sempre potuta intervenire nelle crisi puntuali e che indubbiamente non mancano leggi a supporto dell'industria, per quanto con dotazioni che ne riducono l'efficacia (penso alla legge sull'innovazione), la possibilità e la necessità di intervenire è sul terreno da cui nasce la maggior o minor competitività. Penso innanzitutto alle infrastrutture: viarie, energetiche e telematiche. passato oltre un anno da quando si è cominciato a parlare di commissario per la terza corsia e non è ancora operativo: i tempi dell'economia sono basati sui minuti, al massimo sulle ore, di certo non sui mesi e sugli anni". Comunque, certi tempi di realizzazione non sono comprimibili... "Certo, ma su quelli che possono esserlo si deve intervenire e subito. Abbiamo bisogno di energia e quasi non mi ricordo più da quanto tempo parliamo dell'elettrodotto che deve fornire elettricità a Osoppo. Il rigassificatore può essere il banco di prova per dimostrare l'inversione di tendenza: realizzarlo rapidamente e coinvolgere le imprese nel contratto in maniera tale che abbiano una corsia preferenziale nell'approvvigionamento. Certo, la Regione non è colpevole di questo stato di cose e non ha la bacchetta magica, ma l'importante è cominciare. E un segnale arriva dalla volontà di sburocratizzazione che ora deve passare dalle parole ai fatti". Sburocratizzare che è anche sinonimo di responsabilizzare: è una sua convinzione... "Sì. Troppo spesso ci si nasconde dietro agli iter per non fare, non decidere. Ne facciamo i conti ogni giorno, anche nel settore privato, solo che qui è più facile da contrastare. La burocrazia è, ne sono convinto, una categoria dello spirito che dobbiamo combattere per principio". Si accennava all'università... "Per il Friuli e la Regione è un asset troppo importante e il nuovo rettore, Cristiana Compagno, ha la caratura giusta per farne un vantaggio competitivo non solo per l'industria, ma per tutta l'economia, un percorso già cominciato per esempio con il Parco tecnologico che è una grande carta da giocare. E' chiaro che anche lì deve esserci un cambio di mentalità e un mettersi in gioco da parte dei professori. Comunque, l'autonomia non deve assolutamente messa in discussione. Giusto invece un approccio laico e pragmatico sul sistema della formazione, universitaria e no. E' chiaro che anche fra atenei si deve fare squadre ma senza appiattire, le eccellenze vanno promosse e fatte emergere: no alla omogeneizzazione al ribasso. Più in generale, poi nella scuola deve esserci sempre maggior peso all'impegno, al merito". Primo impegno alla ripresa produttiva? "Ce ne sono tanti, ma mi piace menzionare il confronto che avremo con il sindacato per un programma incisivo sull'organizzazione del lavoro. Dobbiamo aumentare la competitività del sistema e possiamo raggiungere l'obiettivo con il coinvolgimento, la soddisfazione, la compartecipazione e la gratificazione di chi lavora in fabbrica a tutti i livelli".

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A28, bloccati i lavori della bretella (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 02-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pordenone A28, bloccati i lavori della bretella Il Tar ha concesso la sospensiva dopo il ricorso sull'esito della gara I lavori per la bretella di Pianzano sono stati sospesi ancora prima di iniziare. Il Tar regionale ha bloccato l'aggiudicazione dell'appalto indetto da Autovie Venete per la realizzazione della variante alla provinciale 41, accogliendo il ricorso presentato da una della imprese che avevano partecipato al bando per lìassegnazione dell'opera. Una decisione in merito verrà presa dal Tar solamente il 24 settembre. Per il momento la strada di collegamento tra l'uscita dell'A28 di Levada e la Pontebbana rimane bloccata. Una delle ditte che avevano partecipato al bando indetto ancora lo scorso febbraio si era sentita ingiustamente esclusa dalla Commissione nazionale aggiudicatrice del ministero delle Infrastrutture, ricorrendo cos? al tribunale amministrativo del Friuli. "E' una vergogna nazionale a cui questo Governo deve porre assolutamente rimedio - tuona il sindaco di Pianzano Alessandro Bonet - siamo tutti stanchi di essere presi in giro dalla burocrazia di questo Paese, dove per una virgola si blocca la costruzione di una strada, senza considerare minimamente i disagi che si arrecano ai cittadini". Il primo cittadino si schiera così dalla parte dei residenti, che recentemente hanno raccolto oltre mille 100 firme per chiedere la chiusura dell'uscita di Pianzano finchè non verrà costruita la bretella. Le proteste continuano da due anni e questo nuovo rinvio che fa slittare l'inizio dei lavori non fa che aumentare la rabbia. Il Comitato di Pianzano ha intenzione di chiedere sulla vicenda un incontro con il ministro Zaia. Intanto il sindaco rincara la dose. "Sono disposto ad andare di persona a Roma", afferma Bonet. L'appalto integrato, oltre alla costruzione dell'arteria da 3,5 chilometri, dal costo per Autovie Venete di 25 milioni di euro, prevede che l'impresa rediga pure il progetto esecutivo.

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Decine di carte e la legge nel frattempo è cambiata (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 02-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

VERONELLA. Bloccata da follie burocratiche Dopo sette anni costruirà la casa al figlio disabile Decine di carte e la legge nel frattempo è cambiata   Angelina Tibaldi ce l'ha fatta. La donna che per colpa della burocrazia non poteva costruire per il figlio disabile una nuova casa, ha ottenuto tutti i via libera e ha aperto il cantiere. Dalla prima richiesta in municipio sono trascorsi la bellezza di sette anni di domande, carte, permessi negati, speranze e delusioni. Sette anni in cui Angelina e i familiari - che abitano in una vecchia corte rurale in via Oppi - hanno conquistato la solidarietà del paese e dei politici locali, oltre gli schieramenti. Eppure la legge sembrava voler impedire a tutti i costi al figlio, invalido al cento per cento, di avere un'abitazione senza barriere architettoniche, idonea alla sua assistenza. "Inviavamo la richiesta in Procura in qualità di tutori", ricorda la figlia, che aiuta la madre nella cura del ragazzo, "ma quando ci arrivava il nulla osta era già stata cambiata la legge che consentiva la realizzazione dell'edificio". Successe così nel 2001. La normativa allora permetteva di edificare in zona agricola a patto che il fondo fosse ampliato con nuove attività. I Mecenero (questo il cognome del marito, scomparso, di Angelina) presentarono domanda per coltivare un frutteto. Piantarono alberi da frutto e attesero l'autorizzazione. Quando tutti gli enti avevano dato il loro benestare, scoprirono che il terreno coltivato non bastava più per la costruzione della casa. "Fu una delusione tremenda", aggiunge la figlia di Angelina, "e dovemmo sradicare le piante". L'amministrazione comunale, il sindaco Antonio Cicolin prima e Dino Paggiola poi, si è sempre detta disponibile alla soluzione del problema ma l'ostacolo era di tipo tecnico-urbanistico, non politico. Nel 2002, ad esempio, Angelina si decise a vendere l'abitazione al cognato pur di costruirne un'altra. La domanda però ancora una volta non venne accolta perché la donna non possedeva un fondo rustico sufficiente per edificare una nuova casa e in più non era un'imprenditrice agricola a titolo principale. La pratica venne dunque nuovamente sospesa. Fino al 2005, l'anno della svolta. L'ufficio tecnico propose una variante parziale della zona agricola per trasformarla in sottozona E4. Con questa, l'edificazione era svincolata alla conduzione del fondo. La variante fu votata all'unanimità in consiglio e spedita in Regione. Tornato da Venezia, il progetto ha preso corpo con grande soddisfazione di tutti. Della famiglia Mecenero in primis e del sindaco. " una pratica di cui mi sono occupato fin dai primi giorni da sindaco", dice Paggiola, "e ora sono felice per Angelina e per il figlio disabile". Nell'abitazione, su un unico piano, il ragazzo potrà entrare e uscire con la carrozzina agevolmente. Avrà a disposizione un bagno spazioso e finestre grandi ed anche una nicchia per riporre una statuetta della madonna di Lourdes. "Dieci anni fa andammo a Lourdes e acquistammo la madonnina per la casa di mio figlio", racconta Angelina, "l'abbiamo pregata tanto in questi anni. Grazie di cuore a tutti coloro che si sono adoperati per noi". P.B.  .

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VERONELLA. Bloccata da follie burocratiche (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 02-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Dopo sette anni costruirà la casa al figlio disabile Decine di carte e la legge nel frattempo è cambiata   Angelina Tibaldi ce l'ha fatta. La donna che per colpa della burocrazia non poteva costruire per il figlio disabile una nuova casa, ha ottenuto tutti i via libera e ha aperto il cantiere. Dalla prima richiesta in municipio sono trascorsi la bellezza di sette anni di domande, carte, permessi negati, speranze e delusioni. Sette anni in cui Angelina e i familiari - che abitano in una vecchia corte rurale in via Oppi - hanno conquistato la solidarietà del paese e dei politici locali, oltre gli schieramenti. Eppure la legge sembrava voler impedire a tutti i costi al figlio, invalido al cento per cento, di avere un'abitazione senza barriere architettoniche, idonea alla sua assistenza. "Inviavamo la richiesta in Procura in qualità di tutori", ricorda la figlia, che aiuta la madre nella cura del ragazzo, "ma quando ci arrivava il nulla osta era già stata cambiata la legge che consentiva la realizzazione dell'edificio". Successe così nel 2001. La normativa allora permetteva di edificare in zona agricola a patto che il fondo fosse ampliato con nuove attività. I Mecenero (questo il cognome del marito, scomparso, di Angelina) presentarono domanda per coltivare un frutteto. Piantarono alberi da frutto e attesero l'autorizzazione. Quando tutti gli enti avevano dato il loro benestare, scoprirono che il terreno coltivato non bastava più per la costruzione della casa. "Fu una delusione tremenda", aggiunge la figlia di Angelina, "e dovemmo sradicare le piante". L'amministrazione comunale, il sindaco Antonio Cicolin prima e Dino Paggiola poi, si è sempre detta disponibile alla soluzione del problema ma l'ostacolo era di tipo tecnico-urbanistico, non politico. Nel 2002, ad esempio, Angelina si decise a vendere l'abitazione al cognato pur di costruirne un'altra. La domanda però ancora una volta non venne accolta perché la donna non possedeva un fondo rustico sufficiente per edificare una nuova casa e in più non era un'imprenditrice agricola a titolo principale. La pratica venne dunque nuovamente sospesa. Fino al 2005, l'anno della svolta. L'ufficio tecnico propose una variante parziale della zona agricola per trasformarla in sottozona E4. Con questa, l'edificazione era svincolata alla conduzione del fondo. La variante fu votata all'unanimità in consiglio e spedita in Regione. Tornato da Venezia, il progetto ha preso corpo con grande soddisfazione di tutti. Della famiglia Mecenero in primis e del sindaco. " una pratica di cui mi sono occupato fin dai primi giorni da sindaco", dice Paggiola, "e ora sono felice per Angelina e per il figlio disabile". Nell'abitazione, su un unico piano, il ragazzo potrà entrare e uscire con la carrozzina agevolmente. Avrà a disposizione un bagno spazioso e finestre grandi ed anche una nicchia per riporre una statuetta della madonna di Lourdes. "Dieci anni fa andammo a Lourdes e acquistammo la madonnina per la casa di mio figlio", racconta Angelina, "l'abbiamo pregata tanto in questi anni. Grazie di cuore a tutti coloro che si sono adoperati per noi". P.B.  .

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"Piane senza fogne, interverremo" (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Adriatico" del 02-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Strutture sportive, Palazzo Passeriasilo nido e raccolta differenziata"Il tesoretto di Sforza? Da 400 mila euro utilizzabili solo forse 90 mila" Illustrati ieri priorità e programmi della nuova amministrazione di Montegiorgio "Piane senza fogne, interverremo" MONTEGIORGIO - Cento giorni per capire la burocrazia comunale. Cento giorni per valutare il fatto, lo stato di avanzamento di quello che si stava facendo e il da fare. Cento giorni per conoscere lo stato della cassa e non fare i conti senza l'oste. Cento giorni per ricevere una lunga eredità amministrativa durata tre mandati, pari a 15 anni. E ieri la nuova amministrazione di Montegiorgio guidata dal sindaco Armando Benedetti, quella che a primavera ha scalzato quasi senza colpo ferire la corazzata del centrosinistra che sembrava anche stavolta destinata a dominare sovrana sulla cittadina capofila della media valle del Tenna, si è presentata per la prima volta alla stampa. Uno alla volta gli assessori hanno presentato il loro lavoro e illustrato gli immediati interventi e programmi. Primo a parlare naturalmente il sindaco, che introdotto il suo mandato nel metodo ("No allo scontro verbale con l'opposizione, cercheremo di agire e fare opere". "Pronte delle assemblee pubbliche per sentire la gente") si è riservato per se l'annuncio più scottante. Benedetti, medico di professione, il tono professionale ancora non l'ha abbandonato: quasi sottovoce, parole precise, né "spara" né comunque dà l'impressione di avere dubbi su ciò che dice: "A Piane il sistema fognario in parte non esiste. Realizzare una rete per noi è prioritario". Un'area enorme da est ad ovest lungo la provinciale Faleriense che investe circa 3.000 persone. Il paziente è assolutamente da curare... se lo dice il medico. Lavori pubblici (Mariani) e bilancio (Liberati) qualche punzecchiatura invece la fanno: "Se almeno una parte degli onore di urbanizzazione di quella zona fossero stati stati rinvestiti nelle fogne non saremmo oggi qui a dire queste cose. Ma ormai è inutile recriminare". Già, ma la precedente amministrazione ha lasciato un bel gruzzolo a disposizione, lo ha detto Sforza... "Il tesoretto di cui ha parlato Sforza - commenta subito Liberati che i conti sembra averli fatti fino al centesimo - da 400 mila euro sulla carta passerà drasticamente agli effettivi 80, forse 90 mila. Altro credetemi non sarà utilizzabile". Con questi dunque (veniamo ai programmi immediati) e gli altri 100 mila euro stornati l'altra notte in Consiglio dai lavori per Parco delle Rimembranze si cercherà di: proseguire i lavori per il completamento di Palazzo Passerini. "Mancavano i fondi" assicura il sindaco. Gli saranno destinati dunque 44 mila euro per portarci i primi uffici comunali; e ancora 55 mila euro per una struttura sportiva a Monteverde; il resto per il nido e altri "ritocchi". Nido (30 posti), appunto, e raccolta differenziata sono le altre due priorità a breve termine. I bimbi da 3 mesi a tre anni durante la giornata di lavoro di mamma e papà troveranno una casa accogliente che seguirà adeguatamente la loro crescita. A gennaio probabilmente già le iscrizioni. Sui rifiuti invece la giunta punta ad una forte accelerazione alla raccolta differenziata oggi, dice l'assessore Del Bianco, ferma al 6-7 per cento. Raccolta sperimentale porta a porta in certe zone e per l'umido invece ancora da valutare. Cento giorni per pianificare, ora tutti al lavoro. ROBERTO ROTILI,.

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Proroga incarico al responsabile area finanziaria Comune di Serradifalco (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 02-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Serradifalco. c.l.) Al responsabile dell'area finanziaria del comune, il dott. Giovanni Maragliano, è stato prorogato l'incarico temporaneo in seno al Comune di Serradifalco. Il responsabile dell'area finanziaria, che attualmente opera nel comune di Raffadali e, a scavalco, anche in quello di Serradifalco, ha ottenuto la proroga al suo incarico sino al prossimo 30 settembre 2008. Si tratta dell'ennesima proroga concessa al responsabile dell'area finanziaria dopo che quest'ultimo è stato chiamato a sostituire il rag. Vincenzo Scamacca che, per tanti anni, aveva retto i servizi finanziari del comune. C'è da dire che, in precedenza, l'amministrazione comunale aveva proposto in consiglio comunale una delibera con la quale si chiedeva di approvare la convenzione con il Comune di Raffadali per fare in modo che il dott. Maragliano potesse operare a scavalco in entrambi i comuni. Una delibera che, tuttavia, se pur a maggioranza, è stata bocciata. Essendo tuttavia vacante il posto di responsabile dell'area finanziaria, l'amministrazione comunale ha ritenuto di dover prorogare l'incarico al dott. Maragliano in modo da non lasciare scoperto un settore vitale della burocrazia dell'ente comunale. L'Unione intercomunale Terre dii Collina, di cui fa parte anche il comune di Serradifalco, ha emanato un bando per la copertura del posto vacante di responsabile dell'area finanziaria che presto verrà espletato.

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Arzignano & Montorso sinergia per strade e luci (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 02-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nuovo percorso di gestione integrata Arzignano & Montorso sinergia per strade e luci L'okay dai consigli comunali Arzignano/Montorso(P. F.) Gli storici buoni rapporti tra le amministrazioni di Arzignano e Montorso Vicentino sono risaputi: ora, primo esperimento che dà inizio ad un nuovo percorso di gestione integrata, il comune di Arzignano diventa partner del vicino Montorso. Entrambi i consigli comunali lo hanno deliberato lo scorso 21 luglio, Arzignano all'unanimità, Montorso con il solo voto della maggioranza. Spiega l'assessore ai lavori pubblici del comune di Montorso Claudio Calderato: "Era un'esigenza sentita. Noi abbiamo un solo operaio, che tutto, da solo, non può fare. Inoltre la ricerca dei preventivi, la stesura dei prospetti comparativi, delle determine, ecc. richiedono molto tempo quando invece gli interventi devono essere effettuati con una certa urgenza e rapidità. Questa convenzione permette di alleggerire parecchia burocrazia, consentendoci di essere immediati ed efficienti (a chiamata, disponiamo di uomini e mezzi di Arzignano), riservando al nostro operaio più spazio per i suoi lavori. E la spesa (36.000 euro l'anno) rientra nella media storica, quindi per i cittadini non c'è alcun aumento. Sono un po' rammaricato che i colleghi consiglieri della minoranza si siano staccati dal problema, vedendo l'atto più come una sottomissione che una collaborazione, come in effetti è. E mi preme ringraziare l'ufficio tecnico di Montorso che sta dando il 120\% di quanto è possibile dare". Anche l'assessore ai lavori pubblici e vicesindaco di Arzignano Paolo Cassan ha elogiato l'operato dell'ingegner Fattori e dell'ufficio tecnico arzignanese, che è riuscito a concludere per l'ultimo consiglio comunale -prima della pausa estiva- quattro deliberazioni davvero complesse. Ma torniamo alla convenzione, che ha la durata di un anno con possibilità di rinnovo, in base alla quale il Comune di Arzignano s'impegna ad eseguire alcuni lavori di manutenzione nel territorio del Comune di Montorso, come da quest'ultimo richiesto, non disponendo di sufficienti risorse umane per soddisfare tutte le esigenze del proprio territorio, con particolare riferimento alle manutenzioni stradali, alla segnaletica sia orizzontale che verticale, alla manutenzione ordinaria e straordinaria della pubblica illuminazione. Anche la normativa nazionale spinge verso una fattiva collaborazione tra Enti, per razionalizzare le risorse verso una maggiore integrazione dei servizi dei Comuni per i cittadini. "Questo progetto s'inserisce in un clima di collaborazione da tempo esistente tra i due Enti e si pone come esperimento innovativo andando oltre la gestione integrata dei classici servizi già convenzionati (servizio idrico, raccolta rifiuti, controllo della qualità dell'aria e corpo intercomunale di polizia locale). Così facendo, Arzignano, storico punto di riferimento del comprensorio, consente ai piccoli Comuni di far fronte alle continue evoluzioni economiche e giuridiche in materia di gestione del territorio ed ha la possibilità di mettere a disposizione le proprie professionalità. Anche il Comune, come già avviene per le Società partecipate diventa dunque un attivo operatore nel mercato dei servizi, con le sue capacità competitive e concorrenziali", conclude Cassan.

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Papà Blob rapito dal <festival introvabile> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 02-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Enrico Ghezzi ieri ha partecipato all'apertura di Cadore doc al Cosmo di Pieve: "Qui si è un po' liberi e un po' prigionieri" Papà Blob rapito dal "festival introvabile" La mente di Rai 3: "Noi anarchivisti e fabbricanti di memoria invischiati fino all'incubo ma anche garanti dell'oblio" La location perfetta. L'assurdità di un Festival in alta montagna? Non esiste proprio, anzi. Per Enrico Ghezzi, mente di Rai 3 e genio dell'audiovisivo, nonché ospite d'onore della giornata di apertura del Cadore doc, tutti i festival ideali dovrebbero vivere in luoghi isolati, possibilmente difficili da raggiungere."Io i festival li farei tutti a Pieve di Cadore afferma infatti papà Blob perché la peculiarità di un Festival dislocato in un posto come questo è proprio quella del non poterne scappare. Qui non è possibile fare il proprio intervento e poi, per dire, andare a vedere il centro città e disinteressarsi completamente della manifestazione. Il luogo vive della manifestazione e gode di due facce opposte, ma ideali, in quanto il luogo è libero, ad esempio, da una certa burocrazia, ma al contempo tu sei in qualche modo prigioniero del luogo stesso, e dunque della manifestazione. Il festival lo vivi anche per strada, incontrando la gente e i suoi protagonisti tra le quattro vie del paese. Anche solo l'idea di dover fare un viaggio così lungo per raggiungerlo fa capire che, una volta che sei arrivato, non puoi non seguirlo, non viverlo. Se ci pensate, è anche la fortuna della Mostra del Cinema di Venezia. Che non si svolge a Venezia, ma al Lido. Un posto costretto e per questo ideale".Che cosa le ha fatto dire di sì al Cadore doc?"Potrei dire la non necessità di dire di no (sorride Ghezzi, ndr). In realtà, però, mi ha molto incuriosito in quanto festival introvabile. I festival così rigorosi, limitati, assurdi e complessi sono quelli in cui mi trovo meglio. La presenza di Peleshjan poi è sicuramente interessante e accattivante".Dicono sia stato un miracolo farlo arrivare."Questa è un pò una contorsione proprio di quella memoria cui il festival è dedicato. Diciamo che al giorno d'oggi basta che uno non si faccia vedere per un anno e mezzo ed è già una rarità. Peleshjan lo conobbi a Firenze, proprio a un festival, e poi lo incontrai un altro paio di volte, sempre in Italia. Più che altro è dieci anni che non fa un film, è questo il vero punto, e peccato".Si parlava, e parlerà, di memoria. Chi meglio di Enrico Ghezzi, monumento della memoria audiovisiva italiana, poteva parlarne?"La memoria è un tema in cui io e il mio gruppo siamo dolcemente invischiati fino all'incubo. Tanto che è quasi fin banale partecipare a una discussione simile. A dire il vero poi noi di Blob, noi archivisti, siamo la garanzia di un oblio, per la memoria. Perché? Perché siamo coloro che accumulando provvedono alla memoria stessa e dunque, automaticamente, coloro che permettono agli altri di dimenticare".Rossitti, direttore artistico del Cadore doc, ha definito il termine anarchivio, oggetto del suo intervento, assolutamente geniale."Questo siamo: anarchivisti. Il gioco è quello di chi decide di compaginare immagini escludendo alcuni elementi di identificazione. Cosicché ci si possa illudere che anche ciò che non è più contemporaneo lo sia. Tutto perché siamo portati a pensare che l'immagine sia quanto di più prossimo al reale. Crediamo che un'immagine, una foto, sia il mezzo ideale per identificare il vero. Ci sembra assolutamente autorevole nei confronti di ciò che abbiamo filmato o fotografato. In realtà è già incredibilmente distante, mitica. Del filmato o fotografato non dà alcuna informazione".Lo avevamo detto no? Geniale.Alessandro De Bon.

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"Lo Stato ci venda il nostro municipio" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 02-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

VERTENZA APERTA il caso L'ente civico paga l'affitto per la sede "Lo Stato ci venda il nostro municipio" Da anni senza risposta Sindaco: "Ne parleremo nel prossimo Consiglio" SABINA CRAVERO BRIGA ALTA Lo stabile è costruito con la nostra manodopera. Se il municipio ha voluto una sede, ha dovuto affittarlo. Ora lo comprerà. Ma compriamo ciò che è nostro". Così Achille Barberis, storico nativo di Briga, scomparso mesi fa, denunciava la contraddizione di un Comune che non è mai stato proprietario di un solo mattone. Era l'estate scorsa e si festeggiavano i 60 anni dall'istituzione di Briga Alta, dopo la spartizione territoriale post-bellica con la Francia. Ad oggi il municipio occupa dei locali "senza titolo": per questo la comunità versa quasi 900 euro l'anno al Demanio, titolare dell'immobile, dopo decenni di contratti diversi e momenti critici per l'arrivo di arretrati esorbitanti da pagare. La risoluzione a comprare è nata nel 2001, alla scadenza di uno di questi contratti e di fronte all'impossibilità di una cessione gratuita. Nel 2005 l'allora sindaco Mario Zintilini, ottenuta udienza a Roma, mise sul tavolo "l'unica offerta sostenibile per il bilancio municipale: 60 mila euro, ottenendo un accordo". Sufficiente perfezionare la vendita. "Da due anni - spiega l'attuale sindaco, Guido Lanteri - s'inserisce a bilancio la previsione di accendere il mutuo, in caso di definizione. A Roma c'è tutta la documentazione". L'ultimo plico è stata spedito a luglio 2007, con un rinnovato impegno del Comune a concretizzare l'accordo. Poi inutili telefonate di sollecito. Le svariate legislature guidate dal sindaco Lanteri sono state segnate da quest'anomalia. Ora è sfiduciato: "Nel prossimo Consiglio ne discuteremo ancora. Se per allora non fosse arrivata ancora una risposta, potremmo decidere di rinunciare". "Non si comprende se sia questione di burocrazia o se siano cambiate delle volontà", aggiunge l'assessore ai Servizi, Francesco De Lucia. Lo stabile affacciato sulla provinciale ospita al primo piano un bar-alimentari, l'unico per gli abitanti e i numerosi turisti estivi delle tre frazioni Piaggia, Upega e Carnino. L'offerta d'acquisto comunale riguarda il piano di mezzo, occupato dagli uffici ("Piuttosto angusti", osserva De Lucia) e il piano superiore, inutilizzato da quando, decenni fa, smise di alloggiare d'inverno la Guardia di Finanza. Il Comune avrebbe progetti sui locali, ma non può disporne. L'ex assessore Gino Ferraris, ingegnere in Comunità montana, commenta: "Lo Stato parla tanto di cancellare gli enti inutili, ma spesso rende per primo inutili gli sforzi degli enti locali".

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Il cantiere della piscina riaprirà a settembre (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 02-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

LA RARI NANTES "DISPUTEREMO I PLAYOFF 2010 NEL NUOVO IMPIANTO" Albisola Superiore Il cantiere della piscina riaprirà a settembre I ristoratori contestano il Comune per i 22 giorni di sagre sul lungomare Progetto in ritardo e incognita per il costo dell'acciaio [FIRMA]ERMANNO BRANCA SAVONA I lavori per la copertura della piscina sono in ritardo ma entro settembre dovrebbe aprire il cantiere che da anni è una sorta di cratere abbandonato nel cuore dei giardini di corso Colombo. Il Comune è ancora in attesa del progetto esecutivo che sta elaborando l'impresa Freccero che ha rilevato il fallimento dell'Edilmar. La vera incognita riguarda però il forte aumento del costo delle materie prime che potrebbe far lievitare la spesa di circa 800 mila euro rispetto ai 4 milioni e 95 mila euro che ha stanziato il Comune. Giuseppe Gervasio, vicepresidente e "anima" della Rari Nantes, fa il punto della situazione: "Mi risulta che entro la prossima settimana il Comune riceverà il progetto esecutivo completo di struttura e impianti. Ritengo quindi che entro settembre il cantiere della piscina potrà finalmente essere aperto". Più complesso il tema dell'aumento dei costi delle materie prime: "L'incremento del prezzo delle materie prime è un dato di fatto. La situazione però è nota anche al governo che dovrebbe emanare un decreto che recepirà l'aumento anomalo del costo delle materie prime fra cui l'acciaio. Tutte le imprese sono in attesa che venga emanato questo decreto. Ritengo che comunque questo aspetto non impedisca l'avvio dei lavori. Anzitutto la fase degli scavi non richiede l'impiego di acciaio. Secondariamente, se il governo emanerà il decreto, i maggiori costi saranno automaticamente coperti. In caso contrario saremo noi imprenditori a rimetterci perchè il Comune è garantito da un contratto che fissa in poco più di 4 milioni il costo dell'intervento. Se i lavori partiranno come spero a settembre, ritengo che in 16 mesi il cantiere sarà chiuso. L'augurio è poter disputare i playoff 2010 nel nuovo impianto".Ancora polemica tra Comune di Albisola Superiore e ristoratori del Capo sulle sagre. "Nel 2007 l'amministrazione aveva garantito, che le rassegne sarebbero state promosse solo in minima parte sulla passeggiata a mare e per un massimo di tre giorni e che le altre sagre si sarebbero svolte nell'entroterra anche per valorizzare, giustamente, le zone meno conosciute del territorio. Invece si è pensato di rifarle sul lungomare, aumentandole a ben 22 giornate tra giugno, luglio e agosto, camuffandole inoltre da ''rassegne gastronomiche'' - spiega Christian Ghigo Gaspari a nome anche dei colleghi ristoratori del Capo - . Questi eventi incidono sul flusso di ogni operatore locale del settore, sottraendogli almeno il 20% dei potenziali clienti. Sono migliaia di euro tolti a chi l'economia del Comune la sostiene tutto l'anno con sacrifici, oltre alle mille difficoltà che certo la burocrazia nazionale e locale non aiuta a risolvere con semplicità".

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Viale Trieste, le piante (sezione: Burocrazia)

( da "Alto Adige" del 03-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Viale Trieste, le piante torneranno al loro posto Distinto Signor Friso, In riferimento alla Sua domanda del 25.07.08 riguardante l'alberatura di Viale Trieste rispondiamo quanto segue: Le piante torneranno in V.le Trieste quanto prima, anche se nelle intenzioni della Giardineria la sostituzione sarebbe dovuta avvenire già da tempo. Le piante di Viale Trieste erano da abbattere, come più volte i tecnici della Giardineria hanno spiegato, per una questione primaria e cioè la sicurezza dei cittadini. Non ci stancheremo di ripeterlo a chiunque voglia mettere in dubbio la fondatezza della scelta, anche all'infinito e forse proprio per questa pazienza siamo meravigliosi, come Lei ci appella con inutile ironia. Quegli alberi hanno vissuto nell'ambiente ostile di un viale cittadino e per questo motivo si sono "ammalati". Il problema è la città con i suoi tempi e i suoi periodici lavori: questo è il destino delle alberature come quella di Viale Trieste, che la accomuna a tutte le alberature di "prima linea" delle altre città. La foto che Lei allega dà senz'altro l'idea di una strada accogliente, indipendentemente dal periodo storico di realizzazione: è tutto nuovo, gli alberi sono appena stati piantati (anche se non le Robinie abbattute che ancora non si vedono) e non c'è traffico. Quando verranno realizzati i lavori ai marciapiedi e arriveranno le nuove piante tornerà ad essere un bel viale alberato, indipendentemente dal periodo storico di realizzazione (ci passi la ripetizione). Non è banale l'attenzione e l'impegno che l'amministrazione investe nelle alberature della città, serve solo un po' di obiettività per apprezzarlo. Ulrike Buratti Responsabile Servizio Giardineria Bolzano Solo i pagani disegnavano gli animali sulla croce Quand'ero ragazzo e a scuola si studiava la storia, ci veniva insegnato che l'offesa maggiore che i pagani potessero fare ai primi cristiani era quella di disegnare un animale in croce. Presumo che gli attuali responsabili dei nostri musei pubblici, culturalmente e storicamente ferrati, sappiano che esporre la figura di un animale o di un mostro in croce offende, oggi come ieri, il sentimento religioso dei cristiani. Opera d'arte? Qual è il metro di certa critica? Beffa Modigliani docet...non ci si sbaglia invece a ritenere opera d'arte i crocifissi che completano i paesaggi sublimi delle nostre Alpi. Da tempo seguo le vicende del Museion di Bolzano e ho portato la mia sincera solidarietà a Franz Pahl. Come cattolico mi sento molto offeso e spero che tanti altri lo siano e lo manifestino, così da convincere ad un ripensamento e a permettere un ritorno della rana nel suo stagno! Franco Sicher COREDO (Trento) Ecco la differenza tra Israele e l'Italia Un Presidente del Consiglio si è dimesso con queste nobili sante parole: "Un premier non può essere al di sopra della legge. Mi faccio da parte perché un ministro deve essere giudicato come tutti gli altri. Sono fiero di far parte di uno Stato in cui un premier può essere investigato come un semplice cittadino". Non illudetevi, siamo in Israele. Da noi, al contrario, la legge, la Costituzione addirittura, la si piega ai voleri e agli interessi del Presidente. Con la velocità della luce le due Camere sospendono i processi in corso che lo accusano nientemeno di corruzione dei giudici. Non è successo niente, l'articolo della Costituzione, che recita: "tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, senza distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, condizioni personali e sociali", sta sempre lì, immutato, ma da un codicillo non scritto si legge chiaramente: "ad eccezione delle più alte cariche dello Stato, che sono più uguali degli altri". Ezio Pelino Quadruplicati a Bolzano gli immigrati La crescita della presenza straniera, nella provincia di Bolzano è salita da 5.134 residenti, iscritti in anagrafe, del 1990 ai 25.317 del 2005, quadruplicandosi (dati Astat). Di questi: 6.713 dai Paesi Ue 25, 26,5% 9.966 dagli Stati europei esterni all'Ue, 39,3%; 3.768 dall'Africa, 14,7%; 1.197 dall'America latina 5,0%; 3.673 dall'Asia, 4,5%. La tendenza, dal 2005 al 2008, è in rapida ascesa. Basta girare in città per rendersene conto: in aumento i cittadini provenienti dall'America latina e dall'Oriente. Si stima che gli immigrati, oggi, siano passati da circa il 5% a oltre il 7% della popolazione, la quale, al censimento 2001, era di 462.999 abitanti; sono perciò intorno a 33.000 unità. A questi si devono aggiungere molti immigrati"invisibili", apolidi, in cerca di asilo politico, i quali chiedono il riconoscimento dello status di rifugiato: A fronte di 18.736 ladini, 113.494 italiani, 296.461 tedeschi(2,6xgli italiani), inclusi i cosiddetti "mistilingue", i quali si stimano intorno a 30.000 e si trovano in condizioni analoghe agli apolidi, in un trauma psicologico nella"forzata opzione" al gruppo linguistico di appartenenza, italiano o tedesco,(magari per opportunismo) e richiedono il diritto di riconoscimento del loro"status di origine "di "athesini", nati e radicati nel territorio"lungo l'Adige e tra i monti". Il neo-assessore provinciale, Francesco Comina, successore di Luisa Gnecchi, ha dato buon inizio alla sua attività conferitagli, incontrando una delegazione della Consulta immigrati del Comune di Bolzano per ascoltare le osservazioni e le esigenze della comunità degli stranieri sui temi fondamentali del lavoro e della casa. L'assessore Comina ha garantito la sua disponibilità"a lavorare con la Comunità per creare le condizioni di una adeguata politica dell'accoglienza nella società" Si auspica che affronti anche il problema dei cosiddetti"mistilingue", che non sono stranieri, ma abitanti nati e cresciuti nella terra"athesis, lungo l'Adige e tra i monti" Renzo Segalla La crisi di Alitalia e il rispetto per il mercato Quando c'era l'AirFrance non mi pare che qualche compagnia aerea si sia esposta in affermazioni cosi provocanti. Si vede che contro la Francia non conviene arrischiarsi, mentre la povera Italia abbassa sempre la testa: non so se ci sia Paese al mondo come il nostro, che dà così tanta importanza alla stampa estera e all'opinione di questo o quello, rigorosamente straniero. E' vero che in Italia non si rispetta il libero mercato? Sì, ma sono i piccoli patiscono: sono artigiani, piccoli imprenditori, soprattutto i nuovi potenziali futuri imprenditori che sono ostacolati dalla burocrazia. Oggi lo voglio dire senza remore: c'è tra certi burocrati una chiara volontà negativa, con lungaggini per impedire attività concorrenziali. Ora il comportamento del governo italiano, di questa legislatura e pure di quella precedente, è simile negli intenti a tutti quelli del mondo: forse da noi gli sprechi non hanno mai fine e ci dissanguano. Quanto pesa per l'immagine dell'Italia una compagnia aerea efficiente e senza debiti? L'immagine conta parecchio, come le strade pulite a Napoli, come il rispetto che meritiamo all'estero per i nostri costumi e le nostre tradizioni. Arduino Rossi.

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Il bacino del Cermis: (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 03-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il bacino del Cermis: le alternative ci sono A proposito del progetto del contestato bacino artificiale del Cermis, apprendo che dal Comitato "No al bacino" sono state formulate interessanti (e meno pericolose) alternative al progetto originale che dovrebbe sorgere sopra l'abitato di Masi, e che tutte sono state sistematicamente respinte dalla Società Funivie per motivi prettamente economici. Reputo molto grave e sintomatico di una situazione quantomeno anomala il fatto che anche l'Amministrazione locale, pur non sussistendo impedimenti di tipo tecnico, si sia allineata a questa decisione. Giovanna Borghini CARANO Il bacino del Cermis: Stava non insegna niente Relativamente al progetto di realizzazione del bacino per l'innevamento artificiale dell'Alpe Cermis, sopra l'abitato di Masi di Cavalese, mi rammarica constatare che ancora una volta nel nostro Paese un'Amministrazione Pubblica sia pronta a tutelare gli interessi economici di una società privata anziché salvaguardare l'incolumità dei propri cittadini. E' inevitabile non pensare al triste passato di Stava, ma è evidente che spesso la storia non insegna. Luca Groppali MASI DI CAVALESE Pruner si vergognerebbe di questo "nuovo" Patt Povero Patt! Prima, l'appoggio a Betta addirittura al Pedavena per salvare qualche cadreghino. Dopo, il nobile lavoro storico di Alberto Pattini strumentalizzato in modo a dir poco stucchevole in una sede istituzionale come Palazzo Geremia, durante una cerimonia che ha visto gli organizzatori autopremiarsi per il lavoro svolto! Non c'è che dire, Enrico Pruner si rivolta sempre più nervosamente nella tomba. Stefano Chemelli POVO Noi educatrici precarie fatte fuori dal concorso Grazie signor Carotta e compagnia, per aver illuso le educatrici precarie (non da uno o due anni, ma da 10 - 15- 20 anni) degli asili nido comunali di Trento, facendo loro fare la tessera con la promessa che tutte avrebbero avuto il posto in ruolo. Tessere che sono servite per andare dal sindaco Alberto Pacher a chiedere il concorso (dicendo pure che lo avevamo chiesto noi, ma noi abbiamo sempre detto che il concorso è la nostra condanna), per metterci in ruolo. Io, precaria per il comune di Trento dal settembre 1988 all'ultima assemblea indetta dalla CGIL dissi con tono abbastanza sostenuto (non essendo tesserata non avevo diritto di parola), che un concorso solo per 16 posti, non avrebbe risolto il nostro problema. Solo due o tre si sono salvate al test scritto, poi si vedrà all'orale che è alla metà di agosto: noi tutte le altre abbiamo avuto la bella notizia di non aver superato il test, come da "copione" Chiedo al Comune di Trento: ma fino ad ora (20 anni di educatrice) non ho svolto un buon lavoro? Perché non me lo avete detto prima che arrivassi a 47 anni?Non vi sembra, amministratori del comune di Trento, che un lavoro così delicato come quello di educare dei bimbi da 0 a tre anni era meglio non farlo fare ad una precaria che non è idonea, perché non ha superato un test? "Grazie, grazie, davvero di cuore. Mariuccia Chistè precaria da 20 anni LUNDO La crisi di Alitalia e il rispetto per il mercato Quando c'era l'AirFrance non mi pare che qualche compagnia aerea si sia esposta in affermazioni cosi provocanti. Si vede che contro la Francia non conviene arrischiarsi, mentre la povera Italia abbassa sempre la testa: non so se ci sia Paese al mondo come il nostro, che dà così tanta importanza alla stampa estera e all'opinione di questo o quello, rigorosamente straniero. E' vero che in Italia non si rispetta il libero mercato? Sì, ma sono i piccoli patiscono: sono artigiani, piccoli imprenditori, soprattutto i nuovi potenziali futuri imprenditori che sono ostacolati dalla burocrazia. Oggi lo voglio dire senza remore: c'è tra certi burocrati una chiara volontà negativa, con lungaggini per impedire attività concorrenziali. Non posso immaginare che una potenza come Ryanair possa essere maltratta, ostacolata, se non di più di quello che si fa ad ogni società, per le lungaggini delle pratiche burocratiche. Ora il comportamento del governo italiano, di questa legislatura e pure di quella precedente, è simile negli intenti a tutti quelli del Mondo: forse da noi gli sprechi non hanno mai fine e ci dissanguano. Quanto pesa per l'immagine dell'Italia una compagnia aerea efficiente e senza debiti? L'immagine conta parecchio, come le strade pulite a Napoli, come il rispetto che meritiamo all'estero per i nostri costumi, i nostri gusti, le nostre tradizioni. Arduino Rossi Solo i pagani disegnavano gli animali sulla croce Quand'ero ragazzo e a scuola si studiava la storia, ci veniva insegnato che l'offesa maggiore che i pagani potessero fare ai primi cristiani era quella di disegnare un animale in croce. Presumo che gli attuali responsabili dei nostri musei pubblici, culturalmente e storicamente ferrati, sappiano che esporre la figura di un animale o di un mostro in croce offende, oggi come ieri, il sentimento religioso dei cristiani. Opera d'arte? Qual è il metro di certa critica? Beffa Modigliani docet... non ci si sbaglia invece a ritenere opera d'arte i crocifissi che completano i paesaggi sublimi delle nostre Alpi. Da tempo seguo le vicende del Museion e ho portato la mia sincera solidarietà a Franz Pahl. Come cattolico mi sento molto offeso e spero che tanti altri lo siano e lo manifestino, così da convincere ad un ripensamento e permettere un ritorno della rana nel suo stagno! Franco Sicher COREDO Quel cervo fuori dal bosco malato o in crisi di nervi Sono un normale amante della natura e degli animali e voglio qui ricordare una frase di Mario Rigoni Stern, profondissimo conoscitore dell'ambiente montano, nonché scrupolosissimo cacciatore, colta personalmente con le mie orecchie: se un cervo esce dal bosco di giorno vuol dire che sono in troppi e non c'è cibo per tutti; l'ambiente rischia grossi danni. Ne arguisco che se un cervo scende in città, ne deduco che o è affamato o più probabilmente in crisi di nervi o comunque malato. Andava quindi in ogni caso, purtroppo eliminato, come si fa con la caccia selettiva. Se i problemi più pressanti dell'Alto Adige sono quelli esposti dal Vescovo nientemeno che ad un Papa (mi riferisco alla rana) beh, allora bisogna ammettere che il ministro Brunetta, purtroppo, potrebbe avere anche qualche ragione nel ritenerci troppo ricchi per occuparci di problemi un po' più drammatici. Gian Enrico Anselmetti San Severino: un errore il taglio degli alberi Leggo finalmente una protesta per il notevole taglio di alberi in viale San Severino ma non mi meraviglia il fatto che il dirigente del servizio parchi abbia dapprima cercato di far in modo di non danneggiare il verde che costeggia il viale e che poi sia sottostato al parere di altri esponenti dell'amministrazione anche contro il suo volere. Ci sono persone e purtroppo sono tante nell'amministrazione pubblica che non hanno nessun riguardo per tutto ciò che non rende guadagni in termini di "bella figura" o possibili voti. Disprezzano la natura, gli animali e se possono li eliminano. Sono solo fastidi. Basti pensare a come hanno trattato recentemente gli orsi, il cervo a Bolzano e gli alberi in città. Quando l'assessore Rudari dice che tanto verranno sostituiti e di non preoccuparsi, vuol significare che per lui gli alberi sono come i muretti o i paracarri, non hanno valore come creature viventi. Finché non cambierànno mentalità i nostri amministratori, dovremo ancora sopportare innumerevoli danni e offese alla natura: animali per primi e regno vegetale poi. Mi spiace soprattuttto del fatto che se era già previsto un taglio così importante si poteva pensare di eseguirlo durante l'autunno o il periodo invernale; durante cioè il riposo degli alberi e soprattutto quando non c'era la possibilità di abbattere anche i nidi degli uccelli presenti d'estate. Chi ama la natura non deve però accettare e tacere sempre davanti a simili operazioni. A. Ferrario TRENTO Niente dietrofront sui precari: che dire? Il governo non fa marcia indietro: la norma sui precari resta nella manovra economica. Nonostante le prese di distanza di diversi ministri, tra i quali Brunetta e Sacconi, alla fine è passata la linea del Tesoro di confermare la misura che blocca le assunzioni dei precari che si rivolgono al giudice per ottenere un contratto a tempo indeterminato. Mario Pulimanti.

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La s.p.a. che regnò su un continente - federico rampini (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 03-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cultura La S.p.a. che regnò su un continente All'apice della sua forza la Compagnia aveva un fatturato annuo superiore al prodotto interno lordo della madrepatria Al momento della scomparsa, la società controllava 250 milioni di persone e doveva rispondere solo a 1700 azionisti privati Centocinquanta anni fa il Parlamento inglese scioglieva la Compagnia delle Indie Orientali e trasferiva alla Corona la sua formidabile struttura: un esercito, una flotta, una burocrazia coloniale con cui per due secoli e mezzo quell'azienda privata aveva governato un quinto della popolazione mondiale Una perfetta, potente incarnazione dell'imperialismo mercantile FEDERICO RAMPINI "la Compagnia ha il grande privilegio di trasferire al servizio di Sua Maestà un corpo di funzionari civili e di ufficiali militari quale il mondo non vide mai prima d'ora. Auspichiamo che Sua Maestà gradisca il dono, che prenda sotto il suo controllo diretto il vasto paese e gli innumerevoli milioni di indiani; ma che non dimentichi la grande azienda da cui li ha ricevuti". Con questo breve commiato centocinquanta anni fa annunciava la sua scomparsa la East India Company. Il Parlamento di Londra aveva varato il 2 agosto 1858 il Government of India Act: per legge da quel momento tutti i diritti della Compagnia delle Indie Orientali venivano trasferiti alla Corona. Era la fine di una storia straordinaria, potente incarnazione dell'imperialismo mercantile allo stato puro. Nei due secoli e mezzo della sua esistenza la Compagnia - un'impresa privata con la natura giuridica della società per azioni - aveva governato un quinto della popolazione mondiale, aveva gestito un esercito, una marina, una burocrazia coloniale, perfino una chiesa. All'apice della sua forza il colosso privato ebbe un fatturato annuo superiore al prodotto interno lordo della sua madrepatria, l'Inghilterra. Amministrava oltre all'India un territorio i cui confini andavano da Sant'Elena a Singapore. Eppure fino al giorno della sua estinzione non cessò di essere uno "Stato S.p.A.", posseduto da soci-imprenditori, e le cui azioni si compravano e vendevano quotidianamente. Prima che il Parlamento britannico decretasse la sua "nazionalizzazione" (per così dire) in favore della regina Vittoria, a difendere la Compagnia era sceso in campo con passione John Stuart Mill, filosofo ed economista di idee avanzate. L'incredibile avventura della East India Company ha inizio nell'anno 1600 con un atto firmato da Elisabetta I. La sovrana accetta la richiesta di alcuni suoi sudditi di essere autorizzati "a proprio rischio e pericolo, a proprie spese, per l'onore del Regno e il progresso del commercio, ad avventurarsi in uno o più viaggi con adeguato numero di vascelli onde trafficare con le Indie Orientali". Elisabetta non può certo immaginare che quel decreto cambierà il corso della storia del suo paese, segnando la nascita del più esteso impero mai esistito. Sullo sfondo c'è la gara in atto fra le potenze europee per espandersi. Spagna e Portogallo, nelle grazie della Chiesa cattolica, hanno ricevuto la benedizione della Santa Sede per possedere i territori scoperti nel secolo delle grandi esplorazioni. Ma la disfatta della Grande Armada spagnola nel 1588, poi la morte di Filippo II nel 1598, hanno scatenato gli appetiti di molti avversari. Le rivalità più accese non riguardano il Nuovo Mondo scoperto da Cristoforo Colombo. L'Oriente è ancora più importante perché fornisce il pepe e tutte le spezie, indispensabili a quell'epoca come medicinali e come conservanti dei cibi (prima dell'invenzione del frigorifero, la carne in Europa viene consumata in uno stato che la renderebbe insopportabile ai palati odierni). Per insidiare spagnoli e portoghesi, l'Inghilterra e i Paesi Bassi quasi contemporaneamente appaltano le intraprese coloniali ad altrettante aziende private. A Londra come ad Amsterdam esiste già la "joint stock company", antenata della moderna società per azioni. La Compagnia olandese delle Indie Orientali è la gemella nemica che gli inglesi vogliono battere. Le "Indie Orientali", dove gli olandesi hanno già importanti insediamenti commerciali, sono Sumatra, Giava, il Borneo (oggi parte di Indonesia e Malesia). Nel gennaio 1601 parte da Londra la prima spedizione navale. L'elenco dei suoi finanziatori coincide col primo gruppo di azionisti della Company: Nicholas Barnsley, droghiere, 150 sterline di capitale; Henry Bridgman, mercante di pellame, 200 sterline; James Deane, grossista di tessuti, 300 sterline; Sir Stephen Steame, sindaco di Londra, 200 sterline; Richard Wiseman, orafo, 200 sterline; seguono altri duecento soci fondatori. è gente che ha spirito di rischio. I traffici con l'Oriente offrono opportunità di guadagno elevate ma anche la possibilità di perdere tutto. Le flotte che sopravvivono ai tifoni e agli attacchi dei pirati possono essere decimate dalle epidemie. Per l'impossibilità di mangiare frutta e verdura fresca durante le lunghe traversate, il flagello più diffuso è lo scorbuto (carenza di vitamina C) che provoca perdita dei denti, emorragie, piaghe purulente e attacchi di depressione. Interi equipaggi possono essere sterminati dalla malattia e le loro navi vagano cariche di cadaveri: è qui l'origine delle leggende sui "vascelli fantasma". La prima flotta mercantile della Company viene decimata, dopo diciotto mesi di viaggio solo una parte delle navi sbarcano a Sumatra. Nonostante le perdite di uomini e bastimenti, al suo ritorno la spedizione carica di spezie garantisce lauti profitti agli armatori. Ma l'arcipelago indonesiano è inospitale per la supremazia di olandesi, spagnoli e portoghesi. Ben più gravido di conseguenze è il primo viaggio che la Company finanzia in India: la nave Hector sbarca a Surat nell'agosto 1608, quattrocento anni fa. Il capitano William Hawkins è portatore di una lettera di re Giacomo I all'attenzione dell'imperatore Moghul, con la richiesta di stabilire un fruttuoso commercio tra i due paesi. In India sono gli ultimi anni del regno di Akbar, sovrano colto e illuminato, mecenate delle belle arti, che promuove il dialogo tra le religioni e la pacifica convivenza tra le comunità etniche. Gli europei che hanno visitato la sua corte sono rimasti stupefatti da un'opulenza sconosciuta nel Vecchio continente. All'epoca del primo contatto con la Company, l'impero Moghul è una superpotenza che nessuna nazione occidentale può eguagliare: l'India del 1600 rappresenta il 22,5% del Pil mondiale, l'Inghilterra l'1,8%. Saranno i rapporti di forza politico-militari a cambiare per primi. Quando i discendenti di Akbar ripudiano la sua tolleranza e sposano una versione fanatica dell'Islam, i mercanti inglesi sfruttano abilmente le tensioni tra la dinastia islamica e la popolazione induista. L'uomo bianco ha dalla sua un vantaggio nella tecnologia militare: quando i britannici e i francesi si affrontano sul territorio indiano prolungando le guerre napoleoniche, è evidente la superiorità delle loro armi rispetto agli eserciti locali. Dopo essersi imposti come efficaci intermediari nel commercio tra Europa e Oriente, dopo essersi infilati gradualmente nelle rivalità tra sovrani locali, a un secolo e mezzo dal primo sbarco gli affaristi inglesi lanciano la vera e propria penetrazione. Robert Clive, governatore della Company dal 1758, usa la superiorità navale britannica per controllare il Golfo del Bengala e da lì risale il delta del fiume Gange. All'età di trentacinque anni Clive, il conquistatore del Bengala, diventa l'uomo più ricco d'Inghilterra subito dopo la famiglia reale. La flotta della East India Company è la più grande marina mercantile privata del mondo. Dietro un'apparente rispetto del potere Moghul, gli inglesi si sono impadroniti del ruolo di esattori; hanno organizzato un'amministrazione fiscale efficiente e rapace. Dirigenti e alti funzionari della Compagnia diventano noti in Inghilterra con il nome di Nababbi per il loro tenore di vita lussuoso. La società è una fantastica macchina da profitti. La corruzione vi regna a tutti i livelli: ogni impiegato può arricchirsi personalmente organizzando affari privati paralleli a quelli della Compagnia. Il business numero uno della società è un narcotraffico su vasta scala, condotto alla luce del sole. Sotto la benevola protezione di Sua Maestà britannica la East India Company organizza la coltivazione dell'oppio indiano che esporta in Cina, per scambiarlo con il tè da rivendere in Europa (La maledizione dell'oppio si porterà via Clive, stroncato da una overdose all'età di quarantuno anni nella sontuosa dimora di Berkeley Square a Londra). Nonostante incarni un capitalismo di rapina la East India Company trova un suo equilibrio nei rapporti con la società indiana, le sue tradizioni, i suoi assetti di potere. Gran parte dei suoi funzionari sono degli affaristi senza scrupoli, non degli ideologi. Non intendono fare proseliti, diffidano dei missionari. Dai Nababbi bianchi ai soldati comuni sono frequenti i matrimoni misti, anche con prostitute indiane: le cosiddette bibis. Dalla religione alla gastronomia gli uomini della Compagnia sono aperti alle influenze dell'Oriente, alcuni di loro si vestono come dei maharajah, praticano la poligamia, rendono omaggio alle divinità locali. Molto prima del suo scioglimento ufficiale, per la East India Company fin dall'inizio dell'Ottocento compare all'orizzonte un temibile avversario: è la religione evangelica che si diffonde in Inghilterra, la madre del puritanesimo. Le usanze dissolute dei mercanti inglesi in India suscitano una crescente riprovazione in patria. Nel nuovo fervore religioso che si diffonde a Londra, la missione civilizzatrice della Gran Bretagna viene identificata con la conversione delle razze pagane. Tra il personale che viene inviato nelle colonie comincia a emergere una nuova figura: è il funzionario tutto d'un pezzo, ben più onesto dei suoi predecessori, ma anche profondamente razzista e convinto di non doversi mescolare con i popoli soggetti. Sempre più spesso partono alla volta dell'India anche le mogli inglesi, le celebri memsahib, guardiane gelose della moralità dei mariti. Quelle donne diventano le missionarie laiche dell'evangelismo, portatrici del nuovo ordine etico nella sfera privata. Da questo nuovo incrocio di rigore e di intolleranza del colonizzatore bianco, in India matura l'evento che segna la fine della East India Company. è la celebre rivolta dei sepoys, che gli inglesi etichettano spregiativamente come "l'ammutinamento" e che gli indiani invece considerano alla stregua di una vera e propria guerra d'indipendenza. Nel 1857 gran parte dei soldati indiani organizzati sotto il comando della Compagnia (i sepoys) si ribellano agli ordini. Non a caso la scintilla che ha messo il fuoco alle polveri è la voce - probabilmente infondata - secondo cui gli ufficiali inglesi costringono la truppa locale a maneggiare munizioni con il grasso di bue e di maiale, un sacrilegio per gli induisti e per i musulmani. La macchia indelebile sulla reputazione della East India Company, per le autorità britanniche, è il fatto che la rivolta divampa per mesi prima di essere domata. Gli inglesi subiscono sconfitte militari, massacri di civili, violenze orrende ai danni di donne e bambini. Il 1857 rivela una grave fragilità nel controllo del più grande possedimento britannico d'oltremare. Londra si accorge che l'India può sfuggire al suo dominio proprio quando è diventata uno sbocco essenziale per l'industria manifatturiera inglese (soprattutto le fabbriche tessili di Manchester e Liverpool) e una fonte altrettanto importante di materie prime. Escono allo scoperto i nemici interni della Compagnia, e sono tanti. Altri mercanti privati inglesi hanno già cominciato ad allungare le mani sul suo monopolio troppo lucroso. L'opinione pubblica britannica ha accumulato invidie e risentimenti per i privilegi della Compagnia: al crepuscolo della sua gloria questa società che governa duecentocinquanta milioni di persone deve rispondere soltanto a millesettecento azionisti privati. E naturalmente la parte più evoluta e consapevole della società indiana ha aperto gli occhi sulla gigantesca rapina ai suoi danni: solo una minima parte dei profitti della Compagnia vengono reinvestiti in India; le fughe di capitali verso l'Inghilterra dissanguano il subcontinente asiatico. Quando il processo alla Compagnia arriva al Parlamento di Westminster, il destino della società privata è ormai segnato. Deve morire. Il 1858 apre l'era nuova del Raj in cui l'India è governata direttamente da un Viceré britannico e da un segretario di Stato a Londra. Nella storia sorprendente della East India Company l'ultimo colpo di scena è l'arringa in suo favore. La vigorosa difesa dell'azienda privata che si appropriò dell'India è affidata nientemeno che a John Stuart Mill, il pensatore liberale e utilitarista, teorico dei diritti umani. La tesi di Mill poggia su argomenti pragmatici: non è la Compagnia la vera responsabile della grande rivolta; è meglio tenere l'India fuori dall'influenza dei partiti di Londra. E soprattutto, la Compagnia privata è stata capace di mantenere il controllo di un immenso territorio asiatico per secoli, "mentre l'amministrazione diretta da parte del Parlamento ha fatto perdere alla Corona britannica un altro grande impero sulla sponda opposta dell'Atlantico".

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L'aquila del Parco in <affitto> (sezione: Burocrazia)

( da "Adige, L'" del 03-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stelvio Il presidente: "Cedere il marchio per rimpinguare le casse". Ed oggi si inaugura "Il bosco degli urogalli" L'aquila del Parco in "affitto" FABRIZIO TORCHIO PARCO DELLO STELVIO - Ci sono i pannelli fotovoltaici a malga Talè, in Val de la Mare, ad illuminare "Il bosco degli urogalli", il nuovo centro visitatori sui tetraonidi che viene inaugurato stamane alle 10.30. Ma l'autosufficienza energetica non basta, al Parco dello Stelvio, per risolvere i suoi problemi cronici: il personale che attende l'assunzione a tempo pieno, gli operai stagionali "salvati" ad ogni stagione, la benzina razionata per i mezzi dell'ente. Al presidente Ferruccio Tomasi , per trovare nuove fonti di introiti il ministro Stefania Prestigiacomo ha indicato la strada del marketing e delle sponsorizzazioni. Così il Parco potrebbe anche affittare il suo marchio, l'aquila, alle aziende delle acque minerali che operano sul territorio (Levissima e Pejo), o cercare sponsor compatibili con la "mission" dell'area protetta (produttori di articoli da montagna, biciclette, tecnologie pulite). "Il ministro Prestigiacomo - argomenta Tomasi - vorrebbe privatizzare alcune attività del Parco, mantenendo però la dipendenza dal Ministero dell'ente, a fini di autofinanziamento. Il nostro budget quest'anno è di 5 milioni 140 mila euro, cui si aggiungono i fondi delle Province autonome e della Regione Lombardia (900 mila euro dall'Alto Adige, 1,5 milioni dal Trentino) ed altri introiti, per un "giro" totale di 10-11 milioni. Ma questi soldi non bastano, senza contare i problemi della burocrazia, soprattutto romana, con risposte alle nostre richieste che arrivano dopo mesi". La cessione del marchio per ora è un'idea: "In consiglio direttivo non ne abbiamo ancora parlato - aggiunge il presidente - perché la proposta me l'ha fatta il ministro a Roma, nell'incontro in cui ho esposto tutte le difficoltà del nostro Parco: il personale non ancora inquadrato, le incertezze per gli operai stagionali e il resto". Intanto è stato indetto il concorso pubblico per la figura del direttore, il coordinatore del Parco le cui funzioni - dopo l'elezione di Luigi Spagnolli a sindaco di Bolzano - sono attualmente svolte da Wolfgang Platter. A breve il bando sarà pubblicato sulla Gazzetta ufficiale, l'incarico è quinquennale e rinnovabile. anche in arrivo "Stelvio Park News", il nuovo giornale del Parco, un trimestrale informativo sull'attività del consorzio di gestione che sarà distribuito gratuitamente, su abbonamento, a chi ne farà richiesta. Il giornale del Parco sarà presentato il 7 agosto a Bormio, poi anche in sede trentina. 03/08/2008.

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Sarà recuperata la vecchia chiesa di sant'elena (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 03-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cagliari Sarà recuperata la vecchia chiesa di Sant'Elena GAIRO. Un altro tassello è stato posto per il reale recupero di Gairo vecchio, l'antico borgo che venne abbandonato nell'autunno 1951, in seguito alla disastrosa alluvione che colpì l'intera vallata del Pardu. Il finanziamento richiesto dal Comune (per la quinta volta) alla Regione per la manutenzione e sistemazione della chiesa di Sant'Elena, è stato finalmente concesso. "Non è stata tuttavia accolta - afferma il sindaco gairese, il forzista Roberto Marceddu - la richiesta, presentata in sinergia con Cardedu, relativa alla sistemazione della chiesa di Buoncammino. L'importo del finanziamento per gli interventi di manutenzione e ristrutturazione della chiesa di San'Elena, a Gairo vecchio, è pari a 252mila euro, di cui 50mila a carico del Comune che, dopo l'emamazione della relativa determinazione da parte della Regione, provvederà ad attivare un apposito mutuo con la Cassa depositi e prestiti. Come tutti ben sanno, la chiesa di Sant'Elena è attualmente in condizioni di forte degrado e abbandono. Il previsto intervento di sistemazione consentirà la sua messa in sicurezza e il suo riutilizzo da parte dei fedeli". Per il primo cittadino del piccolo centro della vallata del Pardu, naturalmente occorrerà attendere i tempi della burocrazia per potere riportare agli antichi fasti la struttura di culto cattolica. Ma è presumibile che l'intervento programmato possa essere completato entro due anni. "Anche questo intervento - ha proseguito Marceddu - è inserito all'interno della programmazione svolta dalla nostra amministrazione. E va a collocarsi nella più generale strategia studiata per salvaguardare, valorizzare e fruire almeno in maniera parziale dell'antico borgo. Proprio nei giorni scorsi, vi abbiamo portato a termine un primo intervento, che è servito a migliorare e rendere visitabile, dopo tanto, le viuzze e le piccole strade dell'antico borgo ai tanti vacanzieri, che spesso si fermano ad ammirare un patrimonio culturale e storico (oltre che si architettura pre-industriale) che appartiene a tutti i sardi". L.Cu.

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Quell'Italia che non crede all'Europa (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 03-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stai consultando l'edizione del Quell'Italia che non crede all'Europa Marianna Madia La Camera ha ratificato il trattato di Lisbona, il testo che sostituisce la cosiddetta "Costituzione europea" bocciata nel 2005 dai referendum in Francia e Olanda e che regolerà il funzionamento dell'Unione europea nei prossimi anni. Leggendo i resoconti della discussione al Senato, si rimane profondamente colpiti dall'intervento del senatore Marcello Pera. L'ex presidente di Palazzo Madama rappresenta la massima espressione dell'anti-europeismo che serpeggia in alcuni settori della maggioranza. Le argomentazioni di Pera sono dure come pietre. Il senatore imputa all'Europa il peccato originale di aver generato un'ideologia europeista, che confonde la realtà con una visione distorta e falsata rispetto alle necessità dei popoli europei. Impregnata di illusioni ideologiche quali il laicismo, il pacifismo neutralista, l'antiamericanismo, l'attuale costruzione europea rappresenta "l'ultimo rifugio" per una sinistra residuale. La religione dell'europeismo a tutti i costi è una comoda nicchia ideologica per non affrontare i problemi concreti degli europei. L'integrazione o è destinata a fallire oppure, nel migliore dei casi, a vivacchiare nell'indifferenza. Pera propone in pratica un ritorno alla configurazione politico-istituzionale precedente il 1957. Si tratta di posizioni estreme. Argomentazioni come quelle di Pera e altre espresse in maniera più rozza da esponenti del Carroccio dimostrano che i sentimenti anti-europei sono presenti anche in Italia e trovano spazio tra autorevoli rappresentanti dei partiti oggi al governo. un momento difficile per l'integrazione europea. Il trattato viene approvato da tutti i parlamenti dell'Unione e bocciato in Irlanda, nell'unica consultazione popolare promossa per ratificarlo. Credo che l'Europa paghi anche colpe non sue. La competizione sempre più difficile con altre economie come quelle asiatica e latino-americana, le speculazioni sulle materie prime, le crisi finanziarie legate al mercato dei mutui: tutti elementi che hanno portato serie preoccupazioni nei cittadini europei. Le difficoltà economiche e la crisi di fiducia si riflettono sulle istituzioni europee. L'Europa viene considerata un meccanismo eccessivo, legato a grandi interessi economici e finanziari distanti da quelli dei comuni cittadini. impersonata da una burocrazia fredda e assente capace soltanto di imporre la spada di Damocle del contenimento della spesa a discapito delle esigenze di protezione sociale delle persone. In pratica si percepisce l'Europa come qualcosa che toglie sicurezza, protezione, identità e che non da nulla in cambio. In un momento così difficile penso che ogni europeista debba alzare la testa. Vorrei rispondere a Pera rovesciando le sue accuse. vero, un'ideologia europeista esiste, ma è un fatto positivo. Credere nell'Europa e nei principi che essa rappresenta quali la pace tra i popoli, la crescita dell'individuo, l'inclusione, la democrazia e la giustizia sociale vuol dire rifiutare i localismi esasperati, gli egoismi razziali, i fanatismi religiosi e le soluzioni autoritarie. Le ideologie non sono un qualcosa di assolutamente negativo: dipende da cosa dicono e dall'uso che se ne fa. Appartengo a una generazione che attraverso i viaggi, la mobilità studentesca e l'evoluzione tecnologica ha conosciuto l'Europa e la vive oggi come orizzonte della propria vita adulta. Molti di noi, in verità anche a causa della crisi italiana, vanno a vivere e lavorare a Berlino, Parigi, Londra. La nostra generazione è consapevole di non poter ereditare le sicurezze conquistate dai propri genitori ed ha accettato la possibilità di potersi muovere nello scenario continentale. Non è solo un discorso di nicchia che riguarda i ricercatori o i manager. Le recenti notizie sul reclutamento di infermieri italiani per gli ospedali inglesi e altri lavoratori specializzati confermano questa tendenza. Per questo abbiamo bisogno dell'Europa. Per questo è importante il trattato che ne innova e migliora il funzionamento. Si tratta di un testo con molti problemi, ma è l'unico compromesso accettabile. Dal punto di vista del lavoro reca l'importante innovazione di riconoscere il dialogo tra le parti sociali come un valore promosso dall'Unione. Ha il grandissimo limite di non considerare il welfare una materia comunitaria, ma di lasciarlo ai singoli Stati. Quando la Ue assumerà su di sé gli ambiti del welfare, ed Europa diverrà sinonimo di protezione sociale, i referendum sui trattati saranno vinti a grandissima maggioranza. Nel frattempo occorre andare avanti con l'integrazione. Deputata PD in commissione Lavoro.

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Edimes, altro colpo: preso viggiano l'ala usa entro un mese avrà il passaporto italiano (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia Pavese, La" del 03-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

SPORT Edimes, altro colpo: preso Viggiano L'ala Usa entro un mese avrà il passaporto italiano BASKET LEGADUE PAVIA. Colpo dell'Edimes che, dal mercato dei passaportati, si porta a casa un elemento che promette di rivelarsi davvero interessante. Si tratta dell'ala Jeffrey Viggiano, 24 anni e già due campionati europei alle spalle, dopo la carriera universitaria a UMass. Giocatore energico, buona mano e ottimo atletismo, capace di essere efficace in contropiede e di giostrare indifferentemente da ala forte o da ala piccola. Arriva a Pavia smanioso di frequentare ribalte cestistiche europee più fascinose di quelle svedesi e ungheresi assaggiate finora. Si candida come addizione pesante al pacchetto lunghi di Stefano Salieri. Che ora ha davvero 10-giocatori-10 da cui spremere energia e intensità di gioco che da sempre hanno caratterizzato le sue squadre. I primi abboccamenti tra la dirigenza pavese e il giocatore, assistito da Kenny Grant, agente americano che cura gli interessi di Ettore Messina oltre che di svariati atleti Nba, risalgono alla scorsa primavera quando, in piena emergenza dopo la grana-Grappasonni, Gian Marco Bianchi ha sondato svariate piste. In quel momento, l'ipotesi-Viggiano viene scartata perché inconciliabile con una tempistica pressante ma le ottime referenze sul giocatore e l'adattabilità alla pallacanestro di Salieri rimangono evidenziate a caratteri cubitali sull'agenda di mercato di Gian Marco Bianchi. Che, in gran segreto, avvia l'iter burocratico per far ottenere il passaporto italiano al giocatore. Al momento attuale, Pavia ha già inviato l'intero dossier-Viggiano ed è in attesa di positiva risposta da parte del Consolato Americano. Se, come garantisce il suo procuratore, il nonno e il padre del giocatore non hanno mai rinunciato alla doppia cittadinanza, anche per Jeff non dovrebbero esserci problemi e il passaporto dovrebbe arrivare entro un mese. In attesa che la burocrazia faccia il suo corso, il giocatore, che con l'Edimes ha sottoscritto un accordo annuale, si presenterà regolarmente al raduno della squadra fissato per il 18 agosto. Prima di vederlo sul campo, i tifosi avranno, comunque modo di prender visione delle notevoli qualità atletiche di Viggiano. Su YouTube, circolano, infatti, parecchi filmati in cui la nuova ala pavese piazza schiaccioni devastanti evidenziando una verticalità che sarà molto utile anche in fase di rimbalzo. Il resto del campionario andrà, poi, vagliato in Italia, ma il potenziale atletico è, assolutamente, di quelli doc. Paolo Rappoccio.

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Cinque mesi per trasferire una pensione da enna (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino di Padova, Il" del 03-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

ARRE. LA PROTESTA DEL FIGLIO DI UN'OSTETRICA Cinque mesi per trasferire una pensione da Enna ARRE. Centoncinquanta giorni per trasferire il versamento di una pensione dalla Sicilia al Veneto. La burocrazia mette a segno un nuovo record negativo: ammesso che tutto vada per il meglio, ci vorranno quasi cinque mesi perché un'anziana 84enne tornata ad Arre, suo paese d'origine, dopo aver vissuto per quarant'anni in provincia di Enna, possa riscuotere la propria pensione. E' quanto si è sentito dire il figlio della pensionata, Sergio Betto, dai funzionari dell'Inpdap, l'ente previdenziale del pubblico impiego. Inizialmente dovevano bastare 90 giorni, adesso invece servono quasi due mesi in più, sperando che tutto vada per il meglio. "Mia madre Irma si è trasferita in Sicilia nel 1949 - racconta Betto - dove ha lavorato come ostetrica per tutta la vita. Adesso non sta bene, quindi abbiamo deciso di riportarla ad Arre. Ad aprile sono stato a Catena Nuova, il comune in provincia di Enna dove ha vissuto, per organizzare il trasloco e tutte le pratiche. Fra le quali anche la richiesta di poter riscuotere la pensione nell'ufficio postale di Arre. All'Inpdap di Enna mi hanno detto che ci sarebbero voluti almeno 90 giorni e mi sono adeguato. Ma allo scadere dei tre mesi la pensione non era ancora disponibile, così ho chiesto spiegazioni all'Inpdap di Padova, dove mi è stato risposto che non ne sapevano nulla. A quel punto ho provato più volte a chiamare l'ufficio in Sicilia ma ho solo perso del tempo perché dopo attese di almeno 5 minuti la linea cadeva. Solo dopo aver inviato una raccomandata di fuoco al direttore dell'Inpdap di Enna, affermando che l'avrei ritenuto responsabile del disservizio, ho ricevuto una risposta. Prima da Padova, dove mi è stato riferito che la pensione arriverà entro il 17 settembre. Poi mi ha chiamato il direttore dell'Inpdap di Enna, dicendomi che entro quella data l'assegno sarà disponibile grazie al suo interessamento! A questo punto non mi resta che aspettare, ma mi sembra una grande presa in giro". (Nicola Stievano).

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Una condotta controcorrente (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 03-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Alberto Brasioli Il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge presentato dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Prevede esami a settembre per chi deve recuperare debiti e la "non iscrizione all'anno successivo" con il 7 in condotta. Ventila l'eventualità di divise scolastiche, sulle quali ogni istituto potrà tuttavia regolarsi a piacere. Trentatré ore annue saranno dedicate all'ex educazione civica ora "cittadinanza e Costituzione". La prima ha portato a niente, speriamo nella virtù della seconda. Ai fini dell'ammissione all'esame di Stato, inoltre, un cattivo comportamento potrebbe costare la decurtazione di un massimo di 5 punti del credito scolastico. Alle critiche sul voto di condotta la Gelmini ha risposto sostenendo che "il comportamento deve concorrere alla valutazione complessiva dello studente". Berlusconi ha aggiunto che il provvedimento "è una risposta importante agli atteggiamenti di bullismo". Di diverso avviso, la minoranza si scandalizza delle intemperanze del premier ("Il Manifesto" ha messo in prima pagina la famosa foto delle corna), ma poi chiama mummie e accusa di conformismo gli studenti che accettano le regole e le rispettano. Un voto in condotta superiore a 8 è considerato un'onta dai ragazzi, nonni o nipoti che siano, di sinistra. E dato che, a dispetto dei risultati elettorali, in quest'area milita larga parte dei docenti, è probabile che le norme appena varate facciano la fine del governo Parri, che voleva introdurre regole nuove con una burocrazia rimasta vecchia. Il partigiano dai capelli bianchi decise di dimettersi quando si accorse che nessuna delle sue disposizioni riusciva a varcare il muro di gomma opposto dai suoi funzionari. Le leggi son - ossia ci sarebbero già, direbbe padre Dante - ma chi pon mano ad esse? Questo il vero problema. Ad ogni modo, speriamo che i paletti coraggiosamente piantati dalla bella ministra funzionino, perché ce ne sarebbe davvero bisogno. pur vero, tuttavia, che nelle scuole americane ci sono sia le divise sia l'equivalente del 7 in condotta e peggio, ma si spara comunque all'impazzata. Come a dire che le regole funzionano se c'è chi le considera uno strumento utile alla realizzazione di un progetto generalmente condiviso. Le stesse sono invece destinate a fallire se la maggior parte di coloro cui sono rivolte le utilizza quale garanzia d'impunità per chi è comunque deciso a violarle. E la sensazione è che questa seconda condizione sia oggi prevalente. Il bullo, come ogni delinquente, è tale perché spera comunque di farla franca. Alzare la posta può (forse) far rientrare nel guscio i deboli che si lasciano intimorire (per poi, di colpo, dar fuori di matto). Ma consolida anche nelle loro convinzioni i più violenti, che del non temere la legge fanno un punto d'onore. E poi si sa che quando le punizioni appaiono eccessive, in genere sono proprio coloro che dovrebbero mandarle ad esecuzione i primi a non volerle comminare. Almeno da noi. Con tutto ciò ci dispiacerebbe dar nel giusto prevedendo che le norme antibullo, più che ai teppisti veri, finiranno per essere applicate in prevalenza alle "Maddalena: zero in condotta" di dolce e antica memoria, ossia a quei ragazzi esuberanti, forse troppo vivaci - magari mentalmente disturbati, ma certamente non bulli - contro cui è più facile prendersela perché tanto si sa che non rigano le fiancate, o bucano le gomme delle auto dei prof, o piantano grane in tribunale, come fanno gli altri, magari contando su adulti della loro risma. Ai prof non si fa l'esame di coraggio. Ma almeno che gli pagassero l'assicurazione, si direbbe in italiano dei valori.

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Caso cefalea grave, Napolitano risponde (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 03-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Albano sant'alessandro Il suo caso non è stato dimenticato, anzi se ne sta interessando il ministero del Lavoro. Un segnale incoraggiante quello arrivato dalla segreteria del presidente della Repubblica per la vicenda di Rosaria Lussana, la 33enne di Albano Sant'Alessandro che soffre di cefalea a grappolo ed è stata la prima donna a diventare mamma con due elettrodi impiantati nel cervello. Rosaria, madre di Francesco, purtroppo non ha tratto molti giovamenti dal sistema degli elettrodi che le ha causato una lesione al cervello provocandole la paralisi di pollice e indice. Per attenuare gli attacchi di cefalea è costretta a utilizzare antidolorifici e quando il dolore si fa insopportabile è necessario ricorrere al coma farmacologico. Negli ultimi due anni si è dovuti ricorrere al coma 4 volte, ricoverando Rosaria per almeno due o tre giorni attendendo che il dolore passasse. Ma oltre a combattere il suo male, Rosaria è impegnata in una battaglia contro la burocrazia che finora non le ha concesso la pensione di invalidità. Un sostegno prezioso nelle sue condizioni, che le consentirebbe di dedicarsi con più attenzione alla sua salute e alla famiglia. Dall'Inps era riuscita a ottenere l'assegno di inabilità - 85 euro al mese - ma non la pensione di invalidità: sarebbe troppo giovane. Il marito di Rosaria, Marco Martinelli, ha scritto al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che ha manifestato il suo interessamento: l'Inps di Bergamo è stata invitata a riconsiderare il caso. L'esito dovrebbe essere comunicato nei prossimi giorni. stata quindi accolta con soddisfazione la nuova comunicazione giunta dal consigliere del presidente della Repubblica per gli Affari interni. "Al riguardo ? le ha scritto il consigliere Alberto Ruffo ? la informo che questa presidenza, nel prendere atto di quanto precisato dalla Direzione provinciale Inps di Bergamo con la lettera del 20 giugno, ha ritenuto di interessare il ministero del Lavoro, della salute e delle politiche sociali per le opportune valutazioni di competenza".

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Il rondò non basta, in Val Brembana restano le code (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 03-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Egregio direttore, diciamoci la verità: il tanto sospirato rondò anti-code della Valle Brembana non si è rivelato per niente anti-code. Dopo cinque fine settimana di sperimentazione, a parte il primo weekend quando probabilmente in valle non era salito quasi nessuno, il risultato è ancora lo stesso: a monte di Zogno, dove si trova il rondò, chilometri e chilometri di incolonnamenti e ore di attesa. Due domeniche fa, nel tardo pomeriggio, da San Pellegrino a Zogno, si viaggiava a 4-5 all'ora e la coda era, come al solito, chilometrica. Chi poi pensava di fare il furbo cercando di accorciare e passare per il centro di San Pellegrino, probabilmente si è fatto ancora più male: già al primo semaforo ha trovato un "muro" di auto in coda e per arrivare all'innesto con l'ex statale (un chilometro) ci ha impiegato anche un'ora. Risultato: nonostante la galleria, il centro di San Pellegrino si è ritrovato di nuovo come ai "bei tempi", quando la variante non c'era: tra lo smog delle auto. La realtà è che non ci sono rondò, vigili o semafori intelligenti che tengano: se il traffico è intenso e ci sono strade laterali che si innestano sull'ex statale, rallentamenti e incolonnamenti ci saranno sempre. Ora che non si può più protestare con i semafori di San Pellegrino o Zogno (a parte quello delle Cinque vie, peraltro lampeggiante la domenica), per i prossimi anni non resta che rassegnarsi alle code dei fine settimana o a fare qualche periodico periplo di 40 chilometri in Valle Taleggio per arrivare, dopo un "salutare" sballottamento di tornanti, ai Ponti di Sedrina. Il rondò di Zogno, al posto dell'odiato semaforo, ha risolto qualche problemuccio in settimana e ha ? forse ? ridotto un po' le code, ma le probabili soluzioni si confermano essere la galleria a Zogno e una nuova Villa d'Almè-Dalmine Si dirà: le code ci sono ovunque, basta andare nell'hinterland milanese ogni mattina o ogni sera. Già, ma al lavoro bisogna andarci per forza, mentre i turisti a forza di stare in coda dopo un po' cambiano anche meta. Ergo, una soluzione sarebbe meglio trovarla. La variante di Zogno? L'assessore ai Lavori pubblici del Comune dice che farebbe la firma per averla pronta nel 2015, ma ci crede poco. Come dargli torto: per fare quella di San Pellegrino ci hanno impiegato un decennio, quella di Zogno è in cantiere da altrettanti anni ma errori di progettazione (!!) e burocrazia ne hanno rallentato la costruzione. Ora la Provincia sembra sicura di poterla fare velocemente. E si spera, perché se le code si formano oggi che i turisti non arrivano a valanga, figuriamoci quando entrerà a pieno regime la San Pellegrino voluta da Percassi. Per carità, se le code persistono, vorrà anche dire che i villeggianti sono comunque affezionati alla valle e, nonostante tutto, vengono. Alla fine, al brembano, resterà, comunque, il rammarico di come sono andate le cose in questi tanti anni: per costruire la casa della viabilità (leggi "gallerie in valle") si è partiti dal tetto (ovvero dall'alta valle) e solo ora si arriva, finalmente, a costruire le fondamenta (leggi "Zogno e Villa d'Almè"). Se si fosse pensato diversamente, forse, oggi saremmo qui a raccontare tutta un'altra storia. Lettera firmata.

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Coronano (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 03-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

REGGIO IN MOTO pag. 4 Coronano I bikers Ravazzini e Muzzioli di BRUNO DALLARI ? CASALGRANDE ? SIAMO andati per visitare Babbo Natale, ma lui era in ferie. Scherzano Luigi Ravazzini (operaio ceramico in pensione) e Roberto Muzzioli (riparatore meccanico), di ritorno da una cavalcata in sella alle loro moto fino a Capo Nord. Hanno cullato questo viaggio fin dai loro vent'anni; ora che, pensionati, possono meglio disporre del loro tempo hanno deciso di partire. Ravazzini in sella ad una Honda Pan European e Muzzioli a una Honda Deauville. In tutto 3 settimane di avventura, in un viaggio vissuto senza eccessi e concedendosi di tanto in tanto momenti di "respiro" per godersi la bellezza dei posti attraversati, soprattutto in Norvegia. Problemi particolari? "Non ne abbiamo avuti ? dicono ? se non qualche difficoltà perché nessuno di noi due conosce l'inglese; le abbiamo superate grazie anche alla profonda cortesia della gente che incontravamo, che sapeva interpretare le nostre richieste. Un chiodo ad una gomma ? dice Ravazzini ? che peraltro non l'ha nemmeno forata. Lo abbiamo tolto, per precauzione, nella stazione di un gommista ma poi siamo ripartiti subito". Avete mai pensato di tornare indietro? "No, nel modo più assoluto. Nemmeno quando, in Norvegia, ci siamo trovati a viaggiare sotto la pioggia per una intera giornata. Era il viaggio che volevamo fare e lo abbiamo fatto. Per noi Capo Nord è un luogo da conquistare, anche se poi abbiamo avuto la delusione di vedere che è molto più affollato di quanto si pensi, pieno di turisti che arrivano a bordo di pullman o via mare, con code di duecento metri per comprare un souvenir. Alcuni bikers, poi, arrivano in treno a poche centinaia di chilometri, per fare poi solo l'ultimo tratto in sella alle loro moto. Questo ci ha tolto un po' di poesia, ma è una meta che consigliamo". Il momento peggiore? "Attraversare la Germania, chilometri in autostrada e, scendendo dalla moto, un forte risentimento muscolare alla parte bassa della schiena". Il migliore? "La Norvegia, dove anche in autostrada riesci a sentire il profumo dei fiori. Una cosa bellissima, improponibile nel nostro territorio. Poi il fatto che nel giro di pochi chilometri ti trovi a viaggiare a lato di laghi ghiacciati per poi, percorrendo tornanti per alcuni chilometri, nel giro di 10 minuti trovarti al mare. Ci è capitato almeno tre volte in un giorno. E' stato magnifico, non fosse per l'altissimo costo della vita. Là un litro di benzina costa 14/15 corone, praticamente due euro...". Prossimo viaggio? "Credo l'attraversata di Spagna, fino a Gibilterra, per poi salire verso il Portogallo e rientrare dalla Normandia, nel nord della Francia ? dice Ravazzini. Un viaggio che ho già fatto ? riferisce Muzzioli ? vorrei recarmi a San Pietroburgo, attraversando Estonia e Lettonia per poi entrare in Russia ed arrivare alla meta. Ma non so se sarà possibile. Abbiamo già provato ad avere i visti di ingresso, ma la burocrazia è tale che per ora vi abbiamo rinunciato". Partirete di nuovo assieme? "Ci lega la passione. Ci conosciamo da appena tre mesi ma abbiamo fatto un viaggio incredibile assieme e ci siamo trovati bene. Vedremo. Forse sarà proprio S.Pietroburgo la nostra prossima meta. Magari ? dice Ravazzini - vi arriveremo dopo aver visitato la Piazza Rossa a Mosca. In moto, ovviamente".

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Di ALBERTO MAZZUCA (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 03-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

ECONOMIA & FINANZA pag. 24 di ALBERTO MAZZUCA NEW YORK è la nuova capitale del turismo. In effetti lo è sempre stata ma ora la Grande Mela ha rinforzato questo primato superando di molto i suoi rivali di sempre, Orlando e Las Vegas. Solo nel 2007 ci sono stati ben 46 milioni di visitatori di cui 1,5 provenienti da oltreoceano. Ed i turisti hanno speso a Manhattan e dintorni quasi 29 miliardi di dollari, il 16% in più. una crescita trainata dagli europei che spendono molto di più grazie al super euro. E tra gli europei in buona posizione si trovano gli italiani: si lamentano sempre dicendo di avere pochi soldi ma poi se ne vanno in giro per tutto il mondo. E li trovi dovunque. Nel West degli Stati Uniti, tra San Francisco, Las Vegas, la Monumental Valley, il Grand Canyon e Los Angeles, circolano in queste settimane decine di pullman di soli turisti italiani. Ad un prezzo attorno ai 3.500 euro a persona. Che, nonostante la debolezza del dollaro, non è davvero poco. IL FATTO CURIOSO è che nessuno di questi turisti si accorge che gli Stati Uniti sono in recessione. Meglio: che gli Stati Uniti hanno scoperto di essere in recessione dal momento che finora l'hanno negato. Per parlare di recessione, sostengono gli economisti, ci vogliono due trimestri consecutivi al ribasso del Pil. E i due trimestri consecutivi ci sono. Ma l'ufficio americano che deve prendere questa decisione, il National Bureau of Economic Research, è dell'idea che bisogna guardare anche altri dati oltre al Pil, come i posti di lavoro, gli investimenti, i redditi, la produzione industriale. Tutti dati poco confortanti: la disoccupazione è aumentata passando dal 5,5% di giugno al 5,7% di luglio. Anzi, l'economia Usa non riesce a creare nuovi posti di lavoro già da parecchi mesi: il tasso di disoccupazione era del 4,7% un anno fa ed ora è del 5,7%. Dati preoccupanti. Ma è già successo che nel 2001, quando gli Stati Uniti hanno avuto una recessione durata nove mesi, l'annuncio ufficiale della recessione sia stato dato solo a crisi finita. AL DI L degli annunci più o meno ufficiali e di quel che possono accorgersi i turisti italiani, gli americani hanno cominciato a tirare la cinghia dopo avere vissuto al di sopra delle loro possibilità. La crisi dei mutui ha messo in ginocchio il settore immobiliare e anche quello bancario, l'industria automobilistica è alle corde, i consumi sono fermi se non in calo, il deficit federale americano rischia di toccare il prossimo anno la cifra record di 482 miliardi di dollari, l'inflazione è attorno al 5% mentre Ben Bernanke, il responsabile della Federal Reserve, cerca di tenere la barra della banca centrale in equilibrio tra le preoccupazioni di non dare un'altra batosta all'economia americana aumentando il costo del denaro e i timori di un forte risveglio dell'inflazione. INSOMMA, la fine del tunnel non è proprio dietro l'angolo. E dal momento che la crisi economica ha provocato il crollo del gettito fiscale, anche i governatori dei vari Stati cercano di ingegnarsi in qualche modo: così quello della California, Arnold Schwarzenegger, ha tagliato le retribuzioni di duecentomila dipendenti pubblici mentre una città di 120 mila abitanti nei dintorni di San Francisco, Vallejo, ha dichiarato bancarotta. A New York, invece, David Peterson sta addirittura pensando di vendere i ponti e il tunnel di Manhattan. Insomma, c'è la crisi ma i politici americani affrontano i problemi con decisione. E soprattutto senza rinvii IN ITALIA INVECE? Siamo in agosto, quindi il Paese va in vacanza, il Parlamento lo segue a ruota e tutto viene rinviato a settembre. Quando anche i nostri problemi non sono da poco. L'inflazione è alta, balzando in luglio al 4,1% e segnando il dato peggiore degli ultimi dodici anni. E il Pil è vicinissimo allo zero. Tutti si mostrano preoccupati per il carovita, con i prezzi di pane, pasta e gasolio che volano. E giù a lamentarsi nonostante la spruzzata di humor da parte di Beppe Severgnini, lo scrittore: "Aumenta il prezzo della pasta? Da domani solo spaghetti all'arrabbiata?". MA NON l'inflazione a doverci preoccupare di più in quanto è in linea con quella media europea. Quello che dovrebbe veramente preoccuparci è invece il Prodotto interno lordo che da diversi anni cresce solo la metà degli altri Paesi europei. E quest'anno proprio non cresce del tutto. Per gli sperperi, per gli alti costi della burocrazia, per la criminalità. "L'Italia ha bisogno di un 'drizzone' per poter competere con gli altri Paesi", sostiene il premier Silvio Berlusconi. Un 'drizzone'? Qualcosa, per farla breve, che porti la barra nella giusta direzione. Cominciando con il lavorare di più. IN REALT I POLITICI di casa nostra, di qualsiasi colore e schieramento, dovrebbero porsi un'altra domanda e poi cercare di rispondere: come mai l'industria italiana va benissimo sui mercati internazionali e invece fa una grande fatica all'interno? Già, perché in base ad un dossier elaborato da Onu e Wto il nostro Paese non ha un'industria di serie B, in alcuni studi collocata addirittura dopo lo Zimbawe e la Bulgaria. No, l'industria italiana è competitiva nonostante il super euro. Anzi, proprio nel dossier Onu e Wto, che tiene conto di un indice poco conosciuto e chiamato Tpi (Trade performance index), l'industria italiana è al top per competitività, seconda nel mondo solo alla Germania. E precede Olanda, Svezia, Australia, Cina, Francia, Russia, Finlandia, Danimarca. Come si vede, tra le prime dieci non compaiono la Spagna, gli Stati Uniti, l'India, il Brasile, la Gran Bretagna. IL COMMERCIO estero si conferma con il made in Italy l'eccellenza dell'economia italiana. Quattro i settori di punta, curiosamente con le stesse iniziali, i settori delle 'quattro A': abbigliamento, arredo, automazione meccanica, alimentari. E a questo punto viene da chiedersi: se politici e sindacalisti dessero il loro fattivo contributo nel rendere la nostra industria competitiva anche all'interno del Paese? Se provassero a sciogliere i nodi che fanno crescere il nostro Pil solo la metà di quelli degli altri Paesi europei? SE CONTRIBUISSERO nel rendere economicamente attraente questo Paese che viene invece snobbato dagli investimenti stranieri? Se si domandassero quel che si chiede un cittadino qualunque e cioè perché siamo in coda agli altri quando invece potremmo produrre ricchezza come gli altri? Ma è agosto: le eventuali risposte a settembre?.

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Ici, proroga al 26 agosto Anche nel Comune di Gubbio viene appli (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 03-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cata la proroga al 26 agosto dei termini di pagamento dell'ICI. Del resto, lo avevamo preannunciato in comunicazioni precedenti, precisando che si era in attesa di norme in tal senso. Pertanto, sulla base della conversione in legge del decreto 93 del 27 maggio, con cui è stata stabilita l'esenzione dal pagamento dell'imposta comunale sugli immobili per la cosiddetta "abitazione principale", non ci saranno sanzioni per chi ha omesso o versato un importo parziale della prima rata Ici 2008, purchè correttamente eseguiti entro il 26 agosto. La legge 126 del 2008 con cui è stato convertito il decreto 93 consente, infatti, di rimediare, nei successivi 30 giorni dalla sua entrata in vigore, agli errori causati dalla difficoltà per i contribuenti nell'individuare gli immobili esentati dal pagamento del tributo locale. Ovviamente l'agevolazione riguarda solo gli immobili aventi categoria catastale di tipo A. Maria Cristina Ercoli Assessore al bilancio Gubbio Noi, alcolisti anonimi Il 7 agosto, presso il Gruppo Perugia Uno (Via Caduti del Lavoro 93) alle ore 18,30, si svolgerà una riunione aperta e sarà anche l'occasione per festeggiare il compleanno di sobrietà di un amico. Il tema della riunione sarà: "Le nostre tradizioni, per crescere spiritualmente, per convivere nella casa comune, per trasmettere il messaggio", che sarà poi il tema del nostro XXIV raduno nazionale. Alcolisti Anonimi Perugia Civile convivenza Il Capo dello Stato rappreseta tutti gli italiani.Va rispettato e onorato. Chi offende lui offende tutti. Anche nel caso che sia persona discutibile. Ma quando è irreprensibile, un vero signore, equilibrato e al di sopra delle parti, com'è l'attuale Presidente, va doppiamente rispettato. Invece giorni fa due personaggi dell'opposizione - uno al limite dell'oltraggio - lo hanno duramente offeso. Per una firma apposta ad una legge approvata dalla maggioranza. Proprio per quella firma andava elogiato. Ha dimostrato lealtà verso la Costituzione e verso la sovranità del Parlamento. Sono arrivate insinuazioni anche da parte opposta. Un giornale di destra è andato a rivangare un passato che non c'è più. L'antica appartenenza del Presidente ad una parte politica avvicinata dall'attuale elevata mansione "super partes" lo esalta anczichè umiliarlo. "Esistere è mutare, mutare è migliorare, migliorare è creare" Henri Bergson). Ammesso - per dovuto rispetto - che Egli sia mutato. Il vezzo politico di colpire la persona, specie se ricopre un'alta carica o ci rapopresenta, costituisce sintomo di immatura civiltà, oltre che odioso modo di far violenza. "Va rispettata la persona specie se essa costituisce simbolo o emblema per molti... La civile convivenza è fatta soprattutto di rispetto" (Aldo Capitini). Nazzareno Duili Movimento non violento Perugia Il sole a scuola La giunta provinciale ha espresso parere positivo sul piano "il sole a scuola" per il potenziamento di 23 impianti fotovoltaici realizzati in istituti scolastici. Un progetto che è un fiore all'occhiello di questa amministrazione. Attualmente è in corso l'installazione dei primi due di questi impianti presso l'IPSIA e lo Scientifico di Foligno. Nel giugno 2007 il ministero dell'Ambiente aveva emanato un bando dal titolo "Il sole a scuola", rivolto ai Comuni e alla Province proprietari degli edifici ospitanti scuole. Il bando era finalizzato alla realizzazione di impianti fotovoltaici sugli edifici scolastici e, simultaneamente, all'avvio di attività didattiche e di interventi di razionalizzazione e risparmio energetico con il coinvolgimento degli studenti. La Provincia di Perugia ha individuato 20 edifici scolastici dove posizionare impianti fotovoltaici da 3,3 kWp ognuno. I progetti inviati sono stati approvati per un importo di 200.000 euro. Successivamente la Provincia ha deciso di realizzare altri 3 impianti fotovoltaici e di aumentare da 3,3 kwp a 19,8 kwp la portata dei 23 impianti. Con questo progetto la Provincia potrà disporre di una produzione di energia elettrica da fotovoltaico di circa 850mila Kwp, dando concretezza alle richieste di incremento di produzione di energia da fonti rinnovabili. Massimo Buconi Assessore Provincia di Perugia Valorizzare i parchi I parchi potrebbero essere una risorsa importante per l'Umbria ma deve essere agevolata la possibilità per i cittadini di partecipare alla vivibilità delle aree protette. Gli enti che le gestiscono dovrebbe essere più snelli ed avere minore burocrazia, per poter promuovere il turismo. Una diversa gestione di questa risorsa, unita alla possibilità di svolgere abbattimenti selettivi all'interno delle aree protette, porterebbe ad un incremento del turismo e ad un aumento dei finanziamenti disponibili per le aree tutelate. Andrebbe inoltre valutata la possibilità di svolgere attività di ripopolamento all'interno dei territori protetti, dove poi catturare gli animali evitando una loro eccessiva proliferazione. Aldo Tracchegiani Consigliere regionale La Destra.

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LATINA - La spiaggia "cartolina" dell'isola di Ponza, Chiaia di Luna, conside (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il" del 03-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di GIOVANNI DEL GIACCIO LATINA - La spiaggia "cartolina" dell'isola di Ponza, Chiaia di Luna, considerata tra le più affascinanti al mondo, resta chiusa. E' così dalla fine della scorsa stagione e resterà così per tutta l'estate. Prudenza o burocrazia? I rappresentanti del "Comitato civico Chiaia di Luna" fanno la spola tutti i giorni con il Comune e parlano di "promesse non mantenute". Sono pronti anche a proteste clamorose perché stufi di "continui ritardi delle pratiche burocratiche - spiega Tommaso Andreozzi - delle perizie tecniche e dei lavori vari effettuati per consentire la fruizione della spiaggia". Doveva riaprire questo fine settimana ma non c'è stato e non ci sarà nulla da fare. Questione di sicurezza: le rocce di origine vulcanica della parete che sovrasta i 700 metri di spiaggia sono friabili e il rischio frana è elevato. "Ma l'ultima relazione tecnica assicura l'agibilità di un tratto di spiaggia, e la sospensione temporanea dei lavori del tunnel romano di accesso alla spiaggia" - ribadisce Andreozzi. Residenti, ma anche molti turisti, sono costretti comunque a prendere una barca. Per raggiungere Frontone, l'unica spiaggia rimasta sull'isola, o le calette più suggestive. Non solo, la baia di Chiaia di Luna è utilizzata quando il vento di Levante arriva a spazzare il porto di Ponza e per evitare problemi - è una questione che si trascina da decenni - le imbarcazioni vanno a ormeggiare in rada dalla parte opposta dell'isola. Se spiaggia e tunnel sono chiusi è poi impossibile raggiungere la terraferma. C'è chi ricorda ancora la notte insonne di un anno fa, quando con il mare grosso da una parte e il tunnel chiuso per motivi di sicurezza - come avveniva tutte le sere - i turisti furono costretti a chiamare i carabinieri per poter tornare a Chiaia di Luna e da lì arrivare alle imbarcazioni. Il sindaco, Rosario Porzio, è categorico: "Io non me la sento moralmente di riaprire, non ci sono le condizioni di sicurezza minime. Mi rendo conto di quanto una decisione del genere possa pesare nell'economia dell'isola e quanti disagi stia creando ma finché non ci saranno certezze la spiaggia resterà chiusa". Del resto prima i lavori per la messa in sicurezza della parete, nel '97, poi una frana nella zona che ancora non aveva reti di protezione, nel 2001, hanno fatto due vittime. Un operaio che lavorava al posizionamento di quelle reti e una turista. Nel primo caso per la mancanza di sistemi di sicurezza in cantiere sono stati condannati i vertici della società, nel secondo il dibattimento è ancora in corso. E verte sulle presunte responsabilità dei tecnici comunali che non vigilavano sul tratto più a rischio della spiaggia dove cadde il masso che uccise la giovane della provincia di Lucca. Un'altra frana venne registrata nel 2003. Il comitato chiede "l'immediata apertura della spiaggia, relativamente al tratto in sicurezza senza ulteriori indugi" mentre il sindaco ribadisce che lui deve "tutelare la salute pubblica". Su un punto concordano e chiamano in causa la Regione Lazio: "Serve una definitiva soluzione del problema Chiaia di Luna". Fondi e interventi strutturali che risolvano la vicenda una volta per tutte. "Perché - conclude Porzio - sono il primo a dire che deve essere fruibile una delle spiagge più belle del mondo". Bella e maledetta.

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Rifat il campione sfida i palazzinari di Jaffa (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 03-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Esteri - data: 2008-08-03 num: - pag: 14 categoria: REDAZIONALE La storia La riqualificazione minaccia anche il quartiere dove l'atleta arabo-israeliano iniziò la sua carriera Rifat il campione sfida i palazzinari di Jaffa Un ex calciatore contro il nuovo piano edilizio: "Caccia gli arabi dalla città" DAL NOSTRO INVIATO TEL AVIV - "Pelé" sta in piedi da un centinaio d'anni. è stato il miglior amico e compagno di allenamenti per Rifat Jimmy Turk. Ogni mattina, da bambino, scendeva da casa e cominciava a colpirlo a pallonate. Se non c'è un campo da calcio intorno, un muro è il tuo attacco, la tua difesa e porta il nome di un campione. Jimmy è diventato celebre, l'hanno scoperto in questa stradina di Jaffa, è andato a giocare nell'Hapoel Tel Aviv, è stato il primo arabo a indossare la maglia della nazionale israeliana (e il primo a rappresentare il Paese ai Giochi Olimpici, 1976). "Pelè" è rimasto qua e adesso è in pericolo. La burocrazia e le ruspe vogliono abbatterlo assieme ai muri di altre cinquecento case. "Mia madre ci vive da quando è nata, 75 anni fa", racconta Jimmy. "Abbiamo ricevuto una lettera di sfratto: non siamo i legittimi proprietari della terra dove la casa è stata costruita". La stessa lettera è stata inviata alle famiglie del quartiere Ajami, che l'istituto nazionale per l'edilizia (Amidar) considera abusive. "Vogliono buttare fuori noi per vendere a speculatori, che costruiranno palazzi di lusso per i ricchi di Tel Aviv", continua Jimmy. I palazzi stanno già crescendo, lungo il mare, nelle aree più ambite e costose. Un cartello offre attici e appartamenti con terrazza, guardiano ventiquattro ore su ventiquattro, parcheggi sotterranei. "Sono fortezze separate dal resto di Jaffa". Le organizzazioni arabe accusano il comune di usare la pressione economica per cacciare i vecchi abitanti. "I sionisti sfruttano il mercato", dice Tarek Ibrahim, direttore dell'Associazione araba per i diritti umani. "è vero che la riqualificazione succede ovunque, ma qui il risultato è che Jaffa sarà abitata solo da ebrei". Gli avvocati dello Stato spiegano che non tutte le lettere contengono gli ordini di sfratto e soprattutto che non sono state inviate solo agli arabi. Nella maggior parte dei casi, Amidar avrebbe offerto agli inquilini di regolarizzare la posizione. "Stanno trasformando la vicenda in un caso politico - spiega Eran Cohen, segretario della società governativa, al Christian Science Monitor -. Nessuno vuole cambiare la popolazione della città". A marzo, per la prima volta in trent'anni, un migliaio di persone ha partecipato alla Giornata della terra, le proteste organizzate dai palestinesi per denunciare gli espropri nelle zone arabe. "Con il sangue e con il fuoco, ti riscatteremo, Jaffa", hanno urlato i manifestanti. Slogan che hanno imbarazzato Meital Lehavi, consigliere municipale per la sinistra, con Meretz: "Noi siamo contro gli sfratti, ma non può trasformarsi in una battaglia nazionalista palestinese". Anche Rifat Jimmy Turk è preoccupato che la lotta possa diventare violenta. "In questi quartieri sono tutti armati", spiega dall'auto e indica una coppia di spacciatori. L'ex campione di calcio ha provato a portare la battaglia in comune. E' stato eletto nelle liste di Meretz e nel 2003, per un periodo, è stato il primo vicesindaco di Tel Aviv-Jaffa (le due città sono state unite nel 1951). "Posso ammettere che chi sceglie di abitare qua - dice - lo faccia perché forse crede nella convivenza, non solo per la vista mare e la possibilità di concludere un affare. L'élite di sinistra della città, i ricchi intellettuali, vogliono mostrare di stare dalla parte di noi arabi. Poi arrivano, entrano nei nuovi appartamenti e chiamano la polizia perché il canto del muezzin dalla moschea li sveglia ogni mattina all'alba". In difesa Turk, 52 anni, nel suo quartiere di Jaffa. Grande centrocampista (fu anche calciatore dell'anno), dall'87 è allenatore e politico "per difendere i ragazzi della città da droga e violenza" Davide Frattini.

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L'Europa, le città e Proust (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 03-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - BARI - sezione: ESTATE - data: 2008-08-03 num: - pag: 21 categoria: REDAZIONALE Dialoghi in masseria Irrompono nuovi personaggi L'Europa, le città e Proust di FRANCO BOTTA C onviene forse chiarire che il commercialista barese stava scherzando e che alla barbagianni- si trattava infatti di una femmina - non interessava per nulla la conversazione che avveniva nell'agrumeto. La seguiva infatti solo molto distrattamente, essendo in realtà attenta ai movimenti dei piccoli animali che potevano diventare sue prede. Qualcuno era tuttavia in ascolto e, se possiamo raccontare questo dialogo, lo dobbiamo proprio a questa circostanza. Ma di questo terzo personaggio per il momento diremo solo due cose. La prima che era da quelle parti, anche se non nell'agrumeto, anche lui a causa del vizio dei nostri due protagonisti (fumava) e che trovava rilassante fumare in un giardino, soprattutto - ed è la seconda notizia che anticipiamo per i nostri lettori - dopo avere trascorso molte ore al lavoro nella cucina della masseria. Conviene solo aggiungere ancora che non era italiano e fermarsi, per dare spazio ai nostri due dialoganti. ROSSI - Sono molto incuriosito dalle cose che mi ha detto ieri sera e spero proprio che voglia chiarire alcune mie curiosità, a cominciare dal rapporto che lega Milano alla Puglia. AMORUSO - Posso solo parlarle del rapporto tra la Puglia e la Lombardia, e soprattutto di quello che Bari ha con Milano e non del rapporto che quest'ultima ha con noi. R. - Per me va bene. A. - Non so se lei è un appassionato di libri di storia e se ha mai letto qualcosa dello storico Fernand Braudel, ma secondo questo illustre storico, sono le città ad essere al vertice di ogni sistema territoriale ed è da esse che bisogna partire per capire come vanno o sono andate le cose. Sono le città i luoghi di comando vero, sia politico che economico, oltre che culturale. La Puglia ha sempre avuto piccole città, ma non appena ne ebbe una dotata di articolate funzioni urbane (di un ricco terziario interno) e quindi in grado di farsi sentire cominciò a lavorare per liberarsi di Napoli e per abbondare il Mezzogiorno al suo destino. Bari cercò in tutti i modi di rafforzare i suoi contatti verso il Nord, e lungo la dorsale adriatica. Nacque allora la nostra passione per Milano, per quella che era stata dal Settecento l'alternativa a Roma, come possibile capitale del nostro paese. R. - Di quest'ultima storia conosco abbastanza cose. Mia moglie, che legge molti libri di storia, ha recentemente letto un libro su questo argomento, sul rapporto di rivalità che esiste tra Roma e Milano e che risale al Settecento. Una rivalità che è stata alimentata con argomentazioni diverse, con rivendicazioni non solo socio-economiche o politiche, ma anche etnico- culturali. Questa storia è stata ricostruita in un libro edito da un editore barese, da Laterza, se non ricordo male. A. - Ricorda bene, e si tratta di un libro interessante: a dividere le due città sono due idee di italianità, e non solo una generica contrapposizione tra modernità e tradizione. Già nel Settecento, Milano afferma una sua idea di progresso, fondata sulla valorizzazione delle energie sociali ed economiche e ostile alle burocrazie. Si tratta di una identità i cui tratti salienti sono quelli di essere una città dotata di energie sociali ed economiche e di rigore morale, gelosa della sua buona amministrazione cittadina, e che si propone come modello per il resto del Paese. Bari e la Puglia, in questa contesa, scelgono Milano e non Roma, si schierano con la prima, anche perché forse la seconda somiglia di più a Napoli, la capitale del Regno delle due Sicilie, città che vive da sempre al di sopra delle sue possibilità, e che tante risorse ha sottratto alla Puglia e al resto del Mezzogiorno. La passione per Milano dura anche oggi, quando ormai il mito di Milano appare ormai in frantumi, soprattutto l'idea che sia un esempio di buon governo, e quando questa città sembra non avere più interesse a proporre una sua idea di italianità al resto del paese, ma chiede solo di potere liberarsi di Roma e del Mezzogiorno. Il commercialista si interruppe, avendo visto entrare nell'agrumeto due persone che sembravano dirette verso di loro. L'ingegnere li riconobbe e cercò di rassicurarlo. R. - Non si preoccupi. Si tratta di due tedeschi che amano molto discutere di letteratura francese tra gli ulivi. Non si fermeranno, ci saluteranno e andranno verso i campi. Stamane ho fatto la loro conoscenza a colazione e conosco i loro programmi. Pur essendo tedeschi, parlano tra di loro in francese, anche se con me hanno usato un buon italiano, e amano alla follia Marcel Proust. I due tedeschi salutarono infatti i nostri e proseguirono verso i campi di ulivi. Dalle cose ascoltate sembrava che l'argomento serale fosse Marcel Proust e la narrazione della "Mattinata dai principi di Guermantes". Uno dei due ricordava all'altro che uno dei protagonisti de Il tempo ritrovato sosteneva che durante il giorno avrebbe tentato di dormire e avrebbe invece lavorato solo di notte. R. - In verità non sono proprio sicuro che siano tedeschi. Forse sono svizzeri che si fingono tedeschi. A. - Perché mai degli svizzeri dovrebbero farlo? R. Da quando l'Unione europea si è allargata, sono preoccupati. Si sentono assediati, anche se non danno a vederlo. Ma per tornare alla nostra conversazione, osservo che, se anche se il mito del buon governo e del rigore della città ha subito dei colpi, lei deve tuttavia convenire con me che Milano è oggi una capitale europea della post-modernità e che la vita economica e culturale nella città lombarda non ha uguali, rispetto al resto del paese. Non voglio certo annoiarla, ma anche a New York la pensano in questo modo. Ma ne parliamo domani. (3. continua) IN MASSERIA Due immagini della masseria Il Frantoio di Ostuni: il giardino (foto di Luigi Ciannamea) e in alto a sinistra la corte (foto di Uccio Papa).

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Ora tutti vogliono l'ex villa del boss (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 03-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Lombardia - data: 2008-08-03 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Varese Ora tutti vogliono l'ex villa del boss VARESE – In Sicilia i beni confiscati ai mafiosi rimangono spesso inutilizzati. A Varese, la dimora di un pregiudicato nella zona dell'ippodromo, è oggetto di contesa tra il Comune e le burocrazie statali. La giunta cittadina ha chiesto di farci una comunità psichiatrica, la Prefettura ha pensato che ci starebbero bene degli alloggi per alti ufficiali, anche la questura sembrava intenzionata a chieder qualche spazio, mentre adesso un sindacato vorrebbe farci la nuova caserma della Stradale. Deciderà il Ministero degli Interni, cioè il varesino Roberto Maroni. Sarà una roulette, e la parola è azzeccata, dato che la villa, sfruttando la legge sui beni appartenuti a pregiudicati, è stata confiscata a Ilario Legnaro, protagonista dello scandalo dei casinò negli anni '80. Il Comune di Varese aveva già fatto formale richiesta per farne una cittadella dei servizi sociali. Ma a Palazzo Estense hanno scoperto che, in aprile, il prefetto Roberto Aragno (trasferito a Roma la settimana scorsa) aveva avanzato al Ministero una candidatura "concorrente", per destinare la villa al Corpo forestale dello Stato . Ieri la contromossa: il sindaco leghista Attilio Fontana ha scritto a Maroni, per non farsi scippare l'immobile. L'assessore ai servizi sociali, Gregorio Navarro, alza gli scudi: "C'è una grave carenza – spiega - in particolare di servizi per i malati psichiatrici, questa villa è perfetta per una destinazione di questo tipo e aiuterà molte famiglie". Che la villa sia perfetta, lo pensano in molti. Anche gli agenti della stradale, che ora sono in una palazzina in affitto, giudicata troppo stretta. "Ci appelliamo anche noi al ministro Maroni - dice il segretario provinciale del Coisp Alberto Pidalà – in realtà ci basterebbe la dependance della villa". Disputa In lizza Comune, Prefettura e polizia. Decide il ministro Maroni Roberto Rotondo.

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Arrestato l'<inquisitore di Temuco> il carcere dove fu torturato Seplveda (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 03-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Esteri - data: 2008-08-03 num: - pag: 17 categoria: REDAZIONALE La storia Dopo il golpe di Pinochet, Omar Venturelli, ex sacerdote che si batteva per gli indios, si consegnò ai militari. Non rivide mai moglie e figlia Arrestato l'"inquisitore di Temuco" il carcere dove fu torturato Seplveda Fermato in Spagna, sarà trasferito a Roma. L'accusa: uccise un italo-cileno Il procuratore militare Podlech era inseguito da un mandato di cattura italiano. E' stato bloccato dal nemico n. 1 della dittatura di Santiago, il giudice Garzn ROMA - Il penultimo capitolo, quattro giorni fa, racconta di un pensionato cileno che in vacanza con la seconda moglie e due nipoti, destinazione Praga, ha la malaugurata idea di fare scalo a Madrid. Cullato dall'impunità di cui gode in patria, Alfonso Podlech Michaud, 73 anni, ex procuratore militare di Temuco, non ha dato peso a un mandato di cattura partito da Roma che da Natale insegue 140 responsabili del piano Condor (la cooperazione tra golpisti sudamericani negli anni Settanta per l'eliminazione dei dissidenti). E ha lasciato le frontiere "protette" del Cile per consegnarsi nella mani del nemico numero uno della dittatura di Santiago: quel Baltasar Garzn che nel '98 bloccò lo stesso Pinochet agli arresti a Londra e che - di turno all'Audiencia Nacional, appena rientrato dalle ferie - si è trovato sulla scrivania il dossier Podlech e ha firmato la detenzione. A giorni il trasferimento nel carcere romano di Regina Coeli. Capitolo primo, trentacinque anni fa. L'11 settembre, il golpe di Pinochet appena consumato, Omar Venturelli e la moglie Fresia Cea sentono i propri nomi scanditi alla radio: hanno otto ore di tempo per presentarsi in caserma per una "registrazione". "Vado io per prima", dice Fresia. Omar resta in casa con la bimba di un anno e mezzo. A essere convocati dalla voce dei militari sono in questa fase professori, intellettuali, studenti. Ex sacerdote sospeso "a divinis" dopo le battaglie per la terra agli indios, già dirigente dei Cristiani per il Socialismo, Omar insegna Pedagogia all'Università cattolica di Temuco. Nelle ore concitate che seguono la battaglia alla Moneda e il suicidio di Allende, i dettagli - e gli orrori - del regime non sono ancora nitidi. Fresia arriva in caserma, capisce che non si tratta di burocrazia, scappa. Non riesce a comunicare con Omar, che ha però intuito il pericolo e per due giorni si nasconde. I comunicati radiofonici iniziano a cercarlo con maggiore insistenza, "vivo o morto". Finché il padre lo convince a consegnarsi. Italiano della provincia di Modena, pioniere della colonia di Capitan Pastene nel Sud del Cile, Roberto Venturelli è un uomo di destra, convinto della pericolosità del governo Allende e delle buone intenzioni di sicurezza e difesa della proprietà del nuovo regime. Ignaro dei metodi sanguinari, è lui stesso ad accompagnare il figlio in caserma. Non lo rivedrà mai più. Il 4 ottobre 1973 Podlech firma per Omar Venturelli l'Orden de Libertad n.52 con il quale si chiede il rilascio del professore. Una settimana dopo, un giovane militante di sinistra condotto in cella al passaggio in un corridoio sente la voce disperata di un uomo: "Mi chiamo Omar Venturelli, fate sapere che sto morendo". Desaparecido, come tremila altri. Podlech in Cile ha esibito un documento che attesta la sua nomina a procuratore militare di Temuco solo nel marzo '74. E su questa carta in patria è stato scagionato. L'ordine 52, così come le testimonianza dei sopravvissuti - alcuni ascoltati anche a Roma dal pm Capaldo - indicherebbero invece che lui c'era da subito. Alla prigione sarebbe arrivato già la mattina dell'11 settembre, ore 8, per imporre il rilascio dei terroristi di destra di Patria y Libertad. Di lì si sarebbe installato nel carcere. "Era lui a dare l'ordine di torturare e spesso partecipava direttamente alle sessioni- racconta Fresia -. Testimoni dicono di averlo sentito chiamare i torturatori e, indicando i prigionieri, dire: "Ammorbiditeli un po', poi riportatemeli". Una ragazza, insegnante delle elementari, l'ha riconosciuto come l'uomo che le ha puntato una pistola alla tempia in una finta esecuzione". Presente e attivo inquisitore, dunque, del carcere di Temuco e della caserma Tucapel, gli stessi luoghi dell'orrore per cui è passato proprio in quegli anni lo scrittore cileno Luis Seplveda. Per raccontare poi ne La frontiera scomparsa dei militari "che giravano la manovella del generatore elettrico", degli infermieri "che ci applicavano gli elettrodi all'ano, ai testicoli, alle gengive, alla lingua e poi ci auscultavano per decidere chi fingeva e chi era davvero svenuto sulla "griglia"". L'ultimo capitolo di questa storia Fresia Cea vorrebbe adesso che a scriverlo fosse la giustizia italiana. "Il pm mi ha detto che spera di arrivare alla prima condanna già entro l'anno ". Appello a Napolitano: "Chieda alla presidente cilena Bachelet che si ricordi di noi vittime. Podlech a Madrid ha già ricevuto l'assistenza legale dello Stato. Anche io ne avrei avuto bisogno. Mi auguro che non finisca come Pinochet". Esattamente il precedente a cui guarda la difesa di Podlech, che ha già fatto richiesta di "immunità " sul modello dell'intricata vicenda che riportò l'ex dittatore da Londra a Santiago. Senza mai una condanna. Alessandra Coppola.

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Intesa per il gemellaggio fra campli e ortona (sezione: Burocrazia)

( da "Centro, Il" del 03-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Città della stessa diocesi per duecento anni Intesa per il gemellaggio fra Campli e Ortona CAMPLI. Un gemellaggio nel nome dei Farnese e di San Tommaso. Sono stati avviati venerdì i contatti che porteranno, nel 2009, alla conclusione del processo di gemellaggio tra Ortona e Campli. Il legame tra le comunità si è cementato tra il 1600 e il 1818. E' il periodo in cui le municipalità facevano parte della stessa diocesi e hanno avuto in comune 11 vescovi. Prima ancora le città furono amministrate dalla regina Margherita D'Austria. Il presidente del consiglio di Ortona, Remo Di Martino, ha ricevuto in municipio il sindaco di Campli, Mauro Stucchi, don Antonio Mazzitti, parroco di Campli, e Roberto Ricci, presidente dell'associazione Memoria e progetto. Hanno partecipato anche il direttore della biblioteca diocesana, Elio Giannetti, e il figlio del vicesindaco di Kios, altra realtà gemellata con Ortona, Stavros Mantikas. Sia Kios che Campli parteciperanno alla chiusura del giubileo di San Tommaso apostolo che si terrà, con importanti manifestazioni, il 6 settembre a Ortona, dopo la grandiosa manifestazione primaverile del Perdono in cui il ruolo di Margherita d'Austria è stato ricoperto da Vanessa Gravina. "Il gemellaggio sarà completato durante quest'anno almeno formalmente", annuncia Di Martino, "per la burocrazia, quindi per le delibere e per gli altri passaggi, ci vorrà più tempo. Ma siamo sicuri che il procedimento sarà ultimato nel 2009. Il legame con Campli ha numerosi aspetti: da quello storico a quello religioso. Due anni fa abbiamo portato in pellegrinaggio nella città teramana il busto d'argento contenente le reliquie dell'apostolo. Numerosi sono i devoti che arrivano da Campli a pregare sulla tomba di San Tommaso in memoria del legame stretto tra le due comunità tra il 1600 e il 1818". Soddisfatti dell'iniziativa anche i rappresentanti di Campli. "Questo è il primo gemellaggio che facciamo", dice Stucchi, "lo vogliamo fare sia dal punto di vista istituzionale e civile ma anche religioso dato che esiste un progetto regionale per il percorso di San Tommaso. Il gemellaggio vuole essere preludio ad una collaborazione effettiva per avvicinare le due comunità". "Il gemellaggio servirà a rivitalizzare i rapporti e a tenere viva la storia che lega i due Comuni", aggiunge Ricci, "servirà anche a costruire un legame tra due territori diversi: il mare di Ortona e la montagna di Campli". Una ricerca sui documenti che dimostrano il legame tra le città è stata realizzata da Giannetti: "Sono molti i documenti trovati negli archivi di Ortona che riguardano Campli", dice, "soprattutto lettere e relazioni di canonici di Campli che scrivono al vescovo e ai canonici ortonesei". (s.f.).

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Ottanda domande, ma l'assessore non lo sa (sezione: Burocrazia)

( da "Tempo, Il" del 03-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stampa Il caso Ritardi biblici per le pratiche di recupero a uso abitativo dei sottotetti Ottanda domande, ma l'assessore non lo sa Antonello Antonelli Ottanta domande per il recupero ad uso abitativo dei sottotetti giacciono da più di un anno presso l'Ufficio tecnico urbanistico di palazzo d'Achille, ma l'assessore delegato, Valter De Cesare ne ignora persino l'esistenza: ha dell'incredibile quanto denunciato da Carla Di Biase, membro del coordinamento cittadino di Forza Italia, che ha portato alla luce decine di storie di famiglie alle prese con la lentezza della burocrazia cittadina. Tutto inizia nel 2006 quando la Regione Abruzzo proroga i termini per la scadenza delle domande per il recupero edilizio dei sottotetti: decine di teatini, dopo aver pagato gli oneri concessori regionali e le parcelle dei professionisti incaricati dei progetti, presentano al Comune una domanda che deve passare al vaglio dell'Ufficio tecnico urbanistico. Tuttavia, passano quasi 18 mesi ma della commissione tecnica incaricata di vagliare le domande presentate nemmeno l'ombra: nessuno la nomina, quindi circa ottanta domande rimangono inevase, con il carico di incertezza che ne consegue per chi, come due giovani sposi citati dalla Di Biase, che da oltre un anno non possono andare ad abitare nella mansarda di lui, per la quale era stata presentata l'istanza di autorizzazione. Interpellato sulla questione, l'assessore all'Urbanistica non nasconde la sua sorpresa: "Ignoravo del tutto che esistessero giacenze presso l'Ufficio tecnico di tali domande; né i dirigenti né i diretti interessati mi hanno mai segnalato la presenza di questo grave problema. Lunedì, al mio rientro in Comune, verificherò la situazione per poter dare risposte certe".

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E' vuoto da due anni quel lago sul Gorzente (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 03-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

PROTESTA. UNA DELLE ATTRATTIVE DEL PARCO CAPANNE E' vuoto da due anni quel lago sul Gorzente [FIRMA]GIAMPIERO CARBONE BOSIO Da due anni il Lago Badana, nel Comune di Bosio, uno dei tre bacini artificiali dei laghi del Gorzente, è vuoto. "Un panorama desolante", dice il presidente del Parco Capanne di Marcarolo Gianni Repetto, nella cui area si trova la grande diga. Intorno al lago si sviluppa uno dei più bei sentieri del Parco, che da due anni però ha perso gran parte del suo fascino. L'invaso, capace di contenere oltre 4 milioni e mezzo di metri cubi di acqua, è stato svuotato nel 2006 dalla Mediterranea delle Acque, la società che lo gestisce insieme agli altri due laghi per alimentare Genova d'acqua potabile e in parte per l'energia elettrica. Il motivo dello svuotamento è la necessità di intervenire alla base della diga, alta oltre 50 metri, dove sono risultate danneggiate le condotte di scarico. Necessari sondaggi sulla roccia nonché sul "muraglione" stesso, realizzato nei primi decenni del Novecento, per capire quale sia l'intervento necessario. "I tempi si sono allungati a causa della burocrazia", prosegue Repetto. Il timore degli amministratori dell'area protetta è che si debba procedere non solo a ricostruire le condotte di scarico: "Mediterranea delle Acque ha presentato un progetto all'Ufficio Dighe a Roma. La decisione potrebbe avere ricadute pesanti per il territorio nel caso in cui il piano sia bocciato ed emerga la necessità di abbattere e ricostruire la diga. In questo caso per il Parco sarebbe un disastro dal punto di vista ambientale". Dalla società genovese però rassicurano: "A Roma devono vagliare il progetto definitivo. Non si prevede per noi nessun abbattimento. Nessun ritardo: i tempi dei sondaggi, molto approfonditi data la situazione, sono corretti. Abbiamo proposto un grande intervento di manutenzione. Se arriverà l'ok, dopo il progetto esecutivo, potremo partire con i lavori. Ma si andrà come minimo al 2009".

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Protesta per l'oratorio perduto (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 03-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

LANZO DENUNCIA SILENZIOSA DEI RAGAZZI DURANTE LA MESSA PER IL PATRONO Protesta per l'oratorio perduto [FIRMA]GIANNI GIACOMINO LANZO TORINESE "Se ci togliete l'oratorio ci togliete la casa", "Siamo 300 ragazzi ed una famiglia unica, vogliamo continuare ad esserlo", "Avete distrutto il sogno di don Bosco e di noi ragazzi". Ma anche "don Bosco Mitiko", "Oratorio cercasi" e "Oratorio=vita". Questi sono solo alcuni degli slogan che una cinquantina di ragazzi portava appesi al collo, impugnando una candela. stata una denuncia silenziosa ma molto suggestiva, quella avvenuta l'altra sera all'esterno della chiesa parrocchiale di Lanzo, mentre tra le navate, si celebrava la messa in onore del santo patrono, san Pietro in Vincoli. Un sit-in organizzato dopo che la cordata di imprenditori, (i nuovi proprietari dell'ex collegio salesiano sul Monte Buriasco, venduto a poco meno di 4 milioni di euro), nei giorni scorsi hanno fatto sapere che dalla struttura non scompariranno solo aule e laboratori, ma anche l'oratorio. Intanto nella seduta straordinaria del Consiglio pastorale è stato evidenziato come, proprio nella zona del collegio, esistano delle aree che potrebbero accogliere un nuovo centro per i ragazzi da allestire con un investimento sicuramente minore dell'acquisto di una nuova struttura. Solo ipotesi. Che si scontrano, però, con due realtà: i soldi per la costruzione e i tempi della burocrazia. I primi non si sa bene da quale cassa usciranno, se da quelle di Palazzo civico o da quelle dei salesiani. Per ora nessuno si esprime. Tutti sperano in un finanziamento di enti superiori, si vedrà. Così, invece della processione sospesa per la pioggia minacciosa, è toccato al sindaco Andrea Filippin, accompagnato dall'ex parroco di Lanzo, oggi sacerdote a Coassolo, don Giovanni Luciano, dare parole di speranza ai ragazzi. "L'oratorio Don Bosco troverà una nuova casa - ha detto don Luciano - l'amministrazione offrirà tutto il sostegno necessario a questo scopo anche se le difficoltà non mancano. Al momento non ho la possibilità di offrire certezze a breve termine perché si tratta di questioni complesse che si intrecciano. Nel frattempo è fondamentale non perdersi in sterili polemiche e lavorare".

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<Paludei, con il Consorzio massima collaborazione> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 03-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Paludei, con il Consorzio massima collaborazione" ODERZO - (an.fr.) Massima collaborazione fra Comune e Consorzio di Bonifica Pedemontano Sinistra Piave. Lo precisa Francesco Montagner, assessore all'Ambiente (in foto), all'indomani delle severe critiche mosse da Marcello Ferri, coordinatore di Forza Italia, a Massimo Patella, direttore del "Bonifica". "Il Comune - precisa Montagner - ha sempre avuto un buon rapporto con il Consorzio e la massima fiducia nel direttore Patella. Riguardo l'idrovora di Paludei, se ci sono stati dei ritardi, essi sono soltanto da imputarsi alla burocrazia. L'accordo di programma per l'idrovora è stato firmato dal sindaco Dalla Libera ancora mesi fa. Da informazioni assunte, mi risulta che la Regione sia in procinto di firmarlo. Tutto il resto sono chiacchiere da osteria". La nuova idrovora Paludei sarà il doppio di quella attuale. Grazie alla sistemazione della rete di scolo ad essa collegata, benefici dovrebbero arrivare alla zona industriale di Camino.

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La perizia sull'area del Sant'Anna divide costruttori e immobiliaristi <Troppo bassa>. <No, zona senza pregio> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Di Como, Il" del 03-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

La perizia sull'area del Sant'Anna divide costruttori e immobiliaristi "Troppo bassa". "No, zona senza pregio" Gli esperti dibattono anche sul rischio crisi per il mattone "Area poco appetibile", sentenziano i periti di Milano. Alcuni esperti comaschi, però, non "digeriscono" questa valutazione e sostengono come il Sant'Anna di via Napoleona sia una zona di pregio. La seconda perizia sul futuro quartiere Sant'Anna, che rispetto alla prima ne dimezza il valore, dice che "la zona in esame non appare di particolare appetibilità allo stato attuale". Ma su questo giudizio, a Como, non tutti sono d'accordo. Agenti immobiliari lariani e costruttori edili, per voce dei rispettivi presidenti, sostengono come l'area tra Napoleona e Camerlata non sia da considerare "poco appetibile". Di contro, però, altri tecnici del settore concordano con i periti, giudicando "scarso" l'appeal del Sant'Anna. In questi termini, l'argomento sembra un rompicapo per immobiliaristi. In realtà è in gioco il nuovo Sant'Anna: i soldi che l'azienda ospedaliera ricaverà dalla vendita del vecchio nosocomio di via Napoleona servono a coprire parte della costruzione del nuovo ospedale. Nel 2003 una prima perizia, stilata dall'Agenzia del Territorio di Como, attribuiva all'area di via Napoleona un valore pari a 69 milioni di euro. Nel 2008, però, Infrastrutture Lombarde (la Spa regionale che gestisce l'iter di costruzione del nuovo Sant'Anna) ha commissionato all'Agenzia del Territorio di Milano una nuova perizia. Sorpresa: secondo i tecnici meneghini, il vecchio Sant'Anna vale molto meno, tra i 32 e i 43 milioni di euro. Restavano da capire i motivi che avevano indotto i periti milanesi a una stima (apparentemente) così bassa: ieri, il Corriere di Como ha pubblicato in esclusiva gli stralci più significativi della perizia del 2008, dove si legge che "la zona in esame (Sant'Anna di via Napoleona, ndr) non appare di particolare appetibilità allo stato attuale". I tecnici parlano anche di un lungo iter per la fruibilità del nuovo quartiere, cinque anni di cantieri e burocrazia dal momento della vendita. Non solo: i periti sostengono che "le trasformazioni oggi in atto sul territorio del comune di Como implicano il conseguente rischio di saturazione del mercato, che induce a una stima prudenziale dei valori di vendita, in particolare dei valori riferiti al terziario e alle funzioni di servizi alla persona". Claudio Zanetti, presidente comasco della Fimaa (Federazione italiana mediatori agenti d'affari) non concorda "sul fatto che l'area che oggi ospita il Sant'Anna sia poco appetibile. L'esposizione al sole è interessante, così come il rapporto tra cemento e verde. E non bisogna, secondo me, assimilare quel complesso a Camerlata: il Sant'Anna è esattamente a cavallo tra città e periferia, vicino sia al centro che all'autostrada". Zanetti non esclude invece il rischio di saturazione del mercato, ma aggiunge che "nei prossimi anni il mattone potrebbe tornare a crescere, è difficile fare previsioni. L'unico mio dubbio è sulla volumetria: immettere sul mercato un volume immobiliare così elevato è un'incognita, ma l'area ha caratteristiche particolari". Dello stesso parere è Valentino Carboncini, presidente comasco dell'Ance (Associazione nazionale costruttori edili). "Trovo che l'area sia interessante - dice - basti considerare l'esposizione al sole e la vicinanza con la Spina Verde. L'unico problema è l'attraversamento della Napoleona, ma non credo che la zona sia poco appetibile". Come Zanetti, anche Carboncini è perplesso sulle difficoltà di "piazzare" sul mercato in un colpo solo una volumetria così elevata. E sulla saturazione del mercato sostiene che "il rischio è italiano, non comasco, dovuto anche a una stagnazione del mattone che, si spera, in futuro cesserà". Secondo Francesco Ugoni, titolare dell'agenzia immobiliare "Bene Habitare", la perizia più attendibile invece è quella del 2008. "Da piazza San Rocco fino al termine di via Paoli ci sono parecchie costruzioni vuote: il mercato sta soffrendo, non solo in periferia, ma anche in centro. Quindi, secondo me, è più corretto valutare l'area dell'ex ospedale attorno ai 30 milioni, piuttosto che 60. All'inizio del Novecento era considerata una zona di pregio, oggi è trafficatissima, incastrata tra ferrovie e Napoleona". Anche Cristian Fresolone, agente immobiliare comasco, sostiene che "Camerlata è una zona in cui si fa abbastanza fatica a vendere, non è l'area della città più richiesta dai clienti. Rimane tuttavia da chiedersi come mai il valore delle due perizie sia così difforme, o i periti sono stati troppi alti prima, o troppo bassi dopo". La seconda perizia indica anche i presunti costi delle case nel futuro complesso Sant'Anna: da 2.700 a 3.000 euro al metro quadro, che secondo Fresolone "non è un prezzo fuori mercato". Andrea Bambace Nella foto: Il valore dell'area su cui sorge l'ospedale Sant'Anna è stato valutato dall'Agenzia del Territorio di Milano Home Nella collina di Camerlata 300mila metri cubi di edifici Como, sì bipartisan per il grembiule a scuola Condotta, presidi favorevoli al giro di vite del ministro.

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E in Friuli il tragico San Michele diventerà un monumento (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 03-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sono tante le aree sul Carso o nella valle dell'Isonzo che la Regione intende recuperare. A cominciare dal monte dove avvenne una delle battaglie più cruente di quegli anni drammatici E in Friuli il tragico San Michele diventerà un monumento TriesteNOSTRO INVIATOSe tu vens. Se tu vieni quassù fra le rocce dove mi hanno sepolto, c'è un campo pieno di stelle alpine bagnate dal mio sangue.Sono le parole di una celebre canzone friulana calata nel cuore degli alpinisti. Parole che ricordano insieme la bellezza della montagna e le tragedie che per colpa dell'uomo si sono consumate fra le sue pareti. Il 4 novembre saranno 90 anni dalla fine della Grande guerra e di quel fronte sanguionoso ed eroico che vide italiani e austro-ungarici contendersi brandelli di terra ad altissimo prezzo di vite. Friulani e triestini combattevano da entrambe le parti, senza mai odiarsi ma obbedienti a doveri opposti: difendere la giovane Madre Patria italiana formata dai roghi appassionati del Risorgimento, per amore della quale a Trieste molti disertarono, o invece soccorrere la Nonna Patria in agonia: l'Impero plurisecolare e sovra-nazionale soffocato dall'irruenza dei nazionalismi e dall'ingessatura delle burocrazie. Gli Alpini del "Gemona" non mollavano un palmo di Alpi Giulie.Oggi, questi molti luoghi che costellano la montagna e il Carso diventano occasione di fortunata economia turistica. Anzi, negli intenti della Regione giocheranno un ruolo di prima grandezza per attirare presenze dal Paese e dall'Europa, come annuncia l'assessore alla Cultura Roberto Molinaro (Udc). Il recupero e la valorizzazione dei siti della Prima guerra mondiale ha ottenuto nel 2007 il riparto di contributi per complessivi 299mila euro, andando a sostenere la conservazione del Museo della Grande guerra a Timau, le trincee in Comune di Ruda, l'obelisco commemorativo sul Monte Calvario, laDolina dei Bersaglieri a Redipuglia o il sistema di fortificazioni sulle balze di San Martino del Carso, rese celebri dai versi di Ungaretti. Il popolo dei visitatori di musei e siti non è numerabile con esattezza, ma è nel novero delle decine di migliaia all'anno. Senza contare la folla diffusa che sale i gradini dolenti di quell'immane camposanto militare che è il Sacrario di Redipuglia, dove riposano centomila caduti.Per il 2008, i fondi da destinare ai siti della guerra sono più smilzi, circa 150mila euro da ripertire dopo la pausa estiva, tuttavia l'assessore Molinaro annuncia una spesa di 400mila euro l'anno per dieci anni in un progetto specifico e ambizioso: riattare e rendere fruibile quale museo all'aperto la zona d'operazioni del Monte San Michele: capofila del progetto, chiamato Carso 2014, è la Provincia di Gorizia, affiancata dalla Camera di commercio e dai Comuni di Ronchi dei Legionari, Fogliano-Redipuglia, Doberdò, Sagrado e Savogna. E siccome questa è un'area considerata sacra, il recupero sarà coordinato assieme al Ministero della Difesa. Quando una prima parte del progetto sarà realizzata, si procederà con ingresso a pagamento (promessi prezzi politici), pubblicazioni didattiche su storia e aspetti naturalistici, ma anche guide a veri e propri itinerari ragionati.Molti e preziosi sono questi siti: altri musei importanti si trovano a Caporetto, in Slovenia lungo il corso superiore dell'Isonzo, e a Mauthen, il primo paese carinziano che s'incontra scendendo il Passo di Monte Croce Carnico. E poi le fortificazioni austriache del Monte Hermada sopra Duino, tutto il fronte carsico del Goriziano. E le fortificazioni del Battaglione Gemona in alta Val Dogna, dove operava quel bizzarro e coraggioso capitano Carlo Mazzoli da Cesena che poteva portare la lunga chioma senza cappello, pare col permesso del re, fino a meritarsi l'appellativo di nuovo Garibaldi. Era nipote di Felice Orsini, giustiziato nel 1858 per aver tentato di uccidere Napoleone III lanciando contro la sua carrozza certi ordigni rudimentali che da allora sarebbero stati chiamatibombe Orsini. Mazzoli comandò la 97. Compagnia dell'8. Reggimento Alpini, impiegò cani addestrati per recare ordini senza rischiare uomini e stabilì che la paga andava consegnata ai soli soldati meritevoli. Sia il comando a mezza valle che gli avamposti sotto il Jf di Miezegnot sono comodamente visitabili: il suo "ufficio" in quota - che le Penne nere chiamarono Villa Bucintoro - è diventato un comodo bivacco, intitolato giustamente "Battaglione Gemona": una leggenda vera del Friuli. Sui gradini di Villa Bucintoro, dove oggi siedono a riposare gli escursionisti, disse Messa sotto la neve padre Agostino Gemelli, il grande medico e uomo di fede al quale è intitolato il Policlinico di Roma.Un altro luogo della guerra è il sanguinoso fronte carnico del Pal Piccolo, che rese celebri le portatrici e che sul versante austriaco vede impegnati da anni volontari di 15 Paesi - italiani compresi - a restaurare e manutenere il museo all'aperto di trincee, baraccamenti, avamposti, gallerie. Sono gli attivisti dell'associazioneDolomitenfreunde (www.dolomitenfreunde.at), lavorano gratis organizzati per turni di otto ore, mangiano e dormono frugalmente in una vecchia malga. I visitatori superano i 15mila l'anno, ma nel 2004 sono stati superati i 17mila. Alla medesima associazione transnazionale va attribuito il merito di aver realizzato o riattato dal 1973 a oggi sentieri alpini per oltre 300 chilometri, due rifugi (Porze e Standschtzen a Forcella Cavallino), tre bivacchi (Monte Castello, Furcia Rossa e Mitterkar), ma anche la Capanna Carducci e il museo all'aperto sul Monte Piana, di fronte alle Tre Cime di Lavaredo.Maurizio Bait.

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CONFINDUSTRIA (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 03-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Venezia"Che il sistema trasporti non sia adeguato alle esigenze non è certo una novità, da anni noi imprenditori sosteniamo che la politica dei trasporti dovrebbe trovare sistemi alternativi alle vie su gomma, che siano più snelli e adeguati alle crescenti esigenze. Ma le analisi di ciò che non va servono a poco se non si fa invece una politica più propositiva e costruttiva". Stefano Catozzo (nella foto), vice presidente di Confindustria Veneto, con la delega alle infrastrutture, ha le idee ben chiare: ferrovia e canali navigabili dovrebbero diventare punti di riferimento per il trasporto delle merci, come il Corridoio 5 è diventato una infrastruttura indispensabile per facilitare il trasferimento delle merci. "Dobbiamo uscire dall'ottica delle analisi sterili per cominciare a fare progetti concreti - sottolinea - Noi industriali lo diciamo da tempo: certo, il "Corridoio 5" non risolverà i problemi del trasporto, ma di certo alleggerirà il peso del trasporto su gomma che oggi si riversa sulle strade. Con la Regione abbiamo già avviato un ragionamento sulla necessità di avere un porto per le merci nell'Alto Adriatico, infrastruttura che oggi manca. Solo così si potrà pensare successivamente di utilizzare i canali, che non sono pochi, per trasportare i container".All'analisi sui numeri, che pur è necessaria, deve seguire quindi anche una riflessione più concreta che porti a studiare una nuova rete integrata. "Stiamo tutti aspettando con ansia il passante - continua Catozzo - di certo una struttura necessaria, ma non è detto che risolverà definitivamente il problema del traffico come tutti ci si attende. Diciamo sempre che siamo dotati di una rete ferroviaria insufficiente: il 60\% della tratta però viene utilizzata meno del 50\% ed i motivi sono molti. Primo fra tutti i costi e faccio un esempio concreto: per trasportare materia prima dall'Est via treno spendo il doppio di quanto mi viene a costare con il trasporto in gomma. E oltretutto allungo i tempi, tre settimane con il treno, quattro giorni con il tir. Sono questi i veri nodi, non basta fare un'analisi sui chilometri che mancano o su quelli che si potrebbero costruire".La maggior parte delle nazioni europee, ad esempio, utilizza la via fluviale molto più di quanto non faccia l'Italia. Ma questo non è legato tanto alla navigabilità dei corsi d'acqua, quanto piuttosto alla mancanza da noi di un sito per il deposito o per il trasferimento delle merci."Non credo comunque che l'investitore straniero sia poco attratto dall'Italia esclusivamente per un problema di infrastrutture - aggiunge il vicepresidente degli industriali - Sono piuttosto convinto che a penalizzare questo ingresso sia l'intero sistema Paese, penso ad esempio alla pressione fiscale o alla burocrazia".Una proposta ad esempio è quella di iniziare a ragionare sugli "eco-punti" come avviene in Austria, sistema che incentiva all'utilizzo di forme di trasporto alternative alla gomma. "Ma faccio anche un'altra considerazione - aggiunge Catozzo - In Italia ci sono ancora i caselli autostradali, che bloccano il flusso. Oggi ho percorso la A4 in direzione Milano e guardavo nell'altra corsia il serpentone di chilometri di auto ferme verso Venezia: pochi hanno il telepass e l'imbuto diventa inevitabile. In Austria c'è la vignetta, si gira e non ci si ferma a pagare. Sarà anche sorpassata e anacronistica la gomma, e sarà davvero necessario usare altre strade, ma si può anche migliorare con poco quello che già esiste".Daniela Boresi.

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Mafia/ Familiari vittime di mafia chiedono 'asilo' a (sezione: Burocrazia)

( da "Virgilio Notizie" del 03-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sultano Oman "Troppe le discriminazioni a cui ci sottopone lo Stato italiano" postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 3 ago. (Apcom) - Spostare la sede dell'Associazione nazionale dei familiari delle vittime della mafia in Oman. Lo chiede in una nota il presidente dell'associazione che raggruppa le famiglie dei caduti nella lotta alla mafia, Sonia Alfano. L'appello al sultano Qaboos Bin Said per ospitare la sede operativa è stato fatto in occasione della visita oggi a Palermo perché "la discriminazione e le umiliazioni alle quali lo Stato italiano ci sta sottoponendo - scrive l'associazione - sono divenute per noi intollerabili". "Lo Stato italiano - prosegue Sonia Alfano - invece di tutelare le famiglie degli uomini e delle donne che sono morti a causa dell'estrema fedeltà al proprio paese, decide di tagliare 300 milioni di euro dal fondo di rotazione per le vittime della mafia per destinarli alle forze dell'ordine alle quali, a loro volta, sono stati sottratti un miliardo di euro". Situazione intollerabile, quindi, così come la "burocrazia che è ormai divenuta mero strumento di controllo per zittire ed asservire le coscienze. Non garantire l'adeguata tutela sociale ed economica alle famiglie dei caduti nella lotta alla mafia significa - prosegue la Alfano - rendere più conveniente giurare fedeltà alla mafia, che in caso di morte o arresto di un proprio affiliato assiste in maniera efficiente la sua famiglia, e scoraggiare la fedeltà allo stato ed al principio di legalità su cui questi si fonda". "Sarebbe di grande utilità per i politici italiani prendere esempio da sua maestà il sultano dell'Oman - si legge nella nota - che tutti gli anni manifesta la propria vicinanza ed attenzione nei confronti del suo popolo ascoltando le richieste ed i problemi delle popolazioni dei villaggi più isolati del proprio paese". L'associazione chiede pertanto al sultano dell'Oman "sovrano illuminato" di ospitare la sede operativa nella propria nazione "così da sottrarsi all'asfissiante burocrazia italiana che giorno dopo giorno infligge agli eroi di stato ed alle loro famiglie intollerabili umiliazioni. Siamo certi - conclude il presidente Alfano - che il sultano, a differenza di quanto fatto dalle istituzioni italiane, mostrerà attenzione nei confronti della nostra richiesta".

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"C'è troppo fango Non so ancora se mi ricandido" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 03-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Intervista Vittorio Barazzotto GIUSEPPE BUFFA "C'è troppo fango Non so ancora se mi ricandido" BIELLA Ricandidarmi? Non lo darei per scontato. Al momento le probabilità sono del 50 per cento". In un clima di fuga dalla politica, fra presidenti della Provincia stanchi e sindaci di Cossato che tornano a fare i nonni, anche Vittorio Barazzotto ha i suoi dubbi. Il suo ritorno in campo è dato per certo, ma lui tira il freno: "Non per fare il prezioso: molti mi stanno tirando per la giacca per farmi prendere una decisione, ma io voglio avere il tempo per pensarci. Non è una scelta facile: né in un senso, né nell'altro. Ora il mare, le vacanze, il relax porteranno consiglio. Non c'è fretta: entro il 15 settembre darò una risposta definitiva". Sembra perplesso... "Stiamo vivendo la crisi più difficile del dopoguerra, e i prossimi 2-5 anni saranno ancora complicati. Da un lato c'è la tensione morale, quella che ti porta a sperare che i tuoi cittadini possano vivere meglio, e che tu possa fare qualcosa per loro. Dall'altra ci sono il lavoro e le questioni personali: devo pensare anche al mio futuro, allo studio di commercialista, alla vita privata". Tutti dicono che si ricandiderà. "E fanno male, perché non bisogna dare nulla per sicuro". Che sta succedendo? E' diventato troppo difficile fare il sindaco? "No, lo è sempre stato. Se lo fai con senso di responsabilità è molto impegnativo, e gli scontri duri c'erano anche in passato. La differenza è che, negli ultimi tempi, c'è stato un imbarbarimento della politica. Le polemiche, il fango, le bastardate che mi hanno fatto hanno abbassato tremendamente il livello del confronto". Parla del caso Ippolito? "Non solo. So che certi ruoli non sono per dame della San Vincenzo, ma c'è un gioco al massacro un po' ovunque, e si passano le persone nel tritacarne per distruggerle". Un sindaco, però, si giudica da come amministra. "Pure quello non è facile: burocrazia pesantissima, tempi lunghi, opere pubbliche che vorresti fare in un mese e per le quali occorrono anni. Poi il federalismo: se ne parla da decenni, ma mai come quest'anno c'è stata così tanta mancanza di autonomia negli enti locali. Quella del sindaco è una figura tra fascino e tragedia: se le cose non funzionano, si lamentano con te. Diventi il parafulmine di tutto, anche quando non hai colpe". Che ne pensa dei suoi colleghi che voglio gettare la spugna? "Sergio Scaramal ha centrato tutti gli obiettivi del suo mandato, e ha fatto grandi cose: l'accordo con la Fiat, l'autostrada, il cablaggio del territorio. E' stato un ottimo presidente, perciò fa malissimo a non ricandidarsi. E lo dico io che pure, in passato, ho avuto molte discussioni con lui". E Bianchetto? "Con lui si perde un amministratore onesto, trasparente. A Cossato, purtroppo, non gli è stato regalato nulla, e ha avuto una dura opposizione anche dall'interno della maggioranza. Quindi posso capire il suo stato d'animo". Intorno a lei, invece, dopo il caso Ippolito, il centrosinistra ha fatto quadrato, e l'ha ricandidata all'istante per il 2009. "Mi fa piacere, ma a settembre verificheremo se è ancora così. Settembre è il mese dei confronti, e aprirò anche un blog". Un blog? Una piazza virtuale su Internet? Per farne che? "Per dialogare con i biellesi, per capire i loro problemi, per tastare il polso della città. Il supporto della gente comune, per me, è la cosa che conta di più. Poi è ovvio, ci sarà il confronto con i partiti, con le persone amiche. Ma è la spinta che arriva dal basso, dai cittadini stessi, quella che può invogliare davvero a continuare il cammino".

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Volante ROSSA (sezione: Burocrazia)

( da "Manifesto, Il" del 04-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Intervista Incontro con l'ottantenne Luigi Colombo, protagonsta dell'organizzazione di ex partigiani comunisti che dopo la Liberazione volle "continuare la Resistenza". Spaesato, s'interroga sul disastro, che non ha capito, del socialismo reale Volante ROSSA UN SOGNO NEL CASSETTO CHE ANDAVA OLTRE IL 25 APRILE Massimo Recchioni PRAGA Luigi Colombo è un uomo distinto, ben piazzato, ancora forte, di circa un'ottantina d'anni. Lo incontro nel ristorante in cui ci siamo dati appuntamento. Arrivo 5 minuti prima, ma lui è già lì. Facciamo le presentazioni. All'inizio sembra reticente, mi dice che in tanti gli hanno chiesto del suo passato e lui ormai si era abituato a non parlare con nessuno, almeno con chi non sapeva niente. Abituato da anni di diffidenza verso chiunque, anche gli amici, perché chiunque poteva essere una spia o riferire in malo modo qualcosa detta anche con significato diverso. Mi parla di un giornalista scozzese che recentemente, chissà come, è riuscito a trovare il suo numero e lo ha ripetutamente chiamato per un appuntamento, stava scrivendo un libro. E lui si era sempre fatto negare. Ma piano piano mi accorgo che qualcosa succede, forse scatta qualcosa e lui comincia a raccontare cose che ha tenuto dentro per troppo tempo. Per esempio che si era avvicinato, giovanissimo, sul finire della guerra, alla Volante Rossa, formazione nata da alcune "Brigate Garibaldi" nel periodo bellico, ma che dopo il 25 Aprile non aveva smobilitato. Era rimasto nell'organizzazione paramilitare fino al 1949, quando avvennero i fatti per cui fu condannato in contumacia all'ergastolo. Per sciogliere il ghiaccio, comincio con domande curiose. Si legge in giro che voi della Volante Rossa (V. R.) compraste un camion militare americano... Certo, era un'asta e c'ero anche io. Riuscimmo, in modo più o meno regolare, ad aggiudicarcelo noi. Anzi ricordo che partecipai personalmente con 10.000 lire, che erano bei soldi allora, Non ricordo se lo pagammo 110 o 120. Comunque quel camion lo rimettemmo completamente a nuovo e diventò indistruttibile. So che è difficile farlo in poche righe, quali fatti della tua vita ti sono rimasti maggiormente impressi? Mi riferisco alla tua vita qui, dopo la fuga dall'Italia alla fine degli anni quaranta. Ma ci sono anche molti ricordi di fatti in Italia. Quello che facevano gli agenti dell'Ovra, quello che i fascisti e i tedeschi facevano al campo Giuriati di Milano, cosa fecero a tanti miei amici, ad Eugenio Curiel. Guarda che "prima" del 25 Aprile la lotta di Liberazione l'ho fatta anch'io, in una Brigata Garibaldi. Poi, dopo le elezioni del 18 aprile 1948, lo sdoganamento di tanti fascisti che tornarono in circolazione. Quelle elezioni servirono anche a questo. Come per dirci che la Resistenza l'avevamo fatta, ora grazie ma le cose erano cambiate. E qui invece? Per esempio hai ritrovato qui qualcuno che conoscevi da prima? Sì, qualcuno sì, coinvolto negli stessi fatti per i quali ero fuggito io, qualcuno per altri. Ma anche gente che con noi non c'entrava nulla, che aveva approfittato del momento per le sue vendette personali. Nella confusione del momento, il Partito si trovò costretto ad aiutare anche loro. Comunque, tra quelli che incontrai qui c'era il nostro comandante, il tenente Alvaro, che in questi ultimi mesi, nel paesino dove si trova, non se la passa molto bene. Cominciamo tutti ad avere una veneranda età. Cos'altro? Quello che successe a tanti di noi. Ho letto che si è molto scritto di compagni che sono entrati nella Radio cecoslovacca, in una sezione in lingua italiana che si chiamava "Oggi in Italia". Non è vero che ci entravano i più colti. C'è entrata gente colta dopo e che con noi cosiddetti politici non aveva niente a che fare. Ma di noi ci entrarono quelli che avevano un peso politico maggiore, il tenente ad esempio, ma anche delle conoscenze. C'erano i compagni di Modena che avevano un trattamento particolare, non si sapeva esattamente perché. Ma eravamo tanti e quelli che facevano i giornalisti erano davvero in pochi. Ne ho conosciuti tanti che stavano in fabbrica, molti nei campi delle Cooperative agricole morave, altri nelle miniere di Ostrava e dintorni. Ogni tanto organizzavamo feste o raduni da tutta la Cecoslovacchia che ci davano modo di fare sia conoscenza, sia il punto della situazione. E si leggevano i bollettini, gente che non ce l'aveva fatta, qualcuno si era suicidato. E si davano, ai meno raggiungibili, notizie da casa, di genitori che se ne erano andati, di mogli che si erano stufate di aspettare. stata dura. Per quanti anni non hai avuto contatti con la tua famiglia? Molti. Ricordo quando nel '62 arrivarono le mie sorelle Angelina e Margherita a trovarmi, mi portarono questo anello, lo vedi? Ci sono le mie iniziali vere. E un po' di regali, e una copia del Corriere della Sera e una del Corriere milanese. L'ho preparata qui sul tavolo, aspetta. (ndr, tira fuori un pezzo di giornale, di un colore giallo sporco, di 45 anni fa. C'è la foto di tre cubani con una barba di 30 centimetri. In quella foto non c'è certo lui. Il titolo recita "Fra i barbudos di Fidel Castro i tre sparatori della Volante Rossa", e della foto dei tre si può dire davvero di tutto meno che siano italiani. Il titolo del Corriere milanese parla dei "pistoleros", non c'è foto alcuna, e dice che i tre si starebbero per trasferire a Cuba. Poi riprende a parlare). Tutte balle, ma questo mi preoccupò e mi fece capire che in quanto ci dissero all'inizio c'era della verità. Qualcuno doveva aver parlato, anche se le notizie erano inesatte. Ufficialmente nessuno di noi era andato a Cuba. Quanto rimanesti a Cuba? Più o meno un anno, lavorammo ognuno nel campo di specializzazione, io nel settore delle ricerche geologiche, che era una dipendenza del Ministero dell'Industria, e il Ministro cubano era allora Che Guevara. Lavorammo a campionare il terreno intorno a Santiago de Cuba, a due passi da dov'erano, e sono ancora, gli americani. Ci trovammo benissimo, non si mangiava affatto male, c'era abbondanza di frutta di ogni genere; sai rispetto ai cibi grassi ai quali ci eravamo abituati qui... Un compagno si sposò e rimase lì, tornò in Cecoslovacchia, con tanto di moglie e figlia, diversi anni dopo..... ora loro sono a Cuba, e lui purtroppo non c'è più. Per tornare a Cuba, fu davvero un'esperienza positiva. Poi, era il 1964, mio fratello riuscì a portarmi una 600 usata, regolare, pagai quasi più di dogana di quanto fosse il valore della macchina, che fu la mia prima, e durò purtroppo solo 4 anni, poi riuscii a comprarmi una Simca, poi una Fiat 125 fatta in Italia. Qui all'Est poi cominciarono a girare anche le Lada fatte in Unione Sovietica con le vecchie catene di montaggio della Fiat. Poi ci fu il '68, l'anno dei riformatori... Sì, bisogna riconoscere che la cappa che era stata calata intorno ai cittadini di questo paese poteva essere in alcuni frangenti opprimente. Mi ricordo le trafile che bisognava fare quando un cittadino cecoslovacco andava in giro da qualche altra parte, per studio, per lavoro. O anche la moglie cecoslovacca di uno di noi. Questa specie di burocrazia non so se abbia più aiutato a proteggere lo Stato socialista o gli abbia fatto più male. Ma è vero anche che in questa ed altre acque si tuffarono come pesci quelle forze socialdemocratiche riformiste, anche se nei nostri ambienti erano molto forti sensazioni e notizie che fossero i servizi segreti occidentali a finanziare tutto. Sta di fatto che non si ebbe il tempo per valutare quali cambiamenti e di quale portata ci sarebbero stati con Dubcek. Voglio dire che non è tutto oro ciò che luccica, e chissà dove saremmo arrivati se si fosse proseguiti su quella strada. Ora io non so neanche se la situazione si poteva risolvere senza l'intervento delle truppe del Patto di Varsavia. Sai, dare giudizi ora è facile, ci sono stati periodi storici in cui si stava da una parte o dall'altra. Se non ci si è passati, non lo si può capire. Questo vale anche per i fatti del dopoguerra che sono all'origine di tutta la mia storia. Perchè se prendi un evento storico e lo sradichi dal suo contesto, quell'evento può sembrare completamente diverso. E dal 1978 cominciai a fare le fiere, facevo il traduttore per le ditte italiane, nonostante quello che trapelava la possibilità di fare qualcosa per conto proprio c'era. L'ho fatto per 10 anni, ho venduto materiali per celle frigorifere, ho addirittura venduto tori, prima che intervenissero dei blocchi sanitari. Ricordo il 1978 come un anno molto importante per me, con i lavori che facevo riuscivo ad avere una vita assai dignitosa, e in quell'anno la ciliegina sulla torta fu l'arrivo della grazia, che il Presidente Pertini mi aveva concessa! A me ed altri che avevano condiviso la mia stessa storia. Quindi sei potuto andare in Italia? Certo, anche se non lo feci subito. Aspettai qualche mese, cercai diverse conferme, e la certezza di potermi presentare in Consolato senza che mi trattenessero. Dovetti prima fare la trafila per avere il permesso di soggiorno con il mio nome vero, poi andai in Consolato per registrarmi e farmi fare il passaporto. Solo allora potei tornare. Ma se dicessi che non vedevo l'ora direi una cosa inesatta, qui oramai era casa mia, chissà che effetto mi avrebbe fatto rivedere famiglia, amici, posti. Morale della favola, tornando a Milano mi feci spiegare per telefono come arrivare, avevo appuntamento con la mia famiglia per strada, all'uscita della tangenziale, tangenziale che ovviamente 30 anni prima non c'era. Ci misi parecchio tempo a riconoscere le strade, le case, non era rimasto molto. Ci son tornato spesso, a trovare mia madre, e gli altri della mia famiglia, e qualche volta al mare. Poi, era il 1988, andai in pensione, e lo Stato socialista cecoslovacco mi avrebbe seguito di lì a non molto. Vedi quel quadro? C'è una poesia che mi scrissero i miei colleghi e mi regalarano il mio ultimo giorno di lavoro,. Avevo 60 anni. (ndr, traduco la poesia, e mentre la leggo vedo nei suoi occhi una commozione che contrasta con i temi ed i toni di quanto mi ha raccontato finora). Non ti è mai venuto il dubbio di ritornare a casa, intendo in Italia? No. Qui, dopo il primo periodo difficile, avevo messo radici. Certo in Italia cominciai ad andarci più spesso, e volentieri. Ma io qui lavoravo ancora, e mi mancavano quasi dieci anni per andare in pensione. Ad esempio nel 1979 andai a Roma, a trovare i compagni di Est Europa, così si chiamava una cooperativa che lavorava con gli Stati socialisti. Che bella Roma! Accompagnato da un certo compagno Giuliani me la fecero vedere tutta. L'altra unica volta c'ero stato nel 1948, quando ci fu la manifestazione nazionale dopo l'attentato a Togliatti. Quindi non avevo visto nulla nel '48, anche se di allora ricordavo ancora lo scomodissimo viaggio in treno per arrivarci, una miriade di gente alla manifestazione, il vino dei Castelli che ci comprammo. Cosa è cambiato ora qui, al di là del fatto che Cecoslovacchia e Muro non esistono più? Eravamo giovani, avevamo un sogno nel cassetto e negli anni avevamo visto questo sogno assumere i contorni di un'esperienza reale con tutti i difetti dei quali solo i sogni sono sprovvisti. Ho visto con amarezza gente che del socialismo se ne infischiava, che approfittava della sua posizione per farsi i cavoli propri, mai quelli della gente comune. Ma una cosa la posso dire con certezza, e non temo di essere smentito. La classe operaia difficilmente in altre parti del mondo ed in altri periodi storici starà meglio di come stava qui fino al 1989. Il sindacato esisteva per organizzare le ferie dei lavoratori, tanto i lavoratori stavano bene. Questo Stato che si dice fosse così duro non fu abbastanza duro da costringere le persone a lavorare, e uno Stato che paga tutto e non produce alla fine chiude. Tutti avevano una baita per le vacanze, abbiamo ancora oggi i residui di un'istruzione e di una sanità pubblica invidiabile, anche se ahimè pian piano si sta smantellando tutto. Prendi me per esempio. Arrivato con le elementari, sono arrivato a diplomarmi. Sta per uscire un libro che racconta la tua storia, quanto c'è di vero? Ho pagato i miei conti con la giustizia, ho fatto 30 anni da fuggiasco quando qualcuno se l'è cavata, restando in Italia, con molto meno. Ora, grazie soprattutto all'appassionato interessamento di Roberto Galtieri e dell'avv. Clementi di Milano sono a tutti gli effetti tornato un cittadino come gli altri. Trent'anni dopo la grazia che mi concesse Pertini, ora ho ottenuto la totale riabilitazione. Ho letto negli ultimi anni tante bugie, ho sentito chiamare assassini personaggi, come Francesco "Gemisto" Moranino che conobbi qui, che tanto avevano contribuito alla liberazione del Paese. Di alcune cose si sta perdendo la memoria, cominciando a mancare i protagonisti si cerca di riscrivere la storia. La mia, di storia, in questo senso, penso potrà essere un contributo interessante.

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Nel campo rom Aristofane narra i tanti soprusi (sezione: Burocrazia)

( da "Manifesto, Il" del 04-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

LABORATORI Nel campo rom Aristofane narra i tanti soprusi Adriana Pollice NAPOLI Una tortuosa strada sterrata nel vuoto, ai margini di Scampìa. In cima al cancello un uomo dal becco rosso di cartone introduce il pubblico a Il popolo degli uccelli, frammento tratto da Gli uccelli di Aristofane. Le porte si aprono sul campo rom non autorizzato di via Cupa Perillo, gli abitanti divisi in due gruppi: spettatori da un lato, attori e tecnici dall'altro, per presentare una delle attività di Punta Corsara, il progetto Crociati. Si tratta di laboratori che coinvolgono bambini di Caivano, periferia di Napoli, un gruppo di anziani del quartiere partenopeo di Montesanto, riuniti presso il centro sociale Damm, e i rom di Scampìa, oltre un anno di lavoro per mettere in scena a maggio 2009 un'opera collettiva. Primo frammento del percorso affidato, appunto, ad Aristofane: "Adolescente infuriato - racconta Maurizio Lupinelli, una delle guide dello spettacolo -, scrisse Gli uccelli in un momento in cui il popolo non ne poteva più di guerre e soprusi. Le sue parole vengono reinterpretate dagli abitanti del campo rom di Scampìa". E infatti l'azione scenica è continuamente interrotta dalle incursioni del geometra del comune, dalla burocrazia in cerca di attestati, a rendere impossibile la fondazione della città ideale. Pubblico e attori occupano il cortile centrale del campo, intorno prefabbricati in legno dipinti in arancione pastello delimitano lo spazio, sembrerebbe un camping se l'orizzonte non fosse occupato dall'autostrada e dalle Vele, palazzoni surreali di una periferia tra il disastrato e il metafisico. Tutto è pulito e ordinato: "Ci sono voluti due anni - ha raccontato Barbara, dell'associazione Chi rom... e chi no - per convincere l'Asìa (la municipalizzata addetta allo smaltimento, ndr) a mettere i bidoni per i rifiuti. Il fatto che il campo non sia autorizzato è spesso un alibi per non fornire servizi". Gli abitanti di via Cupa Perillo, circa sessanta, sono qui da 15 anni, vengono dalla ex Jugoslavia, gli allacciamenti ai servizi sono abusivi, regolarizzarli è impossibile. Luoghi abbandonati, lo stato qui non c'è né per loro né per gli sfollati del terremoto del 1980. "Dietro il campo - ha proseguito - abbiamo costruito un campo di calcetto e la Scuola Jungla per i laboratori. Sport e teatro aperti a tutti, non solo ai rom, così sono cadute barriere e diffidenze e la comunità sta imparando a condividere le battaglie per avere spazi vivibili". Alcuni dei ragazzi del campo che fanno teatro hanno partecipato al film Gomorra, ma solo quelli per cui è stato possibile mettere insieme tessere sanitarie, attestati scolastici e qualsiasi cosa la burocrazia sia in grado di ingoiare; chi invece aveva i genitori senza passaporto, perché bruciati con la baracca, è rimasto a casa. Dennis è quasi un veterano, bambino delle elementari e un irresistibile attore con la erre moscia, la madre fa la mediatrice culturale sugli autobus carichi di migranti che vanno verso i campi di Villa Literno, ma fa anche la maschera all'auditorium di Scampìa. Non abita più nel campo, ma il teatro continua a fare da collante. I rom hanno messo su la compagnia Asunen Romalen (Sentite gente) per raccontarsi sulla scena. Il primo spettacolo all'Auditorium era una satira sui loro vizi: anche il pubblico partenopeo applaudiva.

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Zanca: vendo la sede di via Solferino (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 04-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Sandro Mortari Zanca: vendo la sede di via Solferino Per il neo presidente prioritario risanare i conti dell'associazione Previsti interventi anche sul personale: punto a riqualificarlo perchè questo richiede il mercato Risanare i conti dell'associazione. Ecco il primo obiettivo del nuovo presidente dell'Unione provinciale artigiani, Enzo Zanca, che venerdì scorso, con la sua elezione, ha posto fine alla tormentata era Salvagno. "Punto a ridurre i costi e a riqualificare il personale con corsi di specializzazione perchè è il mercato che lo richiede" dice nella prima intervista da numero uno dell'Upa. Dovrà anche vendere la sede di via Solferino, i cui costi di gestione sono troppo alti, e rivedere qualcosa anche a livello di dipendenti, "ma senza allarmismi". Zanca, 63 anni il 12 agosto, è titolare col fratello di un'impresa di tinteggiatura a Sant'Antonio e guida i pittori edili di Confartigianato lombarda. Mercoledì riunirà per la prima volta la nuova giunta. All'ordine del giorno che cosa c'è? "Prima di tutto dovremo assegnare le deleghe. Poi cominceremo a riorganizzare le parti sindacali, a potenziare i mandamenti che dovranno sempre più confrontarsi con le istituzioni pubbliche". Che Upa ha ereditato da Salvagno? "Un'Unione in difficoltà. Però, c'è la possibilità per migliorare la situazione". Come pensa di fare? "Serviranno scelte radicali per garantire il pareggio dei conti. Le entrate sono in calo costante e le spese in aumento. Nell'ultimo anno c'è stato un miglioramento grazie all'intervento fatto sui costi fissi e sul personale, ma non basta. Dovremo adottare interventi drastici sia sulla riduzione dei costi che sul personale". Concretamente? "Pensiamo di vendere la sede di via Solferino per trovarne una più pratica e più raggiungibile, e meno dispendiosa, per i nostri associati". Sono previsti tagli al personale? "Qualcosa dovremo fare, ma niente allarmismi. Noi puntiamo a riqualificarlo". Come cambierà l'Upa? "Innanzittutto, basta polemiche e veleni. Credo che questa sia la volontà comune di tutti i consiglieri. C'è poi l'intenzione di portare una ventata di nuovo. Abbiamo già cominciato inserendo più della metà di nuovi consiglieri, di cui 10-12 sono sui 40 anni". Nella sua relazione in consiglio direttivo, venerdì sera, ha parlato di un programma articolato in tre punti. Li può riassumere? "Il primo punto è il recupero dell'identità associativa, rafforzando la capacità dell'Upa di essere a sostegno delle piccole imprese artigiane. Secondo punto, la riorganizzazione interna basata su una minor burocrazia e su un maggior orientamento ai servizi innovativi da dare ai nostri associati, compresa più formazione; riconoscimento al nostro personale dei meriti ottenuti sul campo e riqualificazione. Terzo punto, il pareggio di bilancio".

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Un comitato per il taglio dei pini sulla 429 - guido fiorini (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 04-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Empoli Un comitato per il taglio dei pini sulla 429 Appesi striscioni fra gli alberi: "Segnatevi i nomi delle vittime" Fra loro anche il padre di Diego Taddei: "Basta burocrazia, servono le strade". I primi abbattimenti dopo l'estate GUIDO FIORINI CASTELFIORENTINO. Fra loro c'è anche Vasco Taddei, padre di Diego, il giovane che sabato scorso ha perso la vita in sella alla sua moto Kawasaki Ninja, insieme all'amico Andrea Tassinari. Il dolore per la morte del figlio niente potrà cancellarlo, ma forse l'impegno per cercare di evitare altri decessi assurdi lo aiuta ad andare avanti. Gli altri sono un gruppo di giovani di Castelfiorentino, Cambiano, Granaiolo, Fontanella: hanno fondato un comitato, al quale le adesioni sono aperte, per il taglio dei pini sulla statale 429. E sabato pomeriggio, con una serie di striscioni, hanno bloccato per qualche minuto lo strada. Poi hanno lasciato i lenzuoli appesi fra i pini, in modo che tutti li possano vedere. Forse Diego ed Andrea non si sarebbero salvati lo stesso. Certo è che l'impatto con l'albero ha tolto loro ogni speranza. Lo stesso vale per decine e decine di altri morti sulla pericolosissima statale. Al primo posto fra le cause c'è la velocità, ma i tronchi hanno la responsabilità di molti decessi. Assai d'effetto le scritte sugli striscioni: "No alla burocrazia, strade subito", "Basta con i morti, i pini vanno tagliati", "Assessore Riccardo Conti, le vittime della 429 segnale sul tuo taccuino", "Basta con i morti, i pini vanno tagliati". I fondatori del comitato si augurano che vogliano aderire anche gli amici e i parenti di altre vittime della strada: "Ormai gli alberi sulla 429 - dicono - non servono più a nulla. Un tempo facevano fresco a chi passava con il barroccio, ma adesso rappresentano soltanto un pericolo, anche in caso di uscite di strada non a grande velocità". Il tutto in attesa che i lavori della nuova 429 inizino davvero, ad oltre un anno dalla consegna del cantiere. Il sindaco di Castelfiorentino Laura Cantini, però, già nei giorni scorsi ha rassicurato sia sui tempi della nuova strada, che sarà pronta nel 2010, sia sul taglio degli alberi. "Abbiamo già in programma alcuni abbattimenti - ci ha detto -. Almeno nei punti più pericolosi li toglieremo. Ma sia chiaro, io resto convinta che si debba correre meno".

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Bidonvia pronta, ma resta al palo (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 04-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

AVIATICO Proprio nei giorni scorsi il sindaco di Aviatico e gli operai dell'impresa che hanno provveduto ai lavori di realizzazione della nuova cabinovia erano attorno a un tavolo per la tradizionale cena "di fine lavori". Un momento conviviale, dopo tante ore passate a lavorare sul pendio che porta al Monte Poieto, a costruire i plinti di sostegno dei pali, a tirare funi, a installare cabine (ben 75), a sistemare e ristrutturare le due stazioni (di partenza e di arrivo). Tanti interventi, tante opere murarie, di carpenteria, elettriche, che hanno richiesto oltre un anno di lavoro. Logico, quindi, una festa fra "addetti ai lavori", che però poteva avere più risonanza se, alla chiusura "tecnica" dei lavori, si fosse abbinata la contemporanea apertura al pubblico della cabinovia. Magari, nel bel mezzo dell'estate come era stato annunciato, quando Aviatico vive il suo momento di massima affluenza turistica (si calcolano 5 mila presenze), non solo nel capoluogo, ma anche nelle frazioni di Amora, Ama e Ganda. Purtroppo, questo non è successo, anche se, riandando agli annunci della scorsa primavera, l'amministrazione comunale pensava di far ripartire la nuova cabinovia proprio in apertura di stagione estiva. Invece, siamo già ad agosto e la bidonvia non riparte. Perché? "Il motivo è semplice ? spiega il sindaco Stefano Dentella ?. I lavori sono ultimati, tutto è stato fatto nel migliore dei modi, soprattutto per quanto riguarda la parte esterna, quella relativa alla posa dei pali, al tiraggio delle funi, agli impianti di risalita, alla sistemazione delle cabinovie. Tutto a regola d'arte, anche se con qualche settimana di ritardo, per via del maltempo d'inizio estate, che non ci ha certo facilitato negli ultimi interventi. Purtroppo, anche se i lavori sono stati completati, dobbiamo aspettare ancora un po', perché mancano i necessari collaudi tecnici e amministrativi, che devono dare il via libera all'impianto". "Certo, questo fatto non ci fa essere contenti ? continua Dentella ?. Speravamo di essere pronti. Ma non abbiamo fatto i conti con la burocrazia. L'impianto non può partire senza i necessari collaudi". Era l'8 settembre 2006 quando la bidonvia del Monte Poieto fece la sua ultima corsa, per l'avvenuta "morte tecnica" della risalita. Si spera che ora possa ripartire almeno a settembre. Collaudi permettendo. Tiziano Piazza.

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Bosio, caserma dei vigili del fuoco è ancora bloccata dalla burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 04-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

PROTEZIONE CIVILE. TUTTO PRONTO MA MANCA UN OK Bosio, caserma dei vigili del fuoco è ancora bloccata dalla burocrazia Ancora inattiva la sede distaccata dei volontari dei vigili del fuoco di Bosio, annunciata come operativa sin dallo scorso anno. Nonostante siano a disposizione gli spazi e la squadra sia dotata anche di un'autopompa serbatoio rimessa a nuovo, tutto è ancora fermo. Il progetto della Comunità Montana Alta Vallemme Alto Ovadese, che ha messo a disposizione i locali in piazza Repubblica accanto a quelli utilizzati, dal gruppo Aib e dalla polizia locale, finora non decolla. "E' solo una questione burocratica - spiega Pierpaolo Davico, coordinatore della protezione civile nel Com 15 e promotore dell'iniziativa - manca l'ok definitivo. Il comando provinciale dei vigili del fuoco ritiene molto importante l'apertura della nostra sede. Spero che tra settembre e ottobre arrivi il via definitivo, dato probabilmente insieme a quello per la sede di Valenza". I volontari presenti nella sede bosiese serviranno da supporto alla caserma di Novi, ma lamentano da settimane l'assenza del mezzo di attacco diretto al fuoco dell'Aib, prestato dalla Regione alla Puglia per combattere i roghi nel Gargano: "La Vallemme, il Parco e il territorio della Comunità Montana non potranno essere tutelati al meglio".

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Di PAOLO POPONESSI TRA LE PAGINE dolorose vissute dall'Ital (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del 04-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

FORLI' STORIE pag. 24 di PAOLO POPONESSI TRA LE PAGINE dolorose vissute dall'Ital... di PAOLO POPONESSI TRA LE PAGINE dolorose vissute dall'Italia dopo l' 8 settembre 1943 ve ne è una che non si ricorda come si dovrebbe, vale a dire la tragedia dei militari internati in Germania. Dopo l' armistizio con gli alleati e la fuga del re e del capo del governo Badoglio al sud, il nostro esercito, dislocato nei vari fronti di guerra, senza chiare disposizioni, si sbandò e più di seicentomila tra ufficiali e soldati, catturati dai tedeschi, furono deportati nei campi di prigionia in Germania. Nella stragrande maggioranza i militari non aderirono alla Repubblica di Salò di Mussolini scegliendo un duro destino; gli italiani non vennero considerati prigionieri di guerra e condannati ad un regime di prigionia terribile, con razioni di cibo ridottissime, privi di cure mediche, usati come manodopera per lavori pesanti in miniere o fabbriche di materiale bellico. Ben cinquantamila dei nostri soldati morirono nei campi di detenzione di stenti e per violenze dei sorveglianti. FURONO TANTI pure i giovani forlivesi in grigioverde che finirono vittime della Germania nazista e secondo Roberta Ravaioli, dirigente scolastica a Forlì e ricercatrice di questo periodo della nostra storia, furono cinquantanove i militari della nostra provincia che persero la vita in prigionia; sulla base della ricerca della Ravaioli ricostruiamo la storia di uno di loro, Mario Ravaioli (zio della ricercatrice), purtroppo una storia tragica comune a migliaia di altri soldati italiani. Mario, classe 1911, nato a Collina vicino a Forlì in una numerosa famiglia di agricoltori, aveva già fatto il militare negli anni 1931-32, ma fu richiamato nel '35 per la guerra d' Etiopia. Quella volta ce la fece a salvarsi, anche se l'avventura africana gli aveva lasciato come ricordo la malaria. Nel '40 vestì ancora la divisa perché Mussolini aveva gettato l' Italia nella follia della guerra mondiale al seguito di Hitler; la destinazione di Ravaioli fu nel '41 l' Albania poi il Montenegro. Dal suo foglio matricolare sappiamo che, come tanti altri, fu catturato dai tedeschi l' 8 o il 9 settembre del '43 e la stringata burocrazia militare ci informa che risulta deceduto in prigionia il 28-3-1945 in Germania; cosa gli accadde dalla cattura alla morte è difficile saperlo con certezza anche se la nipote nella sua ricerca ha provato a ricostruire i fatti. Come gli altri italiani fu caricato su treni dai vagoni piombati e portato in Germania; rifiutandosi di schierarsi con i fascisti di Salò, scelse la prigionia, la fame, il duro lavoro, il pasto fatto di una povera razione di pane nero (una volta alla settimana) e di una broda calda dove galleggiava qualche rapa o cavolo. NELL'AGOSTO del 1944 Ravaioli era di certo in Bassa Sassonia nello Stalag XI B a Fallingbostel, un campo con circa venticinquemila prigionieri di più nazioni; gli italiani erano in misere baracche da dove uscivano per andare fuori dal campo ai lavori forzati in città come Wolfsburg, Braunschweig e Hildesheim. Proprio in questa località un destino terribile attendeva Mario Ravaioli e tanti suoi compagni; il 22 marzo '45 oltre duecento aerei americani rovesciarono un uragano di bombe incendiarie sulla città distruggendo l' 85% delle case. Secondo testimonianze dirette di italiani e dello storico tedesco Gerhard Schreiber, un gruppo di nostri internati fu impiegato nelle operazioni di soccorso e di sgombero delle macerie; di fronte a un deposito ferroviario di alimentari in fiamme i poliziotti tedeschi ordinarono agli italiani di prelevare scatolette e formaggio perché non bruciassero. Subito dopo i nostri, mentre si allontanavano, vennero fermati dai militari tedeschi e, trovati in possesso di qualche scatoletta, accusati di saccheggio e chiusi in carcere: Ravaioli era tra loro. I TEDESCHI, spietati, il 26 marzo cominciarono nella piazza centrale di Ildesheim le esecuzioni terminate il 28: furono impiccati 135 nostri soldati, gettati poi in una fossa comune. Così morì Mario Ravaioli assieme ai suoi commilitoni. Sarebbe bene non dimenticare questo massacro e il calvario di questi italiani che non vollero schierarsi a fianco della Germania.

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Francia frenata da troppi vincoli (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 04-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-08-04 - pag: 13 autore: Congiuntura. Sarkozy sta tentando di liberare il Paese da vecchi privilegi e rigidità sociali Francia frenata da troppi vincoli Quest'anno il deficit pubblico dovrebbe attestarsi sul 3% di Fabrizio Galimberti S e c'è - o c'era - un Paese "ben temperato", come il famoso clavicembalo, era la Francia. Chi fosse incaricato di stilare previsioni di crescita per i vari Paesi, non aveva problemi particolari con l'economia transalpina. L'espansione dell'economia era regolare, né troppo calda né troppo fredda, come la minestra di Goldilocks. L'inflazionesi comportava bene, e il Paese procedeva ordinato, imbrigliato da una programmazione soffice, gestita da una burocrazia illuminata ed efficiente, e da una lunga tradizione di ordine centralizzato. Ci fu un tempo in cui un ministro dell'Istruzione poteva dire, guardando l'orologio di martedì: in tutte le classi di quinta in Francia in questo momento gli scolari hanno l'ora di matematica. Le cose stanno cambiando anche in Francia. Alcuni di questi cambiamenti sono evidenti, altri procedono sotto la superficie, e la "crisi dei mutui"- di conserva alla crisi delle materie prime ha impresso accelerazione all'onda del cambiamento. Francia e Italia sono due Paesi che stanno rapidamente mutando pelle, ma le traiettorie sono diverse. Ci sono alcune similarità: per esempio, le riforme del mercato del lavoro hanno fatto molto per ridurre il tasso di disoccupazione. Da dieci anni a questa parte in ambedue i Paesi la disoccupazione a due cifre è tornata alle cifre singole: in Francia il tasso è sceso di tre punti, al 7,5%, e in Italia è sceso di ben cinque punti, al 6,5 per cento. Sia in Francia che in Italia il tasso di occupazione o il tasso di partecipazione alla forza lavoro sono fra i più bassi d'Europa (e in Italia ancora più basso che in Francia). In ambedue i Paesi vi è stato un cambiamento di Governo e i nuovi leader non sono avari di promesse e di propositi di rivolgimenti epocali. Ma qui le analogie si fermano. In Francia la centralizzazione del potere aveva generato degli anticorpi: una centralizzazione "organizzata" del sindacato, specie nelle numerose aree protette dell'economia, e quella che si potrebbe chiamare un "centralizzazione spontanea" della protesta: in un Paese diviso fra l'orgoglio della grandeur e una diffidenza verso l'autorità che si nutre di un rivendicazionismo giacobino, i grandi propositi riformatori dei Governi spesso si scontrano con una piazza suscettibile e sessantottina. Ma il nuovo presidente ha sa-puto sfruttare il momento di incertezza in cui la Francia è stata gettata dalla difficile temperie internazionale e dal lento maturare, nella coscienza dei francesi, di una rigidezza della società che impediva di sfruttare le opportunità offerte dalla globalizzazione e dalle rivoluzioni tecnologiche e manageriali. Qualche mese fa ci fu un epico scontro, fra il Governo e i sindacati, su alcuni regimi privilegiati delle pensioni. La piazza già in passato aveva sconfitto simili progetti, e sembrava che anche questa volta avrebbe avuto partita vinta. Cosa successe invece? Di quelle proteste non se ne è più parlato. Chi ha vinto e chi ha perso? La dice lunga su come sono cambiati i rapporti di forza il fatto che anche gli esperti sono incerti nel decidere se il bicchiere, alla fine della tenzone, era mezzo pieno o mezzo vuoto. Ma solo il fatto che la piazza non abbia vinto vuol dire che qualcosa è cambiato nel profondo della crisi francese. Questo cambiamento è stato accompagnato, nella visione strategica di Sarkozy, da una politica fiscale espansiva che, ignorando bellamente le virtuose prescrizioni di Bruxelles, ha cercato di stimolare l'economia con riduzioni fiscali: il deficit di bilancio strutturale (corretto dagli effetti del ciclo), che avrebbe dovuto, secondo le prescrizioni della Commissione, migliorare di mezzo punto di Pil l'anno, ha ottemperato al mezzo punto l'anno,ma nel senso del peggioramento e non del miglioramento. E oggi anche questo sforzo di ringalluzzire la nazione è sfumato, dato l'opposto assalto, al portafoglio dei francesi, dei rincari dei beni alimentari ed energetici. E intanto il Governo ha promesso, come ha fatto quello italiano, un grosso assalto alla spesa pubblica nell'anno prossimo, per riportare il bilancio verso il pareggio (quest'anno il deficit è previsto al 3% del Pil, e Sarkozy si è impegnato con l'Europa al pareggio entro il 2012). Un assalto a una polpa della spesa che segna record internazionali: stimato al 52,1% del Pil quest'anno, il peso della spesa è il più elevato di tutti i Paesi Ocse, incluse le socialdemocrazie scandinave. No, gli scontri con la piazza non sono finiti& fabrizio@bigpond.net.au INDICATORE POSITIVO Nell'ultimo decennio la disoccupazione è scesa da un tasso a due cifre al 7,5%, tre punti in meno SICUREZZA SOCIALE L'incidenza della spesa è arrivata al 52,1%, la più elevata dell'area Ocse. Incluse le socialdemocrazie scandinave.

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<NO ALLA BUROCRAZIA. Strade subito>. <Un abbraccio alle famiglie d (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Empoli)" del 04-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

EMPOLI pag. 27 "NO ALLA BUROCRAZIA. Strade subito". "Un abbraccio alle famiglie d... "NO ALLA BUROCRAZIA. Strade subito". "Un abbraccio alle famiglie di tutte le vittime". "La velocità uccide. 359 persone non ci sono più. Pensa prima di correre!". E ancora: "Basta con i morti. I pini vanno tagliati". Spray colore blu e rosso sangue, vergato su dei grandi panni bianchi appesi nella notte fra sabato e domenica lungo l'ex statale 429, nei pressi di Fontanella per ricordare le tante persone che lungo qualla via hanno perso la vita e dire basta allo stillicidio di incidenti e morti sulla "strada maledetta". Stanchi di leggere ogni mattina un resconto sempre più simile ad un bollettino di guerra, alcuni residenti della zona hanno voluto far sentire in questo modo la propria voce ad amministratori ed autorità competenti per la gestione di una delle arterie stradali più pericolose dell'intera provincia. Soltanto negli ultimi dieci anni, sul tratto Empoli-Certaldo della 429, le vittime di incidenti sono state addirittura 40, e i feriti sono stati contati a migliaia. Chiunque l'abbia percorsa non si stupisce. La strada è molto frequentata ed i rettilinei si alternano continuamente a curve. Le centinaia di pini di cui si chiede l'abbattimento, costeggiano quasi l'intera carreggiata, costituendo un serio pericolo per chiunque perda anche solo per un attimo, il controllo del proprio mezzo. Proprio contro uno di questi alberi si sono schiantati Diego Taddei e Andrea Tortorelli, i due giovani centauri che nella notte fra domenica 26 e lunedì 27 luglio stava percorrendo la strada in sella ad una Kawasaki Ninja 600. Non avevano bevuto, non erano degli incoscienti, hanno soltanto commesso l'errore di correre lungo una via in alcuni tratti poco illuminata e troppo stretta. La strada è disseminata dagli autovelox, ma nessuna misura sembra essere sufficiente ad arrestare lo stillicidio di scontri e schianti mortali. Ripetutamente, negli ultimi anni, sono stati presentati progetti per l'allargamento e la messa in sicurezza della carreggiata, ma proprio come lamentato da chi ha appeso i lenzuoli fra i pini di Fontanella, i lavori procedono con una lentezza inaudita. Basta pensare che per il rifacimento di appena quaranta chilometri di strada, sono state indette ben quattro gare d'appalto e che, anche dove sono iniziate, gli interventi sembrano non avere mai fine. Nel tratto Castelfiorentino-Empoli, per esempio, il cui cantiere è stato rallentato da operazioni di bonifica da ordigni bellici rinvenuti nell'area. La situazione della sicurezza non migliora, gli incidenti continuano a contarsi a decine. La rabbia di residenti e automobilisti sale. s.t.

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In 400 ricorrono al difensore civico (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 04-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

ANCONA E PROVINCIA pag. 27 In 400 ricorrono al difensore civico FABRIANO MARIA LUISA BOLDRINI RIELETTA TRACCIA UN BILANCIO ? FABRIANO ? QUATTROCENTO CASI trattati in cinque anni, dei quali circa l'80% risolti. Numeri che fanno sorridere Maria Luisa Boldrini (foto), il difensore civico del Comune, fresco di rielezione attraverso la votazione avvenuta in consiglio comunale, tanto che per un altro quinquennio ricoprirà il ruolo di figura di mediazione tra l'ente pubblico e le richieste di vario genere dei cittadini. Il legale fabrianese conferma al Carlino l'utilità di una figura che per la prima volta nella scorsa amministrazione è stata introdotta e sulla quale diversi utenti iniziano a fare affidamento. Avvocato Boldrini, quanto è positivo il bilancio del suo primo mandato? "Direi molto, perchè si tratta di un'esperienza professionale davvero formativa, visto che si trattano casi differenti tra loro e a volte quasi unici". Di che genere sono le istanze dei cittadini? "Di tutti i tipi ma poche volte a carattere di risarcimento economico. Qualcosa ho fatto a livello di pratiche per la ricostruzione sismica e di polemiche su imposte Tosap o similari ma c'è anche il cittadino che viene da me a lamentarsi per l'asfalto fatiscente o la buca sotto casa. Poi ci sono le questioni relative all'anagrafe, dai matrimoni a carattere internazionale fino alle documentazioni che tardano ad arrivare". Quali i tempi delle pratiche? "Dipende dalle situazioni. Ci sono casi che sono ancora aperti da oltre un anno ed altre che in dieci minuti si concludono. Di norma, comunque, gli iter sono abbastanza veloci, anche per mia precisa scelta. Ho la fortuna di collaborare con referenti che ormai mi conoscono e quindi sanno che quando chiedo un colloquio con i dirigenti comunali si tratta di situazioni che meritano di essere, in un modo o nell'altro, risolte piuttosto in fretta". Cosa chiede al suo secondo mandato? "Personalmente mi auguro che i cittadini si rivolgano sempre di più a questo prezioso servizio, il cui fine è quello di snellire la burocrazia che a volte si fa sentire negli enti pubblici e rendere più agevole il contatto con i referenti municipali. Ricevo in Comune (il martedì dalle ore 10 alle 12, ndr) ma ho notato che negli ultimi tempi molte persone mi fermano anche fuori sede, perché sanno dell'esistenza di questo istituto ed evidentemente lo ritengono utile". a.d.m. Image: 20080804/foto/75.jpg.

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Burocrazia peggiore del terremoto (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 04-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'edificio di Leonessa rimase danneggiato dalle scosse che colpirono il Reatino nel 1997 Burocrazia peggiore del terremoto Il santuario di S.Giuseppe attende da 11 anni l'inizio dei lavori di consolidamento.

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S.Giuseppe, la burocrazia batte il terremoto (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 04-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Leonessa. Nel 1997 il santuario rimase danneggiato da una scossa sismica. Fermo da anni lo stanziamento di 600 milioni S.Giuseppe, la burocrazia batte il terremoto Ci sono i soldi e il nullaosta per i lavori, ma l'appalto non viene bandito.

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Nel paese dove un referendum, di ispirazione più politica che popolare e fatto roteare minaccio (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 04-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Samente come una clava in vista delle elezioni provinciali (2009), si propone di ottenere l'annessione all'Umbria, è invece la burocrazia a fare i danni maggiori. Una riprova? La storia del santuario di San Giuseppe, a Leonessa, danneggiato dal sisma che nel 1997 colpì Rieti e diversi centri della provincia, ormai catapultato e imbrigliato tra cavilli, ritardi, inspiegabili silenzi e omissioni. Un caso lampante di come vanno le cose in Italia, dove annunci e proclami sovente finiscono nel dimenticatoio. Danneggiato dal sisma, il santuario riportò una serie di danni per il cui restauro fu stanziata dal sub commissario una somma di 600 milioni di vecchie lire. Questo accadeva negli anni immediatamente successivi all'evento, ma tutto si è poi fermato lì. Non sono seguiti altri atti o iniziative, anche la gara d'appalto è rimasta sulla carta, al punto che oggi, dopo undici anni, il priore della Confraternita Giuseppe Forconi, già apprezzato sindaco di Leonessa, è tornato a chiedere al sub commissario al Sisma '97 e al vescovo di Rieti, le ragioni di tanto silenzio. Un atteggiamento che sollecitazioni e richieste, reiterate ripetutamente negli anni, non sono riuscite a scalfire. Verrebbe quasi da pensare che, nonostante la disponibilità dei fondi, la cosa non interessi a nessuno, ma Forconi non ci sta a far finire il restauro del santuario nel dimenticatoio. Forte del sostegno e delle lamentele degli abitanti e dei fedeli, ma anche del sindaco e del vescovo Lucarelli, il priore torna a sollecitare l'inizio dei lavori per i quali, sottolinea, sono stati concessi tutti i nullaosta da parte degli enti interessati. Però il cantiere non apre, i 600 milioni (oggi poco meno di 300 mila euro) restano inutilizzati mentre a Leonessa qualcuno comincia a pensare di rivolgersi alla magistratura, vista come ultima possibilità di abbattere il muro di silenzio attorno ai lavori di ristrutturazione e anche per scongiurare conseguenze più drammatiche. Accade, infatti, che dal campanile della chiesa ogni tanto cadono dei sassi che in qualche caso hanno danneggiato i tetti di alcuni stabili i cui ocupanti temono che ciò avvenga in conseguenza dei danni causati dal terremoto. Dunque, al di là dei ritardi (inspiegabili) burocratici, si profila anche un problema di sicurezza per i cittadini e la Confraternita sarebbe chiamata direttamente in causa in caso di incidenti. Ovvia e giustificata la preoccupazione del priore Forconi per il quale "se non si interviene subito le cose rischiano di aggravarsi e la somma stanziata negli anni passati potrà rivelarsi insufficiente. Aspettare ancora significa mettere a repentaglio l'incolumità degli abitanti che vivono a ridosso della chiesa perché, al momento attuale, nessuno è in grado di dire se si sono creati problemi di stabilità per l'edificio che fu danneggiato dal terremoto ben undici anni fa. Oltretutto, non dare inizio all'intervento significa dover riaffrontare un altro inverno durante il quale potrebbero aggravarsi i danni già esistenti". Nonostante i solleciti, dall'ufficio del sub commissario al Sisma '97 (la pratica è stata affidata a un geometra), non è mai arrivata alcuna risposta se non generiche promesse di intervento. Davvero troppo poco per una popolazione che aspetta, ma soprattutto per un santuario che rappresenta uno dei simboli di Leonessa.I soldi ci sono, i nullaosta di Regione, Comune, Soprintendenza pure: perché allora non viene bandita la gara di appalto, quando altrove gli interventi di riparazione e consolidamento degli edifici danneggiati dal terremoto sono stati già portati a termine? Nei giorni scorsi un nuovo sollecito è stato inviato al sub commissario, il priore Giuseppe Forconi non ha perso la speranza. Sempre che qualcuno gli risponda dopo anni di silenzio. M.Cav.

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VIA VARSAVIA Quei cassonetti messi e poi rimossi (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Metropolitana)" del 04-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Chiudi VIA VARSAVIA Quei cassonetti messi e poi rimossi Qualche mese fa scrivemmo su questa pagina della mancanza di cassonetti in via Varsavia, e neanche a farlo apposta dopo la denuncia del Messaggero, il giorno dopo furono installati i cassonetti e l'immondizia fu tolta. Il miracolo il Messaggero lo aveva fatto. Ma chissà forse all'Ama qualcuno vuole divertirsi a togliere i contenitori per la raccolta dei rifiuti, e da 6 che erano stati messi ora ve ne sono solo 2. Non sappiamo quale sia la politica dell'Ama, i residenti del Comparto Croce del Sud che comprende via Varsavia, pagano la tassa dell'immondizia divenuta salata, senza che il servizio della raccolta dei rifiuti venga fatta assiduamente e giornalmente. Ci rivolgiamo all'Ama sempre sensibile e vicina ai cittadini, che tale disguido venga rimosso e facciamo appello all'Assessore all'ambiente del Comune di Roma e al Municipio Roma XI di vigilare su questi episodi. Mario Mercuri CAFFARELLA Più controlli per la sicurezza Qualcuno di voi ha mai effettuato camminate nel Parco Caffarella, quartiere Appio Latino, IX circoscrizione? E' un incanto! Ma chi effettua quei controlli necessari alla sicurezza delle persone? Ci sono grotte, anfratti in cui si rifugiano e vivono persone che la mattina escono pronti per andare... a lavorare, più o meno paralitici e zoppicanti, prendendo l'auto 87. Vogliamo scatenare la cavalleria? Scherzo, ma dei controlli a tappeto credo proprio che andrebbero fatti. Maria Grazia Tinari TRAM 8 Passeggeri costretti a viaggiare nel "forno" Invito qualcuno dell'amministrazione comunale a viaggiare sul tram 8 nelle ore più calde di questi giorni: si rischia lo svenimento. Il calore emesso dai vetri del tram scaldati dal sole vanifica il beneficio dell'aria condizionata. Per verificarlo basta toccare i vetri e passare poi la mano sui forellini d'uscita dell'aria. Sono un fisico: bastavano pochi conti per prevederlo. Oltretutto per vetture di questo tipo i vetri sono chiusi (possono essere aperti soltanto con apposita chiave). La sera la situazione torna normale, perché i vetri non sono più caldi. Spero si faccia qualcosa. Ne approfitto per suggerire di eliminare dal percorso stazione Trastevere - Argentina alcuni semafori per l'attraversamento delle auto da un verso all' altro di viale Trastevere (allungando così i marciapiedi laterali), che sono superflui (e vicini a semafori di attraversamento pedonale) e costringono il tram a fermarsi troppe volte. Claudio Censori BUROCRAZIA Ogni Municipio ha regole diverse Martedi 22 luglio mi sono recato presso gli uffici del I municipio (via Petroselli) per consegnare alcune dichiarazioni ICI. Mi sono state rifiutate perché non avevo le deleghe e le fotocopie dei documenti dei dichiaranti. Il giovedì seguente le ho consegnate presso un altro Municipio e non mi è stata chiesta nessuna delega. Qualcuno mi sa dire se le regole sono uguali per tutti i Municipi oppure se decidono in totale anarchia? Pietro Proietti VIA G. AGRICOLA I veri animali sono i proprietari dei cani Premetto che non ho niente contro i cani, ma contro i padroni maleducati che costringono questi animali a vivere in modo improprio e non hanno nessun rispetto per le altre persone: infatti, non si curano delle loro deiezioni, l'abbaiare continuo, le leccate e per i più aggressivi (fortunatamente sono pochissimi) i loro morsi. Tali escrementi sono dappertutto: perimetri scolastici, strade poco illuminate, fra le macchine in sosta. Alcuni accompagnatori di cani credono che le basi degli alberi, le aiuole, i prati non sono fatti per ornare ma servono per le deiezioni canine, basta fare un sopralluogo in viale Giulio Agricola ed osservare le aiuole centrali. Angelo Di Francesco.

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PESARO - Dopo il via libera della maggioranza, al cinema Moderno manca solo il voto del cons (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 04-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di THOMAS DELBIANCO PESARO - Dopo il via libera della maggioranza, al cinema Moderno manca solo il voto del consiglio comunale per tornare a vivere. Un'altra calda seduta dell'assise, piena zeppa di delibere urbanistiche, quella che si terrà questo pomeriggio, l'ultima prima della pausa estiva. Cinema Moderno. Il dibattito non mancherà di certo, ma il voto non dovrebbe essere in discussione. La maggioranza questa volta pare essere d'accordo sia sulle ridotte dimensioni del cinema (soltanto 125 metri quadri), sia sull'accordo con il Comune che darà la possibilità ai proprietari di realizzare 502 metri cubi di appartamenti. Imbarazzante il confronto tra la piccola sala che nascerà in via Passeri e il multiplex della Torraccia, che verrà inaugurato il prossimo 29 agosto. Proprio intorno al rapporto tra il centro storico e la periferia, sempre più sviluppata, potrebbe aprirsi il dibattito consiliare. L'altro aspetto del confronto potrebbe riguardare le caratteristiche del nuovo Moderno: la scorsa settimana si è aperto il dibattito cittadino tra i favorevoli, vedi il critico cinematografico Loffreda e i contrari, capeggiati dal grillino Andrea Marzi e dal presidente di circoscrizione Sebastiani, che ha parlato di una sala inutile. Siamo Poeti 2. Nelle ultime settimane i rapporti tra il meet up di Beppe Grillo e il sindaco Ceriscioli si sono fatti particolarmente tesi. In una recente assemblea a Pantano, tre grillini hanno contestato l'arrivo di appartamenti al posto del campo supplementare del Benelli e il primo cittadino gli ha dato dei demagoghi. Poi il ritardo nel far arrivare in consiglio la petizione "Siamo Poeti 2" e, infine, le parole di Marzi, che ha "accusato" il sindaco di rubare l'anima della città. Oggi la mozione che chiede di non approvare varianti al Prg che prevedano nuove edificazioni nelle zone collinari da aggiungersi a quelle già messe in conto. Se non passerà, il rapporto si deteriorerà in maniera definitiva. E Sebastiani è alla finestra... Pratiche Suap. All'ordine del giorno il nuovo regolamento per lo Sportello Unico per le Attività Produttive, che dovrebbe agevolare le imprese nella burocrazia, e diverse delibere urbanistiche passate proprio attraverso il Suap. Pesaro città della musica. Il consiglio sarà chiamato a dare il via libera alla costituzione del comitato promotore per la candidatura di Pesaro quale città della musica inserita nella rete delle città creative dell'Unesco. Inoltre, con un'altra delibera si chiederà il riconoscimento dell'orchestra sinfonica "Rossini" quale istituzione di alto valore artistico e patrimonio della città di Pesaro. Mozione Biancani. Il consigliere Pd chiede di mettere in sicurezza la viabilità di via Kolbe, per garantire una viabilità adeguata e funzionale al transito dei pedoni e delle biciclette. Documento che arriva in consiglio a pochi giorni dall'ennesimo incidente in via Kolbe.

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VIA VARSAVIA Quei cassonetti messi e poi rimossi (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il" del 04-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Qualche mese fa scrivemmo su questa pagina della mancanza di cassonetti in via Varsavia, e neanche a farlo apposta dopo la denuncia del Messaggero, il giorno dopo furono installati i cassonetti e l'immondizia fu tolta. Il miracolo il Messaggero lo aveva fatto. Ma chissà forse all'Ama qualcuno vuole divertirsi a togliere i contenitori per la raccolta dei rifiuti, e da 6 che erano stati messi ora ve ne sono solo 2. Non sappiamo quale sia la politica dell'Ama, i residenti del Comparto Croce del Sud che comprende via Varsavia, pagano la tassa dell'immondizia divenuta salata, senza che il servizio della raccolta dei rifiuti venga fatta assiduamente e giornalmente. Ci rivolgiamo all'Ama sempre sensibile e vicina ai cittadini, che tale disguido venga rimosso e facciamo appello all'Assessore all'ambiente del Comune di Roma e al Municipio Roma XI di vigilare su questi episodi. Mario Mercuri CAFFARELLA Più controlli per la sicurezza Qualcuno di voi ha mai effettuato camminate nel Parco Caffarella, quartiere Appio Latino, IX circoscrizione? E' un incanto! Ma chi effettua quei controlli necessari alla sicurezza delle persone? Ci sono grotte, anfratti in cui si rifugiano e vivono persone che la mattina escono pronti per andare... a lavorare, più o meno paralitici e zoppicanti, prendendo l'auto 87. Vogliamo scatenare la cavalleria? Scherzo, ma dei controlli a tappeto credo proprio che andrebbero fatti. Maria Grazia Tinari TRAM 8 Passeggeri costretti a viaggiare nel "forno" Invito qualcuno dell'amministrazione comunale a viaggiare sul tram 8 nelle ore più calde di questi giorni: si rischia lo svenimento. Il calore emesso dai vetri del tram scaldati dal sole vanifica il beneficio dell'aria condizionata. Per verificarlo basta toccare i vetri e passare poi la mano sui forellini d'uscita dell'aria. Sono un fisico: bastavano pochi conti per prevederlo. Oltretutto per vetture di questo tipo i vetri sono chiusi (possono essere aperti soltanto con apposita chiave). La sera la situazione torna normale, perché i vetri non sono più caldi. Spero si faccia qualcosa. Ne approfitto per suggerire di eliminare dal percorso stazione Trastevere - Argentina alcuni semafori per l'attraversamento delle auto da un verso all' altro di viale Trastevere (allungando così i marciapiedi laterali), che sono superflui (e vicini a semafori di attraversamento pedonale) e costringono il tram a fermarsi troppe volte. Claudio Censori BUROCRAZIA Ogni Municipio ha regole diverse Martedi 22 luglio mi sono recato presso gli uffici del I municipio (via Petroselli) per consegnare alcune dichiarazioni ICI. Mi sono state rifiutate perché non avevo le deleghe e le fotocopie dei documenti dei dichiaranti. Il giovedì seguente le ho consegnate presso un altro Municipio e non mi è stata chiesta nessuna delega. Qualcuno mi sa dire se le regole sono uguali per tutti i Municipi oppure se decidono in totale anarchia? Pietro Proietti VIA G. AGRICOLA I veri animali sono i proprietari dei cani Premetto che non ho niente contro i cani, ma contro i padroni maleducati che costringono questi animali a vivere in modo improprio e non hanno nessun rispetto per le altre persone: infatti, non si curano delle loro deiezioni, l'abbaiare continuo, le leccate e per i più aggressivi (fortunatamente sono pochissimi) i loro morsi. Tali escrementi sono dappertutto: perimetri scolastici, strade poco illuminate, fra le macchine in sosta. Alcuni accompagnatori di cani credono che le basi degli alberi, le aiuole, i prati non sono fatti per ornare ma servono per le deiezioni canine, basta fare un sopralluogo in viale Giulio Agricola ed osservare le aiuole centrali. Angelo Di Francesco.

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<Ho lasciato tutto per un bed & breakfast> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 04-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-08-04 num: - pag: 51 categoria: REDAZIONALE Business Tre stanze e tanta cura per i particolari. "Così i turisti tornano spesso, perché si sentono a casa" "Ho lasciato tutto per un bed & breakfast" Ex maestra ha trasformato l'appartamento in un albergo. "Coccolo i turisti come fossero alunni" Ha lasciato la scuola ed è diventata manager: "Mi piace conoscere persone nuove che vengono da tutto il mondo" Come fossero scolaretti. Da trattare bene, quasi quasi da coccolare. Magari addirittura da viziare. E però anche da educare, quando è il caso. Regalando loro buoni consigli e aiutandoli nelle difficoltà. Senza paura di sgridarli, quando ci vuole. Faceva la maestra alle elementari, la signora Valentina Valsania che ha messo su un bed & breakfast a Milano. Tre stanze che sono una bellezza. Tanto di parquet. Il suo bagno, la sua televisione, il suo frigo bar. L'abbondanza ben riposta di tutto quello che può servire per la prima colazione in camera. Latte, caffé, yoghurt, brioche, pane, burro, marmellata. A volte, pure due fette di prosciutto e un tocco di formaggio. Perché la signora Valentina ai suoi ospiti ci tiene eccome. Proprio come teneva ai suoi bambini, quando insegnava. Un addio alla cattedra perché ormai per le aule c'era troppa burocrazia e poca anima. L'idea del bed & breakfast per arrotondare il bilancio, per non doversi sempre arrabattare. Ma soprattutto per conoscere gente nuova, per avvicinare nuove culture. Il suo esercizio si chiama Bell' époque perché lei è un po' così. Con il suo appartamento tale e quale un piccolo albergo. E che bellezza quel via vai di persone da tutto il mondo. Decine, le attività in funzione a Milano. In crescita le frequentazioni. Il Bell'époque della signora Valentina, di sicuro uno dei più ricercati. Dai giapponesi che sono gli ospiti migliori, perché corretti e rispettosi. Figurarsi che ce ne sono alcuni che vivendo adesso a Milano, continuano a frequentare per amicizia quella casa. La Yoshiko, la Minobu, l'Hitoshi. E che mangiate, loro a preparare il sushi e lei con la sua carbonara. Stupendi, i giapponesi, come gli spagnoli, meno gli americani (un po' arroganti) o gli olandesi (tirchi). Tutto per un'idea nata così. é il marito Antonio a lanciarla nell'impresa e poi a spronarla. Lì in via Andrea Doria con la metropolitana sotto casa e la Centrale a un passo. Quel pezzo di casa che è da ristrutturare proprio conforme alla bisogna. Quel permesso del condominio che per fortuna arriva in fretta. Quella richiesta alla Regione perché è da là che partono le regole per metter su un alberghetto formato famiglia. E fanno da 35 a 65 euro per la singola, dai 70 ai 100 euro per ognuna delle due doppie. Sia bassa o alta stagione. Comunque una bella fatica, la gestione di quelle tre camere. Pulire, lavare, preparare le colazioni. Anche chiacchierare con gli ospiti e questa è la parte più gradevole. Anche riservare una visita al Cenacolo o una poltrona alla Scala, per i più pigri. Il marito Antonio che ha il suo lavoro e i figli Rossella e Matteo che hanno la loro vita e però entrano in scena quando la mamma si prende qualche giorno di pausa. B&B con un risultato di sicuro soddisfacente. Economico e anche morale. Perché gli ospiti tornano sempre e il passaparola è la regola. Perché in certi mesi di stanca sono addirittura gli alberghi a quattro stelle che abbassano i prezzi per rubare i clienti ai bed & breakfast. E sarà anche per questo, che la signora Valentina ha già messo gli occhi su una palazzina dalle parti di piazza Piola. Più grande di un bel po'. Ma soprattutto più accogliente. Carlo Lovati L'appartamento L'ex maestra delle elementari ha deciso di trasformare la sua casa in un bed & breakfast. In alto con alcune clienti.

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La sfida delle idee (sezione: Burocrazia)

( da "Centro, Il" del 04-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina Aperta La sfida delle idee La sfida delle idee del cristianesimo oggi La sfida del cristianesimo è tra le più coraggiose, oggi più che nel passato essere cristiani, seguaci della croce, significa provocare scandalo ed essere dei"folli". Ora parlare ai giovani di oggi è difficile, i valori sono altri, certamente non c'è il senso della carità o la disponibilità verso il prossimo. E' troppo facile fare il confronto tra il successo, valore supremo e inalienabile, che va per la maggiore e l'umiltà cristiana, di chi accetta un'esistenza non da masochista, ma semplicemente onesta, di lavoro pulito, senza menzogne, senza ipocrisie. Sì, è pure questo che significa essere cristiani, quindi non è una vita da puritani, né da gente sempre pronta ad urlare per ogni insinuazione legata alla sessualità. Significa soprattutto non mentire, capire gli ultimi e i poveri, cercando di aiutarli. E' tutto ovvio? No, è difficile, ma è l'unica strada che non porta alla dannazione, non quella dopo la morte, quella su questa terra. Sì può essere brave persone senza essere cristiani e proclamarsi cristiani senza credere a una sola parola dei Vangeli. Benedetto XVI è un professore con una vasta cultura, è un Papa della conservazione? E' stato presentato in questo modo dalla stampa, ma spesso dietro c'era l'invidia di chi non può sfoggiare tanto sapere. Arduino Rossi E.mail Sanità regionale servono scelte coraggiose Signor direttore, sono in sintonia con l'onorevole Remo Gaspari quando afferma che l'unico modo per normalizzare la situazione è l'aziendalizzazione cioè la legge 421 del 1992 e il conseguente decreto legislativo 502 del 1992. Mi sono battuto per l'aziendalizzazione, insieme ai colleghi dirigenti sanitari dell'ospedale di Pescara, predisponendo e facendo approvare dal consiglio comunale un documento e inviandolo ai vertici regionali. Non abbiamo avuto risposta. La verità è che nessuno ha avuto il coraggio della impopolarità. E' impopolare dire che la Regione Abruzzo ha attualmente una eccedenza di posti letto. E' ancora più impopolare suggerire che si devono tagliare i posti letto trasformandoli nei meno costosi day-hospital e in parte eliminando diversi piccoli ospedali spesso a modesta distanza uno dall'altro. E' impopolare dire che bisogna subito rinegoziare tutte le convenzioni con le strutture private in modo da eliminare i doppioni e triploni con gli ospedali. La sanità deve essere essenzialmente pubblica ed il privato convenzionato deve avere un ruolo complementare. Occorre ricordare che il profitto in sanità va molto spesso a scapito dei pazienti e del servizio sanitario regionale. Sono necessari più controlli per evitare che interventi modesti siano contrabbandati come interventi complessi. La spesa ospedaliera rappresenta una fetta molto importante del budget sanitario, c'è un eccesso di burocrazia amministrativa e quindi di personale in esubero a causa di un arcaico sistema di contabilità che non ha recepito gli sviluppi dell'informatica. La Regione Abruzzo ha da sempre una pletora di personale amministrativo che non è giustificabile, in rapporto alla giusta decisione di regionalizzare la sanità, si sono moltiplicati i dirigenti, gli incarichi, i comandi e le consulenze. Analogamente si possono razionalizzare molti servizi, ne guadagnerebbero la qualità, l'efficienza e la spesa. Il servizio sanitario regionale dovrebbe essere molto severo nella scelta dei dispositivi medici (pacemaker, protesi, intubatori) e dei farmaci in modo da spingerli ad una concorrenza che faccia diminuire i prezzi al livello di altri Paesi europei. E' indispensabile assumere decisioni impopolari. La Corte dei Conti segnala che la spesa sanitaria è a rischio di tenuta di bilancio per il 2008, i debiti verso i fornitori sono aumentati del 26 per cento rispetto al 2005. E' tempo di rimboccarsi le maniche con scelte difficili, evitare sprechi, utilizzare al meglio le risorse disponibili, chiamando a raccolta tutti coloro che possono contribuire a rendere il sistema più efficiente, al servizio degli ammalati. Vincenzo Dogali Presidente del consiglio comunale di Pescara La visita in Europa del candidato Obama Alla luce delle recenti visite trionfali di Barack Obama in Europa e della ormai quasi certa sua presidenza Usa, vorrei comunicare le mie apprensioni. Barack Obama ha parlato di un mondo senza più guerra, odio razziale, fine della tragedia dei milioni di morti di fame. Temo proprio che le proposte espresse dal prossimo presidente comportino una reazione da parte del grande capitale, con episodio finale analogo a quella di Dallas del 22 novembre 1963, di cui non si conosceranno mai i colpevoli. Antonio Conte Pescara.

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Volante ROSSA - UN SOGNO NEL CASSETTO CHE ANDAVA OLTRE IL 25 APRILE (sezione: Burocrazia)

( da "Manifesto, Il" del 04-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Intervista Volante ROSSA - UN SOGNO NEL CASSETTO CHE ANDAVA OLTRE IL 25 APRILE Incontro con l'ottantenne Luigi Colombo, protagonsta dell'organizzazione di ex partigiani comunisti che dopo la Liberazione volle "continuare la Resistenza". Spaesato, s'interroga sul disastro, che non ha capito, del socialismo reale Massimo Recchioni PRAGA Luigi Colombo è un uomo distinto, ben piazzato, ancora forte, di circa un'ottantina d'anni. Lo incontro nel ristorante in cui ci siamo dati appuntamento. Arrivo 5 minuti prima, ma lui è già lì. Facciamo le presentazioni. All'inizio sembra reticente, mi dice che in tanti gli hanno chiesto del suo passato e lui ormai si era abituato a non parlare con nessuno, almeno con chi non sapeva niente. Abituato da anni di diffidenza verso chiunque, anche gli amici, perché chiunque poteva essere una spia o riferire in malo modo qualcosa detta anche con significato diverso. Mi parla di un giornalista scozzese che recentemente, chissà come, è riuscito a trovare il suo numero e lo ha ripetutamente chiamato per un appuntamento, stava scrivendo un libro. E lui si era sempre fatto negare. Ma piano piano mi accorgo che qualcosa succede, forse scatta qualcosa e lui comincia a raccontare cose che ha tenuto dentro per troppo tempo. Per esempio che si era avvicinato, giovanissimo, sul finire della guerra, alla Volante Rossa, formazione nata da alcune "Brigate Garibaldi" nel periodo bellico, ma che dopo il 25 Aprile non aveva smobilitato. Era rimasto nell'organizzazione paramilitare fino al 1949, quando avvennero i fatti per cui fu condannato in contumacia all'ergastolo. Per sciogliere il ghiaccio, comincio con domande curiose. Si legge in giro che voi della Volante Rossa (V. R.) compraste un camion militare americano... Certo, era un'asta e c'ero anche io. Riuscimmo, in modo più o meno regolare, ad aggiudicarcelo noi. Anzi ricordo che partecipai personalmente con 10.000 lire, che erano bei soldi allora, Non ricordo se lo pagammo 110 o 120. Comunque quel camion lo rimettemmo completamente a nuovo e diventò indistruttibile. So che è difficile farlo in poche righe, quali fatti della tua vita ti sono rimasti maggiormente impressi? Mi riferisco alla tua vita qui, dopo la fuga dall'Italia alla fine degli anni quaranta. Ma ci sono anche molti ricordi di fatti in Italia. Quello che facevano gli agenti dell'Ovra, quello che i fascisti e i tedeschi facevano al campo Giuriati di Milano, cosa fecero a tanti miei amici, ad Eugenio Curiel. Guarda che "prima" del 25 Aprile la lotta di Liberazione l'ho fatta anch'io, in una Brigata Garibaldi. Poi, dopo le elezioni del 18 aprile 1948, lo sdoganamento di tanti fascisti che tornarono in circolazione. Quelle elezioni servirono anche a questo. Come per dirci che la Resistenza l'avevamo fatta, ora grazie ma le cose erano cambiate. E qui invece? Per esempio hai ritrovato qui qualcuno che conoscevi da prima? Sì, qualcuno sì, coinvolto negli stessi fatti per i quali ero fuggito io, qualcuno per altri. Ma anche gente che con noi non c'entrava nulla, che aveva approfittato del momento per le sue vendette personali. Nella confusione del momento, il Partito si trovò costretto ad aiutare anche loro. Comunque, tra quelli che incontrai qui c'era il nostro comandante, il tenente Alvaro, che in questi ultimi mesi, nel paesino dove si trova, non se la passa molto bene. Cominciamo tutti ad avere una veneranda età. Cos'altro? Quello che successe a tanti di noi. Ho letto che si è molto scritto di compagni che sono entrati nella Radio cecoslovacca, in una sezione in lingua italiana che si chiamava "Oggi in Italia". Non è vero che ci entravano i più colti. C'è entrata gente colta dopo e che con noi cosiddetti politici non aveva niente a che fare. Ma di noi ci entrarono quelli che avevano un peso politico maggiore, il tenente ad esempio, ma anche delle conoscenze. C'erano i compagni di Modena che avevano un trattamento particolare, non si sapeva esattamente perché. Ma eravamo tanti e quelli che facevano i giornalisti erano davvero in pochi. Ne ho conosciuti tanti che stavano in fabbrica, molti nei campi delle Cooperative agricole morave, altri nelle miniere di Ostrava e dintorni. Ogni tanto organizzavamo feste o raduni da tutta la Cecoslovacchia che ci davano modo di fare sia conoscenza, sia il punto della situazione. E si leggevano i bollettini, gente che non ce l'aveva fatta, qualcuno si era suicidato. E si davano, ai meno raggiungibili, notizie da casa, di genitori che se ne erano andati, di mogli che si erano stufate di aspettare. stata dura. Per quanti anni non hai avuto contatti con la tua famiglia? Molti. Ricordo quando nel '62 arrivarono le mie sorelle Angelina e Margherita a trovarmi, mi portarono questo anello, lo vedi? Ci sono le mie iniziali vere. E un po' di regali, e una copia del Corriere della Sera e una del Corriere milanese. L'ho preparata qui sul tavolo, aspetta. (ndr, tira fuori un pezzo di giornale, di un colore giallo sporco, di 45 anni fa. C'è la foto di tre cubani con una barba di 30 centimetri. In quella foto non c'è certo lui. Il titolo recita "Fra i barbudos di Fidel Castro i tre sparatori della Volante Rossa", e della foto dei tre si può dire davvero di tutto meno che siano italiani. Il titolo del Corriere milanese parla dei "pistoleros", non c'è foto alcuna, e dice che i tre si starebbero per trasferire a Cuba. Poi riprende a parlare). Tutte balle, ma questo mi preoccupò e mi fece capire che in quanto ci dissero all'inizio c'era della verità. Qualcuno doveva aver parlato, anche se le notizie erano inesatte. Ufficialmente nessuno di noi era andato a Cuba. Quanto rimanesti a Cuba? Più o meno un anno, lavorammo ognuno nel campo di specializzazione, io nel settore delle ricerche geologiche, che era una dipendenza del Ministero dell'Industria, e il Ministro cubano era allora Che Guevara. Lavorammo a campionare il terreno intorno a Santiago de Cuba, a due passi da dov'erano, e sono ancora, gli americani. Ci trovammo benissimo, non si mangiava affatto male, c'era abbondanza di frutta di ogni genere; sai rispetto ai cibi grassi ai quali ci eravamo abituati qui... Un compagno si sposò e rimase lì, tornò in Cecoslovacchia, con tanto di moglie e figlia, diversi anni dopo..... ora loro sono a Cuba, e lui purtroppo non c'è più. Per tornare a Cuba, fu davvero un'esperienza positiva. Poi, era il 1964, mio fratello riuscì a portarmi una 600 usata, regolare, pagai quasi più di dogana di quanto fosse il valore della macchina, che fu la mia prima, e durò purtroppo solo 4 anni, poi riuscii a comprarmi una Simca, poi una Fiat 125 fatta in Italia. Qui all'Est poi cominciarono a girare anche le Lada fatte in Unione Sovietica con le vecchie catene di montaggio della Fiat. Poi ci fu il '68, l'anno dei riformatori... Sì, bisogna riconoscere che la cappa che era stata calata intorno ai cittadini di questo paese poteva essere in alcuni frangenti opprimente. Mi ricordo le trafile che bisognava fare quando un cittadino cecoslovacco andava in giro da qualche altra parte, per studio, per lavoro. O anche la moglie cecoslovacca di uno di noi. Questa specie di burocrazia non so se abbia più aiutato a proteggere lo Stato socialista o gli abbia fatto più male. Ma è vero anche che in questa ed altre acque si tuffarono come pesci quelle forze socialdemocratiche riformiste, anche se nei nostri ambienti erano molto forti sensazioni e notizie che fossero i servizi segreti occidentali a finanziare tutto. Sta di fatto che non si ebbe il tempo per valutare quali cambiamenti e di quale portata ci sarebbero stati con Dubcek. Voglio dire che non è tutto oro ciò che luccica, e chissà dove saremmo arrivati se si fosse proseguiti su quella strada. Ora io non so neanche se la situazione si poteva risolvere senza l'intervento delle truppe del Patto di Varsavia. Sai, dare giudizi ora è facile, ci sono stati periodi storici in cui si stava da una parte o dall'altra. Se non ci si è passati, non lo si può capire. Questo vale anche per i fatti del dopoguerra che sono all'origine di tutta la mia storia. Perchè se prendi un evento storico e lo sradichi dal suo contesto, quell'evento può sembrare completamente diverso. E dal 1978 cominciai a fare le fiere, facevo il traduttore per le ditte italiane, nonostante quello che trapelava la possibilità di fare qualcosa per conto proprio c'era. L'ho fatto per 10 anni, ho venduto materiali per celle frigorifere, ho addirittura venduto tori, prima che intervenissero dei blocchi sanitari. Ricordo il 1978 come un anno molto importante per me, con i lavori che facevo riuscivo ad avere una vita assai dignitosa, e in quell'anno la ciliegina sulla torta fu l'arrivo della grazia, che il Presidente Pertini mi aveva concessa! A me ed altri che avevano condiviso la mia stessa storia. Quindi sei potuto andare in Italia? Certo, anche se non lo feci subito. Aspettai qualche mese, cercai diverse conferme, e la certezza di potermi presentare in Consolato senza che mi trattenessero. Dovetti prima fare la trafila per avere il permesso di soggiorno con il mio nome vero, poi andai in Consolato per registrarmi e farmi fare il passaporto. Solo allora potei tornare. Ma se dicessi che non vedevo l'ora direi una cosa inesatta, qui oramai era casa mia, chissà che effetto mi avrebbe fatto rivedere famiglia, amici, posti. Morale della favola, tornando a Milano mi feci spiegare per telefono come arrivare, avevo appuntamento con la mia famiglia per strada, all'uscita della tangenziale, tangenziale che ovviamente 30 anni prima non c'era. Ci misi parecchio tempo a riconoscere le strade, le case, non era rimasto molto. Ci son tornato spesso, a trovare mia madre, e gli altri della mia famiglia, e qualche volta al mare. Poi, era il 1988, andai in pensione, e lo Stato socialista cecoslovacco mi avrebbe seguito di lì a non molto. Vedi quel quadro? C'è una poesia che mi scrissero i miei colleghi e mi regalarano il mio ultimo giorno di lavoro,. Avevo 60 anni. (ndr, traduco la poesia, e mentre la leggo vedo nei suoi occhi una commozione che contrasta con i temi ed i toni di quanto mi ha raccontato finora). Non ti è mai venuto il dubbio di ritornare a casa, intendo in Italia? No. Qui, dopo il primo periodo difficile, avevo messo radici. Certo in Italia cominciai ad andarci più spesso, e volentieri. Ma io qui lavoravo ancora, e mi mancavano quasi dieci anni per andare in pensione. Ad esempio nel 1979 andai a Roma, a trovare i compagni di Est Europa, così si chiamava una cooperativa che lavorava con gli Stati socialisti. Che bella Roma! Accompagnato da un certo compagno Giuliani me la fecero vedere tutta. L'altra unica volta c'ero stato nel 1948, quando ci fu la manifestazione nazionale dopo l'attentato a Togliatti. Quindi non avevo visto nulla nel '48, anche se di allora ricordavo ancora lo scomodissimo viaggio in treno per arrivarci, una miriade di gente alla manifestazione, il vino dei Castelli che ci comprammo. Cosa è cambiato ora qui, al di là del fatto che Cecoslovacchia e Muro non esistono più? Eravamo giovani, avevamo un sogno nel cassetto e negli anni avevamo visto questo sogno assumere i contorni di un'esperienza reale con tutti i difetti dei quali solo i sogni sono sprovvisti. Ho visto con amarezza gente che del socialismo se ne infischiava, che approfittava della sua posizione per farsi i cavoli propri, mai quelli della gente comune. Ma una cosa la posso dire con certezza, e non temo di essere smentito. La classe operaia difficilmente in altre parti del mondo ed in altri periodi storici starà meglio di come stava qui fino al 1989. Il sindacato esisteva per organizzare le ferie dei lavoratori, tanto i lavoratori stavano bene. Questo Stato che si dice fosse così duro non fu abbastanza duro da costringere le persone a lavorare, e uno Stato che paga tutto e non produce alla fine chiude. Tutti avevano una baita per le vacanze, abbiamo ancora oggi i residui di un'istruzione e di una sanità pubblica invidiabile, anche se ahimè pian piano si sta smantellando tutto. Prendi me per esempio. Arrivato con le elementari, sono arrivato a diplomarmi. Sta per uscire un libro che racconta la tua storia, quanto c'è di vero? Ho pagato i miei conti con la giustizia, ho fatto 30 anni da fuggiasco quando qualcuno se l'è cavata, restando in Italia, con molto meno. Ora, grazie soprattutto all'appassionato interessamento di Roberto Galtieri e dell'avv. Clementi di Milano sono a tutti gli effetti tornato un cittadino come gli altri. Trent'anni dopo la grazia che mi concesse Pertini, ora ho ottenuto la totale riabilitazione. Ho letto negli ultimi anni tante bugie, ho sentito chiamare assassini personaggi, come Francesco "Gemisto" Moranino che conobbi qui, che tanto avevano contribuito alla liberazione del Paese. Di alcune cose si sta perdendo la memoria, cominciando a mancare i protagonisti si cerca di riscrivere la storia. La mia, di storia, in questo senso, penso potrà essere un contributo interessante.

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Imprese, Regione Veneto: "L'Ice deve cambiare" (sezione: Burocrazia)

( da "Sestopotere.com" del 04-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

(4/8/2008 10:11) | (Sesto Potere) - Venezia - 4 agosto 2008 -Le piccole e medie imprese venete chiedono di essere guidate e coordinate più che in passato nei rapporti commerciali internazionali. Vogliono poter contare su una rete di servizi efficiente. All'Istituto per il commercio estero domandano, di fatto, un supporto migliore, che sia più attento alle richieste che cambiano, così come sta evolvendosi la società e il settore produttivo, che sia più flessibile alle pretese puntuali e complesse dei Paesi esteri. Ne è ben consapevole l'assessore all'Economia, Vendemiano Sartor, che ha chiesto oggi, in un lungo e fruttuoso incontro a Roma, al sottosegretario allo Sviluppo economico, Adolfo Urso, di riformare in senso federalista l'Istituto per il commercio con l'estero, Ice. “Un istituto centralista, eccessivamente burocratico e - ha detto Sartor - poco attento alle specificità regionali non serve a nulla.” Gli scenari economici italiani, europei e mondiali sono mutati profondamente: non può, di pari passo, non riformarsi anche l'istituto che dovrebbe supportare le piccole e le medie imprese venete nel mondo. La trasformazione dell'Ice il Veneto la pretende a gran voce nell'interesse dell'economia delle sue sette province. L'assessore Sartor spera che le Regioni contino maggiormente nell'organizzazione dell'attività e che il Veneto possa così trasferire in sede nazionale il suo modello vincente.” Per l'assessore Sartor, è necessaria più azione e meno burocrazia, occorre dare all'estero una immagine del Paese coordinata, ma consapevole delle specificità dei territori locali, è utile insomma operare in sinergia e puntare all'innovazione. Il sottosegretario Urso ha promesso un impegno in tale senso. “Dopo la pausa estiva - ha concluso Sartor - mi auguro davvero ci si possa sedere attorno un tavolo al ministero dello Sviluppo economico e si possa procedere allo svecchiamento dell'Ice. Nel caso contrario siamo pronti a difendere con determinazione la nostra posizione. Una scommessa che le piccole e medie aziende venete si aspettano noi vinciamo.”.

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Crosato rilancia l'idea del Parco delle colline (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 04-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

LAGO DI GARDA. Riconfermato presidente Crosato rilancia l'idea del Parco delle colline In arrivo mostra itinerante e una raccolta di firme   Emilio Crosato è stato confermato alla presidenza del comitato promotore per il Parco delle colline moreniche del Garda. Lo ha deciso l'assemblea annuale dei soci del comitato nel corso di una serata in cui sono state rinnovate tutte le altre cariche sociali ed è stato annunciato il programma per il biennio 2008 - 2009. Per le nomine, oltre a Crosato c'è stata la conferma di Gabriele Lovisetto alla segreteria; sono stati individuati Manlio Bompieri e Guido Franz come vicepresidenti mentre Costanza Lunardi, Anna Pederzani e Gaetano Pingalli sono i nuovi componenti del consiglio del comitato promotore del Parco. Nutrito l'impegno dell'associazione per il biennio 2008 - 2009 e questo nonostante l'accantonamento del progetto di istituzione di un Parco europeo nell'area delle colline moreniche del lago di Garda e del suo entroterra. "Non si tratta di una nostra scelta ma di una necessità. Abbiamo dovuto desistere per il momento dal progetto", spiega Lovisetto, "perché Bruxelles non ha ancora emanato la normativa relativa ai Parchi europei. La legislazione risulta essere ferma nei meandri della burocrazia che speriamo vengano risolti quanto prima. A quel punto il progetto del parco europeo riprenderà il suo corso". Nell'attesa il comitato non resta con le mani in mano. "Tutt'altro. Anche perché", sottolinea il segretario, "l'edilizia è in costante sviluppo in tutte le province interessate dal territorio delle colline moreniche gardesane così, in attesa dell'Europa, abbiamo deciso di puntare all' istituzione di due parchi regionali, uno per il Veneto e l'altro per la Lombardia. Stiamo ancora definendo le modalità per organizzare la raccolta delle firme. molto probabile che ci coordineremo con i promotori di Salvalpolicella: un'analoga iniziativa che si sta muovendo nell'area della Valpolicella per tutelarla da ogni ulteriore degrado ambientale". Accanto alla raccolta firme il programma dell'associazione ambientalista prevede l'allestimento, da Pasqua a dicembre 2009, di una mostra fotografica itinerante. "Il prossimo anno ricorrono i 150 anni della battaglia di San Martino e Solferino e i 100 anni dallo scatto della prima fotografia aerea. Ci sembrava giusto sottolineare questi due momenti con una mostra sulle bellezze del lago di Garda, per evidenziare ciò che era e ciò che è oggi. Organizziamocon uno studio fotografico professionale di Montichiari (Brescia). La mostra sarà allestita in diverse località, incluso Verona, Brescia, Mantova e Trento, interessate al lago e alle colline moreniche". "Nostro auspicio", conclude Lovisetto, "è continuare a sensibilizzare quante più persone e associazioni per dare più forza all'impegno di salvaguardia del bacino gardesano, unico per bellezze paesaggistiche, storiche e ambientali".G.B.  .

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RADULOVIC: L'AIR VI STUPIRà ANCORA (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Avellino)" del 04-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

BASKET Radulovic: "L'Air vi stupirà ancora" L'ala croata è ottimista sul prossimo campionato: resteremo ad alto livello FRANCO MARRA Domenica di assoluto riposo per la dirigenza dell'Air Avellino, in attesa di rituffarsi, già da stamattina, nelle trattative in corso per completare il roster della prossima stagione. La squadra è ancora in cantiere, ma nessuno si fa prendere dall'ansia di dover chiudere subito i contratti. Markovski ha il suo budget a disposizione e cerca ovviamente di distribuirlo nel miglior modo possibile. Il presidente Ercolino ha detto più volte che una gran parte delle risorse sono disponibili per il play, per il quale l'Air è in competizione, dunque, con le maggiori formazioni italiane ed europee. Un po' più complicata, forse, la ricerca del play che dovrà partire dalla panchina, che sarà un comunitario, così come il numero quattro che farà coppia con Nikola Radulovic, uno dei riconfermati della passata stagione. Il giocatore croato, che quest'anno potrà esser schierato da italiano puro, si sta godendo gli ultimi giorni di vacanza in Croazia insieme alla moglie ed al figlio, prima di mettersi a disposizione di coach Markovski. "Sarò ad Avellino il 16 agosto - afferma Radulovic -; non vedo l'ora di cominciare la nuova stagione. Mi sento pronto sia fisicamente che mentalmente ad affrontare questa nuova avventura con l'Air, con la speranza di ripetere i successi dell'anno scorso". Radulovic vestirà per il terzo anno consecutivo la casacca biancoverde, ed è uno dei riconfermati della passata stagione insieme a Williams, Lisicky e Paolisso. A questi vanno aggiunti i nuovi acquisti Cinciarini, Slay e Warren, per una Scandone che sta venendo su molto bene. "Sarà una squadra nuova - prosegue Radulovic -, come lo era l'anno scorso. Può essere un grande rischio cominciare con sei, sette nuovi giocatori, ma se è andata bene l'anno scorso, perché mai non dovremmo ripeterci anche quest'anno? Dobbiamo dare ascolto ai nostri tifosi che cantano sempre di credere nella vittoria. Dobbiamo crederci sempre. Io sono sempre convinto di poter vincere, e sono sicuro che anche gli altri faranno lo stesso". Ormai Radulovic è diventato esperto del nostro campionato, ed è pronto a dare il suo aiuto alla squadra per cercare di ripetere i successi della passata stagione. "L'anno scorso, quando eravamo in crisi dopo le prime tre sconfitte - continua Nikola -, io ho detto che avremmo raggiunto le Final Eight e giocato i play-off. Aver vinto la coppa Italia ed aver giocato le semifinali play-off è stato un extra. Ma noi ora abbiamo l'obbligo di difendere la Xoppa e di accedere ancora una volta ai play-off". Intanto, nonostante la giornata festiva, ieri mattina una squadra dell'impresa del presidente Ercolino era al Paladelmauro ad effettuare dei lavori di carpenteria, per favorire l'opera dei colleghi che da stamattina riprenderanno a ricostruire le due curve del palasport. Il tutto procede regolarmente e, anzi, gli operai stanno cercando di recuperare quei 15 giorni sprecati dalla burocrazia, lavorando contemporaneamente in più settori.

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DALLA PRIMA PAGINA (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 04-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Io, scrittoreMa se uno vuol fare le cose in modo perfetto, ossia applicando esattamente tutti i suggerimenti forniti da due fascicoli di enrome formato, centinaia di pagine, si aspeti di arrivare a livelli di confusione mentale piuttosto notevole. Ad un certo punto ha l'impressione di sentir suonare sopra la sua testa i campanellini del berretto a sonagli.Quest'anno il modulo Unico è più complesso del solito. Le situazioni finanziarie previste dei contribuenti sono numerosissime. Per fortuna da qualche anno esite anche il modello 730, per coloro che dispongono soltato di uno stipendio, un salario, una pensione, la casa in cui abitano, per la quale ormai non vi sono più tasse, perché l'ICI sulla prima casa è stato soppresso. Così un esercito di impiegati, pubblici o privati, di operai, di pensionati non ha più necessità di complicatissime giravolte per uscire dal labirinto fiscale. Il modello viene loro fornito dal datore di lavoro, bello 730, per coloro che dispongono soltanto di uno stipendio, un salario, una pensione, la casa in cui abitano, per la quale ormai non vi sono più tasse, perché l'ICI sulla prima casa è stato soppresso. Così un esercito di impiegati, pubblici o privati, di operai, dipensionati non ha più necessità di complicatissime giravolte per uscire dal labirinto fiscale. Il modello viene loro fornito da datore di lavoro, bello e pronto, e il loro unico impengo è quello si consegnarlo in un Ufficio Postale.Ma gli altri! Chi possiede una casa in più, o un'impresa, o esercita un'attività più o meno desueta, viene paracadutato dentro il labirinto di Cnosso. Per uscire da esso dovrà sudare sette camicie, sperando che tra esse non ci sia quella di Nesso, che Dajanira fece indossare a Ercole, con le note conseguenze.Ogni persona di buon senso ritiene che, essendo il pagamento delle tasse un fatto piuttosto ostico e ingrato, specie per coloro che possiedono scarso senso civico e un'etica fatiscente, bisognerebbe renderlo il meno sgradevole e il più semplice possibile. Invece è il contrario. Presenta ostacoli a non finire, di ogni specie. Anzitutto le spiegazioni sono espresse con un linguaggio poco comprensibile per la massa dei contribuenti. una mescolanza indigesta di frasi burocratiche e di quelle che appartengono alla tecnica commerciale. Perché non si usano invece espressioni semplici, quotidiane che possa capire anche la gente non particolarmente esperta di burocrazia e di linguaggio finanziario? Perché? Si tratta di uno dei vizi endemici della cultura italiana. E poiché viene usato nella prassi che riguarda il pagamento delle tasse, sembra sfasato o autolesionista. Un'altra caratteristica dei moduli, e soprattutto degli enormi fascioli che vengono distribuiti (a pagamento), per fornire spiegazioni ai contribuenti, è costituita dalla ridondanza, l'eccesso, l'elefantiasi.Il buon senso di chiunque dice subito che sono in una mole insensata, gonfie e iperboliche come mongolfiere. Neppure Visco o Tremonti, ritengo, li hanno letti da cima a fondo. E poiché il linguaggio è sempre lo stesso, le spiegazioni che dovrebbero chiarire invece complicano le cose. Questi volumi che sono stato costretto ad acquistare mi sono seriviti soltanto per calcolare le percentuali delle varie fasce di reddito, e quindi l'ammontare dell'IRPEF. Come dire che forse di quei volumi mi è servita solamente una cinquantesima parte; uno specchietto di pochi centimentri. Uno spreco enorme di carta, di tempo, di intelligenza, di lavoro, una complicazione vertiginosa delle cose, che non ottiene affatto gli scopi che si propone, ma esattamente il contrario.Altra amenità della faccenda è la pretesa di voler prevedere tutti i possibili casi dei contribuenti, variati all'infinito. Secondo me i moduli andrebbero preparati con una filosofia diversa. Non quella, esasperante, di voler ipotizzare ogni possibile situazione. Da profano, ritengo invece che ogni singolo denunciante dovrebbe esporre in un foglio apposito le eventuali singolarità della sua situazione, nel modo più semplice e chiaro. Io non sono un evasore fiscale, ma ogni anno vengo convocato negli Uffici Finanziari perché ho pagato un centinaio di euro in più o in meno. Questo è segno che tutte le denunce dei redditi vengono esaminate, prima o poi, e dunque la proposta mi pare equilibrata e saggia. Gli alti funzionari degli Uffici Finanziari e i Ministri dell'economia dovrebbero studiare i modi teniti dagli Stati più evoluti e più civili in questa materia. Penso che avrebbero molto da imparare.Carlo SgorlonMalattie venereePer contrarla bisogna essere o molto sfortunati o molto, e indiscriminatamente, promiscui.Sì, in effetti il mio ragazzo era anche un po' bisessuale. La ragazza parla di questi fatti pesanti come se stesse raccontando, con un po' di noia, una storia banale. Come se fosse spettatrice di un film irrilevante. Come è stata diagnosticata? Purtroppo un'amica di mia mamma è medico. Io avevo delle papule rosse alle mani e non sapevo cosa fossero. Mia mamma, un pomeriggio di domenica in cui la sua amica è venuta a trovarci, le ha chiesto un parere. Questa è sbiancata e ha detto secco, lì, su due piedi: Madonna mia: sifilide!. Addio privacy!.Le hanno fatto altri esami, dopo? Sì, per l'AIDS: negativi, per fortuna. E la Chlamydia: avevo preso anche quella, ma l'ho curata.E per le altre malattie a trasmissione sessuale, gonorrea, papilloma virus? No, nient'altro. Comunque adesso sono guarita. Non gliel'avrei neanche detto. Per me è acqua passata. Può capitare, no?.Sì, certo, tutto può capitare. Tuttavia questa storia merita qualche riflessione condivisa. Innanzitutto, per la banalizzazione di un problema serio: il tradimento. Un partner che tradisce, e molto, con uomini e donne, senza usare nessuna protezione, percepito come fatto normale o quasi. Forse perché consentito all'altro come a se stessi: ma il problema resta!Secondo, un partner che trasmette una malattia grave alla ragazza che frequenta in coppia fissa da due anni. Eppure lei ne parla con distacco: Oggi tutti tradiscono, può succedere, non è il caso di farne una tragedia. Beh, certo, ci può essere anche il rischio di prendersi qualcosa. Ma tanto poi si cura Che problema c'è?. Sì (quasi) tutte le malattie sessualmente trasmesse si curano, nel senso che raramente sono fatali. Lo sono in una minoranza di casi di AIDS o di Papillomavirus, quando quest'ultimo causa un carcinoma del collo dell'utero molto aggressivo e/o diagnosticato tardi. Tuttavia, il prezzo in salute può comunque essere alto: infezioni genitali di utero e tube, dolore pelvico cronico, sterilità, ma anche artriti, epatiti, congiuntiviti, per la Chlamydia; oppure lesioni precancerose fino al cancro invasivo per il Papillomavirus; lesioni cerebrali nella sifilide non diagnosticata in tempo; oppure depressione immunitaria, linfomi o sarcomi, nell'AIDS. A seconda della malattia, in termini di salute, non c'è da scherzare, né da banalizzare. Eppure, il messaggio che tutto è curabile contribuisce a un'irresponsabile superficialità di comportamento.Terzo, per il racconto senza emozioni. Come se ci fosse una frattura tra la gravità di quello che è successo, ed è stato subìto, e l'intensità della risposta emotiva che esperienze così pesanti dovrebbero evocare. Oppure come se ci fosse stata una sorta di pietrificazione emotiva, per difendersi da un dolore interiore, da una crisi di sfiducia affettiva o da una collera altrimenti difficili da gestire e governare. Di certo c'è una frattura generazionale: una malattia percepita come grave e inquietante dalle persone di cinquant'anni o più, è vissuta dai più giovani come un nome strano, una seccatura che ti obbliga a prendere antibiotici in dosi massicce, e nulla più. Si potrebbe dire, una malattia percepita come virtuale, fuori dalla realtà della vita.Quarto, per la totale distorsione del concetto di privacy: per questa ragazza l'unica cosa seria di tutta la questione non era l'aver contratto la malattia a causa di un partner untore e inaffidabile, ma che la cosa fosse stata risaputa in famiglia. Il che la dice lunga sul cambiamento di priorità in atto per le generazioni più giovani.Quinto, la non percezione del danno subìto. Un/a partner che dimostratamente abbia trasmesso una malattia sessuale impegnativa, può essere denunciato per aver causato lesioni personali gravi o gravissime, con richiesta di risarcimento. Aspetto anche questo sottovalutato nella generale banalizzazione della promiscuità oggi in atto.Possiamo apprendere qualcosa, da questa storia paradigmatica? Sì: dobbiamo parlare di più e meglio delle diverse malattie sessualmente trasmesse, soprattutto con i giovani, figli o allievi che siano, senza banalizzare. Parlare di autoprotezione con profilattico in ogni tipo di rapporto, anche nei rapporti anali in cui le donne tendono a farlo usare molto meno degli omosessuali. Non banalizzare il tradimento: c'è una responsabilità verso il partner stabile anche nel tradire. Almeno non si portino a casa malattia d'ogni tipo! Stare all'erta, anche nella coppia cosiddetta stabile. E nel dubbio fare gli esami più importanti per escludere il contagio: sapendo che si possono contrarre più malattie, anche da un unico partner un po' promiscuo. Non solo: la diagnosi è spesso tardiva. Nella donna, per esempio, l'ulcera dura causata dalla spirocheta nel luogo d'entrata nell'organismo (il sifiloma, che compare nello stadio primario della sifilide) si localizza al collo dell'utero, alle tonsille, o alla mucosa anale: in sedi dunque poco visibili. Da lì, la spirocheta si diffonde a tutto l'organismo, cervello e cute inclusi, e dà luogo alla sifilide secondaria, di cui le papule alle mani sono un segno caratteristico. Se anche queste non vengono diagnosticate correttamente, a distanza di anni si avranno i segni della malattia neurologica grave, con demenza e paralisi progressiva, tipica della sifilide terziaria. Davvero, non c'è da scherzare. Infine, d'estate, o il fine settimana in discoteca, attenzione all'alcool e alle droghe che abbassano la soglia di controllo e di autoprotezione, e aumentano l'impulsività, anche sessuale, travestendola da passione.Sì, quasi tutto si può curare, ma il prezzo in salute da pagare ad una sessualità irresponsabile sta diventando intollerabilmente alto. Anzi, micidiale.Alessandra Graziottinwww.alessandragraziottin.it.

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Bonus-legumi, beneficiate quasi duecento aziende-agricole (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 04-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Prov Medio Camp Pagina 3015 Provincia Bonus-legumi, beneficiate quasi duecento aziende-agricole Provincia --> La Provincia ha provveduto a liquidare agli agricoltori il compenso di 180 euro per ogni ettaro di terreno coltivato a leguminose da granella. Nei giorni scorsi i tecnici hanno effettuato i sopralluoghi in 190 aziende dei Comuni della Provincia. Risultato: i contadini hanno rispettato i requisiti richiesti dal progetto sperimentale di salvaguardia ambientale "Vivere la Campagna". I legumi più coltivati sono stati le fave, il favino, piselli e lenticchie. Nonostante la siccità abbia reso difficoltosa la produzione. Soddisfatto del successo il presidente Fulvio Tocco. "Questo viaggio per le campagne del Medio Campidano rappresenta un passo molto importante e per gli scettici una risposta. In modo particolare per la burocrazia regionale che si dichiarava contraria ai de minimis agricoli, in quanto non contemplate delle norme comunitarie. Abbiamo insistito perchè sapevamo che volendo si può ritornare sui campi come sapevano ben fare i nostri nonni. Un tempo per la semina, un tempo per il raccolto, un tempo per la procedura tecnico-burocratica nei tempi del ciclo biologico della pianta". Ora conta vincere la scommessa: arrivare alla coltivazione di 1500 ettari nel 2009 e di 2000 nel 2010. Con una novità: allargare con le leguminose da foraggio. "Una Provincia -aggiunge Tocco- che rispetta l'impegno con gli agricoltori è un esempio di amministrazione moderna ed efficiente, oltre che una bella realizzazione per le famiglie in tempi di vacche magre". SANTINA RAV.

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Famiglia cristina incita Brunetta contro i fannulloni' (sezione: Burocrazia)

( da "KataWeb News" del 04-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Famiglia cristina incita Brunetta contro i 'fannulloni' 4 agosto 2008 alle 17:19 - Fonte: repubblica.it - 0 commenti Famiglia Cristiana incoraggia il ministro per la Funzione pubblica Renato Brunetta a perseverare nell'opera intrapresa e a non tenere conto di chi lo accusa di demagogia. "I primi effetti della 'cura Brunetta'. La ricetta fa miracoli lo statale è già guarito", si legge sul magazine. Secondo un editoriale pubblicato sul numero in edicola da mercoledì prossimo, sindacati e dipendenti pubblici che fanno il loro dovere hanno tutto l'interesse a stanare i fannulloni. "Non si era mai visto nella storia della medicina: basta la ricetta e il paziente guarisce -- sostiene l'editoriale -. I primi risultati ottenuti sono anche la migliore risposta a chi accusa il ministro di demagogia. Fare di ogni erba un fascio è ingiusto: la maggioranza degli oltre 3 milioni di pubblici dipendenti non sono fannulloni patentati. Molti di loro si guadagnano onestamente stipendi che oscillano -- forse troppo -- dai 237 mila euro annui del Segretario generale del ministero degli Esteri ai 27.500 di un docente di scuola media con vent'anni di anzianità: una sforbiciata in alto e qualche aumento in basso ci starebbero pure bene". Per Famiglia Cristiana "i primi a scandalizzarsi dovrebbero essere proprio quei dipendenti pubblici che fanno onestamente il proprio lavoro, e finiscono alla gogna per colpa dei 'furbetti dell'ufficio accanto', spesso difesi da un sindacato che fatica a lasciarsi alle spalle vecchie abitudini corporative e privilegi anacronistici". Infine il settimanale dei Paolini spinge il Governo "a fare di più e di meglio per eliminare le inefficienze della burocrazia, figlia di una legislazione farraginosa, comodo alibi per i fannulloni. Su questo fronte però brilla per i suoi silenzi il ministero per la Semplificazione, affidato al 'saccente e ciarliero' leghista Calderoli". AGI.

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Governo/ Cota: Famiglia cristiana ignora i tagli alla (sezione: Burocrazia)

( da "Virgilio Notizie" del 04-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Burocrazia Siamo a metà dell'opera, lo sanno bene cittadini e imprenditori postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 4 ago. (Apcom) - "Quando si vive in uno Stato con meno burocrazia si è già a metà dell'opera. Lo sanno bene i cittadini e gli imprenditori. Dovrebbe saperlo anche Famiglia Cristiana". Così il presidente dei deputati della Lega Nord, Roberto Cota, replica all'editoriale di 'Famiglia Cristiana' che critica il ministro per la Semplificazione normativa Roberto Calderoli.

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Lotteria di Zoppè, svaligiato l'incasso (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 05-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Rabbia e amarezza tra gli organizzatori della sagra paesana che si conclude proprio stasera. Colpo da 1.000 euro, indagano i carabinieri di Conegliano Lotteria di Zoppè, svaligiato l'incasso I ladri hanno pedinato e derubato il presidente del Comitato Festeggiamenti FRANCO ALLEGRANZI SAN VENDEMIANO. Svaligiato dai ladri l'incasso della lotteria abbinata alla sagra di Zoppè. Sabato notte i malviventi hanno pedinato e derubato il presidente del Comitato Festeggiamenti, Natalino Zanette, che in una borsa aveva riposto i 1000 euro circa di incasso della vendita dei biglietti e le pratiche amministrative della sagra. Con una mazza hanno mandato in frantumi il lunotto posteriore della sua Bmw, che era parcheggiata all'esterno del "Fest on" di San Vendemiano, quindi sono fuggiti con la borsa. "Non credo proprio che si tratti di un furto casuale - spiega Natalino Zanette - evidentemente sapevano che avevo con me i soldi della lotteria e mi hanno tenuto d'occhio per ore, forse per più di una sera. Poche ore prima del furto avevo cambiato l'auto con cui mi sposto di solito, ma i ladri sapevano anche questo. Probabilmente erano tra il pubblico accorso per la sagra nelle sere precedenti e hanno studiato quando entrare in azione". Il furto è avvenuto tra le 3 e le 3.30 di sabato notte. Gli organizzatori del Comitato Festeggiamenti, dopo la cena al campo sportivo di Zoppè, dove si trovano gli stand della sagra, si erano dati appuntamento al "Fest On", il discobar vicino allo stadio di San Vendemiano che ha riaperto a giugno. "Non ci siamo fermati più di mezz'ora - spiega Zanette - ma ai ladri è bastato. Avevo avuto l'accortezza di non lasciare la borsa coi soldi sul sedile, proprio per evitare che attirasse l'attenzione di eventuali malintenzionati, per cui l'avevo messa nel baule posteriore. Però hanno mandato in frantumi il lunotto posteriore della Bmw e si sono portati via la borsa coi soldi che avevamo raccolto con la vendita dei biglietti della lotteria. Si sono portati via anche tutti i documenti della sagra, le pratiche amministrative e i progetti". I documenti, almeno, sono stati ritrovati ieri. "Un signore gentile di Fontanelle ha ritrovato la borsa rubata abbandonata in un fossato lungo la Cadoremare - spiega il presidente - e ci ha avvertito, così almeno i documenti li abbiamo recuperati. I soldi? Se li sono tenuti i ladri, hanno lasciato solo dieci centesimi". Che si tratti di un furto mirato e premeditato lo dimostra anche il fatto che quella del presidente, tra le tante auto in sosta, è l'unica a essere presa di mira. Domenica, per il Comitato Festeggiamenti di Zoppè, è stato il giorno dell'amarezza. Già si fa fatica a organizzare una sagra (eventi sempre più tartassati dalla burocrazia e affidati al volontariato e al portafoglio degli organizzatori, tant'è vero che queste manifestazioni stanno scomparendo) se poi ci si mettono anche i ladri... Domenica sera, comunque, l'estrazione della lotteria è avvenuta regolarmente. "In effetti passa un po' la voglia di impegnarsi per queste cose - spiega Natalino Zanette - domenica ho sporto denuncia ai carabinieri e poi ho fotocopiato la denuncia appendendone le copie un po' ovunque, negli stand". Intanto stasera c'è il gran finale di questa edizione della sagra, presso la tensostruttura dell'area di fianco alla chiesa. In programma c'è il concerto della band "Anime in plexigass" (tributo a Ligabue) che farà da cornice al tradizionale spettacolo dei fuochi d'artificio. Nelle serate precedenti c'è stato, come già negli anni scorsi, un ottimo afflusso di pubblico.

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Sudore e sorrisi per il nuovo Cammi (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 05-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 05/08/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:SPORT RUGBY Al via la nuova stagione dei campioni d'Italia: obiettivo ripetersi in Super 10 e fare bene in Coppa Sudore e sorrisi per il nuovo Cammi Ieri i test fisici e atletici: presenti tutti gli stranieri. Assenti invece i nazionali Primi test fisici in palestra per i giocatori del Cammi Calvisano (Reporter) La squadra di Delpoux va di corsa: è la prima sgambata della nuova stagione (Reporter) Gianluca Barca CALVISANO Sangue, sudore e lacrime. Promettono sempre così le nuovi stagioni, quando si raduna una squadra di rugby. Per adesso a Calvisano c'è solo il sudore. Sangue e lacrime verranno più avanti, se proprio ce ne sarà bisogno. Sudavano tutti ieri nel capannone dell'impianto sportivo di Castenedolo adibito ad hangar per le prove atletiche. Magliette zuppe, ma non abbastanza da cancellare quello scudetto tricolore che faceva già bella mostra di sé sulle divise da allenamento. Sudore e sorrisi, scherzi e battute. Si lavora di più e si fatica meglio con il titolo di campioni d'Italia cucito sul petto. Sudavano i nuovi ancor più dei vecchi. Peter Sidoli, seconda dei Dragons di Newport, pareva una granita lasciata al sole: poveretto, lui arriva dal Galles e benché il padre sia originario della provincia di Parma, un caldo così forse non se l'aspettava. "Mi abituerò - dice - e soprattutto imparerò presto a parlare italiano", promette. Anche Ben Evans, pilone dei Sale Sharks, viene dal Galles. Pure lui soffre il caldo, ma gli piace la sfida. "Saremo in tanti a giocarci il posto in prima linea - osserva - ma è così che deve essere in una squadra forte". I potenziali concorrenti ci sono già tutti: Gabriel Bocca, ormai un veterano, Alex Moreno, 35 anni e l'entusiasmo di un ragazzino, il maori Hoani Tui, del quale non è sfuggita una prominente pancetta. Ci penserà Giovanni Sanguin, il vero valore aggiunto dello staff del Calvisano, a fargliela calare a suon di lavoro. Corrono a sudano anche i giovani Borsi, Morelli e D'Apice: se vogliono scalzare dal loro ruolo qualcuno dei presunti titolari, dovranno darsi da fare. Intanto corrono. D'Apice, tallonatore di Benevento, dovrà fare da secondo al capitano Ghiraldini. Al raduno mancano solo i nazionali, quelli che sono stati in tournée in Sud Africa e in Argentina e hanno avuto in premio una settimana di vacanza in più: Ghiraldini, Zanni, Garcia, Pratichetti e Mclean. Ritardo giustificato di ventiquattro ore anche per Griffen e Persico: il primo era a Durban al matrimonio di Roland di De Marigny, il secondo invitato a un match amichevole nell'isola di Tonga. Non si poteva dire no. L'unico che ieri non poteva correre era Lorenzo Cittadini, ancora con le stampelle dopo la frattura di tibia e perone riportata nelle semifinale contro il Petrarca a fine maggio. Guardava gli altri e contava i giorni che ancora gli mancano per rientrare. Una volta gli stranieri arrivavano alla spicciolata, via via che esaurivano i loro impegni nell'emisfero Sud. Ora sono tutti qui già dal primo giorno. Ecco un segno importante che anche da noi il professionismo non è più all'acqua di rose e in Italia non si viene per ripiego, anzi. "Ormai anche da noi c'è una tale concorrenza che tutti devono partire alla pari - ha detto il presidente Francesco Casali -. Sono finiti i tempi in cui c'era gente che arrivava dopo due mesi e ce ne volevano altrettanti per fargli capire come funzionavano le cose". Lo sanno anche Valerio Bernabò e Nanni Raineri, due ex che a fine stagione hanno ritrovato la via di casa. Il primo è reduce da un campionato pieno di infortuni a Brive, in Francia. In seconda linea ritroverà la solita concorrenza di sempre. "Non è una novità - dice - sono qui per lavorare e riprendere il cammino interrotto un anno fa". Raineri invece ha lasciato la Capitolina. Il richiamo della foresta per lui si chiama scudetto. "Sono tornato per ambizione - sottolinea mostrando il tricolore sul petto -: la mia si chiama campionato e Heineken Cup. A Roma ho fatto un'esperienza che voglio mettere a disposizione della squadra". E quando gli viene detto che con Fraser, Buso e Mclean non sarà facile ritagliarsi un posto all'apertura, risponde lapidario: "Sono qui per giocare". Suda e corre anche Maurizio Zaffiri che ha fatto le vacanze alle "Maldive d'Abruzzo", scherza, e ha voglia di tornare protagonista come era prima dell'infortunio di un anno e mezzo fa. Marc Delpoux e Ciccio De Carli gongolano: un squadra così, folta e motivata fin dal primo giorno, non può che far sorridere gli allenatori. Sorriderebbe anche Sanguin, non fosse impegnato a scandire i tempi della prima sofferta mattinata di lavoro: scatti, allunghi, test, navette. Cittadini scrive e annota i tempi. Fraser è guarito e aspetta di capire se la burocrazia lo autorizza a giocare in Nazionale oppure no. cominciata la nuova stagione. Sangue e lacrime più avanti, se proprio ce ne sarà bisogno.

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Meno dirigenti, più assessori ecco la "dieta" di lombardo (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 05-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina IV - Palermo Incontro con il presidente di Sala delle Lapidi. Domani vertice di maggioranza Meno dirigenti, più assessori ecco la "dieta" di Lombardo Torna l'idea delle deleghe junior: "Ci sono Regioni che a Roma hanno messo le tende" Più assessori, meno dirigenti generali. Il suo piano d'azione, Raffaele Lombardo l'ha esposto con chiarezza al presidente dell'Ars Francesco Cascio, nel corso di un incontro durato oltre un'ora nella Torre Pisana di Palazzo dei Normanni. Un colloquio cordiale, servito per cancellare alcune incomprensioni che nei giorni scorsi avevano posto in rotta di collisione i capi delle principali istituzioni siciliane. Era accaduto quando Cascio aveva criticato il disegno di legge del governo sugli aiuti per i familiari delle vittime dell'incidente di Mineo ("Non esistono morti di serie A e di serie B") e Lombardo aveva ricordato che iniziative di solidarietà a seguito di eventi specifici erano già state approvate in passato dall'Ars (caduti di Nassirya). Il governatore ha invitato Cascio a evitare le polemiche tramite comunicato stampa, il presidente dell'Assemblea ha replicato affermando che è stata una via obbligata, visto che è momentaneamente afono in seguito a un intervento chirurgico. Ma, al di là delle insolite ragioni dell'incidente diplomatico, Cascio ha auspicato "una maggiore collaborazione istituzionale con il governo regionale". Non a caso: la scorsa settimana l'esame di quattro leggi a Sala d'Ercole era saltato per la mancanza degli assessori in aula, e per lo stesso motivo in commissione Bilancio non era stato affrontato il dibattito sugli Aro rifiuti. Di lì la necessità, condivisa da Cascio e Lombardo, di un assessore per i rapporti con l'Assemblea regionale, che eviti defaillances del governo Lombardo nel Parlamento siciliano. Il governatore ha confermato di voler istituire anche un'altra figura, quella dell'assessore delegato alle relazioni con lo Stato, ribadendo quanto affermato qualche giorno fa: "Sarebbe opportuno che un assessore stia a Roma a tempo pieno. Non è possibile inviare assessori diversi per seguire la conferenza Stato-Regioni e i lavori di tanti altri organismi. Occorre una persona che studi le carte, che pensi come affrontare i temi della politica romana. Ci sono regioni - è la tesi di Lombardo - che nella Capitale hanno messo le tende". Parole che sarebbero il preludio alla riproposizione - dopo la pausa estiva - del disegno di legge sugli assessori junior già presentato dalla giunta Cuffaro nella scorsa legislatura. Il presidente della Regione vuole invece imporre una dieta dimagrante alla burocrazia. E a Cascio ha confermato di voler ridurre il numero di dipartimenti e uffici speciali, che oggi sfiorano quota 40. E in vista di questa riforma, approfittando dello spoils system che porterà a compimento entro venerdì, dovrebbe limitare anche le nomine dei dirigenti generali, approfittando di strumenti come il pensionamento di chi ha maturato i requisiti e l'affidamento di incarichi ad interim. Domani un vertice di maggioranza dovrebbe porre il visto sulla strategia di Lombardo. e. la.

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Commercio, la Regione investe dodici milioni (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 05-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Incentivi alle imprese I contributi pubblici hanno attivato interventi per 58 milioni di euro da parte dei privati. Già accolte 719 domande 05/08/2008 Genova. I consumi che segnano il passo e il commercio che, stretto tra recessione e concorrenza con la grande distribuzione, rischia di andare a tappeto. ??lo scenario che negli ultimi due anni ha indotto la Liguria a investire oltre 12 milioni di euro (che hanno attivato altri investimenti per 58 milioni) nel settore che in regione dà lavoro ad un occupato su cinque. "A settembre - ha annunciato ieri l'assessore al commercio Renzo Guccinelli - partiranno nuovi bandi che recano novità assolute come l'estensione del modello dei Civ anche al commercio su area pubblica o come la previsione di incentivi per le nuove imprese commerciali anche attraverso la profonda revisione degli strumenti per favorire l'accesso al credito delle piccole e medie imprese commerciali". I risultati dei primi due bandi per il credito al commercio promossi dalla Regione e affidati a Filse per gli anni 2005 e 2007 "sono stati incredibilmente soddisfacenti - ha sottolineato Guccinelli - e gli imprenditori, rispondendo a questi provvedimenti, hanno dimostrato che se aiutati possono e vogliono investire nelle loro attività". Questi due bandi prevedevano incentivi molto interessanti per le imprese commerciali che avessero svolto opere di ammodernamento e di miglioramento dei locali, oppure che intendessero investire nel miglioramento delle attrezzature e delle tecnologie dell'azienda. Tali incentivi avevano sia la forma del "fondo perduto", che del contributo sugli interessi. Sono state accolte dalla Regione 719 domande di finanziamento (320 per il bando 2005 e 399 per quello 2007), ed altre 297 sono ancora al vaglio degli organismi preposti. Delle domande accolte, 209 sono state proposte da donne, e 32 da giovani. Queste due categorie godevano di incentivi ulteriori. Nel complesso sono stati erogati contributi per 12 milioni di euro che hanno attivato investimenti per 58 milioni di euro. A chiedere i contributi secondo le stime di Confesercenti e Confcommercio sono stati soprattutto i pubblici esercizi, bar e ristoranti, e i negozi di abbigliamento. "Per aiutarli ancora meglio nei loro investimenti nel bando che partirà a settembre - ha aggiunto l'assessore Guccinelli - anche la tipologia delle agevolazioni previste risulta diversificata in base alla finalità dei progetti di investimento realizzati e alle caratteristiche dei potenziali beneficiari. Vengono infine riproposte, con migliorie frutto dell'esperienza di gestione, le linee di agevolazione già previste per la riqualificazione della rete distributiva (interventi di ristrutturazione edilizia, acquisti di impianti e arredi per lo spazio vendita dei piccoli esercizi commerciali al dettaglio o pubblici esercizi), per l'acquisto e installazione di impianti di sicurezza, per le attività svolte in luoghi aperti al pubblico, per gli interventi realizzati congiuntamente da soggetti pubblici e consorzi di operatori privati nei Civ". Tra i finanziamenti previsti anche quelli per le Botteghe Storiche. "Fino ad oggi prendevano una targa da mettere vicino all'insegna e una pacca sulla spalla - ha ricordato l'assessore allo sviluppo economico - Ora potranno invece accedere a fondi". Il bando sarà finanziato con 6 milioni di euro, 3 dei quali arriveranno dalla ripartizione del Fondo Unico dell'Industria. Nel complesso quindi abbiamo ammontano a 16,5 milioni gli incentivi erogati nel biennio 2006-2007 per il settore del commercio. "Continueremo quindi ad investire nel commercio che, oltre ad essere un settore importante per lo scenario economico regionale, è particolarmente delicato per il ruolo che svolge nel garantire la socialità e la qualità della vita sia nei quartieri delle città che nei nostri piccoli centri urbani" ha concluso Guccinelli. Da Confcommercio e Confesercenti sono giunte parole di apprezzamento per il sostegno della Regione al commercio. "??stato fatto molto per questo settore - hanno detto i rappresentanti di categoria - ora non ci resta che adeguare i tempi della burocrazia a quelli delle imprese". Al. Cost. 05/08/2008.

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L'opificio è al collasso (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 05-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina I - Firenze A rischio corsi e ricerche. Il soprintendente Santi: aspettiamo quelle norme per poter attivare le commesse L'Opificio è al collasso A 7 mesi dall'autonomia manca ancora il regolamento Da sette mesi è diventato un istituto autonomo. Ma all'Opificio delle Pietre Dure manca ancora il regolamento per attuare la gestione e l'amministrazione autonoma e di fatto, finanziariamente, il prestigioso e storico istituto di restauro fiorentino è quasi al collasso. Tanto più che sembra essersi disperso nei meandri della burocrazia anche il regolamento che parifica all'università i corsi quadriennali della scuola di restauro, con il risultato che non sono stati fatti i bandi per selezionare i nuovi 15 studenti che ogni anno garantiscono la riapertura dei corsi e il funzionamento della scuola. "E se le nuove norme non verranno approvate entro questa estate, per il terzo anno resteremo bloccati con la scuola, senza nuovi corsisti e senza fondi", spiega il direttore del settore di restauro dei dipinti Marco Ciatti. AMOREVOLI A PAGINA III.

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L'opificio naviga a vista l'autonomia non ha regolamento - mara amorevoli (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 05-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina III - Firenze Dopo sette mesi nessuna traccia del testo, il prestigioso istituto è ormai al collasso L'Opificio naviga a vista l'autonomia non ha regolamento Il soprintendente Santi: "Aspettiamo le norme per attivare le commesse" MARA AMOREVOLI Da dicembre, dopo una lunga battaglia, l'Opificio delle Pietre Dure è diventato istituto autonomo. Ma a distanza di 7 mesi, manca ancora il regolamento per attuare la tanto sbandierata gestione e amministrazione autonoma. Il testo del regolamento sembra essersi dileguato, perduto in qualche cassetto o tavolo del ministero dei Beni culturali o della Corte dei Conti. Di fatto il prestigioso e storico istituto di restauro è quasi al collasso. Tanto più che sembra essersi disperso nei meandri della burocrazia anche il regolamento che parifica all'università i corsi quadriennali della scuola di restauro. Con il risultato che non sono stati fatti i bandi per selezionare i nuovi 15 studenti che ogni anno garantiscono la riapertura dei corsi e il funzionamento della scuola. "E se le nuove norme non verranno approvate entro questa estate, per il terzo anno resteremo bloccati con la scuola, senza nuovi corsisti e senza fondi - spiega il direttore del settore di restauro dei dipinti Marco Ciatti - mentre si esauriscono i corsi quadriennali degli studenti che frequentano regolarmente la scuola". Se alla mancanza dei due regolamenti attuativi si aggiunge la cronica carenza di finanziamenti dell'Opificio, il declino dell'istituto di restauro più famoso in Italia, del futuro delle sue attività conosciute sia sul territorio nazionale che internazionale, della ricerca e della messa a punto di nuove tecniche, procedure di restauro e analisi, è un magra realtà più che prossima. "Come funzioniamo? Non certo come istituto autonomo, siamo come prima, come ogni soprintendenza con pochissimi fondi. Aspettiamo le norme per attivare commesse, sponsorizzazioni, e quant'altro ci permetta di mantenere l'operatività che ci ha contraddistinto, apprezzata a livello internazionale - spiega il neo soprintendente Bruno Santi, nominato il 1 aprile 2008 (la firma ufficiale è avvenuta ieri a Roma), precisando che "dei 520 mila euro che dovevano arrivare dal ministero per garantire la normale gestione dell'istituto, per ora ne sono arrivati solo 250 mila". Mancano i soldi, non si fanno più missioni perché non si possono pagare, insomma si naviga a vista. Tra l'altro con scarsa possibilità di ricambio di maestranze e restauratori esperti nei vari settori, che via via che vanno in pensione, non vengono più sostituiti. Eppure nel momento in cui la città si è trovata a discutere di non subordinare o federare l'istituto fiorentino con il nuovo Istituto superiore del restauro a Roma, e di garantire il suo passaggio a istituto autonomo, c'è stata una orgogliosa levata di scudi. Palazzo Vecchio, Provincia, Regione Toscana ne hanno difeso e rivendicato prestigio, storia, capacità e competenze, tanto che alla fine l'allora ministro dei beni culturali Francesco Rutelli definì "L'Opificio fiorentino un'istituzione fondamentale, intangibile e da valorizzate", e dopo un lungo braccio di ferro affidato alla trattativa del sottosegretario Andrea Marcucci, infine fu firmato il decreto della sua trasformazione in istituto autonomo. Autonomia che per ora resta una parola sulla carta, mentre tra mille difficoltà prosegue il lavoro dei vari settori di restauro. Nel laboratorio della Fortezza da Basso è appena terminato il restauro della "Madonna del Cardellino" di Raffaello che in autunno sarà presentato al mondo dopo 10 anni di interventi minuziosi e lenticolari, con una mostra che si terrà a Palazzo Medici Riccardi. Sempre in autunno, dalla Galleria Palatina verrà spostato al laboratorio un altro importante dipinto da restaurare: "La Bella" di Tiziano. Altre opere monumentali sono ora sotto intervento: basta citare "La Pala di San Zeno" di Mantegna arrivata da Verona, la grande Croce di Giotto di Ognissanti, quelle attribuita a Giotto di San Marco, il Tabernacolo Lignaiuoli del Beato Angelico. Capolavori in cura mentre le carenze legislative, di risorse economiche, di personale specializzato "non permettono all'istituto di potere lavorare a pieno ritmo come sarebbe nelle finalità dell'istituto" si rammarica il soprintendente Bruno Santi.

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La crisi dei consumi è la sfida d'autunno per i commercianti - nicola rossi (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino di Padova, Il" del 05-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

I CONTI IN TASCA LA CRISI DEI CONSUMI è LA SFIDA D'AUTUNNO PER I COMMERCIANTI NICOLA ROSSI Con agosto, come tradizione, molti settori della nostra economia rallentano la loro attività, mentre girano a pieno regime turismo e in molte aree anche le attività commerciali. Ci apprestiamo ad affrontare la ripresa autunnale con un'inflazione record superiore al 4% e che si percuoterà a breve su locazioni, energia, eccetera. Del modesto ribasso di benzina e gasolio, neanche ce ne siamo accorti. Le famiglie, la stragrande maggioranza delle famiglie deve fare i conti con stipendi sempre più tirati e sicuramente non al passo con l'inflazione. In questo quadro si inserisce un profondo cambiamento delle nostre modalità di consumo. L'indagine del nostro osservatorio sui saldi estivi ne è un chiaro esempio. Si risparmia sugli alimentari, ma non su quelli di alta qualità. Si risparmia sul trasporto (si viaggia meno con la propria auto e più con altri mezzi): meno 20% di consumi denunciano i benzinai nostri associati. Si continua ad andare in ferie, meglio all'estero (con il cambio ci si guadagna), ma ci si va meno giorni per spendere gli stessi soldi. Si rinuncia a qualche film, a qualche giornale, a qualche gelato, ma non si rinuncia alla palestra, al fitness, alla piscina per se stessi e per i figli. Quelli che un tempo erano considerati generi di prima necessità e di largo e generale consumo (alimentari ed abbigliamento) oggi sembrano essere secondari rispetto ai bisogni di comunicazione e di benessere. Non si compera in saldo, perché non ci sono i soldi, infatti con i saldi non si compera abbigliamento economico scontato, ma si punta al capo di firma, alla griffe a prezzo scontato. Anche sulla moda, alla necessità è subentrato il piacere dell'acquisto. Ogni dieci commercianti intervistati solo due dichiarano che durante i saldi hanno venduto più che nel 2007, ebbene si tratta di titolari di negozi di articoli di alta moda. I saldi quindi, sempre di più diventano un metodo nuovo di godere l'acquisto. Si aspettano i saldi per gustare quei giorni in cui il capo di gran valore avrà un dimezzamento. Si gusta il piacere di vedere, toccare la merce griffata a prezzi ridotti. E' soprattutto l'uomo che affronta questo cambiamento. E' il maschio giovane che vive il gusto dell'acquisto in modo nuovo. Si tratta di modificazioni fondamentali per noi commercianti. Si tratta di modificazioni fondamentali per l'intera economia e che come spesso avviene, proprio nella nostra provincia, spesso emergono per prime. Più che riposarci, quindi, dovremmo lavorare molto in questo agosto 2008. Tutti i segnali che arrivano dalla nostra economia, europea, nazionale e provinciale, tendono al negativo. Dobbiamo saperci attrezzare per dare avvio, in autunno, ad una profonda e rinnovata stagione di investimenti. Dovremmo saper ridurre sempre di più i nostri costi di gestione per aumentare la nostra competitività. Al pari dovremmo premere con rinnovata forza perché si riducano i costi che gravano sulle nostre aziende e che si ripercuotono sui consumatori. Trasporti, locazioni, imposte, tasse nazionali e locali, burocrazia, abusivismo, mancanza di infrastrutture: queste sono le voci che incidono al 50% sui nostri costi. Queste sono le cause prime che fanno chiudere decine di attività commerciali (ne prevediamo quasi 500 entro la fine dell'anno) e che fanno lievitare le difficoltà alle famiglie di chiudere i loro bilanci mensili. Presidente provinciale Confesercenti Padova.

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Sfratto per un'intera famiglia - piero marongiu (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 05-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Oristano Sfratto per un'intera famiglia Il provvedimento sarà eseguito il 30 agosto. Il sindaco Cau: "La commissione deve decidere l'assegnazione di un alloggio" BORORE Tempi stretti per una soluzione PIERO MARONGIU BORORE. Trovarsi improvvisamente senza casa, pur avendo sempre pagato regolarmente il canone di locazione, e con un avviso di sfratto esecutivo incombente sulla testa, non è affare di poco conto. Rischia di far saltare i programmi costruiti nel tempo e di travolgere abitudini e ritmi consolidati. è quello che è successo a Mariano Medde, moglie e una figlia di vent'anni, entrambe senza lavoro, egli stesso con un lavoro precario che non gli consente di pagare un affitto a prezzo di mercato. La casa dove abita dal 1997 serve ai proprietari, quindi nessun rinnovo di contratto ma avviso di sgombero a tempo zero. La fredda burocrazia non guarda in faccia niente e nessuno: se si tratta di persone con problemi economici, sembra che si accanisca di più. Il foglio firmato dall'ufficiale giudiziario recita freddamente, che "la notifica dell'atto di precetto avvenuta senza opposizione, intimava di rilasciare libero da persone o cose, mediante consegna delle chiavi, entro il termine di 10 giorni, l'immobile...". Linguaggio nudo e crudo che non lascia spazio a sentimenti e difficoltà. Se dietro ci sono persone e storie umane poco importa. Non ci sono discorsi da fare o proroghe da concederre: la burocrazia non ha volto umano: la famiglia Medde deve lasciare la casaentro il 30 di agosto. "Non sappiamo dove andare - dice Mariano Medde -. Forse, come avviene nelle grandi città, dobbiamo cominciare a cercarci un ponte sotto il quale accamparci? Per gli extracomunitari alberghi a cinque stelle per noi un cielo sotto le stelle. Non nascondo le difficoltà economiche dovute al fatto che, purtroppo, non ho un lavoro sicuro. Però ho sempre pagato regolarmente il canone di affitto dell'alloggio in cui vivo con la mia famiglia. Ho scritto a tutti: prefetto, Regione, direzione Area (Ex Iacp), commissione provinciale per l'assegnazione degli alloggi, sindaco di Borore. L'amministrazione di Borore da due anni organizza una festa per l'integrazione dei marocchini (ed è giusto che si faccia). Ma che un cittadino bororese, con famiglia stia rischiando di finire sotto i ponti pare non importare a nessuno". Gesuino Cau, sindaco di Borore, respinge con fermezza le accuse di disinteresse, e precisa: "Il signor Medde non è stato dimenticato da nessuno, tanto meno da me. Conosciamo perfettamente la sua situazione. Lui è destinatario di un alloggio che dovrà essere assegnato a breve perché avente titolo. Purtroppo alla graduatoria formulata in via provvisoria ci sono stati due ricorsi. Entro una decina di giorni, massimo quindici, si riunirà la commissione che dovrà esaminare i ricorsi. Ci sono tempi tecnici necessari per valutare le pratiche non attribuibili all'amministrazione. Il sindaco è soltanto uno dei componenti della commissione, insieme a lui c'è il giudice, il presidente dell'Area ex Iacp, un membro del sindacato inquilini e un membro nominato dalla giunta. Si tratta di avere un po' di pazienza, sono sicuro che tutto si risolverà prima della fine di agosto".

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Stop alla burocrazia Nuove liberalizzazioni (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 05-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

N. 185 del 2008-08-05 pagina 3 Stop alla burocrazia Nuove liberalizzazioni di Redazione Il decreto prevede anche misure destinate a sfoltire le procedure burocratiche necessarie per avviare un'azienda. Con l'obiettivo di arrivare alla possibilità di aprire un'impresa in un giorno. Fra le norme di impatto economico contenute nel provvedimento c'è anche quella che rilancia la graduale liberalizzazione dei servizi pubblici locali, che dovranno essere affidati nella gestione a soggetti misti pubblico-privati, da individuare attraverso gare pubbliche. Sempre sul fronte delle liberalizzazioni, il decreto prevede nuove regole per l'apertura di distributori di carburanti, così da aumentare la rete di distribuzione al fine di contenere i prezzi dei combustibili. SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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A Lampedusa dialisi fantasma <Io malata costretta a emigrare> (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 05-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

N. 185 del 2008-08-05 pagina 11 A Lampedusa dialisi fantasma "Io malata costretta a emigrare" di Massimiliano Lussana nostro inviato a Lampedusa "A Lampedusa non si può nascere e non si può morire". Pino e Nunzia Licciardi, da sempre i più appassionati difensori di Lampedusa e dei diritti dei lampedusani, sono icastici e ripetono la stessa frase, che è quasi il loro manifesto da quindici anni. E sembrerebbe un'esagerazione, uno slogan ad effetto, un eccesso d'amore per la propria isola. Non è un'esagerazione. una fotografia. Perché, ormai, a causa della mancanza di un vero reparto di ostetricia nel poliambulatorio dell'isola, i bimbi di Lampedusa e di Linosa nascono a Palermo o a Trapani e - anagraficamente - non c'è più un bimbo lampedusano che possa scrivere sulla carta di identità "nato a Lampedusa". Ma c'è un problema ancora più grave. Ed è la seconda parte della frase. A Lampedusa non si può morire per colpa di una sanità che (in modo sacrosanto, per carità, l'umanità davanti a tutto) ogni giorno fa passi da gigante per quanto riguarda le cure dei clandestini alloggiati nel centro di accoglienza dell'isola, ma resta immobile quando si tratta della salute dei lampedusani. A Lampedusa non si può morire perché - con i turni settimanali degli specialisti nel poliambulatorio - se non ti ammali nel giorno giusto, sei inevitabilmente destinato ad essere curato a Palermo, almeno nei casi più gravi. Il problema è quello che si intende per "casi più gravi". Perché a Lampedusa anche una frattura a un braccio è catalogata come tale e per il gesso si viene portati in elicottero a Palermo. E per malattie non certo rare - come quelle che richiedono la dialisi - si rischia la vita. Non è un'esagerazione. una fotografia, anche in questo caso. Una fotografia su una lapide: Damiano Colapinto per 32 anni è stato costretto a vivere a Palermo per poter fare la dialisi. Avrebbe voluto tornare un giorno nella sua Lampedusa, almeno per morire. Non ce l'ha fatta. Così come non ce la fanno, non ce la fanno più, gli ammalati di insufficienza renale di Lampedusa e Linosa che chiedono solo di curarsi come tutti gli altri cittadini d'Italia. Si badi bene: non stiamo parlando di una patologia rara, di qualcosa di cui soffre un italiano su un milione o della difesa antistorica e antieconomica di piccoli ospedali di quartiere che non servono più a niente e a nessuno. Qui siamo all'abc del diritto alla salute. Articolo 32 della Costituzione, primo comma: "La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti". "Meglio clandestini che lampedusani" spiega Pietro Cucina, piccolo imprenditore edile dell'isola, che quell'odissea la sta vivendo da anni sulla propria pelle. E che, per star vicino a sua moglie malata, ha lasciato la casa, la famiglia e il lavoro. "Meglio clandestini che lampedusani, perché Lampedusa è morta" e, anche stavolta, non è solo un perfetto slogan. quasi la drammatica fotografia degli ultimi anni vissuti da Cucina che già ha nella mente il ricordo di suo padre morto per la mancanza di una sanità adeguata a Lampedusa, colto da ictus e rimasto per sette ore ad aspettare l'aereo-medico che avrebbe potuto salvarlo. La nuova odissea è ugualmente drammatica: "Nel 2002 a mia moglie è stata diagnosticata un'insufficienza renale e, per evitare di farla entrare in dialisi, abbiamo iniziato una serie di cure sul continente: due volte al mese facevamo armi e bagagli, salivamo sul traghetto - che quando non c'è mare ci mette otto o nove ore -, sbarcavamo a Porto Empedocle e poi andavamo in macchina fino a Sciacca. Lampedusa-Sciacca e Sciacca-Lampedusa, ogni due settimane, senza possibilità di sgarrare di un giorno". Le cure sono andate bene, fino al 2007, quando la dialisi è stata inevitabile per la signora Cucina. "E qui abbiamo dovuto scappare da Lampedusa, lasciando casa, lavoro, affetti, per non lasciarci la pelle. Ora viviamo ad Agrigento, dove mia moglie fa la dialisi tre volte la settimana per quattro ore al giorno". Il costo? "Le cure le passa il servizio sanitario nazionale, ma ovviamente i costi per i viaggi e per la casa sono a carico nostro". Soprattutto, i dializzati lampedusani e linosani (otto che attualmente si curano in Sicilia, più altre decine sparsi in tutta l'Italia dotata di apparecchiature per l'insufficienza renale, concentrati soprattutto fra Rimini, la Lombardia e la Liguria) non chiedono nulla di più di pochi cavetti e di due mura. Il necessario per evitare odissee quotidiane come quelle di Gaetano Consiglio: "Faccio avanti e indietro da Palermo un giorno sì e uno no". Non siamo nemmeno più nel campo della discussione sulle grandi strategie di politica sanitaria, siamo ai cavilli e alle piccole vicende burocratiche. Perché, stavolta, pare che una soluzione sia davvero vicina. Nonostante qualche conflitto di competenze fra la Asl di Palermo, da cui formalmente dipende il Comune di Lampedusa e Linosa, e quella di Agrigento, che dovrebbe seguire la questione dialisi. Insomma, vi risparmio tutta la parte amministrativa, ma la soluzione è a un passo: perché una società privata convenzionata con il servizio sanitario della Regione Sicilia è pronta a montare le attrezzature, i locali del centro per anziani (una di quelle opere pubbliche infinite che sono la specialità dell'isola, insieme ai dolcetti di mandorla) sono praticamente pronti e insomma tutti i tasselli sembrerebbero andare al posto giusto. Sembrerebbero. Perché - nonostante le premesse - ancora la dialisi non è realtà. Ancora tutti i piccoli cavetti che separano la burocrazia dalla civiltà sanitaria non sono montati. E ancora tanti lampedusani non possono vivere, lavorare, curarsi a casa loro. Nonostante, paradossalamente, sull'isola ci sia una straordinaria densità di medici e quando arrivano in porto le carrette del mare scortate dalla Guardia Costiera, gli uomini con le pettorine delle varie associazioni di volontariato facciano a gara per prendersi cura dei clandestini. SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Spettacoli, marina batte tirrenia 27 a 1 - giovanni parlato (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 05-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pisa Spettacoli, Marina batte Tirrenia 27 a 1 Squilibrato il cartellone organizzato da Marenia e la gente protesta GIOVANNI PARLATO TIRRENIA. Marina si diverte e Tirrenia sta a guardare. A Marina ci sono concerti, spettacoli di danza, mercatini per le strade. A Tirrenia, non c'è praticamente nulla. Il cartellone di Marenia, organizzato dalla Confesercenti, ha programmato 27 spettacoli a Marina e 1 a Tirrenia. "La Sovrintendenza ha posto un vincolo su piazza dei Fiori e ha negato lo spazio", dice Giulio Garzella, vice segretario della Confesercenti. Basta leggere il programma per vedere dove e quando si svolgono gli spettacoli. Marenia ha il suo palco in piazza Baleari: è questo il teatro dove si tengono tutti gli appuntamenti. L'unica iniziativa organizzata a Tirrenia è stata un'esposizione di quadri dal 12 al 17 luglio in Largo Belvedere. E la gente, sia residenti che turisti, si lamenta e protesta ricordando gli anni passati quando le stagioni estive erano più movimentate e più ricche. "Abbiamo sempre cercato di dividere il nostro cartellone in parti uguali fra Marina e Tirrenia - spiega ancora Giulio Garzella -. Avevamo due palchi, uno in piazza Gorgona a Marina e un altro in piazza dei Fiori a Tirrenia. Già l'anno scorso, la Sovrintendenza ha posto un vincolo indiretto sostenendo che il palco non avrebbe permesso la visibilità della stazioncina dell'ex trammino. Pertanto, ha stabilito che su piazza dei Fiori l'unica iniziativa possibile era quella del mercato settimanale estivo del martedì. Inoltre, l'altra settimana avevamo concordato con Comune e Sovrintendenza il programma dei mercatini". "Il 2 agosto, in piazza e via dei Fiori - continua Garzella - ci sarebbe dovuto essere il mercato serale. Ebbene, la Sovriontendenza, in un primo momento, aveva inviato il parere favorevole, ma poi aveva inviato una seconda comunicazione ritirando l'autorizzazione che era stata concessa. Così, in fretta e furia abbiamo organizzato il mercato un'altra volta a Marina". Domandiamo se di fronte all'indisponibilità di piazza dei Fiori, perché non si è scelto l'altra opzione, ovvero piazza Belvedere, dove sono stati organizzati da sempre i maggiori spettacoli. "Per organizzare manifestazioni in piazza Belvedere - risponde Giulio Garzella - ci sono sempre problemi organizzativi con l'albergo e bisogna sempre lasciare libero il passaggio per le auto dirette al parcheggio. Comunque, per il 15, 16 e 17 agosto sulla terrazza Belvedere ci sarà il mercatino dell'artigianato artistico locale". Anche per i mercati, comunque, resta la sproporzione: 11 a Marina e 3 a Tirrenia, quelli indicati proprio da Garzella. La Confesercenti non è l'unica a organizzare spettacoli. Sul Litorale, c'è anche la Pro Loco del presidente Ledo Mangini, il patron delle miss, colui che ha fatto decollare nel tempo la selezione per miss Italia. E la Pro Loco, oltre alle sfilate, ha un ventaglio più ampio di spettacoli. La scorsa settimana ha organizzato quattro appuntamenti di jazz a villa Bondi (ancora una volta a Marina), tuttavia la programmazione è distribuita in maniera più omogenea. A Tirrenia, il 9 agosto in Largo Belvedere, ci sarà la finale di Miss Litorale e il 13 a 14 settembre, sempre in Largo Belvedere, ci sarà la "Pina d'oro", il concorso di auto e moda. Infine, a Marina a villa Bondi è previsto il premio nazionale di narrativa e saggistica "Il Delfino". "Organizziamo queste manifestazioni - spiega Ledo Mangini - rimettendoci di tasca propria. Riceviamo un contributo dalla Camera di commercio e nient'altro a differenza della Confesercenti cui vanno 12 mila euro del Comune che prima andavano alla circoscrizione. Ebbene, per mettere in piedi la nostra programmazione ci muoviamo tra mille difficoltà sia finanziarie che organizzative. Per esempio - continua Mangini - le concerti jazz a villa Bondi si sono chiusi con un deficit di 11 mila euro. Inoltre, la burocrazia è un assillo continuo. Organizzare una manifestazione non è più una gioia, ma un lavoro arduo. Bisogna correre da un ufficio all'altro, serve sempre più documentazione e non si finisce mai di mettere firme su firme".

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DI CHI LA COLPA? Con la maiuscola stavolta, in senso filosofico, metafisic (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 05-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

I COMMENTI pag. 15 DI CHI LA COLPA? Con la maiuscola stavolta, in senso filosofico, metafisic... DI CHI LA COLPA? Con la maiuscola stavolta, in senso filosofico, metafisico, esistenziale, perché stavolta è grande, è la madre di tutte le colpe e di tutti i mali che mettono in pericolo il futuro del Paese. La Colpa è del Sessantotto. Lo ha detto per primo il ministro Sacconi. Ha detto che bisogna "abrogarlo". Qualcuno se lo ricorda? Quarant'anni fa, gli studenti in piazza, gli operai in sciopero, eccetera eccetera. In una recente intervista il ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali ha spiegato che il "male italiano" viene da là. Quella lontana stagione è responsabile del "nichilismo", del "cinismo", del "rifiuto del futuro", della "sfiducia", del "declino", persino della "caduta della natalità" che sono alla base della crisi italiana. Contro il Sessantotto, con un anatema un po' più sbrigativo, si è associato proprio ieri anche Ignazio La Russa. Il ministro della Difesa, incontrando a Milano i primi militari che pattuglieranno la città insieme a carabinieri e polizia, ha dichiarato che gli unici contrari all'iniziativa, "oltre ai delinquenti, agli stupratori, a chi fa furti e rapine" sono "i post-sessantottini: i figli, non in senso anagrafico, di chi gridava "basco nero il tuo posto è il cimitero" o quelli che consideravano polizia e carabinieri golpisti". Adesso non staremo a verificare se quello slogan truce è figlio del Sessantotto o no, o se qualche "carabiniere" o "poliziotto" ha avuto o no qualche tentazione golpista, o se il sindaco di Roma Alemanno, compagno di partito del ministro, ha fatto o no qualche obiezione all'impiego dei militari. Nemmeno andremo a verificare dov'è stato il ministro Sacconi negli ultimi trent'anni, da quando cioè è entrato per la prima volta in Parlamento con il Partito socialista di Bettino Craxi. Ma l'idea di scaricare tutto su un lontano foglio di calendario, sia pure fatidico, che ancora suscita contrasti, reazioni ed emozioni, fa venire in mente gli infiniti grandi colpevoli scoperti via via nella nostra storia recente. Colpa dei sindacati, della scala mobile, delle pensioni, della burocrazia, degli evasori, dei fannulloni, della casta...Siamo sempre lì? Piove, governo ladro?.

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<Maestà, una sede per le vittime della mafia> (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 05-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 8 "Maestà, una sede per le vittime della mafia" L'APPELLO SONIA ALFANO CHIEDE OSPITALIT: "LO STATO ITALIANO CI DISCRIMINA" ? PALERMO ? C' ANCHE chi rivolge un appello al sultano dell'Oman. E' Sonia Alfano, presidente dell'Associazione nazionale dei familiari delle vittime della mafia, e figlia di Beppe, giornalista ucciso dalle cosche nel 1993. La proposta è insolita: "Chiediamo a sua maestà Qabus Bin Said di ospitare la sede operativa dell'Associazione nazionale dei familiari delle vittime della mafia in Oman". Per l'organismo, "la discriminazione e le umiliazioni alle quali lo Stato italiano ci sta sottoponendo sono divenute per noi intollerabili". Secondo la Alfano, che alle elezioni regionali della scorsa primavera si era candidata alla presidenza della Regione per la lista di Beppe Grillo, "lo Stato italiano invece di tutelare le famiglie degli uomini e delle donne che sono morti a causa dell'estrema fedeltà al proprio Paese, decide di tagliare 300 milioni di euro dal fondo di rotazione per le vittime della mafia per destinarli alle forze dell'ordine alle quali, a loro volta, sono stati sottratti un miliardo di euro". SITUAZIONE intollerabile, quindi, così come la "burocrazia che è ormai divenuta mero strumento di controllo per zittire e asservire le coscienze. Non garantire l'adeguata tutela sociale ed economica alle famiglie dei caduti nella lotta alla mafia significa ? prosegue la Alfano ? rendere più conveniente giurare fedeltà alla mafia, che in caso di morte o arresto di un proprio affiliato assiste in maniera efficiente la sua famiglia, e scoraggiare la fedeltà allo Stato e al principio di legalità". INFINE un suggerimento: "Sarebbe di grande utilità per i politici italiani prendere esempio da sua maestà il sultano dell'Oman, che tutti gli anni manifesta vicinanza e attenzione nei confronti del suo popolo ascoltando le richieste e i problemi delle popolazioni dei villaggi più isolati".

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Alto Adige non <autosufficiente> Oberrauch: burocrazia da tagliare (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Alto Adige" del 05-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: BOLZANOEPROV - data: 2008-08-05 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Federalismo Indagine de "Il Sole": le tasse non coprono la spesa Alto Adige non "autosufficiente" Oberrauch: burocrazia da tagliare BOLZANO - Un passivo di 350 euro per ogni cittadino, Con le tasse riscosse sul suo territorio, l'Alto Adige non sarebbe in grado di coprire la propria spesa pubblica: a certificarlo un'inchiesta de Il Sole - 24 Ore, che prende in considerazione la situazione regione per regione nell'ottica del federalismo che verrà. Il dato non sorprende Assoimprenditori: "La Provincia - afferma Christoph Oberrauch - sarà costretta a tagliare in burocrazia: i margini ci sono ". I dati In 14 regioni italiane la spesa pubblica supera (e non di poco) le risorse tributarie prodotte sul territorio. Tra queste ci sono anche le province autonome di Bolzano e Trento. In Alto Adige la Provincia spende per ogni cittadino 12.600 euro. Una cifra alta in assoluto: solo a Trento il dato è più alto (13mila euro), mentre in regioni come la Lombardia e il Veneto la spesa pro capite è rispettivamente di soli 8.850 e 7.950 euro. A sostenere questo impegno finanziario non basterebbero le tasse riscosse in Alto Adige (12.250 euro): in altre parole, per ogni cittadino c'è un deficit di 350 euro. E non consola più che tanto il fatto che nel vicino Trentino il deficit pro capite stimato è di ben 1.200 euro: la sostanza dice infatti che l'Alto Adige, almeno allo stato attuale, non è autosufficiente dal punto di vista finanziario. Per il momento, va detto, non sono in vista conseguenze pratiche. Ma lo schema di federalismo proposto dal ministro Roberto Calderoli dice che "la nuova fiscalità autonoma, fatta da tributi propri e aliquote di compartecipazione, dev'essere sufficiente a finanziare integralmente le competenze in almeno tre Regioni". Quali saranno queste tre Regioni di riferimento non è ancora dato da sapere. Ma è chiaro il campanello d'allarme per l'Alto Adige - così come per molte altre regioni - è giù suonato. Gli imprenditori Il dato è letto con interesse ai vertici locali di Assoimprenditori. "Personalmente - commenta il presidente Christoph Oberrauch - non mi aspettavo un risultato diverso. Già oggi circa il 90% delle tasse altoatesine ci vengono restituite, quindi i dati in nostro possesso sono abbastanza realistici". Per Oberrauch la spesa pubblica può e deve essere ridotta, anche in Alto Adige. "Il federalismo non arriverà domani - osserva - e quindi la giunta avrà il tempo sufficiente per adeguarsi e valutare i settori dove operare i tagli. Fino ad oggi abbiamo vissuto anche grazie alla ricchezza prodotta altrove: i soldi sono stati gestiti bene e oggi abbiamo una strada per ogni maso, e una Casa della cultura in ogni frazione. Ma d'ora in poi sarà inevitabile procedere con i risparmi, e i margini ci sono: soprattutto nell'apparato burocratico. Come fanno gli imprenditori nelle aziende, occorrerà individuare le spese superflue ". F. Cle. Confronto Christoph Oberrauch (di spalle) con Luis Durnwalder.

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Pmi, costi ridotti per 4,1 miliardi (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 05-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-08-05 - pag: 5 autore: Pmi, costi ridotti per 4,1 miliardi Nel pacchetto Brunetta-Sacconi dimezzati gli oneri per la tenuta del libro paga Giorgio Pogliotti ROMA Una riduzione di 4,1 miliardi di oneri a carico del sistema delle piccole e medie imprese dal pacchetto di misure di semplificazione contenuto nel decreto sulla manovra e dagli interventi di deregolazione del mercato del Lavoro. L'impatto economico è calcolato in via prudenziale, anche se le stime ufficiose dei tecnici del governo fanno riferimento a risparmi "potenziali" per le imprese; in sostanza il minor carico di oneri burocratici e la semplificazione di misure non si trasformeranno automaticamente in un taglio delle tariffe applicate dai consulenti del lavoro e dai commercialisti agli imprenditori. Sarà compito dei manager delle imprese, riuscire a trasformare i minori oneri amministrativi in "sconti" tariffari dello stesso valore da parte dei professionisti. A presentare i primi risultati del programma di misurazione e riduzione degli oneri amministrativi per le imprese saranno oggi i ministri del Lavoro, Maurizio Sacconi, e della Funzione pubblica, Renato Brunetta, in una conferenza stampa convocata alle 13 nella sede di Palazzo Vidoni. Restando alle sole iniziative di deregulation promosse dal ministero del Lavoro, la maggiore riduzione di oneri è stata operata dalle misure contenute nel Dl 112 – il risparmio sfiora i 3,6 miliardi di euro, anche se il dato è sottostimato non tenendo conto di alcuni interventi di semplificazione – a cui si aggiungono altri 511 milioni per le norme introdotte dalla legge 296/2006 (la Finanziaria 2007). Anche se lo "sconto" applicatodai professionisti non sarà automatico, l'abrogazione dei libri paga e matricola e la loro sostituzione con il libro unico del lavoro produrrà forti risparmi. Per la tenuta del libro paga si prevede un risparmio di 3,3 miliardi ( 56%), rispetto ai 6 miliardi di costi del vecchio sistema. Inoltre l'eliminazione del libro matricola si stima produrrà un risparmio del 100% rispetto ai 165 milioni di costo, mentre per la comunicazione e tenuta dei documenti di lavoro presso lo studio di consulenti si valuta un alleggerimento di costi per 45milioni (35%). Secondo le stime – elaborate con il coinvolgimento di Confindustria, Confartigianato, Cna, consulenti del lavoro, con l'assistenza della Funzione pubblica e dell'Istat – l'introduzione dell'invio in modalità telematica in forma semplificata del prospetto informativo per le assunzioni obbligatorie produrrà un risparmio del 25% dei costi. La vecchia procedura aveva un costo vicino ai 16 milioni, la somma risparmiata sfiora i 4 milioni. Analogamente le modalità di comunicazione per l'assunzione dei rapporti di lavoro produrranno risparmi dell' 87%, pari a 355 milioni. Si tratta di un pacchetto di norme che rappresenta più di una boccata d'ossigeno per il sistema delle Pmi, su cui grava un costo di 16 miliardi annui considerando 5 settori chiave (privacy, ambiente, lavoro e previdenza, prevenzione incendi e paesaggio). La quota più consistente di costi riguarda la macro area del "lavoro e previdenza" (10 miliardi). Di questi, 7 miliardi vengono spesi per il solo "lavoro", con un impatto per 6 miliardi sulle microimprese (da 0 a 4 dipendenti) e per 1 miliardo sulle medie imprese (da 5 a 249 dipendenti). GLI ALTRI RISPARMI Eliminato il libro matricola, alleggeriti la dichiarazione di ottemperanza alle norme sui disabili e il prospetto sulla situazione occupazionale AGF Meno burocrazia. Il ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta.

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Cappelli e le agenzie girano gli spot <No ai politici, vendiamo noi la Puglia> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 05-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - BARI - sezione: INPRIMOPIANO - data: 2008-08-05 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Il bando contestato Nella residenza di Terlizzi l'italo-americano lancia un'idea per il turismo Cappelli e le agenzie girano gli spot "No ai politici, vendiamo noi la Puglia" DAL NOSTRO INVIATO TERLIZZI - Comunicare l'immagine della Puglia anche senza le istituzioni. Studiare iniziative a costi "contenuti" che possano rendere riconoscibile il brand regionale. Un esempio? Mini video da far girare sul portale youtube.com e successivamente sulle sale cinematografiche estere. E' questa una delle proposte lanciate nel corso dell'incontro convocato a Terlizzi dall'italo-americano Paul Cappelli. L'uomo, esperto del mondo della comunicazione (a capo della multinazionale Ad Store, 32 milioni di fatturato e 175 dipendenti), in una lettera ha lanciato pesanti accuse sul sistema con cui è stato formulato il bando per la comunicazione turistica 2007-08, da 7 milioni, definendolo "fatto per far vincere le imprese locali senza realizzare una sana concorrenza". Cappelli, che è di origine terlizzese (è anche parente del governatore Nichi Vendola: le loro mamme sono cugine), oltre a denunciare la situazione ha preso l'iniziativa: ha organizzato una riunione operativa tra le società pugliesi nella sua villa, un'antica casa padronale acquistata 4 anni fa e poi ristrutturata alle porte della cittadina del Barese. L'obiettivo? "Formulare un'iniziativa choc". Al forum hanno preso parte una ventina di aziende locali della comunicazione e del marketing tra cui Proforma, Logos, Whycom, Studio 9, Oltrelinea, Hgv, Tom, editrice La Meridiana, Attoterzo e Methodos. "Dobbiamo far capire alla comunità pugliese - ha aperto la discussione l'italo- americano - che possiamo cambiare le cose anche senza piegarci alla burocrazia e alle pretese dei politici. Questo lo potremo realizzare solo aggregandoci replicando il modello utilizzato da regioni leader (magari evitando alcuni errori commessi) come la Toscana". Cappelli (in maglia di lino bianca e scarpe crocs verde militare) ha tenuto banco per circa tre ore. "Non è una cosa giusta che alle gare della comunicazione pubblica - ha attaccato Cappelli possano partecipare le emittenti locali. In tutto il mondo le cose non funzionano così. Il motivo? E' chiaro che se una tv locale deve spendere un budget preferisce privilegiare i suoi canali ". Poi la decisione di rivedersi tra un paio di mesi per entrare nel vivo del programma. All'appuntamento (a cui è giunta la solidarietà del guru italiano della comunicazione Oliviero Toscani anch'egli escluso dalla gara) erano state invitate le istituzioni regionali. Nessuno vi ha preso parte. L'assessore al Turismo, Massimo Ostillio, ha effettuato una visita esterna (si è fermato con la sua auto a 400 metri dalla villa) per correre successivamente in Regione dove ha presentato la creazione di cento punti informazione e assistenza turistica (Iat) entro la fine dell'anno. Ma nel pomeriggio incaricato la sua segretaria di invitare l'imprenditore in assessorato. "Domani (oggi per chi legge - dice Cappelli - ho un appuntamento con Ostillio. Vedremo cosa ha da dirmi". In precedenza, in particolare venerdì scorso, Cappelli era stato convocato dal "cugino" Vendola in presidenza per discutere della sua lettera-denuncia. "Mi ha chiesto - ha concluso Cappelli - perché io non ho intenzione di presentare ricorso. Non lo faccio dato che non voglio passare sette anni per tribunali amministrativi e civili. Negli Stati Uniti si può vincere o perdere, ma le regole sono chiare. Voglio solo dire che in Puglia c'è tanta ricchezza di patrimonio culturale e paesaggistico. Valori che, uniti con la genuinità della gente, possono rappresentare un'alternativa valida al resto dell'Italia. Così si deve puntare sui turisti stranieri ". Vito Fatiguso \\ Alle 12 incontrerò l'assessore Ostillio Non ha partecipato al forum, mi ha chiamato in serata \\ Venerdì scorso sono stato invitato a Bari dal presidente Vendola per chiarire \\ Nel mondo le emittenti televisive non partecipano agli appalti pubblici sulla comunicazione Intorno a un tavolo Gli operatori locali della comunicazione Il creativo L'italo-americano Paul Cappelli.

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La democrazia non è mai gratis (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 05-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-08-05 - pag: 12 autore: La democrazia non è mai gratis di Marcello Inghilesi V ecchia questione! L'autorità e, come sistema collettivo, la dittatura sono più efficienti della democrazia. Così è stato detto per molto tempo. Amartya Sen, bengalese e premio Nobel per l'economia, si è occupato del problema e sostiene il contrario. La critica e la partecipazione del popoloalla vita collettiva permettono risultati sempre più avanzati e maggiore sviluppo. Nel terzo secolo a.C. uscì l'editto di Erragudi, a seguito di un concilio buddista. "La crescita degli elementi essenziali del Dharma ( il comportamento corretto) sta nel misurato controllo delle parole, in modo che non ci sia esaltazione della propria setta o la denigrazione di altre sette. Al contrario le altre sette dovrebbero essere debitamente onorate in ogni modo e in tutte le occasioni. Se una persona agisce altrimenti, non solo insulta le altre sette, ma danneggia anche la propria": 2400 anni fa si predicava un equilibrio ancor oggi difficile a raggiungere. La sostanza del problema sta nella forma della dialettica democratica. Se essa non rispetta le regole di un semplice confronto di idee, ma si spinge a forme di violenza fisica, di violazione di leggi e di accordi civili, di ostruzione alle decisioni prese dalla maggioranza del popolo e quindi dai suoi rappresentanti, diventa un ostacolo all'efficienza del sistema collettivo e quindi allo sviluppo. La tesi di Sen è che per essere in democrazia non basta avere elezioni e rappresentanti del popolo. Bisogna avere la libertà di dire e sostenere sempre le proprie tesi, in maniera che la collettività, a cominciare dai suoi governanti, ne tragga il maggior beneficio. In campo aziendale vengono in mente i vecchi "circoli di qualità" giapponesi. E bisogna anche sottolineare che queste idee su una democrazia partecipata superiore, per l'efficienza collettiva, agli autoritarismi e alle dittature, vengono da Oriente, dove le tradizioni assolutiste sono più antiche e profonde. D'altro lato, mentre Giordano Bruno veniva condannato al rogo dalla Chiesa, l'imperatore mongolo Akbar "proclamava la necessità della tolleranza e si impegnava a favorire il dialogo tra gente di fede diversa", ricorda Guido Marengo, nella recensione di un libro di Sen. Si vedono oggi dittature efficienti e dittature disastrose, come democrazie efficienti e democrazie impastate. Le prime in ogni modo mancano dei valori essenziali per la vita di ognuno, che sono la libertà e la democrazia. Quindi è fuori discussione il fatto che bisogna lavorare per rendere sempre più positivo il rapporto tra democrazia ed efficienza, a cominciare dal fatto di saper ben definire che cosa sia la democrazia e che cosa l'efficienza. Non rappresentano certo il segno di una buona democrazia le urla e le invettive di una "setta" contro l'altra; e tanto meno il sabotaggio delle tesi avverse. Il confronto deve essere civile e rispettoso nell'interesse non solo di tutti, ma anche di chi sostiene una parte contro l'altra. Solo così potremo ottenere efficienza nei singoli organismi e nello Stato. In molti Paesi del mondo democratici ( non solo perché si vota) ciò è prassi ormai consolidata. In altri invece il settarismo di chi vince o di chi perde o di tutt'e due è dominante e ottiene come risultato un abbassamento del livello di democrazia esistente e un'inefficienza del sistema sempre più diffusa e costosa. Questo processo, secondo logica antica, può inoltre innescare motivi di malattia della democrazia e quindi rivolte popolari oppure "oligarchiche", oppure di "casta", che tendono a tradursi in regimi autoritari. In conclusione la democrazia, nel rispettare e dibattere le opinioni di tutti quelli deputati a dire la loro (dal voto agli interventi nelle sedi elettive, agli scritti, alla libera espressione del pensiero individuale e associativo), deve trovare sempre la strada delle decisioni e dell'efficienza, nell'interesse di tutti, anche di quelli che non "governano" o non condividono. La tenaglia della politica settaria, in qualsiasi ambito si manifesti, è capace di spezzare ogni disegno di sviluppo e di progresso. La verità oggettiva è sempre di fronte a tutti: la sua lettura può avere interpretazioni diverse, ma sicuramente una deve essere adottata, e non è detto che sia la migliore: ma deve essere la più ragionata, la più "discussa", la più approfondita, nella maniera più rapida ed "efficiente". Il costo della democrazia è tutto sulle spalle del sistema economico e produttivo. Ogni urlo, ogni insulto, ogni ostruzionismo di maniera, ogni burocrazia inutile, diretti alla conquista di voti di parte, ha un costo per la collettività e per la sua economia. Il tempo di tutto questo (e molto altro ancora) non può che finire, per tutte le democrazie. Sono lussi, non solo formali o politici, ma anche economici, che la democrazia contemporanea non può più permettersi, in un'economia globalizzata e in un mondo sempre più piccolo e quindi dinamico e competitivo, che si confronta anche nell'efficienza delle proprie regole di convivenza. EQUILIBRIO NECESSARIO Non basta avere elezioni e rappresentanti del popolo: ciò che conta è il confronto di idee, evitando violazioni di legge e vuoti ostruzionismi.

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Quartiere isolato, mille firme per il nuovo ponte (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 05-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - VICENZA - sezione: VICENZA - data: 2008-08-05 num: - pag: 8 categoria: REDAZIONALE Quartiere isolato, mille firme per il nuovo ponte Viabilità paralizzata a Vicenza sud dopo la chiusura per inagibilità del tratto Debba Il vecchio manufatto in cemento ha ceduto a causa del maltempo di luglio: parte del muro della diga è franato VICENZA - "Siamo isolati dal resto della città e soprattutto stanchi di impiegare il doppio di strada e di tempo per tutto: il sindaco installi un ponte di ferro provvisorio a Debba e sblocchi la delibera per realizzare quello nuovo". Sono esasperati i residenti del quartiere, ma il malumore per la situazione del ponte di Debba riguarda un po' tutta la città. E' infatti un tratto importante per la viabilità locale, soprattutto per la zona della periferia sud di Vicenza e, in generale, per quella del Basso Vicentino. L'esasperazione dei residenti ieri è arrivata sotto i portici di palazzo Trissino: lì il comitato "Nuovo ponte di Debba" ha consegnato all'amministrazione una petizione di oltre mille firme per chiedere una nuova infrastruttura, ma soprattutto per ottenerne una provvisoria, visto che il vecchio ponte in cemento sul Bacchiglione verso San Pietro Intrigogna dal 10 luglio scorso è chiuso per inagibilità. A causa del maltempo, infatti, hanno ceduto una parte del muro della diga e una parte della spalla sinistra della vecchia struttura. "Ci rendiamo conto che i tempi della burocrazia sono lunghi, ma sappiamo anche che non tutte le pratiche hanno la stessa importanza e lo stesso peso sui destinatari delle decisioni, che nel nostro caso sono decine di migliaia di cittadini -spiega Enzo Corani, referente del comitato - . La nostra petizione, il cui successo denota anche una forte preoccupazione per il futuro di quest'area cittadina, chiede al sindaco una soluzione immediata sui vecchi ponti di Debba, ad esempio un ponte di ferro provvisorio, per ristabilire al più presto la viabilità leggera, soprattutto in vista delle scuole. Non solo: chiediamo con procedura d'urgenza l'approvazione della variante urbanistica riguardo il progetto di un nuovo ponte". I residenti, infatti, esasperati raccontano di aspettare il nuovo ponte da tempo: "Da diversi anni esiste un progetto per il nuovo ponte – prosegue Corani - . Un progetto prima rimasto fermo perché mancava l'approvazione di Longare, poi, quando questa è arrivata, all'inizio del 2008, è stata predisposta la delibera per la variante, ma Hllweck ha dato le dimissioni e ci siamo trovati senza referenti in Comune a Vicenza. Abbiamo sollecitato il commissario affinché sbloccasse la situazione, ma non abbiamo avuto risposta e, come se non bastasse, abbiamo saputo che la nuova amministrazione a fine maggio ha sospeso la trattazione della questione. Ci hanno detto che l'istruttoria era terminata, ma servivano anche i pareri di Regione, Genio Civile, consorzio Bonifica Medio Astico- Bacchiglione. Venti giorni fa, poi, la situazione è decisamente precipitata con la chiusura del ponte vecchio". E i residenti impugnano anche una tabella dell'assessorato all'istruzione con i nuovi orari dello scuolabus che con tutte le deviazioni e i percorsi alternativi al momento obbligatori, portano ad una dilatazione di tempi non indifferenti per i bambini di S.Pietro Intrigogna, strada Casale, via Bussinello e strada Pelosa: se nell'anno scolastico passato ci si metteva circa trenta minuti per portare i bambini alla scuola primaria Scamozzi (e quaranta per la scuola secondaria Agazzi), ora si impiegherà un'ora e dieci per entrambe le scuole. Silvia Maria Dubois Il crollo Il ponte Debba nella zona di Vicenza sud e i lavori in corso. Nella foto a destra il crollo di parte della diga a causa del maltempo (Galofaro).

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PICCOLI COMUNI (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 05-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-08-05 num: - pag: 20 categoria: BREVI PICCOLI COMUNI Tagli necessari La nuova proposta di Comuni italiani ci dice che è necessario procedere speditamente verso l'unificazione dei piccoli Comuni e non, per abbattere gli enormi costi di gestione che ormai gravano sui cittadini. I costi della burocrazia hanno infatti creato in Italia un sistema slegato da ogni competizione e controllo. V. Bossi v.bossi@virgilio.it.

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Pendolari della salute: "Io malata costretta a emigrare per la dialisi" (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 05-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

N. 185 del 2008-08-05 pagina 0 Pendolari della salute: "Io malata costretta a emigrare per la dialisi" di Massimiliano Lussana A Lampedusa il reparto c'è ma non è mai entrato in funzione. Oltre un milione di pazienti in trasferta: corsa al Nord anche per una frattura. Il coordinatore di mobilità sanitaria: "Troppi trasferimenti senza motivo". Nel 2007 curati in Lombardia 500mila malati fuorisede Lampedusa - "A Lampedusa non si può nascere e non si può morire". Pino e Nunzia Licciardi, da sempre i più appassionati difensori di Lampedusa e dei diritti dei lampedusani, sono icastici e ripetono la stessa frase, che è quasi il loro manifesto da quindici anni. E sembrerebbe un'esagerazione, uno slogan ad effetto, un eccesso d'amore per la propria isola. Non è un'esagerazione. è una fotografia. Perché, ormai, a causa della mancanza di un vero reparto di ostetricia nel poliambulatorio dell'isola, i bimbi di Lampedusa e di Linosa nascono a Palermo o a Trapani e - anagraficamente - non c'è più un bimbo lampedusano che possa scrivere sulla carta di identità "nato a Lampedusa". Ma c'è un problema ancora più grave. Ed è la seconda parte della frase. A Lampedusa non si può morire per colpa di una sanità che (in modo sacrosanto, per carità, l'umanità davanti a tutto) ogni giorno fa passi da gigante per quanto riguarda le cure dei clandestini alloggiati nel centro di accoglienza dell'isola, ma resta immobile quando si tratta della salute dei lampedusani. A Lampedusa non si può morire perché - con i turni settimanali degli specialisti nel poliambulatorio - se non ti ammali nel giorno giusto, sei inevitabilmente destinato ad essere curato a Palermo, almeno nei casi più gravi. Il problema è quello che si intende per "casi più gravi". Perché a Lampedusa anche una frattura a un braccio è catalogata come tale e per il gesso si viene portati in elicottero a Palermo. E per malattie non certo rare - come quelle che richiedono la dialisi - si rischia la vita. Non è un'esagerazione. è una fotografia, anche in questo caso. Una fotografia su una lapide: Damiano Colapinto per 32 anni è stato costretto a vivere a Palermo per poter fare la dialisi. Avrebbe voluto tornare un giorno nella sua Lampedusa, almeno per morire. Non ce l'ha fatta. Così come non ce la fanno, non ce la fanno più, gli ammalati di insufficienza renale di Lampedusa e Linosa che chiedono solo di curarsi come tutti gli altri cittadini d'Italia. Si badi bene: non stiamo parlando di una patologia rara, di qualcosa di cui soffre un italiano su un milione o della difesa antistorica e antieconomica di piccoli ospedali di quartiere che non servono più a niente e a nessuno. Qui siamo all'abc del diritto alla salute. Articolo 32 della Costituzione, primo comma: "La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti". "Meglio clandestini che lampedusani" spiega Pietro Cucina, piccolo imprenditore edile dell'isola, che quell'odissea la sta vivendo da anni sulla propria pelle. E che, per star vicino a sua moglie malata, ha lasciato la casa, la famiglia e il lavoro. "Meglio clandestini che lampedusani, perché Lampedusa è morta" e, anche stavolta, non è solo un perfetto slogan. è quasi la drammatica fotografia degli ultimi anni vissuti da Cucina che già ha nella mente il ricordo di suo padre morto per la mancanza di una sanità adeguata a Lampedusa, colto da ictus e rimasto per sette ore ad aspettare l'aereo-medico che avrebbe potuto salvarlo. La nuova odissea è ugualmente drammatica: "Nel 2002 a mia moglie è stata diagnosticata un'insufficienza renale e, per evitare di farla entrare in dialisi, abbiamo iniziato una serie di cure sul continente: due volte al mese facevamo armi e bagagli, salivamo sul traghetto - che quando non c'è mare ci mette otto o nove ore -, sbarcavamo a Porto Empedocle e poi andavamo in macchina fino a Sciacca. Lampedusa-Sciacca e Sciacca-Lampedusa, ogni due settimane, senza possibilità di sgarrare di un giorno". Le cure sono andate bene, fino al 2007, quando la dialisi è stata inevitabile per la signora Cucina. "E qui abbiamo dovuto scappare da Lampedusa, lasciando casa, lavoro, affetti, per non lasciarci la pelle. Ora viviamo ad Agrigento, dove mia moglie fa la dialisi tre volte la settimana per quattro ore al giorno". Il costo? "Le cure le passa il servizio sanitario nazionale, ma ovviamente i costi per i viaggi e per la casa sono a carico nostro". Soprattutto, i dializzati lampedusani e linosani (otto che attualmente si curano in Sicilia, più altre decine sparsi in tutta l'Italia dotata di apparecchiature per l'insufficienza renale, concentrati soprattutto fra Rimini, la Lombardia e la Liguria) non chiedono nulla di più di pochi cavetti e di due mura. Il necessario per evitare odissee quotidiane come quelle di Gaetano Consiglio: "Faccio avanti e indietro da Palermo un giorno sì e uno no". Non siamo nemmeno più nel campo della discussione sulle grandi strategie di politica sanitaria, siamo ai cavilli e alle piccole vicende burocratiche. Perché, stavolta, pare che una soluzione sia davvero vicina. Nonostante qualche conflitto di competenze fra la Asl di Palermo, da cui formalmente dipende il Comune di Lampedusa e Linosa, e quella di Agrigento, che dovrebbe seguire la questione dialisi. Insomma, vi risparmio tutta la parte amministrativa, ma la soluzione è a un passo: perché una società privata convenzionata con il servizio sanitario della Regione Sicilia è pronta a montare le attrezzature, i locali del centro per anziani (una di quelle opere pubbliche infinite che sono la specialità dell'isola, insieme ai dolcetti di mandorla) sono praticamente pronti e insomma tutti i tasselli sembrerebbero andare al posto giusto. Sembrerebbero. Perché - nonostante le premesse - ancora la dialisi non è realtà. Ancora tutti i piccoli cavetti che separano la burocrazia dalla civiltà sanitaria non sono montati. E ancora tanti lampedusani non possono vivere, lavorare, curarsi a casa loro. Nonostante, paradossalamente, sull'isola ci sia una straordinaria densità di medici e quando arrivano in porto le carrette del mare scortate dalla Guardia Costiera, gli uomini con le pettorine delle varie associazioni di volontariato facciano a gara per prendersi cura dei clandestini. SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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DEBORA TURAZZA (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 05-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Questi poliziotti meritano molto di più   Sicurezza e pattuglie, argomenti di attualità. Stipendi dei poliziotti sempre bassi, salari decurtati per le assenze dal lavoro. Viene spontaneo chiedere a chi ha perduto il marito in servizio mentre pattugliava le nostre strade cosa pensa di questo giro di vite del governo. Debora Turrini Turazza è la vedova di Davide, crivellato di colpi nella tragedia della Croce Bianca, tre anni fa in cui perdettero la vita anche il collega Giuseppe Cimarrusti e una prostituta ucraina. Tutti uccisi da un bergamasco poi uccisoa sua volta. Debora, quando ha sentito che verranno decurtati del 40% gli stipendi per assenza dal posto di lavoro anche per malattia professionale cos'ha pensato? "Che sono diventati matti. Quando va, bene un poliziotto di volante torna a casa che gli hanno almeno sputato addosso. Spesso vengono picchiati e mentre loro debbono stare attenti a qualsiasi cosa facciano, i delinquenti possono agire come vogliono. Temo che facciano passare la voglia di lavorare anche a chi di questo lavoro è innamorato. Tre anni dalla morte di Davide, ha notato dei miglioramenti nella vita dei poliziotti? "Nessuno, anzi è sempre peggio perchè a loro vengono chiesti sacrifici di tempo, impegno sempre maggiore e non viene dato nulla in cambio. Ricordiamo tutti le polemiche dopo l'omicidio di mio marito e del suo collega sui giubbotti salvavita. Quelli leggeri alcuni se li sono acquistati, gli altri non li hanno ancora. Le divise sono ancora logore e non ci sono cambi, non ci sono fondi per le auto e per la benzina. Mi chiedo ancora chi glielo fa fare a questi uomini che a casa hanno ancora le loro famiglie di continuare a lavorare. Nemmeno le leggi sono a loro tutela. Almeno li mettessero nelle condizioni di aver strumenti legislativi più idonei". Con Davide avete avuto due figlie, pensano a fare le poliziotte? "La più piccola sì. Aveva quattro anni quando è morto il padre. Ogni tanto si fa dare il suo berretto e dice che da grande fa il poliziotto. Dice che li prende tutti a sberle, i delinquenti, e poi li porta in galera. La grande della morte del padre non parla. Si comporta come lui quando perdette il fratello Rudy, poliziotto anche lui. Dopo la tragedia le sono stati vicini in tanti. Ci sono ancora? "Gli amici veri sì. Poi c'è stata tanta burocrazia, tanta forma e poca sostanza. Ogni anno mi invitano alla festa della Polizia. A Verona partecipo volentieri, a Roma ho smesso di andare. Preferirei che invece di parole di circostanza ci fossero azioni per i poliziotti che lavorano. Mi disturba sentire i discorsi, sempre gli stessi, vedere che a seconda dell'attualità della vedovanza ti spettano posti in prima fila o dietro. Come se il dolore nel tempo scolorisse e quindi quello recente dev'essere mostrato. E quello passato non esistesse più. Le mie figlie ed io abbiamo avuto l'assistenza psicologica per i giorni del funerale, poi nessun aiuto, ci siamo arrangiate con le nostre forze".  .

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Questo Pear è tutto da rifare (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Adriatico" del 05-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

POCHE storie, bisogna arrendersi all'evidenza dei fatti: il Pear è tutto da rifare e adesso vi spiego il perché. La risorsa più importante degli ultimi due secoli è stata l'energia ed ancor di più lo sarà nel secolo futuro. Nel tempo l'energia si è declinata in varie forme; nel 900 elemento centrale è stato il petrolio che ha alimentato praticamente qualsiasi cosa. A tutt'oggi appare evidente il declino del petrolio, in quanto i paesi produttori, ma mi sento di dire soprattutto i proprietari dei luoghi di produzione, non lo ritengono una risorsa universale, bensì un bene proprio da immettere sul mercato alle condizioni più vantaggiose e speculative. Il petrolio è diventato un bene rifugio per i grandi finanzieri e ha sostituito addirittura oro, dollaro, mercato immobiliare. Acquistare al prezzo attuale e vendere fra cinque anni costituisce un reddito speculativo ineguagliabile, in una situazione del genere l'industria e la mobilità mondiale devono riconvertirsi. Le società di navigazione aerea e marittima sono in crisi non per problemi di organizzazione, ma per il costo del gasolio, a catena sono in crisi la pesca, l'autotrasporto, l'industria automobilistica. E' il momento delle energie alternative e, in attesa dell'idrogeno, essendo l'ossigeno e l'idrogeno elementi ubiquitari in natura e quindi a costo quasi zero, questo sarà il secolo dell'energia elettrica che verrà consumata alternativamente al petrolio, in quantità sempre più imponenti. Il problema è come produrre energia elettrica in quantità tale da essere venduta a bassi costi e ovviamente, per l'Italia, gli impianti solari dovrebbero essere una delle scelte centrali. Questo tenendo anche presente che, nel nostro Paese, le fonti energetiche rinnovabili di tipo "classico" (es. energia idroelettrica) sono state già quasi completamente sfruttate dove ritenuto conveniente e quindi sensibili miglioramenti in questo campo non sono immaginabili e il contributo di energia eolica è praticamente insignificante. Qualcosa si può ottenere dalle biomasse, ma sempre in percentuali molto modeste. Rimane la produzione dell'energia elettrica dal calore e la via più agevole e di minore impatto è quella del gas di cui l'Italia può usufruire in modalità e quantità rilevanti. La lungimiranza ci dice che è questo è il percorso da seguire poiché anche in piena estate, quando il calore è fortissimo e quindi cessa ogni tipo di riscaldamento, l'assorbimento elettrico rimane alto per via degli impianti di refrigerazione e condizionamento. Dunque in questa direzione bisogna andare e la combinazione gas metano-elettricità è sicuramente competitiva ai costi del petrolio (la cui combustione, fra l'altro, ha un fortissimo impatto ambientale) e alle altre energie. Di qui la necessità che l'Italia faccia complessivamente la sua parte in ogni regione e le Marche promuovano un piano energetico degno di questo nome. Mixando l'incentivazione al risparmio mediante accorgimenti tecnologici (luci a basso consumo, coibentazione delle case per esempio), l'eliminazione del superfluo e l'incremento di nuova produzione, centriamo l'obiettivo salvando ambiente, benessere e qualità della vita. Il Pear regionale è da buttare in quanto non solo non ha prodotto i risultati attesi (paradossalmente è stata fortissima la capacità dissuasiva della burocrazia regionale nei confronti di tutti gli imprenditori che volevano investire, scoraggiando tanti progetti, che sono rimasti quasi tutti inevasi nei cassetti dell'ente) ma dimostra proprio nel contenuto la sua inefficienza. Mi viene da sorridere pensando che questa giunta di centrosinistra sia tra le più reazionarie e conservatrici in Italia, purtroppo reazionaria e conservatrice in senso ottuso. Quindi, fatte salve valutazioni di impatto ambientale e fattibilità, via libera a tutti gli impianti possibili, a me piacerebbe che invece di arrivare all'autosufficienza energetica (oggi siamo sotto il 50% del fabbisogno) si potesse addirittura diventare esportatori di energia. CARLO CICCIOLI* ,* DEPUTATO PDL E SEGRETARIO REGIONALE DI AN,.

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FALSE DICHIARAZIONI PER I TICKET, 200 DENUNCIATI (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Salerno)" del 05-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

False dichiarazioni per i ticket, 200 denunciati ANTONELLA BARONE Sono oltre duecento le persone, denunciate dai carabinieri del Nas, per aver dichiarato il falso nell'autocertificazione al fine di ottenere l'esenzione ticket per le diverse prestazioni sanitarie. Il danno stimato per il Servizio Sanitario Nazionale ammonta a circa mezzo milione di euro, con conseguente consistente incidenza di questa voce sull'incremento della spesa sanitaria, che in Campania in genere e nella provincia di Salerno in particolare continua ad attestarsi su livelli notevolmente alti. Sono stati inoltre denunciati anche alcuni titolari di laboratori di analisi, che non avrebbero osservato le procedure previste dalla normativa per l'esenzione del ticket. questo il bilancio dell'inchiesta condotta dai militari del Nas nell'ambito di competenza dell'Asl Salerno 3. I militari hanno concluso le attività investigative delegate dal sostituto procuratore Renato Martuscelli della Procura della Repubblica di Vallo della Lucania, diretta dal procuratore Alfredo Greco. Si tratta di una attività investigativa complessa, concentrata nel triennio 2004-2007, in cui sono state effettuate centinaia di verifiche sulle autocertificazioni sottoscritte da coloro che si sono sottoposti a esami diagnostici e visite specialistiche per accertare se erano in possesso dei requisiti previsti dalla legge per ottenere l'esenzione dal pagamento del ticket. L'attività di indagine è stata avviata dai militari del Nas, in collaborazione con l'Asl Salerno 3, proprio partendo dall'elevato numero di casi di esenzione. In pratica nell'ambito di competenza territoriale dell'Azienda Sanitaria Salerno 3 si è riscontrata una percentuale del 75%-80% di casi di esenzione. Possibile che un così elevato numero di soggetti siano disoccupati o comunque abbiano un reddito al di sotto del minimo previsto per il pagamento del ticket? questa la domanda a cui hanno cercato di dare una risposta anzitutto l'Asl Salerno 3, che all'improvviso ha visto aumentare vertiginosamente coloro che risultavano esenti e poi i carabinieri del Nas, che hanno cercato di fare luce su quelle centinaia di autocertificazioni. Prestazioni sanitarie di diverso tipo, dalle analisi ad accertamenti radiografici e visite specialistiche, una vasta gamma di cui vari soggetti usufruivano in regime di esenzione. La normativa sulla semplificazione delle procedure amministrative ha notevolmente ampliato i casi in cui è possibile presentare un'autocertificazione, ma purtroppo coloro che pensano di essere furbi sono ancora molti e così, forse confidando nella tradizionale lentezza della burocrazia italiana, hanno autocertificato situazioni non corrispondenti al vero. Non avevano fatto i conti con le Asl, che in materia di esenzione ticket stanno effettuando da tempo serrati controlli sulle autocertificazioni, in molti casi non limitandosi a verifiche a campione come richiede la legge, ma estendendole a tutte le autocertificazioni. A ciò si aggiungano i continui controlli eseguiti dai carabinieri nel Nas in materia sanitaria e in particolare sulla spesa spesso esorbitante in questo settore, si è così giunti alla scoperta delle oltre duecento false autocertificazioni. Ma è solo l'inizio di capillari attività investigative in materia, che saranno estese anche agli altri ambiti territoriali dell'Asl Salerno 1 e Asl Salerno 2.

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Tre anni di iter. E la bolletta forse non diminuirà (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 05-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

BUROCRAZIA Tre anni di iter. E la bolletta forse non diminuirà Trasportare i rifiuti raccolti in provincia nella discarica di San Gottardo costerà meno che farli arrivare a Ferrara o Mariano Comense (mete privilegiate dalla Net). Ciò significherà anche una riduzione della bolletta per i cittadini?In teoria sì. In pratica, però, nessuno ancora si sbilancia in tal senso. E' certo che tra i gestori che confluiranno in discarica e la società che la gestirà, la Ifim, gli accordi sui costi sono già avvenuti, ma rimangono top secret. "In linea con il mercato, esclusi i costi di trasporto", è quanto al massimo si spingono a dire alcuni degli interessati. Tenuto conto che smaltire fuori regione una tonnellata costa, per esempio alla Net, super giù 150 euro e che le spese di trasporto possono incidere fino al 30\%, smaltire una tonnellata a San Gottardo potrebbe significare in moneta circa 110 euro. Questo sulla carta. In pratica è possibile che la cifra sia destinata ad essere superiore, anche perché la Ifim con i soldi che recupererà in un anno d'attività dovrà pagare i costi sostenuti per la realizzazione dell'impianto, quelli di chiusura, nonché quelli di gestione post-operativa per almeno 30 anni, così come stabilito dalla delibera della Giunta provinciale del 14 novembre scorso.Senza voler mettere in conto il tempo che si è reso necessario perché a metà agosto i cancelli si riaprano. La Ifim inoltrò alla Provincia la richiesta di adeguamento della discarica con contestuale incremento della capacità autorizzata nel maggio del 2005. L'ente provinciale avviò l'iter nel giugno dello stesso anno. Da allora, acquisizione di pareri, modiche del progetto originario (che prevedeva un ampliamento di 115 mila metri cubi), adeguamento ad una legge regionale varata successivamente, fino all'ultima conferenza tecnica dell' ottobre 2007, che ha fissato anche i rifiuti conferibili: "urbani, assimilati e speciali prodotti dagli impianti di trattamento di bacino". Assolutamente esclusi gli "urbani non differenaziati". Ammessi gli ingombranti costituiti da materiali non recuperabili.A.L.

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Diplopedia, una guida ideale per capire i palazzi romani (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 05-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Diplopedia, una guida ideale per capire i palazzi romani Quando Ronald Spogli consulta il proprio BlackBerry mentre si sposta nelle strade di Roma, ci sono buone possibilità che non stia solo controllando le e-mail. L'ambasciatore degli Stati Uniti in Italia è uno degli utenti più entusiasti di Diplopedia, un "wiki" creato dal Dipartimento di Stato per i propri diplomatici, ed è solito studiare sul telefonino i profili di personaggi politici o imprenditori italiani che si appresta a incontrare. La scelta a disposizione dell'ambasciatore Spogli è abbastanza vasta: circa 200 biografie di personalità italiane figurano tra i 4.400 articoli di Diplopedia messi a disposizione della rete diplomatica americana nel mondo. Seguendo una strada che era stata già percorsa dalla Cia e dalle agenzie di intelligence, che stanno sviluppando da tempo Intellipedia, anche la squadra internazionale di Condoleezza Rice ha scelto di mettere in piedi una enciclopedia on line aperta al contributo di tutti i funzionari del Foreign Service americano. MediaWiki, il software che è stato reso popolare da Wikipedia, è stato scelto come base di lavoro dal Dipartimento di Stato per sviluppare un prodotto che non è top secret come quello della Cia, ma ha un accesso comunque riservato ai soli diplomatici. Il lavoro di costruzione di Diplopedia è cominciato nel 2006 ma è negli ultimi tempi che il servizio ha cominciato a decollare tra ambasciatori e funzionari americani. Gli iscritti sono circa un migliaio, e secondo il New York Times tra i più attivi c'è l'ambasciatore Spogli. Il motivo è anche che Roma è stata scelta come ambasciata-cavia per sviluppare il progetto eDiplomacy, con il quale il Dipartimento di Stato sta creando una serie di servizi che prevedono anche blog interni per diplomatici. Stacie Hankins, un'assistente dell'ambasciatore Spogli, ha raccontato al New York Times che l'ambasciata di via Veneto in breve tempo è diventata quella più prolifica al mondo nel produrre articoli per Diplopedia sulle personalità e la realtà italiana. Un primato che viene però ora insidiato da Berlino, che risulta in rimonta. I primi dati certi sulle dimensioni di Diplopedia sono stati resi pubblici giorni fa nel corso della conferenza annuale di Wikipedia, ospitata ad Alessandria in Egitto. Eric Johnson, responsabile del progetto eDiplomacy al Dipartimento di Stato, ha reso noto che il servizio conta attualmente su 4.400 articoli, che sono stati visitati complessivamente 650.000 volte e hanno adesso un ritmo di consultazione di 20.000 alla settimana. " uno dei siti più popolari al Dipartimento di Stato", ha detto Johnson, aggiungendo che l'idea ha richiesto un po' di tempo a decollare, incontrando all'inizio qualche diffidenza. Anche se il wiki dei diplomatici è in crescita, però, resta pur sempre uno strumento ristretto di comunicazione all'interno del Dipartimento di Stato, dove la burocrazia continua ad essere alimentata con metodi più tradizionali. Ogni anno girano tra le ambasciate 1,8 milioni di cablogrammi, che si accompagnano a 1,5 miliardi di messaggi di posta elettronica. Marco Bardazzi.

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BIBLIOTECA NAZIONALE IL SINDACATO CON MAROTTA (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del 05-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

IL CASO "Sarebbe opportuno subordinare alla cultura ed agli interessi della collettività i desideri di avere sedi amministrative prestigiose. Il nostro grande desiderio è che il Palazzo Reale di Napoli abbia un assetto tale da riuscire a polarizzare l'attenzione non solo dei nostri concittadini, ma della cultura nazionale e internazionale". Così sottolinea la Rsu della Biblioteca Nazionale di Napoli, in una lettera inviata ieri all'avvocato Gerardo Marotta, nella quale si esprime "vivo apprezzamento per l'operato" del fondatore dell'Istituto italiano per gli Studi Filosofici, "che coordinando anche altri esponenti della cultura napoletana, sta contribuendo in modo determinante a scongiurare che vengano sottratti alla Bibilioteca Nazionale, e quindi alla pubblica fruizione, parte dei locali dell'Istituto". "La sensibilità mostrata - prosegue la lettera - che scaturisce anche dalla grande competenza e conoscenza delle problematiche connesse al patrimonio librario, purtroppo non appartiene anche ad alcuni alti esponenti della burocrazia del nostro Ministero, sebbene preposti alla guida di alcuni settori che ci riguardano specificamente". Proprio in questi giorni, denuncia la Rsu, "alcuni locali di Palazzo Reale (l'appartamento del Ciambellano) sono stati occupati da nuovi uffici amministrativi pertinenti alla Soprintendenza regionale. Pur comprendendo il desiderio di avere sedi prestigiose per i propri uffici, rammentiamo ai nostri dirigenti che il nostro primo obiettivo è quello di migliorare gli standards di pubblica fruizione del nostro patrimonio".

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NO DELL'ASSEMBLEA Era il 7 luglio (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 05-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

NO DELL'ASSEMBLEAEra il 7 luglio scorso quando il Consiglio comunale approvò l'esclusione del Comune di Pordenone dall'elenco degli enti locali in cui il friulano è significativamente parlato. La delibera era passata con il voto della maggioranza (anche se Vivo Pordenone si era espressa contrariamente) e le critiche delle minoranze, in particolare della Lega Nord. L'iter procedurale, però, per l'esclusione del Comune dall'elenco non è concluso: dopo il voto dell'assemblea è necessario il decreto del presidente della Regione che deve ancora arrivare.TROPPE SPESELa giunta aveva calcolato che il costo dell'adesione comportava la necessità burocratica della pubblicazione in doppia lingua (italiano e friulano) di tutti gli atti pubblici, comprese le gare di appalto. Oltre, ovviamente, al cambio di tutta la cartellonistica stradale. "Una spesa - ribadisce oggi l'assessore Giulia Bevilacqua - che era stata calcolata in circa un milione di euro. Senza considerare poi l'aumento della burocrazia. C'è poi da sottolineare che restano aperte tutte le possibilità di ottenere contributi e finanziamenti volti a iniziative di carattere storico e cultuirale legate alla tutela della lingua friulana. Iniziative che continueremo ovviamente a fare. Ciò che è stato bocciato è l'impostazione obbligatoria a una inutile e costosa burocratizzazione della macchina comunale".

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Vicenda di ordinaria burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (OgniSport)" del 05-08-2008)
Pubblicato anche in: (Gazzettino, Il (NordEst))

Argomenti: Burocrazia

Vicenda di ordinaria burocrazia nella frazione di Tiser dove gli anziani hanno una vecchia residenza sprovvista di servizi igienici che si potrebbero realizzareMa le istituzioni non danno l'assensoMezzacasaA pagina V.

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IMPRESE:GOVERNO PUNTA A TAGLIO 25 MLD ONERI BUROCRAZIA 2012 (sezione: Burocrazia)

( da "Wall Street Italia" del 05-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di ANSA CON MANOVRA GIA' FISSATI TAGLI PER 3,5 MLD -->(ANSA) - ROMA, 5 AGO - Il governo punta a tagliare tra oneri e adempimenti burocratici tra i 17 e i 25 miliardi di costi per le imprese entro il 2012. Lo hanno spiegato il ministro per la Funzione pubblica, Renato Brunetta, e quello per il Lavoro, Maurizio Sacconi, durante una conferenza stampa per illustrare il piano del governo per tagliare i costi della burocrazia. La prima parte degli interventi è già attuata con il decreto che contiene la manovra e riguarda fondamentalmente oneri legati al lavoro (tenuta libro paga o libro matricola, comunicazione dei dati, etc.). Si proseguirà con le informative dovute dalle imprese all'amministrazione per arrivare appunto ad una cifra che il ministro Brunetta valuta in un massimo di 25 miliardi a fine percorso. (ANSA).

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Il vino Doc ora potrà essere venduto anche in sacche di plastica (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 05-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

AGRICOLTURA Il vino Doc ora potrà essere venduto anche in sacche di plastica Il Brunello? Chissà, forse un domani lo troverete in un cartone, come il famoso "Tavernello". Il ministero delle politiche agricole, infatti, ha autorizzato con decreto la possibilità di confezionare i vini a denominazione di origine controllata (Doc) in contenitori alternativi al vetro, in particolare nei cosiddetti 'bag in box' (confezioni in sacche d'alluminio o plastica). Da questa possibilità sono esclusi, precisa il Mipaaf in una nota, i vini Doc designabili con l'indicazione della sottozona, della menzione 'riserva', 'superiore', 'vigna' e delle altre menzioni tradizionali. L'uso dei contenitori detti 'bag in box' resta vietato per tutti i vini Docg."Abbiamo preso atto - ha detto il ministro Zaia - delle richieste del mercato, in particolare della domanda dei Paesi del nord Europa, dove il 'bag in box' può essere un utile strumento di penetrazione per il vino italiano. Tuttavia abbiamo voluto salvaguardare l'immagine delle nostre migliori produzioni, ponendo condizioni particolarmente restrittive per l'utilizzo di queste tipologie di contenitori". La decisione del Mipaaf arriva a seguito della richiesta delle Regioni e delle Province Autonome di Trento e Bolzano, espressa nella riunione del Comitato Tecnico Permanente di coordinamento. Il decreto del Ministero prevede una proceduta semplificata per la modifica dei disciplinari in modo da permettere ai produttori interessati di poter utilizzare in tempi brevi questa nuova opportunità.Proprio ieri intanto la Coldiretti ha reso noto uno studio secondo il quale il 60\% della produzione italiana di vino potrà essere commercializzata sotto una delle 486 denominazioni di origine (Docg, Doc e Igt) riconosciute in Italia.Sempre secondo la Coldiretti, la vendemmia 2008 dovrebbe assicurare un quantitativo di vino, se non interverranno eventi avversi, del 10\% superiore ai 44 milioni di ettolitri del 2007. Una produzione realizzata per quasi i due terzi, afferma una nota, in Veneto, Puglia, Emilia Romagna e Sicilia, per la quale ci sarà un equilibrio tra vini rossi o rosati e bianchi, con una leggera prevalenza dei primi. Con la vendemmia 2008 vengono introdotti per la prima volta in Italia i voucher vendemmia per ridurre la burocrazia per le imprese agricole, combattere la piaga del lavoro nero e dare una possibilità di integrazione del reddito a studenti e pensionati.

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PMI, TAGLIO AI COSTI DELLA BUROCRAZIA AL RITMO DI 4,1 MLD L'ANNO (sezione: Burocrazia)

( da "Wall Street Italia" del 05-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pmi, taglio ai costi della burocrazia al ritmo di 4,1 mld l'anno -->Ma il ministro Brunetta auspica che la riduzione degli oneri raggiunga i 25 mld nel 2012.

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Dati sul web: li metteremo nella mani degli operatori? (sezione: Burocrazia)

( da "MyTech" del 05-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

E-commerce eureka identità Scritto da Roberto Catania Credits: Roberto Catania Fidelity, un progetto patrocinato dal network paneuropeo Eureka promette di snellire tutta la burocrazia del web: niente più dati personali e password a getto continuo, basterà fornire una sola volta le informazioni agli operatori telefonici per essere immediatamente riconosciuti dai siti web preferiti Articoli correlati I dieci comandamenti per sfondare nell'e-commerce Nuova identità su Internet? Bastano pochi euro Dati personali? Un'autentica scocciatura per gli utenti del web, che in molti casi – a detta degli esperti – finiscono per abbandonare le sessioni on-line proprio per via delle lungaggini causate dalla compilazione dei form d'identità. I tempi però potrebbero essere maturi per un cambiamento radicale. Un progetto nato sotto l'egida di Eureka, il programma paneuropeo per lo sviluppo di progetti di ricerca di innovazione, promette infatti di snellire la burocrazia del Web attraverso l'intermediazione degli operatori telefonici. Fidelity, questo il nome dell'iniziativa, si basa su un concetto abbastanza semplice: chi naviga in Rete dovrebbe avere un'unica carta di identità universalmente riconosciuta piuttosto che essere costretto a "presentarsi" di volta in volta. Già, ma chi farebbe da garante? Gli operatori appunto, in una veste del tutto speciale, quella dei cosiddetti identity provider, angeli custodi delle informazioni personali con la licenza - naturalmente dietro opportuno consenso degli utenti - di distribuirle a terze parti. Il controllo sarà maggiore, fa notare Vincent Etchebarne, services developer di France Telecom Orange, uno degli operatori che ha abbracciato il progetto: i clienti potranno avere un'unica password (quella che li lega al proprio operatore) che diventerà in pratica il passepartout per entrare in tutti i siti che vengono normalmente utilizzati. E qualora ci fosse la necessità di cambiare uno o più dati (ad esempio l'indirizzo di casa) sarà sufficiente informare il proprio identity provider. Per rendere il processo più sicuro, Fidelity sfrutterà i cosiddetti circoli della fiducia, gruppi di negozi on-line e siti Internet che condivideranno con gli operatori le regole per la gestione in sicurezza dei dati confidenziali. Chi entra in un circolo fiduciario dovrà sottostare a precise policy riguardanti l'acquisizione, la conservazione e l'eliminazione delle informazioni personali degli utenti. Che ovviamente avranno sempre l'ultima parola, potendo decidere in qualsiasi momento di cancellare il proprio profilo dai singoli website. Nessun circolo sarà comunque chiuso. L'utente che accorderà la propria fiducia a un determinato identity provider potrà chiedere di essere accolto in altri circoli di operatori differenti che si accorderanno fra di loro con un meccanismo che ricorda molto da vicino ciò che già succede con il roaming internazionale.

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Il libro di epigrammi dei due lodigiani con la prefazione di Flavio Oreglio (sezione: Burocrazia)

( da "Cittadino, Il" del 06-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Un sorriso per combattere la "casta": la satira di Raja e Pizzuti sulla politica n Per la serie "attenti a qui due" segnaliamo con piacere una pubblicazione di sicuro prestigio intitolata La casta ci incastra, opera a quattro mani realizzata da due grandi istrioni della letteratura nazionale come Sergio Pizzuti e Marco Raja. Il volume, ormai entrato a pieni voti nelle biblioteche di tutto il paese, è un simpatico insieme di satire, epigrammi e riflessioni sulla politica e la burocrazia. Per dirla in breve quella casta che ci governa e che, visto come vanno le cose, ci incastra. La brillante prefazione è curata da Flavio Oreglio che inizia così: "Si parla della sintesi come di un dono, e in effetti non tutti ce l'hanno, ma Sergio Pizzuti e Marco Raja dimostrano di possederlo e farne buon uso. Ho trovato pregevoli alcune dinamiche che si reiterano come, per esempio, il confronto tra aforismi a tema comune, a dimostrazione di come poi le idee circolino e spesso autori diversi giungano alle medesime conclusioni".Sergio Pizzuti, che nella vita di tutti i giorni è stimato segretario comunale anche nel Lodigiano, ha nel suo carnet una serie di volumi da lui vergati che meritano di essere letti. Marco Raja, a sua volta, amico fraterno del Pizzuti, completa quello che si può definire un duo di "enfants terribles" che mette a nudo fatti e misfatti dei politici, indagando se tra tanti "vizi" per errore si trovi una qualche virtù. Di Raja basta citare quel piccolo capolavoro che è il suo "Lapidario" dove c'è di tutto, per tutto e per tutti. Dal volume stesso estrapoliamo un paio di chicche: "I politici sono portatori sani di satira, saturi a tal punto che sarebbe un male trascurarli per non usarla su portatori malsani". Poi ancora "Gli uomini politici sono esseri soprannaturali, sorprendentemente magici anche se non hanno in testa il cilindro... Compaiono quando hanno bisogno loro e scompaiono quando abbiamo bisogno noi". Cosa dire in proposito? Il libro va letto e sicuramente aumenterà in noi la curiosità e la sete di conoscere ancor meglio l'indescrivibile fantastico mondo della politica. Di questi tempi poter sorridere fa sicuramente buon sangue. Peppino Pisati.

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Palazzo Fulcis barcolla, ma il museo si farà (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 06-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

I lavori partiranno nella seconda metà del 2009, ma tutta la città è un grande cantiere Palazzo Fulcis barcolla, ma il museo si farà Eseguiti i primi rilievi sulle fondamenta. Conte: "Ci sono alcuni problemi di staticità" Biblioteca e archivio al Bembo in via Loreto Gamba guarda al Pat BELLUNO. Nonostante le fondamenta traballino, la convinzione della Fondazione Cariverona è ferma. Palazzo Fulcis diventerà il salotto culturale della città, anche se sarà necessario aspettare più del previsto. "I lavori inizieranno entro la seconda metà del 2009", anticipa Paolo Conte. I recenti rilievi infatti hanno evidenziato l'esistenza di alcuni problemi di staticità. "Non per questo ci fermeremo". Intanto il comune si interroga sul futuro di palazzo Bembo. Basta guardarsi attorno. In città ci sono più cantieri che altro. Eppure, a ben vedere, non bastano. Tanti sono gli edifici ancora abbandonati, dimenticati, bistrattati. Colpa della burocrazia, ma soprattutto dei soldi che non bastano mai. Non è il caso di palazzo Fulcis, acquisito pochi anni fa dalla Fondazione Cariverona con l'obiettivo - chiaro e impegnativo - di trasferirvi il museo cittadino e trovare nuove forme di utilizzo. Oggi, a parte un cartello apposto sul portone d'ingresso, di uomini e mezzi non c'è traccia. Ma lo stato di abbandono è solo apparente, come conferma anche il rappresentante della Fondazione Paolo Conte: "Sono stati appena ultimati i rilievi. Gli aspetti da verificare sono tanti e di diversa natura". Per la serie: mettere mano a un edificio ideato dall'architetto Alpago Novello sul finire del Settecento non è come ristrutturare la mansarda di casa. Serve calma e sangue freddo, anche perchè le sorprese sono varie ed eventuali: "Le fondamenta non sono consistenti", ammette Conte, "e questo comporta dei problemi di statiticità". Un affare non da poco per un edificio che vuole ospitare un museo aperto al pubblico. "Sono disagi che si mettono in preventivo quando si va a investire su strutture di questo tipo", il laconico commento. A breve sarà pronto un primo progetto di fattibilità, mentre per il preliminare bisognerà pazientare ancora un po': "E' imminente", afferma Conte. Poi la procedura sarà quella classica, dal definitivo all'esecutivo. In mezzo il preventivo di spesa, ancora un interrogativo. "Prima dobbiamo capire quali sono i problemi dell'edificio, soltanto dopo potremo parlare di cifre". Ad occuparsi dei progetti è uno studio veronese di architetture, l'Arteco di Luigi Calcagni, professionista che si occupa anche di altri interventi promossi dalla Fondazione in altre città del Veneto. Per Conte "una garanzia", tanto da sbilanciarsi sull'avvio dei lavori: "Entro il secondo semestre del 2009". A guardare all'operazione è tutto il mondo culturale - ma anche politico - bellunese. Questione anche di spazi: "Palazzo Fulcis è dieci volte più grande dell'attuale museo cittadino. Parliamo di ambienti giganteschi", afferma lo storico ed ex vicesindaco Marco Perale che rilancio l'idea di un polo della cultura: "Oltre al museo di belle arti, la struttura potrebbe anche ospitare un museo di scienze naturali, tutt'oggi assente a Belluno. Ci sono importanti reperti dislocati in ogni angolo della città". Una soluzione di questo tipo - sempre a sentire Perale - consentirebbe di ricavare nell'attuale museo civico ospitato al palazzo dei Giuristi un'esposizione interamente dedicata al mondo dell'archeologia. Per un cantiere in partenza, ce n'è un altro ancora in alto mare. Si tratta di palazzo Bembo, una delle strutture che componevano il complesso dell'ex ospedale civile. Le altre sono andate rispettivamente alla Regione - interessata a insediarvi i nuovi uffici periferici - e al privato Chemello. Palazzo Bembo è l'unico del mazzo ad essere di proprietà comunale. In ballo c'è un finanziamento regionale di due milioni e mezzo di euro, anche se ne servirebbero molti di più. L'operazione annunciata nell'autunno scorso dal comune ma tutt'altro che scontata consiste nel trasferimento della biblioteca civica e dell'archivio di Stato. A complicare le cose, anche qui, ci sarebbero alcuni problemi di stataticità. "La questione dei carichi non è affatto secondaria. Si pensi soltanto a quanto può pesare uno scaffale". Ma palazzo Bembo è solo la punta dell'iceberg. Sul tavolo ci sono anche i progetti e le iniziative che coinvolgono tante altre strutture, non solo comunali. E' il caso del distretto militare. "Dobbiamo andare per gradi", afferma l'assessore comunale all'urbanistica Paolo Gamba, "fare delle cattedrali per non metterci dentro nulla non è nei nostri programmi". Da qui la strategia dell'amministrazione, quella di censire tutti i palazzi storici della città e pianificare gli interventi. "Ogni considerazione", dice Gamba, "deve passare per il piano di assetto territoriale. Occorre approfondire e lo faremo assieme a tutti, compresa la minoranza". L'alternativa ritrovarsi con una città vecchia più che antica.

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Acqualpago forse per Natale (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 06-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

TAMBRE Acqualpago forse per Natale E il manager-Ct di canoa, Baron, scrive da Pechino Una e-mail al Comune "I nostri atleti hanno iniziato ad allenarsi Controlli incredibili" TAMBRE. Tra un paio di mesi l'impianto sportivo Acqualpago, piscina, palestra e centro benessere, dovrebbe essere ultimato. Siamo già in ritardo rispetto alla tabella di marcia e forse tra collaudi e burocrazia si dovrà aspettare Natale. Ma si procede e questo è l'importante. Nel frattempo Mauro Baron imprenditore sportivo friulano e futuro gestore dell'impianto nelle sue funzioni di C della Nazionale canoa può dedicarsi a tempo pieno agli atleti impegnati a sostenere i colori dell'Italia alle Olimpiadi di Pechino. Ed è proprio dalla capitale cinese che Baron ieri mattina ha inviato una mail in Comune di Tambre: "Gli allenamenti stanno andando bene, i tre equipaggi che portiamo in gara all'olimpiade continuano a crescere, ad allenarsi tenacemente e a farci ben sperare; raccomando di seguire in particolare Cristina Giai Pron alla sua quinta olimpiade per la specialità di Kajak, Eric e Andrea per la canoa biposto e Daniele Molmenti per Kajak. Ieri - informa il Ct in un piccolo spaccato di quotidianità - ci siamo allenati al mattino e poi nel pomeriggio ho concesso ai ragazzi mezza giornata libera per andare a fare un giro al villaggio olimpico. Ed è stato straordinario poter osservare questa città abitata da 16.000 persone provenienti da tutto il mondo, qui come noi, per un unico denominatore comune: lo sport che accomuna atleti, allenatori e staff completi di medici, fisioterapisti, dietologi e quant'altro. E i controlli antiterrorismo", aggiunge Baron "sono numerosissimi. Se c'eravamo stupiti dal metal detector trovato su alcuni campi utilizzati in Coppa del Mondo beh, quello era solo un antipasto a confronto!" Il Ct non manca di inviare una nota di colore: "Al nostro canoista Daniele in particolare va riconosciuto un grosso merito, che va oltre l'aspetto agonistico. Il suo fenomenale senso di orientamento ci ha permesso di scovare un market che si trova a mezzora dal nostro albergo, ben fornito di prodotti europei come le marmellate senza zucchero per esempio, la nutella e tante altre piccole leccornìe che ci fanno sentire un po' meno distanti dall'Italia". Questa meravigliosa esperienza sportiva non potrà che fungere da punto di forza per l'avvio dell'impianto di Tambre e per la presentazione del gestore che nel salutare sindaco e amministrazione si è impegnato nei prossimi giorni e fino all'8agosto (dopo si avranno notizie solo dai media abilitati e dal sito ufficiale del Coni) a fornire notizie sul prosieguo dell'"acclimatamento pechinese" dei nostri atleti.

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Più spettatori, la gente ha promosso il Palio (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 06-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Ivan Perotto Più spettatori, la gente ha promosso il Palio Maccagnan: "Si può sempre migliorare, ma il bilancio mi soddisfa in pieno" "Ho avuto al mio fianco un gruppo davvero eccezionale" FELTRE. Meglio di così il Palio non sarebbe potuto andare, parola di presidente. Le gare si sono svolte in modo regolare, senza contestazioni. Gli spettacoli hanno raccolto il plauso generale del pubblico. Gli spettatori sono aumentati rispetto all'anno scorso. Il tutto grazie ai volontari che hanno lavorato per settimane, dalla segreteria alla direzione artistica, al servizio d'ordine, e che lunedì si riuniranno a San Fermo per una cena di ringraziamento offerta dall'Ente. "Sono oltremodo soddisfatto per come si è sviluppato il Palio", racconta Sergio Maccagnan, presidente dell'Ente, "Da una prima analisi dei biglietti posso già dire che c'è stato un consistente incremento di pubblico, forse anche grazie ai maggiori controlli che abbiamo effettuato affiancando ai volontari del personale dell'Ente. Anche alle cene del venerdì ho visto una presenza significativa, con almeno 2500 persone a mangiare ed altrettante a passeggio per la città. Magari anche le polemiche ci hanno aiutato ad avere più gente". Numeri importanti, primo riconoscimento al lavoro della squadra guidata da Maccagnan. "Non posso che ringraziare tutti quelli che si sono adoperati per la perfetta riuscita del Palio. Sandrine Perera, Michele Balen, Fabio Giudice, Riccardo Ricci, Luisa Gorza, gli straordinari ragazzi della security, i radioamatori. Poi l'amministrazione, il sindaco Vaccari, gli assessori Dalla Caneva e Trento, il consigliere Tatto. E lo stesso comando dei vigili urbani, oltre agli uffici comunali". Una squadra allargata che ha funzionato in modo egregio, resistendo a polemiche esterne, a difficoltà, a intoppi. "Alcune polemiche sono stato costretto a portarle avanti, perché c'erano delle questioni da risolvere. Era giusto agire così. Bisogna capire che queste manifestazioni hanno bisogno di meno burocrazia. Da questo punto di vista, iniziare a lavorare in primavera non ci ha certo aiutato. Il Palio va pensato prima, bisogna cominciare a lavorare già in ottobre. E dovremo ripensare alcune cose, a partire dai mercatini del sabato, per i quali dobbiamo davvero inventarci qualcosa". L'edizione 2008 rimarrà alla storia anche per l'equilibrio che la ha caratterizzata, e per le novità introdotte con i "pieni poteri" dati alla commissione veterinaria. "Sono contento che abbia vinto Santo Stefano, che non vinceva da 15 anni. Questo sarà uno sprone per loro, e per il Duomo che ora è la nonna, a lavorare in modo ancora più convinto. Devo applaudire i veterinari, perché hanno lavorato bene, con competenza e serietà. Dovremo però rivedere qualcosa nei regolamenti, affinché le penalità siano decise in anticipo. E' stato giusto punire Duomo, visto che il regolamento parla di "almeno tre cavalli", ma la punizione avrebbe dovuto essere decisa in anticipo e non scelta dalla commissione all'ultimo". Molte luci, quindi, ma anche qualche ombra, sulla quale l'Ente Palio dovrà lavorare alacremente nei prossimi mesi. "Dovremo mettere dei vincoli ai fantini, perché non è possibile far aspettare così a lungo gli spettatori. Se al secondo rcihiamo del mossiere non entrano, stanno fuori. E dovremo anche nominare una commissione interna per il lancio della sfida. Certe situazioni non si devono ripetere. Vanno bene gli sfottò, vanno bene le prese in giro, ma non si può scadere nella volgarità e nelle offese. Lo dobbiamo anche per rispetto ai turisti che vengono a vedere il nostro Palio". Il riferimento è al lancio della sfida di Santo Stefano, di pessimo gusto se non peggio, con insulti eccessivi rivolti ai presidenti di Duomo e Port'Oria.

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Atti e documenti con posta elettronica il comune risparmierà tempo e soldi (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 06-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Dibattito su una proposta anti-burocrazia del leghista Nunzio Gorza Atti e documenti con posta elettronica il comune risparmierà tempo e soldi FELTRE. Lentamente anche l'amministrazione comunale muove qualche passo sulla strada dell'ammodernamento delle procedure e della semplificazione burocratica. A dare una spinta a questo processo è stato il capogruppo della Lega Nunzio Gorza che, prendendo esempio dal comune di Sedico, ha portato in consiglio comunale una proposta per gli uffici tecnici dell'urbanistica e dell'edilizia, ovvero di trasmettere agli operatori economici e ai professionisti le comunicazioni via mail. "In questo modo si risparmiano carta e tempo, si eliminano i costi delle spese postali e si risparmia anche energia". Proposta che il consiglio ha accolto ed esteso anche ad altri atti che il comune spedisce per posta o tramite messi notificatori. Ma prima - è emerso dal dibattito - il comune dovrà valutare la possibilità di dotarsi di un sistema di posta elettronica certificata. La verifica è già in corso, se ne sta occupando il consigliere delegato all'e-government Alberto Vettoretto che ha promesso novità a breve scadenza.

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La Nazionale rimane senza cartucce (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 06-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Tiro a volo. Sono bloccate alla dogana. Intanto la Gelisio recupera PECHINO. L'ultima cartuccia. Curiosa e anche... disarmante la situazione della Nazionale di tiro a volo, compresa la campionessa zumellese Deborah Gelisio. Le munizioni per gli allenamenti olimpici sono terminate e bisogna aspettare che la polizia di frontiera sdogani quelle ferme all'aeroporto di Pechino, ormai da qualche giorno: "L'unico problema è questo - allarga le braccia il commissario tecnico del double trap Cenci - ormai abbiamo terminato le scorte che ci eravamo portati al seguito e lo stock che avevamo inviato dall'Italia è fermo alla dogana". La cartucce sarebbero arrivate in Cina già sabato, ma la burocrazia locale non è proprio un fulmine. Meno veloce di quella italiana e non è facile. Gli unici che non hanno di questi contrattempi sono gli atleti dello skeet, ma solo perché si stanno preparando a Singapore con il cittì Fazi. Gelisio al passo con gli altri. La medaglia d'argento a Sydney 2000 si sta preparando con gli altri specialisti della fossa olimpica Giovanni Pellielo delle Fiamme Azzurre ed Erminio Frasca delle Fiamme Oro. Il città Albano Pera era già contento l'altro ieri, quando la portacolori della Forestale aveva effettuato la prima seduta di allenamento, dopo la settimana scarsa su un letto dell'ospedale China - Japan Friendship, adesso è molto fiducioso: "Sono soddisfatto di tutti. Stiamo facendo un buon lavoro ed il percorso di avvicinamento alle gare procede come da tabella di marcia". Oggi alzabandiera. Mancano due giorni alla cerimonia d'apertura della ventinovesima Olimpiade e, al villaggio olimpico, c'è sempre più animazione. Stamattina l'alzabandiera del tricolore. Alla cerimonia parteciperanno i principali dirigenti del Coni, oltre ai presidenti delle varie federazioni e tutti gli atleti e i tecnici non impegnati negli allenamenti. Dispensati quelli che si stanno preparando per le gare. Gelisio sarà in pedana lunedì 11: al mattino, dalle 9 le qualificazioni e al pomeriggio, dalle 15 le finali. Caccia a una medaglia. (g.s.).

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Tutta la comunità dà l'addio ad Alice (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 06-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Oggi alle 17 la cerimonia funebre per la religiosa BONDO. La tragedia che si è consumata in val di Breguzzo e che è costata la vita alla religiosa Alice Valenti, originaria di Bondo, ha scosso l'intera valle del Chiese e il circondario di Tione. A Zuclo, infatti, assieme all'altra figlia Pia, vive l'anziana mamma della vittima, Lina Valenti. La fine della religiosa che è residente a Marmirolo, nel mantovano, è stata commentata da tutti con emozione e tristezza. Chi per il ricordo della religiosa che tornava spesso a visitare la famiglia. Chi impressionato da un destino che si è portato via Alice per un fatale incidente durante una gita alla ricerca di stelle alpine che la religiosa aveva affrontato con l'entusiasmo e la dolcezza di sempre. A mamma Lina non è stato nascosto nulla. "Anzi - racconta la sorella - già domenica pomeriggio, quando Alice non era tornata a casa, mamma era stata assalita dall'angoscia, da un terribile presentimento. Pensava che ad Alice, salita in quota alla ricerca dei fiori tanto amati, potesse essere accaduto qualcosa di grave". L'anziana ha voluto essere accompagnata in valle di Breguzzo per assistere alle ricerche, per seguire attimo dopo attimo con il cuore in gola il lavoro dei numerosi soccorritori del soccorso alpino e dei tanti volontari che si sono mobilitati non appena ricevuto l'allarme. All'avvistamento della Punto azzurra, l'auto della religiosa Alice parcheggiata parcheggiata nei pressi del rifugio Ponte d'Arnò, mamma Lina è rimasta senza parole. A parlare, a far capire, c'era solo uno sguardo provato, distrutto dal dolore e da un presentimento che si faceva tragica realtà. Lina Valenti, mamma di ben sette figli, aveva ormai capito tutto. "Non so se la mia Alice arriverà più" - sussurrava. C'era disperazione, c'era rassegnazione. Con il trascorrere delle ore e con il sopraggiungere di notizie sempre più incerte, la madre della religiosa Alice si è chiusa nel silenzio del suo dramma di anziana che perdeva una figlia ancora giovane. Poi, la conferma. Il ritrovamento. Le incombemze del recupero della salma e della "burocrazia" che obbligatoriamente scatta in questi casi. Alle 17 di oggi sono previsti i funerali. Qualche ora prima delle esequie la salma di Alice Valenti verrà trasferita dalla camera mortuaria dell'ospedale di Tione, dove è stata ricomposta dopo il ritrovamento in fondo ad un maledetto canalone, alla chiesa di Bondo. Là si terrà funzione funebre alla quale parteciperanno le "sorelle" che la conoscevano e l'apprezzavano per il suo spirito e la sua disponibilità a Mantova. E a darle l'addio ci saranno i tanti che la stimavano come religiosa e come donna impegnata verso il prossimo. (a.p.).

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Gentilezza (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 06-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 06/08/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:LETTERE ALL'ASL Gentilezza Il sig. Marco e sig. Giovanni che ho incontrato il giorno 3/7/'08 fuori dall'Ufficio Asl del distretto di viale Duca degli Abruzzi n. 13 a Brescia, vogliono pubblicamente ringraziare mio tramite la signora Enza Pasquali per l'alta professionalità, disponibilità e gentilezza riservata, unita alla pazienza nello spiegare le mille carte della burocrazia per loro incompetenti. Sembra giusto segnalare l'episodio perché la signora Enza sia presa ad esempio e modello di comportamento semplice e corretto. Grazie. LETTERA FIRMATA.

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L'adsl? Come l'elettricità a fine '800 (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 06-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

"L'adsl? Come l'elettricità a fine '800" Decina (Politecnico): senza tecnologie digitali sei battuto in partenza SANDRO MANGIATERRA TREVISO. "è il gatto che si morde la coda: non si investe sulla banda larga perché tanto gli italiani non sanno usare il computer e non si impara a utilizzare il computer perché non c'è la banda larga. Il risultato è che anziché muoversi contemporaneamente, con piani di alfabetizzazione informatica e massicci programmi di potenziamento della rete, non si fa niente. E gli altri Paesi scappano". Maurizio Dècina, professore di telecomunicazioni al Politecnico di Milano, massimo esperto del settore, ha il dono di spiegare in modo semplice le questioni più complicate. Come il cosiddetto digital divide, il divario digitale. La possibilità di utilizzare le moderne tecnologie dell'informazione, a partire da internet veloce, e di comunicare in tempo reale con il resto del mondo. Non si stupisce affatto, Dècina, delle proteste degli imprenditori di Miane e di molti altri piccoli comuni del Veneto, costretti a una disperata rincorsa perché privi della adsl. "è l'eccezione che conferma la regola: il 30% del territorio italiano non è allacciato alla fibra ottica e perciò rimane ancora scoperto". Purtroppo non sono solo zone di montagna. Qui si parla di province tra le più industrializzate del Paese. Il fatto è che la copertura della adsl si concentra nelle aree metropolitane, dove vive il 20-30% della popolazione ma si genera l'80% del business". Insomma, cittadini di serie A e di serie B? Preferisco chiamarle "aree nere", ad altissima concentrazione di traffico, di attività produttive e di affari, e "aree bianche", dove portare la banda larga è svantaggioso dal punto di vista economico. In mezzo, le "aree grigie", servite un po' sì e un po' no. Spesso solo sulla carta: magari stipuli un contratto e scopri che il servizio non arriva. Uno, però, può anche vivere, e studiare, e fare l'imprenditore in una "area bianca", tipo Miane. Senza internet veloce come fa? Ha enormi difficoltà, non c'è dubbio. Ed è costretto a buttare via un sacco di ore. Anzi, di giorni. La banda larga, oggi, è come l'energia elettrica a fine Ottocento: il motore dello sviluppo. Qualcosa di indispensabile. Gli imprenditori, ovunque operino, devono potere dialogare attraverso il web con i fornitori e con i clienti. Devono comprare e vendere con il computer. Non ci sono alternative: la competizione è globale, dunque anche gli strumenti devono essere globali. Se non hai la possibilità di adottare le tecnologie digitali sei battuto in partenza. Resti inchiodato al paesello. Un handicap inaccettabile per gli imprenditori del Veneto, fortemente orientati all'export, da sempre ad altissima vocazione internazionale. Ovvio. Sul mercato esistono tecnologie che consentono di condividere lo stesso computer e lo stesso documento anche se si sta ai due capi del mondo. Si lavora in tempo reale. E se si deve discutere un contratto, o semplicemente scambiarsi le idee, è possibile farlo via webcam, guardandosi negli occhi. Questo non è il futuro, è l'oggi. Persino il telefono è obsoleto, figurarsi la vecchia Posta o i corrieri. Peccato che lei stesso abbia appena detto che il 30 per cento del territorio italiano non è coperto dalla banda larga. Proprio così: i comuni italiani sono 8 mila, le centraline Telecom terminali 10 mila, ma 3 mila di queste non sono collegate alla rete a fibra ottica. L'ultimo, recentissimo rapporto dell'Osservatorio banda larga-Between calcola che gli accessi siano complessivamente 10,7 milioni. Significa che il tasso di penetrazione, su 59 milioni di cittadini, è circa del 18%, ben al di sotto della media dell'Europa a 15 (22%) e della media Ocse (20%). Limitandoci alle famiglie, meno del 40% è raggiunto dalla adsl. Qui entra in gioco il famoso gatto che si morde la coda. Già, perché è vero che un altro 40 per cento delle famiglie italiane non sa nemmeno che cosa sia un computer. E questa situazione di analfabetismo informatico si vede nel basso sviluppo del commercio elettronico, nel mancato decollo della banca online, nei rapporti con la burocrazia che rimangono fisici o cartacei. Ma è altrettanto vero che l'alfabetizzazione non potrà mai avvenire se non si investe sulla rete. Allora cosa bisognerebbe fare? I soldi non abbondano. E Telecom, tra l'altro, cerca di uscire da un momento molto difficile. Occorrerebbe lanciare nello stesso tempo sia un piano di alfabetizzazione informatica, per esempio diffondendo i nuovi pc a basso costo, sia un piano di anti digital divide, per mettere a disposizione di tutti i cittadini una banda di accesso con un minimo garantito nel giro di pochissimi anni. Lo Stato direttamente o le regioni dovrebbero intervenire finanziariamente. Mi sembra che ci si stia indirizzando verso modelli di project financing, con incentivi a operatori privati per realizzare reti di copertura sulla base di appositi contratti di programma. Il punto è che bisogna fare in fretta. I concorrenti internazionali non stanno lì ad aspettarci. Tokyo ha deciso di investire 40 miliardi di dollari per una nuova rete a velocità molto elevata (100 Mbit/s) e a copertura totale. Bene, gli economisti giapponesi hanno calcolato che l'incremento del Pil stimolato dalla banda superveloce sarà di 1.500 miliardi di dollari. C'è chi pensa a internet come a un gioco da ragazzi. Niente di più sbagliato. Oltre a essere un indispensabile strumento di lavoro, la banda larga e le tecnologie digitali vanno considerate come straordinarie opportunità per migliorare la qualità della vita. Si pensi al problema della sicurezza. Con una rete ultraveloce si possono diffondere nelle città, nelle piazze e sui mezzi di trasporto pubblico telecamere e microfoni "intelligenti" per la videosorveglianza. Altro capitolo, la sanità. Molte degenze e controlli sanitari si potrebbero fare in telepresenza, con il paziente che sta a casa propria: liste d'attesa abbattute, fine dell'andirivieni negli ospedali e delle visite a domicilio.

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L'area verde è uno scempioma il Comune dà via libera (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 06-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Castelletto Panchine sepolte, cavi scoperti, recinzione pericolante e ascensore rottoEppure Tursi concede il "certificato di collaudo": denuncia in Procura L'INTESTAZIONE del documento parla chiarissimo: "Verbale di visita, relazione e certificato di collaudo". Il problema è che il Comune lo ha rilasciato poche settimane fa per uno scempio, ovvero il mini-parco tra via Ausonia e via Stallo (Castelletto) che dovrebbe rappresentare il valore aggiunto al posteggio interrato realizzato negli anni scorsi. Domanda immediata, guardando le fotografie: come si può dare il via libera per uno spazio ridotto in queste condizioni e palesemente inagibile? Chi, dopo esserci stato, se la sente di spalancare a nonni e nipoti l'ingresso, con il rischio di cadere appoggiandosi alla rete, di toccare centraline elettriche scoperte, senza alcuna possibilità per i disabili di usare l'ascensore o sedersi su una panchina, dato che una specie di selva le rende inavvicinabili? In sintesi: qualcuno, prima di dire che è assolutamente ok, è andato davvero a vedere? Non è solo un caso di quartiere, quello raccontato dal Secolo XIX. Perchè la vicenda sta prendendo una clamorosa piega giudiziaria con la denuncia alla Procura preparata dagli avvocati Massimo Curti e Antonio Rubino. Il reato ipotizzato è falso, in quanto il via libera collide con una perizia eseguita durante un procedimento civile (in realtà basta il buon senso, scorrendo le immagini che proponiamo a lato) nel corso di un'altra causa per le infiltrazioni determinate dalla costruzione dei silos. C'è di più. Il certificato (!) rischia di far volatilizzare la maxi-fideiussione che la società costruttrice aveva depositato come garanzia se i lavori non fossero stati eseguiti a regola d'arte, sebbene l'amministrazione (vedi articolo a fianco) definisca remota l'ipotesi. Per orientarsi in questa storia, che mescola un po' tutto il peggio della burocrazia nostrana fra aziende che scompaiono e riappaiono misteriosamente, un bel po' di soldi in ballo e certificazioni da mettersi le mani nei capelli, occorre tornare addirittura al 1996, quando viene siglata la convenzione fra Tursi e la Autogen, incaricata di realizzare il park interrato. L'accordo è abbastanza semplice e prevede che la copertura dei parcheggi sia un'"area verde attrezzata" e illuminata per la frequentazione serale, anche se oggi in alcuni lampioni è entrata la pioggia e difficilmente si potranno utilizzare. Fatto sta che i lavori sarebbero (in teoria) terminati nel 2001, ma non proprio alla perfezione. Ci sono perdite d'acqua che innescano la vertenza con un condominio e il grande "giardino" superiore non è esattamente un gioiello. Ecco che il collaudo inizia a slittare, per la precisione di tre anni, il tempo che occorre per rimettere in sesto la zona. Nel frattempo tuttavia Autogen ha cessato la propria attività - scompare dagli elenchi della Camera di commercio nel 2003 - e ha ceduto l'opera all'Immobiliare San Marco srl, alla cui gestione partecipano persone coinvolte nella precedente ditta. Inutile dire che il parco sta andando in malora, ma a chi è delegata la manutenzione? Nella convenzione del '96 era scritto che sarebbe toccato ai residenti solo dopo la concessione del collaudo, altrimenti la conservazione è a carico del costruttore. Il punto è che l'Autogen non c'è più, e tutto va al catafascio compresi i tempi per la concessione del famoso certificato. Le "operazioni di collaudo" iniziano sì nel 2004, ma si protraggono fino al 2008 essendo sono saltati fuori parecchi intoppi. Il Comune rileva "difformità" assortite e andiamo avanti fino all'inizio dell'estate, il momento in cui i condomini che dovrebbero beneficiare dell'area verde si vedono notificare l'approvazione del restyling. Da lì in poi, insomma, la manutenzione dovrebbe passare a loro ed è una beffa. Marco Curti, uno degli avvocati che ha iniziato la battaglia con gli amministratori, sospira: "Basta osservare solo superficialmente lo stato dell'arte (le foto riportate dal nostro giornale sono un piccolo "spaccato" del degrado) per rendersi conto che questo parco non poteva essere collaudato". La soluzione tampone consiste nell chiudere a chiave il cancello, per evitare che a qualcuno venga la malsana idea d'avventurarsi in un concentrato di trappole. E però prima o dopo bisognerà capire con quali criteri è stato concesso quel benestare. MATTEO INDICE indice@ilsecoloxix.it 06/08/2008 I DOCUMENTI 06/08/2008.

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Treno dei bimbi a 170, multa (sezione: Burocrazia)

( da "Libertà" del 06-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Castellano vittima della burocrazia, ora verrà annullata CASTELSANGIOVANNI - Quando ha letto la contravvenzione da 148 euro per essere sfrecciato a 169,25 chilometri orari sull'autostrada A14 Bologna-Taranto, in provincia di Chieti, non ha creduto ai suoi occhi. La targa era giusta - CT576NK - ma il suo veicolo, un trenino turistico per bambini, non fa più di 25 chilometri all'ora. Disavventura per Sergio Agazzi di Castelsangiovanni, ripresa da tutti i tg: un errore, la multa verrà annullata. SERVIZIO a pagina 24 06/08/2008.

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Fonti rinnovabili si deve rilanciare (sezione: Burocrazia)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 06-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

ALLARME DEL MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO SCAJOLA ALLA PRESENTAZIONE DEL RAPPORTO ANNUALE DEL GSE Fonti rinnovabili si deve "rilanciare" A causa della forte contrazione della produzione idroelettrica (-11,3%), nel 2007 il rapporto tra produzione da fonti rinnovabili e produzione totale è sceso al 15,7% registrando il minimo storico negli ultimi 15 anni. questo l'allarme lanciato dal ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, alla presentazione del rapporto annuale del Gse. "Si deve invertire rapidamente questa preoccupante tendenza - ha detto Scajola - proponendosi l'obiettivo di innalzare progressivamente fino al 25% di produzione elettrica da fonti rinnovabili. Si tratta di un obiettivo ambizioso ma realistico". Per questo, ha spiegato Scajola, l'azione del governo a sostegno delle fonti rinnovabili si basa: "su due fondamentali cardini: semplificazione e innovazione". Secondo il ministro: "Occorre ridurre l'incertezza del quadro regolamentare, l'eccesso di burocrazia, la lentezza delle procedure di autorizzazione, cose che si traducono in maggiori costi e si riflettono quindi anche sugli incentivi. Dobbiamo assolutamente ridurre questi extracosti, che pregiudicano nel tempo la sostenibilità economico-finanziaria del nostro sistema di incentivazione". Occorre semplificare l'intesa con le Regioni. "Inoltre, accanto alle iniziative previste dal programma "Industria 2015", ci sarà un Piano operativo interregionale sulle fonti rinnovabili e il risparmio energetico nell'ambito del quadro comunitario di sostegno 2007-2013, strumenti che mettono a disposizione - ha concluso Scajola - risorse per oltre 2 miliardi fino al 2015".

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Raccolta di firme contro abbanoa (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 06-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cagliari Raccolta di firme contro Abbanoa Partita da Fluminimaggiore una nuova campagna di protesta contro il gestore del sistema idrico integrato FLUMINIMAGGIORE. Mezza Sardegna insorge contro Abbanoa, contro il caro bollette e i disservizi nella gestione del sistema idrico. E' partita in questi giorni una raccolta di firme per chiedere agli amministratori comunali la revoca della delibera del commissario straordinario che a maggio ha consegnato tutte le strutture della rete idrica al gestore unico regionale. Un blitz che ha cancellato le speranze del comitato "s'acqua de bidda nosta non si toccada" che lottava per mantenere il paese fuori dalla gestione del servizio integrato regionale. "Il commissario ha agito seguendo le disposizioni della Regione, ma - contestano i membri del comitato - quelle decisioni spettano agli amministratori fluminesi legittimati con il voto, adesso deve decidere il consiglio comunale e perciò la delibera del commissario va revocata". Poche righe in testa ad una pagina fotocopiata con la richiesta di cancellazione della delibera 44 del 09.05.2008 e la numero 60 contenente alcune integrazioni alla precedente, poi in calce le firme dei cittadini fluminesi. Il clima è quello giusto le proteste per i disservizi stano espandendosi a macchia d'olio in tutti i centri dell'isola, numerosi consigli comunali hanno preso le distanze da una gestione che fa acqua da tutte le parti. Il pericolo di cadere in questa rete è sicuramente da scongiurare. Il servizio idrico sino ad oggi gestito dal comune, oltre al costo equo ha assicurato continuità nell'erogazione e una burocrazia quasi inesistente, certo alcune cose andranno attualizzate ma per garantire efficienza non servono le reti dell'attuale gestore che peggiorando il servizio hanno fatto solamente lievitare i costi e le bollette per gli utenti. "Fluminimaggiore si ribella e dice no ad una delibera, già in origine considerata illegittima, che consegna armi e bagagli tutto il patrimonio comunale all'inefficienza - hanno proseguito i componenti del comitato -, con questa raccolta di firme chiediamo al consiglio comunale, agli assessori e al sindaco di annullare la delibera del commissario straordinario, l'acqua del paese non può finire in una gestione fallimentare". I consensi sono tantissimi, i cittadini firmano convinti perché le decisioni dall'alto non possono peggiorare una situazione che da anni scorre fluida. "Abbiamo visto quello che è successo nel sassarese - hanno concluso - l'amministrazione di Stintino ha avuto ragione e gestirà il sistema idrico del paese, non possiamo correre il rischio che la già fragile economia del nostro paese venga messa rischio".(fc).

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legge, a casa 40 mila precari (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Oggi" del 06-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi ItaliaOggi -Primo Piano Numero 186, pag. 4 del 6/8/2008 Autore: di Alessandra Ricciardi Visualizza la pagina in PDF Sì definitivo al dl finanziario, niente più reintegro per i lavoratori in causa con aziende pubbliche è legge, a casa 40 mila precari Ma il Pdl alla camera promette: ci metteremo una pezza Lo stesso ministro del welfare, Maurizio Sacconi, ieri a domanda ammetteva, seppure a denti stretti, che l'operazione "come tutte le sanatorie, è opinabile". E il governo accoglieva un ordine del giorno del Pdl con il quale si impegna a rivedere la norma e a stipulare, con i sindacati, "accordi migliorativi". Ma tant'è. Tra le accuse roventi lanciate in aula dall'opposizione (su tutte, quelle del leader dell'Italia dei valori, Antonio Di Pietro, che accusava il premier, Silvio Berlusconi, di comportarsi con i precari come "un arbitro cornuto"), ieri Montecitorio ha approvato definitivamente il dl finanziario. E con esso la norma che manda a casa i precari pubblici che hanno in corso una causa per la trasformazione del loro rapporto di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato. Avrebbero diritto, in base alle norme finora applicate, all'assunzione, visto che il contratto a tempo è stato prorogato oltre il dovuto. Ma, con il dl finanziario, dovranno accontentarsi di un mini risarcimento, tra i 2,5 mesi e i 6 mesi di stipendio. Una sanatoria, per i datori di lavoro che hanno sbagliato, che costerà il licenziamento a una platea stimata, ha detto Sacconi, di 40 mila lavoratori, in larga misura quelli che sono in causa con la società guidata da Massimo Sarmi, Poste italiane. E sulle responsabilità dei manager pubblici, che hanno fatto i contratti ai lavoratori, "verificheranno le aziende stesse", ha commentato Sacconi, a margine di una conferenza con il collega della funzione pubblica, Renato Brunetta, sui tagli ai costi della burocrazia: in manovra interventi per risparmi pari a 3,5 miliardi. Ma intanto, dopo il Servizio studi della camera, anche il Comitato permanente pareri della commissione affari costituzionali di Montecitorio ha avanzato dubbi di costituzionalità sulla norma licenzia-precari, perché "introduce una distinzione tra la disciplina applicabile ai giudizi in corso, alla data di entrata in vigore della legge di conversione, e quella applicabile alle violazioni che non siano oggetto di detti giudizi". Il Comitato, "anche alla luce della giurisprudenza della Corte costituzionale" ritiene che "detta formulazione potrebbe non integrare pienamente il rispetto dei canoni di ragionevolezza, di cui all'articolo 3 della Costituzione". E Il Pdl già corre ai ripari. Già, perché mentre Sacconi negava ufficialmente che ci saranno nei prossimi mesi revisioni della norma ("se incostituzionale, lo deciderà la Consulta"), alla camera il sottosegretario all'economia, Giuseppe Vegas, accoglieva, a nome del governo, l'ordine del giorno di Aldo Di Biagio (Pdl) in cui l'esecutivo si impegna "a tenere in dovuta considerazione l'ipotesi di introdurre, in successivi provvedimenti legislativi, la facoltà delle parti, rappresentanti dei lavoratori e datori di lavoro, di sottoscrivere accordi migliorativi che rendano possibile la stabilizzazione del personale dipendente assunto con contratto a tempo determinato". Potendo la norma sui precari del dl"ingenerare una eventuale disparità di trattamento".

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Specializzazione senza abilitazione (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Oggi" del 06-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi ItaliaOggi -Professioni Numero 186, pag. 35 del 6/8/2008 Autore: di Benedetta P. Pacelli Visualizza la pagina in PDF Dlgs Gelmini: nuovo accesso alle scuole Specializzazione senza abilitazione Accesso alle scuole di specializzazione anche senza abilitazione. Purché questa, però, venga conseguita entro la data di inizio delle attività didattiche delle stesse scuole. Lo schema di disegno di legge del ministro Mariastella Gelmini mette definitivamente nero su bianco i contorni entro i quali i futuri camici bianchi potranno muoversi tra diploma di laurea, conseguimento dell'abilitazione e superamento degli esami per l'accesso alle scuole. Stabilendo che i laureati in medicina e chirurgia sono ammessi alle scuole di specializzazione a condizione che conseguano l'abilitazione per l'esercizio dell'attività professionale, e se ancora non ne sono in possesso, la dovranno avere in tasca "entro la data di inizio delle attività didattiche di dette scuole, immediatamente successiva al concorso espletato". La norma mette chiarezza su quanti negli ultimi anni non potevano affrontare gli esami per entrare nelle scuole, perché la data della prova era stata fissata quindici giorni prima del test di abilitazione, requisito fondamentale per l'ammissione alla specialità. Il risultato era un esercito di persone che si trovava, spesso, arenato anche per un intero anno fra le maglie della burocrazia. A complicare le cose poi, c'era stata una norma voluta dall'ex ministro dell'università Fabio Mussi, che stabiliva che agli esami di ammissione alle scuole di specializzazione potevano essere ammessi non solo i laureati ma anche i laureandi (dovevano essere in regola con gli esami e quelli fuori corso terminati) a patto, però, che all'atto di ammissione alle scuole avessero conseguito l'abilitazione. Ma questo per Silvio Tafuri, presidente del Segretariato italiano medici specializzandi, generava solo confusione e false speranze a chi non si era ancora laureato. Non solo. Un'ordinanza ministeriale ha accolto anche la richiesta delle categorie interessate di ripristinare le date degli esami di abilitazione secondo modalità passate: la data di inizio dell'esame di abilitazione all'esercizio della professione medica è stata fissata al 03/11/2008 e la prova scritta relativa alla stessa sessione si svolge il 10 febbraio 2009. Il ministro, hanno spiegato invece dalla Federspecializzandi, "si è trovato concorde per far espletare il concorso per l'accesso alle scuole di specializzazione relativo all'anno 2008-2009 tra fine febbraio e i primi di marzo 2009". Le date non possono ancora essere definite con precisione poiché mancano alcuni adempimenti burocratici.

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Campari: colpire chi aiuta gli atleti a doparsi gli spadisti pavesi perplessi: da noi l'aiuto dei farmaci non è mai decisivo (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia Pavese, La" del 06-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Scrocchi (canottaggio): "Era esasperante la burocrazia per i veri malati, solo da poco le cose sono migliorate" Campari: "Colpire chi aiuta gli atleti a doparsi" Gli spadisti pavesi perplessi: "Da noi l'aiuto dei farmaci non è mai decisivo" Scherma - Il caso Baldini di Claudio Malvicini PAVIA. "Il dopato va squalificati a vita, ma vanno perseguiti anche i medici e i dirigenti che gli stanno attorno perché lo spingono a cercare le scorciatoie e gli indicano la strada. Gli atleti dopati in fondo sono dei deboli, ancora più grave è la colpa di chi , più vecchio ed esperto, dovrebbe aiutarli a crescere e invece li rovinano". Oscar Campari, presidente del Coni provinciale, è favorevole alla linea dura e e toglie il velo dell'ipocrisia nello sport: "Il doping è in ogni disciplina, cambia solo il grado di diffusione". "E' ora che la smettano di prendere in giro la gente - dice Campari -. Riccò, prima ha detto che non era dopato, poi ha confessato, ma lo stesso capito negli altri sport. E guardate le sette mezzefondiste russe dell'atletica leggera che hanno falsificato le analisi per non farsi scoprire. Il problema è culturale e parte da lontano, da quando cioè si insegna ai bambini che devono vincere a ogni costo". E' di questi giorni lo scandalo dello schermidore azzurro Andrea Baldini trovato positivo a un diuretico che serve per nascondere altri prodotti dopanti. "E' un'utopia pensare che la scherma fosse immune dal doping - spiega Adolfo Fantoni, maestro di scherma del Cus - ma di solito si cambia maestro o si cerca uno psicologo per migliorare la concentrazione. E' poi nella scherma il potenziamento musolare può andare a scapito della rapidità. Semmai qualcuno potrebbe usare degli stimolanti, ma c'è sempre il rischio di produrre un eccessivo nervosismo e poi non si può prevedere quando l'effetto finirà. Di solito nella scherma il vero doping è la truffa. Mi ricordo di assalti venduti e comprati e c'è stato anche un pentatleta russo che nelle Olimpiadi di Montreal del 1976 aveva modificato la sua spada riuscendo ad azionare il comando della stoccata anche quando non c'era stata". "Il doping nella scherma non serve - dice il pavese Federico Bollati, spadista 29enne che ha vinto il bronzo ai Giochi del Mediterraneo 2005 - perché si può migliorare la condizione fisica, ma davvero fondamentale è la componente psicologica. Non escludo che Baldini sia stato raggirato perché ha ragione quando dice che non avrebbe avuto senso prendere un farmaco durante la finale dell'Europeo sapendo che i primi sarebbero stati controllati". Caso Baldini a parte resta il problema di fondo. "Il doping è un malcostume che c'è da tanti anni - spiega Vittorio Scrocchi, allenatore di canottaggio del Cus - L'anno scorso la nazionale russa dell'otto è stata squalificata dopo la gara internazionale di Lucerna per un controllo a sorpresa e ha perso il posto per le Olimpiadi . In alcuni casi è anche difficile mettersi in regola. Un nostro atleta, malato di asma, prendeva il Ventolin e abbiamo dovuto fare pratiche su pratiche in inglese e spedirle alla Wada (l'organismo mondiale antidoping, ndr). Ora hanno fatto un modello semplificato, ma prima passava la voglia". Scrocchi però non crede che le cose cambieranno: "Servirebbero ancora più controlli, che però sono cari, e comunque dove ci sono i soldi c'è sempre qualcuno che pensa di barare". Anche perché la squalifica cancella la vittoria, ma non quel che si è guadagnato fino a quel momento.

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Il Comune gli sequestra l'auto, ma lui è già morto da otto mesi (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Lodi)" del 06-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

LODIGIANO pag. 7 Il Comune gli sequestra l'auto, ma lui è già morto da otto mesi CODOGNO LA VETTURA ERA STATA MULTATA DAI VIGILI PERCH LASCIATA IN SOSTA CON L'ASSICURAZIONE SCADUTA ? CODOGNO ? GLI SEQUESTRANO l'auto, ma lui è già morto. Ma non solo: visto che nessuno dei parenti ha fatto ricorso, il procedimento è terminato con la confisca del mezzo, una Fiat Bravo. La burocrazia, si sa, è inesorabile. E prima o poi presenta il conto. successo per un signore di 59 anni, residente nella Bassa, purtroppo venuto a mancare nel mese di aprile del 2004. Otto mesi dopo, però, poco prima di Natale, la vettura di sua proprietà è stata multata dagli agenti di polizia municipale di Codogno: era infatti in sosta con il tagliando assicurativo non in ordine. Risultato: la macchina viene legittimamente sequestrata e finisce, come di consueto, a far parte del nutrito parco automezzi posteggiata all'interno di una struttura del municipio. A questo punto scatta la procedura burocratica, lunga, laboriosa, ma inesorabile. Infatti, gli stessi parenti sembrano proprio non interessarsi di quel mezzo: nessun ricorso, nessuna richiesta di chiarimenti, nessun pagamento dell'infrazione, estinguendo così la contravvenzione. Anzi, fanno sapere, attraverso il proprio legale, che non vogliono proprio saperne di quella vettura, firmando un documento di rinuncia. La macchina sequestrata dunque rimane ferma per anni nel magazzino del Comune senza che nessuno si interessi della sua sorte. Ora, dopo quattro anni, l'iter procedurale arriva a compimento e al Prefetto di Lodi non resta altro che emettere il provvedimento di confisca. LA NOTIFICA della decisione è stata direttamente comunicata ai parenti del 59enne deceduto. I quali, avevano teoricamente tempo una manciata di giorni per far ricorso eventualmente al Giudice di Pace. Ora, non esistendo di fatto il proprietario, la Bravo è entrata a far parte dei beni comunali: ora il municipio deciderà se rottamarla o se tenersela per esigenze di servizio dopo aver effettuato un completo check up. M.B.

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GRAZIE all'opera e all'azione del movimento Shalom una bambina del Congo da tem (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Pisa)" del 06-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

PONTEDERA / VALDERA pag. 10 GRAZIE all'opera e all'azione del movimento Shalom una bambina del Congo da tem... GRAZIE all'opera e all'azione del movimento Shalom una bambina del Congo da tempo affetta da un grave tumore al piede arriva in Toscana per sperare nella guarigione. La piccola, di 4 anni, sarà affidata alle cure dei sanitari dell'ospedale Mayer di Firenze e successivamente a quelle di una famiglia della Valdera, che potrà probabilmente anche adottarla. Il movimento si è impegnato per tutte le pratiche necessarie nonchè per fronteggiare la burocrazia di rito al fine di far arrivare quanto prima la bambina nel nostro paese e all'ospedale fiorentino, dove la piccola sarà sottoposta ad almeno due, se non tre operazioni chirurgiche. Attraverso la pratica delle adozioni internazionali Shalom, fondato oltre 30 anni fa e guidato da don Andrea Cristiani, attualmente sta sfamando circa 10.000 bambini in Burkina-Faso che in questo modo, con il contributo di famiglie, possono, non solo ovviare agli stenti, ma anche sperare e credere in un futuro migliore. Nonché in un'istruzione. Su questa linea il movimento, dopo aver recentemente inaugurato la nuova scuola in Congo, sta raccogliendo fondi per ampliare il progetto. "Dopo l'apertura di quest'opera ? dicono Giovanni Giorgi e Luca Gemignani del movimento Shalom ? il nostro scopo resta quello di allargare l' iniziativa edificando anche un centro di formazione e di avviamento al lavoro".

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Relazioni col pubblico A fine mese c'è l'ufficio (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Legnano)" del 06-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

LEGNANO LEGNANESE pag. 5 Relazioni col pubblico A fine mese c'è l'ufficio PARABIAGO ? PARABIAGO ? FINALMENTE anche in questa città arriva l'Ufficio relazioni col pubblico. Come prevede la legge, anche se in ritardo rispetto a tutti gli altri Comuni dell'Altomilanese, il 25 agosto lo sportello aprirà anche qui. "Si tratta di un importante punto di contatto fra l'Amministrazione e i cittadini", fanno sapere dal municipio di piazza della Vittoria. "L'ufficio nasce dalla volontà di favorire un'immediata informazione sulla fruizione dei servizi, migliorare la comunicazione e garantire al cittadino il diritto di partecipare, conoscere e accedere alla struttura comunale in modo agile e semplice - proseguono dalla Giunta guidata dal sindaco Olindo Garavaglia -. Disponibilità all'ascolto, immediatezza e trasparenza completano il servizio". All'Urp si potranno rivolgere tutti i cittadini che hanno bisogno di informazioni in merito ai più diversi ambiti di competenza del Comune. UN'ALTRA delle funzioni che dovrebbero caratterizzare l'Ufficio relazioni con il pubblico è quella di semplificare la burocrazia. "Ci impegneremo al massimo per rendere più agevole ogni genere di pratica e per semplificare la vita dei nostri concittadini", affermano dalla Giunta Garavaglia. L'Urp, che verrà allestito al piano terra del palazzo municipale in piazza della Vittoria, sarà aperto dal lunedì al venerdì al mattino dalle 9 alle 12.15 e solo il lunedì al pomeriggio dalle 16.45 alle 18.15. possibile contattarne gli operatoria anche scrivendo una email all'indirizzo urp@comune.parabiago.mi.it oppure telefonando al numero 0331406080. C.M.

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<NEGLI ULTIMI tempi, non c'è stato nessun aumento della burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Viareggio)" del 06-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

FORTE DEI MARMI/SERAVEZZA/STAZZEMA pag. 12 "NEGLI ULTIMI tempi, non c'è stato nessun aumento della burocrazia... "NEGLI ULTIMI tempi, non c'è stato nessun aumento della burocrazia nel settore edilizio del nostro comune, ma sono state applicate norme e regolamenti vigenti ovunque. Le contestate 'richieste inutili', sono documenti pretesi non solo dai comuni versiliesi, ma dagli enti locali di tutta Italia". Così l'assessore all'urbanistica, Andrea Giorgi (nella foto), risponde a Vittorio Tarabella, uno dei geometri operanti sul territorio, il quale recentemente ha lamentato il fatto che sul territorio comunale l'edilizia fosse stritolata da troppi paletti e lacci burocratici. "Il problema ? prosegue a tal proposito ancora Giorgi ? non può di certo essere rappresentato dal fatto che, nell'ambito della Dia, venga richiesta la fotocopia del documento d'identità, peraltro necessaria quando l'atto non viene firmato davanti al dipendente abilitato a riceverlo. La stessa richiesta di una copia fotostatica di un documento d'identità valido o, in alternativa, la sottoscrizione della denuncia in presenza del dipendente autorizzato a riceverla, sono regolare prassi in tutto il Paese. La questione non è levare la 'castagna bollente', come dice Tarabella, ma semplicemente dar corso a ciò che il legislatore ha voluto fare istituendo la Dia. La richiesta di un elaborato raffigurante lo stato comparato o sovrapposto, da presentare in via ordinaria quando l'intervento prevede modifiche a un edificio esistente, viene fatta in base al regolamento edilizio vigente. L'ufficio è sempre stato e rimane disponibile a coadiuvare i tecnici nel lavoro quaotidiano. Adesso ? conclude Giorgi ? saranno sicuramente organizzati incontri per arrivare alla stesura del nuovo regolamento edilizio, che vorremmo approvare insieme al regolamento urbanistico. L'obiettivo comune dovrebbe essere quello di arrivare a procedure chiare e condivise".

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'Una burocrazia e dilagante? Si applica solo la normativa' (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Viareggio)" del 06-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

FORTE DEI MARMI/SERAVEZZA/STAZZEMA pag. 12 'Una burocrazia e dilagante? Si applica solo la normativa' SERAVEZZA GIORGI SUI "LACCI" DELL'EDILIZIA E' DEDICATA all'indimenticato Agostino Bresciani la pedalata ecologica nei boschi dell'Alta versilia organizzata da ex Comunità montana, club bike Uoei e circolo Il Saldone di Stazzema, oltre al Comune. E' anche intitolato al fondatore del Soccorso alpino il primo trofeo della categoria. la partenza è prevista per le 9,30 di domenica 10 agosto in piazza a Stazzema. Il percorso sarà lungo un circuito di sentieri nelle immediate vicinanze di Stazzema. E si annuncia una pedalata tanto faticosa ma non pericolosa, anche proprio per il valore che assurge questo primo trofeo intitolato a Bresciani. Chiunque può iscriversi e partecipare anche se la pedalata è comunque rivolta a persone esperte di mountainbike. Al termine sono previsti premi di gruppo e individuali che saranno assegnati alla donna e all'uomo più giovani e alla donna e all'uomo più anziani, al gruppo più numeroso e a quello che proviene da più lontano. Alla fine stand gastronomico e gadget per tutti. Image: 20080806/foto/8884.jpg.

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<LA FIDUCIA dei consumatori e la loro capacità di spesa è fortemen (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Umbria)" del 06-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

CRONACA PERUGIA pag. 7 "LA FIDUCIA dei consumatori e la loro capacità di spesa è fortemen... "LA FIDUCIA dei consumatori e la loro capacità di spesa è fortemente penalizzata da una molteplicità di fattori: rincari delle materie prime e dell'energia, speculazioni nel settore immobiliare, mutui e prodotti finanziari alle stelle, tasse e tariffe fuori da qualsiasi controllo, malgrado i Patti di stabilità esistenti in varie Regioni, Umbria compresa. IN QUESTA SITUAZIONE, il rischio recessione è dietro l'angolo e scongiurarlo non è cosa facile". Considerazioni di Giorgio Mencaroni, presidente della Confcommercio della provincia di Perugia. Che aggiunge: "occorre attivare un pacchetto di interventi, che possano fondarsi su tre leve fondamentali: salari, che in Umbria sono inferiori rispetto a quelli nazionali del 7% per gli operai e addirittura del 15,1% per gli impiegati; produttività e semplificazione della burocrazia. L'obiettivo comune ? conclude Mencaroni ? è rilanciare i consumi e la capacità imprenditoriale. Solo così l'Umbria potrà uscire dalla crisi". S.A.

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Scodellatrici (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 06-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Amministrazione all'italiana. Così la definiscono i giornali francesi quando scoprono che anche il loro regime interno, pur tanto celebrato e con ragione, mostra delle pecche. E in nessun Paese ci sono tante madri che vogliono addossarsi gli errori dei loro figli, meglio accusare quelli dei vicini. Stavolta però non si può parlare di sciovinismo, quando siamo noi a denunciare situazioni incredibili. Quanti sanno che esiste in Italia una categoria di lavoratrici definite "scodellatrici"? Dobbiamo a Gian Antonio Stella e a Sergio Rizzo la scoperta di questa nuova?specializzazione. La raccontano nel libro edito da Rizzoli "La deriva", una specie di seguito de "La casta" che ha incontrato un enorme successo. Scrivono: "Cosa fanno? Scodellano. E basta? E basta. Il moderno mestiere è per lo più ancora precario, è nato per riempire un vuoto. Quello lasciato dalle bidelle passate in forza allo Stato che in base a una legge del 3 maggio 1999 non possono, in nessun caso, dare da mangiare ai bambini delle materne". Così le scodellatrici preparano la tavola, scoperchiano i contenitori del cibo, assistono gli alunni e se ne vanno. E i costi? Stella e Rizzo li valutano "quasi un euro e mezzo a piatto. Mille bambini, 1500 euro. Costo annuale del servizio in un Comune di media grandezza con duemila scolaretti: 300.000 euro. Una botta micidiale ai bilanci dei Municipi". Un altro esempio non troppo edificante del nostro compromesso con l'intreccio fra politica-burocrazia-sindacati, considerato che in altri Paesi le scodellatrici non esistono.

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Lotta alla burocrazia, le imprese risparmiano 4 miliardi (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 06-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 13 Lotta alla burocrazia, le imprese risparmiano 4 miliardi IL PIANO SACCONI-BRUNETTA VARATO CON LA MANOVRA ? ROMA ? L'OBIETTIVO è fa risparmiare tra i 17 e i 25 miliardi di euro alle piccole e medie imprese da qui al 2012. E si inizia subito con un primo taglio da 4,1 miliardi. Merito della lotta alla burocrazia decisa dal governo su sollecitazione dell'Europa, che chiede agli stati membri di ridurre in quattro anni del 25% il fardello di scartoffie e adempimenti che, solo per quanto riguarda il nostro sistema produttivo, pesa il 4,6% del Pil (75 miliardi circa). I primi 4 miliardi di minori oneri sono contenuti nel pacchetto di misure di semplificazione previsto dal decreto sulla manovra. Gli interventi sono targati ministero del Lavoro. Ma oltre a Maurizio Sacconi, come ha chiarito il titolare della Funzione pubblica, Renato Brunetta, tutte le varie amministrazioni saranno chiamate a far la loro parte. "Siamo solo all'inizio", ha annunciato Sacconi presentando la deregulation messa in campo finora. Un'operazione che, ha spiegato, "non deregola le tutele, anzi dà loro un grado superiore rispetto al passato". E dunque: abolizione del libro paga (viene sostituito dal libro unico del lavoro) e del libro matricole, drastico ridimensionamento del progetto informativo disabili e procedure più snelle per il collocamento dei disabili. Solo così il risparmio sfiora i 3,6 miliardi a cui si devono aggiungere altri 511 milioni già tagliati dal governo Prodi. BRUNETTA, SECONDO cui le varie cifre sono tutte sottostimate, si dice convinto che alla fine il sistema delle piccole e medie imprese riuscirà a risparmiare anche 25 miliardi. "Dovranno pagare meno consulenti e meno personale interno. E' come una riduzione fiscale". Che avrà anche un altro beneficio significativo: farà emergere dal nero. "Ora ? ha ricordato il ministro della Funazione pubblica ? sono in molti a dire, troppe carte, troppi costi e io non mi metto in regola". Olivia Posani.

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Quei giudici talebani (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 06-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corrado Rosso è amareggiato, ma invita Turrini a lottare "Quei giudici talebani" "Deve ricordarsi che ha 21 anni e una vita davanti" LIVORNO. "Certi giudici sono ortodossi come i talebani afghani". Corrado Rosso, l'allenatore che in questi ultimi due anni ha seguito passo dopo passo la maturazione di Turrini, vive in simbiosi il medesimo dolore del suo allievo pupillo. "Sappiamo bene che la legge degli sportivi è diversa da quella di altre categorie e che anche se hai delle malattie, certe medicine o sostanze non possono essere usate - premette il tecnico torinese - Non è ammissibile però che, in quanto sportivo, uno debba rischiare di diventare cieco perché impossibilitato a curarsi. Le regole contro il doping vanno applicate ma occorre anche adattarle a principi di buon senso. Ed il fatto che il Tas di Losanna non abbia concesso neanche l'attenuante della buona fede ad un atleta onesto come Federico, il quale ha subito ammesso di aver fatto uso del farmaco spiegando le circostanze ai giudici nei minimi dettagli, quelle circostanze che l'avevano indotto a commettere l'errore, dimostra che è avvenuto il contrario". Una leggerezza di gioventù, miscelata ai tempi macchinosi e alla totale assenza di elasticità della burocrazia sportiva, per una ricetta amara come il veleno. "La mia delusione non è comparabile a quella di Federico. Eppure anche per me sono due anni di lavoro duro e ricco di sacrifici - ricorda Rosso con tono di sconforto - Limitazioni anche personali, visto che ho vissuto per lungo tempo lontano da casa e dalla famiglia. Ma il fatto di aver centrato l'obiettivo che ci eravamo prefissati, l'avere trasformato in realtà quello che sembrava all'inizio dell'avventura solo un bel sogno, mi aveva ripagato di tutto". Il castello tirato su si è rivelato invece essere fatto di carte. Un mix letale che potrebbe anche finire con l'uccidere le speranze di gloria e la carriera di un talento emergente come quello del nuotatore livornese. "Bisogna continuare a lottare. Non si può buttare via quanto di buono è stato fatto - è il monito di Rosso - Una volta terminate le Olimpiadi, la prima cosa da fare sarà combattere in sede legale per cercare di ottenere uno sconto sulla pena priva di proporzionalità. Ma anche nel caso in cui la squalifica venga conferma per due anni, Federico Turrini deve tenere bene in mente che ha ancora 21 anni. All'appuntamento di Londra, arriverà ancora giovane e nel pieno della carriera agonistica. E se da parte mia dubito che sarò ancora al suo fianco nel 2012 (Rosso ha ancora un anno di contratto con la Nuoto Livorno, ndr), lui ha ancora tutta la vita davanti per prendersi una bella rivincita. Non solo sul piano morale". A.P.

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Emiliano tra la rabbia degli immigrati "la vostra protesta è davvero giusta" - giuliano foschini (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 06-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina III - Bari Chiedono che le loro pratiche per l'asilo politico siano esaminate. E nel frattempo restano a Palese Emiliano tra la rabbia degli immigrati "La vostra protesta è davvero giusta" Per ottenere quella carta devono dimostrare di provenire da un paese dove è in pericolo la loro vita, dove le libertà non sono rispettate Non mi interessa cosa c'è là fuori. Poi vedremo. So solo che là fuori c'è quello che voglio Ormai è un quartiere di 124 prefabbricati, 720 posti-letto pronti a diventare mille Il giorno dopo la contestazione a Mantovano il clima è più sereno GIULIANO FOSCHINI No, non è l'inferno il Cara di Bari. Perché l'inferno non può essere con l'aria condizionata e il succo di frutta a colazione. Forse, il Cara - acronimo affettuoso del Centro di accoglienza richiedenti asilo - è il limbo: luogo di passaggio, a un passo dall'inferno (il viaggio nelle bagnarole, le cicatrici sulle braccia esibite come tatuaggi ricordo dei paesi di origine). A un passo dal paradiso ("non mi interessa cosa c'è là fuori. Poi vedremo. So solo che là fuori c'è quello che voglio"). Qualsiasi cosa esso sia, il Cara di Bari - 124 prefabbricati da 64 metri quadrati, 720 posti a dormire pronti ad arrivare a mille, asfalto sulla landa desolata di fronte all'aeroporto di Bari Palese - è soprattutto un posto di Bari. Un quartiere di mille persone, un luogo variopinto e intenso dove chiedono Internet e più shampoo, la burocrazia è spesso un paradosso, le giornate passano tra un campo di pallone, la televisione al plasma, l'amore e tutto quanto il resto. Lunedì al Cara è successo il pandemonio: contestazione al sottosegretario agli Interni, Alfredo Mantovano. Donne che si dimenavano per terra, cartelli esposti a favore di telecamere, immagini finite in tutta Italia, il sottosegretario su tutte le furie, "che figura, non doveva succedere" scuoteva la testa ancora ieri mattina il prefetto, Carlo Schilardi, che non se l'aspettava quell'accoglienza. Ieri Schilardi è tornato al centro insieme con il questore, Vincenzo Speranza e il sindaco di Bari, Michele Emiliano, per ascoltare i ragazzi. E capire il perché delle proteste. Emiliano si è seduto al centro della sala, tre traduttori accanto, e si è messo a sentire: cento storie, di disperazione e anche di bugie (molti danno generalità false, dicono di arrivare da zone che nemmeno conoscono nella speranza di ottenere un permesso), pianti e urla ("io sono abituato alle Ccr, sono pronto a tutto"). Ma alla fine una richiesta soltanto: velocizzare le procedure. Al Cara arrivano gli immigrati irregolari che chiedono un permesso da rifugiato politico. Per ottenerlo devono dimostrare di provenire da un paese dove è in pericolo la loro vita, dove le libertà personali non sono rispettate. A decidere sul loro futuro è una commissione (formata da quattro persone) che dice sì o no alla richiesta dopo averli interrogati. La legge dice che la risposta deve arrivare entro venti giorni. E invece il nigeriano Oshan (in una cartellina ha un volantino che dimostra che in Nigeria è stato candidato alle elezioni) è qui da tre mesi, in attesa del colloquio. Lui come la maggior parte dei 928 ospiti che ieri abitavano a Palese: 380 somali, 163 nigeriani, 134 eritrei e poi Afghani, ragazzi el Nenin, Costa d'Avorio, Gambia, Ghana, Liberia, Mali, sembra il padiglione delle nazioni della Fiera del Levante. Quasi tutti sono sbarcati a Lampedusa e usano l'Italia come un passaggio. Sono arrivati a Bari e gli è andata bene. Il centro di Palese sino all'anno scorso era l'inferno vero, roulotte abbandonate a 40 gradi all'ombra. Ora sembra la Svizzera: ad Aprile ha aperto il nuovo centro gestito dalla cooperativa Auxilium, nell'orbita della Cascina. Dà l'idea dello stato attuale delle cose, l'ultima richiesta del direttore sanitario della struttura: abbassare l'aria condizionata, la maggior parte degli ospiti ha il mal di gola. Al Cara si mangia tre volte al giorno e si esce quando si vuole: in pullman per Bari oppure a piedi a Fesca, dove gli immigrati significano business (comprano birre, panini, scambiano le scarpe e le tute che prendono al campo) e qualche guaio. Ciascun ospite costa allo Stato 50 euro al giorno, facendo due conti sono 50mila euro ogni 24 ore. All'interno ci sono i bambini che hanno una ludoteca, giocano con le lettere per imparare l'italiano e si disegnano a cavallo di una moto. Nojakhare Oshodln è un nigeriano, ospite e pittore, che ora ha avuto il compito di colorare i container dei gabinetti. Uomini e donne dormono insieme, "ecco servirebbero un po' di preservativi" sussurrano dal centro, "è una misura di sicurezza per le malattie". "Chiederò di aumentare il numero dei componenti della commissione" promette Emiliano, "così da sveltire le pratiche". Fuori dalla porta lo ascolta un etiope, due militari accanto. Ha una maglietta bianca di Forza Italia.

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Concorsi, ecco i nomi dei commissari Gaia, parte il progetto (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 06-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - BARI - sezione: INPRIMOPIANO - data: 2008-08-06 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Riunione dei top manager Concorsi, ecco i nomi dei commissari Gaia, parte il progetto BARI - Via libera della giunta regionale, riunita ieri sotto la presidenza dell'assessore Onofrio Introna, alle commissioni per i concorsi relativi a 60 posti da dirigente e 70 da funzionario (600 i candidati). Per i 22 posti da dirigente "Area amministrativa": Pietro Curzio, Antonio Di Stasi e Giovanna Iacovone. "Area territorio" (16 posti): Francesco Indovina, Matelda Reho e Nino Matassa. "Economia e lavoro" (20 posti): Francesco Tomasone, Nunzio Angiola e Tiziana Vettor. "Area sociosanitaria" (12 posti): Anna Maria Banchero, C. Pietro Guarini, Vitorocco Perugine. Per i 30 funzionari D1: Carla Ciccarelli, Elena Tropeano, Piervito Bianchi. Per i 30 categoria D3: Michele Costantino, Aurora Vimercati, Michele della Morte. Segretari saranno dipendenti regionali, i presidenti delle commissioni i primi delle terne sopraindicate. Spiccano i nomi della ligure Anna Maria Branchero (dirigente in pensione e consulente dell'agenzia ligure per l'area socio sanitaria); quello di Francesco Indovina (esponente di punta dell'urbanistica italiana); e anche i giuristi Pietro Curzio e Michele Costantino. Ieri, intanto, per la prima volta si è riunita la Conferenza dei direttori di Area, gli otto top manager cui fanno capo tutti i settori della burocrazia regionale. La riunione è stata presieduta, come da regolamento, dal capo di gabinetto Francesco Manna. Un primo incontro per conoscersi e fissare il nuovo appuntamento: per il 3 settembre. A quel punto, i manager dovranno avere la bozza con la riorganizzazione delle funzioni e gli obiettivi prioritari per il programma operativo 2007-2013. F. Str.

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<Subito i cantieri o l'Expo è a rischio> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 06-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-08-06 num: - pag: 49 categoria: REDAZIONALE Infrastrutture Linea 4 e 5, collegamenti tra i terminal di Malpensa: 18 grandi opere da realizzare entro il 2015. "Troppa burocrazia" "Subito i cantieri o l'Expo è a rischio" Nuove ferrovie, metro e strade: per Milano un banco di prova. "Servono tempi da Paese evoluto" "L'Expo è la grande occasione per garantire a Milano e alla Lombardia una rete di trasporto pubblico efficiente" Mancano 2.460 giorni al D-Day dell'Expo. Poco più di sei anni e mezzo. Un tempo ragionevole, nella vita di un uomo, per laurearsi, sposarsi, fare figli. Un batter di ciglia per una città e una regione - Milano e la Lombardia - che ambiscono al grande salto a livello internazionale. Mentre la macchina della governance della grande esposizione è ferma nelle officine di palazzo Chigi, agli esperti di infrastrutture tremano già i polsi. Il dossier di candidatura con cui Milano ha conquistato l'Expo è ambiziosissimo. E i tempi molto stretti. Prendiamo la costruzione in tempi record della Fiera di Rho-Pero. Il bando di gara per il progetto definitivo porta la data del 15 gennaio 2002. Il collegamento ferroviario sarà pronto all'inizio dell'anno prossimo, dopo sette anni. Quello che Milano si pone con l'Expo - in sei anni e mezzo - è un traguardo ben più ambizioso. Che presuppone tempi cinesi nella realizzazione delle infrastrutture. "Direi tempi da Paese occidentale evoluto", precisa Anna Gervasoni, direttore del centro di ricerca sulle infrastrutture dell'università Carlo Cattaneo di Castellanza. Il flop del trasporto pubblico in occasione del salone del mobile insegna: la prima necessità è permettere ai 30 milioni di visitatori attesi di raggiungere la Fiera con i mezzi. Il problema è che la linea rossa non riesce a far viaggiare un adeguato numero di treni. Morale: la diramazione della rossa che da Pagano va verso Bisceglie dovrebbe essere "sganciata" e diventare parte di una nuova linea, la M6. Il progetto è finanziato ma è come un bimbo in concepimento: fermo allo studio di fattibilità. E i visitatori in arrivo su Malpensa? Oggi per andare in Fiera dovrebbero prendersi un taxi. L'alternativa sarebbe andare a Cadorna con le Nord e poi prendere la rossa fino alla Fiera: improponibile. E allora? Allora per collegare Malpensa e Fiera- Expo via treno bisogna creare il cosiddetto "raccordino". Un pezzo di ferrovia che a Busto Arsizio colleghi le ferrovie Nord con la rete della linea Fs Rho-Gallarate. Servono 128 milioni di euro. Tutti ancora da reperire. Mentre a livello di progetto siamo fermi anche qui allo studio di fattibilità. Ma il raccordino non basta. Bisogna anche triplicare i binari della Rho-Gallarate. Solita storia: i soldi (292 milioni di euro) ancora non ci sono. Al secondo posto tra le infrastrutture più urgenti c'è la M4 che collega la città con l'aereoporto di Linate. Peccato che su 910 milioni di euro necessari oggi ne siano disponibili solo 10. E poi c'è la provinciale 46 Rho-Monza. In pratica la chiusura dell'anello della tangenziale Nord, per garantire l'accesso via auto alla Fiera senza impegnare la già congestionata A4. Qui i soldi ci sono. Peccato che, anche stando alla legge obiettivo, i tempi siano già risicatissimi. L'elenco delle criticità potrebbe continuare. Quelle legate a Brebemi, Tem e Pedemontana sono note. Ma prendiamo il più banale acquisto di 30 treni. L'esperienza delle Ferrovie Nord insegna: per avere i mezzi nel 2015 bisognerebbe ordinarli già oggi. "L'Expo è la grande occasione per garantire a Milano e alla Lombardia una rete di trasporto pubblico come Dio comanda. Qui si perde tempo dietro a giochi di potere quando ci dovremmo concentrare meglio e di più sulle cose da fare", taglia corto l'assessore ai Trasporti del Provincia, Paolo Matteucci. "Si tratta comunque di un obiettivo realistico - volge all'ottimismo l'assessore regionale a Infrastrutture e Trasporti, Raffaele Cattaneo -. L'importante è che si cominci a lavorare da oggi". Obiettivi Mancano 2.460 giorni all'Expo, poco più di sei anni e mezzo. Tra le 18 grandi opere da realizzare anche la Brebemi, la Pedemontana e la tangenziale Est esterna Rita Querzé.

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Alloggi popolari senza allacci di acqua e gas - antonella formisani (sezione: Burocrazia)

( da "Centro, Il" del 06-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Teramo Alloggi popolari senza allacci di acqua e gas Gli inquilini: "La casa ci è stata assegnata sette mesi fa ma è inabitabile" Tocca al Comune installare i contatori negli appartamenti ANTONELLA FORMISANI TERAMO. Metà dello "Steccone" è stata radicalmente messa a nuovo. Il Comune ha ultimato la ristrutturazione degli otto alloggi di edilizia residenziale pubblica di via Fonte Regina e li ha anche consegnati. Ma gli appartamenti sono inservibili. Il problema è paradossale, di quelli che accadono solo in Italia. Gli alloggi sono stati consegnati senza gli allacci di acqua e gas. A protestare è Felice D'Andrea che quando il 17 gennaio ottenne il decreto di assegnazione dell'appartamento al pianterreno di via Fonte Regina deve aver pensato che la vita, che con lui è stata tanto avara - è costretto su una sedia a rotelle da troppi anni, per una mielite che lo ha reso non autosufficiente - tutto sommato gli stava sorridendo. Ma il sorriso si è trasformato in un ghigno quando ha scoperto che la casa è inabitabile, visto che c'è la luce - attaccata recentemente - ma non acqua e gas. "Vivo con i 350 euro della pensione da invalido civile e i 450 dell'accompagnamento", racconta D'Andrea, "e non posso certo pemettermi di pagare gli allacci e i lavori accessori. D'altronde, se fossi stato in grado, non avrei nemmeno avuto bisogno delle case popolari". Le persiane dello "Steccone", non a caso, sono tutte chiuse. In verità un inquilino ha fatto mettere con tanti sacrifici a proprie spese il contatore del gas: ha speso 500 euro, fra allacci e lavori alle tubature. E c'è da giurare che la spesa sarebbe simile anche per l'acqua. "Io non posso spendere mille euro", incalza l'invalido, "così per ora sono ospite da mio fratello, a Faiete. Ma lì sono isolato e, vista la mia malattia, se devo chiamare il 118 l'ambulanza ci mette troppo tempo a soccorrermi". Ogni tanto l'invalido, il fratello e la sua compagna vanno nell'alloggio popolare - dove peraltro manca l'attacco per la lavatrice - per evitare che si deteriori. "La casa non si può abitare", commenta amaramente Andrea D'Andrea, fratello dell'invalido, "però ci hanno chiamato per andare a fare il contratto e abbiamo dovuto pagare 119 euro per le spese, più le marche da bollo". Accanto agli assegnatari della casa popolare c'è Antonio Di Berardo del Sicet. "Gli allacci, per legge, sono di competenza del proprietario, quindi del Comune", spiega il sindacalista, "non si è mai visto che l'inquilino debba provvedere in proprio. L'unica cosa che deve fare l'inquilino è la voltura dei contratti. Il fatto che il Comune non assicuri degli allacci di acqua e gas costringe gli inquilini a rinviare ulteriormente il trasferimento, lanciandoli in un'altra odissea fatta di burocrazia, disservizi e ritmi lenti, dovuta anche alle ferie di dipendenti e dirigenti". Il sindacalista lancia un appello al Comune, a cui si associa anche l'inquilino: "Fate presto, sette mesi di attesa sono troppi. E poi tutto lo stabile, proprio perchè disabitato, si sta deteriorando".

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Regione, in pensione carte e timbri (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 06-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Dopo la firma del protocollo, anche un vertice con quelle a statuto speciale sul federalismo fiscale Regione, in pensione carte e timbri Accordo fra Tondo, Brunetta e Microsoft per ridurre la burocrazia ROMA. Addio vecchi documenti in duplice copia. Addio timbri e code al protocollo. La Regione sposa la e-democracy targata Usa e firma con il ministro Brunetta e con la Microsoft un patto anti-burocrazia per trasferire modulistica e documentazione pubblica sul pc. Un progetto pilota in Italia, quello sottoscritto ieri a Roma dal governatore Renzo Tondo e dall'ad del colosso informatico Pietro Scott Jovane. Obiettivo: ridurre errori, tempi e costi di delibere, progetti, appalti e burocrazia. IL SERVIZIO A PAGINA 8.

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Ecco come funziona l'ufficio in questura (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia Pavese, La" del 06-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

PERMESSI DI SOGGIORNO Ecco come funziona l'Ufficio in Questura Sono presidente di un Ente che opera da anni in favore del corretto inserimento degli immigrati sul territorio e le scrivo in merito all'articolo apparso sulla Provincia pavese in cui si lamentavano i tempi lunghi di attesa per ottenere il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno per gli immigrati e si dava in parte la responsabilità di questo all'Ufficio Immigrazione della Questura di Pavia. Sottoscrivo l'articolo per quanto riguarda i problemi relativi al meccanismo farraginoso legato alla procedura prevista dalla legge e quindi ai lunghi tempi di attesa della popolazione immigrata, tuttavia non mi risulta che vi sia stato alcun incontro tra le associazioni pavesi per lamentare e denunciare carenze da parte dell'Ufficio e mi dissocio da qualsiasi lamentela nei confronti degli operatori della Questura. Inoltre vorrei fare alcune precisazioni in contrasto con quanto affermato non correttamente dall'articolo: 1) I kit che si spediscono per posta o attraverso gli sportelli comunali e i patronati vengono inviati al Centro Servizi di Poste italiane a Roma (non alla Prefettura) e gli appuntamenti non vengono dati dalla Questura, ma fissati a livello centrale, per cui l'Ufficio non può fare altro che comunicare le date, non deciderle. 2) Le pratiche relative al primo rilascio dei permessi vengono trattate in modo prioritario per permettere il rilascio in tempi sufficientemente brevi. 3) La ricevuta che attesta la avvenuta domanda di rinnovo del permesso di soggiorno ha, per decreto legge, lo stesso valore del permesso di soggiorno e permette di accedere proprio "a tutti i diritti previsti per chi soggiorna in Italia regolarmente" tra cui l'acquisto di una casa o il contratto d'affitto, il cambio di lavoro, il rientro a casa per le ferie e il conseguente reingresso in Italia, eccetera. 4) La Zecca dello Stato impiega come minimo circa 60/70 giorni, per la stampa e l'inoltro solo per inviare alle Questure il famigerato permesso di soggiorno elettronico. 5) Gli stranieri possono rivolgersi alle associazioni, ai Comuni, ai patronati o seguire in modo autonomo l'iter burocratico del proprio permesso sul sito Internet "Portale Immigrazione" digitando la password impressa sulla ricevuta postale da cui risultano eventuali carenze di documentazione, nonchè la data dell'appuntamento presso la Questura per le impronte digitali e per il rilascio del Permesso e quindi non sono obbligati a recarsi spesso alla Questura perdendo giornate di lavoro. Fatte queste precisazioni di carattere formale, vorrei ringraziare gli operatori dell'Ufficio Immigrazione per la disponibilità ad accogliere settimanalmente gli impiegati degli sportelli comunali, le associazioni, i sindacati, i patronati e quanti si occupano della popolazione immigrata, fornendo indicazioni e cercando di superare le difficoltà che emergono, con grande competenza. Andando settimanalmente nell'ufficio Immigrazione desidero testimoniare inoltre la sensibilità e l'attenzione che dimostrano verso situazioni particolarmente difficili: minori non accompagnati, bambini affetti da gravi patologie, famiglie in situazione di disagio. Il loro lavoro è poco visibile all'esterno, il numero degli operatori è esiguo rispetto alla mole di lavoro e loro stessi vorrebbero poter velocizzare i tempi di attesa e risolvere in pochi giorni i problemi del rilascio dei permessi. Vanna Jahier presidente Cooperativa Sociale Progetto Con-Tatto, Pavia Pavia, presto sistemato il marciapiedi di via Verdi Accolgo l'invito ad utilizzare le pagine del giornale come mezzo per rispondere alla richiesta della signora Agradi in merito alla sistemazione del marciapiede di via Verdi. L'istanza inoltrata dalla signora non ha avuto risposta scritta, forse per errore o forse per distrazione, ma certamente è stata considerata, e valutata, unitamente a molte altre che quotidianamente pervengono a questo assessorato, tanto che ha trovato risposta concreta in occasione della redazione del piano di manutenzione delle strade cittadine per l'anno 2008. L'intervento è infatti stato inserito tra i molti previsti per il prossimo mese di settembre. Colgo l'occasione per ricordare che quest'anno, analogamente a quanto avvenuto lo scorso anno, l'amministrazione ha stanziato per la manutenzione di strade e marciapiedi quasi un milione e mezzo di euro, cifra che, seppur proporzionata ai 330 km di strade e 660 km di marciapiedi che il Comune è chiamato a manutenere, è da ritenersi straordinaria se si considerano le condizioni finanziarie in cui versano oggi gli enti locali e sarà in futuro improbabile visti i continui tagli alle risorse finanziarie su cui potranno contare gli enti locali operati dal governo. Certo che la risposta nei fatti possa soddisfare la sig.ra Agradi e tutti i cittadini anche in assenza di una risposta scritta alla sua segnalazione, mi auguro pertanto di non trovarmi in futuro nell'impossibilità di soddisfare analoghe richieste ed esigenze dei cittadini per una oggettiva mancanza di risorse. Matteo Pezza assessore ai Lavori pubblici Pavia Voghera, una rotatoria all'incrocio pericoloso Prendo spunto dal drammatico incidente accaduto ad un centauro domenica sera all'incrocio tra via Kennedy e viale Martiri della Libertà. Suggerisco all'Amministrazione comunale di Voghera di farsi redigere una statistica degli incidenti occorsi in quell'incrocio negli ultimi cinque anni. Sono sicuro che, dopo questi risultati, si capirà che occorre urgentemente una rotatoria al posto del vecchio impianto di carburanti. A fronte della risposta che potrebbe esserci sui tempi che occorrono e sulla conseguente burocrazia, segnalo che prima si agisce e meglio è per la comunità. Approfitto per segnalare che anche all'incrocio tra via Repubblica e via Sturla occorre una rotatoria, in questo caso mi sembra un incrocio meno pericoloso ma sicuramente eliminerebbe le lunghe attese e code che si formano su viale Repubblica per la lentezza dell'impianto semaforico. Antonio Mennella Voghera Pavia, bene la pensilina Accettiamo le novità Vorrei dire la mia opinione sulla tanto discussa pensilina in piazza della Vittoria. Premetto che non sono architetto e neppure un intenditore di Belle Arti. Sono andato l'altro giorno in piazza per vedere questo manufatto. A me non sembra proprio male, vedo una linea orizzontale che occupa poco spazio e che non stona con l'ambiente, cerco di immaginarla finita, di sera con i faretti accesi dovrebbe fare la sua figura. Potrebbe essere utile alla gente durante la brutta stagione quando va all'edicola a prendere il giornale o dal fiorista. Se non altro, nasconde un po' la facciata della Banca Popolare di Novara che in una piazza medievale ha poco a che fare. Piuttosto vorrei segnalare la necessità che hanno certi palazzi della piazza di essere perlomeno rinfrescati di pittura, soprattutto la "Casa Diversi" del XIV sec. dove ci sono ancora dei sostegni in legno sotto l'arco del porticato. Qualunque segno di cambiamento spaventa noi pavesi. Ad una cosa che abbiamo sempre visto, anche se è brutta, ci affezioniamo e guai a chi ce la tocca. Per questo Pavia come città è sempre stata un paesone, gli altri invece ogni tanto hanno il coraggio di cambiare qualcosa. Giuseppe Lanfranchi Pavia Il traffico e la beffa a Carbonara al Ticino Ancora una volta dalle pagine di questo quotidiano, al quale rivolgo un ringraziamento per la sensibilità con cui accoglie anche le segnalazioni dei singoli lettori, desidero esprimere un commento a seguito delle ultime vicende che hanno ulteriormente generato dubbi di credibilità nei confronti dell'Amministrazione comunale di Carbonara al Ticino. In data 26 gennaio veniva riportato il mio personale dissenso in merito alla dichiarazione rilasciata dal consigliere Vecchi secondo il quale alcuni provvedimenti decisi dall'Amministrazione sarebbero stati preventivamente "condivisi" con i cittadini. Ho voluto pensare allora che l'errata versione dei fatti fosse solo frutto di cattiva memoria del suddetto sig. Vecchi e non di una sua personalissima versione dei fatti. Devo però oggi constatare che le ultime dichiarazioni rilasciate dal sindaco Miatton, in ordine a decisioni messe in discussione dalla minoranza, confermano una scarsa attenzione da parte dell'Amministrazione comunale verso i cittadini, fatto che non alimenta la fiducia nei confronti di chi è stato scelto per rappresentarci. A questo proposito segnalo, come dato inconfutabile di questa triste vicenda, la mancanza di controllo (più volte promesso e ribadito) che avrebbe dovuto far seguito all'interdizione del traffico in via Stazione dalle ore 7 alle ore 10. Tale disatteso (ad oggi) impegno ha di molto aumentato l'insicurezza di via Stazione in quanto la mancanza assoluta di seri controlli stimola i sempre più numerosi trasgressori di tale divieto a pigiare sull'acceleratore per superare al più presto il tratto stradale senza incorrere nei mai effettuati controlli se tali non si considerano i rarissimi e saltuari minuti di presenza dell'addetto di polizia locale (massimo 10 minuti cronometrati). "Oltre al danno, le beffe" è un motto che nessuna Amministrazione dovrebbe applicare tanto meno in vista di una scadenza legislativa che potrebbe portare l'elettorato a compiere altre scelte. Mariella Alloni Carbonara al Ticino.

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VALEGGIO. Il senso unico di via Marconi è motivo d'attrito tra la Confcommercio e l'amministrazione comunale (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 06-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Commercianti al sindaco "Si cambi la viabilità" Sono delusi dal mancato avvio dei lavori per la rotonda in piazzale Vittorio Veneto La replica di Pezzini: "Si faranno tra poco"     Alessandro Foroni Ancora commercianti sul piede di guerra con il Comune per il timore che la nuova viabilità possa isolare il centro. Doveva essere una questione di poche settimane l'installazione di una rotonda in piazzale Vittorio Veneto. E anche di un semaforo che permettesse di effettuare un senso unico alternato, semaforo che avrebbe sostituito quello di via Marconi (strada attualmente a senso unico dal centro ad uscire verso Villafranca). Infatti ad inizio giugno il sindaco, Albino Pezzini, durante una riunione che vedeva presenti l'assessore alla viabilità, Giovanni Pizzamiglio, l'assessore al commercio, Giovanni Veronesi e Gianni Turrini, presidente della Concommercio locale, con una trentina di commercianti, s'era espresso per un veloce cambiamento della situazione. Adesso, a distanza di quasi due mesi e visto che i lavori non sono partiti i commercianti chiedono conto di questo ritardo, con una lettera garbata, ma dai toni fermi. "Nulla di quanto ci era stato promesso", scrive Turrini a nome dei suoi associati, "è stato effettivamente fatto. La stagione estiva ormai è compromessa e le ferie estive sono al culmine. Ora anche l'amministrazione comunale andrà in vacanza, senza aver risolto il problema". Poi la Confcommercio locale mette le mani avanti: "Non vorremmo sentirci rispondere dall'amministrazione che "ci stiamo lavorando" oppure che "la burocrazia necessita di tempi lunghi", ma vorremmo avere delle risposte concrete e soprattutto delle azioni tangibili". Infine Turrini rimarca la necessità di studi sulla viabilità ed auspica che lo si faccia in particolare per le prossime lottizzazioni. Pronta la replica del sindaco Pezzini: "I lavori concertati nella riunione di giugno e relativi alla rotonda di piazzale Vittorio Veneto inizieranno tra pochi giorni, superati alcuni intoppi burocratici. Inoltre, come richiesto in tale riunione, verrà invertito il senso unico di via Marconi e la rotonda provvisoria consentirà la verifica della soluzione definitiva più idonea da realizzare in tempi brevi. Purtroppo i tempi degli uffici ed altre emergenze, come quella dell'amianto alla scuola media, non c'hanno permesso di giungere prima a questo risultato". Poi il sindaco aggiunge: "Mi aspetto dal Pat (Piano di assetto territoriale) un'attenzione particolare al tema della viabilità per affrontare i nodi irrisolti". Uno di questi sarà senz'altro, soprattutto alla domenica, l'incrociarsi del flusso di traffico proveniente da Villafranca, con quello di chi proviene da Borghetto e da Peschiera, cosa che ha spinto più d'uno a consigliare l'istituzione di un senso unico anche in via Murari (dal centro in direzione Peschiera o viceversa). "Per il momento il senso unico in via Murari non è previsto", afferma il sindaco. Dubbi permangono a Giovanni Pizzamiglio, vicesindaco ed assessore alla viabilità: "Ho lasciato il passo al sindaco che ha voluto seguire in prima persona questa vicenda, ma continuo a pensare che, per ragioni tecniche, era meglio il senso unico esistente e che sarebbe utile anche un senso unico in via Murari".

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Sono delusi dal mancato avvio dei lavori per la rotonda in piazzale Vittorio Veneto La replica di Pezzini: <Si faranno tra poco> (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 06-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

VALEGGIO. Il senso unico di via Marconi è motivo d'attrito tra la Confcommercio e l'amministrazione comunale Commercianti al sindaco "Si cambi la viabilità" Sono delusi dal mancato avvio dei lavori per la rotonda in piazzale Vittorio Veneto La replica di Pezzini: "Si faranno tra poco"     Alessandro Foroni Ancora commercianti sul piede di guerra con il Comune per il timore che la nuova viabilità possa isolare il centro. Doveva essere una questione di poche settimane l'installazione di una rotonda in piazzale Vittorio Veneto. E anche di un semaforo che permettesse di effettuare un senso unico alternato, semaforo che avrebbe sostituito quello di via Marconi (strada attualmente a senso unico dal centro ad uscire verso Villafranca). Infatti ad inizio giugno il sindaco, Albino Pezzini, durante una riunione che vedeva presenti l'assessore alla viabilità, Giovanni Pizzamiglio, l'assessore al commercio, Giovanni Veronesi e Gianni Turrini, presidente della Concommercio locale, con una trentina di commercianti, s'era espresso per un veloce cambiamento della situazione. Adesso, a distanza di quasi due mesi e visto che i lavori non sono partiti i commercianti chiedono conto di questo ritardo, con una lettera garbata, ma dai toni fermi. "Nulla di quanto ci era stato promesso", scrive Turrini a nome dei suoi associati, "è stato effettivamente fatto. La stagione estiva ormai è compromessa e le ferie estive sono al culmine. Ora anche l'amministrazione comunale andrà in vacanza, senza aver risolto il problema". Poi la Confcommercio locale mette le mani avanti: "Non vorremmo sentirci rispondere dall'amministrazione che "ci stiamo lavorando" oppure che "la burocrazia necessita di tempi lunghi", ma vorremmo avere delle risposte concrete e soprattutto delle azioni tangibili". Infine Turrini rimarca la necessità di studi sulla viabilità ed auspica che lo si faccia in particolare per le prossime lottizzazioni. Pronta la replica del sindaco Pezzini: "I lavori concertati nella riunione di giugno e relativi alla rotonda di piazzale Vittorio Veneto inizieranno tra pochi giorni, superati alcuni intoppi burocratici. Inoltre, come richiesto in tale riunione, verrà invertito il senso unico di via Marconi e la rotonda provvisoria consentirà la verifica della soluzione definitiva più idonea da realizzare in tempi brevi. Purtroppo i tempi degli uffici ed altre emergenze, come quella dell'amianto alla scuola media, non c'hanno permesso di giungere prima a questo risultato". Poi il sindaco aggiunge: "Mi aspetto dal Pat (Piano di assetto territoriale) un'attenzione particolare al tema della viabilità per affrontare i nodi irrisolti". Uno di questi sarà senz'altro, soprattutto alla domenica, l'incrociarsi del flusso di traffico proveniente da Villafranca, con quello di chi proviene da Borghetto e da Peschiera, cosa che ha spinto più d'uno a consigliare l'istituzione di un senso unico anche in via Murari (dal centro in direzione Peschiera o viceversa). "Per il momento il senso unico in via Murari non è previsto", afferma il sindaco. Dubbi permangono a Giovanni Pizzamiglio, vicesindaco ed assessore alla viabilità: "Ho lasciato il passo al sindaco che ha voluto seguire in prima persona questa vicenda, ma continuo a pensare che, per ragioni tecniche, era meglio il senso unico esistente e che sarebbe utile anche un senso unico in via Murari".

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Misura semplice e efficace Alle imprese: progetti snelli (sezione: Burocrazia)

( da "Denaro, Il" del 06-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Campania Intervista. Achille Coppola Misura semplice e efficace Alle imprese: progetti snelli Una misura semplice che "dovrebbe essere presa da esempio anche dal Governo nazionale". Achille Coppola, presidente dell'Ordine dei dottori commercialisti di Napoli approva il credito d'imposta della Regione Campania e considera "l'automaticità il vero punto di forza della misura". Dal commercialista un suggerimento alle imprese: "Presentare progetti snelli ed evitare investimenti mastodontici: è il momento di stare con i piedi per terra". Che cosa ne pensa del credito d'imposta studiato dalla Regione Campania? E' un provvedimento efficace e semplice. Dovrebbe essere preso da esempio dal Governo nazionale, visto il pasticcio della Visco Sud. Quali i rilievi alla Visco Sud? Pochi fondi, procedure lunghissime: insomma, sembra quasi scoraggiare le imprese dal chiedere il bonus. Quali sono, invece, i punti di forza dello strumento messo a punto dall'assessore Andrea Cozzolino? Se non ci saranno modifiche successive, è una misura snella che allontana la burocrazia dalle imprese. Basterà presentare una domanda e si potrà accedere al bonus. Per le imprese, questo modello di procedura, è importante perchè consente di risparmiare tempo. Quale tipo di incentivi, a suo giudizio, sono efficaci per le imprese campane e, in generale, per quelle del Sud? Gli aiuti automatici che favoriscono gli investimenti in innovazione sono quelli più importanti. Le imprese hanno due grandi esigenze: stare alla larga dalle procedure burocratiche e agganciare la crescita, mettendosi al passo con la nuova tecnologia. Il mondo viaggia velocemente e le aziende del Mezozgiorno devono avare la possibilità di mettersi in linea in tempi rapidi Cosa suggerisce agli imprenditori campani: in che modo sfruttare il credito d'imposta? Bisogna evitare investimenti affrettati, quelli fatti all'ultimo momento per non "perdere" il contributo. Eppoi, sono assolutamente da evitare i progetti mastodontici. Bisogna pensare alle reali esigenze dell'imprese e quindi a progetti snelli. Perchè? Perchè il credito d'imposta non è lo strumento giusto per i grandi investimenti: per questi ci sono i contratti di programma o prima c'era la legge 488. In questa fase, poi, bisogna essere prudenti: l'andamento generale dell'economia italiana, poi, deve portare tutti a mantenere i piedi per terra. del 06-08-2008 num.

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PREMIO MASSINE NELLA TEMPESTA (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (City)" del 06-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

IL GAL DI POSITANO Premio Massine nella tempesta Il direttore Testa: "Cancellato dopo 37 edizioni l'evento di danza" Le istituzioni frenano e trattano ma i fondi mancano ancora Mariagiovanna Capone Tra tre anni dovrebbe compiere quarant'anni. Ma potrebbe non festeggiare i trentasette. Il Premio "Léonide Massine" dedicato alla danza e allestito a Positano per qualche ora viene dato per morto e poi, miracolosamente, resuscita. Una telenovela la cui sceneggiatura sembra realizzata nel segno della burocrazia e dei tagli alla cultura. Tutto ha inizio ieri mattina, quando il direttore dell'Azienda autonoma di soggiorno e Turismo di Positano, Emilio Lucibello, telefona al direttore artistico del premio, Alberto Testa. "Mi ha riferito che la manifestazione era stata cancellata per mancanza di fondi - racconta Testa a caldo - e che la decisione era stata presa già venerdì. Una scelta vergognosa". Per Testa, quindi, il premio è definitivamente tramontato, dopo anni di onorata carriera e centinaia di étoile e compagnie prestigiose provenienti da tutto il mondo che si sono alternate sul palco della spiagga grande. Si mette al tavolino e butta giù una lettera in cui critica aspramente la decisione dell'ente che è sotto l'egida dell'Ept di Salerno, guidata da Gennaro Avella. Una lettera che scatena una polemica, l'ennesima, intorno alla "cenerentola dell'arte" e infiamma l'estate dei "dietrofront" già segnata dalla cancellazione degli show di Dionne Warwick e Sergio Cammariere. Allo sconforto il direttore artistico aggiunge l'imbarazzo di dover avvisare, a un mese dalla premiazione prevista per il 6 settembre, tutti i vincitori attesi per quella data. " una vergogna - continua Testa - sono sdegnato e dopo una vita dedicata alla danza non riesco ad accettare quest'ultima mortificazione. Ma è anche l'immagine di Positano che ne esce corrotta... nonostante gli sforzi per restituire credibilità a una regione umiliata dall'emergenza rifiuti. Con una telefonata è stato cancellato tanto lavoro". Nel suo palmares il premio annovera stelle come Nureyev, Pendleton, Lindsay Kemp, Ezralov fino ai recenti Roberto Bolle e Giuseppe Picone. Senza contare Carla Fracci, che ha partecipato a numerose edizioni. Ma tutto cambia in fretta. All'improvviso, nel tardo pomeriggio, arriva la rettifica di quello che viene definito "un malaugurato malinteso", dice Testa subito dopo un nuovo colloquio telefonico. "C'è stato un fraintendimento - precisa Lucibello - non ho mai detto a Testa che il premio sarebbe stato soppresso". Ma non è detto cher i fondi necessari (circa 100mila euro) saranno stanziati, "anche se stiamo facendo tutti gli sforzi possibili", precisa il direttore dell'ente positanese. "Questa vicenda è il tipico esempio di ciò che affermo da mesi", aggiunge l'assessore regionale Claudio Velardi, "il sistema è organizzato malissimo, ma è quello che ho trovato in questa sciagurata regione. assurdo che si decida solo un mese prima se una manifestazione si può fare oppure no. In futuro - promette - non accadrà".

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DIMEZZATI GLI ONERI A CARICO DELLE PMI (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del 06-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Dimezzati gli oneri a carico delle pmi Tagliare i costi della burocrazia. Con la manovra economica appena varata ne sono stati cancellati 4 miliardi e 100 milioni, grazie alle semplificazioni negli adempimenti che vanno dal lavoro alla previdenza. "Due aree - spiega il ministro del Welfare Maurizio Sacconi - che da sole pesano sulle imprese per 10 miliardi annui". A questi 4 miliardi si aggiungeranno presto altri interventi di risparmio relativi alla privacy, all'ambiente, al paesaggio: ma già l'aver ridotto il carico burocratico sulle imprese che hanno rapporti con la P.A. da 6 miliardi e 300 milioni a 2 miliardi e 700, semplificando obblighi che vanno dalla tenuta dei libri paga ai libri matricola, dai prospetti informativi per i disabili alle dichiarazioni di ottemperanza, è un passo importante. "Il governo - dice il ministro Renato Brunetta - intende tagliare tra 17 e 25 miliardi di costi burocratici che gravano sulle imprese entro il 2012". Ogni anno la burocrazia pesa sulle aziende italiane tra 75 e 100 miliardi e l'Europa chiede agli Stati membri di ridurre di un quarto le spese entro il 2012.

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<Varchi elettronici, gestione semplice> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 06-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Varchi elettronici, gestione semplice" Conegliano"I varchi elettronici consentiranno una gestione semplice e snella della situazione lungo la via". Così il sindaco di Conegliano Alberto Maniero presenta i nuovi varchi. "Da parte dei commercianti stiamo ricevendo dei riscontri positivi. Il nuovo provvedimento ci consentirà di semplificare la gestione dell'area, responsabilizzando i negozianti che ci potranno segnalare i veicoli autorizzati al passaggio in via XX Settembre".In arrivo quindi "Maggiore semplificazione e minor burocrazia". Per andare in contro alle esigenze dei negozianti sono stati presi dei provvedimenti appositi: "Sono state concordate delle fasce orarie, concentrate al mattino, che verranno destinate ai fornitori dei singoli commercianti che comunicheranno in anticipo alla Polizia Locale quali automezzi sono autorizzati al passaggio. Ci saranno dei controlli incrociati, resi possibili grazie alle segnalazioni dei negozianti che avranno la possibilità di comunicare a quali mezzi è consentito il passaggio senza farli incorrere in sanzioni. Il sistema garantisce il rispetto delle regole senza modificare la zona a traffico limitato". Da parte dei commercianti il primo cittadino finora ha riscontrato apertura e collaborazione: "Si sono dimostrati disponibili a collaborare; anzi con loro abbiamo cercato una formula per risolvere gli aspetti più delicati e i casi eccezionali".

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Com'è difficile attuare l'accordo Dellai-Galan (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (OgniSport)" del 06-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Meno di un mese di tempoper presentare i progetti che valgono 12 milioni di euro. Murer, Falcade: "Non si può costuire "rubando" ai vicini" Com'è difficile attuare l'accordo Dellai-Galan I sindaci di confine bellunesi denunciano: "I trentini più avanti coi progetti e soprattutto curano i loro interessi locali" BellunoAccordo di Castel Ivano: in ballo 12 milioni di euro di difficile conquista. Si delinea ardua la strada per i comuni bellunesi confinanti con la Provincia di Trento (Arsié, Canale d'Agordo, Cesiomaggiore, Falcade, Feltre, Gosaldo, Lamon, Livinallongo, Rocca Pietore, Sovramonte, Taibon e Voltago) volta a ottenere una fetta della somma messa sul piatto dall'accordo di cooperazione concluso tra la Regione del Veneto e la Provincia di Trento, il 16 maggio 2007, a Castel Ivano in Valsugana. Per fare il punto della situazione, proprio ieri pomeriggio a Palazzo Piloni, sono stati convocati dalla Provincia i sindaci interessati al progetto."Tanta burocrazia - afferma il sindaco di Arsié Ivano Faoro - che rende la vita difficile. E il primo settembre, data ultima per la presentazione dei progetti, è alle porte. Dopo quasi una decina di riunioni tra sindaci bellunesi e una convention anche con quelli trentini, non si sono fatti molti passi avanti. Da una parte per colpa dell'impianto farraginoso dei bandi, dall'altra a causa della scarsa condivisione di intenti tra enti stessi. L'impressione che si ha è che ognuno agisca individualmente, alla faccia dell'intesa".Tre gli ambiti di azione dell'accordo: infrastrutture, servizi, sviluppo economico. "L'iter da seguire è un po' tecnico - commenta il sindaco di Lamon Vania Malacarne - ma del resto è giusto che sia così. Per quanto ci riguarda, in questo primo anno di accordo, abbiamo puntato l'attenzione soprattutto sulle infrastrutture collaborando con i comuni del Primiero e del Tesino".Il collega di Falcade, Stefano Murer, sottolinea invece che "mi rammarica che vari miei colleghi si siano focalizzati su una progettualità non funzionale a ciò che l'accordo ha proposto. Dico questo perché si stanno privilegiando strade, parcheggi e arredo urbano rispetto a iniziative che abbiano ricadute transfrontaliere. Al contempo mi dispiace che i sindaci trentini, quelli del Primiero in particolare, si siano coalizzati per predisporre iniziative che, per quanto meritorie, puntano al miglioramento socio-economico del proprio territorio. E fin qua va bene. Ma non si può pensare di costruire qualcosa "rubando" a chi gli sta vicino. questo un atteggiamento che, per quanto messo in campo in buona fede, rischia di creare tensioni tra comuni. Fortunatamente Falcade ha un ottimo rapporto con i vicini Moena e Soraga, con i quali si sta lavorando a un piano di sviluppo turistico del passo S. Pellegrino".Raffaella Gabrieli.

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GOSALDO A una coppia di ultraottantenni era stata negata la costruzione dei servizi igienici nella stalla adiacente alla casa. La risposta dell'ufficio tecnico <Bagno sì, ma solo a (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 06-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

GOSALDO A una coppia di ultraottantenni era stata negata la costruzione dei servizi igienici nella stalla adiacente alla casa. La risposta dell'ufficio tecnico "Bagno sì, ma solo all'interno dell'abitazione" Il comune: "Per questi edifici è prevista solo la demolizione senza ricostruzione. Applichiamo il regolamento" GosaldoC'è una sola soluzione al problema della coppia di anziani di ottant'anni ritornati a vivere in frazione Selle (a Tiser di Gosaldo): i servizi igienici si potranno ricavare solo all'interno dell'abitazione (in comproprietà), quindi rinunciando ad una stanza, ma non nell'attiguo fienile oggi ridotto a rudere in seguito ad un incendio.L'ufficio tecnico di Gosaldo risponde con chiarezza e con carte alla mano. E' infatti necessario fare riferimento al Piano Regolatore Generale adottato dal Comune ed approvato in Regione nell'anno 1993. La coppia di emigranti, o chi per loro, infatti non ha mai presentato nei termini consentiti dalla legge, nè le osservazioni al prg, nè la richiesta di ristrutturazione. La situazione attuale considera l'ex fienile e stalla un rudere e come tale è campito in nero nella tavola del piano. L'edificio a tutti gli effetti è divenuto demolibile e la sua demolizione annulla la superficie fondiaria ad esso corrispondente.In paese, a Selle di Tiser, Padre Giovanni Case (missionario), ha affisso delle locandine e raccolto delle firme per chiedere la possibilità di poter ricavare un bagno nell'ex fienile. Nello scritto viene precisato, con toni duri, che le Istituzioni sono state più volte consultate in passato. La risposta ottenuta è stata sempre la stessa: per leggi e regolamenti non è possibile costruire il bagno in quell'edificio distrutto dal fuoco.A tutti gli effetti l'amministrazione comunale ha applicato il regolamento attenendosi alle disposizioni previste dal piano regolatore generale riferito agli edifici passibili di demolizione con sistemazione ambientale."Per questi edifici è ammesso esclusivamente l'intervento "demolizione senza ricostruzione" - spiega l'ufficio tecnico -. E' ammessa la ricostruzione se il proprietario (in questo caso i proprietari ndr.), comunque per la totalità dell'edificio, entro un anno dalla data di adozione del Piano Regolatore Generale, inoltrino domanda di concessione edilizia per ricostruzione da realizzarsi entro il tempo massimo di due anni". Quindi tutto questo doveva avvenire tra il 1993 e il 1995. E qui sta l'inghippo. La richiesta a ristrutturare e ricostruire l'edificio andava inoltrata entro un anno dall'adozione del Prg avvenuta nel 1983, questo non è stato fatto ed a distanza di 15 anni i proprietari hanno perso tutti i diritti sull'immobile. La protesta e la raccolta di firme, per le Istituzioni e l'ordinaria burocrazia nel rispetto di leggi e regolamenti è inutile.Mirko Mezzacasa.

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Lavori, la tabella di marcia dei cantieri (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 06-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

SAN VITO AL TAGLIAMENTO Le risorse in gran parte ci sono, ma i piani sono complessi e la burocrazia rallenta Lavori, la tabella di marcia dei cantieri Viabilità, piste ciclabili e ristrutturazioni: il via agli interventi fra settembre e il prossimo anno San Vito al TagliamentoUna fitta lista di lavori pubblici a San Vito, con cantieri che saranno avviati già da settembre e altri che slitteranno al 2009 per varie cause.L'amministrazione Gregoris ha infatti nelle ultime settimane tirato le somme del programma San Vito città da vivere, un progetto incentrato in particolare sulla sicurezza della viabilità, piste ciclabili e valorizzazione dei beni storici. A San Vito hanno pensato di avviare una ristrutturazione massiccia del patrimonio immobiliare e non, grazie ad importanti finanziamenti, come i fondi ricevuti per la sistemazione dell'ex essicatoio Bozzoli, ex carceri, mura patriarcali, pista ciclabile di via Udine, interventi viari di Prodolone, per il finanziamento parziale delle rotonde agli incroci di via Oberdan e viale del Mattino. E ancora altri fondi sono arrivati per il primo lotto della nuova scuola materna, la palestra delle scuole elementari del capoluogo, le vie Roma, Cesarini, Pantaleoni, un lotto di intervento per l'ampliamento del centro sportivo di via dello Sport."In generale a livello di acquisizione delle risorse riporta la relazione comunale che ha esaminato la situazione- i risultati dell'esercizio sono da giudicarsi molto positivi. Non completamente soddisfacente può invece dirsi l'avanzamento delle procedure per l'effettivo avvio dei lavori".La nota dolente è infatti un rallentamento dell'avvio dei cantieri che stanno slittando a causa di più fattori: elaborazioni di progetti particolarmente complicati, la non piena disponibilità dei finanziamenti per molte opere (ex essicatoio Bozzoli e palestra scuola elementare, nuova scuola materna), la necessità di autorizzazioni esterne (Anas, Soprintendenza, Uffici regionale) o espropri che allungano di molto i tempi. C'è anche un problema di sovraccarico di lavoro degli uffici di progettazione. "Come è accaduto in questo periodo con l'acquisizione di importanti finanziamenti nei Comuni dell'ex Cises, che correlato alla ripresa dell'utilizzo del servizio da parte dei Comuni medesimi, ha determinato una situazione di sovraccarico degli impegni". Il lavoro è tuttavia in fase di smaltimento ed "entro l'anno si può prevedere che vi sia il completamento delle fasi progettuali per procedere agli appalti e all'inizio delle opere".E così ecco la lista dei prossimi cantieri: il primo lotto della nuova scuola materna dovrebbe partire a metà del prossimo anno, così come la sistemazione dell'ex essiccatoio Bozzoli. Nella prima parte del 2009, via ai lavori per via Roma, Cesarini e Pantaleoni mentre entro quest'anno partiranno la sistemazione delle cinte murarie, la pista ciclabile di via Udine e le rotonde dell'Angelina e della Conad. Per quanto riguarda infine le opere in corso, proseguono gli interventi di sicurezza stradale in tutto il territorio mentre sono in via di conclusione l'ampliamento di via dello Sport, l'area camper, l'ampliamento del cimitero e la sistemazione urbanistica di Prodolone.Emanuele Minca.

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Il caporedattore "mobbizzato" in viaggio nell'Italia del lavoro maltrattato (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 06-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

GIGI FURINI Il caporedattore "mobbizzato" in viaggio nell'Italia del lavoro maltrattato Tutto comincia il giorno in cui il giornalista viene spedito a moderare un dibattito. Si siede accanto al politico di turno, e questi (diremo solo che era un giovane parlamentare veneto di sinistra), gli porge un foglietto e gli spiega: "Queste sono le domande che mi devi fare". Allibito, indignato, umiliato, il nostro cronista pensa: "Non sono il suo cameriere, certi suggerimenti non li accetto da nessuno, tanto meno da questo fighetto della politica". Si alza e se ne va. Il giorno dopo il suo direttore si mostra infastidito per quanto è accaduto, ma la cosa sembra finire lì. Invece qualche tempo dopo scatta la punizione: da caporedattore il protagonista (dietro cui si indovina una vicenda autobiografica) viene declassato a fare l'inserto degli appuntamenti, in uno sgabuzzino senza finestre e senza collegamenti, un corpo estraneo rispetto alla vita pulsante della redazione del giornale della nostra provincia, a somatizzare la rabbia e la depressione.Da questa normale storia di mala-redazione parte il lungo viaggio di Luigi Furini dentro le storie umanissime e spesso tragiche del mobbing, del precariato, degli uomini di mezza età rimasti senza lavoro. L'autore, che aveva scritto un anno fa "Volevo solo vendere la pizza", in cui raccontava l'amara comicità della burocrazia contro cui va a cozzare un piccolo imprenditore (lui stesso) che cerca di aprire un'attività commerciale, in questo "Volevo solo lavorare" racconta un'altra Italia ferita, quella di chi viene messo in un angolo nel mondo produttivo. Spesso per decisioni superiori, altre volte per crisi aziendali. La sua personale emarginazione da mobbing è il filo d'Arianna che conduce Furini a incontrare altri uomini e donne che hanno vissuto esperienze analoghe. l'Italia dove cuochi e cameriere vengono licenziati e assunti centinaia di volte all'anno (qualcuno anche più volte nella stessa giornata), con ridicoli eppur reali contratti a termine. l'Italia degli ex manager costretti a fare i baristi per sbarcare il lunario. O di quelli che ricorrono agli antidepressivi per vincere il baratro del nulla improvviso spalancato davanti alle loro esistenze da un licenziamento. l'Italia degli attempati dirigenti che vanno ai colloqui di lavoro tingendosi i capelli, sperando di apparire più giovani e competitivi rispetto ai ragazzi alla ricerca di una prima occupazione.Ma ci sono anche le storie delle donne che spesso devono subire sul proprio corpo l'oltraggio di datori di lavoro violenti o disinvolti. Come le tre impiegate che ricevettero in premio una vacanza ai Caraibi, salvo poi scoprire che i clienti dell'azienda in viaggio con loro si aspettavano gentilezze da postribolo. O l'ex impiegata cinquantenne che ha un contratto di lavoro come cassiera in un supermercato per quattro ore alla settimana, retribuite all'iperbolica cifra di 7 euro, in totale 28 euro a cui si devono detrarre due euro per il bonifico bancario. l'Italia di chi vive alla giornata e ogni sera che Dio manda in terra va a letto invidiando chi un lavoro ce l'ha o invidiando i fannulloni attaccati al loro posticino che a fine mese garantisce loro un regolare, ma immeritato stipendio.Giuseppe Pietrobelli.

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Sciopero in mare dei diportisti (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 06-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Provincia di Sassari Pagina 7033 Porto Torres. Accuse alla giunta Mura: il pontile provvisorio sembra affondato nella burocrazia Sciopero in mare dei diportisti Porto Torres.. Accuse alla giunta Mura: il pontile provvisorio sembra affondato nella burocrazia Gli sfrattati dal porto commerciale protestano --> Gli sfrattati dal porto commerciale protestano Il Comune aveva promesso di posarlo sul mare in tempi brevi, ma con l'ingresso del porto turritano nell'authority di Olbia e Golfo Aranci le carte si sono rimescolate. Ora la decisione definitiva spetta al gigante del mare, la nuova autorità portuale. Hanno allineato tutte le barche sull'acqua e srotolato striscioni di protesta contro il Comune. I diportisti allontanati a marzo dal porto commerciale sono tornati sul luogo del "delitto" e hanno occupato, ieri mattina, l'area della piccola pesca, vicino alla sede della Capitaneria. Una protesta civile, per far capire che loro non hanno la memoria corta. A quattro mesi dallo sfratto per l'inizio dei lavori dello scalo turistico, il pontile provvisorio che avrebbe dovuto ospitare tutti i natanti sembra affondato nella burocrazia e nei rimpalli di responsabilità. Il Comune aveva promesso di posarlo sul mare in tempi brevi, ma con l'ingresso del porto turritano nell'authority di Olbia e Golfo Aranci le carte si sono rimescolate. Ora la decisione definitiva spetta al gigante del mare, la nuova autorità portuale che include le tre porte d'ingresso del Nord Sardegna. Ai pescatori del tempo libero non va a genio soprattutto l'atteggiamento d'attesa dell'amministrazione cittadina e ieri l'hanno fatto capire a suon di slogan e sirene. Si sentono abbandonati, orfani delle promesse e presi in giro da una delibera del Consiglio che non ha bisogno d'interpretazioni. chiara, forse troppo. Infatti è rimasta lettera morta. "Era stato approvato all'unanimità un ordine del giorno che prevedeva la ricerca di una soluzione immediata per le nostre barche, molte delle quali si trovano ancora in secca, in un terreno della zona industriale", spiega Angelo Dedola, rappresentante dei cinquantacinque diportisti. La maggior parte delle imbarcazioni è ancora all'asciutto: rischiano di squagliarsi sotto il sole dell'area tempestata di ciminiere. Nonostante il documento consiliare sia stato ratificato lo scorso primo aprile tutto si è fermato e nel frattempo la potestà delle decisioni è passata all'autorità portuale. Armati di pazienza i proprietari delle barche hanno scritto e faxato alla sede centrale di Olbia per chiedere ciò che avevano già domandato al sindaco Luciano Mura e all'assessore alla Portualità, Giacomo Rum: la sistemazione di un dente d'attracco e tariffe a portata di tasca. La gestione del pontile, infatti, sarà affidata con tutta probabilità a un'azienda privata, la Motomar Sarda. La paura dei diportisti è che dall'intera vicenda possa nascere un tentativo di speculazione. "Noi non siamo nababbi, ma quasi tutti pensionati che abbiamo fatto sacrifici per comprarci queste piccole imbarcazioni. Vogliamo sederci attorno a un tavolo con gli imprenditori coinvolti e i rappresentanti dell'authority. Per ora non ci siamo riusciti anche perché in questa partita il Comune ci ha lasciati completamente soli". Il signor Fausto ha 84 anni. La sua minuta barca di legno che porta addosso i segni del tempo per lui è come una figlia. "Ci hanno sfrattati e abbandonati, ma se pensano di convincerci a lasciare il mare per sempre si sbagliano di grosso. Se Dio mi darà la forza navigherò per altri vent'anni e non saranno di certo i politici a impedirmelo", dice. "L'amministrazione ci ha accompagnato per quattro mesi in un percorso fallimentare - accusa Dedola - e del pontile promesso non si vede ancora l'ombra. Ma noi non demordiamo e contiamo di far sentire ancora la nostra voce con altre azioni di protesta". SAMUELE SCHIRRA.

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Nuova impresa? Fra due anni (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 06-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Prov Sulcis Pagina 2026 Carbonia. Gli imprenditori chiedono rapidità ma lo sportello unico non riesce ancora a decollare Nuova impresa? Fra due anni Carbonia.. Gli imprenditori chiedono rapidità ma lo sportello unico non riesce ancora a decollare Ci vogliono tempi biblici per avviare un'attività --> Ci vogliono tempi biblici per avviare un'attività Tempi lunghi, fino a due anni per avviare una nuova attività produttiva nel Sulcis. Sono i tempi richiesti dalla burocrazia mentre lo Sportello unico per le imprese che dovrebbe ridurre drasticamente i tempi è allo studio da otto anni ma non riesce a decollare. Siamo ancora alla bozza di convenzione. Per chi ha fiducia, e gli imprenditori devono necessariamente averne, il nuovo servizio promette di azzerare i tempi imposti dalle procedure burocratiche per l'avvio di una qualsiasi attività imprenditoriale. Ma per ora il Suap, Sportello unico attività produttive, in dieci anni non è riuscito neppure a completare il suo percorso istitutivo. Al punto che in questi giorni, e il voto del Consiglio comunale di Carbonia lo dimostra, stanno approdando nei vari Comuni del territorio le bozze di convenzione per la gestione associata e il nuovo schema di regolamento. ATTESA INFINITA Gli imprenditori chiedono tempi celeri? Li avranno ma, per il momento, il Suap vive la sua storia infinita e prima che possa concretamente entrare in funzione occorrerà attendere, bene che vada, un altro anno. Ma ne sono trascorsi già dieci da quando anche il Sulcis Iglesiente aveva deciso di rivoluzionare il sistema di concessione delle autorizzazioni creando un'istituzione capace di mettere a disposizione degli imprenditori un procedimento unico finalizzato al rilascio dei documenti necessari nel giro di pochissime settimane. Venti giorni per l'attività più semplice, due mesi per quelle più complesse. L'alternativa è andare avanti con l'attuale tempistica: da sette, anche otto mesi per una normale impresa artigiana e sino, nel peggiore dei casi, due anni per un'impresa di produzione. LE PROCEDURE Non che in tutto questo tempo il Suap sia rimasto al palo. Con la supervisione della Provincia, l'ente chiamato a coordinare la nascita dello Sportello unico, sono nate due associazioni di Comuni (Iglesias e Sant'Antioco capofila) "preposte a convocare le conferenze di servizio per l'analisi e lo sblocco delle pratiche più complicate", puntualizza l'assessore alle Attività Produttive Mauro Esu. Ai Comuni resterà il compito di accogliere tutte le altre pratiche convalidando le autocertificazioni degli imprenditori, i quali per le dichiarazioni mendaci risponderanno dinanzi alla legge. Il sistema è semplicissimo, basterebbe farlo partire. Invece l'intero iter è dovuto ripartire quasi da capo l'anno scorso dopo che la Regione ha sì concesso alle Province fondi per la dotazione informatica dei Comuni, ma ha anche introdotto una serie di novità. Insomma, ostacoli burocratici per un'istituzione che gli ostacoli si prefigge di rimuoverli. GLI OBIETTIVI "Le finalità del Suap sono rivoluzionarie - afferma il responsabile territoriale dell'Api Sarda, Vincenzo Panio - ma siamo in ritardo, e non deve essere motivo di sollievo che sia in ritardo l'intero sistema sardo". Soprattutto se si ripensa al fatto che del Suap se ne parla da circa dieci anni e che Comuni come Carbonia avevano tentato diversi anni fa di introdurre lo Sportello unico anche se l'esperimento si era esaurito nel giro di pochi giorni. "Serve il personale, serve il coinvolgimento dei Comuni capaci di dotarsi dei regolamenti interni in funzione del Suap", puntualizza l'assessore Esu. Un altro passo è stato compiuto, ma l'auspicio degli imprenditori è che il Suap non funzioni con la stessa velocità che gli è servito per nascere. ANDREA SCANO.

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<Falchi> cercano casaVolontariato (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 06-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Falchi" cercano casaVolontariato. L'associazione: "Il Comune ci dia la sede" Il polo oncologico inizia a diventare realtà. Dopo il decreto di finanziamento si è passati alla fase operativa per avviare i lavori. Ieri mattina il manager del "Vittorio Emanuele", dott. Ettore Costa, ha firmato l'indizione della gara d'appalto per la radioterapia. Ed è stato proprio il manager a voler comunicare la notizia ai tanti cittadini che da anni attendono un servizio in più per chi ancora oggi piange le conseguenze di un insediamento petrolchimico come quello di Gela. "Dobbiamo attendere la burocrazia europea - ha spiegato il manager Costa - il tempo della pubblicazione della gara d'appalto, che avverrà, con ogni probabilità, a dicembre, e subito dopo saremo operativi. Ci abbiamo creduto, abbiamo lavorato incessantemente e tutto inizia a diventare realtà". Il trascorrere dei mesi oramai non importa più. C'è una certezza: i malati di cancro fra un anno circa potranno curarsi in città, senza dovere affrontare estenuanti e costosi viaggi della speranza. Un risultato che sicuramente renderà felice chi, da diversi anni, si è battuto - come don Chisciotte contro i mulini a vento - per ottenere la radioterapia in città. Intanto proseguono i lavori all'ex ospizio "Marino" dove sorgerà la radioterapia. Si stanno effettuando i carotaggi e i lavori proseguono celermente. Ma ancora è troppo presto per cantare "vittoria". Gli intoppi burocratici potrebbero essere dietro l'angolo. Nel frattempo il manager Ettore Costa - grazie all'incessante impegno dell'equipe manageriale (direttore sanitario Franco Bennici, direttore amministrativo Salvatore Ficarra) e dell'ing. Vincenzo Spera, che ha subito lavorato per il progetto della radioterapia, per apportare eventuali modifiche secondo le esigenze aziendali - può essere considerato il padre della radioterapia in città, come l'opera che ha realizzato a Ragusa e a Caltanissetta. Il lavoro per riuscire a realizzare la radioterapia non si è fermato neanche in vista delle ferie estive. Con il completamento dell'opera, poi, l'azienda ospedaliera potrà vantare nuovi strumenti diagnostici di radiologia all'avanguardia e garantire ai degenti maggiori servizi. L.M.

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Federalismo, Corte Costituzionale boccia la legge veneta (sezione: Burocrazia)

( da "Sestopotere.com" del 06-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

(6/8/2008 19:39) | (Sesto Potere) - Venezia - 6 agosto 2008 -“Con questa sentenza, la Corte Costituzionale ha messo una pietra tombale su quell'embrione di riforma in senso federalista che fu il Titolo Quinto della Costituzione. Si torna quindi al passato, alle lunghe e tortuose procedure anche per piccoli interventi, che allungheranno i tempi di realizzazione e riproporranno il rischio che riprenda vigore il malcostume dei 'cartelli' tra imprese. Questa partita è persa, ma sto valutando altre azioni. Di sicuro non ci arrendiamo!”. Lo dice l'Assessore regionale ai Lavori Pubblici del Veneto, Massimo Giorgetti, commentando la notizia della bocciatura da parte della Corte Costituzionale della legge veneta sugli appalti pubblici, che “regionalizzava” le procedure di quelli con importi al di sotto della “soglia europea”. “Secondo la Consulta – attacca Giorgetti – noi non tuteleremmo la concorrenza, ma allora mi si spieghi come mai non ci si preoccupa di tutela della concorrenza rispetto alle leggi delle Regioni a Statuto Speciale che privilegiano la territorialità delle imprese! Oggi come oggi il risultato è che loro potranno venire a lavorare liberamente da noi, ma noi non potremo fare altrettanto da loro. Se non è concorrenza sleale questa…!”. Giorgetti annuncia che proporrà quindi alla Giunta veneta di “attivare un ricorso alla Corte Costituzionale per questo aspetto che riguarda le leggi di altre Regioni, non per puntiglio, ma per senso di giustizia nei confronti delle nostre imprese”. “Su questa questione non intendo arrendermi – prosegue Giorgetti – e in questo senso proporrò al Consiglio Veneto una legge nazionale di iniziativa regionale per portare in tutta Italia i contenuti innovativi di quella che la Consulta ci ha bocciato. Se non è possibile fare leggi regionali rispettose delle normative europee e considerate all'avanguardia da tutti gli operatori del settore come nel caso di quella del Veneto – aggiunge Giorgetti – allora ci muoveremo per portare quelle norme su tutto il territorio nazionale. E per questo investirò della questione anche i Parlamentari veneti”. Giorgetti indica anche un “paradosso”: “Ci troviamo nella condizione – fa notare – per cui un Governo nazionale per accelerare le realizzazioni delle opere pubbliche si affida a leggi 'scorciatoia' quali sono di fatto le leggi obbiettivo, ma una Regione come il Veneto, per fare un marciapiede deve utilizzare le stesse procedure di quelle per il…Ponte di Messina!”. “La nostra legge – conclude Giorgetti – permetteva di accelerare e semplificare le procedure di affidamento e introduceva meccanismi di controllo a tutela della trasparenza dell'operato dell'Amministrazione e della qualità delle opere. Tutto inutile: la burocrazia statal-giuridica ha colpito una delle riforme più vere e concrete di questi anni nei quali di riforme si sono letteralmente riempite le bocche, ma solo quelle, di una miriade di esponenti politici”.

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Il Palabam ha cambiato padrone per 2 milioni (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 07-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Sandro Mortari Il Palabam ha cambiato padrone per 2 milioni Ufficiale l'acquisto da parte di Mantova.com: "Investimenti per 1,5 milioni" La società ha rilevato il diritto di superficie accollandosi i debiti della Turra Da ieri il Palabam ha cambiato padrone e dai bresciani fratelli Turra è passato ai mantovani di Mantova.com. In mattinata, davanti al notaio, è stata firmata la cessione del diritto di superficie sul palasport di Boccabusa sino al 25 ottobre 2025 e poco dopo mezzogiorno è arrivato l'annuncio ufficiale da parte di Antonio Caranci, amministratore unico di Mantova.com, nella sede della società in viale Po. "Abbiamo acquistato il Palabam per due milioni di euro, accollandoci tutti i debiti della Turra, e puntiamo ad investire un milione e mezzo di euro per le migliorìe necessarie". Per l'operazione Mantova.com ha costituito una nuova società, la Palamantova srl, di cui detiene il 100% della proprietà. "Palamantova srl da oggi (ieri per chi legge, ndr.) è formalmente proprietaria degli assets del Palabam: sport, bar, ristorante, palestra, parcheggio, area fieristica e area spettacoli. L'operazione di subentro alla Turra, che aveva la gestione e il diritto di superficie in base alla gara per il project financing, è stata concordata con il Comune di Mantova". La trattativa con i Turra è andata avanti per sei mesi sino alla conclusione positiva di ieri: la burocrazia (leggasi la voltura di utenze, agibilità e certrificato di prevenzione incendi), però, impedirà sino al prossimo 15 settembre al nuovo proprietario di aprire il Palabam: "Purtroppo - dice Caranci - a metà settembre le società sportive avranno già programmato la loro attività, ma dal 15 ci adopereremo a tutto campo per risolvere i loro problemi e ospitarle nel nostro impianto". Mantova.com, (fatturato di 10 milioni di euro, tre i soci: Antonio Occhiato, Andrea Begotti e Antonio Caranci) con l'operazione Palabam entra prepotentemente nel gotha dell'imprenditoria mantovana. Caranci punta ad ottenere dal Comune una proroga decennale della convenzione per ammortizzare gli investimenti in programma: "Sarebbe il periodo ideale per riuscirvi, visto che, poi, al termine della convenzione il Comune diventerà proprietario dell'impianto - dice -. Puntiamo, infatti, ad apportare migliorìe acustiche con l'installazione di pannelli fonoassorbenti, a realizzare un impianto di area condizionata per la parte sportiva e ad ottimizzare la parte fieristica, la meno sfruttata, e a produrre energia elettrica attraverso il fotovoltaico; a questo proposito Tea potrebbe essere il nostro primo inetrlocutore. Insomma, vogliamo rispondere alle critiche che sono state rivolte finora alla vecchia gestione e allargare l'utilizzo della struttura. Per quanto riguarda la parte fieristica, puntiamo molto sulla collaborazione con Mantova Expo". Già decisi i tempi per gli interventi: "In questa stagione cercheremo solo di fare i lavori che non bloccheranno l'attività; il grosso, tipo l'impianto di condizionamento, verrà realizzato l'anno prossimo, tra maggio e agosto". Al Palabam da metà settembre si trasferiranno gli uffici di Mantova.com e il box office; forse, (ma certamente più avanti nel tempo) arriveranno a Boccabusa anche gli uffici dell'assessorato comunale allo sport: "Essere presenti sul posto - osserva Caranci - è fondamentale per seguire le varie attività ed evitare che si ripetano le problematiche del passato. Però, affinchè tutto funzioni al meglio, sarà fondamentale rispettare ognuno, proprietà, Comune e società sportive, il proprio ruolo e, soprattutto, i termini della convenzione". Caranci chiude ricordando "il grande sforzo fatto dal Comune e dai Turra per chiudere la partita degli arretrati. Il Comune ha evitato di aprire un contenzioso con la vecchia gestione e i Turra hanno dimostrato disponibilità. Alla fine ci siamo accollati tutti i debiti e la firma sul contratto è arrivata".

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Udc: comunità montane da ripensare (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 07-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Regione Udc: comunità montane da ripensare PORDENONE. Modello, articolazione e funzioni delle Comunità montane vanno ripensati. Lo afferma il consigliere regionale dell'Udc, Maurizio Salvador. La questione sta a cuore alla nuova maggioranza che governa la Regione - ha detto l'esponente centrista - come dimostrato in sede di assestamento di bilancio, dove sono state confermate le importanti risorse a sostegno dei progetti di sviluppo della montagna, e come dichiarato dal presidente Renzo Tondo. I cittadini che vivono in montagna si aspettano risposte concrete alle difficoltà quotidiane. Strade e servizi, ma anche banda larga, meno burocrazia per le attività economiche, trasporti gratuiti per gli studenti che devono scendere in pianura, benzina agevolata, incentivi per un turismo intelligente, salvaguardia del patrimonio naturale e dell'architettura di montagna.

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Martinez: "una grande tragedia adesso il suo passato non conta più" - corrado sannucci roma (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 07-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sport La triplista è arrivata qui da L'Avana con il permesso delle autorità Martinez: "Una grande tragedia adesso il suo passato non conta più" CORRADO SANNUCCI ROMA Magdelin Martinez ha lasciato Cuba per amore ed è cittadina italiana dal 2001. Ha gareggiato con l'Italia conquistando il bronzo nel salto triplo ai Mondiali del 2003. E' partita ieri sera da Roma con la gran parte della nazionale di atletica. Ha saputo del dramma di Tai Aguero? "Spero che tutto possa risolversi al meglio e che possa raggiungere la madre. Mi auguro che le autorità cubane le diano una mano, che lascino stare la rabbia e che abbiano un comportamento che guardi soprattutto al lato umano". Il caso della Aguero è diverso dal suo e da quello della Grenot, la nuova primatista italiana dei 400 piani. Voi siete uscite con i permessi delle autorità. "Purtroppo ci sono delle leggi e che vanno rispettate. Lei è 'scappata' per cui sono nate tutte queste difficoltà". Due anni fa fu impedito alla Aguero di andare ad assistere il padre che stava per morire. "In questo momento, di fronte a queste tragedie, posso dire solo che è una donna molto sfortunata". Ma com'è questo rapporto con la patria lontana? "Non è facile anche se sei perfettamente in regola. Qualche volta hai qualche esitazione a tornare. Io torno a casa spesso eppure, anche se ho la possibilità, ritardo uno-due anni". Le imboscate della burocrazia. "E' un rapporto che può essere angosciante. Io ho ancora mamma e papà vivi ma certo fai sempre un pensiero se succede qualcosa, se fai in tempo ad arrivare, se non ci sono ostacoli al rientro". E' cambiato qualcosa nel passaggio del potere tra Fidel e Raul? "Mi sento spesso con mia madre e dice che le cose stanno andando meglio. Ecco perché spero che il viaggio possa essere tranquillo e che i miei compatrioti possano chiudere un occhio. E che se tutto dovesse andare male, almeno ci possa essere un saluto degno per la mamma".

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Orari ridotti al cup. e le file crescono - marta macchi (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 07-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cecina Orari ridotti al Cup. E le file crescono La spiegazione dell'Asl 6: "Gran parte del personale è in ferie" MARTA MACCHI CECINA. Burocrazia e sanità: ma qual è l'iter che un cittadino deve seguire per effettuare una visita medica all'ospedale? In estate si sa che, soprattutto in un luogo turistico come Cecina, col caldo e l'aria irrespirabile gli acciacchi iniziano a farsi sentire e spesso ci si reca all'ospedale per visite specializzate. Occorre però innanzi tutto prendere appuntamento presso il Cup, centro unificato di prenotazione, per poter passare alla fase successiva, che prevede il pagamento del ticket, e alla visita medica. Ore 11,15, ci rechiamo all'ospedale e ritiriamo il tagliando numerato in attesa del nostro turno. Davanti a noi contiamo una trentina di persone ma il tabellone segna che tra poco toccherà al numero 143. Ci sono molte persone in attesa forse perché l'orario di apertura degli sportelli è variato nel mese d'agosto passando da una fascia oraria la mattina e una il pomeriggio a una che va dalle 7,30 alle 12,30, riducendo così le ore da dieci e mezzo a cinque. Così spesso gli utenti non riescono a compiere tutte le operazioni in questo tempo e sono costretti a tornare più volte: una per l'appuntamento, una per il pagamento del ticket e infine per la visita. L'appuntamento per una qualsiasi visita medica può anche essere preso telefonicamente ma alcuni utenti, in attesa come noi, ci spiegano che è praticamente impossibile: "Spesso non risponde nessuno, siamo dovuti venire qua". Veniamo a sapere che in effetti le operatici addette alle prenotazioni telefoniche sono soltanto in due e gestiscono il traffico di appuntamenti per tutta l'azienda ospedaliera. L'orario del Cup telefonico va dal lunedì al venerdì dalle 8,30 alle 13 e dalle 15 alle 18, mentre il sabato dalle 8,30 alle 12,30. Impossibile dunque con due sole centraliniste pensare di coordinare efficacemente tutte le chiamate in arrivo. Chiediamo se è molto che aspettano: "Sì, e stamani c'è poca gente, si figuri quando è pieno" brontola qualcuno ormai rassegnato alla lunga attesa. Nei cinque sportelli a disposizione degli utenti, uno è chiuso, vengono svolti vari servizi dalle prenotazioni al ritiro delle analisi con o senza pagamento fino al pagamento del ticket. E' qui infatti che dovremmo recarci anche per il pagamento anche se l'azienda offre pure un servizio automatizzato: una macchinetta che permette il versamento evitando gran parte della fila. Operazione però non possibile per chi l'appuntamento è riuscito ad averlo telefonicamente e quindi non dispone di ricevuta ma di un codice, rilasciato dall'operatrice del Cup, che la macchina non riconosce accettando solo il cartaceo. Le lamentele non mancano, qualcuno stufo di attendere se ne va, qualcun altro inganna il tempo andando a prendere al bar qualcosa da bere. Tra chi parla col vicino di sventura e chi continua a fissare il tabellone luminoso, sono le ore 12,15. E ci accorgiamo che il distributore di tagliandini ha smesso di funzionare, causa "numeri terminati". Ore 12,20: usciamo un attimo e al nostro rientro, qualche minuto più tardi, è rimasto soltanto uno sportello aperto. Alle 12,30, orario di chiusura, ci sono ancora persone che aspettano di svolgere le operazioni burocratiche tra cui un signore il quale, vedendo che anche l' ultimo addetto sta abbassando la sua tendina, domanda se è possibile fare una prenotazione. Si sente rispondere: "La faccia per telefono". L'uomo si allontana arrabbiato borbottando "già, se fosse possibile...". "I turni lavorativi sono stati ridotti come sempre e ovunque durante l'estate - è la spiegazione della Asl6 - perché gran parte del personale in questo periodo è in ferie".

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Appalti, bocciatura bis per il veneto (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino di Padova, Il" del 07-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Regione Appalti, bocciatura bis per il Veneto La Corte Costituzionale: no alla trattativa privata fino a 500.000 euro FEDERALISMO VENEZIA. Appalti: otto mesi dopo la bocciatura del ricorso in Corte Costituzionale fatto dal Veneto assieme ad altre regioni italiane contro il Codice nazionale degli appalti, arriva un'altra tegola sulla capoccia delle istanze federaliste. La suprema Corte boccia la legge veneta numero 17 del 7 luglio 2007 sui lavori pubblici, impugnata dal governo Prodi. S'infuria l'assessore regionale titolare della delega, Massimo Giorgetti, come si era infuriato lo scorso novembre, quando l'avvocato della Regione Veneto Vittorio Domenichelli, in una lettera non priva di stupore, aveva dato notizia del ricorso respinto contro il Codice degli appalti (la sentenza è del 23 novembre, la lettera di Domenichelli a Galan del 24). Si badi bene: il testo della legge 17/2007 bocciato dalla suprema Corte era stato concordato tra la Regione Veneto e l'Unione europea, la quale aveva contestato il testo della legge precedente, la numero 27 del 2003, che invece andava bene al governo italiano. C'è chi parla di federalismo, chi fa azioni federaliste, chi le cola a picco e chi aggroviglia la matassa, si suppone non per caso. La sfuriata numero 2 di Giorgetti non è infondata. Il punto chiave della sua legge riguardava le procedure di assegnazione dei lavori pubblici, per i quali il Veneto portava la soglia della trattativa privata fino a 500.000 euro. Questa norma consentiva libera mano per i piccoli lavori pubblici, sottraendoli al Codice degli appalti. Dopo Tangentopoli, il sospetto è che trattativa privata significhi tout court bustarella o tangente. Peccato che per sfuggire a questo sospetto vengano applicati a lavori tipo rifacimento di un marciapiede le procedure di assegnazione del ponte di Messina. Giorgetti lo disse e lo ripete. Con la beffa - aggiunge oggi - di vedere che "contemporaneamente il governo nazionale può accelerare le realizzazioni delle opere pubbliche ogni volta che vuole, affidandosi a leggi-scorciatoia quali sono di fatto le leggi obbiettivo". "Con questa sentenza la Corte Costituzionale ha messo una pietra tombale su quell'embrione di riforma in senso federalista che fu il Titolo Quinto della Costituzione. Si torna al passato, alle lunghe e tortuose procedure anche per piccoli interventi, che allungheranno i tempi di realizzazione e riproporranno il rischio che riprenda vigore il malcostume dei "cartelli" tra imprese. Questa partita è persa, ma sto valutando altre azioni. Di sicuro non ci arrendiamo!". "Secondo la Consulta - insiste Giorgetti - noi non tuteleremmo la concorrenza: ma allora mi si spieghi come mai non ci si preoccupa di tutela della concorrenza rispetto alle leggi delle Regioni a Statuto Speciale che privilegiano la territorialità delle imprese! Oggi come oggi il risultato è che loro potranno venire a lavorare liberamente da noi, ma noi non potremo fare altrettanto da loro. Se non è concorrenza sleale questa! Proporrò alla giunta veneta di attivare un ricorso alla Corte Costituzionale per questo aspetto che riguarda le leggi di altre Regioni, non per puntiglio, ma per senso di giustizia nei confronti delle nostre imprese. Proporrò anche al Consiglio Veneto una legge nazionale di iniziativa regionale per portare in tutta Italia i contenuti innovativi di quella che la Consulta ci ha bocciato. La nostra legge permetteva di semplificare le procedure e introduceva meccanismi di controllo a tutela della trasparenza e della qualità delle opere. Tutto inutile: la burocrazia statal-giuridica ha colpito una delle riforme più concrete di questi anni nei quali di riforme si sono riempite le bocche di una miriade di esponenti politici". (Renzo Mazzaro).

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Pizzo, parla il pentito franzese "sotto tiro i lavori nelle scuole" (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 07-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina VIII - Palermo Una stessa impresa aggiudicataria di sei appalti pagava tutti i clan competenti Pizzo, parla il pentito Franzese "Sotto tiro i lavori nelle scuole" Per ogni scuola ristrutturata in città è stato pagato il pizzo a Cosa nostra. è stato il pentito Francesco Franzese a svelarlo alla Procura. I pm gli chiedevano di alcuni pizzini ritrovati al momento della cattura dei Lo Piccolo: "2.500 scuola Zen (Tonino) 30-10-04", e poi ancora "11050 Zen 1 e Zen 2 Tonino". Il pentito ha spiegato: "La stessa ditta appaltante aveva vinto per sei scuole da ristrutturare a Palermo, ricadevano in tante zona della città, per esempio Brancaccio, Corso dei Mille. Già erano a posto con questo costruttore, diciamo l'avevano avvicinato". Ogni famiglia competente per territorio aveva ricevuto la tassa dovuta. Così, quando fu il momento dei lavori alla scuola Leonardo Sciascia di via De Gobbis, a Pallavicino, i mafiosi dello Zen seppero come comportarsi: "L'imprenditore doveva farne due allo Zen. Venne più facile a Tonino Lo Brano, proprio perché si sapeva che il costruttore si era messo a posto in altre zone". La storia è emersa dopo l'arresto di Sebastiano Giordano, l'ultimo esattore del clan Lo Piccolo fermato dalla squadra mobile su disposizione dei pm Viola, Gozzo, Paci, Del Bene e Picozzi. "All'inizio, per la scuola dello Zen, ci fu comunque qualche intoppo ? ha aggiunto Franzese ? perché il capo cantiere mi pare non sapeva niente di queste cose. Poi, però, le cose si sono sistemate". Ma non del tutto. Qualche altro intoppo arrivò dalla burocrazia. E pure Cosa nostra sperimentò quanto possono essere fastidiose le pastoie che si annidano nello svolgimento delle opere pubbliche. Ecco cosa racconta Franzese: "Il cantiere si era fermato, per questioni di finanziamenti, poi era ripreso. Poi i lavori si erano fermati nuovamente, perché si aspettava l'avanzamento dei lavori". I boss ricevevano con ritardo il pizzo. Franzese giustifica: "Non era una negazione da parte dell'appaltatore". La ditta ha sempre pagato. Fino a quando i poliziotti della squadra mobile non hanno convocato il titolare, mostrandogli i pizzini del libro mastro dei Lo Piccolo e le dichiarazioni dei pentiti. Così, la vittima del pizzo ha ammesso il ricatto. E sono scattate le manette, prima per Lo Brano, capo riconosciuto dello Zen, poi per Giordano. Quest'ultimo è una vecchia conoscenza degli inquirenti. Nel 1996, l'allora gip Marcello Viola ne aveva firmato l'ordine di arresto, ritenendolo responsabile di aver favorito la latitanza di alcun boss del calibro di Carmelo Zanca e Paolo Alfano. s.p.

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Stop ai vigili fantasma: mille a casa - antonio corbo (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 07-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina V - Napoli Stop ai vigili fantasma: mille a casa Il Comune chiede al governo pensioni anticipate e concorsi per 400 giovani ANTONIO CORBO Smog, divieti ignorati, cantieri ingombranti, vigili fantasma. Nell'estate nera il Comune prepara due rivoluzioni: la riforma della polizia urbana annunciata da sempre e un'isola verde per limitare la sosta nel centro, dall'8 settembre. Il progetto è molto più ampio. Il sindaco vuole che la città riapra offrendo finalmente un'immagine diversa: una svolta. La viabilità deve dare subito la percezione del cambiamento. La polizia urbana avrà un comandante: con il grado di generale dei carabinieri arriva il primo settembre Luigi Sementa, un ufficiale dal doppio volto, ex Dia. Inflessibile con i suoi stessi colleghi, sa però valorizzare i migliori, coinvolgendoli nella missione. è atteso dai giovani vigili. Il Comune ha una burocrazia arrugginita. Per essere più giovane e snello, chiede al governo di mandare in pensione anticipata tremila dipendenti in cambio di mille assunzioni. Lo studio, elaborato dal vicesindaco Santangelo per il ministro della funzione pubblica Brunetta, incide sulla polizia urbana: incentivi per l'esodo di un migliaio dei 2462 vigili, solo 650 idonei per il traffico. E concorsi per 400 posti. Nella massima trasparenza. Dettaglio importante: spiega qualche resistenza interna all'arrivo di Sementa. I precedenti concorsi dei vigili hanno sollevato più di un sospetto. Ma la Iervolino ordina il contrario: rompere con il passato. La riforma è preparata da Luigi Scotti, ex ministro della giustizia. Da presidente del tribunale di Roma introdusse un monitoraggio, una statistica che scatenò la competitività tra i magistrati. Un metodo che ha molto appesantito il lavoro dei giudici, accelerando però sentenze e ordinanze. L'assessore Scotti ha la delega per la polizia urbana. Rimodella le sezioni territoriali, creando tre nuclei di specialisti a tutto campo: traffico, abusi edilizi, controlli amministrativi per reprimere il commercio illegale, le occupazioni di suolo, le bancarelle selvagge. Il primo nucleo è sollecitato da Agostino Nuzzolo, il "professore del traffico". Ha chiesto una "polizia municipale stradale", secondo il modello di Madrid. Con concetti nuovi: non conta il numero delle multe, ma interventi puntuali, drastici, mirati per evitare infrazioni che creano ingorghi.

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L'edicola segnalata è chiusa da due anni (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 07-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina IX - Milano L'edicola segnalata è chiusa da due anni "Non so come vengono raccolti i dati, però ogni anno ci sono troppe differenze rispetto alla realtà" Leggo sulla pagina XI di sabato scorso l'articolo in cui si evidenzia che a Milano nel periodo di ferragosto vi saranno 1.500 negozi aperti in più rispetto all'anno scorso. Poi vado dare uno sguardo al libriccino che il comune di Milano distribuisce in questi giorni e noto che nel periodo sopra citato in zona 4, e precisamente in via Dalmazia 21, è aperta l'edicola. Peccato che questa edicola è chiusa da circa due anni. Non so come vengono raccolti i dati elencati nel libretto menzionato, però tutti gli anni vi sono grosse differenze rispetto a ciò che si scrive e che viene annunciato dal comune di Milano. Credo che manchi una seria verifica sul territorio. Primo Maroni Sì, l'approssimazione è al comando, certo non da quando è arrivata Letizia Moratti: ma adesso sembra che tante promesse di efficienza, di solidarietà intelligente, di riorganizzazione si stiano perdendo come farina nel vento. Il caso che cita lei è esemplare: quell'edicola, come tante altre edicole di Milano, seminata di simbolici chioschi che vanno arrugginendosi senza che nessuno metta mano, per la burocrazia funziona. Anzi, la burocrazia suggerisce che, nell'afa agostana, gli appassionati della lettura hanno la loro opportunità. Immaginiamo la scena. Magari così. Un vedovo, pensionato, che grazie alla pensione ha il frigo pieno al massimo di ali di pollo congelate e di latte a lunga conservazione, che beve l'acqua del rubinetto, decide di spendere un euro per leggersi un articolo sulle Olimpiadi. Sente a poca distanza il rumore della tangenziale, gli passano sulla testa gli aerei delle vacanze, maledice gli uni e gli altri. Arriva là dove voleva arrivare, evitando di comprarsi il caffè per risparmiare, e trova... il niente. Alt. Fermi tutti: ma lei davvero crede che un pensionato sia così sprovveduto da credere a quello che gli dice il Comune? Se è diventato vecchio, qualcosa avrà imparato, no?.

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Ho avuto dei danni dal disservizio postale (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 07-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pisa "Ho avuto dei danni dal disservizio postale" CALCI. Una storia di ordinaria burocrazia. La racconta in prima persona Andrea Donati, titolare del distributore di benzina della Agip, sulla via provinciale Arnaccio-Calci, non lontano dal centro del paese. "Da 20 anni sono titolare del chiosco e tutti, non necessariamente clienti, mi conoscono. Primi tra tutti impiegati e dipendenti nell'ufficio postale che dalla mia rivendita dista appena poche centinaia di metri". è dalle Poste, a quanto riferisce Donati, che sono arrivati i problemi. Ascoltiamolo in presa diretta: "Dall'inizio del mese di luglio, non ricevendo più né lettere, né cartoline, né avvisi di pagamento o di riscossione, ricevute bancarie comprese, mi sono preoccupato non poco. Mi sono sentito escluso, proprio "tagliato", ignorato da tutto e da tutti. E dire che il mio lavoro non si è mai interrotto. D'altra parte ricorre l'obbligo di tenere una contabilità aggiornata, attiva: tante entrate e tante uscite...". Continua così Donati: "Mi sono recato di persona all'ufficio postale, in via XX Settembre, e qui è balzata fuori la prima sorpresa. Nel locale adibito allo smistamento della corrispondenza, accanto alla sala operativa degli sportelli, ho chiesto di parlare con il portalettere, cercando soprattutto di informarmi su perché e come fosse successo che non arrivasse più niente. Ho saputo così che sono entrati in servizio quattro postini: due di Napoli e due di Roma. Evidentemente non ben a conoscenza della realtà del territorio. Va bene, mica nutro particolari preferenze geografiche. Neppure mi piaccioni i municipalismi esasperati, non giudico male o bene persone del nord, del centro o del sud d'Italia. Non è questo il punto". "Solo che vengo messo al corrente - continua - che di lettere e di corrispondenza ne sono arrivate in larga misura. Ma non mi sono state recapitate perché nella strada della mia attività manca l'indicazione del numero civico. Per questo non poteva essere consegnata la posta. Non potevano bastare nome, cognome e l'indicazione della via. Ho fatto presente che il distributore non è provvisto di un numero civico. La semplice ragione è che non gli è mai stato attribuito. A questo punto entra in scena il funzionario delle Poste, venuto da fuori, il quale in tono poco conciliante minaccia di fare (lui) la marcia sul municipio. E continua a dire a voce alta che era impossibile che il Comune non avesse assegnato il numero civico alla attività commerciale. Io non discuto, la cosa è abbastanza discutibile. Ma mi interessa altro. Comunque il funzionario mi avverte che i portalettere non sono tenuti a consegnare alcunché senza il numero civico. Si è aperta una discussione concitata e a rischio di degenerare. Ho provato in tutte le maniere a fare ragionare l'altro, rimarcando che conta in ogni caso l'identità del destinatario, io ero pronto anche a fornire il codice fiscale, la ragione sociale della mia attività". "Non sò come andrà a finire - conclude Donati scuotendo la testa - credo che l'episodio sia emblematico e dia la misura dei tempi che viviamo. Rivolgo una domanda semplice ma concreta anche attraverso Il Tirreno, che giornale attento e sensibile a certe situazioni: I danni chi me li risarcisce? Questa storia di non aver potuto ricevere la corrispondenza mi ha creato problemi infiniti". Pier Luigi Ara.

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Lavori infiniti al mercato centrale interpellanza di capuozzo (udc) (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 07-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Livorno Lavori infiniti al Mercato Centrale interpellanza di Capuozzo (Udc) LIVORNO. Salvatore Capuozzo, consigliere comunale Udc, ha rivolto un'interpellanza sui lavori al Mercato Centrale, per costruire il quale "furono necessari cinque anni, mentre per ristrutturarlo... non ne sono bastati 10! E ancora la data di consegna è sconosciuta nonostante le promesse e i commercianti si disperano". Capuozzo spiega che "dietro le transenne si celano attività commerciali in agonia, con i gestori preoccupati e indignati per la lentezza con cui vanno avanti i lavori. così è drasticamente calata la clientela al mercato centrale". "Quello che dovrebbe essere il fulcro del commercio labronico e un'attrattiva per i numerosi croceristi si sta avviando inesorabilmente alla rovina per l'esasperata burocrazia e la lentezza dei lavori". Capuozzo osserva che "è indispensabile che l'Amministrazione dia una risposta concreta sulla fine dei lavori; i commercianti non possono più aspettare, hanno già subito troppi danni economici". Capuozzo, olre a notare che "per i disabili in carrozzina l'accesso è difficoltoso, sia per la pesantezza delle porte che per la ripidità delle rampe", ma soprattuto si chiede di saper quando finiranno i lavori.

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Sulle pale eoliche non ci fermiamo (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 07-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'intervento dell'assessore all'ambiente Anna Rita Bramerini Sulle pale eoliche non ci fermiamo Cioè individuare il sistema per arrivare a produrre - utilizzando la forza del vento, il sole, l'acqua, la geotermia e le biomasse - fino alla metà dell'energia elettrica che consumiamo. Del resto gli scienziati ci dicono che, senza inversioni di rotta, prima del 2050 i consumi di energia raddoppieranno. Di fronte a questa prospettiva abbiamo prima di tutto il dovere di investire in risparmio energetico e in efficienza, poi di provvedere a produrre energia da fonti alternative agli idrocarburi. Siamo impegnati ad applicare la linea europea che da qui al 2020 si pone l'obiettivo di diminuire del 20% consumi ed emissioni e di incrementare la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Con 21 milioni di euro sosterremo la ricerca nel settore e con 105 gli investimenti. Dobbiamo essere consapevoli che investire 1 euro in efficienza energetica evita di immettere in atmosfera 7 volte più anidride carbonica di quanto permetta lo stesso euro investito nel nucleare. Senza contare che le stime più ottimistiche indicano che le riserve di uranio dureranno al massimo per altri 70 anni. Puntare, come ha fatto la Toscana, sulle rinnovabili, è dunque per noi una scelta obbligata. Considerato che l'idroelettrico è già ampiamente sfruttato e senza grandi potenzialità di crescita; che l'incremento delle biomasse (di tutti i tipi) va mantenuto all'interno di filiere corte se non vogliamo contraddire il principio di sostenibilità; che per la geotermia si pensa a come sfruttare le medie e le basse temperature; l'eolico e il fotovoltaico sono le fonti che offrono le maggiori potenzialità di sviluppo. Finora gli strali dei detrattori si sono appuntati sul vento, ma c'è da giurare che tra non molto anche il sole e le distese di pannelli solari (non belle e non a impatto zero) saranno denigrati, come già lo sono i piccoli impianti sui tetti dei nostri centri storici. Nonostante ciò resto convinta che la ricetta migliore sia prevedere un mix tra tutte le rinnovabili, promuovendole al massimo delle loro potenzialità, come fa il Piano energetico regionale. Ovviamente non potrà essere la Regione a realizzare gli impianti, visto che non è né un imprenditore, né un gestore. Il settore pubblico ha il dovere di scegliere e di orientare (e l'ha fatto) creando le condizioni (meno burocrazia, regole certe ed uniformi, maggiore velocità nelle procedure, più informazioni ai cittadini, verifiche preventive e controlli efficienti) per uno sviluppo sostenibile del settore energetico. Il mercato ora potrà e dovrà fare il resto. Per questo approveremo un Piano regolatore dell'eolico che indichi le zone più ventose e quelle dove sarà consigliabile installare i parchi eolici e proporremo ai Comuni di recepire nei loro strumenti urbanistici regole chiare e semplici per l'installazione dei piccoli e medi impianti sapendo che "alternativa", quando si parla di energia, è sinonimo di diffusione e autoproduzione. Nel frattempo favoriremo l'utilizzo massimo delle aree industriali e di quelle di scarso pregio, ma sarebbe altrettanto saggio non demonizzare pale e pannelli su ogni collina o in ogni valle. Nel caso di Scansano il parco eolico è stato realizzato al posto di una centrale elettrica e in un'area, la Maremma, dove da decenni le pale Vivarelli per il pompaggio dell'acqua fanno parte del paesaggio. Abbiamo domande presentate e procedure avviate per realizzare un'altra ventina di parchi eolici in molte province della Toscana, per una potenza da istallare di oltre 120 megawatt. Vogliamo rinunciarvi? Non ce lo possiamo permettere. Nell'attesa faremmo bene a ricorrere -- con le dovute cautele - ad Eolo, dio del vento e ad Apollo, dio del sole. A meno che per scaldarci e illuminare non vogliamo rimanere a Prometeo (che in tempi antichissimi pare avesse regalato agli uomini il fuoco) e alla sua fiaccola. Ma puntare sulle fonti fossili, esauribili e inquinanti, sarebbe miope e presto saremmo costretti, per l'occasione perduta, a mangiarci il fegato mentre, com'è noto, quello di Prometeo lo dilaniava un'aquila. Anna Rita Bramerini (Assessore all'energia e all'ambiente della Regione Toscana).

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L'Urss di Ovadia oggi a Montagne (sezione: Burocrazia)

( da "Adige, L'" del 07-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

TRENTO - Moni Ovadia, con lo spettacolo "Il compagno Rabinovich", proposto insieme ad un gruppo di cinque musicisti nella piazza di Larzana (Montagne, ore 21), il grande protagonista della serata di oggi per il festival "L'arte dell'incontro". Un festival che prevede altri due appuntamenti: il primo, con il cantautore Franco Fasano e la sua band (piazza della Chiesa a Molveno, ore 21); il secondo con il Gruppo "Danza Viva" che presenterà "La vita di San Francesco" a Grumès, in val di Cembra (alle 21). Lo slogan che accompagna Moni Ovadia in "Il compagno Rabinovich", uno spettacolo realizzato insieme alla "Corte Ospitale" di Rubiera, è "Lavoratori di tutto il mondo ridete!". Il compagno (tovàrisch) Rabinovich o il cittadino (grajdanìn) Rabinovich è la figura più celebre dell'umorismo ebraico-sovietico. Attraverso la sua arguzia e le sue avventure noi possiamo viaggiare nelle nefandezze, nelle assurdità, ma anche nei paradossi e nelle contraddizioni umane del sistema sovietico e di tutti i sistemi del "socialismo reale". "Quel sistema liberticida era fondato sulla polizia, la burocrazia, la repressione e la retorica di una propaganda pervasiva fino all'inverosimile - spiega Ovadia - ai tempi di Stalin fu un totalitarismo perfetto portò alla liquidazione fisica di tutte le diversità e le dissidenze. Tuttavia, non fu solo un tempo popolato da uomini larva o robot e da crudeli tiranni e sbirri ossequienti: in quel tempo, donne, uomini, vecchi e bambini seppero perfino sentirsi partecipi di un grande sogno di fratellanza internazionale. Nell'Urss, i comunisti non furono una massa indifferenziata di uomini-partito o uomini-apparato, ma milioni di loro furono esseri umani straordinari, generosi, che con coraggio e con sacrifici diedero le loro vite o combatterono per gli alti ideali della libertà, dell'uguaglianza". A questa umanità, Moni Ovadia guarda con l'estro impertinente del compagno ebreo Rabinovich. 07/08/2008.

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E' STATO pubblicato dalla Gazzetta Ufficiale il <Decreto Mille-Proroghe (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (La Spezia)" del 07-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

CRONACA LA SPEZIA pag. 6 E' STATO pubblicato dalla Gazzetta Ufficiale il "Decreto Mille-Proroghe... E' STATO pubblicato dalla Gazzetta Ufficiale il "Decreto Mille-Proroghe" approvato dal Senato il 30 luglio scorso. Il Decreto ? tra le altre proroghe ? rinvia al 1° gennaio 2009 tutti i nuovi obblighi collegati alla valutazione dei rischi previsti al 29 luglio 2008. "E' una buona notizia per molti imprenditori prima delle vacanze ? spiega Enrico Taponecco, responsabile Ambiente e Sicurezza della Confartigianato e docente esperto sui temi della sicurezza nel lavoro ? e la Confartigianato spezzina ha sollecitato a lungo a livello nazionale un rinvio di certi provvedimenti del Nuovo Testo Unico sulla Sicurezza". Il provvedimento alla Spezia coinvolgeva quasi tutte le imprese, oltre 6mila, industriali, artigianali e commerciali con dipendenti con tempi e costi di applicazione molto pesanti. "Venivano estesi oneri e sanzioni anche sui collaboratori ? prosegue Enrico Taponecco - si introduceva il concetto della 'data certa' sui documenti aziendali, la valutazione dei rischi legati allo stress lavoro-correlato, la differenza di età dei lavoratori e la loro nazionalità, si punivano le violazioni con regimi sanzionatori pesanti che prevedevano anche la sospensione dell'attività ma il problema più spinoso era l'attuazione entro il 29 luglio in un periodo ravvicinato che coincideva con le ferie di molti uffici. Ora abbiamo più tempo e possiamo mettere in condizione le aziende di mettersi in regola". Su certi aspetti del Testo Unico sulla Sicurezza rinviato la Confartigianato non nasconde 'ombre' e 'dubbi' che meriterebbero un ripensamento "Sul tema della sicurezza ? conclude Taponecco - spesso si prendono decisioni immediate, magari dopo un incidente clamoroso finito sui giornali con il risultato di penalizzare interi comparti, di aumentare i costi dell'impresa a scapito dei posti di lavoro, di aumentare la burocrazia e le sanzioni mentre invece si dovrebbe aumentare la consapevolezza del lavoratore e dell'imprenditore, favorire la formazione, incentivare i comportamenti virtuosi". Gli Uffici Ambiente e Sicurezza sono a disposizione per informazioni, sopralluoghi, sugli obblighi rinviati dal decreto allo 0187.286648-32.

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L'odissea dell'ufficio maternità di via dei Vestini, dove donne incinta erano costret (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)" del 07-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Te a fare la fila sotto il sole per presentare la richiesta di maternità anticipata, è già un ricordo. Da oggi per le mamme e i papà di Roma riapre anche la sede di via Brighenti. Dopo la denuncia pubblicata ieri da Il Messaggero e grazie al tempestivo intervento congiunto del ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna e del ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, è stato infatti ripristinato il servizio di sportello anche nella sede al Portonaccio, che dall'inizio di agosto era rimasto chiuso per mancanza di personale. Lo ha deciso il Governo, mobilitandosi immediatamente per trovare soluzioni immediate ed evitare così code e disservizi. In questi giorni, infatti, donne col pancione erano state costrette ad aspettare ore in fila nell'ufficio di via dei Vestini, l'unico rimasto aperto per chi voleva presentare una richiesta di maternità anticipata e le successive proroghe. Per avere un certificato era necessario aspettare anche sei ore. La coda cominciava all'alba, sulla strada. Poi il calvario continuava una volta entrati. I due ministri hanno ritenuto necessario intervenire presso la direzione generale risorse umane e Affari generale, disponendo l'immediata riapertura degli sportelli di via Brighenti. Così da oggi il servizio di sportello sarà ripristinato su entrambe le sedi, nonostante il numero ridotto di operatori che peraltro il ministro Sacconi ha chiesto di rinforzare anche temporaneamente con assegnazione straordinaria. E non solo. Il Governo sta anche pensando di definire una serie di modalità di acquisizione diretta delle istanze on line, così da consentire alle lavoratrici interessate di inoltrare le pratiche senza doversi recare agli sportelli della direzione. Ovviamente un servizio di sportello sarà mantenuto per tutte quelle donne che non potranno avvalersi del servizio telematico. "E' quanto meno singolare, infatti - afferma il ministro delle Pari Opportunità, Mara Carfagna - che donne incinta, che non dovrebbero fare la fila in nessun luogo di pubblica utenza, siano costrette a lunghe attese proprio davanti ad uno sportello dedicato e destinato allo svolgimento di pratiche che riguardano la maternità. Ritengo che le burocrazie dovrebbero essere più friendly e mai penalizzanti". "Quello che si è verificato in via dei Vestini è senza dubbio una disfunzione burocratica - conclude il Ministro - è chiaro che un solo ufficio non può assorbire l'intera domanda e l'utenza coinvolta e interessata. Per questo abbiamo deciso di verificare, insieme al ministro Sacconi, quali potessero essere le soluzioni più immediate per evitare situazioni invivibili". Ve.Cur.

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L'ITALIA dispone di una manovra economica su base triennale, e non come "programma", ma come leg (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 07-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di PAOLO POMBENI L'ITALIA dispone di una manovra economica su base triennale, e non come "programma", ma come legge dello Stato, regolarmente votata dal Parlamento. una novità niente affatto piccola, sia perché dà respiro e prospettiva al problema della riforma del nostro sistema di spesa pubblica (senza la quale non usciremo mai dal nostro pesante deficit), sia perché si impone non come elenco di buone volontà (ce ne sono state già tante), ma come decisioni rese vincolanti dallo strumento legislativo. La manovra non è fatta solo di tagli, ma contiene anche impegni per il futuro: affrontare la crisi energetica col ricorso al nucleare di ultima generazione, intervenire sul sistema dei servizi pubblici locali, rilanciare un "piano casa", immaginare qualche intervento per fronteggiare alcune emergenze sociali. Tutto a questo mondo è perfettibile, ma se non si inizia ad incidere, non si arriverà mai a dei risultati, ed è quanto ci chiede l'Unione Europea che vuol vedere non solo ridotto il rapporto deficit/Pil, ma anche progettualità nel quadro di molti impegni presi (a cominciare dal documento di Lisbona che fissava l'orizzonte dello sviluppo della Ue). Un dato caratteristico ed importante di questa manovra è aver optato per la responsabilizzazione degli attori economici pubblici. I tagli ai ministeri sono generali, è vero, ma costringono anche i ministri, o meglio le loro burocrazie, a fare ordine nelle spese, tagliando loro e non il governo dove c'è da tagliare (anche drasticamente) e concentrando le risorse su quelli che sono gli obiettivi significativi ed importanti per ogni settore. L'alta burocrazia italiana non merita complessivamente il giudizio poco lusinghiero che le viene affibbiato da un radicato pregiudizio nazionale. Se sprechi ci sono, se si investe a pioggia e in cose poco significative, spesso è più colpa del versante politico che ha i suoi "clienti" da accontentare, che non delle direzioni generali e degli organi di indirizzo interno. Adesso, la scarsità di risorse obbligherà a fare delle scelte e politici ed alta amministrazione dovranno confrontarsi e scegliere, senza più l'alibi ben conosciuto da tutti: intanto vediamo di accontentare tutti, poi le risorse si troveranno, al più vedremo di farcele dare l'anno prossimo. Magari si potrà introdurre anche della creatività andando a trovare nel supporto dal privato quei fondi che prima si scaricavano troppo allegramente sulla generosità della mano pubblica.

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Sociale, largo ai privati (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Alto Adige" del 07-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-08-07 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Il documento Otto richieste al mondo della politica Sociale, largo ai privati Il comitato: "Ridurre la burocrazia" BOLZANO - Un documento in otto punti per ricordare a tutte le forze politiche l'importanza del sociale e di tutto l'universo associativo- volontaristico che vi ruota attorno. Il comitato sociale, composto da Caritas, Legacoop, Confcooperative, Kvw e Federazione delle associazioni sociali, scende in campo che chiedere a tutti un impegno a portare avanti quelle riforme necessarie a valorizzare un settore "vitale" per l'armonioso sviluppo della società. E allora più spazio al privato sociale, più trasparenza nell'assegnazione dei bandi, meno burocrazia per la rendicontazione. Ma anche deduzioni fiscali per i redditi più bassi e bonus contributivi per le imprese attente alle categorie più "deboli" come i disabili e le giovani madri. "La solidarietà verso la famiglia, il buon vicinato, i gruppi di auto-mutuo-aiuto, il volontariato sono essenziali per un clima sociale nel nostro territorio. Perciò - spiega il presidente del comitato Heiner Schweigkofler - va rafforzato il sostegno al settore semiformale da parte della politica. Il ruolo dei gestori privati operanti senza scopo di lucro è da tutelare e da potenziare tramite l'assegnazione di nuovi compiti esecutivi ma anche di pianificazione ". Tra le richieste anche l'istituzione di una commissione paritetica che "scriva" le regole per la concessione dei contributi facendo attenzione a semplificare le procedure burocratiche. Importante, Schweigkofler (Caritas): "Occorre semplificare la rendicontazione e dare bonus contributivi alle aziende responsabili" secondo il comitato anche prevedere maggiori deduzioni fiscali e migliori tariffe contrattuali per i redditi più bassi. Da comitato arriva anche una chiara condanna dell'evasione fiscale che danneggia il bene comune. "Lo Stato sociale poggia sulla corresponsabilità solidale di tutti i cittadini che si esprime anche a livello economico. Per prevenire l'evasione fiscale è necessario adottare semplificazioni delle disposizioni di legge ed assicurarne il rispetto " aggiunge Schweigkofler. Una precisa richiesta viene rivolta anche al mondo economico. "Non possiamo farci carico di tutte le difficoltà, per risolvere i casi più critici c'è bisogno dell'apporto di tutti" sottolinea il presidente di Legacoop Alberto Stenico. Da qui la proposta di incentivare la responsabilità sociale concedendo una sorta di "bonus contributivo" a quelle imprese che magari assumono un disabile o concedono un contratto part time ad una giovane madre. M. An. Convinti Stefan Hofer, Alberto Stenico e Heiner Schweigkofler.

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L'associazione (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Alto Adige" del 07-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: BOLZANOEPROV - data: 2008-08-07 num: - pag: 5 categoria: BREVI L'associazione "Prepariamo artigiani e lavoratori da decenni con corsi e iniziative La burocrazia aggiuntiva non serve di certo per salvare vite umane".

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La Cisl attacca l'Apa: boicotta la formazione edile (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Alto Adige" del 07-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: BOLZANOEPROV - data: 2008-08-07 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE La lite Buonerba: blocca l'attività del centro di Laives. Munter: accuse infondate, vogliamo dialogare La Cisl attacca l'Apa: boicotta la formazione edile BOLZANO - "Se le aziende coinvolte nel grave incidente di Lana avessero elaborato un serio documento di valutazione dei rischi, forse oggi non avremmo due lavoratori in gravi condizioni". Lo hanno sostenuto ieri Anton von Hartungen e Michele Buonerba, nel corso di un incontro convocato per criticare la posizione dell'Apa sul decreto legislativo per la sicurezza. "La salute e la sicurezza sul lavoro sono un'emergenza permanente in Alto Adige. Ogni anno vengono censiti dall'Inail 17.000 incidenti sul lavoro - ha affermato Buonerba -. Il nuovo testo unico sulla sicurezza, pur essendo una legge imper-fetta, raggiunge l'obiettivo di implementare politiche virtuose e formazione. è vergognoso criticarne genericamente i contenuti come ha fatto l'Apa. Con il decreto legislativo 81/2008, infatti, sono state abrogate e ricondotte in un unico testo ben 10 leggi che precedentemente erano vigenti. L'impianto giuridico è stato confermato e dal punto di vista procedurale le innovazioni apportate non sono così rilevanti come si vuol far credere. Del tutto demagogica e fuori luogo è la petizione al presidente del consiglio dei ministri proposta dall'Apa". Buonerba ha ammesso che probabilmente "verranno emendati gli articoli inerenti i criteri per la stesura del documento di valutazione dei rischi e il piano operativo di sicurezza relativo ai cantieri edili. In questi articoli sono previsti oneri burocratici complessi che mal si adattano alla piccola e media impresa. Per questo motivo l'entrata in vigore è stata posticipata al 1? gennaio". La Cisl ha criticato l'Apa anche per un'altra iniziativa: "L'associazione pone in essere azioni di sabotaggio alla formazione alla sicurezza. Al Comitato paritetico edile era stato deliberato un contributo di 480mila euro per l'acquisto del nuovo centro di formazione a Laives costato 1,9 milioni. Dopo la fondazione della Cepa, l'Apa ha scelto di porsi fuori dal sistema unitario degli enti bilaterali del settore ma ha chiesto alla Provincia di vincolare in contributo pubblico già deliberato al fatto che questa struttura fosse gestita anche da loro. Il risultato è che senza quei denari il centro di formazione non può essere attivato e si dovrà attendere la sentenza del Tar al quale ci siamo rivolti". Secca la replica di Hanspeter Munter, direttore dell'Apa: "Mi pare che proprio la decisione di emendare il testo dimostra che le nostre preoccupazioni sull'aumento di burocrazia erano legittime. Noi la formazione la facciamo da decenni con migliaia di corsisti e iniziative. Sul Centro di formazione di Laives, dico solo che è frutto delle idee dell'Apa e del nostro capomestiere Markus Bernard, già presidente del Comitato paritetico. Non abbiamo mai cercato lo scontro, ma la collaborazione e cogestione paritaria. Proprio la Cisl si è sempre opposta senza motivo. La decisione della giunta provinciale sul contributo? Non ne faccio parte e comunque è stata adottata all'unanimità". F. E. Critici Anton von Hartungen e Michele Buonerba (Cisl).

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LA MONNEZZA DI PORTO CESAREO (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 07-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - BARI - sezione: 1PAGINA - data: 2008-08-07 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE VACANZE, COSA SERVE E COSA NO LA MONNEZZA DI PORTO CESAREO di CARMINE FESTA L a monnezza sulle spiagge e nel paese di Porto Cesareo dovrebbe suggerire alle persone di buon senso di rivedere tutto quanto si dichiara e si scrive sul turismo pugliese. Porto Cesareo - lo ricordiamo a beneficio delle poche persone che ancora non lo sapessero - è uno dei gioielli di tutta la costa pugliese. Con le sue spiagge di sabbia bianca e il mare cristallino è tra le località simbolo attraverso cui l'immagine della Puglia viene veicolata nelle principali fiere turistiche. Ebbene proprio a Porto Cesareo, in queste ore, si aggirano turisti costretti a scansare cassonetti stracolmi e maleodoranti. Ogni mattina, al risveglio, la speranza che di notte qualcuno abbia provveduto a raccogliere la spazzatura, viene smentita. La monnezza sta ancora lì, sotto il sole. Cresce con le ore. E insieme al numero dei sacchetti cresce anche il disprezzo dei turisti. Lo dimostrano le tredici telefonate giunte in poche ore da Porto Cesareo al numero verde istituito da Regione Puglia e Wwf per la segnalazione di disagi turistici. A Porto Cesareo la spazzatura non viene raccolta o viene raccolta male. Alla ditta incaricata, la "Medusa " di Monopoli, il contratto scade il 14 agosto. Per il risultato del nuovo bando di gara si dovrà attendere la seconda metà del mese. Questa è la burocrazia, già pronta a sfociare nell'immancabile litigiosità da tribunale, nella logica del cavillo e dell'eccezione che affonda tutto. Intanto Porto Cesareo sta rovinando la sua immagine e l'effetto trascinamento si estende a tutta la Puglia. Basta ascoltare il tono e gli insulti che arrivano anche ai telefoni del Corriere del Mezzogiorno. Eccone un piccolo saggio: "siete il solito sud", "nessuno si occupa di pulire ", "ci fanno villeggiare nella monnezza". Conclusi dall'immancabile: "ci dispiace, ma non torneremo più". E' questo il grido che allarma. Lo giriamo al sindaco di Porto Cesareo, Vito Foscarini, che accusa l'azienda di Monopoli senza però attivare un piano anti emergenza. Il sindaco, ex carabiniere, è anche ufficiale sanitario della comunità che governa. Non bisogna aggiungere altro. Prevedo l'obiezione: non esageriamo, non siamo mica a Napoli, qui non ci sono cumuli di rifiuti per chilometri. Uno o due cassonetti circondati da qualche decina di buste… e che sarà mai. Rispondere così è un grave errore. Perché invece non provare ad imitare il punto di vista di chi ogni giorno scende sotto casa e trova la propria città pulita? E parliamo di città con centinaia di migliaia di abitanti, non di un piccolo borgo turistico. A Porto Cesareo vince invece la rassegnazione, si sprecano gli inviti ad avere pazienza e a non massacrare il povero Sud già tanto massacrato. Non è così. E dovrebbero capirlo prima di tutto politici, amministratori, operatori turistici, gli incaricati di promuovere la Puglia in Italia e all'estero. E' inutile alzare la voce per chiedere nuovi aeroporti, strade migliori, collegamenti ferroviari più rapidi ed efficienti. Anche se realizzassimo il più grande e lussuoso aeroporto del mondo, se costruissimo autostrade a otto corsie e avessimo già pronta l'alta velocità tra Bari e Lecce, chi volete che prenda l'aereo, l'auto o il treno per venire a villeggiare nella monnezza?.

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Appalti, stop alla legge veneta Giorgetti: non mi arrendo (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 07-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - VERONA - sezione: CRONACAVERONA - data: 2008-08-07 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE La sentenza Per la Corte Costituzionale la norma è "illegittima" La replica La Regione: "Colpita una riforma vera e concreta" Appalti, stop alla legge veneta Giorgetti: non mi arrendo La Consulta: vìola la concorrenza. L'assessore: faremo ricorso La legge puntava a evitare i cartelli e privilegiare le imprese locali. Era stata impugnata dal governo VERONA - La Corte Costituzionale ha bocciato la legge della Regione Veneto sugli appalti, meglio nota come legge "anti-cartello". Il suo scopo principale era infatti quello di impedire sul nascere la creazione di cartelli in grado di pilotare gli appalti pubblici al di sotto della soglia comunitaria di 5.278.000 euro. Non solo, veniva innalzato fino a un milione di euro il tetto per l'aggiudicazione di appalti con schemi semplificati. Insomma,procedure di affidamento con meno vincoli che avrebbero permesso all'ente pubblico, per i piccoli appalti, di contattare l'impresa a lui più gradita. Ed era sottointeso che, per esempio, un ente veronese si sarebbe rivolto, con tutta probabilità, a imprese veronesi. Non a caso, i costruttori edili locali appoggiavano la legge. Ma la suprema corte ha stabilito che la legge veneta, fortemente voluta dall'assessore ai Lavori Pubblici, il veronese Massimo Giorgetti, vìola la concorrenza. "Allora mi si spieghi come mai non ci si preoccupa di tutela della concorrenza rispetto alle leggi delle Regioni a Statuto Speciale che privilegiano la territorialità delle imprese", sbotta Giorgetti. Che, pur ammettendo che "questa partita è persa", annuncia di valutare prossime azioni. "Proporrò al Consiglio Veneto una legge nazionale di iniziativa regionale - annuncia l'assessore - per portare in tutta Italia i contenuti innovativi di quella che la Consulta ci ha bocciato". La legge veneta sugli appalti era stata impugnata lo scorso settembre dal Consiglio dei ministri nelle parti che si discostavano dalla legislazione nazionale. Il governo di allora aveva parlato di "scelta obbligata" in attesa del pronunciamento della Corte Costituzionale, arrivato martedì. E che ha comportato una sonora bocciatura. Il rischio è ora che qualche appalto possa addirittura venire annullato, anche se la Regione si era tutelata dopo una sentenza dello scorso anno che già aveva quasi integralmente bocciato i ricorsi del Veneto e di altre Regioni contro il "codice degli appalti", emettendo una circolare che metteva in "stand-by" le norme in contrasto con il codice nazionale. Tutto inutile. "La burocrazia statal-giuridica - nelle parole di Giorgetti - ha colpito una delle riforme più vere e concrete di questi anni. A.C. CANTIERI La legge Giorgetti semplificava le procedure di affidamento, ma è arrivata la doccia fredda.

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Costretti ad andare alla mensa dei poveri (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 07-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Udine Costretti ad andare alla mensa dei poveri Anche se risparmi fino all'osso, con poco meno di 400 euro non vivi. Sono testimonianze dolorose quelle ascoltate dalle mezze parole dette, e non dette, da chi deve fare i conti con il denaro che non c'è. "Mangio una volta al giorno, non posso permettermi di più, seleziono con cura quello che riesco a comprare, ma molte volte devo bussare alle mensa dei poveri", dice Rosalia che a tutto pensava fuoroché a una vecchiaia da incubo. "Sono vedova - racconta un'altra signora, Annalisa - e non riesco nemmeno a comprarmi le medicine, con la miseria della reversibilità; purtroppo non riesco a curarmi come dovrei..., non ci sono aiuti, è tutto complicato. Noi anziani non possiamo aspettare i tempi lunghi della burocrazia". E non c'è solo chi deve dire addio a cure e controlli medici, ma anche chi deve rompere il legame con i pochi ricordi di famiglia, come qualche oro, qualche prezioso, simbolo di un legame, di un affetto: "Per tentare di andare avanti, devo staccarmi dai cari ricordi della mia vita, non ho altri mezzi. Ho persino dovuto rinunciare alla fede matrimoniale", dice, senza più alcuna speranza, un signora di 74 anni. Sono queste le situazioni che si moltiplicano, di cui non ci si accorge, ma sono in mezzo a noi, ogni giorno. Niente pasti dignitosi, poche medicine, pochissime visite mediche, niente più gioielli, anche quelli del patrimonio familiare. Come se non bastasse, c'è chi intraprende la pericolosissima via dei prestiti. Secondo Luigi Ferone, almeno il 30 per cento degli anziani a Udine ricorre alle finanziarie. "Non fate prestiti; vi porteranno via il poco che avete, compresa la casa", ha formulato questo appello il consigliere regionale. "Mai come in queste settimane registriamo un vero e proprio assalto delle finanziarie ai pensionati che, spesso, trovandosi senza alternative, firmano così il loro naufragio". (ir.gi.).

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Separata con figlio lavora in Comune ma vive dalle suore (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 07-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Fuori dal bando Separata con figlio lavora in Comune ma vive dalle suore La Chiesa è la sua casa. Maria Vittoria Zappalà non è una suora ma una madre di 44 anni, che da 2 vive in un convento con il figlio, che chiameremo Mario, di 5. Non per scelta, ma per necessità. una dipendente comunale e con i mille euro scarsi che guadagna compra da mangiare, paga i 500 di affitto dalle suore, e i quattro avvocati per la causa contro l'ex marito, "un finanziere, alcolista che mi ha picchiata per anni" denuncia. Eppure, per il Comune di Torino non ha i requisiti per l'assegnazione di un alloggio popolare. Nota a margine, le peculiarità sono tutte soddisfatte. "Ho bussato anche all'immobiliare sociale Locare" racconta, l'agenzia del Comune per far incontrare domanda e offerta, famiglie con un reddito troppo alto per una casa popolare ma troppo basso per gli affitti sul mercato privato: "Ma mi hanno chiesto un anticipo che non posso sostenere". Scuote la testa, impugna la sua cartellina rossa, butta un occhio alla facciata del palazzo comunale dove lavora, poi un altro al convento dove vive, lontano una cinquantina di metri. Entra in un bar all'angolo. Maria Vittoria ha i capelli mossi, gli occhi verdi, le mani curate, le unghie smaltate, un filo di pietre gialle al collo. Si siede a un tavolino, racconta la sua storia: "Credevo che il problema di mio marito fosse risolvibile, che le cose potessero cambiare". Sorseggia un succo alla pesca, sfoglia i documenti dell'avvocato, la denuncia e i referti medici. Ricomincia: "E invece Mario è nato il 7 ottobre 2002 e tutto è rimasto uguale". Nella denuncia presentata il 6 marzo 2006 al Tribunale di Torino si parla di "insulti, botte e minacce di morte con la pistola d'ordinanza rivolte sia alla donna sia al bambino". L'interessato, interpellato in caserma dove vive e lavora, racconta un'altra storia: "Non riesco a vedere mio figlio da 2 anni. Le accuse della mia ex moglie sono infamanti, non ho mai avuto problemi con l'alcol. Sono a posto con la mia coscienza". Punto. Querelle matrimoniale a parte, quella di Maria Vittoria è una lotta con uno stipendio che non basta, con una burocrazia che "non mi informa di quello che succede", con i servizi sociali che "mi illudono e non mettono nulla per iscritto" e con una graduatoria che l'ha lasciata di stucco: "ho chiesto perché mi avessero assegnato solo 9 punti su 12 ma nessuno ha saputo darmi una giustificazione". Maria Vittoria ha paura che il Tribunale dei Minori le tolga Mario che "vive dalle suore, va all'asilo e si trova benissimo. Dice di essere il mio angelo. Ma tocca a me proteggerlo". Si commuove, beve un sorso di succo, gioca con le mani. Pier Bartolo Piovano, lo psicologo che ha in cura Mario racconta: "Il bambino ha subito dei traumi ma il percorso sta dando ottimi risultati. Ho sollecitato i servizi sociali a venire incontro alla signora ma non è servito a nulla. Hanno diritto a una casa ma dopo quanti che vivono situazioni ai limiti? Dopo mille, cinquemila?". Dopo ottomila, ha già risposto il V bando generale per l'edilizia residenziale pubblica. Maria Vittoria chiude la cartellina rossa, esce dal bar. Guarda il convento, sorride e ricomincia a sperare. \.

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Le prime pagine del Lazio (sezione: Burocrazia)

( da "Velino.it, Il" del 07-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Velino presenta, in esclusiva per gli abbonati, le notizie via via che vengono inserite. POL - Le prime pagine del Lazio Roma, 7 ago (Velino) - Roma. Il pacchetto di ordinanze sul decoro urbano che saranno emanate la prossima settimana aprono i quotidiani della Capitale: “Stop a lavavetri e mendicanti”, titola Il Messaggero. Repubblica titola “'Stop a lavavetri e mendicanti'”, mentre Il Tempo sceglie “Lavavetri, Alemanno dice basta”. La notizia appare di spalla sull'Unità: “Le mosse del sindaco contro i poveri”. Secondo quanto anticipato dal sindaco, sarà vietato rovistare nei cassonetti, mendicare per strada e sul sagrato delle chiese, pena la confisca delle elemosine, e lavare i vetri delle macchine ai semafori. Le ordinanze saranno varate in virtù dei poteri speciali riconosciuti dal governo ai sindaci in materia di incolumità pubblica e sicurezza urbana. “Sarà la polizia municipale il 'braccio armato' del Comune – scrive Repubblica –: il Regolamento presto doterà, infatti, di pistola tutti gli appartenenti al Corpo. Contro le lucciole, verrà riproposta la linea dura adottata a Verona dal sindaco leghista Flavio Tosi con multe ai clienti fino a 500 euro”. “Il sindaco blocca la norma anticassonetti”, titola il Corriere, in riferimento alla retromarcia del sindaco sulla norma che vietava di rovistare nei contenitori dell'immondizia. Taglio centrale su Libero: “è polemica sul divieto di rovistare nei cassonetti”. Lo stop è arrivato, spiega il quotidiano, dopo le critiche della comunità di Sant'Egidio: “Se non si potrà più rovistare nei cassonetti, mi auguro si trovi comunque il modo di offrire da mangiare a chi non ne ha”, ha detto il portavoce Mario Marazziti. Sulla stessa linea si è espresso anche Don Ciotti: “Capisco la giusta preoccupazione per la tutela della salute e dell'igiene delle persone, ma chi rovista nei cassonetti per mangiare deve poter vivere. Chi arriva a quel punto lo fa perché si trova in una condizione drammatica. è giusto avere attenzione per la salute, visto che nei cassonetti c'è di tutto. Ma vanno anche create le opportunità per una condizione di vita dignitosa”. “Così, in serata, è arrivata la frenata – spiega il giornale –: 'Ci siamo fermati, ha detto Alemanno, dopo le osservazioni delle associazioni di volontariato. Cercheremo di verificare, con loro, che non ci siano effetti negativi all'ordinanza'”. Da segnalare all'interno: “Armi ai vigili: 'Momento storico per la sicurezza'”. Domani sarà approvato in giunta il nuovo regolamento per il corpo di polizia municipale. Il Corriere dedica un servizio alla Capitale anche nell'edizione nazionale: “Amato entra nelle 'Attali' del Campidoglio”. L'ex ministro dell'Interno oggi incontrerà il sindaco Alemanno prima dell'annuncio ufficiale della sua partecipazione alla commissione lanciata dal primo cittadino, con l'obiettivo di elaborare progetti per il rilancio di Roma. “Resta ancora una riserva sul ruolo che ricoprire – scrive il giornale –: se sarà presidente o semplice componente”. Della commissione bipartisan fanno parte anche Franco Bassanini e i costituzionalisti Enzo Cheli e Achille Chiappetti. Apertura politica per l'Unità, che dedica l'apertura a un bilancio sui primi tre mesi dall'insediamento del nuovo sindaco: “Alemanno, cento giorni a marcia indietro”. Secondo il quotidiano finora il primo cittadino ha dato prova di “incertezze e di improvvisazione al potere”. “I vertici di Atac a rapporto dal sindaco”, titola Libero. Nei prossimi giorni il primo cittadino incontrerà l'amministratore delegato dell'azienda di trasporto pubblico urbano, Gioacchino Gabbati, per fare chiarezza su appalti poco chiari e l'impiego privato di auto aziendali. Un richiamo sulle partecipate del Campidoglio appare su Repubblica: “Cambio al vertice dell'Ama va via Eramo, arriva Panzironi”. Il cda dell'azienda municipalizzata ha accolto le dimissioni dell'amministratore delegato Biagio Eramo. Il suo posto sarà preso dall'ex segretario generale di Unire, Franco Panzironi. “Per convincere Eramo, già ingegnere in Acea, è bastato garantirgli il ritorno nella spa di provenienza con un incarico di rilievo”, riporta il quotidiano. “L'Opera? Rimandata a settembre” è l'apertura del Giornale. Il cartellone di programmazione 2009 è sospeso. A settembre è previsto un nuovo appuntamento tra il sindaco Alemanno, nuovo presidente del consiglio di amministrazione del Teatro dell'Opera, e il sovrintendente Francesco Ernani. “Dopo la deludente stagione estiva di Caracalla, rimarcata dalle recensioni negative di alcuni quotidiani, e funestata perfino dal crollo della scenografia dell'Aida, a poche ore dall'inizio dello spettacolo, sul Teatro dell'Opera si continua a non vedere l'obiettivo rilancio paventato oltre un mese fa”, commenta il Giornale. Nel taglio centrale l'Unità torna sullo scontro tra Regione ed esecutivo per i trasferimenti statali: “Il governo: 'Niente soldi per la sanità del Lazio'. E ora anche il Campidoglio attacca Marrazzo”. Ieri Alemanno si è infatti detto “deluso dai provvedimenti dalla Giunta e votati in sede di assestamento di bilancio dal Consiglio regionale”. Inoltre il giornale cita fonti parlamentari secondo le quali all'interno dell'esecutivo non ci sarebbe accordo tra An e Forza Italia sui nomi di eventuali sostituti di Marrazzo da commissario ad acta. An vorrebbe Andrea Augello, i forzisti “un profilo più tecnico e meno politico. Tra i papabili il liquidatore di Parmalat Enrico Bondi, il direttore amministrativo del Gemelli Antonio Cicchetti e l'ex ragioniere generale dello Stato Andrea Monorchio. Nella stessa posizione Repubblica impagina le critiche degli abitanti del centro storico contro la chiusura del San Giacomo. Da segnalare all'interno, sul tema, un'intervista al vicepresidente della Giunta Regionale, Esterino Montino: “'Senza i 5 miliardi che ci spettano il danno erariale sarà enorme'”. Montino definisce quella del governo “un'aggressione politico-istituzionale che non ha nessun precedente nella storia della Repubblica italiana. Non è mai successo nulla di analogo con altre istituzioni. E domandiamoci perché con il Lazio e non invece con la Campania, che ha qualche altro problema insieme alla Sanità, o con l'Abruzzo, che sta in una situazione particolarmente grave. O con la Calabria o la Sicilia e così via”. Il danno consolidato sul mancato trasferimento, sempre secondo Montino, è al momento di 44 milioni di euro “e ogni giorno cresce di un milione”. “Piano di rientro, i dubbi della Corte dei conti”, titola un riquadro di prima pagina su Libero, sulla relazione “Controllo sulla gestione sanitaria” pubblicata ieri sul sito della magistratura contabile. Per la Corte la Regione non avrebbe fatto abbastanza per frenare il disavanzo. Il tema sanità appare di spalla anche sul Messaggero: “Marrazzo: 'Il Centro non sarà abbandonato: avrà il pronto soccorso'”. Di spalla: “Sessantenne perseguitato dall'ex amante fotomodella”. La foto di prima è per il ritrovamento di un mausoleo romano sotto lo stadio Flaminio. Quella del Corriere è invece per la visita del ministro per le Pari opportunità, Mara Carfagna, al campo nomadi di Tor de' Cenci. In taglio medio: “La gang delle carte di credito: furti a Roma, case in Nigeria”. In u riquadro: “Preso il 'mago dei falsi permessi di soggiorno”. La notizia appare in taglio basso sull'Unità (“Falsi permesso di soggiorno a 5mila euro: arrestato un egiziano”). A fondo pagina, sul Corriere: “A 220 all'ora sul lungomare, 180 multe”. “Ufficio maternità, porta aperte in 2 sedi”, Messaggero. Di spalla: “Botticelle, malore al cavallo: nuovo esposto dell'Anpa”. Taglio basso su Libero: “Fermiamo la sofferenza delle botticelle”. “Il commercio non va in ferie”, titola a centro pagina Il Tempo. Per Confesercenti la crisi porterà seimila negozi in più dell'anno scorso a tenere le serrande alzate anche nel periodo di Ferragosto. A fondo pagina: “Salvi undici cinema di Cecchi Gori”. Nella stessa posizione sul Giornale si legge: “Casa al mare: cresce Terracina, scende Nettuno”. A rivelarlo è uno studio Tecnocasa. Frosinone. Apertura sullo stesso argomento per i quotidiani: “Rapina all'ufficio postale”, titola Il Tempo; “Assaltano le poste con il mitra” è l'apertura di Ciociaria Oggi. Ieri mattina all'ufficio di via Porta della Valle nel centro storico di Castro dei Volsci due malviventi armati di mitra hanno sfondato la grata per poi fuggire in sella a un motorino con un bottino da 25mila euro, consegnato venti minuti prima dal furgone portavalori per il pagamento delle pensioni. A centro pagina sul quotidiano di piazza Colonna: “Ruba la benzina e scappa”. è accaduto nel capoluogo. L'uomo, un 41enne napoletano, per fuggire ha sfondato la sbarre del casello autostradale, ma è stato fermato dopo un inseguimento. A fondo pagina: “L'impianto di San Vittore è sicuro e non inquina”. Lo ha affermato il presidente del gruppo Acea Enzo Di Matteo. Nel taglio centrale di Ciociaria Oggi: “Truffatori in trappola”. Quattro nomadi di origine pescarese sono stati denunciati perché fingendosi assistenti sociali raggiravano ed estorcevano denaro a persone anziane. Politica in taglio alto: “Pallone nuovo coordinatore regionale di FI”. Il consigliere regionale è stato nominato direttamente da Berlusconi dopo la sostituzione di Francesco Giro, d'intesa con il coordinatore nazionale Denis Verdini. Di spalla, in un riquadro: “Tifosi, la violenza scende di categoria”. “Nel corso dell'ultima stagione sportiva a creare i problemi maggiori sono stati gli spettatori che si accalcano nei campi minori – scrive il quotidiano –. Tuttavia l'inizio dell'anno con gli scontri all'amichevole Cassino-Frosinone induce la Digos a tenere alta la guardia”. Fra i richiami: “Frosinone, fa il pieno e fugge: rocambolesco inseguimento”, “Ferentino, fatture false: ex dipendenti condannate a risarcire il Comune”, “Esperia: è morta Maresa Fidato, sindaco per 10 anni”, “Fiuggi, alle terme un record negativo per gli incassi”, “Vallecorsa, incidente in ambulanza, muore un 74enne”, “Sora, strade pericolose: intervenga l'Astral”, “Picinisco, Feretri estumulati: il Tar dà ragione al Comune”. Latina. Abusivismo edilizio, emergenza rifiuti ed edilizia residenziale pubblica in evidenza nelle aperture dei quotidiani pontini. Il Nuovo Territorio apre con “Le 1200 case di Zaccheo”: “Approvato il bando per l'edilizia residenziale pubblica. La realizzazione degli alloggi non graverà sulle casse del Comune”, spiega l'occhiello. Stesso titolo per l'apertura del Tempo: “In arrivo 1.200 case popolari”; “Latina. Saranno realizzate in cinque zone diverse della città su un'area di circa 83 ettari”, recita l'occhiello; “Il costo complessivo dell'attività sarà di novanta milioni di euro”, afferma il catenaccio. Taglio centrale sul Messaggero: “Alloggi popolari, case per 14.000 cittadini”; “Rosolini e il sindaco assicurano: quartieri a misura d'uomo, sul modello di fondazione della città”, spiega il catenaccio. Foto notizia sulla Provincia: “'Case per tutti, è una svolta'”. Il quotidiano diretto da Luigi Cardarelli apre con “Rifiuti, ecco la sfida”: secondo l'occhiello, “I vertici di via Costa stanno rivedendo gli ultimi dettagli del bando”; “Cusani: 'Chiuderemo il ciclo e bonificheremo a costi contenuti'”, aggiunge il catenaccio. Latina Oggi dedica l'apertura a “Gli abusi degli intoccabili”: “La Forestale scopre un manufatto aggiuntivo nella villa del vip: sopralluogo differito”, spiega l'occhiello; “Sabaudia, accesso inibito agli agenti che trovano la porta murata”, recita il catenaccio. L'apertura del Messaggero è “Delitto Catani, un'inchiesta bis”: secondo l'occhiello, “Dagli elementi già contenuti nel fascicolo d'indagine, nuovi spunti per risolvere il delitto di Bella Farnia”; “E la posizione della moglie della vittima va verso l'archiviazione”, aggiunge il catenaccio. Cronaca nera nei tagli centrali: Latina Oggi impagina “Morto in ambulanza”: “Gaeta, scontro tra una vettura e un mezzo del 118”, si legge nell'occhiello; “Luciano Vincenzi è deceduto durante l'incidente”, precisa il catenaccio. Richiamo sul Nuovo Territorio (“Scontro con l'ambulanza, muore 74enne trasportato”) e sul Messaggero (“Scontro, paziente muore in ambulanza”). Nel taglio centrale, La Provincia titola “Travolta in scooter, è grave”: “Era in sella al motociclo del figlio”, precisa il catenaccio. “Intermodale, Montera chiede gli atti”, è il taglio centrale del Nuovo Territorio: “L'amministratore delegato della Società logistica merci cerca continuità per lo sviluppo della piattaforma”, spiega l'occhiello. Richiamo sulla Provincia: “Intermodale 'riparte' e Ferrovie rilancia”. “Ormeggi 'bio', il Pd propone una legge”; “Isole minori. Iniziativa con l'obiettivo di aumentare gli approdi e salvare i fondali”, spiega l'occhiello. Il Messaggero dedica la foto notizia a “Caserma cadente, sopralluogo del Prefetto”; richiami sul Nuovo Territorio (“La Caserma sarà in via Piave”) e sulla Provincia (“Una nuova caserma per i vigili del fuoco”). Il Tempo titola nel taglio basso “Partito il censimento dei rom”; “Aprilia. Croce Rossa al lavoro presso l'ex bullonificio”. Richiamo sulla Provincia: “Rom, il censimento provinciale è partito ieri dall'ex Bulloneria di Aprilia”. Sul Messaggero, taglio basso per “118 nei guai, la Croce rossa se ne va: convenzione risolta”. Il taglio basso della Provincia è per “Balle di plastica a fuoco, paura e gravi danni”: “Incendio nella ditta Agrilatina di Terracina, il materiale serviva per costruire serre”, spiega l'occhiello; foto notizia su Latina Oggi (“Deposito agricolo distrutto dalle fiamme”) e richiamo sul Tempo (“Materiale agricolo a fuoco, l'azienda: Causa al Comune”). Richiami anche per la visita dell'assessore regionale Luigi Nieri al carcere di Latina: “Il carcere è sovraffollato” (Il Nuovo Territorio); “Visita al carcere, problemi cronici” (La Provincia); “La Regione difende le terroriste” (Il Tempo). Richiami anche per la morte di un homeless a Borgo Sabotino: “Rumeno muore nei campi” (Latina Oggi); “Rumeno muore davanti la chiesa di Sabotino” (Il Nuovo Territorio). Rieti. Aperture in fotocopia per i quotidiani reatini che scelgono come argomento la futura stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili. Il Tempo titola “Precari, decise le assunzioni”, mentre Il Messaggero sceglie “Lsu, la Provincia assume i suoi 103”. L'accordo tra Regione, Provincia e sindacati porterà alla stabilizzazione a 30 ore di tutti i lavoratori impiegati nell'amministrazione provinciale attraverso le due società in house della Provincia, Risorse Sabine e Rieti Turismo, oltre a Ittica Rieti srl, con la possibilità di beneficiare di un contributo regionale di stabilizzazione di 20mila euro per ogni lavoratore, mentre chi vorrà fuoriuscire da questo percorso potrà usufruire di un incentivo di 30mila euro messo a disposizione dalla Regione Lazio. La Pisana ha preso “l'impegno politico” per finanziare l'operazione nel prossimo triennio 2009-2011. I fondi del primo anno saranno, però, messi a disposizione dal ministero del Lavoro, la Regione interverrà negli anni successivi. Occorrerà, quindi, aspettare la prossima finanziaria regionale per sapere se la Pisana “ci metterà i soldi e quanti”, commenta Il Messaggero. Serviranno, infatti, cinque milioni di euro per portare a compimento l'operazione. La cronaca sindacale è su entrambi i quotidiani con la vertenza Icosystel. Ieri si è svolta una dura protesta davanti i cancelli dell'azienda specializzata nel settore dell'elettronica. I lavoratori hanno presidiato l'ingresso dello stabilimento dopo aver appreso dell'apertura di un procedimento di licenziamento collettivo. In tema di cronaca i due quotidiani riportano la notizia dell'arresto di un uomo di 55 anni per aver picchiato la moglie a la figlia. L'arresto è stato effettuato dagli agenti del commissariato Fiumicino. Nei confronti dell'uomo, A.F., già sottoposto alla misura della libertà vigilata per i reati di omicidio, rapina, sequestro di persona a scopo sessuale, atti di libidine violenta, porto abusivo e detenzione illegale di armi, è stata eseguita un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per il reato di maltrattamenti in famiglia. Nelle pagine interne del Messaggero un articolo riporta alcune dichiarazioni del presidente della Provincia, Fabio Melilli, sul referendum di secessione dal Lazio presentato dal Comune di Leonessa. Secondo Melilli, l'amministrazione provinciale ha fatto molto per il paese, finanziando opere e sostenendo iniziative culturali. Intanto Paolo Trancassini, capogruppo di An in Provincia ed ex sindaco di Leonessa, torna sul tema dello sviluppo degli impianti sciistici sul Terminillo. Palazzo d'Oltrevelino ha pubblicato un bando per la predisposizione di un nuovo progetto per le strutture presenti sulla montagna. Per Trancassini è “la prova provata” che la giunta ha “cambiato idea” sull'argomento visto che un progetto già esiste ed è stato pagato dalla Provincia. Viterbo. “Isola ecologica e discarica convivono” è il titolo d'apertura del Corriere di Viterbo: a Grotte Santo Stefano rifiuti di ogni tipo a pochi metri da un eco-centro. La struttura è pronta ma non è stata mai aperta. L'assessore comunale Arena, però, rassicura: “Aprirà a fine mese”. Di spalla, “Bulicame, le pozze rimangono a secco”: il consigliere comunale del Pd, Linda Natalini, lancia l'allarme sulla carenza d'acqua termale. Nel taglio medio, “Maxi rissa in campo: tre arresti”: è accaduto durante una partita di calcio vicino Sutri. In manette tre romeni di 23, 24 e 40 anni. Sempre nel taglio medio, “Massimo Ranieri canta a Santa Rosa”: il cantante napoletano sarà a Pratogiardino il 6 settembre. Intanto ieri il Sodalizio dei Facchini ha negato la prova di portata all'ex capofacchino Giovanni Adami. Nel taglio basso, infine, “Ripescaggio a rischio per la Covisoc”: la Viterbese dovrà fare i conti con la burocrazia per tornare in C2 nonostante la buona situazione finanziaria delle casse societarie. Oggi prima uscita ufficiale in amichevole con la Cavese. Il Messaggero apre ancora con la vicenda Cev, col titolo “Prima il bilancio, poi i lavoratori”: il sindaco di Viterbo, Giulio Marini, risponde alla Uil, che ha annunciato proteste il 3 settembre, durante il Trasporto della Macchina di Santa Rosa, se non viene ritirato il provvedimento di mobilità per 25 dipendenti della partecipata. “Alla rissa non ci sto - afferma il primo cittadino -. L'attenzione per i lavoratori è massima ma se non si rispetta il piano di risanamento fra un anno dovremo mettere tutti i dipendenti in mobilità”. In primo piano, “Estate, tempo di miss: al mare vince gloria”: la sedicenne di Viterbo, Gloria Lupino, si è aggiudicata a Montalto il titolo di Miss Estate 2008. Nel taglio medi, “Saldi, è stato un fuoco di paglia”: dopo il boom iniziale, nei negozi le vendite stentano a decollare”. Infine, sempre nel taglio medio, “Altro blitz anti-ambulanti in spiaggia”: è scattato ieri sulle spiagge di Montalto. (red) 7 ago 2008 10:22.

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LATRONICO, RIDURRE IL PESO ED IL COSTO DELLE BUROCRAZIE (sezione: Burocrazia)

( da "Basilicanet.it" del 07-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

12.19.07 [Basilicata] ??Ridurre il peso ed il costo delle burocrazie, semplificare il funzionamento degli apparati amministrativi, tagliando leggi ed enti inutili, destinare il risparmio verso lo sviluppo ed il potenziamento delle infrastrutture, concentrare gli investimenti nelle aree del Sud per superare la polverizzazione che in questi anni ha dissipato ingenti risorse pubbliche senza generare meccanismi di sviluppo, tenere ferma la pressione fiscale che ha raggiunto livelli insopportabili per le famiglie e per l??imprese: è questo il quadro strategico che il governo Berlusconi ha fissato nei primi 60 giorni di legislatura ottenendo l??approvazione del Parlamento?. E?? quanto si legge in un intervento sull??attività del Governo di Cosimo Latronico, Componente Commissione Bilancio del Senato. ??Alcune misure ?" continua Latronico - i hanno un alto contenuto sociale, come la soppressione dell??ici sulla prima casa, la defiscalizzazione degli straordinari, il congelamento della crescita dei mutui per le famiglie che hanno contratto un debito a tasso variabile per l??acquisto della prima casa. Il governo Prodi ci ha consegnato un Paese con un deficit che ha raggiunto il 2,5% del PIL, con un??inflazione al 4%, e con PIL a crescita zero. Il governo Berlusconi, senza tentennamenti ma con coraggio, si e?? assunto l??onere di sostenere i redditi delle famiglie e delle fasce sociali più fragili, facendo pagare il peso della manovra con il taglio degli sprechi e chiamando a contribuire i soggetti che hanno lucrato nella congiuntura: petrolieri, assicurazioni e banchieri. Sempre di impronta sociale sono i provvedimenti che seguiranno: un piano straordinario per la prima casa per giovani ed anziani; la destinazione di una carta per aiutare i consumi dei pensionati e delle fasce sociali; l??abolizione dei ticket per le prestazioni sanitarie e per la diagnostica. Naturalmente ?"conclude Latronico - sono presenti nella manovra triennale numerose azioni per sollecitare la ripresa economica e produttiva del Paese ed in particolare del Mezzogiorno, puntando sul rilancio degli investimenti infrastrutturali e delle reti (banda larga) per abbattere i divari crescenti tra aree del Paese; sulla costituzione di fondi di investimenti con la partecipazione di soggetti pubblici e privati per iniziative produttive ad alto valore innovativo; sull??allargamento delle facilitazioni per i distretti produttivi alle reti di imprese; sulla costituzione della Banca del Mezzogiorno come leva finanziaria per accompagnare azioni di sviluppo del Meridione; sulla revoca delle risorse finanziarie assegnate e non impegnate e sulla loro concentrazione su interventi di rilevanza strategica nazionale. In ogni caso e?? fatta salva la ripartizione dell??85% delle risorse alle aree del Mezzogiorno?.

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Fondazione Carima, sei milioni per il Maceratese (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Adriatico" del 07-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Apparecchiature mediche nel capoluogoa Cingoli, Civitanova, Camerino e San SeverinoFinanziamenti per la chiesa di San Flaviano Arte, sanità e volontariato i settori di riferimento. Le novità introdotte dalla presidenza Gazzani Fondazione Carima, sei milioni per il Maceratese MACERATA - C'era una volta la Fondazione Carima che erogava contributi a gentile richiesta. Da qualche anno la musica è cambiata ed anche di molto. L'attività istituzionale è invariata ed è anzi cresciuta ma la presidenza di Franco Gazzani ha variato particolari non secondari. Tipo che se prima l'ospedale chiedeva quel macchinario indicando anche il produttore ora la Fondazione fa in proprio le trattative ed escono storie che farebbero la felicità di qualunque amministratore. Nel senso che tagliando i vincoli della burocrazia si scopre che certi prodotti costano molto meno di quel che si crede. Ma è un'altra storia ed andiamo invece a vedere cosa il consiglio di amministrazione di Fondazione Carima, presenti tra gli altri il direttore Renzo Borroni e il vicepresidente Roberto Massi Gentolino Silverj, ha deliberato. Le erogazioni ammontano ad alcuni milioni di euro, circa sei e sono in crescita grazie all'ottimo andamento di Banca Marche che è l'azienda di riferimento nel portafoglio di Fondazione Carima. Si parte con la sanità. Sessantamila euro sono previsti per il potenziamento di oculistica a San Severino, 800mila euro per la risonanza magnetica nucleare a Camerino, 200mila euro per la Tac a Cingoli, complessivamente circa 600 mila euro a Civitanova per alcune attività (videolaparoscopia diagnostica e chirurgica, assistenza cardiologica e cardiometabolica, diagnosi delle emergenze addominali, prevenzione delle malattie vascolari, miglioramento attività oncologica chirurgica mammaria), 800 mila euro a Macerata per l'emodinamica. Volontariato. Si inizia con 150 mila euro (un piano pluriennale per un totale di 600mila euro) per il centro di riabilitazione dell'Anffas di via Vanvitelli, ventimila euro ciascuno ai Salesiani di Porto Recanati, alla Goccia di Macerata, alle suore del Bambin Gesù di San Severino, al monastero della Visitazione di Treia. Il clou del settore è in programma per il prossimo 12 settembre in piazza del Popolo a San Severino: ci sarà la consegna di ottanta mezzi (tra ambulanze ed altri mezzi) alle associazioni che si occupano di assistenza e di volontariato. Un intervento stimato sui 3.5 milioni di euro con risorse anche sull'attività del 2009. Arte e beni culturali. Si apre con Civitanova Danza cui vanno 40mila euro, lo Sferuisterio Opera Festival con 250 mila euro, centomila euro per il restauro dell'orologio della torre civica, 300mila euro alla Diocesi di Macerata per la riapertura della chiesa di San Flaviano a Recanati, 160mila euro all'Università per alcune campagne di scavi archeologici a Urbisaglia, 40 mila euro per il centenario di Alberico Gentili ed infine erogazioni da 40mila euro ciascuno ai comuni di Potenza Picena, Tolentino, Treia e Ussita per le case di riposo. LUCA PATRASSI,.

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TREMONTI: CURA ANTI-CRISI MA è SCONTRO SULLA MANOVRA (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del 07-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Tremonti: cura anti-crisi ma è scontro sulla manovra GIUSY FRANZESE Roma. Una decisione "strategica" e "saggia". Soprattutto "condivisa da tutto il governo". Il giorno dopo l'ok definitivo alla manovra economica triennale da oltre 36 miliardi di euro e che di fatto anticipa la Finanziaria 2009, l'esecutivo fa bella mostra della sua concordia interna. Ci sono ben quattro ministri e due sottosegretari alla presidenza del Consiglio (Tremonti, Sacconi, Calderoli, Brunetta, Letta e Bonaiuti) alla conferenza stampa a Palazzo Chigi. Messaggio principale da lasciare alla stampa prima di partire per le agognate vacanze: nessun dissidio, siamo tutti d'accordo. Messaggio secondario, ma di non minore importanza: ora come ora, vista la crisi economica che incombe, non si poteva fare altrimenti. Occorreva tagliare. Ma se le cose miglioreranno arriveranno le risorse da distribuire. Dopo le pubbliche lodi del sottosegretario Gianni Letta, l'eminenza grigia dei governi Berlusconi, verso l'operato dell'intero esecutivo e in particolare verso la "rivoluzione" di Tremonti, è proprio il ministro dell'Economia che assicura: "Con una congiuntura migliore, con l'attuazione dell'Agenda di Lisbona e con il federalismo fiscale, otterremo un dividendo per finanziarie tutti gli impegni presi in campagna elettorale". Inutile aggiungere che con la "sua" cura, tutto ciò avrà maggiori possibilità di accadere. Anche perché l'Agenda di Lisbona con il via libera alla manovra si ritroverà attuata già per due terzi, e da settembre - tolta di mezzo "la forma" della legge Finanziaria ("la sostanza è ormai legge dello Stato" sottolinea Tremonti)- ci si potrà concentrare sul federalismo. Il ringraziamento di Calderoli a nome dell'intera Lega arriva subito: "Nessuno può dire che Tremonti ha fatto di testa sua". Intanto "i conti pubblici sono al sicuro per tre anni" e gli impegni con l'Ue saranno rispettati. Tremonti lo conferma per l'ennesima volta: nel 2011 l'Italia raggiungerà il pareggio di bilancio. così soddisfatto il ministro dell'Economia, così convinto della bontà della sua manovra, che si lascia andare a due paragoni internazionali. Il bilancio triennale? "Lo sta facendo anche il Parlamento francese". La Robin Hood tax? "Obama vuole tassare i guadagni dei petrolieri per dare a ogni famiglia 1.000 dollari. Non gli chiederò i diritti d'autore" scherza, sventolando la fotocopia di un articolo del Times di ieri (che poi fa distribuire a tutti i giornalisti). Quando i ministri Sacconi e Brunetta prendono la parola, il grosso è già stato detto. E così il primo si limita a ricordare l'importanza della social card, della deregolamentazione sul lavoro che taglierà del 41% i costi della burocrazia per le imprese e soprattutto del fatto che il "per il 2009 le risorse previste per il patto della Salute sono maggiori di quelle stanziate dal precedente esecutivo". Brunetta si sofferma sul "mix di antibiotici e vitamine" previste dalla "cura Tremonti" e sulle risorse del contratto per gli statali e del "nuovo metodo premiale". Ma l'opposizione non si lascia convincere e continua dritta con le sue critiche. Non aiuta le famiglie, è depressiva, insiste il Pd. Il leader Walter Veltroni si scaglia contro "gli indiscriminati e inaccettabili tagli all'editoria". Il numero uno dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, dà atto dell'importanza dell'impostazione triennale, ma oltre a una serie di critiche nel merito, lamenta il metodo delle continue richieste di fiducia che ha comportato "un esproprio del Parlamento". Per l'Italia dei Valori la manovra è "pessima". E molte sono anche le proteste dei sindacati e delle varie categorie. La Cgil attacca Brunetta e accusa: i 2,8 miliardi annunciati per il contratto degli statali riusciranno a malapena a coprire l'inflazione programmata. Non certo quella reale. E anche i magistrati, attraverso l'Anm, si fanno sentire: "Con i tagli previsti non sarà possibile migliorare la giustizia".

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Nonno "acido" resta in carcere: <Nessuno lo vuole> Il legale: <Impossibile trovare un posto per Perotto. Normalmente oltre i 70 anni la detenzione è una misura estrema> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 07-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

A quasi un mese dell'arresto dell'81enne accusato di lesioni gravissime sembra impossibile trovare una sistemazione alternativa al Baldenich Nonno "acido" resta in carcere: "Nessuno lo vuole" Il legale: "Impossibile trovare un posto per Perotto. Normalmente oltre i 70 anni la detenzione è una misura estrema" Feltre(ol.b.) Nessuno lo vuole. Sembra impossibile trovare una struttura alternativa, così Luciano Perotto, 81 anni, è in carcere a Belluno ormai da quasi un mese. L'uomo è accusato di lesioni gravissime per aver lanciato dell'acido in faccia ad un ragazzo di 17 anni mettendone in pericolo la vita. La prognosi fu di 90 giorni. "Trovare un posto per un anziano in difficoltà economiche - spiega il legale Enrico Rech - sembra un'impresa impossibile. Capisco che non è facile. Ricordo però che oltre i 70 anni il carcere è una misura estrema: lo stesso codice di procedura penale prevede che vada ben valutata e soppesata l'esigenza di custodia cautelare".Tutto è avvenuto il 10 luglio scorso a Foen di Feltre. "Perotto poteva tornare a casa già dopo 4 giorni alla convalida - prosegue il legale - ma nella sua abitazione, per le proteste dei vicini, non può rientrare". da qui che inizia l'"odissea" del "nonno acido" destinato a restare detenuto. "Al Baldenich - prosegue l'avvocato Rech - quando vado a parlare con il mio cliente il personale mi chiede quando avverrà questo trasferimento: io non so cosa rispondere".A casa non può tornare ma, come ricorda l'avvocato: " solo al mondo, non ha nessuno che lo può ospitare". A quel punto è partita la richiesta a una struttura, una casa di riposo di Seren del Grappa. Una sistemazione che per vari motivi non è andata a buon fine. "Da lì abbiamo proseguito a cercare non senza poche difficoltà - dice il legale -. Un grosso appoggio è arrivato dall'associazione Estramenia, e dal presidente Dal Molin. Ci hanno aiutato. Ma ancora nulla"."Abbiamo fin dai primi giorni chiesto l'aiuto del Comune di Feltre - prosegue l'avvocato Rech -. Ora sembra che grazie alle assistenti sociali ci potrebbe essere un alloggio in alcune palazzine della città". Una possibilità che potrebbe essere quella buona, anche se sempre legata ai tempi della burocrazia."Domani (oggi ndr) - prosegue il legale - sarò a Venezia al Tribunale del riesame. Verrà rivista la misura cautelare della custodia. Indipendentemente da questo non appena verrà trovata questa situazione alternativa farò richiesta al gip di modifica"." stato dipinto come un criminale - conclude Rech -, ma è stata solo una casualità. Ha reagito a una molestia (come risulta agli atti) prendendo la prima cosa che si era trovato sotto mano".

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L'Italia dispone di una manovra economica su base triennale, (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 07-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'Italia dispone di una manovra economica su base triennale, e non come "programma", ma come legge dello Stato, regolarmente votata dal Parlamento. una novità niente affatto piccola, sia perché dà respiro e prospettiva al problema della riforma del nostro sistema di spesa pubblica (senza la quale non usciremo mai dal nostro pesante deficit), sia perché si impone non come elenco di buone volontà (ce ne sono state già tante), ma come decisioni rese vincolanti dallo strumento legislativo.La manovra non è fatta solo di tagli, ma contiene anche impegni per il futuro: affrontare la crisi energetica col ricorso al nucleare di ultima generazione, intervenire sul sistema dei servizi pubblici locali, rilanciare un "piano casa", immaginare qualche intervento per fronteggiare alcune emergenze sociali. Tutto a questo mondo è perfettibile, ma se non si inizia ad incidere, non si arriverà mai a dei risultati, ed è quanto ci chiede l'Unione Europea che vuol vedere non solo ridotto il rapporto deficit/Pil, ma anche progettualità nel quadro di molti impegni presi (a cominciare dal documento di Lisbona che fissava l'orizzonte dello sviluppo della Ue).Un dato caratteristico ed importante di questa manovra è aver optato per la responsabilizzazione degli attori economici pubblici. I tagli ai ministeri sono generali, è vero, ma costringono anche i ministri, o meglio le loro burocrazie, a fare ordine nelle spese, tagliando loro e non il governo dove c'è da tagliare (anche drasticamente) e concentrando le risorse su quelli che sono gli obiettivi significativi ed importanti per ogni settore.L'alta burocrazia italiana non merita complessivamente il giudizio poco lusinghiero che le viene affibbiato da un radicato pregiudizio nazionale. Se sprechi ci sono, se si investe a pioggia e in cose poco significative, spesso è più colpa del versante politico che ha i suoi "clienti" da accontentare, che non delle direzioni generali e degli organi di indirizzo interno.(Segue a pagina 23).

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Utenti penalizzati dal biglietto a tempo Vorrei (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 07-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Utenti penalizzatidal bigliettoa tempoVorrei far presente all'Actv e ai lettori del Gazzettino che l'esistenza di biglietti di trasporto a tempo limitato (per es. durata di 90 minuti dopo la timbratura) comporta il seguente paradosso: tende a premiare le inefficienze dell'azienda. infatti evidente che in caso di ritardi dei mezzi, code, interruzioni del servizio ecc., tutto ciò, pur se causato dalla sola azienda, va a svantaggio unicamente dell'utente, che si trova costretto ad acquistare un secondo o terzo biglietto, per colpe, ripeto, non sue. Si tratta dunque di una forma particolare di conflitto d'interesse. Pertanto chiedo che l'Actv estenda la durata di tutti i biglietti a 24 ore dopo la timbratura (naturalmente anche con il nuovo sistema IMOB).prof. Giuliano AgostinettiMestreAncora polemicasui localidel centro storicoGentile direttore, volevo sottolineare che la mia precedente indirizzata al Gazzettino (non pubblicata integralmente), era volta solo ed unicamente a stigmatizzare un episodio di profonda ed ingiustificata maleducazione da parte del titolare del pubblico esercizio di Campo S. Angelo. Questa persona avrebbe indubbiamente meritato, per il suo comportamento, di essere il centro della questione. Non intendevo assolutamente dare lo spunto ad una campagna di sensibilizzazione, folkloristica o meno, sul buon costume o quant'altro. Pertanto le chiedo cortesemente di voler pubblicare questa mia precisazione al fine di sgombrare il campo da ogni equivoco.Tommaso GirardelloRave partySegno dei tempiche cambianoEgregio Direttore,la dolorosa perdita della liceale sedicenne di Rovigo, durante il rave party al Lido di Venezia ha indotto i "media" a scrutare l'ambiente in cui la poveretta ha vissuto. Mi ha però colpito l'immagine, data dalla tv di stato della "nuova" facciata del Ginnasio-liceo Celio di Rovigo, scuola di appartenenza della sfortunata studentessa. Nel 1942 avevo anch'io sedici anni e frequentavo quel Liceo, prima che una bomba "liberatrice" lo demolisse trascinando nel botto la prospicente casa del mio amico Augusto Borgato che nel frangente perse quasi tutta la sua famiglia.Ovviamente si era in guerra ed il clima era quello delle vigenti "coazioni violente", cioè in pieno fascismo.Ora la tiritera che vi ho ammannito ha uno scopo e mi spiego meglio nel seguito. Le mie compagne di classe, sedicenni, avevano due ore settimanali di "puericultura" che venivano espletate presso il locale Asilo "Principe di Napoli". I maschietti, ovviamente me compreso, avevamo similmente due ore di "lavoro manuale" che si svolgeva presso la grossa falegnameria Bottari. Ripeto, il clima era di coazione e la dittatura costringeva noi sedicenni ad effettuare lavori... usuranti e (oserei) umilianti come curare i bambini (le femminucce) e fare lavori officinali banali di casa (noi maschietti).Ora la democrazia induce le sedicenni studentesse del Liceo Celio di Rovigo a drogarsi e morire sulla spiaggia del Lido. Forse è uno scotto che dobbiamo pagare alla libertà. Secondo me c'è qualcosa che non quadra. Il Gentile della famosa "riforma" aveva dato al Liceo classico una formazione umanistica per consentire alle future generazioni di "dirigere" gli italiani. Poi... le cose sono cambiate.Francesco PolesanInvestiamoin ambientei soldi dei cacciatori desiderio di molti cacciatori che i denari delle tasse da loro pagate, per esercitare la caccia, non finiscano nei meandri della burocrazia, della politica o in qualche altra oscura zona, ma siano restituiti sottoforma di ambiente verde. Comè? Acquistando o affittando terreni da dare in gestione al mondo venatorio, il quale si curerà di piantumare siepi, ripristinare fossati, seminare colture a perdere, ripristinare zone umide.Operando così si può ove possibile far ritornare quell'habitat, che per ovvie ragioni sulle esigenze dell'agricoltura, da noi manca da circa mezzo secolo. La selvaggina, compresa quella protetta, ha bisogno del dovuto spazio fertile per poter sostare, nutrirsi, ed è nostro dovere farlo trovare.Questi nuovi ambienti così ricreati, non saranno solo a vantaggio del cacciatore curatore e fruitore, ma anche dell'intera comunità, la quale potrà beneficiare delle possibili condizioni positive che queste zone naturali potranno offrire.D'altronde quello che chiediamo non sono cose irrealizzabili, ma realtà previste dalla Legge 157 del Febbraio 1992 art. 10, nonché dalla Legge Regionale del 9 Dicembre 1993 art. 39.Il cacciatore, anche se pochi lo sanno (perché i più sono disinformati da quaranta anni di anticaccismo) ha sempre auspicato che i suoi denari siano investiti in natura, vi chiederete come?Alessandro GambirasiPresidente Associazione sportiva cacciatori metropolitani.

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Troppi ostacoli e la festa dei "cucs" che piaceva ai turisti si deve riservare solo a pochi intimi (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 07-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

AGOSTO A LIGNANO Troppi ostacoli e la festa dei "cucs" che piaceva ai turisti si deve riservare solo a pochi intimi LignanoLa festa dei "cucs" di Sabbiadoro era una manifestazione rionale che coinvolgeva molte persone di diverse vie di Sabbiadoro: Tricesimo, Cividale, Pontebba e altre. Era divenuto un appuntamento di fine luglio molto atteso, non solo dai rionali, ma pure da moltissimi turisti che in questo periodo affollano la spiaggia friulana. La burocrazia però, con le sue innumerevoli norme da seguire, ha talmente demoralizzato gli organizzatori al punto tale da indurli a non ripeterla con il coinvolgimento dei turisti, ma limitarla a pochi intimi. Ma perchè è stata battezzata così? Innanzi tutto dobbiamo dire che il nome richiama il comportamento del cuculo (in friulano cuc) e di come fa il cuculo, che deposita le uova nei nidi di altri uccelli. Quindi lo sposo che va ad abitare a casa della sposa assume, nella tradizione friulana, questo appellativo. Dietro a tale modo di dire, c'è tutta una serie di aneddoti che vengono messi in risalto, con una certa ironia, anche dalla letteratura friulana. In questo caso l'uomo "cuc" nel suo insieme non è che faccia una figura esaltante. Promotore dell'iniziativa è un gruppetto di mariti, oramai divenuti anziani, che quando si sono sposati non hanno portato a casa loro le rispettive mogli ma sono andati a casa delle stesse. In sostanza hanno fatto come il cuc, che non fa il proprio nido per deporre le uova, ma va in quello di altri uccelli. Attende che la femmina che cova si allontani, entra, depone un uovo e ne getta fuori uno degli altri, in modo tale che al ritorno non si accorga che sono aumentate e ripete "l'operazione" poi in altri nidi. Il cuc uomo, quello che prende coscienza della propria posizione, ride di queste prese in giro e se sta bene così non gli importa degli "sfottò" degli amici. L' appuntamento, nato così per caso agli inizi degli anni Novanta, aveva luogo in strada (via Tricesimo) e procurava un certo disagio alla circolazione dato che riscuoteva grande successo e consisteva in una maxi grigliata di pesce azzurro e vongole del nostro mare. In una delle ultime edizioni, tanto per fare un esempio, erano stati consumati 150 chilogrammi di vongole, 130 chili di sardine, un notevole quantitativo di sgombri, un quintale di polenta, 30 chili di pane e molte damigiane di vino. Alla festa non mancavano certamente i turisti stranieri attirati dal profumo del pesce fresco fatto alla griglia e tutti si divertivano, sopratutto gli organizzatori, rigososamente cucs e loro simpatizzanti.Enea Fabris.

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Riappare la domus del quarto secolo (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 07-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

AQUILEIA Si conclude la campagna estiva di scavi 2008 dell'ateneo triestino con buoni risultati scientifici Riappare la domus del quarto secolo Nell'abitazione, considerata tipica dell'epoca e del luogo, ritrovati anche ambienti riscaldati AquileiaSta per essere conclusa ad Aquileia per quest'anno la campagna di scavi del dipartimento di Scienze Antichità della facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Trieste. I lavori hanno dato ulteriore risposta agli interrogativi degli archeologi riguardanti la ricostruzione completa di una domus del quarto secolo (datazione certa per il ritrovamento, su un pavimento, di una moneta), quale modello di una domus aquileiense, che finora non era mai stata rilevata nella sua interezza. Importante anche l'aver trovato nella domus degli ambienti riscaldati, mediante la messa in luce di un'intercapedine fra un primo pavimento in coccio e tegole e un secondo pavimento, posizionato su pilastrini di circa 50 centimetri di altezza, e anche aver rinvenuto parti di vetro delle finestre, che danno ulteriore certezza della datazione della domus.La domus si presenta di dimensioni rilevanti, con ambienti pavimentati a mosaici policromi molti belli, che fanno pensare all'abitazione di un personaggio importante della burocrazia romana. Nelle prossime escavazioni si cercherà di mettere in luce anche la parte antistante alla domus, per il tratto che la collega alla strada già visibile, se quella è effettivamente la parte dell'ingresso principale.Il cantiere didattico posizionato di fronte al campo sportivo, una fucina per la formazione di nuovi archeologi, è iniziato nel 2005 su un sito che già negli anni '30-'40 era stato oggetto di una campagna di scavi di Giovan Battista Brusin, allora soprintendente archeologico delle Tre Venezie, e da Luisa Bertacchi, che aveva in tal modo bloccato l'attività edilizia nella zona. La campagna di scavi diretta dall' archeologo Federica Fontana, docente della facoltà, impegna circa 25 studenti, anche stranieri, provenienti dalla Repubblica Ceca e dalla Svizzera, per cinque settimane, che compiono in questo modo un'esperienza completa, imparando dall'uso del piccone all'elaborazione dei dati, alla lettura del materiale raccolto.Livio Nonis.

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In arrivo fondi per 14 milionia Catania, Siracusa e Ragusa (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 07-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sisma 90 In arrivo fondi per 14 milioni a Catania, Siracusa e Ragusa salvatore maiorca Arrivano i fondi attesi dai Comuni colpiti dal terremoto del dicembre 1990. Si tratta di 13 milioni e 970.265 euro destinati alla ricostruzione, al consolidamento, al restauro degli immobili privati danneggiati dal "sisma di Santa Lucia". Ne dà notizia il vicepresidente della commissione Affari istituzionali dell'Assemblea regionale siciliana, Enzo Vinciullo. Sono tre le province interessate: Catania, Siracusa e Ragusa. di ieri il decreto del ragioniere generale dell'assessorato regionale Bilancio e Finanze, dipartimento Bilancio e tesoro, che stanzia i fondi e ne dispone la iscrizione nel bilancio di previsione 2008. Ed è l'atto conclusivo di una procedura, della quale Vinciullo scandisce le tappe: "Il 4 luglio ? ricorda ? c'è stato il provvedimento del direttore regionale della Protezione civile, Salvatore Cocina. Il 9 luglio il parere favorevole e la registrazione del decreto da parte della Ragioneria generale. Oggi (ieri per chi legge) infine il decreto del ragioniere regionale. "Un record ? conclude Vinciullo con malcelato orgoglio ? per i tempi consueti, e noti, della burocrazia regionale". Lo stanziamento arriva appena in tempo per porre rimedio a una pesante situazione debitoria di numerose piccole e medie imprese edili. Si tratta infatti di concessioni e autorizzazioni edilizie già da tempo rilasciate per interventi conseguenti al terremoto del dicembre 1990. In questi casi la procedura prevede la erogazione dei fondi su stato di avanzamento lavori. Ma i fondi non erano finora arrivati ai Comuni. E questi, a loro volta, avevano bloccato le erogazioni agli aventi diritto. Conseguenze: lavori interrotti, a volte anche pericolosamente, privati indebitati, imprese altrettanto; e per le imprese più piccole addirittura rischio di fallimento. E proteste. Si era fatta portavoce di questo malessere la Cna. Con numerose sollecitazioni ai Comuni. I quali non avevano potuto far altro che dirottare sollecitazioni e proteste alla Regione. quindi intervenuto il deputato regionale Vinciullo, sollecitando a sua volta i vari uffici della Regione e portando a casa il risultato. "Ho raccolto l'allarme lanciato dalla Cna ? dichiara ? e messo a profitto la mia esperienza di ex assessore comunale alla ricostruzione post-sisma. Ora tocca di nuovo ai Comuni essere a loro volta solleciti".

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Iraq/ Governo risponde a Usa e difende spesa per... -2- (sezione: Burocrazia)

( da "Virgilio Notizie" del 07-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sotto accusa la burocrazia eccessiva postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Baghdad, 7 ago. (Ap) - Il deputato ha aggiunto che le commissioni parlamentari stanno ora riesaminando i programmi per la spesa di governo per assicurarsi che i fondi siano utilizzati in modo appropriato. Frasi in sintonia con quelle di alcuni responsabili Usa a Baghdad, che hanno riconosciuto - mantenendo l'anonimato - che gli iracheni non avevano speso abbastanza rapidamente i fondi in passato ma che la situazione stava migliorando. Hanno attribuito i ritardi a problemi legati a burocrati inesperti, alla carenza di contractor iracheni e a un complesso progresso di approvazione finalizzato a contrastare la corruzione. Un importante funzionario del ministero per la Pianificazione iracheno hanno descritto altri problemi, compresi ritardi nell'approvazione in parlamento del bilancio, che hanno impedito ai ministeri di ottenere i fondi prima di diversi mesi. Il responsabile, Qassim Inaya, ha puntato il dito contro altri problemi compresa la burocrazia negli appalti e il fatto che alcuni ministeri non consegnano a mano le richieste, ma si affidano a lenti servizi per il recapito della corrispondenza. "Sicurezza e stabilità sono inoltre cause dei ritardi", ha aggiunto Inaya all'Associated Press, "Alcuni ministeri hanno progetti in area non sicure, contese o non ancora pronte".

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La bolletta arriva anche all'alpeggio (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 07-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

La storia La protesta di un allevatore in valle Antrona "Uso l'acqua che altrimenti si perderebbe nei prati" RENATO BALDUCCI La bolletta arriva anche all'alpeggio ANTRONA Ci costa come l'oro. Anche qui, in un alpeggio a 1700 metri di quota, dove l'acqua corre in abbondanza. Eppure la paghiamo cara, bollette come fossimo a Torino o a Milano. Chi me lo fa fare di vivere ancora in montagna? Portare qui le vacche, mungerle per fare latte e qualche forma di formaggio se poi la burocrazia mi massacra". Ha un diavolo per capello Roberto Ghivarelli, 40 anni, di Pieve Vergonte. Una vita da pastore, il carattere tosto di chi fa una vita solitaria e zeppa di sacrifici. Da sette anni passa l'estate in valle Antrona con una cinquantina di vacche e manzetti. Quello dell'allevatore è un mestiere che scompare anche fra le montagne dell'Ossola. Le scelte della politica e la burocrazia stanno scoraggiando quei pochi che quassù passano la stagione per guadagnarsi qualcosa da vivere. Intanto la montagna povera si spopola. A parole tutti vorrebbero frenare l'esodo ma leggi e burocrazia sembrano voler dare il colpo finale agli "ultimi" rimasti. E' la morte della montagna, quella, per dirla come Mauro Corona, il poeta-alpinista di Erto Vecchia, "dove i politici non ci vanno a sciare. Dove non nevica firmato". E' in quest'angolo d'Ossola che Ghivarelli alleva le sue vacche: tirando fuori di tasca 200 euro per "allacciarsi" alla sorgente e pagare una bolletta di 116 euro per saldare il consumo forfettario annuale dell'acqua. "Ci prendono per i fondelli. Non c'è altra spiegazione" sbotta guardando le sue vacche che pascolano all'alpe Corte dei Noci; un pianoro che sovrasta Cheggio, la frazione di Antrona Schieranco, a 1500 metri di altitudine, una quindicina di case che si popolano solo d'estate. Corte di Noci è un puntino sulla montagna, ad un'ora dal passo del Fornalino. Due chilometri, in linea d'aria, dalla Svizzera: prati verdi, puliti come un salotto, formaggio di qualità. E acqua che non costa a peso d'oro per agricoltori e allevatori. "In Italia ci prendono per i fondelli - ripete Roberto - . Ditemi se a 1700 metri di altezza, devo fare un allacciamento alla sorgente. Capito bene? Collegarmi ad una pozza che sorga dal sottosuolo per prendere l'acqua che, pur abbondando, tracima e si perde nei prati. Ho tirato fuori quattrini come fossero noccioline. Ho perso quindici giorni di lavoro perché quelli del Consorzio Acque Nord ci hanno messo due settimane per venir su da fondovalle a mettere un piccolo manicotto che mi permettesse di captare l'acqua". La Valle Antrona ha cinque grossi laghi sfruttati dall'Enel con le dighe. Corsi d'acqua a iosa e rii in ogni canalone. Ma Roberto deve pagare l'acqua che sorga a Coret del Noce. Dove la vita è sacrificio, dove la sola compagnia sono i camosci che scendono a valle a cercare cibo ed acqua. Non parlate a Roberto di legge Galli, di Autorità di bacino, dei tanti Gestori Unici: sa solo che quanto gli succede è "assurdo". "Oltre alla beffa di dover pagare ho dovuto aspettare quindici giorni per avere l'acqua a disposizione" denuncia. "Gli operai del Consorzio sono venuti dopo una settimana a vedere com'era la situazione - racconta - .- Poi sono tornati due giorni dopo, ma non hanno fatto nulla perché c'era un lucchetto alla sorgente. Sono passati in tutto quindici giorni benché avessi ripetuto che ne avevo bisogno per poter mungere le vacche. Ho l'acqua solo da due giorni". La stessa che continua a correre incontenibile perché abbonda nel sottosuolo. Roberto Ghivarelli non sa darsi pace. L'impatto con la burocrazia l'ha scosso: "Mi hanno fatto compilare carte su carte solo un allacciamento che potrò sfruttare solo due mesi l'anno. Ma l'acqua me la fanno pagare per dodici mesi. Che dovrei fare? Disdire il contratto a fine estate e ripagare tutti gli anni 135 euro, più la cauzione di 50, per poter mungere le mucche a 1700 metri di altitudine?".

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(ACR) SCAGLIONE:ELEZIONE NUOVO PRESIDENTE RAFFORZA CENTROSINISTRA (sezione: Burocrazia)

( da "Basilicanet.it" del 07-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

SCAGLIONE:ELEZIONE NUOVO PRESIDENTE RAFFORZA CENTROSINISTRA 07/08/2008 16.38.24 [Basilicata] (ACR) - ??Il lavoro del governo regionale riparte deciso per una grande stagione a favore delle esigenze delle comunità di Basilicata?. Questo quanto affermato dal consigliere del gruppo misto ?" Popolari uniti, Luigi Scaglione dopo l??elezione del nuovo Presidente del Consiglio regionale. ??L'elezione del nuovo Presidente del Consiglio ?" ha detto Scaglione - rafforza di fatto la maggioranza di centro-sinistra e chiude la partita delle continue fibrillazioni con l??adesione anche della Federazione di centro (Popolari è il marchio doc nostro) allo schieramento che punta dritto alle elezioni amministrative. Indietro non si torna sulla strada della innovazione e dei progetti strategici da sostenere per il bene della Basilicata che solo un centro-sinistra coeso può rappresentare. Al netto di giudizi sulle espressioni coniate in questi giorni circa la migrazione e la transumanza politica nel mare delle sigle, dunque, resta il dato formale a cui anche i quattro consiglieri hanno inteso richiamare la loro adesione che riteniamo sia sincera e duratura stante anche le dichiarazioni del neo presidente a cui auguriamo buon lavoro non fosse altro per averlo avuto come competitor interno nella stessa lista che gli ha garantito la elezione a consigliere?. ??Il lavoro del governo regionale ?" ha concluso Scaglione - speriamo in maniera definitiva e senza sgambetti strumentali, può ora ripartire deciso per completare il pacchetto delle riforme e l??avvio deciso di una grande stagione a favore dell??occupazione giovanile sconfiggendo la burocrazia e le tensioni?. (dt ).

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Riforme/ Salvini: Su federalismo temo molti 'giuda' in (sezione: Burocrazia)

( da "Virgilio Notizie" del 07-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Parlamento Oppositori? "Sindacati, Confindustria, burocrazie" postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 7 ago. (Apcom) - "Io penso che questa volta il federalismo lo porteremo a casa, ma sarà tutt'altro che facile. Penso che sarà una guerra. Penso che, mentre a parole tutti lo vogliono e tutti lo cercano, nei fatti in molti non hanno nessuna convenienza a che le cose cambino". Il deputato leghista Matteo Salvini spiega al quotidiano on line Affaritaliani.it che sulla riforma del federalismo la strada sarà tutta in salita e che "di 'giuda' in Parlamento, al momento della verità, temo ce ne sarà più di qualcuno". Tra gli oppositori del federalismo Salvini vede anche "i sindacati confederali, che da un Sud in perenne difficoltà e da una Padania che non riesce a fare il grande salto hanno solo da guadagnare" e magari anche "Confindustria magari, con parecchie imprese (soprattutto fra le presunte "grandi") che campano di soldi e commesse pubbliche", e ancora "le burocrazie che campano di disservizio pubblico, burocrazie che in un sistema federale sarebbero costrette a cominciare a lavorare, o ad andare a casa. Tutti gli assititi in genere, dagli 'artisti' agli intellettuali, dai 'grandi manager' pubblici ai beneficiati dello Stato distratto e centralista, dai falsi invalidi ai lavoratori socialmente utili".

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Vino, per Coldiretti consumo in aumento (sezione: Burocrazia)

( da "Vita non profit online" del 07-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Reading time: 3 minutes --> by Redazione - pubblicato il 07 Agosto 2008 alle 17:49 E per questa vendemmia pronti i voucher per i lavoratori occasionali In controtendenza con i consumi alimentari aumentano del 2,6 per cento le bottiglie acquistate di vini a denominazione di origine (Doc/Docg) dalle famiglie il primo semestre 2008. è quanto afferma la Coldiretti in occasione dell'avvio della vendemmia sulla base delle elaborazioni su dati Ismea - Ac Nielsen dalle quali emerge un'importante crescita in valore delle esportazioni con un incremento complessivo del 7,7 per cento realizzata sia sul mercato comunitario (+7,3 per cento) che sui mercati terzi come gli Usa (+8,1 per cento) nel primo trimestre dell'anno. Si tratta di un andamento confortante alla luce dell'avvio della vendemmia che si preannuncia più consistente del 10 per cento, rispetto ai 44 milioni di ettolitri del 2007, con un 60 per cento dei raccolti destinati alla produzione di vini Docg, Doc e Igt. Una produzione, realizzata per quasi i due terzi, precisa la Coldiretti, in Veneto, Puglia, Emilia Romagna e Sicilia, per la quale ci sarà un equilibrio tra vini rossi o rosati e bianchi, con una leggera prevalenza dei primi. Occorrerà tuttavia fare i conti con le condizioni meteorologiche che già hanno influito in alcune regioni del Nord Italia. In base alle stime di Ismea-Uiv è prevedibile un buon recupero delle regioni meridionali, che lo scorso anno erano state le più colpite dal calo produttivo. La vera novità della vendemmia 2008, segnala la Coldiretti, sono i “voucher”, introdotti per la prima volta in Italia per ridurre la burocrazia per le imprese agricole, combattere la piaga del lavoro nero e dare una possibilità di integrazione del reddito a studenti e pensionati di fronte al caro vita. Un provvedimento lungamente atteso, ma che va incontro alle proposte avanzate da Coldiretti in materia di trasparenza e legalità oltre ad offrire nuove opportunità di reddito a categorie particolarmente deboli senza per questo destrutturare il mercato del lavoro agricolo. Alle imprese agricole basterà acquistare un blocchetto di voucher, cartacei o telematici, da distribuire a seconda delle ore di lavoro effettuate. Ogni buono avrà un valore nominale di 10 euro (7,5 euro al netto), comprensivo del costo dell'assicurazione e sarà utilizzato per le retribuzioni. Studenti e pensionati potranno quindi ritirare il denaro presentando il voucher presso uno dei soggetti convenzionati con il concessionario del servizio. In questo modo si garantiscono tutele assicurative e previdenziali a tutti quei lavoratori occasionali, come appunto studenti e pensionati, che trovano nella vendemmia un'opportunità di guadagnare qualcosa per integrare il proprio reddito, evitando la piaga del lavoro nero. Allo stesso tempo, il sistema dei voucher porterà una semplificazione degli adempimenti burocratici a carico delle imprese agricole, facilitando anche la lotta al lavoro illegale. Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipisicing elit, sed do eiusmod tempor incididunt ut labore et dolore magna aliqua. Ut enim ad minim veniam, quis nostrud exercitation ullamco laboris nisi ut aliquip ex ea commodo consequat. Duis aute irure dolor in reprehenderit in voluptate velit esse cillum dolore eu fugiat nulla pariatur. Excepteur sint occaecat cupidatat non proident, sunt in culpa qui officia deserunt mollit anim id est laborum. -->.

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I 150 mln Fiat vanno alle Asi naccio (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 07-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

@@La Regione li aveva destinati a Termini Imerese ma non ha ancora avuto risposte dal Lingotto Roberto Valguarnera Palermo. I 150 milioni di euro destinati all'Area industriale di Termini Imerese, a poche decine di chilometri dal capoluogo siciliano, saranno redistribuiti a tutte le Asi siciliane. A deciderlo ieri la commissione Attività produttive dell'Ars. I fondi, appostati in un capitolo della scorsa legge finanziaria, erano stati destinati, come contributo della Regione previsto dall'accordo di programma per il potenziamento dello stabilimento Fiat, alla realizzazione delle condizioni che avrebbero consentito il rilancio della fabbrica: in poche parole avrebbero finanziato l'ampliamento del porto e soprattutto gli espropri dei terreni su cui sarebbero sorti i capannoni dove insediare imprese dell'indotto. Adesso, invece, come ha spiegato l'assessore al ramo, Pippo Gianni, "sono stati riportati nella disponibilità dell'assessorato all'Industria e saranno destinati, dopo una ricognizione, alla realizzazione di interventi in tutte le Asi siciliane". Il Lingotto, infatti, ha deciso di investire in Serbia dove la fabbrica Kragujevic produce le auto torinesi sulla base di un accordo che risale al 1953, frutto di un protocollo d'intesa firmato il 30 aprile scorso. Ufficialmente a spingere la Fiat a preferire Belgrado a Termini avrebbero contribuito i tempi lunghi della burocrazia siciliana proprio nell'assegnazione dei 150 milioni. Le somme, inoltre, si erano bloccate nella scorsa primavera a causa della caduta di due governi, il regionale di Totò Cuffaro e il nazionale di Romano Prodi. Poche settimane fa, però, l'assessore Gianni aveva chiesto un incontro al gruppo di Torino per ridiscutere nuove proposte e l'accordo di programma con il governo presieduto da Raffaele Lombardo. Gianni aveva anche assicurato che i fondi erano ancora disponibili. Secondo l'assessorato la Fiat non avrebbe risposto all'invito, da qui la decisione di stornare le somme. Di parere opposto il Lingotto che ha comunicato di non aver ricevuto alcuna richiesta. La Regione, comunque, non chiude la porta in faccia a Torino. "Quando la Fiat darà segnali, ancora non ha risposto alle nostre richieste d'incontro, ? chiosa l'assessore ? troveremo in caso di accordo le risorse necessarie". Critico il capogruppo del Pd all'Ars, Antonello Cracolici: "Annunciare di dirottare altrove i 150 milioni per l'area industriale di Termini significa mettere la parola fine al piano di sviluppo dello stabilimento siciliano". In serata arriva anche l'affondo di Pino Apprendi, Miguel Donegani e Vincenzo Marinello del Pd, rispettivamente vicepresidente e componenti della commissione, per i quali l'organo parlamentare "non ha approvato alcuno storno ma ha avviato un percorso di utilizzo dei fondi a favore di nuovi insediamenti produttivi". Immediata la replica di Gianni: "Voglio ricordare proprio a Cracolici che dietro la scelta di Fiat di investire in Serbia non c'è alcuna responsabilità politica del centrodestra siciliano". Il piano di rilancio di Termini Imerese era costituito da due parti: la "A", saltata dopo la caduta Cuffaro e Prodi, prevedeva il raddoppio delle linee produzione nel 2008. Da 80 mila vetture l'anno si sarebbe passati a 200 mila unità. Lo stabilimento sarebbe arrivato ad impiegare 2500 operai in più. Di fatto in questa fase si è fermi al più modesto piano "B", siglato ad aprile. Una conferma dell'impegno della Fiat a nn chiudere, niente di più. La multinazionale torinese produrrà 550 nuove "Ypsilon" al giorno e assumerà 250 operai.

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Tortora, il racconto di un caso tipico d'ingiustizia italiana (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 08-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Grande innovatore della tivù: all'apice del successo accusato di spaccio è stato rovinato dai pentiti e dai magistrati sciatti SANDRA MATTEI Fateci caso. Non c'è trasmissione televisiva di successo oggi che non debba qualcosa ad uno dei personaggi televisivi per eccellenza: Enzo Tortora. Chi ha superato la trentina non può non ricordare una delle sue idee di maggior successo, "Portobello", programma che per la prima volta portò alla ribalta del piccolo schermo le persone normali, antesignano dei reality, dove per un giorno in tivù tutti possono diventare star. E ancora: Tortora che iniziò dalla "Domenica sportiva", fu il primo ad introdurre la moviola e con "L'altra campana" creò una sorta di tivù interattiva, facendo votare il personaggio più antipatico al pubblico di casa, accendendo o spegnendo le luci. Eppure, per una legge del contrappasso, Tortora è finito nell'oblio da quando nel 1983 iniziò la sua seconda vita: fu arrestato con l'accusa infamante di spaccio di droga e di affiliato al clan Cutolo. Nonostante la sentenza della Cassazione, nel 1987, lo abbia assolto ci sono voluti altri vent'anni perché qualcuno raccontasse la sua storia. Ci ha pensato Vittorio Pezzuto, giornalista e attivista nei Radicali (come Tortora, che venne eletto europarlamentare) per il quale ha ricoperto incarichi istituzionali, mentre attualmente è portavoce del ministro Renato Brunetta. Il libro, "Applausi e sputi. Le due vite di Enzo Tortora" (Sperling&Kupfer, 520 pagg., 15 euro) sarà presentato stasera a Levico Terme, a Villa Sissi del Parco delle Terme, alle ore 21. Lo abbiamo intervistato. Perché un libro su Enzo Tortora? Per il semplice motivo che non l'ha scritto nessuno. E perché è stato il personaggio che ha segnato in maniera più profonda la tivù e la radio, innovandone la grammatica. Tortora ha avuto alcune intuizioni che ora sono la regola. Come la moviola per la "Domenica sportiva", o le nomination che si fanno nel "Grande Fratello" per escludere i più antipatici, che lui aveva già introdotto ne "L'altra campana" facendoli votare da casa accendendo e spegnendo la luce, con rilevamenti in diretta dell'Enel. E poi, all'apice del successo, in "Portobello", che ebbe picchi di 28 milioni di spettatori e una media di 25 a trasmissione, portò alla ribalta la gente comune trasformandola in personaggi popolari. Certo, se il suo merito è stato quello di perseguire una tivù nazionalpopolare... Non ho detto che le sue trasmissioni erano nazionalpopolari. Tortora era un uomo colto e sensibile, che amava leggere Stendhal e Schopenauer. E' stato un innovatore perché rendeva famosa gente comune, come il caso di quel signore che aveva proposto di abbattere il passo Turchino per eliminare la nebbia in Val Padana o faceva tivù di servizio, ascoltando le proteste della gente contro la burocrazia. E poi dava voce alle casalinghe, agli inventori, ai collezionisti, cosa che non era mai successa. Ma aveva un difetto. Quale? Non aveva amicizie politiche. Anzi, era molto critico con la classe dirigente e con i vertici della Rai, che aveva definito "un jet pilotato da un gruppo di scout". Per questo è stato anche cacciato, ma lui non si è perso d'animo ed ha fondato Tele Alto Milanese e poi Antenna Tre Lombardia, dove ha introdotto il primo topless. Veniamo all'arresto di Tortora, avvenuto il 17 giugno del 1983 e all'inchiesta giudiziaria, che lei ha definito di "un'incredibile sciatteria". Cosa ha scoperto? Ho passato in rassegna 15 mila documenti, ci ho messo due anni. Nessuno si è mai occupato di uno degli errori giudiziari più clamorosi: tutto si è basato sul ritrovamento dell'agenda di un camorrista, dove era annotato il nome di Enzo Tortona, che era un imprenditore salernitano. Nessuno controllò il numero, non solo: su 856 mandati di cattura a presunti camorristi, un centinaio erano omonimi. Inoltre ci furono pentiti che a catena lo accusarono, perché così potevano uscire dal carcere per finire in una caserma, la Pastrengo, dove se la spassavano a champagne e donne, per poter concordare nuove versioni sulla sua colpevolezza. Secondo lei una vicenda del genere potrebbe ancora verificarsi? Sì, perché da parte dei giornalisti c'è sempre la rincorsa a cavalcare lo scoop, a sbattere in prima pagina il personaggio famoso. E poi c'è un rapporto malato tra i giornali e i magistrati. Nonostante le fughe di notizie, non ce n'é mai stato uno condannato per violazione del segreto istruttorio. Gli avvocati difensori di Tortora raccontano che le accuse del loro assistito le conoscevano in edicola. E' un esempio perfetto di come funziona l'Italia. Tortora è stato ammazzato due volte: la prima dai magistrati. La seconda, è stato ucciso nella memoria collettiva. Oggi i trentenni non sanno chi fosse. Lei lo ha conosciuto? Sì, quando a 16 anni mi sono iscritto al partito Radicale e lui era europarlamentare. Purtroppo si è ammalato di tumore ed è morto pochi anni dopo, nel 1988. Il suo libro ha avuto recensioni molto positive: si aspettava questo successo? Mi fa piacere che ci sia tanta gente interessata al caso. Siamo alla seconda ristampa e sta vendendo molto bene. E, nonostante le accuse pesanti all'inchiesta, non ho ricevuto querele, perché ogni citazione rimanda all'atto, all'articolo di giornale dal quale è stata presa.

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Cessione quote in libero mercato (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Oggi" del 08-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi ItaliaOggi -commercialisti Numero 188, pag. 39 del 8/8/2008 Autore: di Luigi Carunchio tesoriere giunta Ungdcec Visualizza la pagina in PDF L'Ungdcec critica pesantemente la campagna informativa del Consiglio nazionale del notariato Cessione quote in libero mercato Con l'intervento del commercialista rispettate tutte le garanzie Lo scorso 6 agosto, sulle pagine di questo come di altri giornali di rilievo nazionale, il Consiglio nazionale del notariato ha effettuato un'inserzione pubblicitaria sulla cessione quote di srl, con la finalità di porre a confronto, sul piano della sicurezza e dei costi, l'ipotesi della tradizionale autentica notarile con la neo-introdotta possibilità alternativa della firma digitale, con deposito a cura di un dottore commercialista. Incredibile a dirsi, dal confronto è emerso che senza il notaio c'è meno sicurezza e ci sono pure più costi. Pensavo di no, ma se lo dice il Consiglio nazionale del notariato è senz'altro così, perché dobbiamo ricordarci che stiamo parlando dell'Istituzione (non del sindacato) che rappresenta la categoria che ama definirsi sopra le parti per antonomasia; ragione per cui escludo sin d'ora che in questa innovativa e spregiudicata chicca di pubblicità comparativa interprofessionale i consiglieri nazionali del Notariato abbiano tenuto un approccio diverso da quel che si conviene al loro rango. Devo però dire che il risultato del confronto un po' mi rasserena. Ero alquanto preoccupato per i contraccolpi che la novità avrebbe potuto determinare sull'esiguo fatturato medio dei notai, ma, se senza il loro intervento si viene a pagare addirittura di più, credo che non ci saranno problemi e tutti continueranno a scegliere i notai per i loro atti. Certo, chi ha letto con attenzione l'inserzione pubblicitaria del Consiglio nazionale del notariato potrebbe obiettare che al risultato finale si arriva attraverso alcune piccole forzature. Ci si dimentica, per esempio, che i commercialisti sono soggetti agli obblighi previsti dalla normativa sull'antiriciclaggio che impongono l'identificazione dei clienti e, conseguentemente, rendono improbabile che, al momento della trasmissione dell'atto al Registro imprese, il dottore commercialista possa ignorare che chi ha firmato la scrittura privata non corrisponde alla persona cui è intestata la smart card con cui viene apposta la firma digitale. Si trascura, inoltre, che il dottore commercialista è professionista la cui competenza e affidabilità in ambito societario sono riconosciute dalla legge e che la sua figura è stata individuata dal legislatore proprio in forza del fatto che, già prima di questa modifica, si preoccupava di garantire la stesura di un atto che fosse idoneo a consentire la realizzazione dell'effettiva volontà delle parti e il positivo perfezionamento degli effetti traslativi, alla luce delle norme di legge e dello statuto della specifica società. Se si parte da questa premessa risulta chiaro a tutti che la ratio della norma non è quella di trasformare il dottore commercialista in un "postino telematico" (espressione di notevole garbo utilizzata nella pubblicità dal Consiglio nazionale del notariato), ma piuttosto di consentirgli di ultimare la propria prestazione, così come accadeva in passato, con l'atto meramente esecutivo del deposito tematico, evitando al cliente l'ulteriore passaggio dal notaio, con l'aggravio dei relativi costi. Perché, devo a malincuore riconoscerlo, anche sulla questione dei costi c'è stata forse qualche piccola disattenzione da parte del Notariato. Come si fa a comparare oneri che prima erano obbligatori (il costo del notaio) con oneri che invece non lo erano e continuano a non esserlo (quelli del dottore commercialista), visto che rimane ancora oggi possibile perfezionare una cessione di quote senza passare per lo studio di un dottore commercialista? Gli oneri obbligatori sono un costo imposto per esigenze burocratiche, quelli sostenuti per scelta sono il corrispettivo di una prestazione di servizi di cui ci si serve solo e soltanto se la si ritiene utile. E questa nazione ha tanto bisogno di liberarsi di costi imposti dalla burocrazia o da leggi burocratiche. Insomma, a forza di ragionarci sopra, mi sono convinto anch'io che la pubblicità dell'Istituzione che rappresenta coloro che si dicono sopra le parti è in realtà più partigiana di quanto non sarebbe un bottegaio che al mercato reclamizza la bontà della sua merce. Viene da domandarsi: perché i notai hanno paura della sfida del libero mercato nel confronto professionale con le altre categorie? Forse perché non ne sono abituati? Perché ritengono che si debba denigrare il potenziale "avversario professionale" e non, invece, confrontarsi sul campo lasciando libera scelta a chi deve ricevere la prestazione professionale? Ne sono sinceramente dispiaciuto, perché ho sincera stima della maggior parte dei notai, ai quali, diciamolo francamente, veicolo in studio non poco del loro lavoro. Sono certo che questi notai sono i primi a non riconoscersi nel tracotante e imbarazzante modo di agire del loro Consiglio nazionale.

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Arriva Monic@, l'occhio aperto sui cantieri (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 08-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Dal computer di casa sarà possibile conoscere la durata dei lavori in strada o protestare "MONIC@" risponde solo a domanda diretta ma lo fa in un attimo, in maniera precisa e dettagliata e senza le odiose musichette di attesa, e così le lunghe procedure per arrivare a capire il motivo dell'aprirsi di un cantiere sotto casa propria diventeranno soltanto un ricordo. Non è una dipendente comunale, la precisa "Monic@", è un programma informatico che renderà trasparenti e immediatamente identificabili tutte le informazioni che un cittadino o il responsabile di un ufficio comunale e privato voglia ottenere in materia di lavori nelle strade. Col nuovo metodo on-line di gestione delle pratiche per la rottura suolo - che nel capoluogo ligure sono circa 10 mila all'anno - i cantieri stradali entrano in rete. La giunta comunale di Genova ha varato una delibera con la quale dà il via alla sperimentazione del progetto, attivo a partire dal prossimo autunno e in grado di semplificare (e di molto) l'accesso di ogni singolo cittadino ai dati relativi alle imprese e alle aziende comunali che lavorano su una strada. Il sistema - accessibile tramite il sito istituzionale del Comune (www.comune.genova.it) o tramite il nuovo sito dell'Urban lab (www.genovaurbanlab.it), funzionerà sia come sportello per chi deve chiedere l'autorizzazione per l'apertura del cantiere, sia per verificare lo stato di avanzamento della pratica, sia per i cittadini che vorranno conoscere la mappa dei lavori e le eventuali modifiche al traffico. " una risposta alla necessità di trasparenza e di rendere più agile la burocrazia - ha sottolineato il sindaco Marta Vincenzi - Genova è la prima città italiana che si dota di questo tipo di servizio che rappresenta una buona pratica a livello europeo". Il "cervellone" di Monic@ (che sta per "Monitoraggio dei cantieri") collegherà in unico sistema gli uffici comunali di Qualità lavori, Sistemi informativi, Divisioni territoriali, Piano urbano, Servizi tecnici e Polizia municipale. Nella stessa rete anche gli uffici tecnici delle principali aziende controllate dal Comune di Genova. E ogni privato cittadino che avrà l'esigenza di capire qualcosa di più sul programma dei lavori del cantiere sotto casa potrà consultare Monic@. Sul sistema sarà possibile accedere alle cartine dei quartieri, e da lì cliccare sulla strada di interesse. Ogni pallino giallo indicato sulla cartina segnalerà un punto di rottura del suolo, selezionandolo si aprirà una finestra che indicherà tutte le informazioni sull'impresa che esegue i lavori e sui tempi dell'intervento. Al cittadino sarà permesso anche di interagire e contribuire a segnalare irregolarità o problemi relativi al cantiere di interesse. Con questo sistema, monitorando meglio la durata dei lavori, il Comune spera anche di aumentare gli introiti per rotture suolo effettuate dai "grandi utenti" (ad esempio le aziende che gestiscono le sottoutenze). A regime si persa di arrivare a gestire afflussi di cassa per 810 mila euro l'anno (e già oggi si parla di 623 mila euro). d. gri. 08/08/2008.

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Che emozione Vino di Piacenza e ricordi dagli Usa Egregio direttore, leggo "Libertà" sul Web da quando è on-line, vivo in Usa da 25 anni nella profonda provincia americana in Arizo (sezione: Burocrazia)

( da "Libertà" del 08-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Che emozione Vino di Piacenza e ricordi dagli Usa Egregio direttore, leggo "Libertà" sul Web da quando è on-line, vivo in Usa da 25 anni nella profonda provincia americana in Arizona, torno a Piacenza ormai solo ogni 3/5 anni, ma il ricordo della mia gioventù che emozione Vino di Piacenza e ricordi dagli Usa Egregio direttore, leggo "Libertà" sul Web da quando è on-line, vivo in Usa da 25 anni nella profonda provincia americana in Arizona, torno a Piacenza ormai solo ogni 3/5 anni, ma il ricordo della mia gioventù... me la fa sentire vicina... sempre... E' di qualche giorno fa un lieto evento che ha fatto correre il mio pensiero sulle sponde del Po, evento semplice e diretto come il bere un bicchiere di vino... vino, sì, ma piacentino... una bella sorpresa ed una bella sensazione... il nome del produttore mi aveva tratto in inganno (Lodigiani, mio ingenuo e stupido collegamento con Lodi), ma poi mi è scappato l'occhio su Pc... bello davvero! Mi scuso per averLa disturbata per una cosa così stupida, ma invecchiando si diventa romantici e il trovarsi nella lista dei vini, nel Restaurant dell'Art Museum, in una località così diversa come Phoenix, un segno della propria terra e della propria adolescenza, è un emozione grande grande! Non potevo tenerla tutta per me. Attilio Chiodaroli Arizona (Usa) lavori a piacenza-1 il sindaco si metta nei panni dei cittadini Signor direttore, non si discutono le opere che stanno facendo a Piacenza, si discute come si fanno (il sindaco non cerchi di confonderci). Vi immaginate via Caorsana con un traffico bestiale ed ambulanze e vigili del fuoco che debbono intervenire contemporaneamente e se non vi riescono a passare e ci scappa il morto? Rispondiamo che la strada è di serie A e che la simulazione è stata eseguita a perfezione? (fra l'altro a strada deserta e non in emergenza). Vi immaginate i commercianti del Centro storico che già sono penalizzati quando (causa lavori) i loro clienti non sapranno come raggiungerli (è già successo) e che fino al 2011 (se va bene) i parcheggi alla Cavallerizza non saranno finiti? Ed intanto i commercianti che faranno? Dovranno chiudere tutti e farsi mantenere dal Comune? A settembre ci saranno altre proposte che i commercianti avanzeranno e sentiremo le risposte. Per il Palazzo Uffici: perché dilapidare il patrimonio che abbiamo (a favore degli impresari) e non prendere in considerazione un edificio che abbia anche un certo prestigio ed una storia per noi piacentini ed anche bello alla vista (ospedale militare o via Colombo)? Spero anche che insieme ai bus spariscano le macchine costantemente parcheggiate in Piazza Cavalli e via Mazzini (o sono riservate ai dipendenti comunali?). Bisogna infine tenere in considerazione le esigenze delle persone anziane che fanno fatica a camminare e vengono (specialmente nei giorni di mercato) in piazza (o tutto questo è una premessa per spostare anche il mercato?). Sì, signor sindaco esistono anche soluzioni diverse, basta buon senso e cercare di capire anche le esigenze degli altri e mettersi nei loro panni. Enrica Sivelli Piacenza lavori-2 la ciclabile di la verza è stata dimenticata Egregio direttore, con le polemiche di questi giorni per i vari cantieri aperti in città mi viene da pensare che siamo arrivati a Ferragosto e della pista ciclabile per La Verza nemmeno l'ombra! Cari amministratori, con quale criterio date la priorità ai lavori? Non mi sembra che i cantieri aperti in questo periodo siano tutti più urgenti, perché situazioni pericolose come la rotonda per le biciclette non ne vedo in altre zone, le macchine vanno molto forte e le bici non potrebbero circolare in questo punto. Ormai lo sanno tutti! Inutile rammentare quello che aveva risposto l'assessore Brambati alla mia precedente lettera anche perché diceva che sarebbe stata pronta a giugno, ma non si sa di quale anno! Quello che volete fare riuscite a realizzarlo in tutta fretta, questa era stata una bella promessa fatta in campagna elettorale. Ormai anche questo lo sanno tutti e adesso non mi rimane che augurare ai ciclisti che si azzardano a usare la bici per andare a Piacenza (compresa mia figlia) che non succeda mai niente e lo auguro anche ai voi amministratori che di responsabilità credo ne abbiate tanta. Mi rivolgo anche all'Associazione Amolabici. Ho letto l'articolo sulla situazione delle piste ciclabili a Piacenza, ma del collegamento con La Verza non se ne parla. Maria Rossi La Verza lavori-3 altalene rimosse per motivi di sicurezza Egregio direttore, in risposta alla lettera apparsa su "Libertà" del 31 luglio scorso, dal titolo "Perché ai giardini hanno tolto le altalene", ringraziando la sig.ra Celestina Toscani per la segnalazione, precisiamo che la rimozione dei giochi è dovuta a motivi di sicurezza. Infatti, per alcuni di essi è venuto a meno il rispetto alle norme di sicurezza, mentre altri erano danneggiati in modo tale da non poter essere riparati. A seguito della necessità emersa da tale rimozione, il Servizio Acquisti e gare del Comune di Piacenza ha attivato la procedura - che è attualmente in fase di aggiudicazione - per l'acquisto di nuovi giochi da posizionare al posto di quelli rimossi, e nelle prossime settimane inizieranno a essere ricollocati. Scusandoci per gli inevitabili disagi che questa situazione determina, riconfermiamo la volontà di questa Amministrazione di riqualificare e mettere in sicurezza i campi giochi della città, come gli interventi in corso in diversi giardini testimoniano. Ignazio Brambati Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Piacenza senzatetto di sinistra la solidarietà a del turco e le parole di olmert Egregio direttore, il 2 agosto scorso, dalle pagine di "Libertà", Emilio Dadomo il nuovo segretario provinciale del "nuovo partito socialista", ha espresso pubblicamente ad Ottaviano Del Turco "solidarietà politica, prima ancora che umana", per la vicenda che lo vede ancora ristretto presso la casa di Reclusione di Sulmona. Sono un cittadino che non ha rinunciato agli ideali che sono stati alla base, per cento anni, del Partito Socialista Italiano, pur consapevole che la loro sempre più stringente attualità (da tanti misconosciuta) dovrebbe dettare nuove idee, nuova iniziativa politica. Non mi riconosco anche per questo in nessuno dei partiti oggi in campo che in vario modo dichiarano di essere eredi della tradizione socialista; per dirla con parole di Antonio Giolitti, mi sento oggi "un senzatetto di sinistra". Le parole di Emilio Dadomo mi hanno comunque colpito, in particolare quella puntualizzazione che antepone la solidarietà politica a quella umana. Penso che se la seconda si può esprimere anche senza conoscere, non dico gli atti che stanno alla base di un provvedimento restrittivo della libertà, mi spingo a sostenere, anche il solo capo di imputazione... per esprimere "solidarietà politica", credo occorrerebbe qualche conoscenza in più, di quelle che sono nel caso in oggetto, oggi a nostra disposizione. Ma tant'è, questo è il clima (orrido) che si respira in Italia, paese in cui il controllo di legalità può da sempre riguardare i "poveracci", non certo i "cittadini al di sopra di ogni sospetto". Sono tramontati i tempi in cui un socialista come Sandro Pertini riservò persino alla madre (cui era legatissimo) parole durissime, per aver chiesto in sua vece la grazia; i tempi in cui lo stesso Pertini a Corrado Stajano in una intervista concessa nel 1974 dichiarava: "Peggiore scandalo è quello di soffocare lo scandalo". Tutto questo mi spinge ad esprimere allora la mia incondizionata stima per le parole di un uomo politico non italiano purtroppo, ma anch'esso inquisito, che hanno avuto una eco, direi sommessa, sulla stampa italiana. Mi riferisco alle parole del Primo Ministro dello Stato di Israele Ehud Olmert che nell'annunciare le sue dimissioni ha dichiarato in TV: "Sono fiero di appartenere a uno Stato in cui un premier può essere investigato come un semplice cittadino...". Sarebbe bello poter dire lo stesso, anche solo come semplici cittadini italiani, invece ci tocca assistere a penose espressioni di solidarietà che vengono da una base sempre più disorientata, e dall'alto, a prove ripetute di disprezzo per tutto ciò che possa coniugare insieme legalità e legittimità, come da ultimo la chiusura dell'Alto Commissario per la prevenzione ed il contrasto della corruzione, che era stato approntato da appena un lustro. "Corruptio optimi pessima", si legge ancora sul sito ormai fossilizzato dell'Alto Commissario, che per chi come me ha scarsa dimestichezza con il latino, sta a significare che anche "ciò che era ottimo, una volta corrotto, è pessimo". Ma come si sa per esperienza, il garantismo in Italia è acclamato ad una sola direzione, sempre rivolto ai possibili colpevoli giustamente da considerarsi innocenti sino al terzo grado di giudizio ed oltre, mai alle vittime. Tanto per loro vale una evidente condizione, nessuna presunzione è necessaria, spesso sono anche morte. Vittorio Melandri viene anticipato? 8 per mille alla chiesa, facciamo chiarezza Caro direttore, su La Stampa del 4 agosto, è apparso un articolo che illustra dettagliatamente il pessimo metodo di assegnazione e distribuzione dell'otto per mille, che ogni contribuente destina annualmente allo Stato, alla Chiesa cattolica o ad altre entità meritevoli. Parrebbe che il pagamento della quota destinata alla Chiesa cattolica venga addirittura anticipato, mentre quello riservato ad altri enti avvenga a consuntivo e con notevole posticipo. Parrebbe ancora che gran parte della quota rimasta allo Stato sia poi destinata a entità ecclesiastiche, sia pure per contribuire al restauro di beni religiosi. Parrebbe infine che della quota assegnata alla Chiesa cattolica soltanto il venti per cento verrebbe da questa destinata ad aiuti al terzo mondo; dove finisca il resto, non si sa. Se tutto ciò è vero, è auspicabile che l'efficientissimo ministro Tremonti faccia pubblica chiarezza in proposito senza ritardo, e adotti i necessari provvedimenti per una gestione del sistema più equilibrata ed effettivamente diretta ai fini che lo informano. Lo stesso poi deve dirsi per gli ingenti proventi di lotto e lotterie, che non si sa dove vadano a finire. Emilio A. Macchi Alfieri burocrazia quei certificati privi di rispetto Egregio direttore, nei giorni scorsi, a seguito della morte del grande amico Gilberto Cattelli (da tutti conosciuto come "Gibo"), ho aiutato la famiglia a sbrigare una serie di pratiche che, purtroppo, il decesso comporta ed obbliga. Per tutte o quasi era necessario il certificato di morte dato che l'autocertificazione può non essere accettata dai privati (banche, assicurazioni, ecc.). Ora su tale certificato noto nel fondo la frase "la presente certificazione ha validità di sei mesi dalla data del rilascio"! Incredibile! Come se il buon Gibo (e tutti come Lui...) potesse resuscitare entro sei mesi rendendo nullo il certificato! Incredibile! E' da molto tempo che ho ingaggiato una battaglia personale contro queste azioni da "burosauri", con tanto di paraocchi, perché ci sono almeno due certificazioni che non scadono mai e cioè "nascita" e "morte" in quanto attestano fatti che non cambieranno mai nella vita, salvo quello di nascita che "scade" con la morte del titolare! Non si potrebbe "aggiornarsi" e "ragionare" emettendo atti più rispettosi - come nel caso di morte - dei parenti? E' forse troppo? Io credo di no a patto che si abbia la voglia di togliersi i paraocchi e diventare un po' più grandi. Mauro Bernhardt San Giorgio Piacentino 08/08/2008.

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I diportisti restano senza benzina - lamberto cugudda (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 08-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Arbatax. Il distributore del molo bloccato dalla burocrazia I diportisti restano senza benzina L'Agip non ha ancora adeguato l'impianto alle nuove norme LAMBERTO CUGUDDA ARBATAX. è il rifornitore principale nella testata del molo di levante, lato Cala dei Genovesi, dove attraccano le imbarcazioni, dai pochi metri di lunghezza fino ai panfili di 60, ma quest'estate non può erogare benzina per via della mancanza di scarichi di vapore nelle colonnine. A parlare Maria Aversano, di Arbatax, che da poco più di 12 anni gestisce l'impianto di rifornimento carburanti portuale dell'Agip. "A causa della burocrazia e dei vari problemi posti dopo tantissimi anni - spiega la donna - ci hanno mandato in fumo tutta la stagione estiva. Possiamo erogare soltanto gasolio, ma non la benzina. Quindi dobbiamo fare andare via chi ha determinate imbarcazioni, vedasi motoscafi e gommoni. Tutto questo in seguito al controllo triennale fatto all'impianto della banchina di levante, dai vigili del fuoco, nel novembre 2007". In tale occasione, così come da precisa normativa, i vigili del fuoco appurarono che parte delle colonnine, dove viene erogata la benzina, non sarebbero in sicurezza in relazione ai vapori di scarico. L'Agip, proprietaria dell'impianto di carburanti della banchina di levante - a circa 40 metri dalla testata in cui attraccano le navi traghetto della Tirrenia - avrebbe già dovuto sostituire le colonine in oggetto, ma non l'ha ancora fatto. Cosa che potrebbe anche avvenire fra due-tre settimane, a stagione conclusa". Anche perché, a quanto è dato sapere, nel periodo autunnale dovrebbe procedere con la realizzazione della nuova stazione di servizio marina per carburanti, nello stesso punto in cui si trova quella attuale. E in questa strana situazione è rimasta quindi "stritolata" Maria Aversano, che da oltre 12 anni gestisce tale impianto nella banchina di levante. "Sarebbe bastata una proproga, per consentirci di lavorare in estate - fa ancora rilevare sconsolata Maria Aversano - ma non c'é stata. E ora la situazione è tragica. Senza considerare che per i diportisti non vi è un importante servizio. E che devono quindi girare nei vari impianti di carburante, con taniche, per poi portare la benzina a bordo. E questo alla faccia delle norme sugli scarichi di vapore relative alle nostre colonnine. Se questo è il modo per cercare di incrementare il turismo da diporto e i flussi vacanzieri, non si è apito nulla". La perdita economica, per il gestore dell'impianto di carburante della testata della banchina di levante, è stata finora notevole. Ma di questo, così come della crescita turistica, pare interessare a ben pochi.

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Nuove licenze di taxi, monta la polemica (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 08-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

MOTO ONDOSO: AN, VERDI E ITALIA DEI VALORI ANNUNCIANO BATTAGLIA Nuove licenze di taxi, monta la polemica Bonzio (Rc): "Fuori dai canali interni, fate largo ai portabagagli" Dopo tre giorni dall'approvazione in giunta, la contestata delibera sulle nuove licenze taxi non è ancora stata pubblicata all'albo di Ca' Farsetti. Burocrazia o ripensamenti in vista? Il vicesindaco Michele Vianello si dice sicuro della bontà dell'iniziativa. "Le 60 licenze sono necessarie per dare un servizio taxi alla città". Ma la protesta monta. "Allora possiamo liberalizzare del tutto queste licenze", dice provocatorio il presidente del coordinamento delle remiere Giovanni Giusto, "così magari si abbasseranno i prezzi e sfumerà il business per queste categorie di monopolisti. Ma c'è un problema: in laguna e nei rii non c'è più spazio. E questi modelli di taxi sono incompatibili con la città, i rii non sono adatti alle loro vibrazioni e alle loro dimensioni. Perché di questo non si parla più?". "Una follìa" viene definito il nuovo provvedimento dalle associazioni ambientaliste, Italia Nostra, Vas, coordinamento di Vela al terzo. Insorgono anche le associazioni di categoria. "Non va bene, prima bisogna mettere regole all'esistente", dice Silvio Del Zennaro, presidente del Consorzio motoscafi. Cisal e Ugl trasporti accusano l'amministrazione di "ottusità" per aver presentato la delibera solo "ai soliti presidenti di categoria". "Il nostro giudizio non è negativo", scrivono Roberto Ferrara e Sebastiano Costalonga, "ma le licenze vanno date tenendo conto di esperienza e professionalità acquisite dai sostituti. Dialogate anche con noi". Licenze che fanno gola, perché a fronte di un costo zero (la marca da bollo) si traformano in poco tempo in un patrimonio di 7-800 mila euro che può essere messo sul mercato. La bufera è anche politica. "Come partito siamo assolutamente contrari", dice il segretario provinciale di Italia dei Valori Nicola Funari, "prima bisogna regolamentare l'esistente". Annuncia battaglia anche Sebastiano Bonzio (Rifondazione): "I taxi sono già troppi. Se vogliamo creare posti di lavoro diamo nuove licenze di portabagagli. E vietiamo il passaggio dei taxi in tutti i canali interni. Fanno danni e basta". Contrari anche An e Verdi. E mal di pancia diffusi anche nel Pd, il partito di Vianello e del sindaco, con numerosi consiglieri ch hanno espresso perplessità. "Per avere un efficiente servizio non servono certo nuove licenze", dice il consigliere Daniele Comerci, "la situazione del traffico acqueo è già al limite. Occorrono invece nuove regole e nuovi comportamenti". "Era ora, correranno di meno", esulta il capitano Ferruccio Falconi, "e adesso la giunta fermi anche lo sciagurato Pip del Lido". (a.v.).

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Fabretto, piste e pedane con superficie olimpica (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 08-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Gorizia Fabretto, piste e pedane con superficie olimpica Il campo sportivo Fabretto non soltanto sarà adeguato alle normative del settore, ma sarà anche in grado di ospitare eventi sportivi di alto livello. Nell'ambito dei lavori di sistemazione, del costo complessivo di 760 mila euro, la pista della struttura sarà dotata dello stesso fondo utilizzato negli impianti delle Olimpiadi di Pechino, che consentiranno di accogliere eventi prestigiosi, in quanto metteranno gli atleti nelle condizioni di ottenere risultati prestigiosi. I lavori saranno portati avanti con un occhio di riguardo per i fruitori dell'impianto, in particolare per l'Atletica Gorizia. Gli interventi saranno terminati entro la primavera, assicura l'assessore comunale allo Sport, Sergio Cosma: "Stiamo effettuando tutte le carte necessarie e, appena avremo sistemato la burocrazia, cominceremo con i lavori, così il campo sarà consegnato agli atleti in primavera. Fra le altre cose saranno rifatte le sei corsie e le pedane per le varie discipline, dal salto con l'asta a quello in alto, dal giavellotto al triplo, oltre a tutte le cunette per l'acqua e ai cordoli. Quello che mi sta a cuore è che il fondo sarà lo stesso dell'impianto di Pechino, realizzato da una ditta italiana. Così potremo promuovere manifestazioni di alto livello, in cui gli atleti messi nelle condizioni di ottenere buone prestazioni". La palestra Coni e il campo Fabretto non sono i soli impianti cittadini oggetto di migliorie: anche nel PalaBigot sono previsti lavori di sistemazione che renderanno la struttura adeguata pure per gli eventi di carattere extrasportivo. Continua Cosma: "Abbiamo a disposizione circa 600 mila euro per il palazzetto; vedremo come utilizzarli. Sicuramente sarà insonorizzato l'impianto, in modo che in futuro possa essere usato anche per concerti e spettacoli, al di là delle manifestazioni strettamente sportive. In settembre si comincerà intanto con gli studi, sulla falsariga di quelli compiuti in passato anche al teatro Verdi per garantire una buona acustica. Inoltre, saranno apportate altre piccole migliorie, per esempio alle luci, per rendere il PalaBigot più funzionale e adeguarlo alle nuove normative". (fr.sa.).

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Cantieri, la rivoluzione di monic tutti i lavori in corso in diretta sul web (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 08-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina VII - Genova I cittadini potranno conoscere in tempo reale le eventuali modifiche alla viabilità Cantieri, la rivoluzione di Monic tutti i lavori in corso in diretta sul Web Una novità importante in vista di un autunno-inverno molto difficile Sono stati 9.500 gli scavi e le altre opere che hanno comportato vari disagi nelle strade cittadine in tutti i quartieri nel corso del 2007 Il sistema telematico funzionerà anche come sportello per chi deve chiedere l'autorizzazione per l'apertura di un cantiere SI CHIAMA "MONIC", non è una fanciulla nemmeno virtuale ma l'acronimo che riporta al monitoraggio dei cantieri sul web su tutto il territorio cittadino. Immaginatevela come volete, ma promette di essere un'interlocutrice affidabile per aziende di grandi e piccole dimensioni che devono chiedere autorizzazioni e pagare concessioni per aprire un qualsiasi scavo o un vero e proprio cantiere di lavoro - 9500 in tutta la città nel corso del 2007, delle dimensioni più disparate - ma soprattutto per i genovesi che potranno seguire sul web dove e come si sta lavorando, con tutte le variazioni al traffico conseguenti, e come i lavori svengono svolti. In vista di un autunno-inverno che sarà da incubo per l'apertura contemporanea di grandi lavori stradali, soprattutto incentrati tra ponente e Valpolcevera - dall'inizio della strada a mare all'allargamento di Lungomare Canepa e al completamento della viabilità di sponda del Polcevera, intersecati con la chiusura della galleria autostradale Montegalletto - quello di Monic promette di essere un indirizzo da tenere di conto. Quando saranno chiari i tempi dei diversi cantieri, e comunque non prima di ottobre, il comune varerà un vero e proprio piano di emergenza per le informazioni sulla viabilità, al di là di quanto si saprà via web. Il sistema funzionerà sia come sportello per chi deve chiedere l'autorizzazione per l'apertura del cantiere e per verificare passo per passo lo stato di avanzamento della pratica, sia per i cittadini che vorranno appunto conoscere la mappa dei lavori e le eventuali modifiche al traffico. Al servizio, che entrerà pienamente in funzione a ottobre, si accederà attraverso i siti internet del Comune e di Urban Lab. "E' una risposta alla necessità di trasparenza e di rendere più agile la burocrazia - ha sottolineato Marta Vincenzi, presentando alla fine della riunione di giunta il nuovo progetto - Genova è la prima città che si dota di questo tipo di servizio che rappresenta una buona pratica a livello europeo". Il servizio permetterà anche al Comune di incassare più facilmente gli oneri per le varie concessioni chiesti a chi apre scavi e cantieri, oltre che a gestire più cantieri contemporanei. La giunta ha approvato ieri mattina una serie di interventi, tra cui quelli della riqualificazione urbana a Cornigliano - anticipati da Repubblica - ad integrazione e corollario degli interventi in corso nell'ex Ilva. Si tratta della messa in sicurezza e manutenzione straordinaria di Villa Serra, progetto affidato all'Università di Genova, della riapertura alla città del parco di Villa Bombrini, recentemente acquistata da Fintecna, e della pedonalizzazione con miglioramento dell'arredo urbano per le vie Verona, Vetrano e Bertolotti, corredato da un bando di gara della durata di 24 mesi per sostenere nuive imprese o il consolidamento di esistenti nella stessa zona. Per l'intervento su Villa Serra è previsto un finanziamento di 2,5 milioni, per la pedonalizzazione 3 milioni; ma considerando anche Villa Bombrini si arriva a 25-28 milioni di lavori, precisa Mario margini, assessore ai lavori pubblici e allo sviluppo economico, a carico della Spa per Cornigliano. "La riapertura del parco sarà accompagnata da un grande evento musicale che sottolinei l'importanza per il quartiere di riappropriarsi dei primi spazi lasciati liberi dalle acciaierie" precisa. Completa gli interventi il rifacimento della sede della Bocciofila (300 mila euro). (d. al.).

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Tarsu, <accertamenti farsa> Federconsumatori: un illecito (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Lodi)" del 08-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

PAVIA pag. 11 Tarsu, "accertamenti farsa" Federconsumatori: un illecito TORREVECCHIA PIA PRETESI PAGAMENTI IN ANTICIPO ? TORREVECCHIA PIA ? TI INVITANO in Comune per un accertamento sulla tassa rifiuti solidi urbani (Tarsu), ma prima ancora di qualunque verifica, ti chiedono di pagare. Almeno questo è quanto sostiene la Federconsumatori che ieri ha inviato al sindaco Antonio Esposito una lettera molto dura. "La procedura che state utilizzando è in completo contrasto con la legge 212/2000 - scrive il presidente Mario Spadini - e avendo voi forzato, con un'interpretazione bislacca, i termini del decreto 218/97 ci permettiamo di mettere in dubbio la liceità del vostro comportamento. Perché l'invito fatto pervenire ai contribuenti, privo degli elementi identificativi dell'atto, della denuncia o della dichiarazione a cui si riferisce l'accertamento e per di più scritto in un linguaggio in uso nella peggior burocrazia statale non consente di valutare la sostanza oggetto di accertamento ed è illegittimo sotto tutti gli aspetti". CRITICHE POI VENGONO rivolte anche a ciò che avviene allo sportello, dove non si consegna preventivamente "l'atto di accertamento", commettento secondo l'associazione di consumatori un abuso. "Non riusciamo a capire come si possa pretendere dai cittadini il pagamento preventivo del quantum come condizione per consegnare l'atto - aggiunge Spadini -. Vi chiediamo quindi di rivedere le vostre posizioni, cessando la procedura che state adottando". Il sindaco, però, crede d'aver seguito la legge, tanto che in pochissimi casi gli sarebbero state mosse delle contestazioni. M.M.

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I soldi del Pirellone sono pronti già dal 2007 Ma la rotatoria alla periferia est è una chimera (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Lodi)" del 08-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

LODI pag. 10 I soldi del Pirellone sono pronti già dal 2007 Ma la rotatoria alla periferia est è una chimera ORIO LITTA IL SINDACO FERRARI: SIAMO ESASPERATI ? ORIO LITTA ? I SOLDI CI SONO ed arrivano dalla Regione, anzi sono disponibili sin dal giugno del 2007 ed a condizioni nettamente vantaggiose per le casse municipali di Orio Litta, ma l'agognata rotatoria alla periferia est, nell'innesto con la "Mantovana", è ancora una chimera. Un progetto che si trascina da tempo, lungamente caldeggiato dal sindaco Franco Ferrari e dagli amministratori comunali. "Siamo esasperati - dice ora Ferrari -: l'incrocio più temibile e pericoloso del Lodigiano è ancora senza soluzione, eppure disponiamo di 1,2 milioni di euro concessi dalla Regione, cifra che rischia addirittura di venire reincamerata da Milano per mancato utilizzo". LA VICENDA HA DELL'ASSURDO: Palazzo Litta riceve nel giugno 2007 un "bonus" regionale di 1,2 milioni dopo aver presentato il progetto di massima della rotatoria, sulla quale assicura il suo impegno anche la Provincia di Lodi, competente in materia: 600 mila sono gratuiti, 300 mila al Comune di Orio ed altrettanti alla Provincia di Lodi da restituire, in questi ultimi due casi, in venti anni e senza interessi. Insomma, un affare, ma nel settembre 2007 la Provincia dice di non avere iscritto la somma a bilancio. "Rimaniamo stupiti, abbiamo un pericolo in casa e la burocrazia ci taglia le gambe", lamenta Ferrari. Nel marzo 2008 la Provincia rimedia ed iscrive la somma nel preventivo: la pratica si rimette in moto e le autorità provinciali assicurano la massima attenzione. LO SCORSO primo agosto altra doccia fredda: il Comune di Orio viene convocato a Lodi per sottoscrivere un progetto viabilistico condiviso con Ospedaletto. In pratica, il progetto dovrà venire reiscritto insieme al Comune vicino. " inaccettabile quello che la Provincia propone - dice il primo cittadino -, un atteggiamento che provoca lo slittamento dei termini ed il rischio di non utilizzare i soldi della Regione. una vergogna". L.A.

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STEFANO Caruso, consigliere comunale del PdL, a cento giorni dall&# (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Massa - Carrara)" del 08-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

CRONACA MASSA pag. 4 STEFANO Caruso, consigliere comunale del PdL, a cento giorni dall&#... STEFANO Caruso, consigliere comunale del PdL, a cento giorni dall'insediamento della nuova giunta comunale, interviene sulla firma dell'accordo con RFI per lo smantellamento dei passaggi a livello ubicati al Bagaglione e alla zona del Casellotto contestando l'accordo. Scrive: "Dal 1998 giace in un cassetto del palazzo la proposta di delibera per realizzare i sottopassi in queste zone "nevralgiche" della città. Ritorna per la terza volta il sindaco Pucci, si apre il cassetto, quasi miracolosamente, ed esce questo documento assai polveroso. Sottolinea che in dieci anni "sono raddoppiati i costi a carico del Comune, portando allo stanziamento in bilancio di una cifra vicina ai 2 milioni e mezzo di euro solo per gli espropri dei terreni. Ben poco importa la marginale partecipazione della Provincia, fatto sta che gli oneri del Comune sono stati accresciuti di altri ulteriori 800 mila euro per le modifiche alla viabilità e la sistemazione dell'impiantistica". Caruso sostiene di aver cercato invano i motivi del "ritardo di 10 anni con il conseguente raddoppio dei costi" e segnala che paradosalmente "durante la votazione in Consiglio Comunale anche il Pd, schierato all'opposizione, ha votato favorevolmente un progetto che poteva realizzare a suo tempo e senza aggravi". Infine, tra l'altro, afferma: "Noi del PdL siamo favorevoli alla realizzazione di opere che migliorino la città ma nel contempo sarebbe opportuno che l'amministrazione accelerasse la burocrazia per non permettere l'aumento ingiustificato dei costi".

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MASSA IL COMPARTO dell'artigianato e (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Massa - Carrara)" del 08-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

CRONACA MASSA pag. 5 ? MASSA ? IL COMPARTO dell'artigianato e ... ? MASSA ? IL COMPARTO dell'artigianato e della micro e piccola impresa è un punto di forza del nostro paese. In Italia l'artigianato e le piccole imprese rappresentano infatti il 98 per cento del tessuto imprenditoriale e assorbono oltre il 50 per cento degli occupati. Nella nostra realtà provinciale operano oltre 5.500 aziende artigiane, e oltre 3.500 piccole imprese, con un'incidenza occupazionale di 26.000 unità. Questi dati, rapportati alla situazione generale esistente, rafforzano in termini ulteriormente positivi la potenzialità di questi settori, per cui riesce assai difficile non riconoscere agli artigiani e alle piccole imprese l'importanza del ruolo e la funzione sociale che il comparto, nel suo complesso, esercita nel contesto socio- economico. Un comparto dinamico e orgoglioso, ma che necessita comunque di politiche nazionali e regionali migliorative per la gestione e la crescita delle aziende, e, non secondariamente, di scelte territoriali in termini strutturali e infrastrutturali per consentire alle imprese di migliorare e sviluppare le loro attività. A parlarne è lo stesso segretario generale Granfranco Oligeri (nella foto). Segretario, è così difficile 'fare impresa'? "Il contesto normativo, economico e sociale negli ultimi 10 anni è mutato radicalmente. Alcuni settori, se non vi fossero state risorse straniere, oggi verserebbero probabilmente in uno stato di crisi. E' il caso, per esempio, dell'edilizia e della ristorazione. Ferma restando tale integrazione, occorre comunque un diverso quadro per l'apprendistato, per avvicinare i giovani all'artigianato e per far sì che gli artigiani siano valorizzati e tornino a essere i maestri per le nuove generazioni. Su questo Confartigianato non demorde. Un contributo in questa direzione potrebbe venire dai giovani. "Occorre tenere ben salda la presenza dell'artigianato e agevolarne il relativo cambio generazionale. I giovani devono trovare nell'artigianato un punto di riferimento, per esprimere la loro caratteristica creatività e le loro capacità innovative e tecnologiche. Per questo sono indispensabili interventi normativi, ma anche strumenti operativi, affinché nell'attuale sistema economico globalizzato, la piccola impresa sia messa nelle condizioni di competere anche sui mercati internazionali, privandola di una eccessiva imposizione fiscale, e dandole maggiore flessibilità". A livello locale quali ripercussioni si riscontrano? "Partiamo da una situazione nazionale e regionale che si presenta in lieve ripresa. Una ripresa ancora generalizzata. Questa premessa è opportuna per comprendere che la nostra realtà territoriale, proveniente da una storica situazione negativa, evidenzia maggiori difficoltà rispetto al quadro nazionale complessivo". Le scelte territoriali dipendono dalla politica locale. "Non completamente. Ci sono anche altri attori importanti. La politica che opera sul territorio ha il dovere di creare le condizioni ottimali affinché i residenti, e nella fattispecie le imprese, possano sviluppare le loro energie e i loro investimenti; ma sono altrettanto importanti le condizioni legislative regionali e nazionali, che gli enti locali spesso subiscono". Quali aspettative per le imprese e per il territorio? "Dovrei formulare un'infinita elencazione, pertanto mi limito a auspicare che la convergenza delle amministrazioni, emersa ad esempio per il porto turistico, possa produrre concreti risultati e rapide risposte ai progetti avanzati dalle imprese, in particolare in tema di insediamenti produttivi, a cominciare dal cogente problema del Sin, evitando inutili rigidità che possono nuocere alla crescita delle aziende coinvolte. Invece dal contesto legislativo ci aspettiamo una drastica riduzione della burocrazia, una concreta valorizzazione dell'apprendistato, e specifici interventi di deregolamentazione per liberare l'impresa da tanti vincoli atavici accumulati per la cultura del sospetto.

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MONTEFIORINO STASERA alle 21, a Montefiorino, in piazza Fontana, (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 08-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

APPENNINO pag. 22 ? MONTEFIORINO ? STASERA alle 21, a Montefiorino, in piazza Fontana,... ? MONTEFIORINO ? STASERA alle 21, a Montefiorino, in piazza Fontana, Francesca Reggiani presenta Spettacolare, che sostituisce lo spettacolo teatrale Recital con Caterina Guzzanti e Francesca Rocca, inizialmente in programma. Caro vita, burocrazia kafkiana, incertezze della politica, la crisi della coppia, ambiente. Contraddizioni del nostro tempo, che Francesca Reggiani vira in comico, costruendovi intorno un brillante show in forma di puzzle.

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<Sarà un'altra musica> (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 08-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

SPORT pag. 25 "Sarà un'altra musica" Dennis non ha dubbi:"Quest'anno ci divertiremo" PROMOSSO, rimandato a settembre o bocciato? Ancora martello, oppure opposto? La stagione 2008/2009 di Angel Dennis (nella foto con il presidente Grani)in maglia gialloblu è cominciata fra tante domande, generate dagli alti e bassi dello scorso campionato: inizio strepitoso, fase centrale incerta, e un finale in crescita che ha suscitato più di un rimpianto per ciò che poteva essere. Domande che hanno trovato risposta nella scelta, da parte della società, di confermarlo da titolare nel ruolo di schiacciatore. Una scelta che Dennis non vuole far rimpiangere: "E' stata una stagione dura, strana ? racconta ? nella quale giocare come so non è sempre stato facile. Quando mi hanno chiesto di giocare opposto ero in Qatar: ho risposto "va bene, fate ciò che è meglio per la squadra". Ho già giocato opposto, prima in nazionale juniores e poi a Palermo. Il ruolo non importa: voglio giocare per dimostrare quello che valgo ed aiutare i miei compagni". ANGEL Dennis è determinato a fare meglio dell'anno scorso, sia individualmente che assieme alla squadra. Il primo punto sulla sua lista delle cose da fare è la costruzione di un vero gruppo, ciò che l'anno scorso non è stato possibile: "Avevamo i fenomeni e tanto talento. Eppure il gruppo non è mai nato, e alla fine abbiamo reso meno di quanto avremmo potuto. Quest'anno possiamo faremo certamente meglio se riusciremo a creare un buon gruppo: la squadra è più giovane e ha tanta voglia di fare, ho buone sensazioni". Cambia tanto anche sotto il profilo tecnico: nuovo opposto, nuovo regista. E quando si parla di gruppo, di collettivo, il nome del fuoriclasse brasiliano Ricardo compare irrimediabilmente: "C'erano tante cose che Ricardo si portava dietro involontariamente ? spiega Dennis ? Ad esempio sembrava sempre che quando giocavamo bene fosse merito suo, e che quando giocavamo male fosse colpa nostra, perché non avevamo saputo sfruttare il suo gioco. Tutto girava intorno a lui. Eppure con Soli, un giocatore molto più modesto, siamo riusciti a giocare bene lo stesso perché abbiamo dato qualcosa in più e ci capivamo meglio". Il nuovo corso si chiama Dragan Travica: giovane, cresciuto a Modena, reduce dalla stagione che l'ha consacrato. Per lui Dennis spende più di una buona parola: "E' grintoso, un lottatore, si vede subito. L'anno scorso a Milano ha fatto una grande stagione. E poi è un ragazzo che sa ascoltare, al gruppo fa benissimo uno come lui". FA ANCORA MALE, invece, la ferita per l'Olimpiade sfumata: sembrava fatta per Angel in maglia azzurra, e poi la burocrazia lo ha bloccato. "Ho sofferto molto per questa cosa, anche perché a suo tempo ho dovuto lasciare la mia nazionale nel momento più bello. Faccio gli auguri ai ragazzi di Anastasi, ma confesso che avrei voluto essere lì con loro a dare una mano. Pazienza, mi concentrerò su Modena e sul prossimo campionato: io dico che ci divertiremo più dell'anno scorso, ne sono sicuro". Fabrizio Monari Image: 20080808/foto/5696.jpg.

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Il senatore Castelli: infortuni, dati gonfiati Sindacati in rivolta: rema contro la sicurezza (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 08-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Morti sul lavoro in Italia: i numeri ufficiali danno 1.170 decessi nel 2007, un numero quasi doppio della Francia, il 30% rispetto a Germania e Spagna. E su queste cifre ora è polemica: il "la" lo lancia il senatore leghista Roberto Castelli , sottosegretario alle Infrastrutture: "Soltanto in Italia si contano come morti sul lavoro, al fine di poter dare benefici assicurativi da parte dell'Inail, anche le morti che avvengono per incidenti stradali capitati mentre si va al lavoro o mentre si torna a casa a fine giornata. Morti che evidentemente ? sostiene ? nulla hanno a che vedere con la sicurezza in fabbrica". Le cifre ufficiali, da uno studio Censis elaborato su dati di Eurostat e Inail, danno sì 1.170 morti sul lavoro nel 2007, ma di questi 609 sono per incidenti durante il tragitto casa-lavoro o in strada durante l'esercizio dell'attività lavorativa. "Voglio parlare per amore di verità ? sottolinea Castelli ?. Non si possono fornire cifre totali in questo modo senza fare un distinguo. Si vada a vedere, negli altri Paesi europei, come sono messi in termini di sicurezza sul lavoro: è ora di smetterla di criminalizzare l'imprenditoria". Dichiarazioni, queste di Castelli, sui numeri degli infortuni che inglobano anche gli incidenti liquidati Inail che non vengono smentite, nella sostanza, da sindacati e Asl a Bergamo, ma che non mancano di suscitare repliche. " vero: in Italia gli infortuni sul lavoro vengono calcolati in base anche a quelli definiti "in itinere", ovvero incidenti stradali da e verso il luogo di lavoro ? afferma Bruno Pesenti , dell'Asl di Bergamo ?. Diciamo che il 50% sono in realtà per incidenti stradali. In Lombardia se sono 200 i morti, almeno 85 sono per incidenti. E la percentuale è del 50% anche per la provincia di Bergamo. Ma questi dati, asciugati dai cosiddetti "liquidati" Inail per incidenti in itinere, sono comunque tanti, troppi. Questo andrebbe sottolineato. Anche perché basterebbe molto poco per ridurli, gli incidenti sui cantieri e nelle fabbriche". Ancora più critiche sono le posizioni dei sindacati. Maurizio Laini , segretario generale Cgil di Bergamo, non va per il sottile: "Vogliamo parlare di tutti quegli infortuni che vengono fatti passare per infortuni domestici, o quelli per i quali i datori di lavoro convincono i dipendenti a recarsi dal proprio medico di base e a mettersi in malattia? vero che la classificazione degli infortuni in Italia prevede anche gli incidenti "in itinere", ma è anche vero che queste dichiarazioni vanno contro l'impegno delle parti sociali per scongiurare altre morti. Significa remare contro. Dichiarazioni strumentali: d'altra parte è nota l'avversione del sottosegretario alle nuove disposizioni in tema di sicurezza. Mi sembra piuttosto che Castelli si schieri a difesa degli imprenditori, e non per creare maggiore sicurezza". E Gigi Petteni , ai vertici della Cisl, aggiunge: "Non sono questi i tempi per dichiarazioni così spregiudicate. Mi sembrano posizioni strumentali, serve meno ipocrisia e molto più senso di responsabilità: la realtà degli infortuni sul lavoro è un'altra, se si contano i lavoratori in nero che muoiono, i "finti" neo assunti che sono al primo giorno di lavoro proprio quando diventano vittime di tragedie sul lavoro, le morti "bianche" che diventano il doppio di quelle dichiarate dalle cifre Inail". La replica del senatore Castelli è secca: "Punto primo: io parlavo soltanto dei decessi sul lavoro, e le cifre Inail sono chiare, comprendono anche gli incidenti stradali. Questo è falsare la realtà: purtroppo anche la scomparsa di Pininfarina (ieri deceduto in un incidente stradale mentre andava al lavoro: ndr), e parlo di un amico, entrerà in queste statistiche Inail, eppure quanti lo conterebbero come "morte bianca"? Non nego che l'obiettivo di tutti debba essere quello di arrivare a zero morti, è anche il mio, così come non nego che quel Testo unico sulla sicurezza, e l'ho dichiarato in Parlamento, è una nuova fabbrica di carta, di burocrazia. Ma il mio principio ispiratore era un altro: come si può pensare di aiutare la nostra industria se si diffondono cifre gonfiate? Quale imprenditore straniero può essere invogliato a investire qui? Smettiamola di darci la zappa sui piedi: in quanto a sicurezza non siamo affatto la pecora nera d'Europa".

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Tignale, tutti uniti contro gli allagamenti (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 08-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 08/08/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:GARDA E VALSABBIA Comunità montana, Provincia, Regione e Anas seduti allo stesso tavolo per evitare ulteriori disagi sulla Gardesana Tignale, tutti uniti contro gli allagamenti Simone Bottura TIGNALE Task force di enti territoriali per risolvere il problema degli allagamenti della Gardesana al Prà de la Fam, nel territorio di Tignale. La Comunità montana dell'Alto Garda ha riunito attorno a un tavolo Comune, Provincia, Regione Lombardia e Anas per dar corso con "somma urgenza" alla sistemazione della zona in cui sfocia nel Garda il torrente della "Val de Paes". Un torrentello che durante i temporali diventa un fiume in piena, capace di invadere con fango e detriti la sede stradale, provocandone la chiusura al traffico, come è successo il 6, il 13 e il 20 luglio scorsi. Con i conseguenti disagi per il traffico e per l'immagine turistica dell'Alto Garda. L'intervento, progettato da Garda Uno, comporterà una spesa di circa 470mila euro: 150mila sono già stati stanziati da Regione (75.254 euro) e Provincia (75mila); 20mila sono stati spesi dal Comune di Tignale per gli interventi urgenti; altri 300mila restano da reperire. Se ne occuperà la Comunità montana, che per cominciare ha chiesto all'Anas di provvedere alle opere di propria competenza. Si tratta della realizzazione di un nuovo tombotto di scolo delle acque del torrente, avente una portata 5 volte maggiore dei due piccoli tombotti esistenti. All'Anas si chiede di intervenire tramite una spesa di 120mila euro. Cifra tutto sommato limitata. Ma preoccupano i tempi biblici della burocrazia dell'ente strade. Anas ha infatti già fatto sapere che tali opere non possono rientrare nella fattispecie della "somma urgenza" in quanto non c'è pericolo immediato di vita per le persone. Verbalmente Anas ha ipotizzato l'inserimento dei lavori nella cosiddetta "programmazione straordinaria", tramite la quale si potrà indicativamente ottenere il finanziamento necessario nell'arco di 6-7 mesi. Ma il problema va risolto al più presto, anche per sgravare il Comune di Tignale dai costi dovuti alla reperibilità di una ditta specializzata che deve essere sempre pronta a intervenire per liberare il manto stradale in caso di gravi allagamenti. "In caso contrario infatti - spiega il sindaco di Tignale Manlio Bonincontri - l'Anas non farebbe altro che ordinare la chiusura al traffico per poi intervenire secondo i propri tempi tecnici". "La percorrenza della Gardesana - affermano il presidente della Comunità Montana Graziano Venturini e l'assessore Pieremidio Baldassarri - è fondamentale per l'Alto Garda. In casi come questo i tempi di intervento devono essere brevi, il territorio non può permettersi di aspettare i tempi della politica".

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Positivo il dialogo avviato con il ministro: torni presto (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 08-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 08/08/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:LETTERE AZIENDE AGRICOLE Positivo il dialogo avviato con il ministro: torni presto da una settimana che il ministro dell'Agricoltura on. Luca Zaia ha fatto visita a delle aziende agricole della nostra provincia e ancora sul GdB se ne parla. La visita del ministro ha avuto un effetto positivo, creando scambi di opinioni tre le parti agricole. Abbiamo partecipato con piacere all'incontro e con interesse abbiamo condiviso tutti i punti presi in considerazione. Finalmente abbiamo una persona che dialoga coi "contadini". Speriamo che l'appello del presidente prov. Coldiretti Ettore Prandini, menzionato in presenza del ministro il giorno della visita, riguardante la direttiva nitrati venga preso in considerazione come un punto principale per la salvezza delle nostre aziende. Altro grave problema, secondo noi, è la burocrazia. Caro ministro non possiamo pretendere che un imprenditore agricolo occupi parte del suo lavoro a compilare registri inutili per riforme continue. Abbiamo bisogno di lavorare serenamente per condurre le nostre aziende nel migliore dei modi, dando esempio ai nostri figli di poter fare un lavoro pulito e sano, altrimenti dopo la nostra generazione non ci sarà più nessuno a condurre le nostre aziende. Signor ministro le auguriamo buon lavoro e quando ha tempo venga tra noi. LUCIANO BAIGUERA Orzivecchi FERDINANDO BRANCHI Orzinuovi.

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Nuove prospettive per il diritto di accesso agli atti delle procedure di gara (sezione: Burocrazia)

( da "AltaLex" del 08-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Articolo di Alessandro Del Dotto 08.08.2008 Stampa Nuove prospettive per il diritto di accesso agli atti delle procedure di gara (commento a margine di C.G.E., Sezione III, sentenza 14.2.2008, C-450/06) di Alessandro Del Dotto Sommario: 1. La "legge di Good" e il "nocciolo della questione" ? 2. Il diritto di accesso nel codice dei contratti pubblici ? 3. Il diritto di accesso nelle direttive comunitarie ? 4. La discrasia legislativa fra l'Italia e l'Unione ? 5. Possibili soluzioni (per l'operatore e per il legislatore) 1. La "legge di Good" e il "nocciolo della questione" Arthur Bloch, noto umorista statunitense, rammenta come la "Legge di Good" costituisca una norma "naturale" fondamentale: "se hai un problema che deve essere risolto da una burocrazia, ti conviene cambiare problema". Mi rendo conto che, ai "massimalisti" del diritto e, in specie, alle "vestali" del diritto amministrativo, simile citazione possa risultare sconveniente, un pò approssimativa e magari troppo profana. Non è mia intenzione, tuttavia, urtare la sensibilità di alcuno; anzi, il tentativo è quello di porre un accento "meno amaro" su una realtà che, talora, più che lasciare ? ritraendosi ? stupiti e disorientati, finisce ? agendo ? per gettare nello sconcerto più assoluto. Ecco, allora, che niente più della citazione sopra riportata è capace di esprimere il senso che, di fondo, tratteggia l'animo di chi si confronta ? soprattutto a livello operativo più che teorico ? con la vigente disciplina in materia di contratti pubblici di lavori, servizi e forniture e con le relative regole dell'evidenza pubblica. Le continue variazioni normative, le diverse indicazioni pratiche dei giudici e delle autorità (Ministeri, Autorità di vigilanza, etc.) rendono spesso impossibile all'operatore affrontare con serenità lo svolgimento di una gara e l'indizione di una procedura ad evidenza pubblica. E se questa è un'osservazione che vale per tutto il Codice (si rammentano: i tre decreti "correttivi", la finanziaria, la sentenza della Corte Costituzionale 401/2007 e, da poco, la procedura di infrazione ? la quale ultima, pur senza effetti modificativi diretti, giustifica e prefigura l'ennesimo intervento di modificazione normativa da parte dell'insediando XV legislatore), ci si trova, in questa sede, nuovamente all'esame di un ulteriore aspetto critico della normativa. Nella recentissima pronuncia che qui si annota, di fatti, ad essere posto in discussione è ? ora ? il meccanismo dell'accesso agli atti o, quanto meno, l'accesso agli atti "all'italiana" che ? stando ad una pronuncia della Corte di Giustizia, pur relativamente all'assetto legislativo prescelto da un altro Stato membro ? potrebbe non risultare particolarmente rispettoso dei principi e delle regole della trasparenza (almeno, nell'accezione che di quest'ultima hanno le istituzioni comunitarie). Più nello specifico, ad essere posto nel dubbio di compatibilità con il panorama normativo comunitario è il diritto di accedere alle informazioni e ai dati relativi all'offerta tecnica. La vicenda è sintetizzabile nel quesito pregiudiziale alla soluzione della controversia, posto dal Giudice del rinvio: l'organo responsabile delle procedure di ricorso (in questo caso, un Giudice) deve garantire la riservatezza e il rispetto dei segreti commerciali contenuti nei fascicoli ad esso trasmessi dalle parti in causa, tra le quali rientra anche l'amministrazione aggiudicatrice, pur avendo esso allo stesso tempo il diritto di venire a conoscenza di siffatte informazioni e di prenderle in considerazione? In effetti, se ? come nel caso oggetto di sindacato ? il ricorrente intende accedere agli atti relativi ai dati dell'offerta tecnica e si vede negare tale facoltà dall'amministrazione, viene il dubbio se tale accesso possa concretamente avvenire laddove, pendente il ricorso, sia l'autorità giudiziaria adita a consentire l'accesso ai dati in un primo tempo negati alla visione. Ciò può, comunque, avvenire soltanto laddove si abbia una chiara nozione dell'oggetto dell'accesso e una idea certa sulla disciplina di questo oggetto; in sintesi, è implicito che, per rispondere alla domanda poc'anzi riportata, vi sia da chiedersi se, comunque, quelle informazioni sono normalmente accessibili oppure no. 2. Il diritto di accesso nel codice dei contratti pubblici Nel nostro Codice dei contratti pubblici (d.lgs. n. 163/2006) il diritto di accesso è disciplinato dall'art. 13 ("Accesso agli atti e divieti di divulgazione"); questo articolo, in parte, recepisce alcune delle indicazioni normative preesistenti al Codice, fra le quali l'art. 22 della l. n. 109/1994, l'art. 10 del d.P.R. n. 554/1999 e costituisce il recepimento delle disposizioni dettate sul punto dalla normativa comunitaria (da cui, com'è noto, il Codice ha avuto origine). Com'è noto, al primo comma del citato articolo il legislatore nazionale inquadra l'istituto nella più generale disciplina dell'accesso agli atti, disposta dalla l. n. 241/1990 e dal relativo regolamento (d.P.R. n. 184/2006; entrambe queste norme sono state recentemente modificate); in tal senso, dunque, il diritto di accesso, per come disciplinato dall'art. 13 del d.lgs. n. 163/2006, costituisce norma speciale rispetto a quella generale della l. n. 241/1990 (artt. 22 e sgg.). Non disponendo diversamente, dunque, l'articolo 13 ? quanto a presupposti e condizioni per poter essere titolari del (e poter esercitare concretamente il) diritto di accesso ? fa riferimento alla legge sul procedimento amministrativo. Una prima serie di deroghe all'ordinaria disciplina della l. n. 241/1990, tuttavia, la si trova già al comma secondo dell'art. 13: sono i casi del c.d. "differimento" dell'accesso. Ebbene, il potere di differimento è previsto e disciplinato in via generale dall'art. 24, comma 6, della l. n. 241/1990 e dall'art. 9, comma 2, del d.P.R. n. 184/2006: sostanzialmente, "il differimento dell'accesso è disposto ove sia sufficiente per assicurare una temporanea tutela agli interessi di cui all'articolo 24, comma 6, della legge, o per salvaguardare specifiche esigenze dell'amministrazione, specie nella fase preparatoria dei provvedimenti, in relazione a documenti la cui conoscenza possa compromettere il buon andamento dell'azione amministrativa". In materia di appalti, comunque, il differimento è previsto in specifici casi e con termini massimi temporali (rectius, termini conclusivi del periodo di differimento) ben delineati e precisi, a seconda del tipo di procedura di selezione del contraente che sia stata selezionata dall'amministrazione procedente: 1) nelle procedure aperte, il diritto di accesso viene temporaneamente sterilizzato fino a che non è spirato il termine per la presentazione delle offerte ma solo in relazione al numero e all'identità dei soggetti che hanno fino a quel momento inviato i propri plichi e, dunque, la propria proposta contrattuale ("all'elenco dei soggetti che hanno presentato offerte": art. 13, comma 2, lett. a); 2) nelle altre tipologie di procedure concorsuali la disciplina è la medesima (resta fermo il termine ultimo della presentazione delle offerte, n.d.r.) con l'aggiunta che, all'accesso, ? oltre al numero e all'identità degli offerenti ? sono sottratti anche il numero e i nominativi dei soggetti che hanno presentato istanza di partecipazione e che sono stati invitati ad offrire (tale differimento, tuttavia, è derogato per i soggetti non ammessi ad offrire nonostante abbiano formulato istanza di partecipazione: art. 13, comma 2, lett. b); 3) in ogni caso, il diritto di accesso viene temporaneamente compresso se esercitato per conoscere del contenuto e delle informazioni relative alle offerte, mentre l'interessato potrà tornare a godere pienamente di tale diritto solo dopo l'avvenuta approvazione dell'aggiudicazione (definitiva, n.d.a.: art. 13, comma 2, lett. c). Siffatto impianto normativo, del resto, non è sconosciuto al nostro ordinamento, nel quale ? fra l'altro ? si è sempre sostenuto che "limiti speciali in materia di diritto di accesso, orientati, rispettivamente, alla esclusione dell'accesso e al suo differimento possono rinvenirsi soltanto nell'art. 4 d.m. lavori pubblici 14 marzo 2001, n. 292 (il quale si limita a differire l'accesso "...ai sotto elencati documenti sino a quando la conoscenza degli stessi possa impedire o gravemente ostacolare lo svolgimento dell'azione amministrativa: a), b), c), d), e), f), (omissis) g) documenti relativi a procedure concorsuali per l'aggiudicazione di lavori e forniture di beni e servizi, nonché atti che possano pregiudicare la sfera di riservatezza dell'impresa o ente in ordine ai propri interessi professionali, finanziari, industriali e commerciali"). L'ultimo comma dell'art. 4 citato precisa, significativamente, che, "per una adeguata tutela degli interessi richiamati, l'accesso è consentito mediante estratto esclusivamente per notizie riguardanti la stessa impresa o ente richiedente, fino alla conclusione delle procedure di scelta del contraente"" (ex multis, T.A.R. Puglia-Bari, sez. I, sentenza 3 settembre 2002, n. 3827). Solo per precisione, merita rammentare che l'inoltro di una istanza di accesso nelle more di una delle circostanze di cui al comma 2 non legittima l'amministrazione interessata ad opporre un diniego all'accesso agli atti, ma consente soltanto l'attivazione dei poteri di differimento in capo all'ufficio: di modo che, all'istante, potrà comunicarsi che "è possibile accedere solo dopo il ..." e non che "non è possibile accedere" (da sempre, del resto, si sostiene che "non può essere negato il diritto di una impresa che ha partecipato ad una gara di appalto di accedere a tutti i documenti della procedura di gara sulla base dell'esigenza di tutelare la riservatezza delle imprese partecipanti, (in assenza di specifiche disposizioni regolamentari che annettano tutela preminente alla tutela di quella riservatezza), visto che deve senz'altro ammettersi che tale esigenza possa giustificare il solo differimento dell'accesso sino alla conclusione delle procedure di scelta del contraente, ma non anche il diniego di accesso a gara conclusa": T.A.R. Puglia-Bari, sent. cit.). Sul differimento, infine, il legislatore ha disposto ? sostanzialmente ? che chiunque (specie nel caso di cui all'art. 13, comma 2, lett. b) viene a contatto con informazioni che ? all'epoca del contatto stesso ? non sarebbero accessibili, ha l'obbligo e il dovere di non divulgare tali informazioni (art. 13, commi 3 e 4), cosicché si configura un sistema di responsabilità condivise fra il pubblico ufficiale e il soggetto che espleta l'accesso in una fase tanto particolare. Una seconda serie di deroghe all'ordinaria disciplina dell'accesso agli atti nelle gare di appalto, poi, è prevista al comma 5 dell'art. 13, relativamente ai casi di esclusione della possibilità di accedere a talune informazioni. Per chiarezza, si osservi che ? stando al dettato normativo ? i quattro casi di esclusione vanno, comunque, distinti in casi di "esclusione assoluta" del diritto di accesso e casi di "esclusione relativa". Fra i primi rientrano quelle fattispecie concrete in cui si chiede di accedere: 1) ai pareri legali acquisiti dai soggetti tenuti all'applicazione del codice, che siano stati dati per la soluzione di liti, potenziali o in atto, relativamente alla procedura e al contratto pubblico in questione (art. 13, comma 5, lett. c); 2) alle relazioni riservate del direttore dei lavori e dell'organo di collaudo sulle domande e sulle riserve del soggetto esecutore del contratto (art. 13, comma 5, lett. d). Pur concernendo fattispecie evidentemente particolari, appare doveroso specificare che l'esclusione di cui alla lett. c) del comma 5 non appare del tutto condivisibile, quantomeno in riferimento ad un caso particolare che potrebbe, certamente, verificarsi: si pensi all'occasione in cui un'impresa sia stata ammessa in virtù di un parere legale che ha risolto talune incertezze che l'amministrazione procedente aveva riscontrato, e che contro tale ammissione altra impresa (che sarebbe stata vincitrice in caso di non ammissione della prima anzidetta) intenda proporre ricorso; in simile fattispecie, se l'amministrazione ? da sola e come spesso accade ? non ha palesato le motivazioni dell'ammissione, disposta in sede di gara, ma ha fatto semplicemente rinvio a quanto espresso nel parere legale acquisito, non è illogico ritenere che il parere costituisca ex se motivazione del provvedimento di ammissione, pur restando materialmente e fisicamente distinta da esso, e appare plausibile ritenere che su tale motivazione (parere legale, n.d.a.) il soggetto che intende adire le competenti sedi di tutela non possa vedere compresso il proprio diritto di accesso se non a pena di una (ingiustificabile e incomprensibile) compressione del sotteso diritto, costituzionalmente garantito, di difesa. Se tali, dunque, sono le esclusioni che abbiamo detto "assolute", altre sono ? invece ? quelle "relative": il riferimento è alle disposizioni di cui all'art. 13, comma 5, lett. a) e b), nelle quali è contemplata, per l'amministrazione, la possibilità di opporre un diniego di accesso ove si cerchi la libera disponibilità 1) di informazioni fornite dagli offerenti nell'ambito delle offerte ovvero a giustificazione delle medesime, che rappresentino, sulla base di una motivata e comprovata dichiarazione dell'offerente, segreti tecnici o commerciali, oppure 2) di ulteriori aspetti riservati delle offerte, da individuarsi in sede di regolamento. Pur se, ad un primo e sommario esame del testo del d.P.R. 28 gennaio 2008 (recante il nuovo regolamento di attuazione ed esecuzione del Codice dei contratti pubblici, emesso ai sensi dell'art. 5 di quest'ultima norma), la previsione di cui alla lett. b) pare del tutto inadempiuta e ? mi si passi il termine ? "vuota" (configurando, in tal senso, una norma "aperta" per rinvio ai futuri sviluppi della fonte regolamentare) essa ? assieme alla previsione della lett. a) ? trova una eccezione nel comma 6 dell'art. 13, a ragione del quale "è comunque consentito l'accesso al concorrente che lo chieda in vista della difesa in giudizio dei propri interessi in relazione alla procedura di affidamento del contratto nell'ambito della quale viene formulata la richiesta di accesso". Volendo aprire ad un ragionamento puramente giuridico, se l'accesso è diritto dell'interessato, ammesso in via generale dalla norma della l. n. 241/1990, le compressioni di cui ai commi 2 e 5 dell'art. 13 del d.lgs. n. 163/2006 altro non sono se non norma speciale e, comunque, eccezionale rispetto alla lex generalis, da interpretarsi ? come l'operatore ben sa ? in modo restrittivo (attenendosi a quanto tassativamente ed espressamente contenuto in esse); mentre le deroghe a tali eccezioni, contenute nel secondo periodo della lett. b), comma 2, dell'art. 13 e nel comma 6 di tale ultima disposizione, consentendo una riespansione e riaffermazione del diritto generalmente riconosciuto nel nostro ordinamento di accedere agli atti, possono ben essere considerate "eccezioni all'eccezione" e, dunque ? nuovamente ?, regola. Orbene, è proprio sulla disposizione che crea queste "eccezione all'eccezione", e cioè sul comma 6 dell'art. 13, che si appuntano le critiche e le censure della sentenza del Giudice comunitario da cui prendono le mosse le riflessioni e le conclusioni cui si cercherà di addivenire in questo scritto: è, in sintesi, su quel diritto di accedere ad informazioni commerciali e tecniche dell'altro offerente, motivato con la volontà di tutelare giurisdizionalmente la propria posizione giuridica, che si concentra la portata della decisione in commento. 3. Il diritto di accesso nelle direttive comunitarie Prima, però, di cimentarsi nella (forse) risolutiva analisi della questione, preme rammentare ? pur brevemente (e con le indispensabili scuse allo studioso) ? quali siano le indicazioni in ordine all'espletamento dell'accesso ai documenti e alle informazioni della gara nel quadro normativo comunitario. La direttiva 2004/18/CE, ad esempio, prevede che "fatte salve le disposizioni della presente direttiva, in particolare quelle relative agli obblighi in materia di pubblicità sugli appalti aggiudicati e di informazione dei candidati e degli offerenti, previsti rispettivamente all'Articolo 35, paragrafo 4, e all'Articolo 41, e conformemente alla legislazione nazionale cui è soggetta l'amministrazione aggiudicatrice, quest'ultima non rivela informazioni comunicate dagli operatori economici e da essi considerate riservate; tali informazioni comprendono in particolare segreti tecnici o commerciali, nonché gli aspetti riservati delle offerte" (art. 6, "Riservatezza"). In sostanza, dunque, oltre alla disposizione specificamente dettata dall'art. 35, comma 4 ("talune informazioni relative all'aggiudicazione dell'appalto o alla conclusione dell'accordo quadro possono non essere pubblicate qualora la loro divulgazione ostacoli l'applicazione della legge, sia contraria all'interesse pubblico, pregiudichi i legittimi interessi commerciali di operatori economici pubblici o privati oppure possa recare pregiudizio alla concorrenza leale tra questi") e dall'art. 41 ("le amministrazioni aggiudicatrici possono decidere di non divulgare talune informazioni relative all'aggiudicazione degli appalti, alla conclusione di accordi quadro o all'ammissione ad un sistema dinamico di acquisizione di cui al paragrafo 1, qualora la loro diffusione ostacoli l'applicazione della legge, sia contraria all'interesse pubblico, pregiudichi i legittimi interessi commerciali di operatori economici pubblici o privati oppure possa recare pregiudizio alla concorrenza leale tra questi"), la norma dell'art. 6 ? letteralmente simmetrica a quella del comma 5, dell'art. 13 ? manifesta una fondamentale apertura delle istituzioni comunitarie ad altre e ulteriori forme di garanzia del rispetto dei diritti e delle prerogative sviluppate da ciascun operatore commerciale nel settore di operatività. Non risulta, invece, contemplata la "mitigazione" invece contenuta nell'art. 13, comma 6. Solo in modo alquanto "forzato", si potrebbero intravedere segnali di un'apertura simile a quella dell'art. 6 nel considerando n. 29 della direttiva 2004/18/CE ove ? disponendo che "le specifiche tecniche fissate dai committenti pubblici dovrebbero permettere l'apertura degli appalti pubblici alla concorrenza" e che "a questo scopo deve essere possibile la presentazione di offerte che riflettano la pluralità di soluzioni tecniche. Pertanto le specifiche tecniche devono poter essere fissate in termini di prestazioni e di requisiti funzionali e, in caso di riferimento alla norma europea, o, in mancanza di quest'ultima, alla norma nazionale, le amministrazioni aggiudicatrici devono prendere in considerazione offerte basate su altre soluzioni equivalenti che soddisfano i requisiti delle amministrazioni aggiudicatrici e sono equivalenti in termini di sicurezza" ? "per dimostrare l'equivalenza, gli offerenti dovrebbero poter utilizzare qualsiasi mezzo di prova", non escludendo (almeno apparentemente) il ricorso all'accesso diretto alle informazioni contenute nell'offerta. Parimenti, da altro contesto, è dato desumere ? pur non con gli stessi termini letterali ? che la reale incisività del diritto di difesa deve essere sempre garantita: è il caso della c.d. "direttiva ricorsi" (direttiva CEE 89/665/CEE del 21 dicembre 1989, recante norme di "coordinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative relative all'applicazione delle procedure di ricorso in materia di aggiudicazione degli appalti pubblici di forniture e di lavori", pubblicata nella G.U.C.E. n. L395 del 30 dicembre 1989). Tale ultima norma, del resto, dispone espressamente che "le decisioni prese dalle autorità aggiudicatrici possano essere oggetto di un ricorso efficace" (artt. 1 e 2), tale potendosi ritenere ? a parere di chi scrive ? non solo un ricorso che sia contenuto nei tempi e negli adempimenti istruttori richiesti ma anche quello che sia ben mirato nei contenuti, con tale ultimo carattere presupponendo la conoscibilità più ampia delle informazioni relative al procedimento di gara e all'offerta e, dunque, l'accessibilità di quest'ultima da parte di chi intende tutelarsi evitando i c.d. "ricorsi al buio". 4. La discrasia legislativa fra l'Italia e l'Unione La sentenza della Corte di giustizia, tuttavia, apre uno scenario di assai problematica composizione. I giudici comunitari, infatti, non paiono aver preso nella benché minima considerazione le riflessioni che, pur brevemente, si sono poc'anzi fatte sulla normativa del contesto comunitario. Anzi. Nella vicenda concreta, oggetto di sindacato, i Giudici sono giunti ad affermare che, in sostanza, non è importante che il ricorrente abbia libero accesso alle informazioni relative all'offerta del controinteressato (ivi da intendersi in senso atecnico), bensì che tale accesso sia garantito all'organo chiamato a giudicare. Detto altrimenti, è plausibile negare l'accesso ai dati tecnici di un'offerta. La base di tale assunto è costituita dal fatto che già l'ex art. 15 della direttiva 93/36/CEE "prevede che le amministrazioni aggiudicatrici hanno l'obbligo di rispettare il carattere confidenziale di qualsiasi informazione fornita dai fornitori" (par. 37, sent. cit.). Secondo la Corte, infatti, "l'obiettivo principale delle norme comunitarie in materia di appalti pubblici comprende l'apertura ad una concorrenza non falsata in tutti gli Stati membri" e "per conseguire tale obiettivo, è necessario che le amministrazioni aggiudicatici non divulghino informazioni relative a procedure di aggiudicazione di appalti pubblici il cui contenuto potrebbe essere utilizzato per falsare la concorrenza, sia in una procedura di aggiudicazione in corso, sia in procedure di aggiudicazioni successive"; "inoltre, le procedure di aggiudicazione di appalti pubblici, per loro natura e per il sistema di regolamentazione comunitario in materia, sono fondate su un rapporto di fiducia tra le amministrazioni aggiudicatici e gli operatori economici che partecipano ad esse. Questi ultimi devono poter comunicare a tali amministrazioni aggiudicatici qualsiasi informazione utile nell'ambito della procedura di aggiudicazione, senza temere che esse rivelino a terzi elementi di informazione la cui divulgazione potrebbe recare pregiudizio a tali operatori" (parr. 34, 35 e 36, sent. cit.). Insomma, leale e reale concorrenza, prima di ogni altra cosa. E se anche, come nel caso in esame, sono in questione i caratteri tecnico-qualitativi dell'offerta "il principio del contraddittorio non implica che le parti abbiano un diritto di accesso illimitato e assoluto al complesso delle informazioni relative alla procedura di aggiudicazione dei mercati di cui trattasi che sono state presentate all'organo responsabile del ricorso" (par. 51, sent. cit.); in tal senso, la soluzione suggerita dal Giudice europeo è che, stante che "che l'organismo competente a conoscere dei ricorsi deve necessariamente poter disporre di tutte le informazioni necessarie per essere in grado di decidere con piena cognizione di causa, ivi comprese le informazioni riservate e i segreti commerciali" (par. 53, sent. cit.), "tale organo, prima di comunicare tali informazioni ad una parte nella controversia, deve dare all'operatore economico di cui trattasi la possibilità di opporre il loro carattere riservato o di segreto commerciale" (par. 54, sent. cit.) nonostante che essa debba, comunque, "garantire la riservatezza e il diritto al rispetto dei segreti commerciali con riferimento alle informazioni contenute nei fascicoli che le vengono comunicate dalle parti in causa, in particolare dall'amministrazione aggiudicatrice, pur potendo essa stessa esaminare tali informazioni e tenerne conto" (par. 55, sent. cit.). Né più né meno un meccanismo simile a quello c.d. "del controinteressato" previsto nel nostro ordinamento con riguardo all'accesso ai dati personali e sensibili (meglio nota come privacy). Simile meccanismo, però, non sussiste nel caso italiano. Il Codice dei contratti ? a differenza di quanto affermato, in linea di principio, dalla Corte di giustizia ? afferma, da un lato, una generale inaccessibilità di talune informazioni e ne prevede, d'altro lato, la (incondizionata, n.d.a.) accessibilità quando, invece, si faccia valere la ragione dell'accesso ad una tutela ("difesa in giudizio") dei propri diritti e interessi. Contrariamente proprio a quanto affermato dalla Corte (cfr. parr. 39 e 40), in Italia è sufficiente che un soggetto interessato formuli una richiesta di accesso adducendo, a motivazione, la indispensabilità degli atti domandati ai fini di costituire idonea "difesa in giudizio" che ? quasi in via automatica ? l'amministrazione è obbligata per legge a concedere l'accesso (ignorando qualsivoglia problematica di leale concorrenza). Un unico limite poteva essere rappresentato dal fatto che costruire una difesa "in giudizio" avrebbe potuto presupporre la sussistenza dei termini per ricorrere in giudizio, di modo che ? ad esempio ? se sono spirati i centoventi giorni, l'accesso agli atti potrebbe essere negato perché è in re ipsa che nessun tipo di giudizio può ormai essere attivato: tuttavia, anche siffatta costruzione può entrare in crisi solo ove si pensi all'attuale fermento e dibattito intorno alla eliminazione della c.d. "pregiudiziale amministrativa" (per la quale, in sintesi, l'annullamento dell'atto amministrativo è conditio sine qua non per l'accesso alla successiva tutela risarcitoria); onde per cui, il termine per esercitare il diritto di accesso ancorato a tale motivazione slitterebbe, nei termini, fino a quello ordinario di prescrizione dell'esercizio del diritto al risarcimento del danno. Almeno in apparenza, dunque, i due ordinamenti (quello comunitario e quello nazionale, n.d.a.) paiono molto meno allineati di quanto non sembri, determinando, in questo senso, l'ennesima situazione di incertezza del diritto ancora una volta sul Codice dei contratti pubblici. E si tratta, inoltre, di una fattispecie che alimenta anche un'antinomia pure interna all'ordinamento italiano, che da un lato protegge i diritti della proprietà industriale e intellettuale e dall'altro li rende accessibili nel settore dei contratti pubblici; e, se tecnicamente ciò trova una soluzione con il principio di due lex entrambe specialis, ma l'una (contratti pubblici) posterior all'altra (proprietà industriale), ragionando di principi e valori tale soluzione non pare minimamente condivisibile. 5. Possibili soluzioni (per l'operatore e per il legislatore) Di fronte a tali (ed ennesime) problematiche, si pongono interrogativi non solo per il cultore del diritto, ma anche ? e soprattutto ? per l'operatore (specie, la P.A.) che di quelle norme su cui grava l'incertezza deve fare applicazione. Una prima soluzione sta nella lettura "comunitariamente orientata" della norma di cui all'art. 13, comma 6. Del resto, ove si statuisce che l'accesso è consentito "al concorrente che lo chieda in vista della difesa in giudizio dei propri interessi" non pare impossibile che la locuzione "in giudizio" sia da intendersi quale "giudizio instaurato", sostanzialmente rendendo la fattispecie del comma 6 simile a quella conclusivamente disposta dal Giudice comunitario, laddove le informazioni ? normalmente riservate ? sarebbero nella disponibilità di un Giudice che ne regolerebbe modi e quantità di accesso. A ben vedere, tuttavia, siffatta ricostruzione rischia ? però ? di palesarsi eccessivamente forzata, in quanto pone in gioco una visione dell'istituto dell'accesso che, sicuramente, non è quella posta alla base del nostro ordinamento in materia. Una seconda soluzione potrebbe, poi, essere quella di ritenere che si applichi al caso di accesso alle informazioni richiamate nell'art. 13, comma 5, lett. a) l'istituto della chiamata del controinteressato, già conosciuto dalla disciplina dell'ordinario accesso agli atti relativamente alla tutela degli aspetti della riservatezza (sic, Tessaro, Una ulteriore spallata al codice dei contratti in sede europea (stavolta in materia di accesso, in La Gazzetta degli enti locali, 2008, Maggioli ed.). Tale impostazione, in sostanza, consentirebbe l'accesso ad informazioni rispetto alle quali, pendendo una richiesta, il titolare e produttore di esse è chiamato dalla P.A. (la quale in quel momento dette informazioni detiene) a dare il proprio assenso all'accesso richiesto (il riferimento cade sul fatto che il comma 5, lett. a) dell'art. 13 si richiama a una "motivata e comprovata dichiarazione dell'offerente" che dichiara sostanzialmente inaccessibile l'offerta ed i suoi elementi); in caso di non prestazione del consenso, la P.A., bilanciando le posizioni (e, comunque, ponderando gli interessi e decidendo quale ? fra l'interesse ad accedere e l'interesse a mantenere riservato ? prevale), dovrebbe ? allora ? decidere se far prevalere l'una o l'altra pretesa. Pure tale soluzione, comunque, mantiene alcuni profili di dubbia percorribilità. In primo luogo, sostenere tale tesi significa sostenere l'applicabilità in via analogica dell'istituto della "notifica dell'accesso al controinteressato", il quale ? invece ? si configura, come noto, quale istituto di eccezionale applicazione nel sistema dell'accesso agli atti (e infatti, lo si ammette solo per la tutela della riservatezza dei dati ex d.lgs. n. 196/2003) che, in Italia, ammette (almeno teoricamente) ben poche eccezioni alla regola generale della più assoluta reperibilità degli atti della P.A.; tale impossibilità di percorrere le vie dell'analogia per risolvere il problema, del resto, la si ricava ? ad esempio ? dalla ben nota inammissibilità dell'estensione dell'istituto della notifica a fattispecie non espressamente contemplate dall'ordinamento giuridico (si pensi alle frequenti ? e illegittime ? prassi di estendere lo strumento anche al caso di accesso ad atti quali i permessi di costruire o i titoli edilizi). In secondo luogo, tale tesi "estensiva" pecca in difetto rispetto alla sentenza, che dichiara come vi siano informazioni totalmente e assolutamente inaccessibili rispetto agli aspetti dell'offerta, mentre nel meccanismo della "notifica al controinteressato" permane un margine di discrezionalità (il titolare delle informazioni cui si intende accedere potrebbe negare l'accessibilità, ma la P.A. potrebbe comunque riconoscere l'accesso) che la Corte di giustizia ha riconosciuto solo ad un giudice e non anche alla P.A., troppo direttamente coinvolta nella decisione sull'accessibilità delle informazioni. E', però, vero che tale sistema potrebbe divenire soluzione al problema se espressamente previsto e codificato dal legislatore (con l'ennesima modificazione normativa al Codice dei contratti). Una terza soluzione ? forse maggiormente percorribile e che non impegna, nel breve periodo, il legislatore in alcuna modifica ? è quella che, nella pratica, la P.A. ? in sede di enumerazione dei documenti necessari alla partecipazione alla gara indetta (e, dunque, in sede di bando) ? preveda che l'offerente che stia producendo un'offerta costituente "segreto tecnico o commerciale" ai sensi e per gli effetti dell'art. 13, comma 5, lett. a), alleghi apposita dichiarazione in sede di offerta, nella quale motiva e documenta (motivare e documentare come due autonome e distinte attività, n.d.a.) siffatto carattere di segretezza della propria offerta. In questo modo, a fronte della richiesta pervenuta, la P.A. potrebbe invocare detta dichiarazione a sostegno di un proprio diniego "giocato" sull'esigenza di tutela di un interesse che trova la propria fonte e il proprio riconoscimento nel contesto internazionale, ad opporsi al quale ? giunti a quel punto ? avrebbe titolo solo (e davvero, non pretestuosamente, come nei timori della Corte che prefigura scenari in cui si fanno ricorsi a posta per avere informazioni, n.d.a.) un Giudice realmente adito da un soggetto interessato. Ciò ? rispetto a qualsiasi altra soluzione e, comunque, in attesa dell'intervento risolutivo del legislatore ? potrebbe almeno per ora "tamponare" questa nuova "falla" che il diritto comunitario ha (di nuovo) aperto nella già compromessa "barca" della legislazione nazionale italiana, semplicemente non risolvendo il conflitto tra P.A. e soggetto istante ma deresponsabilizzando la prima e spostando i problemi dell'istante ad un confronto con chi, quella dichiarazione, l'ha composta e motivata. Sempre in attesa del provvidenziale, prossimo ed ennesimo "decreto correttivo.".

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ALLA FINE ha scritto al Ministro delle Finanze Tremonti. La burocrazia italiana è alle stelle e (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Empoli)" del 08-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

SANTA CROCE / SAN MINIATO pag. 10 ALLA FINE ha scritto al Ministro delle Finanze Tremonti. La burocrazia italiana è alle stelle e... ALLA FINE ha scritto al Ministro delle Finanze Tremonti. La burocrazia italiana è alle stelle e anche gli uffici di consulenza non ce la fanno più. Pratogonista della vicenda Giuliano Mannucci, consulente di lungo corso, sanminiatese. Ha dovuto fare viaggi e viaggi (quattro in tutto) per consegnate quattro modelli per la denuncia dei redditi all'Agenzia delle Entrate di San Miniato per quattro anziani. "La prima volta mancava la delega e non ho una fotocopia del mio documento d'identità, come se il codice fiscale non bastasse a identificarsi ? spiega al nostro giornale ? Torno con tutti i foglietti, ma sono cambiate le disposizioni: occorre una fotocopia di tutti gli oneri deducibili accompagnati dai documenti originali e via con un'altra lungaggine di complicazioni. Quindi ritorno ancora una volta. Non è finita manca un latro viaggio per ritirare le ricevuta. Allora dico al Ministro: torniamo ai "santi vecchi" se non sappiamo far funzionare quelli nuovi, perché qui non funziona nulla". Per pagare una bolletta del gas di un condominio (importo di quasi 7mila euro) Mannucci si era fatto fare dalla banca un assegno circolare intestato alle Poste, dell'importo preciso del bollettino. L'ufficio postale di Santa Croce non gli ha fatto fare l'operazione perché non sono autorizzati ad accettare assegni. "Il direttore mi ha invitato a presentarmi sempre con contanti anche per pagare 30mila euro ? scrive Mannucci a Tremonti ? Ma queste sono follie, demenzialità che non si merita un paese civile, come vorrebbe essere il nostro". C.B.

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L'Apa promuove la Finanziaria <Stavolta tiene conto delle Pmi ma il carico fiscale rimane alto> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Alto Adige" del 08-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: 1AECONOMIA - data: 2008-08-08 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Panorama L'Apa promuove la Finanziaria "Stavolta tiene conto delle Pmi ma il carico fiscale rimane alto" "La manovra economica contiene un positivo cambio di paradigma per quanto riguarda il riconoscimento del ruolo delle micro e piccole imprese, gli interventi per contenere e qualificare la spesa pubblica, le misure di semplificazione e deregolazione". Questo il giudizio del direttore dell'Apa Hanspeter Munter sulla manovra economica approvata dalla Camera. Munter sottolinea, in particolare, "l'importanza dei provvedimenti volti a semplificare gli adempimenti in materia di rapporti di lavoro e di fisco, a ridurre il peso della burocrazia sulle micro e piccole imprese alle quali viene finalmente riconosciuto il ruolo svolto nel Paese". Non mancano le critiche: "Nella manovra - dice Munter - manca completamente l'incentivazione della famiglia e misure concrete per la riduzione dell'onere fiscale. Ci aspettiamo che il governo mantenga fermo l'impegno di ridurre la spesa pubblica e la pressione fiscale su cittadini e imprese. L'occasione per conseguire questo obiettivo è rappresentata dal federalismo fiscale". Munter conferma la necessità di procedere nelle liberalizzazioni di settori e mercati: "La riforma dei servizi pubblici locali contenuta nella manovra rappresenta una prima tappa". VOUCHER PER LA VENDEMMIA. Scatta anche in Alto Adige la sperimentazione dei voucher per la vendemmia. Le aziende agricole potranno pagare il lavoro occasionale di studenti e pensionati con i tagliandi da 10 euro (7,5 euro netti), comprensivi di assicurazione e contributi. "Una novità attesa- commenta Georg Mayr del Bauernbund - che, se funzionante, potrà essere utilizzata in tutti i settori che impiegano stagionali. In linea di massima, utilizzeranno i voucher solo le aziende che hanno punte di lavoro ridotte, di una o due settimane. Chi ha collaboratori almeno trimestrali opterà probabilmente per il tradizionale libro paga".

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Lo Bello: I sindaci ora ci affianchino (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 08-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sud sezione: SUD data: 2008-08-06 - pag: 1 autore: Mafia. Il leader di Confindustria Sicilia Lo Bello: "I sindaci ora ci affianchino" Ora tocca ai sindaci. Ivan Lo Bello, in un'intervista al Sole- 24 Ore Sud, fa un bilancio positivo del suo primo biennio alla presidenza di Confindustria Sicilia, caratterizzato dalla svolta antimafia e antiracket dell'associazione. Ma per proseguire la lotta occorre coinvolgere di più la politica. Le imprese – argomenta Lo Bello – stanno facendo la loro parte presentando denunce contro le estorsioni in buona parte della Sicilia e stanno trovando una collaborazione via via crescente da parte della società civile, ormai tornata ad essere sensibile su questi temi perché convinta che la mafia sia un problema non sono per l'ordine pubblico, ma anche per lo sviluppo economico. I risultati migliori, però, sono stati ottenuti in centri come Gela (Caltanissetta), dove si è aggiunto proprio il particolare impegno del sindaco. Per il resto, Lo Bello rimarca che le spese per metterli in grado di contrastare la mafia siano considerate come investimenti e si dice convinto che la Regione possa semplificare la burocrazia anche senza attendere il varo di leggi specifiche. Amadore u pagina 3 l'articolo prosegue in altra pagina.

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Proroga per i Tir del petrolio (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 08-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sud sezione: ISTITUZIONI data: 2008-08-06 - pag: 13 autore: BASILICATA. Possibile fino al 31 dicembre la riconversione agevolata delle imprese Proroga per i Tir del petrolio Luigia Ierace POTENZA Potranno concludere i progetti di riconversione della loro attività entro il 31 dicembre gli autotrasportatori del petrolio della Val d'Agri: le imprese convenzionate con l'Eni che hanno preso i finanziamenti del bando indetto dalla Regione (Dgr n. 2277 del 05/12/2003) per favorire l'ingresso in settori con più prospettive avranno altri cinque mesi per chiudere l'investimento. La Giunta ha accolto le richieste delle associazioni di categoria e degli operatori prorogando i termini che scadevano tra maggio e giugno. Perennemente sotto accusa sulla sicurezza stradale, gli autotrasportatori della Val d'Agri hanno un destino segnato sin dall'inizio: la loro attività sarebbe venuta meno con la realizzazione dell'oleodotto. Oggi sono in media solo 40-45 le autobotti che ancora trasportano il greggio (circa 5mila barili al giorno) dai pozzi di Cerro Falcone al Centro Oli di Viggiano lungo la strada provinciale 54, in attesa della realizzazione delle flow-line (le linee di condotta); altri 10 vanno alla raffineria di Taranto, integrando i flussi dell'oleodotto già attivo da ottobre 2001. Così la Regione nel 2003 emise il bando, che prevedeva in un primo momento una dotazione di 1,5 milioni, poi aumentata nel 2006 di circa 1,4 milioni, permettendo di finanziare tutte le imprese incluse nella graduatoria approvata. Ma delle 33 imprese finanziate (7 delle quali revocate per non aver avviato l'investimento), solo 10 hanno completato l'investimento e il collaudo. Ora con l'ultimo provvedimento (Dgr n.1033 del 27/06/2008) avranno tempo fino al 31 dicembre per chiudere i progetti anche le 16 imprese che ancora non lo hanno fatto. Per ottenere la proroga, dovranno presentare un'apposita richiesta al dipartimento Attività produttive, ufficio Gestione regimi di aiuto. Per le ditte che non faranno richiesta di proroga, invece, resta fermo il termine prescritto dal bando. Il finanziamento copre il 75% dell'investimento per un massimo di 100 mila euro. "Lavoravamo con quattro autocisterne, ora solo con una e per noi questa è divenuta un'attività residuale – dice Mario Cuozzo, amministratore unifico della Sipea srl di Viggiano, uno dei 10 imprenditori che hanno completato il progetto –: quando sono diminuite le prospettive di trasporto con l'Eni, abbiamo riformulato il nostro piano d'impresa, potenziando il settore calcestruzzo e inerti. Certo, con la graduatoria approvata dopo due anni e il vincolo di mantenere i livelli occupazionali, oggi, dopo cinque anni, la somma erogata permette di fare ben poco". I ritardi sono stati dovuti sia alla burocrazia sia alla speranza di far durare più a lungo la convenzione con l'Eni, prorogata più volte. Solo un 50% di autotrasportatori già operava in altri campi. Ora una quarantina di famiglie rischia di perdere il lavoro. Un problema per i sindaci, che preferiscono frenare la realizzazione delle condotte.

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I sindaci scendano in campo (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 08-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sud sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-08-06 - pag: 3 autore: "I sindaci scendano in campo" Appello alla politica del presidente di Confindustria Sicilia Ivan Lo Bello di Nino Amadore "I l bilancio è positivo. Ci sono due elementi che segnano un cambiamento rispetto al passato. Uno riguarda il numero delle denunce chesono state e sono sensibili in quasi tutte le aree della Sicilia ". Ivan Lo Bello, 45 anni, presidente di Confindustria Sicilia, è ormai per tutti il presidente della svolta antimafia e antiracket. E a quasi un anno dalla "rivolta" di Caltanissetta traccia un bilancio sulla strada percorsa ma traccia anche un percorso che quasi coincide con il secondo biennio del suo mandato, visto che la riconferma sembra scontata. "Anche Palermo – dice – ha segnato una svolta dopo una fase iniziale in cui sembrava che la situazione fosse immodificabile: insieme a Gela e Agrigento rappresenta il punto più avanzato per numero di denunce. Un ruolo insostituibile lo ha avuto l'associazione antiracket Libero Futuro". Qual è il secondo elemento? Il mutamento costante della percezione sociale del fenomeno. Uno dei grandi problemi che abbiamo avuto in passato è stata la sostanziale indifferenza della società civile siciliana. Dopo la spinta emotiva dovuta alle grandi stragi c'è stato un progressivo riflusso della società siciliana che si è sostanzialmente poi definito attraverso fenomeni in parte di tolleranza ma di una massiccia indifferenza rispetto alla criminalità organizzata e ai suoi effetti sullo sviluppo economico. Cosa è cambiato? Un pezzo crescente della società si è reso conto che la questione mafia oltre che essere una questione di ordine pubblico e di sicurezza riguarda l'economia e il tessuto civile siciliano. E quindi c'è uno spostamento da fenomeni di tolleranza e di indifferenza a fenomeni di strategia antimafia. è un dato strutturale? è un processo in corso: si stanno ribaltando le vecchie indifferenze e sta aumentando il numero delle denunce. Ma è un processo in corso. Un processo che si può consolidare e segnare una svolta nella lotta alla mafia o arenarsi. La condizione affinché si consolidi è che permanga l'alleanza tra Stato e mondo imprenditoriale ma il processo si può accelerare se a queste due gambe si aggiunge la terza gamba che è la politica. Che è stata assente? No, non è stata assente. Ci sono esponenti politici che a livello individuale hanno supportato il nostro progetto. Quella che manca è un'azione più attiva. Per esempio? Prendiamo Gela: lì ci sono 90 persone che hanno denunciato perché c'èla terza gamba,ilsindaco Crocetta che fa la sua parte. Sotto questo profilo i sindaci sono importanti: i Comuni possono essere luoghi della compromissione oppure luoghi decisivi nella lotta alla mafia. Quello che spero e auspico è che questa terza gamba si rafforzi e lo faccia in questa felice sinergia tra imprenditori e forze dell'ordine. E poi... Dica. Lo Stato deve comprendere le ragioni della Magistratura. Il procuratore di Palermo Francesco Messineo ha lanciato l'allarme e per certi aspetti ci sono cose che sembrano incredibili. Quindi ci vuole anche una consapevolezza da parte del Governo nazionale e mi sembra che le dichiarazioni fatte dal ministro della Giustizia Angelino Alfano siano rassicuranti: ci sono Procure esposte dove bisogna fare investimenti. Quella non è una spesa corrente ma un investimento per il futuro del Paese. Può bastare l'azione di forze dell'ordine e magistrati a determinare la svolta? è evidente che c'è un elemento che in questa fase si inserisce ed è preoccupante: la Sicilia sta attraversando un momento di crisi molto forte. Crisi economica iniziata già nella seconda metà del 2007 e che nel 2008 si sta approfondendo con un crollo di consumi e investimenti e l'aumento della povertà relativa. La crisi abbassa la percezione di legalità. La grande crisi economica può condizionare il processo avviato.Il fatto che la Sicilia cresca meno del Paese non è l'effetto di una congiuntura negativa ma è un fatto strutturale e cioè che quel modello assistenziale e clientelare non è in grado di creare sviluppo nè é in grado di assicurare quel welfare clientelare che è stato la cifra dell'attività politica in Sicilia e nel Mezzogiorno. Quindi non assicura lo sviluppo né in qualche modo è un ammortizzatore sociale. E allora che si fa? Il problema è che qui non funziona il mercato. L'idea che la propria prospettiva economica a livello individuale e di impresa possa essere risolta da una scorciatoia, da un trasferimento, da una dinamica assistenziale ha reso debole il mercato. Il governo guidato da Raffaele Lombardo ha già varato numerosi disegni di legge, pensa che rimarranno nell'alveo delle buone intenzioni? Il governo può operare anche con atti amministrativi con i quali può disboscare alcune aree dove la complessità della normativa e la discrezionalità di alcuni processi decisionali bloccano alcuni iter. Può fare con indirizzi precisi ai direttori generali e se i direttori generali non operano vanno cambiati. Quello che manca alla Sicilia è la buona amministrazione. Un pezzo di classe politica non si rende conto che il sistema che per anni ha compresso lo sviluppo ma ha garantito fasce sociali ed è stato un grande ammortizzatore clientelare oggi non regge più. Secondo lei l'allarme è stato percepito dal governatore? Io credo che Lombardo abbia la consapevolezza che il sistema non regge. Lo ha dimostrato sugli Ato che erano una fabbrica di debiti, sui Consorzi di bonifica e nel settore sanitario. Al di là di alcune sbragature, come quella sull'energia, i primi segnali del governo regionale mi sembra che dimostrino una consapevolezza. Occorre passare dalla consapevolezza alla strategia. è ovvio che oggi rispetto ad alcuni fermenti della società siciliana la politica è un po' più indietro. Anche se c'è ancora un pezzo della società siciliana secondo cui il mondo non è cambiato: ha paura del mercato, della concorrenza, ritiene che i problemi imprenditoriali possano essere risolti in maniera non trasparente. Anche all'interno della Confindustria? La spinta esiste anche se sono stati fatti progressi enormi in questi anni: dalla rivisitazione del sistema degli incentivi ad altri temi. nino.amadore@ilsole24ore.com "Le risorse alle Procure non sono spese ordinarie ma investimenti finalizzati allo sviluppo" "Potrebbero bastare gli atti amministrativi per dare una scossa alla burocrazia isolana" "Credo sia cambiata nella società siciliana la percezione antimafia: è finita la tolleranza" Imprenditori. Il presidente di Confindustria Sicilia Ivan Lo Bello.

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<IN ALCUNE PROVINCE ci si avvia, anche se tra dubbi ed incertezze, alla costituzione dei gruppi (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 08-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

CRONACHE pag. 19 "IN ALCUNE PROVINCE ci si avvia, anche se tra dubbi ed incertezze, alla costituzione dei gruppi... "IN ALCUNE PROVINCE ci si avvia, anche se tra dubbi ed incertezze, alla costituzione dei gruppi dirigenti del Partito delle Libertà. Solo il livello regionale marca un forte ritardo, un silenzio incomprensibile e per certi versi preoccupante". Così si esprime Francesco Amone (foto), vice coordinatore regionale di FI. "Quello che si avverte all'interno dei partiti che andranno a costituire il Pdl è la rinuncia o l'incapacità di elaborare una politica di lungo respiro sulla quale poter costruire un'azione di opposizione più determinata oggi e di governo domani. Un progetto forte che sappia tradurre politicamente inquetudini e disagi, aspirazioni e ideali. Quello che il popolo del centro destra delle Marche si augura ? prosegue Francesco Amone ? è che il Pdl non nasca da una fusione a freddo come il Pd, vale a dire mettendo insieme quadri dirigenti, slegati da un progetto politico. Si chiede invece un partito aperto che sappia creare spazi a quanti intendono dare un contributo d'idee". Invece, secondo Amone, "il rischio concreto è quello di veder nascere un Pdl impantanato nelle burocrazie dei vecchi partiti ai quali sembra stare più a cuore la sistemazione dei gruppi dirigenti che altro. Basta con i giochi di potere".

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Lettere e interventi (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 08-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-08-08 num: - pag: 25 categoria: BREVI Lettere e interventi ORIANA FALLACI Ricordi di un amico In merito all'articolo su Oriana Fallaci ( Corriere, 7 agosto) mi preme precisare che la ricostruzione degli ultimi giorni di vita di Oriana fatta da monsignor Rino Fisichella a "Cortina Incontra 2008" è esemplare. Conviene però approfondire un punto, quello stesso punto che fu oggetto di una lunghissima discussione tra chi scrive e Oriana poche settimane prima della sua morte e che affrontammo con monsignor Fisichella alla presentazione di "Morirò in piedi", un mio ricordo della scrittrice - di cui sono stato amico - pubblicato nel 2007. Oriana considerava la Chiesa del "papa tedesco" il baluardo necessario a far fronte alla debordante presenza islamica nel cuore dell'Europa cristiana. La Chiesa di Ratzinger non un'altra Chiesa. Smarriti i valori figli dell'Illuminismo e "a pancia piena", l'Europa, senza l'ausilio di quella Chiesa, non sarebbe stata nella condizione di fronteggiare l'ortodossia islamica, ricca di figli e di una fede aliena da ogni dubbio. A me chiese che la sua morte fosse accompagnata da tre salve di cannone in omaggio a quella onorificenza che le era stata conferita, nella veste di staffetta partigiana, quando Firenze venne liberata dagli alleati. "Mi spettano, mi disse con decisione, perché anch'io ho fatto la mia parte portando le bombe nascoste in cesti di insalata nella torre dei Mannelli, dove si trovava il quartier generale del gruppo di "Giustizia e Libertà" guidato da mio padre". Non fu la voce dei cannoni ma il suono delle campane del Duomo di Firenze ad annunciarne la morte. Giusto così. Se ne andava una fiorentina illustre legatissima alla sua città. Oriana restò fino all'ultimo dei suoi giorni un'atea cristiana curiosa della vita, spigolosa e dolcissima, una combattente. Riccardo Nencini Presidente Consiglio Regionale Toscana IMPIEGATI PUBBLICI Pletora preoccupante Secondo quanto scrive il Corriere, i pubblici dipendenti in Italia sono circa 3.500.000. Questo dato mi preoccupa fortemente, considerato che la Germania, con 78 milioni di abitanti, ne ha soltanto un milione! Gaetano Ciocci Longarone (Bl) I COMPITI BUROCRATICI Forze dell'ordine Per migliorare la presenza sulle strade di segnali di sicurezza, non sarebbe stato preferibile mettere a disposizione delle forze dell'ordine, anziché 3000 militari, 3000 impiegati pubblici, per consentire di recuperare altrettanti agenti oggi impiegati in compiti burocratici? Non credo sia difficile reperirli nelle Amministrazioni dove l'informatica si sta affermando. Se non altro, si avrebbe un doppio recupero di competenze: i poliziotti sul territorio e gli impiegati negli uffici. Paolo Bonfanti, Milano MISTER PREZZI Costo di pane e pasta Mister Prezzi si è accorto soltanto oggi di ciò che noi comuni mortali sapevamo ormai da mesi: pane e pasta costano troppo. Ma quanto ci costa Mister Prezzi? Manuela Zaratti mzaratti@libero.it MEDICINA DEL LAVORO Controlli superficiali Sono un indignatissimo ragazzo di 18 anni. Cercavo un lavoro per l'estate, e mi è stato chiesto il certificato medico. Vado alla Medicina del Lavoro e mi presento per la visita. Appena un'occhiata a respirazione e battito cardiaco su petto e schiena, un patetico accenno di controllo alla schiena e le vertebre, quindi mi fa rivestire. Costo del certificato: 37 euro. Poi la chiamano burocrazia... Thomas Diozzi thomas.diozzi@alice.it SPACCIO E PROSTITUTE I rischi per i "clienti" Proprio non capisco: in Italia i "clienti" degli spacciatori non corrono alcun rischio, mentre i "clienti" delle prostitute rischiano multe pari ad un mese del loro stipendio. Eppure lo spaccio porta incidenti stradali, furti e rapine; mentre la prostituzione porta un attimo di gioia e serenità a individui che presumibilmente non avrebbero alternative e magari andrebbero ad aumentare le statistiche dei crimini sessuali. Gianni Torti giannitorti@yahoo.it Le lettere vanno indirizzate al Corriere della Sera, via Solferino 28, 20121 Milano. Fax: 02.6282.7579 E-mail: lettere@corriere.it, oppure al sito www.corriere.it. La rubrica di Sergio Romano riprenderà lunedì 1 settembre.

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LEONARDO FRANCHINI Il presidente Dellai e la giunta, oggi in ritiro in Vallarsa con pranzo rustico a malga Bofetal alle soglie del Sengio Rosso, potranno degustare la speciale tose (sezione: Burocrazia)

( da "Adige, L'" del 08-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Lla prodotta dal "caseificio mobile" LEONARDO FRANCHINI Il presidente Dellai e la giunta, oggi in ritiro in Vallarsa con pranzo rustico a malga Bofetal alle soglie del Sengio Rosso, potranno degustare la speciale tosella prodotta dal "caseificio mobile". Unico esemplare in Trentino, è un vero casello automatizzato montato su un rimorchio di trattore. Una trovata del sindaco di Vallarsa Geremia Gios, che ha risolto il quesito con una brillante intuizione. Il quesito era: come fare a consentire la produzione di formaggio in una piccola malga (a circa 1500 metri di altezza, a sud del Pian delle Fugazze) con una cifra ragionevole e rispettando in tempi non biblici tutte le normative igienico/sanitarie, urbanistiche, paesaggistiche, le circolari ed i regi decreti ancora in vigore? Perché la prima ipotesi era decisamente scoraggiante ed impraticabile; bisognava spendere circa 800.000 euro, e chiedere permessi a pacchi, aspettare ispezioni e sopralluoghi ("no gavem temp, vederem" è la risposta più normale della burocrazia, per le prime 8/10 volte). Inoltre a sborsare i quattrini è il Comune, nella fattispecie quello di Vallarsa, che ha un bilancio attorno ai 5 milioni annui, quindi la spesa lo metterebbe in gravi difficoltà; nemmeno immaginabili i recuperi sull'investimento, con la piccola produzione consentita dalla modesta quantità di latte raccolto. Però il sindaco, Geremia Gios, si ricorda di insegnare economia ambientale all'Università di Trento e pensa ad una alternativa. In giro ci sono parecchie ditte specializzate nella produzione di attrezzature per caseifici. Anche se la battaglia per le quote latte tra i potentissimi produttori tedeschi, francesi, belgi ed olandesi ed i deboli italiani mette in seria difficoltà questo settore. Ebbene, dopo una selezione il comune di Vallarsa si rivolge ad una ditta del vicentino (la Magnabosco di Zugliano), che ha già in catalogo un mini-caseificio e chiede di studiare la possibilità di montare un impianto completo su un rimorchio da trattore. Il latte, insomma, va lavorato su ruote, in modo che sia possibile spostare rapidamente l'attrezzatura là dove c'è bisogno. Così si evitano tutte le tagliole urbanistiche, e si risolvono facilmente i problemi sanitari - l'intera costruzione è in pulitissimo acciaio inox, semplice da mantenere in condizioni igieniche ottimali. Dopo qualche studio, la ditta si dichiara interessata, e si impegna a costruire un prototipo. Avrà anche un generatore autonomo di energia, per essere usato anche in zone dove corrente ne arriva poca, ed un serbatoio per il residuo della lavorazione, il siero, che si usa per l'alimentazione dei maiali. Gios chiese che ci sia la possibilità di collegare direttamente il caseificio mobile agli impianti di mungitura meccanica, in modo da eliminare i problemi igienici ed i costi supplementari del trasporto di latte con i bidoni; infatti, la possibilità di sistemare il laboratorio mobile immediatamente accanto alla stalla rende semplice il collegamento. Costo totale, inclusi permessi di circolazione come rimorchio e certificazioni igieniche: 60.000 euro. Una cifra molto più abbordabile, con tempi di ammortamento ragionevoli, per avere un impianto che, se fosse conveniente e necessario, può anche essere affittato quando non sia utilizzato dai proprietari, il comune di Vallarsa. Il prototipo ha avuto un grande successo, ed è stato riprodotto in decine di esemplari - una sessantina venduti anche in Siberia, opportunamente coibentati. Oggi il prototipo originale viene impiegato per fornire toselle fresche alla mensa della giunta provinciale, che fa una riunione straordinaria proprio nella malga. Buon appetito. 08/08/2008.

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L'orologio di Montalbano si è fermato (sezione: Burocrazia)

( da "Adige, L'" del 08-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Mori L'orologio di Montalbano si è fermato michele comper MORI - Narra la leggenda che ancora oggi nessun contadino moriano porti l'orologio da polso: da sempre, è sufficiente alzare gli occhi al cielo e l'ora esatta è lì, in bella vista, in alto. Ma da un paio di settimane il grande orologio che domina Mori dal campanile del santuario di Montalbano, costruito nel 1556 ai piedi dei ruderi dell'antico castello, è fermo. E le sue campane sono ammutolite: non battono più alle undici di ogni giorno feriale a ricordare ai contadini di tornare dai campi per il pranzo: un "servizio pubblico" nato in tempi meno caotici d'oggi, quando si pranzava rigorosamente al mezzodì. A gestire il tutto, c'era un custode, tenuto obbligatoriamente a segnalare l'avvicinarsi dell'ora del desinare. Oggi il custode non c'è più: al suo posto un impianto automatico comandato da un mini computer che uno dei tanti temporali di luglio ha mandato in tilt. così che le lancette sono ferme, desolatamente immobili a indicare, dentro l'enorme quadrante di quattro metri di diametro, le quattro e mezza. "Sto perdendo tutti gli autobus - scrive alla redazione de l'Adige una giovane moriana - e anche il senso del tempo; Montalbano è un riferimento per la nostra identità. necessario per l'equilibrio spazio-temporale del nostro microcosmo. Vi prego, chiedete che lo riparino". E in borgata è uno degli argomenti più presenti nelle chiacchiere in piazza o al bar: quanto ci vuole ad aggiustarlo? Cos'aspettano? "Martedì prossimo faremo la delibera di Giunta con cui dare incarico della riparazione ad una ditta specializzata - assicura il sindaco Mario Gurlini - e dopo Ferragosto, al massimo entro settembre, l'orologio riprenderà a funzionare". Nonostante il santuario sia di proprietà della parrocchia, è tradizione che sia il Comune ad occuparsi della manutenzione e delle riparazioni dell'orologio, riconoscendone da sempre la pubblica utilità. Addirittura, fino a non molti anni fa c'era una specifica voce nel bilancio comunale. Oggi però quella voce non c'è più, e inoltre tutto è più complicato perché esiste una malattia delle istituzioni che si chiama burocrazia: quindi, la trafila è un po' più lunga del dovuto e delle attese dei moriani. 08/08/2008.

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Voucher, partenza con polemica (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia Pavese, La" del 08-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cronaca Voucher, partenza con polemica Vecchia e nuova burocrazia, ecco cosa sta cambiando I dubbi degli agricoltori "Dopo tante versioni resta la confusione" BRONI. Doveva essere il "buono salva tempo" per l'emersione del lavoro nero e semplificare la vita alle aziende agricole. Nella realtà il voucher vendemmia, per molti manager vitivinicoli oltrepadani, rischia di diventare il volto nuovo della burocrazia, quella che in Italia esce spesso dalla porta per rientrare dalla finestra. Oggi le associazioni agricole saranno nella sede provinciale Inps per aiutare i viticoltori a capire. Loro che facevano i vignaioli devono diventare consulenti del lavoro. A preoccupare, in particolare, è lo stretto vincolo di controllo lavoratore-azienda sul piano contributivo. L'Unione agricoltori ha già svolto decine d'incontri con i titolari delle cantine e seminari formativi per preparare il personale. Incontri di formazione risolte soprattutto al personale delle sedi periferiche, quello più vicino a chi produce e rischia di trovarsi proiettato in un dedalo burocratico. Luciano Nieto, direttore provinciale dell'Unione, fotografa così la nuova fibrillazione dell'Oltrepo del grappolo: "Siccome è una novità, come sempre accade, il primo approccio è all'insegna delle grandi cautele e di un pizzico d'incertezza che vedremo di dissipare. Certo il fatto che il regolamento sui voucher sia stato scritto e riscritto, a più riprese, ha contribuito a creare un po' di confusione". Alla fine, però, la voglia di provare c'é. "In fondo - sottolinea Nieto - si tratta di una sperimentazione limitato alla vendemmia, come ricorda il recente intervento ministeriale. Vero è che sin d'ora i manager auspicano un perfezionamento che dia maggiore flessibilità. Il voucher era stato pensato come strumento di facile accesso, dobbiamo lavorare tutti perché lo sia davvero a vantaggio di chi dà lavoro e di chi presta manodopera". L'Inps, intanto, chiarisce che la sperimentazione del voucher è possibile su tutto il territorio nazionale, a prescindere dall' esistenza (o meno) delle convenzioni regionali. Il ricorso a prestazioni occasionali di tipo accessorio è consentito a tutte le imprese agricole (a prescindere dalle loro dimensioni o dalla forma giuridica di conduzione: ditta individuale, società di capitali, società di persone, ecetera). Da ricordare che le prestazioni possono riguardare, in questa fase sperimentale, solo la vendemmia. L'importo massimo dei buoni prepagati che ogni azienda può utilizzare nell'anno non può superare i 10.000 euro. Prestazioni occasionali di tipo accessorio possono essere rese solo da studenti e pensionati. Il valore di ciascun buono è di 10 euro, di cui 7.5 euro vanno al prestatore e il resto agli enti previdenziali ed assicurativi, nonché al concessionario. Ogni prestatore non può percepire dallo stesso committente buoni per un valore superiore a 5mila euro annui e il buono prepagato può essere telematico oppure cartaceo. I buoni cartacei saranno invece in distribuzione presso tutte le sedi provinciali Inps, in carnet da cinque voucher, a partire dal 19 agosto, e possono essere ritirati direttamente dall'impresa interessata, o tramite la propria associazione di categoria, previo pagamento di un bollettino di conto corrente postale, in quanto le sedi Inps non sono abilitate a ricevere denaro contante e fare cassa.Le associazioni di categoria (Unione Agricoltori, Coldiretti, etc.) possono prenotare un certo quantitativo di buoni cartacei secondo il presumibile fabbisogno dei propri associati, ma il ritiro dei buoni può avvenire solo dopo il versamento del relativo controvalore con bollettino di conto corrente postale. I buoni saranno quindi incassabili dal prestatore presso tutti gli uffici postali. Le associazioni possono svolgere, per conto dei propri associati, anche gli adempimenti connessi all'utilizzo dei buoni telematici e di quelli cartacei, a partire dalla comunicazione preventiva all'Inps (in caso di utilizzo di buoni virtuali) o all'Inail (in caso di utilizzo di buoni cartacei). Emanuele Bottiroli.

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Loss e il balzello del Consorzio <Solo contro 34> (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 08-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

CONTRIBUTI. La burocrazia contro i bassanesi Loss e il balzello del Consorzio "Solo contro 34"     Lorenzo Parolin La situazione di empasse nella quale si trovano i bassanesi sul pagamento del contributo annuale al Consorzio di bonifica scatena le ire di Adriano Loss, che tuona contro l'intera gestione della vicenda. "Mi trovo a combattere in Consiglio (nel quale sono stato eletto proprio allo scopo di segnalare l'anomalia del territorio in cui vivo), spesso da solo contro altri trentaquattro colleghi consiglieri - spiega - per una vicenda che definire kafkiana è un eufemismo". Nella sua disamina dei fatti, Loss ripercorre quanto accaduto dal 2004 ad oggi. "Quattro anni fa, una delibera della Giunta regionale esentava il nostro territorio dal pagamento del contributo consortile di bonifica, posizione ribadita anche dall'allora assessore regionale Raffaele Grazia. Datane comunicazione ai cittadini, li invitammo a non pagare il balzello. La delibera, mai divenuta esecutiva, è però decaduta e la Regione, per ovviare all'inefficacia dell'atto di Giunta, ha promulgato una legge ad hoc, estesa a tutto il Veneto, che fissa i minimi sotto i quali il contributo non deve essere corrisposto: Bassano e i suoi cittadini, anche in questo caso sarebbero esenti dal pagamento, ma la burocrazia non vuole sentire ragioni". "Trattandosi inoltre di contributo, e non di tributo - prosegue - deve essere versato solo a fronte di un beneficio che si riceve, nello specifico la bonifica delle acque inquinate (e c'è in tal senso anche una pronuncia della Cassazione che parla in nostro favore), ma Bassano provvede da sé, con il depuratore, a ripulire i propri scarichi e di conseguenza non ha bisogno del lavoro del Consorzio". "La questione, a mio avviso profondamente ingiusta - prosegue Loss -, risale al 1976, anno di costituzione del Consorzio di bonifica e irrigazione con la fusione tra gli enti di Bassano e Cittadella. Di fatto, quindi, da oltre trent'anni, i bassanesi pagano due volte la depurazione delle acque: al consorzio che gestisce il depuratore vero e al consorzio di bonifica. Ovviamente non ne hanno un duplice beneficio". Che fare dunque? Loss, forte dei risultati già ottenuti grazie all'approvazione della legge regionale, propone la propria ricetta: "Facciamo sentire la nostra protesta, esercitando pressioni sia a livello istituzionale, con i consiglieri di palazzo Ferro-Fini, sia di pubblica opinione, perchè la voce dei bassanesi possa allontanare i tentacoli della burocrazia e sanare un'ingiustizia che dura ormai da troppo tempo".

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Zone franche al Nord Dalle Pmi coro di no (sezione: Burocrazia)

( da "Denaro, Il" del 08-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Campania sviluppo Zone franche al Nord Dalle Pmi coro di no Le imprese campane bocciano la proposta avanzata ieri dal ministro per lo Sviluppo, Claudio Scajola, di "allargare le zone franche anche al Nord dell'Italia". Secondo gli esponenti del mondo produttivo locale, l'ipotesi "è assurda visto che costituirebbe una forma di concorrenza delle aree più sviluppate del Paese rispetto al Mezzogiorno". Per gli imprenditori, "è necessario consolidare il meccanismo di premialità per le aziende che investono nel Sud, vera e propria area disagiata: se gli incentivi vengono concessi anche per le aree del Nord si chiedono che vantaggi avranno coloro che decidono di investire in Campania o in Calabria?" La Campania ha presentato la richiesta di realizzare tre aree a fiscalità agevolata: l'area orientale di Napoli, Torre Annunziata e Mondragone. La decisione spetta, ora, al dicastero guidato dall'azzurro Scajola che dovrà individuare 14 aree a fiscalità agevolata in tutto il Mezzogiorno. Dopo il via libera del Governo, però, non si conclude l'iter: l'ultima parola, infatti, spetta all'Unione Europea che dovrà dare il via libera definitivo al progetto italiano. Alessandro Iuma Il ministero per lo sviluppo concede, il ministero per lo Sviluppo leva. Prevista nella finanziaria 2007, dietro proposta del ministero, le zone franche urbane sono state riprese nella manovra del 2008 ma con una modifica: allargarle anche al Nord. " quanto ha affermato Claudio Scajola, ministro per lo Sviluppo, e subito è stata bagarre con il mondo imprenditoriale del meridione. esperienza Un'esperienza maturata in Europa, già sperimentata con successo in zone come Marsiglia, le zfu hanno dimostrato di poter attrarre investimenti, favorire processi di ammodernamento e nuovi insediamenti industriali in modo da rilanciare zone economicamente depresse. Sono state trasferite in Italia con l'obiettivo di contrastare i fenomeni di esclusione sociale e favorire l'integrazione nel tessuto socioeconomico delle popolazioni residenti in aree svantaggiate, il Sud appunto. Aree Quattordici sono le aree che Scajola dovrà individuare in tutto il Meridione; tre quelle ipotizzate in Campania: Napoli Est, Torre Annunziata e Mondragone. Secondo una nota dell'Agenzia delle Entrate, il Dpef del 2007 prevede che chi apre una nuova attività economica nelle zone franche urbane avrà diritto all'esenzione totale dalle imposte sui redditi per i primi cinque anni d'imposta, dal sesto al decimo anno a un'esenzione del 60 per cento, per l'undicesimo e dodicesimo anno del 40 per cento e del 20 per cento per i successivi due anni. L'esenzione riguarderà anche l'Irap per i primi cinque periodi d'imposta, fino al raggiungimento della somma di 300mila euro del valore della produzione netta per ciascun anno. Anche per l'Ici l'esenzione è per i primi cinque anni e riguarderà gli immobili situati nella Zfu di proprietà dell'impresa e utilizzati per l'esercizio della nuova attività. Quello che la piccolo medio impresa campana si chiede è come l'obiettivo principale possa continuare a essere perseguito allargando il meccanismo di premialità fiscale previsto dalle zfu anche ad aree che sottosviluppate non sono. Ridurre il divario fra Nord e Sud. Compensare le mancanze e le di economie del meridione. "Allargarle non ha senso". " questo che dice in coro il mondo delle piccolo medio impresa campana. " comune il fronte a favore del rispetto di un intervento che per essere efficace deve mantenere la settorialità con cui è stato programmato. Non solo a livello territoriale, ma anche produttivo. Non solo i settori automobilistico, navale, siderurgico e tessile. Gli inviti a espandere i benefici di questo provvedimento anche al manifatturiero sono molteplici, così come quelli a mantenere comunque una differenziazione di intervento nel momento in cui si dovessero effettivamente decidere di espandere le zone franche urbane non solo nel Mezzogiorno ma su scala nazionale. problemi Fabrizio Luongo, direttore Casartigiani Campania afferma: "Le zone franche certo non avrebbero risolto il problema del sottosviluppo del Sud. Le ho sempre considerate un fuoco di paglia se poi si allargano a tutto il territorio nazionale addirittura si penalizza l'impresa, soprattutto quella piccola e media che è quella maggiormente presente in Campania che già ora è l'ultima regione per microimprese". Concorda Emilio Alfano, presidente Api Napoli: "Le zone franche urbane servono per far emergere zone sottosviluppate. Il Nord ha un'economia più forte, per tempi, migliore burocrazia, per più efficienti infrastrutture, un minore costo del denaro, minore criminalità. Già così, come emerge fa da un'indagine della Camera di Commercio fare impresa al sud costa il 20 per cento in più rispetto al nord. In queste condizioni le zfu non sono un'agevolazione, ma una compensazione. Se poi si generalizzano non c'è più nessun vantaggio. Se proprio si devono allargare - afferma il numero uno delle piccole imprese in Campania - che quanto meno di conservi una differenziazione a livello di distribuzione di agevolazioni o magari si faccia un'oculata azione di settorializzazione aumentando quelli che al sud possono goderne e limitando gli sgravi fiscali solo a quei settori settentrionali non del tutto decollati". Proposta senza senso Più duro è Gaetano Cola, presidente della Camera di Commercio di Napoli: "La proposta del ministro Scajola non ha senso. Si parla molto del Sud, si ipotizza molto e poi si vanifica tutto. Non condivido, così ci mette solo in difficoltà". Achille Capone, responsabile rapporti istituzionali del Claai dice: "Avevo molto apprezzato l'inclusione fra le zone franche di Napoli est, una zona depressa ma piena di aree dimesse, ideale per lo sviluppo della piccola impresa artigiana. La zfu avrebbe attratto investimenti per la sua riqualificazione, investimenti che verrebbero così dirottati al nord. Se proprio le lobbies del nord devono vincere che almeno vengano rivisti e aumentati i fondi a disposizione". Per Carlo Boffa, presidente pro-tempore Confindustria Campania: "" assurdo allargare le zfu al Nord. Se l'obiettivo è attirare investimenti al Sud, le zfu devono essere al Sud. O almeno si creino ulteriori condizioni di vantaggio ad esempio facilitando l'accesso alle agevolazioni". Un discorso più lungimirante quello di Bruno Scuotto, presidente di Piccola Industria Campania:"Mi rendo conto che le zfu siano un volàno trasversale per il governo a livello di investimenti e gettito fiscale, ma il loro allargamento preclude la compensazione, cadono i criteri di premialità per il meridione con cui sono state pensate". del 08-08-2008 num.

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Mantovano annuncia: operazione trasparenza (sezione: Burocrazia)

( da "Denaro, Il" del 08-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Borsa & Mercati opere pubbliche Mantovano annuncia: operazione trasparenza Il Sottosegretario di Stato Mario Mantovani, delegato all'edilizia statale e alle politiche per la casa, ha riunito presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti i Provveditori interregionali alle opere pubbliche. La riunione è servita per esaminare i progetti delle opere più importanti sul territorio nazionale e per affrontare le principali problematiche che si riscontrano nella realizzazione delle stesse. Il Sottosegretario Mantovani, al termine della riunione ha dichiarato: "Non vorrei più firmare un decreto per liquidare gli interessi sugli interessi per opere anche di trent'anni fa. Occorre l'impegno di tutti per snellire le procedure amministrative, che spesso ritardano le opere, in modo da ridurre i tempi delle pratiche e vincere così la burocrazia. Presto lanceremo un'operazione trasparenza anche nel settore, pubblicando in rete i tempi di realizzazione delle opere pubbliche di interesse nazionale". del 08-08-2008 num.

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L'Europa finalmente riconosce l'importanza delle piccole imprese (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 08-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'INTERVENTO L'Europa finalmente riconosce l'importanza delle piccole imprese di Girolamo Astolfi * L'artigianato rappresenta il motore potente ed efficiente dell'economia italiana, ma adesso anche l'Europa comincia a rendersi conto dell'importanza della piccola impresa.Un atto ufficiale, lo Small business act, contiene orientamenti e proposte di azioni politiche da attuarsi negli Stati membri della Comunità europea per valorizzare le piccole e medie imprese.La Confartigianato di Rovigo esprime in proposito grande soddisfazione. Finalmente si passa dalle parole ai fatti. Quello che in Europa era stato detto alla Conferenza dell'artigianato, "pensare in piccolo innanzitutto", quello che in Italia il Governo aveva detto all'assemblea di Confartigianato, "quello che va bene alle piccole imprese va bene al Paese", comincia ad essere tradot-to in atti concreti.Il 25 giugno la Commissione europea ha presentato appunto lo Small business act, un insieme di soluzioni per rilanciare la piccola e media impresa in Europa. un'attenzione "nuova" verso l'azienda familiare o quella composta da pochi dipendenti: ci si sta rendendo conto che la piccola dimensione offre spesso efficienza, affidabilità, produttività. E non ha soltanto una valenza economica. Il risvolto sociale è importantissimo perché la piccola impresa contribuisce al benessere della comunità e a mantenere saldi i legami familiari e sociali.Quattro sono gli obiettivi strategici del documento: la creazione della società privata europea (Spe), per facilitare i rapporti dentro i confini comunitari, l'alleggerimento dei vincoli sugli aiuti di Stato, la riduzione dei tempi per il pagamento delle fatture e le possibilità di ridurre l'Iva per i servizi locali. Così, per esempio, in Europa potranno essere costituite società con un capitale legale di appena un euro permettendo ad artigiani e piccoli industriali di risparmiare cifre notevoli in spese legali e amministrative.Anche in Italia sembra essere cambiato il modo di affrontare l'economia. L'adeguamento degli studi di settore alle realtà economiche locali, l'abrogazione degli elenchi clienti e fornitori, la soppressione delle garanzie fideiussorie per le rateizzazioni di somme iscritte a ruolo, l'abolizione del divieto di cumulo fra pensioni e redditi di lavoro dipendente e autonomo, sono solo alcuni esempi di disposizioni entra-te nel decreto legge n. 112/2008 sulle quali Confartigianato aveva da tempo richiamato l'attenzione del Governo. La nostra pressione ha prodotto risultati concreti.I primi passi del Governo, in materia economica, soddisfano, ma parzialmente. Sull'intera manovra la Confartigianato ha espresso apprezzamento per le misure di semplificazione, ma ha chiesto uno sforzo aggiuntivo per una significativa diminuzione della pressione fiscale.In quanto al federalismo fiscale, tante volte annunciato, ormai non è più rinviabile, ma a patto che produca una riduzione strutturale della pressione tributaria. E come si sa questa può calare solo se si riduce la spesa pubblica. Su questo tema si scalderà il dibattito pubblico nei prossimi mesi. infatti condivisa da tutti la necessità di far dimagrire l'apparato burocratico, ma ancora non c'è accordo sulla qualità della spesa pubblica che si vuole ottenere.C'è poi la benevolenza dei vari go-verni nei confronti della grande industria e la loro indifferenza verso le piccole imprese. Confermiamo la nostra ferma posizione: l'Italia conoscerà un nuovo sviluppo solo se cambierà il cavallo su cui i Governi hanno puntato finora per la ripresa dell'economia. Solo se punteranno, stavolta davvero, sul modello economico artigiano costituito da famiglie al lavoro anziché sulla grande industria assistita. Se ci saranno meno pressione fiscale, meno burocrazia, meno spesa pubblica improduttiva, allora saranno giorni favorevoli per gli italiani.* presidente Confartigianato.

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Nuovi debiti, rivolta nella maggioranza (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 08-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nuoro e Provincia Pagina 5030 Comune. Appello alla Regione per sbloccare il progetto di una residenza sanitaria assistita in città Nuovi debiti, rivolta nella maggioranza Comune.. Appello alla Regione per sbloccare il progetto di una residenza sanitaria assistita in città --> La mancanza di una residenza sanitaria assisitita tiene banco nel consiglio comunale di ieri che sollecita il governatore Renato Soru e l'assessorato alla Sanità a dare risposte in relazione a un vecchio progetto, presentato nel 2002, e arenato tra le maglie della burocrazia regionale. Si tratta di un'iniziativa privata per la quale il Comune - come ricorda in aula il sindaco Mario Zidda - ha predisposto una variante urbanistica nell'area di Sa Tanca 'e Sena. L'appello unifica due testi presentati da maggioranza e da opposizione che con il gruppo civico "Città in Comune" ha posto per primo il problema. Ma non trova d'accordo Rifondazione che nel nome della sanità pubblica si esprime contro la risoluzione mentre si astengono i consiglieri Francesco Carboni e Francesco Cosseddu. La seduta si anima soprattutto quando arrivano tre nuovi debiti fuori bilancio. Tutti legati a sentenze di condanna del Comune per vecchi espropri. Uno - spiega l'assessore al Bilancio Gianni Angioi - riguarda l'area di Sa'e Sulis dove è stato realizzato l'asilo nido. Risale al 1984. Il Comune deve sborsare agli eredi di Pietrino Cicalò 32 mila 760 euro. Un altro è ancora più lontano nel tempo, del 1980. Ed è stato eseguito per la costruzione della chiesa di San Paolo. Cifra in ballo oltre 214 mila euro, destinati agli eredi Guiso Gallisai. Il terzo debito equivale a 339 mila euro, dovuta all'esproprio di un terreno a Badu 'e Carros, di proprietà della ditta Maria Sanna, per la realizzazione della scuola elementare. Tutto è avvenuto nel 1989. Il Comune ha già versato in questo caso 265 mila euro, ma ne deve pagare altri 339 mila perché il debito complessivo - spese legali comprese - è di 582 mila euro. Per pagare tutte le somme - spiega Angioi - il Comune attingerà da un mutuo di un milione e 500 mila euro che ora, rispettato il patto di stabilità, è possibile mentre un anno fa era una strada vietata. In alcuni settori della maggioranza scoppia a quel punto la rivolta. Inizia Gianni Porcu (Pd) a chiedere se sono state avviate le transazioni con i creditori, in base a una risoluzione approvata l'anno scorso dal Consiglio. Rincara la dose Gigi Zurru, neo responsabile del gruppo misto, che bacchetta duramente la giunta. Dice: "Le direttive da noi impartite vengono disattese dall'esecutivo. Da oggi sui singoli punti che riterrò non conseguenti alla volontà del Consiglio non garantirò il mio voto". Va giù duro anche il socialista Mondino Deiara: " possibile che ancora non si conosca l'entità complessiva dei debiti, che l'ufficio Espropri sia sotto organico e che l'amministrazione sia sotto scatto di un privato che continua a pretendere somme e a chiedere di sbloccare alcune aree? Si può pensare ad altre soluzioni, come l'urbanistica contrattata. Oggi (ieri n.d.r. ) per la prima volta voterò contro la presa d'atto di situazioni per le quali non abbiamo cercato di dare soluzioni". Il collega dello Sdi Antonio Saiu rilancia: "Questo Consiglio viene a conoscenza dei debiti a distanza di nove mesi. Chi paga gli interessi maturati? La strada del mutuo è l'ultima ratio. Se c'è un avanzo di amministrazione, anche presunto, va utilizzato per i debiti. Mi sono stancato di alzare la mano, non parteciperò al voto". Nell'aula riecheggiano altri interventi con accenni simili mentre la maggioranza tenta di trovare una soluzione a un'altra vicenda, legata all'autorizzazione a sistemare i tavolini all'aperto nelle strade del centro (escluso corso Garibaldi). Serve una modifica al regolamento, molto attesa dai baristi. Il compromesso potrebbe arrivare dalla deroga che consenta di destinare due stalli ai tavolini dalle 20 in poi. ( m. o. ).

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Curo il mio Gianni con il cronometro (sezione: Burocrazia)

( da "Alto Adige" del 09-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Curo il mio Gianni con il cronometro" L'ex marito, invalido totale, è in terza fascia: "Così non ce la facciamo" BOLZANO. "Secondo la burocrazia dovrei curare Gianni con il cronometro". Manuela Prada non ci sta. Da tre anni segue l'ex marito Gianni Berti, 60 anni, paralizzato dopo aver subìto un infarto e un'emorragia cerebrale. Il team di valutazione lo ha inserito in terza fascia, ma deve essere seguito 24 ore al giorno. Manuela ha provato a spiegarlo anche nel ricorso presentato all'ufficio Politiche sociali. La giornata inizia alle otto. Manuela porta Gianni in bagno, lo lava e lo veste. Poi fanno colazione. "In cucina, così cambia un po' ambiente". Mentre Manuela descrive la giornata tipo, l'ex marito guarda un film. Seduto nel letto con lo sguardo perso verso lo schermo. "E'assente, ma a volte mi sembra di aver stabilito un contatto", dice Manuela. E la mattinata continua: il letto da rifare, la medicazione ai piedi, una merenda verso le 10 e 30. Poi c'è il pranzo da preparare e servire. Dopo Manuela deve accompagnare l'ex marito in bagno. A metà pomeriggio un'altra merenda. "Mangia tantissimo". Verso le sei è già ora di preparare la cena. Pasto e toilette. E dopo? "Lo lavo ed è pronto per andare a dormire. Durante la notte, però, mi alzo ogni tre ore per cambiargli posizione nel letto ed evitare problemi di decubito". 24 ore di una giornata senza imprevisti. "Sì, perché Gianni soffre di crisi di epilessia, che possono scoppiare senza nessun preavviso". La vita di Manuela è cambiata la sera di Natale del 2004. "Ci eravamo lasciati da 30 anni. Lui era schiavo dell'alcol. Gli avevo portato un regalo, quando è caduto a terra colpito da un infarto". E'l'inizio del calvario. "Prima mi aiutava una signora, ma dopo un anno ho lasciato il lavoro e mi sono dedicata completamente a Gianni. Un po' alla volta ho imparato a curarlo. Non volevo abbandonarlo in un ospizio, perché la malattia è già un'umiliazione". Fino ad oggi Gianni riceveva un assegno di mille euro, il massimo. Da luglio ne prende 1.350. "La nuova legge dà molti vantaggi - dice Manuela - ma non capisco perché siamo stati declassati di un livello. Tutto in base ad un questionario durato un'ora". Le domande? "Mi chiedevamo quanto tempo impiegavo a cucinare, lavare...ma non considerano che mio marito deve essere sempre seguito".

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Welfare, nel governo (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 09-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Welfare, nel governo troppa improvvisazione CARO Governo, ad agosto un po' di riposo. Passato il momento dei fuochi di artificio e degli effetti speciali, forse è il caso che la maggioranza di governo rallenti, si fermi, dedichi qualche settimana alla riflessione in generale, ma in modo particolare sulle politiche sociali. In questi giorni abbiamo assistito ad un turbine di decisioni, a volte chiaramente affrettate e pasticciate, che poi richiedono precisazioni, nuovi annunciati provvedimenti. E' il caso dei Lea (Livelli essenziali di assistenza) che il governo Prodi aveva varato poco prima dello scioglimento delle Camere, garantendo che la copertura finanziaria al provvedimento sarebbe venuta dal mitico "tesoretto". Svanito il tesoretto, 300 milioni di euro ad Alitalia, 520 milioni di euro per l'emergenza rifiuti di Napoli, 32 milioni di euro per ricorrere all'esercito per la sicurezza nelle grandi città, mentre le forze dell'ordine preposte non hanno i soldi per la benzina, così sono evaporati anche i Lea ed il governo ha fatto sapere che forse a settembre arriverà una versione "leggera" del provvedimento. Se si pensa che le Associazioni delle persone con disabilità attendono i Lea ormai quasi sfinite dall'attesa, si comprende bene quale sia ora lo stato d'animo di chi sperava in un prontuario aggiornato degli ausili tecnologici, in cifre non ridicole per l'assistenza domiciliare, per la vita indipendente e così via. Di certo si avverte un'aria di improvvisazione, di mancanza di visione strategica del welfare, che deriva in parte anche dalla mancanza di tavoli seri di confronto con le competenze e i bisogni reali dei cittadini appartenenti alle fasce più deboli. Certo che un governo di destra possa attuare una "politica di sinistra" come auspicherebbe il Primo Ministro è certamente chiedere troppo, forse ci si accontenterebbe di una politica sociale concreta, che non rimetta in discussione i pezzetti di welfare acquisiti con tanta fatica, che proceda con decisione alla lotta dei veri sprechi e a non quelli di facciata magari togliendo, con il solito metodo i finanziamenti agli Enti locali, costretti a loro volta a tagliare servizi, dove già è difficile mantenerli come in montagna. Un governo che aspira a dimostrare in cinque anni un vero respiro riformatore non dovrebbe a mio avviso affrettare misure sconnesse, ma avviare un dialogo serio e responsabile con un mondo, come quello del sociale, (Enti locali, Associazioni, ecc.) che è sempre più maturo e consapevole, indipendente e disincantato. Forse le ferie di agosto arrivano al momento opportuno per una seria riflessione. Edi Fontana LIMANA Ma tutte le promesse elettorali dove sono? 700 EURO al mese di stipendio: un pieno di benzina, un affitto un po' mediocre di 250 euro, la spesa mensile, 350 euro di bollette, una ricarica del cellulare e lo stipendio magicamente non esiste più. Un mese per guadagnarlo con anche orari un po' pesanti e due semplici giorni, a volte poche ore, per non averlo più. Solo un ricordo rimane.... Pensa e ripensa a trovare una soluzione, se fare un doppio lavoro, o come poter racimolare qualche soldo in più ma nulla. Penso di chiedere aiuto alle banche o a qualche finanziaria, che continua a propinare finte campagne promettenti liquidità immediata senza nessun problema, anche se con un lavoro atipico, con un contratto a tempo determinato o se protestato. Forse finalmente la soluzione c'è!!!! Penso fra di me invece ecco cosa mi dicono in tutte le banche: "Mi dispiace ma con la sua situazione non è possibile far fronte alla sua richiesta". E subito penso e dico: "Ma come, se promettete liquidità in tutte le salse...". "Ci dispiace ma purtroppo sono le direttive". "Bene non ho soldi per vivere, tornare a vivere con il mio ex no perché non ci sto più bene con lui, dirlo ai miei è doloroso per me e per loro... non mi resta che il suicidio.....". Ecco queste brevi righe descrivono la storia di una ragazza che ha deciso di trasferirsi nella "ridente" provincia di Belluno, alla ricerca di una felicità tanto sperata. Ora invece, proprio lei che è la vita fatta in persona, si è ritrovata non più tardi di cinque giorni fa, a pensare e comprendere chi fa il meschino gesto di suicidarsi. E' vuota dentro, finge di star bene grazie alla sua spontaneità ed al suo modo di essere, anche se in realtà è morta dentro. Si domanda se è giusto da parte di una società trattare così chi è in difficoltà, se uno stato che promette, promette e basta. La sua prima domanda a me è stata: "Ma tutte le promesse elettorali dove sono?". Ebbene sì, gli aumenti promessi dal Cavaliere, la riduzione delle tassazioni sugli straordinari dove sono? Anche questa volta non ci siamo. Ci hanno fatto cadere in trappola con tanto fumo negli occhi. E quando una persona vuole migliorarsi o rimediare a qualcosa di fatto in passato, viene bastonato perché potrebbe essere pericoloso per la società. Perché siamo solo strumento di giochi politici di chi vuole farsi leggi ad onorem e per i loro familiari. E a noi giovani cosa rimane: il suicidio o l'eterna infelicità? Grazie al Pdl! Grazie al popolo della lussuria! Grazie, perché per merito vostro ogni giorno centinaia di persone muoiono dentro e non si rialzano più! Giulio Tartuferi Turismo: autostrada? Ok ma facciamola subito PROPRIO vero: mai dire mai! La locuzione, un po' lisa, intesa in chiave mataforica, vale pure per i mezzi (e la rete...) di comunicazione. Quando sembrava che il treno (dei desideri, non sempre comuni per la verità), avesse drasticamente eluso le direttrici bellunesi incanalandosi su di un binario morto, ecco la brusca frenata, l'inopinato cambio di rotta, i "deus ex machina" (romani) che rivedono il loro piano di marcia e riscoprono le "stazioni" dei Monti Pallidi. Adesso è ufficiale, e devono essere prese con il beneficio d'inventario le esternazioni di qualche amministratore delegato di "Autostrade per l'Italia" che a Cortina s'è sbottonato sin troppo, sciorinando pirronismo in dosi fluviali riguardo alla sua realizzazione. Il prolungamento dell'autostrada A 27 sin all'"Joining" con la A 23 ad Amaro nell'Alto Friuli, si farà. I tempi di quando l'opera verrà alla luce sono al momento avvolti in un cellophan d'incertezza, ma il raccordo è sicuro, ha il sigillo del Governo. E sarà, allo sturare della bottiglia di spumante, da qualsiasi angolazione la si voglia inquadrare, una pietra miliare, un crinale tra presente e futuro, quasi come un bulino di un orafo destinato ad incidere sensibilmente nel tessuto sociale (ed economico) del Bellunese. Il "botto", dunque, è servito... E come sempre accade, quando un evento gonfia la cassa di risonanza, par di assistere alle commedie dei fratlli De Filippo. Con i "partiti" (non quelli politici stavolta) che si scindono in due fronti: quelli che si aggrappano all'aquilone del sorriso, gli altri impigliati nella ragnatela dell'afflizione, frignanti. Nella casta dei gaudenti si infilano i futuristi, coloro che stanchi di fare le nozze con i fichi secchi (i piccoli imprenditori dell'industria degli occhiali) sognano un avvenire migliore, bramosi di arrampicarsi a mo' di un alpinista che ha nel sangue il "sesto grado" sulla vetta più ambita, scienti che il progresso galoppa a briglia sciolta (e non viceversa) e, perciò, rimanere anchilosati ad un presente con sbocchi limitati alla lunga potrebbe rivelarsi un'arma a doppio taglio, un boomerang insomma. In siffatta prospettiva l'autostrada che si insinua in Cadore potrebbe risultare un elisir quanto mai corroborante. Forse - azzardiamo - l'autostrada medesima la vedrebbe di buon occhio pure il parlamentare Piero Fassino che negli scorsi giorni, in un raid tra le Dolomiti bellunesi, al cospetto di tortuose gimkane sulle arterie di casa nostra, s'è ritrovato con il...latte alle ginocchia. Il ché è tutto dire. L'altro fronte. Le campane degli opponenti all'autostrada ancora non hanno fatto sentire i loro rintocchi. Il nuovo che avanza (o che potrebbe avanzare tra poco) sta tremendamente sul gozzo agli ambientalisti, da sempre attenti alla realtà di un territorio vieppiù frastagliato, dove "l'impossibile col trascorrere del tempo comincia a diventare fattibile". Da lustri si sono armati di elmetto per far comprendere la loro scuola di pensiero, tuttavia il loro "animus pugnandi" sovente è sembrato emulare don Chisciotte con i suoi mulini a vento. Al punto da sbattere muro contro muro... e uscire con un pugno di mosche, o quasi. Pochi gli angoli smussati, così come la convergenza di idee per tentare di trovare un giusto equilibrio. E' ben vero: da che mondo è mondo, il dazio al progresso l'ha pagato voluminosamente l'ambiente. Siamo, però, alle solite. Non si può volere la botte piena e la moglie ubriaca. L'ideale sarebbe dare un colpo al cerchio ed uno alla botte... Una glossa, infine. Se prolungamento sarà, i "supporters" della realizzazione...tifano perché la medesima, il suo progetto, non restino congelati troppo in freezer, ma al contrario trovino un'accelerazione imperiosa e opportuna, senza rimanere impegolati nelle panie della burocrazia. Opportuna in nome di un turismo che sta camminando con le stampelle e che da siffatta opera potrebbe rigenerarsi. Fare in fretta, dunque, in quanto la spada di damocle incombe. Il rischio è quello di vedersi chiudere la stalla, quando i buoi sono oramai in fuga... Giuseppe Da Sacco PELOS DI CADORE.

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Trasporto locale, guerra legale (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 09-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Confservizi attacca l'assessore Chisso: nel riparto sono spariti 23 milioni. "Con i bus bloccheremo la tangenziale" Trasporto locale, guerra legale Le aziende denunciano sottrazione di denaro dal fondo nazionale DANIELE PAJAR VENEZIA. Le società di trasporto pubblico pronte a far scendere in campo gli avvocati contro la Regione Veneto. Il problema sono naturalmente i quattrini: soldi "distratti", dice Confservizi, dal Fondo del Trasporto Pubblico regionale verso altre direzioni. Un dramma per il trasporto pubblico proprio adesso che ci sono "segnali chiari di uno spostamento di utenza sui trasporti locali, causa caro benzina" spiega Claudio Bertolin, il presidente della commissione trasporti di Confservizi, l'associazione che raduna la maggior parte delle aziende venete. L'associazione praticamente accusa la giunta regionale di aver fatto il gioco dei tre bussolotti con il riparto dei fondi 2008 riuscendo nella magia di diminuire i soldi destinati al Ftp (il fondo per il trasporto pubblico) rispetto agli anni precedenti: "La Regione non ha trasferito - ma l'assessore Chisso dice il contrario - tutti i soldi messi a disposzione dalla Finanziaria - denuncia Bertolin - e di fatto ci hanno tolto quattrini e li hanno sostituiti con i fondi dello Stato che quest'anno, essendo aumentati, ci avrebbero consentito margini di manovra". Su questi fondi, che per Confservizi sono stati "distratti" dalla Regione senza motivo, potrebbe scatenarsi una battaglia legale: "Questi euro - aggiunge Bertolin - nessuno degli assessori regionali ci ha detto dove sono stati dirottati ma io penso nei mille rivoli dei conti regionali ma non a noi". C'è di piu, anzi di meno: molte società, in piena crisi di fondi e con il salvadanaio vuoto, sono costrette a non attingere ai fondi pubblici regionali (che permettono di coprire il 75% dei 300.000 euro che servono per comprare un bus) perché non possono permettersi l'esborso del restante 25%. Ma non è tutto perchè oltre alla burocrazia, avvocati e faldoni legali, a settembre potremmo vedere i pullman scendere in piazza e protestare bloccando la tangenziale di Mestre, all'altezza della barriera autostradale di Villabona, e Piazzale Roma a Venezia: "Non staremo con le mani in mano a vedere le aziende fallire", sottolinea una durissima nota dell'associazione. Chi ha seguito la vicenda del trasporto pubblico ricorderà, "in zona Cesarini" i 10 milioni di euro recuperati dal Consiglio regionale nel famoso assestamento approvato il primo agosto; il problema, sottolinea ancora Confservizi, è quello che questi denari non vengono mantenuti in bilancio per gli anni successivi ma valgono solo per il 2008. Insomma rispetto ai 299,2 milioni di euro, derivanti dalla somma delle risorse previste dalla Regione lo scorso anno e dalle nuove risorse che la finanziaria 2008 ha assegnato al Veneto, mancano all'appello (in tutto) 23,2 milioni di euro e tra questi 5 milioni che dovevano servire per la copertura, in cofinanziamento con lo Stato, del nuovo contratto di lavoro del settore (ancora da stipulare e quindi di importo non ancora chiaro). Così alle aziende restano solo i soldi per benzina e forse per pagare i nuovi contratti: sviluppo e crescita restano qualcosa di utopico. Cosi come le fusioni tra aziende: "Noi - dice Bertolin, parlando di una grande azienda regionale - saremmo favorevoli. Servirebbe un aspetto dimensionale delle società che permetterebbe di essere competitivi al di là dei campanili". Bertolin, che è anche vicepresidente di Actv Venezia, non ha timore di restare disoccupato: "Non faccio il consigliere d'amministrazione di professione, io".

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La ciambella è riuscita col buco (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Oggi" del 09-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi ItaliaOggi -Primo Piano Numero 189, pag. 3 del 9/8/2008 Autore: di Marco Bertoncini Visualizza la pagina in PDF Il bilancio del Berlusconi-quater tra provvedimenti popolari e qualche forzatura parlamentare La ciambella è riuscita col buco Dopo i primi cento giorni di governo il consenso è immutato I primi cento giorni avrebbero potuto segnare, se non il tracollo, la stasi del governo Berlusconi. Viceversa, i sondaggi così pubblici come riservati, la sensazione epidermica della reazione nella pubblica opinione (soprattutto al Nord), l'atteggiamento della stampa, sono univoci. Il governo serba il gradimento di cui godette la coalizione alle urne. In parte è per demerito di un'opposizione frastagliata e incerta. L'immagine di cui oggi gode il governo è maggioritariamente positiva, nonostante da noi chi è al potere perda sovente fascino a brevissima distanza dal successo. Il quarto esecutivo retto da Berlusconi ha preso lezione da errori, incertezze, lacerazioni che contraddistinsero il primo esperimento (fatto nel '94 da dilettanti allo sbaraglio) e il secondo e il terzo (dal 2003 in avanti gli ostacoli al governo venivano messi più dai sodali che dai nemici). Stavolta il governo è andato avanti alla grande. I toscani direbbero che la sua attività è stata un'immane ganzata, definizione non irriverente ma azzeccata, ché la pubblica opinione che sostenne Berlusconi ad aprile è ancora compatta ad agosto. Taluni decisionismi sono stati particolarmente apprezzati. La prima seduta del consiglio dei ministri a Napoli rimane esemplare. La soppressione dell'Ici sulla prima casa è stato un segnale avvertito da milioni di persone e, in buona sostanza, osteggiato soltanto dai tassatori di professione, quali sovente si riducono a essere gli amministratori locali. La ripulitura di Napoli ha trovato un inatteso notaio certificatore nel fondatore de la Repubblica, il quale ha sì cercato di sostenere che si trattava di un'opera in fondo facile, ma ha dovuto riconoscere che prima non era stata realizzata da alcuno. Inattesa è giunta l'azione di Brunetta, attestata dagl'imbarazzati silenzi dei sindacati, pur se talune reazioni di Alemanno attestano ovvie difficoltà di ricezione del messaggio negli uffici della burocrazia romana. Inversioni di tendenza, gradite particolarmente a singoli e privati e gruppi che chiedono liberalizzazioni, sono apparse sensibili in talune cancellazioni d'incombenze odiose, cartacee, costose, introdotte sotto Prodi e spazzate via da Scajola (vedasi certificazione energetica) o da Sacconi (leggansi sicurezza sul lavoro e dimissioni dei dipendenti). Del pari alcune proposte della Gelmini hanno trovato eco inattesamente positiva anche presso chi non è schierato. L'immagine favorevole suscitata dall'azione del governo ha trovato conferma soprattutto presso i sostenitori interessati alla sicurezza pubblica. Certo, sono passate anche disposizioni esiziali per le difficoltà applicative che producono, come quella sulla cessione di alloggi a extracomunitari irregolari. Tuttavia è apparso anche il pericolo che il metodo seguito per far passare le novità normative segua quello, deteriore, dei precedenti governi. Ormai è una valanga che sempre cresce, trascinando con sé sparizione del ruolo parlamentare, pessima stesura legislativa, imposizione di mega-emendamenti caotici, introduzione di singole norme a capriccio, decretazione d'urgenza priva dei caratteri costituzionali. Si dirà che non v'era altra strada per giungere celermente a riempire i cento giorni di contenuti: il che è vero solo in parte, atteso che le normative introdotte nottetempo, le divisioni fra ministri, un certo caos legislativo, dimostrano che l'operazione è stata affrettata e anche sanguinante.

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Rateazioni, Int in pressing sull'Antitrust (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Oggi" del 09-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi ItaliaOggi -Professioni Numero 189, pag. 37 del 9/8/2008 Autore: di Mario Valdo Visualizza la pagina in PDF debiti a ruolo Rateazioni, Int in pressing sull'Antitrust Tributaristi dell'Int in pressing sull'Antitrust sulle rateizzazioni di importi iscritti a ruolo. Dopo un prima segnalazione al garante su alcune anomalie relative ai servizi professionali nel settore fiscale e societario inviata il 22 luglio scorso, infatti, il presidente Riccardo Alemanno ha inviato un'integrazione di segnalazione all'Antitrust sulla questione rateizzazione degli importi iscritti a ruolo a seguito delle direttive di Equitalia. Questo perché nella nuova direttiva, con la quale vengono ampliati i soggetti abilitati alla sottoscrizione della relazione economico-patrimoniale (consulenti del lavoro e i revisori contabili oltre ai già abilitati dottori commercialisti), secondo Alemanno "non vengono risolti i problemi connessi di discriminazione di alcuni intermediari e l'eccessiva burocratizzazione delle richieste dei contribuenti". Alemanno, nella segnalazione, evidenzia quindi anche "l'eccesso di burocrazia che accompagna tutta la fase di richiesta di rateizzazione sia da parte del cittadino privato sia da parte dell'impresa, auspicando che in luogo di certificazioni di terzi si possa utilizzare l'istituto dell'autocertificazione".

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Nasce un comitato e chiedereferendum sulle grandi scelte (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 09-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Albenga UNA TESTIMONIANZA storica rischia di perdersi per sempre a causa della burocrazia. la minaccia che sta per abbattersi su una parte di macchinari della tipolitografia "Fratelli Stalla" di Albenga. L'azienda, che ha appena compiuto centodieci anni di vita, custodisce proprio in virtù della sua lunga storia un autentico tesoro di attrezzature superate dal tempo per quanto riguarda il loro uso quotidiano. Congegni che sono però autentici gioielli di 'archeologia' industriale sotto il profilo del loro valore storico. Una valenza di cui non è evidentemente consapevole l'Agenzia delle entrate. Per rientrare nei parametri richiesti dal Ministero delle Finanze, l'età dei macchinari non conta né la storia che hanno raccontato o che rappresentano. Sarebbe un po' come dover distruggere tutte le 'Topolino' ancora in circolazione. "Gli studi di settore impongono la distruzione di macchine dal valore inestimabile - racconta Giorgio De Andreis, titolare della tipografia ingauna - Ci sono alcune perle come una Brilli-Ferra del '46. Mi piange il cuore solo al pensiero di vederla distrutta. Non solo perchéè una macchina che ha rappresentato la vera e propria rinascita di questa azienda nell'immediato Dopoguerra. una attrezzatura tipografica ancora perfettamente funzionante e dal design stupendo e innovativo per l'epoca in cui è stata costruita. Pensare di vederla ridotta a pezzi di ferro che poi verranno riciclati rende davvero tristi. Di quel modello ne esisteranno ancora soltanto tre esemplari in tutta Italia". Oltre al danno la beffa. Il compito di smontare ogni ingranaggio di una testimonianza unica potrebbe essere assolto dallo stesso De Andrei. Prima che lo facciano i funzionari del Ministero che devono far rispettare i parametri degli studi di settore. "Tra qualche settimana, dopo le vacanze, dovrò mettermi a distruggere tutto - prosegue De Andreis - è un vero pezzo di storia che se ne va. Anche personale. La Brilli-Ferra, ad esempio, oltre a rappresentare la prosecuzione della tradizione tipografica della famiglia Stalla, è con me da quando cominciai qui nel '76. Sono quindi trentadue anni che la vedo e mi accompagna nel mio lavoro quotidiano. Non la si utilizza quasi più solo per una questione di economicità. Non certo, perché non sia all'altezza del compito". C'è poi un risvolto della vicenda che lascia ancor più l'amaro in bocca. Lo stesso De Andreis aveva inoltrato tempo fa la richiesta di utilizzare una parte degli spazi dell'azienda di viale Martiri della Libertà per farne un museo della tipografica. La risposta è stata però negativa. Per Roma le macchine vanno distrutte e basta. "La soluzione del museo sarebbe quella ideale - conferma il titolare della 'Fratelli Stalla' - qui nella nostra sede ci sarebbero gli spazi adatti per farne un'esposizione permanente. E sarebbe una risorsa didattica eccezionale anche per gli studenti. Tante scolaresche potrebbero vedere da vicino e imparare meglio cosa è stata la stampa nel corso della storia recente. Un settore che ha conosciuto un'evoluzione incredibile in pochi decenni. Non averne un domani una testimonianza così importante sarebbe davvero un peccato". A settembre però il sogno di difendere un patrimonio di simile valore potrebbe svanire. E con esso la consapevolezza di aver salvato una traccia importante della nostra storia. Spesso ci si dimentica che la ricostruzione del passato viene raccontata anche attraverso i mezzi che hanno permesso ai libri di parlare. E non soltanto tramite i libri di storia. La salvezza degli 'esemplari' custoditi ad Albenga ne è un esempio. "Ogni tanto, per lo sconforto mi dico che sarebbe meglio distruggere tutto e finirla qui - conclude De Andreis - poi però penso che l'unica cosa giusta è cercare di salvare queste macchine". Raffaele Di Noia .x/09/0808 "UN REFERENDUM tra i cittadini su porto, ferrovia e piano urbanistico". Lo chiede il neonato comitato ingauno per la salvaguardia dell'ambiente, che lamenta lo scarso coinvolgimento della gente nelle grandi scelte e un'attenzione della politica più rivolta agli interessi economici che non a quelli dell'uomo della strada. Il tormentone estivo - si legge in una nota del Cisa -è imperniato sul progetto del porto e sulla sua collocazione. Si penserebbe che gli interventi pro o contro siano opera di illustri idrogeologi che valutino le correnti o di biologi che considerino le praterie di posidonia. In realtà sono persone a vario titolo coinvolte in attività turistico ricettive. Nella querelle intervengono anche gli agricoltori. Ma la categoria interessata per eccellenza, cioè i cittadini di Albenga, non se la fila proprio nessuno? Lo spostamento a monte della ferrovia è passato sul capo degli albenganesi senza l'ombra di una consultazione, la scelta della collocazione del porto sarà appannaggio dei soliti addetti ai lavori, e anche le prime deduzioni dell'architetto Baldini sul puc sono state esposte in una riunione per soli addetti. Evidentemente - prosegue la nota - nessuno dei nostri politici ha tratto monito dalla sollevazione popolare contro l'oscena proposta delle torri di Consuegra. Crediamo sia il momento che i politici tornino a fare i politici, cioè a rappresentare le istanze dei cittadini tutti e non solo quelle delle categorie interessate. .x/09/0808.

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Vigili, sì alla pistola ora la parola al consiglio - maria elena vincenzi (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 09-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina II - Roma Vigili, sì alla pistola ora la parola al Consiglio Lavavetri e accattoni, pronte le delibere MARIA ELENA VINCENZI C'è l'ok della giunta comunale, via libera alla pistola ai vigili urbani. Dopo il difficile accordo trovato con i sindacati, ieri il primo passo istituzionale. E ora la decisione finale toccherà al consiglio comunale in settembre. Il quadro però sembra essere ormai definito: i pizzardoni romani avranno la pistola. L'arma torna nel fodero degli agenti della municipale dopo 35 anni. Un'approvazione che era nell'aria. La parte più complicata era stata la definizione del regolamento con le parti sociali. E ieri, il passaggio in giunta è stata quasi una formalità. Ad annunciare il placet dell'esecutivo Capitolino è stato proprio il sindaco Alemanno. "La delibera sull'armamento dei vigili urbani è stata approvata dalla giunta comunale. A settembre arriverà in consiglio comunale", ha detto. Promossa senza nessuna variazione, restano le due opzioni che tanto hanno fatto discutere, quella degli obiettori di coscienza che potranno rifiutare di armarsi e quella che prevede l'utilizzo solo per difesa personale. Una cosa che passa, l'altra che ancora deve essere definita. Sono allo studio degli uffici del Campidoglio le nuove ordinanze "anti" di Alemanno. Pare che proprio ieri sera o al più tardi stamattina il sindaco metterà la firma sulle prime due, quelle che già sono pronte e aspettano solo il visto: l'anti-lavavetri e l'anti-accattonaggio molesto. Definizioni ridotte per provvedimenti che hanno un respiro più ampio: quella contro i lavavetri si rivolge non solo a chi pulisce i tergicristalli, ma anche a chi vende mercanzia di vario tipo e chiede l'elemosina alle auto ferme al semaforo. Mentre per quanto riguarda l'accattonaggio molesto, la misura dovrebbe comprendere tutte le forme di elemosina: da quella che sfrutta i minori a quella che mette in mostra handicap fisici di vario tipo. Saranno queste le prime due misure con cui si aprirà la seconda fase della sicurezza della nuova amministrazione, l'"Alemanno bis", insomma. Ma non ci si ferma qui: gli "anti" promettono di diventare un sequel. Restano punti fermi dell'ordine del giorno l'ordinanza anti-prostituzione e quella anti-parcheggiatori abusivi, mentre rimane il punto interrogativo sull'antirovistaggio. Intanto, però, il braccio del Campidoglio sembra correre ben più veloce della burocrazia: nelle prime ore di ieri mattina, gli uomini dell'Ufficio di prevenzione generale e soccorso pubblico di San Vitale, ormai legati a doppio filo alla polizia municipale del Pics e a quella del I Gruppo, hanno fermato 20 nomadi nel mercato abusivo di piazza Flaviano. Cinquecento i venditori, tutti romeni, che, all'arrivo delle forze dell'ordine, sono scappati lasciandosi dietro la merce. Vestiti, giornali, libri, elettrodomestici, giocattoli, tabacchi, cd e video cassette. Proventi del rovistaggio veri e propri. roba da cassonetto. Mentre il sindaco ci pensa e si confronta con le istituzioni, la polizia va avanti tra prove, test, esami, canovacci e brutte copie. SEGUE A PAGINA VI.

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Il caso (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 09-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sassari IL CASO BUROCRAZIA E SPRECHI SASSARI. Una vecchia disattenzione è costata cara al Comune. Il proprietario dell'Antico Caffè di via Muroni ha dovuto attendere dodici anni per ottenere il risarcimento che gli spettava: "Finalmente ho vinto la causa - dice Giampiero Mura - mi hanno dato una bella cifra (circa 30mila euro ndr), tutti soldi che vengono dalle tasche dei cittadini e che potevano benissimo essere risparmiati se l'amministrazione, al tempo, avesse voluto trovare un accordo". La storia è quella di un gazebo concesso in un suolo pubblico che pubblico non era. Nel 1995 i tecnici di Palazzo Ducale avevano controllato le carte con troppa superficialità.

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Un sogno che unisce una comunità (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 09-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

FORGARIA Un sogno che unisce una comunità Domenica scorsa è stata inaugurata la chiesetta alpina in Monte Prat e di straordinario di questi tempi c'è già l'inaugurazione di un luogo di culto che nasce dalle nostre radici cristiane, di straordinario c'è poi che dentro ogni pietra vivono la passione, l'anima, il cuore di una comunità che ha superato ogni divisione, ogni steccato ideologico di appartenenza e in meno di un anno ha saputo regalare alla comunità una testimonianza di storia, di vita, una testimonianza di valori che nella nostra società stanno svanendo. Hanno saputo raccogliere il sogno di quei uomini e donne che hanno saputo lottare e sacrificare la propria vita per la libertà di pensiero, di parola, per la libertà di esprimere i propri sentimenti, libertà di esprimere anche i propri timori, le proprie preoccupazioni senza nascondersi, senza avere la paura di pregare, di tendersi la mano, di asciugarsi ogni lacrima di dolore e insieme ognuno dal proprio cortile ricostruire le proprie vie, la propria vita morale e civile. Il gruppo alpini prima, le istituzioni poi, ma tutti quei semplici cittadini che con dei gesti umani e unici hanno saputo abbracciare questo sogno. Un sogno che ha unito una comunità, hanno fatto risvegliare l'orgoglio di appartenere a un credo che alle volte troppo sommessamente ci troviamo a nasconderlo nel pudore di non poter urlare il proprio sentimento. Domenica scorsa non è stata solo una semplice inaugurazione, ma è stata una pagina importante di storia civica, un importante parte di un libro che dev'essere tramandato a quelle generazioni che così velocemente devono crescere in questo angolo di paese che cambia volto in ogni stagione, e ogni volta che passeranno davanti a questa opera il loro sguardo dovrà incrociare ciò che i loro cuori devono gridare; l'amore per la propria terra, per le proprie radici, per chi non ci sarà più, ma ha saputo sacrificare il proprio tempo per realizzare un sogno. Una semplice chiesetta, ma con un grande significato, che dentro la voglia che ha sempre segnato i volti del popolo friulano hanno saputo costruire dal nulla un pezzo di storia, ma adesso quegli uomini e quelle donne necessitano di una risposta concreta, hanno necessità di capire che ogni recinto oltrepassato per costruire un pezzo di cielo non venga frantumato dai lacci di una burocrazia senza significato, diamogli l'esempio. Le istituzioni presenti a quella cerimonia hanno capito quando sia il valore di un gesto, di un orgoglio che urla nelle anime della propria gente, e allora facciamo in modo che anche la chiesa di San Lorenzo Forgaria, dopo trentadue anni, giunga a compimento, facciamo in modo che chi vive il mondo volontaristico abbia un riconoscimento del lavoro quotidiano, delle passioni, della volontà che imprimono sui muri di questa società. Difendiamo i valori, le tradizioni, la nostra bandiera, la nostra religione, difendiamo la nostra storia, portiamo in ogni angolo di paese esempi come può essere una semplice inaugurazione di una chiesetta, dove tutti hanno saputo guardare dalla stessa parte, hanno saputo sodalizzare, hanno saputo emozionarsi e far emozionare un'intera comunità. In ogni pietra c'è un nome di chi c'è, ma soprattutto di chi prematuramente ha lasciato questo suo angolo di paese, molte cose cambiano, ma non possiamo rinchiudersi dentro i propri cortili, questa semplice ma importante giornata non deve finire in una cerimonia, ma dev'essere il viatico che ci porta a capire quanto sia importante lavorare insieme, stringersi le mani, quanto sia importante abbracciare le tradizioni, aiutare il vicino e con orgoglio trasportarla nei cuori di ogni cittadino che capirà che la propria storia è qualcosa di indelebile nel destino di una vita, dove il passato diventa uno dei pilastri del presente, per costruire la casa del futuro. In una semplice inaugurazione ho visto ciò che la politica deve assumersi nelle proprie vesta, la volontà e la coerenza di riuscire a semplificare nell'ottica di dare delle risposte semplici e immediate a quelle iniziative che non possono perdere il treno del tempo, è stata solo l'inaugurazione di un'opera che in pochi mesi ha visto la luce dopo lungaggini burocratiche, facciamo in modo di essere friulani fino in fondo, lavoriamo per costruire una convivenza che riesca a edificare una società, civile, coesa e dove nelle nostre scuole non ci si vergogni ad affiggere un crocifisso, a cantare il nostro inno, ad appendere la nostra bandiera, sono i segni che esistiamo, che viviamo e che amiamo, nulla di più. Non è stata solo una semplice inaugurazione, ma una pietra sulla storia della nostra friulanità. Pierluigi Molinaro sindaco di Forgaria nel Friuli.

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Lavori in piazza, slitta la chiusura (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 09-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cordovado. La burocrazia ci ha messo lo zampino, complice la bonifica dell'area dell'ex benzinaio Lavori in piazza, slitta la chiusura Rinviata a settembre la "pratica" per completare l'intervento Nuovo parcheggio da 25 posti auto in via Ligugnana CORDOVADO. Lavori pubblici a Cordovado. PIAZZA SANTA CATERINA. Rinviata a settembre con un'ulteriore riunione della conferenza dei servizi regionale, la pratica per completare i lavori di piazza Santa Caterina, tuttora bloccati per le procedure di bonifica del sito a causa di una fuoriuscita di prodotti oleosi dall'impianto di distribuzione carburanti preesistente nella piazza e ora smantellato. "Speravamo - afferma l'assessore ai lavori pubblici Francesco Toneguzzo - che tutte le procedure burocratiche per avviare l'intervento fossero terminate, invece la Conferenza dei servizi cui era demandata l'approvazione dopo le verifiche ha richiesto alla società di gestione dell'ex impianto ulteriori documenti da inserire nella pratica, facendo slittare tutto il progetto della piazza a dopo l'estate". L'iter procedurale è lungo e complesso. Al Comune l'ente di verifica ha chiesto con quali materiali intende ripristinare la superficie. "Relazione che invieremo a breve, comunque - ribadisce l'assessore - Subito dopo l'approvazione definitiva, a settembre, provvederemo a bandire l'appalto dell'opera, per iniziare, di fatto, i lavori verso il mese di novembre. Primo punto da portare a compimento sarà la realizzazione del nuovo parcheggio di 25 posti in via Ligugnana per compensare la riduzione dei posteggi della ristrutturata piazza. intenzione contestualmente incontrare i commercianti ed esercenti per spiegare come sarà portato avanti il piano di intervento e le procedure che verranno utilizzate". IMPIANTI SPORTIVI. Sono stati completati a tempo di record i lavori allo stadio comunale di via Circonvallazione. Si è approfittato della pausa estiva del campionato di calcio per rendere più moderna e funzionale la struttura. In particolare, sono state posizionate oltre 300 poltroncine nuove, è stato rifatto l'impianto di illuminazione, sono stati risistemati gli spogliatoi. Il tutto a fronte di una spesa complessiva di oltre 170.000 euro. "Il contributo della precedente amministrazione regionale è stato molto prezioso - sottolinea Toneguzzo - Abbiamo potuto effettuare lavori importanti alla struttura". E aggiunge: "Fino a dicembre - ammette Toneguzzo - il campo, che è stato "rizollato", non potrà essere utilizzato. Per il mantenimento dello strato erboso in condizioni ottimali è stato installato un nuovo sistema irriguo".

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Caccia, le doppiette vanno alla carica (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 09-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Viareggio Caccia, le doppiette vanno alla carica In ballo le modifiche alla legge: apertura ampia, meno burocrazia MASSAROSA. Apertura della caccia, dall'inizio di settembre alla fine di febbraio, con differenze tra specie e specie. Possibilità, per i cacciatori, di cambiare tipologia di caccia, senza fare lunghe trafile burocratiche. Libertà di sparare da un'imbarcazione in movimento, per esempio, nel Padule. Inserimento anche del piccione tra le specie cacciabili. Sono queste alcune delle modifiche alla legge 157, presentate da diverse associazioni venatorie, con Libera Caccia in testa, al Ministero dell'Ambiente. "Il governo ha già riammesso l'uso del richiamo vivo per l'anatra - dice Sisto Dati, vicepresidente nazionale dell'associazione venatoria - e già a settembre potrebbe riallineare la caccia in Italia con le normative europee". Diverse le modifiche proposte alla 157 e contenute in un documento, sottoscritto a Bologna il 4 agosto da Libera Caccia, Enel Caccia, Anuu e Confavi. Innanzitutto, l'ampliamento della stagione venatoria, dalla "prima decade di settembre, alla terza decade di febbraio", con differenziazioni in base alle specie di selvaggina. Tra le specie protette, inoltre, viene estromesso il piccione. E si ribadisce la libertà dell'uso di (massimo 10) richiami vivi. La novità, che riguarderà da vicino molte Regioni, tra cui la Toscana, è quella che prevede la riperimetrazione delle aree interdette alla caccia. Che, si stabilisce, "non deve superare la percentuale del 30%". E che, invece, come dice Sisto Dati, "oggi, in Toscana, è del 50%. Tutte le aree, quindi - aggiunge - dovranno essere riperimetrate". I cacciatori non avranno più l'obbligo di scegliere, in via esclusiva, il tipo di caccia, a cui intendono dedicarsi (quindi, anche la migratoria). Ma dovranno semplicemente registrarlo sul proprio tesserino di caccia. Tesserino che, di nuovo, potranno conseguire anche i minori di 18 anni, perché le modifiche prevedono di riportare l'età minima a 16 anni. Si lasciano, inoltre, ai cacciatori, 30 giorni, durante la stagione, per potersi spostare in altre Regioni, fuori dalla residenza. Così, come vengono eliminate le giornate di "silenzio venatorio" (divieto di sparare il martedì e il venerdì); il cacciatore potrà scegliere qualsiasi giorno della settimana (massimo 3) per andare a caccia. Cambiano sostanzialmente anche le regole per la caccia da appostamento in acqua. Fin'ora, infatti, la legge vietava al cacciatore di poter sparare da un barchino in movimento. Era costretto, quindi, ad ancorarlo (non facile nella zona del Padule) e, solo dopo, poter sparare. Ora, invece, con le modifiche proposte, agli appassionati si lascerà la possibilità di poter tornare alla tradizionale caccia; a bordo di un barchino, con il cane che segue lungo l'argine e mette in fuga gli uccelli. "Non si fa altro - commenta Sisto Dati - che adeguare l'assurda legge italiana, voluta da Pecoraro Scanio, per adeguarci alle norme europee". Tra le altre modifiche, le possibilità di addestrare il proprio cane da sparo anche fuori dalla stagione venatoria, di cacciare anche un'ora dopo il tramonto, di vendere e acquistare selvaggina, di trasportare armi (purché scariche e nella custodia) anche in zona Parco. Non ultima, una modifica sulla rappresentatività delle associazioni venatorie negli organi decisionali. "Tutte le associazioni - spiega Dati - avranno un proprio rappresentante nei comitati di gestione degli Ambiti Territoriali di Caccia. Ma nessuno sarà retribuito. Occuparsi di caccia, non sarà più un mestiere, ma un compito degli appassionati, che lo fanno anche gratis". Marco Pomella.

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I balneari: stop alle persecuzioni (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 09-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Viareggio I balneari: "Stop alle persecuzioni" VIAREGGIO. Si sentono nel mirino i balneari versiliesi: l'ultima goccia arrivata in un vaso orami colmato da un bel po' è stata l'inchiesta dei Corte dei conti e Guardia di finanza che ha accertato un danno erariale di 14 milioni per i canoni demaniali troppo bassi. Il giorno dopo non ci sono divisioni di categoria: Graziano Giannessi e Carlo Monti per la Sib-Confcommercio, Vincenzo Lardinelli e Roberto Bertolucci per la Siba-Confesercenti e Francesco Belli per i balneari di Marina hanno una sola voce nel respingere le conclusioni della Finanza e schierarsi al fianco della Regione e del suo presidente Claudio Martini. "Non c'è stata alcuna inerzia da parte della Regione - spiega Giannessi - ma una precisa scelta sociopolitica: tutti i bagni furono mantenuti in categoria a "normale valenza turistica" e non "alta" per evitare rincari nei confronti degli utenti". I balneari sostengono che c'è "una presa di posizione contro di noi, da parte della burocrazia". E portano esempi: "I controlli della capitaneria e dei Comuni, la rivalutazione chiesta e non dovuta dell'Istat. Per non parlare della questione degli incameramenti". Bertolucci chiede "la revisione di tutta la materia" e Lardinelli spiega che "una lettera congiunta di tutte le associazioni è stata già mandata al ministro Tremonti". E, nell'immediato futuro, i balneari non escludono la possibilità di una grande manifestazione. L.C.

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Non mi fanno uscire di casa - alessandro cesarini (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 09-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Viareggio "Non mi fanno uscire di casa" La denuncia di Giovanni Guidi, ex spalla di Panariello ALESSANDRO CESARINI SERAVEZZA. Per il Comune è una strada a uso pubblico, ma un privato l'ha chiusa - ad aprile - con due massi e una catena e, qualche metro più avanti, con pali di legno e una rete. Impedendo così a una famiglia di raggiungere in automobile la propria abitazione. Seravezza, via Monte Altissimo, località Aceri, zona Fichetti. Dalla via asfaltata, sulla destra, parte una stradina sterrata che arriva alla casa in cui abita Giovanni Guidi con la sua compagna. Cinquantanove anni, "Giovannone" è l'ex buttafuori della Bussola e spalla di Giorgio Panariello in molte trasmissioni televisive di successo, nelle quali chiudeva gli sketch prendendo per orecchio il discolo Simone. Un anno fa, a luglio, ha rischiato la vita in un incidente stradale con lo scooter ("e non finirò mai di ringraziare il dottor Massei di Lucca che mi ha operato"), ora dopo una lunga degenza e numerose operazioni è tornato nell'abitazione sopra Malbacco per ristabilirsi. Ma la strada è chiusa. "L'ambulanza che mi porta in ospedale non può venirmi a prendere, devono trasportarmi in barella da casa mia fino alla via asfaltata. Non può arrivare nè il rifornitore di gpl nè il trattore con la legna. Ho la necessità di fare dei lavori al tetto, ma la ditta si è rifiutata di fare il ponteggio perché la casa non è raggiungibile. Questi disagi vanno avanti da tempo, alcuni anni. Da quando ho avuto l'incidente però la situazione è diventata impossibile. Al Comune chiedo: datemi una alternativa per arrivare a casa con l'automobile, non posso continuare così". Il bello (si fa per dire) della vicenda è che il Comune dà pienamente ragione a Giovannone. "Fino a prova contraria - spiega l'assessore ai lavori pubblici Giuliano Bartelletti - quel relitto stradale è di uso comunale. Chi ha chiuso l'accesso deve dimostrare che quella parte di strada è di sua proprietà, il che non mi risulta sia stato fatto. Secondo la documentazione catastale e il parere dell'ufficio patrimonio, quella porzione di viabilità è di proprietà del Comune. Conosciamo bene la vicenda, a nostro parere il signor Guidi ha tutte le ragioni per rivendicare i suoi diritti". Burocrazia è una parola che assomiglia molto al termine beffa, in questo caso. "A seguito di un sopralluogo dei vigili di qualche settimana fa - prosegue l'assessore - l'ufficio edilizia ha rimandato all'ufficio patrimonio una lettera in cui si contesta al proprietario, il signor Baldini, un abuso edilizio. La strada è del Comune, la rete e i massi sono stati piazzati senza il nostro permesso". A chi tocca togliere la rete e i massi, allora? "Alla polizia municipale", risponde Bartelletti. Giovannone e la sua compagna, intanto, attendono.

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C'erano una volta Arianna e Romolo (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Ferrara, La" del 09-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

BAR NAZIONALE C'erano una volta Arianna e Romolo Da poche settimane ha riaperto i battenti uno tra i più rinomati bar del centro storico di Ferrara. La stessa Nuova Ferrara ha più volte anticipato questo evento, mettendo in evidenza finiture e pregi del nuovo locale. Il sottoscritto, al pari di tanti altri avventori dello storico bar, deve però confessare che il risultato non è stato pari alle aspettative. Marmi, legni pregiati e lampadari sfavillanti, purtroppo, non possono sostituirsi all'ambiente elegante ma al tempo stesso famigliare, all'atmosfera rilassata e gioviale che caratterizzava la gestione della famiglia Manzo: la signora Adriana ed il signor Romolo. E' stato detto delle difficoltà di carattere economico che hanno indotto i gestori a gettare la spugna e a fare mestamente ritorno (non a fuggire) nella loro terra di origine, non senza conseguenze dolorose anche e soprattutto a carico degli ex dipendenti. Non voglio addentrarmi nelle questioni che riguardano il rovescio finanziario che ha posto fine burrascosamente a trent'anni di onesta carriera. Fattori come la burocrazia, la poca spregiudicatezza, la sfortuna, l'ingenuità, possono giocare brutti scherzi a chiunque. Desidero tuttavia ricordare con piacere e con un pizzico di nostalgia il sorriso, la professionalità, la simpatia dei coniugi Manzo. Doti che non si possono comperare e che nessuno potrà restituirci. Un ex avventore del Bar Nazionale.

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Senza tetto più invisibili (sezione: Burocrazia)

( da "Adige, L'" del 09-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Emarginazione Punto d'Incontro, da 160 a 120 pasti al giorno. Forse messi in fuga dal decreto sicurezza Senza tetto più invisibili MATTIA ECCHELI Gli invisibili sono ancora più invisibili. Si mimetizzano. Si nascondono. Forse vanno via, ma probabilmente è solo un "trasloco", magari temporaneo. L'annunciato giro di vite sulla sicurezza, pratico ma anche solo mediatico (perché il governo ha tagliato i fondi per la sicurezza per un totale di 1,5 miliardi di euro e schierato 7mila poliziotti in meno per le strade denuncia il Pd), potrebbe aver messo in allarme i senza fissa dimora. L'Italia è il secondo paese europeo per concentrazione di agenti (inclusa la forestale, ma escluso l'esercito): uno ogni duecento persone, ma ancora non basta. "Non abbiamo dati certi, avvertiamo solo una sensazione - spiega Piergiorgio Bortolotti, direttore del Punto d'Incontro, la cooperativa che si occupa dell'accoglienza diurna di persone in stato di disagio - che è quella di una riduzione del fenomeno". Ogni anno, transitano da via Travai un migliaio di persone, l'80% delle quali sono straniere. I trentini sono qualche decina, ma non esistono cifre esatte, solo stime. Da qualche mese, il numero medio dei pasti distribuiti (ma presso il Punto d'Incontro c'è anche il guardaroba ed è possibile farsi una doccia) è sceso: da 160 a 120. "Ogni anno ci sono dei cali che non sappiamo a cosa attribuire - insiste Bortolotti - e solo dall'andamento dei prossimi mesi capiremo cosa c'è dietro questo calo di affluenza. Cioè se strutturale o meno". Dormire, in estate, è un problema meno difficile da risolvere in città dove, comunque, sono disponibili una cinquantina di posti letto tra l'opera Bonomelli ed il Briamasco. In inverno, grazie anche alle strutture di emergenze la capacità viene più che raddoppiata. Gli "invisibili" sembrano farsi vedere meno. Sono quasi spariti dalle piazze e dai parchi che presidiavano normalmente. Forse, ma solo forse, è un degli effetti collaterali degli annunci dei politici: "A me pare - lamenta Bortolotti - che anziché la guerra alla povertà, si stia facendo la guerra ai poveri". Perché, argomenta il direttore, l'Italia ha bisogno di immigrati. E, a suo giudizio, potrebbe rivelarsi pericolosa e controproducente anche l'intenzione di far affluire sono gli stranieri più "bravi", ovvero preparati, con qualifiche superiori: "Per due ragioni - precisa - perché quelli sì rischiano di andare ad occupare mansioni ambite dagli italiani. E poi perché si impoveriscono ulteriormente i paesi di origine, sottraendo loro le élite culturali". Il problema, riconosce Bortolotti, è complesso. Anche perché gli invisibili hanno alle spalle storie spesso incredibili. Di gente che ha perso tutto, di gente che non riesce a trovare lavoro ("e li ho visti io sbattersi per trovarne uno" puntualizza il direttore del Punto d'Incontro), di gente arrivata in cerca di fortuna da altri stati. Secondo Bortolotti l'allarme sicurezza su Trento è sostanzialmente infondato: "Il controllo è giusto e doveroso - conclude - non vorrei che si pensasse che noi difendiamo chi commette reati. Noi diciamo solo che le stesse regole che esigiamo vengano rispettate dagli immigrati devono venire rispettate innanzi tutto da noi. Altrimenti non ci siamo. Gli sceriffi non servivano nel Far West, figuriamoci qui oggi". La stessa burocrazia sta rendendo la vita più difficile a chi lotta per sopravvivere: ottenere documenti o lo stesso permesso di soggiorno è diventato non solo più costoso ma anche più macchinoso. Problemi che si aggiungono a problemi che rischiano di spingere gli invisibili verso la piccola criminalità. 09/08/2008.

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L'ultimo passo sembra un gioco ma un gioco non è. L'ultimo passo è q (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 09-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di LUCA BENEDETTI L'ultimo passo sembra un gioco ma un gioco non è. L'ultimo passo è quello del compie il Comune di Perugia nell'ambito del progetto regionale di digitalizzazione delle mappe ecografiche catastali, cioè la possibilità di tenere in un computer tutto quello che sono vie, edifici e viabilità della città. Un po' come se negli uffici comunali ci fosse un gigantesco navigatore satellitare in grado di indicare ogni angolo della città, comprese le vie più sconosciute e le nuove lottizzazioni. Un passo avanti deciso nella gestione urbanistica (e non solo) di Perugia, una sorta di grande fratello in grado di consegnare con un clic curve e tetti, muri e parcheggi. Il progetto ha origini lontane, l'ultimo approdo è una scheggia di un appalto, per molti tassello decisivo per far scattare la mappatura digitalizzata delle città, per altri scheggia di un progetto che poteva essere un po' più risparmioso. Sia come sia il Comune ha deciso di staccare un altro assegno, 53 mila euro, per un progetto che parte dalla Regione, plana attraverso i comuni e che, alla fine, dovrebbe rendere meno complesso il grande mondo dell'urbanistica dell'Umbria. Con vantaggi anche per i cittadini. Almeno si spera. Quei soldi (c'è una determina dirigenziale del settore demografia del 27 maggio scorso) vengono spesi perché è necessario verificare e aggiornare i contenuti della banca dati catastale del Comune di Perugia, ma soprattutto per verificare se ci sono differenze con il software realizzato dalla Regione nell'ambito del progetto di digitalizzazione catastale. Insomma, una verifica se il sistema, fino ad oggi, ha funzionato a dovere, quasi una prova del nove. Chissà se anche dei soldi pesi. Quel sistema digitalizzato per cui il Comune ha pagato già 36mila euro per adeguare il Sit al modello dei dati della Regione e per installare e configurare il nuovo sistema. Quei soldi il Comune li ha pagati (la determina dirigenziale che affida l'incarico è del 5 dicembre dell'anno scorso) ad una società, la D.B. Cad che, hanno spiegato gli uffici di palazzo dei Priori: "...può assicurare un'attuazione precisa, competente e assolutamente professionale, dato che è risultata l'aggiudicataria della gara ad evidenza pubblica bandita dalla Regione Umbria relativamente all'incarico di realizzare il progetto per i 69 comuni classificati dalla Regione dell'Umbria di fascia A, ha fornito il prodotto software Sit utilizzato dal Comune di Perugia, dispone del codice sorgente ed eroga il servizio di manutenzione e assistenza sul citato prodotto software...". Fuor di burocrazia, quella società è l'unica che può far parlare il sistema catastale dei comuni dell'Umbria. Adesso, però, ci sono da spendere altri fondi. Che arrivano dal pacchetto che la Regione ha assegnato al Comune per portare a compimento il progetto dell'urbanistica digitalizzata: oltre 147 mila euro. Il passo indietro è d'obbligo per spiegare che, soldi o non soldi, c'è una serie di appuntamenti che vanno rispettati per mandare a dama il progetto di digitalizzazione dell'Umbria catastale. L'ultimo collaudo deve avvenire entro il marzo dell'anno prossimo e quel collaudo diventa il passo decisivo per far parlare, poi, tutti i comuni la stessa lingua in materia di strade, vie e numeri civici. Per arrivare al prossimo anno diventano decisivi anche quei 53 mila euro che il Comune spenderà con la procedura del cottimo fiduciario perché l'ultimazione del sistema ecografico catastale va infilata entro la fine dell'anno e l'incarico alla ditta esterna da individuare diventa strategico per fare centro. E per utilizzare i fondi arrivati dalla Regione.

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Vigili anticode sulla Regina: la burocrazia fa slittare le assunzioni (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Como)" del 09-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

COMO CITTA' pag. 4 Vigili anticode sulla Regina: la burocrazia fa slittare le assunzioni ? COMO ? DUE AGENTI, forse anche un terzo, attivi almeno dalle 8.30 alle 13. Ma non da questa settimana. Non si farà infatti in tempo, causa lungaggini burocratiche e difficoltà dovute al calendario, ad avere sin da questo week-end, come sperava l'assessore provinciale, Ivano Polledrotti, un potenziamento dei controlli sulla Regina grazie a nuovi vigili assunti con contratti a termine. Lo spiega il comandante della Polizia Locale dell'Unione Comuni della Tremezzina, Massimo Castelli, cui spetta il compito di assumere i nuovi agenti grazie ai 15mila euro messi a disposizione dall'altro ieri dalla giunta di Villa Saporiti con un provvedimento d'urgenza. LE DECISIONI sono quindi rinviate a una riunione tecnica che si terrà martedì in Tremezzina per stabilire orari di servizio e modalità d'intervento, proprio per ridurre all'osso i tempi di attesa, dalle graduatorie già stilate dalla Regione. Per entrare in servizio, poi si dovrà aspettare qualche giorno ed è quindi probabile che si arrivi a ridosso di Ferragosto. I vigili dovranno controllare fisicamente il transito sulla Statale bloccando i mezzi pesanti prima delle strettoie di Ossuccio, Sala Comacina e Colonno, dove regolarmente, sebbene siano stati installati dei semafori "intelligenti" che dovrebbero evitare il problema, si incastrano con le auto. "Sulla Regina c'è un'ordinanza che vieta il passaggio dei mezzi pesanti dalle 6.30 alle 8.30 del mattino nel tratto Lenno-Argegno in direzione di Como e dalle 17 alle 19 nella direzione opposta, i vigili controlleranno la strada così da eliminare il problema". C. Cat.

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Comune, rivoluzione tra i dirigenti (sezione: Burocrazia)

( da "Tempo, Il" del 09-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stampa Al via il riassetto della macchina organizzativa di Palazzo San Francesco: cominciano gli assessori Susi e Schiavo Comune, "rivoluzione" tra i dirigenti L'Urbanistica sarà scorporata dai Lavori Pubblici. Previste altre novità Giuseppe Fuggetta SULMONA Gli assessori all'Urbanistica e al Bilancio saranno presto "pleno iure" come si diceva nel diritto romano e la macchina comunale muove i suoi primi passi verso una riorganizzazione. Quello stesso tentativo avviato dalla Giunta La Civita quando volle affidarla al direttore generale Mario Candido. Ora la Giunta Federico ci riprova. Ieri il vicesindaco Palmiero Susi, titolare dell'Urbanistica e Giuseppe Schiavo, titolare del Bilancio, hanno annunciato un riassetto tra i dirigenti comunali. L'Urbanistica sarà scorporata dal settore Lavori Pubblici, entrambi affidati finora alle cure dell'ingegnere capo Pietro Tontodonato, come pure è destinata a cessare la reggenza del dirigente Benvenuto Natale per il settore Bilancio. Le scelte presentate alla presenza anche degli assessori ai Lavori Pubblici, Giuseppe Consorte e del Personale, Mauro Tirabassi, sono il frutto di due delibere approvate dalla Giunta. "L'attività urbanistica segna il passo da molto tempo - ha spiegato il vicesindaco - basterà pensare che il piano regolatore della città è fermo già da ventiquattro anni, nessun atto in tal senso è stato portato a conclusione dai nostri stessi predecessori e restano al palo istanze e attese importanti del comparto edilizio e quindi di imprenditori e cittadini". La riorganizzazione della burocrazia comunale, obiettivo indicato nel piano di mandato ma di recente rilanciato anche nel ritiro del Pdl a Beffi, è al suo avvio. "I dirigenti con troppi oneri sulle spalle non possono rispondere al carico di lavoro con la tempestività dovuta - ha proseguito Susi - non possiamo soggiacere alle lentezze ed ai ritardi che hanno segnato l'attività amministrativa nel passato, la città attende risposte, ha bisogno di una ripresa concreta e noi abbiamo il coraggio di cominciare a prendere decisioni". L'assessore Schiavo ha ribadito che in questo modo "gli amministratori comunali intendono porre il cittadino al centro della loro attività e della loro attenzione, restaurando un rapporto di fiducia tra l'ente Comune e il cittadino-utente". Per l'assessore Tirabassi "queste prime decisioni importanti sono il prologo di una svolta che produrrà risultati a vantaggio dei cittadini, soprattutto incentivando i dirigenti a perseguire risultati utili alla collettività e avviando a riduzione le stesse ripartizioni".

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L'asfalto non ricorda. Di ragazzi, se n'è sbranati talmente (sezione: Burocrazia)

( da "Tempo, Il" del 09-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stampa L'asfalto non ricorda. Di ragazzi, se n'è sbranati talmente ... L'asfalto non ricorda. Di ragazzi, se n'è sbranati talmente tanti. Impastati sulle strade insieme ai loro motorini. La pelle grattata lì sopra. Come una mela, come il formaggio da buttare sulla pasta. Plastica, sangue, gomme, carne viva, la ghisa dei motori. E poi catrame, e pietre tritate. La percentuale è variabile, ma questo è l'asfalto di Roma. Una città che su due ruote ci vive. E ci muore. Al punto che certe strade, le più pericolose, oggi sono un reliquiario in ricordo dei caduti del traffico. Sui guard-rail sventrati e contorti c'è di tutto. Ex-voto, immaginette sacre, mazzi di fiori, foto, cartelli, lumini, sciarpe della Roma. A volte perfino lapidi vere e proprie, inchiodate sull'albero più vicino. Attaccate con mezzi di fortuna, vanno bene anche gli elastici o lo scotch da pacchi. è una specie di Santeria metropolitana. Un rito silenzioso, quasi pagano, sarà nato una decina d'anni fa. I cimiteri sono troppo lontani, Prima Porta è un viaggio, e così i fiori freschi, gli oggetti dello scomparso, le sue immagini si portano lì, sul luogo del sinistro, come dicono i rapporti della Municipale. Ma sul Lungotevere Maresciallo Cadorna, quello col traffico da incubo, un doppio senso strettissimo che costeggia il Foro Italico per arrivare nel suk di Ponte Milvio, tra mercati, fiorai, macchine di avvocati coatti e ristoranti alla moda... bè, su quel Lungotevere non c'è nulla. Né lapidi, né foto, neppure una sciarpetta da tifoso. Che in questo caso, oltretutto, sarebbe della Lazio. Già, perché Alessandro Momo aveva un cuore laziale. Orgoglioso della sua squadra che, con Maestrelli e Chinaglia, aveva vinto per la prima volta lo scudetto proprio nel 1974, quando Sandro (in famiglia lo chiamavano così) aveva 19 anni. Pochissimi, ma che gli erano già sufficienti per essere una delle promesse più amate e seguite del cinema italiano. Oggi, sulla stampa o in tv, Momo verrebbe sicuramente insignito, come minimo, di quei titoli di latta come vip, star o sex-symbol. Per dare un'idea, così, a spanne, Momo in quegli anni era un po' come oggi vediamo un Riccardo Scamarcio (che pure al successo ci è arrivato ad un'età più adulta di lui): bello, schivo, aria da duro e adorato dalle ragazze. Ma soprattutto bravo. Al momento della sua morte, Sandro si era imposto già da due anni, e con film di tale successo popolare che la sua carriera sembrava realmente destinata a non fermarsi più: in Malizia di Salvatore Samperi, nel 1973, Momo era il quattordicenne figlio del commendator La Brocca (Turi Ferro), quello che sbava dietro alla splendida governante intepretata da Laura Antonelli, cui più avanti è dedicato un inevitabile, intero capitolo. Sandro, all'epoca, è ancora minorenne e così non lo fanno entrare all'anteprima di gala del film, che infatti è rigorosamente vietato ai 18. Deve accontentarsi di posare per i fotografi, nella hall del cinema, dopodiché tornarsene a casa. Ma il suo è un ruolo così azzeccato che il pubblico lo adora da subito, al punto che la Antonelli e Momo ormai sono due nomi in ditta, reclutati nuovamente da Samperi per una sorta di sequel ideale di Malizia. Cioè Peccato veniale, in cui si ripetono le atmosfere sensuali rese morbose dalla differenza d'età dei due attori (per l'Italia di trent'anni fa, chiaro. Quella dove la censura di Stato condannò al rogo Ultimo tango di Bertolucci). Poi, una partecipazione in un poliziottesco (La polizia è al servizio del cittadino?) ed eccoci nel 1974, l'anno in cui per Alessandro si aprono finalmente le porte della paludatissima critica dell'epoca. E' lui, infatti, il giovane attendente che, in Profumo di Donna di Dino Risi, recita alla perfezione al fianco di un solenne Vittorio Gassman nel ruolo del capitano Fausto Consolo, cieco e autodistruttivo (per Momo si trattò di un ritorno: il suo esordio, in una particina, risaliva al Divorzio, del 1970, in cui Gassman era il protagonista assoluto). Una coppia di personaggi con una paternità letteraria illustre, essendo stati creati dalla penna di Giovanni Arpino nel romanzo Il buio e il miele. Gassman e Momo furono talmente bravi che, vent'anni dopo, Al Pacino e Chris O'Donnell torneranno in quei ruoli in Scent of Woman, di Martin Brest. Un film per il quale Pacino vinse l'Oscar. In quello stesso ruolo che a Gassman aveva portato la Palma d'oro a Cannes, nel 1975. Quando, cioè, Alessandro non c'era già più da un pezzo. Dalla cronaca del quotidiano Il Tempo di Roma, di venerdì 20 e sabato 21 novembre 1974: "L'Honda si è piegata sul fianco sinistro e ha invaso la corsia opposta andandosi a fermare contro il marciapiede. Il ragazzo, intanto, è stato sbalzato con violenza sull'asfalto, per oltre 10 metri, e viene confermato che la BMW straniera condotta dalla signora Maria Gloria Schmidlin, proveniente dal Foro Italico non lo ha investito prendendo, al contrario, in pieno e con violenza la sola motocicletta. Alessandro Momo è stato soccorso dai Vigili del Fuoco accorsi dalla caserma di Piazza Bainsizza, e subito trasportato all'ospedale. Alessandro Momo, l'adolescente acerbo e tenebroso cinematograficamente sedotto da Laura Antonelli, è morto ieri pomeriggio, schiantandosi con la propria super-moto prima contro un taxi e, successivamente, cadendo sull'asfalto. Avrebbe compiuto vent'anni martedì prossimo, essendo nato il 26 novembre 1954 (...) Continuano intanto le indagini per fare piena luce sul tragico incidente avvenuto pochi minuti prima delle ore 15 sul Lungotevere Cadorna, all'altezza dell'Ostello della Gioventù. Momo stava rientrando a casa a bordo della sua "Honda 750" targata Roma 31..., dopo aver seguito le lezioni nella scuola privata sulla via Olimpica, che frequentava da quando l'attività cinematografica gli aveva praticamente impedito di seguire un normale corso di studi. Il giovane proveniva da piazza Maresciallo Giardino a velocità piuttosto sostenuta quando si è trovato davanti un taxi 1100 condotto dal 34enne Alfio M. e targato Roma A75... è stato a quel punto che, dopo una brusca frenata, Momo ha urtato con violenza contro il manubrio e il serbatoio della sua moto. Immediatamente Santo Spirito, dove i sanitari gli hanno riscontrato la frattura della quinta costola, un enfisema sottocutaneo all'emitorace sinistro, un ematoma orbitario sinistro, escoriazioni al parietale destro, ecchimosi alle labbra e al naso, una contusione all'ipocondrio sinistro, contusioni escoriate agli arti superiori ed inferiori, lo spappolamento della milza e la lacerazione dello stomaco. Lesioni mortali che, dunque, sarebbero state provocate dal tamponamento con il taxi e non, come era stato ipotizzato inizialmente, dall'urto con la BMW. Al momento del ricovero, Alessandro Momo era in preda ad una vivissimo stato di agitazione psico-motoria. Prima che venisse sottoposto all'intervento chirurgico con il quale si è inutilmente tentato di strapparlo alla morte, Alessandro ha scambiato qualche frase con il padre. L'agonia si è protratta fino alle 23 e cinque minuti, quando il suo respiro ha taciuto per sempre. L'altra mattina, sul luogo dell'incidente, erano rimasti alcuni frammenti di vetro, qualche cromatura e, appena visibili, i segni col gesso fatti dalla Polstrada per i rilevamenti. Nel punto dove la moto aveva concluso la sua folle impennata c'era un mazzo di rose rosse, depositato forse da un amico o da qualche ammiratrice." Di quelle rose di trent'anni fa, oggi non è rimasto più nulla. Perché l'asfalto non ricorda. Ma la fidanzata di Sandro sì. Tutto quello che il dolore non l'ha costretta a cancellare se lo ricorda benissimo. La sua fidanzata. O ex. O comunque la sua "omologa femminile", come lei stessa si descrive ancora oggi. Lei che, in quegli anni, era già famosa quanto lui, più di lui. Eleonora Giorgi. Siamo stati insieme un inverno. Uno dei più belli. Alessandro è stato appena il mio secondo ragazzo, dopo una storia lunghissima con Gabriele, che durava da quando avevo 13 anni. Quando ci penso, all'educanda che ero, mi viene sempre da ridere... perchè dopo aver girato Appassionata (film ormai di culto, in cui una Giorgi in sexy-erba seduce il maturo Gabriele Ferzetti, ndA) io ero ormai diventata per tutti la Lolita del cinema italiano. Un'immagine inverosimile già all'epoca, per quanto era lontana dalla mia realtà di ragazza borghese, dei Parioli, che ancora stava coi suoi, figurarsi! Come Sandro, con la sola differenza che la sua famiglia abitava alla Farnesina. Con lui, eravamo due solitudini. La nostra intesa era questa. Andavamo alla deriva, come una zattera, ma col motore nucleare. Fortissimi. Sani. Famosi. Giovani da far paura. Belli da fare invidia. Insieme, anche di più, perché moltiplicavamo per dieci le nostre energie. Sempre al massimo. Dopo la morte di Sandro, uno scenografo amico nostro mi disse che era fatale, che a uno dei due doveva accadere. "Andavate troppo veloci, troppo forte, si sentiva che vi sarebbe successo qualcosa". Ricordo che ci presentò Rino Petrosino, il fotografo, ma di Sandro mi aveva già parlato un mio amico, il costumista di Malizia: "Siete identici, avete mille cose in comune... dovete assolutamente conoscervi!". Era vero. Tra noi fu un'intesa immediata. Non so, forse abbiamo fatto anche delle foto insieme... Non ti so dire bene. Mi ricordo che poi ci incontrammo di nuovo. In uno di quei negozietti di usato americano che a Roma, in quel periodo, erano al top... Tra i due, la più scapigliata ero certamente io, mentre lui aveva verso di me un atteggiamento molto protettivo. Per noi, l'importante era che avevamo trovato l'uno nell'altra il rapporto che ci era mancato: quello della complicità tra ragazzini. Io con la mia storia già serissima alle spalle, convivenza compresa, lui con un passato abbastanza simile (un lungo flirt con Gloria, una compagna di scuola, ndA). Ma soprattutto tutti e due, con la celebrità avuta così giovani, avevamo perso il rapporto con la nostra generazione, con i nostri coetanei. Che a volte ci sembravano estranei, lontani dalla nostra realtà... Ecco perché questa sensazione di uguaglianza, di riconoscersi identici fra tanti altri. Speciali, forse, proprio perché così normali. Quell'inverno insieme fu importante perché con lui ebbi il coraggio e la forza di andare a vivere da sola. Un'indipendenza magari apparente, ma in fondo ero soltanto al mio primo tentativo... In quel periodo, a 17 anni, Alessandro era già una celebrità. Dopo il successo di Malizia, stava per cominciare le riprese di Peccato Veniale, sempre di Samperi, un regista al quale si sentiva molto legato e con cui, sempre più o meno in quei mesi, io feci La sbandata (anche se poi lo firmò un altro). Spesso si usciva insieme, anche con Sandro Parenzo, uno degli sceneggiatori di Appassionata. Con Placido e la Muti eravamo il quartetto delle "belle speranze", dei giovani che stavano cominciando la loro carriera. In quegli anni, noi eravamo gli unici giovani che, pregi e difetti dell'età, tentavano di fare il salto nel cinema di serie. Perciò formavamo una specie di comitiva. Ci s'incontrava al tavolo di Lucherini, a piazza Navona (il press-agent conferma, parlando anche di sensazionali scazzi tra le giovanissime Giorgi e Muti, non si sa in che misura autentici o lucherinate... ndA). Però... era una Roma diversa. Si sentiva un'aria di cambiamento, gli anni Settanta stavano rinnovando miti e liturgie anche nel nostro cinema, dopo che per anni non era venuto fuori niente di nuovo. Era un processo lento, ricordo che non ci sentivamo capiti, che critici e registi parlavano ancora un linguaggio da vecchi. Mentre noi andavamo allo sbaraglio, felici della nostra sincerità, che spesso sembrava solo sprovvedutezza. Ecco, questo era il nostro mondo. Di Alessandro e mio." La Giorgi si ferma. Fa una pausa. Si guarda intorno. Siamo a Villa Balestra, che insieme ai giardinetti di Piazzale delle Muse è da sempre il parco dei Parioli. Cani, mamme e bambini. C'è un sole fantastico, sembra ancora estate, ma il vento è già fresco. Qualche brivido. Le presto la giacca. Ma il freddo non c'entra. D'improvviso, lei sembra smarrita, poi mi dice che di quella storia non ne parla più da un pezzo. Da mai. è sincera. Emozionata. Forse, anche perché da lì vedi mezza città. Anzi, la senti... presente e passato. Hai la sensazione di tenerla in mano, per una curiosa prospettiva che ti mette all'altezza degli ultimi piani, non sopra i palazzi come a Piazzale, da dove vedi solo i campi da tennis sul Tevere, il Fleming e Vigna Clara. Un mondo in cui ti senti un po' partecipe dei destini di tutti quelli che vedi nelle case, sui balconi, dietro le finestre a specchio del Palazzo della Rai a viale Mazzini, l'attico della Ferilli al Flaminio... Siamo al bar coi tavoli all'aperto. Malgrado l'ora fiacca del dopopranzo, le tre e mezza, accanto a noi siedono Giuliana De Sio e Livia Azzariti. A farlo apposta, non ci saremmo trovati. Ma non è l'imbarazzo per le nostre vicine, peraltro infondato (le salutiamo, ci sorridono) che ha indotto l'ex fidanzata di Alessandro Momo a smettere di raccontare la sua storia. Le loro storie, anzi. è il desiderio di una certezza, di una rassicurazione. La guardo impaziente. Premo di nuovo rec sul registratore. Allora? Passa un attimo, un aereo. Poi mi risponde. "No, senti. Tu Alessandro lo devi trattare bene. Era uno puro, bravo, sincero. Nella sua fine non c'è nessuna patologia, nessuna deviazione, nessun gossip del cazzo. è morto. Stop... è che in quegli anni, per quelli come lui... cioè giovani, ragazzi che si esponevano, che ci credevano... in qualsiasi cosa credessero, morire era più facile. è successo a tanti miei amici di quel periodo. Alessandro era così. Se non mi giuri che ne parli in questa chiave non ti dico più una parola. Anzi, se pubblichi quello che ti ho già detto smentisco tutto." E allora giuro. Anche perché lei ha ragione, è vero. Tra Piazza Fontana, nel '69, e l'inizio del Movimento studentesco, alla fine del 1976, per la politica, per un incidente, per la droga, per cose che oggi ti costano al massimo una denuncia e un calcio in culo, all'epoca si moriva con facilità, per caso, o per incidente... le mie rassicurazioni suonano particolarmente sincere. Su Alessandro Momo non ci sarà (perché così era previsto) alcuna speculazione, né letteratura del dolore, né la vita, o la morte, in diretta o in differita. La Giorgi respira. Si tranquillizza. Anche perché il peggio deve ancora arrivare. Per Jimmy Dean fu una velocissima Porsche argento. Per Jayne Mansfield una Buick Electra decappottabile. Per Fred Buscaglione una splendente Thunderbird rosa... L'elenco è lungo, e qualsiasi mitologo un po' morbosetto lo sa a memoria. Morti romantiche, divi al top della celebrità, stritolati "tra le lamiere contorte", come letteratura babilonesca vuole, o addirittura decapitati (come la Mansfield di cui, dopo l'incidente nel 1967, rimasero solo le mitiche, enormi tette). Morti clamorose. E soprattutto istantanee. Ma per Alessandro Momo no. La carriera era appena iniziata. La celebrità soltanto sfiorata. La vita breve, con i vent'anni che avrebbe compiuto una settimana dopo l'incidente. L'agonia, invece, lunga e dolorosa. Come un qualsiasi ragazzo che oggi rotola sull'asfalto. Colpa sua o di un altro, ci lascia la pelle lo stesso. Frammenti, brandelli, a volte tutta. Colpa di quella moto. Maledetta. La moto era di Gabriele, il mio ex storico, quello con cui ero anche andata a convivere. Dopo la BSA, inglese (per inciso: a bordo di una BSA perse la vita, in una strada della campagna inglese, anche il colonnello Lawrence, meglio noto come Lawrence d'Arabia. Era il 1936. NdA) lui volle comprarsi una Honda. Era una CB 750 Four, rossa. Importata dal Belgio. Con Gabriele, io condividevo tutto. E così, come tutte le ragazze innamorate non solo di un uomo più grande, ma anche del suo mondo, passavo con lui interi pomeriggi dal meccanico, a studiare cilindri e pistoni. Ovviamente era finito che mi aveva insegnato a guidarla, 'sta moto. Cosa che io facevo stupendamente. Una passione che mi è rimasta ancora oggi. E così, quando ci siamo lasciati, sarà stato per quella solitudine che ti accompagna sempre dopo la fine del primo rapporto importante, sono tornata a cercarla, la moto. Gabriele l'aveva venduta a Di Salvo, quello che oggi ha la catena di negozi di elettrodomestici, ma che all'epoca stava ancora in un buchetto, a Trastevere. Insomma, la cerco, la trovo e la ricompro. Ci vado in giro, ci faccio la mia figuretta... sì, certo, la ragazza cretina che vuole sembrare un maschio... Alessandro aveva avuto già la 350 e la 500, sempre dello stesso modello della mia 750, ma poi si era fermato là. Era l'inizio autunno del '74, e succede che io torno a Roma dalla Sicilia, dove avevo girato il film di Samperi. Avevo conosciuto degli amici inglesi. E con loro inizio uno di quei viaggi che solo in quegli anni... Cioè, quando partivi ma non sapevi bene né per dove né per quanto. Con loro, infatti, vado a Londra, poi devio verso Parigi, e quindi Casablanca, dopodiché Marrakech. Ma prima di andarmene, gli lascio la moto. Ad Alessandro. Ero partita per un paio di settimane, ma finisce che sto fuori mesi. In cui non ci sentiamo, se non forse al volo, per un paio di volte, ma fra di noi era così. Sereni e felici. Gelosia zero. Ovvio però che quando torno, come prima cosa lo chiamo. Per vederci, salutarci. Ma anche per la moto. A parte quella, a Roma non avevo altri mezzi per muovermi. Alessandro mi risponde che me l'avrebbe riportata il giorno dopo. Se ricordo bene, aveva una lezione privata nel primo pomeriggio (doveva fare la maturità da privatista, dopo aver perso un anno di scuola per il cinema). Certo, in quel periodo il nostro rapporto si era un po' modificato, era inevitabile. Meno assidui, intendo, ma non meno vicini. Però ricordo che un po' glielo feci pesare, quel ritardo nella "riconsegna". Con una battuta, come facevamo noi. "Ahò, me devi ridà la moto!!!" Mi disse che sarebbe stato da me verso le sette di sera. Nella mia casetta da single di via Belsiana, tra via del Corso e Piazza di Spagna. Un posto che Sandro conosceva bene, ci veniva spesso, di notte, anche solo per chiacchierare. Arriva il giorno dopo, il 20 novembre. Sono le cinque, forse le sei del pomeriggio. Io sto da una mia amica. Mi chiama mio padre. "Alessandro è caduto con la moto. L'hanno portato al S. Spirito" Io paralisi. Totale. Le cose traumatiche non riesco a ricordarmele. Non so bene perché. La separazione dei miei, Alessandro... niente. Nemmeno in analisi. Niente. L'asfalto no, e forse nemmeno la Giorgi... ma i giornali sì. Quelli si ricordano tutto, come ti sbagli. Da Il Tempo di giovedì 21 novembre 1974: "Nel quartiere dove Momo abitava con la famiglia, in via della Farnesina 2..., la notizia era sulla bocca di tutti. Il fatto, avvenuto con tale rapidità, non ha dato nemmeno il tempo di riflettere, per cercare di ricostruire le ultime ore dell'attore ventenne che, a detta di chi lo conosceva, era l'antidivo per eccellenza, il primo a criticarsi, a scherzare sulla sua popolarità sulle sue amicizie cinematografiche. I negozianti della zona lo vedevano spesso, sembra addirittura che ogni volta che usciva in motocicletta Alessandro suonasse il clacson per salutarli. Lanfranco Sereno, 31 anni, titolare della macelleria in via della Farnesina, ne parla come di un fratello: "Alessandro era sempre qui, spesso si metteva anche alla cassa per divertirsi e serviva i clienti. Era allegro, spontaneo, non si dava arie e amava molto lo sport." Ma nella pagina che il quotidiano romano dedica per intero alla morte del giovanissimo attore c'è già - immancabile - il box sui primi ricordi dei colleghi, di qualche amico dal nome altisonante. Quelli, cioè, che in gergo si chiamano "i commenti", anche se su quella morte assurda ed improvvisa c'è ben poco da commentare. è un pezzo drammatico, insolito per un quotidiano normalmente istituzionale e un po' solenne come Il Tempo di Roma. Un corsivo non firmato e, quindi, attribuibile al critico "storico" del quotidiano. Una grande firma, Gian Luigi Rondi. Per una volta, "il linguaggio da vecchi" di cui parlava Eleonora Giorgi, quello che confinava lei e i suoi coetanei - "i giovani" dell'epoca - in un limbo congelato dalla diffidenza dei più anziani, lontani dai loro sogni, si adatta con stupita tenerezza all'emozione della scomparsa di Momo. Di cui la critica ed il giornalismo dell'epoca si resero perfettamente conto. Per una volta, malgrado il breve curriculum, senza incomprensioni né clamorosi ritardi. Ebbene. Così i colleghi ricordano il compagno di lavoro: "Non posso pensare alla vecchiaia" - Agostina Belli, sua ultima partner, lo ricorda "pieno di grinta e di voglia di vivere" - Laura Antonelli, raggiunta a Parigi dalla notizia della disgrazia, è scoppiata in lacrime - Renato Rascel: "non lo conoscevo, però lo ammiravo" - Alessandro Momo è passato negli archivi della storia del cinema. è un processo freddo, irreversibile, riservato di solito agli "anziani" della celluloide: stavolta, anche se la fama dell'attore scomparso non raggiungeva quella dei mostri sacri, ci si trova di fronte ad una morte che fa effetto, che lascia il segno per la sua fulmineità e per la giovanissima età della vittima. In effetti, più che come al protagonista di Malizia e di Peccato Veniale, si pensa a Momo semplicemente come ad un ragazzo, quindi ad un simbolo di vitalità, di mondi da scoprire, di evoluzione continua. Non succede spesso di imbattersi in toni teneri e paterni come questi. Nient'affatto. Neppure nei "coccodrilli". Ma per Momo si fece, dovunque, un'eccezione. Alessandro se la meritava. Al punto che Rondi aggiunge di aver incontrato il il giovanissimo attore sul set di Profumo di donna di Dino Risi, dove Momo - parlando con Vittorio Gassman sui ruoli che gli sarebbero toccati in un prossimo futuro, da vecchio, rispose con una risata: "... Ma come, da vecchio? Io alla vecchiaia ancora non ci posso pensare... manca ancora tanto tempo". Subito dopo la notizia, Eleonora va in ospedale, al Santo Spirito. Lì, suo padre le dà la notizia della morte di Alessandro. Sconvolta, torna a casa sua, da sola. Ancora non sa che di lì a poco verrà aperta un'indagine nei suoi confronti. Dalla quale uscirà, sembra incredibile, proprio grazie ad Alessandro. Che la salva anche da morto. E, per fortuna, in fretta. Perché la colpa di quella cazzata per cui la magistratura decide di indagarla, mentre è distrutta dal dolore, è di quelle che a 21 anni ti travolgono facilmente. Mentre ad uscirne può volerci una vita. "Insomma, sto lì a casa. Mi butto sul letto. E comincio a piangere. Come una fontana, ininterrottamente. Per ore. A un certo momento suonano alla porta. Penso a mio padre, magari a qualche amico, per cui mi alzo e apro. Così come sto, in maglietta e mutande, la faccia stravolta... e invece mi trovo davanti una scena tipo Notting Hill. Davanti a me c'è un paparazzo, non mi ricordo il nome, che appena apro la porta scatta una raffica di flash. E scappa. Tremendo... Con i fotografi Alessandro e io avevamo un rapporto tranquillo, se ci beccavano insieme amen. E se rompevano le palle, ci pensava lui. Ma senza mai né drammi né prepotenze. E invece, quella notte, per me fu un colpo durissimo. Un pugno su una ferita già aperta, almeno per la ragazza che ero allora. Cioè completamente impreparata a gestire una situazione così, ad urlare minacce, a prendermela con quel giornale o quell'altro." E infatti, ecco un brano della pagina che Il Messaggero, il quotidiano-leader della Capitale, dedica alla morte di Momo, un pezzo che chiama in causa la Giorgi in maniera inequivocabile. Quando parla del "ragazzo semplice" Eleonora Giorgi sembra distendersi. Parlare di Alessandro, delle sue doti, sembra darle sollievo. è immobile, sul divano, nella stanza dove tutto è in disordine: cuscini per terra, bicchiere e lattine di bibite sparsi un po' dovunque, giornali sfogliati e lasciati cadere con noncuranza... anche le valigie sono adagiate in un angolo, aperte ma non disfatte. "Ancora non riesco a crederci - dice balbettando - avevamo molto in comune. Alessandro, come me, amava la notte. Non dal lato mondano. Era un romantico. Amava i silenzi, i colori, le luci e le ombre della notte... Parlavamo del futuro, dei progetti". - Ne avete fatto qualcuno? "Avevamo pensato anche di fare un film assieme. Sarebbe stato molto bello per noi. Avremmo potuto dire qualcosa, credo. Non ne abbiamo avuto il tempo..." dice la Giorgi, coprendosi il volto con la mano. è pressappoco lo stesso gesto che fa oggi, così tanti anni dopo quell'incidente. Mentre i ricordi continuano ad affluire. Vividi come fossero del giorno avanti. Le parole, finalmente, trovano il canale giusto. E sgorgano di nuovo. Appare impressionante come l'Eleonora Giorgi di allora, 21enne, baciata dalla precocissima fortuna professionale, ma anche da un'altrettanto precoce sventura nella vita privata, assomigli nelle espressioni alla star di oggi. Un'attrice, una donna, ricca di grandi successi che, evidentemente, non l'hanno cambiata. Tra ieri e oggi, sembrano due gemelle. Di età diverse, ma solo in apparenza. Perché le emozioni sono sempre le stesse. "Poi, mi ricordo la solitudine terribile, di quella notte e delle altre che seguirono. Ero sola nella mia casa, l'appartamentino che avevo scelto quando nella mia vita c'era ancora Alessandro. Continuavo ad avere la sensazione che lui potesse tornare a trovarmi. Magari chiamandomi prima, come faceva sempre. E invece, a cercarmi vennero i giudici. Dio Santo." è proprio così. Per quella burocrazia legale tutta italiana, la stessa che "costringe" il finanziere a multare il bambino fuori dalla gelateria, mentre esce con un cono senza scontrino, anche Eleonora Giorgi viene inquisita per la morte del suo ex-fidanzato. Il motivo è una legge di sei mesi prima. Con un comma, minuscolo, che già allora nessuno conosceva davvero, a parte la Stradale e la Finanza. "... ai minori di 21 anni e a quanti hanno superato il sessantacinquesimo anno di età è fatto divieto di condurre motociclette superiori ai 350 cc". Be', Alessandro aveva 19 anni. Quindi, per la legge, non poteva guidare la moto che Eleonora gli aveva lasciato prima di partire per il suo mese sabbatico. Ovviamente, persino i giornali più omologhi ai comunicati della Questura furono subito d'accordo sul fatto che se pure Momo fosse stato in sella a una 350 sarebbe morto lo stesso (anche se si diffuse la voce che la moto era stata "truccata", manomettendone il tubo di scappamento per aumentarne la potenza...). E invece, il giorno prima del funerale, il giudice istruttore Antonio Scopelliti fa sì sapere di aver rinunciato - per pietas cristiana - a far eseguire l'autopsia sul cadavere, ma aggiunge anche di star indagando sul reato di "incauto affidamento" compiuto dalla Giorgi. A salutare Alessandro, nel frattempo, ci va un esercito di persone. Prima alla camera ardente del Santo Spirito, guidati dal padre, Vincenzo, ghiacciato dal dolore, e dalla madre, distrutta e silenziosa, ma soprattutto - venerdì 22 novembre, tre giorni dopo l'incidente - ai funerali. Una cerimonia imponente, con oltre 2000 persone, tra amici del bar di piazza Euclide, del Circolo Canottieri e i compagni del liceo privato Valadier. Ragazzi che straripano fuori dalla chiesa di Santa Chiara, in piazza dei Giochi Delfici, da cui si dominano Vigna Clara, la collina Fleming e Corso Francia. La zona di Sandro, insomma. Percorsa metro per metro con la sua Mini-Minor (buffo, eh? quella sì, poteva guidarla senza problemi...) o, come quel giorno, con la 750 di Ele. Eleonora. Alessandro è stato appena ricomposto nella bara. è in completo scuro, la barba non rasata, biondo scuro. Si nota appena, la tenerezza è infinita. Alcuni dei suoi nuovi "colleghi" del cinema, dai registi Dino Risi e Salvatore Samperi all'attrice Agostina Belli alla press-agent Maria Ruhle, sono venuti di persona, profondamente commossi, mentre Gassman e la Antonelli hanno inviato corone di fiori, tra le tantissime che, eccedendo gli spazi liberi, si sono dovute appendere perfino ai cartelli stradali... Eleonora Giorgi arriva in gonna lunga, foulard azzurro sui capelli biondi, senza trucco. I giornali la descrivono come "irriconoscibile" e lei stessa, come diceva prima, di quel mattino non ricorda niente. La sorella maggiore dell'attore, Riccarda, si sfoga contro un paparazzo troppo invadente, mentre il parroco Gianni Todescato chiama otto amici di Sandro a leggere altrettante preghiere di commiato. Da lui stesso scritte. Poi, il rito vero e proprio, dieci minuti. Dopodiché, Alessandro attende nella camera mortuaria del Verano che la sua lapide sia pronta. Infine, viene tumulato. Di solito, si dice che la morte estingue il reato. Macché. La Giorgi, infatti, viene inquisita dal giudice Scopelliti, che la interroga prima di riservarsi la decisione di continuare l'indagine o archiviare il procedimento. Ed è qui che Alessandro salva la sua ex-fidanzata. Senza saperlo, ma la salva. Ad Eleonora basta infatti ripetere al giudice quella che per lei era la verità. E cioè che Alessandro le aveva sempre detto di essere più grande di quanto non fosse realmente. Ovvero, di avere 21 anni. La stessa età di Eleonora. La quale, ovviamente, si era fidata, credendo da subito a quell'ingenua sparata proprio per l'atteggiamento protettivo, rassicurante, che lui teneva nei suoi confronti. Ma l'inchiesta va avanti ugualmente perché sulla verità di Eleonora, ora che non c'è più Alessandro, non esistono prove. Sono tutti demoliti dal dolore, la famiglia, lei stessa, ma l'inchiesta prosegue senza alcun riguardo. Al punto che per cercare le prove di quell'"incauto affidamento", nell'anno di eventi sovversivi come la strage di Piazza della Loggia, a Brescia, un affare che stava per rovesciare il governo, Scopelliti arriva a convocare la famiglia di Momo. Come se la sorte della nazione dipendesse da quella moto del cazzo. Come se la risposta alla domanda è proprio vero che Alessandro si aumentava l'età con le amiche? ... sì, come se la risposta a questa domanda potesse tranquillizzare un Paese devastato da bombe, terrorismi e massonerie deviate. C'è da chiedersi in che modo li reclutassero, i magistrati. Quasi che ostentare indifferenza verso i sentimenti delle persone coinvolte, loro malgrado, in qualche indagine, o la freddezza dimostrata in certi momenti umanamente delicati, facesse di loro dei giudici migliori. Puah! Robaccia. Come poi si vede dai risultati di quelle stesse indagini. Ecco la Giorgi sugli interrogatori di Scopelliti. "La famiglia Momo confermò in pieno la mia tesi. Era vero, l'avevano saputo anche loro che Alessandro si aumentava gli anni. Sarà stato perché voleva fare il fico, o magari perché aveva un carattere molto deciso malgrado non fosse alto di statura... non so, fatto sta che mi aveva sempre detto di avere la mia stessa età, cosa in cui avevo creduto da subito! Anzi, forse, in certe occasioni, mi sembrava persino più grande di me... La famiglia di Alessandro ha sempre avuto una condotta estremamente riservata. Col tempo ci siamo persi, ma credo che la stima reciproca sia rimasta... ricordo che suo padre aveva anche lavorato col mio, ai tempi dei tempi... certo, ora non ci sentiamo più. Dopo qualche messa in ricordo, è stato fatale. E questa è la prima volta, giuro, che ne parlo così a lungo. Di solito me lo chiedono, ma evito di rispondere. ...Oh, però devi trattarlo bene, Alessandro. è importante. Era un ragazzo buono. Se lo merita." - Va bene. Ma cosa ti è rimasto di lui? Oltre ai ricordi, voglio dire. "Una maglietta. Una chester rosa, di quelle con i tre bottoni sullo scollo. La tengo in campagna." - E quando la metti pensi a lui? "...!" Eleonora Giorgi mi guarda. Anzi, mi scavalca con lo sguardo. Mi pare che sorrida, ma non parla più. Guarda da un'altra parte. Ma non so dove. Di sicuro, però, capisco una cosa. Che l'intervista è finita. POST SCRIPTUM Passano un paio di settimane. Entro nella sala regia del TG dove lavoro da tanti anni. C'è un'intera parete piena di schermi, come sempre sintonizzati su altrettanti canali. Italiani, stranieri, Al-Jazeera, Blomingdale, che ne so... e chi li guarda più. è come avere la Gioconda in salotto. Dopo quindici anni ti scordi perfino che c'è. Ma con la coda dell'occhio vedo che Cucuzza, nel pieno della Vita in diretta, lancia un collegamento in diretta con... Eleonora Giorgi! Strizzo gli occhi, intorno c'è il delirio della messa in onda. Ma non per me. Eleonora e la sua intervistatrice sono a Roma, alla Galleria Alberto Sordi. L'intervista la conduce direttamente Cucuzza, da studio. Sì, insomma, "Ciao Michele" e tutto il resto... dopodiché arriva la domanda sugli "uomini della tua vita". Comincio ad avere un po' di paura. Se Eleonora parla di Alessandro Momo in una situazione così, in tv, in quel modo, la mia intervista "sincero-intimista" posso anche buttarla via! Significherebbe una tale contraddizione con il personaggio che lei ha dimostrato di essere fino ad allora che persino il capitolo su Alessandro ne verrebbe mortificato in modo definitivo. Al punto da essere escluso dal libro. Prego che Eleonora non dica. Che resista alla tentazione. Infatti non dice. Niente. - Eleonora, tu sei una donna e un'attrice che ha vissuto delle intensissime storie sentimentali in un'epoca storica piena di cambiamenti, anche violenti. E allora, se vuoi, parlaci degli uomini della tua vita. "Sai Michele, tra gli uomini della mia vita c'è sicuramente Angelo Rizzoli, il padre del primo dei miei figli... un uomo importantissimo per me ancora oggi." - Sì, certo, e poi??? "Ovviamente anche Massimo Ciavarro, un compagno fantastico, una storia che non si è interrotta quanto piuttosto... trasformata, direi. Tanto è vero che, anche se lui è il padre del mio secondo figlio, ci vediamo e ci frequentiamo continuamente, ben al di là degli obblighi stabiliti dal tribunale." - E non c'è nessun altro nei tuoi ricordi, magari quando eri agli inizi della tua carriera? "No, Michele. Nessuno di cui possa parlarti, almeno.".

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Pellegrino lancia la sfida <No ai ribassi eccessivi> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 09-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - LECCE - sezione: LECCE - data: 2008-08-09 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Il caso Montinari (Confindustria): "Sì ai premi per le aziende virtuose" Pellegrino lancia la sfida "No ai ribassi eccessivi" Provincia, il presidente: "Appalti più regolari" La proposta del numero uno di Palazzo Adorno arriva dopo la protesta dei costruttori dello scorso 25 luglio LECCE - Appalti più rapidi. Non solo. Meno tribolazioni per gli enti a causa di lavori fatti male, a rilento o che finiscono per costare molto più di quanto pattuito. L'input ad una rivoluzione copernicana nel-l'Italia frenata dalla burocrazia viene dal presidente della Provincia di Lecce, Giovanni Pellegrino, che si dice pronto a suggerire al governo la sua ricetta. Tutto nasce da una semplice presa d'atto: proprio l'altro ieri, in una gara indetta dalla Provincia, oltre la metà delle imprese partecipanti ha offerto ribassi che si aggirano intorno al 3 %. La gara L'appalto è stato, però, affidato alla ditta che ha presentato un'offerta con una riduzione del 25 %. E ciò nel rispetto dell'attuale sistema di regolazione delle soglie di anomalia che la Provincia vorrebbe fosse modificato. Parte così dal Salento la guerra ai "ribassi eccessivi", quelli che, secondo Pellegrino, costringono le imprese a chiedere continui ritocchi al rialzo dei prezzi per evitare il fallimento. "Si potrebbe chiedere alla Regione e al Governo una modifica delle procedure con cui si calcola l'anomalia dell'offerta ipotizza Pellegrino - per poter scartare con facilità le proposte anomale". E in riferimento alle tante offerte con ribassi minimi che hanno caratterizzato la gara di recente bandita dalla Provincia, il presidente osserva che "se si instaurasse un trend positivo di tal genere porremmo essere messi in condizione di chiedere al governo un cambiamento delle regole". Il 25 luglio scorso centinaia di imprese edili salentine hanno protestato scandendo lo slogan "Lavori pubblici? No Grazie". Le associazioni Aniem Confapi, Clai Edili, Cna Costruzioni, Confartigianato Edili, Confindustria Lecce con la sezione costruttori edili Ance, si sono ritrovate d'accordo nel contestare i rincari delle materie prime, i prezzari bloccati al 2006, i "bandi-capestro " degli enti. Malgrado ciò alle gare continuano a essere presentati ribassi di una certa consistenza. "Solo una settimana fa le sei organizzazioni delle imprese che operano nei lavori pubblici hanno incrociato le braccia - nota Pellegrino - per protestare, tra l'altro, contro una serie di cose che non vanno nel sistema degli appalti pubblici. La Provincia di Lecce, che ha partecipato in modo convinto all'iniziativa di sciopero degli imprenditori, ha condiviso buona parte delle loro ragioni, ma ha anche evidenziato che uno dei problemi fondamentali della categoria, soprattutto in un periodo di crescita esponenziale di alcuni prezzi base, è da addebitare proprio agli imprenditori, i quali offrono, in linea quasi generalizzata, ribassi non sostenibili: meno del 30% per le opere stradali e meno il 22% per le opere edili". Ma se Pellegrino dice di avere la soluzione ai mali degli appalti pubblici, il numero uno di Confindustria Lecce, Piero Montinari, propone quello che egli stesso definisce "l'uovo di colombo ". Parla Montinari Un sistema di premialità per le aziende che chiudono i cantieri e consegnano l'opera in anticipo rispetto ai tempi previsti. In gergo tecnico si chiama "Premio di accelerazione". "Significa - spiega - che nel capitolato d'appalto si dovrebbero inserire due righe con le quali si riconosce all'impresa un premio pari al ribasso d'asta magari basato sulla consegna del lavoro nella metà del tempo. Questo significa che se anziché fare il lavoro in un anno lo finisco in sei mesi, prendo la ditta si prende il suo meritato premio". Antonio Della Rocca L'ex senatore "Chiederò a Regione e Governo una modifica delle procedure con cui si calcola l'anomalia dell'offerta" L'imprenditore "Nel capitolato va riconosciuto il premio pari al ribasso d'asta basato sui tempi di consegna" Operai al lavoro in un cantiere edile.

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l'estate del turismo mordi e fuggi (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 09-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

GLI ARRIVI SUL GARDA. Dopo un inizio stagione da cancellare, il peggio sembra passato ma chi sceglie il lago preferisce soggiorni sempre più brevi l'estate del turismo mordi e fuggi In estinzione la formula della pensione completa Tengono le presenze degli ospiti stranieri Tra i problemi da risolvere l'incapacità di lavorare insieme e non da nemici     Stefano Joppi La delusione per i dati turistici con il segno negativo, nei primi sei mesi dell'anno, in questi giorni ha pian piano lasciato il posto alla moderata soddisfazione per i buoni numeri registrati in luglio e le discrete proiezioni per il mese d'agosto. Ovvio i conti, come sempre, si fanno al termine dell'anno solare, anche se poi appare evidente che molto difficilmente si riuscirà ad abbattere sulla sponda gardesana del Garda la soglia dei 10 milioni di presenze. Un obiettivo auspicato a inizio stagione sulla scorta dei numeri più che ottimi registrati nel 2007. "Purtroppo la stagione è partita in modo lento anche per via di una Pasqua giunta troppo presto. E le giornate di presenze perse difficilmente si recuperano nel corso della stagione", analizza Sara Pinali, presidente degli albergatori di Torri. "Sarà comunque il mese di settembre la cartina di tornasole in grado di determinare la positività o meno della stagione. Per quello che riguarda Torri, il nostro ufficio prenotazioni registra dati in linea con l'anno precedente. Insomma, il passaggio c'è anche se poi nel nostro paese lavoriamo per lo più con una clientela affezionata che torna ogni anno". "Non c'è dubbio", conclude Pinali, "che sulla spesa dei turisti ha inciso e non di poco il caro petrolio". Pochi chilometri più a sud, a Garda, i discorsi non cambiano di molto. "La Pasqua anticipata e il maltempo di maggio hanno rallentato l'afflusso turistico e hanno creato le condizioni per un'annata difficile", interviene Simone Zeni, a capo dell'associazione albergatori locale, che di contro sottolinea come l'ufficio prenotazione del paese lacustre abbia aumentato del 20-25 per cento il volume d'affari. "I dati si riferiscono solo a fine giugno e rappresentano un inizio stagione non entusiasmante", afferma Ivan De Beni presidente degli albergatori di Bardolino, "fattore interessante rimane l'aumento degli arrivi: vista la diminuzione delle presenze, viene confermata la tendenza degli ultimi anni verso un soggiorno breve (la media è di 3 o 4 giorni)". "Il nostro", prosegue Ivan De Beni, "è un turista sempre più dinamico e attento a quanti soldi spendere, e per cosa. in via di estinzione il vacanziero che fa pensione completa ed è in diminuzione anche quello a mezza pensione; turista che soggiorna in più località con occhio vigile alla qualità dei servizi offerti". "A livello di arrivi, tiene abbastanza bene il mercato tedesco", continua De Beni. "Riscontriamo poi un costante interesse da parte degli inglesi everifichiamo un ritorno, con unpiccolo aumento, perfino della clientela olandese". Per il futuro? " auspicabile la collaborazione fra tutte le categorie produttive di tutte le località benacensi per adottare una strategia commerciale comune". "Dobbiamo abbattere i campanilismi, sia fra i singoli comuni del lago di Garda che fra questi paesi e il capolugo, Verona; un fenomeno che ci fa solo perdere mercato e opportunità. Sulla riviera romagnola Rimini, Riccione e Bibione da anni che collaborano fra loro", conclude il presidente degli albergatori di Bardolino. Chi invece si scaglia contro l'eccessiva tassazione è Elsa Zanderigo, vicepresidente degli albergatori di Lazise. "Nel turismo la crisi c'è e si sente e non si può parlare solo di prospettive di percentualidi arrivi e presenze. Noi operatori siamo demoralizzati perché si pagano troppe tasse e siamo sempre più alle prese con una eccessiva burocrazia". Sposta il tiro su un discorso più generale Antonio Pasotti, presidente dell'Ugav, associazione che raggruppa quasi quattrocento strutture alberghiere del lago di Garda. "I numeri", dice Pasotti, "parlano chiaro ed evidenziano un calo generale delle presenze. Un dato che se raffrontato con le località turistiche di mare evidenzia però come il Garda rimanga un'isola felice. E non è un caso se pensiamo alla qualità dei servizi offerti e la capacità della nostra categoria di contenere i costi: a fronte di un aumento dell'inflazione del 3,36 per cento i prezzi delle strutture alberghiere sono aumentati solo dello 0,2. Comunque prima di trarre delle conclusioni sulla stagione turistica conviene aspettare fine ottobre. Quello è il tempo delle analisi e dei conti".

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MA TRASFORMò IL PARTITO IN MACCHINA CLIENTELARE (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del 09-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Ma trasformò il partito in macchina clientelare" FABRIZIO COSCIA Autore di libri che hanno messo a nudo il sistema di potere politico a Napoli - "Potere e società a Napoli nel dopoguerra" (Einaudi, 1979), "Il potere a Napoli. Fine di un lungo dopoguerra" (L'ancora del Mediterraneo, 2001); "Napoli punto e a capo. Partiti, politica e clientelismo: un consuntivo" (L'ancora del Mediterraneo, 2003) - il sociologo inglese Percy Allum è stato uno degli analisti più critici della corrente dorotea della Dc a Napoli, incarnata da Antonio Gava. Professor Allum, che cosa ha rappresentato il sistema di potere di Gava? "Il gavismo ha rappresentato la dimensione napoletana di un fenomeno nazionale. Per capire questo fenomeno, a partire naturalmente dal padre Silvio, bisogna far riferimento all'ambizioso programma di Amintore Fanfani, alla fine degli anni Cinquanta, di trasformare la Dc da partito di notabili in un moderno partito di massa sul modello di quello comunista. La riorganizzazione fanfaniana sostanzialmente fallì, ma al Sud scalzò l'influenza dei vecchi notabili e portò alla creazione di macchine politiche provinciali controllate da un boss, nel senso americano del termine, in genere proveniente dalla borghesia agraria o dal ceto dei professionisti. La costituzione del potere gavianeo nella provincia di Napoli, che subentra a quello laurino, a partire dal 1962, nasce da questo marchio originale: la trasformazione della Dc da partito di notabili a macchina politica, che a Napoli e nel Sud significò semplicemente il passaggio a una nuova forma di clientelismo, da quello dei notabili a quello della burocrazia". Da questo punto di vista Napoli e il Meridione hanno rappresentato un laboratorio politico per un modello nazionale? "Non c'è dubbio. Il modello clientelare meridionale viene esportato al Nord dieci anni dopo. Basta consultare gli archivi della Dc veneta degli anni Cinquanta per rendersene conto: non c'è traccia di raccomandazioni, laddove a partire dagli anni Sessanta-Settanta si trovano pacchetti di raccomandazioni di Rumor e Bisaglia. il segno che la macchina politica elaborata a Sud dai Gava ha fatto scuola anche al Nord". Com'era organizzata questa macchina politica? "Era una struttura piramidale con una gerarchia a più livelli. Ma non bisogna pensare che Gava fosse l'unico. Il gruppo gavianeo non si differenziava da altri gruppi di potere nelle altre province campane, come i Bosco a Caserta, o De Mita a Avellino, i D'Arezzo e Scarlato a Salerno, i bonomiani a Benevento". Qual è la lezione politica più importante che Gava ha imparato dal padre? "Il controllo dell'apparato partitico democristiano a Napoli come base della sua leadership locale. una lezione che Gava figlio ha imparato molto bene dal padre, tanto è vero che lui stesso ha sempre identificato il suo potere con il potere della Dc. Non era il potere di Gava, dunque, ma il potere del partito che lui controllava. Questo è stato uno dei suoi punti di forza: capire l'importanza del partito e il conseguente sistema di rapporto tra centro e periferia, laddove il potere di Napoli consolidava e accresceva quello di Roma e viceversa. Era questa la chiave principale del potere doroteo, insieme al rapporto pubblico-privato. Come rappresentanti dello Stato, avendo accesso alle risorse nazionali, i Gava avevano la possibilità di aiutare i privati e non si sono tirati indietro, proseguendo a Napoli, ad esempio, la politica di Lauro nella speculazione edilizia". Da questo rapporto pubblico-privato deriva negli anni Ottanta, dopo il terremoto e il sequestro Cirillo, quella che lei chiama la trasformazione della Dc da macchina politica in una "macchina politico-criminale". Che cosa ha rappresentato il processo a Gava, dall'accusa di associazione mafiosa fino all'assoluzione definitiva in appello due anni fa? "Anche qui, come nel caso del processo ad Andreotti, la questione è politica. Se si legge la motivazione della sentenza si può dire che equivale a una condanna dal punto di vista della responsabilità politica. Nei rapporti clientelari e con la criminalità organizzata non c'è bisogno di fare le cose direttamente, ma chi sta al vertice di un sistema non può non sapere che cosa fanno i suoi luogotenenti, che sono stati condannati, e soprattutto non può non sapere e non denunciare". Pensa che quel sistema di potere che i Gava hanno creato a Napoli sia finito? "Oggi i partiti non esistono più nella forma del dopoguerra, cioè organizzati soprattutto con funzionari stipendiati, i cosiddetti quadri che non ci sono più per mancanza di risorse economiche. I quadri di partito oggi sono sostituiti dagli enti locali. Questo fa sì che un Bassolino, o chi per lui, sia costretto ad agire in quest'area paradossalmente in modo non dissimile da Gava, con le nomine alle presidenze, ai consigli di amministrazione, agli enti locali e con le varie consulenze. Ma sono metodi simili solo in apparenza, perché prima le nomine erano un accrescimento di potere, oggi sono quasi un obbligo".

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Scalette S. Giovanni, cantiere eterno (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 09-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il blocco di una delle più suggestive entrate al centro storico di Feltre argomento principale della giunta Scalette S. Giovanni, cantiere eterno Il sindaco Gianvittore Vaccari: "Dopo l'Italgas attendiamo il parere della Sovrintendenza" FeltreLe scalette di San Giovanni restano un cantiere aperto. Di sicuro fino ad ottobre.Per il sindaco di Feltre Gianvittore Vaccari un cantiere segnato da lungaggini, sopralluoghi continui e soprattutto dalla burocrazia.Un cantiere che sta generando problemi quotidiani di ordine pratico a chi vive in quella zona e che per raggiungere la propria abitazione deve affrontare prove di abilità e giri disagevoli. Problemi che sono stati sottolineati nei giorni scorsi da una serie di cittadini che hanno preso "carta e penna" e hanno scritto al primo cittadino per lamentarsi di una situazione ormai per loro insostenibile. I lavori dovevano concludersi in tempi brevi che poi si sono trasformati in tempi biblici."Questi cittadini hanno perfettamente ragione di lamentarsi - spiega Vaccari - ho già risposto loro esprimendo la mia solidarietà e, a dire la verità, se fossi stato in loro avrei scritto di peggio e sarei stato più cattivo. Purtroppo mi trovo di fronte a muri di gomma scandalosi e non si riesce a uscire da questa empasse".Il sindaco così ha deciso di prendere in mano la situazione per capire come risolvere la questione e quali ostacoli impediscono al cantiere di essere portato a termine. Ieri in giunta è stato fatto il punto della situazione. Due i problemi da risolvere: i lavori a rilento di Italgas per effettuare i vari allacciamenti; il ripristino delle scalette, per cui la Soprintendenza ha richiesto un progetto specifico e l'appalto dei lavori ad una ditta specializzata."Italgas si è impegnata a concludere la posa delle tubature nell'area delle scalette al massimo in 20 giorni, subito dopo Ferragosto - spiega Vaccari - servivano i pareri di due Soprintendenza (beni ambientali e archeologici-ndr), informalmente è stato comunicato che sono già stati dati, manca solo la firma formale. Quanto ai pareri per la fognatura e gli allacciamenti il comune ha già dato il proprio via libera, quindi su questo versante non ci sono più ostacoli che giustifichino la lentezza del cantiere".Ma le scalette torneranno utilizzabili comunque solo ad ottobre. "La Soprintendenza ha richiesto un progetto - conclude il sindaco - abbiamo già fatto l'esecutivo, ma tra la gara d'appalto, l'affidamento, la consegna dei lavori e l'esecuzione sicuramente slittiamo all'autunno".A.V.

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I consumatori: continua la stangata (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 09-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

CATEGORIE IN ALLARME I consumatori: continua la stangata RomaNOSTRA REDAZIONEL'allarme è generale, per un andamento disastroso del pil che sembra risparmiare solo l'agricoltura. Così sindacati e associazioni dei consumatori paventano tempi bui e chiedono al governo interventi drastici.Decisamente preoccupati i consumatori. Adusbef e Federconsumatori denunciano che la manovra economica del governo "accentua il rischio di recessione confermato dall'Istat". Le misure del governo, "che continua ad aumentare le tasse e a stangare i consumatori", sottolineano le due associazioni, pesano per 2.182 euro l'anno sulle famiglie. Invece di tagliare le tasse ed impostare una manovra economica per restituire il potere di acquisto falcidiato, sottolineano Adusbef e Federconsumatori, il governo "ha tagliato la sanità, la sicurezza, l'istruzione, aumentato la pressione fiscale, senza intaccare la speculazione che viene favorita smaccatamente con il rinvio della class action alle calende greche". E le famiglie, "costrette a tirare la cinghia sono sempre più impoverite, senza che lo spot della carta di povertà, un'elemosina di 40 euro al mese, che poteva essere erogata sulle pensioni invece di alimentare, anche sullo stato di indigenza, una vergognosa speculazione politica ed economica, non vanno in vacanza, non possono spendere, perché costrette al debito facendo fare affari d'oro a banche, finanziarie e ad un esercito di mediatori creditizi cresciuti come funghi all'ombra del liberismo "all'amatriciana" e della politica del laisser faire". E, invece, sarebbe "urgente realizzare forti iniziative, in attesa di concreti processi di modernizzazione di interi settori economici: una vera e propria "sferzata" attraverso un importante aumento della domanda interna con alcune manovre immediate". Per il Codacons, settembre sarà un mese "terribile", privo di scorte di denaro, con i beni che resteranno nella dispensa e la crescita pari a zero: "Con i prezzi altissimi e il crollo dei consumi - dichiara il presidente Rienzi - un settembre terribile attende gli italiani. Non resta che incrociare le dita e rinunciare sin da agosto al superfluo, come cinema, gelati e doppia sdraio sotto l'ombrellone".I sindacati, la Cgil già indica la necessità di una mobilitazione unitaria in autunno: "La crescita non si spera, ma si sostiene. Vanno, dunque, sostenuti redditi e consumi, poiché, con un'inflazione ormai sopra il 4 per cento, i consumi calano, con generi alimentari ed energia che colpiscono pesantemente le tasche dei cittadini più deboli". Secondo la Cisl, il governo "non può più limitarsi al pur necessario controllo dei conti pubblici, ma deve attuare politiche di sostegno allo sviluppo". Anche per Confesercenti "la situazione è allarmante, servono interventi rapidi che ricreino fiducia, rilancino gli investimenti e riducano l'abnorme pressione fiscale". La Confcommercio vede arrivare la recessione: "Si concretizzano i timori di una stagnazione del pil o, addirittura, di una riduzione complessiva per il 2008".A tirare, invece, sembra essere solo l'agricoltura. " l'unico settore che fa registrare un andamento congiunturale positivo del pil", sottolinea soddisfatta la Coldiretti, avvertendo però che "tale andamento va sostenuto da politiche rivolte al contenimento dei costi, alla valorizzazione delle produzioni e al sostegno dei consumi, che sono in calo addirittura a tavola". E il ministro Luca Zaia (Lega) rimarca: "Questi dati dimostrano che l'agricoltura è fondamentale per la ripresa economica del Paese. Ma non dobbiamo abbassare la guardia. La strada per arrivare all'obiettivo, di mettere l'agricoltura al centro, è ancora lunga: è importante continuare a puntare sulla qualità, stiamo lavorando per snellire la burocrazia, accorciare le filiere, ridurre i costi".M. Ant.

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Buoni vendemmia "altolà" della Cisl (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 09-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Decisa presa di posizione del sindacato Buoni vendemmia "altolà" della Cisl "Per gli studenti è uno svantaggio" UdineGli studenti non cadano "nella semplificazione dei voucher" in occasione della vendemmia 2008. il monito di Claudia Sacilotto, della Segreteria Fai-Cisl di Udine. Chi esegue prestazioni di lavoro accessorio - evidenzia Sacilotto in una nota - non è considerato a nessun effetto lavoratore dipendente. Infatti - spiega - i contributi (13\%) non verranno versati a favore della gestione ordinaria dell'Inps per i lavoratori dei dipendenti agricoli e quindi non si avrà diritto alle prestazioni che essa offre: indennità di malattia, assegno familiari, pensione e tantomeno di disoccupazione di alcun genere. I contributi verranno invece versati alla gestione separata che non dà diritto ad alcuna successiva prestazione previdenziale".Per questo motivo, Sacilotto ricorda che "possono bastare 51 giornate di lavoro agricolo per aver diritto alla copertura pensionistica per l'intero anno e all'indennità di malattia in caso di necessità". Quanti hanno lavorato 102 giornate nell'ultimo biennio - rileva Sacilotto - hanno diritto inoltre all'indennità di disoccupazione agricola, "di cui molti studenti della nostra regione usufruiscono".Ma le osservazioni della Fai Cisl non si fermano a questo: "Come organizzazione sindacale - spiega infatti Sacilotto - invitiamo i lavoratori a valutare attentamente le offerte di prestazioni lavorative tramite voucher, in quanto è importante ricordare che continua ad essere presente la possibilità, anche per le vendemmie, di assunzione come lavoratore agricolo dipendente "addetto alla raccolta". Il sindacato evidenzia infine come la norma sui voucher non abbia semplificato od eliminato "la tanto contestata burocrazia": "Per recuperare la manodopera dei pensionati - viene sottolineato - sarebbe bastato qualche piccolo correttivo alle norme già in vigore, eliminando ad esempio (come avverrà dal gennaio 2009) la penalizzazione per chi oltre al reddito di pensione produce anche reddito di lavoro".Di ben altro avviso è Confagricoltura Fvg che, per bocca del suo presidente Giorgio Colutta, saluta con soddisfazione l'introduzione dei voucher per la vendemmia e si spinge oltre: " opportuno - commenta infatti Colutta - partire sperimentando il voucher per la vendemmia 2008, salvo poi cominciare a ragionare per un suo più ampio e razionale utilizzo sia per altre forme di raccolta (frutta, olive, ecc.) che per altri settori quali commercio, servizi ed altro". Intanto, Coldiretti Udine organizza per lunedì 11 agosto alle 15, alla Camera di commercio di Udine (via Morpurgo, 4) in collaborazione con l'Inps, un incontro informativo rivolto ai datori di lavoro ma aperto anche ai pensionati e agli studenti che sono interessati a svolgere l'attività di raccolta. L'obiettivo è di dare la massima informazione sulla nuova disciplina introdotta con i voucher sia ai datori che ai lavoratori affinché da entrambe la parti ci sia la possibilità di usufruire di questa nuova opportunità.

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Comunità montane, la ricetta (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 09-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

BARCIS Le proposte di efficienza del vice presidente regionale Salvador Comunità montane, la ricetta Barcis(lor.pad.) "Vanno ripensati modello, articolazione e funzioni delle Comunità montane per renderle strumenti efficaci ed efficienti di attuazione di un forte patto per la montagna": lo ha affermato il vice presidente del consiglio regionale, Maurizio Salvador (Udc), intervenendo nel dibattito di questi giorni. "La questione montagna sta a cuore alla nuova maggioranza regionale ha affermato come dimostrato in sede di assestamento di bilancio, dove sono state confermate le importanti risorse a sostegno dei progetti di sviluppo. C'è la necessità di politiche che affrontino una volta per tutte i problemi reali di queste zone, che rappresentano oltre il 50 per cento del nostro territorio". Secondo Salvador "i cittadini che vivono in montagna si aspettano risposte concrete alle difficoltà che affrontano quotidianamente. Strade e servizi, ma anche banda larga, meno burocrazia per le attività economiche, trasporti gratuiti per gli studenti che devono scendere in pianura, benzina agevolata per gli abitanti dei comuni più disagiati, incentivi per un turismo intelligente, salvaguardia del patrimonio naturale e dell'architettura di montagna dove i vecchi i borghi stanno cadendo a pezzi, sostegno all'agricoltura e all'artigianato". La ricetta dell'Udc per risolvere i problemi è quella di "puntare su un forte patto per la montagna che interpreti la logica del federalismo, con una forte autonomia e protagonismo delle comunità locali e dei forti collegamenti sul piano della sussidiarietà". Salvador sottolinea infine che "in questo quadro è indispensabile aprire già da settembre un dibattito e un tavolo di confronto all'interno della maggioranza per scrivere il patto per la montagna per affrontare, in modo condiviso con tutti i soggetti che operano in quel contesto, il futuro delle Comunità montane la cui inefficienza è oggi sotto gli occhi di tutti". Nel frattempo l'assemblea generale dell'ente, svoltasi martedì a Barcis, ha licenziato il conto consuntivo, che registra un avanzo di bilancio pari a circa 900 mila euro.

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<Ma forse a qualcuno dispiacesfoltire la macchina regionale> (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 09-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Ma forse a qualcuno dispiace sfoltire la macchina regionale" Palermo. Si procederà gradualmente per ridurre da 39 a 25-26 i dipartimenti dell'amministrazione regionale. Questa mattina la Giunta di governo, convocata dal presidente Lombardo, alle 9.30, ufficializzerà questo indirizzo politico con l'esame di un apposito disegno di legge. Se ce ne saranno le condizioni, si potrebbe procedere a qualche spostamento di alcuni dirigenti generali. Ma fino a ieri sera, poco prima che il presidente della Regione salisse a bordo del sontuoso panfilo del sultano dell'Oman, ormeggiato al porto di Palermo, lo stesso Lombardo ha ammesso che "spostamenti difficilmente se ne faranno". A suggerire la politica dei piccoli passi, invece del drastico taglio di tredici dipartimenti, sono stati diversi fattori: primo, ai dirigenti generali che sarebbero stati privati delle funzioni, la Regione dovrà comunque pagare il lauto stipendio fino alla scadenza del contratto con spreco di cospicue risorse economiche. Esattamente il contrario del modello di austerità che si intende adottare. Non solo, ma le loro competenze sarebbero affidate ad interim ad altri dirigenti generali ai quali, sempre secondo il contratto, bisognerà corrispondere un'ulteriore indennità. Con il risultato che vi sarà chi non farà nulla, benché lautamente retribuito, e chi dovrà fare il doppio del lavoro. Secondo fattore, la volontà di evitare a gente che fra qualche mese andrà in pensione, per raggiunti limiti di età o per avere già alle spalle quarant'anni di attività lavorativa, di essere sollevata dall'incarico magari dopo una brillante carriera professionale. Motivi di convenienza, dunque, e di riguardo nei confronti di persone che occupano i vertici della burocrazia regionale. Ma anche la mancanza di un accordo politico fra i partiti della maggioranza che, in qualche modo, intendono far pesare il loro parere in scelte così importanti. Per dirla senza tanti giri di parole, i partiti che hanno avuto non poca influenza nella nomina dei dirigenti generali, non intendono mollare alcune importanti postazioni strategiche. Le difficoltà politiche che travagliano la maggioranza di governo, inevitabilmente, si ripercuotono sulle decisioni della Giunta regionale. La proposta di procedere gradualmente è stata avanzata dall'assessore all'Industria, Gianni, che nell'ambito della riorganizzazione dei dipartimenti ha chiesto d'istituirne uno dedicato esclusivamente all'Energia. Quando l'attuale dirigente generale andrà in pensione, il Corpo delle miniere potrebbe essere accorpato all'Industria ed "ex novo" potrebbe nascere quello all'Energia. Anche l'assessorato all'Agricoltura vedrà diminuire il numero dei suoi dipartimenti che passerebbero da cinque a quattro: dovrebbe essere accorpati quello delle Foreste e l'Azienda demaniale. La convocazione della Giunta per questa mattina, probabilmente, costringerà a rientrarvi alcuni assessori che ieri pomeriggio, considerata l'impasse politica, avevano lasciato Palermo per tornare nelle città di residenza. Qualcun'altro, invece, conoscendo l'imprevedibilità della politica, è rimasto nel capoluogo siciliano. I termini per lo spoil-system, prerogativa che il governo può esercitare entro novanta giorni dall'insediamento, scadranno il prossimo 23 agosto. Pertanto, se nel corso della seduta di questa mattina, non dovesse essere raggiunto l'accordo per effettuare alcuni trasferimenti, il presidente della Regione potrebbe essere costretto a riconvocare la Giunta nei prossimi giorni, anche la vigilia di Ferragosto o subito dopo.

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Rubano la carrozzina del marito morto (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 09-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Provincia di Cagliari Pagina 1019 Nuraminis. Singolare furto dal cortile di casa. Il mezzo poi abbandonato dai ladri Rubano la carrozzina del marito morto Nuraminis.. Singolare furto dal cortile di casa. Il mezzo poi abbandonato dai ladri La vedova avrebbe dovuta restiuirla alla Asl lo stesso giorno --> La vedova avrebbe dovuta restiuirla alla Asl lo stesso giorno Singolare furto, i ladri portano via dal cortile di casa la carrozzina del marito disabile morto da pochi giorni. Il mezzo poi ritrovato. Rubano la carrozzina elettrica di un anziano morto che la vedova avrebbe dovuto riconsegnare alla Azienda sanitaria. Ladri senza scrupoli, a Nuraminis, dove un'anziana si è vista portare via dal cortile di casa la carrozzella proprio la mattina che gli operatori della Asl sarebbero dovuti passare per ritirarla. Un furto che ha il sapore della beffa. "Il pensiero mi intristisce, la carrozzina è stata poi trovata tre giorni fa, ma quello che mi hanno fatto è gravissimo e triste". indignata e addolorata, Pierina Orrù, mentre racconta del singolare furto, subito denunciato ai carabinieri, che qualcuno ha commesso nel cortile della sua abitazione. "Quando mio marito è venuto a mancare ho avviato le procedure per la riconsegna", spiega. Burocrazia sia per la concessione, in comodato d'uso, che per la riconsegna. La data per il ritiro era stata fissata per i primi di luglio, a quattro mesi circa dalla morte del marito ottantenne Giovanni. L'uomo la usava per compiere il breve tragitto che separava la sua casa da piazza Municipio: dove trascorreva qualche ora della sua giornata. La carrozzina per lui era diventata l'unica possibilità di spostamento, e di evasione anche se per poco dalle mura della sua casa, da quando la malattia aveva progressivamente annullato le possibilità di muoversi con le proprie gambe. A parte l'azione, che ha offeso la memoria del marito, la donna ha rischiato di sborsare una bella somma per risarcire la Asl dell'attrezzo rubato e che non poteva riconsegnare, come prevede la prassi. "Avrei dovuto pagare circa 2 mila e 500 euro, la metà circa del costo totale della carrozzina", si sfoga la vedova, che ha tirato un sospiro di sollievo quando i carabinieri le hanno dato la notizia del ritrovamento, tre giorni fa. Una circostanza che non toglie nulla alla gravità e meschinità, del gesto ma che almeno toglie alla vedova l'onere di dover risarcire il servizio sanitario per la carrozzina rubata. L'impressione è che l'autore (o gli autori) del furto abbiano voluto far ritrovare il particolare mezzo. Colti da tardivo rimorso, o impossibilitati a piazzare (sul mercato della sofferenza) l'attrezzo da cui speravano di ricavare qualche centinaio di euro? L'interrogativo, per ora, rimane tutto. Come pure l'amarezza di Pierina Orrù, per un gesto, miserevole, che ha violato la sua casa e la sua sfera più intima e personale. IGNAZIO PILLOSU.

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Piazza Napoli in mostra a Rimini (sezione: Burocrazia)

( da "Denaro, Il" del 09-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Campania politica. 3 Piazza Napoli in mostra a Rimini Oltre 500 le presenze campane previste al Meeting per l'amicizia tra i popoli Saranno oltre 500, quest'anno, le presenze campane al Meeting di Comunione e Liberazione, in programma dal 24 al 28 agosto a Rimini. Una vetrina internazionale per le eccellenze della regione nei settori del profit, del volontariato e della ricerca scientifica. Lo testimonianiano i numeri dell'ultima edizione: 700mila presenze medie, 3mila incontri, 5mila personaggi, 400 mostre, e circa 850 giornalisti accreditati. Antonella Autero Il tema scelto per questa ventinovesima edizione "O protagonisti o nessuno", pare quasi una provocazione in piena regola. Specie per chi alla ribalta ci è stato, ma non certo grazie a successi di cui andare fieri. Ecco perché "Piazza Napoli", lasciata alle spalle la fase più critica dell'emegenza rifiuti, può diventare sinonimo di riscatto. "Sarà il nostro biglietto da visita spiega Felice Siciliano, direttore della Compagnia delle Opere Campania, tra i più attivi nell'organizzazione dell'evento -. Il modo migliore per mostrare il vero volto della città: faremo vedere come a Napoli si costruisce, si lavora e si produce, spezzando la catena dei luoghi comuni". Tra i padiglioni del meeting ciellino, sfileranno rappresentanti del mondo camerale, dell'imprenditoria, della chiesa, delle cooperative sociali e del no-profit made in Campania. Tutti uniti dal medesimo obiettivo: dimostrare che anche la nostra regione, magari con un po' di sforzo in più, può essere protagonista. E non solo nel senso negativo del termine, come raccontano le immagini della monnezza che hanno fatto il giro del mondo negli ultimi mesi. A testimoniare che chiunque, se vuole, può farcela, sfidando i vincoli della burocrazia e le difficoltà del territorio, ci saranno personaggi di primo piano del tessuto produttivo locale, come Paolo Graziano, amministratore della Magnaghi aeronautica; Paolo Scudieri, vicepresidente di Confindustria Napoli e patron della Adler Plastic; Ambrogio Prezioso, numero uno dei costruttori partenopei; Luigi Iavarone, al timone di Technapoli, del Consorzio Sam e vice presidente della Camera di Commercio; Vincenzo Starace, socio-fondatore della Dema Aeronautics; Alessandro Limatola, che guida in Campania il raggruppamento di piccole imprese e artigiani che si riconosce nella Claai. E ancora: riflettori puntati sulla ricerca con le eccellenze del Ceinge, il Centro di ricerche sulle biotecnologie avanzate e il Cira, il Centro italiano ricerche aerospaziali di Capua. Infine, un posto d'onore agli esponenti del mondo della scuola con la Fondazione Romano Guardini, il terzo settore con le associazioni che fanno parte di Impresa sociale, le coop con il Rione Sanità e i centri di solidarietà, oltre naturalmente alla Compagnia delle Opere, da sempre protagonista indiscussa del Meeting di Rimini. "Abbiamo organizzato incontri che consentiranno di interfacciare le realtà del mondo produttivo campano con quelle del Nord", anticipa il direttore della Cdo. Ci sarà anche uno spazio per la A2A di Brescia, la public utility lombarda più potente d'Italia in gara per la gestione del termovalorizzatore di Acerra. Insomma, un'occasione come poche per farsi vedere, incontrare, prendere contatti. "E l'esperienza dello scorso anno lo dimostra dice Siciliano . La fiera di Rimini è stato il punto di partenza per una serie di scambi con operatori russi e cinesi, in un momento difficile per l'economia regionale". del 09-08-2008 num.

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Forti: tante critiche per pochi problemi (sezione: Burocrazia)

( da "Alto Adige" del 10-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

La polemica sui lavori pubblici. "E' vero che c'è qualche ritardo ma respingo l'accusa di immobilismo" Forti: tante critiche per pochi problemi Il vicesindaco sbotta e non accetta le critiche generalizzate a tutta la giunta LAIVES. Ha seguito l'evolversi delle ultime critiche nei confronti dell'amministrazione comunale e adesso il vicesindaco Georg Forti dice di essere stufo. "Che ci sia qualche problema in grado di rallentare determinati progetti e qualche lavoro pubblico è vero - spiega Forti - ma non è comunque giusto ciò che si sta verificando, con critiche reiterate e generalizzate a tutta l'amministrazione comunale da parte dei rappresentanti di opposizione. Questo, a mio parere, non è un modo corretto di fare politica". "Trovo - prosegue il vicesindaco - assolutamente esagerata la richiesta di andare tutti a casa". Forti ribadisce che l'impegno è costante, in particolare da parte sua e che i tempi dei progetti e degli interventi pubblici sono dettati anche dalla burocrazia, come ben dovrebbero sapere gli amministratori pubblici. "Respingo al mittente l'accusa di immobilismo - dice - perché invece abbiamo fatto tante cose e altre ne stanno per arrivare, in sintonia con il programma che ci siamo dati. Penso al collegamento verso la zona industriale da via Vadena o al nuovo ponte per la statale 12 sul rio Vallarsa e alla stessa via Sottomonte tanto per fare qualche esempio. Se invece gli attacchi hanno come obiettivo questo o quell'altro amministratore pubblico, chiedo che vengano fatti i nomi: io mi sento offeso dalle generalizzazioni, perchè dedico ogni giorno tanto tempo all'attività comunale". Il vicesindaco aggiunge poi che se i lavori talvolta vanno a rilento, dipende dalla scarsità di personale negli uffici, sia per l'urbanistica, di sua competenza, che per l'ufficio tecnico. "Inoltre - ricorda - siamo senza segretario comunale da quasi un anno". "Oltre ai problemi attuali - spiega ancora Forti - va ricordato che altri ne abbiamo ereditato dall'amministrazione precedente e la realtà è che non è vero che in Comune "non va avanti niente", come affermano i consiglieri di opposizione". Tra i progetti appaltati e che stanno per decollare, ricorda il vicesindaco, ci sono il marciapiede con parcheggio per via Sottomonte e anche il risanamento del ponte della statale 12 sul rio Vallarsa alla periferia sud della città. In itinere invece la costruzione del sottopasso ferroviario pedociclabile verso Vadena e la strada di collegamento da via Vadena alla zona industriale sud che sarà ampliata. Tra i punti non ancora risolti, il consigliere Ceol nella sua lista che è alla base della nuova polemica ha anche posto la revisione della pianta organica comunale, necessità ormai datata. (b.c.).

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Va dal giudice per avere il contratto Enel (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 10-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

SUSEGANA. Luca Zoppas ha inondato di fax l'ente che eroga l'energia: sto subendo danni prima ancora di aprire, ora mi rivolgo all'avvocato Va dal giudice per avere il contratto Enel Apre un'azienda ma non può lavorare perché non ha la corrente elettrica SUSEGANA. Da un mese attende un mese il contratto da Enel Energia e ora, spazientito, minaccia di adire le vie legali. Luca Zoppas, 32 anni, titolare dell'azienda artigiana Ironsteel Saldatura, ha preso in affitto il capannone della storica ditta di filtri enologici "Rossetto" di via Garibaldi, che a fine 2007 ha chiuso i battenti e l' 8 luglio ha composto il numero verde di Enel Energia per avere un nuovo contratto. Dopo una quindicina di giorni il primo fax di sollecito per ottenere il contratto e, successivamente, avere l'allacciamento. "Mi sono appena messo in proprio, dopo essere stato dipendente, ed in società con altri colleghi - spiega Luca Zoppas - il contratto non è altro che un foglio di carta da compilare ed inviare via fax o e-mail, nulla di più. Mi sento mortificato da questa burocrazia, sembra vogliano farmi chiudere ancora prima di aprire l'attività". Nella seconda metà di luglio i clienti della Ironsteel Saldatura hanno cominciato a sollecitare la consegna degli ordini ed allora i fax di sollecito si sono infittiti fino alla raccomandata a cui Luca Zoppas affida tutta la sua amarezza, ma anche la sua determinazione. "A causa di questo disservizio - scrive Luca Zoppas - non possiamo evadere gli ordini ricevuti dai nostri clienti, creando così una brutta immagine per l'azienda". Il neoimprenditore sollecita l'invio del contratto per poi avere l'agognato allacciamento e scrive che "se questo non avvenisse nel più breve tempo possibile sarò costretto a passare alle vie legali". "Sono felice di pagare la bolletta dell'Enel - ironizza Luca Zoppas - ma che me la lascino pagare e soprattutto che mi facciano lavorare, anche perché una volta avuto il contratto se tutto va bene ci vorranno altri 8 giorni per l'allacciamento vero e proprio". In questi giorni Zoppas sta sistemando il capannone, ma senza la corrente elettrica riesce a fare poco. "Non posso neanche caricare le batterie al muletto per gli spostamenti dei materiali più pesanti - dice ancora Zoppas - e di fatto sono bloccato. Spero di risolvere al più presto questa situazione anche perché in questo servizio non esiste un interlocutore. C'è un call center dove parli ogni volta con una persona diversa e se ti spazientisci un po' ti buttano giù il telefono. Io chiedo solo di poter lavorare, altrimenti che razza di Nordest è questo?".

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Trasporti, Muraro denuncia Manzonetto (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 10-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Bufera sul presidente della Ctm. E intanto il numero uno di via Battisti annuncia: "Raggiunto l'accordo politico per la fusione con l'Actt" Trasporti, Muraro denuncia Manzonetto "La Marca in rosso? Non è vero, lo quereleremo per turbativa d'asta" Bufera sul progetto di fusione delle società di trasporto pubblico trevigiane: il presidente della Provincia di Treviso Leonardo Muraro ha dato mandato ai vertici de La Marca di denunciare per turbativa d'asta Giancarlo Manzonetto, presidente della Ctm. "Proprio in questo delicato momento se ne è uscito dicendo il falso - tuona Muraro - ossia che La Marca ha 20 milioni di debiti". E intanto il presidente annuncia: c'è il via libera per la fusione tra La Marca e Actt. Il presidente di via Battisti Muraro ha proposto la fusione in una sola società delle quattro aziende di trasporto pubblico provinciali: La Marca (società di corriere di proprietà della Provincia), Actt (società di autobus partecipata di Ca' Sugana), Atm e Ctm. E il primo passo sarà l'accorpamento, a breve giro di posta, di La Marca e Actt: "Mi sono incontrato con tutti i Comuni azionisti - dice infatti Muraro - e tutte le amministrazioni, sia di centrodestra che di centrosinistra, si sono dichiarate favorevoli alla fusione, che porterà a una ottimizzazione dei costi offrendo servizi più competitivi, un biglietto unico, burocrazia più leggera. Il sindaco di Treviso Gobbo mi ha già dato il suo via libera, dal punto di vista politico, alla fusione tra Actt e La Marca". Una fusione aperta appunto anche alle altre due aziende di trasporto locale, l'Atm e la Ctm. Ma proprio ieri dal presidente della Ctm Manzonetto è arrivata la mazzata: "Tra l'unirci con La Marca, che ha venti milioni di debiti - ha detto Manzonetto - e farlo con un'azienda come la veneziana Actv, abbiamo scelto chi poteva darci prospettive di sviluppo". E infatti, entro 3 mesi, Manzonetto conta di chiudere l'accordo con i veneziani. Alla faccia di Muraro, che spera ancora in un ripensamento. Ma che, nel frattempo, ricorrerà alle vie legali contro Manzonetto, a suo dire "reo" di aver screditato l'immagine de La Marca in un momento così delicato, con il rischio di far saltare l'intera operazione. "Ho dato mandato al presidente de La Marca Mario Piovesan di presentare denuncia lunedì (domani, ndr) contro Manzonetto per turbativa d'asta - dice Muraro - Non si può chiamare altrimenti la sua uscita sui presunti debiti de La Marca. Debiti che non esistono: i 20 milioni di cui parla il presidente della Ctm sono semplicemente soldi della Provincia di Treviso bloccati dal patto di stabilità e quindi che non potevamo spendere, e che quindi nel 2007 abbiamo dato a La Marca sotto forma di prestito infruttifero. E La Marca senza toccare quei milioni ma sfruttandone gli interessi bancari, è riuscita ad acquistare 25 nuove corriere. A tempo debito, quei 20 milioni di euro ci verranno restituiti. Non sono quindi 20 milioni di debiti, come dice Manzonetto: a differenza di altre società di trasporto pubblico, La Marca non ha mai avuto bilanci in rosso. Quindi Manzonetto dice il falso e lo quereliamo". L'affondo del leghista Muraro: "Il suo è stato un chiaro attacco politico. Perché Manzonetto è un politico, non un tecnico. Se non ricordo male, era sceso in politica con la lista di Carraro...". (Alessandro Zago).

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Pagato il 400% di spese per una bolletta di 46 cent (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 10-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Udine Pagato il 400% di spese per una bolletta di 46 cent FORNI DI SOPRA. Potenza della burocrazia. I carnici, si racconta, sono ligi nel pagare le tasse: non manca a questa regola un cittadino di Forni di Sopra che, si è visto recapitare una bolletta del canone del servizio idrico, e ha subito presentato l'effetto per il pagamento in Posta, anche se la scadenza della fattura emessa da Carniacque era prevista per il 25 di agosto. "Un pensiero in meno" pensava, ma poi, riguardando la bolletta, ha notato che le spese erano pari al.400%. "Mi è stata recapitata una bolletta - racconta il malcapitato - per il consumo di acqua nel comune di Forni di Sopra dal 1 agosto del 2005 alla fine del 2007. Dovevo pagare un arrotondamento di ben 46 centesimi di euro. A questa cifra sono stati aggiunti 60 centesimi per le spese postali, che portano il dovuto a ben un euro e sei centesimi". Unito alla fattura un bollettino, evidenziato a piè di lista della fattura con la dicitura: "Per il pagamento utilizzi il bollettino già compilato che trova allegato a questa fattura", il che ha comportato un ulteriore spesa, per il conto corrente postale, di un euro. Sembra incredibile eppure è così.

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L'hotel è ok, l'elettricità no: i turisti sono invitati a ripassare (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 10-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Buggerru. Imprenditore vessato da una storia di ordinaria burocrazia L'hotel è ok, l'elettricità no: i turisti sono invitati a ripassare BUGGERRU. Realizzare un attività in un giorno. è lo slogan per semplificare gli adempimenti di chi vorrebbe creare dall'oggi al domani un'impresa. Ma all'albergo costruito dinanzi al porto non sembrano bastarne neppure una ventina: di mesi però. Completata a gennaio del 2007, "La Rosa dei Venti", la struttura che fa capo alla società Il Timone dell'imprenditore Giampaolo Collu, è pronta per il taglio del nastro con tanto di attrezzature e arredi sistemati nella trentina di camere pronte ad accogliere i villeggianti. Ma il traguardo che sembra a un passo si scontra ora con la burocrazia. All'albergo manca ancora l'energia elettrica. Duecento chilowatt per tenere in vita illuminazione, impianti di condizionamento e cucine, alimentati da una cabina che l'Enel dovrebbe costruire a pochi passi dalla struttura ricettiva. La richiesta datata ottobre 2005 è però vincolata dal rilascio delle autorizzazioni amministrative. L'area non è delle più semplici: vincoli urbanistici, ostacoli burocratici e passaggi di competenze da regione a comuni soffocano l'iter procedurale. Una lungaggine insostenibile che con il trascorrere dei mesi rischia di avere gravissime conseguenze sul futuro dell'albergo, vanificando anche la possibilità di una decina di posti di lavoro che nel Fluminese sono come l'oro. Il sindaco Silvano Farris ritiene dal canto suo di aver fatto tutto il possibile: "Abbiamo fatto tutto ciò che era di nostra competenza, proprio il 9 luglio abbiamo approvato il progetto per la costruzione della cabina, comunicandolo subito dopo all'Enel. Ora sono loro che devono provvedere al ritiro della concessione e alla realizzazione dei lavori". L'imprenditore che senza l'energia elettrica non può invece realizzare quel sogno accarezzato da tempo, la pensa diversamente: "Nonostante tutto l'impegno ed anche l'opportunità di creare dell'occupazione a Buggerru mi trovo ancora senza risposte da parte del comune. Due lettere: una inviata il primo luglio ed una dieci giorni dopo, sempre dal nostro legale, non hanno ancora avuto una risposta ufficiale. Come è possibile?". Lo stesso legale della società in una delle due lettere inviate ha precisato che in caso di danni l'ente unitamente ad altri eventuali responsabili sarebbe chiamato a risponderne. Una situazione incredibile che vede la stagione turistica ormai perduta e un albergo incredibilmente chiuso. Il tutto dinanzi agli occhi di alcuni turisti stranieri che dal porto assistono sconsolati all'ennesimo caso di burocrazia. Ignazio Pili.

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La burocrazia blocca la caserma (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 10-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pontedera La burocrazia blocca la caserma Per un problema di affitti i carabinieri restano in quella vecchia Il sindaco Marta Perini: "Intanto parte la costruzione di alloggi per militari Aspettiamo risposte dalla prefettura" CALCINAIA. La burocrazia rallenta la costruzione della nuova caserma dei carabinieri, già prevista dalla precedente amministrazione comunale guidata dal sindaco Valter Picchi. Per una serie di cavilli, l'edificio non riesce ad essere messo in cantiere. Il progetto prevede, oltre alla caserma dell'Arma, anche quindici alloggi destinati alle forze dell'ordine, sul modello di quello che è stato realizzato a Navacchio, nel comune di Cascina, dove la caserma sarà inaugurata a ottobre, anche se è già operativa. Per quella di Calcinaia l'intoppo riguarda l'affitto. "Partiranno i lavori degli alloggi - dice il sindaco Marta Perini - ma per la caserma è tutto bloccato, aspettiamo risposte dalla prefettura". In sostanza, anche se la caserma viene realizzata da privati, cioè dalla Cooper 2000, è necessaria l'autorizzazione del ministero dell'Interno. Il Comune, infatti, paga l'affitto per sei anni e successivamente interviene il ministero. Il punto è questo: l'ufficio tecnico erariale di Livorno, che deve stabilire l'entità del canone mensile, per motivi legati alle solite ristrettezze di bilancio, non ha ancora calcolato a quanto deve ammontare l'affitto della caserma. Di conseguenza, l'operazione resta bloccata, visto che le autorizzazioni a pagare nuovi canoni di affitto vengono rilasciate con il contagocce. Intanto i carabinieri restano nella vecchia caserma, a due passi dal municipio. Mentre quella nuova è prevista in un'area lungo la vecchia provinciale Vicarese, all'ingresso del paese. Area che è stata acquistata dalla cooperativa da quasi dieci anni e rimane inutilizzata, tra un passaggio di carte e l'altro. Senza l'autorizzazione del ministero il Comune ha le mani legate e si trova nella condizione di essere responsabile dell'affitto della caserma. In questo modo l'ente locale, a sua volta alle prese con i tagli della Finanziaria, non ha possibilità di manovra. I cantieri delle caserme restano progetti nel cassetto, ovviamente a portata di mano quando c'è da parlare di sicurezza, un tema di attualità per ogni campagna elettorale. Il progetto di Calcinaia prevede un investimento di tre milioni e mezzo di euro. "Senza garanzie sull'affitto - commenta il sindaco Perini - diventa difficile far partire l'intervento. Comunque, non credo che il nostro sia un caso isolato. Come amministrazione comunale noi abbiamo fatto il necessario. Il privato disponibile a sostenere l'investimento c'è, manca solo l'okay da parte della prefettura". Anche a Montescudaio la nuova caserma dell'Arma potrebbe essere costruita con le stesse modalità. Ma per ora è soltanto un'ipotesi. S.C.

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Il visto per Tai arriva tardi: la madre è morta (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 10-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stai consultando l'edizione del IL DRAMMA Dopo aver atteso il "sì" da Cuba la pallavolista era tornata in Cina. Ieri 3-1 delle sue compagne alla Russia Il visto per Tai arriva tardi: la madre è morta L'avevano costretta a viaggiare a vuoto per il mondo, nella speranza di riabbracciare la madre in fin di vita. Poi ieri mattina, quando era appena ritornata a Pechino e le valigie non erano ancora disfatte, ha saputo che l'agognato visto per Cuba era pronto. Ma per Taismary Aguero, pallavolista cubana ma naturalizzata italiana, è stata solo l'ultima, crudele beffa, perché la mamma Dulce Fedora è morta quando lei era appena salita sull'aereo, Poche parole sul telefonino, mandatele dal marito Alessio Botteghi: "Tua madre non ce l'ha fatta". E così Taismary si è slacciata la cintura di sicurezza ed è scesa, perché ormai non aveva più voglia di rivedere il paese a cui aveva detto addio sette anni fa, quando scappò dal ritiro in Svizzera della Nazionale cubana per rifarsi una vita e una carriera in Italia. Il paese dove ha trovato un marito, un nuovo passaporto e una nuova Nazionale, che ieri non ha potuto festeggiare l'impresa contro la Russia. Mentre le sue compagne battevano per 3 a 1 le campionesse del mondo, Taismary cercava un senso al suo dolore in quel Villaggio olimpico che le ricorderà per sempre il volto della mamma. Che non ha potuto rivedere, perché per il governo cubano è una traditrice. Un esempio per tanti altri atleti dell'isola, che come lei hanno scelto l'Europa, rinnegando Castro e la rivoluzione. Abbastanza per spingere il governo di Cuba a sbarrarle i confini, proprio come fecero due anni fa, quando non le consentirono di partecipare ai funerali del padre. Accanto alla madre così è stato Alessio, che ha lottato per giorni con la tremenda malattia della suocera e con la burocrazia cubana. Un dramma kafkiano, che aleggiava sui palleggi e sulle schiacciate delle azzurre, ieri al loro esordio nel girone B. Atlete più forti dei rimpianti, perché quando devi rinunciare a un'atleta forte ed esperta come l'Aguero, che le Olimpiadi le ha vinte due volte, le gambe e il cuore possono diventarti pesanti. Soprattutto se prima dei Giochi hai già perso Antonella Del Core, rimasta a casa per problemi cardiaci. Ma le azzurre hanno la pelle dura e risorse in quantità. Sufficienti per battere in quattro set le fuoriclasse russe (25-20, 17-25, 25-16 25-23). Anche loro, forse, con qualche ombra nella testa, perché in Russia in queste ore si spara e si muore. "Ma non dobbiamo sempre cercare giustificazioni per le nostre atlete, è una mentalità sbagliata" ha tuonato ieri l'allenatore delle russe, l'italiano Giovanni Caprara. Battuto da una squadra che al dramma ha risposto con la grinta. Quella di Nadia Centoni, che aveva il difficile compito di sostituire l'Aguero. Superato a pieni voti dall'opposto, che ha messo in carniere 16 punti, gli stessi della schiacciatrice Serena Ortolani. Ma a rubare gli occhi è stata soprattutto la difesa, con gli interventi sempre precisi del libero Paola Cardullo. Per la soddisfazione del ct Marco Barbolini, che non vuole mischiare tragedie private e sport: "Questa prova non è scaturita da nessuna reazione per le tristi traversie che hanno colpito la nostra squadra. Abbiamo solo giocato a pallavolo e l'abbiamo fatto abbastanza bene. Era importante iniziare così, con una vittoria straordinaria contro un grande avversario, che ha un grande valore". Domani seconda gara per le azzurre, contro il Kazakistan. Forse ci sarà anche Taismary, che vuole tornare a rincorrere una palla. Una gioia che nessun burocrate del mondo può toglierle.

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Assalto ai burocrati targati cuffaro - emanuele lauria (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 10-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina I - Palermo Il retroscena Assalto ai burocrati targati Cuffaro EMANUELE LAURIA La disposizione sull'esodo è stata varata pensando soprattutto a sette grand commis della Regione. Per invitarli a liberare senza rumore le prime caselle dell'affollato scacchiere della burocrazia. SEGUE A PAGINA III.

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Benservito per sette superburocrati lo spoils system si arena sui veti - emanuele lauria (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 10-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina III - Palermo Lasceranno l'incarico alcuni big: da Castellucci e Ciriminna a Liotta e Sciortino Benservito per sette superburocrati lo spoils system si arena sui veti Lombardo rinvia l'assalto alla dirigenza "cuffarizzata" Anche Miccichè è sceso in campo per difendere i suoi fedelissimi Agnese e Munafò EMANUELE LAURIA (segue dalla prima di cronaca) E sono nomi da copertina, quelli colpiti dal pensionamento obbligatorio stabilito dal governo per chi ha 40 anni di contributi. Entro sei mesi, lasceranno la Regione i dirigenti generali che hanno retto le sorti della Sanità - il cuore della macchina - negli ultimi anni: Luigi Castellucci e Saverio Ciriminna. Ma sull'uscio, da ieri, c'è anche Alfredo Tommaso Liotta, da otto anni il capo del personale dell'ente più grande della Sicilia. E la lista comprende pure Ignazio Sciortino, che lascerà la guida del corpo delle miniere, e il segretario di giunta Carmelo Ruffino, che ha già raggiunto l'età limite di 67 anni e ha chiuso in questi giorni la sua esperienza a Palazzo d'Orleans. Di qui a pochi mesi, anche il dirigente dell'ispettorato veterinario Michele Bagnato e il responsabile dell'ufficio legale Francesco Castaldi dovrebbero ricevere il preavviso di pensionamento. Figure che hanno segnato in modo netto la vita dell'amministrazione almeno a partire dagli anni '80, che hanno vissuto dall'interno della trincea regionale il governo Nicolosi e il periodo della Tangentopoli siciliana, l'ascesa del Polo e la parentesi del centrosinistra, quindi l'epopea cuffariana. Ma la rivoluzione di Raffaele Lombardo, almeno per adesso, finisce qui. Perché il governatore, confermando la sua indole da temporeggiatore che con sempre maggior frequenza gli viene rimproverata dagli alleati, ha deciso di rinviare ancora l'applicazione dello spoils system, inizialmente prevista per questa settimana. Se ne parlerà dopo Ferragosto, ma ai leader di partito Lombardo ha già fatto sapere di non voler fare cambiamenti rilevanti, in attesa dell'approvazione, da parte dell'Ars, di un disegno di legge che dovrebbe ridurre il numero dei dipartimenti da 37 a 27, con una cura dimagrante che riguarda la Presidenza della Regione e l'assessorato alla Sanità. In sostanza, ci sarà qualche spostamento: Alessandra Russo, ad esempio, dalla Formazione professionale potrebbe essere destinata al Personale, Romeo Palma potrebbe lasciare la guida del dipartimento Beni culturali. Niente più che una rotazione, ma gli uomini posti ai vertici della burocrazia per ora non cambieranno. Lombardo si è scontrato con i veti degli alleati (Gianfranco Micciché si è presentato personalmente a Palazzo d'Orleans per difendere le posizioni di Maurizio Agnese e Manlio Munafò) ma soprattutto, dopo gli annunci iniziali, è rimasto imbrigliato in un reticolo di norme e codicilli a lui sconosciuti. Mandare a casa i dirigenti sgraditi? Si può fare, ma continuando a pagare robuste indennità fino alla scadenza del contratto. Metterli "a disposizione" ma senza incarico? Soluzione praticabile ma costosa, ha fatto notare qualcuno al governatore: perché, oltre ai compensi per il burocrate parcheggiato, bisognerà pagare il supplemento (fino al 30 per cento della retribuzione ordinaria) al dirigente generale che assumerà la guida ad interim dei dipartimenti rimasti scoperti. E allora, se Lombardo da un lato potrebbe liberarsi presto di qualche dirigente mai troppo amato (Ciriminna, ad esempio, vicino a Forza Italia) e cambiare gli assetti burocratici della Sanità, dall'altro continuerà a fare i conti con un'amministrazione "cuffarizzata", piena di dirigenti (molti giovani) nominati dall'ex presidente di Raffadali e che a lui continuano a rispondere: dal segretario generale Salvatore Taormina ai capi dei dipartimenti Finanze (Benedetto Mineo), Trasporti (Vincenzo Falgares) e Agricoltura (Dario Cartabellotta) fino all'agenzia per l'impiego dove il presidente è Rino Lo Nigro e il vice Silvio Cuffaro, fratello del leader dell'Udc. Resterà in carica Gabriella Palocci, la supermanager che - in forza di un filo diretto con Cuffaro - ha gestito la spesa dei 10 miliardi di fondi comunitari di Agenda 2000. Anche il ragioniere generale Enzo Emanuele nasce come fedelissimo dell'ex governatore, ma negli ultimi mesi - trascorsi in gran parte da commissario straordinario a Catania - ha stretto ottimi rapporti con Lombardo. L'influenza dell'ex presidente, in ogni caso, si estende all'Aran (Girolamo Di Vita) e all'agenzia per i rifiuti e le acque diretta da Felice Crosta: una struttura che da sola vale più di un assessorato.

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PERUGIA - La burocrazia è un nemico sudbolo che si insinua nella vita dei tutti i giorni. E che (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 10-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Adesso, col carovita sull'uscio e con la crisi strisciante, pesa ancora di più. Perché anche pagare una multa può diventare una corsa ad ostacoli. Peggio, un salasso che pesa nelle tasche dei cittadini-automobilisti Lo sta toccando con mano Federconsumatori che si trova la fila di automobilisti con la multa in mano che non ce la fanno a pagare. "Soprattutto- spiega il presidente di Federconsumatori Umbria, Alessandro Petruzzi- abbiamo ricevuto lamentele da chi paga in ritardo di un solo giorno e si vede raddoppiare l'importo della sanzione come quelli che pagano alla fine dei sessanta giorni concessi una volta che l'infrazione viene notificata a casa. E' vero, la procedura della mora è stabilita per legge e vengono lasciati due mesi di tempo per pagare una volta che è stata notificata la contravvenzione. Ma a volte un giorno di ritardo può incidere pesantemente nel bilancio di una famiglia. Anche perché, in genere, sono le multe legate all'eccesso di velocità, cioè alla sanzione legata all'utilizzo dell'autovelox, che portano a certe situazioni. Abbiamo messo in mano al nostro ufficio legale diverse pratiche di persone che hanno fatto segnalazioni di questi tipo". Cioè in tanti si sono rivolti alle associazioni di tutela dei consumatori per chiedere una via d'uscita alla sanzione che raddoppia in un giorno. Trovare una soluzione per chi ritarda solo di un giorno non solo significa battere la burocrazia, ma anche dare una mano a tante famiglie che quando arriva la multa trovano difficoltà a pagarla. Insomma, dietro alla burocrazia si infila il carovita e l'odissea dell'automobilista diventa completa. Non bastassero già i costi del carburante, quelli dell'assicurazione, le strade piene di buche, le code e i disagi sulla via della vacanze e la gestione dell'auto che costa sempre di più. Basta fare un salto dal carrozziere per rendersene conto e scoprire che non c'è solo il caro benzina a far prendere la decisione di lasciare l'automobile in casa. Così si allungano le code davanti agli sportelli di chi ha fatto, della difesa dei consumatori, una missione con la speranza che un giorni di ritardo nel pagamento della multa non faccia gettare dalla finestre chissà quanti soldi, magari facendo finire nel cassetto la possibilità di un paio di serate in pizzerie con gli amici.

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Burocrazia, spunta la tassa sugli incidenti (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 10-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'Umbria dei campanili si divide anche sul costo del rilascio delle copie degli atti della polizia municipale Burocrazia, spunta la tassa sugli incidenti Per un atto a Perugia si spendono 250 euro, a Terni 5 centesimi a foglio.

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L'Austria attira aziende Nuovo boom di richieste (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Alto Adige" del 10-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: 1AECONOMIA - data: 2008-08-10 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Investimenti esteri Agenzia Aba: bilancio semestrale positivo L'Austria attira aziende Nuovo boom di richieste Oberrauch: meno tasse e burocrazia rapida BOLZANO - Continua la scalata austriaca all'interno dell'Unione europea. Quarto Pil pro capite continentale, mentre Vienna prosegue nella sua politica di agevolazioni alle imprese, incentivando l'afflusso di investimenti dall'estero attraverso la riduzione del carico fiscale e amministrativo. La società governativa Austrian Business Agency (Aba-Invest in Austria), che fa capo direttamente al Ministero degli esteri, segnala ben 116 nuovi progetti di investimento esteri (+27%) nel primo semestre 2008, di cui 15 provenienti dall'Italia, che si conferma il secondo paese più presente dopo la Germania (oltre 50 imprese). Il bilancio semestrale dell'agenzia conta investimenti complessivi per 140 milioni di euro (+3% rispetto alla prima metà 2007), con la creazione di 896 nuovi posti di lavoro. Cinque i nuovi progetti altoatesini, ancora in fase di definizione. "Aumenta il numero degli investimenti anche se il valore medio cala ", ha dichiarato l'ad di Aba, René Siegl, precisando che già nel prossimo semestre "si potrà assistere a un progetto di notevoli dimensioni ". Il settore dei servizi resta il perno su cui ruotano gli investimenti esteri, mentre le agevolazioni alle imprese che investono in ricerca e sviluppo sono il fiore all'occhiello della politica viennese con 7,5 miliardi di euro stanziati, pari al 2,6 del Pil: "L'impegno per quanto riguarda l'innovazione è un obiettivo dichiarato del governo austriaco - spiega il consulente internazionale di Aba, Maurizio Bossi Fedrigotti - a differenza dell'Italia dove, più che altro, si registra l'assenza di politiche adeguate. Le stesse direttive che riceviamo dal Ministero ci chiedono di privilegiare e selezionare le imprese che puntano sul comparto R&S". La convenienza austriaca per le imprese, con la sua stabilità politica, il suo alto tasso di manodopera specializzata e il suo bassissimo rischio sociale e politico del sistema- paese, sono ben inquadrate dalle parole del presidente di Assoimprenditori Bolzano, Christof Oberrauch, che ormai è in Ost Tirol da 10 anni con una sede della sua Durst di Bressanone: "Siamo andati in Austria esclusivamente per sopperire al grave problema altoatesino di mancanza di manodopera - racconta -. Oggi, grazie al cambio di politica fiscale del 2005, la situazione è ancora più rosea. Non c'è impresa che paga in tasse più del 25%, noi arriviamo al 20% grazie alle deduzioni per la ricerca ". Non stupisce quindi il successo dell'Aba: "La nostra esperienza è molto positiva - prosegue Oberrauch -. In particolare, la burocrazia che funziona è un grosso aiuto per le aziende". Conferma anche Bossi Fedrigotti: "Dalla riforma fiscale del 2005 è cambiato tutto". L'introduzione della tassazione di gruppo per le imprese, infatti, è stato un passo fondamentale per attrarre investimenti. Oltre a Germania e Italia, l'Austria rafforza anche il suo ruolo di ponte verso l'Est: "Russia, Repubblica Ceca, Slovenia Ungheria e Slovacchia sono interessate a svilupparsi in territorio austriaco - sostiene Bossi Fedrigotti - anche per la considerazione con la quale Vienna è vista nell'Est europeo". La dimostrazione è lo sviluppo dell'aeroporto della capitale, che ha visto "decollare" il numero di passeggeri in transito (+15% nel primo semestre 2008), per un totale di 20 milioni. Le uniche preoccupazioni riguardano la congiuntura internazionale, che rischia di farsi sentire già nell'immediato futuro. Prevista infatti un'inflazione in aumento dal 2,2 al 3% per il 2008 e una crescita ridotta dal 3,4 al 2,2% (1,5% secondo le sirene più allarmiste della Camera di commercio). Effettivamente, nel corso dei primi sei mesi "sono diminuiti i primi contatti, le consulenze preliminari - ha affermato l'ad di Aba, René Siegl - il che ci porta a considerare che risentiremo in maniera più netta della crisi internazionale ". Consulenze che restano comunque a un massimo storico di 696. Malgrado qualche segno negativo, il governo austriaco mantiene le linee guida immutate, prevedendo di ridurre ancora la pressione fiscale (dal 41,9 al 41,7 di quota del Pil derivante dalle imposte) e di aumentare il tasso di occupazione, oggi già al 71%. Giacomo Valtolina Confine Il cippo che separa il territorio italiano da quello austriaco Il consulente Bossi Fedrigotti: "Forte impegno per valorizzare le attività che puntano su ricerca e sviluppo In Italia mancano del tutto politiche incentivanti".

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Gli ultimi arrivi: Fercam e Rubner (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Alto Adige" del 10-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: 1AECONOMIA - data: 2008-08-10 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Le testimonianze Le imprese sudtirolesi: "Troviamo aree a basso costo e manodopera" Gli ultimi arrivi: Fercam e Rubner BOLZANO - Il "boom" di investimenti in terra austriaca coinvolge anche l'Alto Adige. Cinque infatti i progetti altoatesini registrati dall'agenzia governativa austriaca Aba nel primo semestre del 2008. Tra questi progetti (alcuni dei quali ancora in via di definizione e per questo non ancora ufficiali) spicca il colosso dei trasporti Fercam, recentemente sbarcato nella valle dell'Inn con una propria agenzia logistica. "Il tetto dell'imposizione fiscale per le aziende fissato al 25% - spiega l'ad Thomas Baumgartner - è un incentivo notevole, visto che in Italia la tassazione tra l'Irap (che non esiste in Austria, ndr) e le altre imposte può raggiungere anche il 70%". La flessibilità nelle assunzioni e lo snellimento burocratico sono altresì condizioni fondamentali, difficilmente riscontrabili in Italia: "Il sistema paese in Austria è sicuro - prosegue Baumgartner - ed è lo stesso paese ad offrirsi alle aziende. Diversamente dall'Italia, dove vengono innalzati muri innanzi agli imprenditori". Ma all'origine della scelta di Fercam c'è anche un fattore contingente legato al divieto di transito per alcuni carichi di merci all'interno della valle dell'Inn. "I limiti al transito in Tirolo esentano le imprese austriache, di conseguenza, aprendo un'agenzia, abbiamo sopperito a un grosso problema commerciale, ripristinando anche un regime di concorrenza con i nostri competitori d'Oltralpe". Un'altra grande impresa sudtirolese che si è da poco espansa in Austria è l'edile Rubner che ha aperto una filiale della controllata Nordpan in Ost Tirol, vicino a Sillian, a soli 38 km dalla propria sede di Chienes. Per un investimento di 25 milioni di euro. Le ragioni di questa decisione le elenca il direttore marketing, Werner Volgger: "Prima di tutto in Alto Adige mancano i terreni e noi avevamo bisogno di 60mila metri quadri". Secondo, la questione della manodopera, che anch'essa scarseggia nella provincia di Bolzano: "In Austria è facile reperire personale in gamba e con voglia di lavorare ". Terzo, l'annosa questione della burocrazia: "L'iter burocratico è rapidissimo - riprende Volgger - in 233 giorni siamo passati dalla stipulazione del contratto alla produzione e in soli 6 mesi abbiamo ottenuto la concessione edilizia". Tempi che fanno impressione rispetto alla pesantezza amministrativa vigente nella penisola. "Infine - conclude il direttore marketing di Rubner - ci sono anche delle ragioni logistiche: siamo più vicini alla nostra materia prima e facciamo transitare tutto via binari ferroviari, con evidenti vantaggi in termini di costi. Nel nostro caso non si può parlare di fuga, siamo un'azienda internazionale". G. V. Soddisfatto L'ad della Fercam Thomas Baumgartner valuta molto positivamente l'investimento aziendale in Tirolo Gli imprenditori Baumgartner: "Il sistema paese funziona e si propone bene" Volgger: "In appena 233 giorni dal progetto alla produzione".

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Ostillio: parlano gli atti Toscani: burocrati ottusi (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 10-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - BARI - sezione: 1PAGINA - data: 2008-08-10 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Bando sul turismo Le reazioni all'inchiesta di Bari Ostillio: parlano gli atti Toscani: burocrati ottusi BARI - Il giorno dopo l'apertura dell'inchiesta della Procura di Bari sul bando per la comunicazione turistica da sette milioni di euro, l'assessore regionale al settore, Massimo Ostillio commenta così l'iniziativa della pm Ada Congedo: "Ora la politica deve parlare attraverso gli atti amministrativi. Attendiamo i prossimi giorni anche per rispetto del lavoro di approfondimento in corso". L'altro assessore interessato, Guglielmo Minervini con delega alla Trasparenza (è titolare della fase appaltante) dice: "Dato tutto questo clima di sospetti e tensioni, ben venga l'intervento della magistratura. Servirà a chiarire ogni aspetto". Dura al contrario la reazione di Oliviero Toscani, il pubblicitario di fama mondiale arrivato ultimo nella graduatoria pugliese: "In Puglia non verrò mai più a lavorare, ho trovato una burocrazia che non è capace di comprendere i miei messaggi. Da questo momento in poi questa regione non entra più nei miei interessi professionali". A PAGINA 3 Fatiguso, Lampugnani.

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APechino MAREZZA è una parola lunga e breve: dura (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Metropolitana)" del 10-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Chiudi di PIERO MEI APechino MAREZZA è una parola lunga e breve: dura appena qualche ora, basta scendere giù dalla Grande Muraglia. L'amarezza sa d'argento, lassù, nel pomeriggio dove l'aria è umida al novanta per cento; ma poi s'asciuga, e t'accorgi che l'argento è prezioso quasi come l'oro. Davide Rebellin apre la strada delle medaglie all'Italia, sono 496 da sempre, e il 500 è a tiro, a una vasca appena: ha 37 anni, li compie proprio in questa giornata d'argento Intanto si è tristemente chiuso il caso della pallavolista azzurra di origine cubana Tai Aguero. Bloccata in Germania dalla burocrazia cubana, non ha potuto tornare al suo Paese d'origine in tempo per vedere la madre malata, che nel frattempo è morta.

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La crescita zero gela l'Europa E la Bce dà un calcio alla ripresa (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 10-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

ECONOMIA E FINANZA pag. 23 La crescita zero gela l'Europa E la Bce dà un calcio alla ripresa Già sei mesi fa Trichet avrebbe dovuto allentare la stretta sui tassi BANCHIERI Jean-Claude Trichet. Nella foto piccola, Ben Bernanke PER LA PRIMA VOLTA in più di quarant'anni sono riuscito ad ottenere dal mio bagnino a Milano Marittima un ombrellone in seconda fila. Anzi, in terza perché la prima fila è occupata, pur senza ombrellone, dai vu' cumprà senegalesi che vendono cinture e camicette. Un segno di riconoscimento per tanti anni di fedeltà? Nemmeno per sogno, quel posto in seconda-terza fila indica solo un minor numero di turisti. Ed infatti gli ombrelloni vuoti sono tanti, davvero tanti. Questa insomma è un'estate flop: meno presenze negli alberghi, meno presenze in spiaggia, meno presenze nei locali notturni. Ma, dicono, meno presenze anche in montagna e nei villaggi turistici. In definitiva, meno vacanze. Con crollo dei consumi e degli acquisti: il maggiore albergatore della Riviera Adriatica ha detto l'altro giorno sul mercato delle seconde case: " fermo, se non in calo. Puoi fare tu il prezzo di acquisto?". L'ITALIA è in effetti a crescita zero. Inutile ripetere i dati annunciati in questi giorni per illustrare il crollo del nostro Pil. sufficiente solo ricordare come ci troviamo di fronte al peggior dato degli ultimi cinque anni e come da qui sino alla fine dell'anno non siano previsti miglioramenti. E giustamente la Confindustria mette in allarme: siamo sull'orlo della recessione. Questo Paese, in altre parole, non crea più ricchezza. E quindi non crea posti di lavoro. Se i consumi calano a picco, anche il gettito fiscale si muove su quella strada. E possono essere dolori? Certo, anche gli altri Paesi hanno in Eurolandia un bel po' di problemi, a partire proprio dalla Germania, che da sempre ha il ruolo di locomotiva europea ed ora è invece in panne. La Gran Bretagna è in mezzo ad una forte crisi immobiliare oltre che bancaria, la Francia ha problemi di varia natura, persino la Spagna, che con Zapatero sembrava fare faville, è in depressione. ED ANCHE le economie del G7 mostrano qualche difficoltà. Addirittura rallentano le economie di India e Russia mentre crescono ancora solo quelle di Cina e Brasile. Ma c'è un dato che dovrebbe preoccuparci alla grande: tra i Paesi Ocse la nostra economia è quella che frena di più. Ci troviamo, insomma, peggio degli altri. In linea, se vogliamo, con quel che succede da quindici anni a questa parte. Noi siamo cresciuti meno della metà della media della crescita nell'Eurozona. E siamo anche cresciuti meno di un terzo di quanto siano cresciuti nel frattempo gli Stati Uniti. PROPRIO per cercare di fare ripartire la Germania, ovvero la locomotiva in panne, all'inizio del mese Jean-Claude Trichet, il presidente della Bce, la Banca centrale europea, ha lasciato invariati i tassi al 4,25%. Anche se il suo obiettivo principale, stabilito del resto nell'atto costitutivo della Bce, è quello di tenere sotto controllo l'inflazione. Ma ciò che salta subito agli occhi è la differenza di comportamento tra la rigidità della Bce e la flessibilità dimostrata da Ben Bernanke e dalla Fed, la Federal Reserve che è la banca centrale americana con il compito di controllare certamente l'inflazione ma di aiutare in particolare lo sviluppo dell'economia. Così Trichet si è ben guardato dal diminuire i tassi come avrebbe dovuto fare già dai sei mesi mentre la Fed ha già effettuato dall'estate scorsa una raffica di ben sette tagli consecutivi che hanno portato i tassi dal 5,25% al 2% in aprile. Come dire: la Bce ha perso il treno per la ripresa. CI TROVIAMO così sull'orlo della recessione. E in una posizione peggiore rispetto agli altri di Eurolandia per tutta una serie di problemi che ci portiamo dietro da anni senza avere la forza di risolverli. Dal mercato del lavoro che vanta fortissime tutele per eccesso di conservatorismo del sindacato alla burocrazia che solo ora viene scoperta essere fannullona e costosa, dall'energia che costa il 30% in più perché non abbiamo il nucleare anche se le centrali nucleari (e gli eventuali rischi) sono tutt'attorno a noi agli sprechi che non vogliono dire solamente soldi buttati al vento per opere che non servono o per iniziative inutili ma comprendono anche altre voci: come le tangenti che ci fanno essere uno dei Paesi più corrotti al mondo, come il costo dei politici che formano non solo una casta di privilegiati ma che, a partire dal Parlamento sino ad arrivare alle comunità montane, sono davvero in tanti. O come l'evasione fiscale ed il lavoro in nero che non rappresentano una cifra di poco conto. Solo il lavoro in nero, cioè il lavoro in cui non sono pagati contributi ed imposte, significa un Pil del 16,5%. Un 16,5% in nero. IL CENTRODESTRA parla di "un'eredità di Prodi" scaricando un bel po' di colpe sul centrosinistra e definendo "miope" la politica di Trichet. Il centrosinistra sostiene invece che il governo non ne sta combinando una giusta ed attende solo che la Germania riparta per poi tentare di accodarsi. Silvio Berlusconi, che gira per i mercati della frutta e verdura dichiarando (giustamente) che i prezzi sono troppo alti, continua ad affermare che bisogna "lavorare di più". DIMENTICANDO che il buon esempio dovrebbe essere dato proprio dai politici che pochi giorni fa sono andati anche loro in vacanza e ritorneranno al lavoro solo a metà settembre. Il ministro Giulio Tremonti è convinto che il suo decreto abbia la stessa forza di una cura da cavallo in grado di farci uscire dalla palude mentre Pierluigi Bersani, il ministro dell'Economia ombra del Pd, è di avviso contrario. Claudio Scajola, il ministro per lo Sviluppo economico, mostra fiducia da tutti i pori dopo che il petrolio è tornato a 120 dollari dal picco di 147. Ed annuncia che la bolletta elettrica sarà ridotta con i bonus sociali. Tanti buoni propositi, insomma, che fanno eco ai tanti buoni propositi degli atleti azzurri in Cina. Ma intanto? INTANTO emerge che le banche italiane, uscite molto meglio rispetto a quelle americane e a quelle europee dallo tsunami provocato dalla crisi subprime, hanno deciso una stretta sui prestiti a famiglie e imprese. cioè ora più difficile ottenere un finanziamento per la casa o per gli acquisti. Evviva. Forse è meglio restare incollati davanti alla tv, pensare solo alle Olimpiadi e accontentarsi dell'argento di Rebellin? Image: 20080810/foto/6271.jpg.

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<C'è un israeliano, mi ritiro> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 10-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Sport - data: 2008-08-10 num: - pag: 43 categoria: REDAZIONALE Il caso politico Per evitare pesanti squalifiche, la giustificazione ufficiale parla di febbre "C'è un israeliano, mi ritiro" Per non sfidare Beeri, l'iraniano Alirezaei rinuncia ai 100 rana Partecipare alla gara avrebbe significato riconoscere implicitamente lo Stato ebraico DA UNO DEI NOSTRI INVIATI PECHINO - Quando Mohammad Alirezaei Dizicheh tornerà a Esfahan forse troverà un comitato di ricevimento con le chiavi della città nella bella Naghsh-e Jahan Square che l'Unesco ha dichiarato patrimonio dell'umanità. Forse la sua fede lo conforterà per avere buttato al vento l'occasione storica di tuffarsi in una gara olimpica, forse riceverà un premio di consolazione in denaro. Ma nulla lo ripagherà per aver vissuto il suo sogno d'atleta a metà. Alirezaei, 23 anni, è un nuotatore iraniano che ha sacrificato il lavoro di mesi, di anni, che ha cestinato la sua impresa: era il primo del suo Paese a conquistarsi sul campo il diritto di partecipare a una gara olimpica in piscina. Mohammad avrebbe dovuto partecipare alla quarta batteria dei 100 rana. La sua corsia era la numero 1, ma nella 7 c'era un nemico, l'israeliano Tom Beeri, 22 anni. Un ragazzo come Mohammad, uno specialista della rana, un essere umano, come lui. Solo che era nato dall'altra parte del fiume, un "figlio del grande Satana". Alla vigilia della gara qualcuno aveva esultato per la storica notizia: per la prima volta dal 1979, l'uno contro l'altro in un avvenimento sportivo un iraniano e un israeliano. Finalmente una contesa con braccia, gambe, cervello e non solo con missili, plutonio e proclami deliranti. Anche i media di Teheran sottolineavano la cosa. Alirezaei era stato il primo nuotatore iraniano a qualificarsi per l'Olimpiade senza aver bisogno di una wild card. A Dubrovnik, in Croazia, nel giugno di quest'anno, aveva ottenuto il tempo per accedere senza inviti: 1'03''03 (il limite richiesto dalla Fina era 1'03''72). Alirezaei ha migliorato di 89 centesimi il suo personale. Un gran giorno per lui e per la sua nazione. Via, all'Olimpiade di Pechino. Poi, però, ci si sono messi di mezzo la sorte, il compu-ter, la fredda burocrazia natatoria. Alla pubblicazione della start list l'iraniano si è ritrovato nella batteria con l'israeliano. Momento di panico, di riflessione, poi, l'annuncio distensivo del segretario del comitato olimpico (Inoc) Ali Kafashian: "Alirezaei sarà regolarmente al via. Infatti nuota nella prima corsia e il rappresentante del regime sionista sta nella corsia 7 quindi non saranno uno di fronte all'altro ". Al momento della partenza della gara nell'Aquatic Center, però, nella notte di sabato a Pechino, la corsia uno era vuota. Ufficialmente Mohammad Alirezaei è stato bloccato da una forte influenza che, secondo il comitato olimpico iraniano, lo ha costretto perfino a essere visitato in un ospedale della capitale cinese. Invece non ha gareggiato, come tutti gli altri suoi colleghi dalla rivoluzione islamica del 1979, perché l'Iran non riconosce Israele come uno Stato sovrano e i suoi atleti non hanno mai accettato come avversari gli israeliani, in segno di solidarietà con i palestinesi o per odio consolidato. Però, con il tempo, si sono fatti astuti. Adesso fanno passare il messaggio, ma senza più correre il rischio di subire delle pesanti squalifiche per aver mescolato sport e politica. Mohammad Alirezaei ha usato una febbre diplomatica come Arash Miresmaeili, un judoka allora di 22 anni, all'Olimpiade di Atene 2004, rinunciò a vincere la medaglia del judo nella categoria +66 kg, di cui era il bicampione mondiale e grande favorito, perché il tabellone lo incrociò con l'israeliano Ehud Vaks. Anche allora, però, ufficialmente non si trattò di un ritiro politico. Miresmaeili infatti si presentò al peso con due chili oltre il limite (un fatto clamoroso, mai visto) e fu squalificato. Quando tornò in patria venne festeggiato e premiato con 125 mila dollari e un biglietto per la Mecca. Però, un paio di anni dopo, ammise che quella "fu una decisione molto difficile". Forse anche Alirezaei, tra qualche anno rimpiangerà di non aver vissuto fino all'ultimo la sua Olimpiade. Il boicottaggio, alla fine, è sempre una sconfitta. r. per.

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Mamma Aguero muore senza Tai (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 10-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Sport - data: 2008-08-10 num: - pag: 45 categoria: REDAZIONALE Dramma A Pechino arriva il visto per Cuba. Poi, mentre sta per partire, riceve la terribile notizia e resta in Cina Mamma Aguero muore senza Tai Le azzurre vincono per la compagna e l'abbracciano: "Siamo certe: reagirà" Il c.t. Barbolini: "Deciderà lei quando ricominciare" Ma Tai si presenta dicendo: "Coach, quando ci alleniamo?" DA UNO DEI NOSTRI INVIATI PECHINO - Tai è tornata. Oppure, forse, non è mai andata via. Pechino-BonnPechino via Francoforte, settantadue ore per avere il visto per Cuba mentre mamma Dulce Fedora, logorata dal male, se ne andava senza aspettare la burocrazia. Se questa storia ha un senso, e tutte ce l'hanno, è da cercare da qualche parte tra la Baia dei Porci e l'ambasciata cubana in Germania, nelle pieghe della diplomazia e delle mediazioni del veterano anticastrista Fernandez, capo delegazione qui all'Olimpiade, del governo italiano e dell'ambasciatore a Pechino Riccardo Sessa, i cui sforzi alla fine hanno pagato, però in ritardo sulle scadenze del destino. Il via libera per l'Avana è arrivato fuori tempo massimo e non ha cancellato qualche ragionevole dubbio, perché forse qualcuno sapeva, e a quel punto fare bella figura non costava più nessuna fatica. Ora che la polemica si arroventa (Bocchino, vice capogruppo Pdl alla Camera, dice che "il regime castrista ha perso un'altra occasione per mostrare al mondo la volontà di cambiare"), Tai mantiene con coerenza il silenzio con cui ha vissuto questo intrigo internazionale sullo sfondo dei Giochi, ieri è scesa al volo dall'aereo per Cuba ed è rientrata al villaggio, con gli occhi neri di tristezza e un buco nel cuore, ha trovato ad aspettarla l'umanità del c.t. Massimo Barbolini e sono bastate poche parole per farle capire che il valore di quest'Olimpiade trascende l'intento terapeutico: "Ciao coach, quando ci alleniamo?". L'Italia del volley si veste a lutto e riacquista la sua schiacciatrice fuoriclasse, l'esule in abito da sera che nel 2001 lasciò un party in Svizzera per chiedere asilo politico, due ori olimpici con Cuba che il regime non le ha mai perdonato e le ha fatto pagare senza sconti, un podio azzurro a Pechino saprebbe di rivincita, e chi conosce bene Tai sa che il dramma personale non interferirà con la prestazione. "Reagirà in fretta e l'Olimpiade l'aiuterà a sfogarsi: il volley per lei è tutto", racconta l'ex compagna e grande amica Mirka Francia, l'unica che ha avuto il privilegio di ricevere sms e confidenze in questi giorni difficili. La Aguero era arrivata a Pechino sapendo delle precarie condizioni di salute della madre, ma non che fosse in fin di vita. Un messaggio del marito, il fisioterapista Alessio Botteghi, alla delegazione italiana aveva lanciato l'allarme. Mercoledì la situazione era precipitata: rivedere la madre era diventata una questione di ore. "Ci sono persone che nascono con un carisma speciale: per noi Tai Aguero è un esempio e un punto di riferimento. Ora siamo ancora più unite", dice Nadia Centoni, maglia numero 4 e orgoglioso rimpiazzo della compagna deragliata dall'Olimpiade per causa di forza maggiore, protagonista nel successo contro le campionesse del mondo della Russia (3-1). Barbolini ha prudenzialmente tenuto la squadra all'oscuro della morte della madre di Tai per non turbare l'ambiente nel delicato momento del debutto olimpico e ora si aspetta dose doppia di impegno da parte di tutte: "Siamo distrutti, ma Tai è eccezionale e sapremo circondarla d'affetto. è presto per dire se giocherà domani contro il Kazakistan, di certo se avrà voglia di parlare ci troverà disponibili, sennò rispetteremo la sua privacy. Ora ha bisogno soprattutto di riposare, oltre allo choc psicologico c'è stato lo stress dei viaggi: in tre giorni ha fatto il giro del mondo. Io la lascio tranquilla, sarà lei a dirmi se vuole mettersi a disposizione". Quel giorno non sembra lontano. "Quando torniamo in campo?". Al di là del muro, a volte, atterrano palloni e storie così. Gaia Piccardi.

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Aguero, dramma di regime: il visto arriva a madre morta (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 10-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

N. 190 del 2008-08-10 pagina 11 Aguero, dramma di regime: il visto arriva a madre morta di Luciano Gulli Il dramma della italo cubana: tornata a Pechino scopre che può rientrare a Cuba, ma ormai è troppo tardi. Stupida burocrazia o vendetta di Stato? nostro inviato a Pechino Aveva un bel nome. Si chiamava Dulce, dolce. Nome difficile da indossare, per una donna, di questi tempi. Era la mamma di Tai Aguero, la nostra pallavolista di origine cubana venuta a Pechino per vincere con le sue compagne la medaglia d'oro, come c'è scritto in tutti i fondi di caffè del Villaggio Olimpico. Sarebbe stato bello, pensava Dulce Fedora dal suo letto di malata, vedere per l'ultima volta quella sua ragazzona così brava con la palla e così dolce, anche lei. Una mamma che altro può volere, quando capisce che sta morendo? Vuol vedere i figli, tenergi la mano, affidargli la propria, guardarli per l'ultima volta negli occhi con quello sguardo che dice solo questo: forse ho fatto degli errori, sono stata brusca, forse impaziente, forse quella volta avrei dovuto essere più. più. Ma se c'è una cosa di cui sono sicura è che ti ho voluto bene. Dulce Fedora è morta a Mayajigua, 360 chilometri dall'Avana, con gli occhi rivolti a una porta che è rimasta chiusa. Morta senza aver potuto guardare per l'ultima volta negli occhi quella che lei ancora chiamava "la mia ragazzina". Non la vedeva dal giugno del 2001, quando Taismary, a Montreaux per un torneo, aveva deciso di restare in Europa. Si sentivano ogni tanto per telefono, certo. E poi c'era quell'appuntamento a fine mese, all'ufficio postale, quando Dulce andava a ritirare i soldi che Tai le mandava per rimettere a posto la casa di famiglia. Dicono sia stato Fidel Castro in persona ad opporsi al ritorno di Tai a Cuba, inizialmente. Ma speriamo che non sia andata così. Speriamo almeno che non ci sia stato dolo, consapevolezza, crudele desiderio di vendetta. Se così fosse, dovremo pensare che il lder mximo non c'è più con la testa; che il marasma senile che lo ha ghermito da tempo se lo sta portando via. Perché certo sarà un po' rincoglionito, Fidel. Ma non al punto di negare a una ragazza, "colpevole" di aver voltato un giorno le spalle all'isola del tesoro castrista, un visto sul passaporto per tornare a vedere la mamma morente. No, meglio pensare che sia stato solo uno dei tanti, penosi episodi di cecità burocratica; di ottusità stalinista, ma in triplice copia, in cui annaspa l'anacronistico, imbarazzante regime imposto ai suoi isolani da Fidel. C'è poi un'altra ipotesi, naturalmente; e anche questa non è poi così peregrina. E cioè che si sia trattato di un caso di gelosia transnazionale, per così dire. In un momento in cui i riflettori del mondo sono tutti puntati sulla Cina, spacciata come medaglia d'oro in tema di trasgressione di diritti umani, il regime castrista avrebbe insomma voluto ricordare al mondo di non essere secondo a nessuno, nel ramo. Tai è rientrata ieri al villaggio olimpico a capo chino. Erano le quattro del pomeriggio. Ha dato solo una carezza alle sue compagne che avevano ancora le facce accese per la fatica e la gioia di aver battuto le russe, e si è chiusa nella sua cameretta. Due anni fa le avevano negato il visto per andare a salutare il padre, anche lui in fin di vita. Stavolta il niet dei capibastone cubani è stato anche più crudele, più disastrosamente autolesionistico. Sono fatti così quei ragazzi. Vanno capiti. Tai era partita da Pechino nella notte tra mercoledì e giovedì. Il visto non l'aveva; ma insomma se la sarebbe giocata all'arrivo, con le guardie cubane, pensava. Aereo per Francoforte, dunque. Poi la coincidenza per i Caraibi. Per un giorno, Tai ha atteso fiduciosa. Quelli del Coni, gli amici della federazione le dicevano che ce la stavano mettendo tutta, per quel benedetto visto. Un giorno d'attesa. Quindi la decisione di tornare a Pechino, per sapere che il visto alla fine c'era. Però non c'era più la mamma. Il disegno perverso del regime si è infine concluso felicemente. Lo sapevano, gli spioni di Castro, che per Dulce era finita, che la andava a ore. Bastava calibrare l'attesa, stare alla finestra e fare i magnanimi un momento prima che la donna chiudesse gli occhi. Dulce è rimasta lì, povera mamma, ad aspettare la sua "ragazzina". Il governo non può farmi questo, pensava. morta così, con la testa girata verso quella porta che non si apriva, non si apriva. SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Clandestini, un pronto soccorso per loro (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia Pavese, La" del 10-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Maria Grazia Piccaluga Clandestini, un pronto soccorso per loro Sette anni fa è partito in via sperimentale Lo gestiscono tre medici "volontari" Nei corridoi arrivano soprattutto ucraine e sudamericani. Ogni anno quasi mille visite PAVIA. Bassirou viene dal Senegal. La sua famiglia ha investito tutti i risparmi, ipotecando anche la casa, per mandarlo in Italia. L'unico con un titolo di studio, l'unico in grado di riscattare tutti dalla miseria. Ma Bassirou, una volta emigrato, ha lasciato che il suo diploma sbiadisse in fondo a uno zaino e si è messo a vendere accendini per campare. E campa male. Quando si è presentato la prima volta al Pronto Soccorso aveva mal di testa frequenti, soffriva di insonnia. Diagnosi: ansia. Come molti stranieri clandestini, che vivono nell'ombra, senza lavoro nè casa. Ma al Pronto Soccorso, che deve visitare a ritmi vorticosi pazienti gravi, vittime di incidenti, codici rossi, non c'è mai molto tempo per soffermarsi su una cefalea. Un analgesico e Bassirou veniva congedato. Così nel 2001 a qualche medico del San Matteo è venuta un'idea: separare gli stranieri extracomunitari, in genere clandestini, dall'utenza "normale" del Pronto Soccorso. E creare un ambulatorio su misura per loro. Per curare, come avrebbe fatto un medico di famiglia per un paziente italiano, mal di stomaco, dolori alla schiena, ansia, pressione alta. "Un punto di riferimento per gli stranieri non iscritti al servizio sanitario nazionale - spiega il responsabile, Francesco Falaschi, che si divide tra i turni al Pronto Soccorso e quelli dell'ambulatorio nel seminterrato, messo a disposizione dalla direzione di Ortopedia -. Persone con patologie che in genere dovrebbero essere affrontate da un medico di famiglia e invece affluivano in ospedale. Il Pronto soccorso però non è adatto ad affrontare problemi cronici di questo tipo". E così è stato allestito un primo ambulatorio casalingo, con l'autorizzazione della direzione sanitaria dell'epoca. "Abbiamo preso un'agenda e cominciato ad appuntarci i nomi degli stranieri che avevano bisogno di assistenza, man mano che si presentavano in Pronto soccorso - spiegano Francesco Falaschi e Roberta Guarnone che si alternano a Giuseppe Crescenzi, insieme a qualche volontario "arruolato" tra i medici specializzandi -. Davamo loro appuntamento con un bigliettino scritto a mano". Quell'agenda, con il tempo, è diventata sempre più voluminosa. E il bigliettino si è trasformato in una prenotazione obbligatoria, regolarmente registrata dall'ospedale. "Dal 2001 a oggi le richieste sono aumentate - spiega Francesco Falaschi -. E così nel settembre del 2006 abbiamo dovuto chiudere l'accesso diretto dei pazienti, stabilire un numero massimo per volta, insomma, dare un'organizzazione migliore del servizio". All'ambulatorio per stranieri confluiscono circa 920 pazienti all'anno. Una decina ogni mercoledì e venerdì pomeriggio dalle 15 alle 18. Nel mese di agosto è aperto solo il venerdì, perchè bisogna far quadrare i conti con il personale a ranghi ridotti, che anche nei mesi estivi si mette a disposizione dopo il turno di lavoro. Sulla porta dello studio medico nel seminterrato - che al mattino ospita gli ortopedici - un cartello tradotto in varie lingue rammenta qualche regola basilare a chi attende fuori nel pomeriggio. E invita a mantenere l'ordine. Prima che entrassero in vigore le prenotazioni (tramite il cup di piazzale Golgi o telefonando al numero 0382/503879) le dispute per l'ordine di arrivo erano frequenti. Una babele di nazionalità e di lingue, di sensibilità e di esigenze. I romeni che insieme agli africani (da Senegal, Camerun) sono stati tra i primi pazienti, da tempo sono stati soppiantati dalle badanti e dalle colf ucraine e, in genere, dagli immigrati dai Paesi dell'Est. E poi da chi proviene dall'America Latina. "I romeni ora sono entrati a far parte dell'Unione europea e non hanno più diritto alle prestazioni - spiegano i medici -. Ma c'è ancora molta confusione nella burocrazia e molti fanno fatica ad accedere alle cure". La legge garantisce ai clandestini il diritto alla salute, equiparato a un diritto della persona. Viene assegnato loro un codice che consente di ricevere le cure gratuite. Pagano poi un ticket per analisi o accertamenti diagnostici successivi. E a volte accade che qualcuno non ritiri gli esiti perchè non può pagarli. O che siano le associazioni di volontariato a farlo per loro. Chi bussa alla porta dell'ambulatorio stranieri in genere è senza permesso di soggiorno. Oppure gli è scaduto e vive in una sorta di limbo, in attesa del rinnovo. "Ma questo servizio è importante per mantenere un monitoraggio costante sulla società e sui tanti stranieri - dice Falaschi -. Una forma di sicurezza per tutti".

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Sostegni all'economia e trasporti gratuiti a chi vive in montagna (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 10-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Salvador (Udc): normativa da rivedere "Sostegni all'economia e trasporti gratuiti a chi vive in montagna" Le Comunità montane vanno ripensate. A sottolinearlo il vice presidente del Consiglio regionale, Maurizio Salvador (Udc) il quale prende spunto dalle difficoltà con la quale quella del Friuli occidentale riunisce i propri organi, come pure dal consistente avanzo di amministrazione registrato. "Vanno ripensati - sostiene Salvador - modello, articolazioni e funzioni anche se è prematuro parlare di nuove delimitazioni territoriali. La questione - continua - sta a cuore alla nuova maggioranza che governa la Regione come dimostrato in sede di assestamento di bilancio, dove sono state confermate le importanti risorse a sostegno dei progetti di sviluppo della montagna, e come dichiarato in più occasioni dal presidente Renzo Tondo che ha, tra l'altro, trattenuto per sé la delega specifica". Secondo Salvador "i cittadini che vivono in montagna si attendono risposte concrete come sottolineato anche da Mauro Corona. Sanità e assistenza, strade e servizi, ma anche banda larga, meno burocrazia per le attività economiche, trasporti gratuiti per gli studenti che devono scendere in pianura, benzina agevolata per gli abitanti dei comuni più disagiati, incentivi per un turismo intelligente, salvaguardia del patrimonio naturale e dell'architettura di montagna dove i vecchi borghi stanno cadendo a pezzi, sostegno all'agricoltura e all'artigianato".

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Trifuoggi spiato, archiviata l'inchiesta (sezione: Burocrazia)

( da "Centro, Il" del 10-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Altre Trifuoggi spiato, archiviata l'inchiesta Mai individuato chi mise la cimice nei cavi del suo computer La scoperta nel gennaio del 2007, sospetti anche sui cellulari PESCARA. Mai individuato l'autore del reato: per questo l'inchiesta sulla microspia trovata nel gennaio del 2007 nell'ufficio del procuratore capo della Procura della Repubblica di Pescara Nicola Trifuoggi (lo stesso che conduce l'inchiesta sulle presunte tangenti di Angelini) è stata archiviata dal Tribunale di Campobasso. La microspia fu trovata nella spirale che avvolgeva i cavi telefonici e del computer del magistrato. Si trattava di una microspia di fattura artigianale a cui era stato sostituito il microfono e il nuovo, con capacità di intercettazione più forte, fu riattaccato con nastro adesivo. La cimice consentiva di intercettare colloqui telefonici ed ambientali fino a 200 metri di distanza. Durante le indagini è stata anche scoperta la ditta che ha prodotto la microspia, ma tale elemento non ha consentito di arrivare a chi l'ha posizionata nella spirale di protezione dei cavi dell'ufficio del procuratore capo. Subito dopo la scoperta l'ufficio fu sottoposto a bonifica, ma non furono riscontrate altre anomalie. Sull'episodio, oltre alla trasmissione degli atti al Tribunale di Campobasso (competente per i casi riguardanti i magistrati) fu trasmessa un'informativa al Procuratore generale presso la Corte d'Appello dell'Abruzzo, al Csm e al Ministero della Giustizia. Nel gennaio del 2007, quando si verificò la scoperta, la Procura della Repubblica di Pescara aveva avviato da quasi un anno l'indagine sulla sanità abruzzese. I tre magistrati che conducono l'inchiesta (Trifuoggi, Bellelli e Di Florio) sembra che abbiano manifestato anche qualche timore circa i telefonini in loro uso, che potrebbero essere stati intercettati. La vicenda della microspia è stata rivelata dal quotidiano "La Repubblica", con grande stupore dei tre magistrati, che avevano deciso di mantenere la vicenda segreta per non creare confusione con l'inchiesta sulla sanità. LETTERA DI CARUSO. Dopo aver saputo della scelta di Del Turco di soprannominarsi Gramsci, il deputato di Rifondazione Francesco Caruso ha inviato una lettera all'ex presidente della Regione nel carcere di Sulmona, con l'invito ad andare a visitare il secondo piano della prigione, "dove sono incarcerate un centinaio di persone che non hanno commesso un reato specifico". Caruso ha anticipato a Del Turco che non troverà persone che hanno intascato tangenti milionarie, ma "un vecchietto di nome Antonio, che negli anni '90 per arrotondare la pensione vendeva sigarette di contrabbando: fermato e denunciato sei, sette volte, continuò per anni a venderle, poi scomparse il contrabbando, ma per la burocrazia giudiziaria era ormai una personalità incline a delinquere e quindi rinchiuso di proroga in proroga da quasi 10 anni. Dieci anni per una sigaretta di contrabbando". Quindi l'invito a difendere i veri valori che furono di Gramsci e a contrastare il "buco di democrazia" che si creano nelle carceri come quello di Sulmona.

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Matteoli: "Linea dura contro i camionisti. Guidano per troppe ore" (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 10-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

N. 190 del 2008-08-10 pagina 0 Matteoli: "Linea dura contro i camionisti. Guidano per troppe ore" di Emanuela Fontana Il ministro delle Infrastrutture: "Occorre un provvedimento a livello europeo per riuscire a controllare per quanto tempo i Tir viaggiano senza fare soste": Code, incidenti, morti: la maledetta mulattiera della Venezia-Trieste da Roma Ministro Matteoli, realizzerete la terza corsia sulla autostrada Venezia-Trieste, e in tempi rapidi? "Abbiamo inserito la realizzazione della terza corsia nell'intesa generale quadro firmata l'1 agosto con la Regione Friuli dal presidente Berlusconi, dal sottoscritto e dal presidente della Regione. è la dimostrazione che vogliamo realizzarla". Per la Venezia-Trieste verrà nominato un commissario? "Sì, verrà nominato per togliere di mezzo la burocrazia e accelerare le procedure. Era già stato deciso". Ha pensato a qualche provvedimento per stabilire più regole legate al trasporto pesante in autostrada? "In Italia ci sono norme che prevedono che non si possa viaggiare per un certo numero di ore. Il problema è che da noi arrivano mezzi che partono dall'estero. Magari si fermano sei ore dall'attraversamento del confine ma sono alla guida da 18. Bisogna che l'Europa faccia di più. Ne ho parlato con il commissario Tajani. Bisogna studiare un modo per controllare chi arriva da un Paese fuori dall'Europa e cercare di sapere da quante ore è alla guida". Si riuscirà in cinque anni a spostare parte del traffico merci su rotaia? "Quando saranno concluse le linee ad alta velocità si libereranno linee ferroviarie per mettere i camion su rotaia. Ma dobbiamo far crescere anche le autostrade del mare. La Salerno-Reggio Calabria è una delle priorità del governo. Sono stati aperti tratti importanti. Poi ci sono le infrastrutture venete, quelle lombarde in vista dell'Expo...". Quando la prima pietra del Ponte sullo Stretto di Messina? "Ho già parlato con il commissario Tajani per non perdere finanziamenti assegnati. Si parla di far partire i lavori nel 2010 per completarli nel 2016". Il governo è molto impegnato sulla sicurezza da microcriminalità, e la sicurezza stradale? "In questi ultimi mesi il numero degli incidenti è calato del dieci per cento, quelli mortali del 14. Certo, chi ha la responsabilità di questo settore dovrebbe portare a zero il numero degli incidenti... Ma credo che il decreto del primo Consiglio dei ministri, che prevede la confisca dell'auto per chi viene trovato in stato di ebbrezza o sotto l'effetto di droghe, sia un deterrente molto forte". Ha un'idea nel cassetto tipo la patente a punti? "Quella fu un'idea geniale che diede i suoi frutti. Posso dire che la confisca del mezzo, l'aver liberato un po' di agenti perché usiamo l'esercito, ha fatto aumentare i controlli. Auspico ora che in tempi brevi si arrivi a un insegnamento nelle scuole della sicurezza stradale. La scuola guida dura uno, due mesi, in cui i ragazzi apprendono ciò che devono fare. Se ci fosse invece una preparazione precedente arriverebbero alla patente con la piena consapevolezza di ciò che hanno tra le mani". Ne ha parlato con il ministro Gelmini? "Certamente". Ci sono altre priorità autostradali legate anche alla sicurezza? "La Pisa-Firenze per esempio. Anche qui è necessaria la terza corsia, ho già parlato con il concessionario. Abbiamo chiara la mappa delle emergenze. In questo Paese per 17 anni non si è realizzata un'opera. Durante lo scorso governo, Di Pietro qualche opera ha continuato a portarla avanti, ma molte si sono fermate perché c'era stato un veto del governo contrario alle infrastrutture. La realizzazione di grandi opere per l'Italia è anche un'esigenza di sviluppo economico". è preoccupato per la sicurezza dei treni dopo i recenti incidenti? "Lo sono certamente. A Potenza, l'ultimo, si dice che ci sia stato un errore umano. Ma questo non mi tranquillizza, anzi: ci sono tecnologie che rimediano all'errore umano". I tempi della Tav Torino-Lione? "A ottobre porterò i documenti in Europa per non perdere i finanziamenti. A dicembre avremo un quadro completo del tipo di progetto e si potrà passare alla progettazione definitiva con la valutazione dell'impatto ambientale. L'opera sarà realizzata in sintonia con il governo francese". SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Dalla Regione spiccioli per le calamità (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 10-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

I sindaci della Pedemontana in rivolta per i contributi stanziati da Venezia Asolo"E' ridicolo, è una presa in giro". Questo il primo commento di alcuni sindaci della zona pedemontana che il 29 giugno del 2006 hanno visto i propri territori colpiti da s una tromba d'aria, circa il rimborso che la Regione ha deciso di elargire a parziale copertura. Il 4,22\% della spesa sostenuta per il ripristino dei danni ai soli cittadini privati mentre per le spese a strutture pubbliche non è stato concesso nessun contributo. Per i sindaci, oltre ai danni anche la beffa! E pensare che quell'evento calamitoso aveva avuto il suo "epicentro" proprio nei Comuni pedemontani e soprattutto da Fonte a Montebelluna passando per Asolo, Maser, Cornuda, Crocetta, Caerano. Basti pensare ch4e il Comune più colpito è stato senza dubbio Asolo con 4 milioni e 390 mila euro di danni ai privati e circa 200 mila euro di danni a strutture pubbliche. Bene, la Regione Veneto ha tenuto in considerazione per i rimborsi solo i danni ai privati (circa 480 cittadini) ai quali andranno la bellezza di...185.530,91 euro. Insomma, poco più di 300 euro a testa, nemmeno i soldi della burocrazia. "E' una presa in giro soprattutto per i cittadini-spiega il sindaco di Asolo Daniele Ferrazza quasi incredulo-invito il Governatore Galan a prendere in mano la situazione e che alla fine prevalga il buonsenso." Duro anche il commento del sindaco di Cornuda, Comazzetto e Luciana Velo di Caerano." Mi vergogno di dare l'elemosina ai miei concittadini. Una percentuale assurda che arriva poi con due anni di ritardo. Sono convinto che in certe zone d'Italia non succedono cose del genere. Se fanno di tutto perchè la prossima volta non chiediamo più lo stato di calamità naturale e poi i rimborsi basta che lo dicano". Incredula anzi, senza parole il sindaco di Montebelluna Laura Puppato:" Non ho parole; non ci danno nemmeno l'iva. Ma a gennaio parlavano almeno del 30\% non so cosa sia successo dopo...Diciamo pure che la Regione non ci fa una bella figura e crea solo una spaccatura tra istituzioni e cittadini. Personalmente mi sento presa in giro e provo un forte imbarazzo". A tal punto che qualche suo collega non vuole nemmeno commentare. Come il sindaco di Fonte, Franco Berton che in quel dannato 29 giugno del 2006 la tromba d'aria ha scoperchiato la tribuna dello stadio. Il rimborso non servirebbe nemmeno per avviare la pratica per un progetto di ricostruzione."L'istruttoria costa più del rimborso", il suo unico commento amaro.Gabriele Zanchin.

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<Le nostre Comunità sanno amministrare> E Bottacin: <A noi la Provincia> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 10-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Zaia ricorda l'impegno ambientale "Le nostre Comunità sanno amministrare" E Bottacin: "A noi la Provincia" FalcadeIl ministro dell'Agricoltura, Luca Zaia, difenderà l'istituzione Comunità Montane, purché non si tratti "di enti di secondo grado a livello del mare". Lo ha ribadito venerdì sera a Falcade, uno dei 16 Comuni della Comunità Montana Agordina presieduta da Rizieri Ongaro, che con grande attenzione ha seguito l'intervento dalla platea. E intanto ieri sera alla festa del Carroccio a Falcade il consigliere regionale Gianpaolo Bottacin ha ribadito: "La presidenza della Provincia deve andare alla Lega". Gli ha fatto eco il deputato Franco Gidoni.Delle Comunità montane invece ne ha parlato Zaia l'altra sera, sempre alla festa della Lega: "La buona amministrazione nella nostra regione non può essere scambiata in sede nazionale con il malaffare e la cattiva amministrazione di altre Comunità Montane lambite dai flutti dell'acqua del mare. La serietà qui in Veneto è stata dimostrata fino in fondo, poi sarà il Parlamento a decidere, questo è ovvio. Però voglio ricordare che i nostri amministratori delle Comunità Montane in molti casi fanno realmente volontariato e si rimboccano le maniche".All'interno di queste Comunità Montane operano oggi pochi contadini ed allevatori stretti nella morsa della ordinaria burocrazia. Nel suo intervento ha spezzato una lancia a loro favore affinché possano lavorare come una volta, come da tradizione. E' riuscito a strappare un sorriso alla gente della terra agordina."Cerchiamo di essere seri. Non è mai morto nessuno se nelle malghe non c'erano le piastrelle dove si faceva il formaggio. Nessuno è mai morto mangiando il latte crudo. E' necessario ritrovare le origini nel rispetto degli allevatori e per non cancellare il modello agricolo".Ma intanto allevatori e chi lavora la terra guarda con preoccupazione al futuro in attesa di conoscere le novità del Piano di Sviluppo Rurale ed anche dei contributi per lo sfalcio dei prati fermi dal 2007."Il Piano di Sviluppo Rurale - conclude Zaia - ha una dotazione di 914 milioni di euro. Siamo stati la prima Regione ad emanare i bandi e chiudere la negoziazione con l'Europa. Ci sono margini per dare risposte concrete ad agricoltori ed allevatori in generale. I primi bandi sono stati esauriti come risorse, l'agricoltura veneta ha dimostrato di essere imprenditoriale".

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In motonave da Altino a Torcello tra racconti e natura (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 10-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

IL COLLEGAMENTO SPERIMENTALE IDEATO DALLA PROVINCIA In motonave da Altino a Torcello tra racconti e natura L'obiettivo è di associare al tragitto eventi culturali a bordo dell'imbarcazione. L'assessore Funari: "L'ostacolo è la burocrazia" Altino e Torcello, mai così vicine. Vicine nel passato che le ha viste nascere l'una dall'altra e, forse, anche nel presente. stato sperimentato giovedì, infatti, dalla Provincia di Venezia, un percorso acqueo di collegamento tra la terraferma, prospiciente ad Altino e l'isola veneziana. Questo collegamento spiega l'assessore alla Cultura, Nicola Funari - permetterebbe di scoprire il fascino dell'ecosistema della laguna nord, ma anche di creare un filo rosso tra il museo di Altino e quello di Torcello. Con il nuovo percorso, tra l'altro, i turisti potrebbero raggiungere l'isola senza gravare su un piazzale Roma.La Altino-Torcello è stata sperimentata da una quarantina di addetti ai lavori: tecnici provinciali, oltre che del settore culturale anche di quello dei trasporti, addetti dell'informazione e operatori che intendono il turismo come occasione per avvicinarsi alla natura senza entrare in conflitto con essa. Tra i viaggiatori, don Gianni Fazzini, parroco di Altino, convinto della necessità di offrire al turista "luoghi preziosi, da visitare con i tempi distesi della ricerca spirituale". Il sacerdote è tra i promotori del centro LeVie dove la cooperativa sociale Qualità propone, tra l'altro, giri in bicicletta e in bragozzo.A rendere possibile il viaggio in un pomeriggio punto di partenza Portegrandi - la disponibilità dei Fratelli Stefanato, barcaroli da generazioni che hanno messo a disposizione gratuitamente la Silis, loro ammiraglia una motonave a basso impatto per inaugurare il percorso. "L'idea anticipa Gloria Vidali, dirigente provinciale del settore Cultura - è di creare eventi culturali a bordo e sono già stati avviati i contatti, oltre che con le guide turistiche, con la Compagnia teatrale muranese, in vista di rappresentazioni non da palcoscenico, ma da motonave". Nel percorso pilota, il ruolo del narratore è stato affidato ad Alberto Toso Fei, giornalista e scrittore che, da anni, ha avviato un lavoro accurato di recupero della memoria orale, altrimenti a rischio di estinzione. Ed è così che il viaggio si è animato di storie e leggende, prima fra tutte quella che fornisce una possibile spiegazione del toponimo di Torcello: corre l'anno 452 e, indebolitasi da tempo la potenza dell'impero romano, gli altinati, così come coloro che abitano ad Aquileia o a Concordia, temono l'ormai prossimo arrivo degli Unni di Attila. Una voce richiama, di notte, il vescovo di Altino sulla torre più alta della città, il Turricellum: qui al prelato si presentano le stelle disposte nella posizione delle isole della laguna. un segno: la strada per la salvezza termina nell'isola che poi si chiamerà Torcello.E tra una storia e l'altra, durante il viaggio, si può ammirare la natura del tratto terminale del Sile il canale Silone su cui svolazzano aironi cinerini, cavalieri d'Italia, cormorami, germani e, new entry degli ultimi mesi, i fenicotteri rosa, richiamati, spiega Glauco Stefanato, probabilmente dal minore inquinamento. "Stiamo cercando di far in modo che questo percorso parta proprio da Altino, creando un attracco di fronte al museo. Non sarà facile superare gli impedimenti burocratici. Per attivare un collegamento regolare - sottolinea l'assessore Funari - bisognerà poi utilizzare imbarcazioni a basso impatto, visto che questa area rientra nella zona blu, vietata ai motoscafi". Il percorso di andata termina ad Altino nel museo provinciale e nella basilica di S. Maria Assunta. Punto di arrivo per una sosta culturale prima di tornare ad immergersi, nel viaggio di ritorno, nella natura.Gi.Gim.

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Picchia la madre, arrestatoPorto Empedocle (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 10-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Marocchino in manette, ma torna libero dopo avere aggredito anche alcuni poliziotti Porto Empedocle. I poliziotti del locale Commissariato hanno arrestato ieri notte Noureddine Haouhaou, marocchino di 26 anni residente ad Agrigento per maltrattamenti in famiglia, resistenza e violenza a pubblico ufficiale, danneggiamento e lesioni personali. Ma è già tornato libero, come deciso dal Gip D'Andria, il quale ha applicato nei confronti del marocchino la misura dell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. L'immigrato in stato di ebbrezza, ha picchiato la madre e si è anche scagliato contro gli agenti mandandoli al pronto soccorso. Questo quanto accaduto nella casa della donna, che mai avrebbe immaginato a una simile reazione del figlio. Una reazione che, incendiata dall'alcol e forse anche dal consumo di droga, è stata innescata da una lite telefonica tra il marocchino e la moglie. Una donna milanese dalla quale ha avuto due figli che ancora in tenera età vivono, per fortuna, con la donna nel capoluogo lombardo. Non sapendo con chi scaricare la rabbia per la lite telefonica, l'immigrato è andato nella casa della madre. Forse la donna non ha saputo trattenere qualche commento sulla lite tra il figlio e la nuora e nella casa è scoppiato il finimondo. L'anziana ha telefonato al 113, facendo accorrere i poliziotti, coordinati dal dirigente Cesare Castelli, ma in questo periodo dal dirigente a scavalco, Elena Testoni. Caricato in auto Haouhaou è stato portato in Commissariato. Qui è andato in escandescenze, rendendosi autore di atti di autolesionismo, rompendo il vetro di una finestra, sbattendo la testa contro le pareti. Già che c'era ha rifilato qualche cazzotto ai poliziotti in servizio, ferendoli gravemente. Il sangue del marocchino è venuto a contatto con quello di un agente. Al termine della serata ecco la sorpresa. Il marocchino in un primo momento era parso che non avesse ottemperato a un decreto di espulsione che gli era stato precedentemente affibbiato e revocato perché sposò una italiana. "Miracoli" della burocrazia del belpaese. La stessa che lo ha rimesso in libertà. Francesco Di Mare.

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LO STATO SOCIALE, CHE STORICAMENTE HA IL GRANDISSIMO MERITO DI AVERE AIUTATO, E NON POCO, A FARE USC (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Salerno)" del 10-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Lo Stato Sociale, che storicamente ha il grandissimo merito di avere aiutato, e non poco, a fare uscire dalla povertà un popolo dai livelli di vita tra i peggiori dell'Occidente, va oggi riformato e, perciò, rafforzato. Una parte di noi non ha più bisogno di ricorrere in maniera del tutto gratuita alle analisi di laboratorio e a tanti altri servizi. Abbiamo, in compenso, sempre più bisogno di liberarci da una cosa orrenda: la burocrazia. Non possiamo dire che negli ultimi anni non si sia tentato, almeno in alcuni settori, di fare qualcosa. Quale è stata la risposta dell'eterno italiano, miserabile di testa più che di portafoglio? Approfittare delle autocertificazioni per dichiarare il falso. A chi, di burocrazia e di bilanci pubblici in rosso, non ne vuole più sapere, non resta che sperare in un'azione repressiva sempre più efficace e dura. Guido Panico.

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Sul Chisone nulla è cambiato "Mancano i soldi, come sempre" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 14-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

PINEROLOSITUAZIONE DEI TORRENTI DOPO L'ALLUVIONE DI MAGGIO Sul Chisone nulla è cambiato "Mancano i soldi, come sempre" [FIRMA]LUISA GIAIMO Sono undici i sindaci che nei giorni scorsi hanno preso carta e penna e hanno scritto una lettera all'Aipo, l'agenzia interregionale per il Po, che si occupa del tratto del torrente Chisone da Perosa Argentina fino a valle. Il motivo: chiedere spiegazioni sul ritardo dei lavori per la messa in sicurezza del fiume. Sono passati infatti due mesi e mezzo dall'alluvione che ha colpito il territorio del Pinerolese, ma non dappertutto i lavori sono già iniziati. Se da una parte la Regione Piemonte ha già stanziato i fondi per i danni che la piena ha causato a maggio, dall'altra (per Pinerolo, San Secondo, Osasco, Garzigliana, Porte, San Germano Chisone, Villar Perosa, Pinasca, Inverso Pinasca, Perosa Argentina e Pomaretto), la situazione è ancora ferma. Per questi comuni infatti la competenza non è della Regione, ma dell'Aipo. Qui non sono ancora stati fatti i lavori per pulire il fiume dai detriti e per rifare le scogliere. Percorrendo il Chisone si può infatti notare come siano ancora presenti i residui che sono stati trasportati dalla piena di fine maggio. Inoltre anche la fitta vegetazione non è stata rimossa, impedendo così un buon scorrimento delle acque. "Dopo i sopralluoghi, fatti dai tecnici dell'Aipo nei giorni seguenti l'alluvione - dice il sindaco di Porte, Laura Zoggia - non risulta ad oggi che siano stati avviati interventi di ripristino delle condizioni di sicurezza, né che vi siano progetti concretamente attuabili nel breve periodo". Sulla necessità degli amministratori comunali di avere risposte pesano anche le continue sollecitazioni da parte dei cittadini che, preoccupati per un'eventuale nuova piena in autunno, vogliono sapere quando i lavori avranno inizio. "Si deve intervenire in fretta - dice Paolo Cozzo, sindaco di San Secondo di Pinerolo - . Si dovrebbe lasciare da parte la burocrazia. Abbiamo già interpellato l'Aipo altre volte ma non abbiamo avuto risposte chiare. Sembra che non abbiano sufficienti fondi. Se la situazione non cambia ci rivolgeremo alla Regione o a chiunque possa aiutarci". Diversa la condizione dei comuni da Perosa Argentina in su. Qui la competenza è della Regione che già da settimane sta lavorando per la messa in sicurezza del fiume. Situazione simile anche per il torrente Germanasca: "Con i finanziamenti della Regione, previsti dall'ordinanza dello scorso 2 agosto - dice il sindaco di Prali, Sandra Aglì - i primi lavori per tamponare l'emergenza sono quasi ultimati. In questi giorni gli operai stanno posando le scogliere di contenimento sulle rive".

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Aumentano le adozioni in Polesine (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 14-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

In sei anni 35 coppie hanno concluso un lungo percorso per ampliare la famiglia con un bambino un percorso lungo da compiere quello dell'adozione, sia per i tempi che variano dai tre ai cinque anni, sia per l'impegno e la fatica richiesti agli aspiranti genitori di un bimbo che non loro, ma potrebbe diventarlo. Tra burocrazia, studi sulla coppia ed esami del Tribunale dei minori, è un cammino tutto in salita che però sempre più coppie decidono di intraprendere. Il trend di aumento che si verifica in Italia lo si riscontra anche in Polesine. Dal 2001 al 2007, 35 coppie hanno deciso di adottare un bambino affrontando tutto ciò e in molti casi anche il viaggio e il periodo da trascorrere all'estero per accogliere il bambino stesso. L'Ulss 18, intanto, elabora progetti mirati e grazie dei fondi regionali, ha avuto uno psicologo a disposizione per smaltire le richieste arretrate e far scendere da sei a quattro mesi i tempi dello studio di coppia.A pagina III.

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Comitato Punto sanità torna a mobilitarsi (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 14-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il comitato cittadino "Salviamo il Punto sanità di Santa Maria Maddalena" non è finito in soffitta anche se nell'ultimo periodo non ha dato vita a manifestazioni eclatanti, ma a settembre ritornerà a farsi sentire con nuove iniziative di mobilitazione.Lo annuncia la portavoce del comitato Doriana Corà, la quale prende spunto dalla recente ripartizione alle Ulss dei fondi della Regione Veneto per parlare dei "mali" dell'Ulss 18."Abbiamo appreso dai giornali e dai sindacati - dice infatti Corà - che l'Ulss 18 beneficerà di un aumento di stanziamenti dalla Regione (+2,51\% rispetto al 2007 ndr): speriamo che queste risorse vengano effettivamente destinate alle situazioni di reale emergenza e bisogno della nostra sanità e non per i soliti costi di politica e burocrazia".Corà prende spunto da alcune vicende personali, vissute di recente, per parlare delle criticità della sanità altopolesana e in primis dell'ospedale San Luca di Trecenta. "Mi è successo di dover attendere più di 5 ore per una visita al Pronto Soccorso, mentre in un'altra occasione ho notato che, nonostante avessi prenotato la visita più di un mese prima, non c'era praticamente nessuno che in quella stessa giornata dovesse fare degli esami radiologici al San Luca, tanto che sono stata chiamata a fare l'esame in anticipo rispetto all'orario dell'appuntamento".Un episodio che, secondo Corà, non è una coincidenza isolata ma il segnale del "depotenziamento del presidio ospedaliero altopolesano, che si vuole abbandonare a sè stesso".Per la portavoce del comitato cittadino dunque, le azioni di mobilitazione per la sanità occhiobellese e altopolesana si salderanno sempre di più con quelle per il San Luca.A Occhiobello intanto, il comitato riproporrà il tema della mancanza di un ambulatorio pediatrico, mentre sul fronte istituzionale il progetto della cittadella sanitaria, su cui i sindaci altopolesani non hanno finora trovato una comunanza di intenti, sembra essere caduto nel dimenticatoio.M.F.

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Manca il collaudo per il nuovo campo sportivo da mesi l'impianto è pronto ma inutilizzato (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 14-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

BOISSANO POLEMICA IN COMUNITA' MONTANA Manca il collaudo per il nuovo campo sportivo da mesi l'impianto è pronto ma inutilizzato BOISSANO Il nuovo campo di atletica è ormai pronto per l'inaugurazione, ma manca il collaudo e così i cancelli della struttura rimangono chiusi, a quasi venti anni dall'inizio dei lavori. Il cantiere per la realizzazione del complesso sportivo in località Marici è terminato nei mesi scorsi. L'iter ventennale era stato iniziato dal Comune e completato successivamente dalla comunità montana del Pollupice per dotare il comprensorio di un edificio adatto alle esigenze degli atleti. L'intervento è costato complessivamente 700 mila euro alle amministrazioni locali e adesso un sopralluogo tecnico potrebbe permettere l'apertura definitiva. Una combinazione di cause (tra cui la burocrazia e le ferie estive) sembra però allontanare ulteriormente l'utilizzo della pista. L'ennesimo ritardo è stato al centro delle ultime riunioni in comunità montana, dove alcuni consiglieri e assessori hanno espresso disagio per la lentezza della procedura. Il consiglio dell'ente ha anche deciso di aprire il campo al pubblico con una serie di convenzioni agevolate con strutture ospedaliere ed associazioni sportive. Oltre all'amministrazione di Boissano, l'opera è stata finanziata dai comuni di Balestrino, Borghetto Santo Spirito, Borgio Verezzi, Calice Ligure, Finale Ligure, Giustenice, Loano, Magliolo, Noli, Orco Feglino, Pietra Ligure, Rialto, Spotorno, Tovo San Giacomo, Toirano e Vezzi Portio. Negli ultimi anni, i continui rinvii hanno reso inutilizzabili la pista di atletica, il campo sportivo, il blocco degli spogliatoi e le tribune. La prima inaugurazione era prevista nel 1998, dopo che la comunità montana aveva messo d'accordo i comuni sulle spese da affrontare per completare l'intervento. Il taglio del nastro è stato annunciato dagli amministratori locali nel 2004, poi nell'anno successivo ed infine nel 2008. Adesso che i lavori sembrano davvero terminati, la mancanza dell'ultimo permesso ritarda ancora l'apertura.

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La produzione non può aspettare l'estenuante iter della burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 15-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

La tragedia di Kumar, immigrato indiano, morto alcune settimane fa nella nostra campagna, ha riportato sotto i riflettori la nostra provincia ma soprattutto ha legato all'agricoltura gli ennesimi stereotipi più negativi, come se la società agricola virgiliana fosse priva di valori umani e civili a favore della sua opulenza e ricchezza. Da un lato abbiamo assistito a chi ha cercato di minimizzare il caso, pur stigmatizzando il comportamento del datore di lavoro, e si è affrettato a sottolineare come il fenomeno del lavoro nero in agricoltura sia per la nostra provincia un episodio isolato. Altri invece hanno posto l'attenzione su una difficile e a volte inumana realtà in cui si trovano a lavorare molti immigrati irregolari nelle campagne del ricco nord, dove si è prontissimi a sfruttare la manodopera sottopagata. Ma di questo tendere a minimizzare il problema o parlare di sfruttamento in modo generalizzato, trattando tutti gli agricoltori mantovani come padroni disumani, ci permettiamo di dissentire e, sia chiaro, non riteniamo affatto che si possa difendere in alcun modo il comportamento di un imprenditore che dà alla vita di un'altra persona il prezzo di una multa per sé. Dove sta quindi la ragione? E soprattutto è possibile trovare una soluzione? Noi crediamo che le politiche sull'immigrazione debbano essere ripensate al di fuori degli stereotipi di destra e di sinistra. Gli uni tesi a dipingere un'invasione che è sempre criminalità, gli altri centrati su un concetto di solo sfruttamento di chi è arrivato qui attratto da un miraggio di benessere. Che la nostra agricoltura abbia la necessità di manodopera e che questa sia costituita per la maggior parte da lavoratori stranieri è un dato di fatto. Gli immigrati hanno sostituito i tanti lavoratori italiani che non vogliono più fare questi lavori pesanti e in orari non felici, purtroppo però (anche per gli agricoltori) la terra è rimasta bassa, le vacche si mungono ancora tutti i giorni e i meloni maturano d'estate. Che gli immigrati abbiano necessità di trovare una occasione per poter riscattare una vita alquanto difficile nei propri paesi d'origine è altrettanto evidente. Ma il ciclo della vita e del bisogno di assistenza alle persone, la produzione e la raccolta dei nostri prodotti non possono attendere la conclusione di iter procedurali e burocratici estenuanti (...). Gli immigrati occupati nella nostra provincia in tutti i settori, sono divenuti in questi ultimi anni una percentuale ragguardevole, mentre da parte di tutti, comprese le istituzioni, sul problema del lavoro irregolare degli immigrati rimane un atteggiamento ambiguo. Perché non ammettere che questo sistema ora non regge più? La stragrande maggioranza dei datori di lavoro e delle famiglie non vogliono vivere e lavorare nel sommerso, dove il bisogno prevale sulla legge e sulla paura di una sanzione. Ma far finta di niente, lasciare che i riflettori si spengano, non serve a nessuno. E' tempo che chi ha bisogno di lavoratori, chi li rappresenta e chi consente le loro assunzioni agiscano insieme. Per questo condividiamo e ci riconosciamo nella proposta fatta nei giorni scorsi dal Segretario della Flai Cgil di Mantova Locatelli, di costruire luoghi e momenti di incontro per affrontare l'emersione del lavoro nero. Oggi ci permettiamo di poter indicare alcune priorità: riformare le politiche migratorie, cercando di modificare la legge Bossi-Fini; chiedere che l'emanazione del decreto flussi annuale e il numero degli immigrati ad esso assegnato siano consoni alle richieste di manodopera; tagliare i tempi d'attesa per il rilascio e/o rinnovo del permesso di soggiorno. Non è più giustificabile che in un paese civile si debba attendere 18 mesi per potersi ritenere un lavoratore regolare; accelerare tutti quei processi che favoriscano la regolarizzazione affinché non si puniscano gli immigrati, le aziende e le famiglie che oggi (e per favore non facciamo finta di non saperlo) occupano un immigrato irregolare. La clandestinità è il fallimento delle regole. Presidenza Confederazione Italiana Agricoltori (Mn).

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Gara d'appalto entro l'autunno (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 15-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

LA CASERMA TOIGO "Gara d'appalto entro l'autunno" Vigili del fuoco ottimisti. D'Incà: "Finchè non vedo non credo" BELLUNO. "Abbiamo tutti i benestare per il progetto definitivo, si tratta ora di fare quello esecutivo e di indire la gara di appalto europea per avviare i lavori. Un po' alla volta siamo arrivati quasi alla fine". Il vicecomandante dei vigili del fuoco di Belluno, Fabio Calore, conferma le parole dell'assessore comunale Paolo Gamba sullo stato di avanzamento della pratica della caserma Toigo. E lascia intendere che ormai la questione è sulla via della risoluzione. "Entro la fine dell'anno dovremo quindi andare alla gara di appalto", continua il vicecomandante Calore, che aggiunge: "Adesso, al ritorno delle ferie, credo ci dovrà essere una formalizzazione dei benestare a livello di Conferenza dei servizi regionale per cui poi toccherà a Roma, al comando nazionale dei vigili del fuoco, redarre il piano esecutivo e definire la gara di appalto. Un passo alla volta, alla fine siano in dirittura d'arrivo". Insomma, secondo le previsioni del vicecomandante dei vigili del fuoco, quegli oltre 10 milioni di euro stanziati dal governo per questo intervento, dovrebbero rimanere a Belluno per realizzare la nuova caserma dei pompieri. Un vicenda, quella della caserma Toigo, che si trascina da più di dieci anni, con una serie infinita di carte, promesse e annunci che poi si sono rivelati sempre inattesi. E proprio questa situazione incerta, lascia in molti alcune perplessità e qualche incredubilità sulla vicina conclusione della questione. Tra questi c'è Ives D'Incà, sindacalista della Cgil e vigile del fuoco a Belluno. "Troppo bello per essere vero, e per poter ancora credere che tutto si sia risolto", dice D'incà. "La cosa che so è che qualche settimana fa era arrivata una lettera dal dipartimento veneto in cui si sollecitava il nostro comandante a velocizzare la pratica altrimenti si rischiava di perdere i fondi statali. Nella lettera si diceva che entro la fine dell'anno tutte le carte dovevano essere pronte. Dopo tutti questi anni, dopo fiumi di parole e promesse, adesso francamente mi risulta un po' difficile credere che tutto sia finito così. Mi auguro che entro l'anno si possa finalmente avviare tutte le procedure per la gara, per cui serviranno altri sei mesi. Insomma la burocrazia è così capillare che non resta che sperare". Più ottimista Gianfranco Sommavilla della Uil: "Mi auguro che a settembre si possano avere buone notizie, anche se la vicenda è talmente complessa che non si sa mai". Paola Dall'Anese.

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Anch'io contro i kart (sezione: Burocrazia)

( da "Alto Adige" del 15-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Anch'io contro i kart Così siamo in ventuno Ho letto la lettera del Signor Casanova Borca nella quale viene ironicamente sottolineato come i cittadini contrari alla gara di kart nella struttura di Ischia Frizzi possano essere una manciata e non di più. Venti, si dice. Facciamo pure ventuno, perché mi ci aggiungo anch'io. Ma temo per lui che il numero possa essere molto, ma molto più elevato. Spero e credo, infatti, che siano tante le persone di buon senso che ritengano assurdo adibire una zona a percorso per gare di fastidiosissime macchinette (ma non basta lo stress del traffico cittadino?), soprattutto se si pensa che essa poteva essere trasformata in un biotopo con un percorso didattico, facilmente raggiungibile da tutti con una comoda passeggiata od una allegra pedalata. Mi si permetta di usare lo stesso tono ironico della succitata lettera e di ribadire che siamo almeno ventuno, non venti. Marco Bonatti Patenti agli "ex giovani"? Stupito dal clamore Noto con stupore che la mia lettera pubblicata il giorno 12 agosto suscita animate polemiche nonché critiche ed offese nei miei confronti. Ritengo di non avere né offeso né sfidato nessuno asserendo la mia teoria in merito al rilascio delle patenti agli ex giovani (devo chiamarli così vista la permalosità degli stessi), cosa che invece i lor signori hanno fatto gratuitamente nei miei riguardi. Personalmente sono il primo a dire che ci possa essere un patentato (anche centenario) in grado di guidare non costituendo pericolo per gli utenti della strada, ma allo stesso modo sostengo ci possa essere, con le stesse scarse probabilità, un sedicenne con la testa sulle spalle in grado di condurre un'auto in piena sicurezza. Ai "Lor signori" che non hanno perso tempo per scrivere al giornale rispondo prima di tutto di firmarsi, visto che è fin troppo facile offendere ed inveire nascondendosi dietro l'anonimato... Aggiungo infine che l'episodio riguardante gli autisti della Sasa personalmente mi è lontano anni-luce, così come mi è lontano accettare la "sfida" del signore anonimo che andando in bicicletta sulla vecchia strada di Caldaro farebbe forse la gioia di tutti gli utenti della strada. Mirko Bernato BOLZANO La mostra Manifesta si richiama al consumismo Ho voluto visitare l'esposizione di Manifesta allestita nelle sale dello stabilimento Montecatini dove un tempo si produceva alluminio, così mi è tornato alla mente il ricordo per averci lavorato diversi anni durante la mia gioventù. Oggi quel luogo si è trasformato al fine di ospitare rassegne di importanti mostre espositive di arte contemporanea. Ciò che ha suscitato il mio interesse durante la visita, si è rivelato nello scorgere diversi visitatori in assorta contemplazione di attenta esaminazione, cercando di scoprire le arcane motivazioni contenute nelle raffigurazioni e poter così intendere cosa si posas percepire da opere così controverse nella loro interpretazione, forse scoprire la mania dell'Io perché io edifico. E' indubbio che sono composizioni espressive che non evadono la realtà del viver d'oggi. Infatti nel percorrere la mostra, è facile imbattersi in un cumulo di oggetti eliminati dal consumismo domestico per essere sostituiti con modelli più sofisticati nella perfezione di utilizzarli. Tantochè esclusa la pittura floreale o paesaggistica, la composizione contemporanea rispecchia sempre i contenuti dell'alienazione sociale in cui siamo condizionati a sopportare la vita quotidiana. Tuttavia bisogna convenire che visitando le mostre d'arte oltre che dilettarci tra le innumerevoli opere, si è portati ad arricchire la conoscenza e con essa la passione che ci trasporta nel fantastico campo dei colori e delle creazioni artistiche. Sono in questi spazi di tempo con il partecipare a manifestazioni dell'arte in generale comprese le audizioni musicali, che ci isolano da ogni inquietudine per il piacere di appagare la nostra sensibilità, ma che purtroppo non ci libera dalla condizione del viver nostro, in quanto a conclusione del tempo in cui eravamo pervasi dal soddisfacente piacere del proprio senso intellettivo, ci riconduce alla realtà della vita quotidiana con tutte le sue preoccupazioni. Pertanto quel trasporto che aveva liberato la mente da ogni inquietudine, è stato semplicemente una brevissima catarsi. Angelo Bolognani BOLZANO Per il beach volley i soldi si trovano Nell'Alto Adige del 6 agosto, sotto il titolo "Più poteri? Una presa in giro", si legge il sindaco-pensiero relativo al decreto sicurezza del ministro dell'Interno. Afferma di non avere fondi per eseguirne le direttive (di cui ci sarebbe tanta necessità). Dice: "...sarebbe meglio incidere su chi spreca davvero... se un amministratore comunale deve spendere un euro è costretto a superare una serie di verifiche e controlli...". Evidentemente per spendere 83.000 euro avranno fatto altrettanti controlli, per cui conoscendo i tempi della pubblica burocrazia, ho pensato: vuoi vedere che forse i soldi li ha scuciti dalle sue tasche chi ha voluto la manifestazione pseudo sportiva del beach volley nei prati del Talvera? Se ciò fosse vero, penso che tutti coloro che si trovano a pagare l'addizionale Irpef a favore del Comune sarebbero ben felici. Sarà opportuno che costoro dimostrino tanta gratitudine nei confronti di questi oculati amministratori in occasione delle prossime elezioni provinciali. Questi happening sono inutili, effimeri e costosi, come anche i non dimenticati ponti d'artista di alcuni anni fa, invisi a tutti i cittadini, esclusi naturalmente i cosiddetti "artisti" che abbondantemente foraggiati li hanno realizzati. A proposito, quando sarà compleato l'allargamento del ponte sul Talvera della pista ciclabile; per separare i pedoni dalle biciclette; lavori iniziati un anno fa e lasciati incompiuti? Forse sarebbero costati meno di 83.000 euro. Temo che di presi in giro a Bolzano siano tutti gli abitanti. Se proprio le casse sono vuote, (ma sarà vero?) si riducano gli stipendi di lor signori e annullino i recenti contributi concessi, e vedere se è il caso di fare riparare chissà quanti rubinetti che continuano ad erogare denaro a pioggia. Come diceva qualcuno, a pensare male si fa peccato... Luciano Ottolini Il Monumento rifatelo cento metri più in alto E' indubbiamente pregevole l'accostamento del bellissimo e importante Monumento alla Vittoria, affermato dall'Esimio Sig. Carlo Michelon alle famose e importanti statue del Faraone nei pressi della diga di Assuan in Egitto, salvate ad opera dell'Unesco e smontate e costruite 100 metri più in alto. Orbene, per salvare il pregevole e importante Manufatto dell'arch. Piacentini (2 milioni di euro mi sembrano pochi) avallerei la non tanto celata idea dell'Esimio di cui sopra di smontarlo in blocchi e costruirlo 100 metri più in alto nello stesso posto con un poderoso basamento, così tutti gli "aficionados" dello stampo del Signor Carlo Michelon potranno giovarsi gli occhi ogni mattina e sera. Se invece il giovamento non fosse di suo gradimento, gli consiglierei tre alternative: bendarsi, varcare il confine del Brennero e stabilirvisi, oppure (meglio ancora) farsi una gitarella rimanendoci al paese natio di Josif Vissarionovic Dsugasvili Stalin. Graziano Delmarco.

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Smaltimento rifiuti: ci serve una strategia, non un inceneritore (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 15-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'INTERVENTO Smaltimento rifiuti: ci serve una strategia, non un inceneritore ANTONIO BORTOLUZZI * Personalmente sono contrario agli inceneritori perché è dimostrato il loro alto impatto ambientale e perché sono soluzioni ormai tecnologicamente superabili da impianti di riciclaggio con costi decine di volte inferiori al loro costo attuale. Non mi posso nascondere tuttavia che in Italia - anche nella gestione dei rifiuti (vedi Campania, ma non solo) - esistono profondi squilibri e che tutta la normativa nazionale è tuttora ancorata alla produzione di CDR e che, perciò, per evolverla verso il riciclaggio, occorrono precise disposizioni legislative che, allo stato attuale, sono assai incerte. Le Leggi nazionali e della Regione Veneto riferite al CDR da RSU esistono. Come pure esiste la Legge Regionale che stabilisce che i rifiuti industriali devono essere trattati esclusivamente in aree industriali attrezzate. E questo non è certo il caso né di Bonisiolo di Mogliano Veneto, né di Nerbon di Silea dove Unindustria avrebbe individuato i siti ove costruire due nuovi inceneritori. La prima proposta quindi è: applichiamo le Leggi esistenti. L'area industriale di Fusina a Marghera possiede tutte le caratteristiche ambientiali e normative. Quello che non si riesce a capire è come non sia stata rilasciata ancora un'autorizzazione a bruciare CDR nella centrale Enel di Fusina richiesta oltre dieci anni fa. è dal 1998 che si parla di questo progetto e le carte sono a Roma almeno da tre anni. Questa operazione nata con un accordo tra Enel, Regione del Veneto, Provincia e Comune di Venezia, non vede alcun Ente contrario e la sperimentazione durata tre anni avrebbe dimostrato che la cosa sarebbe "in linea con le norme vigenti". Se lo era anche per l'ex ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio (che lo scorso aprile aveva sollecitato alla Comm.ne Aia una risposta definitiva) perché la cosa non decolla più? E' forse un nuovo disastro della burocrazia? Ma che ci sta a fare allora il Ministro Brunetta (veneziano, queste cose deve saperle)? Se per l'a.d. di Veritas, Andrea Razzini, "questa è una situazione incredibile e vergognosa" sarebbe da capire che cavolo intende Berlusconi quando - con toni tipo "spazzeremo i comunisti" - dice che farà un inceneritore per ogni campanile. Ma se il suo governo non riesce nemmeno a scucire un'autorizzazione per Fusina, non è che invece non abbia lui qualche problema con "ministri chiacchieroni? Intanto è Veritas (e quindi le tasche dei cittadini) che deve spendere 5 milioni di euro l'anno per mandare il CDR in discarica (o altrove) dopo averne investiti 18 per produrlo. La Provincia di Treviso - sempre povera di impianti sia per il riciclaggio che per l'incenerimento dei rifiuti - potrebbe entrare tra breve in emergenza per lo smaltimento. Non entriamo nel merito dei risultati non prodotti dall'AATO, a cui spetterebbe l'aggiornamento del Piano Provinciale per i Rifiuti, né delle lotte tra i Consorzi di Gestione per il "controllo del territorio". Tre soli dati: 1) le tariffe praticate ai cittadini aumentano sempre; 2) è ormai chiaro (quasi) a tutti che il ciclo dello smaltimento dei rifiuti debba uscire dagli ambiti provinciali al contrario di come vorrebbe una norma oggi superata ovunque dai fatti; 3) anche nella Regione Sicilia si sono accorti che gli AATO sono enti burocratici... Due gli scenari che la Provincia ha dinanzi. Se punta al riciclaggio -come siamo in molti ad auspicare- deve individuare siti, tecnologie, linee di investimento e nuovi gestori a cui affidare la raccolta differenziata spinta oltre il 70%. Se, al contrario, pensasse all'incenerimento dovrebbe indicare i siti idonei in linea con le Leggi Regionali vigenti. Ma se, in quel momento, non ci fossero alternative immediate perché la Provincia di Treviso non punta decisamente ad un Accordo di Programma con la Provincia ed il Comune di Venezia (insieme alla Regione) per risolvere a Fusina lo smaltimento del RUR (rifiuto urbano residuo da raccolta differenziata)? E perché Unindustria Treviso e Confindustria Venezia -che hanno avviato un percorso di fusione- avendo a cuore lo smaltimento dei rifiuti industriali non prendono in considerazione il sito di Fusina per realizzare le proprie linee di incenerimento? Sarebbero perfettamente in linea con le Leggi vigenti che, ripetiamo, prevedono che tali rifiuti possano essere trattati esclusivamente in zone industriali. Un modo per dare una risposta definitiva alle preoccupazioni delle popolazioni di Bonisiolo di Mogliano, di Nerbon di Silea e dei Comuni ad essi contermini, ben consapevoli dei concreti pericoli per la loro salute se tali impianti fossero realizzati in aree così densamente popolate. A Mogliano, l'indebolimento del fronte istituzionale contro l'inceneritore si è determinato ben prima della caduta di Azzolini. La successiva paralisi pressoché totale, comprese le iniziative impostate dal precedente Assessore all'Ambiente avviate per fissare con una Variante una diversa destinazione d'uso dell'area di via Angeli, non sono state più nemmeno prese in considerazione dall'allora Sindaco nonché Assessore all'Urbanistica. Perciò è giusto: i cittadini vanno rassicurati con fatti non con chiacchiere. Per fortuna, sul fronte del no all'inceneritore restano buona parte delle forze politiche insieme ai Comitati vari di iniziativa sorti sul territorio. Ma poiché la situazione sta evolvendosi è evidente che questi devono intraprendere unitariamente azioni più orientate ed incisive. Ed è a tutti loro che, da settembre quando ricominceremo a riunirci e partendo dalle considerazioni fin qui svolte, che voglio proporre iniziative adeguate ai problemi citati, individuando prioritariamente nella Provincia di Treviso e nella Regione Veneto gli interlocutori istituzionali a cui rivolgerci. (* No Inceneritore Mogliano Veneto).

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Una lettrice a Pronto Giornale di Brescia racconta la sua avventura con la bolletta della luce L'Enel che se ne fa dei miei dati catastali? (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 15-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 15/08/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:PRIMA Una lettrice a "Pronto Giornale di Brescia" racconta la sua avventura con la bolletta della luce "L'Enel che se ne fa dei miei dati catastali?" BRESCIA "Mi è arrivata la bolletta dell'Enel con allegati cinque fogli da compilare. Vogliono il permesso di fruire dei miei dati personali e, soprattutto, vogliono sapere i dati catastali del mio immobile (mappale, sezione, subalterno, particella), di cui non conoscevo nemmeno l'esistenza. Ma sono davvero necessari?". Dati che chi ha un po' di dimestichezza con la burocrazia può facilmente recuperare nell'atto notarile di compravendita dell'immobile oppure rivolgendosi ad uno degli sportelli dell'Agenzia del Territorio (ci riferiamo all'ex ufficio del Catasto in via Marsala a Brescia). Altrimenti non rimane altro che affidarsi ad un professionista, geometra o architetto esso sia. / A PAGINA 9.

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Rendita finita, la Liguriadeve reinventare il turismo (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 15-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Ermanno Marocco La principale industria della Liguria, il turismo, è in forte difficoltà, forse in crisi. I dati forniti dall' Agenzia di promozione turistica regionale "In Liguria" indicano una flessione nel primo semestre del 2008 del 4,05% delle presenze degli italiani rispetto al 2007, cioè delle notti passate in un hotel o in una pensione ligure. Il dato negativo è mitigato da un aumento delle presenze degli stranieri (più 5,43%), con una diminuzione complessiva dell'1,63% delle presenze e del 2% degli arrivi. Ma l'allarme più forte arriva dai gestori delle attività tipiche della vacanza al mare: stabilimenti balneari, divertimento, ristorazione: la propensione alla spesa è drasticamente diminuita. Amministratori, operatori economici, albergatori sono questa volta preoccupati seriamente, anche perchéè dal 2003 che il settore segna il passo, le presenze diminuiscono invece di aumentare e tutti hanno la sensazione che qualcosa di strutturale si è rotto nel meccanismo che per più di un secolo ha alimentato l'industria dell'accoglienza, del relax, del divertimento in Liguria. Intanto è necessario inserire questa flessione in una situazione più generale che coinvolge quasi tutta l'industria turistica italiana, dovuta alla concorrenza sempre più vasta di altri Paesi mediterranei, alle carenze di infrastrutture, ai prezzi alti, alla scarsa qualità dei servizi e anche della gentilezza nei confronti degli ospiti. Abbiamo per decenni vissuto sulla rendita di posizione del Bel Paese, del suo patrimonio storico, delle sue bellezze naturali. Abbiamo spesso dilapidato questo patrimonio, lo abbiamo ingabbiato in un paesaggio rurale e urbano sempre più compromesso, e contemporaneamente in molti luoghi non abbiamo aggiornato, arricchito, affinato l'offerta turistica complessiva. Quindi non solo il mare, gli sport invernali, i musei, ma anche tutte quelle attività che rendono più piacevole e più utile la vacanza di ognuno di noi. In tutto il mondo questo insieme di proposte è stato programmato e sviluppato coerentemente, sostenuto da un'imprenditoria coraggiosa e da legislazioni che hanno facilitato gli investimenti. Perché il turismo è un'attività che offre poesia e piaceri attraverso un'organizzazione industriale, in grado di soddisfare le richieste di molti, di centinaia di milioni di persone. In Liguria abbiamo forse vissuto di rendita, convinti che la tradizione, la vicinanza ai mercati di sempre (Piemonte e Lombardia), il fascino del mare e di molti paesaggi naturali e urbani fossero sufficienti a convincere una clientela affezionata e disposta a sopportare qualche inefficienza e anche qualche mancanza di educazione. Negli ultimi anni abbiamo assistito anche alla rincorsa di profitti immobiliari facili, smantellando la rete dei piccoli alberghi a favore di nuove unità residenziali. Invece l'offerta turistica ha bisogno di essere rinnovata, adeguata agli standard internazionali, arricchita con nuove attività e infrastrutture per poter "allungare" la stagionalità, ha bisogno di porti turistici, di centri benessere, di sviluppare nuove attività rivolte a mercati specifici, dal ciclo turismo ai tour culturali. Oggi la Liguria turistica è certamente di fronte a un bivio: cercare di mantenere i propri mercati con qualche sforzo promozionale o affrontare la dura ma sempre profittevole strada della trasformazione. Il Secolo XIX ha presentato alcuni casi di successo, da Lerici ad Alassio, da Bonassola alle Cinque Terre, località dove la ricerca della qualità e l'integrazione tra tradizione e innovazione hanno contenuto la crisi. Ma questo non basta. proprio il sindaco di una di queste località virtuose a indicare alcune "ricette" per il rilancio. Andrea Poletti, sindaco di Bonassola, sostiene che il turismo ligure deve dotarsi di nuovi servizi in grado integrare l'offerta tradizionale e che questo sarà possibile se i comuni sapranno agire attraverso piani comprensoriali, per evitare sovrapposizioni e per aumentare la capacità di mobilitare e attrarre risorse. "Dobbiamo fare in fretta, combattere contro la lentezza delle decisioni e della burocrazia, dobbiamo essere coordinati da regie di area e insieme affinare la capacità di applicare i singoli progetti a livello comunale. Abbiamo bisogno di creare offerte nuove che sappiano rivolgersi ai nuovi mercati della terza età, dei giovani che amano la natura, dobbiamo intercettare i nuovi mercati stranieri emergenti con una buona e moderna comunicazione". Poletti propone un'alleanza tra mare e montagna, la valorizzazione dei prodotti più caratteristici dell'agricoltura e dell'artigianato ligure. E soprattutto la Liguria deve programmare il suo sviluppo turistico con il governo centrale perché molte soluzioni e molte criticità, sistema dei trasporti in primis, possono essere risolti solo a livello nazionale. La Liguria è dunque di fronte a una sfida fondamentale per il suo futuro economico e anche sociale. Deve saper "inventare" un programma di rinnovamento turistico in tempi brevi, saper integrare i diversi componenti del suo patrimonio naturale, storico, urbanistico e produttivo, deve ricostruire una cultura dell'accoglienza che coinvolga tutti i suoi cittadini e i suoi operatori economici. Regista la politica, attori tutti gli abitanti della Liguria e in particolare i suoi imprenditori. 15/08/2008 crisi strutturaleLa sensazione è che qualcosa si è rotto nel meccanismo che per oltre un secolo ha sorretto l'industria dell'accoglienza 15/08/2008 la sfidaVa ricostruita una cultura dell'accoglienza che coinvolga cittadini, politici e operatori economici 15/08/2008.

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Sos della cia prezzi alti, redditi bassi (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 15-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

AGRICOLTURA Sos della Cia "Prezzi alti, redditi bassi" CECINA. "Così non va" è il grido di allarme di Cia Livorno. Dal 2000 al 2007 i prezzi degli alimenti al consumo sono cresciuti del 28 per cento, mentre nello stesso periodo i redditi degli agricoltori sono calati del 18%. Dati più che sufficienti, spiega Stefano Poleschi - presidente provinciale della Cia -, per dare l'iDEA della crisi che il mondo rurale attraversa, anche a Cecina. La caduta libera colloca gli agricoltori all'ultimo posto nell'unione Europea. Nel 2007 sono aumentati i costi di produzione del 6%, è aumentata l'incertezza delle produzioni a causa dei cambiamenti climatici, si moltiplicano i vincoli ed i condizionamenti dell'attività agricola ed il costo della burocrazia soffoca sempre di più le imprese. "Anche settori trainanti come l'agriturismo e il vitivinicolo marcano il passo, prova di come le difficoltà del Paese - prosegue il presidente - si riflettano su tutti i settori. Con l'agricoltura al centro del dibattito a causa dei continui, eccessivi e non fondati aumenti al dettaglio degli alimentari". Dal campo alla tavola si registrano rincari del 500%, che riducono ridurre i consumi di pane, pasta, frutta lattiero caseari. Aumenti ingiustificati in una fase i cui i prezzi all'origine dei cereali e del comparto lattiero-caseario subiscono flessioni nelle quotazioni. La Cia non è abituata all'allarmismo, ma ritiene che il futuro dell'agricoltura in parti importanti della regione sia in serio pericolo. "La Cia - continua Poleschi - ha elaborato di proposte e priorità di fine legislatura, illustrato al Presidente della giunta regionale Claudio Martini e trasmesso alle istituzioni locali per chiedere un confronto". Per contrastare il rischio di declino del settore la Cia suggerisce l'avvio del Piano agricolo regionale, la piena attuazione del PSR (Piano di Sviluppo Rurale 2007/2013), un programma straordinario per la risorsa idrica con la realizzazione di piccoli e medi invasi in cui raccogliere le acque di superficie, senza dimenticare il problema della gestione faunistica. L'agricoltura è ormai "devastata" dai danni e occorre un piano straordinario di abbattimento degli ungulati per riportare in equilibrio una situazione ormai fuori controllo. Sì, perchè i cinghiali sono ormai tantissimi e producono dei danni. Un problema, questo, che va affrontato quanto prima, affinchè la situazione torni alla normalità. E' impensabile, del resto, rimandarlo ancora.

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Il ministero rinvia ancora sul cdr per enel - gianni favarato (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 15-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

RIFIUTI URBANI Il ministero rinvia ancora sul cdr per Enel GIANNI FAVARATO Dopo la sfilza di lettere di protesta e di sollecito - compresa quella sottoscritta alle ai solleciti del sindaco di Venezia, Cacciari, e altri 25 comuni che utilizzano i servizi di Veritas spa per la raccolta e lo smaltimento di oltre 500 chili di spazzatura annua prodotti dai residenti - il ministero dell'Ambiente ha finalmente detto la sua sull'agognata autorizzazione all'utilizzo di combustibile ricavato da rifiuti pre-selezionati nella centrale termoelettrica dell'Enel di Fusina, al posto del carbone fossile che, come tutti sanno, produce grandi quantità di polveri. Peccato, però, che la lettera arrivata a Ca' Farsetti (maggior azionista di Veritas) rinvia ancora ogni decisione sull'autorizzazione al raddoppio delle attuali 35 mila tonnellate annue di combustibili da rifiuti (cdr) bruciate nella centrale Enel di Fusina. Nella lettera, firmata da un dirigente della direzione di Salvaguardia Ambientale, si fissa per il 23 settembre prossimo una apposta Conferenza di Servizio, a Venezia, nel corso della quale il "Gruppo istruttore" della commissione Aia, presenterà la sua relazione, probabilmente per chiedere un ulteriore rinvio alla commissione Via del piano di raddoppio del cdr che Veritas già produce (nell'ambito del piano di bacino per la gestione del ciclo dei rifiuti) ed è costretta a smaltire altrove, con un aggravio di spese per il loro smaltimento in altri siti che già ha superato - nei due anni di attesa dell'autorizzazione - i 10 milioni di euro. "Ci risiamo - sbotta l'assessore provinciale all'Ambiente, Ezio Da Villa - la palude della burocrazia ministeriale, sempre attiva con qualsiasi governo, ci impedisce di attuare un tassello fondamentale di un piano di gestione dei rifiuti autosufficiente e sostenibile che ci invidia tutta Italia. Un piano, ricordo, che prevede, al posto della costruzione di un nuovo inceneritore o dell'utilizzo di discariche, prevede l'utilizzo di rifiuti urbani selezionati, a basso impatto ambientale come dimostrato dalla sperimentazione attuata a Fusina, per produrre energia elettrica". Disappunto anche da parte di Maurizio Calligaro, capo-gabinetto del sindaco Cacciari, che commenta: "Non capisco, nell'aprile scorso il ministero di aveva garantito l'autorizzazione prima di quest'estate, ora, invece, si rinvia tutto ad una Conferenza di Servizio". A conti fatti, ogni mese di rinvio dell'autorizzazione, costa a Veritas (e ai veneziani) quasi mezzo milione di euro.

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La liguria riceve più di quel che dà le sorprese del federalismo fiscale - aldo lampani (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 15-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina III - Genova La polemica Conviene soltanto a sei regioni e la nostra non è compresa: c'è uno sbilancio di 1.089 euro a testa La Liguria riceve più di quel che dà le sorprese del federalismo fiscale Solo Lombardia, Piemonte, Emilia, Veneto, Lazio e Marche hanno l'autosufficienza ALDO LAMPANI Si apre la partita sul federalismo fiscale. Non è una novità. Già la legge Bassanini lo aveva introdotto nel nostro Paese, indicando percorsi progressivi e proposte di rivisitazione della spesa e del decentramento. Ma la politica, oggi, si riappropria di una materia, quella della ridistribuzione degli introiti fiscali in un'Italia fiscalmente federale, che probabilmente innescherà polemiche e sicuramente, almeno all'inizio, parecchia confusione. Allo stato dei fatti le regioni che presentano un'autosufficienza già adatta all'introduzione della legge sono Lombardia, Veneto, Piemonte; Emilia Romagna, Lazio e Marche. Tutte le altre, Liguria compresa, no. La lettura dei dati, tarati sull'ultimo quadriennio per ottenere una media attualizzabile, dicono che ogni lombardo ha versato al fisco, nelle varie forme, 13.700 euro, ricevendone solo 8850 in spesa pubblica. Dopo la Lombardia, a "credito" con lo Stato ci sono gli emiliani (3450 euro a testa), veneti (2900), piemontesi (1900), marchigiani (1150) e laziali (1500). Tutti gli altri italiani (oltre 32 milioni di persone) ricevono più di quanto danno. A sorpresa, sfatando miti invalsi, le regioni che ricevono percentualmente di più sono, tra quelle a statuto ordinario, proprio la Liguria (siamo a meno 1.089) e, per masse infinitamente maggiori, quelle a statuto speciale come il Trentino Alto Adige e - cima insormontabile - la Valle d'Aosta, dove ogni abitante riceve in media 3 mila euro in più di quanto paga di tasse. Le regole che guideranno la mano del legislatore sono, apparentemente, semplici: trovare tre regioni "di riferimento" sulle quali tarare i rapporti dare-avere. Fatto questo, ognuno dovrà farcela, basandosi sulle proprie entrate ed i contributi di solidarietà predeterminati. Di più alto standing saranno le regioni scelte come riferimento (ora si dice benchmark), più alto sarà l'ostacolo da sormontare per le regioni meno virtuose o semplicemente meno fortunate. Ad "aiutare" gli amministratori locali in difficoltà di quadratura non dovrebbe essere l'imposizione della leva fiscale quanto il taglio delle spese. A ciò dovrebbe contribuire anche la semplificazione della macchina pubblica. Sulla carta parrebbe che la condanna a morte della burocrazia e degli sprechi che comporta sia la panacea d'ogni male. Ma resta da affrontare una socialità complessa, che per la Liguria, che dai conti risulta essere un peso per il resto d'Italia, ha connotazioni importanti. Innanzitutto la Sanità. La spesa nazionale, che in dieci anni si è più che raddoppiata (55 miliardi oggi) vede nella Liguria, pro quota, una delle regioni che più utilizzano i servizi per la salute. Per mantenere la spesa di comparto, in assenza di nuova tassazione, si dovrà tagliare (anzi, efficentare come si dice oggi) altrove. Ma qualche sacrificio, in un discorso di tendenza all'autosufficienza, si dovrà ben fare. Anche perché il mancato raggiungimento degli obiettivi di bilancio comporterà comunque l'obbligo di reperimento di risorse: con il bollo auto, ad esempio, un'imposizione prevista come forma quasi punitiva per raddrizzare i conti. Dunque sul discorso "federalismo" la freddezza politica e non solo degli amministratori locali è, nella realtà, piuttosto generalizzata, a cominciare da chi - dal sistema attuale - trae benefici persino eccessivi come le province autonome che sfoderano bilanci solidi anche perché sin troppo "sostenuti" da statuti oggi ai limiti dell'attualità. Per la Liguria e la sua struttura politico demografica, la revisione della gestione economica e finanziaria in senso federalista sarà un problema tutto da studiare.

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Buio e rifiuti, ecco catania sull'orlo del crac - (segue dalla prima pagina) dal nostro inviato (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 15-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Buio e rifiuti, ecco Catania sull'orlo del crac Anche scuole sfrattate. Tolta la scorta a chi denunciò il dissesto: "Ora andrò via" Dal 2000 governa il centrodestra. Debiti a quota 900 milioni e fornitori infuriati (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) DAL NOSTRO INVIATO concetto vecchio è l'ultima conseguenza del pauroso crac che sta mettendo in ginocchio Catania, la nona città d'Italia. "Me ne andrò da qui", annuncia in un bar di corso Sicilia, tra frastuoni di ambulanze e zingarelli che reclamano l'elemosina. "Non lo faccio solo per me: lo faccio soprattutto per i miei figli, che hanno 7 e 4 anni. Questa è la città con il più alto tasso d'illegalità d'Europa. E noi della sinistra siamo disarmati, anche per colpe nostre beninteso". Probabilmente non esagera in pessimismo: "Nuatri semu catanisi e i cristiani s'ana spagnari", motteggia un barista di via Etnea. "Noi siamo catanesi e la gente deve avere paura di noi". E Catania fa davvero paura, gravata da un fardello di debiti comunali pari a 900 milioni. E' stato Licandro, ex parlamentare del Pdci, a far esplodere il caso, invocando accertamenti patrimoniali non solo nei confronti dell'ex sindaco Umberto Scapagnini - al potere dal 2000 al 2008 - ma anche della burocrazia comunale. "A tutt'oggi non sappiamo dov'è stata inghiottita questa gigantesca montagna di denaro". La Procura a luglio ha spedito 40 avvisi di garanzia. Come si vive in una città sull'orlo della bancarotta? Mute di cani randagi scodinzolano la sera per via Umberto, di fronte alla storica villa dedicata al Bellini, chiusa da aprile. Tornare a casa dopo il cinema mette paura. Nella vicina via Pacini, dove abita il governatore Raffaele Lombardo, non ci sono cassonetti per depositare la spazzatura e i sacchetti di plastica si ammucchiano come piramidi davanti ai portoni, e spesso prima dei netturbini arrivano i bastardini a squarciarne i resti. Non a caso: gli spazzini percepiscono gli stipendi a singhiozzo e rovesciano la loro rabbia svuotando periodicamente i contenitori davanti al municipio. Da settembre incerti gli stipendi dei dipendenti comunali. Le scuole rischiano lo sfratto. A San Cristoforo, ventre popolare, dove la "dispersione" sfiora il 20 per cento, le suore Orsoline sono stufe di aspettare i 150 mila euro di affitti arretrati promessi più volte per la media Doria: lo sfratto, rinviato più volte, sembra imminente. Novecento milioni di debiti ha il Comune, 16 milioni li deve alla società che gestisce l'illuminazione pubblica, e tratti del centro storico sono al buio, da mesi. In via dei Corridoni, di fronte alla casa del "viceré" Lombardo, l'illuminazione è data dalle insegne dello storico cinema Odeon. I fornitori sono inferociti: aspettano 140 milioni. Le cooperative sociali non pagano gli stipendi da mesi. Perfino le edicole non forniscono più i giornali. Le librerie non accettano i buoni libri. Senza benzina i vigili. Uno scooterista alle 8 del mattino sfreccia per piazza Duomo, è senza casco (a Catania s'usa così), il vigile lo chiama, pensi che gli faccia la multa, invece discutono di una faccenda privata, poi il motociclista si congeda impunito: "Salutammu". L'economia langue. Ikea doveva aprire uno stabilimento nella zona industriale, centinaia di assunzioni in cantiere: hanno rinunciato. Forse apriranno a Palermo. Licandro, che insegna diritto romano a Catanzaro, medita di andare a vivere a Roma. "Cosa potranno fare qua i mie figli, una volta terminati gli studi? Bussare alle porte della segreteria di un politico. Questa città non ha futuro". Un milione di abitanti ha Catania (paesi satelliti compresi). Una vitalità prepotente: piena di teatri, cinema, anche rockstar (Consoli, Trovato, Battiato, Venuti). I catanesi, pur votandolo in massa, l'avevano capito subito di che pasta era fatto Scapagnini, ribattezzato "Champagnini". Il paradosso è che alle ultime comunali otto su dieci hanno votato per il Pdl. Tutto è lento: c'hanno messo 45 giorni per la proclamazione degli eletti, 58 giorni per l'insediamento del consiglio comunale. Come assessore al Bilancio è stato nominato l'ex presidente della commissione bilancio Gaetano Riva, commercialista: "Catania, come Roma, si merita un impegno governativo", dice. Il sindaco Raffaele Stancanelli (An), intanto ha speso 300 mila euro - presi da chissà dove - per due stabilimenti balneari sulla spiaggia di piazza Europa. Li hanno subito sequestrati. Erano abusivi.

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Nomadi, chiuso campo abusivo (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 15-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

CRONACA MILANO pag. 6 Nomadi, chiuso campo abusivo Setacciata da polizia e vigili anche l'area 2 di via Triboniano EMERGENZA ROM IN VIA TOSI REGOLE Devono ancora essere censite le due aree di via Novara che, come ha confermato il commissario straordinario, saranno controllate entro la fine di agosto ? MILANO ? LE FORZE dell'ordine hanno smantellato ieri mattina in via Tosi un piccolo insediamento abusivo di una dozzina tra camper e roulotte dove abitavano 41 nomadi italiani di origine siciliana. Sette persone sono state accompagnate in questura per accertamenti, mentre i vigili urbani hanno emesso 26 contestazioni per divieto di campeggio e violazioni al Codice della strada. Sempre ieri mattina si è svolto un nuovo censimento da parte di polizia, carabinieri e vigili presso l'area 2 di via Triboniano 210. Controllate 32 persone, tutti nomadi bosniaci, e due veicoli. "Nessuna irregolarità è stata riscontrata", conunica il vice sindaco e assessore alla Sicurezza Riccardo De Corato. In particolare, dei 32 bosniaci controllati, tutti residenti del campo e quindi muniti di badge, 17 erano minori. Contestualmente al censimento, Amsa e Asl hanno condotto un intervento di pulizia, disinfestazione e derattizzazione in tutta l'area Triboniano-Barzaghi. "IN POCO PI DI DUE MESI - ricorda il vice sindaco - Milano ha già censito dieci dei dodici campi nomadi autorizzati. Dal 6 giugno, infatti, il prefetto Lombardi ha già predisposto gli interventi in via Impastato, Martirano, Chiesa Rossa, Barzaghi, aree 1, 2 e 3 di via Triboniano, Negrotto, Idro e Bonfadini, arrivando al censimento di oltre 1.000 nomadi. Ora all'appello mancano solo le due aree di via Novara che, come ha confermato il commissario straordinario, saranno censite entro agosto. Nel pieno rispetto dei tempi indicati dal ministro agli Interni Maroni". In sostanza quello a cui si punta è di rendere i campi nomadi sempre meno disordinat, con un "portinaio" messo a controllare e un affitto minimo da pagare. In cambio ci sarà più attenzione all'istruzione dei bambini e un aiuto per gli adulti a trovare un lavoro regolare. Per questo, di pari passo con il censimento delle presenze dei nomadi, in prefettura si sta mettendo a punto un regolamento per i campi. Un'articolata lista di diritti e doveri che verrà adattata alle due fasi della gestione rom: quella immediata, con le persone che ci vivono in pianta stabile e quella futura, con il turnover ogni tre mesi. Parte da qui l'idea di un gestore dei campi, che se ne porta dietro un'altra: quella del "portinaio", che sarà la persona che fisicamente sarà presente nell'insediamento e si occuperà della burocrazia, anche quella spicciola (come il controllo dell'accesso dei nomadi autorizzati con le tessere di riconoscimento) e che segnalerà alla polizia locale eventuali irregolarità.

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Bagno di giorno, discoteca di notte (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-08-15 - pag: 14 autore: Emilia-Romagna. Il bagnino di Rimini Bagno di giorno, discoteca di notte Cesare Trevisani RIMINI Per rispondere alla concorrenza di spiagge raggiungibili da mezza Europa in tre ore coi voli low cost, la Riviera di Rimini punta al divertimento della notte, ma sulla sabbia e sotto la luna. In attesa che la burocrazia, nazionale e locale, svecchi un approccio talvolta fuori dal tempo, dal 2001 qualcosa s'è mosso ugualmente. La vecchia proposta mostrava la corda, per mantenere anche solo la stessa redditività bisognava inventarsi qualcosa e la ricetta vincente è stata quella di allungare l'utilizzo della spiaggia alle ore notturne. "Le discoteche sono state protagoniste di una stagione straordinaria della nostra Riviera – racconta Gabriele Pagliarani del Bagno 26 di Rimini, in spiaggia dal 1987 insieme al cugino e coi fratelli Bianchi a loro volta titolari di un chiosco dal 1972 – ma all'inizio del terzo millennio la domanda è mutata e la spiaggia ha dato la risposta attesa. Con la vecchia formula e i nuovi costi, uno stabilimento balneare non ha futuro. Comunque non è una primizia, abbiamo immagini che ci raccontano che già nel 1920 si ballava in spiaggia davanti al Grand Hotel di Rimini". Nel 2001 nasce allora il Tiki, fusione fra uno stabilimento balneare e un chiosco. Un mini villaggio turistico sulla sabbia. Oggi l'impresa, al culmine della stagione, nel fine settimana impiega fino a 34 addetti; in spiaggia anche 220 ombrelloni e 1000 lettini distribuiti su un fronte di 42 metri. C'è il via libera per portare i cani, ci sono le vasche idromassaggio, la biblioteca, l'animazione, la palestra e le baby sitter. Tutto gratis, tutto compreso nel prezzo,che sulla Riviera di Rimini è il più economico d'Italia. "La tariffa ufficiale –prosegue Pagliarani – è di 6 euro al giorno per un lettino, ma al massimo sulla Riviera se ne spendono 5, che già è tariffa da bagno di lusso. Le convenzioni con gli alberghi abbassano ancora questo costo e l'ingresso in spiaggia qui a Rimini non si paga. Se solo ci liberassero da una burocrazia opprimente e fuori dal tempo, saremmo capaci di fare molto di più e il Paese ne guadagnerebbe". Il percorso della spiaggia di Rimini non è però al traguardo. In attesa che il grosso degli stabilimenti si scuota e segue gli esempi migliori (al Tiki sono seguiti a ruota luoghi come Turquoise, Tortuga, Marina Grande, Basilico e altri) c'è un progetto per vivere la spiaggia anche d'inverno.A Natale 2007, 300mila persone hanno visitato il presepe di sabbia al Tiki e la nuova frontiera è la connessione da attivare con il turismo d'affari dei congressi e delle fiere. Rimini. Gabriele Pagliarani.

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Franca Roma Questi anni sembrano quelli destinati a (sezione: Burocrazia)

( da "Tempo, Il" del 15-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stampa Franca Roma Questi anni sembrano quelli destinati a ... Franca Roma Questi anni sembrano quelli destinati a raccogliere i frutti. Sotto il cielo di Frosinone non ci sono solo opere "infinite", interrotte o semplicemente pensate, rimaste sulla carta, poi arenate nelle pieghe della burocrazia, delle proroghe e dei rinvii. Si lavora, si costruisce e, finalmente, si realizza. La prima data utile sarà proprio il prossimo settembre, quando finalmente entrerà in funzione il parcheggio multipiano di viale Mazzini. Una struttura con una storia lunga quasi trent'anni (era il giugno del '79 quando il comune approvò il progetto originario), che ora potrà dare nuovo slancio al centro storico, unitamente ad un'altra importante infrastruttura, l'ascensore inclinato, che è costantemente monitorato da parte dell'amministrazione cittadina e dovrebbe essere completato nella prossima primavera. I numeri del multipiano: 130 posti auto, 54 box auto, 2 piani collegati da un ascensore interno, un montacarichi che permetterà ai Suv di raggiungere i diversi piani senza uscire dalle rampe; ingresso da via Alcide De Gasperi attraverso il viadotto, da via Ciamarra e da viale Mazzini; uscita su via Ciamarra e viale Mazzini. Un'opera pubblica realizzata grazie alla finanza di progetto, ossia con il coinvolgimento di privati, che proprio per questo non è stata esente da polemiche e sulla cui utilità ci sono stati accesi scontri, anche in virtù del previsto aumento di parcheggi a pagamento nelle aree limitrofe. C'è un'altra grande opera in cui sono riposte grandi speranze, non solo per la città di Frosinone ma per l'intera provincia. Si tratta del nuovo ospedale di via Fabi, cantiere aperto il 24 febbraio 2006, con la posa della prima pietra alla presenza delle massime autorità locali e regionali. Una struttura moderna, ampia, costruita nel rispetto dei criteri anti-sismici: il punto di partenza per una sanità migliore, che metta il punto ai viaggi fuori regione. Risolto il problema delle attrezzature, che aveva fatto temere ritardi. L'appalto per la realizzazione del nosocomio prevede soltanto la struttura, l'Asl dovrà acquistare i macchinari dopo aver incassato i soldi dalla vendita del vecchio ospedale Umberto I, per il quale non sarà necessario attendere il cambio di destinazione d'uso, essendo l'edificio già asservito a servizi. Si era detto tre anni per il completamento, termine ribadito anche nel corso del sopralluogo di due mesi fa: il cuore pulsante della sanità ciociara potrà iniziare a battere a novembre 2009.

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Buio, rifiuti e scuole sfrattate Catania sull'orlo del crac (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica.it" del 15-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

CATANIA - L'ultima minaccia è arrivata la mattina del 14 luglio. Un foglio bianco nella buca delle lettere: "Non rompere più la minchia". Un mese dopo, il 10 agosto, gli hanno tolto la scorta. "Non sussistono più ragioni di pericolo", recita l'asciutto dispaccio della Prefettura. Orazio Licandro, 46 anni, è un uomo solo. l'ultima conseguenza del pauroso crac che sta mettendo in ginocchio Catania, la nona città d'Italia. "Me ne andrò da qui", annuncia in un bar di corso Sicilia, tra frastuoni di ambulanze e zingarelli che reclamano l'elemosina. "Non lo faccio solo per me: lo faccio soprattutto per i miei figli, che hanno 7 e 4 anni. Questa è la città con il più alto tasso d'illegalità d'Europa. E noi della sinistra siamo disarmati, anche per colpe nostre beninteso". Probabilmente non esagera in pessimismo: "Nuatri semu catanisi e i cristiani s'ana spagnari", motteggia un barista di via Etnea. "Noi siamo catanesi e la gente deve avere paura di noi". E Catania fa davvero paura, gravata da un fardello di debiti comunali pari a 900 milioni. E' stato Licandro, ex parlamentare del Pdci, a far esplodere il caso, invocando accertamenti patrimoniali non solo nei confronti dell'ex sindaco Umberto Scapagnini - al potere dal 2000 al 2008 - ma anche della burocrazia comunale. "A tutt'oggi non sappiamo dov'è stata inghiottita questa gigantesca montagna di denaro". La Procura a luglio ha spedito 40 avvisi di garanzia. Come si vive in una città sull'orlo della bancarotta? Mute di cani randagi scodinzolano la sera per via Umberto, di fronte alla storica villa dedicata al Bellini, chiusa da aprile. Tornare a casa dopo il cinema mette paura. Nella vicina via Pacini, dove abita il governatore Raffaele Lombardo, non ci sono cassonetti per depositare la spazzatura e i sacchetti di plastica si ammucchiano come piramidi davanti ai portoni, e spesso prima dei netturbini arrivano i bastardini a squarciarne i resti. Non a caso: gli spazzini percepiscono gli stipendi a singhiozzo e rovesciano la loro rabbia svuotando periodicamente i contenitori davanti al municipio. Da settembre incerti gli stipendi dei dipendenti comunali. Le scuole rischiano lo sfratto. A San Cristoforo, ventre popolare, dove la "dispersione" sfiora il 20 per cento, le suore Orsoline sono stufe di aspettare i 150 mila euro di affitti arretrati promessi più volte per la media Doria: lo sfratto, rinviato più volte, sembra imminente. Novecento milioni di debiti ha il Comune, 16 milioni li deve alla società che gestisce l'illuminazione pubblica, e tratti del centro storico sono al buio, da mesi. In via dei Corridoni, di fronte alla casa del "viceré" Lombardo, l'illuminazione è data dalle insegne dello storico cinema Odeon. I fornitori sono inferociti: aspettano 140 milioni. Le cooperative sociali non pagano gli stipendi da mesi. Perfino le edicole non forniscono più i giornali. Le librerie non accettano i buoni libri. Senza benzina i vigili. Uno scooterista alle 8 del mattino sfreccia per piazza Duomo, è senza casco (a Catania s'usa così), il vigile lo chiama, pensi che gli faccia la multa, invece discutono di una faccenda privata, poi il motociclista si congeda impunito: "Salutammu". L'economia langue. Ikea doveva aprire uno stabilimento nella zona industriale, centinaia di assunzioni in cantiere: hanno rinunciato. Forse apriranno a Palermo. Licandro, che insegna diritto romano a Catanzaro, medita di andare a vivere a Roma. "Cosa potranno fare qua i mie figli, una volta terminati gli studi? Bussare alle porte della segreteria di un politico. Questa città non ha futuro". Un milione di abitanti ha Catania (paesi satelliti compresi). Una vitalità prepotente: piena di teatri, cinema, anche rockstar (Consoli, Trovato, Battiato, Venuti). I catanesi, pur votandolo in massa, l'avevano capito subito di che pasta era fatto Scapagnini, ribattezzato "Champagnini". Il paradosso è che alle ultime comunali otto su dieci hanno votato per il Pdl. Tutto è lento: c'hanno messo 45 giorni per la proclamazione degli eletti, 58 giorni per l'insediamento del consiglio comunale. Come assessore al Bilancio è stato nominato l'ex presidente della commissione bilancio Gaetano Riva, commercialista: "Catania, come Roma, si merita un impegno governativo", dice. Il sindaco Raffaele Stancanelli (An), intanto ha speso 300 mila euro - presi da chissà dove - per due stabilimenti balneari sulla spiaggia di piazza Europa. Li hanno subito sequestrati. Erano abusivi. (15 agosto 2008.

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Provincia: stop alla carta <Costi troppo elevati> (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 15-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

LA RIVOLUZIONE TECNOLOGICA. A palazzo Nievo entro agosto si taglierà il traguardo della centesima convocazione senza stampare un solo foglio Provincia: stop alla carta "Costi troppo elevati" Il solo consiglio comunale spende all'anno 33 mila euro in fotocopie. Il progetto: delibere e inviti su internet e via email     Gian Marco Mancassola A palazzo Nievo sparisce la carta. Non è un giallo estivo, nessun mistero. il progetto "No paper" che l'assessore all'Innovazione Andrea Pellizzari ha lanciato alla fine del 2007: stop all'uso della carta per stampare convocazioni e atti, avanti tutta con internet e posta elettronica. La chiamano "dematerializzazione" della burocrazia: sembra Star Trek, invece è un tentativo di risparmiare qualche euro e di mostrare una sensibilità ecologista. Anche il Comune di Vicenza sta imboccando questa strada. Il progetto del presidente del consiglio comunale Luigi Poletto è di tagliare il consumo di carta, dotando i consiglieri di strumenti, come un computer portatile ciascuno, per consultare via internet delibere e ordinanze. La Provincia si è già mossa, con un piano che per gradi sta spazzando via la carta dai banchi dei politici. I NUMERI. Il solo consiglio comunale, come conferma il presidente Poletto, spende per ogni seduta 800 euro in carta per fotocopie. Sono più di 33 mila euro all'anno, senza contare il lavoro di uscieri e messi. In Provincia ad agosto sarà tagliato il traguardo della centesima convocazione di un consiglio o di una commissione senza ricorrere alla fotocopiatrice: finora sono stati risparmiati 15 mila fogli A4. Dal punto di vista dei numeri si consideri che solo per le 99 sedute si sono risparmiati circa 15 mila fogli di carta, senza contare costi postali e inchiostro. Si calcola che nel solo 2007 tra delibere di giunta e consiglio, autorizzazioni, ordinanze, determine dirigenziali e decreti sono stati prodotti 2.809 atti impiegando 44.944 fogli di carta. NO PAPER. Da Roma il ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta ha già dettato la linea con il decreto "taglia carta". "La Provincia - commenta Pellizzari - è stata pioniera in questo campo. La prima fase del nostro progetto ha visto la creazione di un'area riservata nel sito internet dell'Amministrazione contenente documenti digitali relativi a convocazioni, relazioni, atti e pubblicazioni in modo da consentire ai consiglieri di lavorare senza l'utilizzo di documenti cartacei". A ogni consigliere è stata assegnata una casella di posta elettronica certificata. Un sms sul cellulare avvisa gli interessati che un nuovo documento è stato depositato nell'area riservata. "Al rientro dalle vacanze - prosegue Pellizzari - scatterà la fase due. Si individuerà in via sperimentale un gruppo di dipendenti che lavorerà solo con un archivio dati completo di tutti i documenti rilevanti per la propria attività. Vogliamo verificare se effettivamente si può all'interno di un ente pubblico, lavorare senza carta e quindi risparmiare in carta, fotocopie, toner. E nel prossimo semestre vedranno la luce un webmagazine e un progetto di editoria on line".

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Valle Nel consiglio comunale (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 15-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

ValleNel consiglio comunale di mercoledì (il sindaco Matteo Toscani si è scusato per averlo convocato in un periodo notoriamente dedicato alla ferie, ma, ha detto "dobbiamo onorare delle scadenze"), è stato approvato il conto consuntivo 2007.Nella premessa, prima dei numeri veri e propri,( avanzo di amministrazione, poco più di 90 mila euro) Toscani ha sottolineato le difficoltà di gestione della sua amministrazione. "Da quando sono stato eletto - ha detto Toscani -, si è andati sempre peggio in fatto di burocrazia. Gli uffici sono oberati dal lavoro, strapieni di carte inutili. Non so come sarà il futuro se non avverrà un'inversione di rotta". "Che vogliano far sparire i piccoli comuni?", si è chiede il sindaco. Valle, non ha specificità precise, non è un paese di soli vecchi, non lo è neppure di giovani, non confina con le regioni a statuto speciale: "I problemi sociali li abbiamo anche noi - dice Matteo Toscani - e tendono, con il passare del tempo, ad aumentare. Bilanci che si fanno sempre più pesanti".Ma il prodotto di quanto fatto nell'anno di cui si va a consuntivo, c'è e si vede. stata ultimata la bonifica e la messa in sicurezza della ex cava in località Copada, nonché la sistemazione della strada che conduce alla Casera de Copada Bassa di proprietà del Comune. Sono ultimati anche i lavori di ristrutturazione del Paveon di Venas e della Comunità Alloggio per disabili gravi di Venas. stata sostituita la caldaia del Municipio, con alimentazione a metano anziché a gasolio e collegamento con rete interrata della Scuola elementare e del piano terra dell'ex cooperativa. Avviata la sezione primavera, 22 bambini da 24 a 36 mesi d'età, presso la Scuola Materna privata gestita dalle Suore con acquisto arredi da parte dei Comuni di Valle e Pieve. stato sistemato il campo di calcio e ultimata l'area camper; ultimata la prima fase della messa in sicurezza e del monitoraggio del versante franoso su cui poggia la chiesa di S. Martino; proseguito il trasporto gratuito degli anziani e della scuolabus dei bambini dall'asilo alla quinta elementare. Avviate le procedure per realizzare un nuovo albergo a Valle, proseguito il confronto con l'agenzia del demanio di Venezia per l'acquisto dei Forti di Venas e con Enel e Provincia per lo sghiaiamento del lago di Venas. Con il Consorzio Bim è andata avanti l'analisi dei dati e del progetto per la nuova centralina sul torrente Vallesina. Nel frattempo il Comune non molla il confronto con l'Anas per ottenere la messa in sicurezza della statale 51 e si adopera con Veneto Strade per la sistemazione del Bivio ss.51 e sr347 per la Val di Zoldo.Nives Milani.

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Spagnolli a Durnwalder: <Ora una svolta> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Alto Adige" del 16-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-08-15 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Il ruolo del capoluogo Il presidente aveva lamentato un'intesa "non perfetta" con il Comune. La replica: cambiamo le regole Spagnolli a Durnwalder: "Ora una svolta" Il sindaco alza la voce: nel nuovo patto di coalizione Bolzano dovrà contare di più Il primo cittadino: "Stop alle scelte calate dall'alto. Dobbiamo poter decidere noi dove fare commercio al dettaglio" BOLZANO- Durnwalder la frase l'ha infilata lì nel gigantesco calderone di argomenti affrontati a Falzes, senza darci troppo peso, ma con lo sguardo "furbo", da sotto in su, che sfodera quando vuol lasciar capire più che dire. Il messaggio, però, era chiaro: dal Comune di Bolzano mi aspetterei maggiore collaborazione. Il sindaco Gigi Spagnolli non nega che vi siano dei problemi, ma punta diritto al cuore del problema. Se c'è una difficoltà di collaborazione tra Provincia e Municipio è forse perché in origine c'è altro, e cioè che chi detta le regole del gioco non tiene in dovuta considerazione le esigenze dei Comuni. La frase precisa di Durnwalder è stata: "La collaborazione con il Comune di Bolzano buona, anche se non perfetta. Ci sono sovrapposizioni, che spesso non sono evitabili. Ma per i nuovi quartieri, l'areale ferroviario, l'inceneritore e le infrastrutture culturali è stato fatto molto". Sindaco Spagnolli, Durnwalder ha definito da migliorare la collaborazione con il Comune di Bolzano. è d'accordo? "Sono sostanzialmente d'accordo. Ci sono diverse cose che si possono migliorare, e trovo giusto, che in conclusione di legislatura ci si ponga il problema di come fare meglio. è un momento importante e credo che se non ci saranno sconvolgimenti politici, come mi auguro, nel nuovo accordo di coalizione tra Svp e centrosinistra va inserito sicuramente una decisa evoluzione nei rapporti tra Provincia e Comuni. è necessario arrivare ad un attuazione del principio di sussidiarietà almeno come avviene in Trentino, dove i Comuni hanno un peso diverso, dove hanno una quota parte del bilancio più alta, dove è aperto un tavolo in cui viene chiarito costantemente chi fa cosa, dai sottopassi alle scelte di tipo urbanistico". Ma al di del problema Provincia- Comuni esiste un "problema Bolzano"? "Ovvio che Bolzano abbia esigenze diverse, perché è un polo di attrazione per tutta la provincia, ma questo ruolo gli viene già in parte riconosciuto. Noi dobbiamo puntare ad una maggiore autonomia del Comune, non per un tipo di rivendicazione etnico politica ("Comune italiano contro Provincia tedesca"), ma per poter fornire migliori servizi ai cittadini, sia quelli che abitano entro i confini del Comune, sia quelli che sono ospiti o di passaggio ". In che modo? Quali sono i problemi più rilevanti? "Esiste un serio problema di burocrazia con norme calate dal-l'alto, o di norme urbanistiche, ad esempio, tarate sui comuni più piccoli, non certo sulle esigenze di una città come Bolzano. Noi, in sintesi, non siamo in grado di autodeterminarci e di sfruttare la nostra autonomia che rimane solo teorica. E quando si ha la possibilità di fare scelte, ci si avvicina alle esigenze dei cittadini. Ci sono molte cose che stanno strette al Comune, come ad esempio il fatto di non avere la facoltà di scegliere la destinazione dei terreni. Si pensi al commercio al dettaglio. Siamo costretti a creare delle zone residenziali per avere nuovi spazi per il commercio al dettaglio. Questo può funzionare nei paesini, non a Bolzano ". Durnwalder ha detto di voler realizzare un centro commerciale ai Magazzini generali. E poi, di fatto, ha congelato ogni ampliamento dell'aeroporto. Lei che ne pensa? "Ecco, sul discorso del centro commerciale nessuno ha mai fatto ancora un discorso serio. Bisogna porci la domanda cosa vogliamo ottenere e cosa vogliamo evitare. Io penso sia giusto porsi anche il problema della sopravvivenza del commercio di vicinato, perché non tutti possono spostarsi per fare gli acquisti. Insomma, è un discorso che va fatto con cautela. Quanto all'aeroporto è ovvio che si tratta di una struttura importante, ma è ormai evidente che la struttura difficilmente si può autofinanziare e che soffre la vicinanza di Innsbruck e Verona. L'intervento della Provincia non scandalizzi, perché anche i bus solo con i biglietti sarebbero in passivo. Certo è che per l'Abd sarebbe auspicabile un maggiore coinvolgimento dei privati". Fabio Gobbato Confronto Luis Durnwalder e Luigi Spagnolli.

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Ici, Bossi: la reintrodurrò. Calderoli: tributo unico su casa (sezione: Burocrazia)

( da "Reuters Italia" del 16-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

ROMA (Reuters) - Il ministro per le Riforme Umberto Bossi ha detto oggi di volere reintrodurre l'imposta comunale sugli immobili. Alla domanda se a suo parere sia necessario reintrodurre l'Ici, Bossi ha risposto ai microfoni di Sky: "Per me sì. Bisognerà fare l'autonomia finanziaria". "Bisogna dare l'autonomia fiscale a ogni ente, in maniera che sia responsabile di quello che spende sulla base di quello che ha", ha aggiunto il ministro leghista. Dal canto suo Roberto Calderoli, ministro per la Semplificazione normativa e coordinatore delle segreterie nazionali della Lega Nord, dice di voler introdurre un tributo unico relativo alla casa a vantaggio dei Comuni. "La proposta che porterò al tavolo del federalismo fiscale non sarà una semplice reintroduzione dell'Ici, ma prevedrà la soppressione delle oltre dieci tasse relative alla casa (Stato, Regione, Comune) e la loro sostituzione con un tributo unico, proprio a vantaggio dei Comuni", spiega Calderoli in un comunicato. "In questo modo si semplifica la fiscalità, si riducono la burocrazia e gli obblighi che gravano sui cittadini e si mette nelle mani dei Comuni una leva fiscale collegata ai servizi che essi erogano e che, grazie alla flessibilità del tributo, i Comuni potranno manovrare liberamente in funzione delle loro esigenze", prosegue Calderoli, precisando che sottoporrà a breve la proposta a Bossi e al ministro dell'Economia Giulio Tremonti. L'abolizione dell'Ici sulla prima casa è stata tra le prime iniziative intraprese dal nuovo governo Berlusconi, insediatosi in primavera.

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Governo/ Calderoli: Sulla casa un tributo unico dei comuni (sezione: Burocrazia)

( da "Virgilio Notizie" del 16-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Così si semplifica la fiscalità e si riduce la burocrazia postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 16 ago. (Apcom) - Dopo la proposta di Umberto Bossi di abolire l'Ici, arriva l'idea di Roberto Calderoli, ministro per la Semplificazione: la sostituzione dei tributi sulle case con un unico tributo dei comuni. "La proposta che porterò al tavolo del federalismo fiscale - ha spiegato Calderoli in una nota - non sarà una semplice reintroduzione dell'Ici, ma prevederà la soppressione delle oltre dieci tasse relative alla casa (Stato, Regione, Comune) e la loro sostituzione con un tributo unico, proprio a vantaggio dei Comuni". "In questo modo si semplifica la fiscalità, - ha aggiunto il ministro per la Semplificazione - si riducono la burocrazia e gli obblighi che gravano sui cittadini e si mette nelle mani dei Comuni una leva fiscale collegata ai servizi che essi erogano e che, grazie alla flessibilità del tributo, i Comuni potranno manovrare liberamente in funzione delle loro esigenze.Proprio in questi giorni sottoporrò questa mia proposta ai ministri Bossi e Tremonti".

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ICI: CALDEROLI, SI' A TRIBUTO UNICO SULLA CASA A FAVORE DEI (sezione: Burocrazia)

( da "Virgilio Notizie" del 16-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

COMUNI postato fa da ASCA ARTICOLI A TEMA Altri (ASCA) - Roma, 16 ago - ''La proposta che portero' al tavolo del federalismo fiscale non sara' una semplice reintroduzione dell'Ici, ma prevedera' la soppressione delle oltre dieci tasse relative alla casa (Stato, Regione, Comune) e la loro sostituzione con un tributo unico, proprio a vantaggio dei Comuni''. Lo afferma il senatore Roberto Calderoli, Ministro per la Semplificazione Normativa e Coordinatore delle Segreterie Nazionali della Lega Nord. ''In questo modo - spiega Calderoli - si semplifica la fiscalita', si riducono la burocrazia e gli obblighi che gravano sui cittadini e si mette nelle mani dei Comuni una leva fiscale collegata ai servizi che essi erogano e che, grazie alla flessibilita' del tributo, i Comuni potranno manovrare liberamente in funzione delle loro esigenze. Proprio in questi giorni sottoporro' questa mia proposta ai ministri Bossi e Tremonti''.

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Troppe persone già condannate perché ubriache guidano ancora (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 17-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Domande a Raffaele Guariniello "Troppe persone già condannate perché ubriache guidano ancora" 4Dottor Guariniello, pochi giorni fa lei ha parlato di due emergenze per agosto: i mutamenti climatici che costringono a ridisegnare le misure di sicurezza (l'ultimo nubifragio ha spento pure il suo computer) e quella degli ubriachi al volante. Tante denunce, più di 20 al giorno, ma si continua a morire sulla strade a causa loro. "Proprio così. Quest'anno l'emergenza giudiziaria è costituita dagli italiani al volante, non dagli extracomunitari. La nuova legislazione è parecchio incisiva, ma è entrata in vigore il 25 luglio. Con gli automobilisti che bevono la partita si gioca in questi giorni. Chiaro però che differente è il deterrente per i bevitori saltuari rispetto a chi è alcoldipendente". Non vorrà parlare di quest'ultimo caso su cui indaga, ma in generale può dirci qualcosa sul fenomeno? "Soprattutto con le sanzioni accessorie la nuova legislazione è in grado di incidere sul fenomeno. Non mi stupisce che i carabinieri abbiano sequestrato in una sola settimana, questa, 34 patenti in provincia di Torino. Si può arrivare alla revoca del permesso di guida e alla confisca, nei casi più gravi, degli automezzi di proprietà. Però... Però? "Sto trovando casi di automobilisti con 4-5 condanne definitive per guida in stato di ubriachezza. A fronte della grande efficienza dei controlli di polizia (a Torino la polizia municipale sta facendo un grande lavoro), bisognerebbe dar loro seguito con processi più spediti e, sul piano amministrativo, per le sanzioni relative alla patente, a una burocrazia più snella, più efficace". Recentemente, il suo ufficio ha sequestrato, ai fini di una successiva confisca, un'Audi dal valore di 46 mila euro: un bel deterrente per chi eccede con le bevute e si mette al volante. "Il punto è proprio questo, nei casi non complicati: colpire il portafogli. E insistere. Anche ieri mattina, dopo Ferragosto, ci è pervenuta una messe di denunce".\.

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Cultura della sicurezza (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 17-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Prima Pagina CULTURA DELLA SICUREZZA di GIULIANA PIGOZZO* DIBATTITO Il Censis ha reso noti i risultati di una sua ricerca relativa agli infortuni sul lavoro. Nonostante il numero complessivo degli incidenti abbia mostrato un costante e progressivo calo dagli anni 60 a oggi, scrive il Censis, il numero di eventi gravi e mortali rimane molto alto, sensibilmente superiore alla media europea. E si tratta, purtroppo, di un bilancio incompleto: dalle statistiche, infatti, restano esclusi gli infortuni che si verificano nell'ambito del lavoro nero e dell'economia sommersa. La tendenza al calo degli infortuni si è accentuata dopo il 1994, in seguito all'emanazione della legge 626. Non si sono ridotti, però, in analoga proporzione i casi mortali, che restano purtroppo uno zoccolo duro difficile da scalfire. Come evidenzia lo stesso Censis sulla base dei dati, in Italia ci sono più morti bianche che omicidi: il confronto non va letto come una macabra classifica, ma come un invito ad affrontare da una prospettiva diversa la questione sicurezza. Dal punto di vista della sicurezza degli ambienti di lavoro, il nostro paese si colloca in una posizione di retroguardia. Assieme al Sud dell'Europa, un Sud inteso in senso non solo geografico, ma anche in termini di ritardo dello sviluppo sociale e civile. In Germania, nonostante una popolazione e una forza lavoro sensibilmente più alte rispetto a quelle italiane, si muore sul lavoro molto meno che in Italia: 90 vittime in meno nel 2003; 140 nel 2004; 240 nel 2005, l'anno cui si riferiscono i dati comparati più recenti. Tutti gli studi più approfonditi evidenziano la forte correlazione tra il volume degli investimenti in sicurezza e l'andamento degli infortuni. La sicurezza deve essere considerata non soltanto come un costo, ma anche come un fattore di innovazione, di qualità, di maggiore produttività: una componente essenziale, quindi, per migliorare la competitività, seguendo una strada diversa rispetto al semplice taglio dei costi o alle strategie di dumping economico e sociale. Sembrano considerazioni fin troppo ovvie, dopo anni e anni di discussioni e dopo i tanti provvedimenti legislativi e programmatici approvati a livello nazionale e regionale. Ma la strada da fare in materia di prevenzione e di cultura della sicurezza è ancora lunga. Fondamentale, lo sostiene anche il Censis, il ruolo della concertazione sostanziale con le parti sociali: solo con la cooperazione fra tutte le parti in causa, infatti, si può dare applicazione concreta ed efficace alle leggi, ai contratti e agli strumenti di programmazione. Le associazioni imprenditoriali, a partire da Confindustria, denunciano invece un eccesso di burocrazia, di vincoli, di sanzioni e hanno scatenato una controproducente polemica sul nuovo testo unico, il cui unico obiettivo è invece quello di rafforzare gli strumenti di prevenzione, informazione e formazione sulla sicurezza. La solerzia con cui il governo ha deciso di rispondere alle richieste di modifica del testo unico avanzate dagli imprenditori risulta alquanto singolare di fronte ai ripetuti e autorevoli gridi di allarme sugli infortuni. Se si invocano la repressione e il ricorso a una mano pesante per garantire la sicurezza dei cittadini, non si capisce perché un'analoga fermezza non vada applicata per contrastare le morti bianche e tutelare la sicurezza e la salute di milioni di lavoratori. Il fattore decisivo, la storia recente del pacchetto sicurezza lo dimostra, è sempre la volontà politica: spetta alle istituzioni, a partire dal governo, contribuire a una svolta culturale in materia di sicurezza. Le leggi e le sanzioni servono a questo: non a colpire tutti indistintamente o ad appesantire i vincoli burocratici sulle imprese, ma a rafforzare la prevenzione e a punire chi mette a repentaglio la sicurezza propria e degli altri. La promessa di revisioni, sconti e condoni non può che sortire l'obiettivo contrario, esattamente come accade sul fronte dell'evasione fiscale. Sicuramente la sfida della sicurezza sul lavoro richiede parecchie risorse finanziarie e umane: per intensificare i controlli, varare nuovi programmi di formazione e informazione, colmare le lacune e i ritardi delle stesse amministrazioni pubbliche e dei loro rappresentanti. Introdurre seri criteri di controllo dell'attività amministrativa è indispensabile: non è ammissibile, infatti, che possano passare più di sette anni, come è accaduto in questa regione, tra l'emanazione di una delibera della giunta e la sua attuazione. Il livello degli organici dei servizi di sicurezza del lavoro delle Aziende sanitarie resta ancora al di sotto degli obiettivi previsti nel 2001 e sono quasi completamente inattuati i programmi di ulteriore potenziamento previsti da un'altra delibera, emanata nel 2006. Lo stesso Piano regionale della prevenzione, approvato sempre nel 2006, è rimasto sostanzialmente lettera morta, così come i tanti strumenti di programmazione stilati di anno in anno sono stati realizzati solo in minima parte. Se l'obiettivo è davvero quello di impedire che si muoia di lavoro, i diritti di chi lavora devono essere al centro delle leggi e della politica. Diversamente, i buoni propositi sono solo chiacchiere e le manifestazioni di dolore solo lacrime di coccodrillo. *segreteria regionale Cgil.

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Confartigianato ok le scelte del governo (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 17-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Lucca Confartigianato "Ok le scelte del governo" LUCCA. "La manovra economica contiene un positivo cambio di paradigma per quanto riguarda il riconoscimento del ruolo delle micro e piccole imprese, gli interventi per contenere e qualificare la spesa pubblica, le misure di semplificazione e deregolazione. Mentre troppo elevata si conferma la pressione fiscale, in rapporto anche al peso dei costi energetici e delle materie prime sui conti delle imprese". Questo il giudizio del presidente di Confartigianato, Costante Martinucci, sulla manovra economica approvata alla Camera. Martinucci sottolinea "l'importanza dei provvedimenti volti a semplificare gli adempimenti in materia di rapporti di lavoro e di fisco, a ridurre il peso della burocrazia sulle micro e piccole imprese alle quali viene finalmente riconosciuto il ruolo svolto nel paese". "Ci aspettiamo - aggiunge Martinucci - che il governo mantenga fermo l'impegno a ridurre la spesa pubblica, migliorandone l'efficienza, e contemporaneamente a realizzare una graduale e costante riduzione della pressione fiscale su cittadini e imprese. L'occasione per conseguire questo obiettivo è rappresentata dal federalismo fiscale". Martinucci conferma la necessità di procedere nelle liberalizzazioni di settori e mercati. "La riforma dei servizi pubblici locali contenuta nella manovra rappresenta una prima tappa. Occorre proseguire e passare dagli annunci ai fatti per realizzare quella liberalizzazione che potrà consentire di abbassare le tariffe per i consumatori, qualificare e innovare l'offerta, offrire alle imprese occasioni di sviluppo".

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Si dimette il manager del caos ecopass musumeci dà l'addio a palazzo marino - giuseppina piano (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 17-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina III - Milano Il caso Si dimette il manager del caos Ecopass Musumeci dà l'addio a Palazzo Marino GIUSEPPINA PIANO La sua poltrona diventò bollente nei giorni disastrosi dell'avvio dell'Ecopass: il sistema per la gestione dei ticket affondava ma lui, massimo dirigente del sistema informatico comunale, era in ferie con la famiglia in Sud America. Il sindaco non la prese bene così come i partiti, a partire da quelli della Casa della libertà. Otto mesi dopo quel bollente gennaio, Alessandro Musumeci lascia Palazzo Marino. La scorsa settimana ha preannunciato le sue dimissioni all'Ufficio personale del Comune. Letizia Moratti perde così un altro dei suoi dirigenti e si prepara a un robusto giro di poltrone nell'organigramma della dirigenza comunale. Musumeci ma non solo. Il 29 luglio se n'è andato anche Gianpiero Borghini, il direttore generale di Palazzo Marino, il numero uno di tutta la burocrazia interna. Entrambi erano stati scelti e portati in Comune dal sindaco dopo l'insediamento, in quel ricambio generale della dirigenza finito nella bufera con un'inchiesta della corte dei Conti e della magistratura. Con entrambi, almeno ad ascoltare la certezza raccontata dalle voci della burocrazia comunale, il feeling con Letizia Moratti si era guastato da tempo. Ma per entrambi, alla fine, non c'è stato alcun licenziamento ma dimissioni volontarie. Due poltrone che adesso il sindaco dovrà rimpiazzare, insieme a quelle di altri alti funzionari e dirigenti che da gennaio andranno in pensione. Alessandro Musumeci, che con il sindaco aveva lavorato anche al ministero dell'Istruzione, dopo la lettera formale di dimissioni resterebbe comunque formalmente in servizio per quattro mesi per il periodo di preavviso previsto dal contratto. Lascia un settore che non ha inciampato solo nell'affare-Ecopass, con la confusione del sistema all'avvio del pedaggio: i guai per il settore informatico comunale in questi due anni sono stati diversi, con la rete interna più volte in tilt e, lo scorso febbraio, anche un blackout agli sportelli dell'Anagrafe.

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Vietato amare il clandestino e alì commuove la francia - anais ginori (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 17-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Vietato amare il clandestino e Alì commuove la Francia Verso il rimpatrio il simbolo delle coppie miste Il prefetto: matrimonio come escamotage per ottenere la cittadinanza ANAIS GINORI DAL NOSTRO INVIATO PARIGI - Di amori messi al bando è piena la storia della letteratura. Ma quello di Alì e Fabienne non ha nulla di romanzesco, anzi. Lui, pachistano, ha appena passato due notti nel centro di detenzione per immigrati di Saint-Exupéry, periferia di Lione, e adesso è agli arresti domiciliari in attesa di essere messo su un volo per Islamabad. Lei, francese, piange sempre, non dorme da una settimana, sognando di poter trovare finalmente qualche cavillo giuridico che impedisca la cacciata di suo marito. Domani dovrebbe pronunciarsi il Consiglio di Stato, ultima speranza per la battaglia legale che Alì e Fabienne conducono dal 2007, praticamente subito dopo il loro primo bacio. Alì e Fabienne sono una coppia mista, un amore meticcio, un'unione clandestina ai sensi della legge sull'immigrazione. Alì Raza è infatti un sans papiers, senza permesso di soggiorno. Due mesi fa, erano diventati il simbolo della campagna di "Amoureux au ban" (Amori messi al bando), associazione che milita per il riconoscimento delle unioni tra francesi e stranieri. Nelle immagini, Alì svetta in volo e Fabienne tenta di trattenerlo, come in un quadro di Chagall. Quei manifesti, stampati in decine di migliaia di copie erano stati affissi in 200 città, avevano fatto il giro del paese. Ora la finzione sta diventando realtà. Alì aveva ricevuto un primo decreto di espulsione mentre si stava separando dalla prima moglie, nel 2007. E neanche dopo essersi risposato con Fabienne, nel luglio scorso, la burocrazia francese si è fermata. In Francia, amare uno straniero può diventare un incubo. Il matrimonio non dà più diritto a un permesso di soggiorno di 10 anni e poi alla cittadinanza, come avveniva fino a qualche anno fa. Il visto si deve adesso rinnovare annualmente, e ogni volta con una trafila umiliante per entrambi i congiunti. Interrogatori su reddito e lavoro, controlli domiciliari, verifiche bancarie. Persino domande su rapporti sessuali e credenze politiche o religiose, secondo molte testimonianze raccolte da "Amoureux au ban". Dal 1998 le coppie miste sono raddoppiate, rappresentano ormai un matrimonio su sei. Le autorità sono convinte che dietro a quest'aumento ci siano molte unioni di comodo, i cosiddetti "matrimoni bianchi" per permettere appunto la regolarizzazione di immigrati. Il ministero dell'Interno ha anche mandato una direttiva ai sindaci per chiedere loro di verificare e segnalare tutte le unioni "sospette" prima di celebrarle. "è pura disinformazione - ribatte Catherine Robin, avvocato dell'associazione - finora soltanto l'1% delle unioni è stato contestato legalmente dalle autorità". Fabienne e Alì adesso sperano in un miracolo, non possono fare altro. "Quanto ti ha pagato per sposarlo?" ha chiesto a Fabienne un poliziotto. Il prefetto di Lione, convinto che si tratti appunto di un matrimonio "bianco", poco signorilmente ha fatto notare che Ali è un ex-giocatore di pallamano, un avvenente ragazzo di 27 anni, mentre Fabienne è una signora sovrappeso, di vent'anni più vecchia. Inoltre, ha argomentato il prefetto, Fabienne era già stata sposata con uno straniero, un esule cileno. Quasi si trattasse di un pericoloso precedente. Più che un romanzo, sembra Kafka.

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MATTIA ECCHELI inchiodato su una sedia a rotelle dopo un drammatico infortunio durante di una partita amichevole tra la sua squadra, il Sacco San Giorgio di Seconda categoria, ed (sezione: Burocrazia)

( da "Adige, L'" del 17-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Calcio Trento MATTIA ECCHELI inchiodato su una sedia a rotelle dopo un drammatico infortunio durante di una partita amichevole tra la sua squadra, il Sacco San Giorgio di Seconda categoria, ed il Calcio Trento. E adesso sogna una poltrona più comoda, magari in consiglio provinciale. Un'ambizione legittima perché la Lega Nord ha deciso di inserirlo nella propria lista in vista delle elezioni di autunno. E perché, in questo calvario sanitario, ha avuto modo di conoscere la situazione: "Ma non voglio essere una marionetta - taglia corto Andrea Marighetto, 28 anni di Rovereto - E mi sono schierato perché voglio fare qualcosa di concreto, in prima linea". "Attraverso questa candidatura - dice il senatore Sergio Divina, candidato presidente per il centrodestra - vogliamo dare rilevanza ai problemi dei disabili". Una situazione difficile: per Marighetto, ma anche per molte altre persone che si trovano immobilizzate come ed anche più di lui. Dopo l'incidente (rimase a lungo sul campo umido di Fucine dove un suo compagno di squadra gli era franato addosso causando una lesione midollare alla sesta cervicale rimediando anche una polmonite tanto che oggi un polmone funziona solo a metà) era stato trasportato al Neurochirurgico di Verona: "Malgrado l'autonomia - confessa Marighetto - nella nostra provincia non siamo attrezzati per trattare casi come il mio". Poi il trasferimento a Vicenza e la speranza di recuperare almeno in parte la sua mobilità. Ma non in Trentino: "Muovevo il braccio sinistro e l'avambriaccio sinistro", precisa. Dopo nove mesi di ospedale, solo grazie alla "Fondazione Galli" (creata in memoria di Niccolò, giovane calciatore del Bologna morto in un incidente, ndr), Andrea comincia a fare cure speciali in Toscana tanto da riprendere una funzionalità che gli consente di essere autonomo: ad esempio mangia e si fa la barba da solo. Nonostante ripetute richieste, dall'Azienda sanitaria provinciale non ottiene l'assistenza garantita altrove (suo padre, sottoufficiale dei carabinieri in pensione, si improvvisa così fisioterapista): "I miracoli non si possono fare - aggiunge il giovane candidato - ma quello che non posso accettare è che non si conosca nemmeno il problema". Poi interviene la burocrazia disumana. Il modulo per il contributo per "sbarrierare" la nuova casa (i genitori hanno venduto la loro per realizzarne una "su misura") che gli è stato consegnato dalla Provincia è sbagliato: "Ma ho compilato quello che mi hanno dato loro", avverte Marighetto. E così anche per i 17mila euro (solo l'ascensore ne costa 21mila) c'è da aspettare. Andrea vuole lavorare e deve combattere per poterlo fare, se non altro perché l'assicurazione calcistica Sportass gli ha passato appena 78mila euro: per un invalido totale con 250 euro di indennità mensile è impossibile tirare avanti. Sopravvive solo grazie alla famiglia, ma il cumulo legato al sistema Icef lo penalizza. Assurdo. Almeno una quindicina di altre persone sono nelle sue condizioni ed affidano alla preziosa terapia Ric (riabilitazione intensa continuativa) che si pratica a Firenze le speranza di una vita migliore. "Il presidente Dellai - prosegue Marighetto - si è impegnato personalmente per reperire alcuni posti ad Ala". Dopo l'offerta della Lega, si sono fatti vivi con lui anche gli "avversari", con l'offerta di un posto in lista: "Ho declinato l'invito - sottolinea - perché, per coerenza, non potevo stare dalla stessa parte dove stavano due assessori dei quali non condivido l'operato (Andreolli e Dalmaso, ndr). Con la Lega abbiamo ragionato". Marighetto annuncia di voler "entrare nelle case dei disabili, per rompere le attuali barriere che impediscono a molti di comunicare e conoscere le opportunità". 17/08/2008.

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Il rumore delle pale dei grossi elicotteri "chinook" dell'esercito ha fatto subito to (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 17-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Rnare alla mente dei residenti di San Benedetto in Perillis le notti dello scorso anno, quando a poca distanza le fiamme dei roghi avevano devastato l'abitato di Collepietro. Coinvolge anche il caratteristico paesino dell'Aquilano il vasto rogo che da due giorni sta tenendo impegnate a Popoli squadre di Vigili del fuoco, della Forestale, della Protezione civile per scongiurare il peggio anche se le fiamme sono entrate nel territorio di San Benedetto in Perillis distruggendo numerosi uliveti. "Siamo tutti in fibrillazione - ha detto il primo cittadino del paese, Giancaterino Gualtieri - dopo quello che abbiamo visto lo scorso anno quando nel giro di breve tempo le fiamme hanno mandato in fumo quasi l'intero Collepietro. Quando alle 15 circa ho visto l'incendio prendere nuovamente vigore dopo che in un primo momento si pensava spento ho immediatamente avvertito i vigili del fuoco per chiedere l'intervento dei mezzi aerei. Già la giornata di ieri l'altro - ha continuato Gualtieri - ero stato impegnato con le squadre di volontari di Lettomanoppello a spegnere i roghi e a fare sopralluoghi anche durante la notte per scongiurare pericoli di riaccensioni". Per il primo cittadino la mancata bonifica ha fatto riaccendere il rogo che a causa del vento è arrivato a circa due chilometri dall'abitato di San Benedetto. "Quando abbiamo visto i mezzi aerei lavorare - ha detto Gualtieri - e il fronte di fuoco avanzare, abbiamo allertato il paese". Il primo cittadino non ha nascosto un momento di attrito con i vigili del fuoco a seguito delle sue reiterate richieste di intervento dei mezzi aerei: "Voglio precisare - ha continuato il sindaco di San Benedetto - che i Vigili del fuoco non c'entrano nulla, me la sono presa con la burocrazia, spinto forse anche dalla paura di chi non immagina come il fuoco possa divorare in poco tempo anche un intero paese. Fino a quando tutto non cesserà definitivamente gli abitanti di San Benedetto passeranno ancora notti in bianco". Alla fine sulla zona si conteranno due elicotteri dell'esercito, uno dei vigili del fuoco di Pescara, uno della Forestale e due della Protezione civile della Regione Abruzzo. M.I.

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Lo dicono i dati sui consumi, che cominciano a registrare una flessione non più solo ge (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il" del 17-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di PAOLO POMBENI Lo dicono i dati sui consumi, che cominciano a registrare una flessione non più solo generalizzata, ma che va sempre più concentrandosi sul "superfluo", cioè su quello che fino a ieri era un indicatore del benessere nazionale. l'esemplificazione della lucida previsione di Tremonti di dover fare i conti con la fine della "fiaba" dell'età dell'oro che non potrà mai entrare in crisi. Non c'è dubbio che di fronte a questa situazione si colgano segnali positivi di voglia di reagire. In fondo ne è una testimonianza l'alto livello di consenso che trova la politica del governo. La maggioranza della popolazione sembra apprezzare che, per metterla in termini semplici, quanto meno ci si stia provando ad affrontare i problemi. Il supporto dell'esercito nelle attività di pubblica sicurezza non sarà la soluzione dei problemi, ma è al tempo stesso un segnale d'impegno e un aiuto per una situazione precaria. Lo stare lì ad aspettare che i problemi si risolvano da soli non è più tollerato. La manovra economica triennale è un tentativo di respiro di prendere di petto, e non solo su un periodo breve, una congiuntura difficile. Si possono criticare le decisioni, proporre alternative, come sempre. Ma intanto si è dato un altro segnale, si è fissato un orizzonte, e questo è importante. Così è per l'intervento sulla burocrazia, sulla scuola, per l'impegno a risolvere il problema della spazzatura, per gli interventi in prospettiva su infrastrutture e federalismo fiscale. Come dovrebbe insegnarci lo spirito olimpico, si tratta di una gara, e di una gara difficile: perché ci sono condizioni internazionali piuttosto ardue, e perché abbiamo, inutile nascondercelo, un paese che in parte ha perso la voglia di competere, che è poco disponibile ad accettare l'asprezza della gara. Ma è inevitabile che impariamo la lezione olimpica, se possiamo continuare nella metafora, trasferendo lo spirito di competizione sia verso i limiti che ci siamo da soli posti al nostro sviluppo (il corporativismo straccione, la pigra fiducia nel nostro stellone, le inefficienze del sistema, e via dicendo) sia nel confronto fra le diverse ispirazioni politiche e ideali che formano lo spirito pubblico di questo paese (le quali devono imparare a correre per superarsi, piuttosto che sognare solo di farsi reciprocamente qualche sgambetto).

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Il centrosinistra: (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 17-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

COSSATO SANDIGLIANO STAVELLO SICUREZZA All'interno Il centrosinistra: L'ultima battaglia del Torrione assediato da leggi e burocrazia Kermesse di bocce Il maltempo non ferma le gare Più prevenzione Diminuiscono i furti in alloggio pronti a riproporci alla guida della città Renato Moreschi Maurizio Alfisi Stefano Zavagli Franco Piras.

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La burocrazia penalizza i benzinai (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 17-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Manuel Rizzi: va bene che di questi tempi gli uffici sono chiusi, ma a saperlo saremmo andati noi a Lubiana a prendere il fax portare alla Regione Traini: potrebbe partire una denuncia e in ogni caso è inammissibile che si proceda in questo modo La burocrazia penalizza i benzinai Prezzo del carburante abbassato da una settimana in Slovenia, ma l'ambasciata italiana non l'ha comunicato E così non è potuto avvenire il livellamento automatico sui "pos". Gestori furibondi L'ambasciata italiana a Lubiana non invia un fax alla Regione e il prezzo della benzina goriziana torna a superare nuovamente quello della verde slovena. A far arrabbiare nuovamente i benzinai cittadini è stata, questa volta, la burocrazia, che ha impedito il livellamento in tempo reale sul prezzo sloveno nel sistema dei "pos" dove viene inserita la tessera regionale. Così, da una settimana, proprio quando la clientela stava tornando a fare il pieno in città, il rifornimento in Slovenia che ha diminuito i prezzi è di nuovo più conveniente. "La procedura prevede che la variazione dei costi nei distributori sloveni venga subito comunicata formalmente dall'ambasciata italiana a Lubiana alla Regione, ovvero a Insiel - spiega Manuel Rizzi, titolare del Tamoil di via Lungo Isonzo Argentina - e questa, conseguentemente, adegua i pos. In mancanza di quest'adeguamento noi dobbiamo applicare il prezzo "vecchio", ovvero quello registrato nella memoria del pos. Tutto sarebbe dovuto essere stato fatto già lunedì, ma i giorni sono passati e, nonostante le nostre pressioni, nulla è mutato". Rizzi si dice consapevole che "siamo a ferragosto e di conseguenza la gran parte degli uffici è chiusa, ma è inaccettabile che nell'era dell'informatica non si riesca a comunicare fra istituzioni, peraltro di alto livello, collocate a pochi chilometri l'una dall'altra. Da Trieste e Lubiana c'è poco più di un'ora di strada e se ci avessero autorizzato saremmo andati noi personalmente a prendere il fax in ambasciata". Il benzinaio è fortemente irritato, così come i suoi colleghi perché, in effetti, è paradossale che un provvedimento così importante, che interessa direttamente le tasche di una categoria, quella dei benzinai e dei cittadini, venga bloccata perché è la settimana di ferragosto. Ma la cosa è ancor più assurda. "L'abbassamento dei prezzi in Slovenia è ufficiale ed è visibile nel sito della Petrol - evidenzia -, ma dalla Regione ci hanno risposto che, formalmente, dev'essere l'ambasciata italiana a comunicarlo per iscritto. Pazzesco". questo l'umore anche del presidente provinciale della Figisc, Pio Traini, il quale parla di una possibile denuncia dell'ambasciata. "Con il mancato invio del fax molti cittadini e molti benzinai ci stanno rimettendo ingiustamente soldi - rimarca - e, quindi, potrebbe anche partire una denuncia alla Procura. Ma è l'intero sistema che va rivisto, perché non è possibile che si debba procedere in questo modo. L'aggiornamento dei prezzi dev'essere automatico, non è possibile che nel 2008 sia ancora necessario dipendere da un fax: è una vergogna, già siamo stati messi in ginocchio dall'eliminazione della zona franca e adesso che stavamo cercando, finalmente, di risollevarci ci arriva questa tegola. assolutamente inammissibile". Non c'è pace, dunque, per la benzina goriziana, vittima, questa volta, dell'assurdità di certa burocrazia. Patrizia Artico.

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Rota: se ci sono irregolarità interverremo (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia Pavese, La" del 17-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cronaca Rota: "Se ci sono irregolarità interverremo" Escluse strumentalizzazioni politiche: "Ma chi scrive è esperto" FRASCAROLO. L'esposto alla procura non cadrà nel vuoto e il sindaco ha già dato mandato per i controlli delle autorità competenti. Non minimizza lo stesso sindaco di Frascarolo Giovanni Rota, che l'esposto chiama in causa con un'accusa di connivenza, riferendosi al fatto che ha firmato come ingegnere il progetto di ampliamento dello stabilimento nel 1988. "Chi scrive - dice - non è uno sprovveduto. Conosce bene la materia di cui tratta. E' una persona che ha a che fare con la burocrazia e con l'amministrazione. Si capisce dai termini che usa e dall'italiano corretto". I sospetti non ricadono certo sull'opposizione, visto che lo stesso sindaco ci tiene a precisare che Frascarolo è un comune "apolitico". "Mi hanno chiesto di fare il sindaco dopo che c'era stato il commissario - racconta - L'ho fatto per spirito di servizio. Siamo una lista civica con un'opposizione di sinistra e una di estrema destra, che spesso si attaccano tra loro. Amministrare un paese significa provvedere alle necessità che ogni volta, di tanto in tanto si presentano". Eppure l'esposto c'è e la discarica di inerti è visibile dalla circonvallazione. Il cumulo di macerie è a pochi passi dal centro abitato e a trecento metri dalla casa del sindaco. "Non intendo prendere il problema sottogamba - commenta Rota - e ho dato ordine di fare le verifiche del caso. Le autorità interverranno e se rileveranno qualcosa di sanzionabile interverremo. E' importante fare tutti i controlli del caso in situazioni simili".

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Calderoli: "Sulla casa una sola tassa, ne assorbirà altre 10" (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 17-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

N. 196 del 2008-08-17 pagina 0 Calderoli: "Sulla casa una sola tassa, ne assorbirà altre 10" di Vincenzo La Manna Il ministro: "Le parole di Umberto mal interpretate. La riforma cancellerà i balzelli regionali e statali, andrà a favore dei Comuni e responsabilizzerà i sindaci" Roma - Umberto Bossi, ministro per le Riforme e leader della Lega, ha annunciato di voler reintrodurre l'Ici sulla prima casa, animando non poco il dibattito politico. Ministro Calderoli, si tratta di una "battuta di ferragosto" o è tutto vero? "è una tempesta in un bicchier d'acqua". Cioè? "Si è creata una nuova polemica estiva solo perché è stata estrapolata una frase di Bossi da un'ampia intervista, in cui citava come esempio, in merito al federalismo fiscale, la questione Ici". Sì, ma il Senatùr ha ammesso pure di non averne ancora parlato con Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti. "Guardi, con Tremonti il confronto è continuo. Stasera (ieri, ndr) ci vedremo a cena e magari ne discuteremo". Chiarito il contesto, ci spiega adesso come stanno davvero le cose? "è tutto molto semplice e la nostra posizione è più che nota. Quando il governo decise, tra i primi provvedimenti prioritari, di abolire l'imposta, noi accettammo perché rappresentava uno strumento per andare incontro immediatamente alle difficoltà economiche delle famiglie. è evidente, però, che l'Ici era l'unica forma di fiscalità federalista in mano ai Comuni.Eoggi, nell'ottica di una riforma complessiva, è giusto stabilire i tributi propri di ogni ente locale". La questione casa, dunque, sarà una delle prerogative dei sindaci? "Esatto. Sia per quello che concerne la proprietà dell'immobile, sia in fatto di erogazione di servizi". E sul fronte tasse, che succederà? "Tanto per capirci, la nostra proposta non prevede una semplice reintroduzione dell'Ici. Si arriverà infatti alla cancellazione di tutte le imposte relative alla casa - quindi anche quelle regionali e statali, che sono oltre una decina - per definire un unico tributo complessivo a vantaggio dei municipi. In tal modo, si ridurrà la burocrazia e si punterà sulla semplificazione, agevolando i cittadini, che potranno così verificare chi amministra bene e chi no. Chi, insomma, è più bravo a gestire i propri soldi". Nessun rischio che alla fine si paghi di più? "No, con il federalismo si risparmia. Anche perché si introduce una volta per tutte il concetto di responsabilità diretta. I vari amministratori saranno infatti costretti a metterci la faccia, senza scaricare le colpe ad altri, allo Stato. Dovranno spiegare quindi le loro scelte agli elettori che potranno portarli, in un certo senso, al “patibolo”. Tra l'altro, non va dimenticato che oggi, soprattutto al Sud, c'è gente che paga cifre altissime senza avere in cambio servizi adeguati. E poi, c'è pure un altro vantaggio". Quale? "Con questo schema, si contrasterà meglio l'evasione fiscale". Chi se ne occuperà? "I sindaci". In che modo? "Oggi, in genere, se ne fregano se un concittadino evade, perché alla fine il denaro che gestiscono proviene soprattutto da Roma. Ma quando le entrate arriveranno dal territorio, allora sarà loro interesse andare a scovare chi fa il furbo.E si sa, se pagano tutti, si paga di meno". I primi cittadini, sembra di capire, avranno quindi ampi margini di flessibilità. "Certo, i Comuni manovreranno liberamente in base alle loro esigenze. E se lo riterranno, ad esempio, potranno anche non calcolare l'equivalente della vecchia Ici, ossia la tassa sulla proprietà, per definire il tributo unico". In generale, qual è la tabella di marcia? "Entro la fine del 2008 dovrà essere approvata dal Parlamento la legge delega sul federalismo fiscale, che fissa i punti chiave e le linee di principio. Da gennaio, invece, si lavorerà sui decreti delegati. Uno di questi, ad esempio, riguarderà proprio il tributo comunale sulla casa. Ma prima che diventi tutto operativo, ci sarà una fase transitoria, un periodo cuscinetto di qualche anno". A proposito di federalismo, quando sarà pronto il testo definitivo? "Lo metteremo a punto a inizio settembre, in Puglia, nella terra del ministro per gli Affari regionali, Raffaele Fitto". Ma non dovevate andare sull'Etna? "Sì, l'ipotesi iniziale era questa. Ma poi abbiamo cambiato idea, anche perché la Sicilia è a statuto speciale". SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Livorno, due dirigenti ogni dipendente (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 17-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

N. 196 del 2008-08-17 pagina 1 Livorno, due dirigenti ogni dipendente di Redazione Gli enti inutili nelle Regioni: tutti gli sprechi, dagli stipendi alle consulenze In Italia ci sono quasi 1100 enti parco e aree protette dotate di un cda, un presidente e un direttore generale. Altri 191 Consorzi di bonifica, 131 Ato (Ambiti Territoriali Ottimali) per la gestione dei rifiuti e altri 91 Ato per i sistemi idrici, 63 Bacini imbriferi montani, centinaia di altri enti, migliaia di agenzie e fondazioni. Utili? Indispensabili sicuramente no. Molti, poi, hanno più consiglieri d'amministrazione che dipendenti. E poi, ancora, prebende speciali e autoblù. Qualche deputato se n'è accorto e ha sollevato il problema: "Servono a produrre costi e burocrazia. Bisogna tagliare". SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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L'addio di traversagna ad angela (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 17-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Empoli L'addio di Traversagna ad Angela Tanti i connazionali presenti alle esequie della dominicana TRAVERSAGNA. Chiesa di Gusci gremita, ieri mattina, per l'ultimo saluto ad Angela Rodriguez Taveras, la donna di origine dominicana residente a Traversagna, in via Deledda, morta mercoledì mattina a 48 anni vinta da una lunga e terribile malattia. Una tragica vicenda che ha commosso l'intera frazione di Massa Cozzile - dove abitava con il marito Antonino Ruggirello, venditore ambulante, e un figlio adolescente - e la folta comunità dominicana della Valdinievole. Al dolore per le sue condizioni, che non davano speranze, si era aggiunto infatti il dramma dei familiari che avevano cercato in tutti i modi di esaudire l'ultimo desiderio di Angela: riabbracciare la figlia residente a Santo Domingo. Una corsa contro il tempo - e la burocrazia - che ha coinvolto l'Associazione Valdinievole lotta ai tumori e alcuni politici locali e regionali, impegnati nel tentativo di far rilasciare in tempo il visto d'ingresso dal nostro consolato nella Repubblica Dominicana. Purtroppo l'autorizzazione è arrivata troppo tardi e non è servito neanche il tentativo successivo di rinviare il più possibile le esequie per consentire alla figlia di partecipare almeno ai funerali. Già prima delle 10, l'ora fissata per la cerimonia religiosa, la chiesa era gremita di amici e conoscenti di Angela e del marito Antonino: italiani e dominicani (quest'ultimi arrivati anche dalle province vicine) che in questi tre lunghi giorni non hanno mai mancato di partecipare il loro cordoglio, vegliando continuamente la salma. Grande commozione durante la messa e all'omelia funebre. In tanti hanno poi seguito la richiesta dei congiunti di sostituire gli omaggi floreali con donazioni a favore dell'Asvalt. Ai familiari di Angela la redazione del Tirreno rinnova le sue sentite condoglianze.

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"Vendo il Torrione agli emiri" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 17-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il caso Rischia di finire in mani arabe l'antico castelliere "Vendo il Torrione agli emiri" MAURIZIO ALFISI SANDIGLIANO Ha resistito per quasi 9 secoli agli assalti degli eserciti e del tempo ma ora il castelliere del Torrione di Sandigliano potrebbe soccombere agli attacchi della burocrazia e delle leggi di una società che sembra amare i castelli (e i castellani) solo a parole. "Sto pensando di vendere tutto - conferma il conte Tomaso Vialardi di Sandigliano, ultimo discendente diretto dell'antica famiglia biellese -. In questi anni mi sono arrivate offerte da gruppi immobiliari russi e arabi e se non le ho ancora prese in considerazione è soltanto per quel senso del dovere che sento verso i miei antenati. Ma c'è un limite a tutto e non posso lasciare un'eredità così pesante, un castello di grande valore storico ma ingestibile nella realtà politica biellese, sulle spalle di mia figlia". Due lauree (una negli Usa), una vita al servizio della diplomazia, cultore e scrittore dei processi evolutivi degli eventi storici militari, il conte Tomaso ha "scoperto" Sandigliano e il castelliere agli inizi degli Anni Ottanta. "In pratica quando l'ho ricevuto in eredità nell'83, da mio zio, Carlo Vialardi di Sandigliano, che ne aveva lasciato però l'usufrutto a sua moglie Fanny Tornielli di Vergano (mia zia). Solo dopo la sua scomparsa, nell'87, anche se mi dividevo ancora per motivi di lavoro tra Buenos Aires e Ginevra, ho iniziato a prendere in considerazione l'idea di venire a vivere stabilmente nel Biellese". Così, in ossequio a quel senso del dovere verso i suoi antenati, da quelli che avevano combattuto nel 1426 la famosa battaglia di Sandigliano contro le truppe dei Savoia, ma anche a suo nonno, il generale Tomaso, fondatore del 1° Gruppo Alpini sciatori e a suo padre Emiliano già comandante di un gruppo d'intelligence partigiano dell'OSS, il conte Tomaso nell'88 diede inizio ai restauri del complesso centrale del castelliere. Quello che tutti conoscono semplicemente come il castello del Torrione, in realtà nel Medioevo era composto da 3 castelli: la fortificazione della Bertesca a difesa del lato Sud verso il ponte levatoio, il Torrione e un castello sul lato Nord di cui quello che resta è appunto il bellissimo edificio centrale e nell'ottobre del 1991 vi si trasferirono a vivere sua moglie e sua figlia. "Anche se mio nonno nel 1927 e poi mio zio con la consulenza dell'architetto Carlo Nigra avevano fatto importanti lavori rendendo il complesso abitabile, pure ho dovuto riprendere l'edificio dal tetto alle fondamenta. Ed è in quella occasione ma anche con gli ultimi lavori al Torrione che mi sono scontrato con una realtà kafkiana, un sistema complesso fatto di leggi assurde che ti obbligano a foraggiare schiere di professionisti ma ti ritengono l'unico responsabile civile e penale dei lavori; ma anche di vuoti normativi (se io volessi far visitare il castello facendo pagare un biglietto ancora oggi non so a quale regime fiscale dovrei attenermi). Per non parlare poi della classe politica: senza idee, parolaia e incapace di decidere (pensiamo alle questioni autostrada e aereoporto, se ne parla da almeno quarant'anni ma ancora non ci sono). Ho dovuto combattere con quattro Sovrintendenze: dovrebbero dipendere dal Ministero ma in realtà ognuna è una repubblica che pretende con metodi fascisti di imporre le sue leggi".E poi le difficoltà a trovare in Italia e in Piemonte gli artigiani o i materiali speciali per eseguire i restauri: "Le sembra normale che per trovare gli autentici coppi piemontesi abbia dovuto farli arrivare dalla Savoia? Ma anche gli ebanisti e tanti altri specialisti artigiani ho dovuto andarli a scovare in Francia".Il conte Vialardi non salva nulla, neppure le associazioni dei proprietari di castelli e antiche dimore storiche: "Dovrebbero essere i nostri sindacalisti, invece sanno solo l'arte delle ciance pseudo-gastronimiche". "Quello che manca in gran parte del Piemonte e nel Biellese in particolare è un progetto turistico serio sui castelli - sottolinea -. Servono idee, investimenti, regole precise. Il turismo non porta solo frotte di vacanzieri ma attira capitali, iniziative, lavoro. In Francia lo Stato non ha soldi da regalare ai proprietari dei castelli ma li mette in condizioni di mantenerli e di aprirli al pubblico creando le basi per la nascita di nuove occasioni di lavoro e di sviluppo. Nel Biellese la realtà è diversa: dei castelli non gliene frega niente a nessuno a parte socializzarne occasionalmente il fascino per qualche sagra della frittella ma privatizzandone le spese. E allora, a malincuore dico: o nasce in tempi brevi un progetto provinciale che abbia senso oppure lascerò che qualche emiro arabo o petroliere russo trasformi il Torrione in quello che vuole e che difficilmente sarà la sua salvaguardia storica".

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Rimasto vedovo, gli chiudono il bar: non ha fatto le medie (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 17-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

SUSEGANA Rimasto vedovo, gli chiudono il bar: non ha fatto le medie Susegana"La burocrazia mi sta schiacciando". Il bar Barby di Susegana dovrà chiudere entro il fine settimana a causa della mancanza dei requisiti necessari per legge. Lino Ragazzon titolare del servizio commerciale si rivolge all'amministrazione comunale, che a breve gli proibirà di continuare la sua attività."Sono otto anni che gestisco questo bar - afferma Lino Ragazzon - e credo dopo tutti questi anni di aver imparato cosa significhi stare dietro al banco. Ora mi manca l'iscrizione ai registri del R.E.C., ma a settembre inizierò il corso per avere la licenza. Ho chiesto al Comune di Susegana la proroga sino a tale data. Mi è stata negata". La storia del titolare del bar Barby nell'ultimo anno è stata alquanto travagliata. Tutto è iniziato lo scorso 15 dicembre quando la compagna, dopo vent'anni di convivenza, si è tolta la vita nel garage del bar stesso e da lì è iniziata la tragedia. "Barbara, la mia compagna - continua Ragazzon - era una donna favolosa e grazie a lei l'attività proseguiva a gonfie vele. Poi quella decisione e la lettera che mi ha lasciato. Era lei a possedere i requisiti per mantenere l'attività commerciale e io non me ne preoccupavo. Tutti i nostri sforzi erano rivolti alla crescita e all'educazione di nostra figlia. Barbara pensava alla ragazzina e nella sua ultima lettera mi ha scritto: Pensa tu a nostra figlia, io ora non riesco più". Dopo quella triste vicenda Lino Ragazzon ha trovato la forza per rialzarsi e ha continuato l'attività fino ad ora; tra poche ore, però, il bar dovrà chiudere. "Io lavoro dalla mattina alla sera - continua Lino Ragazzon - e credo di meritarmi la possibilità di svolgere il mio lavoro fino a quando non ne conseguo totalmente i requisiti. Faccio tutto questo per mia figlia, la persona più importante che mi è rimasta al mondo. In questi mesi mi sono stati messi anche i bastoni tra le ruote. Ho avuto dei continui controlli della Polizia Locale non so per quale ragione. Ho cercato risposta dal Comandante del Corpo di Polizia Municipale Piave, ma non sono mai riuscito a parlare con lui".Matteo Spinazzè.

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<Più poteri ai sindaci per l'organizzazione> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 17-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Seganti vuole abbattere la burocrazia "Più poteri ai sindaci per l'organizzazione" Potranno indicare il city manager TriesteBasta con decine di pratiche e conseguenti mesi (se va bene) di sfibranti attese. La macchina dei Comuni va semplificata, per far risparmiare risorse all'ente pubblico, ma soprattutto tempo e denaro al cittadino o all'impresa. E basta anche con i controlli invasivi che finiscono per impantanare gli uffici rallentandone l'operatività alla faccia dell'efficienza.Fra i percorsi più interessanti della riforma che interesserà gli enti locali, la Regione annuncia la possibilità, finora negata, che siano i singoli sindaci a decidere se avvalersi di un direttore generale o di un segretario, seconda delle esigenze del territorio e delle necessità di spesa.Saranno i primi cittadini, in altre parole, a stabilire di quale struttura intendano avvalersi: è chiaro che la Regione si augura scelte nella direzione dello snellimento. Della leggerezza."Pratiche edilizie veloci, per esempio, significano migliore qualità della vita e delle finanze di una famiglia - afferma l'assessore alle autonomie locali Federica Seganti - con iter più semplici che non sembrino più percorsi a ostacoli".Nel segno dello spirito federalista, caro al cuore verde Lega della Seganti, "bisogna responsabilizzare l'ente, ma nel contempo conferirgli autonomie effettive". Per questa ragione "dobbiamo farla finita con i controlli asfissianti - premette l'assessore - preferendo quelli a campione".Una presunzione di correttezza dei Comuni e delle Province, insomma, in cambio di un'autentica accelerata sulla strada della sburocratizzazione.E per sostenere questa rotta, Federica Seganti vara anche una riforma informatica: "Utilizzeremo il portale delle Autonomie locali, al quale si accede dal sito Internet della Regione, per gestire la marea di dati e informazioni varie che periodicamente vengono richiesti ai Comuni da una lunga serie di istituzioni".E' il caso della Corte dei conti, di Bankitalia, Eurispes, Istat. L'obiettivo è liberare gli uffici municipali da tali fardelli, improduttivi di servizi diretti ai cittadini, a vantaggio di una migliore efficienza da garantire alle proprie comunità.M.B.

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Battaglia d'autunno per l'edilizia: il sindacato annuncia la mobilitazione (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 17-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Prov Ogliastra Pagina 6035 Tortolì Battaglia d'autunno per l'edilizia: il sindacato annuncia la mobilitazione Tortolì --> Verra l'autunno e sarà tempo di scioperi. Lo annunciano i sindacati dell'edilizia, alle prese con una crisi senza precedenti. Centinaia di licenziamenti, imprese messe in ginocchio dal crollo degli appalti pubblici, i nuovi cantieri persi nel dedalo della burocrazia. "Ma soprattutto - dice Maurizio Piras, della Filca Cisl - le grandi opere che rimarranno sulla carta, ad iniziare dalla Trasversale sarda". La trasversale del progetto originale non esiste più. I fondi sono stati destinati altrove, alla Sp 27 Villagrande-Tortolì, e sulla statale 198, usati per rimodulare le banchine e abbassare i tempi di percorrenza. Ma è solo una delle rivendicazioni degli edili, che accusano Provincia e Regione. "Il tempo è scaduto e l'emergenza ci impone a malincuore uno sciopero generale degli operai edili". Venti assunzioni, quelle programmate con gli incontri di qualche mese fa, non possono certo bastare. "I nuovi contratti siglati dalla Baldassini e Tognozzi, alcuni mesi fa, non hanno certo risolto i problemi della disoccupazione del territorio, anzi l'Anas nell'ultimo incontro ha fatto rilevare diverse problematiche irrisolte relative a progetti, espropri, svincoli e finanziamenti". Come dire che per vedere il completamento di alcune grandi opere come la 125 e la 389 bisognerà attendere. "Il tutto nell'indifferenza della politica, mentre altre strade come la Trasversale Sarda Arbatax-Oristano (strada altamente strategica per il sistema trasporti Ogliastra) sono state messe da parte senza un progetto condiviso". I sindacati prendono nota di come nel piano regionale dei trasporti non sia prevista nuova opera di collegamento verso Oristano, "Ma solo in alcuni brevissimi tratti di strada banchettoni da 40 centimetri ai lati della strada. La scusante è sempre la stessa, che non ci sono soldi".

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Milano: domani comincia la stagione (sezione: Burocrazia)

( da "Datasport" del 17-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

(Piero Bucchi) (AGM-DS) - 17/08/2008 16.29.55 - (AGM-DS) - Milano, 17 agosto - Iniziera' ufficialmente domani pomeriggio al Palalido la stagione 2008/2009 dell'Armani Jeans Milano. I biancorossi, agli ordini di coach Piero Bucchi e del suo staff, svolgeranno il primo allenamento atletico alle ore 18 nella palestra principale del Palalido: l'ingresso sara' aperto al pubblico dalle ore 18.45. Oltre agli azzurri Massimo Bulleri, Luca Vitali e Marco Mordente, impegnati con la Nazionale Italiana di Carlo Recalcati nelle qualificazioni ai Campionati Europei, non saranno presenti al raduno neppure lo statunitense David Hawkins e il senegalese Pape Sow, entrambi ancora alle prese con la burocrazia relativa al rilascio del visto. I due raggiungeranno i compagni nei prossimi giorni. Sara' invece nel gruppo il giovane Marko Micevic, ala piccola classe 1989, l'anno scorso in forza alla formazione Under19 dell'AJ Milano. Micevic, italiano di formazione, e' il 12esimo giocatore che va a completare il roster a disposizione di coach Bucchi: indossera' il numero 16. Aggregati al gruppo, anche in vista del ritiro di Bormio (in programma da mercoledi' 20 a sabato 30 agosto), i giovani Jacopo Mercante, Federico Arioli, Riccardo Scomparin, Matteo Maffezzoli e Davide e Sandro Marelli. Agli ordini di coach Bucchi ci saranno dunque, oltre ai giovani, Ariel Filloy, Mike Hall, Jobey Thomas, Mason Rocca, Mindaugas Katelynas, Marko Micevic e Yohann Sangare'.

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Il nuovo porto di Genova merita fiducia (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 18-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Alberto gagliardi La legge di riordino delle attività portuali del gennaio 1994, considerata allora, nonostante i chiari vizi consociativi, un passo avanti verso la modernizzazione del sistema, è oggi già superata dall'evolversi tumultuoso del mondo dello shipping. Eppure, neanche in quella stesura ormai desueta, questa legge ha mai avuto piena applicazione nel porto di Genova: soprattutto in tema di organizzazione del lavoro come ha brillantemente chiarito Michele Marchesiello proprio su Il Secolo XIX. Partendo da questa imbarazzante constatazione è facile intuire come il presidente Luigi Merlo debba sostenere sforzi titanici per portare correttezza ed efficienza nel porto di Genova dopo oltre 14 anni di "extralegalità" e di gestione feudale che ha resistito inossidabile a tutti i tentativi di riforma. Quello dell'immobilismo portuale è uno dei principali fardelli che Genova si porta dietro da oltre trent'anni, insieme a quello dell'isolamento per la mancata realizzazione delle infrastrutture di collegamento, al "no alla città dei camerieri" che ha bloccato la crescita turistica, all'intempestivo processo di trasformazione del tessuto economico-produttivo. Proprio vent'anni or sono, quando facevo il mio mestiere di comunicatore aziendale, mi dilettavo di politica cercando di contribuire a smuovere il conformismo di una città che si credeva forte per le sue storiche rendite di posizione, ma era già avviata ad un inesorabile declino. Fra gli altri, feci affiggere due grandi manifesti di colore rosso che suscitarono qualche scompiglio nel clima ultraconsociativo dell'epoca: il primo denunciava che "il porto affonda", l'altro si chiedeva "chi comanda in porto?". Nell'eterno ritorno dell'identico che vige a Genova, erano le stesse questioni irrisolte di oggi vecchie già allora. Ora la grande novitàè rappresentata dal nuovo presidente del porto, Luigi Merlo. Finalmente un giovane, il quale sembra avere subito preso il toro della produttività portuale per le corna in lotta feroce contro le corporazioni, contro i privilegi, contro le burocrazie di un sistema preda di vassalli, valvassori e valvassini. Dopo anni di insensata separatezza, legata a bizzosi personalismi, credo che il porto di Genova possa aver trovato un forte alleato nel Comune di Genova che deve diventare, come naturale, l'istituzione fondamentale di rapporto e di supporto dell'Autorità portuale. Il dibattito tenutosi lo scorso luglio in Consiglio comunale ne è una buona premessa. Certo, il fatto che il Comitato portuale abbia nel proprio seno, pletorico e farraginoso, un solo rappresentante del Comune fa un po' sorridere, ma la riforma della legge 84/94 al vaglio del Parlamento dovrà porre rimedio a questa incongruenza. Così come la prossima riforma della Costituzione repubblicana dovrà essere non già"regionalista", ma più propriamente federalista ed affidare più poteri in materia marittima alle città porto come Genova. Roma in tutto il dopoguerra ha rapinato Genova di fondamentali centri direzionali, ma per il porto di Genova i governi nazionali non hanno lesinato valanghe di finanziamenti per rinnovare le strutture dei moli e per migliaia di prepensionamenti di manodopera. Oggi la logica del piangersi addosso è improponibile. Ma, in attesa delle riforme, i rappresentanti del governo a tutti i livelli devono sposare fino in fondo, senza riserve politicistiche, il progetto modernizzatore e liberalizzatore dei nuovi vertici dell'Autorità portuale: questo per il bene di Genova, dell'Italia e del governo medesimo. La pace sociale sulle banchine è certamente un obbiettivo condivisibile, ma non può essere perseguita, come è stato per troppi anni, a scapito del rilancio del porto, del rispetto della legge e dell'interesse collettivo. Alberto Gagliardi è vicepresidente del Consiglio comunale di Genova, è stato sottosegretario agli Affari Regionali. 18/08/2008.

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Il giallo dimissioni dell'autista killer (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 18-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Retroscena Una tragedia tra alcol e depressione OGGI L'AUTOPSIA L'Asl apre un'inchiesta sulla clinica di Bra Il giallo dimissioni dell'autista killer ALBERTO GAINO I medici dovranno stabilire se nel sangue c'erano alcol e farmaci BRA I parenti di Diego Eugenio Olivetti che sono già stati interrogati hanno raccontato agli investigatori della Polstrada delle loro "forti preoccupazioni per le condizioni di salute" del familiare. L'uomo è stato dimesso dalla casa di cura Città di Bra alle 10 della vigilia di Ferragosto e sette ore dopo seminava il panico e la morte sulla tangenziale guidando contromano. Era in grado di lasciare la clinica, dov'era ricoverato in neuropischiatria? Da oggi, al rientro in ufficio, se ne occuperà anche il direttore della sanità pubblica regionale, Vittorio Demicheli: "Chiederò all'Asl di riferimento di verificare se tutto è stato regolare". Il dato oggettivo sui cui si sta soffermando in queste ore l'inchiesta di Guariniello è che, lo stesso giorno, dal medesimo reparto sono stati dimessi altri 14 degenti, tutti quelli che c'erano. Il magistrato ha sequestrato una lettera della direzione della casa di cura, convenzionata con il Servizio sanitario nazionale, all'Asl di riferimento: vi si comunicava l'imminente chiusura della clinica a Ferragosto "per lavori di manutenzione". Operazione legittima ma se si trova una soluzione idonea, con l'eventuale ricovero in altre strutture sanitarie, dei degenti che lo necessitino. Possibile che tutti i 15 ricoverati in neuropsichiatria a Bra fossero dimissibili? Guariniello ha acquisito l'elenco dei 15 e le relative cartelle cliniche: farà svolgere accertamenti su tutti. A cominciare dal caso di Olivetti. Agli agenti della Polstrada il dottor Giovanni Bergesio, responsabile della neuropsichiatria della casa di cura, ha dichiarato: "Il paziente, ricoverato da noi il 30 luglio, avrebbe potuto rientrare in famiglia già da alcuni giorni. Gli ho consigliato di continuare la terapia farmacologica e di appoggiarsi a un Sert". Uno di quei centri pubblici per la cura della dipendenza da stupefacenti e alcol (il suo caso). Colpisce, in particolare l'ultima prescrizione del medico: "Astenersi assolutamente dall'assumere bevande alcoliche". Olivetti, con la sua lunghissima storia di abusi alcolici, cui si era sovrapposta una forte depressione, era in grado di seguire anche questo "consiglio"? Quanto ha bevuto dalle 13 di giovedì sino alle 19 quando è cominciata la sua folle corsa in auto verso la morte, sua e di due altri uomini? Primo accertamento dell'autopsia di oggi (con i relativi test tossicologici): c'è stata interazione fra farmaci e alcol? Alcuni antidepressivi accentuano una reazione ipnotica se associati al vino. L'inchiesta per omicidio colposo ha virato decisamente sul versante degli accertamenti di eventuali responsabilità della direzione della casa di cura, del medico responsabile delle dimissioni e dell'Asl che ha funzioni di vigilanza sul loro operato. L'indagine ha messo a fuoco pure i limiti della burocrazia (patente sospesa ma conservata da Olivetti). "D'accordo - interviene il sottosegretario ai Trasporti, Bartolomeo Giachino - ma consideriamo anche un altro aspetto: in tre mesi di applicazione delle norme più incisive sugli ubriachi al volante abbiamo sequestrato un migliaio di auto e evitato di sicuro gravi incidenti".

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La Chiesa che dà fastidio (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 18-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stai consultando l'edizione del La Chiesa che dà fastidio Maurizio Chierici Segue dalla Prima C ome tutti sanno nella sala stampa di Roma padre Lombardi ha preso le distanze dalla rivista dei Paolini, mentre tempo fa, a Città del Messico, il nunzio spostolico Girolamo Prigione, rispondeva ai giornalisti che chiedevano conto del suo strano silenzio su un monsignore perseguitato dalle milizie private dei grandi proprietari del Chiapas. Il nunzio lo aveva abbandonato, perché? "Perché è un problema interno messicano. La Chiesa di Roma non c'entra". Storie lontane con retroscena che non si somigliano eppure legate dallo stesso dubbio: su quale giornale o quale Tv i cattolici possono liberamente affrontare i problemi della loro quotidianità di credenti? Mettere in discussione Famiglia Cristiana era lo sport che appassionava il cardinale Ruini anni novanta. Non importa se il cardinale Ratzinger, Enzo Bianchi, monsignor Ravasi, don Antonio Mazzi, e laici non solo devoti come Mario Rigoni Stern e Susanna Tamaro, non importa se continuavano a collaborare ad un giornale dai contenuti che il vertice della conferenza dei vescovi considerava "estremamente spregiudicati su temi morali e religiosi". Nodo occasionale della discordia l'educazione sessuale. Nel 1997 la casa editrice finisce sotto tiro. La diffusione di Famiglia Cristiana inquietava ed inquieta il centralismo della burocrazia vaticana. Mezzo milione di copie in più del Panorama berlusconiano minacciavano di inquinare gli spot politici del politico editore. Il giornale si avvicinava pericolosamente al malcontento che agita gli elettori cattolici i quali non si accontentano delle spiegazioni di Emilio Fede o dell'onorevole Giovanardi: volevano e vogliono affrontare la realtà con occhi aperti affidando alla rivista nella quale si riconoscono l'approfondimento dei problemi che devono affrontare. Insomma, stampa lontana dalle strategie vaticane sommessamente diplomatiche verso il potere, ma non solo. E non solo in Italia. Anni fa, appunto, l'anatema che ha colpito Famiglia Cristiana era stato rovesciato sull'Osservatore Romano. Il vescovo Samuel Ruiz era un pastore minacciato di morte. La cattedrale di San Cristobal de las Casas era assediata dai pistoleros dei proprietari del Chiapas. Rimproveravano Ruiz di essere dalla parte dei contadini senza diritti, scacciati dagli orti e dalle capanne per allargare latifondi già sconfinati. In altre occasioni il nunzio Prigione aveva fatto sapere di considerare dissobbediente ogni pastore che applicava i princìpi disegnati dal Concilio Vaticano II. Lontano da Opus Dei e Legionari di Cristo, borghesia della fede ripiegata nell'integralismo, Ruiz si rivolgeva ai senza nome suscitando l'ostilità di padroni illusi di trovare nel vescovo un alleato favorevole ai loro appetiti. Inutilmente il nunzio Prigione si agita per estirpare Ruiz dalla diocesi di San Cristobal. L'amicizia col segretario di stato Sodano non gli basta e il Ruiz sgradito resta al suo posto e la delusione dei potenti scoppia nelle minacce armate. Spari, falò che bruciano il sagrato giorno e notte. Polizia e forze armate messicane guardano senza alzare un dito. E l'Osservatore Romano si commuove schierandosi al fianco di Ruiz: "coraggiosamente sfida il martirio come il vescovo Romero ucciso in Salvador". Forse la citazione di Romero sconvolge Prigione nel ricordo di quand'era nunzio in Salvador. Proprio Prigione aveva suggerito Romero quale vescovo ausiliare e poi primate. Lo considerava topo di biblioteca, studioso conservatore, testa fra le nuvole. Presenza che rassicurava le grandi famiglie. Un tipo così non avrebbe mai messo naso nei poteri politici e sociali che stremavano milioni di persone. 1970, la piramide sociale restava blindata. Purtroppo Romero non sopportava violenza e massacri e chiude i libri per affrontare il dramma fino a quando due colpi di fucile lo fermano sull'altare. Non era solo il passato a turbare il nunzio che abbandona Ruiz. Il suo ricamo diplomatico aveva lo scopo di creare il legame di un concordato tra il Vaticano e il governo messicano. Dal 1917, da quando cominciano le persecuzioni delle guerre cristologiche, il Messico considerava la Chiesa ente privato: nessuna autorità come nella Cuba di Castro. Per garantirsi l'appoggio delle nomenclature politiche, Prigione aveva ripulito le gerarchie messicane dalla presenze di vescovi che si mescolavano alla speranza della teologia della liberazione suscitando il risentimento dei governi. Circonda la nunziatura di pastori che sdegnano il "populismo" dei preti impegnati fra i senza niente. Monsignor Posadas di Tijuana e monsignor Reyoso di Monterrey scalano rapidamente le gerarchie, guardiani prediletti del gruppo che i preti senza censo chiamano "club di Roma". Posadas assume la diocesi chiave di Guadalajara ed è subito cardinale. A Reynoso si affida Curnevaca, alle porte della capitale: coltiva l'amicizia delle grandi imprese impegnandosi a resuscitare l'obbedienza elaborata dal Concilio di Trento nel 1563. Prende forma la Chiesa verticale dei neocristiani, con Ruiz pecora nera che si preoccupa della gente. Prigione raccomanda a Roma di accettare senza indugi le dimissioni dovute al compimento dei 75 anni e ne anticipa la fine mettendogli alle spalle un giovane coaudiatore dall'aria ambiziosa: monsignor Raul Vera. La delusione diventa atroce come con Romero. Raul Vera accompagna con entusiasmo le pastorali di Ruiz e ne prende il posto continuandone l' opera. Per poco. Viene trasferito dall'altra parte del paese, lungo i confini col Texas. Finalmente il Chiapas è normalizzato e il concordato firmato: monsignor Prigione torna a Roma col berretto di arcivescovo. Nei giorni del Ruiz assediato il nunzio giustifica il silenzio rispondendo che il problema non lo riguarda e quando appare la difesa dell'Osservatore Romano la stizza trascende in un giudizio che non ne ha complicato la carriera. Per caso la tirata d'orecchie a Nigrizia, Famiglia Cristiana, all'Osservatore, elenco lungo e non banale, ha l'aria di una difesa di poteri consolidati. Il dibattito tra il cardinale Ruini e Famiglia Cristiana risale alle cronache di dieci anni fa. L'Oltretevere non accetta divagazioni sulle scelte del governo di turno. Parlare di leggi ad personam, della riforma scolastica della signora Moratti, mettere in guardia sulla Bossi-Fini, essere sfavorevoli all'invio dei militari in Iraq ribadendo le preoccupazioni del Dossetti, padre della Costituzione; insomma, discutere le voci di lettori che non gradivano e non gradiscono la politica spettacolo, diventa un imbarazzo difficile da assolvere. L'11 febbraio 1997, il cardinale Ruini ottiene da Giovanni Paolo II il decreto che annuncia maggiore vigilanza sulla Società San Paolo, editrice di Famiglia Cristiana. Il Papa nomina monsignor Antonio Boncristiani delegato presso i Paolini con l'incarico di "esercitare tutte le funzioni spettanti normalmente al superiore generale e al superiore provinciale". Il decreto aggiunge che l'autorità del delegato vaticano si estende ai periodici "Famiglia Cristiana", "Jesus", "Vite Pastorali". Nell'aprile '98 viene rimosso il direttore don Leonardo Zega, allontanato definitivamente il 12 ottobre '98. Redazione in rivolta ma a poco a poco i Paolini tornano e Famiglia Cristiana riapre il dialogo che i lettori pretendono. Non fa sconti al governo Prodi a proposito delle politiche familiari. Sostiene il Family Day, invita a disertare il referendum sulla procreazione assistita: Ruini, Berlusconi e Fini ne sono sollevati anche se alla vigilia delle elezioni 2006 il Cavaliere rifiuta l'intervista a Famiglia Cristiana lasciando intendere di non fidarsi di un giornale non affidabile. E Famiglia pubblica le domande senza le risposte, una delle gocce che fa traboccare il vaso. Adesso le ombre del fascismo e la reazione di Gasparri e dei fogli di casa Berlusconi fanno capire come nell'Italia distratta e laica, tenere a bada i cattolici viene considerato impegno importante per il perbenismo della destra che non si sente perbene. Se un mattino i cattolici diventano opinione pubblica e s'incuriosiscono sulla morale che anima gli interessi del governo, chissà cosa succede. Ecco perché vanno tenuti sotto chiave e la voce limpida di Famiglia Cristiana diventa il pericolo "cattocomunismo" ( parole rubate a Bettino Craxi dai teologi degli interessi senza conflitto). mchierici2@libero.it.

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Alberto mattone londra (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 18-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

La possibilità è prevista dalla legge, ma non sempre è una scelta facile ALBERTO MATTONE LONDRA dal nostro inviato Un gesto d'amore, un originale regalo di nozze: scegliere di portare il cognome della moglie, oramai in via di estinzione. Kris Dyer in Myddleton (Jo, la consorte, appunto) ha ricusato, come il Romeo di Shakespeare, il casato di suo padre, abbracciando una tendenza sempre più diffusa in Gran Bretagna. Ma adesso l'uomo, 29 anni, residente in un sobborgo di Londra, confessa di aver pagato cara quella scelta e di non essere stato compreso. Non solo dagli amici, dalla sua famiglia. Ma anche dalla burocrazia, che gli ha reso molto difficile la vita. Kris, depresso, ha così deciso di raccontare la sua storia all'Independent. E si è sfogato percorrendo col quotidiano britannico la sua "odissea". A cominciare dal matrimonio, rigorosamente tradizionale: il bouquet, la sposa vestita di bianco, il banchetto nuziale con partenti e amici. Tutti colti di sorpresa, però, per la scelta di "sposare" anche il cognome della moglie. "Forse non sarà molto macho - racconta l'uomo all'Independent - ma è piacevolmente lezioso". Il cognome paterno Dyer (più o meno equivalente all'italiano conciatore o tintore) è di umili origini. Insomma, confessa Kris, "il mio era brutto, il suo no". Non solo: "Jo è figlia unica - aggiunge - e il cognome di famiglia si sarebbe estinto: farlo vivere ci sembrava una cosa simpatica". Eppure, la scelta di Kris non è una novità in Gran Bretagna. "Solo il 50 per cento delle donne prende il cognome del marito - spiega Louise Bowers della Deed Poll Service, un'agenzia che si occupa di problemi matrimoniali - e in molte scelgono di portare sia il loro che quello del consorte". Gli Stati Uniti sono ancora più liberali. L'esempio più eclatante è quello del sindaco di Los Angeles, che ha fuso il suo cognome (Villar), con quello della moglie (Raigosa). E, così, è diventato, dopo le nozze, Antonio Villaraigosa. Anche in Germania c'è libertà di scelta dopo il matrimonio. L'Italia è un po' più indietro. Solo dall'anno scorso ha seguito l'esempio della Francia: i coniugi possono solo scegliere di dare il cognome della mamma ai figli (o di entrambi), ma deve essere una decisione concordata col consorte. Kris ha approfittato della legislazione vigente nel Regno Unito. Ma la burocrazia ha apprezzato poco la sua prova d'amore. E così, lui e Jo si sono trovati a vivere "mesi di inferno" per notificare l'anomalo cambio di cognome alla banca, al lavoro. Per non parlare delle varie utenze. In famiglia non è andata meglio: i parenti non hanno gradito la novità, e hanno sommerso di biglietti di ringraziamento indirizzati, come se nulla fosse, al "signore e alla signora Dyer". E gli amici intimi non sono stati più comprensivi. "Li ho sempre considerati piuttosto aperti - racconta Kris all'Independent - ma anche loro hanno avuto problemi a confrontarsi con la mia scelta. Pensavano che fosse tutto uno scherzo, e ho dovuto mostrare loro i miei nuovi documenti perché mi credessero. Sembravano arrabbiati. è come se avessi infranto una regola".

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Burocrazia irritante, regole complicate ma è un paese che sa godersi la vita - (segue dalla prima pagina) john lloyd (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 18-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cronaca Burocrazia irritante, regole complicate ma è un paese che sa godersi la vita (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) JOHN LLOYD Ammettiamo pure, tuttavia, che la loro ipotesi sia giusta. è pur vero che nella maggior parte dei casi l'Italia è più burocratica della Gran Bretagna. I burocrati statali riescono a essere lenti in modo irritante e al tempo stesso dogmatici in modo ancor più irritante nella loro interpretazione delle norme e dei regolamenti con i quali esercitano le loro funzioni. In Italia esistono molte più leggi per questioni di gran lunga meno prioritarie. A ogni livello possibile - Comune, Provincia, Regione e addirittura a livello nazionale statale - i funzionari pubblici rispetto ai loro omologhi britannici hanno molto più potere e di gran lunga meno inibizioni a farne uso. Altra cosa che colpisce e lascia allibiti i turisti britannici è il gran numero di uniformi presenti in Italia: carabinieri, polizia, guardia di finanzia, polizia stradale e altre ancora paiono di gran lunga troppi a chi è abituato a un'unica forza di polizia che incorpora tutte le citate funzioni, senza nessuna forza nazionale equivalente ai carabinieri o alla francese gendarmerie. è anche vero - malgrado si tratti di qualcosa di diverso - che nella vita sociale italiana esiste un decoro, codificato da regole, molto più tenue che in Gran Bretagna. Stranamente - per essere un Paese che secondo gli stereotipi tiene un comportamento molto corretto, fatto rispettare rigidamente - la Gran Bretagna è diventata un Paese nel quale la maggioranza della popolazione è esitante su quali regole sociali osservare, quale forma di rispetto mostrare nei confronti delle varie autorità o persone e fino a che punto sia ragionevole fissare standard sociali. Gli italiani - come del resto la maggior parte degli altri Paesi europei - hanno per esempio una forma formale (il "lei") e una informale (il "tu") per rivolgersi all'interlocutore e usano ancora i titoli, come dottore, ingegnere, avvocato. La Gran Bretagna, che non ha tali usanze e ha ormai perso le consuetudini del vecchio sistema delle classi, è spesso confusa da un punto di vista sociale, laddove gli italiani dimostrano invece di essere molto più sicuri di sé. Tutto ciò, però, nulla toglie a una semplice verità: per gli italiani e per la maggior parte dei turisti, la voglia di divertirsi, il desiderio di godersi ogni cosa e l'effettiva capacità di riuscirci sono molto evoluti. Confondere le regole della burocrazia, o quelle sociali, con il proposito di precludere ogni forma di divertimento significa fraintendere completamente la vita sociale italiana. Lo stereotipo all'estero degli italiani - amanti del divertimento, simpatici, cordiali - può risultare una seccatura per coloro che vivono in una società complessa e contraddittoria qualsiasi, ma ha qualche ragion d'essere, specialmente intorno a Ferragosto. Eccovi un esempio: questo mese, mentre ero in vacanza in Maremma con mia moglie (fiorentina) e mio figlio, ogni qualvolta eravamo diretti a trovare qualche amico o a fare shopping o semplicemente a girovagare, ci siamo imbattuti in qualche fiera o festa locale, quasi una per ogni città. Andando a trovare alcuni amici nella cittadina di Santa Fiore sul Monte Amiata, ci siamo ritrovati immersi in un mercato che aveva invaso oltre la metà delle strade del posto, con tutto ciò che si accompagna a un simile evento: contrattazioni, offerte, battute, lusinghe, saluti di conoscenti, piccoli vizi per i bambini. Essendoci fermati ad acquistare del croccante fatto sul posto - una vera leccornia per mio suocero - abbiamo iniziato a chiacchierare con l'artigiano che lo produce in loco, lo abbiamo assaggiato, ne abbiamo apprezzato la qualità e così l'acquisto si è subito trasformato in un'occasione sociale, in uno scambio di cortesie. Quella sera stessa nella piazza affollata si è tenuto un concerto che è proseguito fino alle 22, fino a tardi, molto rumoroso ma altresì vitalizzante e gradito. Il giorno prima, nella cittadina di Scansano - rinomata per il suo vino Morellino - avevamo assistito a un corteo medievale con una cinquantina di figuranti vestiti in abiti del XV secolo che mettevano in scena in più giorni un pezzo di storia locale. Quella sera l'impianto di riproduzione si ruppe, la recitazione non fu delle migliori e purtroppo si perse molto di quello che gli attori andavano dicendo, anche se l'energia, l'entusiasmo e il buonumore della serata hanno mantenuto alti gli animi. L'amore tutto italiano per il divertimento in parte nasce da un costante atteggiamento comune, il farsi beffe delle regole per riuscire a fare determinate cose comunque, e in parte nasce da una socievolezza in virtù della quale sia a livello di gruppo, sia soprattutto di famiglia, la vita risulta più dinamica, più polemica e più ricca di quanto non accada in analoghe occasioni altrove. Raramente, dal punto di vista sociale, ho assistito a un flop: in Italia tutti si assumono la responsabilità di divertirsi e di far sì che tutti si divertano, cosa che altrove non ho quasi mai riscontrato. C'è un'ultima cosa di cui tener presente: noi anglosassoni - esclusi i giornalisti dell'Independent, beninteso - di solito ammiriamo la capacità tutta italiana di fare spettacolo, di presentare con qualche svolazzo perfino le cose più semplici, di rendere elegante a parole e battute ciò che è del tutto ordinario. Se questo vi sembra uno stereotipo, ripeto: in parte lo stereotipo ha ragion d'essere. Le regole di fatto governano la società italiana e spesso la intralciano, ma di rado a lungo: l'impulso a divertirsi in genere è troppo forte. (traduzione di Anna Bissanti).

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Adozioni internazionali l'italia apre a nuovi paesi - paola coppola (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 18-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cronaca Il caso Giovanardi: a settembre il via all'iter per anticipare la presentazione delle domande Adozioni internazionali l'Italia apre a nuovi paesi Il governo, che aveva frenato sull'ampliamento, adesso prevede alcune deroghe PAOLA COPPOLA L'Italia prova a mettere ordine nella giungla delle adozioni internazionali. E cerca di trovare quel delicato equilibrio tra la tutela dei bambini stranieri che arrivano nel nostro paese e le aspettative delle famiglie costrette spesso ad aspettare anni prima di poterli accogliere in casa. Con il risultato che molti si scoraggiano e rinunciano a metà del percorso. A fine luglio, la prima novità: la Commissione per le adozioni internazionali ha approvato un documento che fissa nuove regole nell'attività degli enti all'insegna del rigore e della trasparenza. E prevede maggiore informazione e assistenza per le famiglie. Nasce la "carta dei servizi" che ogni ente deve fornire alle coppie con le procedure necessarie per completare l'adozione internazionale e i servizi offerti. Una sorta di bussola per orientarsi in un percorso lento e talvolta ingolfato dalla burocrazia. Ma il documento punta anche a mettere ordine, ottenere garanzie e ridurre il numero degli enti che si occupano di adozioni internazionali: in Italia più di 70 contro, ad esempio, i 15 della Germania. Nel frattempo la Cai aveva rinviato a marzo 2009 il termine per presentare le richieste da parte degli enti per adottare in nuovi paesi. Ora il presidente della Commissione e sottosegretario alla Famiglia, Carlo Giovanardi, ha fatto un passo per venire incontro alle esigenze di quelli più affidabili. Ha accolto l'appello di alcuni enti e ha aperto alla possibilità di presentare le richieste anche prima del nuovo anno. "Da settembre metteremo in moto i meccanismi necessari, se emergono le condizioni tra Italia e paese terzo, per anticipare la presentazione delle richieste", annuncia. Ampliare il bacino dei paesi stranieri dove adottare i bambini potrebbe aiutare a rispondere alla domanda delle famiglie italiane, che finora resta per lo più inevasa. "è un problema delicato: bisogna valutare paese per paese", precisa Giovanardi. Intanto anticipa: "A settembre dovremmo firmare il protocollo d'intesa per le adozioni internazionali con la Russia". Un passo che potrebbe accelerare e semplificare le procedure di adozione con la Federazione Russa. I dati del 2007 raccontano che è stato un anno record, che segna una ripresa delle adozioni internazionali: 3.420 bambini stranieri sono entrati nel nostro paese, secondo i dati Cai. Nei primi 15 giorni di agosto ne sono arrivati 180. Pochissimi però rispetto alle attese. Un numero che non è neanche la metà delle coppie oggi interessate all'adozione: 8-10mila ogni anno ottengono l'autorizzazione da parte del Tribunale dei minori, cioè vengono giudicate idonee. Ma negli anni le richieste inevase si sono accumulate e ora le famiglie italiane che aspettano di poter adottare un bambino straniero sono tra le 30 e le 40 mila. Secondo l'ultimo rapporto semestrale della Cai, sono in aumento i bambini adottati dai paesi asiatici e africani e, nel 2008, per la prima volta è stata accolta la richiesta di autorizzazione all'adozione da paesi come Bosnia Erzegovina, Ciad e Guatemala. Ancora resta molto da fare: per gli enti è necessario aprire di più allo sviluppo delle adozioni internazionali. E quindi poter presentare al più presto - prima del nuovo anno - le richieste per operare in nuovi paesi. "Di fatto da due anni gli enti sono bloccati nelle loro potenzialità di sviluppo e, nei paesi dove sono già presenti, il numero delle adozioni non può soddisfare le coppie in attesa", commenta Marco Griffini, presidente dell'Associazione amici dei bambini. Che aggiunge: "I nuovi criteri stabiliti dalla commissione sono utili perché fissano un modello di ente autorizzato, vanno verso la semplificazione. Accogliamo con favore l'ulteriore apertura di Giovanardi e gli chiediamo di istituire anche dei tavoli di confronto paritetico". Ma anche costi e tempi contribuiscono a creare il caos nelle adozioni internazionali. "Servono fino a 20mila euro per adottare un bambino straniero, e occorre un'attesa anche di 4 anni", dice Gian Ettore Gassani. Il presidente dell'Associazione matrimonialisti italiani chiarisce: "Oggi adotta solo chi può permetterselo, per una famiglia operaia è difficile. I costi sono proibitivi e possono raddoppiare rispetto ai 6-8 mila euro di partenza e alcuni sono costretti a chiedere prestiti o fare mutui per adottare un bambino".

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Nuovo regolamento del canile: animalisti in guerra col Comune (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 18-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

CIVITANOVA, RECANATI pag. 28 Nuovo regolamento del canile: animalisti in guerra col Comune RECANATI ? RECANATI ? ANIMALISTI sul piede di guerra contro il nuovo regolamento del canile comunale. "Amici Animali" di Osimo, "Qua la zampa" di Castelfidardo, "Noi Animali" di Polverigi, "Anta" e "Io non ti abbandono" di Civitanova chiedono libero accesso alla struttura dei volontari e meno burocrazia. Sotto la lente c'è la norma, ritenuta troppo restrittiva, sul diritto di accesso alle schede anagrafiche e sanitarie dei singoli animali, che impedirebbe all'associazione di svolgere al meglio la preziosa campagna di adozione dei cani. "Il Comune ? dicono ? può convenzionarsi con associazioni animaliste a titolo non oneroso, ma devono avere sede a Recanati!!! Per quale motivo si alzano steccati al volontariato? Anzichè porre paletti campanilistici, non sarebbe stato meglio farlo per la preparazione dei volontari?". Ciliegina sulla torta ? fanno notare ? è la norma per cui le associazioni operanti all'interno del canile non devono avere controversie o contenziosi con l'Amministrazione comunale e con il gestore. "Ma visto che tra i compiti delle associazioni animaliste c'è anche quello della vigilanza nei canili, si teme che le associazioni possano segnalare inefficienze o problematiche varie, pena l'estromissione!". E il giudizio finale sulla struttura è ancora più perentorio: "Stiamo parlando di un canile comunale o del solito canile gestito da un privato?". a. t.

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Stanziati fondi per la gestione della caccia (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 18-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

ANCONA pag. 24 Stanziati fondi per la gestione della caccia PROVINCIA DISPONIBILI 90MILA EURO DESTINATI AI PROPRIETARI E CONDUTTORI DI TERRENI AGRICOLI di SANDRO GALLI ? ANCONA ? LE QUATTRO vite di connazionali spezzate nello schianto tra due autobus a Santo Domingo, riporta alla mente un'altra tragedia, anche questa consumata in un luogo di vacanza; una delle più gravi tragedie che si siano mai abbattute sulla città di Senigallia. Sì, perché la sera di quel maledetto primo novembre scorso, i tg nazionali portarono lutto e disperazione nell'intera comunità senigalliese. Terribile il bilancio di un tremendo impatto tra un pulmino ed un autobus, avvenuto in una strada che collega il centro di Sharm El Sheik all'aeroporto. Non solo erano sei gli italiani che avevano perso la vita, ma ad essere colpiti due nuclei familiari di Senigallia. La tradegia costò la vita a Francesco Longarini, elettricista di 36 anni, la moglie Eleonora Marini, commessa di 34 anni ed il loro figlio Giovanni di 7 anni. Scampato alla vera e propria strage l'altro figlio della coppia, Leonardo di 10 anni. Nel pulmino viaggiavano anche i genitori di Francesco, i pensionati Luigi Longarini e la moglie Mariella Mori, morti per le terribili conseguenze dell'urto assieme alla loro figlia, Francesca. Il marito, Massimo Gerini aveva invece riportato una ferita ad una spalla ed era stato ricoverato all'ospedale di Sharm. Dopo una lunga riabilitazione ed interventi chirurgici, Massimo Gerini sta lentamente riprendendo quella che viene definita una vita normale, assistito dalle due figlie. BATTAGLIA LEGALE A distanza di otto mesi da quel terribile schianto, il dolore che è rimasto immutato nella piccola frazione di Scapezzano ? dove vivevano le famiglie di Francesco e Luigi Longarini ? ed a Senigallia dove risiede Gerini. Nessuno potrà riconsegnare ai congiunti le sei vite perse in un battito d'ali, anche se i familiari hanno incaricato i legali per la richiesta di risarcimento danni. Una procedura lunga, legata ai tempi della burocrazia ed ai rapporti tra i due paesi e le rispettive diplomazie. Certo è che si dovrà ancora attendere per avere delle risposte. Ma la vita va avanti e la piccola comunità di Scapezzano si è stretta attorno al piccolo Leonardo, affidato ai nonni materni. I residenti nella frazione hanno addirittura promosso la costituzione dell' associazione culturale "Giovanni Longarini" che ha dato vita al coro "Do re mi fa sol" composto da una trentina di bambini tra i 6 ed i 16 anni. Applauditissimo il primo concerto tenuto a giugno. Il coro è diretto dalla maestra Ilenia Stella. Un modo per reagire alla tragedia e di trovare una rinnovata energia che ha coinvolto l'intera frazione. Il coro è formato da tutti amici di Leonardo, al quale tutti sono stati fin da subito sempre molto vicini. E tra i più entusiasti sostenitori dell'iniziativa c'è proprio Massimo Gerini. Image: 20080818/foto/19.jpg.

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Di WALTER BELLISI ZOCCA DOPO OLTRE vent'anni alla guida (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 18-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

MODENA E PROVINCIA pag. 27 di WALTER BELLISI ? ZOCCA ? DOPO OLTRE vent'anni alla guida ... di WALTER BELLISI ? ZOCCA ? DOPO OLTRE vent'anni alla guida del Convento santuario di Verucchia di Zocca, padre Sergio Casadei se ne andrà. Per ordini superiori lascerà questo luogo di culto dedicato alla Natività della Vergine Maria e frequentato da centinaia di fedeli. Questa notizia ha provocato "sconforto e delusione" nella comunità di questa frazione di Rosola, della quale Verucchia fa parte, e anche a Semelano di Montese, dove il frate celebra la santa messa festiva. I parrocchiani ci scrivono che se comprendono la carenza di vocazioni religiose, ciò che non comprendono "è perché un frate amato, rispettato e ormai non più giovane ? tutta la parrocchia stava già pensando a come organizzare il suo 50° di sacerdozio che avverrà tra due anni ? debba essere costretto ad abbandonare i suoi fedeli". Ricordano che con tanti sacrifici hanno ottenuto un contributo per restaurare il Santuario, per onorare ancora di più questo luogo amato da tanti pellegrini. "La Parrocchia ha bisogno di padre Sergio ? dicono ?: 60 bambini aspettano di riprendere il catechismo a ottobre, centinaia di fedeli perderebbero inspiegabilmente la guida, la burocrazia non può aver la meglio sulle persone e sui diritti delle persone, soprattutto se parliamo di fede, di valori". "LA PRESENZA dei frati francescani a Verucchia ? aggiungono ? ha tenuto vivo lo stile semplice e sobrio che San Francesco ci ha insegnato, trasmettendo ai fedeli quella fede che nasce direttamente dal cuore e insegna l'amore verso gli altri, la tolleranza, la relazione d'aiuto, la gioia del condividere. Padre Sergio Casadei è riuscito con grande impegno a creare un gruppo parrocchiale in cui i veri protagonisti sono sempre stati i bambini. E' stato creato un gruppo di catechisti, animatori, cuochi, camerieri, organizzatori di eventi che insieme hanno lavorato per aiutarlo nel difficile compito, affrontato ogni giorno con fede e entusiasmo, di creare una vera famiglia secondo l'insegnamento francescano. Tutti noi in coro rifiutiamo l'ipotesi che don Sergio ci lasci e speriamo che le nostre voci, le nostre preghiere siano ascoltate e non cadano nel silenzio". Ma nel zocchese circola la voce che a Verucchia non resterà nessun frate.

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A Cuba si affaccia l'era Raul.com (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 18-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: MONDO data: 2008-08-17 - pag: 4 autore: A Cuba si affaccia l'era "Raul.com" La nuova leadership invia segnali di apertura alla diffusione di internet e delle tecnologie Roberto Da Rin L'AVANA. Dal nostro inviato Nel cuore della città, a due passi dal Parque Central, di fronte alla scuola elementare Josè Mart, si legge: "Combativos, productivos, eficientes". Produttività ed efficienza sono concetti ormai sdoganati dal regime ed entrati nel linguaggio dei grafitari. Non incompatibili con l'orgoglio della Revolucion e del "Socialismo, s se puede", che resta ben rappresentato;poco dopo l'imbocco della carretera central, l'autostrada che percorre tutta l'isola, un enorme murales ricorda ai viaggiatori che un "dia de bloqueo" equivale a "139 autobus urbanos", un giorno di embargo costa come l'acquisto di 139 autobus. Sullo sfondo un profilo del Comandante en Jefe, Fidel Castro. è sempre difficile capire se la pietrificata politica cubana, anche dopo che a febbraio Raul Castro è stato eletto presidente al posto del fratello Fidel, presenta elementi innovativi o se i segnali sono solo cosmetici. La liberalizzazione delle vendite di pc, dvd, l'apertura di alcuni internet point, potrebbero avviare una nuova era, l'era di "raul.com", che solo il tempo potrà consacrare come " la svolta" o condannare come un palliativo. Sul Granma, il primo quotidiano cubano, si è però delineata un'insperata glasnost editoriale: da qualche mese vengono pubblicate le lettere dei lettori che denunciano ristrettezze e restrizioni della vita quotidiana. Primo tra tutti il disagio della doppia moneta: il peso cubano, con cui vengono pagati i lavoratori, al cambio di 25 a 1 con il dollaro, e quello "convertibile", 1 a 1 con il biglietto verde, accessibile a chi lavora con gli stranieri. Venerdì scorso, proprio nella rubrica dei lettori, è comparso persino un piccolo manifesto contro la burocrazia cubana, a firma di A. Ramirez Cuenca, che la definisce una "malattia molto diffusa nell'isola". Dai balseros a Internet La chiamano conexion underground, è il modo surrettizio di connettersi alla rete. Ci si aggancia al cavo di un'impresa straniera o si sfrutta un servizio wireless di qualcun altro. Dal porticato di una bella casa al Vedado, dove gli elementi di archi-tettura coloniale cedono all'aggressione della salsedine, Nika si spinge sulla sedia a dondoloe ci accoglie per spiegarci la sua vita di internauta. Trentaquattro anni, una laurea in storia, lavoretti saltuari, pochi soldi, parenti in Florida, ma ferma nell'intenzione di non andarsene da Cuba. "Mi piace immaginare Miami come un prolungamento dell'Avana, con un altro Malecon (il lungomare, ndr), un altro Forte della Cabaa e altre case uguali. Ma preferisco l'originale". Lascia il patio solo per un momento, mette un cd dei principi del son, il Sexteto Habanero, si ripresenta con due tazzine di caffè. Stretta in un abito a fiori bianco e blu, la schiena lucida di sudore, i movimenti flemmatici, Nika non tradisce nessun disagio per i 36 gradi all'ombra di quella che chiama "la mia Avana " e dice di sentirsi un po' come i balseros degli anni novanta, ( i disperati che tentavano improbabili traversate del braccio di mare che separa L'Avana da Miami). "La differenza tra mee loro è che la mia navigazione è in rete. Ma sempre appesa tra la speranza e il dubbio. Così come la loro". Cosa vuoi dire? "Che si tratta sempre di connessioni precarie, insicure. Una linea costa 40 dollari al mese, una cifra enorme, e un internet cafè 5-6 dollari l'ora". Va detto che sono stati fatti dei progressi, il Governo sta lavorando per migliorare il servizio che però resta illegale. è una delle (in)superabili contraddizioni della Cuba rivoluzionaria: no se puede, pero... "Oggi esiste un servizio di posta elettronica nazionale scollegato da internet, entro due anni dovrebbe arrivare la fibra ottica dal Venezuela e consentire una velocità di connessione e di navigazione finora impensabili". Sì perché l'embargo si declina in tanti modi, l'ultimo è quello della rete, che di fatto isola Cuba. Il Governo ha rilanciato il settore educativo, con la fondazione dell'Uci, Universidad de Ciencia informaticas, che conta 10mila iscritti e ha già sfornato i primi laureati. Inutile dire che Cuba guarda con attenzione allo sviluppo dell'open source, ilsistema operativo Linux, l'antiMicrosoft. Due monete, due economie Per un maledetto dollaro, un maldito dolar, ci si ingegna in ogni modo. In Calle Obispo c'è un signore che incide su un chicco di riso il nome di battesimo dei turisti; un altro squarta, taglia, forgia, seziona, ripiega e assembla una lattina di Tu-Cola (la Coca Cola comunista), fino a trasformarla in una splendida riproduzione di Plymouth, un'auto degli anni Cinquanta ancora in circolazione per le dissestate strade cubane. "Todo por un dolar" è il racconto di un giovane scrittore cubano, ma è soprattutto la nemesi storica di un Paese che non ha potuto evitare la distorsione di una doppia economia: quella della libreta (la tessera annonaria che dà diritto a qualche razione di riso, uova, zucchero e carne) e dello stipendio pagato in pesos cubani, equivalenti a 12 euro mensili. E poi l'altra, quella in pesos convertibili, dollari appunto. Riservata a chi ha il privilegio di gravitare attorno al settore del turismo. Negli ultimi due anni il peso cubano ha guadagnato qualche posizione: a pochi metri dalla Plaza Vieja, il gioiello architettonico del XVI secolo, riportato agli antichi splendori dal restauro di Eusebio Leal, El Historiador de L'Avana, si acquista pizza al taglio per 10 pesos cubani, 40 centesimi di euro. E per altri 10 pesos, a due isolati, un cono gelato. Fragola e cioccolato, ovvio. Ma quasi tutto il resto, scarpe, occhiali, mobili d'arredo, telefonia, benzina è in moneda dura, pesos convertibili. Un'odiosa contraddizione che Osvaldo Martinez, 64 anni, presidente della Commissione economica del Parlamento cubano, ha annunciato di voler superare. "La dualità monetaria, introdotta nel 1993 dopo il crollo dell'Unione sovietica, ha svilito l'orgoglio nazionale e ha introdotto delle discriminazioni. Vogliamo eliminarla, ma dobbiamo aumentare le riserve monetarie per poter sostenere un tasso di cambio accettabile. Ciò presuppone una riforma dei salari e dei prezzi, che poggia su un aumento dell'efficienza ". Raul ha già introdotto un concetto innovativo, paradossalmente controrivoluzionario: chi produce di più è giusto che guadagni di più. Solo così si potrà superare la divaricazione prodotta dalla doppia valuta: quel "dentro" e "fuori" dai beni di consumo, dai servizi di qualità, che costringe molti cubani a percepire la Revolucion come un'incompiuta. Sarà questo, assieme a internet, il vero banco di prova dei raulisti, i riformisti cubani. Il petrolio venezuelano (pagato con i medici e i maestri inviati a Caracas) e gli investimenti cinesi hanno alleviato gli stenti della popolazione ma non superato l'iniquità della doppia moneta. è il prossimo traguardo fissato dalla nomenklatura. La popolazione cubana, come sempre, ha già fatto la sua parte: Omar, insegnante di russo, 58 anni, ci racconta di aver "cambiato vita". Per raggiungimento dell'età pensionabile? "No, per tornare a studiare, questa volta italiano, e poterlo insegnare; molti giovani lo vogliono imparare. Così chiede il mercato". Ammicca, sorride e aspira una boccata del suo puro, il sigaro. L'oro che va in fumo. roberto.darin@ilsole24ore.com LE DISPARITà La commissione economica del Parlamento ha promesso di abolire il cambio 1 a 1 con il dollaro che privilegia chi lavora con i turisti Riformista. Raul Castro ha preso il posto del fratello Fidel a febbraio LAPRESSE.

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Calderoli il vago (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 18-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-08-18 num: - pag: 27 autore: di SALVATORE VASSALLO categoria: REDAZIONALE IL CONFRONTO SUL FEDERALISMO FISCALE Calderoli il vago C aro Direttore, lo stile adottato dal ministro Calderoli per raccogliere consenso intorno al suo progetto di federalismo fiscale è apprezzabile, ma lo schema di disegno di legge da lui presentato a fine luglio lascia parecchi problemi irrisolti. I più macroscopici, non certo i soli, riguardano la misurazione delle risorse finanziarie da garantire, nel nuovo regime "federalista", a Regioni ed enti locali e il modo in cui vengono effettuate le compensazioni per le Regioni fiscalmente meno dotate. è certamente positivo che lo schema Calderoli prenda varie idee confluite nel disegno di legge presentato dal Governo Prodi nel settembre 2007 e che prenda invece le distanze dal progetto proposto dalla Regione Lombardia, usato come stendardo dal centrodestra in campagna elettorale. Quest'ultimo attribuiva importanti cespiti alle Regioni, lasciando parecchi soldi in più a quelle ricche, a prescindere dalle funzioni da finanziare. Una scelta che, contrariamente alle declamazioni di principio, sarebbe stata politicamente sopportabile, anche per l'attuale maggioranza, solo con una crescita complessiva della spesa pubblica e della pressione fiscale. Seguendo il ddl Prodi, lo schema Calderoli propone di misurare i fabbisogni non in base alla spesa storica ma ai "costi standard" dei servizi da erogare. In applicazione del 119 (post 2001) della Costituzione, promette un mix di tributi propri e flussi perequativi a vantaggio di Regioni ed Enti locali sufficiente a coprire le loro "funzioni fondamentali" e i "livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali" che, secondo il 117, devono essere identificati con legge statale e garantiti su tutto il territorio nazionale. Molto bene. In entrambi gli schieramenti ci si attende che il finanziamento a "costi standard" serva a ridurre gli sprechi, non solo al Sud. Ma identificare i "livelli essenziali delle prestazioni ", definirne i "costi standard", calcolare così i fabbisogni è più complicato di quanto possa sembrare. Implica una tale quantità di scelte discrezionali da diventare facilmente oggetto di negoziato politico (come ha già chiesto il presidente della Regione Sicilia), tanto più se mancano dati affidabili e indirizzi legislativi precisi. D'altro canto nessuno ha spiegato come si possa evitare che una Regione, anche in regime di finanziamento a "costi standard", continui a spendere sovra misura per il personale in certi settori (burocrazia regionale o guardie forestali) e ad essere colpevolmente carente in altri (ad esempio, servizi all'infanzia), posto che il federalismo fiscale esclude che i fondi, anche quelli perequativi, possano avere un vincolo di destinazione. Su tutta questa complessa materia il Calderoli è a dir poco elusivo. Per dirne una, si limita a dire genericamente che tra le prestazioni da finanziare in maniera uniforme sul territorio nazionale ci sono "sanità, istruzione e assistenza". Quanto agli schemi di finanziamento, il Calderoli propone che le aliquote dei tributi regionali siano determinate "al livello minimo sufficiente ad assicurare il pieno finanziamento della spesa corrispondente ai livelli essenziali delle prestazioni in almeno tre Regioni". Ma non si capisce se poi le prime due Regioni, Lombardia ed Emilia-Romagna, tratterrebbero il sovragettito (non proprio bruscolini) o dovrebbero cederlo al fondo perequativo. In ogni caso, rimane l'idea "lombarda" che la perequazione debba essere "orizzontale " e che per monitorare la spesa si debba "fare leva sul contrasto di interessi fra le Regioni che finanziano il fondo perequativo e le Regioni che ricevono". Mentre vari esponenti della maggioranza, tra cui il ministro Fitto, giurano che la perequazione per queste funzioni sarà "verticale " e cioè, come nel progetto del governo Prodi e come chiede la Conferenza delle Regioni, posta in capo allo Stato. Ora, il rischio maggiore è che nei prossimi mesi questi ed altri problemi vengano messi sotto il tappeto, per varare una legge purchessia, che regali a Bossi l'applauso dal popolo leghista e a Berlusconi il via libera della Lega sulla Giustizia. Sarebbe l'ennesima falsa partenza. Mentre, come ha notato Angelo Panebianco sul Corriere del 3 agosto, è necessario un dibattito assai più trasparente sulle finalità del federalismo fiscale. Aggiungerei, senza dimenticare di specificare i mezzi per praticarle e di fornire stime credibili sull'impatto finanziario complessivo del progetto.

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Privati allo sportello unico (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 18-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-08-18 - pag: 5 autore: Dopo il Dl 112. Via libera alle Agenzie per le imprese con l'obiettivo di tagliare i tempi della burocrazia Privati allo sportello unico Gli enti avranno 30 giorni per valutare i nuovi progetti produttivi Emanuele Scarci Via alla riforma dello sportello unico e semaforo verde anche alle Agenzie per le imprese, un nuovo soggetto fortemente voluto e richiesto in particolare dalle associazioni di categoria delle Pmi. Tuttavia per dare attuazione effettiva all'articolo 38 del decreto 112 ( Impresa in un giorno) i ministeri dello Sviluppo economico e della Semplificazione normativa dovranno scrivere i regolamenti. La chiave di volta che stabilirà le "tipologie di autorizzazione per le quali è sufficiente l'attestazione dei soggetti privati accreditati", ma anche i requisiti di accreditamento dei privati e chi dovrà vigilare. In realtà il passaggio fondamentale è stato convincere il governo a riformare la disciplina dello sportello unico e aprire il business alla concorrenza. Un fatto che gli osservatori indipendenti valutano come "una grande conquista politica da parte delle associazioni di categoria". Con l'articolo 38, inoltre, per la prima volta vengono stabilite procedure uniche valide a livello nazionale e importanti per la vita delle imprese, oggi costrette a temere quasi più la burocrazia che la concorrenza sui mercati. Del resto la difficoltà di fare impresa in Italia è ben nota: nell'ultimo rapporto della Banca mondiale sulla facilità di fare impresa, il nostro Paese è soltanto 53esimo nella classifica 2008, penultima tra i Paesi industrializzati, davanti alla sola Grecia. "Tutto parte da un dato oggettivo – spiega Ugo Russo, capo dell'ufficio studi di Canfapi, la confederazione delle Pmi – le cattive performance fornite dalla struttura degli sportelli unici, nonostante ce ne siano alcuni che funzionino. In particolare, le imprese lamentano i tempi lunghi della burocrazia e le carenze strutturali, imposte anche dalla limitatezza dei mezzi dei Comuni piccoli. In quest'ambito le associazioni di categoria potranno giocare un ruolo fondamentale ". Soddisfatta delle novità anche Unioncamere."L'articolo 38 –sostiene Giuseppe Tripoli, segretario generale – riforma completamente la disciplina dello sportello unico. Le innovazioni più importanti sono la completa telematizzazione delle procedure, la chiamata in causa delle Camere di commercio e la previsione di soggetti privati accreditati che potranno intervenire a supporto degli imprenditori. Sommando insieme la comunicazione unica e il nuovo sportello unico anche in Italia sarà effettivamente più semplice, rapido ed economico progettare, costituire a avviare un'attività d'impresa". L'articolo 38 prevede tra l'altro che i soggetti privati accreditati potranno "...in caso di istruttoria con esito positivo, rilasciare una dichiarazione di conformità che costituisce titolo autorizzatorio per l'esercizio dell'attività. Qualora si tratti di procedimentiche comportino attività discrezionale da parte dell'amministrazione, i soggetti privati accreditati svolgono unicamente attività istruttorie in luogo e a supporto dello sportello unico". Ma non c'è conflitto d'interesse tra le associazioni di categoria che dovranno emettere la dichiarazione di conformità per l'esercizio d'impresa e il loro ruolo di rappresentanza delle stesse? "No – risponde Russo – le associazioni avranno una discrezionalità tecnica e poi molti documenti sono autocertificazioni. A oggi però è tutto da scrivere: spetterà ai regolamenti stabilire con esattezza i termini del rapportoe le competenze dei privati". Prima dell'accreditamento dei privati, suggerisce Confindu-stria, "sarebbe necessario individuare i parametri e le procedure attraverso cui possono essere accreditati, nonché il soggetto che vi provvede". Confindustria teme che possano rimanere escluse alcune associazioni di imprese che già oggi prestano questo servizio. Da ultimo, l'altro elemento di novità dell'articolo 38 è rintracciabile nella norma che uniforma a livello nazionale la procedura e i tempi di risposta - 30 giorni - delle amministrazioni procedenti quando le richieste di progetti di impianti delle imprese contrastano con gli strumenti urbanistici. In questo caso – dicono gli addetti ai lavori – si sono superate le regole delle singoli regioni e si sono stabilite scadenze stringenti per le amministrazioni. e.scarci@ilsole24ore.com.

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Prende il cognome della sposa, è bufera in Gran Bretagna (sezione: Burocrazia)

( da "Stampaweb, La" del 18-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

LONDRA "Rinnega tuo padre, ricusa il tuo casato": la prova d'amore che Shakespeare fa chiedere a Giulietta al suo innamorato Romeo è una pratica che sta lentamente e faticosamente prendendo piede. In Gran Bretagna sempre più uomini, stando al quotidiano britannico 'The Independent', sull'altare rinunciano al cognome di famiglia per prendere quello della sposa. Ma Kris Myddleton, 29 anni, nato Dyer ma ora felicemente sposato dallo scorso ottobre con il cognome della moglie Jo, dice di non sentirsi capito. Un matrimonio rigorosamente tradizionale il loro, con la sposa che spazzava il pavimento con il lungo strascico bianco, il bouquet e tutto il resto. Tranne per il "particolare" del cognome. "Forse (il cognome di mia moglie) non sarà molto macho, ma è piacevolmente lezioso". Il cognome paterno Dyer (più o meno equivalente all'italiano Conciatore) è di umili origini, mentre Myddleton ha un suono gentile, reso inoltre più altolocato dalla "y". Semplicemente, dice Kris, "il mio cognome era brutto, il suo no". Inoltre Jo è figlia unica e il cognome di famiglia si sarebbe estinto: farlo vivere "ci sembrava una cosa carina da fare", dice lo sposo. Una scelta pagata prima con una robusta dose di burocrazia: Kris e Jo non si sono trovati a riempire i soliti moduli con qualche casella da vistare: al contrario, ci sono stati "mesi di inferno" per notificare l'anomalo cambio di cognome alla banca, al lavoro, per non parlare delle varie utenze. Poi hanno dovuto scontare il velato rifiuto di parenti e invitati, che dopo il matrimonio li hanno sommersi di biglietti di ringraziamento indirizzati, come se nulla fosse, "Signore e signora Dyer". Ma l'onta peggiore, raccontano Kris e Jo all' 'Independent', è stato affrontare l'atteggiamento degli amici più intimi: "Ho sempre considerato i miei amici piuttosto aperti, ma anche loro hanno avuto problemi a confrontarsi con la mia scelta. Pensavano che fosse tutto uno scherzo, e ho dovuto mostrare loro i miei nuovi documenti perchè mi credessero. E allora mi chiedevano ma perchè? Sembravano contrari, come se avessi infranto una regola". L'esempio di Kris e Jo non è andato tuttavia perduto, e l' 'Independent' cita anche Martin, 27 anni, che intende seguirne le orme. "I matrimoni oggigiorno non vogliono dire che un uomo possiede una donna. Io sposo una persona indipendente con una sua testa, una sua vita e un suo lavoro. Quando prenderò il nome di mia moglie sarà un passo avanti verso la parità fra uomo e donna, in cui credo". "Anzi - dice Martin - credo che la donna sia anche leggermente superiore". Forse nella scelta di Martin e della sua sposa un qualche peso l'ha avuto anche il cognome di lui, Willie: troppa assonanza con "Willy", il nomignolo che i bambini danno al membro maschile.

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Una proposta che sia chiara (sezione: Burocrazia)

( da "Opinione, L'" del 18-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Oggi è Lun, 18 Ago 2008 Edizione 168 del 09-08-2008 Dalla maggioranza Una proposta che sia chiara di Gianluca Marchi Insieme alla riforma della giustizia, che resta un cavallo di battaglia di questo piccolo giornale, il quale si augura che Silvio Berlusconi mantenga le promesse fatte in materia, imboccando una strada netta e chiara, il federalismo fiscale sarà l'argomento principe della ripresa politica autunnale. La potremmo anche definire la "riforma delle riforme", perché se affrontata seriamente è destinata a cambiare concretamente la struttura dello Stato, al di là delle annunciazioni, rimaste in gran parte tali, delle precedenti riforme (o pasticci) in senso federale. Ma proprio per questa natura radicale, la "riforma delle riforme" si presenta assai complessa e difficile da far digerire a una parte del Paese che è sopravvissuta attaccata alla tetta del centralismo e a una burocrazia che dallo stesso centralismo statalista ha tratto la propria forza. L'impegno è dunque difficilissimo, sia per la maggioranza che per l'opposizione, se volesse condividere il percorso di riforma. E comunque il centro-destra è atteso ad avanzare una proposta chiara, che non si presti a finzioni di sorta, che possa essere discussa, compresa, apprezzata o avversata anche dai cittadini (o almeno da coloro che vorranno interessarsi), visto che la "rivoluzione", se attuata, toccherà soprattutto loro. A pagina 3 il nostro Stefano Magni fa un'efficace comparazione dei sistemi federali europei, analisi dalla quale emerge che il metodo più efficace per l'Italia nell'affrontare un vero federalismo di sostanza potrebbe essere quello attuato dalla Spagna, con un approccio graduale delle varie regioni a seconda delle aspirazioni di autonomia e delle capacità economiche. Con una certezza, però: che nulla dovrà andare avanti come prima.

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LARRANAGA: LA ELDO FARà DIVERTIRE I TIFOSI (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Caserta)" del 18-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

BASKET. LA GUARDIA IMPEGNATA CON LA NAZIONALE IRLANDESE Larranaga: "La Eldo farà divertire i tifosi" SALVATORE CAVALLO Il ponte di Ferragosto non ha rallentato i preparativi in casa bianconera per il raduno di domani al Palamaggiò. Il giemme Betti e il nuovo team manager Lubrano sono in piena attività per iniziare la stagione sotto i migliori auspici. La pratica più urgente da sistemare riguarda i visti per consentire al poker di americani Butler, Diaz, Foster e Slay di prendere parte alla fase precampionato sin dal primo giorno. Si tratta di un'autentica corsa contro il tempo e la burocrazia ma nelle stanze dei bottini si nutre un cauto ottimismo. Chi invece non sarà a Caserta da subito è la guardia Jay Larranaga così come l'ala-pivot Andrea Michelori, rispettivamente impegnati con le nazionali irlandese e italiana. Entrambi, infatti, salteranno la prima fase con Frates e il suo vice Oldoini per unirsi al gruppo solo al termine delle qualificazioni per gli Europei 2009. "Sto già sognando il momento di tornare a gustare il buon cibo italiano", dice dal ritiro della nazionale Jay Larranaga. "Quando arriverò a Caserta a settembre sarò già in forma anche perché con l'Irlanda stiamo effettuando molti giochi e schemi della Juvecaserta dello scorsa stagione" riprende la guardia che poi, divertita, sottolinea che "nel mio doppio ruolo di allenatore e giocatore devo decidere ciò che facciamo in allenamento e nessuno può dirmi nulla se commetto qualche errore". L'americano con passaporto irlandese, dunque, quando si metterà agli ordini di Frates, sarà tra i giocatori più in forma. Sulla nuova Juve Larranaga dimostra di essersi adeguatamente informato. "Abbiamo una buona combinazione di gioventù ed esperienza e di talenti per l'A1 - continua Larranaga, che alla vigilia dell'avventura irlandese ha incontrato a Roma il general manager Betti - sono curioso di vedere quanto lontano possiamo arrivare. Ho avuto interessanti referenze sui nuovi americani. Slay è amico di Lynn Greer con il quale ho giocato a Napoli e che mi ha parlato molto bene del nostro pivot, dicendomi che si tratta di un buon giocatore e un ottimo compagno di squadra". Prima di rituffarsi nell'avventura con la Nazionale, Larranaga invia un saluto ai tifosi: "Il mio messaggio è di prepararsi a una stagione entusiasmante. Con il loro calore dovremo fare in modo che ogni partita al Palamaggiò sia come quelle dei play off della scorsa stagione". La guardia irlandese della Eldo Larranaga.

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Coldiretti: da domani al via i voucher per la vendemmia (sezione: Burocrazia)

( da "Vita non profit online" del 18-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Reading time: 3 minutes --> by Redazione - pubblicato il 18 Agosto 2008 alle 15:42 Ogni buono ha un valore nominale di 10 euro Con la scadenza del 19 agosto prevista dalla circolare dell'Inps parte per la prima volta in Italia la raccolta dell'uva attraverso voucher che rappresentano la vera novità per la vendemmia 2008 voluta dalla Coldiretti per ridurre la burocrazia per le imprese agricole e dare una possibilità di integrazione del reddito a studenti e pensionati di fronte al caro vita. è quanto afferma la Coldiretti che è già in possesso del prezioso nuovo strumento di pagamento che le imprese agricole possono ritirare presso le sedi dell'organizzazione agricola o presso l'Inps in blocchetti, cartacei o telematici, da distribuire a seconda al lavoro effettuato. La vendemmia appena iniziata si preannuncia di buona qualità e leggermente piu' consistente di qualche punto percentuale rispetto ai 44 milioni di ettolitri del 2007, ma particolarmente significative sono le innovazioni normative introdotte per la raccolta che vanno incontro alle proposte avanzate da Coldiretti in materia di trasparenza e legalità oltre ad offrire nuove opportunità di reddito a categorie particolarmente deboli senza per questo destrutturare il mercato del lavoro agricolo. Ogni buono (o voucher) ha - spiega la Coldiretti - un valore nominale di 10 euro (7,5 euro al netto), comprensivo del costo dell'assicurazione e sarà utilizzato per le retribuzioni. I datori di lavoro consegneranno, per le prestazioni effettuate, il voucher a studenti e pensionati che potranno quindi ritirare il denaro presentandolo agli uffici postali. In questo modo si garantiscono tutele assicurative e previdenziali - sottolinea Coldiretti - a tutti quei lavoratori occasionali, come appunto studenti e pensionati, che trovano nella vendemmia un'opportunità di guadagnare qualcosa per integrare il proprio reddito, evitando la piaga del lavoro nero. Allo stesso tempo, il sistema dei voucher - sostiene la Coldiretti - porta una semplificazione degli adempimenti burocratici a carico delle imprese agricole, facilitando anche la lotta al lavoro illegale. Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipisicing elit, sed do eiusmod tempor incididunt ut labore et dolore magna aliqua. Ut enim ad minim veniam, quis nostrud exercitation ullamco laboris nisi ut aliquip ex ea commodo consequat. Duis aute irure dolor in reprehenderit in voluptate velit esse cillum dolore eu fugiat nulla pariatur. Excepteur sint occaecat cupidatat non proident, sunt in culpa qui officia deserunt mollit anim id est laborum. -->.

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Sullo schermo un autunno all'insegna delle serie più amate e dei "cloni" dei successi del passato (sezione: Burocrazia)

( da "Cittadino, Il" del 19-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Medici, robot e legali: la carica dei telefilm n Grandi ritorni, ma soprattutto serie in prima assoluta, come Terminator - The Sarah Connor chronicles, Bionic woman, Life e Californication: i telefilm, in particolare le produzioni made in Usa, si confermano un punto di forza nei palinsesti autunnali delle reti italiane, in particolare Raidue e Italia 1. Su RaiDue il martedì è appannaggio delle serie investigative e legali: arriva la quarta stagione di Senza traccia, con le indagini dello speciale pool investigativo dell'Fbi di New York specializzato nei casi di persone misteriosamente scomparse e capitanato da Jake Malone (Anthony La Paglia). Poi toccherà a Justice: quattro avvocati, con caratteri e stili diversi, si associano nello studio legale Turk, Nicholson, Tuller & Gaines per trattare casi controversi ma di alto profilo. Ancora telefilm in prima serata il sabato, con la quinta stagione di Cold case, ambientata nel dipartimento di polizia di Philadelfia dove l'investigatrice Lili Rush (Kathrin Morris) continua a ricostruire con i suoi colleghi casi archiviati da molti anni che tornano alla luce; e la domenica, con la quarta stagione di Ncis, l'unità anticrimine coordinata dall'agente speciale Gibbs (Mark Harmon), pronto anche a ignorare la burocrazia militare pur di risolvere con la sua squadra (immutata dalla prima serie) i crimini compiuti nel corpo della marina militare americana.Tre le serie in prima assoluta su Italia Uno (anticipate però da Mediaset sul digitale terrestre). Arriva Terminator - The Sarah Connor chronicles, erede televisivo della saga cinematografica con Arnold Schwarzenegger: Sarah (Lena Headey) ha su di sé la responsabilità dell'educazione del figlio adolescente John, consapevole del fatto che in futuro avrà il ruolo di leader della resistenza umana, mentre Cameron Phillips è un terminator inviato indietro nel tempo dall'anno 2027 per proteggere John Connor dal John Connor del futuro. Spazio anche a Bionic Woman, remake del cult anni '70 La donna bionica, con la bella attrice inglese Michelle Ryan, e a Life, storia di Charlie Crews (Damian Lewis), detective burbero (alla dottor House) che finisce in galera per dodici anni per un errore giudiziario, ne esce dimostrando la propria innocenza e rientra in polizia. Grande attesa anche per i telefilm di seconda serata. Tra i titoli spicca il chiacchierato Californication (già in onda su Sky su Jimmy), con David Duchovny (l'agente Mulder di X-Files, Golden Globe 2008 per questa interpretazione) nei panni di uno scrittore dipendente da sesso e droga che cerca di tirare su la figlia adolescente e ha problemi con l'ex moglie. Atteso anche Dexter, la vita di un ematologo della polizia di Miami (alla Grissom di Csi) che di notte si trasforma in giustiziere. Tornano Heroes (con la seconda stagione), Nip/Tuck e Six Feet Under (entrambi alla quinta stagione). Ritorni in vista anche su Rete Quattro, con Walker Texas Rangers (access prime time), Law and Order - Criminal Intent (prime time), Shark (seconda serata) e Colombo (day time) dal fronte Usa e Il commissario Cordier e Julie Lescaut (entrambi in prima serata) da quello europeo. Spazio anche all'anteprima di due serie europee, Gsg 9 - Squadra d'assalto (in prime time) e Hamburg Dockland (in day time). Confermati infine su LA7 Sex and the City, L Word e Dirt.

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Impianto fotovoltaico ai magazzini comunali (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 19-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Roberto Curto Impianto fotovoltaico ai magazzini comunali Costa 250 mila euro ma renderà indipendente l'amministrazione dalla bolletta In settembre prende il via l'ampliamento del cimitero di Rasai SEREN DEL GRAPPA. Dall'ampliamento del cimitaro di Rasai all'ambizioso progetto per un impianto fotovoltaico ai magazzini comunali passando per l'allargamento della parte iniziale della strada regionale Cadorna. L'amministrazione mette sul tavolo i progetti e le idee per il futuro a medio termine. Non è un libro dei sogni quello scritto dalla giunta Scopel, ma un programma di interventi che trova applicazione in parte attingendo al bilancio comunale, in parte puntando ai fondi concessi dalla Regione o in base ad agevolazioni previste dalla legge finanziaria. I primi interventi prenderanno il via in settembre. Cimitero Rasai. E' stato appaltato un lavoro che riguarda l'allargamento della zona frontale. "E' interessato", spiega il sindaco Loris Scopel, "il viale di accesso che sarà dotato di adeguati parcheggi. Previsti circa duecento nuovi loculi, più alcune tombe di famiglia e un centinaio di celle ossarie". La ditta Baldissera di Fonzaso ha superato la concorrenza di altre undici imprese con un ribasso dell'8 per cento. L'importo dell'appalto è di 350 mila euro, l'apertura del cantiere è fissato a settembre, la conclusione prevista nella tarda primavera del 2009. Strada Cadorna. E' un intervento da circa 200 mila euro affidato all'impresa Sici di Fonzaso che avrà il compito di allargare il tratto iniziale della strada Cadorna nel tratto che parte dalla frazione di Caupo. In particolare bisogna risolvere un punto critico con una stretoia che all'altezza della curva Croseron rende difficile il transito degli autobus che si dirigono sul massiccio del Grappa. Si tratta di circa duecento metri abbondanti di strada da sistemare. "Il comune", aggiunge Scopel, "provvederà a posare un piccolo acquedotto per recuperare acqua adatta all'irrigazione sfrunntando un vecchio impianto, partenda dalla località Conserve". Asfaltature. E' in fase di appalto il progetto del Comune che prevede la manutenzione di vari tratti di strada. Interessate, oltre a Seren, ci sono Rasai, Porcen, Valle e Caupo. L'importo dell'appalto è di 80 mila euro. I lavori sono programmati per l'autunno. Energia pulita. "Vogliamo realizzare", spiega il sindaco Scopel, "un impianto fotovoltaico utilizzando il tetto e le pertinenze dei magazzini comunali. L'impianto avrà un costo di 250 mila euro per il quale il comune ha intenzione di contrarre un mutuo. La corrente elettrica prodotta che sarà venduta all'ente gestore dovrebbe garantire al comune, alle condizioni attuali, rispetto ai costi dei consumi, di oltre 50 mila euro. Il progetto beneficia di agevolazioni offerte dalla legge finanziaria oltre ad eventuali contributi concesse da enti come i 15 mila euro già erogati dal Bim. Per l'autunno sarà pronto il progetto definitivo. Subito dopo ci sarà la gara d'appalto". Psr. Il comune ha presentato alcuni progetti definitivi legati al Piano di sviluppo rurale. Si tratta di interventi riguardanti la viabilità silvo-pastorale, le malghe e i miglioramenti boschivi e la sentieristica. Assieme all'associazione Monte Grappa, il comune di Seren ha partecipato ad un progetto di filiera coinvolgendo una ditta agordina. In ballo ci sono cinque milioni di fondi regionali. "Anche se a dire la verità", aggiunge Loris Scopel, "il nuovo Psr è svantaggioso sia per la burocrazia, sia per la percentuale di cofinanziamento rispetto al Psr precedente". Centro civico a Caupo. E' un progetto che l'amministrazione comunale segue da qualche anno. L'iter si è allungato per l'avversità di un proprietario di fondi, ma che dovrebbe conludersi nella primavera del 2009. Caupo è l'unico paese, pur in espansione che non ha una struttura pubblica come sede per attività culturali e ricreative. Il progetto definitivo prevede l'allargamento del parco giochi più alcuni parcheggi. Certo il finanziamento di 200 mila euro. Porcen. Redatto un progetto di riqualificazione del centro storico che prevede un parcheggio ed un'area verde attrezzata nell'area circostante il casel, un marciapiede dalla piazzetta alla chiesa e l'installazione di alcuni punti luce di tipo storico.

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Tremonti Card, come la tessera annonaria (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 19-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

CORSI E RICORSI Tremonti Card, come la tessera annonaria Una carta prepagata che ha già trovato detrattori e riportato tristi ricordi Una delle misure economiche annunciate dal governo per andare incontro alle necessità delle classi non abbienti è la "Tremonti card", definita uno strumento innovativo. Si tratta di una carta prepagata, tipo carta di credito; sarà anonima ed avrà un codice personale per garantire la riservatezza. Sarà consegnata ai pensionati al "minimo" insieme alla pensione, sicuramente alla Posta, forse anche direttamente al domicilio. Questa card avrà un valore di 400 euro l'anno e sarà utilizzabile per cibo e utenze. Ci saranno sconti garantiti dal settore privato (meno 10 per cento) sugli acquisti di generi alimentari effettuati nei supermercati di "apposite" catene o in altri esercizi commerciali convenzionati, e sui pagamenti della bolletta elettrica (meno 20 per cento pari a 50-100 euro l'anno). Ad "alimentarla" sarà un apposito fondo su cui convergerà parte delle entrate derivanti dalla "Robin Hood tax" sugli extraprofitti dei petrolieri. C'è qualcuno che non condivide l'iniziativa perché 400 euro diviso 12 sono solo 33 euro al mese, ancora una miseria, ed aggiunge: "Perchè la somma non viene aggiunta alla pensione? Forse perchè questo misero granello di zucchero l'anno prossimo non ci sarà più" e conclude: "Oltre ad essere poveri si viene anche umiliati". Per gli italiani, bellunesi compresi torna dunque di attualità un "reperto" del periodo dell'immediato dopoguerra che richiama altre situazioni di generale difficoltà per la gente a far quadrare i bilanci familiari. Sandro Bona, il cui padre Eugenio era impiegato della "Sepral" (Sezione provinciale alimentazione) che all'epoca si occupava della gestione delle tessere, ha tratto dal personale archivio documentale una "Carta annonaria individuale" che risultava valida per i mesi da novembre 1948 a febbraio 1949 ed era rilasciata ai consumatori dai 19 ai 65 anni di età. Con la carta annonaria individuale si potevano prenotare "generi minestra" (quattro volte al mese) e pane, naturalmente per tutti i giorni di ciascun mese. Anche all'epoca la burocrazia faceva la sua parte sicché erano necessari il timbro mensile dell'esercente e quello del comune di appartenenza del singolo consumatore. La carta annonaria individuale era lo strumento utilizzato dallo Stato durante il periodo della guerra per il razionamento dei generi di prima necessità. Con la tessera, che era personale, ogni cittadino recandosi negli spazi aziendali poteva ritirare la sua razione di pane e altro bene necessario (pasta, olio, sapone). E' del dicembre 1940 il decreto ministeriale per l'istituzione della Carta annonaria per la farina, riso e pasta; del marzo 1941 quello per panna, latte e burro; dell'ottobre dello stesso anno quello per oli e grassi commestibili. Ogni cittadino per ottenere i viveri previsti dal razionamento doveva staccare i bollini all'atto della ricezione degli alimenti. La Carta annonaria divenne presto espressione di uso comune per indicare un prodotto scadente o di infima qualità: "è peggiore del pane della tessera". Le dosi acquistabili erano definite e uguali per tutti: la razione giornaliera di pane per persona a cui la tessera dava diritto era stata definita nel settembre del 1941 in 200 grammi e nel marzo del 1942 in 150 grammi. Nelle campagne, dove alcuni avevano l'orto, galline e conigli, qualche albero da frutto, era più facile integrare le dosi scarse cui la tessera dava diritto senza dover ricorrere agli acquisti "clandestini" e alla "borsa nera" mercato illegale e clandestino di prodotti resi irreperibili dal razionamento. La scarsità di approvvigionamento ed il calmiere imposto dalle autorità sui generi di prima necessità ne provocano la scomparsa dal mercato ufficiale e li fanno riapparire sul mercato clandestino a prezzi maggiorati. Tantissime persone si arricchirono speculando su questa forma di commercio, che metteva in circolazione di tutto. Il mercato nero, che si estendeva praticamente a tutti i settori merceologici (anche se quello alimentare era il più attivo), venne ufficialmente perseguito dalle autorità fasciste, che stabilirono forti sanzioni e punizioni esemplari, ma nella pratica si diffuse enormemente, a vari livelli, provocando gravi disagi alla popolazione meno abbiente, che non possedeva mezzi per accedervi. I partigiani lo combatterono, spesso con maggiore efficacia rispetto alle autorità, ricorrendo anche a requisizioni e distribuzioni alla popolazione di generi di prima necessità. Proprio come Robin Hood... (rob.).

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Per fare una provincia ora un capoluogo non basta più (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Oggi" del 19-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi ItaliaOggi -Enti Locali e Stato Numero 196, pag. 28 del 19/8/2008 Autore: di Marco Bertonicini Visualizza la pagina in PDF Tutti i nuovi enti suddividono gli uffici. Moltiplicando le spese Per fare una provincia ora un capoluogo non basta più Quante sono le province italiane? E i capoluoghi di provincia? è arduo tener dietro alle modifiche relative all'istituzione di nuovi enti intermedi, ma con una certa pazienza si riesce a ricostruirne il divenire. Compresa la Valle d'Aosta (di solito considerata equivalente a una provincia, ma è una regione autonoma); comprese le due "province autonome" di Trento e di Bolzano (di fatto ormai due autentiche regioni a statuto speciale, poiché la regione del Trentino-Alto Adige è mera cornice, quasi priva di competenze); comprese le nove "province regionali" della Sicilia (la tormentata vicenda degli enti intermedi in Trinacria ha visto la soppressione delle province tradizionali, la loro trasformazione in "liberi consorzi di comuni", in applicazione dello statuto speciale, la nuova incarnazione in "province regionali", il tutto, assai curiosamente e poco italicamente, senza che mai crescesse il numero di nove); fino al 1992 il totale dava 95. Di queste, appena tre erano state costituite nel dopoguerra: Pordenone, Isernia e Oristano. Il '92 segna, appunto, il lievitare degli enti. Nascono infatti in un colpo solo ben 8 province: Biella, Verbano-Cusio-Ossola, Lodi, Lecco, Rimini, Prato, e le due calabresi di Crotone e di Vibo Valentia. Un po' d'anni tranquilli, ed ecco emergere la regione Sardegna, che istituisce la bellezza di quattro province, un numero pari a quello prima esistente nell'isola: Carbonia-Iglesias, Medio Campidano, Ogliastra e Olbia-Tempio. Successivamente, nel 2004, sono le camere a intervenire, approvando l'istituzione delle province di Monza e Brianza, di Barletta-Andria-Trani e di Fermo (i provvedimenti per istituirvi gli organi decentrati dello stato sono rinviati al 30 giugno 2009, da ultimo col decreto-legge n. 113/'08, in corso di conversione). Siamo così a un totale di 110 enti intermedi, assommando province statali e regionali, autonome e ordinarie, e la peculiare Valle d'Aosta. Lasciamo stare le proposte già depositate in parlamento, che farebbero lievitare ancora il già corposo totale. Fin qui tutto è chiaro. A rigor di logica, e pure di consolidata tradizione, dovrebbero corrispondere 110 capoluoghi. Così non è. Già le denominazioni di alcune nuove province, con riferimenti a zone e non a specifiche città, tradiscono le difficoltà per individuare il centro più importante. Similmente, l'indicazione di più centri nella denominazione ufficiale attesta la rivalità sottostante. Ecco, infatti, che il parlamento medesimo, nell'approvare la legge istitutiva della provincia di Barletta-Andria-Trani, stabilì testualmente: "Il capoluogo della nuova provincia è situato nelle città di Barletta, Andria e Trani" (art. 1, co. 3, legge n. 148/'04). Proprio così: "il" capoluogo, singolare, è situato "nelle" città, plurale. Una provincia, tre città capoluogo. A loro volta, le quattro nuove province sarde, hanno deliberato in maniera perfettamente conforme: ciascuna provincia ha due capoluoghi. Rispettivamente Olbia e Tempio Pausania (Olbia-Tempio), Carbonia e Iglesias (Carbonia-Iglesias), Sanluri e Villacidro (Medio Campidano), Tortolì e Lanusei (Ogliastra). In un comune si stanzia la giunta provinciale, nell'altro il consiglio. Dobbiamo poi aggiungere che un'antica provincia italiana, che sempre ha avuto una duplice presenza nell'intitolazione, cioè quella di Pesaro e Urbino, all'art. 1 del proprio statuto così prevede: "La Provincia [_] ha per sedi di capoluogo le Città di Pesaro e di Urbino", in virtù "del decreto 22 dicembre 1860, n. 4495". Per inciso: tale decreto non risulta fra quelli soppressi dal ministro Calderoli col recente decreto-legge taglia-leggi n. 112/'08. Facciamo quindi il totale: 110 province, 117 comuni capoluogo (due in più per Barletta-Andria-Trani, quattro per le quattro neo province sarde, e infine Urbino). Gli statuti delle province con intitolazioni multiple (le citate "Verbano-Cusio-Ossola" e "Monza e Brianza", e poi quelle di "Forlì-Cesena" e di "Massa e Carrara": il legislatore si sbizzarrisce nell'uso della congiunzione ovvero del trattino) hanno o nello statuto o nella previsione legislativa l'individuazione di un solo capoluogo: rispettivamente Verbania, Monza, Forlì e Massa. La duplicità, peggio ancora la triplicità di capoluogo, reca una moltiplicazione di spese generali, già patita nel caso delle sedi staccate nelle regioni (Trieste e Udine, L'Aquila e Pescara, Catanzaro e Reggio Calabria), con duplicazione di uffici e costi di trasporti non indifferenti. Va rilevato che lo stato lentamente si adegua, a sua volta moltiplicando i propri uffici periferici, contribuendo alla lievitazione delle spese. Si rasenta poi il patetico, nel caso della provincia sarda del Medio Campidano (poco più di 100 mila abitanti, la terza per debolezza demografica dopo Isernia, circa 90 mila, e la consorella dell'Ogliastra, nemmeno 60 mila): i due capoluoghi, cioè Sanluri e Villacidro, contano meno di 9 mila e meno di 15 mila abitanti. Naturalmente il numero degli occupati crescerà, mercé la burocrazia apportata dalla nuove province. Si tratterà di mero lavoro buroindotto, epperò improduttivo per definizione. Ci sarebbe da verificare in quali disposizioni statali si trovino riferimenti ai capoluoghi di provincia. Ogni qual volta, infatti, vi sia un richiamo al "capoluogo di provincia", a stretto rigore andrebbe esclusa Aosta, che è capoluogo di regione e non di provincia. Il richiamo ai capoluoghi delle "province autonome" e delle "province regionali" siciliane potrebbe non essere congruente. Quanto ai capoluoghi delle province-province, pare assurdo che si possano prevedere disposizioni (di solito agevolative) che vadano a interessare più di un comune per ciascuna provincia. Sarebbe molto meglio adottare una formula che consenta d'individuare un capoluogo solo, una sede legale, per ciascuna provincia o, per meglio dire, per ciascun ente intermedio.

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Il voucher vendemmia per tremila stagionali (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino di Padova, Il" del 19-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

La novità di quest'anno Il "voucher vendemmia" per tremila stagionali Ai nastri di partenza la raccolta dell'uva che inizierà dai bianchi dei Colli euganei e proseguirà per oltre un mese. Novità di quest'anno l'introduzione dei "voucher" vendemmia per ridurre la burocrazia per le imprese agricole, combattere la piaga del lavoro nero e dare una possibilità di integrazione del reddito a studenti e pensionati di fronte al carovita: nel Padovano sono interessati oltre 3 mila lavoratori stagionali. Il voucher è un provvedimento lungamente atteso, e di cui si ringrazia il ministro del Welfare Sacconi: "E' un buono convertibile in denaro da riscuotere al termine dei lavori", spiega Walter Luchetta, direttore di Coldiretti "questo sistema, che costituisce una forma più veloce di "assunzione", consentirà al datore di lavoro di agire nella totale regolarità coprendo eventuali infortuni e al lavoratore di avere una copertura previdenziale e una retribuzione esente dal fisco non incidendo né sullo stato di studente né di pensionato. Alle imprese basterà acquistare un blocchetto di voucher, cartacei o telematici, da distribuire a seconda delle ore di lavoro effettuate. Ogni buono avrà un valore nominale di 10 euro (7,5 al netto), comprensivo del costo dell'assicurazione e sarà utilizzato per le retribuzioni; il denaro potrà essere ritiato presentando il voucher agli uffici postali o agli sportelli bancomat.

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Glass di parodi (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 19-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

MANCA UN DOCUMENTO e quindi il Comune non rilascia l'attestato di agibilità per l'azienda. Che è già in attività. Inagibili per il momento, secondo la burocrazia, i capannoni artigianali del gruppo industriale Vitrum Glass (ora Quidam) specializzato nella lavorazione del vetro "piano", con circa una cinquantina di dipendenti, in via Cortemilia, località Aneti a Cairo. Sito, ad oggi chiuso per ferie, oggetto di recente acquisizione e insediamento, comprato nei mesi scorsi dalla società "Kairos immobiliare", ma senza il documento che certifica l'idoneità dal punto di vista urbanistico-sanitario. Mancanza oggetto di una serie di richieste di spiegazioni da parte dei dirigenti del Comune, e oggetto di un contenzioso tra i legali dell'azienda e della società immobiliare. Divisi non soltanto dal mancato rilascio della documentazione di idoneità da parte dell'amministrazione comunale che ha chiesto l'integrazione di "atti essenziali" (mancanti) a chi ha costruito, ma anche da contenziosi su presunti inadempimenti contrattuali da diverse decine di migliaia di euro. Legati a danni (infiltrazioni d'acqua) e bollette (Enel). Una questione delicata, già oggetto di ricorsi in Tribunale in sede civile (udienza a gennaio), venuta alla luce nei giorni scorsi quando l'ufficio tecnico del Comune ha deciso di non rilasciare il certificato di agibilità dal punto di vista della sicurezza, e dei requisiti legati alla conformità urbanistica, bloccando l'iter del silenzio-assenso per il rilascio. Per il momento si tratta di una questione burocratica, che, però, in caso di non ottemperanza potrebbe portare a sanzioni e multe sino alla sospensione dell'attività, il provvedimento più drastico in attesa della messa in regola. Situazione che ha messo in allerta i proprietari dell'azienda. Il gruppo Vitrum Glass (Quidam), di proprietà della famiglia Ferraiuolo (titolare il padre Salvatore, rappresentante legale il figlio Matteo) si è rivolta ai propri legali (studio Ferrini) in quanto si ritiene parte lesa. Dall'altra parte la Kairos immobiliare (ingegner Paolo Bagnasco e Giorgio Ferraro) che è tutelata dall'avvocato Massimo Piccone Casa. Si tratta di due immobili da 1500 metri quadrati, uno, e da 2600 l'altro. Sulla vicenda nella serata di ieri è intervenuto l'ingegner Paolo Bagnasco che per conto della Kairos ha voluto fare chiarezza e sgomberare il campo da equivoci una volta informato del caso diventato pubblico, che già questa mattina sarà oggetto di un incontro all'ufficio tecnico del Comune: "Già domani mattina (oggi per chi legge) presenterò il documento che manca richiesto dal Comune riguardante l'allaccio delle condotte delle acque. Ci tengo a precisare che si tratta di un mancato rilascio dell'agibilità dovuta soltanto a questioni procedurali legate ad atti e documenti, e non certo a motivi di sicurezza o strutturali. Non c'è nessun problema. Ricevuto il documento, che produrrò, il Comune potrà riavviare l'iter". Alberto Parodi 19/08/2008.

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Il serial? Invasione d'autunno sulla tv (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 19-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

LA STAGIONE Non solo satellite, anche la televisione in chiaro sarà affollata di saghe e noir: da "Terminator" a "Life" al fenomeno "Cold Case" 19/08/2008 GRANDI ritorni, soprattutto serie in prima assoluta come "Terminator - The Sarah Connor Chronicles", "Bionic Woman", "Life" e "Californication": i telefilm, in particolare le produzioni americane, si confermano un punto di forza nei palinsesti autunnali delle reti generaliste, in particolare Raidue e Italia 1. Su Raidue, infatti, il martedì sarà appannaggio delle serie investigative e legal. Arriva la quarta stagione di "Senza traccia", con le indagini dello pool investigativo speciale Fbi di New York che ubdaga su casi di persone scomparse ed è guidato da Jake Malone, l'attoreAnthony La Paglia. Poi toccherà a "Justice": quattro avvocati, con caratteri e stili diversi, si associano nello studio legale Turk, Nicholson, Tuller & Gaines per trattare casi controversi ma di alto profilo. Ancora telefilm in prima serata il sabato, con la quinta stagione di "Cold Case", ambientata nel dipartimento di polizia di Filadelfia dove l'investigatrice Lili Rush, l'attrice Kathrin Morris, continua a ricostruire con i suoi colleghi casi di omicidio archiviati anni prima. La domenica, poi, arriverà la quarta stagione di "Ncis", unità anticrimine guidata dall'agente speciale Gibbs, pronto a ignorare anche la burocrazia militare pur di risolvere con la sua squadra, immutata dalla prima serie, i crimini compiuti nella marina militare americana. Tre le serie in prima assoluta su Italia 1, ma già anticipate da Mediaset Premium su digitale terrestre, arriverà"Terminator - The Sarah Connor Chronicles", "spin off" televisivo della saga cinematografica con Arnold Schwarzenegger: Sarah, interpretata dall'attrice Lena Headey, è impegnata a educare il figlio John, perché sa già qual è il suo futuro: guidare la resistenza contro l'avvento delle macchine. Cameron Phillips, invece, è un terminator inviato indietro nel tempo dall'anno 2027 proprio per proteggere il giovane John Connor. Spazio anche a "Bionic Woman", remake del cult anni '70, questa volta con la bella attrice inglese Michelle Ryan, e a "Life", storia di Charlie Crews, detective burbero che finisce in galera per dodici anni, a causa di un errore giudiziario, esce dimostrando la propria innocenza e rientra in polizia. Grande attesa anche per i telefilm di seconda serata. Tra i titoli spicca il chiacchierato "Californication", già in onda su Sky su Jimmy, con David Duchovny, l'agente Mulder di X-Files, Golden Globe 2008 per questa interpretazione. Sarà infatti uno scrittore dipendente da sesso e droga che cerca di crescere la figlia adolescente, nonostante le liti con l'ex moglie. Atteso anche "Dexter", su un ematologo della polizia di Miami che di notte si trasforma in giustiziere. Tornano anche "Heroes" con la seconda stagione, "Nip/Tuck" e "Six Feet Under" entrambi alla quinta stagione. Ritorni in vista anche su Retequattro con il classico "Walker Texas Ranger" e con il sofisticato "Law and Order - Criminal Intent" in prima serata, seguito da "Shark " in seconda. Dalla Francia invece arriveranno "Il commissario Cordier" e "Julie Lescaut". Spazio anche all'anteprima di due serie europee, "Gsg 9"e "Hamburg Dockland". Su La7 confermati "Sex and the City", "L Word" e "Dirt". R. S. 19/08/2008.

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Pensioni, voucher, produttività: Berlusconi scippa le misure del governo Prodi La denuncia dell'ex ministro Damiano. Il centrodestra punta in modo parossistico a cancellare quanto (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 19-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stai consultando l'edizione del Pensioni, voucher, produttività: Berlusconi "scippa" le misure del governo Prodi La denuncia dell'ex ministro Damiano. "Il centrodestra punta in modo parossistico a cancellare quanto è stato realizzato dal precedente esecutivo" di Laura Matteucci / Milano Parte oggi per la prima volta in Italia la raccolta dell'uva attraverso voucher. la novità della vendemmia 2008: uno strumento realizzato con la collaborazione dell'Inps che cerca di ridurre la burocrazia per le imprese agricole, e nello stesso tempo di dare una possibilità di integrazione del reddito a studenti e pensionati di fronte al carovita. Ogni buono (o voucher) ha un valore nominale di 10 euro orari (7,5 euro al netto), comprensivo del costo dell'assicurazione, che sarà utilizzato per le retribuzioni. I datori di lavoro consegneranno il voucher a studenti e pensionati che potranno quindi ritirare il denaro presentandolo agli uffici postali. Insomma, la novità è importante, il fatto di rilievo. Peccato che il governo Berlusconi lo stia decantando come fosse una sua invenzione, un proprio generoso e benemerito provvedimento. Viceversa, si tratta di una misura già prevista dalla Legge Biagi, rimasta totalmente inerte nel quinquennio del terzo Berlusconi, voluta e realizzata dal governo Prodi, d'intesa con le parti sociali e con l'Inps. A ricordarlo è Cesare Damiano, che da ministro del Lavoro con Prodi firmò appunto il decreto (il 12 marzo 2008). Un decreto che consente alle aziende agricole di poter utilizzare un massimale di 10mila euro ciascuna, creando un circuito virtuoso: l'azienda è in regola, lo studente e il pensionato ricevono un compenso utile. "Infatti il Protocollo del 23 luglio del 2007 tra le tante misure che riguardano previdenza, lavoro e competitività ha previsto per l'agricoltura molte normative, tra le quali la sperimentazione per la prima volta nella vendemmia del 2008 di questo istituto. Naturalmente si tratta di un'erogazione esentasse che può aiutare pensionati e studenti a cui è destinata. Nel Protocollo si prevede anche la possibilità di estendere tale misura ai lavori domestici. La cosa può apparire secondaria, ma quello che colpisce è lo stile di governo: cancellare in modo parossistico quello che di buono ha realizzato il governo Prodi, attribuendosi tutti i risultati. Del resto anche questo - conclude Damiano - serve per costruire bilanci di governo positivi anche se costruiti su pochi fatti e molti annunci". E questa dell'"indebita appropriazione", oppure del "silenzio totale" è uno stile generale che investe trasversalmente un po' tutti i provvedimenti del Berlusconi quater. Un altro esempio è quello dell'Ici, peraltro adesso oggetto di una clamorosa revisione visto che dopo alcuni mesi dalla sua abolizione la Lega ha capito di aver perso l'unica tassa effettivamente federalista. L'imposta sulla casa, in realtà, era già stata eliminata dal governo Prodi per i redditi medio-bassi, "ma questo governo - riprende Damiano - ha dimenticato il principio di progressività delle imposte, e dopo aver tolto l'Ici anche ai ricchi, ora pensa ad eliminare pure il bollo auto, avvantaggiando ancora una volta chi possiede beni di lusso". "Con atteggiamenti populistici e demagogici si annullano gli effetti redistributivi e di equità sociale tipici delle imposte", denuncia Damiano. Silenzio tombale, viceversa, sulla quattordicesima erogata dal governo precedente a più di 3 milioni di pensionati coperta con 1.200 miliardi di euro all'anno. Ma anche sulla pubblicazione, solo qualche giorno fa, del decreto sempre firmato da Damiano che devolve 650 milioni di euro per la decontribuzione del salario di produttività, che diventa pensionabile per i lavoratori. Damiano, invece, parla e soprattutto chiede (al governo): "A quando l'integrale applicazione delle norme del Protocollo di luglio 2007, per la sicurezza sul lavoro, per i giovani, per i lavori usuranti, e tutte già coperte finanziariamente?".

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Uffici a rilento: i "fannulloni" contro brunetta (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 19-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

In Toscana cresce la protesta Uffici a rilento: i "fannulloni" contro Brunetta FIRENZE. Aci, Inps, Inpdap, Inail, Agenzia delle Entrate, Dogane vanno alla guerra. Contro la crociata sui "fannulloni" del ministro Brunetta i dipendenti del pubblico impiego promettono il rigido rispetto delle regole, il che, nella burocrazia italiana, significa paralisi. Il tam tam sta correndo tra gli uffici e a settembre i dipendenti pubblici sono intenzionati a far vedere i sorci verdi a Brunetta e, di riflesso, ai cittadini. BARTOLI a pagina 3.

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Amiche traditrici e ciccioni innamorati? Tutto si può risolvere con una bella sculacciata (sezione: Burocrazia)

( da "Libertà" del 19-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cara Vic, la mia miglior amica è uscita con ogni ragazzo che mi sia piaciuto. Ti racconto: ogni volta che io le dicevo che mi piaceva un ragazzo, lei subito dopo ci andava, anche se magari lei il giorno prima non lo guardava neanche. Secondo la sua versione, non è colpa sua se i ragazzi vanno dietro a lei e non a me. Poi, lei afferma che non lo fa apposta e che probabilmente abbiamo gli stessi gusti. Cosa faccio? Le credo? Elena Vediamo, una volta può capitare. La seconda volta potrebbe trattarsi di una semplice (e ironica) coincidenza. Ma alla terza volta, cara Elena, credo che persino ad un trichecho verrebbe qualche dubbio. Bisogna aggiungere, però, che magari la tua amica ha le migliori intenzioni. Mi spiego: forse lei pensa che quei ragazzi non siano alla tua altezza e quindi ci pensa lei a "metterli a posto". Quello è altruismo puro. Tuttavia (eh, sì), ci può essere un'altra spiegazione, molto più semplice, molto più immediata e molto più ovvia di quella soprastante. Vuoi sapere qual'è? La tua amica è una grande scrofa. Ma di quelle vere, che si meritano un premio, una medaglia d'oro ed un Oscar. Quindi, io terrei le future opinioni sui maschietti per me. Sai, questioni di sicurezza. Oppure -ed è qui che inizia il divertimento - le "confesserei" le mie cotte sui ragazzi più brutti, brufolosi ed unti che ci siano. Dove arriverà la sua "amicizia"? Oltre i limiti del decente, Vic. Vic, ti sembra giusta la (re)introduzione del voto in condotta a scuola? Io la trovo giusta, perché finalmente non conteranno più solo i voti (che sono dei numeri, dopotutto) ma conterà anche la persona come singolo. E poi, vista la decadenza recente della scuola, un po' di decoro e di sano rispetto per l'autorità non fa mai male. O no? Sara La scuola non si è mai basata sulla meritocrazia dei suoi studenti. Questo lo sappiamo. Inutile dire, quindi, che le cose cambieranno con la reintroduzione del cosiddetto voto comportamentale. E' una balla di fieno bella e grande. Non credo, infatti, che la condotta dei ragazzi migliorerà per paura di una valutazione. Al massimo, saranno i professori a dover sopportare un lavoro extra di pura burocrazia, riempiendo ulteriori moduli e tenendo in considerazione altri aspetti dell'ambiente classe. Quindi la soluzione, per me, non si trova su un foglio di carta, su una lettera ai genitori, in un numero in più che fa media. Dimenticate il voto in condotta: è tempo di reintrodurre la punizione corporea! Bastonate, sculacciate e qualche sano schiaffo di volta in volta. Solo il terrore ispira rispetto. Non dimenticarlo. E' l'era, cari lettori, del bullismo dei maestri. Altroché cattiva condotta, Vic. Ciao Vic, sono un ragazzo di 23 anni con qualche chilo in più. Sono sempre stato abbastanza a mio agio con il mio corpo ma, arrivato a questa età e non avendo mai avuto una ragazza, inizio a sentirmi un po' tagliato fuori. Vorrei trovare qualcuno che mi accettasse per come sono ma non credo che nessuna bella ragazza mi troverebbe carino. Usciresti con una persona della mia stazza? Leonardo E' una proposta? Perché in realtà in questo momento sarei occupata. Credeteci o meno. Comunque, caro Leo, tu pretendi che le persone ti accettino per come sei ma, contemporaneamente, ti interessano solo le belle ragazze. Un po' ipocrita da parte tua, non credi?. Se vuoi che qualcuno vada oltre il lardo che ti ricopre, allora tu, per primo, devi iniziare ad essere meno superficiale. Perché grasso è bello, Vic. 19/08/2008.

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"terminator" nella carica dei telefilm (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 19-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Tra Raidue, Italia 1 e Retequattro. Vedremo anche il trasgressivo "Californiacation". E il solito "Colombo" "Terminator" nella carica dei telefilm Anche lo "spin off" del film di Schwarzy. Quasi tutti sono Usa ROMA. Grandi ritorni, ma soprattutto serie in prima assoluta, come Terminator - The Sarah Connor Chronicles, Bionic Woman, Life e Californication: i telefilm, in particolare le produzioni made in Usa, si confermano un punto di forza nei palinsesti autunnali delle reti generaliste, in particolare Raidue e Italia 1. Raidue: il martedì è appannaggio delle serie investigative e legal. Arriva la quarta stagione di Senza traccia, con le indagini dello speciale pool investigativo dell'Fbi di New York specializzato nei casi di persone misteriosamente scomparse e capitanato da Jake Malone (Anthony La Paglia), che si separerà dalla moglie. Poi toccherà a Justice: quattro avvocati, con caratteri e stili diversi, si associano nello studio legale Turk, Nicholson, Tuller & Gaines per trattare casi controversi ma di alto profilo. Ancora telefilm in prima serata il sabato, con la quinta stagione di Cold Case, ambientata nel dipartimento di polizia di Philadelfia dove l'investigatrice Lili Rush (Kathrin Morris) continua a ricostruire con i suoi colleghi casi archiviati da molti anni che tornano alla luce; e la domenica, con la quarta stagione di Ncis, l'unità anticrimine coordinata dall'agente speciale Gibbs (Mark Harmon), pronto anche a ignorare la burocrazia militare pur di risolvere con la sua squadra (immutata dalla prima serie) i crimini compiuti nel corpo della marina militare americana. Italia 1: tre le serie in prima assoluta (anticipate però da Mediaset sul digitale terrestre). Arriva Terminator - The Sarah Connor Chronicles, "spin off" televisivo della saga cinematografica con Arnold Schwarzenegger: Sarah (Lena Headey) ha su di sè la responsabilità dell'educazione del figlio adolescente John, consapevole del fatto che in futuro avrà il ruolo di leader della resistenza umana. Spazio anche a Bionic Woman, remake del cult anni 70 La donna bionica. Grande attesa anche per i telefilm di seconda serata. Tra i titoli spicca il chiacchierato Californication (già in onda su Sky su Jimmy), con David Duchovny (l'agente Mulder di X-Files, Golden Globe 2008 per questa interpretazione) nei panni di uno scrittore dipendente da sesso e droga che cerca di tirar su la figlia adolescente e ha problemi con l'ex moglie. Atteso anche Dexter, la vita di un ematologo della polizia di Miami (alla Grissom di Csi) che di notte si trasforma in giustiziere. Tornano Heroes (con la seconda stagione), Nip/Tuck e Six Feet Under (entrambi alla quinta stagione). Retequattro: ritorni in vista con Walker Texas Rangers (access prime time), Law and Order - Criminal Intent (prime time), Shark (seconda serata) e Colombo (day time) dal fronte Usa e Il commissario Cordier e Julie Lescaut (entrambi in prima serata) da quello europeo. Spazio anche all'anteprima di due serie europee, Gsg 9 - Squadra d'assalto (in prime time) e Hamburg Dockland (in day time). Confermati su LA7 Sex and the City, L Word e Dirt.

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Cavilli e burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 19-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Montecatini CAVILLI E BUROCRAZIA CREDITO COOPERATIVO Contributo ai Fratres MONTECATINI ALTO. Il consiglio direttivo del gruppo Fratres rende noto che il Credito Cooperativo della Valdinievole ha assegnato la cifra di 300 euro come contributo per l'acquisto di materiale informatico. I volontari vogliono ringraziare la banca per la sensibilità dimostrata nell'accogliere il loro appello. VIGILI URBANI Nuovi orari MONTECATINI. I vari uffici della polizia municipale (segreteria, contravvenzioni, suolo pubblico, nuclei speciali e infortunistica stradale) effettuano il seguente orario di apertura al pubblico: martedì e venerdì dalle 9 alle 12. DITTA SPECIALIZZATA Smaltimento eternit MONTECATINI. Il Comune ha affidato il servizio di raccolta e smaltimento di eternit ad una ditta specializzata: la Edilpi sas. Nell'accordo è prevista la possibilità per i residenti che vogliono smaltire manufatti di eternit (per un quantitativo massimo del peso di 250 kg) di potersi avvalere di tale servizio al costo concordato di 1,98 euro al kg. Informazioni all'ufficio Ambiente, telefono 0572 918277.

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Vigili implacabili: Spostata l'auto del figlio disabile (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Ferrara, La" del 19-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pomposa. Il racconto della madre Vigili implacabili: "Spostata l'auto del figlio disabile" LIDO POMPOSA. Hanno dovuto percorrere un chilometro sotto la pioggia, spingendo la carrozzina su cui il loro figlio ventinovenne è costretto da 5 anni dopo un incidente stradale. La loro auto, parcheggiata a mezzogiorno in uno dei rari (forse l'unico) posti auto per portatori di handicap a mezzogiorno, ha dovuto essere rimossa dopo le 20 su ordine tassativo della polizia municipale. A raccontare questa vicenda di insensibile burocrazia è la signora Marta Malagugini di Sant'Urbano (Padova). Insieme al marito e al figlio Mauro Magon, disabile psicofisico al 100%, la signora domenica era arrivata a Lido Pomposa per trascorrere una giornata insieme agli amici. A mezzogiorno, racconta, hanno parcheggiato la loro auto in un posto riservato lungo viale Mare Adriatico, zona a traffico limitato ma - come spiega un cartello ben visibile - ammessa ai mezzi autorizzati tra cui le auto con il permesso disabili. Tutto bene fino a cena. Sono le 20, la famiglia si trova in compagnia di alcuni amici proprietari di un negozio di abbigliamento lungo il viale. Sono seduti nei tavolini esterni, e stanno consumando dei panini. La cena però, racconta la signora, viene bruscamente interrotta dall'arrivo di una pattuglia con due vigilesse: "Ci hanno detto che la zona alla sera era interdetta al transito su ordinanza del sindaco e hanno detto che l'auto doveva essere spostata. E' stato del tutto inutile dire che avevamo un figlio in carrozzella: non sono nemmeno scese e hanno insistito per farci spostare subito la macchina che tra l'altro era appunto ferma. C'è da aggiungere che le transenne erano state rimosse e che il cartello di divieto di transito, di dimensioni di appena 20x20, bisognava proprio andare a cercarlo. Tutti intorno si sono indignati, ma non c'è stato nulla da fare. Mio marito, tra mille difficoltà, ha spostato l'auto e ha trovato parcheggio solo un chilometro più avanti. Così, quando più tardi è scoppiato il temporale, ho dovuto portare mio figlio all'auto sotto la pioggia. Capisco le ordinanze, vanno bene, ma in certi casi un po' di buon senso e umanità non guasterebbero. Certe cose, davvero, fanno male. Ho chiesto il nome alla vigilessa. Mi ha solo voluto dire che era la matricola 67". (a.m.).

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LA CITTA' CHE NON C'E' (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Pisa)" del 19-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 2 LA CITTA' CHE NON C'E' di MARZIO PELU' NIENTE più pallavolo per i ragazzi e minivolley per i bambini e nemmeno ginnastica e calcio per gli adulti: niente più attività ludico-sportive, in poche parole, nell'area di Castagnolo a San Piero a Grado. Perché chi aveva fatto di tutto per farla funzionare, negli ultimi anni, si è stufato di aspettare che qualcuno, a "Palazzo", si degnasse di prestare attenzione a quell'area. E' quanto sostiene il gruppo sportivo "San Piero a Grado - Fratres" che ha scritto in proposito una lettera al sindaco di Pisa, Marco Filippeschi, all'Istituto Comprensivo "N. Pisano" e alla Misericordia di Pisa. "Mai avremmo pensato, diciannove anni dopo la nascita del nostro gruppo, di arrivare a raccontare questa "telenovela"", scrivono i dirigenti della società sportiva che conta centoventi tesserati e che svolge regolarmente attività di ginnastica, pallavolo, minivolley, calcio a undici e ballo caraibico, oltre a fungere da punto di riferimento per la comunità locale. "Quest'anno, dopo undici anni consecutivi di partecipazione ai vari campionati, non sarà più possibile presentare una squadra di calcio di San Piero a Grado e, al momento, nessuno, atleta o studente che sia, non potrà più giocare nel campo sportivo di Castagnolo presso la scuola media di San Piero", annunciano gli estensori della lettera. DA CIRCA vent'anni, il gruppo sportivo si era interessato a quell'area per costruirci un campo sportivo per le partite amatoriali e "dopo decine di incontri in Circoscrizione e Comune ? spiegano i dirigenti del "Fratres" ? nel 1998 firmammo la convenzione per la gestione dell'area, consistente nell'impegno a realizzare alcune opere a fronte di un contributo annuale di circa 7 milioni e 500.000 delle vecchie lire erogato dal Comune successivamente alla presentazione di un rendiconto economico-finanziario con allegate fatture e scontrini. Un'inezia, visto che il campo consegnatoci era pieno di sterpaglie, pietraie e fossati. Ma con le somme a disposizione abbiamo fatto l'impossibile. Poveri illusi...". NEANCHE la preparazione di un progetto di rilancio dell'area (vedi servizio in basso), presentato dal gruppo sportivo allo scadere della convenzione nel 2002, è servita ad attirare l'attenzione di Comune e Circoscrizione. "Ci siamo rivolti anche alla Misericordia, sperando che ciò servisse a dare una spinta al progetto, ma il risultato è stato che il Comune ha predisposto una convenzione proprio con la Misericordia, salvo poi lasciare finire anch'essa nel dimenticatoio. Tuttora, dopo quattro anni, progetto e convenzione sono nel limbo della burocrazia e niente è ancora sicuro di essere realizzato". Intanto, il campo sportivo è invaso da erbacce ed è praticamente inutilizzabile. "E noi non abbiamo più intenzione di spendere inutilmente soldi, sogni e tempo libero per chi non si merita la nostra buona volontà", proseguono i dirigenti, i quali fanno sapere che "due mesi fa siamo andati in Comune a chiedere la consueta autorizzazione annuale per utilizzare il campo ma ci è stata negata perché il campo sportivo non è stato collaudato e per farlo servirebbero altre spese che dovremmo sostenere noi. Ma a che titolo? Ci piange il cuore vedere l'area in quelle condizioni ? concludono ? ma la stanchezza ci impedisce di continuare a lottare contro i mulini a vento".

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Donnini plaude alla manovra (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 19-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Montecatini Donnini plaude alla manovra PISTOIA. "Bene l'inversione di tendenza rispetto alla cultura anti-piccola impresa che ha imperversato finora, meno bene l'intervento sulla pressione fiscale, che resta ancora troppo elevata". Questo il giudizio del presidente della Confartigianato di Pistoia Massimo Donnini sulla manovra economica approvata nei giorni scorsi dalla Camera dei Deputati. "La manovra - sottolinea il presidente Donnini - contiene un positivo cambio di paradigma per quanto riguarda il riconoscimento del ruolo delle micro e piccole imprese, gli interventi per contenere e qualificare la spesa pubblica, le misure di semplificazione e deregolazione. Di particolare importanza sono i provvedimenti volti a semplificare gli adempimenti in materia di rapporti di lavoro e di fisco nonché quelli che mirano a ridurre il peso della burocrazia sulle micro e piccole imprese, alle quali viene finalmente riconosciuto il ruolo svolto nel Paese. Sono infatti numerosi i provvedimenti che testimoniano come il governo abbia assunto a linea guida della sua azione il principio "quello che va bene per le piccole imprese va bene per il Paese"". "Ci aspettiamo - aggiunge Donnini - che il governo mantenga fermo l'impegno a ridurre la spesa pubblica, migliorandone l'efficienza, e contemporaneamente a realizzare una graduale e costante riduzione della pressione fiscale su cittadini e imprese". Donnini conferma la necessità di procedere nelle liberalizzazioni di settori e mercati. "La riforma dei servizi pubblici locali contenuta nella manovra rappresenta una prima tappa. Occorre proseguire e passare dagli annunci ai fatti per realizzare quella liberalizzazione troppo a lungo rinviata e che potrà consentire di abbassare le tariffe per i consumatori, qualificare e innovare l'offerta, offrire alle imprese occasioni di sviluppo".

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rimasto un mese in cella, ma senza che a suo carico vi fosse un ordine di carcerazione del giudice (sezione: Burocrazia)

( da "Adige, L'" del 19-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

rimasto un mese in cella, ma senza che a suo carico vi fosse un ordine di carcerazione del giudice. successo ad un marocchino clandestino di 19 anni arrestato per danneggiamento: tutto sarebbe nato da una "svista" o da un errore tecnico, ma la burocrazia avrebbe poi complicato l'intera vicenda. Al punto che, anche una volta rilevata "l'anomalia", i giudici del Tribunale del riesame si sarebbero trovati con le mani legate, impossibiliti a pronunciarsi su una misura cautelare che, di fatto, non c'era. Le porte del carcere si sono infine riaperte sabato scorso, dopo che la procura generale ha fatto istanza al giudice di immediata scarcerazione. Il marocchino era stato arrestato il 16 luglio: la polizia lo aveva sorpreso con una katana - la spada dei samurai - mentre colpiva ripetutamente un'automobile. Il 19enne era finito in carcere con l'accusa di porto abusivo di arma, danneggiamenti e violazione delle norme sull'immigrazione, essendo risultato clandestino. Il giorno seguente era stato quindi processato per direttissima. Il giudice aveva convalidato l'arresto, mentre il pm si era riservato di decidere sulla richiesta di una eventuale misura cautelare. Il giovane, assistito da un avvocato d'ufficio, aveva quindi scelto di patteggiare otto mesi di reclusione, convertiti con l'espulsione. Pena accolta dal giudice. Dopo la sentenza il marocchino era tornato in cella. E qui starebbe l'inghippo. Il 19enne è stato riportato in carcere senza che il pm avesse chiesto una eventuale misura restrittiva e senza che il giudice disponesse né la misura della custodia cautelare né la scarcerazione, in attesa dell'espulsione. Una "dimenticanza" di cui nessuno, neanche l'avvocato, si sarebbe accorto. Dopo l'udienza il marocchino ha quindi nominato un suo avvocato di fiducia, Filippo Fedrizzi: quando il legale ha preso in mano il fascicolo si è accorto che a carico del ragazzo non era stato emesso alcun provvedimento giudiziario. Il ragazzo, senza un ordine del giudice, era dunque in una sorta di "limbo". A quel punto il legale avrebbe presentato istanza di scarcerazione al Tribunale, richiesta però rigettata; la stessa procura ha dato parere negativo. Essendo il giovane in attesa di espulsione, la sua permanenza in carcere potrebbe essere stata ritenuta "implicita", a fronte di un elevato pericolo di fuga. L'avvocato Fedrizzi, a quel punto, ha presentato appello al Tribunale del riesame, ritenendo illegittimo che il giovane fosse in carcere senza alcun titolo. Una violazione, secondo il difensore, degli stessi principi costituzionali. L'articolo 13 recita infatti: "La libertà personale è inviolabile. Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell'autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge". La vicenda, a questo punto, assume contorni quasi paradossali: i giudici, pure rilevando una "situazione di anomalia", hanno ritenuto il ricorso illegittimo: non potevano di fatto pronunciarsi su una ordinanza inesistente. Il 14 agosto il legale ha quindi investito della questione, inviando una lettera, la Procura della Repubblica, la Procura generale e, per conoscenza, il Consolato del Marocco. Sabato l'epilogo: la procura generale ha accolto l'istanza di Fedrizzi e chiesto al giudice l'immediata scarcerazione del 19enne. Ora il ragazzo è libero. 19/08/2008.

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Gli operai novamarine europa senza sussidio da sette mesi (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 19-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Gallura Gli operai Novamarine Europa senza sussidio da sette mesi OLBIA. Il futuro sembra galleggiare su un mare di euro e commesse, ma il presente è fatto di affanno e miseria. La Novamarine Europa naviga in brutte acque. Se non affonda, fatica a restare in linea di galleggiamento. Da sette mesi oltre 10 dipendenti dell'azienda che produce gommoni non ricevono neanche l'assegno di cassa integrazione. Gli operai in questi mesi hanno atteso con calma cercano di capire se per loro e per la società ci possa essere un futuro. La crisi delle commesse ha costretto i dirigenti della società a mandarli a casa. Dovevano ruotare con i colleghi, ma il meccanismo si è inceppato. Mentre una parte delle persone si è licenziata, un'altra fetta attende il sussidio. Sulla carta doveva essere versato dal datore di lavoro, che doveva anticipare una parte della cassa integrazione. Tutto previsto in un piano per far rifiatare l'azienda firmato da assessorato regionale all'industria e sindacati. Ma al momento di aprire il portafoglio il proprietario ha fatto un passo indietro. Casse a secco e arrivederci sussidio. Neanche grandi cifre, più o meno 700 euro al mese con cui cercare di sopravvivere fino a quando la Novamarine non si rimetterà in piedi. Una promessa lunga sette mesi. Ma per ora gli operai non hanno visto neanche un euro. Difficile pagare l'affitto o riempire il frigo con belle parole. Così i giovani chiedono che si trovi una soluzione. Hanno frequentato un corso di aggiornamento, inglese, informatica e sicurezza sul lavoro, dietro la flebile minaccia che non avrebbero più ricevuto la cassa integrazione. I sindacati che sono a fianco dei lavoratori nella protesta fanno sapere che la difficoltà è già superata. "Capisco le difficoltà e sono con loro - spiega Michele Carrus, Cgil -. Ma vista l'impossibilità del datore di lavoro di anticipare la cassa integrazione abbiamo chiesto l'intervento diretto dell'Inps. La pratica ha seguito un iter accelerato. I soldi devono arrivare in banca entro 10 giorni. Poi sarà pagata la prima parte della cassa integrazione fino a giugno. Abbiamo fatto di tutto per bruciare i tempi, ma la burocrazia è un mostro lento". Il futuro dell'azienda è affidato al progetto del nuovo capannone a Cala Saccaia. C'è il via libera del Comune e l'ok della Regione. Ci sono anche fondi pubblici, 2 milioni e mezzo di euro. Manca un socio per rilanciare l'industria che garantirà lavoro a più di 50 persone. C'è anche una mega sanzione da 500 mila euro che arriva dal Cines, proprietario del capannone occupato ora dalla Novamarine. Lo stabile non è stato liberato nei tempi pattuiti. (l.roj.).

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Arrivano i voucher per la vendemmia (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Ferrara, La" del 19-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

IN DISTRIBUZIONE DA OGGI Arrivano i voucher per la vendemmia Buoni da 10 euro a studenti e pensionati contro il lavoro in nero ROMA. "Con la scadenza del 19 agosto prevista dalla circolare dell'Inps parte per la prima volta in Italia la raccolta dell'uva attraverso voucher che rappresentano la vera novità per la vendemmia 2008 voluta dalla Coldiretti per ridurre la burocrazia per le imprese agricole e dare una possibilità di integrazione del reddito a studenti e pensionati di fronte al caro vita". E' quanto si legge in una nota della Coldiretti "che è già in possesso del prezioso nuovo strumento di pagamento che le imprese agricole possono ritirare presso le sedi dell'organizzazione agricola o presso l'Inps in blocchetti, cartacei o telematici, da distribuire a seconda al lavoro effettuato". In generale, la vendemmia "si preannuncia di buona qualità e leggermente più consistente di qualche punto percentuale rispetto ai 44 milioni di ettolitri del 2007, ma particolarmente significative sono le innovazioni normative introdotte per la raccolta che vanno incontro alle proposte avanzate da Coldiretti in materia di trasparenza e legalità oltre ad offrire nuove opportunità di reddito a categorie particolarmente deboli senza per questo destrutturare il mercato del lavoro agricolo". Ogni buono ha un valore nominale di 10 euro (7,5 al netto), comprensivo del costo dell'assicurazione e sarà utilizzato per le retribuzioni. I datori di lavoro consegneranno il voucher a studenti e pensionati che potranno quindi ritirare il denaro presentandolo agli uffici postali. "In questo modo, si garantiscono tutele assicurative e previdenziali a tutti quei lavoratori occasionali, come appunto studenti e pensionati, che trovano nella vendemmia un'opportunità di guadagnare qualcosa per integrare il proprio reddito, evitando la piaga del lavoro nero. Allo stesso tempo, il sistema dei voucher", sostiene la Coldiretti, "porta una semplificazione degli adempimenti burocratici a carico delle imprese agricole, facilitando anche la lotta al lavoro illegale". Coldiretti ricorda che la produzione italiana di vino è realizzata per quasi i due terzi in Veneto, Puglia, Emilia Romagna e Sicilia, per la quale ci sarà un equilibrio tra vini rossi o rosati e bianchi, con una leggera prevalenza dei primi, mentre si stima che un 60 per cento dei raccolti destinati alla produzione di vini Docg, Doc e Igt. Le buone prospettive alimentano interesse sul mercato dove il valore delle esportazioni di vino è aumentato del 10% nel primo quadrimestre dell'anno e, in controtendenza con i consumi alimentari, aumentano anche del 2,6% le bottiglie acquistate dalle famiglie italiane di vini a denominazione di origine nel primo semestre 2008.

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STEFANO CHEMELLI P ochi lo sanno ma Gianfranco Miglio era un grande eclettico (sezione: Burocrazia)

( da "Adige, L'" del 19-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

STEFANO CHEMELLI P ochi lo sanno ma Gianfranco Miglio era un grande eclettico. Non solo costituzionalista e scienziato della politica, allievo di Ettore Passerin D'Entrèves e Balladore, ma architetto, disegnatore di simboli e fregi, studioso profondo di tradizioni rurali e di montagna. Si pensi che è unica in Europa l'impresa dell'enciclopedia sul Larius in cinque volumi, la storia della gente comasca e del suo lago narrata a partire da Publio Virgilio Marone per arrivare a Carlo Linati, dall'epoca classica sino a giungere all'Ottocento, senza dimenticare "Ricominciare dalla montagna", un volumetto che il Credito Valtellinese ristamperà a breve in occasione del centenario di attività. un pellegrinaggio quello che compiamo qui a Como nella casa del professore, della moglie Myriam, del figlio Leonardo, docente di fisica, e della sua famiglia. Casa che lo stesso Miglio ha progettato nei minimi particolari, con l'amore e la competenza di chi sa che nei dettagli si cela il buon Dio, come avrebbe detto il grande Aby Warburg. Myriam Previero è testimone e custode di una delle avventure umane, intellettuali e politiche più amate da quella parte del Paese che ha condiviso l'idea che solo il federalismo costituzionale, studiato da Miglio e dai suoi discepoli, potrà salvare una nazione destinata altrimenti a vivere sul crinale del fallimento permanente. Nata a Lugano (Cassarate, comune di Castagnola), dove è morto Carlo Cattaneo, ma la famiglia viene dal Primiero, con una zia friulana, un ramo roveretano, frequentazioni mitteleuropee, Myriam ha sposato l'amore della sua vita subito dopo la guerra, un ragazzo che proveniva da una famiglia colta: il padre era un pediatra già dotato di una biblioteca cospicua, la madre era invece figlia di uno degli ultimi mastri comacini, uomini straordinari che hanno progettato tra l'altro i palazzi di Leningrado e la Transiberiana, partivano a dodici anni come scalpellini, ma nel tempo acquisivano competenze da ingegneri, pagati in oro, con cantieri di duemila uomini, lombardi, veneti, friulani, soprattutto. Le donne comasche gestivano invece la lavorazione del baco da seta e andavano scalze alla filanda per non far rumore con gli zoccoli, con "'na feta de' polenta e 'n po' de formager magher", per poi tornare cantando con gli zoccoli ai piedi. "Gianfranco - spiega la signora - ha studiato e vissuto queste cose, è un patrimonio che deve essere preservato, la valle d'Intelvi racchiude molte di queste storie che sono la vita di una comunità straordinaria. E la cultura della Svizzera tedesca e della Germania prussiana, infusa dalle nonne di Gianfranco, hanno segnato la mia esistenza, il mio entusiasmo, la mia vivacità di donna pratica, e onorata di aver condiviso l'avventura di uno studioso che ha una freschezza intellettuale attualissima e tutta proiettata nel futuro". Myriam ha conosciuto davvero l'Europa, vivendo soprattutto le regioni alpine, arrivando sino ai Carpazi, ritrovando radici comuni, grandi affinità anche tra territori lontani e non comunicanti tra loro, con attrezzi, gesti e costumi simili, modi spontanei di uomini che ottenevano utensili pensando al loro uso. A Domaso, la casa a picco sull'alto lago di Como, che è cantina vitivinicola e abitazione estiva, i Miglio hanno costruito una straordinaria biblioteca del territorio (a Como riposano invece i trentamila volumi del costituzionalista e scienziato della politica), terre che hanno sempre cercato il dialogo, il confronto, l'ospitalità che qui è un rito quotidiano. "Ma ora sono arrivate persone che non conoscono nulla della nostra civiltà, e non si adeguano alle nostre abitudini, anzi pretendono di imporre le loro. stupefacente che ciò si ripeta, siamo sempre stati pronti a riconoscere le persone per bene e di valore, mentre spesso sono arroccate tra loro e non conoscono il territorio dove vivono, tra familismi vecchi e nuovi. Parlo per esperienza diretta, era già accaduto che solo certi ceti alti del Sud riconoscessero quante cose nella conduzione della casa avessero imparato dalle donne del Nord. D'altronde, solo in meridione ho visto baciare le mani ai parlamentari". L a signora Miglio è una donna che guarda in faccia la realtà, avendo vissuto tra imprenditori - un fratello è stato una figura importante nel mondo della ricerca sulla plastica - costruttori di mulini furono i Previero, che portarono il nome di Fiera di Primiero nel mondo, come il Negrelli del Canale di Suez. "Gianfranco è stato un gentiluomo, uno studioso prestato alla politica solo negli ultimi dieci anni della sua vita, ma le idee sono state sempre le stesse da quando l'ho conosciuto. L'ultima volta che è stato in Senato, a salutare, tutti, i carabinieri, i funzionari, coloro che lo hanno frequentato, avevano le lacrime agli occhi. Vorrei ricordare che chiamai Bossi perché mio marito potesse dare una mano, fu poi Scalfaro nel 1994 a opporsi al ministro delle riforme che avrebbe cambiato il Paese, un aiuto che, nonostante tutto, ho donato ancora recentemente concedendo al quotidiano Libero di pubblicare i libri di mio marito, gratuitamente. Bisogna abbattere la burocrazia, senza il federalismo vero non ce la faremo, per non parlare della magistratura. E voi in Trentino-Alto Adige avete l'occasione di essere l'avanguardia del federalismo italiano. Non perdetela". P er dare un'idea della statura di Miglio, si può ricordare che anche il pontefice Karol Wojtyla alla fine di un'udienza mosse verso il professore e andò a salutarlo dicendogli come in gioventù fosse venuto da Cracovia per assistere a alcune sue lezioni all'Università Cattolica di Milano, ringraziandolo per tutto ciò che aveva fatto per i giovani, per gli studenti. Un maestro, un insegnante, che ha sempre seguito i suoi allievi nella vita, accompagnandoli alla professione, molti ormai affermati negli Stati Uniti, ma qualcuno - pochissimi - opera nelle disastrate università italiane. Ne riparleremo. 19/08/2008.

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Di MARZIO PELU' NIENTE più pallavolo per i ragazzi e minivolley per (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Pisa)" del 19-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 3 di MARZIO PELU' NIENTE più pallavolo per i ragazzi e minivolley per ... di MARZIO PELU' NIENTE più pallavolo per i ragazzi e minivolley per i bambini e nemmeno ginnastica e calcio per gli adulti: niente più attività ludico-sportive, in poche parole, nell'area di Castagnolo a San Piero a Grado. Perché chi aveva fatto di tutto per farla funzionare, negli ultimi anni, si è stufato di aspettare che qualcuno, a "Palazzo", si degnasse di prestare attenzione a quell'area. E' quanto sostiene il gruppo sportivo "San Piero a Grado - Fratres" che ha scritto in proposito una lettera al sindaco di Pisa, Marco Filippeschi, all'Istituto Comprensivo "N. Pisano" e alla Misericordia di Pisa. "Mai avremmo pensato, diciannove anni dopo la nascita del nostro gruppo, di arrivare a raccontare questa "telenovela"", scrivono i dirigenti della società sportiva che conta centoventi tesserati e che svolge regolarmente attività di ginnastica, pallavolo, minivolley, calcio a undici e ballo caraibico, oltre a fungere da punto di riferimento per la comunità locale. "Quest'anno, dopo undici anni consecutivi di partecipazione ai vari campionati, non sarà più possibile presentare una squadra di calcio di San Piero a Grado e, al momento, nessuno, atleta o studente che sia, non potrà più giocare nel campo sportivo di Castagnolo presso la scuola media di San Piero", annunciano gli estensori della lettera. DA CIRCA vent'anni, il gruppo sportivo si era interessato a quell'area per costruirci un campo sportivo per le partite amatoriali e "dopo decine di incontri in Circoscrizione e Comune ? spiegano i dirigenti del "Fratres" ? nel 1998 firmammo la convenzione per la gestione dell'area, consistente nell'impegno a realizzare alcune opere a fronte di un contributo annuale di circa 7 milioni e 500.000 delle vecchie lire erogato dal Comune successivamente alla presentazione di un rendiconto economico-finanziario con allegate fatture e scontrini. Un'inezia, visto che il campo consegnatoci era pieno di sterpaglie, pietraie e fossati. Ma con le somme a disposizione abbiamo fatto l'impossibile. Poveri illusi...". NEANCHE la preparazione di un progetto di rilancio dell'area (vedi servizio in basso), presentato dal gruppo sportivo allo scadere della convenzione nel 2002, è servita ad attirare l'attenzione di Comune e Circoscrizione. "Ci siamo rivolti anche alla Misericordia, sperando che ciò servisse a dare una spinta al progetto, ma il risultato è stato che il Comune ha predisposto una convenzione proprio con la Misericordia, salvo poi lasciare finire anch'essa nel dimenticatoio. Tuttora, dopo quattro anni, progetto e convenzione sono nel limbo della burocrazia e niente è ancora sicuro di essere realizzato". Intanto, il campo sportivo è invaso da erbacce ed è praticamente inutilizzabile. "E noi non abbiamo più intenzione di spendere inutilmente soldi, sogni e tempo libero per chi non si merita la nostra buona volontà", proseguono i dirigenti, i quali fanno sapere che "due mesi fa siamo andati in Comune a chiedere la consueta autorizzazione annuale per utilizzare il campo ma ci è stata negata perché il campo sportivo non è stato collaudato e per farlo servirebbero altre spese che dovremmo sostenere noi. Ma a che titolo? Ci piange il cuore vedere l'area in quelle condizioni ? concludono ? ma la stanchezza ci impedisce di continuare a lottare contro i mulini a vento".

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Tasse in arrivo (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 19-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

FINANZIAMENTO DEGLI ENTI LOCALI TASSE IN ARRIVO di FRANCESCO MOROSINI La polemica sull'Ici - riesplosa all'annuncio di Bossi della possibilità di farla risorgere dopo la sua soppressione da parte della stessa destra (certamente nel nome di una promessa elettorale che ora presenta il conto) - sottolinea come la questione del finanziamento degli enti locali (che è uno dei capitoli decisivi del cosiddetto federalismo fiscale) sia ardua nelle sue soluzioni. Che di certo saranno infinitamente meno tax free di quanto l'opinione pubblica possa illudersi. E questo nonostante le precisazioni, certo anticipatrici del futuribile modello tributario federale, del ministro Calderoli per il quale, qualora il fisco dovesse nuovamente guardare alle case, ciò potrà avvenire solo nel segno di una semplificazione del sistema fiscale. Che però, al di là delle intenzioni, è cosa diversa da "meno tasse". E questo vale per tutti, Regioni a statuto speciale comprese. Il motivo è che ciò imporrà una redistribuzione territoriale del denaro pubblico a esse meno favorevole. Cioè, a parità di servizi erogati, un più pesante profilo impositivo. D'altronde, l'esistenza delle Regioni a statuto speciale presuppone, come senso della loro differenza, uno Stato accentrato o, al massimo, regionalistico. Invero, è a partire dalla riforma del titolo V della Costituzione del 2001 che la loro continuità si è fatta problematica. Nel senso che è fuori da ogni logica politico-costituzionale presupporre un sistema federale che preveda diritti (specie in materia di finanza pubblica, ovvero le risorse dei futuri "governi federali") a geometria variabile tra le sue componenti. E la coda velenosa delle polemiche Nord-Nord per i recenti tentativi di micro-secessionismo dal Veneto verso il Trentino-Alto Adige e il Friuli Venezia Giulia, oltre a ricordare che il federalismo per l'Italia è ad alto potenziale conflittuale, aggiunge ulteriori dubbi sul suo essere portatore di tagli fiscali. Nel senso che lo Stato centrale, come tradizione, medierà le probabili tensioni ricorrendo alle casse pubbliche. Il che equivale a più, invece che meno, tasse. Cui si deve aggiungere, ignorando la retorica fiscale per le quali una "democrazia più vicina" ai cittadini costerebbe di meno, che basta il sommare al governo nazionale altri 21 soggetti con potere impositivo (dunque da 1 a 23) per avere la premessa altamente probabile di una "nera pioggia" di tasse. Quanto meno perché, come ben dimostra la spesa sanitaria regionale, con il federalismo saranno ancora più forti di oggi le tentazioni di avere il consenso di lobby distribuendo denaro pubblico. Cosa che, di solito, conta per la rielezione più dei relativi costi tributari, meno concentrati perché (lo ricordano la teoria della scelta pubblica e il buonsenso) spalmati sull'universo dei contribuenti. Poi, se la rabbia degli "spremuti" sarà alta, i palazzi regionali se la potranno prendere (in scala maggiore di oggi) con gli sprechi delle altre Regioni (quasi sempre veri) e con il "solidarismo fiscale" del Nord per il Sud. Insomma, il federalismo si annuncia, per l'Italia, come una tempesta perfetta. Che, forse, in fondo è ciò che vuole la Lega. Una volta in Italia c'era la destra. Finché è esistita si è opposta a quella che potremmo chiamare la madre dell'attuale federalismo: cioè la riforma regionale degli anni 70 del '900. Ne temeva, già allora, minacce per l'unità nazionale, intuendone le derive prima conflittuali, poi secessioniste. Qui la sinistra, e continua oggi, rifiutò di vedere e capire. Pagandone un alto prezzo; che continua. Ma anche dal lato fiscale i centralisti del tempo ebbero lo sguardo lungo. Infatti, è dalla riforma regionale di allora - con i il relativo sovrapporsi di burocrazie - che la finanza pubblica italiana ha deragliato. E oggi ci sono tutte le premesse per fare peggio. Quindi con ragione il quotidiano "il Riformista" si chiede allarmato: "Quante nuove tasse ci costerà il federalismo?".

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ENERGIA pulita, risparmio e convenienza. E' lo slogan che accompagna la scelta del fotovoltaico (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (La Spezia)" del 19-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

SARZANA pag. 10 ENERGIA pulita, risparmio e convenienza. E' lo slogan che accompagna la scelta del fotovoltaico... ENERGIA pulita, risparmio e convenienza. E' lo slogan che accompagna la scelta del fotovoltaico adottata ormai da diverse amministrazioni comunali come soluzione ideale per tagliare i costi di elettricità negli uffici e scuole e suggerita anche ai privati cittadini. Una strada che consente di risparmiare, produrre energia e rimetterla in rete in un processo di convenienza. Ma di fronte al vantaggio economico ed ambientale c'è un ostacolo rappresentato dalla burocrazia e dai vincoli paesistici. L'installazione dei pannelli fotovoltaici deve infatti superare i giudizi di una serie di commissioni allungando i tempi di realizzazione: dopo la presentazione al Comune di residenza del progetto viene convocata una commissione edilizia quindi inviata la pratica in Regione. "In questo modo i tempi di risposta sono lunghissimi ? spiega Massimo Bayerle titolare di una azienda agricola a Castelnuovo Magra ? troppo per poter avviare un progetto così importante. Personalmente ho presentato tutta la documentazione all'ufficio del Comune di Castelnuovo Magra a maggio ma ancora non ho ricevuto nessuna risposta. Esiste un vincolo paesistico come credo in tutte le regione italiane ed i permessi non arrivano. Intanto ho già versato un cospicuo anticipo per l'acquisto dell'impianto ma se il via libera non arriva presto rischio di andare incontro all'autunno con tutte le incognite del caso".

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<UN CONTO sarebbe se fossi stato accusato di qualche a (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 19-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

BELLARIA, SANTARCANGELO, VALMARECCHIA pag. 11 "UN CONTO sarebbe se fossi stato accusato di qualche a... "UN CONTO sarebbe se fossi stato accusato di qualche abuso esercitato in virtù della mia carica politica. Ben altra una questione legata a una ristrutturazione urbanistica, protrattasi per oltre due anni, e alla fine della quale io e i miei familiari siamo stati 'trattati' alla stregua di qualsiasi altro cittadino". NON AGGIUNGE altro il vicesindaco di Bellaria Igea Marina, architetto Ugo Baldassarri, esponente di spicco del Pd. Il quale, nelle vesti di socio della sas "Verde sul mare", il cui legale rappresentante è suo padre Piero (ex sindaco socialista della città), e che ha tra i soci anche il fratello Andrea (attuale segretario Pd), si è visto recapitare per un abuso edilizio commesso un'ordinanza del Comune e una salatissima multa. L'ordinanza, elevata dal dirigente Gilberto Facondini, è stata comminata nei suoi confronti per la realizzazione di opere non autorizzate all'albergo Villa Paola, in viale Pinzon a Igea, zona colonie. Insieme al provvedimento, firmato il 12 luglio scorso, è arrivata anche una sanzione di ben 30.324 euro. Il doppio di quello che la Commissione tributaria provinciale ha ritenuto il valore dell'intervento. Il quale non è "rimovibile" senza mettere in pericolo la tenuta strutturale dell'intero edificio. In questi casi la legge prevede una sanzione. Quel che colpisce è la distanza di tempo trascorsa dal sopralluogo della polizia municipale, 18 maggio 2006, e firma dell'ordinanza sanzionatoria, 12 luglio 2008. Oltre due anni. Pur coi tempi lenti della burocrazia, siamo fuori media. E poiché negli ultimi tempi il vicesindaco è entrato in rotta di collisione con il sindaco Gianni Scenna (e il resto di giunta e gruppo consiliare del Pd), i maligni pensano a una "punizione" inflittagli dallo staff di Scenna al momento opportuno, per così dire. TESI rigettata in toto dal dirigente Facondini: "Ci mancherebbe si guardasse a colori e sfumature politiche nel fare controlli e provvedimenti, sarebbe la fine", commenta il dirigente. "Qualcosa forse non ha funzionato, dopo due anni di iter, che 'esploda' proprio ora", riflette Gianluca Medri Ottaviani, An-Pdl. "A pensare male si fa peccato ma spesso ci si prende, diceva Andreotti ? aggiunge Roberto Maggioli, Forza Italia-Pdl ?. La tempistica è sospetta, vista l'aria che tira tra sindaco e giunta da un lato, vice e segretario del Pd dall'altro. Ma voglio anche applaudire al lavoro degli uffici, che non hanno guardato in faccia a nessuno, evidentemente, svolgendo egregiamente il proprio compito". I provvedimenti per abusi di questo tipo, segnala il municipio, sono "dell'ordine di 5-6 l'anno". Ma, va ricordato, erano molti di più fino agli ultimi condoni. La sanzione in questione invece non stata è la più alta elevata di quelle comminate dagli uffici.

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La giunta dà via libera al dpef nei conti buco da due miliardi - antonio fraschilla (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 19-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina V - Palermo Mancano le entrate una tantum. Circolare del Bilancio a tutti i dipartimenti: "Ridurre le spese" La giunta dà via libera al Dpef nei conti buco da due miliardi Invito a contenere gli stanziamenti per pubbliche relazioni, mostre pubblicità e consulenze ANTONIO FRASCHILLA Gli equilibri di bilancio della Regione sono a rischio perché nel 2009 mancheranno le entrate una tantum registrate quest'anno: soldi che hanno già coperto il deficit tendenziale di 2 miliardi di euro registrato nel 2008. Peccato però che anche il Documento di programmazione economica 2009-2011 appena approvato dalla giunta Lombardo, segni ancora un meno 2 miliardi anche per il prossimo anno (nonostante una previsione iniziale di 1,5 miliardi). A lanciare adesso l'allarme sul buco da 2 miliardi di euro nei conti del 2009 è una circolare interna firmata dal ragioniere generale Enzo Emanuele e dall'assessore al Bilancio Michele Cimino, con la quale si invitano tutti i responsabili dei dipartimenti a ridurre "la spesa per evitare disequilibri di bilancio". Alla Regione i conti non quadrano per nulla. Confermato il disavanzo tendenziale di 2 miliardi di euro, non sono previste al momento entrate che possano coprirlo garantendo così gli equilibri di bilancio. Nel 2008 per far fronte a questo deficit sono state inserite entrate straordinarie: come i 730 milioni di euro derivati dalla dismissione degli immobili regionali, un'operazione molto discussa, con fondi in parte mai realmente incassati, che hanno costretto la Regione ad un mutuo da 700 milioni di euro per coprire il disavanzo 2007 e 2008. Non solo, sempre nello scorso Dpef come entrate aggiuntive per pareggiare il deficit tendenziale erano stati inseriti anche 396 milioni da fondi di riserva, adesso prosciugati, e altri 383 milioni da riduzione dei cofinanziamenti regionali per Agenda 2000. Per non parlare dei 161 milioni di euro da tagli generali nella spesa della macchina regionale e di ben 360 milioni di minore cofinanziamento dal fondo regionale che in realtà, secondo la finanziaria nazionale 2007, non doveva essere conteggiato e che ricadrà comunque sul bilancio 2009. "Tutte entrate di natura non strutturale" scrivono Emanuele e Cimino, sottolineando l'impossibilità di poter prevedere incassi analoghi il prossimo anno. Ma c'è di più: "La necessità di coprire il disavanzo programmato per il 2009 con azioni straordinarie scaturisce anche da maggiori spese - si legge nella circolare - dovute all'incremento della compartecipazione della Regione al fondo sanitario nazionale e dall'integrazione del fondo per la autonomie locali". In sintesi si parla di una spesa di 903 milioni per il fondo delle autonomie locali e di altri 260 milioni per la compartecipazione alla spesa sanitaria. "Appare quindi del tutto evidente - continua la circolare - che il deficit tendenziale non potrà essere ripianato attraverso le misure di contenimento della spesa regionale già varate con leggi negli scorsi anni". Messo nero su bianco il rischio crac dei conti per il prossimo anno, Emanuele e Cimino indicano a tutti i dirigenti della macchina regionale i correttivi da mettere in atto per ridurre le previsione di spesa nel 2009: "Il totale degli stanziamenti 2009 non dovrà essere superiore agli impegni 2008 (cioè quanto realmente speso, ndr) incrementati del 2,5 per cento. Gli stanziamenti 2010 dovranno essere invece ridotti dello 0,6 per cento rispetto all'anno precedente", continua la circolare che poi punta il dito contro i cosiddetti "consumi intermedi" della burocrazia regionale, cioè spese per relazioni pubbliche, convegni, mostre, manifestazioni, pubblicità, incarichi esterni e collaborazioni: "Per questo tipo di spese s'impongono comportamenti coerenti con il quadro finanziario già esposto e quindi s'invitano i responsabili a contenere i costi". L'assessore al Bilancio e il ragioniere generale annunciano anche un'indagine sui finanziamenti previsti nella "Tabella H" allegata alla scorsa finanziaria: "Le spese sia in conto capitale che correnti dovranno essere riconsiderate nel loro ammontare qualora gli organi di vigilanza riscontrassero il mancato adempimento delle vigenti disposizioni o avanzi di gestione negli scorsi anni". Quella dei vertici del Bilancio regionale è nei fatti una vera e propria manovra di contenimento della spesa per il 2009: "Chiediamo ai dirigenti e ai responsabili dei centri di spesa anche suggerimenti per il contenimento dei costi che potranno essere inseriti nella finanziaria del prossimo anno", scrivono ancora Cimino ed Emanuele. Correttivi che dovranno arrivare entro il primo ottobre, il termine fissato dalla legge per la presentazione del bilancio di previsione all'Assemblea regionale. Nel Dpef dello scorso anno il deficit previsto per il 2009 era di 1,5 miliardi, mentre a conti fatti adesso la previsione è di 2 miliardi di euro. "Occorrerà quindi una ulteriore manovra aggiuntiva", conclude la circolare inviata ai vertici della burocrazia regionale.

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Di RITA BARTOLOMEI SARA' meglio cominciare a pensare, suggerisce, che (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 19-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 4 di RITA BARTOLOMEI SARA' meglio cominciare a pensare, suggerisce, che ... di RITA BARTOLOMEI SARA' meglio cominciare a pensare, suggerisce, che "le badanti non sono una risorsa eterna. Prendiamo le rumene, oggi che il paese è nella Ue sono tra le prime a tornare a casa. In qualche anno si arriverà ad avere più domanda che offerta. Questo è un grande interrogativo per il futuro. Lo dico un po' come battuta e un po' no: tra vent'anni rischiamo di dover essere noi a migrare in quei paesi per cercare un lavoro". Sembra quasi una provocazione quella di Alessandro Alberani. Il segretario provinciale della Cisl ha appena finito di spiegare, dati alla mano, il boom dell'immigrazione in città e provincia. Vuol dire 36mila residenti a marzo ? più 14,7 per cento sull'anno precedente ? e 12mila colf nei conti dell'Inps, "ma il dato reale potrebbe anche essere doppio", azzarda. Siamo ancora in piena esplosione ma il segretario invita ? ad esempio la politica ? a guardare avanti. Rossano Di Federico, responsabile dello sportello Cisl dedicato alle colf, conferma: "Rispetto al 2004, quando abbiamo aperto il servizio, mi capita sempre più spesso di sentire immigrate che partono già con l'idea di tornare a casa, dopo quattro-cinque anni". Nel frattempo la Cisl ha quadruplicato le forze dedicate all'immigrazione. ALBERANI mette in fila tre problemi e li elenca in questo ordine: "Le lungaggini per il rinnovo dei permessi, la prima accoglienza e la casa". Sui tempi la Cisl denuncia: "La Questura, pur avendo ampliato e rafforzato la struttura organizzativa sia strategica che di personale, si trova paralizzata dall'enorme mole di domande da esaminare, che rimangono inevase per lungo tempo. La procedura risulta del tutto inadeguata per la materia in oggetto". Messo per iscritto in un documento. Poi, a voce, il segretario chiarisce: "I tempi? Anche un anno. A giugno sono arrivati da noi immigrati che avevano presentato domanda all'inizio del 2007. L'anagrafe dell'immigrazione dovrebbe andare al Comune che ha già responsabilità su questo tema. Era la strada proposta da un decreto del governo Prodi che poi non è andato a buon fine. I segretari confederali hanno appena ripresentato la richiesta a Berlusconi. Tanto più il ragionamento ha senso oggi, dopo il decreto sicurezza e i nuovi poteri riconosciuti ai sindaci. Questo sarebbe un bell'esempio di federalismo". Alberani modello Lega nord? "No ? corregge ?. Casomai modello Chiamparino. Vale anche la pena ricordare che si parla tanto di sicurezza, coniugata all'immigrazione. Ci stiamo dimenticando l'integrazione sociale. Sarebbe il caso di rimettere insieme le due cose". POI fa l'esempio di chi è tenuto in ostaggio dalla burocrazia e non può neanche godersi le ferie tornando a casa dai suoi. Rischia, "se ha solo il tagliando provvisorio rilasciato dalla questura, perché tanti Stati non lo riconoscono. E i ritardi ingiustificabili non riguardano solo il rinnovo del permesso ma anche la carta di soggiorno. Cifra enorme, poi, quella di 72 euro a pratica". Nel frattempo "il Comune riceve ogni mese dieci richieste di asilo politico soprattutto da Iran, Afganistan e Corno d'Africa e deve farsi carico di queste persone. In previsione c'è l'albergo popolare. Lo chiediamo da anni e su questo incalzeremo l'amministrazione". L'UFFICIO badanti della Cisl ? che ha un pacchetto di 550 contratti ? è nato con lo scopo di assistere datori di lavoro e quindi colf e combattere la tentazione del lavoro nero. Strada più semplice, riconosce Di Federico, "anche perché lo stipendio minimo di una badante è di 836 euro lordi. Lo sgravio è minimo, invece lo Stato dovrebbe pensarci". "Manca una politica per le famiglie", accusa Alberani. Il responsabile dello sportello colf fa poi un riferimento a "chiese e Caritas che spesso si trovano davanti persone clandestine". Ma per carità, chiarisce a domanda il segretario provinciale, nessuna critica, "stiamo parlando di cose diverse. Noi siamo sindacalisti. La carità, è naturale, è tutto un altro impegno. Se qualcuno ha fame non pensi ai documenti". Poi chiude così: "Se non ci fosse la Caritas... E se non ci fossero i sindacati...".

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La carica dei telefilm, novità e grandi ritorni (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 19-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Grandi ritorni, ma soprattutto serie in prima assoluta, come Terminator: The Sarah Connor Chronicles, Bionic Woman, Life : i telefilm, in particolare le produzioni made in Usa, si confermano un punto di forza nei palinsesti autunnali delle reti generaliste, in particolare Raidue e Italia 1. Su Raidue il martedì è appannaggio delle serie investigative e legal. Arriva la quarta stagione di Senza traccia , con le indagini dello speciale pool investigativo dell'Fbi di New York specializzato nei casi di persone misteriosamente scomparse e capitanato da Jake Malone (Anthony La Paglia), che si separerà dalla moglie. Poi toccherà a Justice : quattro avvocati, con caratteri e stili diversi, si associano nello studio legale Turk, Nicholson, Tuller & Gaines per trattare casi controversi ma di alto profilo. Ancora telefilm in prima serata il sabato, con la quinta stagione di Cold Case , ambientata nel dipartimento di polizia di Philadelfia, dove l'investigatrice Lili Rush (Kathrin Morris) continua a ricostruire con i suoi colleghi casi archiviati da molti anni che tornano alla luce; e la domenica, con la quarta stagione di Ncis, l'unità anticrimine coordinata dall'agente speciale Gibbs (Mark Harmon), pronto anche a ignorare la burocrazia militare pur di risolvere con la sua squadra (immutata dalla prima serie) i crimini compiuti nel corpo della marina militare americana. Tre le serie in prima assoluta su Italia 1 (anticipate però da Mediaset sul digitale terrestre). Arriva Terminator: The Sarah Connor Chronicles , spin-off televisivo della saga cinematografica con Arnold Schwarzenegger: Sarah (Lena Headey) ha su di sé la responsabilità dell'educazione del figlio adolescente John, consapevole del fatto che in futuro avrà il ruolo di leader della resistenza umana, mentre Cameron Phillips è un terminator inviato indietro nel tempo dall'anno 2027 per proteggere John Connor dal John Connor del futuro. Spazio anche a Bionic Woman , remake del cult anni '70 La donna bionica , con la bella attrice inglese Michelle Ryan, e a Life , storia di Charlie Crews (Damian Lewis), detective burbero (alla dottor House) che finisce in galera per dodici anni per un errore giudiziario, ne esce dimostrando la propria innocenza e rientra in polizia. Grande attesa anche per i telefilm di seconda serata, come Dexter , la vita di un ematologo della polizia di Miami (alla Grissom di Csi) che di notte si trasforma in giustiziere. Tornano Heroes (con la seconda stagione), Nip/Tuck e Six Feet Under (entrambi alla quinta stagione). Ritorni in vista anche su Retequattro, con Walker Texas Ranger (access prime time), Law and Order - Criminal Intent (prima serata), Shark (seconda serata) e Colombo (day time) dal fronte Usa e Il commissario Cordier e Julie Lescaut (entrambi in prima serata) da quello europeo. Spazio anche all'anteprima di due serie europee, Gsg 9 - Squadra d'assalto (in prime time) e Hamburg Dockland (in day time). Confermati su LA7 Sex and the City , L Word e Dirt.

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Fra cuor di Terminator e ri-donne bioniche (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 19-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

SPETTACOLI pag. 32 Fra cuor di Terminator e ri-donne bioniche ANTICIPAZIONI SU RAIDUE E ITALIA UNO, LA7 E RETE4: ECCO TUTTI I NUOVI TELEFILM IN ARRIVO IN AUTUNNO di DAVIDE COSTA TELEFILM, CHE PASSIONE. Un autunno da indigestione attende gli spettatori italiani appassionati del genere. Due le reti televisive particolarmente impegnate: Raidue e Italia Uno. La "rete giovane" Rai dedicherà il martedì alle serie investigative e "legal". Arriva infatti la quarta stagione di Senza traccia, con le indagini dello speciale pool dell'Fbi di New York specializzato nei casi di persone misteriosamente scomparse. A seguire Justice: quattro avvocati, con caratteri e stili diversi, si associano in uno studio legale per trattare casi controversi ma di alto profilo. Ancora telefilm in prima serata il sabato, con la quinta stagione di Cold Case, ambientata nel dipartimento di polizia di Philadelfia dove l'investigatrice Lili Rush continua a ricostruire con i suoi colleghi casi archiviati da molti anni che tornano alla luce. Non c'è tregua neppure la domenica, con la quarta stagione di Ncis, l'unità anticrimine coordinata dall'agente speciale Gibbs (Mark Harmon), pronto a ignorare la burocrazia militare pur di risolvere i crimini compiuti nel corpo della marina militare americana. ITALIA UNO risponde con Terminator - The Sarah Connor Chronicles, spin-off televisivo della saga cinematografica con Schwarzenegger: la serie è in prima visione, anche se è stata anticipata da Mediaset sul digitale terrestre e racconta la vita di Sarah e di suo figlio John: la donna, protagonista femminile dei primi due film di Terminator, si ritrova ad avere su di sé tutta la responsabilità dell'educazione del figlio che in futuro avrà il ruolo di leader della resistenza umana. Spazio poi a Bionic Woman, remake del cult anni '70 La donna bionica, con la bella attrice inglese Michelle Ryan, e a Life, storia di Charlie Crews, detective burbero che finisce in galera per 12 anni, ne esce dimostrando la propria innocenza e rientra in polizia. Tra i titoli della seconda serata spicca il chiacchierato Californication (già in onda su Sky), con David Duchovny (l'agente Mulder di X-Files, Golden Globe 2008 per questa interpretazione) nei panni di uno scrittore dipendente da sesso e droga con figlia adolescente. Atteso Dexter, ematologo della polizia di Miami che di notte si trasforma in giustiziere. Tornano Heroes (seconda stagione), Nip/Tuck e Six Feet Under (entrambi alla quinta stagione). Ritorni in vista pure su Rete4, con Walker Texas Rangers, Law and Order, Shark, Colombo, Cordier. Spazio all'anteprima di due serie europee, Gsg 9 - Squadra d'assalto e Hamburg Dockland. Confermati infine su La7 Sex and the City, L Word e Dirt.

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Pelo e contropelo alla giunta le estetiste vincono la battaglia - simona poli (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 19-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina IV - Firenze Il regolamento sarà ammorbidito: la Regione ha capitolato di fronte alle proteste delle signore Pelo e contropelo alla giunta le estetiste vincono la battaglia Chi fa tatuaggi e piercing dovrà seguire un corso da svolgersi "nei prossimi 4 anni" Varate norme più soft, sparito il diktat sulle altezze minime delle stanze SIMONA POLI Alla fine hanno vinto loro. Le signore del massaggio anticellulite e del french manicure, le maghe della ceretta e della lampada abbronzante, le artiste che disegnano sulla pelle tatuaggi permanenti e infilzano coi piercing ombelichi, narici e sopracciglia. Le estetiste toscane. Tutte insieme, coalizzate contro la Regione, sono diventate una nuova lobby, capace di costringere Claudio Martini a fare marcia indietro sul nuovo regolamento del settore. "Non lo modificheremo", aveva giurato il presidente a gennaio quando scattarono le prime proteste. "Se vogliamo adeguarci agli standard europei, i laboratori dovranno fare un salto di qualità". E invece nell'ultima riunione di giunta alla vigilia delle ferie estive, il 4 agosto, la Regione ha capitolato. Ammorbidite le rigide norme che prevedevano grandi cabine doccia in quantità, sparito il diktat sulle altezze minime delle stanze in cui si praticano i trattamenti (e che spesso non corrispondevano a quelle dei locali presi in affitto ai piani terreni di vecchi palazzi), prolungati da 36 a 60 mesi i tempi per adeguarsi ai nuovi requisiti strutturali, equiparata alle altre discipline estetiche anche l'attività di ricostruzione delle unghie e, di conseguenza, il curriculum professionale di chi la esercita. Pure la burocrazia si semplifica. Chi lavora con tatuaggi, piercing e "trucco con dermopigmentazione" dovrà inviare entro l'8 ottobre al Comune dove ha sede il laboratorio una dichiarazione sostitutiva di atto notorio ed entro il 10 ottobre una certificazione che attesti l'iscrizione ad un corso riconosciuto di 90 ore che dovrà essere svolto con calma, "nei prossimi quattro anni". Cambiamenti sostanziali, insomma. Che fanno esultare duemila professioniste del settore. "Vittoria delle estetiste toscane", commenta la Cna. "La Regione ha accolto le nostre osservazioni e alleggerito il peso degli adempimenti, sia per le attività esistenti che per quelle nuove", dice Mila Panconi, presidente delle Estetiste della Cna. "Dopo l'intensa attività di sensibilizzazione verso l'opinione pubblica su questi importanti problemi è stato finalmente riaperto in modo positivo un dialogo con la Regione, che ha capito che nel regolamento erano previste misure troppo stringenti a cui non avrebbero potuto adeguarsi le attività operanti soprattutto nei centri storici, che rischiavano la chiusura". Contro il progetto di legge originario, del resto, sia Cna che Confartigianato avevano presentato ricorso al Tar. "Per noi in ballo c'è la sopravvivenza", denunciava Franca Cesaretti, presidente Confartigianato Estetica Toscana, titolare a Lucca di un centro con otto dipendenti. La protesta partiva dalla considerazione che fosse "una buona norma" la legge nazionale 1 del '90 che regola l'intero settore di manicure, pedicure, centri massaggi, trattamenti estetici, solarium e saune. "La Toscana però - racconta Cesaretti - fece subito un regolamento più restrittivo che impediva alle estetiste diplomate di utilizzare certe apparecchiature. Poi, come se non bastasse, hanno inserito nella nostra categoria quelli che fanno piercing e tatuaggi. Se fosse passato il nuovo regolamento ci avrebbero uccise del tutto".

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"un voucher anche per le olive" - mara amorevoli (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 19-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina VI - Firenze "Un voucher anche per le olive" Buoni da 7.5 euro per la raccolta dell'uva: estendiamoli Una misura molto attesa dai piccoli produttori: ora allarghiamola ad altri settori MARA AMOREVOLI Studenti e pensionati, a vendemmiare con il voucher. Pagati regolarmente con un buono da 7,50 euro netti all'ora, mentre il datore di lavoro verserà 10 euro, oneri fiscali compresi. Una piccola rivoluzione che sveltisce la burocrazia, cancella il malcostume del lavoro nero nel settore delle imprese agricole, oltre a permettere di arrotondare e integrare redditi bassi e precari. Il provvedimento viene salutato come una misura attesa da tempo dai produttori toscani, soprattutto da quelli di piccole aziende vitivinicole, "che nella nostra regione sono la stragrande maggioranza - spiega Walter Sovran, vicepresidente del Consorzio della Vernaccia di San Gimignano - Peccato che l'iniziativa non abbia mantenuto la formulazione iniziale, ossia di un voucher aperto a tutte le categorie di stagionali e non ristretta solo a studenti e pensionati. Tuttavia i nostri produttori ne sono soddisfatti ugualmente". Così, con la vendemmia 2008 vengono introdotti per la prima volta in Italia i voucher per la raccolta dell'uva. E c'è già chi auspica che il provvedimento sia presto esteso anche a quella delle olive e ad altri lavori agricoli stagionali. Come afferma Roberto Bruchi, direttore di Aprovito, associazione che raggruppa 2.700 piccoli e medi viticoltori toscani: "Nelle nostra regione sono poche le aziende grandi e strutturate che fanno la vendemmia a macchina. Inoltre, per garantire la qualità, resterà la tradizione di farla a mano. La vendemmia resta ancora una festa conviviale, che coinvolge amici e parenti e così sarà più facile rispettare le normative, senza seccature burocratiche". Un segno positivo sottolineato anche da Coldiretti: "La misura va incontro alle nostre proposte in materia di trasparenza e legalità, oltre ad offrire nuove opportunità di reddito a categorie particolarmente deboli senza per questo destrutturare il mercato del lavoro agricolo". Come funziona il meccanismo? I voucher da 10 euro possono già essere acquistati dal datore di lavoro sul sito www.inps.it (o attraverso il numero verde Inps-Inail 803164), quindi il corrispettivo di 7,50 euro sarà accreditato al lavoratore su una carta magnetica e potrà essere riscosso presso gli uffici postali o presso gli sportelli bancomat. Infine da oggi, precisa Coldiretti "il datore di lavoro potrà acquistare i buoni cartacei anche nelle nostre sedi provinciali e lo studente o il pensionato potrà incassarli presso qualunque ufficio postale. Attraverso questo meccanismo sarà poi possibile accreditare a ciascun lavoratore i contributi relativi alla prestazione svolta". Attenzione però: ogni viticoltore non può usare buoni superiori a 10 mila euro e ogni dipendente non può ricevere compensi oltre i 5 mila euro. "Decolla una sperimentazione che mette fine a noiose pratiche burocratiche - commentano il presidente del Consorzio del Brunello Patrizio Cencioni e Paolo Valdastri direttore del Consorzio di tutela dei vini Bolgheri doc - Se va bene, speriamo venga estesa a tutte le altre attività stagionali".

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Fermi i lavori per strade e segnaletica (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 19-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Gorizia. Ditte in difficoltà Ultimatum del Comune Fermi i lavori per strade e segnaletica I SERVIZI IN CRONACA GORIZIA. Non c'è solo la burocrazia a rallentare i tempi di realizzazione delle opere pubbliche. E' quanto sta accadendo per l'intervento di rinnovamento della segnaletica orizzontale e verticale cittadina, del costo di 500 mila euro, e per i lavori di asfaltatura di alcune strade, per una spesa di 100 mila euro. In entrambi i casi, due diverse ditte hanno interrotto i lavori per motivi proprie e a nulla, finora, sono valsi i richiami del Comune, al punto che è partito l'ultimatum dall'ufficio tecnico: o i lavori vengono ripresi subito, oppure l'ente avvierà la procedura per la rescissione del contratto.

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Bloccati i lavori per strade e segnaletica (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 19-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Comune. Non c'è soltanto la burocrazia a rallentare l'iter di realizzazione delle opere pubbliche. Ci vorrà del tempo prima che la situazione si risolva Il sindaco si dice sconcertato: purtroppo c'è sempre qualche imprevisto dietro l'angolo Bloccati i lavori per strade e segnaletica Le imprese in difficoltà hanno sospeso gli interventi. Romoli: se non riprendono subito, rescinderemo i contratti Si tratta di due appalti rispettivamente di 500 mila e 100 mila euro: interessata anche via Duca d'Aosta Non c'è solo la burocrazia a rallentare i tempi di realizzazione delle opere pubbliche. Anche quando l'appalto è già stato affidato i rischi di un blocco dei lavori è dietro l'angolo. quanto sta accadendo per l'intervento di rinnovamento della segnaletica orizzontale e verticale cittadina, dal costo di 500 mila euro e per i lavori di asfaltatura di alcune strade, per una spesa di 100 mila euro. In entrambi i casi l'impresa che aveva vinto l'appalto, si tratta ovviamente di due diverse ditte, ha interrotto i lavori per motivazioni proprie e a nulla, finora, sono valsi i richiami del Comune, al punto che, proprio in questi giorni, è partito l'ultimatum dall'Ufficio tecnico: o i lavori vengono ripresi subito, oppure l'ente avvierà la procedura per la rescissione del contratto. "Il fatto è che in ogni caso ci saranno ritardi nella conclusione degli interventi programmati e, peraltro, già partiti - commenta il sindaco, Ettore Romoli - perché anche se dovessimo rescindere subito il contratto con le imprese dovremmo comunque riaprire la pratica per affidare i lavori a un'altra impresa e ci vorrà, ovviamente, altro tempo. Purtroppo, mi sto rendendo conto sempre più che il tempo, nei lavori pubblici, è una variabile indipendente. Per quanto uno possa impegnarsi allo spasimo per accelerare le procedure, cercando di realizzare al più presto le opere programmate c'è sembra qualche imprevisto dietro l'angolo. Magari si crede di essere ormai giunti al traguardo con l'affidamento dei lavori e, invece, arriva la tegola, con la difficoltà di qualche impresa o di qualche sorpresa nel corso dei lavori. davvero sconcertante". Purtroppo, è una situazione in cui il Comune non può fare granché, se non prendere atto delle difficoltà dell'impresa a portare a termine i lavori e, quindi, rescindere il contratto, com'è accaduto in altre occasioni. Rimane il problema dei cantieri aperti, ovvero, per quanto riguarda la segnaletica, di tutte quelle strade dove le strisce pedonali o le altre segnalazioni orizzontali che avevano urgenza di manutenzione rimarranno praticamente invisibili ancora per diverso tempo, così come dovranno attendere ancora per la loro sostituzione molti vecchi cartelli stradali arrugginiti e scoloriti di cui, finalmente, era stata prevista l'eliminazione. Finora, infatti, dell'intervento previsto e appaltato lo scorso anno, ne è stata effettuata meno della metà per cui molti lavori rimangono da fare. Peccato, perché era un lavoro molto urgente e atteso, visto che la segnaletica stradale, a Gorizia, ha decisamente bisogno di essere rinnovata e con questo appalto di mezzo milioni sarebbe stata data una bella "botta" al degrado di cartelli e strisce pedonali. In merito alla "mancata" asfaltatura di alcune strade erano interessate dai lavori alcune importanti zone cittadine, come via Duca d'Aosta, via Dante e la curva di via Corsica. Opere che dovranno attendere ancora un po'. Patrizia Artico.

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1 milione di euro il danno annuale a Roma (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 19-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

N. 197 del 2008-08-19 pagina 14 1 milione di euro il danno annuale a Roma di Giacomo Susca da Milano Questi turisti hanno troppa fretta di godersi le bellezze dello Stivale, e non ci pensano su due volte ad abbandonare la propria auto un po' come viene: in rigoroso divieto di sosta, in doppia-tripla fila, a cavallo dei marciapiedi, sulle strisce gialle e blu. Poi c'è il lavoratore d'oltralpe in servizio a Milano o a Roma, che puntualmente "dimentica" le quattro ruote prese a noleggio sugli attraversamenti zebrati e continua pure a circolare indisturbato su corsie preferenziali, zone a traffico limitato e isole pedonali. E chi alza il gomito. Insomma una pacchia, per europei ed extracomunitari, mettersi alla guida di una macchina con targa straniera. A meno che non sia beccato in flagranza a trasgredire il codice della strada - caso in cui è previsto il pagamento immediato del minimo della sanzione ovvero, in alternativa, una "cauzione" o una cifra pari alla metà della sanzione massima, pena il fermo amministrativo del veicolo - lo straniero può star (quasi) certo di rimanere impunito. E tornarsene tranquillamente in patria con i verbali dei vigili sul cruscotto, a mo' di souvenir d'Italie. Un grattacapo non indifferente per gli oltre 8mila Comuni italiani, nei cui bilanci gli introiti da multe agli automobilisti sono cresciuti del 52 per cento in quattro anni. A Roma lo scherzetto delle multe non riscosse comporta un danno annuale di un milione di euro almeno; a Milano, ticket d'ingresso in centro a parte, una stima di 600 multe a settimana per sole infrazioni ai divieti di sosta: in 365 giorni per 36 euro fanno un milione e 123mila euro. Nel Nord-Est, intanto, i 13 capoluoghi di Veneto e Friuli hanno già accumulato un "rosso" da un milione di euro da recuperare all'estero. Come? La procedura vuole, per gli Stati membri dell'Ue e aderenti agli accordi di reciprocità sullo Spazio economico europeo, l'invio dei verbali da parte delle polizie locali nei paesi di residenza degli automobilisti multati, in modo da risalire attraverso la targa ai dati dell'intestatario. Un'operazione per nulla agevole: le richieste di accertamento si perdono nel tunnel della burocrazia internazionale (risposte mancate, errori di traduzione, protezioni di fatto) e finiscono carta straccia. Qualche esempio? A Gorizia 170mila euro persi per colpa delle autorità slovene, che non rilasciano i dati degli automobilisti indisciplinati se non in caso di incidente. Ai goriziani, se sbagliano ad accendere i fari a Nova Gorica, capita di dover pagare all'istante, se no scattano le manette. A Riva del Garda, per arginare il fenomeno, hanno deciso di ricorrere a una società specializzata in recupero crediti all'estero. Tra i servizi offerti, anche "l'invio a domicilio di una prima lettera di "cortesia"", con cui viene comunicata al proprietario del veicolo, nella sua lingua, la sanzione commessa e le modalità di pagamento. Sullo stesso sito, l'utente può visionare il verbale, consultare le normative italiane e raccogliere informazioni. Se ha ancora dubbi, gli viene dato ascolto. Magari gli altri si comportassero allo stesso modo con noi. In Francia, Portogallo, Belgio, Polonia e Repubblica ceca è la polizia a imporre di saldare in loco il debito amministrativo. In Svizzera, se un cittadino straniero si sottrae alla contestazione immediata di un limite di velocità superato, nel giro di pochi mesi dallo scatto dell'autovelox, al tribunale italiano competente arriva la richiesta di interrogare il titolare dell'automobile. Con "l'invito" a versare al più presto il denaro. Altrimenti il codice locale stabilisce pene fino a tre anni, oltre al divieto di reingresso per 5 anni sul territorio nazionale per motivi di ordine pubblico. E noi come rispondiamo? Il conducente del Suv con targa elvetica che, per una manovra non autorizzata, nel febbraio scorso a Milano ha provocato lo scontro - con un morto e venti feriti - tra un tram e un bus davanti al palazzo di giustizia, aveva già un centinaio di multe sul groppone. Già, noi lasciamo correre. SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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La volontà di non farsi capire (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 19-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

BUROCRAZIA La volontà di non farsi capire In questo periodo è di gran moda parlare (molto male) della burocrazia che opprime imprese e cittadini senza che alcuno aggredisca i suoi mali strutturali. Le sue lentezze, i suoi percorsi, il suo modo di non farsi capire, comportano dei costi per tutti. Chiunque ha a che fare con la legislazione statale o regionale, si inoltra in una foresta impercorribile senza il supporto di "decodificatori". La recente "manovra d'estate" ne costituisce un esempio allorché fa ricorso a un metodo che dovrebbe essere stato messo al bando. Cosa può capire il cittadino quando si trova di fronte a una espressione di questo tipo: "art. 82 - comma 28 duodieces: l'art. 2 comma 26 della legge 24 dicembre 2003, n. 350, è abrogato"? Da questo modo di fare ne deriva che sia le attività autonome che i cittadini sono costretti a rivolgersi a studi professionali per far fronte a qualsiasi adempimento. Questi passaggi hanno dei costi e dei tempi che vanno a intaccare le già fragili tasche. Provate ad assumere una badante oppure a inoltrarvi a ottenere il ricnoscimento di una invalidità civile. Il percorso di guerra è assicurato! Tutti urlano contro una burocrazia asfissiante, ma inutilmente perché il nostro legislatore ha deciso scientemente (si deve escludere l'ipotesi di incapacità di saper essere chiaro e conciso) di non farsi capire. Che senso ha produrre normative intrise di decine di commi, sottocommi, sopprimere periodi, introdurre parole, modificare frasi, richiamandosi a mille leggi del passato? Tutto ciò appare in palese contraddizione con la conclamata semplificazione! Il problema non è l'ufficio, l'impiegato, bensì l'impostazione strutturale che impone percorsi lunghi e costosi (pensate alla giustizia ovvero ai lavori pubblici). Un addetto al pubblico è costretto a condensare, a decifrare, all'utente in maniera chiara e sintetica un complesso di norme, circolari di centinaia di pagine in pochi secondi ovvero minuti. Perché l'opera di chiarezza, di semplificazione non la fa alla fonte il legislatore? Questo paese non riesce ad abbandonare metodologie fuori del tempo che lo vede perdente su tutta la linea rispetto a tutti i paesi del mondo laddove il peso e il costo della burocrazia sono di gran lunga più competitivi. Migliaia, migliaia di nostre aziende sono emigrate anche per questo. Se non cambiamo velocemente registro continueremo ad assistere a una esportazione (esodo) delle nostre migliori aziende e a una importazione massiccia di multinazionali della distribuzione. Non può sopravvivere un paese laddove si produce poco e si consuma tanto. Vorrà dire che gli equilibri sono saltati. Una produzione fiorente, però, si evidenzia: quella dei commissari, super e subcommissari molto ben remunerati (150 mila euro - Insiel); presto per quarta corsia (quanto ci costerà l'apparato? Quando sarà realizzata ne serviranno probabilmente otto!) ovvero cosiddetti manager (Alitalia) con 6 milioni di euro di buonuscita per pochissimi anni di attività (fallimentare!) senza rischiare nulla. Tutto ciò in un momento di drammatica crisi generale laddove i portamonete delle famiglie segnano rosso; vale a dire viaggiano in riserva! Complimenti Italia, complimenti Regione! Franco Bellini Udine.

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Statali pronti a lavorare... ma con calma - carlo bartoli (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 19-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Attualità Statali pronti a lavorare... ma con calma Protesta contro Brunetta: seguiranno tutte le regole paralizzando i servizi Aci, Inps, Inpdap, Agenzia delle Entrate, Dogane: sportelli a singhiozzo, disagi assicurati CARLO BARTOLI FIRENZE. Aci, Inps, Inpdap, Inail, Agenzia delle Entrate, Dogane vanno alla guerra. Dopo la crociata sui "fannulloni", i dipendenti del pubblico impiego aspettano il ministro Brunetta al varco e promettono il rigido rispetto delle regole, il che, nella burocrazia italiana, significa paralisi. Nonostante la pausa estiva il tam tam sta correndo tra gli uffici e a settembre i dipendenti pubblici sono intenzionati a far vedere i sorci verdi a Brunetta e, di riflesso, ai cittadini. Epicentro dell'agitazione sono le Dogane, le Agenzie per le Entrate, Aci, Inail, Inps, Inpdap. Sanità, pubblica istruzione, enti locali per adesso non sono scesi sul sentiero di guerra, ma ci si attende un allargamento a macchia d'olio della protesta in autunno. Dalle Agenzie delle Entrate di Prato, Empoli, Firenze, Orbetello all'Inpdap di Pisa, a tutti gli uffici delle Dogane: in Toscana il pubblico impiego, smaltita la rabbia, inizia a mobilitarsi. A Pisa, la Rsu dell'Inpdap ha distribuito un volantino nel quale avvisa gli utenti che qualche volta potranno trovare lo sportello chiuso per assemblea, che l'orario di apertura degli sportelli verrà rispettato in maniera tassativa, che non sempre potranno essere ricevuti nelle stanze ai piani, che non saranno effettuati prolungamenti di orario e straordinari. "Brunetta - spiega Andrea Brachi, segretario della Cgil funzione pubblica - ha stimato che i fannulloni siano il 4% dei dipendenti pubblici; è logico che il restante 96% sia un po' arrabbiato, dato che spesso gli uffici funzionano grazie allo spirito di sacrificio dei dipendenti che devono andare in missione con la propria auto, che non sempre si vedono pagati gli straordinari, che talvolta devono comprare perfino la carta per fare le fotocopie". Andrea Morandi, segretario regionale della Cisl per il pubblico impiego, è sulla stessa linea: "E' la prima volta che gli stipendi vengono tagliati, mentre non si sente parlare di proposte per rendere maggiormente produttiva ed efficiente la burocrazia. Eppure, non c'era bisogno di inventare nuove norme contro l'assenteismo; nei contratti ci sono gli strumenti per licenziare chi non fa il proprio dovere, sono i dirigenti e, in ultima analisi, la politica a doverli utilizzare". Le contromisure in molti casi sono pronte a scattare, come nel caso delle Dogane: "Il personale - afferma Pietro Martini, coordinatore regionale delle Agenzie fiscali della Cisl - applicherà l'orario comunitario che prevede un arco di impiego compreso tra le 8 e le 18, mentre normalmente le Dogane rimanevano aperte fino alle 21 per non bloccare troppo presto il traffico merci". Le sedi di Inps, Inail, Inpdap potrebbero ridurre drasticamente gli orari di apertura degli sportelli: "Abbiamo una carenza di organico attorno al 40% in quasi tutte le sedi toscane - dice Silvia Russo, della Cisl - e nonostante questo abbiamo finora garantito dalle 6 alle 8 ore al giorno di lavoro allo sportello per dipendente. Tutti gli indicatori su erogazione delle pensioni e trattamento degli infortuni confermano l'efficienza di questi enti, ma adesso, a fronte del taglio di quegli emolumenti legati al raggiungimento degli obiettivi, ricontratteremo l'organizzazione del lavoro e ridurremo al minimo il lavoro di sportello". Ancora più agguerriti i dipendenti della Agenzie delle Entrate: "Non andremo più in missione con le nostre auto - aggiunge Martini - e questo potrebbe comportare un forte aumento del tempo necessario per effettuare le verifiche fiscali, rispetteremo le norme sulla sicurezza che impongono una pausa di dieci minuti ogni due ore di lavoro al videoterminale, lavoreremo una pratica alla volta e il professionista che si presenterà allo sportello con 15 pratiche dovrà fare la fila ogni volta, ci atterremo alle norme sulla privacy che chiedono al dipendente di sgombrare il tavolo e archiviare immediatamente le pratiche prima di ricevere un altro utente". Infine, i dipendenti effettueranno delle assemblee di 15 minuti durante l'orario di lavoro, pur rispettando il monte ore annuale previsto dai contratti.

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Pri, piace il nuovo piano di sviluppo della Bassa Romagna (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del 19-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

LUGO pag. 10 Pri, piace il nuovo piano di sviluppo della Bassa Romagna SONO POSITIVI i commenti della federazione provinciale del Pri sulla recente sottoscrizione del Patto per lo sviluppo dei nove Comuni della Bassa Romagna. "Accogliamo con soddisfazione ?? sottolinea Luisa Babini, vicesegretaria provinciale dell'Edera ? il Patto sia nel merito che per il metodo. Mettere al centro dell'agenda politica la crescita e lo sviluppo del territorio costituisce una buona partenza per preparare i futuri programmi amministrativi. Per noi repubblicani lo sviluppo e la crescita economica rappresentano uno dei punti principali dell'impegno pubblico. Si sente parlare spesso di redistribuzione del reddito, ma occorre prima averlo prodotto. Vanno quindi create tutte le condizioni ottimali per generare ricchezza nel nostro, e ciò può concretizzarsi sono se si ragiona tutti insieme". Per l'esponente repubblicana è "importante che sia stato predisposto un unico documento per la programmazione dell'intera area. Avendo costituito l'Unione, non è più giusto che documenti di questa portata siano assunti nei singoli Comuni. Oramai le nove amministrazioni comunali si muoveranno sempre più insieme. Ma per realizzare un buon sviluppo occorre ridurre in fretta la burocrazia". ALLA luce di quest'ultima considerazione, Luisa Babini assicura che "il Pri vigilerà affinché questo impegno di omogeneizzare i regolamenti e tutte le procedure amministrative sia mantenuto nei futuri programmi. Non ci accontenteremo delle parole. Vigileremo affinché ciò avvenga perché questo faciliterà sia i cittadini che le realtà produttive. Non c'è sviluppo senza infrastrutture e quindi avanti in fretta anche con questo impegno e sulle priorità infrastrutturali di cui dotare il territorio ci pare fondamentale insistere sulla E55. Certo non tutto quello che contiene il documento ci va bene, ma i fondamentali si richiamano fortemente ai principi a cui ci ispiriamo. Occorre poi vedere come si passa dalle parole ai fatti e qui noi saremo inflessibili, senza praticare sconti e senza alcuna incertezza".

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Taste Italia, sei pagine per raccontare Brindisi (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 19-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - BARI - sezione: ECONOMIA - data: 2008-08-19 num: - pag: 17 categoria: REDAZIONALE Panorama Taste Italia, sei pagine per raccontare Brindisi Un ampio servizio di sei pagine che porta a conoscenza del grande pubblico internazionale le bellezze della provincia di Brindisi. A pubblicarlo, sul numero di settembre, la rivista Taste Italia (www.tasteitaliamag.com) che in questi giorni è in edicola in tutta la Gran Bretagna e nei principali aeroporti del mondo. Alla gastronomia ed alla ristorazione brindisina è stata dedicata un'ampia finestra che si spera possa attrarre turisti dai Paesi europei. Il magazine è uno dei più seguiti nel Regno Unito soprattutto per gli appassionati di vino e cucina. La giornalista che ha redatto l'articolo, Fleur Kinson, fu una degli ospiti del tour di promozione territoriale organizzato lo scorso anno su richiesta del Comune di Brindisi e di PromoBrindisi. Coldiretti, voucher vendemmia Da oggi, per la prima volta in Italia, parte la raccolta dell'uva con il sistema dei voucher. Si tratta di uno strumento con cui si potranno pagare i lavoratori occasionali. Secondo la Coldiretti è una novità sostenuta proprio dall'organizzazione agricola "per ridurre la burocrazia e dare una possibilità di integrazione del reddito a studenti e pensionati". Ogni buono (o voucher) ha un valore nominale di 10 euro comprensivo del costo dell'assicurazione, e sarà utilizzato per le retribuzioni. Ma come funziona? I datori di lavoro consegneranno, per le giornate effettuate, il voucher a studenti e pensionati che potranno ritirare la paga presentandolo agli uffici postali. Il sistema dovrebbe garantire tutele assicurative e previdenziali, semplificare gli adempimenti burocratici a carico delle imprese agricole e facilitare la lotta al lavoro nero. La vendemmia, spiega la Coldiretti, si preannuncia "di buona qualità e leggermente più consistente di qualche punto percentuale rispetto ai 44 milioni di ettolitri del 2007".

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Da Euronext la spinta per Fedon di Belluno (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 19-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-08-19 - pag: 2 autore: La storia. La società ha preferito la Bourse Da Euronext la spinta per Fedon di Belluno di Claudio Pasqualetto L' opzione francese per Fedon, gruppobellunese leader nella produzione di astucci per occhiali ma non solo, risale ad una decina d'anni fa. Quotazione all'Euronext di Parigi con il collocamento del 22% del capitale. Pochi mesi dopo è arrivata l'acquisizione della Genetier, azienda d'oltralpe principaleconcorrente in Europa. "Mosse azzeccate e di cui non ci pentiamo – commenta Callisto Fedon, presidente e amministratore delegato del gruppo – per la Borsa è mancato il passo successivo, quello di unaomogeneizzazione su scala continentale. L'azienda oggi ha perso, perché non più competitiva, la parte di produzione ma è una solidissima societàcommerciale. Siamo pur sempre italiani in terra francese – aggiunge Fedon – e questo talvolta ci pesa perché dobbiamo adempiere in casa nostra a fin troppi obblighi societari, ma Oltralpe abbiamo trovato una grande flessibilità e velocità in tutta la burocrazia. Poi in qualche norma di tutela, magari un po' datata, la "macchina" rischia di fermarsi, ma generalmente si lavora piuttosto bene". Abbiamo vissuto "in maniera negativa l'esperienza delle 35 ore – dice ancora Fedon – che non hanno dato alcun beneficio sul piano della produttività, ma dobbiamo dire anche che in Francia ci sono istituti, come il Tribunal de commerce, che semplificano fortemente la vita delle imprese ed abbreviano i tempi per eventuali problemi con potenziali risvolti giudiziari o anche solo amministrativi". Il gruppo bellunese quest'anno è impegnato più che mai a difendersi dalla crisi generalizzata e dall'aumento dei costi delle materie prime. L'obiettivo è di stabilizzare il fatturato sui 61 milioni di euro con un netto miglioramento del risultato operativo. Le unità produttive più importanti sono in Cina e in Romania, anche se nel Bellunese resta il cuore dell'azienda e la manifattura dell'alto di gamma. "Noi serviamo tutti i grandi produttori di occhiali ed ovviamente le griffe – dice Callisto Fedon – ma il settore ha un andamento non omogeneo ed anche per questo abbiamo puntato di recente sulla diversificazione". Una diversificazione che ha fatto nascere la "Giorgio Fedon 1919", una linea di accessori di lusso per il lavoro e il viaggio che si è già imposta come un must e che ha negozi monomarca a New York, Parigi, Milano e Hong Kong; ma anche la "Hawk", una business unit che si occupa di automazioni industriali. "Con Hawk siamo partiti studiando e producendo impianti innovativi per la nostra attività – ricorda Fedon – ma l'innovazione ci ha portato a inventare e brevettare un sistemarivoluzionario di stampa sui materiali. Architetti ed aziende stanno dimostrando molta attenzione per questa applicazione che ha trovato spazio anche in un evento alla Biennale di Venezia". MINORI VINCOLI Callisto Fedon: "La burocrazia francese ha una grande flessibilità ed è molto rapida nel prendere decisioni".

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UNA <ATTALI> ALLA PUGLIESE (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 19-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - BARI - sezione: 1PAGINA - data: 2008-08-19 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE OCCORRE UNA RIFORMA BIPARTISAN UNA "ATTALI" ALLA PUGLIESE di GIANVITO MASTROLEO D alla ripresa autunnale allo spirare del mandato e alle elezioni regionali del 2010, escluse tregua fieristica e dintorni, mancherà più o meno un anno di lavoro, un tempo che sarebbe assai utile dedicare alla "questione istituzionale". Se la legislatura passata fu interessata soprattutto dall'approvazione dello Statuto, alcune delle cui decisioni andrebbero già riviste, oggi s'avverte la necessità di un disegno istituzionale organico, purché in un clima sereno, di reciproca legittimazione, non necessariamente bipartisan. Essendo del tutto inimmaginabile che questioni come la composizione e la soglia di sbarramento per l'elezione del Consiglio regionale, la verifica di alcuni Istituti di governo o di garanzia abortiti prima che avessero visto la luce e la nascita di altri nuovi, possano essere affrontate nell'atmosfera di scontro permanente da sindrome preelettorale nel quale i nostri legislatori investono gran parte delle energie, specie sul Piano della Salute, per le ricadute di potere e d'influenza anche elettorale che assicurano ospedali e carriere, assunzioni e forniture. Le suggestioni assai poco riformiste sulle "caste" e sui costi della politica hanno prodotto solo autoriduzioni d'indennità, talvolta con qualche risibile distinguo, piuttosto che mettere in discussione un organico progetto riformatore: la riduzione dei consiglieri regionali; la funzione e l'efficacia, soprattutto i costi, dei Consigli di Circoscrizione (in qualche caso una trappola in più per il decidere spedito); la soppressione delle Comunità montane e di alcuni enti di gestione ormai inutili; la rivitalizzazione con un organico decentramento di funzioni (a partire da quelle per il turismo) delle Province, in risposta alla noiosamente ripetitiva voglia di soppressione; l'aggressione del tema di Bari Città Metropolitana, che in quanto città-regione ha dimensione regionale e non si limita all'interesse del Sindaco di Bari; l'urgente chiarimento (innanzitutto politico) sulla normativa del Commercio; l'idea condivisa di federalismo. Di più: il Consiglio regionale forse un po' frettolosamente si è liberato del tema della regolamentazione dei partiti, sul quale invece sarebbe pienamente legittimato (almeno politicamente) visto il sostegno finanziario che assicura ma sul quale i cittadini e gli stessi aderenti sanno poco; su alcuni istituti previsti dallo Statuto (Consiglio Regionale Statutario) e sull'impegno di Vendola socialmente innovativo e qualificante è calato il silenzio: per difficoltà di bilancio, si dice, mentre il denaro è stato trovato, e senza indugio, per l'istituzione di un'Autorità, la cui utilità andrebbe riconsiderata organicamente nell'intero sistema di gestione delle risorse idriche, già affollato di Ambiti, Enti, Società, Consorzi. Ce n'è quanto basta per una "sessione istituzionale", piuttosto che decidere su singole innovazioni delle quali per allontanare il sospetto, per quanto non voluto, di piegare al particulare scelte di portata generale, andrebbe verificata la compatibilità con il sistema di governo vigente; compresa quella di governare attraverso Autorità e la revisione, almeno contestuale, della burocrazia interna e del sistema di gestione, con la soppressione di qualche Ente. Difficile prevedere se la tendenza franco-capitolina d'una Commissione, "Attali o Amato" che sia, possa contagiare la Puglia: ma sarebbe un peccato sprecare un anno senza far progredire la riflessione organica sulla "questione istituzionale".

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NOTIZIE In breve (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 19-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2008-08-19 - pag: 27 autore: NOTIZIE In breve STAGIONALI Al via i voucher per la vendemmia Al via i buoni cartacei per la retribuzione dei lavoratori occasionali, per esempio studenti e pensionati, che partecipano ad attività lavorative legate alla stagione della vendemmia (si veda anche "Il Sole 24Ore" del 1 agosto). A ricordarloè Coldiretti, fra i promotori di un'iniziativa che puntaa ridurre la burocrazia per le aziende agricole, nei pagamenti delle prestazioni. Ogni voucher avrà un valore di 10 euro, comprensivo di assicurazione, costituirà il mezzo diretto di pagamento dei lavoratori e potrà essere liquidato direttamente presso gli uffici postali. CONFEDILIZIA Affitti a termine per extracomunitari Contratti di locazione pari alla durata del permesso di soggiorno. è questa la proposta avanzata da Confedilizia, per modificare la disposizione del decreto legge sicurezza, che regola l'affitto di appartamenti a immigrati extracomunitari. "La riforma del decreto sulla sicurezza - ha dichiarato il presidente dell'associazione, Corrado Sforza Fogliani - è un problema urgente, che deve essere immediatamente affrontato e risolto. Un piccolo ritocco dell'attuale normativa locatizia, come quello da noi suggerito, dissiperebbe ogni pericolo per i proprietari di casa, che non vogliono speculare sulla pelle di nessuno". SANITà Stop ai massaggi sui litorali italiani Niente più massaggi clandestini sulle spiagge. A stabilirlo è l'ordinanza6 agosto 2008, pubblicata sulla "Gazzetta Ufficiale" n. 192 di ieri, che vieta questa pratica, effettuata da "soggetti ambulanti", a scopo estetico o terapeutico sui litorali lacustri, fluviali e marini. La disposizione, che ha validità fino alla chiusura della stagione balneare in corso, vuole prevenire i rischi derivanti dalla possibilità di trasmissione di infezioni cutanee. Il testo pubblicato in "Gazzetta" giustifica il provvedimento, motivando che il contesto in cui i massaggi hanno luogoe l'utilizzo di prodotti non certificati difficilmente possono garantire il rispetto di adeguate condizioni igieniche. FISCO Tarda lo sportello del contribuente Vittorio Carlomagno, presidente di "Contribuenti.it", ha denunciato che, a distanza di sette anni dall'introduzione dallo Statuto del contribuente, molti enti locali non hanno ancora applicato le norme, né hanno adeguato i regolamenti comunali. Tutto ciò per "non perdere il consenso sul territorio". Secondo l'associazione, tale comportamento "contribuisce a incentivare le violazioni e l'evasione fiscale". Per questo motivo Carlomagno chiede l'immediata istituzione dello sportello del contribuente e il censimento di tutte le attività sommerse e degli immobili non accatastati. LOCAZIONI L'Istat fissa i nuovi indici è stato pubblicato nella "Gazzetta Ufficiale" n. 192 di ieri l'indice mensile Istat per la determinazione dei canoni di locazione delle abitazioni, calcolato sulla base dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati. La variazione percentuale di luglio 2008 è di 4,0 punti rispetto allo stesso periodo del 2007 e di 5,6 punti rispetto allo stesso periodo del 2006.

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Dal nostro inviato CAPRI (Napoli) - Tutto quello che si poteva vietar (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il" del 19-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

FRANCESCA NUNBERGdal nostro inviato CAPRI (Napoli) - Tutto quello che si poteva vietare, Capri l'ha vietato da un pezzo e ora se la spassa. In barba all'Independent che accusa l'Italia di proibire "tutto ciò che è divertente" e di essere diventato "il più grande Stato baby-sitter del mondo". E compatibilmente con le migliaia di turisti che ogni giorno sommergono l'isola lasciando detriti e relitti come l'alta marea. Altrove i sindaci-sceriffo emanano ordinanze antidegrado, qui la "creatività" sollecitata dal ministro Maroni sarebbe difficile da applicare: campeggi e bivacchi sulle spiagge sono proibiti da 26 anni, compresi sacchi a pelo e falò ("Stamattina c'erano due francesi con la tenda a Palazzo a Mare - dicono i vigili - li abbiamo gentilmente sgomberati"); i vu' cumprà non li fanno nemmeno scendere, vengono rispediti indietro con lo stesso traghetto con cui arrivano e questo elimina d'un colpo ogni problema di ambulanti abusivi, borsoni, accattonaggio. Il sottosegretario al Welfare vieta i massaggi sulla spiaggia? Qui il mare è di scoglio. Il Comune di Viareggio emana l'ordinanza anti skateboard? A Capri dal '77 sono vietate pure le biciclette. Forte dei Marmi proibisce l'uso dei tagliaerba di pomeriggio e nel week end? Nell'isola azzurra "frantoi, martelli pneumatici, decespugliatori e seghe a motore" dal '99 vengono banditi per tutto il mese di agosto. La prostituzione? "Non c'è", taglia corto il sindaco. Nell'estate dei divieti, capricciosi o necessari, Capri si fregia perfino d'una ordinanza del 2001 che colpisce "la petulanza di operatori turistici e commerciali", leggasi coloro che ti inseguono per proporre taxi, ristoranti, giro in barca a 99 euro max cinque persone. L'ultimo editto comunale è del febbraio scorso: è fatto divieto di dare da mangiare ai piccioni "al fine di tutelare la salute pubblica" e si scopre che il problema sarà presto risolto alla radice perché il Comune e la Asl hanno avviato un piano di sterilizzazione. I cani vanno tenuti al guinzaglio e con la museruola. Le radio (l'ordinanza è del '63, l'iPod era di là da venire) non si possono "attivare all'aperto". "L'Italia non è solo il paese dei divieti, ma anche quello degli estremismi opposti - dice Ciro Lembo, espressione di una lista civica, 55 anni, sindaco da 4, da un quarto di secolo nell'amministrazione comunale - Tra la tolleranza zero e la tolleranza cento, noi siamo a sessanta. I divieti servono, quello che dovevamo fare l'abbiamo fatto, anche se c'è sempre modo per migliorarsi. Adesso studiamo un sistema per difendere la "capresità" modulando i flussi turistici: il boom delle crociere ci ammazza, per il ponte del 2 giugno le strade erano così intasate che è arrivata la Protezione civile". Concorda Enrico Federico, una vita a volteggiare col vassoio tra i tavolini del Gran Caffè in piazzetta: "Ce ne vorrebbero altri di divieti, è possibile che in mezz'ora arrivino tre aliscafi? Questa massa di turisti mangia per strada, lascia immondizia, gira in modo indecente". Dolente nota, eccola, il torso nudo. La relativa ordinanza è datata 9 agosto 1988: posto che "è invalso l'uso di frequentare luoghi pubblici affollati a torso nudo e in costume da bagno e che ciò provoca "fastidio" sia sotto il profilo estetico che igienico-sanitario" e che "Capri non può considerarsi un grande stabilimento balneare" è fatto divieto, eccetera eccetera. Divieto forse ignoto, certamente ignorato dai turisti: ieri a mezzogiorno un vigile in piazzetta sfoggiava il suo inglese con una banda di stranieri: stand up, wear your shirt. Tutti in piedi, ma dopo cinque minuti tutti di nuovo seduti, mezzi nudi comunque. Due violazioni in una, sarebbero 50 euro più altri 50, perché dal 2003 è vietato anche sostare o sedersi sulle scale della chiesa, quelle che dalla piazza Umberto I portano alla piazzetta Cerio, "situazione che crea intralcio al transito dei pedoni e sfocia in diverbi poco edificanti". "Capisco se sei davanti al Vaticano, ma qui fa caldo e si suda - protesta Domenico Truzzu, sardo-belga che gira con la maglietta in mano - se mi beccano me la rimetto". "L'importante è che si rivestano, non che paghino la multa - chiarisce il sindaco - così come il sacchetto della spazzatura abbandonato fuori orario, l'obiettivo è che se lo riportino a casa. Se la crisi dei rifiuti non ci ha toccato è perché spendiamo 4 milioni di euro all'anno per la nettezza urbana, l'operatore ecologico lavora 22 ore su 24, abbiamo cestini, posaceneri, differenziata. Ma l'immagine di Capri non ha prezzo. Il problema non è se devo fare il podestà o lo sceriffo, ma quali poteri effettivamente mi danno, come elimino la burocrazia, come gestisco i divieti, oltre a stare qui tutti i giorni dalle 6 di mattina alle 8 e mezzo di sera (l'occhio del padrone si sa ingrassa il cavallo), come posso prevenire". Stessa filosofia anima il tenente Angelo Mazzarella, vicecomandante della polizia municipale, che con altri 26 uomini è incaricato di far rispettare questa messe di ordinanze. "Dall'inizio dell'anno abbiamo accertato circa 300 violazioni - spiega - per i motivi più diversi, affissioni abusive, cani senza guinzaglio, spettacoli fuori orario". Ma nessuno, proprio nessuno, è stato multato per violazione all'ordinanza più "celebre" di Capri, mai revocata nemmeno in tempo di crocs e d'infradito. Che merita citazione estesa: "Considerato che si è venuto diffondendo l'uso di zoccoli in legno, i quali a contatto con la pavimentazione cittadina (costituita prevalentemente da lastre di basalto) producono uno spiacevole rumore, estremamente pregiudizievole alla pubblica quiete... Considerato che sono pervenuti numerosi reclami contro l'inconveniente che rappresenta l'espressione di un dilagante cattivo gusto e di una inammissibile mancanza di riguardo...". Correva l'anno 1960, Capri vietava gli zoccoli in legno, la multa era di cinquemila lire.

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Per le imprese si prepara il rinnovo dello sportello (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 19-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2008-08-19 - pag: 23 autore: La comunicazione resta sperimentale Per le imprese si prepara il rinnovo dello "sportello" Maurizio Pirazzini Il Governo rispolvera lo sportello unico per abbattere la burocrazia e far decollare l'impresa in un giorno. E a fianco del Comune, titolare, dal 1998, del Suap (Sportello unico per le attività produttive) scendono in campo le Camere di commercio e le nuove Agenzie per imprese (si veda anche "Il Sole 24 Ore del lunedì"di ieri).Così,con la mano-vra d'estate ( articolo 38 del decreto legge 112/ 08), si prova a rompere la morsa burocratica sulle imprese che – secondo un'indagine del 2007 della Banca Mondiale e di Business Europe – vale il 4,6% del Pil del nostro Paese. Il nuovo sportello unico, secondo un modello richiesto dall'Unione europea con la direttiva 123 del 12 dicembre 2006, sarà fortemente informatizzato e integrato con il sistema della Comunicazione Unica (ComUnica) per l'avvio dell'impresa. La procedura per la comunicazione unica, introdotta dall'articolo 9 della legge 40/2007 (decreto Bersani), avrebbe dovuto uscire domani, 20 agosto, dal periodo di sperimentazione e diventare obbligatoria. Non è stato però ancora diffuso il Dpcm attuativo: in mancanza, Unioncamere ha diffuso una nota alle Camere di commercio annunciando una proroga di sei mesi del periodo di sperimentazione. Sarà poi un regolamento attuativo a definire la nuova configurazione dell'impresa in un giorno. L'obiettivo è quello di garantire il diritto di iniziativa economica (articolo 41 della Costituzione), "tutelato sin dalla presentazione della dichiarazione di inizio attività o dalla richiesta del titolo autorizzatorio ". Un'affermazione in linea con la struttura di ComUnica, che rende possibile effettuare l'iscrizione nel Registro delle imprese già nella fase di organizzazione della nuova impresa, senza aver avviato l'attività tipica (per esempio perché si attende l'autorizzazione). La manovra interviene anche sui tempi per ottenere i titoli autorizzatori da parte dello sportello unico: quest'ultimo dovrà gestire tutte le "vicende amministrative "riguardanti l'attività produttiva, escluse ComUnica (che resta incardinata nell'ufficio del Registro delle imprese presso le CdC) e le nuove competenze delle Agenzie delle imprese.Spetterà al Comune fornire una risposta unica e tempestiva in luogo di tutte le pubbliche amministrazioni coinvolte nel procedimento comprese quelle deputate alla tutela ambientale, paesaggisticoterritoriale, del patrimonio storico- artistico o alla tutela della salute e della pubblica incolumità. Le nuove regole si applicheranno sia ai prestatori di servizi sia agli impianti produttivi di beni e servizi. Per questi ultimi sarà necessaria un'integrazione forte, all'interno del Comune, con gliSportelli unici per l'edilizia (i Sue). I Comuni che non hanno istituito il Suap (circa il 40%) o che l'hanno istituito solo sulla carta potranno esercitare le funzioni delegandole alle Camere di commercio, che mettono a disposizione il portale "impresa.gov" che assume la denominazione di "impresainungiorno ", prevedendo forme di gestione congiunta con l'Anci.Con il portale sarà necessario, anche tramite le neoistituite Agenzie, incentivare l'uso degli strumenti telematici come la firma digitale e la posta elettronica certificata, in linea con il Codice dell'amministrazione digitale, chegiàdal1gennaio2006prevede che "gli sportelli unici consentono l'invio di istanze, dichiarazioni, documenti e ogni altro atto trasmesso dall'utente in via telematica ", ma solo con l'utilizzo della firma digitale rilasciata da un certificatore accreditato o della Cie/Cns. Le Camere di commercio potranno mettere a disposizione l'esperienza e l'infrastruttura ormai collaudata nella gestione dei documenti con firma digitale per via telematica: l'obbligo di utilizzare la firma digitale per il Registro delle imprese risale infatti al novembre 2003.

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Corriere del Veneto - VENEZIA - sezione: VENEZIAMESTRE - data: 2008-08-19 num: - pag: 8 La lettera "... (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 19-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - VENEZIA - sezione: VENEZIAMESTRE - data: 2008-08-19 num: - pag: 8 La lettera "La mia odissea al Lido per una sola terapia" " Abito a Milano ma in questo momento sono ospite al Lido. Sono basito per la qualità della sanità veneziana. Arrivato in città per una vacanza e munito della richiesta sanitaria stilata dal fisiatra del prestigioso Gaetano Pini di Milano mi sono presentato al monoblocco del Lido specializzato in Kinesiterapia per una capsulite alla spalla destra molto dolorosa per fare dieci sedute di kinesiterapia ma secondo il personale non esistendo un fisiatra non era possibile accettare la prescrizione di Milano. Come se fosse all'estero, mentre la carta sanitaria dovrebbe essere valida in tutta Europa. Mi sono allora recato al pronto soccorso che mi ha mandato al pronto soccorso del Civile. Qui, dopo una radiografia mi ha visitato un medico ortopedico prescrivendomi Efferalgan 1000 x 2 e kinesiterapia. Forte di questa prescrizione dell'Asl 12 Veneziana sono tornato al monoblocco dove mi è stato detto che la prescrizione dell'ortopedico del Civile non era valida in quanto ci voleva la prescrizione del fisiatra di cui al Civile nessuno mi aveva detto nulla. Torno al pronto soccorso del Lido e il medico di guardia si è arrampicato sugli specchi per giustificare il comportamento folle di questo sistema sanitario veneziano mentre un infermiere mi ha consigliato, presente il medico, di andare all'ospedale San Camillo dove sarebbe stato possibile fare la terapia. Possibile ma a pagamento di 350 euro oppure un'attesa sconosciuta per la visita del loro fisiatra (come se fosse necessaria dopo quella del Pini di Milano e quella dell'ortopedico del Civile). Morale: è una vergogna incredibile che, tradendo il giuramento di Ippocrate, possano ancora succedere queste prevaricazioni di una burocrazia bolsa e priva di qualsiasi considerazione verso l'ammalato ". Lettera firmata.

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Avvocati e poliziotti protagonisti dell'autunno (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 19-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Spettacoli Estate Pagina 11006 Tv I palinsesti puntano sulle serie investigative: tornano le produzioni made in Usa Avvocati e poliziotti protagonisti dell'autunno Tv. I palinsesti puntano sulle serie investigative: tornano le produzioni made in Usa --> Grandi ritorni, ma soprattutto serie in prima assoluta, come Terminator - The Sarah Connor Chronicles, Bionic Woman, Life e Californication: i telefilm, in particolare le produzioni made in Usa, si confermano un punto di forza nei palinsesti autunnali delle reti generaliste, sia pubbliche sia private, soprattutto per Raidue e Italia 1. Su Raidue il martedì è appannaggio delle serie investigative e legal. Arriva infatti la quarta stagione di Senza traccia , con le indagini dello speciale pool investigativo dell'Fbi di New York specializzato nei casi di persone misteriosamente scomparse e capitanato da Jake Malone (Anthony La Paglia), che si separerà dalla moglie. Poi toccherà a Justice : quattro avvocati, con caratteri e stili diversi, si associano nello studio legale Turk, Nicholson, Tuller & Gaines per trattare casi controversi ma di alto profilo. Ancora telefilm in prima serata il sabato, con la quinta stagione di Cold case , ambientata nel dipartimento di polizia di Philadelfia dove l'investigatrice Lili Rush (Kathrin Morris) continua a ricostruire con i suoi colleghi casi archiviati da molti anni che tornano alla luce; e la domenica, con la quarta stagione di Ncis, l'unità anticrimine coordinata dall'agente speciale Gibbs (Mark Harmon), pronto anche a ignorare la burocrazia militare pur di risolvere con la sua squadra (immutata dalla prima serie) i crimini compiuti nel corpo della marina militare americana. Tre le serie in prima assoluta su Italia 1 (anticipate però da Mediaset sul digitale terrestre). Arriva Terminator - The Sarah Connor chronicles , spin off televisivo della saga cinematografica con Arnold Schwarzenegger: Sarah (Lena Headey) ha su di sé la responsabilità dell'educazione del figlio adolescente John, consapevole del fatto che in futuro avrà il ruolo di leader della resistenza umana, mentre Cameron Phillips è un terminator inviato indietro nel tempo dall'anno 2027 per proteggere John Connor dal John Connor del futuro. Spazio anche a Bionic woman, remake del cult anni '70 La donna bionica, con la bella attrice inglese Michelle Ryan, e a Life, storia di Charlie Crews (Damian Lewis), detective burbero (alla dottor House) che finisce in galera per dodici anni per un errore giudiziario, ne esce dimostrando la propria innocenza e rientra in polizia. Grande attesa anche per i telefilm di seconda serata. Tra i titoli spicca il chiacchierato Californication (già in onda su Sky su Jimmy), con David Duchovny (l'agente Mulder di X-Files , Golden Globe 2008 per questa interpretazione) nei panni di uno scrittore dipendente da sesso e droga che cerca di tirar su la figlia adolescente e ha problemi con l'ex moglie. Atteso anche Dexter , la vita di un ematologo della polizia di Miami (alla Grissom di Csi ) che di notte si trasforma in giustiziere. Tornano Heroes (con la seconda stagione), Nip/Tuck e Six feet under (entrambi alla quinta stagione). Ritorni in vista anche su Retequattro, con Walker Texas rangers (access prime time), Law and order - criminal intent (prime time), Shark (seconda serata), Colombo (day time) dal fronte Usa e Il commissario Cordier e Julie Lescaut (entrambi in prima serata) da quello europeo. Spazio anche all'anteprima di due serie europee, Gsg 9 - Squadra d'assalto (in prime time) e Hamburg dockland (in day time). Confermati su La7 Sex and the City, L Word e Dirt.

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San pio, un'occasione persa (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia Pavese, La" del 19-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cronaca San Pio, un'occasione persa Nell'area verde pubblica più grande della città MORTARA. "Un locale da ballo tradizionale all'aperto è una grande occasione per San Pio e l'intera città. Dispiace davvero sprecarla". I nuovi gestori ci credevano molto: "Ci siamo scontrati con la burocrazia". Insieme al parco Istria, il Parco Nuovi Nati è la più grande area di verde pubblico in città. E' nata a metà anni Novanta per dedicare un albero a ogni bambino portato dalla cicogna a Mortara. Lo spazio si è rapidamente esaurito: ora si pianta un albero simbolico ogni anno. Ha un settore attrezzato per far divertire i più piccoli: "Ma aspettiamo i giochi nuovi dal Comune". Al parco c'è anche un laghetto con le papere. C'erano due pavoni, un maschio e una femmina che si chiamavano Mario e Maria: "Ce li hanno subito rubati". Già in passato c'erano state lamentele e polemiche sul Parco Nuovi nati, struttura a poche centinaia di metri dalla chiesa di San Pio: popoloso quartiere di Mortara con circa 3mila abitanti, in forte fase di espansione residenziale. La gestione precedente all'attuale era durata un paio d'anni, chiudendosi a fine 2006. I titolari avevano rinunciato, considerando troppo onerose le condizioni imposte dal Comune. La pista da ballo non veniva più utilizzata. Quando se n'è andato, l'ex gestore si era portato via anche il palco, considerandolo di sua proprietà. Quindi era stata avviata una procedura per assegnare nuovamente la gestione, e non lasciare inutilizzato uno dei "polmoni verdi" dell'area urbana. Considerato importante non solo come luogo di divertimento serale, ma anche come punto di riferimento per la terza età e le mamme con bambini. Nella primavera 2007, è stato raggiunto l'accordo fra il Comune e gli attuali gestori: il parco ha riaperto il primo giugno dello scorso anno. "Gli arredi sono nuovi - spiegava Secondo Tordella - quando abbiamo preso la struttura non era rimasto quasi più niente". In agosto i nuovi gestori annunciavano che la struttura era "aperta ogni giorno dalle 9 alle 2 di notte". Poi le proteste dei residenti, infastiditi dalla musica fino alle ore piccole. Quest'estate, la stagione del liscio doveva essere inaugurata ai primi di luglio. Ma è partito l'esposto di un residente: i gestori hanno scelto di fermarsi in attesa di vederci più chiaro con leggi e permessi. (a.m.).

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Protagonisti o nessuno (sezione: Burocrazia)

( da "Famiglia Cristiana" del 19-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Alfredo Tradigo MEETING IL TEMA DEL RADUNO DI COMUNIONE E LIBERAZIONE PROTAGONISTI O NESSUNO Essere protagonisti, spiega Marco Vittadini, "non significa dominare, ma realizzare il proprio destino. E seguire la Verità, senza allinerasi con i vari poteri". In occasione del 29° Meeting di Rimini incontriamo Giorgio Vittadini, professore di Statistica metodologica presso l'Università Milano Bicocca e presidente della Fondazione per la Sussidiarietà, per parlare del tema scelto quest'anno: O protagonisti o nessuno. Professor Vittadini, vuole spiegarci questo titolo così provocatorio? "Rileggiamo la frase di don Giussani da cui è stato ispirato: "Protagonista non vuol dire avere la genialità o la spiritualità di alcuni, ma avere il proprio volto, che è, in tutta la storia e l'eternità, unico e irripetibile". Essere protagonisti non significa essere vincitori, riuscire nella vita, essere i primi, ma realizzarsi rispetto al proprio destino". C'è continuità con il tema dei Meeting precedenti? "Sì. la terza tappa di un percorso: La verità è il destino per il quale siamo stati fatti (2007) e La ragione è esigenza di infinito e culmina nel sospiro e nel presentimento che questo infinito si manifesti (2006). Essere protagonisti significa allargare la ragione, cercare la verità, riconoscerla. Altrimenti non si è nessuno rispetto a sé stessi, al desiderio di infinito". Quest'anno a Rimini verrà presentata una nuova raccolta di lezioni di don Giussani dal titolo Uomini senza patria. L'uomo moderno ? come sottolinea il suo successore don Julian Carron nella prefazione ? riduce il cristianesimo da un lato a puro sentimentalismo e dall'altro a una serie di valori da rispettare. In questa dinamica chi è il vero protagonista? "Colui che prende sul serio fino in fondo il proprio desiderio e che è capace di vedere nella realtà l'eccezionalità della presenza del Signore. L'uomo moderno, invece, riducendo il proprio desiderio di infinito, è incapace di andare oltre e nega la possibilità che il Mistero si riveli anche negli altri". Giovanni Paolo II rivolgendosi a Cl ebbe a dire: "Voi siete uomini senza patria, perché non siete assimilabili a nessuna società". E don Giussani replicò: "Tutta la nostra attività da quando è nata Cl è per avere una patria, ma una patria in questo mondo non l'avremo mai". Ci spieghi meglio. "Essere senza patria è caratteristica del cristiano: già sotto l'Impero romano i cristiani avevano la coscienza di appartenere alla patria del cielo e ciò li rendeva invisi al potere. Si deve obbedire a Dio piuttosto che agli uomini. Abbiamo un modo di guardare la realtà diverso da quello del potere, della mentalità dominante, che non vuole distruggere il potere, ma che non lo incensa. L'uomo senza patria non cerca l'egemonia nel mondo, ma la verità in sé stesso". Dove sta il contrasto con il potere? "Il potere romano non poteva accettare un Dio che non si allineasse con gli altri dei; è la stessa reazione stizzita del potere di oggi rispetto alle nostre opere: gli intellettuali, i media, i giornali, vorrebbero che si partecipasse al loro pantheon, e accusano chi non lo fa di cercare il potere. Ma per noi è irriducibile il desiderio, cioè che la fede sia vissuta, in ogni aspetto della realtà umana e professionale, da protagonisti". Si può vivere così? "Sì, la storia della Chiesa è lì a dimostrarci che uomini di ogni condizione sociale sono diventati santi. Un uomo può vivere così la fedeltà al proprio destino in ogni situazione, può vivere la fede come servizio alla verità e non come sudditanza a qualsivoglia potere". Qualcuno dice che l'Italia è in crisi. Lei vede segni di speranza? "La crisi italiana nasce dal fatto che viviamo in un Paese che ha tradito il cattolicesimo, cioè un modo di guardare alla realtà che ci apparteneva e che sapeva coniugare metafisica e realismo: la realtà come segno che rimanda ad altro da sé, il senso religioso. La nostra intelligenza imprenditoriale, la nostra capacità di solidarietà e di sviluppo nascevano da qui e questo filo conduttore è diventato anche ispiratore di altre culture come quella socialista e liberale. Oggi inseguiamo modelli esterofili: l'ideologia e, ancora di più, il pragmatismo. L'unica ricchezza che abbiamo, invece, è questo realismo cristiano, questa capacità di sguardo che si è atrofizzata nella nostra gente, che non è più capace di intraprendere, di lavorare, di sacrificarsi, di essere solidale. La crisi è culturale e non economica". Un momento del Meeting di Cl 2007 (foto Ferrari). Da un'indagine effettuata dalla Fondazione per la Sussidiarietà, sei italiani su dieci considerano l'educazione una vera emergenza nazionale e il sistema scolastico attuale inadeguato... "Se uno ragiona si rende conto che il problema è educativo: non si è più in grado di trasmettere alle nuove generazioni una capacità di lavoro, di imprenditorialità, di affetti duraturi, di impegno sociale. Questo punto di partenza sbagliato è all'origine della crisi dell'attuale sistema scolastico. La scuola italiana, una delle migliori del mondo, ora è ridotta a centralismo e burocrazia e la sua crisi educativa è la crisi di un modo di conoscere, di un realismo che era il nostro punto di forza, mentre all'estero ha sempre prevalso l'efficientismo". Quest'anno il popolo del Meeting incontra Cleuza Ramos, responsabile del movimento Trabalhadores Sem Terradi San Paolo in Brasile, e suo marito Marcos Zerbini, che nel febbraio scorso sono confluiti in Comunione e liberazione. Lei, professor Vittadini, era presente a quell'incontro: ce lo può raccontare? "Questo gruppo di credenti, all'inizio vicini alla teologia della liberazione, sono stati così leali da capire che occupare le case non serve. Così hanno avviato in Brasile qualcosa di simile al nostro movimento cooperativistico italiano, sviluppando una capacità positiva di mettersi insieme, trovare risorse presso le banche, costruire case per i più poveri, mandare la propria gente a scuola e all'università. Proprio all'Università di San Paolo hanno incontrato il carisma di don Giussani attraverso un professore nostro amico. Cleuza ha affermato che in quell'amicizia e in quel carisma c'erano le ragioni di tutto quello che avevano fatto fin qui, del loro impegno sociale. La scoperta del cristianesimo come fattore decisivo, un Dio fatto uomo misteriosamente presente, incontrabile, riconoscibile nella realtà. Questo fatto ha reso Cleuza e Marcos protagonisti. E questo fatto hanno voluto fare incontrare alla loro gente. Il gesto di consegnare il movimento "Trabalhadores Sem Terra" nelle mani di don Julian Carron, successore di don Luigi Giussani, è stato un gesto grande a cui ho assistito, un gesto di arrivo e di partenza, perché sempre più gente possa fare questa esperienza. Devo dire che, nella cattedrale di San Paolo gremita di gente, abbiamo vissuto, in piccolo, un pezzetto di storia della Chiesa, come quando un tempo intere popolazioni, dietro ai loro leader, incontravano il cristianesimo". Un cristianesimo vitale? "In questa, come in altre esperienze che saranno testimoniate quest'anno al Meeting, è presente il soggetto di una rivoluzione sociale impressionante. Queste esperienze dimostrano come il cristianesimo sia il fattore più forte del rinnovamento della vita sociale, economica e personale". Come la sua esperienza con i carcerati raccontata al Meeting nella mostra "Libertà va cercando ch'è si cara. Vigilando redimere". Ci racconta come è nata? "Dal mio incontro personale con alcuni carcerati che mi hanno scritto ? uno addirittura dal North Carolina ? e che sono andato a trovare più volte; da questa amicizia e da altre positive esperienze carcerarie, come quella della cooperativa Giotto di Padova, è nato un percorso umano di redenzione, così come indica la Costituzione italiana, dimostrando così come il perdono cristiano diventi fattore di una nuova umanità". Quindi, protagonisti in carcere per avere incontrato Cristo? "Esatto! Come ci mostreranno i filmati e come ci racconteranno gli stessi carcerati che saranno presenti da protagonisti, dimostrando la verità del tema del Meeting, O protagonisti o nessuno!, di cui abbiamo parlato all'inizio: l'apertura della ragione e la ricerca della verità fanno vivere in carcere "da protagonisti" uomini che altrimenti, nella pesante condizione in cui si trovano per scontare le proprie gravi pene, si sentirebbero davvero "nessuno"".

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Da Solzhenitsyn a san Paolo (sezione: Burocrazia)

( da "Famiglia Cristiana" del 19-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Alfredo Tradigo MEETING IL TEMA DEL RADUNO DI COMUNIONE E LIBERAZIONE PROTAGONISTI O NESSUNO Essere protagonisti, spiega Marco Vittadini, "non significa dominare, ma realizzare il proprio destino. E seguire la Verità, senza allinerasi con i vari poteri". In occasione del 29° Meeting di Rimini incontriamo Giorgio Vittadini, professore di Statistica metodologica presso l'Università Milano Bicocca e presidente della Fondazione per la Sussidiarietà, per parlare del tema scelto quest'anno: O protagonisti o nessuno. Professor Vittadini, vuole spiegarci questo titolo così provocatorio? "Rileggiamo la frase di don Giussani da cui è stato ispirato: "Protagonista non vuol dire avere la genialità o la spiritualità di alcuni, ma avere il proprio volto, che è, in tutta la storia e l'eternità, unico e irripetibile". Essere protagonisti non significa essere vincitori, riuscire nella vita, essere i primi, ma realizzarsi rispetto al proprio destino". C'è continuità con il tema dei Meeting precedenti? "Sì. la terza tappa di un percorso: La verità è il destino per il quale siamo stati fatti (2007) e La ragione è esigenza di infinito e culmina nel sospiro e nel presentimento che questo infinito si manifesti (2006). Essere protagonisti significa allargare la ragione, cercare la verità, riconoscerla. Altrimenti non si è nessuno rispetto a sé stessi, al desiderio di infinito". Quest'anno a Rimini verrà presentata una nuova raccolta di lezioni di don Giussani dal titolo Uomini senza patria. L'uomo moderno ? come sottolinea il suo successore don Julian Carron nella prefazione ? riduce il cristianesimo da un lato a puro sentimentalismo e dall'altro a una serie di valori da rispettare. In questa dinamica chi è il vero protagonista? "Colui che prende sul serio fino in fondo il proprio desiderio e che è capace di vedere nella realtà l'eccezionalità della presenza del Signore. L'uomo moderno, invece, riducendo il proprio desiderio di infinito, è incapace di andare oltre e nega la possibilità che il Mistero si riveli anche negli altri". Giovanni Paolo II rivolgendosi a Cl ebbe a dire: "Voi siete uomini senza patria, perché non siete assimilabili a nessuna società". E don Giussani replicò: "Tutta la nostra attività da quando è nata Cl è per avere una patria, ma una patria in questo mondo non l'avremo mai". Ci spieghi meglio. "Essere senza patria è caratteristica del cristiano: già sotto l'Impero romano i cristiani avevano la coscienza di appartenere alla patria del cielo e ciò li rendeva invisi al potere. Si deve obbedire a Dio piuttosto che agli uomini. Abbiamo un modo di guardare la realtà diverso da quello del potere, della mentalità dominante, che non vuole distruggere il potere, ma che non lo incensa. L'uomo senza patria non cerca l'egemonia nel mondo, ma la verità in sé stesso". Dove sta il contrasto con il potere? "Il potere romano non poteva accettare un Dio che non si allineasse con gli altri dei; è la stessa reazione stizzita del potere di oggi rispetto alle nostre opere: gli intellettuali, i media, i giornali, vorrebbero che si partecipasse al loro pantheon, e accusano chi non lo fa di cercare il potere. Ma per noi è irriducibile il desiderio, cioè che la fede sia vissuta, in ogni aspetto della realtà umana e professionale, da protagonisti". Si può vivere così? "Sì, la storia della Chiesa è lì a dimostrarci che uomini di ogni condizione sociale sono diventati santi. Un uomo può vivere così la fedeltà al proprio destino in ogni situazione, può vivere la fede come servizio alla verità e non come sudditanza a qualsivoglia potere". Qualcuno dice che l'Italia è in crisi. Lei vede segni di speranza? "La crisi italiana nasce dal fatto che viviamo in un Paese che ha tradito il cattolicesimo, cioè un modo di guardare alla realtà che ci apparteneva e che sapeva coniugare metafisica e realismo: la realtà come segno che rimanda ad altro da sé, il senso religioso. La nostra intelligenza imprenditoriale, la nostra capacità di solidarietà e di sviluppo nascevano da qui e questo filo conduttore è diventato anche ispiratore di altre culture come quella socialista e liberale. Oggi inseguiamo modelli esterofili: l'ideologia e, ancora di più, il pragmatismo. L'unica ricchezza che abbiamo, invece, è questo realismo cristiano, questa capacità di sguardo che si è atrofizzata nella nostra gente, che non è più capace di intraprendere, di lavorare, di sacrificarsi, di essere solidale. La crisi è culturale e non economica". Un momento del Meeting di Cl 2007 (foto Ferrari). Da un'indagine effettuata dalla Fondazione per la Sussidiarietà, sei italiani su dieci considerano l'educazione una vera emergenza nazionale e il sistema scolastico attuale inadeguato... "Se uno ragiona si rende conto che il problema è educativo: non si è più in grado di trasmettere alle nuove generazioni una capacità di lavoro, di imprenditorialità, di affetti duraturi, di impegno sociale. Questo punto di partenza sbagliato è all'origine della crisi dell'attuale sistema scolastico. La scuola italiana, una delle migliori del mondo, ora è ridotta a centralismo e burocrazia e la sua crisi educativa è la crisi di un modo di conoscere, di un realismo che era il nostro punto di forza, mentre all'estero ha sempre prevalso l'efficientismo". Quest'anno il popolo del Meeting incontra Cleuza Ramos, responsabile del movimento Trabalhadores Sem Terradi San Paolo in Brasile, e suo marito Marcos Zerbini, che nel febbraio scorso sono confluiti in Comunione e liberazione. Lei, professor Vittadini, era presente a quell'incontro: ce lo può raccontare? "Questo gruppo di credenti, all'inizio vicini alla teologia della liberazione, sono stati così leali da capire che occupare le case non serve. Così hanno avviato in Brasile qualcosa di simile al nostro movimento cooperativistico italiano, sviluppando una capacità positiva di mettersi insieme, trovare risorse presso le banche, costruire case per i più poveri, mandare la propria gente a scuola e all'università. Proprio all'Università di San Paolo hanno incontrato il carisma di don Giussani attraverso un professore nostro amico. Cleuza ha affermato che in quell'amicizia e in quel carisma c'erano le ragioni di tutto quello che avevano fatto fin qui, del loro impegno sociale. La scoperta del cristianesimo come fattore decisivo, un Dio fatto uomo misteriosamente presente, incontrabile, riconoscibile nella realtà. Questo fatto ha reso Cleuza e Marcos protagonisti. E questo fatto hanno voluto fare incontrare alla loro gente. Il gesto di consegnare il movimento "Trabalhadores Sem Terra" nelle mani di don Julian Carron, successore di don Luigi Giussani, è stato un gesto grande a cui ho assistito, un gesto di arrivo e di partenza, perché sempre più gente possa fare questa esperienza. Devo dire che, nella cattedrale di San Paolo gremita di gente, abbiamo vissuto, in piccolo, un pezzetto di storia della Chiesa, come quando un tempo intere popolazioni, dietro ai loro leader, incontravano il cristianesimo". Un cristianesimo vitale? "In questa, come in altre esperienze che saranno testimoniate quest'anno al Meeting, è presente il soggetto di una rivoluzione sociale impressionante. Queste esperienze dimostrano come il cristianesimo sia il fattore più forte del rinnovamento della vita sociale, economica e personale". Come la sua esperienza con i carcerati raccontata al Meeting nella mostra "Libertà va cercando ch'è si cara. Vigilando redimere". Ci racconta come è nata? "Dal mio incontro personale con alcuni carcerati che mi hanno scritto ? uno addirittura dal North Carolina ? e che sono andato a trovare più volte; da questa amicizia e da altre positive esperienze carcerarie, come quella della cooperativa Giotto di Padova, è nato un percorso umano di redenzione, così come indica la Costituzione italiana, dimostrando così come il perdono cristiano diventi fattore di una nuova umanità". Quindi, protagonisti in carcere per avere incontrato Cristo? "Esatto! Come ci mostreranno i filmati e come ci racconteranno gli stessi carcerati che saranno presenti da protagonisti, dimostrando la verità del tema del Meeting, O protagonisti o nessuno!, di cui abbiamo parlato all'inizio: l'apertura della ragione e la ricerca della verità fanno vivere in carcere "da protagonisti" uomini che altrimenti, nella pesante condizione in cui si trovano per scontare le proprie gravi pene, si sentirebbero davvero "nessuno"".

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Gli stranieri non pagano le multe: città in rosso (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 19-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

N. 197 del 2008-08-19 pagina 0 Gli stranieri non pagano le multe: città in rosso di Giacomo Susca Chi ha subito una sanzione la fa franca. Milano e Roma registrano ogni anno un danno superiore ai due milioni di euro. E gli italiani? Oltre frontiera sborsano tutto e subito Milano - Questi turisti hanno troppa fretta di godersi le bellezze dello Stivale, e non ci pensano su due volte ad abbandonare la propria auto un po' come viene: in rigoroso divieto di sosta, in doppia-tripla fila, a cavallo dei marciapiedi, sulle strisce gialle e blu. Poi c'è il lavoratore d'oltralpe in servizio a Milano o a Roma, che puntualmente "dimentica" le quattro ruote prese a noleggio sugli attraversamenti zebrati e continua pure a circolare indisturbato su corsie preferenziali, zone a traffico limitato e isole pedonali. E chi alza il gomito. Insomma una pacchia, per europei ed extracomunitari, mettersi alla guida di una macchina con targa straniera. A meno che non sia beccato in flagranza a trasgredire il codice della strada - caso in cui è previsto il pagamento immediato del minimo della sanzione ovvero, in alternativa, una "cauzione" o una cifra pari alla metà della sanzione massima, pena il fermo amministrativo del veicolo - lo straniero può star (quasi) certo di rimanere impunito. E tornarsene tranquillamente in patria con i verbali dei vigili sul cruscotto, a mo' di souvenir d'Italie. Un grattacapo non indifferente per gli oltre 8mila Comuni italiani, nei cui bilanci gli introiti da multe agli automobilisti sono cresciuti del 52 per cento in quattro anni. A Roma lo scherzetto delle multe non riscosse comporta un danno annuale di un milione di euro almeno; a Milano, ticket d'ingresso in centro a parte, una stima di 600 multe a settimana per sole infrazioni ai divieti di sosta: in 365 giorni per 36 euro fanno un milione e 123mila euro. Nel Nord-Est, intanto, i 13 capoluoghi di Veneto e Friuli hanno già accumulato un "rosso" da un milione di euro da recuperare all'estero. Come? La procedura vuole, per gli Stati membri dell'Ue e aderenti agli accordi di reciprocità sullo Spazio economico europeo, l'invio dei verbali da parte delle polizie locali nei paesi di residenza degli automobilisti multati, in modo da risalire attraverso la targa ai dati dell'intestatario. Un'operazione per nulla agevole: le richieste di accertamento si perdono nel tunnel della burocrazia internazionale (risposte mancate, errori di traduzione, protezioni di fatto) e finiscono carta straccia. Qualche esempio? A Gorizia 170mila euro persi per colpa delle autorità slovene, che non rilasciano i dati degli automobilisti indisciplinati se non in caso di incidente. Ai goriziani, se sbagliano ad accendere i fari a Nova Gorica, capita di dover pagare all'istante, se no scattano le manette. A Riva del Garda, per arginare il fenomeno, hanno deciso di ricorrere a una società specializzata in recupero crediti all'estero. Tra i servizi offerti, anche "l'invio a domicilio di una prima lettera di “cortesia”", con cui viene comunicata al proprietario del veicolo, nella sua lingua, la sanzione commessa e le modalità di pagamento. Sullo stesso sito, l'utente può visionare il verbale, consultare le normative italiane e raccogliere informazioni. Se ha ancora dubbi, gli viene dato ascolto. Magari gli altri si comportassero allo stesso modo con noi. In Francia, Portogallo, Belgio, Polonia e Repubblica ceca è la polizia a imporre di saldare in loco il debito amministrativo. In Svizzera, se un cittadino straniero si sottrae alla contestazione immediata di un limite di velocità superato, nel giro di pochi mesi dallo scatto dell'autovelox, al tribunale italiano competente arriva la richiesta di interrogare il titolare dell'automobile. Con "l'invito" a versare al più presto il denaro. Altrimenti il codice locale stabilisce pene fino a tre anni, oltre al divieto di reingresso per 5 anni sul territorio nazionale per motivi di ordine pubblico. E noi come rispondiamo? Il conducente del Suv con targa elvetica che, per una manovra non autorizzata, nel febbraio scorso a Milano ha provocato lo scontro - con un morto e venti feriti - tra un tram e un bus davanti al palazzo di giustizia, aveva già un centinaio di multe sul groppone. Già, noi lasciamo correre. SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Cinque "strane" pennellate sulla facciata del palazzo della biblioteca (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Adriatico" del 19-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

FERMO - Cinque tonalità. Cinque sfumature differenti per altrettanti colori. Pennellate lunghe all'incirca un metro e larghe una cinquantina di centimetri. A che servono? Trattasi di "prove", quelle per scegliere il nuovo colore per il palazzo della biblioteca. Peccato però che, la scelta, non ci sia ancora stata e quelle chiazze di colore oggi assomigliano più a macchie in bella vista che non mancano di suscitare la curiosità dei turismi i quali non risparmiano neppure qualche battuta. "Sono delle prove - conferma l'assessore ai lavori pubblici Maurizio Scendoni - fatte per verificare quale colore scegliere per la facciata del palazzo della biblioteca. L'intenzione è quella di arrivare a un restyling anche se oggi non è possibile definire una tempistica. diversi i fattori da tenere in considerazione". C'è la Soprintendenza, ci sono le pratiche per i finanziamenti, a frenare la burocrazia. "C'è anche un progetto per l'illimunazione, per meglio valorizzarlo" tiene a sottolineare l'assessore Maurizio Scendoni. Per ora, comunque, tutto è ancora su carta. Sul muro, infatti, ci sono solo le strisciate di colore. "Ma perchè non farle in un posto un pò più nascosto se si tratta di prove o perchè non eliminarle se i tempi per rifare la facciata sono più lunghi del previsto" il commento degli habituè di piazza Del Popolo che se le trovano davanti ogni giorno. Più di un turista, perplesso, da quando sono lì si ferma a guardarle. Punto interrogativo scritto in fronte. "A che servono queste macchie?" la domanda.

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<Ecco perchè non voglio quei rifiuti> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 19-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Ecco perchè non voglio quei rifiuti" Muraro spiega il no a Bertolaso: "Trevignano non può ricevere neppure i nostri" Solo il 35\% del rifiuto umido prodotto nella Marca può essere accettato dall'impianto di compostaggio di Trevignano. In base a questa considerazione la Provincia ha bloccato l'arrivo di 3.500 tonnellate di immondizia da Napoli. A stretto giro però giunge la controreplica del sottosegretariato per l'Emergenza rifiuti, che boccia viale Battisti: "La Provincia non è competente sulla questione e non può intimare alcuno stop".Nel 2007, secondo i dati diffusi dall'amministrazione provinciale, la raccolta differenziata di rifiuti organici nel Trevigiano è stata di 99.726 tonnellate, di cui 60.759 di umido e 38.967 di verde; entrambi di ottima qualità. Proprio per la vetustà dell'impianto di Trevignano e per la sua inadeguatezza alle esigenze della Marca il presidente Leonardo Muraro ha respinto la richiesta di Bertolaso e soprattutto l'iniziativa dei presidenti dei consorzi Tv2 e Tv3 che, a suo dire, in prima battuta avevano risposto positivamente. "Abbiamo apprezzato l'ordinanza di Berlusconi che consente di superare burocrazia e lungaggini per impianti la cui massima potenzialità non sia già saturata dalle esigenze locali, e la utilizzeremo per essere sempre più autonomi nella gestione - dichiara Muraro -. Quello che chiediamo però è il rispetto delle promesse elettorali con cui il governatore Galan si impegnava a non riversare rifiuti campani in Veneto e soprattutto a Treviso". Secondo il presidente, il suo ente ha tutte le competenze in fatto di rifiuti: "Contrariamente a quanto afferma Galan, la Provincia, secondo il d.lgs. 152/06 e la legge regionale 3/00, ha poteri nella gestione dei rifiuti urbani e nell'approvazione dei progetti di impianti di trattamento, con l'eccezione dei termovalorizzatori. Riguardo all'ordinanza di Berlusconi, questa prevede la possibilità di aumentare la capacità degli impianti di compostaggio 'fatto salvo il contrario avviso delle Regioni interessate': Galan quindi ha il potere di opporsi all'arrivo di rifiuti al contrario di quanto afferma. La Provincia però è l'ente competente ad effettuare le valutazioni tecniche e queste a Treviso hanno dato esito negativo proprio in virtù del fatto che l'impianto è vecchio e in fase di ampliamento; quindi non è tecnicamente idoneo a ricevere rifiuti di qualità certamente inferiore rispetto a quanto avviene nel nostro territorio. Questo a Galan può non andare bene ma rientra pienamente nei poteri della Provincia che anche stavolta abbiamo esercitato".Di tutt'altro avviso è la struttura retta da Guido Bertolaso: "Il presidente del Veneto Galan ha perfettamente ragione quando afferma che la Provincia, in questo caso quella di Treviso, non ha competenze specifiche né tantomeno è deputata a decidere in merito alla possibilità che parte dell'umido prodotto in Campania possa essere conferito presso impianti del trevigiano - sottolinea una nota diffusa dal sottosegretariato -. Ferme restando le valutazioni tecniche sulla capacità dei diversi siti di compostaggio a poter garantire il trattamento di parte di quanto prodotto in Campania, è utile sottolineare che esiste, in proposito, una recente ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri che prevede la possibilità che la frazione umida derivata dalla raccolta differenziata proveniente dalla Campania possa essere trattata in tutti gli impianti di compostaggio del Paese". Insomma, tocca a Roma decidere. "Quello dei rifiuti in Campania, in fase di soluzione - rincara il comunicato - è un problema che deve trovare l'appoggio di tutte le amministrazioni dello Stato che sono chiamate a contribuire in modo altrettanto concreto e responsabile, evitando qualsiasi tipo di strumentalizzazione per fini esclusivamente locali".Serena MasettoMattia Zanardo.

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Mezzasalma scrive ai ministri: <Servono quattro militari> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 19-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

FONTANIVA Mezzasalma scrive ai ministri: "Servono quattro militari" Fontaniva(M.C.) "Ho chiesto ai ministri Maroni e La Russa di inviare a Fontaniva quattro militari da impiegare come agenti della polizia locale completando l'organico stabilito dalla legge regionale, visto che il patto di stabilità ci impedisce, nonostante le risorse a nostra disposizione, di assumere altri agenti. La legge ne prevede uno ogni mille abitanti. A Fontaniva ce ne sono quattro, dei quali uno part- time, a fronte di ottomila abitanti. Ne mancano altri quattro, non li posso assumere e per questo chiedo di utilizzare dei militari". Non è una provocazione quella del sindaco di Fontaniva Marcello Mezzasalma. La richiesta ufficiale è stata firmata e inviata ieri mattina. Certo accanto ai postumi dell'aggressione subita direttamente dal sindaco, sono passate appena 24 ore dalla spaccata ad una edicola-tabaccheria, la seconda in dieci giorni. E così il sindaco chiede l'intervento dell'esercito."I militari pattugliano di giorno mentre di notte ci sarebbero gli agenti della polizia locale - aggiunge Mezzasalma - Qui c'è una vera e propria emergenza criminalità. I carabinieri fanno più del loro dovere, ma è una lotta impari. Non è possibile che persone oneste debbano continuare a subire. Se poi ci si ribella e ci si difende si passano anche guai seri mentre chi delinque non ha assolutamente nulla da perdere. Non occorrono solo leggi più severe, ma anche un impegno della magistratura cominciando a non eseguire facili scarcerazioni ed a seguire le indicazioni delle autorità territoriali. Più volte - continua - è stato chiesto di togliere gli investimenti per la sicurezza dai limiti del patto di stabilità. Non lo hanno fatto nè i governi di centro destra nè di centro sinistra. La situazione è ormai insostenibile. Inutile dare poteri ai sindaci se poi non ci sono le possibilità di attuarli e c'è una burocrazia estenuante".Per questo ultimo caso il sindaco si riferisce ad una negata duplice richiesta di allontanamento con foglio di via obbligatorio per due persone presenti a Fontaniva. "Negata perchè una circolare della Questura di Padova sulla base di interpretazioni giurisprudenziali, indica che non si può chiedere l'allontanamento di persone che abbiano dimora o domicilio nel comune. Anche se sono pluripregiudicati. Una cosa assurda - commenta il sindaco - Per questo ho scritto al questore chiedendogli un incontro a breve per valutare questo nello specifico".

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Treviso La Provincia di Treviso non molla, ma il rifiuto (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 19-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

TrevisoLa Provincia di Treviso non molla, ma il rifiuto di accogliere parte delle immondizione della Campania suscita la reazione del sottosegretario Guido Bertolaso. "Non è strumentalizzando emergenze che interessano l'intero sistema Paese che si possono alimentare polemiche di natura locale così come sta accadendo in Veneto nella vicenda del trattamento della frazione umida prodotta dalla Campania". Così il sottosegretariato all'emergenza rifiuti è intervenuta sullo stop ai carichi di rifiuti umidi dalla Campania chiesto dalla Provincia di Treviso. Con un chiarimento che di fatto dà ragione a quanto affermato al Gazzettino dal governatore Giancarlo Galan."Il presidente della Regione Veneto Galan - si legge in una nota del sottosegretariato - ha perfettamente ragione quando afferma che la Provincia, in questo caso quella di Treviso, non ha competenze specifiche né tantomeno è deputata a decidere in merito alla possibilità che parte dell'umido prodotto in Campania possa essere conferito presso impianti del trevigiano. Ferme restando le valutazioni tecniche sulla capacità dei diversi siti di compostaggio a poter garantire il trattamento di parte di quanto prodotto in Campania, è utile sottolineare che esiste, in proposito, una recente ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri che prevede la possibilità che la frazione umida derivata dalla raccolta differenziata proveniente dalla Campania possa essere trattata in tutti gli impianti di compostaggio del Paese. L'ordinanza - prosegue la nota - rappresenta una risposta concreta e testimonia l'impegno personale del Presidente del Consiglio per la risoluzione del problema dei rifiuti della Campania. Chi dice di no a Bertolaso, lo fa nei confronti di ben più importanti autorità. Quello dei rifiuti in Campania, in fase di soluzione, è un problema che deve trovare l'appoggio di tutte le amministrazioni dello Stato che sono chiamate a contribuire in modo altrettanto concreto e responsabile, evitando qualsiasi tipo di strumentalizzazione per fini esclusivamente locali. Al presidente Galan va il ringraziamento per aver voluto correttamente riaffermare quanto previsto dalla Legge e nel aver voluto porre in essere fatti concreti, i soli davvero utili alla soluzione della situazione dei rifiuti in Campania".La Provincia di Treviso, però, non arretra. Nessuno può negare l'utilità dell'ordinanza di Berlusconi, replica il presidente Leonardo Muraro, ma questa va usata per le esigenze interne al territorio e non per accogliere le immondizie di Napoli. Le dichiarazioni di Galan al Gazzettino non sono piaciute a Muraro, che rivendica i poteri del suo Ente nell'ambito della pianificazione della gestione dei rifiuti: "Sembra che, improvvisamente, tutti siano diventati esperti di rifiuti e il governatore Galan cerca di dare lezioni anche a chi, come la nostra Provincia, si è sempre dimostrata virtuosa nella raccolta differenziata - dice Muraro - Ma il mio "no" alla richiesta di Bertolaso è dettato prima di tutto da valutazioni tecniche: l'impianto dove erano indirizzati i rifiuti di Napoli è obsoleto e in fase di ampliamento, e sopporta solo il 35\% dei rifiuti prodotti nel Trevigiano. Abbiamo apprezzato l'ordinanza di Berlusconi che consente di superare burocrazia e lungaggini amministrative per impianti la cui massima potenzialità non sia già saturata dalle esigenze locali, e la utilizzeremo per essere sempre più autonomi nella gestione. Ma dei nostri rifiuti".Muraro chiede quindi a Galan il rispetto delle promesse elettorali fatte solo pochi mesi fa: "Per quanto concerne la polemica politica del governatore, ci tengo a spiegare che non si tratta di spiegare "da che parte stare", ma soltanto del rispetto delle promesse fatte in campagna elettorale".R.N.

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Ospedale, polemiche e denunce (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 19-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Diverbio fra infermiere e direttore sanitario. Il genitore di un paziente querela per ritardi Dall'assessorato regionale al Territorio e Ambiente è arrivato anche il via per la realizzazione dei lavori a mare per il golf resort di sir Rocco Forte. Opere di messa in sicurezza del costone, della Torre del Verdura, e contro che mette a rischio la stabilità della stessa torre. Le opere per un importo di 2,9 milioni di euro fanno parte dell'Accordo Quadro di Programma e sono in carico a Sviluppo Italia. Il disco verde è arrivato con notevole ritardo, ma in Sicilia ormai è noto come la burocrazia viaggi a velocità inversa rispetto a quella richiesta dagli imprenditori. A guisa di stillicidio, come una flebo che rilascia lentamente il medicinale, man mano e a passo di lumaca, è arrivata anche la tanto attesa autorizzazione a eseguire le opere a mare. Eppure, sembra il paradosso tra i paradossi e lo si comprende di più se si considera che sono due enti pubblici a interloquire: la Regione e Sviluppo Italia. Quest'ultima è l'Agenzia del ministero delle Attività produttive che dovrebbe attirare i capitali degli imprenditori stranieri e aprendo loro una corsia preferenziale nella lunga e spesso interminabile filiera delle pratiche burocratiche. Eppure, Sviluppo Italia ha impiegato quasi tre anni per farsi rilasciare un'autorizzazione da un ente pubblico. Ciò di fatto scoraggia, anche per il brand internazionale del gruppo di sir Rocco Forte, tanti altri imprenditori che vedono nella Sicilia l'opportunità di investire. Ma le incertezze e i tempi biblici di rilascio delle autorizzazioni scoraggia anche i più ottimisti. Filippo Cardinale.

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Piazza San Michele, lo spazio muore tra rifiuti e degrado (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 19-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cronaca di Cagliari Pagina 1013 l'emergenza Serve un intervento Piazza San Michele, lo spazio muore tra rifiuti e degrado L'emergenza. Serve un intervento --> C'è una piazza da ristrutturare, ripulire e riorganizzare. Piazza San Michele nel caos. Traffico, rifiuti e disorganizzazione paralizzano lo spazio più frequentato del quartiere di San Michele, l'unica piazza vera. Non ci sono norme, non esistono provvedimenti comunali per fermare il degrado (i cassonetti sono stati sistemati al centro della piazza), l'avanzare dei venditori abusivi e dei danni causati dalle radici degli alberi: soprattutto non esiste un programma serio di ristrutturazione dell'area. Solo tante idee, sia chiaro: gli stessi consiglieri della circoscrizione di Sant'Avendrace da tempo portano avanti progetti, ma non vengono minimamente considerati da una burocrazia lenta. Nel frattempo, l'anarchia regna nella piazza. I circa 40 ambulanti che quasi ogni giorno si impadroniscono del quadrato di cemento continuano a non poter usufruire di una regolamentazione precisa. I residenti, pur tra mille difficoltà, hanno accettato i venditori: i box fanno comodo e le donne di San Michele si recano sempre più spesso a fare la spesa tra i banchi della frutta e della verdura. Ma la piazza resta l'unico punto di incontro e, pur seguita dal servizio offerto dall'Igiene del Suolo che si preoccupa ogni volta di ripulire, resta sporca. La stessa parrocchia ha portato avanti più di un'istanza per il recupero dello spazio. Parole inascoltate, perché anche i lavori della rampa che conduce alla chiesa non sono mai stati terminati. C'è di più: dietro quel muro malamente costruito per agevolare i disabili, sono soliti recarsi sbandati e tossici e lo stesso spazio è diventato un immondezzaio. Da luogo di aggregazione a spazio sporco, area degradata ma pur sempre occupata da panchine utili e con alberi che regalano sollievo e ombra. La fontana è stata ripristinata, pur tra rifiuti e mattonelle dissestate, piazza San Michele è il luogo più amato e frequentato. Ma le cadute degli anziani tra radici e mattonelle sono all'ordine del giorno, così come le aggressioni. "I progetti non vanno avanti", spiega il presidente della commissione Servizi tecnologici Edoardo Tocco, che a più riprese aveva provato a portare avanti le istanze del quartiere da presidente della circoscrizione, "mancano i soldi ma adesso si è andati oltre. La piazza è vecchia e da rifare. In attesa di un progetto dei Lavori pubblici serio, il prossimo passo sarà quello di spostare gli ambulanti in un'area vicina. Del resto, quando la piazza dovrà essere rifatta sarà necessario un trasloco". L'idea è quella di mandare gli ambulanti in via Abruzzi, da quel momento le scuse non potrebbero essere più accettate, soprattutto dagli anziani e dai bambini che adorano quello spazio. "Quello sarà il momento utile per eseguire i lavori", conclude Tocco, "quella piazza verrà ripulita e rimessa a nuovo". ( fe.fo. ).

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Sicuramente un discorso poco accessibile!!! (sezione: Burocrazia)

( da "Blogosfere" del 19-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Giu 08 5 Sicuramente un discorso poco accessibile!!! Pubblicato da Demetrio Vacca alle 14:20 in Arena La rivoluzione del web è una meraviglia però rischia di escludere fasce della popolazione anche grandi da servizi oramai essenziali per accedere ai quali serve almeno una vista decente!!! Chi è cieco o altresì ipovedente ha grandi difficoltà nell'uso del pc e nell'accesso ad informazioni essenziali non solo veicolate via posta elettronica o siti web ma anche attraverso canali classici come lettere e estratti cartacei. La problematica non è solamente legata all'accessibilità ma anche alla privacy di tali informazioni giacchè un ipovedente non può essere costretto a farsi leggere le sue bollette, stipendi ed estratti conto bancari. Di fatto il problema è decisamente sottovalutato ma comincia a diventare importante e coinvolge sia gli aspetti di accesso alle informazioni per chi ha problemi di vista sia chi la securizzazione di informazioni sempre più rilevanti che passano via web e carta e che se intercettate possono essere usate in maniera fraudolenta. In questo senso l'autenticazione dei documenti stampati e l'accessibilità sono temi che si sovrappongono e possono avere una soluzione comune. Un primo punto di attenzione è che nei vari Paesi europei esistono normativa che regolano il riconoscimento d'autenticità dei documenti elettronici. In Italia è vigente il Codice dell'amministrazione digitale del 7/03/2005 che prevede la firma digitale come soluzione tecnica per garantire ai documenti elettronici i valori di integrità, non modificabilità e non ripudio. Purtroppo la firma digitale non è apponibile ad un documento elettronico soggetto alla stampa che di fatto trasforma un dato integro ed autentico e securizzato in un'informazione accessibile a chiunque senza alcun controllo restrittivo. In questa ottica l'ipovedente che stampa il documento elettronico è il soggetto maggiormente esposto a questa criticità. Nello stesso tempo l'utilizzo dei documenti elettronici e della firma digitale limita la validità delle informazioni in essi evidenziati qualora siano stampati. Pertanto è necessario avere una condizione di validità e securizzazione del documento elettronico stampato che garantisca: una rappresentazione alternativa e non alterabile del contenuto del documento;la certificazione della fonte che ha emesso il documento. Il discorso sulla securizzazione ed accessibilità dei documenti elettronici è poco pubblicizzato e quindi se ne parla poco eppure rappresenta un problema concreto e reale che può rappresentare l'oggettivo vincolo alla piena dematerializzazione dei documenti in ambito PA e privato e per questo meriterebbe un maggior approfondimento da parte della rete.....con questo articolo gettiamo un sasso nell'acqua! Gli impatti che deriverebbero dalla mancata soluzione a questa problematica rischia di avere impatti rilevanti in termini economici, perchè carta, bolli, timbri e burocrazia sono un costo insostenibile per un economia sempre più orientata ai servizi e globalizzata. ....to be continued!.

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E' invalido e obeso "Vi prego, aiutatemi" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 19-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

SOLDANO UN LAVORO PER PAGARE LE MEDICINE E' invalido e obeso "Vi prego, aiutatemi" Una vita di difficoltà, con gli aiuti che non bastano mai e una parola gentile che, dalla famiglia e dagli amici, non sempre arriva. Diego Amalberti racconta la sua storia: "Sono un ragazzo invalido. Vivo da solo a Soldano e dallo scorso 13 aprile sono disoccupato. Ho ancora qualche risparmio, ma ho bisogno di trovare un lavoro. I Servizi sociali mi aiutano con il pagamento di alcune bollette, ma non riesco ad andare avanti in questo modo". Diego Amalberti, 33 anni, è obeso, ha diversi problemi di salute e, ultimamente, è alle prese con la burocrazia: "Sono andato a farmi visitare da uno specialista in reumatologia dell'ospedale di Savona. Questo mi ha indicato una medicina, ma poi avevo bisogno della prescrizione del mio medico curante, per poter ottenere il farmaco. Il mio dottore, però, mancando una formalità burocratica nel suggerimento dello specialista, non mi scrive la ricetta. Ora mi chiedo: cosa posso fare? Tra l'altro si tratta di un farmaco costoso che senza ricetta non potrei permettermi". Conclude: "Cerco un aiuto, qualcuno che mi dia un lavoro. Sono disponibile a spostarmi e a svolgere qualsiasi occupazione mi permetta la mia invalidità".\.

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Castiglione: era senza autorizzazione Prelevata la scimmia che aveva in casa (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 20-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

CASTIGLIONE. Ha tenuto per una quindicina d'anni, nella sua casa di Castiglione delle Stiviere una scimmia definita Gibbone dalle mani bianche, custodita in una apposita gabbia, ma non poteva. La donna era sprovvista dell'apposita autorizzazione prefettizia. Ieri ha quindi dovuto separarsi dall'animale, col quale nel tempo l'aveva curato e cresciuato instaurando un rapporto di amicizia. A prelevarlo sono stati gli uomini di un'apposita sezione del Corpo Forestale di Roma, probabilmente a seguito di una soffiata, proprio perchè la proprietaria era sprovvista di quell'autorizzazione che rappresentava l'elemento essenziale per poter proseguire il rapporto con quell'animale che - secondo il suo racconto - aveva trovato quand'era ancora cucciolo, abbandonato sulla strada a Desenzano del Garda e che con pazienda e cura - come detto - aveva allevato fino a farlo diventare adulto. Lo stop, insomma, glielo ha imposto la burocrazia. Ieri - come sottolineato - ha dovuto forzatamente separarsi da lui per l'intervento del Corpo forestale. Anche perchè si tratta di una specie protetta. Gli uomini della Forestale capitolina trasferiranno il Gibbone in una apposita struttura protetta in Piemonte, probabilmente a Novara.

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La caccia alle marmotte (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 20-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

La caccia alle marmotte mi fa rabbrividire Con la presente voglio esprimere il mio più fermo dissenso alla decisione di aprire con il 1° settembre la caccia alla marmotta, consentendo l'abbattimento di più di duemila animali. Negli ultimi tempi la vostra Regione si sta facendo notare per la totale mancanza di sensibilità e rispetto verso gli animali; per questo motivo cancellerò l'Alto Adige dalle mie mete turistiche. Faccio presente che la marmotta è in Italia specie protetta dal 1992 e che le ragioni addotte per l'abbattimento, cioè che "le marmotte stanno minando i verdi prati degli alpeggi destinati al pascolo e le tane rischiano di rompere l'equilibrio della flora", non sembrano sostenibili. Sembra sempre più evidente che le scelte riguardo il destino degli animali, siano motivate dal desiderio di soddisfare le esigenze dei cacciatori. La cosa che nel 2008 ancora cisiano persone del genere mi fa letteralmente rabbrividire. Alessandra Anzelini TRENTO Turismo da rifare: ma Dalpez dov'era? Turismo da rifare: Dalpez dove è stato in questi anni? Leggo sul Trentino di domenica 17 agosto, che il Presidente Adriano Dalpez afferma che "il modello turistico trentino sarebbe da rifare". Scorrendo l'intervista del bravo Franco de Battaglia mi è venuta la pelle d'oca nel leggere certe risposte date dal Presidente della Camera di Commercio. E mi domando: dove è stato Adriano Dalpez in questi anni? Chi ha voluto una Trentino SpA di questo tipo? Chi ha assunto un management super pagato (4 direttori oltre 500.000 euro anno) a tempo indeterminato? Solo la politica? Non è la Camera di Commercio da lei presieduta, socia al 40% nella società di marketing territoriale Trentino SpA? Capisco che lo sport provinciale di questa estate acquosa è il pontificare sul modello turistico trentino che vorremmo, ma a tutto c'è un limite. Anzichè fare lo scarica barile prendendosela con la politica (che peraltro avrà le sue colpe), si adoperi affinché chi fa accoglienza (albergatori, ristoratori, negozianti ecc..), migliorino il proprio posizionamento sul mercato, affinino il loro modo di fare ospitalità, investano direttamente nella promozione delle proprie aziende, ottimizzino il loro modo di fare fidelizzazione... Prima di arringare sul modello turistico migliore, il Presidente della Camera di Commercio dovrebbe chiedersi che cosa ha fatto di concreto, per diffondere la cultura del turismo e dell'ospitalità nella popolazione trentina? E se la risposta è quella severa che lei ha detto nell'intervista e cioè che sarebbe tutto da rifare, bene, allora prenda un'altrettanta severa decisione dimettendosi, lasciando ad altri il compito di rifare un modello turistico migliore. A. Endrizzi TRENTO Ravina, quel brut mur tra Davide e Golia Se 'l podeva'ndovinar, che 'l mur de Ravina l'era zà predestinà a cresser e prosperar. E passando da quei posti, vegnirà spontaneo dir: "Trentin, tera de laghi, de pomi, de vin e... de mostri." Massa afari e presunzion i scancella la poesia, i soldi l'è 'n colosso che vinze ogni rason.. Ma chi pol creder pù, a Davide e Golia? Cesarina Zaffuto TRENTO Il Patt viene apprezzato per l'accordo con Dellai In qualità di Presidente della sezione Patt di Trento ho ricevuto in questi giorni numerosi messaggi di tanti autonomisti che mi hanno manifestato il loro apprezzamento e orgoglio per l'accordo tecnico programmatico per le elezioni 2008 che il mio partito ha fatto sottoscrivere al Presidente Dellai. Tutti hanno messo in evidenza che con questo accordo il Patt si è reso protagonista attraverso proposte concrete per il futuro governo del Trentino e che il compito di un vero partito autonomista non è quello di rincorrere la politica nazionale, ma di fare gli interessi dei Trentini. Nel ringraziare quanti hanno voluto esprimere il loro consenso, voglio anche spronare tutti quanti a superare eventuali dubbi e ad essere tutti uniti per il bene del partito e della nostra autonomia. So bene che per un partito non ideologico come il nostro le decisioni non sono facili, ma sono convinto che siamo sulla buona strada e dico a tutti che ora non è più il tempo delle parole o dei tentennamenti ma dobbiamo solo fare una cosa: lavorare sodo! Viva le stelle alpine! Paolo Genetin pres. Patt sezione di Trento TRENTO Il mercato dei piccoli sarà la vera risorsa I pochi grandi imprenditori nazionali sono in grado di concorrere in un mercato sempre più globale? Probabilmente no, perché la loro storia economica è legata all'aiuto pubblico, alla limitazione della concorrenza con strumenti sleali, tra cui l'uso di una burocrazia pesante, che soffoca le piccole iniziative imprenditoriali, talvolta ne impedisce addirittura la nascita. Lo spirito imprenditoriale degli italiani è forte, ma gli ostacoli sono veramente immensi: nel Sud del Paese le mafie creano il deserto di industrie e di attività artigianali. Nel Nord pare sempre più complesso aprire un'attività, di qualsiasi genere, o meglio risulta difficile lavorare onestamente, mentre chi evade e sfrutta la manodopera in nero, inquina guadagna molto bene. Ora questo sistema è entrato in crisi, quindi bisogna cambiare, favorendo il libero mercato dei piccoli, che vogliono crescere e favorire l'arrivo di nuovi capitali, che modifichino la casta imprenditoriale e del mondo della finanza nazionale, con nuovi metodi, dinamici. Bisogna snellire e tagliare, incoraggiare chi vuole agire e produrre. Arduino Rossi L'omogenizzazione dei media e il Fatto I nostri quotidiani sono composti di una infinità di fatti, notizie e parole che spesso durano lo spazio di un mattino. Lo stesso si può dire per tutti i media! E ormai quasi nessuno riesce a rinunciare a questo "bombardamento" quotidiano. Tutti sentiamo che è importante essere informati, anche se poi molti si rattristano per le tante brutte notizie. Ma c'è un Fatto, una Notizia, una Parola che è riuscita a superare i secoli e che, per chi la vuole conoscere, conseRva sempre la sua freschezza, provocatorietà e utilità, anche se - chissà perché? - viene continuamente emarginata. Proprio per questo motivo ho pensato di fare ai lettori una proposta un po' pazzerella. Questa proposta naturalmente è valida sia per i credenti che per i non credenti. Visto che ci teniamo tanto alla completezza dell'informazione, e direi anche della formazione, perché non affiancare, per un periodo di almeno un mese, la lettura del quotidiano e l'ascolto dei notiziari con il racconto di quell'Avvenimento? "In che modo", qualcuno dirà? Ascoltando - possibilmente con la stessa attenzione con cui si ascoltano o si leggono le brutte notizie - le letture e l'omelia che ogni giorno ci offre la liturgia. Lo si può fare sia partecipando alla Messa, come ascoltandole, per esempio, su Radio Maria. Sono certo che molti avrebbero delle notevoli sorprese, e una capacità diversa e più ricca di speranza nel leggere gli avvenimenti e la storia. Provare per credere! Magari qualcuno potrebbe finire col prenderci gusto! Claudio Forti TRENTO Spero che Pacher fermi anche gli imbrattatori Nuovi poteri ai sindaci con il decreto Maroni in materia di sicurezza: il nostro primo cittadino Pacher potrà contrastare, la pesante situazione di degrado urbano di Trento, come lo spaccio di stupefacenti, la prostituzione stradale, le situazioni di danneggiamenti al patrimonio pubblico e privato, l'incuria, il degrado causato da "graffitari", l'occupazione abusiva d'immobili, etc. Spero che il Sindaco Pacher riesca in tale ambito, anche a fermare l'azione degli imbrattatori vari di muri e ogni altra struttura esposta al pubblico, che a Trento sono in continua ed incontrollata vandalica attività.Mi aspetto un deciso intervento, come stanno facendo tanti sindaci d'altre città: a Milano, Roma, Bologna, Trezzano sul Naviglio, ecc, con l'operatività dei vigili urbani e senza i militari snobbati dal nostro sindaco. Mario Basile TRENTO *** Tutte le lettere, anche quelle spedite attraverso la posta elettronica, devono contenere le generalità esatte di chi scrive.

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QUANTE TASSE COL FEDERALISMO (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 20-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

SEGUE DALLA PRIMA Magari invece propenso a un federalismo inteso come business per controllare - moltiplicando le burocrazie per livelli territoriali di governo - più ricchezza nazionale; lasciando, viceversa, ai cittadini una costosa "illusione finanziaria", come già suggerisce la vexata questio dell'abolizione delle Province. Cui aggiungere che il federalismo può radicalizzare i conflitti interregionali per la distribuzione territoriale del denaro pubblico. Sia in ambito dei rapporti fra Nord e Sud, che tra Regioni a statuto speciale e Regioni ordinarie. Quanto al primo aspetto, è noto che il federalismo rappresenta (in primis via Lega) il rifiuto del Nord a trasferire risorse ai governi locali del Centro e del Sud. Cui aggiungere il paradosso che per governare sia destra che sinistra necessitano dei voti e dei deputati (oltre a quelli rispettivamente del Lombardo-Veneto e delle Regioni rosse) del Mezzogiorno: ossia proprio di quella classe politica che i federalisti più puri vorrebbero a "dieta finanziaria". Un bel puzzle, per Calderoli; e per tutti. L'altro punto difficile dello "spaghetti federalismo" riguardo il futuro stesso delle Regioni a statuto speciale. In parte economicamente, visto che, calando i trasferimenti dello Stato, se vorranno mantenere la parità per i servizi erogati dovranno aprire un fronte fiscale interno. Ma, col federalismo, in dubbio rischia di essere la loro stessa esistenza. D'altronde, le Regioni a statuto speciale possono solo essere un caso particolare (per ragioni storiche) entro uno Stato accentrato; o, al massimo, regionalistico. Mentre è fuori da ogni logica politico-costituzionale presupporre un sistema federale che preveda diritti (specie in materia di finanza pubblica) a geometria variabile tra le sue componenti. Tant'è che è a partire dalla riforma del Titolo V della Costituzione del 2001 (pre-federale) che si discute dell'esistenza delle stesse Regioni a statuto speciale. Un bel problema per la riuscita dell'esperimento federale. Che, proprio per questo (il sospetto è legittimo), difficilmente consentirà una riduzione dell'onere fiscale: perché lo Stato centrale, come tradizione, medierà le "tensioni da federalismo" via casse pubbliche. Anche a costo di fare del federalismo stesso una caricatura. Oltre a questi, vi sono altri buoni argomenti per dubitare degli effetti lenitivi sui tributi del federalismo fiscale. In primis il fatto che con la riforma tra i soggetti con potere impositivo avremo, oltre al governo nazionale, altre 20 Regioni (dunque da 1 a 21): tanto basta per una probabile "nera pioggia" di tasse. E a dare un brivido al contribuente. Il cui umore peggiora ulteriormente se rammenta che la finanza pubblica italiana ha preso a deragliare proprio a partire dalla riforma regionale degli anni '70 del '900. Un pessimo antecedente. In definitiva, per l'Italia il federalismo potrebbe essere la tempesta perfetta. E una bella sfida pure per la Lega che, di fronte alle ottime ragioni del Lombardo-Veneto sul fisco, dovrà, nel doverosamente rappresentarle, scegliere definitivamente fra nazionalismo e sovversione secessionista. Peraltro restano, in materia, le perplessità così ben riassunte dal quotidiano "Il Riformista": "Quante nuove tasse ci costerà il federalismo?". Francesco Morosini.

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Pendolari, il Tesserone batte Treno Milano per sette euro (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 20-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 20/08/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:LA CITTA' ABBONAMENTI A CONFRONTO Pendolari, il "Tesserone" batte "Treno Milano" per sette euro Un gruppo di pendolari bresciani diretti a Milano Settembre si avvicina e per i pendolari bresciani che lavorano o studiano all'ombra della "Madunina" è tempo di pensare a quale abbonamento acquistare per raggiungere il capoluogo lombardo. Lo scorso anno non sono stati pochi a optare per il tanto pubblicizzato "Treno Milano", il mensile che integra le tariffe di Trenitalia e dell'Atm, l'azienda di trasporti milanese che gestisce i mezzi urbani (metropolitana, tram e bus). Non si tratta però della forma di abbonamento più conveniente. Questa forma di abbonamento, per chi parte ad esempio da Brescia città, costa infatti 90,50 euro al mese: è quindi vantaggiosa rispetto alla somma dei due abbonamenti di ben 12 euro, ma ben più cara della Carta regionale di trasporto, meglio conosciuta come "tesserone". Si tratta in sostanza di un titolo di viaggio che permette ai cittadini di tutta la Lombardia di viaggiare sui mezzi di trasporto pubblico che applicano le tariffe regionali. Con il "tesserone" in tasca si può quindi viaggiare su autobus, tram, metropolitana, funivie di trasporto locale, battelli sul lago d'Iseo, treni regionali, interregionali, intercity, intercityplus ed eurocity (in seconda classe). Chi è diretto a Milano può quindi sfruttarlo anche per raggiungere la stazione cittadina con i mezzi di Brescia Trasporti, senza doversi dotare di ulteriori abbonamenti. Non è invece utilizzabile sul Malpensa Express, sugli autobus che effettuano collegamenti aeroportuali, sulle funivie turistiche e sciistiche. La tariffa intera della Carta costa 250 euro al trimestre e 999 euro all'anno. Quindi, in buona sostanza, circa 83 euro al mese: 7,50 euro in meno rispetto al "Treno Milano", che offre oltretutto minori opportunità. Esistono poi anche delle tariffe particolari: quella ridotta riservata a pensionate over 60 e pensionati over 65 (costa 199 euro al trimestre e 699 all'anno); quella agevolata, che tiene conto dell'indicatore della situazione economica Isee e delle percentuali di invalidità (20 euro al trimestre, 80 all'anno); quella gratuita, riservata a determinate categorie. I moduli per richiedere il "tesserone" sono in distribuzione in alcuni uffici postali (non tutti purtroppo ne sono forniti) e gli sportelli di Spazio Regione (a Brescia si trova in via Dalmazia 92-94/C ed è aperto da lunedì a giovedì dalle 9.30 alle 12,30 e dalle 14,30 alle 16,30). Gli stessi moduli per la presentazione della domanda si possono anche scaricare dal sito Internet della Direzione generale infrastrutture e mobilità (www.trasporti.regione.lombardia.it), dove sono presenti anche altre importanti indicazioni. La burocrazia per ottenere il tesserone può essere un po' lunga (anche 30 o 40 giorni) ed è quindi opportuno che gli interessati si muovano per tempo. La Carta regionale di trasporto, lo ricordiamo, deve sempre essere accompagnata da un documento di riconoscimento valido. tedo.

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<No alla grappa in casa> (sezione: Burocrazia)

( da "Adige, L'" del 20-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

La proposta Le perplessità dell'Istituto di tutela sul disegno di legge di Divina "No alla grappa in casa" Suscita perplessità in Trentino il disegno di legge dei senatori Montani e Divina che permetterebbe la produzione domestica di grappa. "Ci appare poco opportuno dedicare un'attenzione specifica a questa prassi in un momento in cui sarebbe meglio ragionare sul futuro delle distillerie - ha affermato Beppe Bertagnolli, presidente dell'Istituto tutela grappa del Trentino - Abbiamo da poco ottenuto un alleggerimento della burocrazia derivante dalla nuove norme e ora ci troviamo di fronte a questa sorpresa dal sapore ferragostano. Distillare grappa è un processo tecnicamente delicato che non può essere improvvisato. Il settore lavora da anni alla ricerca di una qualità migliore del prodotto anche attraverso investimenti in ricerca cospicui". Bertagnolli sostiene di non aver capito i motivi politici di tale proposta. "Speriamo vivamente - ha concluso in una nota - che verrà ritirata, per il buon nome del nostro distillato nazionale che proprio grazie all'azione dell'Italia in sede comunitaria ha da poco ottenuto il riconoscimento della denominazione geografica, un suggello da non sprecare con produzioni dozzinali". La risposta a tali perplessità non è tardata ad arrivare. "Il senatore Sergio Divina, apprese le preoccupazioni dell'Istituto tutela grappa del Trentino, desidera sgombrare il campo da qualsiasi preoccupazione da parte dei distillatori professionali" si legge in un comunicato. "Nella nostra proposta di legge si specifica chiaramente come il quantitativo di grappa ammissibile dalla distillazione domestica sia limitato solo a 30 litri all'anno - dice Divina -. Tale quantitativo è estremamente ridotto e circoscritto solo all'ambito agricolo ed agrituristico, ovvero a chi produce vino e che desidera trasformare piccoli quantitativi di vinacce in proprio per l'autoconsumo che altrimenti andrebbero sprecate". Per Divina "il disegno di legge si limita a fotografare la situazione esistente, dove nell'arco alpino esiste un ampio ricorso alla distillazione domestica, oggi abusiva, da parte del mondo agricolo rurale, legalizzando e liberalizzando per ridottissimi quantitativi una pratica tradizionale, peraltro libera e legale al di là delle Alpi". Non ci saranno preoccupazioni nemmeno per la qualità della produzione domestica, che i vertici dell'Istituto tutela grappa del Trentino reputa dozzinale: "Nella proposta di legge, che ha già registrato il favore del mondo agricolo e di vasta parte del mondo politico, ad iniziare dalla Svp, è previsto il rispetto di determinati requisiti igienici e tecnici per potere effettuare la distillazione, pena sanzioni". 20/08/2008.

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Dissestate le strade del centro (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 20-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Gorizia Dissestate le strade del centro E la Lista civica chiede a Romoli: dove sono finiti i sampietrini? PROTESTE Fioccano le proteste per le pessime condizioni del manto stradale e dei marciapiedi in alcune laterali del corso e, in particolare, nelle vie Rossini, Bellini e Mattioli. A segnalare le condizioni disastrose di questi tratti sono sia i residenti sia i tanti automobilisti, ciclisti e pedoni che quotidianamente transitano su queste strade (nelle vicinanze ci sono scuole e un ufficio postale, oltre a vari negozi) e che incontrano sul loro "cammino" varie sconnessioni pericolose, con buche e radici d'albero emerse che hanno devastato anche i cordoli. E sul degrado di strade e marciapiedi intervengono anche i consiglieri comunali della lista civica Per Gorizia, Erminio Tuzzi e Maurizio Gualdi, che, in merito, hanno presentato un'interrogazione al sindaco, Ettore Romoli, interrogazione che, peraltro, contiene una curiosa richiesta di chiarimenti. Dopo aver evidenziato che "la numerosa serie di rattoppi che caratterizza molte vie e piazze della città è sotto gli occhi di tutti", i due consiglieri pongono al sindaco una serie di quesiti riguardanti i sanpietrini, ovvero i cubetti di porfido che caratterizzano ancora la pavimentazione di diverse strade del centro cittadino. "Chiediamo al sindaco dove sono andate a finire le decine di metri cubi di sanpietrini tolti dalle vie e dalle piazze - scrivono Tuzzi e Gualdi - per effettuare riparazioni alla rete di distribuzione o per effettuare nuovi allacciamenti. Essendo, peraltro, gli stessi sanpietrini proprietà del Comune e, quindi, dei cittadini goriziani, chiediamo al primo cittadino se è previsto un controllo per la rimozione e, dopo gli interventi di sistemazione, la rimessa a dimora degli stessi". Infine, i due consiglieri della lista civica domandano a Romoli "se esiste un responsabile a livello comunale o di qualche partecipata, del bene comune che ha, peraltro, anche un discreto valore, in quanto parte dell'area storica della città". Il sindaco Romoli, nel prossimo consiglio comunale, dovrà dunque spiegare che fine hanno fatto i sanpietrini tolti in questi anni dalle strade. Tornando al problema del dissesto, va rimarcato che lo stesso primo cittadino ha più volte evidenziato le condizioni disastrose di diverse vie del centro cittadino, "una situazione generalizzata che dura da anni per risolvere la quale, almeno in parte, l'attuale amministrazione ha già chiesto e ottenuto fondi dalla Regione". Solo che, come abbiamo scritto più volte, dal momento in cui si ottengono i finanziamenti alla concretizzazione dei lavori, passano spesso degli anni, a causa di quella burocrazia che rappresenta il vero cancro italiano. (p.a.).

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In città manca una cultura del mare - roberto paracchini (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 20-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

POLEMICA SULLE CROCIERE In città manca una cultura del mare Giagoni: siamo agli inizi, puntiamo a diventare uno scalo di partenza ROBERTO PARACCHINI CAGLIARI. "Condivido l'analisi", afferma l'assessore comunale Giovanni Giagoni (con delega al Turismo). Il primo sasso l'ha lanciato l'altro ieri Carlo Abis, responsabile regionale della Confesercenti: "Il turismo da crociera, così com'è oggi, lascia in città solo le briciole. Bisogna far diventare Cagliari non uno scalo di passagio, ma di partenza". In quest'ultimo periodo sia il Comune, che l'Autorità portuale hanno plaudito al fatto che la città sia stata inserita nelle mete delle navi crociera. Ma Abis ha gettato acqua sugli entusiasmi: "Si tratta di un mordi e fuggi, di un qualcosa di residuale". Anche l'assessore Giagoni concorda sull'importanza di diventare scalo di partenza per le crociere. "Nel frattempo è meglio esserci nell'itinerario di queste navi. Inoltre, prima di arrivare a diventare un porto madre, occorre fare tutto il percorso. Intanto abbiamo iniziato. E già questo è un passo avanti". Ma i risultati concreti sono minori di quel che sembra... "Ma bisogna considerare anche altri fattori: chi scende dalla nave, anche se per poche ore, inzia a conoscere Cagliari e poi, una volta rientrato nel suo Paese, diventa veicolo di conoscenza della città". Inoltre "per far diventare Cagliari uno scalo di partenza per questo tipo di navi occorrono servizi adatti, in primo luogo il terminal crociere. E questo non è ancora in grado di permettere l'attracco di mezzi così imponenti". La storia racconta di un terminal specifico, interno al porto, bello è funzionale, ma solo sul molo. Nello specchio acqueo antistante la profondità del fondale è, infatti, insufficiente e dovrà essere aumentata. La competenza è dell'Autorità portuale che ha già bandito l'appalto, che si svolgerà in due fasi: la prima per la ricerca di eventuali residui bellici rimasti inesplosi dalla seconda guerra mondiale (visto che Cagliari nel 1943 è stata bombardata) e per verificare che non vi siano reperti archeologici; la seconda per il lavoro vero e proprio di dragaggio, funzionale all'aumento della profondità. Ma perchè non ci si è pensato prima, ad aumentare i fondali? Oggi Cagliari avrebbe un terminal adeguato. Misteri (e misfatti) della burocrazia. "Ma il problema di Cagliari è soprattutto l'assenza di una cultura del mare", sottolinea Vincenzo Cincotta, responsabile dell'agenzia marittima omonima, da sempre sostenitore delle navi da crociera. "Abis fa la scoperta dell'acqua calda - spiega - certo che un porto madre, da cui far partire le navie crociere, è molto meglio del mordi e fuggi. Ma per ottenere questo bisogna creare le infrastruttrure adatte. Mi spiego: io sono quindici-vent'anni che denuncio che non esiste a Cagliari, ma nemmeno nel resto della Sardegna, un punto di rifornimento per il carburante per le navi da crociera. Ma lo stesso discorso è valido anche per il porto canale. Detto questo, però, il fatto che le crociere facciano una puntata a Cagliari è già positvo... Ma più che un porto madre, bisognerebbe far diventare la città uno scalo in cui le navi fanno il cambio dei passeggeri". Per capire che cosa significa avere una cultura del mare "basta guardare Genova - continua Cincotta - in quello scalo vi sono cantieri navali, rifornimento di carburante e tutto quello che permette a un porto di essere stanziale per le attività navali e non solo di transito. Ma senza andare lontano, si veda Carloforte dove c'è un rapporto col mare serio. Noi dobbiamo lavorare su noi stessi e non sugli altri. Prima facciamo questo e poi sarà tutto più facile". Secondo Abis un contributo allo sviluppo turistico estivo del capoluogo dell'isola potrebbe essere dato anche dal rapporto coi centri della costa, di Pula e di Villasimius, per spingere il turista che vi si reca per il mare, a fare una puntata anche in città. "Ma per fare questo occorreono adeguate informazioni sulla cultura e le attività di Cagliari. E questo lo stiamo facendo - precisa l'assessore Giagoni - ma bisogna anche promuovere eventi adeguati. Ma anche su questo ci stiamo lavorando".

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Metrò, bloccata la linea 4 impossibile finirla per l'expo - giuseppina piano (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 20-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina II - Milano Metrò, bloccata la linea 4 impossibile finirla per l'Expo Rinviato al 2010 il via ai lavori per il primo lotto Ci sono rilievi archeologici da eseguire e dubbi amministrativi Croci: ce la faremo GIUSEPPINA PIANO L'ennesimo rinvio. E a questo punto solo un miracolo potrebbe evitare alla nuova linea 4 del metrò di bucare l'appuntamento dell'Expo. Impantanato da due anni nel labirinto della burocrazia comunale, l'inizio della costruzione è stato di nuovo bloccato dall'Avvocatura di Palazzo Marino. Il 20 settembre i legali decideranno il da farsi: procedere con la gara prevista oppure cambiare iter. Se prevarrà la prima ipotesi i cantieri, e solo per il primo tratto da Lorenteggio al Policlinico, potranno comunque partire solo nel 2010 assicurano i tecnici. Il programma dice che ci vorranno, da allora, altri cinque anni per fare quella prima metà. E pazienza se nel maggio 2015 si aprirà l'Esposizione universale. Il dossier di candidatura all'Expo diceva che nel 2015 sarebbe stata pronta tutta la linea 4: quattordici chilometri e mezzo da Lorenteggio a Linate. Ma il secondo tratto non ha ancora un euro certo di finanziamento. Il primo, da Lorenteggio al Policlinico, invece i soldi li ha tutti. Ma, appunto, subisce l'ennesimo stop. Scenario impensabile, l'inaugurazione dell'Expo in una città con cantieri ancora aperti, replica l'assessore alla Mobilità Edoardo Croci. Quella per i tecnici è ormai una certezza. Per l'assessore, nei cui uffici l'opera è ferma da due anni, è invece una falsa preveggenza: "Escludo che ci sia una criticità temporale. Non è assolutamente vero che l'opera non sarà finita in tempo per l'Expo: nel 2009 apriremo i cantieri e finiremo entro fine 2013". Il ritardo? "è un problema amministrativo: le scelte politiche sono state fatte tutte, tocca agli uffici scegliere la procedura più rapida. Lo facciano in fretta". E ancora, i tempi previsti per la realizzazione sono a progetto indicati in cinque anni. Ma l'assessore Croci, che aveva promesso l'apertura dei cantieri entro il 2007, assicura: "Quelli erano tempi previsti dalla gestione Albertini. Noi i tempi li stiamo tagliando tutti, abbiamo cambiato ritmo". Eppure, se i legali daranno il via libera a una procedura che loro stessi un mese fa hanno bloccato, per fare la gara, poi il progetto esecutivo e preparare il primo cantiere si arriverà alla primavera del 2010. Con i cinque anni di lavori previsti - sulla carta - si arriva a quel maggio 2015. Con l'ulteriore complicazione che la linea 4 passerà in pieno centro storico tra Sant'Ambrogio e Policlinico. Le prime rilevazioni archeologiche stanno cominciando adesso. E nessuno sa dire quanti imprevisti arriveranno.

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Metrò, nuovo stop per la linea 4 (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 20-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina I - Milano Il primo tratto Lorenteggio-Policlinico impantanato nella burocrazia, per il secondo (fino a Linate) mancano i soldi Metrò, nuovo stop per la linea 4 Via ai lavori solo nel 2010, non sarà pronta per l'Expo Nuovo stop per la linea 4 della metropolitana. I lavori del primo lotto, da Lorenteggio al Policlinico, sono impantanati nelle sabbie mobili della burocrazia: nelle prossime settimane l'Avvocatura del Comune deciderà se procedere con la gara o cambiare iter. In ogni caso le opere potranno partire nella migliore delle ipotesi nel 2010. Ancora senza soldi, invece, il secondo tratto, dal Policlinico a Linate. Insomma, il Comune non riuscirà a centrare l'obiettivo annunciato nel dossier Expo, cioè il completamento dell'opera entro la data di inizio della manifestazione, nel maggio 2015. GIUSEPPINA PIANO A PAGINA II.

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I cantieri che non aprono mai - alessia gallione (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 20-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina III - Milano I cantieri che non aprono mai Dalle ciclabili alla Galleria, la mappa delle opere ferme Il dossier Burocrazia, progetti troppo ambiziosi, gare d'appalto deserte: risultato, il flop A metà settembre parte il progetto per l'ex Ansaldo che l'archistar David Chipperfield si aggiudicò ben otto anni fa ALESSIA GALLIONE (segue dalla prima di Milano) In realtà, assessori e uffici comunali stanno ridisegnando il tracciato e ripensando alla filosofia complessiva di tutto il piano. Rimandato al prossimo anno. Come un'altra opera che lo stesso assessore alla Mobilità Edoardo Croci definisce "strategica": il completamento delle corsie riservate della 90-91. E poi un appalto da 30 milioni di euro per adeguare le coperture di tutti gli edifici scolastici e renderli impermeabili: si farà, ma i tempi si sono allungati e i cantieri potranno partire soltanto con l'arrivo della primavera del 2009. Il rifacimento della pavimentazione della Galleria Vittorio Emanuele? "Siamo pronti", promettevano da Palazzo Marino, ma la gara di appalto è andata deserta e bisogna ricominciare a cercare chi la realizzerà. Eccole le opere annunciate per il 2008, che in quest'autunno di cantieri non potranno partire. Piste ciclabili, verde, ma anche strade come via Ripamonti. Non pervenute neanche le isole pedonali. A bloccare quella del lusso di via Montenapoleone è stata la stessa Letizia Moratti qualche mese fa. I commercianti erano contrari e lei ha subito precisato: "Non si farà niente senza consenso". Eppure l'assessore ai Lavori pubblici Bruno Simini è soddisfatto e assicura: "Non c'è nessun ritardo. Anzi, da Palazzo Reale all'ex Ansaldo non sono mai partite così tante opere come quest'anno. Quelle indicate per il 2008? Quando vengono finanziate ci vuole il tempo per la progettazione, è sempre così. Non ci sono slittamenti". Ma i grandi cantieri pronti a partire riguardano progetti che avrebbero dovuto essere inaugurati da tempo. A cominciare proprio dall'ex area Ansaldo, il più importante intervento culturale dopo la ristrutturazione della Scala (80 milioni di euro), lo definiscono in Comune. Sono passati otto anni da quando l'archistar David Chipperfield si aggiudicò il concorso. Si inizia a costruire il primo lotto a metà settembre. [IL VERDE] è un capitolo della Milano promessa per l'Expo: otto Raggi verdi, 72 chilometri di piste ciclabili e 50mila nuovi alberi da piantare lungo i tragitti che dal Duomo arriveranno fino ai confini della città. Da realizzare in sette anni. Anche se il primo a sollevare dubbi sulla possibilità di rispettare i tempi è stato lo stesso progettista, il paesaggista Andreas Kipar: "La macchina comunale non è preparata per progetti straordinari. Se si va per via ordinaria i Raggi verdi non li vedremo nel 2015". A Palazzo Marino hanno ripreso in mano l'idea per "inserirla all'interno del nuovo piano di governo del territorio della città che stiamo preparando", dice l'assessore all'Urbanistica Carlo Masseroli. Nessun intervento separato da tutto il resto, "ma un piano complessivo che colleghi realmente tutti gli spazi verdi e li renda accessibili. Stiamo vedendo anche di inserire questi collegamenti nei grandi progetti urbanistici che realizzeremo da qui al 2015". Un modo per non gravare sulle casse comunali e far costruire ai privati. Per il primo raggio si sta rivedendo il percorso in modo che non segua più i tratti più trafficati di via Melchiorre Gioia, ma da via San Marco attraversi un tratto del parco di Garibaldi Repubblica, sbuchi in piazza Carbonari e prosegua verso la Martesana. [Le strade e le corsie ] Da tempo l'anello di corsie protette per il filobus 90-91 aspetta di essere completato. Il primo lotto (6 milioni di euro) da piazzale Stuparich a piazzale Brescia era previsto tra le opere del 2007, per cui "è stata avviata la progettazione definitiva". Che secondo gli uffici, però, sarebbe più complicata del previsto. Risultato: lavori rimandati al 2009. Anche in via Ripamonti siamo in ritardo. Qui in ballo c'è l'allargamento e la ristrutturazione della strada da via Selvanesco al confine comunale: un intervento importante, da 31 milioni e 600mila euro. Il progetto è pronto, assicurano a Palazzo Marino, ma di fatto non si parte per problemi amministrativi. E proprio la burocrazia è uno degli ostacoli maggiori. "Colpa della riorganizzazione della macchina comunale voluta da Letizia Moratti - spiega il consigliere comunale del Pd Marco Cormio - e le difficoltà organizzative si ripercuotono anche sui cantieri più piccoli: dopo tante promesse, l'attraversamento sicuro di via Mecenate doveva partire il 23 giugno ma prima di Ferragosto non si è mosso niente. Anche il sottopasso Toffetti-Varsavia legato alla Paullese inizierà a settembre, ma è in ritardo di almeno due anni". [La cultura] E poi eccoli, finalmente, i grandi lavori. Tutti eredità delle passate amministrazioni, però. A metà settembre aprirà il cantiere dell'ex Ansaldo progettato da Chipperfield, che ospiterà l'arte extraeuropea. Palazzo Marino annuncia di aver ricevuto un finanziamento statale anche per il secondo lotto, legato ai 150 anni dell'Unità d'Italia: "Riguarderà la parte dedicata al museo della fotografia, tutta l'opera sarà pronta per il 2011", dice l'assessore Simini. Non solo, perché accanto al centro internazionale della fotografia ci saranno altri 5mila metri quadrati per una biblioteca dell'immagine. A ottobre inizierà anche l'ultima parte del restauro di Palazzo Reale, iniziato nel 2003: riguarda la sala delle Cariatidi. L'obiettivo è terminare i lavori entro il 2010 quando dovrebbe essere inaugurato anche il museo dell'Arengario. Un'altra opera che la città attende da anni. Come la fine della Fabbrica del Vapore: il cantiere, fermo da almeno 4 anni, ripartirà in autunno. Restauro importante per Palazzo Dugnani, trasformato in una "moderna sede espositiva per completare l'esposizione al pubblico delle raccolte dell'Ottocento della vicina Villa Reale". Doveva iniziare quest'anno, ma la progettazione deve essere terminata. Se ne riparla nel 2009, quando si dovrà trovare una sistemazione anche alla sala matrimoni. Rimandati al prossimo anno anche i lavori al Castello: eppure il primo intervento, quello di recupero dell'ex ospedale per realizzare una sala conferenze, era inserito nell'elenco del 2008.

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Solo due mesi per disegnare il futuro - tonio biosa (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 20-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Gallura Solo due mesi per disegnare il futuro Il Comune studia il piano di sviluppo, una corsa contro il tempo LA BUROCRAZIA TROPPO LENTA TONIO BIOSA TEMPIO. Quale tipo di sviluppo per Tempio? Le indicazioni dovranno esser fissate dal Piano strategico che il Comune, col sostegno della Regione e l'apporto di altre istituzioni, dell'imprenditoria, delle associazioni della società civile, è chiamato a predisporre. Purtroppo in poco più di due mesi. Il comune di Tempio infatti, insieme a La Maddalena e come cinque anni fa Olbia, è stato in questo turno prescelto dall'amministrazione regionale quale realtà socio-economica degna di particolare attenzione e quindi messo nella condizione di dotarsi di questo strumento, utilizzando per la bisogna un finanziamento di 200mila euro. La comunicazione in questo senso è però arrivata tardi, con la conseguente necessità di attuare tutte le procedure in tempi oltremodo rapidi in vista della scadenza della presentazione del Piano, fissata per la fine di ottobre. Di qui l'urgenza di tutta una serie di operazioni e procedure da attivare al più presto. Fra queste la propedeutica costituzione del Forum strategico dello sviluppo, avvenuta nel corso di una riunione svoltasi nella mattinata della vigilia di ferragosto nel salone dell'Ex Me, l'ufficio turistico comunale in piazza del mercato. Qui, presenti il sindaco Antonello Pintus e l'apparato tecnico comunale coinvolto, i rappresentanti della società di consulenza "Lattanzio e Associati" che assicura il supporto tecnico nella redazione del piano, e alcuni soggetti privati, sono stati individuati dei settori attraverso il cui sfruttamento dovrebbe passare lo sviluppo futuro di Tempio. Fermi restando le attività produttive tradizionali imperniate sul sughero e sulle molteplici attività agricole, ecco i nuovi campi da dove la città e il suo territorio possono ricavare nuovi incentivi di crescita: sono il turismo, l'ambiente e la qualità della vita, come dire dei contenitori ampi entro i quali le occasioni di nuovo sviluppo sono infinite. La riunione all'ExMe, pur con i limiti dati dal particolare momento dell'estate, è comunque valsa ad individuare, nell'ambito di questi settori, alcune sommarie linee guida e a costituire i primi gruppi di lavoro relativamente alla partecipazione dell'apparato tecnico comunale coinvolto. Altre riunioni, sicuramente più partecipate, faranno subito seguito, con l'obiettivo di impostare una sorta di agenda strategica capace di fissare in forma organica le linee guida del Piano Strategico di Sviluppo di Tempio. "Un piano che, seppure non necessariamente approfondito nei dettagli - ha spiegato Giovanni Usai, funzionario del comune con funzioni in questo caso do coordinatore - saprà però rappresentare al meglio quelli che sono i campi, vecchi e nuovi, entro i quali si prospetta lo sviluppo futuro della città e del suo territorio e, nel contempo, le strategie per conseguirlo. Il piano approderà quindi in Regione e ciò che esso contiene e individua non potrà che costituire la base per la programmazione regionale riferita a Tempio. E di conseguenza per i relativi finanziamenti".

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Il Tar blocca l'autostrada Valtrompia (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del 20-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

BRESCIA pag. 4 Il Tar blocca l'autostrada Valtrompia La Provincia non si rassegna e annuncia: "Andremo al Consiglio di Stato" LETTE IERI LE MOTIVAZIONI DELLA SENTENZA DI GIUGNO di MAGDA BIGLIA ? BRESCIA ? UNA DOCCIA FREDDA ha rovinato il Ferragosto degli amministratori provinciali. Arrivate il 14 agosto, sono state ieri lette le motivazioni con cui il Tar di Brescia, con sentenza di giugno, ha accolto il ricorso dei comuni di Gussago e Collebeato contro il progetto dell'autostrada della Valtrompia. Amarezza da un lato ma fermezza dall'altro sono state subito espresse dal presidente Alberto Cavalli. "Si va avanti. Come già anticipato da Anas, si va al Consiglio di Stato", ha annunciato l'assessore ai Lavori pubblici Mauro Parolini, distolto dalle vacanze. A ROMA l'assessore è sicuro di vincere ma in ogni caso si allungheranno i tempi della telenovela iniziata dodici anni fa, si spenderanno altri soldi pubblici, "come quelli sperperati dai due Comuni per dei cavilli, contro gli interessi della collettività. Perché intanto i triumplini continueranno a restare in coda sulla trafficata arteria della valle, gli utenti continueranno a morire negli incidenti". IL RICORSO al Tar era stato presentato per la prima volta nel 2003 e poi nel 2005; i motivi per cui oggi viene accettato sono in una legge successiva, spiegano in Broletto. Si parla di Via scaduta, ma la colpa è semmai dei ritardi della burocrazia e "dei vari bastoni tra le ruote", dei mille ostacoli che si sono dovuti superare. Di questo, secondo il Broletto, i giudici dovevano tenere conto "invece di dare un chiaro esempio di giudizio astratto". "Abbiamo un ottimo progetto pronto, il bando già fatto, 270 milioni fermi da anni; e arriva un altro stop, è pazzesco ma non ci arrenderemo, è l'opera per la quale ci siamo spesi di più. Abbiamo superato difficoltà peggiori come la messa in mora della commissione europea, vinceremo anche questa". Il raccordo autostradale della Vatrompia coinvolge undici paesi con 35 chilometri di tracciato. Ha la forma di una x che a sud tocca i caselli di Ospitaletto e Brescia, a nord si dirige a Lumezzane e alla ex SS 345. Oltre 15 chilometri sono in galleria, "ma Gussago ne vuole di più e blocca un'opera che migliorerebbe la circolazione nel suo territorio alleggerendo la sp 19 dove passano 40mila veicoli al giorno". Gli avvocati sono già allertati. "PENSO CHE al ricorso verso il Consiglio di Stato parteciperanno tutti i soggetti criticati dal Tar, prima fra tutti la Regione. L'Anas, che deve realizzare il manufatto subentrata alla Serenissima, si è già espressa, spero altrettanto faranno i ministeri. Essendo il progetto incluso nella Legge obiettivo avrà un canale privilegiato, ma siamo ad un nuovo dannosissimo stop", dichiara Parolini. "Come in un gioco dell'oca, ogni volta si deve ripartire da capo - gli fa eco Cavalli - e intanto quei 270 milioni perdono valore. Basti pensare al prezzo dell'acciaio cresciuto otto volte".

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Di GABRIELE PAPI LUNED primo settembre scatter (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 20-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

CESENA PRIMO PIANO pag. 2 di GABRIELE PAPI LUNED primo settembre scatter ... di GABRIELE PAPI LUNED primo settembre scatterà la preapertura della caccia. Per i seguaci di Diana è già tempo di studiare con attenzione i calendari, per non cadere in fallo tra svariate limitazioni territoriali, permessi necessari e burocrazia venatoria. Ad esempio, nella prima metà di settembre, sarà possibile fare caccia solo da capanno, solo dall'alba alle ore 13, solo (oltre il lunedì di apertura) nei giorni di giovedì e di domenica, fino al 21 settembre, giorno di apertura generale della caccia in forma vagante e con i cani. Tuttavia, attenzione: negli Ambiti Territoriali di Caccia di alta collina e d'Appennino (Atc Fo 3, Fo 4, Fo 5, Fo 6) la preapertura della caccia sarà limitata a solo tre mattinate fisse: l'1, il 4, il 7 settembre. A differenza degli Ambiti di pianura e prima collina (Fo 1, Fo 2). POCHE le specie cacciabili in questo primo spicchio di settembre: merli, tortore selvatiche e cornacchie griglie, ghiandaie e gazze (queste ultime tre specie sono cacciate perché ladre matricolate di uova e pulcini altrui, gazze in particolare). Poi ci sono le specie "in deroga", cioè uccelli non compresi tra le specie cacciabili ma "ripescati" alla caccia per i danni alle colture: cioè storni, passeri e tortore dal collare. Anche in questo caso, occhio alle norme specifiche: nella caccia agli storni è vietato l'uso di richiami vivi. Particolare non da poco, quanto a tecnica venatoria: infatti gli storni, specie opportunista ed in espansione, sono uccelli scaltri, dalle abitudine gregarie, che memorizzano in fretta pericoli ed insidie. I cacciatori di storni avranno una certa libertà di movimento per collocare i loro capanni ed i loro "giochi" (zimbelli, giostre che simulano i voli dei selvatici): ma in molti casi serve il permesso dei proprietari o conduttori dei terreni anche per i capanni temporanei. Norme ancora più restrittive per chi va a passeri (ormai solo pochi anziani): i capannucci dovranno essere posti entro un raggio di cento metri da colture sementicole, vigneti e frutteti. Anche in questo caso, vietati i richiami vivi e carnieri contingentati. Norme analoghe per le tortore dal collare, con capanni in un raggio di cento metri da campi di girasole, sorgo, ecc. Abbattere un passerotto fuori da questi contesti può comportare multe salate: è già capitato. SEMPRE IN TEMA di cacce da appostamento, quest'anno il calendario regionale riammette (dal 21 settembre in poi) l'uso di anatre non selvatiche, come richiamo, nei "cucci" (appostamenti per acquatici). Questi richiami erano stati vietati in seguito all'allarme (e agli allarmismi) provocati dal timore della influenza aviaria. Peraltro, il "comma" del calendario regionale che riammette questa pratica è stato formulato in termini curiosamente complicati. Nel frattempo, rinnovare la licenza di caccia costa ad ogni cacciatore dai quattrocento ai cinquecento euro e passa, tra varie tasse, permessi di accesso agli Atc prepagati in primavera e diversi tipi di assicurazione obbligatoria. Il 1° settembre scenderà in caccia circa il 30% dei settemila cinquecento cacciatori residenti in provincia, suddivisi quasi a metà tra comprensorio forlivese (sono un po' di più) e cesenate. A fine stagione si potrà verificare se continua, anno dopo anno, il calo numerico dei cacciatori: le "nuove leve" che subentrano, in numero modesto, quasi sempre si dedicano alla caccia di selezione che richiede abilitazioni specifiche, tecniche armi e disciplina venatoria, diverse dalla caccia tradizionale.

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CARO BISSONI, LA PEDIATRIA E' QUALITA' (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 20-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

IN BREVE pag. 15 CARO BISSONI, LA PEDIATRIA E' QUALITA' L'INTERVENTO RINGRAZIO l'amico Biavati per aver dato il suo contributo alla discussione sulla querelle Bissoni-Chiarini. Premetto che conosco personalmente il dottor Chiarini, di cui ho piena stima e sono convinto che il suo precoce pensionamento sia una grave perdita per la sanità pubblica bolognese, ma sono altrettanto sicuro che, conoscendo l'ambiente, non sarebbe potuto andare diversamente. Quando un bravo professionista non è sereno nel lavoro quotidiano, quando diventa un peso varcare la soglia della corsia che per tanti anni ti è stata così familiare e soprattutto quando sei consapevole che tutto ciò non dipende da una tua negligenza, ma dagli effetti nefasti della burocrazia che distoglie il tuo lavoro di clinico per annegare nelle scartoffie, allora non ci sono alternative. Resisti fin che puoi, ma poi hai solo due possibilità: rimanere dentro al sistema convivendo con la frustrazione o uscire, cercare alternative (la sanità privata). Chiarini ha potuto scegliere la seconda ipotesi, ma a rimetterci, caro Bissoni, sono solo i cittadini, che per avere un suo consulto devono pagare, non ci rimettono certo i politici. MA UN ALTRO tema scottante, affrontato da Biavati, è quello del rapporto di fiducia medico-paziente. Qui vorrei entrare nello specifico del campo che mi compete: la pediatria di famiglia. Ormai da trent'anni il pediatra è un punto di riferimento per le famiglie italiane, se il bambino oggi gode mediamente di buona salute, lo dico con orgoglio, una parte di merito credo sia da attribuire al pediatra di famiglia. I risultati positivi sono arrivati grazie al consolidamento del rapporto di fiducia tra il medico e le famiglie, quel rapporto di fiducia che l'assessore Bissoni vuole smantellare a favore del concetto di continuità assistenziale. Non importa chi ti visiterà, ma 24 ore su 24 avrai sempre un medico a tua disposizione. Ma come, dopo anni di reciproca conoscenza che ci ha permesso di entrare in confidenza con i nostri pazienti, improvvisamente saremo costretti a disconoscere quel rapporto di fiducia? Io e i colleghi della Cipe crediamo invece che alla base del rapporto coi piccoli pazienti e le loro famiglie vi debba essere il concetto di certezza della cura. La quantità, nelle prestazioni sanitarie, non può associarsi alla qualità, ed è quest'ultima che noi e speriamo anche l'assessore Bissoni vogliamo garantire ai nostri bambini. * presidente nazionale Cipe (Confederazione italiana pediatri).

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<MI CHIAMO Carla Foglia, abito a Bivigliano, in via della Fittaccia, e sono disabile a seguito (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 20-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

MUGELLO / VALDISIEVE pag. 18 "MI CHIAMO Carla Foglia, abito a Bivigliano, in via della Fittaccia, e sono disabile a seguito ... "MI CHIAMO Carla Foglia, abito a Bivigliano, in via della Fittaccia, e sono disabile a seguito di un ictus cerebrale che mi ha reso emiplegica. Dal 2005, a causa di una scorretta postura della caviglia sinistra che non dà stabilità alla deambulazione, a scadenze diverse, decise dal neurofisiatra, sono sottoposta a deambulazione botulinica nel muscolo tibiale, infiltrazione che deve essere supportata da esercizi fisioterapici ben precisi e a breve scadenza. Il 15 luglio ho avuto l'infiltrazione e la dottoressa ha fatto richiesta degli esercizi da effettuarsi presso un centro di Firenze, tale richiesta però, deve essere vistata da un fisiatra della Usl di competenza. Ho telefonato al Cup che mi ha fissato un appuntamento per il visto del fisiatra per l'11 settembre. Tutti questi passaggi hanno fatto sì che sia reso vano il tempismo infiltrazione-fisiatra. A mio parere la necessità di un visto da parte di un fisiatra è estremamente scorretta perché tutto si riduce a una firma, senza una visita o la considerazione delle mie vere necessità o la conoscenza della mia situazione sanitaria. E' una inutile burocrazia che aggravia il sistema sanitario e danneggia persone come me".

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E' successo a Valfabbrica. Un'anziana avvicina il sindaco Oriano Anastasi e gli mostra un (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 20-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

A buca sul marciapiede pregandolo di farla sistemare perchè è pericolosa. Risposta: "Stia tranquilla, ci penso io stesso domattina". Detto e fatto: l'indomani Anastasi dà appuntamento alla signora presentandosi con calce e cazzuola per risolvere tutto. "Con la burocrazia ci sarebbero voluti due mesi", ha commentato. Evviva i piccoli sindaci umbri. ***** Non tutti sanno che la Regione (dirigente Angela Bistoni) per allestire una mostra all'interno della manifestazione "Conosci e gusta l'Umbria" liquiderà alla società Totem 9.924 euro. Il prestigioso appuntamento si terrà a Rende di Cosenza. Com'è chiaro, nei bilanci degli enti locali umbri non c'è mai niente da tagliare che non siano i soldi per gli asili nido. ***** Bollette sui rifiuti, dai dati della Uil risulta che a Terni aumentano e a Perugia no. Non risulta invece quanto siano care.

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ATRI - lì da quasi un anno, in una cella frigorifera di un ospedale del Teramano. Non ha (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 20-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di CARLO ANELLO ATRI - lì da quasi un anno, in una cella frigorifera di un ospedale del Teramano. Non ha un nome, tanto meno un cognome se non quelli posticci inventati da un impiegato dello Stato civile. morto durante il parto per delle gravi complicanze. La madre, italiana, al momento del ricovero, non ha lasciato nessuna generalità; il padre, del Teramano, nome e cognome l'ha fornito ma ora è irreperibile; scomparso nel nulla e, soprattutto, senza alcuna intenzione di curarsi di quel figlio abbandonato lì da mesi. Nessuno lo vuole. Nessuno lo reclama. Lo hanno dimenticato, come si dimentica un oggetto su un treno o una valigia in un aeroporto. Magari per cancellare, allontanare, i ricordi di una storia in cui l'amore non c'entra niente. Magari per evitare problemi a famiglie già esistenti. Il figlio senza colpa e senza nome lo hanno cancellato. Quel corpicino di sesso maschile, di quasi quattro chili, ora deve essere seppellito. L'ospedale ha bisogno della cella frigorifera. Scrive a questo e a quel ufficio. La burocrazia reclama i suoi tempi ed i suoi passaggi obbligati. Qualcuno si dovrà accollare le spese per seppellire quel bambino senza nome. Non ci saranno fiori al suo funerale, né persone care che lo accompagneranno. Ci sarà, forse, la tristezza momentanea di qualche sconosciuto che avrà un po' di pietà di fronte a lui. Un'anonima e triste storia di fine estate si sta per concludere senza grossi clamori. Una vicenda di cui la legge vieta di rivelare i contorni, figurarsi i nomi. La privacy prima di tutto. Qualcuno si potrebbe sentire offeso nel riconoscersi. Fra qualche giorno il bambino senza nome riceverà la sua sepoltura, in un cimitero anonimo, con un nome inventato sulla tomba. Nessuno si ricorderà di lui. Qualcuno, di passaggio in quel cimitero, di tanto in tanto, si sforzerà di ricordare quel cognome per capire chi erano i suoi genitori ma senza risultato. Altri, magari, lo confonderanno con un altro bambino.E allora è meglio affidarsi all'immaginazione e credere che almeno in questo ultimo atto chi lo ha concepito ritorni sui suoi passi; magari si informi e scopra dove seppelliscono il suo figlioletto. Che non faccia finta di nulla fino in fondo e si curi di lui almeno da morto. Nessuno lo accuserà di niente per aver mostrato un po' di pietà.

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Whiskey, canti e sigarette (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 20-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - BARI - sezione: ESTATE - data: 2008-08-20 num: - pag: 21 categoria: REDAZIONALE Dialoghi in masseria Una allegra serata con due irlandesi Whiskey, canti e sigarette A MORUSO - Vi sono da tempo studi che parlano di un modello adriatico e di uno tirrenico. Si tratta di modelli socio-economici. Lo sviluppo della Puglia, come del Molise, somiglia a quello delle Marche, dell'Emilia o del Veneto. Tenga inoltre conto che sulla sponda est dell'Adriatico si hanno modalità di crescita simili a quelli che avvengono sulla nostra riva: anche le città adriatiche delle due coste hanno modelli di sviluppo urbani piuttosto simili. ROSSI - E il pensiero meridiano? Come il lettore avrà capito, i due dialoganti ormai tenevano a questi loro incontri serali che erano poi un'occasione per coltivare il vizio del fumo, una cosa questa che non va mai dimenticata. Le notti erano tiepide e il cielo stellato, le masserie e gli agrumeti sono luoghi di grande fascino, e tutto questo conta. Naturalmente lo spazio che i due dialoganti avevano scelto per fumare e chiacchierare a volte attirava anche altri, una cosa questa che disturbava entrambi, ma soprattutto il commercialista di Bari. Del resto, mentre tutti gli altri, soggiornavano lì alcuni giorni o al massimo una settimana, lui vi rimaneva almeno un mese e vi tornava tutti gli anni. Aveva in realtà cominciato a pensare che questo luogo fosse riservato a lui, almeno dopo cena. Accadde così che quando due clienti della masseria - un uomo elegante e un po' snob e una donna non italiana non più giovane ma ancora molto affascinante, come accade ormai di frequente in Europa - furono presi da impulsi amorosi mentre erano nell'agrumeto, il commercialista decise di scacciarli. Simulò che gli fosse scappato un piccolo cucciolo, e cominciò a chiamarlo e a cercarlo tra le piante, invitando tutti i presenti a fare altrettanto. Mentre l'ingegnere accettò l'invito, sia pure con un certo imbarazzo, l'esuberante coppia rimase sorpresa e interdetta. Il gioco del commercialista ebbe tuttavia successo: il trambusto spinse i due in vena di romanticherie a cercare altrove lo spazio per le loro effusioni, consentendo ai nostri di continuare a dialogare senza essere distratti. La femmina del barbagianni, come ricorderete, e anche altri animali, andavano e venivano a loro piacere nell'agrumeto, ma queste presenze non disturbavano il commercialista e il suo compagno. Solo una sera lo spazio fu diviso con altri, ma fu una eccezione riservata a due fumatori irlandesi, una sociologa e un pittore. Questi si presentarono all'improvviso, portando una bottiglia di whiskey, del ghiaccio e dei bicchieri, si dichiararono fumatori ovvero perseguitati dalle burocrazie europee chiesero di potere condividere con loro lo spazio in questione. Fu la sociologa, una giovane e allegra irlandese, a ricordare una verità ormai dimenticata dicendo che il fumo è un'attività che gli uomini hanno sempre fatto in compagni di altri e che ora invece, per colpa delle normative europee, questa opportunità era diventata impossibile. Aggiunse che in Irlanda, come in Inghilterra, la vita nei pubs non era più la stessa, da quando è stato introdotto il divieto di fumare. Il suo compagno, il pittore, argomentò che il recente smacco subito dall'Europa nel loro Paese era una conseguenza del desiderio degli irlandesi, fumatori e non, di vendicarsi contro l'Europa dei burocrati che aveva colpito al cuore un'istituzione a cui essi erano molto legati. Il commercialista di Bari che, al pari di tutti i fumatori occidentali, si sentiva anche lui discriminato, si comportò allora come i due irlandesi speravano e come accade sempre quando i seguaci di culti vietati si incontrano. In questi casi, chi è il padrone di casa "mette tavola " - come si dice in Puglia - e offre vivande e bevande. Il commercialista e l'ingegnere offrirono le loro sigarette ai nuovi venuti, fecero un gesto simbolico e dovuto. Gli altri gradirono il gesto, ma rifiutarono il dono: quelle del barese erano senza filtro, e quelle del milanese delle americane molto diffuse e banali. I due irlandesi fumavano invece sigarette sottili e leggere, quelle che fumano coloro che cominciano ad essere preoccupati per la propria salute e che stanno cedendo alla pressione sociale che si è creata, anche se non lo sanno ancora. L'allegria dei due irlandesi e anche il buon whiskey rese questa serata molto diversa delle altre. La conversazione si svolse solo in parte in Italiano, preferendo i nostri irlandesi usare l'inglese e anche l'irlandese. Come si conviene in questi casi e come accade sempre in Irlanda, alla fine si cantò, una cosa questa che non dispiacque al commercialista barese che aveva in repertorio anche alcune canzoni napoletane classiche e che, essendo intonato, ritenne di avere fatto una buona figura. L'ingegnere invece si trovò in grande imbarazzo e si limitò a cantare in inglese qualcosa che doveva avere appreso quando era stato studente in Svizzera o negli Stati Uniti, una specie di inno scolastico. Quella sera se si fosse votato, i dialoganti avrebbe sostenuto che il whiskey irlandese era certamente migliore del whisky scozzese, ma forse questo dipendeva non solo dalla qualità di quello che avevano bevuto, ma anche dalla simpatia dei due irlandesi. La serata in questione non ebbe seguito, poiché i due irlandesi erano quasi alla fine del loro soggiorno in masseria e avevano programmato con cura le loro serate, in modo da potere visitare luoghi e partecipare alle sagre, alle feste delle cittadine e delle contrade che sono numerose in questa stagione. (8. continua) di FRANCO BOTTA Gusti a confronto In alto a sinistra, un bicchiere di whiskey irlandese e una pinta di birra scozzese (foto di William Buckley). Sopra e a destra, invece, due fotografie della masseria Cantone di Ostuni.

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PECHINO A Cordoba, laggiù nell'Argentina, dove comincia la storia di questa prezi (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il" del 20-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di PIERO MEI PECHINO A Cordoba, laggiù nell'Argentina, dove comincia la storia di questa preziosissima medaglia di bronzo (la diciannovesima a Pechino fin qui) che l'Italia ha vinto nella vela grazie a Diego Romero, il mare non c'è: c'è un laghetto artificiale, saranno tre i chilometri di superficie, ma c'è un buon vento, ricorda adesso che ha 33 Diego. Lì il papà lo portò trent'anni fa e lo mise su uno snipe. Lì, seduti sulla riva, nonno Juan gli diceva: teniamocelo questo passaporto italiano, chissà mai che non ci faccia comodo un bel giorno. Perché i Paschetta e i Seggiaro, bisnonni di Diego, venivano dalla provincia di Cuneo, ma nessuno in famiglia voleva staccarsi dalla bella Italia. All'indirizzo di casa arrivano sempre le buste elettorali, come accade a tanti italiani all'estero (e anche a di più...). A Diego piaceva la libertà che gli davano il laghetto e il vento. Il nome non gliel'hanno dato per via di Maradona, che nemmeno è un suo idolo: ne dovesse scegliere qualcuno nello sport, farebbe il cognome di Dominguez, il rugbysta, di nome Diego anche lui, specialità i calci piazzati. Pure Romero ha giocato a rugby. Un'altra tappa è un "metti una sera a cena" in quel di Hyères, nel Var, Francia, fra la Costa Azzurra e i Pirenei. Fu lì che a tavola il destino dell'Italia della vela e di Diego Romero s'incontrarono, dopo le regate. Diego non era molto soddisfatto dei suoi rapporti con la Federazione argentina e buttò là la storia del passaporto doppio (e vero: mica come quello di tanti calciatori) e i velisti italiani la colsero al volo. Burocrazia di rito e Diego diventò sportivamente azzurro, lui che aveva partecipato ai Giochi di Sydney e di Atene (22esimo e 13simo posto) per l'Argentina. Ora Diego aveva il cuore diviso a metà: venne a vivere a Genova, iscrivendosi al Circolo Nautico di Sturla, ma passò anche molti dei suoi giorni sul Lago di Garda, più grande assai del laghetto di Cordoba, ma il vento è buono anche lì. "Voglio dire grazie a chi in Italia mi ha dato fiducia e sono felice di averla ripagata - ha detto Romero-. Sono contento anche per la squadra italiana, che meritava di salire sul podio". La classe delle sue regate è il Laser, l'essenza stessa della vela, la barca monotipo, stesso scafo, stesse vele per tutti e conta il timonare, e dunque il timoniere. Richiede concentrazione e maturità, spiega Diego, tanto che ai primi tre posti siamo tre ultratrentenni. Un inglese, Goodison, e uno sloveno, Zbogar. Nella regata finale, la medal race, una specie di match race in flotta, l'inglese ha marcato stretto nell'acqua senza vento di Qindao, il bacino olimpico conosciuto per le sue alghe e per le sue correnti più che non per il suo vento, l'avversario diretto. Diego pensava al suo: era partito quinto, doveva mettere una barca in mezzo e ce n'erano addirittura due, il francese Bernard e l'amico argentino Alsogaray, perché Romero dice che adesso lui ha due squadre. Riusciva nell'impresa, Diego Romero, e diceva che questo è il giorno più bello della sua vita, fin qui. Perché ne vuole un altro d'oro, a Londra 2012. E per questo è disposto anche a perdere più dei sette chili in sette giorni che ha perduto in questa vigilia cinese, tanto che per recuperare annunciava per la serata una abbuffata di pasta e solomillo. Poi presto al lavoro, che il lavoro gli piace ed è la sua fortuna perché, dice, io il talento non ce l'ho, ma sì la voglia e il sacrificio. E' un tipo un po' solitario, che ama la bici e l'arrampicata e il triathlon, ma se trova un compagno di stanza come il giovane velista Heidegger è felice, perché Heidegger ha una cosa speciale: sorride. Chissà se riuscirà a sorridere oggi nella sua medal race anche Alessandra Sensini che è al secondo posto in classifica e che deve sorpassare l'avversaria cinese, una brava senza vento e il vento non soffia a Qindao; chissà se sorrideranno i fratelli Sibello, quarti ufficialmente, ma con ricorso del Coni al Tribunale d'Arbitrato Sportivo perché gli avversari hanno gareggiato con uno scafo non loro e non si può, anche se la Federazione internazionale ha già detto di sì. La medaglia è in mano agli avvocati, mentre Romero tiene salda al collo la sua. E' di bronzo, ma scoprirà in oro come Marc'Aurelio in Campidoglio, così si spera in data 2012.

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Critico (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 20-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - VICENZA - sezione: VICENZA - data: 2008-08-20 num: - pag: 8 categoria: BREVI Critico Pietrangelo Pettenò (foto) ha criticato il piano della Regione "per lo sviluppo dei Monti Berici", sostenendo che la zona andava trasformata in un parco. La burocrazia Per Diego Cangin, del Pne, l'argomento ha evidenziato "i tempi biblici per l'adozione del provvedimento".

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Quante tasse col federalismo (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 20-08-2008)
Pubblicato anche in: (Mattino di Padova, Il)

Argomenti: Burocrazia

Regione QUANTE TASSE COL FEDERALISMO SEGUE DALLA PRIMA Magari invece propenso a un federalismo inteso come business per controllare - moltiplicando le burocrazie per livelli territoriali di governo - più ricchezza nazionale; lasciando, viceversa, ai cittadini una costosa "illusione finanziaria", come già suggerisce la vexata questio dell'abolizione delle Province. Cui aggiungere che il federalismo può radicalizzare i conflitti interregionali per la distribuzione territoriale del denaro pubblico. Sia in ambito dei rapporti fra Nord e Sud, che tra Regioni a statuto speciale e Regioni ordinarie. Quanto al primo aspetto, è noto che il federalismo rappresenta (in primis via Lega) il rifiuto del Nord a trasferire risorse ai governi locali del Centro e del Sud. Cui aggiungere il paradosso che per governare sia destra che sinistra necessitano dei voti e dei deputati (oltre a quelli rispettivamente del Lombardo-Veneto e delle Regioni rosse) del Mezzogiorno: ossia proprio di quella classe politica che i federalisti più puri vorrebbero a "dieta finanziaria". Un bel puzzle, per Calderoli; e per tutti. L'altro punto difficile dello "spaghetti federalismo" riguardo il futuro stesso delle Regioni a statuto speciale. In parte economicamente, visto che, calando i trasferimenti dello Stato, se vorranno mantenere la parità per i servizi erogati dovranno aprire un fronte fiscale interno. Ma, col federalismo, in dubbio rischia di essere la loro stessa esistenza. D'altronde, le Regioni a statuto speciale possono solo essere un caso particolare (per ragioni storiche) entro uno Stato accentrato; o, al massimo, regionalistico. Mentre è fuori da ogni logica politico-costituzionale presupporre un sistema federale che preveda diritti (specie in materia di finanza pubblica) a geometria variabile tra le sue componenti. Tant'è che è a partire dalla riforma del Titolo V della Costituzione del 2001 (pre-federale) che si discute dell'esistenza delle stesse Regioni a statuto speciale. Un bel problema per la riuscita dell'esperimento federale. Che, proprio per questo (il sospetto è legittimo), difficilmente consentirà una riduzione dell'onere fiscale: perché lo Stato centrale, come tradizione, medierà le "tensioni da federalismo" via casse pubbliche. Anche a costo di fare del federalismo stesso una caricatura. Oltre a questi, vi sono altri buoni argomenti per dubitare degli effetti lenitivi sui tributi del federalismo fiscale. In primis il fatto che con la riforma tra i soggetti con potere impositivo avremo, oltre al governo nazionale, altre 20 Regioni (dunque da 1 a 21): tanto basta per una probabile "nera pioggia" di tasse. E a dare un brivido al contribuente. Il cui umore peggiora ulteriormente se rammenta che la finanza pubblica italiana ha preso a deragliare proprio a partire dalla riforma regionale degli anni '70 del '900. Un pessimo antecedente. In definitiva, per l'Italia il federalismo potrebbe essere la tempesta perfetta. E una bella sfida pure per la Lega che, di fronte alle ottime ragioni del Lombardo-Veneto sul fisco, dovrà, nel doverosamente rappresentarle, scegliere definitivamente fra nazionalismo e sovversione secessionista. Peraltro restano, in materia, le perplessità così ben riassunte dal quotidiano "Il Riformista": "Quante nuove tasse ci costerà il federalismo?". Francesco Morosini.

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Premiata la qualità della vita, questi non sono paesi-dormitorio (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 20-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Udine "Premiata la qualità della vita, questi non sono paesi-dormitorio" Tosolini (Pasian di Prato): il livello dei servizi è molto alto. Di Bert (Pavia di Udine): abbiamo semplificato la burocrazia I SINDACI TAVAGNACCO. "Venire a vivere nell'hinterland è una scelta che prema la qualità della vita. Non siamo Comuni-dormitorio". Sono tutti d'accordo i sindaci della cintura udinese, che amministrano residenti con un reddito medio alto. Sintomo di una trasformazione di un'area caratterizzata da uno spirito di imprenditoria in molteplici settori. E le ricadute si vedono soprattutto nel portafoglio. "E' evidente - esordisce il sindaco di Martignacco Marco Zanor - che nel nostro comune si sono trasferite persone con un reddito buono. Ma l'incremento del livello di benessere deriva anche dallo sviluppo economico. Mi vengono in mente settori come quello del commercio e dei servizi. Si tratta di un sistema virtuoso che produce ricchezza e nel quale i cittadini, anche quelli giunti a Martignacco poco tempo fa, si sono perfettamente intergrati". Insomma ricchezza non solo in termini economici ma anche dal punto di vista sociale. "A Pasian di Prato - sostiene il sindaco Lorenzo Tosolini - abbiamo assistito a un movimento migratorio di persone che dai comuni limitrofi e dalla città hanno deciso di stabilirsi nel nostro comune. Ovviamente alla base di questi spostamenti ci sono movimenti diversi, però uno dei motivi di richiamo è sicuramente la qualità della vita garantita da una serie di servizi. Una volta la popolazione era composta da contadini, adesso è formata da liberi professionisti, imprenditori e commercianti. A questo è seguito un incremento delle attività produttive. Così se il costo delle case qua nell'hinterland è ormai pari a quello della città, chi si trasferisce nella cintura udinese, lo fa per la qualità della vita". E il rischio di trasformare in paesi in dormitori non c'è. "Lo dicono le 45 associazioni, culturali e sportive - continua Tosolini - che operano sul territorio e che garantiscono una vitalità a tutto il territorio". Associazioni, ma anche altri luoghi di aggregazione come la scuola. "Molti nuovi arrivati - dice Paolo Trangoni, sindaco di Pagnacco - si spostano qua quando i loro figli sono piccoli. E grazie agli incontri con gli altri genitori si crea una rete di rapporti che permette al paese di rimanere vivo". Sulla stessa linea d'onda anche il vicesindaco di Tavagnacco, Gianluca Maiarelli. "Il paese dormitorio c'è nel momento in cui la gente opera, lavora e vive da altre parti. Ma non è decisamente il nostro caso. Perché grazie anche al distretto delle tecnologie digitali, a Tavagnacco il settore produttivo è in costante espansione". Il comune di Campoformido deve la sua ricchezza non solo alla fiorente zona industriale e artigianale, ma anche "all'esodo di numerose persone agiate che hanno lasciato la città e hanno popolato quartieri come Villa Primavera". Il sindaco, Andrea Zuliani, è convinto che il merito del benessere del comune sia dovuto anche all'amministrazione degli ultimi anni: "Abbiamo sempre mantenuto l'Ici al minimo, non abbiamo mai applicato l'addizionale Irpef e per quanto riguarda le attività produttive abbiamo di molto smaltito la burocrazia". Oggi la zona industriale vanta la presenza di almeno cinque grandi industrie, come la Friulanagas, e di 600 piccole imprese. Altro punto di merito dell'amministrazione è aver puntato soprattutto sul recupero del centro storico, "evitando di lottizzare molto e di snaturare il territorio". Gabriele Pitassi, sindaco di Pradamano, si dice "fiero non solo della crescita economica del paese, ma anche di quella culturale. Anche noi abbiamo sempre avuto l'Ici al minimo e non abbiamo mai applicato l'addizionale Irpef". Il comune al momento crese di 100-150 abitanti all'anno "il che vuol dire che a Pradamano si vive bene". Altro segno evidente dello sviluppo del comune è la fiorente zona commerciale che continua a crescere sulla statale 56. Mauro Di Bert, sindaco di Pavia di Udine, non ha dubbi: "questa è la conferma che a un buon redditto si accompagna una buona qualità della vita. Il successo economico del comune si deve a una serie di iniziative dell'amministrazione come la sburocratizzazione e la creazione di strutture perchè un imprenditore s'insedia dove quest'ultime sono presenti. Oggi possiamo vantare una piccola imprenditoria frizzante che, nonostante la crisi del settore legno, continua a creare occupazione". Il comune negli ultimi anni ha investito molto sui servizi e sulla qualità di vita dei cittadini "puntando sull'illuminazione, le fognature, gli asili nido e i trasporti". Per il sindaco di Reana Edi Colaoni, invece "questo benessere indica il passaggio definitivo da un sistema economico basato sull'agricoltura a quello attuale che vanta la presenza di grosse unità industriali. Altro sintomo di agiatezza è il livello di scolarizzazione: il numero dei laureati è in costante crescita, questo fa sì che il nostro territorio si arricchisca della presenza di professionisti, molti nel settore dell'informatica". "Per un Comune che talvolta si autocommisera per le mancate occasioni di sviluppo il 19esimo posto non è male", dice l'assessore alle Attività produttive e commercio, Enrica Galluzzo. Per un territorio come il nostro, abitato da molti pensionati, il dato è confortante. Confrontato con i Comuni più periferici, suggerisce che la vicinanza alla città, se da una parte pare penalizzante in quanto concorrenziale, costituisce invece uno stimolo per lo sviluppo e il benessere". Quanto alla ripresa, la Galluzzo ritiene che, nulla togliendo alla professionalità e alla capacità imprenditoriale dei residenti storici, l'incremento si debba all'apporto di nuove famiglie, giovani e quindi in piena attività professionale: "I nuovi arrivati, a parte eccezioni, qui lavorano tutti". Erica Beltrame Paola Beltrame Augusta Maranci.

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Una carica di telefilm è in arrivo per l'autunno in tv (sezione: Burocrazia)

( da "TGCom" del 20-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

La carica dei telefilm in tv Vecchie glorie e novità come Terminator L'autunno si arricchisce di serie cult. Prima fra tutte, in prima assoluta su Italia Uno, Terminator. The Sarah Connor Chronicles, spin off televisivo della saga cinematografica con Arnold Schwarzenegger. Attesissimi anche Bionic Woman, Life e Californication. Su Rete 4 classici come il tenente Colombo, ma anche novità come Gsg 9 - Squadra d'assalto. Su Rai Due boom di serie investigative: da Senza Traccia a Justice, fino a Cold Case Italia Uno Sta per tornare Terminator - The Sarah Connor Chronicles, spin off televisivo della saga cinematografica con Arnold Schwarzenegger: Sarah (Lena Headey) ha su di sè la responsabilità dell'educazione del figlio adolescente John, consapevole del fatto che in futuro avrà il ruolo di leader della resistenza umana, mentre Cameron Phillips è un terminator inviato indietro nel tempo dall'anno 2027 per proteggere John Connor dal John Connor del futuro. Spazio anche a Bionic Woman, remake del cult anni '70 La donna bionica, con la bella attrice inglese Michelle Ryan, e a Life, storia di Charlie Crews (Damian Lewis), detective burbero, alla dottor House, che finisce in galera per dodici anni per un errore giudiziario, ne esce dimostrando la propria innocenza e rientra in polizia. Grande attesa anche per i telefilm di seconda serata. Tra i titoli spicca il chiacchierato Californication, con David Duchovny (l'agente Mulder di X-Files, Golden Globe 2008 per questa interpretazione) nei panni di uno scrittore dipendente da sesso e droga che cerca di tirar su la figlia adolescente e ha problemi con l'ex moglie. Atteso anche Dexter, la vita di un ematologo della polizia di Miami (alla Grissom di Csi) che di notte si trasforma in giustiziere. Tornano Heroes (con la seconda stagione), Nip/Tuck e Six Feet Under (entrambi alla quinta stagione). Rete Quattro Ritorni in vista con Walker Texas Rangers, Law and Order - Criminal Intent, Shark, Colombo, e Il commissario Cordier e Julie Lescaut. Spazio anche all'anteprima di due serie europee, Gsg 9 - Squadra d'assalto e Hamburg Dockland. Confermati su La Sette Sex and the City, L Word e Dirt Rai Due Il martedì sarà appannaggio delle serie investigative e legal. Arriva la quarta stagione di Senza traccia, con le indagini dello speciale pool investigativo dell'Fbi di New York specializzato nei casi di persone misteriosamente scomparse e capitanato da Jake Malone (Anthony La Paglia), che si separerà dalla moglie. Poi toccherà a Justice: quattro avvocati, con caratteri e stili diversi, si associano nello studio legale Turk, Nicholson, Tuller & Gaines per trattare casi controversi ma di alto profilo. Ancora telefilm in prima serata il sabato, con la quinta stagione di Cold Case, ambientata nel dipartimento di polizia di Philadelfia dove l'investigatrice Lili Rush (Kathrin Morris) continua a ricostruire con i suoi colleghi casi archiviati da molti anni che tornano alla luce. La domenica andrà in onda la quarta stagione di Ncis, l'unità anticrimine coordinata dall'agente speciale Gibbs (Mark Harmon), pronto anche a ignorare la burocrazia militare pur di risolvere con la sua squadra (immutata dalla prima serie) i crimini compiuti nel corpo della marina militare americana. Invia ad un amico.

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Tra i commercianti serpeggia la preoccupazione: qualcuno confida nel fatto che la rapina di domenica (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 20-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pomeriggio sia stato solo un episodio isolato, qualcun altro ha paura che l'episodio possa ripetersi. A Diano Marina, pochi giorni dopo il "colpo" ai danni del negozio di abbigliamento Aladino in via Colombo-angolo via Doria, gli esercenti si interrogano sul fattore-sicurezza legato alla loro attività. Fabrizio Brogi e Claudia Silvestri, titolari di Claudia Pelletterie, in corso Roma, dicono: "Una rapina in pieno giorno, con un malvivente che punta il coltello alla gola di una commerciante, è un fatto assai preoccupante che non mi sembra abbia precedenti da queste parti. I controlli delle forze dell'ordine ci sono, ma forse occorre maggiore severità nei confronti ad esempio degli zingari e di chi in genere pratica l'accattonaggio". Antonio Mignano, dell'omonima gioielleria nell'isola pedonale in via Genova, commenta: "L'episodio è preoccupante. Ma la dinamica della rapina, considerando che i malviventi hanno agito a volto scoperto, fa pensare a un'azione di qualche forestiero. In questa stagione di grande affollamento può capitare che qualche malavitoso operi "in trasferta", quasi a casaccio. Penso che si tratti di un caso isolato". E Claudia Damonte, presidente della Confcommercio e titolare del negozio di abbigliamento per bambini "Peter Pan", dice: "C'è da avere paura. La vigilanza da parte delle forze dell'ordine non manca, eppure i rapinatori sono riusciti lo stesso a farla franca. La "questione-sicurezza sarà discussa in una riunione dopo l'estate". Mariagrazia Ghirardi è la titolare dell'argenteria Il Melograno, in via Colombo, a pochi metri dal negozio rapinato: "Una rapina alle 5 del pomeriggio, nel pieno centro cittadino, crea allarmismo. Siamo preoccupati. Ci sentiamo a rischio. Abbiamo paura che un fatto del genere possa ripetersi. La realizzazione del progetto dell'installazione delle telecamere nel centro commerciale, avviato dai commercianti in collaborazione con il Comune, a questo punto diventa sempre più urgente". Su quest'ultimo tema Franco Alciatore, presidente del Civ (Centro integrato di via) "C'Entro", osserva: "Le telecamere saranno installate nella zona dei commercianti che aderiscono al Civ. I lavori devono seguire una burocrazia piuttosto lunga. Temo che l'installazione slitti al prossimo anno". Proprio l'"occhio" delle telecamere avrebbe potuto essere prezioso per le indagini, svolte dai carabinieri di Diano Marina. Il luogotente dell'Arma Umberto Salvatico dice: "Nessuno è riuscito ad annotare il numero della targa dello scooter su cui sono fuggiti i rapinatori Un telecamera nella zona ci avrebbe potuto fornire un aiuto". E conclude il sindaco Angelo Basso: "Faremo il possibile per accelerare i tempi dell'installazione delle telecamere nel centro commerciale".

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IL PD DIVISO E LA SFIDA DEI SINDACI (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 20-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Federico Geremicca IL PD DIVISO E LA SFIDA DEI SINDACI Non è certo un caso se, intervenendo nella polemica tra Sergio Chiamparino e il Pd piemontese, Walter Veltroni si sia guardato bene dal liquidare le questioni poste dal primo cittadino di Torino alla maniera con la quale - ma era un'altra epoca - Massimo D'Alema tentò di frenare la crescente influenza dei primi sindaci a elezione diretta. Con definizione non dimenticata, l'allora segretario del Pds - era il 1997 - li bollò come cacicchi (capi di antiche tribù sudamericane). Oggi, probabilmente, non lo rifarebbe: e riconoscerebbe, anzi, che proprio i cacicchi (governatori e sindaci delle grandi città) rappresentano il volto del nuovo Pd, la parte più solida - e nota e popolare - del gruppo dirigente democratico in senso lato. E in fondo si può dire che la decisione di Veltroni di schierarsi dalla parte di Chiamparino nella polemica che lo contrappone al suo partito segna forse il punto d'approdo di quella disputa politica e di potere che tanti danni ha fatto al centrosinistra negli ultimi quindici anni: e cioè la contrapposizione continua tra partito e leadership. Il segretario del Pd ha scelto di prender campo nella polemica in corso a Torino, ma avrebbe in verità potuto farlo a Genova come a Bologna o in Sardegna, di fronte a ricandidature (quelle di Cofferati e Soru, per esempio) discusse o addirittura in discussione. Il che testimonia, semplicemente, di quanto quella disputa non sia ancora chiusa e di quanti problemi continui a creare al Pd. Sono gli stessi problemi, in fondo, che hanno segnato per anni il rapporto tra Romano Prodi e la sua coalizione, mai disposta a riconoscerne pienamente la leadership. E non si è trattato - e non si tratta - di una semplice disputa per il potere. Alle spalle c'è una differente idea della politica e forse perfino della democrazia, del come distribuire - cioè - influenza, ruolo e pesi tra partito e leader: politico o di governo che sia. il conflitto finale, in fondo, tra una tradizione politica figlia del '900 (e dunque della Prima Repubblica) e l'irrompere sulla scena (con la Seconda) di partiti e poteri personali, con leadership scelte e legittimate direttamente dai cittadini. Non può dunque sorprendere che i contraccolpi maggiori dell'impetuosa trasformazione in atto abbiano investito e investano soprattutto il centrosinistra, "casa" degli eredi dei maggiori partiti della Prima Repubblica - Dc e Pci in testa - sfiorando appena il centrodestra (nato, di fatto, con Berlusconi e la Seconda Repubblica). Si pensi solo - per fare un esempio - agli effetti prodotti nei due diversi campi dalla disputa tra partiti e leader. Dal 1994 alla fondazione del Pd, il Pds-Ds ha cambiato quattro segretari (Occhetto, D'Alema, Veltroni e Fassino) e il Ppi-Margherita addirittura cinque (Martinazzoli, Bianco, Marini, Castagnetti e Rutelli): dall'altra parte Berlusconi, Fini e Bossi sono da allora al loro posto. E il duello, naturalmente, ha avuto riflessi anche sulla guida del governo: il centrosinistra ha infatti cambiato quattro volte il suo candidato premier (Occhetto, Prodi, Rutelli e Veltroni) e ha avuto tre presidenti del Consiglio diversi (Prodi, D'Alema e Amato). Dall'altra parte, sempre e solo Berlusconi. Tutto ciò magari dimostra (ma non è questo che ora interessa) che nel centrodestra c'è un problema di democrazia, ed è sicuramente vero. Ma anche la democrazia non è immutabile, può darsi regole diverse e distribuire pesi e contrappesi in maniera anche assai differente tra Paese e Paese. In ogni caso, o la si cambia cambiandone le regole o ci si adegua a quelle che ci sono: quel che è difficile fare è adeguarsi (e in alcuni casi addirittura promuovere) regole nuove tentando di farle vivere con logiche vecchie. Se si imbocca la via delle primarie e poi dell'elezione diretta per scegliere sindaci, governatori e capi del governo, per esempio, è poi impensabile immaginare che i partiti possano condizionarne oltremodo le scelte e limitarne l'autonomia d'azione: gli eletti, infatti, sentiranno - e a ragione - di dover rispondere del loro operato agli iscritti o ai cittadini, e non certo più ai vecchi apparati e alle burocrazie di partito. Insomma, al di là del merito - e cioè di chi abbia torto e chi ragione - la sensazione è che sia questo il nodo ancora irrisolto che si cela dietro la polemica in atto tra Chiamparino e il suo partito o tra Renato Soru e mezzo Pd sardo. Così come non molto diversa, in fondo, è l'origine della polemica sulle decisioni solitarie contestate a Walter Veltroni. Tutto sembra dire, però, che per il Pd sia ora di uscire anche da questo guado. E le vie, in definitiva, sembrano soltanto due: o tornare indietro, con una battaglia restauratrice delle antiche regole (elettorali e non solo), o andare avanti assumendo le nuove genuinamente e fino in fondo. Il che vuol dire, nel caso in questione, semplicemente riconoscere e accettare l'autonomia conferita dai cittadini direttamente col voto a governatori e sindaci. Sperando, naturalmente, che non si trasformino in cacicchi.

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"Se tenere pulito il territorio è vietato" (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 20-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

SANTO STEFANO L'Incredibile storia di una imprenditrice che si è vista negare la possibilità di costruire una stalla per le capre "Se tenere pulito il territorio è vietato" Il motivo? Non ha reddito sufficiente. "Ma senza l'immobile è impossibile procedere alla lavorazione del latte" Santo StefanoSpesso le parole sulla cura del territorio montano si fermano davanti alla burocrazia e agli articoli di legge. Così capita che talvolta per coloro che vorrebbero avviare un'attività nel settore primario la strada si fa erta come quelle della tanto decantata montagna che, sbandierata ogni giorno da più parti a parole, deve poi fare i conti con la realtà. Un percorso in salita, soprattutto per chi è agli inizi e per le nuove generazioni.Ne sa qualcosa la giovane imprenditrice di Campolongo Sonia De Zolt, che da mesi ha a che fare con la legge regionale numero 11 del 2004, che detta le norme per il governo del territorio. La cittadina di Santo Stefano vorrebbe realizzare una stalla per capre, con disposizione in box multipli per 26 capi, più due box per i capretti in allevamento per la rimonta ed eventualmente per il maschio. L'ufficio tecnico del Comune ha espresso parere preventivo di massima favorevole al progetto della stalla con fienile. Non altrettanto l'ispettorato regionale per l'agricoltura di Belluno che, dopo aver esaminato la documentazione allegata al piano aziendale, ha rilevato che l'azienda non raggiunge per il 2007 la soglia del reddito previsto dall'apposita tabella e che, pertanto, non si può procedere con il progetto.Difficile, però, raggiungere il reddito minimo di 4.703 euro per il settore "erbivori", essenziale per ottenere il parere favorevole ad edificare, se l'attività è appena partita. Nella relazione tecnica agronomica, predisposta dal professionista Michele Nenz, emerge che il reddito aziendale per il 2007 è stato nullo, in quanto l'azienda ha aperto l'attività nel medesimo anno e la mancanza di strutture idonee alla trasformazione dei prodotti non ha permesso la trasformazione e la vendita di latticini che, pertanto, sono stati interamente autoconsumati. Solo dopo la costruzione della struttura sarà possibile aumentare il numero di animali in allevamento e di conseguenza la produzione di latte. Inoltre, la presenza di una sala latte permetterà lo stoccaggio e la successiva lavorazione. La volontà di edificare il fabbricato agricolo nasce principalmente da motivazioni personali legate alla volontà di svolgere l'attività agricola a titolo principale e dalla necessità di gestire l'allevamento in maniera razionale evitando di utilizzare strutture in affitto non idonee.La normativa, legata ad un reddito iniziale, chiede però di certificare un incasso che non è possibile quantificare se l'attività è appena nata, bloccando così sul nascere un'esperienza che, invece, potrebbe contribuire alla tenuta della montagna. Sull'incongruenza fra volontà di "vivere in quota" e norme legislative è stato coinvolto il consigliere regionale Guido Trento, che si è impegnato per proporre una modifica alla legge.Yvonne Toscani.

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Di Giuseppe Pietrobelli Avvinti come l'edera, (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 20-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Giuseppe Pietrobelli Avvinti come l'edera, ... di Giuseppe PietrobelliAvvinti come l'edera, avvinghiati come amanti che non vogliono lasciarsi andare, inchiavardati come qualche politico di casa nostra alla propria poltrona, gli enti inutili resistono al passare inesorabile del tempo. E nel loro abbraccio con la burocrazia ministeriale, seppur ridotti di numero rispetto a qualche anno fa, trovano la forza per non lasciare che qualche funzionario riesca nell'impresa impossibile di stampare il timbro che chiuda definitivamente ciò che è stato già chiuso per legge, dieci, venti, trent'anni fa.A Nordest ne sopravvivono incredibilmente ancora 8, come si può vedere dalla tabella a pagina due e come scopriremo in questo viaggio nei meandri di una burocrazia spesso cieca, ammalata di formalismo, incapace di operare scelte dettate dal buon senso che quasi sempre sono imposte dalla legge.(Segue a pagina 2).

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Addio, Ente Colonizzazione Veneto d'Etiopia (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 20-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Tra i "finalmente sepolti" anche l'Idrovia Venezia-Padova e molte casse malattia superate dal sistema sanitario decenni fa Gli enti inutili e la vicenda di una liquidazione infinita. L'elenco delle strutture chiuse a Nordest contiene davvero una prospettiva che affonda le sue radici in un passato lontanissimo. Basti pensare che il primo ad essere chiuso è l'Ente Colonizzazione "Veneto d'Etiopia". Era il 1957 e dopo di allora se ne sono aggiunti molti altri. Fino al 2000 sono state perfezionate 46 posizioni su un totale di 566 totali che hanno trovato la loro definizione. Ma dal 1957 si è dovuti arrivare al 1972 per registrare la prima chiusura liquidatoriacon ilCentro per lo Sviluppo Economico di Trieste, seguita un anno dopo dall'Istituto Interprovinciale per la lotta antimalarica nelle Venezie. In successione le pratiche hanno riguardato Casse di soccorso (per linee ferroviarie, municipalizzate, società di trasporto) o di malattia (per artigiani, commergianti, coltivatori diretti. Gli attivi maggiori furono registrati nel '95 dallaCassa Mutua Provinciale di malattia per gli artigiani di Pordenone con 544 milioni di lire, nel 1999 dal Consorzio per l'Idrovia Padova-Venezia con 531 milioni di lire, dallaCassa Mutua Provinciale per gli esercenti attività commerciali della provincia di Venezia con un miliardo 338 milioni di lire e dallaCassa Mutua Provinciale di Malattia per gli Artigiani di Padovacon un miliardo 698 milioni di lire. Imponente il disavanzo dellaCassa Mutua Provinciale di Malattia di Bolzanocon 8 miliardi e mezzo di lire.A partire dal 2000, viste le molte posizioni ancora pendenti, il Ministero dell'Economia e Finanze ha deciso di correre un po' (si fa per dire) ai ripari. In otto anni, fino al 31 dicembre 2007, le chiusure hanno riguardato in tutta Italia più di 200 enti dismessi, tra cui 19 del Nordest. sempre una piccola babele di consorzi, casse mutue e di soccorso per i quali la liquidazione delle pratiche arriva a trent'anni dalla legge che l'aveva prevista e un quarto di secolo dall'assunzione della pratica di liquidazione.PrendiamoleCasse Mutue Provinciali di Malattia per gli artigiani, che derivano da una legge del 1974 e hanno visto l'assunzione della liquidazione nel 1981. Quella diTrevisoviene chiusa nel 2001 (ma il decreto è pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale a fine 2002) con un disavanzo di 8.084 euro e 63 centesimi. Tempi simili per quella diVerona (disavanzo di 178 mila euro), diBolzano(disavanzo di 25 mila euro).Sono situazioni-fotocopia che si ripetono nelleCasse Mutue Provinciali di Malattia per i coltivatori diretti, che conoscono una identica tempistica normativa. Quella diPadova viene chiusa definitivamente nel 2003 con un avanzo di 313 mila euro finiti direttamenti nei capitoli d'entrata dello Stato, ma con un tesoro di crediti estinti pari a un milione 839 mila euro. Quella diRovigo (chiusa nel 2003) ha un disavanzo di 26 mila euro. Quella diVerona(2003) ha un disavanzo di 184 mila euro e ai liquidatori va anche una commissione di 16.806 euro, nonostante il quarto di secolo trascorso. Quella diBolzanoarriva nel 2004 con un disavanzo di 70 mila euro. Quella diUdine nel 2005, con un "rosso" di 99 mila euro. Quella diBelluno nel 2005 con un disavanzo di 28 mila euro. il trionfo della burocrazia anche nelleCasse Mutue Provinciali per gli esercenti attività commerciali. Servono 25 anni perchè nel 2003 vengano chiuse quella diBellunocon un avanzo di 169 mila euro, quella diBolzanocon un "rosso" di 15 mila euro e quella diTrieste con un versamento di un milione 22 mila euro nelle casse dello Stato. Almeno in questi casi i soldi sono stati trovati. La pratica relativa alla Cassa diVicenza viene chiusa nel dicembre 2005 con un bottino di 435 mila euro per le finanze statali; idem per quella diTreviso, con 89 mila euro di attivo.Da segnalare anche l'Opera Nazionale di Assistenza all'Infanzia delle Regioni di confine (che aveva sedi provinciali in ogni capoluogo friulano) chiusa nel 2002 a 25 anni esatti dal decreto di soppressione firmato nel 1977 dal presidente della Repubblica. In questo caso è stato contabilizzato un avanzo di bilancio pari a 2 milioni 170 mila euro e sono stati dichiarati estinti 445 mila euro di crediti, a quel punto inesegibili.Ma come spiegare la chiusura dellaCassa di Soccorso per il Personale Autoservizi Fap di San Dona di Piaveavvenuta nel 2002, ovvero quattro lustri dopo l'assunzione della pratica, senza alcuna contabilizzazione a bilancio?G. P.

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Gli enti inutili? A Nordest esistono ancora (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 20-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

La legge ne impone la liquidazione da dcenni, ma 8 sopravvivono. Grazie a una burocrazia dalle mille trovate (Segue dalla prima)In Italia sono in totale 86 gli enti per i quali la pratica è ancora aperta, a cui se ne devono aggiungere altri 19 per i quali il decreto di chiusura o di cancellazione è stato firmato, ma non ancora pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, nonostante sia trascorso anche un anno e mezzo dalla certificazione. come se ad un cadavere, ormai mummificato visto che la data del decesso è antica di decenni, non possa essere data sepoltura perchè manca sempre il timbro fatale.Ma è la storia esemplare di un ente che è riuscito a trovare la pace eterna solo qualche mese fa che merita di essere raccontata. Perchè spiega, meglio di una dissertazione, le ragioni che impediscono, a volte mezzo secolo dopo, la chiusura di pratiche ormai ammuffite e mangiate dai topi in qualche archivio romano. Per una manciata di euro, dovuti alla morosità di un piccolo Comune, si è inceppato un bilancio da quasi mezzo milione di euro.La Cassa Mutua Provinciale di Malattia per gli Artigiani di Rovigo è stata, come centinaia di strutture analoghe in tutta Italia, un punto di riferimento per gli artigiani del Polesine. Nel 1957 fu varata la legge 1533 che introduceva l'assicurazione obbligatoria contro le malattie per gli artigiani e istituiva le Casse. Poi nel '63 l'assistenza sanitaria pubblica venne estesa anche agli artigiani titolari di pensione, che fino a quel momento era stati sprovvisti di una forma primaria di assistenza sociale.Erano gli anni del "boom", della crescita non solo produttiva, ma anche delle tutele per i lavoratori. Nel 1974 (ovvero 34 anni fa) venne convertito in legge un decreto che si occupava dell'estinzione dei debiti degli enti mutualistici e avviava di fatto la riforma sanitaria. Quattro anni dopo, nel 1978, con la legge 833 fu istituito il Servizio Sanitario Nazionale. Sembra ieri, ma in realtà sono trascorsi trent'anni. Un anno dopo, il 31 dicembre 1979, le Casse Mutue venero poste in liquidazione. In realtà ci aveva già pensato il presidente della Repubblica, con un decreto dell'aprile 1977, ad individuare le gestioni di assistenza di malattia da sopprimere (oltre alle casse mute degli artigiani, anche quelle dei coltivatori diretti e degli esercenti di attività commerciali).Cosa c'entra la Cassa di Rovigo con questo pezzo di storia previdenziale? Che era di fatto morta già a quell'epoca, ma ha convinuato ad essere tenuta in vita. Un commissario liquidatore ne vegliò il cadavere dal giugno 1977 al giugno 1981. Poi la pratica passò in carico all'Ispettorato generale per la liquidazione degli enti disciolti, alias Iged. E qui cominciò la vera liquidazione.Da Rovigo partirono i libri contabili, gli inventari, il rendiconto di gestione, i residui di bilancio. Ma fu solo l'inizio di una marcia nel deserto delle scartoffie che è durato trent'anni per compiere le più elementari operazioni di un liquidatore: occuparsi dei beni che facevano parte del patrimonio della Cassa Mutua di Rovigo e definire i rapporti giuridici pendenti. Dietro ogni parola, una trappola. Dietro ogni bene, una contestazione. Dietro ogni credito o debito, un contenzioso. così che la Cassa Mutua è rimasta a galleggiare nel limbo della burocrazia. Uno tra le centinaia di enti ormai non più utili, e quindi inutile. Finchè nel 2006 qualche funzionario del Ministero del'Economia o di Fintecna, la finanziaria di Stato per i settori industriali e dei servizi che è ora titolare delle pratiche di liquidazione, si accorse che ad inceppare il meccanismo era un solo credito vantato nei confronti di un piccolo Comune. Si trattava di una somma ridicola, in apparenza. Ovvero, l'equivalente di 601 euro e 15 centesimi che il Comune di Bergantino, in provincia di Rovigo, non aveva mai sborsato quale rimborso per spesa di assistenza farmaceutica fino al 31 dicembre 1978.Erano trascorsi 28 anni e quel pugno di soldi teneva tutti in scacco. Altro che pulviscolo di polvere, era un vero macigno. Di contenziosi del genere ve ne sarebbero ancora ventimila pendenti in tutta Italia. Infatti, lo Stato ha deciso che deve recuperare fino all'ultimo centesimo dai creditori, anche se l'impresa è titanica e costosa. Giusto, da un punto di vista del principio. Disastroso da un punto di vista pratico. Fino al 1989 solo le somme inferiori alle 500 lire non dovevano dar luogo a recupero di crediti o al pagamento di debiti. Ma dalle 501 lire in poi l'imperativo era categorico: cercare di incassare, a suon di carte e ingiunzioni, l'intera somma. Il tetto fu dapprima elevato a 20 mila lire e solo nel 1995 è stato portato a 103,29 euro.Come fare con i 601,15 euro che il Comune di Bergantino non voleva scucire? Avvalersi di una legge più recente, rispetto al 1977, che consente di trasferire il credito. Ecco che in ampolloso decreto del 23 ottobre 2006, il ragioniere generale dello Stato ritiene "al fine di accelerare la definizione della chiusura" di avvalersi della scorciatoia che salva la forma, ma non la sostanza. Il credito di 601 euro e pochi cent viene trasferito dalla Cassa Mutua in liquidazione all'Ufficio accertamento e notifica sconti farmaceutici, la cui sigla è Uansf.Si può pensare che i soldi non sono stati ancora recuperati, eppure il credito è ancora lì, intatto, un monumento alla resistenza parsimoniosa dello Stato. così, ma basta scorrere l'elenco degli enti inutili, indicati eufemisticamente dal Ministero dell'Economia come "Gestioni Domestiche da chiudere", per scoprire dov'è finito quell'imponente credito. In un altro ente che da decenni deve essere chiuso. l'ultimo, all'ottantaseiesimo posto della lista. Soppresso anch'esso formalmente nel 1977 e finora sopravvissuto ad ogni tentativo umano di dargli sepoltura.Com'è finita? Uansf (in liquidazione da trent'anni) ha versato 601,15 euro alla Casa Mutua di Malattia per gli artigiani di Rovigo (in liquidazione da trent'anni), diventando nuova creditrice nei confronti del Comune di Bergantino. Il decreto è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.. E così, nell'anno di grazia 2007, lo stesso Ragioniere dello Stato pubblica sulla Gazzetta Ufficiale un altro decreto con cui annuncia alla comunità italiana che "le operazioni di liquidazione" della Cassa Mutua di Rovigo sono ultimate, che "la liquidazione del patrimonio può dichiararsi chiusa" e che il bilancio può essere approvato. Uno Stato alquanto soddisfatto può contabilizzare la bellezza di 401 mila 679 euro e 26 centesimi di avanzo finale. E la Cassa Mutua può finalmente riposare in pace, anche se la sua vita da viva (vent'anni) è durata molto meno della sua vita morta (29 anni). Adesso, è morta per davvero.Giuseppe Pietrobelli(1. Continua).

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DAL MONDO (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 20-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

NAZIONI UNITERicordato l'attentato a Baghdad del 2003Le Nazioni Unite hanno commemorato ieri a Ginevra il quinto anniversario del devastante attentato del 19 agosto 2003 contro il quartiere generale dell'Onu a Baghdad, in cui persero la vita 22 impiegati dell'Onu, tra cui l'Alto commissario dell'Onu per i diritti umani e Rappresentante speciale del Segretario generale dell'Onu in Iraq Sergio Vieira de Mello.ISOLA DI WIGHTScoperta villa romana di grandi dimensioniRinvenuta una delle più grandi ville di epoca romana mai scoperte in Inghilterra, a Brading, sull'isola di Wight. La costruzione risale a circa 1.800 anni fa, è grande quanto una piscina olimpionica ed ha una pianta simile a quella di una chiesa con una navata centrale e due absidi ai lati.NEPALESE IRRIDUCIBILELa fedeltà arriva alla venticinquesima moglieDopo venticinque mogli sembra finalmente aver trovato la felicità. Ramchandra Katuwal, un nepalese di 49 anni ha finalmente deciso di non sposarsi più e di rimanere fedele alla sua venticinquesima moglie, con cui vive in armonia da sette anni e da cui ha avuto due figli.CUBA CAMBIA REGIMETagli al sistema di assistenza socialeSecondo il Financial Times, Cuba starebbe considerando tagli al suo generoso sistema di assistenza sociale, uno dei pilastri del sistema comunista negli ultimi 50 anni, per spingere la gente a lavorare di più. Secondo esperti del governo de L'Avana i cubani sono stati "eccessivamente protetti" da un sistema che contiene i prezzi degli alimentari e limita i guadagni delle persone, causando scarsità di forza lavoro in industrie importanti. Tutti i cubani hanno diritto a beni alimentari di base, a prezzi molto più bassi che in qualsiasi parte del mondo. Affitti e bollette sono molto economici, mentre scuola e sanità sono del tutto gratuite. NEW YORK NOSTALGICAAd East Harlem prezzi anni TrentaPizza a 90 centesimi alla fetta, bibite a dieci, 90 per una bistecca di salmone alla griglia, la portata più cara: ieri a East Harlem, l'ex quartiere italo-americano di Manhattan, centinaia di persone si sono messe in fila davanti a Patsy's, storico locale della zona che ha festeggiato il 75. anniversario riportando i prezzi del listino a quel che erano nel 1933.IL NONNO DEL MONDOMorto indiano vecchio di 139 anniSi è spento all'età di 139 anni l'indiano Habib Miyan, considerato l'uomo più vecchio del mondo, il decesso è avvenuto ieri a Jaipur, nell'India occidentale. Stando a quanto riportato dal suo libretto della pensione- l'unico documento ufficiale che possa confermare i dati anagrafici dell'uomo- Miyan era nato il 20 maggio del 1878. Un dato che l'uomo ha sempre contestato, in vita, affermando di essere ben più anziano, a causa della lentezza con cui, nella seconda metà del XIX secolo, la burocrazia locale registrava le nascite. la sua è comunque stata una vita che ha abbracciato tre secoli.

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ROMERO, IL BRONZO CHE VIENE DA LONTANO (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del 20-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Romero, il bronzo che viene da lontano PIERO MEI Pechino. A Cordoba, laggiù nell'Argentina, dove comincia la storia di questa preziosissima medaglia di bronzo (la diciannovesima a Pechino fin qui) che l'Italia ha vinto nella vela grazie a Diego Romero, il mare non c'è: c'è un laghetto artificiale, saranno tre i chilometri di superficie, ma c'è un buon vento, ricorda adesso che ha 33 anni Diego. Lì il papà lo portò trent'anni fa e lo mise su uno snipe. Lì, seduti sulla riva, nonno Juan gli diceva: teniamocelo questo passaporto italiano, chissà mai che non ci faccia comodo un bel giorno. Perché i Paschetta e i Seggiaro, bisnonni di Diego, venivano dalla provincia di Cuneo, ma nessuno in famiglia voleva staccarsi dalla bella Italia. All'indirizzo di casa arrivano sempre le buste elettorali, come accade a tanti italiani all'estero (e anche a di più...). A Diego piaceva la libertà che gli davano il laghetto e il vento. Il nome non gliel'hanno dato per via di Maradona, che nemmeno è un suo idolo: ne dovesse scegliere qualcuno nello sport, farebbe il cognome di Dominguez, il rugbysta, di nome Diego anche lui, specialità i calci piazzati. Pure Romero ha giocato a rugby. Un'altra tappa è un "metti una sera a cena" in quel di Hyères, nel Var, Francia, fra la Costa Azzurra e i Pirenei. Fu lì che a tavola il destino dell'Italia della vela e di Diego Romero s'incontrarono, dopo le regate. Diego non era molto soddisfatto dei suoi rapporti con la Federazione argentina e buttò là la storia del passaporto doppio (e vero: mica come quello di tanti calciatori) e i velisti italiani la colsero al volo. Burocrazia di rito e Diego diventò sportivamente azzurro, lui che aveva partecipato ai Giochi di Sydney e di Atene (22esimo e 13esimo posto) per l'Argentina. Ora Diego aveva il cuore diviso a metà: venne a vivere a Genova, iscrivendosi al Circolo Nautico di Sturla, ma passò anche molti dei suoi giorni sul lago di Garda, più grande assai del laghetto di Cordoba, ma il vento è buono anche lì. La classe delle sue regate è il Laser, l'essenza stessa della vela, la barca monotipo, stesso scafo, stesse vele per tutti e conta il timonare, e dunque il timoniere. Richiede concentrazione e maturità, spiega Diego, tanto che ai primi tre posti siamo tre ultratrentenni. Un inglese, Goodison, e uno sloveno, Zbogar. Nella regata finale, la medal race, una specie di match race in flotta, l'inglese ha marcato stretto l'avversario diretto nell'acqua senza vento di Qindao, il bacino olimpico conosciuto per le sue alghe e per le sue correnti più che non per il suo vento. Diego pensava al suo: era partito quinto, doveva mettere una barca in mezzo e ce n'erano addirittura due, il francese Bernard e l'amico argentino Alsogaray, perché Romero dice che adesso lui ha due squadre. Riusciva nell'impresa, Diego Romero, e diceva che questo è il giorno più bello della sua vita, fin qui. Perché ne vuole un altro d'oro, a Londra 2012. E per questo è disposto anche a perdere più dei sette chili in sette giorni che ha perduto in questa vigilia cinese, tanto che per recuperare annunciava per la serata un'abbuffata di pasta e solomillo. Poi presto al lavoro, che il lavoro gli piace ed è la sua fortuna perché, dice, io il talento non ce l'ho, ma la voglia e il sacrificio sì. un tipo un po' solitario, che ama la bici e l'arrampicata e il triathlon, ma se trova un compagno di stanza come il giovane velista Heidegger è felice, perché Heidegger ha una cosa speciale: sorride. Chissà se riuscirà a sorridere oggi nella sua medal race anche Alessandra Sensini; chissà se sorrideranno i fratelli Sibello, quarti ufficialmente, ma con ricorso del Coni al Tas perché gli avversari hanno gareggiato con uno scafo non loro e non si può, anche se la Federazione internazionale ha già detto di sì. La medaglia è in mano agli avvocati mentre Romero tiene salda al collo la sua. di bronzo, ma scoprirà in oro come Marc'Aurelio in Campidoglio, così si spera, in data 2012.

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La Guardia costiera soccorre quattro diportistiPozzallo (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 20-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Un natante ha cominciato ad imbarcare acqua quando si trovava a dieci miglia al largo del porto Fascia costiera. Diversi i problemi da risolvere g.l.) Non c'è solo il caro bollette a tenere desta l'attenzione, e la preoccupazione, dei residenti e dei villeggianti della fascia costiera camarinense. Dopo il sit-in di protesta di lunedì mattina, che ha visto la partecipazione dei loro rappresentanti, torna a scendere in campo il comitato spontaneo "Pro Casuzze-Villaggio Azzurro-Caucana". Questa mattina, infatti, i rappresentanti dell'organismo terranno una conferenza stampa per fare "il punto della situazione sulla raccolta di firme ritenuta necessaria dopo una serie di incontri con i cittadini delle borgate della fascia costiera". Insomma, più che un'estate di vacanze e di riposo, sembra un'estate di problemi per i villeggianti di questa zona della costa iblea che, però, non ci stanno a rimanere sottomessi a scelte che arrivano dall'alto, in questo caso dalle amministrazioni locali, e vogliono a tutti i costi fare sentire la propria voce. "Anche perché - afferma Luca Salonia, uno degli esponenti del comitato - solo così si potranno dare delle risposte alla cittadinanza che, da tempo, attende di risolvere, una volta per tutte, una serie di questioni che, purtroppo, nonostante le nostre sollecitazioni, sono rimaste al palo. E siccome ci siamo stancati di attendere, oggi esporremo per filo e per segno che cosa non va". Lavoro. Sono in arrivo i "Buoni vendemmia" Con la vendemmia 2008, inizia in Sicilia la sperimentazione del sistema "Voucher" per il pagamento delle prestazioni occasionali di tipo accessorio. Trattasi di una particolare tipologia di rapporto di lavoro, previsto dalla Legge Biagi, che riduce la burocrazia a carico delle imprese agricole, combatte il lavoro in nero ed inoltre da la possibilità di integrare il reddito a studenti e pensionati attraverso lavori stagionali che caratterizzano l'agricoltura le cui operazioni colturali sono legati al ciclo biologico, come il caso della raccolta dell'uva. I lavoratori e i datori di lavoro interessati dovranno registrarsi presso l'Inps e di seguito i datori di lavoro dovranno richiedere i voucher (buoni) da utilizzare per la remunerazione del lavoro accessorio il cui valore nominale è fissato in 10 euro lordi per ogni ora lavorativa. Il lavoratore riscuoterà per ciascun buono euro 7,50 in quanto il 25% verrà trattenuto per pagare i contributi (13%), Inail (7%) e Inps (5%). Comunque il compenso è esente da ogni imposizione fiscale (ai fini della dichiarazione dei redditi) e non incide sullo stato di disoccupati o inoccupati. Gli interessati potranno rivolgersi allo sportello del Centro servizi Iripa-Sicilia in via Psaumida n.38 a Ragusa e presso i recapiti dei Centri per l'impiego dell'assessorato al Lavoro di Chiaramonte Gulfi, Giarratana, Ispica, Monterosso Almo, Pozzallo dove periodicamente erogano il servizio gli operatore del Centro servizi dell'Iripa, nonché presso le associazioni di categoria di datori di lavoro agricolo e potranno usufruire del servizio di assistenza per la registrazione. Donnalucata. L'Apofruit sviluppa la propria attività E' contrassegnata da un momento di forte sviluppo l'attività di Apofruit in Sicilia a sei mesi dall'avvio dell'attività nel nuovo stabilimento di Donnalucata (frazione del Comune di Scicli in provincia di Ragusa). Nell'area crescono sia il quantitativo dei prodotti ritirati dai 30 soci produttori orticoli, sia l'occupazione. I prodotti conferiti sono passati dalle 1.500 tonnellate del 2007 (lasso di tempo nel corso del quale l'attività di ritiro e lavorazione era affidata alla società controllata Moc Mediterraneo) alle 3.800 tonnellate del primo semestre 2008. Nello stabilimento ragusano, nel 2007, erano in organico 39 lavoratori stagionali, al 30 giugno scorso la cooperativa contava 4 dipendenti fissi e 107 dipendenti stagionali, che hanno realizzato 7.424 giornate lavorative (+206% sul 2007). "I risultati conseguiti in questi primi sei mesi di attività - spiega Alfonso D'Aquila, responsabile di Apofruit nell'area - hanno superato ampiamente le nostre previsioni. Siamo soddisfatti di quanto realizzato, ma vogliamo crescere ancora".

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Tutti contro Favre Sfida tra 5 guide (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 20-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il caso Il Soccorso alpino al voto il16 settembre Seicento gli elettori IL CANDIDATO A META' CHAMPION CI RIPROVA La giunta sceglierà fra i tre più votati dall'assemblea ENRICO MARTINET Tutti contro Favre Sfida tra 5 guide Edy Grange, Courmayeur "Mi sono messo in lizza per garantire il voto a tutti" Un anno e mezzo fa era stato sconfitto solo al ballottaggio AOSTA In carica Adriano Favre, 54 anni, è il direttore uscente. E' al secondo mandato. Guida di Ayas, lunga esperienza alpinistica, fra cui molte spedizioni sulle montagne più alte del mondo. E' l'artefice della nuova legge.Molto più di una sfida. "Legge nuova? E allora si deve cambiare". La "corsa" alla direzione del Soccorso alpino valdostano è lanciata. A sorpresa, i candidati sono 5. In quattro vogliono il posto di Adriano Favre, secondo mandato da direttore, che un anno e mezzo fa aveva vinto al ballottaggio su Marco Champion, guida di Aosta, 54 anni. Champion ci riprova e parla di "due schieramenti, credo che sarà così". E dell'alleanza con Andrea Perrod, 46 anni, presidente delle guide di La Thuile. Gli altri due candidati sono Edy Grange, 42 anni, capo guida della società di Courmayeur e Alessandro Cortinovis, di Arnad che ha già pronto un programma di 18 pagine. In realtà i candidati sono quattro perché Grange dice: "Mi sono proposto per avere la sicurezza di poter andare al voto". Già, perché la nuova legge ha rivoluzionato l'elezione del direttore: non più "grandi elettori", cioè i 13 rappresentanti delle stazioni di soccorso più quelli dei medici e dell'Unione valdostana guide, ma l'assemblea di guide e volontari. Grange: "C'era la sensazione che i candidati fossero soltanto tre e allora l'assemblea non si sarebbe potuta esprimere e ci sarebbe stata la scelta della giunta regionale". Se i candidati sono più di tre l'assemblea vota una terna e il direttore viene poi scelto dal governo regionale. E' stata così avviata una campagna elettorale che si annuncia calda. Favre pare isolato. Tutti contro di lui? Perrod: "Guardando chi si è candidato parrebbe di sì". E Grange, che già si è tirato fuori dalla lotta e andrà ad appoggiare "un giovane, o Cortinovis o Perrod", spiega: "Il compito è complesso. Occorre tornare ai tempi di Franco Garda, più praticità e meno burocrazia. Ci vuole un cambiamento e cioè un direttore che abbia la competenza professionale di Favre e sappia operare una svolta. Ripeto, c'è troppa burocrazia, decidono i funzionari, non le guide. Il cambio è necessario altrimenti nessuno cresce mai". Favre ha ridisegnato la nuova legge (il compenso del direttore non è cambiato, 30 mila euro lordi l'anno) poi portata al voto del Consiglio regionale. Tutti d'accordo sul nuovo sistema elettorale perché permette a chi opera nel soccorso di esprimersi e limita gli accordi. Ma Champion dice: "Sia la legge sia lo statuto sono da modificare. Tutto è stato calato dall'alto. Per questo non sono d'accordo con la gestione Favre, perché oggi le guide eseguono e basta. Si è scelto di imporre le decisioni. Il risultato è un attrito gigantesco". L'ultima scelta spetta alla giunta regionale: avrà da scegliere fra i tre più votati dell'assemblea. Una logica contenuta nella legge proprio perché il Soccorso alpino rappresenta la Regione. Ma c'è uno scontro partitico? "Non mi pare", dice Perrod. Il più politico degli sfidanti di Favre è Cortinovis, iscritto da anni nell'Uv, vicesindaco per il Leone nel Comune di Arnad. "Com'è concepita la legge, sarà il presidente della Regione a dare indicazioni per uno dei tre eletti dall'assemblea. I criteri che seguirà li conosce soltanto lui". Cortinovis annuncia una campagna porta a porta e al telefono: "Contatterò il più possibile chi opera nel soccorso proprio perché questa volta a votare sono tutti, una scelta di democrazia, non c'è dubbio, quindi ogni candidato si gioca le proprie carte. E' il programma però che deve convincere". Perrod sottolinea come siano "le piccole cose che devono cambiare". Spiega: "Penso a noi turnisti, cioè alla guide che fanno servizio, a turno, 24 ore su 24. Secondo me le guide sono tenute troppo in secondo piano". Una critica comune, che già nell'elezione passata aveva messo in difficoltà Favre. Le guide alpine svolgono un'attività individuale e mal sopportano le regole di un'organizzazione complessa come il Soccorso alpino. Grange ha messo in evidenza le due "vie", quella pratica alla Franco Garda e quella più organizzata attuale che è simile a una Protezione civile per la montagna. A fine mese gli schieramenti di cui parla Champion si conosceranno. Per ora tutto è ancora in gioco. Lo stesso Champion dice: "Litigare, polemizzare non serve a nulla, occorre cambiare il modo di dirigere il Soccorso perché così com'è oggi provoca scontri, malumore".L'antagonista Alessandro Cortinovis, 41 anni, guida di Arnad, è fra i candidati il più politico. E' iscritto all'Union valdtaine ed è il vice sindaco di Arnad. "La politica? Io punto sul mio programma, questo è importante".

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Dietro i voucher rischio lavoro nero (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Reggio" del 21-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Dietro i voucher rischio lavoro nero" La Cisl boccia senza appello le nuove modalità di assunzione REGGIO. Il sistema dei voucher, introdotto dal governo per il pagamento di prestazioni di lavoro occasionale come la vendemmia, non piace alla Fai-Cisl, che invita gli interessati a richiedere, invece, l'assunzione come lavoratori agricoli dipendenti. Il sindacato di categoria della Cisl mette in guardia gli studenti, i pensionati e in genere coloro che, liberi da impegni continuativi, prendono in in considerazione le offerte di impiego di breve durata: "Con i voucher non si pagano i contributi per avere diritto alla pensione da lavoro dipendente, all'assegno di disoccupazione, all'indennità di malattia, alla maternità e agli assegni familiari. Inoltre non spettano le prestazioni salariali integrative della Cassa mutualità dei lavoratori agricoli". La questione riguarda le operazioni agricole stagionali, che richiedono per poche settimane molta manodopera, spesso assunta in nero. Per favorirne la regolarizzazione e riscuotere i contributi previsti senza lunghe e dispendiose formalità, l'esecutivo consente alle aziende di utilizzare il nuovo sistema, per loro più semplice e conveniente rispetto a un vero e proprio contratto di lavoro. Il committente acquista i voucher al prezzo di 10 euro ciascuno, che al dipendente frutteranno una retribuzione netta unitaria di 7,50 euro. La differenza di 2,50 euro, che viene trattenuta dallo stato, comprende la contribuzione a favore della gestione separata dell'Inps (13%), dell'assicurazione Inail (7%) e della gestione del servizio (5%). "Ciò significa - obietta Archimede Cattani, segretario provinciale della Fai - che chi esegue prestazioni di lavoro accessorio non è considerato lavoratore dipendente, in quanto i contributi del 13% non sono versati a favore della gestione ordinaria dell'Inps, che dà diritto a prestazioni quali la pensione da lavoro dipendente. In particolare gli studenti, prima di accettare questa nuova tipologia di lavoro, dovrebbero prendere in considerazione le conseguenze sul loro già precario futuro previdenziale. Nemmeno la tanto contestata burocrazia sarà superata. Anzi, è prevista l'introduzione di liste, la prenotazione dei buoni, i pagamenti attraverso la posta o tramite card". Il sindacato teme che la nuova normativa finisca per generalizzarsi, sostituendosi ai contratti tradizionali. In questo modo verrebbero deregolarizzati i rapporti di lavoro nell'intero settore agricolo. Inoltre, a suo avviso, il sistema dei buoni prevede lo stesso compenso per tutti, senza tenere conto delle diverse professionalità, delle ore straordinarie e festive. (l.s.).

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Rimborso-beffa dal Consorzio Brentella (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 21-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Dopo un anno vince la battaglia con l'ente di bonifica: "contributo non dovuto" e inizia l'odissea tra telefoni muti e burocrazia per la restituzione Rimborso-beffa dal Consorzio Brentella Gli riconoscono il diritto a riavere i 17 euro pagati ma riscuoterli è un'impresa CASTELFRANCO. Il consorzio Brentella gli deve 17 euro e 80 centesimi, ma averli è un'impresa quasi più ardua di quella di farsi riconoscere il credito. Un cittadino di Bella Venezia è riuscito a dimostrare che il contributo pagato per il 2007 non era dovuto, ma chissà quando riavrà i suoi soldi. "Mi è arrivata una lettera, dicono che devo andare a ritirarli a Treviso, ma da 2 mesi non risponde nessuno al telefono dell'ufficio incaricato". Informarsi sugli orari, andare a Treviso, produrre documenti. Tutto questo per 17 euro e 80 centesimi. Questa la paradossale vicenda di cui è protagonista R. A., di Bella Venezia. All'origine c'è l'annosa questione dei contributi per il consorzio Brentella. Proprio un castellano, Luciano Bonin, ex consigliere dell'ente di bonifica, condusse una battaglia decennale per il riconoscimento del principio secondo cui non si può pretendere il pagamento di contributi inferiori a 10,33 euro. Nel 2007 la Regione alzò la soglia 16,53 euro, stabilendo che tutte le cartelle al di sotto fossero pagate dalla giunta veneta, come contributo straordinario all'ente. La stesso Bonin dimostrò che in alcune cartelle la somma veniva alzata sommandovi dei "ruoli arretrati" di pochi centesimi, in modo da superare i 16,53 euro e incassare la somma. Insomma, bastava sommare i contributi legati ad anni diversi, per far pagare il contribuente: una furbata che fu fermata dal difensore civico regionale nella scorsa primavera. Questa nuova vicenda ha tratti simili: anche in questo caso la cartella riguardante l'anno 2007 recapitata al contribuente supera di poco la soglia minima regionale, arrivando a 17,80 euro. E anche in questo caso si è arrivati a tale somma con un escamotage. "Io vivo al primo piano - racconta il contribuente - Sotto abita mia madre. I soldi dovuti per la terra intorno alla casa vengono già messi in conto a lei e io dovrei pagare solo per la superficie dell'appartamento. La mia cartella sarebbe di poco più di 14 euro. Invece hanno messo in conto anche a me i diritti di irrigazione e altro, facendoceli pagare, di fatto, due volte, pur di superare il limite". Dopo aver pagato, R.A. ha scritto al consorzio esponendo le proprie ragioni. E il 24 giugno scorso gli è stata recapitata una lettera che gli riconosceva il diritto al rimborso dei 17 euro e 80 centesimi versati. Ma il documento non arrivava dal Brentella, bensì da Equitalia Nomos spa, azienda del gruppo Equitalia, che fa riferimento ad Agenzia delle Entrate e Inps, a cui sono state esternalizzate le riscossioni e i rimborsi. "Mi scrivono che per avere i miei soldi devo presentarmi al loro sportello, a Treviso - riferisce R.A. - Ma io per principio non vado, come ho pagato via posta non mi possono rimborsare via posta? E' un errore loro. E poi quando vado? Sono 2 mesi che telefono per capire quando sono aperti, e non trovo mai nessuno". (Lorenzo Zamponi).

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Bollino blu a pagamento (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 21-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Bollino blu a pagamento un arbitrio per far soldi Vorrei porre l' attenzione su un fatto a dir poco scandaloso, promosso dal piano regionale di tutela e risanamento dell'atmosfera. Sto parlando del famigerato "bollino blu" per il quale si richiede a pagamento il controllo dei gas di scarico di tutti i veicoli. Ricordo a tutti che la revisione dell'auto comporta anche il controllo dell'emissione dei gas di scarico e quindi mi chiedo: perché devo pagare due volte lo stesso controllo? Non è forse vero che una legge italiana nonché codice della strada e la motorizzazione civile dice che quando un veicolo ha passato la revisione, inclusa quella dei gas di scarico, che viene eseguita dopo i primi quattro anni di vita del mezzo e poi ogni due, il mezzo stesso è abilitato alla circolazione sull'intero territorio nazionale, fatta eccezione di alcune limitazioni alla circolazione decise dai Sindaci, che in questo caso non mettono mano nelle tasche dei contribuenti? Quando un tutore della legge mi fermerà constatando che il mio mezzo non ha il bollino blu, cosa mi potrà contestare? Che inquino? Impossibile avendo fatto la normale revisione al veicolo, gas inclusi. Conclusione molti cittadini andranno per vie legali con ricorsi al Giudice di pace perché le sanzioni non verranno pagate, creando intasamenti nelle maglie della giustizia con spreco di soldi visto che questi ricorsi costeranno un bel pò alla regione. E allora chiedo perché in Italia ci si nasconde sempre dietro a false motivazioni di leggi che potrebbero esprimersi con più franchezza tipo: Veneti ci servono soldi per la Regione, tutti dovranno pagare 1 euro per ogni veicolo in possesso. La gente, non dico che pagherebbe volentieri, ma sarebbe contenta di non avere perso tempo in lunghissime file; così crederebbe un po' di più, forse, negli organi Regionali. Paolo Brendon Vittorio Veneto Assegno vitalizio e stranieri la cuccagna sta per finire Con l'approvazione della legge che aumenta da 5 a 10 anni l'obbligo di residenza degli extracomunitari che lavorano in Italia, e che richiedono il ricongiungimenti dei genitori ultrassessantenni i quali, se in possesso dei requisiti previsti, ottengono un assegno vitalizio, le richieste con la modifica approvata ne limiterà il numero che ad oggi si contano a centinaia. La cuccagna è noto funziona così: appena ottenuto l'assegno sociale i genitori ritornerano in patria (la maggior parte sono albanesi) continuando la riscossione del contributo esentasse, la cifra di 550 euro mensili oltre la tredicesima che assicura a loro nei loro paesi di appartenenza un tenore di vita più che dignitoso. In Italia una coppia di anziani difficilmente riuscirà a garantirsi tutti i giorni caffè e latte con i biscotti con un'analoga cifra, sebbene molti nostri anziani percepescano pensioni di solo 600 euro mensile, pur avendo contribuito allo sviluppo economico della nazione. Il provvedimento che stanzia il vitalizio risale al 2001 dell'allora governo Amato. L'Inps che eroga l'assegno chiede alla questura il perché dell'enorme rilascio di permessi ai genitori che chiedono la residenza ma finché le leggi restano queste le stesse questure che possono fare? I controlli sono quasi imposibili. Nel contesto lo stato appalta gli extracomunitari ai sindacati e ai loro patronati, vedi l'assistenza sociale dei rinnovi dei permessi di soggiorno, calcoli della pensione, denuncia dei redditi, pratiche sanitarie e sociali per ottenere case popolari, sussidi per gli asili nido, ecc. Istituti che si possono definire di mediazione sociale, che si sono conquistati una sorta di monopolio tra burocrazia e cittadini per un consenso sociale e politico. Il fondo che va ai patronati è sostenuto con una quota dagli enti di previdenza "soldi della pensione". Per poter evitare gli abusi che molti furbetti perpretano ai danni dello stato, ben vengano le proposte di dare la residenza in base ai redditi che denunciano, considerato che negli ultimi anni gli immigrati sono quasi raddoppiati. Enzo De Megni Ponzano I vampirizzati del lavoro senza il Ferragosto Tanta,anche dopo ferragosto, la gente ancora in vacanza, magari a casa propria, se non ai monti o al mare oppure all'estero nei centri benessere e nelle città d'arte. Ma quasi altrettanta è la gente al lavoro, io compreso, e lo reputo una fortuna, non solo perché lavorando si ha l'occasione di evitare d'essere in vacanza nella stagione più cara e affollata dove si è in coda a caro prezzo, storditi dal caldo, esageratamente lieti e distratti dal riposo comandato. Tutavia, anche se il lavoro è il posto degli incontri più approfonditi e incredibili, sono tanti i lavori difficili. Non dev'essere facile pensare di tornare al lavoro per i medici delle chemio inutili e dell'accanimento terapeutico, nè per l'avvocato dei delinquenti e neppure per il vigile che deve gabellare i passanti con l'autovelox, nè il lavoro dell'attore che deve prestarsi a rendere credibili le bugie. E neanche quello della rockstar che in cambio della visibilità deve prestarsi a promozionare le droghe e ogni stravizio, deve essere un lavoro davvero invidiabile, se paragonato alla vita di chi può permettersi di non fare del lavoro una ragione di vita, di lavorare senza tradire la propria natura, senza entrare in conflitto con la propria cultura e quel che pensa crede sia bene e giusto e senza dover lasciare al lavoro il meglio di sè per tutta una vita. Fabio Morandin Ponte di Piave.

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STORIE ITALIANE (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 21-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 21/08/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:CULTURA I 24mila dossier sui collaboratori dell'OSS, antenato della CIA, durante la guerra STORIE ITALIANE DAGLI ARCHIVI USA Nella foto a sinistra: Piazza San Pietro subito dopo l'arrivo degli Alleati. A destra: partigiani in festa a Milano dopo la Liberazione. Sotto: le immagini di alcuni documenti degli italiani che durante la Seconda Guerra Mondiale lavorarono come spie per l'OSS, l'antenato della CIA. Gli archivi americani li hanno appena messi a disposizione, per la prima volta dopo oltre 60 anni WASHINGTON C'era anche un'ex guardia del corpo di Benito Mussolini, pentita di aver servito il Duce e ansiosa di scardinare il regime fascista, tra le centinaia di italiani che a partire dal '42 furono reclutati come spie dall'OSS, l'antenato della Cia durante la Seconda Guerra Mondiale. Lo rivela uno dei 24mila dossier sui collaboratori internazionali del periodo bellico, che l'agenzia di spionaggio americana ha appena messo a disposizione degli studiosi nell'archivio nazionale di College Park, nel Maryland. Dagli scatoloni al secondo piano di una palazzina a vetri tra Washington e Baltimora, a cui l'Ansa ha avuto accesso, spuntano documenti top secret e lettere scritte a mano, ordini di servizio e registrazioni di pagamenti, memorie di più di 60 anni fa, sepolte dentro inserti colorati e schedate con nome e cognome: un cognome che, in centinaia di casi, è italiano. Mario Morpurgo, origini romane e un identikit che lo dipinge istruito e poliglotta, fu uno degli uomini scelti dall'OSS per aiutare i partigiani italiani a liberare la Penisola dai tedeschi: questo nonostante nascondesse nell'armadio uno "scheletro" ingombrante. Anni prima era stato una guardia del corpo del Duce, un lavoro di cui si era pentito a tal punto, da trasferirsi a New York e reinventarsi una vita: ma il richiamo del tricolore aveva avuto la meglio e, entrato nell'OSS, Morpurgo aveva chiesto ai capi di essere trasferito in Italia per riscattare il suo Paese e il suo passato. "Voglio dimostrare che gli italiani non sono tutti codardi", si legge in un foglio ingiallito dal tempo che riporta le sue dichiarazioni. Un sogno diventato realtà perché l'ex bodyguard di Mussolini fu scelto, nel '44, per fare da tramite al confine italo-francese tra i partigiani italiani, i Maquis francesi e gli Alleati, con il compito non semplice di paracadutarsi Oltralpe per portare viveri e armi a più di 800 compatrioti. Le carte rivelano che, come lui, molti italiani lavorarono per l'OSS in quegli anni: spie o collaboratori, a volte erano laureati, a volte uomini senza istruzione. Gino Bozza, ad esempio - rivela il suo dossier - aveva fatto solo le elementari quando partì alla volta dell'America, dopo aver lasciato il lavoro del padre per cercare fortuna oltreoceano. In Italia aveva militato nei Balilla e negli Avanguardisti, ma una volta negli Usa si era rifugiato lontano dal regime fascista, aveva aperto una caffetteria a New York e si era improvvisato fornaio. Dalla sua storia, raccontata solo a metà dai documenti dei servizi segreti, si evince solo che Bozza fu assunto dall'OSS anche per le sue doti di sabotatore e che, promosso da anonimo panettiere a cuoco e tassista per gli agenti americani, trascorse 27 mesi all'estero lavorando anche in Italia. Mestieri che si intrecciano, ma anche storie di viaggi al di qua e al di là dell'oceano. Bruno Bisceglia, nome in codice "Wiggs", teneva la contabilità di una distilleria a San Josè, in California, quando fu assunto dai servizi segreti americani con l'incarico di amministratore esecutivo nella divisione di Roma - racconta la sua cartella. E se Bisceglia, classe 1917, era nato negli Usa da genitori italiani e con ogni probabilità si trovò catapultato, novella spia, nella realtà della capitale, a qualcuno dei suoi colleghi capitò il contrario. Nel dossier di Italo Caressa, nato a L'Aquila nel 1888 e trasferitosi a New York, ci sono ancora le impronte digitali, coi documenti che testimoniano il suo lavoro per l'OSS in un riservato laboratorio fotografico newyorchese. Un foglietto tra i tanti rivela, a 60 anni di distanza, anche il suo stipendio: 1440 dollari all'anno. Segreti e burocrazia, ma anche onore e medaglie strappate alla polvere degli scaffali. Così uno dei fascicoli porta il nome di Filippo Papa, partigiano italiano insignito dall'OSS di una stella d'argento per la "memorabile" battaglia combattuta contro i nazisti la vigilia di Natale del '44 a Pianosinatico, sull'Appennino Tosco-Emiliano. Altre storie emergono da un passato ancora recente: è l'aprile del 1945 e alcuni prigionieri - i generali Rodolfo Graziani, Ruggero Bonomi e Rosario Sorrentino - sono fascisti su cui i partigiani vogliono mettere le mani. A salvarli da morte certa è un coraggioso agente dell'OSS, il capitano Emilio Quincy Daddario, con la collaborazione decisiva del generale Raffaele Cadorna. Una rocambolesca fuga dal carcere di San Vittore permette di compiere la missione: prelevati di notte, con mezzi di fortuna, i generali arrivano a Bergamo. Nel file di Daddario, appena reso pubblico dai National Archives americani, con migliaia di documenti dell'OSS, è incluso un resoconto di sette pagine, fino a oggi "secret", del suo ruolo nei giorni della Liberazione di Milano, che sembra uscito dal copione di un film d'azione: viaggi in incognito con documenti falsi, trattative lampo in territorio nemico per evitare spargimenti di sangue, sparatorie, barricate, accese discussioni coi capi. Una storia conosciuta nelle grandi linee, ma che ora si arricchisce di nuovi dettagli. Daddario, oggi un ultranovantenne che vive a Washington, fu assegnato alla divisione italiana dell'intelligence americana. Agli ordini del maggiore Biagio Max Corvo varcò il confine dalla Svizzera sotto falso nome. A Cernobbio iniziò a negoziare con gli ufficiali tedeschi che presidiavano Villa Locatelli, adibita a ospedale, garantendo protezione ai feriti dal fuoco partigiano. In cambio ottenne la rinuncia alla resistenza armata e il passaggio sotto la sua custodia di Graziani, Bonomi e Sorrentino, nascosti nell'ospedale. A Como indusse alla resa delle armi i tedeschi asserragliati nello stadio agli ordini del generale Loyers. Rimessosi in marcia, fece il suo ingresso a Milano la notte del 26 aprile con una carovana motorizzata. Entrato in contatto con i tedeschi durante uno scontro a fuoco, Daddario si fece condurre dal colonnello Rouf, comandante delle SS e della polizia tedesca in Italia. Dopo due giorni di trattative accese - racconta il suo dossier - riuscì a convincere sia lui che il generale Vening, comandante della Wehrmacht, a non opporre resistenza. Sempre in contatto col generale Cadorna del CNL, Daddario evitò lo scontro con i 1500 partigiani di Moscatelli e quello che sarebbe stato "un inutile spargimento di sangue", quindi favorì l'evacuazione dei prigionieri tedeschi prima dell'arrivo degli americani. Mentre il corpo del Duce veniva esposto a Piazzale Loreto, e veniva scritta una delle pagine più controverse e tragiche di quei giorni, Daddario trafugava i tre generali guadagnandosi una citazione al merito da parte dei vertici dell'OSS.

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Blitz sui magistrati amministrativi (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Oggi (La Legge)" del 21-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi ItaliaOggi -magistrati tar Numero 198, pag. 18 del 21/8/2008 Autore: di Linda Sandulli presidente Anma Visualizza la pagina in PDF La denuncia dell'Anma: il restyling normativo fa perdere autonomia e indipendenza alla professione Blitz sui magistrati amministrativi Con il nuovo assetto troppa burocrazia per gli incarichi Con un emendamento parlamentare presentato dal relatore al testo, l'A.S. n. 585, è stato sbrigativamente se non brutalmente, e di soppiatto, stabilito che per lo svolgimento (e la revoca) di una vasta gamma di incarichi extraistituzionali da parte dei magistrati delle magistrature speciali, competente al rilascio della necessaria autorizzazione, è direttamente il presidente dell'istituto di appartenenza e non l'organo di autogoverno della magistratura amministrativa. Insomma, se il governo vuole disporre di magistrati amministrativi (per rimanere nel campo di nostro interesse) nel senso che vuole avvalersi della loro collaborazione anche mediante una collocazione fuori ruolo non ha che da chiedere al presidente del Consiglio di stato il quale, occorre immaginare che valutata la situazione esistente, per esempio, presso il Tar della Lombardia, autorizzerà direttamente il collocamento fuori ruolo dello stesso magistrato o lo svolgimento dell'incarico da parte sua con contemporaneo svolgimento dell'attività giurisdizionale. La disposizione ora detta, della quale l'Anma non è mai venuta a conoscenza se non dopo la sua approvazione a seguito, si ripete, di un emendamento del relatore, presentato e approvato in tutta fretta in ragione dei tempi lasciati alla discussione parlamentare, deve essere considerata unitamente all'altra, di appena qualche giorno fa, inserita in un diverso decreto legge, con la quale al capo del medesimo istituto è stato attribuito il potere di stabilire, sulla base di valutazioni sue, sia la composizione delle sezioni giurisdizionali sia di quelle consultive e anche della stessa Adunanza plenaria che all'interno della giurisdizione amministrativa svolge un importantissimo quanto delicatissimo compito nomofilattico. Una disposizione di tenore analogo riguardante la Corte dei conti e contenuta nel medesimo testo è stata, invece, stralciata. Con le due norme appena dette, approvate in pochi giorni senza alcun coinvolgimento delle pur numerose associazioni che rappresentano la magistratura amministrativa, ma negando anzi qualsiasi incontro e senza alcuna richiesta di parere preliminare all'Adunanza generale del Consiglio di stato, così come pure prevede il rdl n. 273 del 1939, a quel che si sa non ancora abrogato (a meno di qualche ulteriore sorpresa) è stato cambiato il volto della giurisdizione amministrativa. L'articolo che affida al presidente dell'Istituto il potere di organizzare le sezioni consultive e giurisdizionali è stato giustificato con esigenze di speditezza e celerità. Quello relativo all'autorizzazione allo svolgimento degli incarichi da parte del presidente dell'istituto non ha giustificazioni di sorta, non solo nel senso della sua inaccettabilità ma anche nel senso della mancanza di una qualunque indicazione che ne riveli il supposto fondamento. Probabilmente la disposizione, l'ultima in commento, farà felice chi di incarichi extraistituzionali vive e non tollera di correre nemmeno il rischio di un diniego da parte del suo organo di autogoverno in quanto forte delle sue ragioni ritiene che queste debbano trovare un'affermazione prima di ogni altra e diversa considerazione. Si perché anche a voler riconoscere grande competenza e conoscenza del nostro assetto interno al relatore all'A.S. 585 (oggi legge n. 121 del 2008) che nella vita svolge attività di avvocato penalista, non si può evitare il dubbio che vi sia stato un qualche_ suggerimento da parte di diretti interessati i quali non paghi della carriera ormai intrapresa (quella degli incarichi extraistituzionali super pagati per anni ed anni) hanno deciso di rendere più semplice il cammino verso l'incarico stesso eliminando qualunque possibile ostacolo. In ogni modo, quale che sia lo sfondo delle due disposizioni che, va detto, non tengono in alcun conto quel principio di leale collaborazione al quale ogni soggetto pubblico dovrebbe ispirare la propria azione, deve concludersi che allo stato, se non vi saranno pronti interventi correttivi, il volto della giurisdizione amministrativa risulta profondamente modificato tanto da potersi affermare che essendo venuti meno i caratteri necessari della giurisdizione vera e propria quali quello dell'autonomia e dell'indipendenza interna ed esterna del magistrato e della sua terzietà, l'assetto appare ora sempre più orientato verso una struttura burocratico-amministrativa. Non potendo, invero, nemmeno essere considerata una vera e propria azienda atteso che a differenza di questa non dispone di organi interni che consentano un esercizio bilanciato del potere che viene, sostanzialmente, affidato alla responsabilità di un unico organo monocratico di vertice dotato di poteri inimmaginabili per un plesso giurisdizionale. E i magistrati? Ci saranno quelli che frequentatori dei governi, di ogni governo, proveranno compiacimento per il nuovo assetto (non tutti, ovviamente, considerato che, per fortuna, anche tra questi ancora esistono colleghi animati da spirito istituzionale) e altri che da domani, sapendo di far parte di un'organizzazione con una forte connotazione burocratico-amministrativa si sentiranno autorizzati a dare la_ caccia all'incarico con conseguenze non proprio commendevoli per il plesso nel suo insieme. Lasciando da parte ogni considerazione interna alla magistratura amministrativa (non alla giurisdizione che non appartiene ai magistrati ma ai cittadini di questo paese) occorre poi chiedersi se le modificazioni apportate e l'assetto che ne emerge debbano essere resi chiari a chi si rivolge al giudice amministrativo, nel senso che qualunque ricorrente debba essere posto in grado di valutare, a prescindere ovviamente dai delicati profili costituzionali coinvolti con le disposizioni che si commentano, il livello complessivo di affidabilità di un ambito di giurisdizione così organizzato. Anche il nostro organo di autogoverno si è espresso, inascoltato (per ora limitatamente alla disposizione che attribuisce al presidente dell'Istituto il potere della formazione delle sezioni consultive e giurisdizionali), in senso critico rispetto alla scelta operata. Probabilmente, molto probabilmente, anche sulla seconda disposizione, vale a dire quella sull'autorizzazione allo svolgimento di incarichi extraistituzionali, lo stesso troverà modo di pronunciarsi magari con uno spunto interpretativo costituzionalmente orientato che consenta di evitare la concretizzazione del pericolo appena enunciato. Ma, senza nascondersi le difficoltà, che potrebbero insorgere anche a livello di contenzioso da parte di chi si sente leso da un diniego di autorizzazione allo svolgimento di incarichi pronunciato da un Organo di autogoverno, allo stato fortemente indebolito, deve, in ogni caso, stigmatizzarsi il metodo seguito nell'adozione di norme così rilevanti che prescinde da una visione complessiva e razionale dei problemi, da ogni forma di dialogo e di trasparenza e si appiattisce sull'interesse personale di chi dovrebbe essere al servizio delle istituzioni e non di sé stesso. L'autunno non potrà non vedere impegnata l'associazione in un'azione decisa per la modifica di norme tanto improvvise quanto improvvide.

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Regione, fuori i dirigenti (sezione: Burocrazia)

( da "MF Sicilia" del 21-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

MF Sicilia Numero 166 pag.2del21/8/2008 | Indietro Regione, fuori i dirigenti Sicilia Palazzi & Denaro Di Antonella Sferrazza la giunta ha avviato lo spoils system. al via la corsa alle poltrone L'esecutivo ieri ha azzerato 33 contratti, restano in carica solo per i prossimi 45 giorni Quiescenza per chi ha 40 anni di servizio. La lotta dell'Udc per salvare Cartabellotta Oggi incontro Lombardo-Calderoli sul federalismo. La replica del governatore a Fitto Si chiama spoils system ma ha tutto il sapore del manuale Cencelli applicato ai piani alti della burocrazia regionale. Parliamo della decisione di ieri della giunta regionale di azzerare 33 contratti di dirigente generale ai dipendenti dell'amministrazione. Una decisione che apre il valzer delle poltrone e che vedrà tutti i partiti di centro-destra impegnati in una lotta senza quartiere per piazzare i propri uomini nei posti chiave dell'amministrazione. Ma dovranno fare i conti con un Raffaele Lombardo determinatissimo a ridisegnare l'assetto politico-istituzionale senza concedere sconti a quegli alleati che di tanto in tanto giocano a fare la parte dell'opposizione. Forza Italia in testa. Ma una delle partite più delicate, in tema di dirigenti, si giocherà tra il partito del presidente, l'Mpa e l'Udc di Salvatore Cuffaro. Il quale sembra proprio non digerire l'idea di rimanere tagliato fuori dai posti che contano. Un esempio su tutti, la lotta sottobanco fatta per mantenere al suo posto il potentissimo dirigente generale dell'assessorato all'agricoltura, Dario Cartabellotta, vicinissimo all'ex governatore Udc. Improbabile che Lombardo possa decidere di rimpiazzare un cuffariano doc in un ruolo che si rivela strategico nella gestione di finanziamenti. E come in ogni gioco delle parti che si rispetti, l'assessore ai beni culturali Antonello Antinoro, esponente dell'Udc, ha mostrato segni di insofferenza nei confronti di Romeo Palma, dirigente del suo assessorato vicino all'Mpa. Al suo posto i cuffariani vorrrebbero Adele Mormino, già capo di gabinetto. La partita è ancora tutta da giocare e comunque per i prossimi 45 giorni i dirigenti in carica continueranno a gestire i dipartimenti mentre per alcuni matureranno gli effetti del provvedimento approvato la scorsa settimana, che prevede il pensionamento automatico per chi ha raggiunto il quarantesimo anno di servizio. Il governo ha anche deciso di spostare all'Ispettorato tecnico regionale Alessandra Russo, che lascia la Formazione professionale. L'interim sarà assunto da Patrizia Monterosso. Sempre ieri la giunta ha approvato il disegno di legge che riduce il numero dei dipartimenti regionali e ridisegna le competenze degli assessorati. Il ddl dovrà però affrontare il suo percorso legislativo all'Ars dove tutto può succedere. Ma il tema del momento resta il federalismo fiscale. Oggi Lombardo incontrerà a Bergamo il ministro per la semplificazione Roberto Calderoli, per esaminare la bozza della riforma. Ieri Lombardo ha replicato al ministro per i rapporti con le regioni Raffaele Fitto, vicinissimo al Cavaliere, che in un'intervista a ItaliaOggi ha esortato le regioni a statuto speciale a non arroccarsi sui propri privilegi. "Sono portato a non credere che Fitto abbia parlato di privilegi, so che conosce lo Statuto della regione e che le prerogative attribuite alla Sicilia, per oltre sessant'anni, sono state disattese", ha dichiarato Lombardo, "del resto, dovrebbe essere proprio il ministro per le Autonomie regionali a farsi carico di queste inadempienze e trovare vie d'uscita immediate. Ci sono precedenti incoraggianti, mi piace ricordare il lavoro di La Loggia qualche anno fa. In altri casi siamo stati costretti a subire il silenzio delle istituzioni dinanzi a inadempienze di rilevanza costituzionale. Ricordo che lo Statuto della Regione è parte integrante della Costituzione". .

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I buoni vendemmia non decollano coldiretti: ancora troppa burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 21-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Prima Pagina I buoni vendemmia non decollano Coldiretti: ancora troppa burocrazia SOLO UNA RICHIESTA UDINE. Falsa partenza dei voucher per la vendemmia 2008: dopo circa dieci anni di attesa, nel giorno in cui arrivano sul mercato sono snobbati. Un flop, insomma. Almeno per il momento, visto che, come sottolineano i rappresentanti delle associazioni di categoria, il bilancio andrà fatto tra circa un mese, a vendemmie concluse. Intanto, i dati relativi ai primi due giorni di vendita dei voucher evidenziano magri risultati: in provincia di Udine e Gorizia non ne è stato venduto nessuno, in quella di Pordenone uno. Un esordio che definire in sordina è un eufemismo. Malgrado questo, le associazioni di categoria si dicono fiduciose, ma c'è anche chi se la prende con la burocrazia. I SERVIZI A PAGINA 8.

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"Treno per Lourdes? Dalle Ferrovie soltanto ostacoli" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 21-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il caso Un calvario organizzare il convoglio "Treno per Lourdes? Dalle Ferrovie soltanto ostacoli" GIUSEPPE ORR VARALLO Oggi alle 14, 150 palloncini colorati saluteranno la partenza del treno speciale Varallo - Lourdes. E' il classico saluto che segna l'inizio e la fine di ogni pellegrinaggio al santuario mariano più importante del mondo, che quest'anno sottolineerà il 150° anniversario dall'apparizione della Madonna. Alle 13,30 ci saranno il sindaco, il parroco e pure la banda musicale a salutare i fedeli in partenza. Insomma, sarà una festa. Ma quanta fatica c'è voluta prima di poter gridare: "Signori, in carrozza". Il pellegrinaggio per eccellenza è infatti iniziato con un calvario. E' quello che i dirigenti dell'Hospitalitè Varallo - Valsesia hanno dovuto affrontare, scontrandosi col muro di burocrazia innalzato da Trenitalia e Rete ferroviaria italiana. La prima è proprietaria dei convogli, la seconda della linea. Il problema della Novara - Varallo, infatti, è che l'ultima stazione viene considerata Borgosesia. Quando da questa località il treno deve procedere al capolinea valsesiano, sulla linea non possono incrociarsi due convogli. "Il fatto - spiega il responsabile del pellegrinaggio, Marco Torri - è che la stazione di Varallo ha un solo binario abilitato. Lo scalo merci e il secondo binario sono stati praticamente cancellati dalle carte e, di conseguenza, non è più stata fatta la manutenzione. Inoltre la banchina è corta e misura un centinaio di metri, contro i 450 metri del treno. Il problema principale, quindi, che ci pone Trenitalia, è come far arrivare il treno a Varallo". Ecco il primo scarico di responsabilità che ha dovuto firmare Torri: "Mi sono dovuto impegnare a garantire che tutti i 450 pellegrini dovranno salire utilizzando la banchina". Ma non è tutto. La linea non è abilitata al transito di locomotive diesel particolarmente potenti. Viene impiegata così una motrice elettrica (che si sono dovuti trovare gli organizzatori, grazie a degli amici ferrovieri) che da Novara a Varallo e viceversa funzionerà a batterie, per poi allacciarsi alla rete elettrica nel capoluogo novarese. Durante il tragitto da Varallo a Novara (e ritorno) le luci dovranno rimanere spente così come pure l'aria condizionata, obbligatoria soprattutto nelle carrozze che trasportano gli ammalati (dove i finestrini sono bloccati). Anche a questo ha provveduto l'Hospitalitè, acquistando tre "Pinguini" (i celebri condizionatori portatili), altrettanti generatori elettrici, in modo da garantire la climatizzazione. Ovviamente prendendosi la responsabilità di eventuali malori dovuti alla mancanza di aria. Affittare un treno speciale per Lourdes, da Varallo, è costato 100 mila euro. Con la stessa cifra, l'Hospitalitè valsesiana avrebbe noleggiato cinque aerei per voli charter. Il problema sarebbe stato portare gli ammalati fino a Malpensa. Problema che comunque l'organizzazione ha dovuto affrontare ugualmente, anche se in misura minore: "Abbiamo ammalati - spiega Marco Torri - che arrivano da tutta la Valsesia, da Gattinara ad Alagna; che sono in barella, in carrozzina. E' stato fondamentale l'aiuto delle ambulanze della Croce rossa". Ma le spese non sono ancora finite. L'Hospitalitè dovrà accollarsi pure i costi degli autobus sostitutivi per far fronte agli otto treni che saranno soppressi da Borgosesia a Varallo a causa del passaggio del convoglio speciale. I volontari sono stati impegnati per tre giorni nella pulizia della stazione da erbacce e rifiuti. Un lavoro enorme, senza certezze: Trenitalia ha confermato il treno solo il 14 agosto.

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Sono irregolarità che vanno sanate i ritardi? la burocrazia funziona così (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 21-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cronaca "Sono irregolarità che vanno sanate I ritardi? La burocrazia funziona così" CAMPALTO. "Si tratta dei diritti di segreteria per l'atto di concessione sanatoria e gli oneri di costruzione" spiegano alla Direzione Generale Condoni, un ufficio esistente da qualche mese, con lo scopo di fare ordine tra le pratiche rimaste pendenti e risalenti al primo condono edilizio del Comune, quello del 1985. Ben 23 anni or sono. "Dobbiamo sanare - chiariscono - alcune irregolarità degli alloggi e della loro disposizione che sarebbero da ricondurre al costruttore: noi ci rifacciamo ai proprietari". Nella lista delle cosiddette "difformità" ci sono i garage seminterrati - in numero maggiore rispetto alle richieste effettuate - ma anche poggioli mai costruiti: anche in questo caso si tratta di difformità. "Non c'è prescrizione per gli "abusi edilizi" - precisano - chi ha pagato allora, andava a sanare solo il reato penale". Dunque gli abitanti devono pagare perché le pratiche vengano chiuse. E le controfinestre? "Quelle vanno rimosse". Senza appello insomma. "Ci sono rimaste ancora 12 mila domande di condono - spiega la dirigente - e sono quelle più difficili perché molto vecchie: nel caso di Campalto si tratta di un ambito vincolato, ma lettere ne stiamo mandando in diverse parti della città". Domande allora ne furono presentate all'incirca 60 mila. Perché vent'anni dopo? "Accade anche in altre parti d'Italia" spiegano ancora. La burocrazia funziona così. Insomma, è quasi normale che un abitante nella cassetta postale, si trovi una lettera dell'Ufficio condoni nella quale si nega una richiesta fatta vent'anni prima, quando magari nell'appartamento c'era qualcun altro. In qualche caso deceduto, o che semplicemente ha cambiato casa. O si chiedono centinaia di euro per un garage seminterrato che magari è stato venduto. (m.a.).

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Senza telefono per 12 giorni (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 21-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pisa Senza telefono per 12 giorni "Tante promesse, ma la linea non c'è" CALCI"Si può rimanere senza telefono per 12 giorni, chiamare la Telecom in continuazione e ricevere sempre rassicurazioni di intervento immediato ma in pratica non si è visto nessuno? Si può, purtroppo. Succede al sottoscritto". Aldo Catarsi, noto maestro di musica, autore e compositore di chiara fama (ha musicato anche l'inno del Pisa Calcio e i suoi brani vengono trasmessi dalle televisioni di tutta Europa) esprime tutta la sua amarezza. Si dice perfino incredulo. "Non pensavo mai - confida - non avrei creduto che il disservizio e la burocrazia ai giorni nostri avessero raggiunto traguardi negativi di questo livello. Eppure l'utente paga salatamente le bollette. Quando poi si ha bisogno...". Catarsi, che abita in via di Crespignano 2, confida che finalmente si metta termine al suo lungo digiuno telefonico.

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Pisoni in pensione dopo 38 anni (sezione: Burocrazia)

( da "Adige, L'" del 21-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il personaggio Domani, al compimento dei 70 anni, il medico conclude l'avventura iniziata nel '73 a Madonna Bianca Pisoni in pensione dopo 38 anni DANIELE BATTISTEL d.battistel@ladige.it Fosse per lui andrebbe avanti ancora per anni. Perché la professione anzi, la missione di medico, ce l'ha nel sangue e non può bastare una stringata delibera dell'Azienda sanitaria a farla morire. Però la burocrazia non perdona e anche Virginio Pisoni, storico medico condotto di Madonna Bianca e Clarina, vi si è dovuto inchinare: da domani 22 agosto, nel giorno del compimento dei 70 anni, scatta per lui il periodo della pensione. Dopo 35 anni a servizio delle famiglie di Trento sud i suoi pazienti non lo troveranno più dentro la stanzetta tutta candida dell'ambulatorio di via Volta, con quella voce squillante che solo al sentirla rincuorava gli animi preoccupati dei suoi pazienti. Ognuno di loro, da domani, avrà medici altrettanto bravi dal punto di vista professionale, ma forse non sarà più la stessa cosa, per quella battuta, quella parola di conforto che c'era sempre per tutti. Iniziò 38 anni fa, giovane medico all'ospedale di Arco, poi l'esperienza al pronto soccorso di Rovereto e di nuovo in medicina al Santa Chiara. Tra l'Alta Garda e il capoluogo conobbe i suoi grandi maestri, Bottacin, Giuseppe Tomasi, Luigi Gorfer. "Arrivai a Madonna Bianca il 2 novembre del 1973. Quartiere nuovissimo, non c'era nemmeno il pediatra e io e il collega Mosna dovevamo fare un po' di tutto. Ai primi tempi avevo anche diecimila pazienti. Ora sarebbe impensabile". A ripensarci ora, sembra un secolo fa. "In 35 anni è cambiato tutto. Ho cominciato che la radiologia era ai primi passi, non c'erano né Tac né risonanza magnetica. Adesso per qualsiasi cosa ci si affida alle macchine. Una volta - ricorda - la visita era tutto: vedere i segni, capire i sintomi era importantissimo. Certo si trattava di un lavoro più difficile ma, per certi versi, più bello". Va indietro con la memoria Virginio Pisoni e quasi si commuove: "C'era un contatto molto forte con il paziente, ora quasi quasi le diagnosi si possono fare per telefono. E invece bisognerebbe ricordarsi sempre che si hanno di fronte delle persone e, se ci si pensa bene, è proprio questa la cosa stupenda del nostro lavoro: sapere che i pazienti vengono da te perché hanno fiducia. il riconoscimento più grande". Eppure le soddisfazioni più grandi Pisoni le ha avute in questi mesi. "Sì perché tanti pazienti, soprattutto i più anziani, vengono a salutarmi commossi. Anche per loro sarei rimasto volentieri, ma la pensione è una fase della vita che bisogna accettare. Serenamente". Tra grandi appagamenti anche qualche dispiacere: "Il più grosso l'essere finito sotto processo (poi tutto finì naturalmente in una bolla di sapone, ndr) per aver prescritto una ricetta ad un extracomunitario". I momenti belli, però, alla fine solo quelli che rimangono. "Sapete com'è? Stando quasi 40 anni sullo stesso territorio ormai conosci vita, morte e miracoli, gioie e dolori di tutti, e in qualche modo sono diventato prima amico e poi medico - nota - Tante volte ci si fa coraggio a vicenda e queste sono cose che lasciano il segno. Ma sono sereno perché comunque rimango in zona e tanti di loro li rivedrò ancora". E per ognuno di loro - lo scommettiamo - ci sarà sempre una buona parola. Ad un giovane che volesse avvicinarsi alla professione consiglia di "avere pazienza, ascoltare la gente, visitare i pazienti anche a casa, prestare umanità". "Essere medico di famiglia vuol dire proprio questo". 21/08/2008.

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<Bertelli> riapre il 2 settembre, ma la famiglia lascia dopo 75 anni (sezione: Burocrazia)

( da "Adige, L'" del 21-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Città Passa di mano la storica pasticceria di via Oriola "Bertelli" riapre il 2 settembre, ma la famiglia lascia dopo 75 anni Riaprirà il 2 settembre la pasticceria Bertelli di via Oriola, chiusa a fine giugno dopo la decisione della famiglia Bertelli di ritirarsi. La tradizione però continua: a prendere in mano l'attività è infatti Andrea Collina, il pasticciere che già da cinque anni produce le torte e le paste più rinomate della città. Ad annunciare l'imminente riapertura della pasticciera di via Oriola un vistoso cartello affisso sulla vetrina. Poche frasi che sono anche il commiato di Ennio Bertelli dai tantissimi affezionati clienti. "Dopo 75 anni la famiglia Bertelli, esausta dalla burocrazia, passa la mano - si legge - Un sentito ringraziamento va a tutti i dipendenti, attuali e passati, cui va gran parte del merito per il nostro successo. Ma soprattutto un enorme grazie ai clienti che in tutti questi anni ci hanno onorato della loro fiducia". 21/08/2008.

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<Meno burocratizzazione> (sezione: Burocrazia)

( da "Adige, L'" del 21-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

La risposta La Provincia "Meno burocratizzazione" BASSO SARCA - I problemi sollevati da Giorgio Tomasi sono sostanzialmente gli stessi sollevati sempre su l'Adige, il 15 agosto, da un altro cittadino del Basso Sarca. Hanno risposto ai loro interrogativi Luciano Pontalti , dirigente del Servizio organizzazione e qualità delle attività sanitarie e Fabio Cembrani , direttore dell'Unità operativa di Medicina legale dell'Azienda sanitaria . "Il signore del Basso Sarca - ha detto Pontalti - ha ragione: ci sono aspetti da verificare e procedure da semplificare. Ci sono poi leggi e normative complesse da rispettare. Una delle difficoltà è che ci sono tanti settori di cui ci occupiamo anche se il cittadino si vede di fronte a un unico servizio, compatto, fornito dalla Provincia. Voglio però che si sappia che stiamo lavorando sia come Provincia sia come Azienda sanitaria per cercare di migliorare la situazione. Da due mesi abbiamo dato vita alla commissione "per l'applicazione delle valutazioni di disabilità" in relazione alle leggi di semplificazione che la prevedeva, vogliamo per esempio che una certificazione possa valere per più servizi. Purtroppo esistono anche false invalidità e le normative spesso nascono anche per cercare di evitare simili abusi. Come al solito a pagare sono poi in cento perché uno fa il furbo". Fabio Cembrani ha commentato : "Esistono norme e regole fatte dai legislatori e non dai medici. La frammentazione della disabilità del nostro welfare in 12 forme pensionistiche, con requisiti medico giuridici diversi e organi tecnici diversi, costringe tutti a fare dei salti mortali. Ogni anno nei nostri ambulatori arrivano 15 mila persone di questo tipo. Oggi per fortuna la medicina ha fatto passi in avanti e esistono farmaci antiretrovirali che riescono a modificare il quadro clinico; come è anche vero che si può guarire dal tumore. Ecco perché servono le revisioni. Poi ci rendiamo anche noi conto che la burocrazia è eccessiva, tanto è vero che cerchiamo di porvi rimedio. L'istituzione della commissione tecnica (vedasi sopra ndr.) è un segno della nostra volontà in tal senso". 21/08/2008.

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Caccia, è terra bruciata (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 21-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

FABRIANO pag. 10 Caccia, è terra bruciata "Ostacolati con norme, burocrazia e costi elevati" L'INTERVISTA Massimo Cardarelli di Federcaccia mostra uno dei tesserini che i cacciatori devono compilare con difficoltà soprattutto per quelli più anziani Intanto viene meno il ricambio degli amanti di questa passione: rimasti in meno di 600 di ALESSANDRO DI MARCO ? FABRIANO ? DOPPIETTE all'attacco a due settimane dall'avvio della stagione venatoria che mai come quest'anno di annuncia complicata per gli appassionati fabrianesi. A farsi portavoce della polemica attraverso il Carlino è Massimo Cardarelli nella doppia veste di consigliere provinciale di Federcaccia e vice segretario cittadino della stessa associazione con sede in piazzale Matteotti. Cardarelli, il 3 settembre si torna a sparare: come si preparano i fabrianesi? "Con preoccupazione per i tanti problemi creati dai nuovi regolamenti. Non a caso i praticanti sono sempre di meno, visto che lo scorso anno eravamo attorno ai 600 ma il ricambio generazionale è inesistente, tanto che i cacciatori del posto sono quasi tutti over 40". Da cosa deriva questa disaffezione? "Da una serie di fattori, tra cui gli elevati costi. Per sparare, peraltro per un periodo massimo di cinque mesi ogni anno, si devono spendere 400 euro per la caccia normale e 500 per quella al cinghiale, oltre a 500 euro una volta ogni quinquennio. Ma c'è anche dell'altro a scoraggiare soprattutto i giovani". Si riferisce in particolare alle normative rigide? "Più che rigide le definirei esasperate e votate a scoraggiare i cacciatori. Passi per i vincoli di sparare a grande distanza da strade e zone protette e per l'obbligo di tenere quasi sempre il fucile all'interno della custodia ma le norme più impressionanti sono sulle specie animali. Se per caso, accecati dal sole, si confonde uno storno con un gufo, appunto specie protetta, si rischia non solo l'ammenda pecuniaria ma anche un processo penale e in caso di condanna fino a sei mesi di reclusione. Per non parlare, poi, dei tesserini che vengono consegnati ai cacciatori. Autentici rebus in cui scrivere di tutto e di più che le persone anziane fanno fatica a compilare". Il comprensorio ha ancora diversi posti in cui sparare? "Purtroppo sono in forte riduzione parallelamente alla crescita delle zone definite protette, le cosiddette Zps e Sic. In pratica anche da noi le aree per i cacciatori stanno diventando veramente poche e puntualmente ogni anno continuano a diminuire". Capitolo selvaggina: è vero che comincia a ridursi sensibilmente? "Verissimo, nonostante l'impegno di noi cacciatori permette di avere, a nostre spese, due zone di ripopolamento di ottimo livello come quelle di San Michele e San Donato. Siamo noi stessi che ci impegniamo a portare, fuori stagione venatoria, nuovi animali selvatici. L'unica popolazione faunistica in aumento è quella dei cinghiali, che peraltro molti agricoltori ci chiedono di allontanare per i danni procurati in quest'ultimo periodo. Le battute al cinghiale sono le più popolate, al punto che ormai la stragrande maggioranza delle nostre doppiette si concentra quasi unicamente in questo tipo di uscite". Image: 20080821/foto/161.jpg.

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)TASSE Ici, i nodi vengono al pettine LA POLITICA di qu (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (La Spezia)" del 21-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

AGENDA LA SPEZIA pag. 20 )TASSE Ici, i nodi vengono al pettine LA POLITICA di qu... )TASSE Ici, i nodi vengono al pettine LA POLITICA di questi ultimi giorni continua a stupire, come tradizione vuole , il popolo italiano. Dopo aver abolito l'ingiusta gabella dell'ICI sulla prima casa, vediamo la stessa riproposta sulla spinta della Lega Nord e dei principali esponenti amministrativi del centro sinistra. Sapevamo tutti che i fondi derivanti dal mancato gettito dell'ICI avrebbero messo in difficolta' le logiche amministrative di molti Comuni e che, visto che siamo il paese del Gattopardo, si sarebbero sollevate alleanze per contrastare questo percorso. Tutto si deve cambiare ma nella continuita' in modo che si possa, pigramente, continuare a gestire il potere ed assicurarsi poltrone. La filosofia del Governo Berlusconi di ridurre le tasse, creando un volano per l'economia,riducendo la spesa pubblica, ottimizzando i servizi, cercando di aumentare la produttività del pubblico impiego, non e' conciliante con la riforma federale chiesta dalla Lega e dai cercatori di consensi del centro sinistra. Risulta quasi impossibile ridurre i costi della burocrazia se non si restituisce allo Stato , organo unico e centrale, la sua naturale legittimita', se non si interviene sulla atomizzazione delle economie locali e sulla gestione amministrativa del territorio. Sappiamo che l'attuale struttura statale .suddivisa in Comuni, buona parte inferiori ai 5/10.000 abitanti, Provincie e Regioni non riesce ad assolvere ai propri compiti primari di gestione della cosa pubblica ma, qualcuno lo spieghi chiaramente, come l'applicazione del federalismo, oltre all'aumento dei notabili politici e nuove sedie di spartizione, possa aumentare l'efficienza e l'efficacia degli stessi organi amministrativi. Il tempo passa, l'economia non migliora, la politica non sviluppa idee necessarie alla crescita della collettività, la forbice tra i ricchi, nuovi e consolidati,e la classe media produttiva del Paese è sempre più ampia, la sfiducia nella Nazione sempre maggiore. Chi avrà il coraggio di alzare la testa e proporre , orgogliosamente, al di sopra delle omologazioni diffuse, nuove strategie economiche, nuove identità politiche che possano fare il bene della Nazione e della sua collettività? Per vincere l'ardua battaglia verrà trovato il coraggio di annullare la Lega Nord e il suo folle miraggio federale o basterà la capacità del leader maximo e la sua consueta fortuna? Cordiali saluti Mario Parenti )IMMIGRATI I Cpt finiscono per essere dei lager DA CIRCA due settimane stiamo assistendo ad un dibattito, sulla stampa locale, in merito alla volontà politica nazionale di ubicare un CIE (CPT ndr) nel territorio spezzino. Se non ci sorprendono le posizioni di AN e della Lega, rimaniamo sconcertati quando leggiamo le dichiarazioni espresse dagli esponenti della politica e del volontariato locale, voci che rifiutano il CPT non per ragioni umanitarie ma per mere opportunità tecniche. L'unico che si schiera concretamente contro l'idea dei CPT è Don Martini dichiarando, senza mezzi termini, che "strutture di questo genere non servono" perché "noi siamo aperti all'accoglienza di tutti in quanto nessun uomo è straniero". Premesso questo, la redazione del Pellicano esprime una netta opposizione alla creazione di tali strutture, sul territorio spezzino e su quello nazionale in genere, poiché queste, al pari dei lager nazisti, assolvono al solo scopo di incarcerare persone non colpevoli di alcun reato. Di conseguenza noi non condividiamo la politica del governo italiano che pretende di risolvere una emergenza lavorativa e sociale esclusivamente con mezzi repressivi e di immagine Redazione de Il Pellicano )AFORISMA Benedette zanzare maestre di risparmio IN MERITO al divertente, e ricco d'iniziative, Festival Mondiale della Zanzara, che si è tenuto presso il Comune di Berra, a metà agosto, desidero portare all'attenzione dei lettori un mio aforisma, che ho inoltrato, quale contributo alla manifestazione e che gli organizzatori, avendo gradito, hanno deciso di esporre nella mostra dedicata all'insetto, nell'area riservata agli aspetti letterari, ospitante, tra gli altri, sonetti del Tasso, Rodari, Virgilio, Dante, etc.. Il mio aforisma, riguardante il tema dei Black Out", recita: "Benedette zanzare: con tutte quelle luci spente, un mare d'energia risparmiata" ed è tratto da un mio libro depositato nel Registro Pubblico Generale delle Opere Protette nel Luglio 2003. La mia massima, in particolare, vuol essere un invito a scorgere, ove possibile, gli aspetti positivi nelle cose e nelle persone. Concludo, parafrasando il noto comico Catalano, dei tempi di "Quelli della notte" (programma di Renzo Arbore) che, sul tema zanzara, avrebbe senz'altro detto: "meglio un prelievo di una zanzara, che un prelievo fiscale". dottor Roberto Sala.

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'Inutile bloccare la Romea' (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 21-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

ROVIGO AGENDA pag. 29 'Inutile bloccare la Romea' L'Ugl: 'Servono controlli non guard rail in più' CI PERMETTIAMO di entrare nella discussione che in questi giorni sta infiammando le pagine dei giornali, ovvero la sicurezza delle nostre strade e le iniziative per renderle sicure. Capiamo la volontà di tutti di fermare queste stragi, ma bisogna fare chiarezza su certe questioni che forse a qualcuno sfuggono. Per prima cosa, non esiste una "strada sicura" o un modo univoco per mettere in sicurezza le strade. Non servono guard-rail, non servono doppie corsie, non c'è nulla del genere che possa fermare le stragi. La sicurezza di una strada la fa chi ci circola. Testimonianza tragica di questa cosa è l'incidente avvenuto una settimana fa in A/4, autostrada a tre corsie più l'emergenza, con new-jersey di cemento a dividere le carreggiate. Noi della Fsp?Ugl sono anni che denunciamo queste cose, in particolare la mancanza di educazione stradale e la scarsità dei controlli. Come possiamo pensare che le cose si risolvano se un ragazzetto di 14 anni va in giro senza casco su uno scooter che fa i 100 all'ora e quando vede la forza pubblica scappa sempre? Come si comporterà quel ragazzetto quando guiderà una macchina o un camion? Che futuro ha un paese che insegna ai giovani la cultura del sospetto, del contesto e della fuga e dove ogni week-end vengono ritirate a tutt'oggi centinaia di patenti per guida in stato di ebbrezza dopo tutto quello che si è detto e visto? Ma soprattutto che futuro ha un paese che non insegna il rispetto della sacralità della vita umana altrui? Questi sono i risultati del lassismo con cui i nostri politici hanno governato negli ultimi anni. Leggi "farsa" come l'indulto, che hanno occupato mesi che potevano essere sfruttati per stilare un serio programma di educazione stradale che parta già delle scuole medie. Ma evidentemente 8000 (ottomila) morti all'anno sulle strade non sono abbastanza. Qualcuno poi si è chiesto perché ognuno per strada fa quello che vuole? Perché non ci sono controlli e quelli che ci sono, sono mal coordinati. I continui tagli al personale delle forze di Polizia, hanno fatto in modo che si arrivasse ad una situazione del genere. Come possiamo pensare che ci siano controlli quando in quasi tutte le province, la Polizia Stradale ha gli uomini per garantire una pattuglia sola a turno? Noi crediamo che i politici della nostra Regione e non solo, su questo dovrebbero insistere, sul fatto che non abbiamo più uomini che vanno per strada. L'età media aumenta, i colleghi che vanno in pensione non vengono sostituiti, la burocrazia è a livelli spaventosi (alla faccia dei buoni propositi degli ultimi anni per snellirla) e decine di colleghi vengono tolti dalla strada per questo motivo. E nessuno dice nulla. Non conta nulla bloccare la Romea per protesta, o meglio, bisognerebbe protestare per chiedere che su quella strada ci siano più controlli, più polizia e più carabinieri, non un guard-rail in più. Fabio Zaccarini Cosegretario Regionale Fsp? Ugl Emilia Romagna.

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Il vicolo cieco del protezionismo (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 21-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-08-21 - pag: 12 autore: Il vicolo cieco del protezionismo di Fabrizio Onida è solo una mezza verità la spiegazione che Pascal Lamy, direttore generale della Wto, ha dato del fallimento della conferenza ministeriale di Ginevra di fine luglio, la terza sconfitta nei trenta mesi trascorsi dalla conferenza di Hong Kong. che nel dicembre 2005 aveva rilanciato il negoziato del Doha Round. Secondo Lamy (si veda Il Sole 24 Ore del 30 luglio), su un totale di 25 punti del negoziato ben 23 avevano già raggiunto un consenso multilaterale, ma il tavolo è saltato solo per il persistente disaccordo fra Usa da una parte e India-Cina-Brasile dall'altra su come modificare il vecchio "meccanismo di salvaguardia speciale" per cui,a seguito di un'impennata di importazioni di prodotti agricolo-alimentari (+40% o +10%?),un Paese membro può alzare barriere tariffarie molto oltre il tetto convenuto per tempi normali (+15% o +30%?). Un mese prima lo stesso Lamy, intervistato sul Corriere della Sera del 27 maggio, aveva lanciato il cuore oltre l'ostacolo: "La turbolenza economica può alimentare il protezionismo,però sei anni di negoziati ormai hanno prodotto un grosso pacchetto, bello consistente. Tutti protestano, ma ne vedono l'interesse.Normale che tendanoa voler chiudere".Purtroppo così non è andata. Ancora una volta i disaccordi sull'agricoltura hanno fatto mancare il bersaglio. Benché i prodotti agricoli pesino meno del 7% sugli scambi mondiali di merci e servizi, la difesa protezionistica degli interessi ad essi collegati continua da anni tenacemente e irrazionalmente a impedire soluzioni negoziali su temi di assai maggiore rilevanza per tutti. Alcuni esempi:picchi tariffari su particolari categorie di prodotti entro manufatti tradizionali (ad esempio tessile, acciaio), criteri per legittimare misure antidumping, accordi per conciliare il regime brevettuale internazionale con l'accesso delle popolazioni più povere ai farmaci salva vita, programmi di “aid for trade” mirati a includere nuovi Paesi emergenti nel circuito virtuoso dello sviluppo sostenibile,smantellamento di procedure doganali arbitrarie e fonte di corruzione, regole più trasparenti nelle politiche immigratorie nel più generale contesto delle liberalizzazione dei servizi. Sulla rigidità negoziale di Cina, India e altri Paesi asiatici e africani avrà certo pesato il fatto che, nell'attuale congiuntura di forti rialzi dei prezzi delle commodities, questi Paesi importatori netti di prodotti alimentari di base sentono l'urgenza di ridurre la propria dipendenza dalle importazioni, difendendo e promuovendo la produzione nazionale (non competitiva) anche tramite ricorso alla clausola di salvaguardia. Nel negoziato agricolo le rigidità non sono certo soltanto quelle dei Paesi emergenti. I cerealicoltori e allevatori americani (sostenuti da un potente Farm Bill) e i loro concorrenti-alleati agricoltori australianiargentini- canadesi cercano spazi per esportare il proprio surplus, a cominciare da mercati colossali come la Cina (che già importa il 40% della propria soia consumata). Nell'Unione Europea le lobby delle grandi aziende agricole (francesi in testa, ma anche irlandesi-olandesi-danesi) sostengono che una riduzione significativa di dazi e sussidi (i quali continuano a pesare più del 40% dell'intero bilancio comunitario) porterebbe a una rapida distruzione dell'agricoltura domestica. Nella stessa Ue, assai più debole è la voce dei produttori agro-alimentari mediopiccoli (italiani e francesi in particolare), i quali chiedono una maggior riconoscimento delle denominazioni geografiche d'origine delle loro specialità, contro le assai diffuse denominazioni ingannevoli. Il commissario europeo Mandelson è arrivato ad accusare le pressioni degli Stati membri per aver acccresciuto la confusione e pertanto contribuito a frustrare il negoziato stesso (si veda Il Sole 24 Ore del 31 luglio). Ma, al di là dei dissensi agricoli, bisogna riconoscere che sono oggi ormai raffreddate le grandi speranze lanciate a Doha nel Millennium Development Round (un aumento di 500 miliardi di dollari nel reddito mondiale, col 60% dei guadagni ai Paesi meno sviluppati e 145 milioni di popolazione strappata alla povertà estrema). A questa disillusione concorrono anche molte Ong, secondo cui i costi della globalizzazione continuano a pesare assai più dei benefici. Quando invece- come ci ricorda Paul Collier a proposito dei 50 Paesi in cui vive il “bottom billion” della popolazione mondiale (dall'Africa Sub-Sahariana all'Asia Centrale ad alcuni Paesi dell'America Latina) - le cause di fondo dei gravi squilibri sociali (crescenti diseguaglianze, povertà, disoccupazione urbana e sottoccupazione rurale, eccetera) hanno a che fare, più che con la globalizzazione, con l'assenza in questi Paesi di politiche interne atte a favorire le necessarie trasformazioni strutturali da economie puramente minerarie a economie manifatturiere. L'ennesimo stallo del negoziato Wto riflette inoltre la sempre più diffusa convinzione di molti dei Paesi protagonisti ( inclusi Usa e Ue) che liberalizzazioni commerciali di portata limitata ( regionali o bilaterali) siano una strada più facilmente percorribile e vantaggiosa che non la ricerca estenuante di un accordo multilaterale. Convinzione fondata, stando al proliferare di questi accordi che ormai coprono più della metà degli scambi commerciali mondiali: ma anche convinzione pericolosa – come ricordava ancora una volta Renato Ruggiero sul Sole del 30 luglio – perché consolida sempre più regimi distorsivi e non trasparenti, cioè l'esatto contrario del principio della non discriminazione su cui è fondato l'intero impianto della Wto. Anche se esiste per fortuna un'altra faccia della medaglia: molti accordi bilaterali con Paesi in via di sviluppo inducono in questiultimi un'accelerazione nelle riforme volte a miglior qualità delle istituzioni pubbliche ( ad esempio maggior trasparenza e minore arbitrio della burocrazia) spianando così la strada a futuri impegni multilaterali. Un'ultima notazione per controbilanciarele fosche previsioni di un serpeggiante ritorno al protezionismo su scala globale: qualunque sia la durata dello stallo del nego-ziato multilaterale, la continua crescita delle imprese multinazionali e il crescente ricorso all'outsourcing internazionale dei fornitori rappresentano una potente molla di integrazione tecnologica e commerciale tra le aree del mondo, che in qualche modo scavalca i tempi della politica. CONFUSIONE CRESCENTE La proliferazione di regimi di scambio distorsivi e non trasparenti è l'esatto contrario di quanto si voleva raggiungere.

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Coldiretti: c'è ancora troppa burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 21-08-2008)

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Regione Coldiretti: c'è ancora troppa burocrazia ZBOGAR POLEMICO UDINE. C'è chi, come il direttore della Cantina produttori di Cormòns, Luigi Soini, spinge un po' più sull'acceleratore della polemica. Se, infatti, per il cormonese l'utilizzo dei vocuher è complicato, per il presidente regionale di Coldiretti, Dimitri Zbogar, "l'azione fatta in questi anni da tutte le categorie per arrivare a questi "benedetti" buoni per la vendemmia è stata, in parte, vanificata dagli adeguamenti regionali di carattere burocratico-fiscale. Se, infatti, i voucher erano stati pensato anche per evitare inutili e complessi passaggi in uffici, in realtà riproducono alcuni obblighi. Quindi, per adesso, siamo soddisfatti a metà e spero che la risposta dei nostri viticoltori sia positiva: la prossima settimana, quando riapriranno i nostri uffici, potremo dire meglio in quanti cercano i "buoni" e soprattutto se considerano funzionale il sistema". Intanto si ricorda che i compensi saranno esenti da imposizioni fiscali e non incideranno sullo stato di disoccupato o inoccupato, non daranno diritto né alle prestazioni di malattia, maternità, disoccupazione e nemmeno all'assegno per il nucleo famigliare. Il valore nominale del voucher è pari a 10 euro che, togliendo le contribuzioni Inps e Inail, si attesta a 7,50 come valore netto: i buoni saranno distribuiti ai dipendenti al termine di ogni giornata di lavoro, e garantiscono una copertura assicurativa in caso di incidenti sul lavoro.

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Ai marines piace il moscato terre d'oltrepo: dal mercato usa alla pigiatura record (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia Pavese, La" del 21-08-2008)

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Cronaca Ai marines piace il moscato Terre d'Oltrepo: dal mercato Usa alla pigiatura record CANTINA BRONI-CASTEGGIO, SVOLTA NEL VINO di Fabrizio Guerrini BRONI. L'Oltrepo sta per andare in vendemmia con la svolta di "Terre d'Oltrepo", la Cantina sociale nata dalla fusione di quelle di Broni e Casteggio. Spuntano le sorprese: dal vino venduto all'esercito Usa al progetto di un impianto di pigiatura che farà impallidire quelli esistenti. Un viaggio a Broni, proprio nei giorni di riavvio dell'attività dopo le ferie ,consente di capire meglio cosa si muove "dietro le quinte" di questo colosso. Saranno quasi mille soci che porteranno in lavorazione 400mila quintali di uva: è la il più imponente cantina sociale della zona e, quindi, della Lombardia e fra le prime in Italia. L'atto finale del matrimonio dell'anno è diventato operativo il primo luglio. "Basta leggende". Graziano Faravelli è il nuovo vicepresidente di "Terre d'Oltrepo", lo era anche della Cantina di Casteggio. Rimarca subito un concetto: "Basta con certe storie che qualcuno fa girare ? dice ? Casteggio non chiude. Anzi verrà rilanciata. Lì rimane la sede legale, mentre a Broni c'è la sede operativa". Per ora il marchio "Terre d'Oltrepo" apparirà solo sulle carte della burocrazia amministrativa. Si preferisce, viene spiegato, non forzare troppo la mano snaturando marchi storici. Tutti favorevoli o quasi. E' ancora Faravelli a rimarcare un altro aspetto: "Incontro spesso colleghi viticoltori, tutti sono contenti di questa decisione ? dice ? Basti pensare poi che in assemblea a Casteggio solo tre hanno votato contro. Ed eravamo in 330". Qualche tensione di vertice però c'è stata. Si dice, ad esempio, che l'atto finale della fusione non sia stato firmato dall'ex presidente Vittorio Ruffinazzi (che di recente a sorpresa si è dimesso anche dalla presidenza del Consorzio). Firma che invece avrebbe apposto, avendo i poteri per farlo , lo stesso Faravelli. Lui non conferma: "Non è importante, non serve fare polemiche, ora si guarda avanti per il bene di tutto l'Oltrepo". Campanili superati? L'assemblea nei prossimi giorni si farà, come le altre in futuro, a Casteggio ( "Gli spazi sono migliori dei nostri" chiosa Mangiarotti). Giochi di squadra. Antonio Mangiarotti è il presidente del nuovo "cantinone". E' stato per anni l'uomo di fiducia del sempre compianto da queste parti Mario Campagnoli, leader Dc e della Coldiretti. Mangiarotti segue antiche condotte: "Resto democristiano dentro ? spiega ? ho imparato che il dialogo è decisivo. Meglio evitare le tensioni. E se qualcuno crede di essere stato sconfitto, va recuperato sempre. Io sono per il gioco di squadra". Gioco di squadra. E squadra è affidata al "coach" Livio Cagnoni ( "Vive in cantina, è la sua forza", chiosa il presidente): è lui il super direttore di "Terre". Figura di spicco visto che è anche il presidente dell'Ascovilo. Cagnoni mostra lo schema che sarà adottato nei prossimi mesi e lo fa camminando tra i 60 serbatoi da 900 ettolitri ciascuno coibentati e condizionati che danno bene l'idea dell'atto di forza produttiva. Chi pigia e chi imbottiglia . L'area destinata allo scopo adesso è vuota, ma fra un anno verrò realizzato a Broni un maxi impianto di pigiatura. Cagnoni snocciola i numeri con un sorriso misurato, pragmatico : "Saranno quattro linee di pigiatura, capaci di lavorare 15mila quintali di uva al giorno, 5 mila metri coperti. Dai 5 agli 8 milioni di spesa". Scena futura: Broni pigia, Casteggio imbottiglia. "A Casteggio c'è un impianto molto più moderno del nostro, lo potenzieremo ? osserva il presidente ? e poi abbiamo là trovato un'area libera che non ci aspettavamo". Mercato e sorrisi. Riesling. Si punta sul bianco per far breccia all'estero. "Stiamo pensando ? spiega Mangiarotti ? a un riesling che non sia né l'italico né il renano che tira molto fuori confine. Il nostro sogno è un riesling da esportare con il marchio Oltrepo. Già adesso sulle bottiglie per l'esportazione c'è l'indicazione provincia di Pavia. Ma si può fare di più". Broni ha affidato i propri destini di vendita oltre frontiere al colosso Cavit. "Accordo necessario e che sta dando frutti importanti" sottolinea il presidente. E sullo sfondo di queste trattative emerge la imponente richiesta di vini dolci destinati all'esercito Usa. "Moscato e Sangue di Giuda ? precisa Cagnoni ? i soldati americani ne vanno matti. E la richiesta è da brividi: 70-80 mila bottiglie". Sul fronte del rosso il catalogo di "Terre" potrebbe presto presentare un bonarda fermo. "Ma uniamoci". Mangiarotti chiude la visita alle "Terre d'Oltrepo" con un suo vecchio cavallo di battaglia. "E' ora di cambiare. L'Oltrepo deve avere un'unica cantina. Un centro direttivo e quattro realtà produttive. Capisco che La Versa è una spa, ma si può ragionare su tutto. Ai tempi del presidente Scarabelli avevo già discusso di dividere le produzioni: a loro gli spumanti, a noi i rossi. Tutto è possibile se si ha la voglia di farlo ". Il messaggio è lanciato ed è diretto a Giancarlo Vitali, presidente di "La Versa". Un altro ex democristiano.

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Nuove garanzie per le imprese "de minimis" (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 21-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Quartu S.Elena Pagina 1016 Comune. Il primo settembre pronta la graduatoria dei contributi ma si sa già che le richieste sono 41 Nuove garanzie per le imprese "de minimis" Comune.. Il primo settembre pronta la graduatoria dei contributi ma si sa già che le richieste sono 41 Bando per le banche: i beneficiari otterranno una fideiussione di tre anni --> Bando per le banche: i beneficiari otterranno una fideiussione di tre anni Finanziamenti de minimis, arriva l'albo di garanzia per banche e assicurazioni. Una montagna quasi insuperabile di difficoltà nella concessione delle polizze fideiussorie aveva funestato il precedente bando per i contributi a fondo perduto destinato a piccole e medie imprese. Ora che i soldi sono destinati esclusivamente alla costituzione di nuove attività, il problema delle garanzie potrebbe essere ancora più spinoso. Da qui la decisione dell'assessorato allo Sviluppo economico di fare un bando rivolto a banche, istituti assicurativi e intermediari finanziari disposti a dare fiducia agli aspiranti imprenditori. In ballo ci sono quasi due milioni di euro ottenuti con i finanziamenti regionali per l'Occupazione della legge 37. Il primo settembre sarà pronta la graduatoria, ma si sa già che le richieste sono state quarantuno: per evitare che gli eventuali beneficiari dovessero presentare la documentazione richiesta sotto le ferie di Ferragosto, l'amministrazione di via Porcu ha deciso di congelare le pratiche fino all'inizio del mese prossimo. Nel frattempo, però, è stato mandato avanti il bando per la raccolta di manifestazioni d'interesse rivolto ai creditori che dovranno occuparsi delle polizze fideiussorie: saranno pari all'importo di ogni singolo finanziamento, maggiorato del cinque per cento, con una garanzia di tre anni. Le prime richieste da parte di banche, assicurazioni o intermediari finanziarie sono già state presentate: gli interessati, comunque, hanno tempo fino al 15 settembre. Alla fine sarà creato un albo, ma agli aspiranti imprenditori sarà lasciata la facoltà di rivolgersi anche a creditori che non abbiano aderito all'iniziativa del Comune. "Sarà un elenco di soggetti ai quali rivolgersi in via facoltativa e non vincolante", spiega il vicesindaco e assessore allo Sviluppo economico Tonio Lai: "L'esperienza del precedente bando ci ha indotti a ricercare una forma di maggiore tutela per i beneficiari dei contributi de minimis dato che si tratta di nuova imprenditorialità con un maggiore peso per l'autoimpiedgo. D'altronde, abbiamo provveduto anche alla creazione di un albo di professionisti, con la collaborazione dell'Ordine dei Commercialisti, per la presentazione dei piani d'impresa: un'altra iniziativa che ha dato riscontri più che positivi". Ora sul tavolo ci sono quasi due milioni di euro, in arrivo dalla Regione grazie ai finanziamenti regionali per l'Occupazione. Il primo settembre sarà pronta la graduatoria e magari la burocrazia, che anche nella terza città dell'Isola frena chi vuole rischiare in proprio di aprire un'attività imprenditoriale, verrà affossata grazie a questo intervento dell'amministrazione di via Eligio Porcu. GIOVANNI MANCA DI NISSA.

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Il metrò 4 nel porto delle nebbie - ivan berni (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 21-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina I - Milano Il metrò 4 nel porto delle nebbie IVAN BERNI Arenata, incagliata, bloccata. Il porto delle nebbie di Palazzo Marino ha inghiottito la quarta linea del metrò e non promette di restituirla alla città in tempo per l'Expo 2015. Non si sa ancora né come né perché, ma si sa per certo che la colpa del naufragio della quarta linea ? quella che dovrebbe collegare Lorenteggio a Linate, sulla linea Ovest-Est della città ? è della burocrazia comunale. Questo, almeno, sembra risultare dalle dichiarazioni del responsabile politico dell'amministrazione, l'assessore ai Trasporti e Mobilità Edoardo Croci. Il quale, peraltro, si affanna a sostenere che l'intoppo è momentaneo e che con un colpo di reni si arriverà in tempo a realizzare perlomeno la metà dell'opera già finanziata, la tratta fra Lorenteggio e il Policlinico, evitando la figuraccia di arrivare all'Expo con mezza città sforacchiata come un groviera. Ma a parte il fatto che i tempi tecnici previsti per la nuova sotterranea non soccorrono l'ottimismo dell'assessore ? ci vogliono almeno cinque anni di lavori, e l'apertura del primo cantiere non potrà avvenire prima del 2010 ? resta il mistero sul perché un'infrastruttura di cui si discute da più di trent'anni (il metrò a Linate è uno dei più antichi tormentoni milanesi) e progettata da almeno dieci stia per naufragare nella mucillagine delle carte bollate e nella ragnatela delle procedure del Palazzo Comunale. SEGUE A PAGINA VI.

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Strage sul volo delle vacanze Muoiono oltre 150 passeggeri (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 21-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

N. 199 del 2008-08-21 pagina 1 Strage sul volo delle vacanze Muoiono oltre 150 passeggeri di Michele Brambilla All'ozio della spiaggia, a bagni e tuffi e gite in barca, a creme abbronzanti e alla buona cucina, a una stanza d'albergo e ai giochi di bambini sulla sabbia, a notti pazze in discoteca e magari a qualche nuovo amore: a tutto questo pensavano, ieri pomeriggio poco dopo le due, i passeggeri del MD82 della Spanair che stava decollando da Madrid per volare alle Canarie. A queste piccole felicità ormai così prossime, pensavano; a questi scampoli di vita. Eppure di vita gliene restava così poca. Si sono salvati solo in ventidue. Per la precisione della cronaca, dai rottami dell'aereo erano usciti vivi in ventitré. Ma una di loro è morta in ambulanza mentre la portavano in ospedale: era una bimba di due anni. Per un istante ci eravamo illusi che almeno per lei il miracolo ci fosse, ma evidentemente in questi Trionfi della Morte così simili a certi dipinti medievali la scena non prevede alcun raggio di luce. Sono morti in più di centocinquanta. Non è ancora chiaro il perché. Sul sito di Madrid-Barajas è scritto che il terminal 4, quello dove s'è consumata la tragedia, "ha trasformato l'aeroporto in uno dei più sicuri del mondo". Dicono poi che l'aereo - un McDonnell Douglas di seconda generazione - fosse tra i più affidabili, anche se non era giovanissimo. Dicono pure che fino a ieri ne erano caduti sei, e aggiungono "solo" sei, perché il primo volo di questi aerei è del 1981, chissà da allora quante migliaia e migliaia di viaggi. Ma in tutti gli incidenti c'è sempre una statistica rassicurante, una tabella che prima del viaggio tranquillizza, capita una volta su mille, anzi su diecimila, su centomila: tutto vero ma tutto senza senso per coloro ai quali tocca essere contabilizzati come tragica eccezione. Dicono dunque che dev'essere successo qualcosa: forse un'avaria a un motore, forse un errore umano; una frenata troppo brusca, sostiene qualcuno. Fatto sta che sul tabellone elettronico dell'aeroporto di Madrid-Barajas - il secondo in Europa, il decimo nel mondo - a un certo punto hanno dovuto modificare qualcosa. Alla voce "Origen: Madrid-Barajas" il volo JKK5022 era così registrato: "El vuelo ha despegado a las 14.14". Ma a fianco, alla voce "Destino: Gran Canaria", la scritta "Llegada prevista a las 14.55", ha dovuto presto essere cancellata. rimasto quel "Destino", e mai come in questi casi la lingua fa la differenza: "destino", una parola così diversa, per noi, da "destinazione". Forse solo il destino può spiegare perché quei centocinquantuno erano attesi da un'Ombra nera che chissà da quanto tempo attendeva. Si muore tutti, e si muore per miliardi di motivi, anche per la più banale influenza. vero poi quel che si ripete in queste occasioni: sono di più i morti in macchina che quelli in aereo, solo in Italia 5.600 all'anno. Però l'incidente aereo ci sgomenta. Non tanto per il numero delle vittime: un terremoto o un'alluvione ne fanno di più. l'idea dell'inafferrabilità del Fato che sgomenta: tante persone che non si conoscono, anzi che mai s'erano incontrate e neppure sfiorate in tutta la loro vita, senza saperlo hanno un appuntamento comune che non possono disattendere; un appuntamento comune preparato da decenni e forse da sempre attraverso una misteriosa concatenazione di coincidenze, di arrivi e di partenze, di anticipi e di ritardi, di conoscenze e di incontri, insomma un inestricabile groviglio di fatalità. Partite dai posti più diversi e più lontani nello spazio e nel tempo, oltre centocinquanta persone si sono incontrate ieri a Madrid-Barajas per congedarsi tutte insieme da questo mondo. E poi colpisce, negli incidenti aerei, il sapere che è stato sì uno schianto ad uccidere, ma prima dello schianto c'è un momento - siano anche pochi secondi - in cui capisci che sta per finire. per questo istante di supremo terrore che le tragedie aeree ci appaiono più atroci delle altre. I poveri morti di ieri hanno dovuto subire anche il consueto oltraggio della burocrazia. Per ore e ore il governo spagnolo ha diffuso dati al ribasso: venti morti, trenta, quaranta quando ormai tutti sapevano dell'entità del massacro. I soccorritori parlavano di centocinquanta morti, uno diceva: " la cosa più simile all'inferno che abbia mai visto". Ma il protocollo esige sempre, in questi casi, che le autorità distillino i morti con il contagocce, si danno i numeri solo di coloro con identità certa. E mentre arrivavano in aeroporto i familiari delle vittime (solo quando arrivano i familiari il dolore diventa vero dolore) le agenzie di stampa battevano le reazioni dei mercati: "Sas, la compagnia svedese che controlla la Spanair, perde il 6,8 per cento alla Borsa di Stoccolma". cinico, anche se comprensibile e doveroso, perfino l'affannarsi delle ambasciate che chiedono: c'è anche qualcuno dei nostri? I poveri morti di Madrid-Barajas non hanno avuto neppure granché di attenzione dalle tv. La loro sorte non aveva contemplato lo spettacolo cui siamo abituati in questo nostro tempo in cui vediamo tutto in diretta o almeno in differita: aerei che si infilano nei grattacieli, bambini spazzati via da uno tsunami, Tir che invadono la corsia opposta, ostaggi fucilati in mondovisione. Ieri niente o quasi: solo una nube di fumo ripresa da lontano. Troppo poco per suscitare emozione e pietà. Quando poi a tarda sera ci hanno detto che tra i morti non ci sono italiani, abbiamo ripreso le nostre vacanze con un certo sollievo. Michele Brambilla SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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EDILIZIA. Polemica sul ritardo nell'inizio dei lavori. L'assessore replica che ci si è dovuti adeguare alle nuove norme (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 21-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Fondo Frugose, in arrivo altri 220 appartamenti I residenti: "Dove finiranno il circo e le giostre?" Perbellini: "Forse nell'area destinata alla tramvia"     Luciano Purgato Dovrebbe partire dopo l'estate la prima parte dei lavori per realizzazione dei 220 appartamenti, negozi, verde pubblico e pista ciclabile nell'area di Fondo Frugose recentemente recintata. Il condizionale è d'obbligo visto che, come denuncia il consigliere comunale Carlo Pozzerle, non sono stati esposti i cartelli che indicano a chi è stata rilasciata la concessione edilizia e chi costruisce. "Davvero strano che si sia recintato l'area e che non ci siano indicazioni su chi sono i proprietari e tanto meno chi deve realizzare i lavori per la costruzione degli appartamenti e dei negozi previsti dal progetto presentato dalla società Covesper vincitrice della gara d'appalto più di due anni fa. Ma non solo. Nei mesi scorsi è stato presentato in settima circoscrizione un progetto parziale, del solo edificio che si affaccia su via Unità d'Italia, che la maggioranza ha bocciato con un parere negativo. E quanto singolare poi che il progetto, coerentemente voluto dalla precedente amministrazione che vedeva una riduzione della volumetria rispetto alle possibilità edificatorie dell'area e una percentuale del 30 per cento di appartamenti destinati all'edilizia residenziale pubblica destinati alle giovani coppie, firmato anche dall'attuale sindaco Flavio Tosi, non trovi attuazione e i proprietari non abbiano ritirato presso gli uffici del comune la necessaria autorizzazione. La speranza è che questo non sia un altro esempio di speculazione edilizia, come ne abbiamo visti altri nella zona di San Michele. Sembra che ci siano in corso dei passaggi di proprietà che non credo possano essere motivo il ritardo per la realizzazione dell'intervento, che non può essere giustificato richiamando la solita burocrazia". "Non c'è nessun ritardo e soprattutto nessuna speculazione edilizia", tiene a precisare l'assessore all'Edilizia Privata Alessandro Montagna. "Il ritardo dell'inizio dei lavori è dovuto solo all'obbligo da parte dei costruttori di adeguarsi alla nuova normativa per le costruzioni di classe B che devono essere ecocompatibili. In queste settimane gli uffici stanno valutando l'importo degli oneri a carico dei costruttori, solo per quanto riguarda la parte di edilizia pubblica, che è quella che interessa il comune, per il resto visto che si tratta di edilizia privata non c'è obbligo alcuno. Da precisare anche che l'area è di proprietà della Covester, vincitrice della gara d'appalto, con cui ci siamo sempre rapportati". "Evidentemente quella del consigliere Pozzerle è solo una boutade estiva", precisa l'assessore all'Urbanistica Vito Giacino che spiega. "Trovo strano se non strumentale quanto sostiene il consigliere Pozzerle. Vorrei ricordare che l'area di Fondo Frugose è stata venduta all'asta dalla precedente amministrazione solo per fare cassa e senza tener conto del parere dei cittadini, che con un referendum avevano indicato chiaramente che su quell'area sorgesse un parco destinato a verde pubblico. Purtroppo si è perso una clamorosa occasione per far diventare quell'area un polmone verde nel centro del quartiere. C'è anche da precisare che nel progetto di Fondo Frugose è previsto solo il 24 per cento di edilizia pubblico residenziale, contrariamente a quanto avviene nell'area recentemente resa edificabile da questa amministrazione nelle vicinanze di via Marotto. Un'area dove sarà realizzato un parco, in parte su area pubblica ed in parte sull'area privata vincolata in perpetuo di verde ad uso pubblico, che sarà realizzato con il contributo del privato ed in cui è previsto il cento per cento di edilizia residenziale destinata alle giovani coppie". Un ritardo quindi solo di carattere burocratico per l'inizio dei lavori di un progetto di Fondo Frugose che prevede la realizzazione di 220 appartamenti per un volume complessivo di costruito 72.000 metri cubi, con il 24 per cento degli alloggi destinati all'edilizia residenziale pubblica convenzionata e assegnati con apposito bando alle giovani coppie a prezzo agevolato e una zona commerciale costituita solo da negozi di quartiere. Ma quartiere sono in molti a chiedersi dove finiranno il circo e le giostre che nel mese di marzo trovavano posto nell'aera di Fondo Frugose. "Siamo a conoscenza del problema", dice il presidente della settima circoscrizione Daniele Perbellini, "e stiamo valutando l'opportunità di attrezzare l'area di Madonna di Campagna dove era previsto il parcheggi scambiatore della tramvia per adibirla ad accogliere il circo e la tradizionale sagra con l'arrivo delle giostre a marzo".

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"Casa mia? Invivibile per le antenne" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 21-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

IMPERIA LA VOCE DEL "NO" ALL'INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO TORNA A FARSI SENTIRE "Casa mia? Invivibile per le antenne" IMPERIA Antenne su Capo Berta: la voce del "no" all'inquinamento elettromagnetico torna a farsi sentire. Ancora una volta c'è chi punta il dito contro le antenne e i ripetitori in località "Pini del Rosso". E' il caso di Adriana Milazzo, che denuncia come l'intensità del campo elettromagnetico sia molto elevata presso la sua abitazione, come è testimoniato dalle misurazioni effettuate un paio di settimane fa dai tecnici dell'Arpal di Genova. La signora Milazzo, di origine genovese ma che negli anni scorsi ha trascorso lunghi periodi nella casa in cima a Capo Berta, dice: "Le emissioni sono ingovernabili, e creano campi elettromagnetici di grande intensità. Le autorità competenti lo devono capire e devono intervenire. Le misurazioni dell'Arpal parlano da sole: nel giardino e presso il cancello le emissioni elettromagnetiche sono abbondantemente superiori al limite consentito". Adriana Milazzo continua: "E' nato un Comitato spontaneo contro le antenne, e da anni io conduco una battaglia "personale" per modificare questa situazione. Tra l'altro ho perso il marito a causa della leucemia, malattia per la quale ho cercato inutilmente - anche in sede penale - di dimostrare l'influenza avuta dalle emissioni elettromagnetiche subìte nella casa. D'accordo, la burocrazia ci mette lo zampino: io abito nel Comune di Imperia e in pratica tutte le antenne e i ripetitori sono nel Comune di Diano Marina. Ma qualcuno deve intervenire una volta per tutte. Abito a ventisei metri da antenne che oltre a provocare un forte inquinamento elettromagnetico provocano anche un fastidioso rumore: la mia casa è invivibile". Dal Comune di Imperia il consigliere di minoranza Gabriella Badano (Verdi) rincara la dose: "La situazione in località Pini del Rosso, che ho denunciato in varie circostanze, dimostra una volta di più la necessità che il Comune si doti di un Piano regolatore delle antenne e di un apposito regolamento. Pochi anni fa entrambe le documentazioni erano pronte, ma non sono mai state portate all'approvazione del Consiglio comunale. Assieme ai miei colleghi della minoranza mi batterò per raccogliere le firme necessarie per obbligare l'Amministrazione a portare la questione all'esame del Consiglio. Il recente "caso" dell'antenna in via Don Minzoni, per il quale mi accingo a presentare un esposto alla magistratura, evidenzia come il problema debba essere affrontato senza indugio". L'assessore comunale all'Urbanistica Luca Lanteri commenta: "Abbiamo fatto un mappatura delle antenne in città. Il cambiamento delle normative del settore ci ha impedito di redigere un Piano ben preciso. Penso comunque che assieme ai miei colleghi dell'Amministrazione dovremo tornare a discutere di questo tema, e quindi anche della situazione in località Pini del Rosso". \.

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Vino, Coldiretti: Italia supera Francia in vendemmia 2008 (sezione: Burocrazia)

( da "Velino.it, Il" del 21-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Velino presenta, in esclusiva per gli abbonati, le notizie via via che vengono inserite. ECO - Vino, Coldiretti: Italia supera Francia in vendemmia 2008 Roma, 21 ago (Velino) - "La vendemmia 2008 fa prevedere uno storico sorpasso dell'Italia sulla Francia dove la raccolta dell'uva si annuncia come la più debole dal 2000, inferiore del 10 per cento alla media degli ultimi cinque anni, secondo le previsioni del ministero dell'Agricoltura d'oltralpe". Lo afferma la Coldiretti nel sottolineare che la produzione è invece stimata in aumento di circa il 5 per cento in Italia dove dovrebbe superare i 46 milioni di ettolitri di produzione previsti per i cugini francesi. "L'Italia - sottolinea la Coldiretti - conquista cosi in Europa il primato nella produzione vitivinicola dopo quello nel riso, tabacco, frutta fresca e ortaggi freschi ma anche nelle produzioni biologiche e in quelle di qualità a indicazione di origine protetta. D'altra parte - continua - anche il valore aggiunto per ettaro, ovvero la ricchezza netta prodotta per unità di superficie dall' agricoltura italiana è oltre il triplo di quella Usa, doppia di quella inglese, è superiore del 70 per cento di quelle di Francia e Spagna". Il sorpasso dell'Italia sulla Francia dal punto di vista produttivo si aggiunge al primato recentemente conquistato dal vino made in Italy su mercati stranieri particolarmente rilevanti come gli Stati Uniti dove il 30 per cento del vino di importazione consumato è italiano, mentre secondo un recente articolo del l'Economist il prosecco italiano all'estero, dove viene spedita un terzo della produzione, fa concorrenza allo champagne con le vendite che complessivamente sono raddoppiate negli ultimi 15 anni saturando il mercato tedesco. Una competitività che è confermata anche dal fatto che in Usa e in Svizzera l'Asti e il Prosecco hanno superato la quota dello Champagne, secondo il Forum degli Spumanti. Se le quantità dovrebbero avvicinarsi ai 47 milioni di ettolitri, dal punto di vista qualitativo le previsioni in Italia sono per una vendemmia di buona qualità con un 60 per cento dei raccolti destinati alla produzione di vini Docg, Doc e Igt. "Una produzione, realizzata per quasi i due terzi - precisa la Coldiretti - in Veneto, Puglia, Emilia Romagna e Sicilia, per la quale ci sarà un equilibrio tra vini rossi o rosati e bianchi, con una leggera prevalenza dei primi. Occorrerà tuttavia fare i conti - rileva l'organizzazione agricola - con le condizioni meteorologiche che già hanno influito in alcune regioni del Nord Italia". E' prevedibile un buon recupero delle regioni meridionali, che lo scorso anno erano state le più colpite dal calo produttivo, una discreta vendemmia in linea di massima in centro Italia e nel Nord Est, con produzioni di uva previste stabili o in recupero sul 2007. In calo, rispetto all'anno precedente, la produzione delle regioni nordoccidentali (Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta) e della Lombardia. "Le buone prospettive sul piano produttivo alimentano interesse sul mercato dove il valore delle esportazioni di vino made in Italy è aumentato del 10 per cento nel primo quadrimestre dell'anno e in controtendenza con i consumi alimentari - prosegue la Coldiretti - aumentano anche del 2,6 per cento le bottiglie acquistate dalle famiglie italiane di vini a denominazione di origine (Doc/Docg) nel primo semestre 2008". La vera novità della vendemmia 2008 sono i “voucher”, introdotti per la prima volta in Italia per ridurre la burocrazia per le imprese agricole, combattere la piaga del lavoro nero e dare una possibilità di integrazione del reddito a studenti e pensionati di fronte al caro vita. "Ogni buono (o voucher) ha - conclude la Coldiretti - un valore nominale di 10 euro (7,5 euro al netto), comprensivo del costo dell'assicurazione e sarà utilizzato per le retribuzioni. I datori di lavoro consegneranno, per le prestazioni effettuate, il voucher a studenti e pensionati che potranno quindi ritirare il denaro presentandolo agli uffici postali". (com/esp) 21 ago 2008 12:40.

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Senza telefono (e salvavita). Le consigliano: <Chiami la Telecom> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 21-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

LA STORIA Senza telefono (e salvavita). Le consigliano: "Chiami la Telecom" Come un black out telefonico (Telecom) può mettere in mostra il peggio di quella burocrazia che "oscura" i rapporti umani, anche in un piccolo centro. E' il caso di Elvi Sommacal, primo cittadino di Limana. E della signora Rosa Foscarini. Rosa, 76 anni, da molti anni vive da sola a Navasa. Il 9 luglio scorso la sua routine è stata sconvolta da un guasto alla linea telefonica che le ha isolato l'apparecchio di casa. A quel numero la chiamano infatti quotidianamente la figlia Maurizia e la nipote Federica, che vivono a Milano, dove la stessa Rosa ha lavorato per oltre 20 anni. E sempre a quel numero è collegato il suo salvavita.Tutto bene fino a quando Federica, quel 9 mattina, telefona senza avere risposta. Nell'arco della giornata riprova più volte. Il telefono suona, ma niente. Non rispondono neppure i vicini. Nel giro di qualche ora l'allarme passa da Milano dall'assistente sociale locale, fino alla stazione dei carabinieri: così Rosa, già preoccupata dal fatto che nessuno la stesse chiamando, si vede arrivare i militari. Chiarito che l'origine di tanta ansia è un guasto telefonico all'intera frazione, la figlia Maurizia contatta il Comune. Ed è a questo punto che la risposta, anche scritta, del sindaco la lascia "senza parole". Sommacal la informa che non è stato il Comune ad autorizzare gli scavi causa del black out e che pertanto non ha responsabilità, nè obblighi. Che è già stata sollecitata Telecom e la invita a fare altrettanto. Infine le invia il numero di telefono del servizio sociale per i disagi. Rosa nel frattempo è rimasta isolata per sette giorni.(l.u).

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C'è ancora qualcuno che non è disposto a vendersi (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 21-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'INTERVENTO C'è ancora qualcuno che non è disposto a vendersi di Gianni Nonnato * C'è ancora qualcuno che non è in vendita? La domanda è motivata dal "nomadismo" e dal "tribalismo" che ha caratterizzato la politica in questi ultimi quindici anni.E poi: questo fenomeno può avere favorito il necessario rinnovamento della politica?Può favorire l'imporsi di comportamenti autonomamente critici, animati da spirito di libertà ed orientati alla ricerca della verità? E ancora: il bipolarismo/bipartitismo può favorire adesioni critiche, può far crescere una società libera ed aperta o può condurre, al contrario, quasi omeopaticamente, verso una "società dei sergenti di ferro"?A queste domande il Partito Socialista ha già dato una sua coerente, anche se parziale, risposta con il suo congresso costituente. Restare il partito della libertà, della giustizia, della equità e della modernità. Pluralista, fallibilista e tollerante, nella convinzione che non esiste una scienza esatta chiamata "etica", ma che le culture evolvono contaminandosi vicendevolmente.Diventare il partito delle idee, il garante della democrazia sostanziale (quella formale ci ha ridotto schiavi del partitismo centralista), diventare il partito che abbia come costante riferimento il diritto di cittadinanza.Un partito "garibaldino" che tenga conto della necessità di costruire le alleanze più omogenee, anche andando oltre gli schieramenti bipolari, ma che tenga primariamente conto della coerenza con la propria "missione" e del fatto che il consenso potrà venire non certo dalla subalternità ad altri, ma dalla dignitosa consapevolezza della propria autonomia e della propria identità. Soprattutto dalla consapevolezza che il dibattito politico, e di più quello elettorale, è uno spettacolo rigorosamente controllato, gestito da gruppi rivali di professionisti esperti nelle tecniche di persuasione. Abbiamo resistito finora ai numerosi tentativi di annessione, anche a costo di restare esclusi dal Parlamento. Sappiamo che non cesseranno e che dovremo vivere nella costante preoccupazione di nuovi tentativi di "ingaggio", ma la nobiltà dei valori in gioco ci ha convinto ancor più delle ragioni del socialismo. Abbiamo coscienza che non è Berlusconi il nemico da battere, ma tutte quelle situazioni di destra e di sinistra (centralismo, burocrazia, assenza di congressi veri e partecipati, leggi elettorali fatte solo nell'interesse di chi le decide, assenza del voto di preferenza, ecc.) che procurano quel torpore democratico e quello stato di passività e di indifferenza che rappresentano l'agonia della democrazia e della cittadinanza attiva.Saremo sempre più portati per mano a considerare normali cose che normali non sono.E allora ci domandiamo dove sono quegli intellettuali che reclamano libertà di espressione, quei cittadini critici che si limitano ai comizi di bar, quei sindacalisti che vorrebbero un sindacato meno "omologato" e più legato alla vocazione delle origini, quei postcomunisti che con Angius reclamavano l'ancoraggio del Ds al Pse, quegli uomini di fede che sono disposti a battersi anche per la libertà delle altre fedi. Questi devono diventare i riferimenti del futuro Partito Socialista!Questi dovranno diventare i socialisti non in vendita, ma legati ai valori, ai principi ed alle idee!E a chi dice che siamo ormai in ritardo, e pochi, diciamo: "Sappiamo tutti che la vita finisce nella morte, ma questa non è una ragione per non vivere".*Ex assessore provinciale.

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Contributi Inps volati all'estero? (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 21-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Contributi Inps volati all'estero? Immigrati che chiedono la cittadinanza italiana per poi scegliere un altro Paese in cui vivere e godere la pensione? "Si tratta di un fenomeno spiegabile con la situazione critica in cui viviamo oggi, intrappolati nelle maglie della burocrazia e dell'insensibilità politica". Questa la spiegazione di Franco Marcuzzo, responsabile dell'Anolf-Cisl, in merito alla "fuga" denunciata ieri nel nostro giornale da Abdallah Khezraji, portavoce delle comunità marocchine nella Marca. L'esodo sta assumendo dimensioni considerevoli e molti lavoratori stranieri, dopo aver accumulato anni di contribuzione previdenziale a fini pensionistici, decidono di lasciare l'Italia, terra in cui sono approdati da nazioni lontane, per trasferirsi in luoghi considerati più amici come Francia, Olanda, Germania. Secondo il sindacalista della Cisl che da anni segue il pianeta migrante, questa scelta non risulta la più corretta in linea di principio, ma è comprensibile."La cittadinanza viene usata per sopperire alle barbarie della burocrazia" dichiara Marcuzzo e fa riferimento ai tempi eterni necessari per ottenere il permesso di soggiorno. A Treviso e in altre località italiane si arriva ad aspettare anche un anno e mezzo, con uffici della Questura oberati da carenza di personale e lunghissime file all'ingresso fin dalle prime ore del mattino. "E' una vergogna a cui non si pone rimedio" commenta il referente Anolf che auspica interventi seri e duraturi.La questione della cittadinanza, utilizzata a fini strumentali e non di partecipazione democratica alla vita del Paese ospitante, andrebbe dunque affrontata in modo serio a livello politico, ampliando l'orizzonte del dibattito, altrimenti rimane "una fuga dalle pastoie burocratiche".Gli spostamenti da una nazione all'altra della Comunità europea non sono cosa nuova, anche perché gli immigrati tendono a ricongiungersi ai loro parenti, come accade nel flusso dei marocchini verso la Francia. Ma negli ultimi tempi i numeri sono aumentati, come aveva sottolineato Khezraji, citando tra le etnie maggiormente coinvolte dall'esodo quella marocchina, rumena e ivoriana-senegalese.Se lo Stato ha intenzione di fermare il flusso di persone e di denaro dovrebbe - secondo Marcuzzo - assumere atteggiamenti e azioni diverse, "più accoglienti nei confronti del lavoratori stranieri e delle loro famiglie, invece che prendersela con chi gioca tutte le sue carte per costruirsi un futuro migliore".Laura Simeoni.

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Villa di via Archimede, i fruitori chiedono di più (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 21-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Verde pubblico Villa di via Archimede, i fruitori chiedono di più Una novità assoluta. Che sarà avviata per la campagna 2008 della vendemmia anche in provincia di Ragusa. Ieri mattina, in conferenza stampa, anche il direttore della sede Inps di Ragusa, Domenico Falzone, ha voluto illustrare nel dettaglio che cosa succederà con la sperimentazione del sistema "Voucher" per il pagamento delle prestazioni occasionali di tipo accessorio. Si tratta di una particolare tipologia di lavoro, prevista dalla legge Biagi, che riduce la burocrazia a carico delle imprese agricole, combatte il lavoro nero ed inoltre dà la possibilità di integrare il reddito a studenti e pensionati attraverso lavori stagioni che caratterizzano l'agricoltura, le cui operazioni colturali sono legati al ciclo biologico, come per la raccolta dell'uva. "Ciascun datore di lavoro - ha spiegato Falzone - nell'ambito della sperimentazione condotta durante le vendemmie 2008, può utilizzare prestazioni di lavoro occasionale di tipo accessorio da parte di studenti e pensionati nei limiti di un tetto di spesa di diecimila euro. Per il lavoratore, l'attività lavorativa di natura occasionale accessoria non deve dare luogo a compensi superiori a cinquemila euro nell'anno 2008 da parte di ciascun singolo datore di lavoro". Quali i vantaggi? "Il datore di lavoro - ha chiarito ancora - può beneficiare di prestazioni nella completa legalità, con copertura assicurativa Inail, per eventuali incidenti sul lavoro, senza dover stipulare alcun tipo di contratto. Il lavoratore, invece, può integrare le proprie entrate attraverso queste prestazioni occasionali, il cui compenso è esente da ogni imposizione fiscale e non incide sullo stato di disoccupato o inoccupato. Ha, inoltre, una copertura previdenziale ed assicurativa". Falzone ha anche illustrato come si acquistano e si usano i voucher. "Per il voucher telematico - ha detto il direttore dell'Inps di Ragusa - i datori di lavoro si registrano presso l'Inps. Possono registrarsi e svolgere tutte le fasi successive tramite il numero gratuito 803.164, se già presenti negli archivi Inps, oppure tramite la procedura telematica disponibile sul sito www.inps.it, nella sezione servizi on line - per il cittadino - lavoro occasionale accessorio, se già provvisti di Pin, oppure presso le sedi Inps o, ancora, tramite le associazioni di categoria dei datori di lavoro agricoli. C'è anche la possibilità del voucher cartaceo che i datori di lavoro ritirano direttamente o per il tramite delle associazioni rappresentative dei carnet di buoni dal 19 agosto presso la sede provinciale esibendo la ricevuta del pagamento dell'importo relativo. Anche per i lavoratori la possibilità di registrarsi telematicamente o di acquisire il voucher cartaceo". G. L.

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Il Lotto (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 21-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Ci siamo. Finalmente un ministro sta tentando di sconfiggere i fannulloni d'Italia, quelli abituati a lasciare il cappello sull'appendino, l'ombrello a vista e il compagno di stanza pronto a dichiarare che il collega si è momentaneamente assentato. Tornerà presto perché è suo costume star sempre al suo posto. L'unica azienda in cui il fannullone non può trovare ambiente adatto al suo costume è la scuola perché se si allontana dalla classe i fanciulli vispi si fanno sentire richiamando l'attenzione dei bidelli,del dirigente, degli occasionali passanti per il corridoio? Pare dai primi sondaggi che le misure repressive dell'assenteismo sortiscano esiti lusinghieri. Meno i malati! La salute italica rinvigorisce. Del resto una burocrazia elefantiaca priva di controllori come fa a dare esempio di costante presenza e di dedizione al lavoro? Ci fu un tempo i cui il pubblico impiego contava un numero esiguo di addetti. Il controllore in ospedale, in ufficio, in azienda aveva tutti a vista. Maniche di giacca tipiche dello stacanovista, servizi a puntino, tutto in ordine. Poi la deriva. Del resto anche nei Palazzi del Potere romano ci sono i "pianisti" pronti a coprire con saputa prontezza il collega assente. Il cittadino apprende ed imita. Contro gli inguaribili assenteisti che misure repressive sono previste? Scenderanno in campo i padrini politici a difendere il lavoratore perseguitato (Giovanardi docet!), i sindacalisti zelanti a giurare che di caso isolato si è trattato e che il malcapitato dovrà essere graziato perché il fatto non sussiste. Non si illuda il ministro "fascista" Brunetta: i fannulloni troveranno modo di farla franca. Presto le solite abitudini riemergeranno e i meritocrati avranno di che aspettare per ottenere compensi ai loro impegni suppletivi. Si raccomanderanno alla divina Provvidenza perché li rimeriti nel regno dei Cieli! Il ministro accerterà che i fannulloni sono un esercito imbattibile. A loro salvaguardia ci stanno i "padrini" politici e non. Sconfiggerli è impresa difficile, quasi impossibile! Girolamo Barletta.

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Il colosso di cementotornerà ospitale (sezione: Burocrazia)

( da "Vita non profit online" del 22-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Reading time: 3 minutes --> di - pubblicato il 22 Agosto 2008 alle 00:00 housing sociale A Baggio il progetto di recupero del celebre Marchiondi Una cordata sociale. Potremmo definire così quella che, formata da una rete regionale di imprese sociali, da una fondazione, dall'università e da una banca, si propone di recuperare all'uso collettivo una struttura edilizia il cui modello è conservato al Moma di New York. Noi che l'ospitiamo, fin qui, abbiamo trattato maluccio l'originale: l'edificio progettato dall'architetto Vittoriano Viganò secondo lo stile chiamato "brutalista" è in stato d'abbandono da più di dieci anni. Se tutto va bene, l'Istituto Marchiondi (costruito nel 1957) sarà restituito al quartiere milanese di Baggio entro tre anni. Una storia esemplare Volumi squadrati e grandi vetrate. Il brutalismo del Marchiondi - cemento a vista, linee rigorose - non nasce a caso. frutto della sinergia tra un famoso architetto e le istanze pedagogiche che dovevano essere soddisfatte dalla struttura, nata per ospitare giovani disadattati e pensata con una intuizione molto moderna: ampi spazi collettivi per una comunità divisa in piccoli gruppi (ciascuno dei quali aveva un tutor; ed eravamo negli anni 50). "A noi è parsa un'idea importante, da tener presente e da rilanciare", spiega Umberto Zandrini, del Sistema Consortile Metropolitano Milanese (una rete di vari consorzi provinciali, con 113 cooperative sociali 3.200 occupati di cui 310 svantaggiati, aderente al gruppo Cgm), "nel momento in cui abbiamo pensato di elaborare un progetto per il recupero del Marchiondi, rispondendo a un bando comunale, ci siamo proposti di valorizzare il patrimonio architettonico salvaguardando la finalità originaria, aggiornandola ovviamente alle esigenze di questi anni". E fra queste ultime, non per caso, l'emergenza abitativa, anche nella declinazione della residenzialità temporanea. Il progetto, che nel 2006 vince il bando comunale, prevede di recuperare il Marchiondi creando strutture di accoglienza per universitari, per persone che hanno necessità di vivere per qualche tempo nella metropoli lombarda, per quanti attraversano una fase di disagio. Tre consorzi insieme "Inseriamo le questioni dell'abitare in un più ampio impegno per il miglioramento della qualità della vita, che rappresenta un nuovo fronte su cui le imprese sociali possono e vogliono lavorare. Consapevoli che al di là delle emergenze socio-assistenziali, di cui ci occupiamo da sempre, esistono nuove frontiere sulle quali come cooperazione sociale abbiamo molto da dire", annota ancora Zandrini. Ma vinto il bando, iniziano le difficoltà. I tre consorzi milanesi - Sir, Sis, Cooperho - avviano una trattativa con gli uffici comunali. Hanno in animo di convincere il municipio a essere un vero partner di questa avventura. Dall'interlocutore però ricevono solo dei "niet" trincerati dietro il rispetto letterale della concessione d'uso (per 35 anni). Finché - ed è il primo ingresso nella cordata - interviene Fondazione Cariplo che, conosciuto il progetto, lo appoggia e avvia una mediazione con la burocrazia. Le cose si mettono al meglio con l'ingresso del Politecnico di Milano, il quale intende dare il suo sostegno al recupero del Marchiondi, anche perché all'università interessa avere a disposizione residenze per i suoi studenti. La notizia che probabilmente il ministero dell'Università darà al Politecnico un contributo (a fondo perso) di 11 milioni di euro, sblocca la situazione. Con quelli messi a disposizione dalla Fondazione Cariplo e con i tre milioni che le imprese sociali investiranno, siamo a quota 17 milioni. Un investimento cospicuo "E da notare che il rischio d'impresa lo assumono per intero le imprese sociali", chiosa Zandrini. Il che rappresenta per certi aspetti un significativo riconoscimento e per altri una grossa responsabilità. Perché è alle cooperative che spetta la gestione concreta del futuro Marchiondi: il pensionato studentesco (di cui una quota convenzionata con il Politecnico e destinata ai più meritevoli), gli appartamenti per persone in condizione di fragilità, le residenze per chi è provvisoriamente in città. E ancora: le aule di formazione, gli impianti sportivi, la ristorazione (aperti anche al territorio). Una bella scommessa non c'è che dire. Anche perché "per gestire tutto ciò sarà necessaria una collaborazione fra cooperative diverse e tra diverse tipologie di cooperazione. Non avrebbe senso partire da zero. Meglio avvalersi delle specifiche competenze e visto che serviranno servizi diversi - dalla manutenzione alle mense, alla gestione di iniziative culturali - si lavorerà in sinergia e integrando le diverse esperienze. Anche da questo punto di vista questa esperienza richiederà un ulteriore salto di qualità da parte delle imprese sociali", prosegue Zandrini. Una cordata efficiente Ed è forse questo l'effetto indiretto ma fondamentale di una iniziativa di questo genere. Mettere in piedi un cantiere sociale così vasto e ambizioso ha costretto i diversi attori a ripensarsi. In maniera dinamica e attenta.Li ha spinti a "mutualizzare i bisogni" per dirla con un'espressione cara a Johnny Dotti, ex presidente di Cgm. Giacché le esigenze del Politecnico (residenze universitarie) sono diventate quelle del sistema consortile e viceversa: il sistema consortile parteciperà alla progettazione architettonica del recupero, facendosi portavoce delle istanze di socialità insite del Marchiondi che sarà. E sarà - c'è da sottolinearlo? - un Marchiondi aperto al quartiere, che contribuirà ad avvicinare Baggio alla metropoli attirando nuovi servizi anche di trasporti urbani. "Nella logica del cantiere sociale", commenta Zandrini, "ciascuno ha messo a disposizione quel che poteva: la Fondazione Cariplo, il Politecnico, Banca Prossima che è pure partner importante, il sistema consortile con tutte le sue relazioni e soprattutto le cooperative che sono poi quelle che gestiranno la struttura".

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Vini, Italia batte Francia (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Oggi" del 22-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi ItaliaOggi -agricoltura Numero 199, pag. 11 del 22/8/2008 Autore: Visualizza la pagina in PDF Coldiretti: per la vendemmia 2008 ci sarà uno storico sorpasso produttivo Vini, Italia batte Francia Raccolta +5%. Il 60% destinato a Docg, Doc, Igt Nella vendemmia 2008 dovrebbe esserci uno "storico sorpasso" produttivo dell'Italia sulla Francia. Lo sostiene la Coldiretti, spiegando che Oltralpe "la raccolta dell'uva si annuncia come la più debole dal 2000, inferiore del 10% alla media degli ultimi cinque anni, secondo le previsioni del ministero dell'agricoltura francese". Nelle campagne italiane, invece, la raccolta è stimata in aumento di circa il 5% e dovrebbe superare i 46 milioni di ettolitri di produzione previsti per i francesi. "Dal punto di vista qualitativo", inoltre, evidenzia l'organizzazione agricola, "le previsioni in Italia sono per una vendemmia di buona qualità, con un 60% dei raccolti destinati alla produzione di vini Docg, Doc e Igt". Una produzione, realizzata per quasi i due terzi in Veneto, Puglia, Emilia Romagna e Sicilia, per la quale ci sarà un equilibrio tra vini rossi o rosati e bianchi, con una leggera prevalenza dei primi. Tuttavia, bisognerà "fare i conti con le condizioni meteo, che già hanno influito in alcune regioni del Nord Italia". Si prevedono così "un buon recupero delle regioni meridionali, che lo scorso anno erano state le più colpite dal calo produttivo, e una discreta vendemmia al Centro e nel Nordest, con produzioni di uva previste stabili o in recupero sul 2007". In calo invece la produzione delle regioni del Nordovest (Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta) e della Lombardia. Le buone prospettive sul piano produttivo alimentano, secondo la Coldiretti, interesse sul mercato dove "il valore delle esportazioni di vino made in Italy è aumentato del 10% nel primo quadrimestre dell'anno e in controtendenza con i consumi alimentari aumentano anche del 2,6% le bottiglie acquistate dalle famiglie italiane di vini a denominazione di origine (Doc/Docg) nel primo semestre 2008". L'Italia, sottolinea la Coldiretti, "conquista così in Europa il primato nella produzione vitivinicola dopo quello nel riso, tabacco, frutta fresca e ortaggi freschi, ma anche nelle produzioni biologiche e in quelle di qualità a indicazione di origine protetta. D'altra parte, continua l'organizzazione agricola, anche "il valore aggiunto per ettaro, ovvero la ricchezza netta prodotta per unità di superficie dall'agricoltura italiana, è oltre il triplo di quella Usa, doppia di quella inglese, è superiore del 70% a quelle di Francia e Spagna. Il sorpasso dell'Italia sulla Francia dal punto di vista produttivo", precisa Coldiretti, "si aggiunge al primato recentemente conquistato dal vino made in Italy su mercati stranieri particolarmente rilevanti come gli Stati Uniti, dove il 30% del vino di importazione consumato è italiano, mentre secondo un recente articolo dell'Economist il Prosecco italiano all'estero, dove viene spedito un terzo della produzione, fa concorrenza allo champagne con le vendite che complessivamente sono raddoppiate negli ultimi 15 anni saturando il mercato tedesco. Una competitività che è confermata anche dal fatto che in Usa e in Svizzera l'Asti e il Prosecco hanno superato la quota dello Champagne, secondo il Forum degli spumanti". Insomma c'è grande ottimismo per la vendemmia 2008, la cui grande novità sono tuttavia i "voucher", introdotti per la prima volta in Italia per ridurre la burocrazia per le imprese agricole, combattere la piaga del lavoro nero e dare una possibilità di integrazione del reddito a studenti e pensionati di fronte al caro-vita. Ogni buono (o voucher) ha un valore nominale di 10 euro (7,5 euro al netto), comprensivo del costo dell'assicurazione e sarà utilizzato per le retribuzioni. I datori di lavoro consegneranno, per le prestazioni effettuate, il voucher a studenti e pensionati che potranno quindi ritirare il denaro presentandolo agli uffici postali.

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Tremila stagionali pagati col voucher (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino di Padova, Il" del 22-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

LA NOVITA' Tremila stagionali pagati col voucher Vendemmia all'insegna della lotta al lavoro nero. Tra filari e vigneti si sperimenta quest'anno per la prima volta il voucher: un'iniziativa pensata a favore di studenti e pensionati - saranno 3 mila nel Padovano - che prevede il pagamento di questa particolare tipologia di prestazione occasionale mediante buoni da 10 euro, comprensivi di costi di assicurazione, con l'obiettivo di ridurre la burocrazia e di regolarizzare le prestazioni, svolte fino ad ora quasi esclusivamente in nero. Il datore di lavoro, che può utilizzare prestazioni di lavoro occasionale da parte di studenti e pensionati nei limiti di 10.000 euro, dovrà sborsare 10 euro lordi per ciascun buono, che si tradurrà nelle tasche del lavoratore in 7,50 netti. Il 25% trattenuto dall'Inps servirà invece a pagare i contributi (13%), l'Inail (7%) e i diritti dell'Inps, in qualità di ente concessionario (5%). Per il lavoratore, che potrà ritirare il denaro presentando i voucher alle Poste, l'unico limite è che l'attività lavorativa non generi compensi superiori a 5 mila euro nel 2008 da parte di ciascun datore di lavoro.

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"io, prima vittima della spartizione l'europa ci boccerà" - antonio fraschilla (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 22-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina III - Palermo Alessandra Russo, silurata dalla guida della Formazione professionale "Io, prima vittima della spartizione l'Europa ci boccerà" "è stata una scelta politica. L'assessore Incardona ha inventato un pretesto per allontanarmi" ANTONIO FRASCHILLA (segue dalla prima di cronaca) Il giorno dopo il suo trasferimento dalla Formazione attacca l'assessore Carmelo Incardona, che ha proposto in giunta l'allontanamento della dirigente dalla guida del dipartimento. Direttore Russo, lei è stata l'unica dirigente a non aver avuto la proroga di 45 giorni alla guida del suo dipartimento, la Formazione. Si sente in qualche modo bocciata dal nuovo governo regionale? "Assolutamente no. Penso che il mio trasferimento immediato sia stata una scelta prettamente politica, che non ha nulla a che vedere con quanto ho fatto nei miei tre anni alla direzione di questo dipartimento. Anzi, sono stata io a chiedere di essere allontanata perché era venuto meno qualsiasi rapporto di fiducia con l'assessore Incardona". Nulla a che fare, quindi, con le polemiche e le indagini della Corte dei conti che hanno visto protagonista negli ultimi anni proprio la Formazione, accusata di erogare denaro a pioggia a enti non in regola con il fisco, che magari documentavano corsi fantasma? "Per me parlano i risultati: quando mi sono insediata, la Commissione europea aveva bloccato 225 milioni di finanziamenti perché il dipartimento era indietro nella spesa annuale per ben 150 milioni. Nel 2006 la Commissione mi ha invece premiata per il risultato raggiunto nella spesa dei fondi assegnati con il vecchio Por. Ma c'è di più: abbiamo recuperato quattro milioni di euro erogati da enti non in regola, per non parlare di quelli che abbiamo escluso dall'accreditamento. Nel 2005 erano bloccati progetti presentati nel 2002. Ripeto, è stata una scelta politica. A giorni invierò una relazione al presidente Lombardo". Una scelta voluta dall'assessore Incardona, con la quale era entrata in rotta di collisione per la pubblicazione di un bando da 12 milioni di euro da lei firmato per l'assistenza al Fondo sociale europeo 2007-20013. "Mi ha accusata di vizi di illegittimità per un bando che abbiamo pubblicato prima del suo insediamento. Insomma un pretesto, a mio parere, per creare il caso e proporre il mio allontanamento, il tutto con un comportamento ai limiti della legalità. Purtroppo la politica non si rende conto che l'amministrazione ha bisogno di continuità. Lo sa cosa ha messo la Commissione al primo posto nella classifica delle cause di fallimento del Por? La scarsa continuità nell'azione amministrativa. Un errore che sta compiendo anche il nuovo governo regionale, che non tiene conto di una programmazione in corso da otto anni e da un giorno all'altro cambia i vertici". Pensa che ci saranno conseguenze negative per il suo allontanamento dalla Formazione? "Sì, non ho dubbi. Sarà difficile riuscire a dimostrare la spesa di oltre 280 milioni di euro che la Commissione chiede entro il 2009. Così come sarà difficile programmare la spesa del nuovo Fsr, con il bando per l'assistenza tecnica ancora bloccato perché commissariato dall'assessore. Insomma, la politica non tiene conto della burocrazia, senza considerare però che l'Unione europea non dà proroghe per cambi al vertice dell'amministrazione, e chiede risultati entro tempi ben precisi: prima che il nuovo dirigente della Formazione capisca il funzionamento della macchina, passeranno mesi. Persi inutilmente".

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Regione, rischio paralisi in attesa delle nomine - emanuele lauria (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 22-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina II - Palermo Regione, rischio paralisi in attesa delle nomine Lombardo tenta l'assalto alla burocrazia: superdirigenti con poteri dimezzati è giallo sulle competenze nei 45 giorni di proroga E incombe la chiusura del Por Bufardeci: "Non ci saranno nuovi ingressi, questa è una soluzione temporanea" EMANUELE LAURIA E ora sono tutti sulla corda. I grand commis della Regione messi sotto scacco dalla politica: senza più un contratto, appesi a una proroga di 45 giorni in cui si giocheranno le loro carte per la riconferma. E nell'incertezza sui reali margini di manovra: con uno status giuridico ibrido, quello di dirigente generale "di fatto", quali funzioni potranno esercitare in quest'autunno caldo i superburocrati? Qualche chiarimento è atteso dalla stesura della delibera con cui viene attuato l'anomalo spoils system decretato mercoledì, che si limita per ora alla revoca generale dei contratti. Il segretario di giunta, Carmelo Ruffino, ha scritto ieri la bozza dell'atto, ma il governatore Lombardo la firmerà soltanto oggi. Intanto, nei piani alti dell'amministrazione, dietro una coltre di riserbo, circolano dubbi e una sensazione diffusa di smarrimento. Il rischio è quello di un rallentamento, se non di una paralisi dell'attività amministrativa. "Nessuno discute il provvedimento, ci mancherebbe altro - afferma Pier Carmelo Russo, capo dipartimento del Turismo - Mi auguro solo che nella delibera venga scritto esplicitamente che ai dirigenti in prorogatio vengono riconosciuti pieni poteri. Altrimenti, in una fase delicata come quella della chiusura dei pagamenti del Por (il programma di finanziamenti europei 2000-2006), potrebbe insorgere qualche difficoltà". Vincenzo Falgares, dirigente generale dei Trasporti, aggiunge: "Non sono preoccupato, lavorerò con lo stesso impegno profuso sinora. Certo, adesso attendiamo indicazioni da parte della segreteria generale di Palazzo d'Orleans, che ha il compito di coordinare l'attività dei capi dipartimento. Immagino che venga emanata una direttiva per delineare i confini della nostra azione amministrativa. Il problema, secondo me, più che il Por è la nuova programmazione che sta decollando in questi mesi. Fino a che punto potremo spingerci rispetto ai precedenti ambiti di competenza?". Questioni non di scarso rilievo, tenendo in debito conto che - al di là del "nodo" dei fondi europei - proprio in queste settimane i dirigenti generali sono stati chiamati dall'assessore al Bilancio Michele Cimino ad adottare rimedi "strutturali" per il contenimento di un deficit che, a livello tendenziale, ha raggiunto i due miliardi di euro. Giovanbattista Bufardeci, il vicepresidente della Regione incaricato di Lombardo di seguire in queste ore l'iter della riforma amministrativa, rassicura la dirigenza: "Ho letto la bozza di delibera che sarà sottoposta al presidente per la firma. C'è scritto chiaramente che i dirigenti generali manterranno pieni poteri. Insomma, faranno tutto ciò - afferma Bufardeci - che hanno fatto sinora. Anzi, credo che il desiderio di mantenere l'incarico, o di averne uno più qualificante, li spingerà a dare ancora di più in questo periodo di transizione". I dubbi rimangono, anche perché i dirigenti generali che scoprono il precariato di lusso si porranno d'ora in poi un problema di opportunità che potrebbe pesare sulla rapidità dei procedimenti burocratici. Come lascia intendere ancora Falgares: "Non c'è dubbio che ogni dirigente, non sapendo se fra qualche mese sederà ancora sulla stessa poltrona, su atti delicati quali possono essere un bando di gara o l'attivazione di una misura del nuovo programma comunitario, cercherà sempre preventivamente la piena condivisione del proprio assessore". La Regione sospesa. Ma è una soluzione temporanea, garantisce Bufardeci, convinto che l'Ars entro i prossimi 45 giorni varerà la riforma degli assetti burocratici e, dopo il taglio di dieci dipartimenti, Palazzo d'Orleans potrà finalmente affrontare le scelte definitive: "Io sono convinto che l'Assemblea, conscia delle proprio responsabilità, darà il via libera al disegno di legge nei tempi previsti. Se non accadesse, faremo ugualmente la rotazione. Nuove nomine? No, non credo ce ne saranno. Anzi, ritengo che la cura dimagrante sarà agevolata dalla disposizione sul pensionamento di chi ha 40 anni di attività". Ma anche in questo caso ci sono molte incognite. La Regione non ha ancora avviato il censimento dei dipendenti che hanno raggiunto l'età pensionabile, presupposto per inviare le lettere di preavviso. E, per non privarsi dei dirigenti più esperti, l'amministrazione probabilmente non darà via libera a un esodo di massa. Anche perché c'è da fare i conti con le liquidazioni da pagare. E, come afferma un navigato burocrate come Luigi Castellucci, "servirà forse una norma dell'Ars per regolare la fuoriuscita di dipendenti". Nel frattempo, il capogruppo del Pd all'Ars Antonello Cracolici ha individuato il motivo per il quale Lombardo ha spostato in avanti di 45 giorni la lancetta dello spoils system. "Avere il tempo di lottizzare le poltrone, permettere a questo o a quel burocrate di indossare la "casacca giusta" per garantirsi un posto al sole", è la spiegazione di Cracolici. Lui propende per la tesi che Lombardo stia portando avanti una "decuffarizzazione" dall'interno, attraverso una campagna acquisti, dell'ente zeppo di superburocrati che rispondono direttamente all'ex governatore. "Ma in questo modo - aggiunge Cracolici - si paralizza la macchina regionale proprio alla ripresa dell'attività, quando ci avviamo al cuore di programmazioni importanti come, ad esempio, quelle dei fondi comunitari o dei fondi Fas. Insomma - conclude l'esponente del Pd - Lombardo continua a fare quello che ha fatto fin dal giorno della sua elezione: rinvia ogni decisione".

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"manager asserviti? la vera indipendenza la dà la preparazione" (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 22-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina III - Palermo Francesco Paolo Busalacchi, ex direttore, in pensione dal 2002 "Manager asserviti? La vera indipendenza la dà la preparazione" "L'autonomia ora è minacciata dal sistema del ricambio. Ognuno difende il posto" (segue dalla prima di cronaca) Ha letto, "con un certo distacco", della sorte toccata a 35 suoi ex colleghi, in bilico per 45 giorni in attesa di una decisione di Palazzo d'Orleans. L'ultima frontiera dello spoils system. I grand commis come coloro che stan sospesi. "Già, l'ultimo atto di un processo in corso da qualche anno: l'asservimento totale della burocrazia alla politica. L'esatto contrario del dettato della legge 10, che puntava alla separazione delle funzioni. L'autonomia dei dirigenti, adesso, è minacciata dal sistema dello spoils system. In queste condizioni, ogni dirigente cerca di difendere quello che ha realizzato. Di salvare il posto, insomma. E l'unico modo per farlo è non entrare in rotta di collisione con l'assessore di turno. Quando ciò capita, il dirigente puntualmente salta. Come accaduto alla Russo". Impossibile, oggi, credere all'indipendenza della burocrazia? "La vera indipendenza della burocrazia si realizza con la competenza. Non a casa la burocrazia francese è la migliore del mondo: lì c'è una scuola di burocrati neutri che rispondono solo alla legge. Da noi il dirigente pubblico non possiede più competenze specifiche che lo possano difendere dagli assalti della politica. E come conseguenza oggi, per usare un eufemismo, non tutti stanno al posto giusto. Una volta l'amministrazione era dei laureati in giurisprudenza. Oggi qualunque ingegnere diventa un cultore del diritto. E mi tocca sentir dire da un burocrate che un atto decade perché l'assessore è cambiato". Colpa solo della politica che scrive le leggi? "La politica ha creato questo stato di cose, ma la burocrazia regionale non è stata capace di difendersi come sistema. Le divisioni interne non l'hanno mai agevolata. Poi, mano a mano che venivano nominati direttori anche i commessi, la situazione è peggiorata. Perché se un commesso vince la lotteria, di solito non butta il biglietto". Salverà pur qualcuno. "Ma sì, non per questione di cuore, ma alcuni degli anziani ancora in servizio sono dei grandi dirigenti, in un contesto difficile. Il sistema regionale, se lei osserva, è retto nei chiave dai dirigenti pre-riforma del 2000. I sopravvissuti. Quando arrivò Cuffaro, molti direttori bravi ed esperti come Sapienza furono parcheggiati negli uffici speciali, per aprire la dirigenza generale anche ai burocrati di seconda fascia, assunti in gran parte come tecnici del genio civile. E tutto è cambiato. Non credo in meglio". Ora Lombardo ha rinviato di 45 giorni lo spoils system, lasciando nell'incertezza i superburocrati. "Ma la legge, per quanto ne sappia, non prevede né proroghe né interim. I dirigenti avrebbero dovuto ribellarsi. Insomma, presidente, sei stato eletto ad aprile, fino a quando vuoi attendere? O mi mandi a casa o mi rinnovi l'incarico. Qualsiasi giudice darebbe ragione a un burocrate che oggi facesse ricorso. Ma tant'è. L'amministrazione è palleggiata. Lombardo fa il suo, è un democristiano che sta lì, con il sabot in mano e vuole vedere le puntate. Da Cuffaro a Lombardo non è cambiato nulla, malgrado i magistrati in giunta". Sa cosa diranno i suoi ex colleghi. Facile parlare così, standosene a casa a godere la pensione. "Ma guardi che io sono pronto a rientrare domattina: ho 63 anni, posso fare il capo di gabinetto o il dirigente a contratto. Se mi chiamano, eccomi qua". e. la.

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Lo strabismo inevitabile (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 22-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'ONERE DELL'A4 LO STRABISMO INEVITABILE di SANDRO FABBRO* In condizioni di emergenza il presidente della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, Renzo Tondo, si è assunto l'onere di fare da commissario per l'autostrada A4. Gestire un'emergenza di rilievo nazionale e, al contempo, il futuro di una regione è una responsabilità enorme, che fa onore a chi ha il coraggio di assumerla, ma che incorpora anche potenziali elementi di contraddittorietà. Il problema, in altre parole, è: come rendere compatibili la gestione di uno stato di emergenza e la pianificazione strategica del futuro della regione? Siamo un paese nell'emergenza continua (che è già un bel ossimoro). Emergenza rifiuti; emergenza energetica; emergenza infrastrutturale ecc. Oggi, in regione, all'ordine del giorno c'è l'emergenza trasportistica sull'A4. L'A4 è un corridoio autostradale su cui si muove da anni, da Est a Ovest e viceversa, una transumanza continua e crescente di auto e soprattutto di tir, senza controllo e controlli (sull'A4 transitano 40 milioni di veicoli/anno; 110 mila/giorno; 30 mila camion/giorno). Un corridoio che, privo oramai di condizioni minime di sicurezza, costituisce una vera e propria trappola per chi deve farne uso. Le scene terribili dell'incidente dell'8 agosto, a prescindere dalle cause contingenti, hanno dimostrato questo dato di fatto, rendendo sempre più improrogabile una decisione su quest'arteria. Ma quale decisione? Quella, al punto in cui siamo arrivati, più ovvia: un'altra corsia, la terza; chissà, forse una quarta, in un continuo inseguimento della curva crescente della domanda di trasporto su strada. Ma non si sapeva prima? E non si era previsto tutto questo? E perché non si è pensato per tempo a soluzioni alternative, come quelle ferroviarie, visto che possediamo ben due linee ferroviarie sulla direttrice Est-Ovest? In realtà il problema non è di conoscenza o di previsione, ma di decisionalità politica. Davanti a questi disastri dobbiamo essere onesti nell'analisi e nella diagnosi: sapevamo! Eravamo pienamente coscienti che stavamo costruendoci da soli questa emergenza! Non è colpa né della burocrazia (troppe carte) né della democrazia (troppi decisori) né dei camionisti. solo colpa di un paese e di una classe dirigente che da qualche decennio sono diventati incapaci di affrontare, per tempo, le grandi questioni infrastrutturali e che non sanno costruirsi un futuro prima che la realtà gli cada addosso. L'ultimo Piano generale dei trasporti (Pgt), infatti, è stato approvato nel 2001 a superamento di quello del 1985 ma, con in mezzo, un decennio, come quello degli anni Novanta, passato nella sostanziale inerzia. Ma, ciò che è peggio, è che questo Pgt, che aveva comunque assunto una serie di priorità in campo autostradale (al punto di venire accusato di eccessivo "stradismo"), è stato soppiantato subito dopo da una legge (la 443 del 2001) nella quale, anche in deroga alle priorità fissate dal piano stesso e con pochissime risorse a disposizione, si assumono come strategiche alcune centinaia di opere tese a soddisfare le più diverse richieste di Regioni e ministeri. Eppure non è sempre stato così! L'autostrada del sole, pensata all'inizio degli anni 50, fu poi realizzata in pochi anni (posata la prima pietra nel '56, nel '64 era già ultimata). Se un presidente di Regione, con questa situazione alle spalle, si prende le sue responsabilità e ha il coraggio morale e politico di farsi nominare anche commissario all'A4, merita, quindi, tanto di cappello. Ma se Tondo commissario deve realizzare, nel minor tempo possibile, la terza corsia dell'A4 (che appare, nelle condizioni attuali, quasi un'extrema ratio senza alternative), Tondo presidente di una Regione che è sede di porti, ferrovie, aeroporti e snodo di grandi corridoi europei (esistenti e previsti) deve pensare, in grande, anche al futuro di questo sistema integrato dei trasporti e alle grandi trasformazioni territoriali che ne conseguono. Un governatore, quindi, necessariamente un po' strabico perché, come commissario, deve affrontare un'emergenza qui e ora con una soluzione condivisa, ma non si sa quanto risolutiva (per una spesa prevista di 1,2 miliardi di euro circa) e, come presidente di Regione, deve pianificare la mobilità futura di persone e merci secondo finalità e criteri europei e in una prospettiva euro-regionale (per altri 6 miliardi di euro circa). A questo punto, se pensa solo all'emergenza o solo alla pianificazione del futuro si condanna comunque a un fallimento o come presidente o come commissario. Gestire l'emergenza e, assieme, pianificare il futuro è, dunque, la sfida vera di questo doppio mandato. Qualcosa di simile, dal punto di vista della gestione del processo, si era già vista nel passato. Ricordate dopo il terremoto? Si trattava, nell'immediato, di insediare subito le persone senza casa e, al contempo, di pensare anche alla ricostruzione dei paesi e allo sviluppo socio-economico del territorio. Poche fondamentali e tempestive decisioni e, soprattutto, una forte partecipazione di istituzioni locali e cittadini diedero la piega giusta al processo cosicché, dopo meno di una decina d'anni, l'emergenza era finita, la ricostruzione assicurata, la ripresa socio-economica avviata. Il riferimento alla ricostruzione non è mai casuale in questa regione e quando lo si fa è anche per ricordare che l'alleanza con il territorio è fondamentale per la riuscita dei progetti politici più difficili. Per non avvitarsi da solo in un gioco senza uscita, Tondo ha bisogno di gestire l'emergenza, ma anche di impostare le trasformazioni regionali del futuro. Le garanzie che ha chiesto al governo sono i primi strumenti che giustamente ha preteso dall'alto. Altre garanzie, questa volta verso il basso, spetterà a lui e alla Regione istituire se vorrà costruire il futuro, di cui si è detto, nell'alleanza con i territori della regione e nella prospettiva dell'euroregione. Ma garanzie di cosa? Soprattutto garanzie che i costi come i benefici (non solo economici, ma anche territoriali, sociali, ambientali) delle grandi trasformazioni che si prospettano vengano ripartiti equamente tra i livelli nazionale, regionale e locale. Il territorio friulano e regionale, cioè, non può essere solo territorio di passaggio di grandi infrastrutture di interesse nazionale od europeo. Le garanzie che Tondo deve riuscire a dare, come presidente di Regione, al suo territorio, sono quelle di un bilanciamento accettabile tra gli interessi rappresentati dai livelli macro e quelli micro di quei territori che sono e saranno, direttamente o indirettamente, interessati da queste profonde trasformazioni. *presidente commissione nazionale Politiche infrastrutturali dell'Istituto nazionale di urbanistica.

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Uno Stato federaleè più efficiente,ma dubito che l'Italialo sappia realizzare (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 22-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

La politica di questi ultimi giorni continua a stupire, come tradizione vuole, il popolo italiano. Dopo aver abolito l'ingiusta gabella dell'Ici sulla prima casa vediamo la stessa riproposta sulla spinta unitaria della Lega Nord e dei principali esponenti amministrativi del centrosinistra. Sapevamo tutti che i fondi derivanti dal mancato gettito dell'Ici avrebbero messo in difficoltà le logiche amministrative dei Comuni italiani e che, visto che siamo il Paese del Gattopardo, si sarebbero sollevate alleanze per contrastare questo percorso. Tutto si deve cambiare, ma nella continuità in modo che si possa, pigramente, continuare a gestire il potere ed assicurarsi poltrone. La filosofia del governo Berlusconi è quella di ridurre le tasse, creando un volano per l'economia derivante dalla riduzione della spesa pubblica, l'ottimizzazione dei servizi, l'aumento della produttività del settore pubblico, tutte cose che non camminano di pari passo con la riforma federale chiesta dalla Lega e dai ricercatori di voti del centro sinistra. quasi impossibile ridurre i costi della burocrazia se non si restituisce allo Stato centrale la sua legittimità, se non si interviene sulla ottimizzazione delle economie locali e sulla gestione amministrativa del territorio. Penso sia necessario spiegare al cittadino il senso dell'attuale struttura statale che, suddivisa in Comuni (buona parte inferiori a 5/10 mila abitanti), Province e Regioni, non riesce ad assolvere ai propri compiti primari e, in quale sintesi, uno stato federalista possa aumentare, oltre i notabili politici in nuove sedie di potere, l'efficienza e l'efficacia amministrativa degli stessi organi. Nel passare del tempo, l'economia non migliora, la politica non sviluppa idee necessarie alla crescita della collettività, la forbice tra i ricchi, nuovi e consolidati, e la classe media produttiva del Paese è sempre più ampia, la sfiducia nella nazione sempre maggiore. Chi avrà il coraggio di alzare la testa e proporre con coraggio nuove identità e strategie economiche che possano fare il bene della nazione e della collettività? Forse la consueta fortuna berlusconiana riuscirà, ancora una volta, a vincere impensabili battaglie, ma avrà il coraggio di annullare la Lega e il suo folle miraggio federale? Mario Parenti E-MAIL 22/08/2008 Forse il federalismo sarà un miraggio, ma non mi pare che sia folle. Mi pare invece che questo nostro Paese, mai stato Nazione, sia elettivamente federale, e solo nel federalismo trovi la congrua ragione di unità, anche se nessun governo, da Camillo Benso in poi, abbia mai avuto il coraggio di accettare questa realtà; scomoda, davvero, ma ineludibile. Le regioni a statuto speciale sono, a mio parere, una perversione del federalismo, un compromesso con la realtà giocato con una notevole dose di ipocrisia e di opportunismo. Il federalismo fiscale è uno strumento essenziale della struttura federale di uno Stato, e anche in questo non ci vedo niente di male, anzi. In questo momento, il problema è il modo di attuazione del federalismo, la ragione che gli vogliamo assegnare prioritariamente. Se si tratta di mettere in moto un grandioso meccanismo per far contento un partito locale direi che è, quanto meno, un regalo sproporzionato. Se si tratta di escogitare un contro meccanismo altrettanto grandioso per non scontentare le clientele meridionali di altri partiti, direi che siamo di fronte al più grande spreco della storia d'Italia. Se si tratta di conservare uno Stato ipertrofico per contrappeso ai poteri federali, credo che sia il disegno politico più stupidamente dannoso concepito dall'Unità d'Italia in poi. Una buona amministrazione federale è un risparmio e nel contempo fonte di maggiore efficienza per i cittadini, questo ovunque il federalismo è stato applicato in base ai suoi principi fondanti. Che in questo Paese, l'attuale governo, o il precedente, o il futuro, siano in grado di realizzare un federalismo di principi, efficiente e produttivo e, mi lasci dire, gioiosamente promettente, beh, su questo ho i miei dubbi. 22/08/2008.

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Anche l'enel chiede i dati catastali (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 22-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Lucca Anche l'Enel chiede i dati catastali Multe a chi non li fornisce, il modulo allegato alle fatture in arrivo Si tratta di una disposizione contenuta nella Finanziaria 2005 Il conto può variare da 103 a 2.065 euro LUCCA. Dopo Sistema Ambiente è il turno dell'energia elettrica. Cambia il servizio, ma la richiesta rivolta alla stessa utenza è la medesima: la fornitura dei dati catastali (riguardanti cioè le caratteristiche e la classificazione dell'appartamento o della sede aziendale) che i cittadini dovranno restituire al gestore. Enel ha già cominciato a spedire gli stessi avvisi e più di un cittadino ha bussato alla porta di professionisti e associazioni consumatori per capirci qualcosa. Sono dati richiesti dalle aziende che distribuiscono acqua, gas e energia elettrica per effetto della legge Finanziaria, non l'ultima ma la Finanziaria 2005, approvata il 30 dicembre 2004, che impone alle società che svolgono questo servizio di acquisire queste notizie e girarle all'Anagrafe tributaria. La Finanziaria. Qualcosa sembra non tornare: perché la Finanziaria è del 2005 eppure queste richieste sono arrivate nei mesi scorsi e ancora continuano a gonfiare la corrispondenza degli utenti? L'Enel ha già cominciato gli invii da tempo e ora si stanno intensificando, sia a Lucca che nelle zone della Piana. Le proteste. Soprattutto al tempo delle richieste di Sistema Ambiente scoppiò la polemica dei cittadini. Era la novità che trovò impreparati tutti. Non era chiaro, insomma, se dovesse riferirsi a coloro che stipulavano un nuovo contratto o se invece questa richiesta dovesse essere inviata a tutti. Tanto che gli uffici dei vari gestori sostenevano che le comunicazioni erano dirette solo ai titolari di nuovi contratti o a coloro che, cambiando casa, erano subentrati. Ora le cose sembrano essere chiarite in quest'ultima direzione: ognuno riceverà la richiesta dei dati catastali, dovrà compilarla e restituirla al mittente. In particolare i gestori, sommersi dalle proteste, hanno perso il fiato a chiarire che l'incombenza gli era piovuta sulla testa dall'Agenzia delle Entrate e che loro avevano solo il compito di raccogliere i dati. E prendersi, gratuitamente, le lagnanze dei cittadini. I tempi. I gestori avranno tempo fino al 30 aprile 2009 per girare i dati arrivati dai clienti. Mentre i cittadini hanno un mese di tempo, così è scritto almeno sul retro del modello inviato dall'Enel, per rimandarlo tramite posta. Se non lo facessero, l'Agenzia delle Entrate avrebbe tutto il diritto di applicare una multa che va da 103 a 2065 euro. Ovvio che la segnalazione all'amministrazione finanziaria dovrebbe giungere dalle aziende che non vedono restituirsi i modelli inviati. La vicenda riguarda tutte le utenze: quelle domestiche, quindi le abitazioni, e quelle professionali, quindi le aziende. Stanno arrivando, insomma, valanghe di moduli. In due pagine, una di spiegazioni da seguire e l'altra sotto forma di questionario da compilare, i cittadini in alcuni casi per la terza volta, dopo averlo già fatto per altri servizi, devono fornire di nuovo i dati catastali delle loro abitazioni. Un fastidio, una perdita di tempo e a volte anche di denaro notevole. Un altro esempio di come la burocrazia sia nemica dei cittadini, che vorrebbero vedere semplificate pratiche e operazioni di questo tipo.

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Lula, uccisa di nuovo dalla burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 22-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Lucca Lula, uccisa di nuovo dalla burocrazia VIAREGGIO. La cagnetta Lula riposa sepolta e pianta da chi le ha voluto bene. A metter fine ai suoi giorni l'aggressione subita da un altro cane, il 2 agosto scorso, in via Ciabattini alla Migliarina. Ma l'azienda sanitaria, evidentemente ignora come è finita la solita passeggiata di Lula. Visto che - ci scrive il proprietario, Luciano Del Carlo - "abbiano ricevuto un referto Asl nel quale si dichiara: "Si informa che il cane che il giorno 2 agosto ebbe a mordere o graffiare il cane di sua proprietà ha superato favorevolmente il prescritto periodo di osservazione". Firmato - continua Del Carlo - il medico veterinario". Una storia che ha dell'incredibile: "Ma questi signori - continua la lettera arrivata in redazione - hanno presente che la nostra canina, uscita felice e fiduciosa da casa, non vi è più rientrata. Mentre il cane aggressore è tranquillo a casa con il suo padrone? E che tanto mio padre, ottantenne, quanto la mia bimba di undici anni hanno purtroppo assistito a questo scempio e tuttora ne risentono?". Allo sgomento dei padroni di Lula è stato risposto - come continua il racconto - "che questa è la prassi e che non si può allontanare il cane se non è recidivo". Non è una consolazione - ricorda del Carlo - "sapere che ora c'è il cartello che avverte della presenza del cane". E, soprattutto, "questo non garantisce che un fatto del genere non si possa ripetere".

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Ora l'enel chiede i dati catastali (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 22-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Gabriele Dini Ora l'Enel chiede i dati catastali La richiesta inviata a centinaia di migliaia di famiglie toscane Disagi e proteste degli utenti ma l'azienda precisa: è un obbligo imposto dal parlamento Un nuovo incubo burocratico si abbatte su centinaia di migliaia di consumatori toscani. Dopo cartelle pazze, bollette doppie e altri disservizi assortiti ora tocca di nuovo alle lettere con la richiesta di dati catastali: una replica poco gradita, dopo le polemiche già scoppiate in primavera, che stavolta raggiungerà centinaia di migliaia di case in tutta la regione minacciando multe fino a 2000 euro. L'ultima azienda in ordine di tempo a mandare missive in quasi tutte le case toscane è l'Enel, il gestore delle linee elettriche. Gli uffici pubblici e le associazioni dei consumatori sono già state prese d'assalto da utenti alla disperata ricerca di qualcuno che li aiuti a districarsi tra le indicazioni contenute nella lettera. A preoccupare i consumatori è soprattutto la minaccia di multe da 103 a oltre 2000 euro contenuta nel documento. Alla base della richiesta c'è un'indicazione contro l'evasione fiscale contenuta nella Finanziaria 2005. Le aziende di gas, acqua e luce sono obbligate a richiedere i dati catastali - cioè le caratteristiche e la classificazione dell'appartamento, della case o delle sedi di azienda - degli immobili esistenti sul territorio per scoprire eventuali evasioni fiscali e affitti al nero. Ma a pagare lo scotto anche stavolta sono i cittadini - magari anziani o poco avvezzi a interpretare istruzioni complesse - lasciati in balìa della burocrazia. Da Prato al livornese centinaia di migliaia di persone negli ultimi mesi hanno già ricevuto, con la bolletta Enel, un plico pieno di richieste di informazioni il cui reperimento metterebbe in difficoltà anche un geometra. Nella lettera è scritto che i dati catastali devono essere forniti - senza errori - entro un mese. Il rischio, come si legge nel documento, è una multa inflitta dall' Agenzia delle Entrate. Purtroppo, come accade spesso con la burocrazia italiana, l'Agenzia in molti uffici ha esposto un cartello con la scritta "Per gli avvisi Enel possiamo solo rilasciare visure catastali, ma non siamo autorizzati a fornire altre informazioni, né a compilare gli stampati". Nei mesi scorsi altre aziende - in primis quelle di gas e acqua - avevano preceduto Enel facendo arrivare in tutta la Toscana lettere simili in cui si chiedevano gli stessi dati. Per aiutare gli utenti l'azienda Publiacqua di Prato aveva fatto accordi con gli Urp dei comuni o coi Caf e aveva istituito un numero verde. Altre aziende, come Gaia - che agisce in Lucchesia e nella zona di Massa-Carrara - dopo le numerose proteste sollevatesi nella primavera scorsa hanno deciso di rinviare il tutto a fine anno. I dati sono rilevabili dal catasto edilizio urbano (per i fabbricati urbani) o dal catasto terreni (per tutti gli altri immobili, compresi i fabbricati rurali). Sono riportati anche nell'atto d'acquisto di un immobile o nella denuncia di successione (se è stato ereditato), in una denuncia o comunicazione Ici degli anni scorsi o in un certificato catastale. Nel campo del comune amministrativo bisogna scrivere il comune di residenza. in quello "codice comune catastale" va riportato il codice del comune. Gli altri dati richiesti sono nome, cognome e partita Iva. Insomma, informazioni più semplici da rintracciare. Il nuovo invio di richieste non piace alle associazioni consumatori che in questi giorni sono state prese d'assalto dagli utenti infuriati e spaventati. "Noi siamo disposti ad aiutare gli utenti in ogni momento - spiega Alessandro Masoni del Movimento consumatori di Livorno e Rosignano - ma vorremmo anche dire che la possibilità di multe è molto remota. Comunque, in caso qualcuno ricevesse notificazioni dall'Agenzi delle Entrate saremo pronti a qualunque tipo di ricorso possibile". Poi Masoni continua. "Non capisco perchè in Italia ogni cosa venga fatta ricadere sulle spalle dei cittadini. L'Agenzia delle Entrate ha accesso ai dati necessari senza farli richiedere casa per casa più volte".

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E la concorrenza bussa alla porta (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 22-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Toscana E la concorrenza bussa alla porta Ma gli utenti dovranno consentire la diffusione dei dati personali LIVORNO. La burocrazia non si ferma ai dati catastali. La privatizzazione della distribuzione dei pubblici servizi porta altri fogli a casa. Tra le carte inviate dall'Enel, ad esempio, c'è una richiesta di indicare se i dati sull'utente in possesso dell'azienda, potranno essere forniti ai concorrenti quando entrerà nel vivo la liberalizzazione del mercato. Intanto, a inviare la richiesta, è appunto il monopolista dell'energia. Ma prima o poi anche le aziende del gas e dell'acqua potrebbero farsi sentire. All'utente è lasciata una duplice scelta: scegliere di non divulgare i dati a determinate aziende o non darli a nessuno. Non esprimersi, quindi anche buttare la lettera, equivale a dare l'assenso alla diffusione dei dati personali. Nei prossimi mesi - quando l'utente avrà già dimenticato la lettera e il mal di testa - telefoni e campanelli potrebbero squillare, all'ora di pranzo o di cena, con offerte di contratti per la luce con nuove aziende diverse da Enel. Aziende private, appunto, che potranno entrare nel mercato come è già accaduto qualche anno fa per la telefonia e fare le loro offerte. A far suonare telefoni e campanelli saranno agenti porta a porta od operatori telefonici in gran parte dei casi alle dipendenze di ditte esterne alla compagnia che sta facendo le offerte. Inutile protestare per eventuali violazioni della privacy. L'ordinanza emanata dall'Autorità per il gas e l'elettricità è stata approvata dall'autorità sulla Privacy. Uno scotto da pagare sperando in prezzi più bassi. Ma questa è appunto solo una speranza. A spiegare cosa potrebbe accadere sono ancora le associazioni dei consumatori. "Secondo noi sarà un caos - spiega Alesandro Masoni del Movimento consumatori - e finirà come è già accaduto con i negozi che dopo le liberalizzazioni si sono ritrovati a pagare due bollette". Il Movimento consumatori spiega anche che per legge il prezzo del gas per le nuove aziende che entreranno sul mercato è stato bloccato per due anni, impedendo così offerte vantaggiose reali.

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PONTEDERA C'E' MA NON si vede o meglio non si vede sugli (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Pisa)" del 22-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

PONTEDERA / VALDERA pag. 15 ?PONTEDERA? C'E' MA NON si vede o meglio non si vede sugli... ?PONTEDERA? C'E' MA NON si vede o meglio non si vede sugli stradari, sulle mappe internet ma gli abitanti sanno di abitarci. Sulle loro carte d'identità infatti insieme al loro nome, al loro cognome e professione è stampata ben chiara la via dove, anche secondo gli atti ufficiali del comune, risiedono. La via misteriosamente scomparsa è via Nebbiai. UNA PICCOLA traversa di via Toscoromagnola nella frazione di La Rotta, che conta una ventina di numeri civici. La bella piastrella che segnalava il nome della strada è stata cancellata dal tempo e sugli stradari, dal classico "tutto città" alle più moderne piantine geografiche on-line, sembra essere stata inglobata in via Toscoromagnola. Per farsi trovare da parenti e amici si possono usare indicazioni stradali più o meno specifiche. Ora che la piazza antistante è stata rimessa a nuovo (è stata inaugurata recentemente dal sindaco e dall'assessore Sonetti), per aggiungere un'altro tassello del parco fluviale di La Rotta, c'è un nuovo punto di riferimento che aiuta nell'orientamento. Ma il problema arriva quando si devono segnalare guasti o chiamare i soccorsi. Visto che via Nebbiai è introvabile, la soluzione potrebbe essere quella di suggerire un vicino numero civico di via Toscoromagnola, ma bollette, documenti e contratti hanno riportato dati diversi e certi tipi di assistenza non possono essere segnalati se non con i dati precisi. Questo lo impone la burocrazia. PER NON parlare dei pacchi postali, il più delle volte rimandati indietro a causa del mancato recapito per impossibilità di trovare il destinatario. I problemi dell'abitare in una via che non c'è arrivano anche per i rifiuti. La Geofor infatti distribuisce periodicamente i sacchetti per la raccolta dell'organico a tutti gli abitanti del comune, ma non in via Nebbiai perché nel loro stradario non esiste e la distribuzione in via Toscoromagnola non prevede quelle abitazioni, che in quel caso sono considerate di un'altra strada. MA COM'E' che la tassa dei rifiuti all'uno o all'altro indirizzo viene recapitata? I pochi, ma agguerriti residenti di quella piccola strada aspettano una risposta, o almeno di sapere in quale via abitano. Via Nebbiai o Toscoromagnola?.

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PESARO IL PRESIDENTE della Provincia e presidente dell'U (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 22-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

CRONACHE MARCHE pag. 17 ? PESARO ? IL PRESIDENTE della Provincia e presidente dell'U... ? PESARO ? IL PRESIDENTE della Provincia e presidente dell'Upi Marche Palmiro Ucchielli ha inviato una lettera ai tre ministri leghisti Roberto Maroni (Interno), Umberto Bossi (Riforme per il Federalismo) e Roberto Calderoli (Semplificazione normativa) chiedendo una rapida attuazione del federalismo fiscale. "La riforma costituzionale del 2001 ? evidenzia Ucchielli ? ha posto con chiarezza, all'art.119, il principio del federalismo fiscale, cioè il riconoscimento agli enti locali e alle Regioni di piena autonomia finanziaria di entrata e di spesa, e dunque il diritto di contare su risorse adeguate per finanziare integralmente l'esercizio delle funzioni pubbliche attribuite. Per quanto riguarda il sistema delle autonomie, è dunque già scritto tutto nella Costituzione (salva la necessità di un nuovo Senato Federale) e si tratta solo di attuare, a ben 7 anni dalla riforma del titolo V, il federalismo fiscale, varando al tempo stesso il nuovo codice delle autonomie, con l'indicazione precisa e senza sovrapposizioni, delle funzioni di Comuni e Province. Gli enti locali sono stanchi di vedersi 'scaricate' da Stato e Regioni continue responsabilità e funzioni amministrative, senza alcuna risorsa, anzi con leggi e manovre che sistematicamente ci sottraggono risorse umane e finanziarie. Deve essere chiaro a tutti che gli sprechi non si annidano nei Comuni e nelle Province ma nelle Regioni e amministrazioni statali - centrali e periferiche - che ormai prive, in buona parte, di compiti significativi, continuano ad alimentare una burocrazia costosa ed inutile". Ucchielli evidenzia poi come in questi anni difficili per l'economia del Paese, le Province abbiano contribuito, insieme ai Comuni, allo sforzo di riequilibrio dei conti dello Stato: nel 2007 tutte le Province e gran parte dei Comuni hanno non solo rispettato, ma addirittura migliorato, gli obiettivi fissati dal patto di stabilità interno. "Vanno dunque riconosciute a Province e Comuni, che sono i livelli di governo che la gente sente più vicina ai propri bisogni e interessi, la disponibilità e la certezza delle risorse finanziarie necessarie per l'esercizio delle loro sempre più rilevanti funzioni. Il federalismo fiscale innescherà così un circuito virtuoso, consentendo di razionalizzare la spesa pubblica, sottoponendo le decisioni delle istituzioni territoriali al diretto controllo degli elettori locali. Anche la Corte Costituzionale ha sottolineato l'urgenza di dare attuazione all'art.119, nella consapevolezza che il processo federale o è essenzialmente fiscale o non ha alcuna efficacia e valenza. Le autonomie territoriali pretendono, allora, che con il federalismo fiscale almeno il 50% delle ricchezze prodotte dalle comunità locali rimanga nella disponibilità dei territori e delle relative amministrazioni di Comuni e Province, per destinarlo interamente allo sviluppo dei sistemi locali e al benessere dei cittadini. Siamo disposti a rivendicare con forza questo obiettivo, e ci attiveremo, oltre che sul piano politico, anche su quello giuridico - legale. E' mia intenzione, sollecitare il Consiglio delle autonomie locali presso la Regione Marche, affinché, nell'esercizio delle prerogative attribuitegli dalla legge regionale 4/2007, si attivi per segnalare al Presidente della Giunta regionale le lesioni dell'autonomia locale che derivano da leggi e provvedimenti statali che continuano ad essere adottati in spregio all'art.119 della Costituzione: ciò anche al fine di promuovere questioni di legittimità davanti alla Corte Costituzionale".

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La bimba avrà tutti i sondini (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del 22-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il caso della piccola di 7 mesi con gravi difficoltà respiratorie. Gara di solidarietà fra i lettori La bimba avrà tutti i sondini Pomezia: i genitori vincono la battaglia contro la burocrazia.

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Caro Carlino, Ci permettiamo di entrare nella discussione che in questi giorni sta infiammando le (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 22-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

LETTERE E OPINIONI pag. 11 Caro Carlino, Ci permettiamo di entrare nella discussione che in questi giorni sta infiammando le... Caro Carlino, Ci permettiamo di entrare nella discussione che in questi giorni sta infiammando le pagine dei giornali, ovvero la sicurezza delle nostre strade e le iniziative per renderle sicure. Capiamo la volontà di tutti di fermare queste stragi, ma bisogna fare chiarezza su questioni che forse a qualcuno sfuggono. Per prima cosa, non esiste una strada sicura o un modo univoco per mettere in sicurezza le strade. Non servono guard-rail, non servono doppie corsie, non c'è nulla del genere che possa fermare le stragi. La sicurezza di una strada la fa chi ci circola. Testimonianza tragica di questa cosa è l'incidente avvenuto una settimana fa in A4, autostrada a tre corsie più l'emergenza, con new-jersey di cemento a dividere le carreggiate. Noi della Fsp-Ugl sono anni che denunciamo queste cose, in particolare la mancanza di educazione stradale e la scarsità dei controlli. Che futuro ha un paese che insegna ai giovani la cultura del sospetto, del contesto e della fuga e dove ogni weekend vengono ritirate centinaia di patenti per guida in stato di ebbrezza dopo tutto quello che si è detto e visto? Ma soprattutto che futuro ha un paese che non insegna il rispetto della sacralità della vita umana altrui? Questi sono i risultati del lassismo con cui i nostri politici hanno governato negli ultimi anni. Leggi 'farsa' come l'indulto, che hanno occupato mesi che potevano essere sfruttati per stilare un serio programma di educazione stradale che parta già delle scuole medie. Ma evidentemente 8000 morti all'anno sulle strade non sono abbastanza. Qualcuno poi si è chiesto perché ognuno per strada fa quello che vuole? Perché non ci sono controlli e quelli che ci sono, sono mal coordinati. I continui tagli al personale delle forze di Polizia, hanno fatto in modo che si arrivasse fin qui. Come possiamo pensare che ci siano controlli quando in quasi tutte le province, la Polstrada ha gli uomini per garantire una pattuglia sola a turno? Crediamo che i politici su questo dovrebbero insistere. L'età media aumenta, i colleghi che vanno in pensione non vengono sostituiti, la burocrazia è a livelli spaventosi e decine vengono tolti dalla strada per questo motivo. E nessuno dice nulla. Non conta nulla bloccare la Romea per protesta, o meglio, bisognerebbe protestare per chiedere che su quella strada ci siano più controlli, più polizia e più carabinieri, non un guard-rail in più. In ultimo ci preme sottolineare come ancora in Italia non esista una legge che punisca veramente chi uccide sulla strada. Perché di omicidio volontario si tratta. Se vado forte, guido ubriaco, non rispetto i tempi di guida, se sorpasso in curva, sono ben conscio che posso provocare la morte di qualcuno. Certezza della pena. E' così difficile da capire? Educazione stradale significa comportarsi secondo il codice della strada a prescindere dalle multe. Fino a quando non ci sarà una reale volontà politica di fermare queste stragi, tutto resterà uguale. Fabio Zaccarini Cosegretario Regionale Fsp-Ugl Emilia Romagna.

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<Strangolati da troppa burocrazia> (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Siena)" del 22-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 3 "Strangolati da troppa burocrazia" La denuncia di Marcello Alessandri, segretario della Confartigianato di PATRIZIO FORCI ? SIENA ? "E' CRISI GENERALE", afferma in modo perentorio, fotografando la situazione economica e occupazionale del momento, Marcello Alessandri, segretario della Confartigianato, associazione che nella nostra provincia è presieduta da Giorgio Fuochi. La Confartigianato conta una cinquantina di dipendenti ed in tutto il territorio provinciale ha circa 1200 iscritti, il che vuol dire che è un sistema economico che coinvolge 2500 famiglie della nostra provincia. MARCELLO ALESSANDRI ha anche pochi dubbi sulle cause del momento negativo. "E' in modo particolare - afferma - la burocrazia che non fa crescere il sistema. Prendiamo, per esempio, il caso della sicurezza: opportunamente e giustamente sono state introdotte nuove leggi, e ci siamo adeguati, noi, con sette medici e circa 1500 visite all'anno...e poi lo smaltimento dei rifiuti. Sono iter burocratici che per le piccole imprese artigiane creano degli ostacoli elefantiaci. Occorrerebbero invece, per far crescere il sistema, delle agevolazioni per le piccole imprese". "LA MAGGIOR PARTE delle imprese artigiane - continua Marcello Alessandri - è nel settore dell'edilizia, che non sta attraversando una congiuntura favorevole. Ed anche per altri settori del nostro territorio, che fino a poco tempo fa stavano andando bene, si prospettano gli spettri della crisi. E' il caso della pelletteria nelle zone dell'Amiata, dove diverse imprese lavoravano per griffe importanti, di spessore internazionale. Le prospettive, già per il breve termine - prosegue il segretario della Confartigianato - sono allarmanti. Si prevede, per la fine dell'anno in corso, un brusco calo di circa il 3o per cento. La spiegazione è semplice e razionale, ma allo stesso drammatica per le imprese amiatine: la produzione è stata delocalizzata in altri paesi, tipo la Romania e la Cina, dove la manodopera è a costi molto più bassi, e poi viene importata in Italia, e le leggi consentono che possa essere posto il marchio con una semplice catenella o borchia, e le regole sono rispettate". IL FUTURO? "Non lo vediamo roseo, ma aspettiamo il mese di settembre per avere una fotografia della situazione più chiara in tutti i suoi contorni. Da parte nostra, e di tutte le istituzioni, non mancano certo gli sforzi e le iniziative per rivitalizzare il settore delle imprese artigiane. Tra queste, c'è sicuramente anche 'Promosiena', che si impegna appunto per far conoscere la qualità delle imprese artigiane del nostro territorio, con una campagna che si estende fino alla Russia, alla Cina, al Brasile. La concorrenza è sempre pù forte e agguerrita". CERTO CHE NELLA fotografia dell'artigianato della Toscana nel primo semestre 2008, l'andamento del fatturato senese indica un meno 10,1% piuttosto preoccupante, inferiore solamente al meno 11,1% della provincia di Prato. Il segno rosso riguarda anche l'occupazione artigiana: il fenomeno riguarda tutte le province, ma in particolar modo Massa Carrara (-2,6%) e Siena (-2,5%). Per quanto riguarda i distretti, risalta la caduta del fatturato nel settore del mobile di Poggibonsi (-5,7%). Image: 20080822/foto/7607.jpg.

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Sulle adozioni Parigi si ispira all'Italia (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 22-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: MONDO data: 2008-08-22 - pag: 9 autore: Francia. Pronta la riforma che cerca di rimettere in moto un sistema frenato dalla burocrazia Sulle adozioni Parigi si ispira all'Italia Leonardo Martinelli PARIGI Clémence Fournier, 25 anni, è arrivata ieri a Phnom Penh. è la prima "volontaria dell'adozione internazionale" inviata dalla Francia in un Paese, la Cambogia, con tanti, troppi bambini abbandonati. Clémence dovrà coordinare i progetti sul posto, finanziati dallo Stato francese, per aiutare le famiglie più povere, che hanno difficoltà a tirare su i loro figli. E al tempo stesso consiglierà le coppie in arrivo dalla Francia, desiderose di adottare quei bimbi ai quali è rimasta come unica alternativa l'orfanotrofio. Prima di imbarcarsi sull'aereo a Parigi, Clémence ha dichiarato di "non aver ricevuto dal Governo pressioni per fare numero". Ma uno degli obiettivi di questa nuova forma di servizio civile, in realtà, è proprio quello di rimettere in moto l'adozione internazionale, per i francesi una vera corsa a ostacoli. La misura fa parte di un piano concepito dall'Esecutivo:una sfida alla quale il Presidente Nicolas Sarkozy tiene moltissimo. La Francia vuole rivedere il sistema di adozioni e si ispira al successo almeno nei numeri- italiano. Cominciamo dalle cifre, non proprio gratificanti. Il numero complessivo di adozioni in Francia si è fermato nel 2007 a quota 3.162 (per l'80% sono bambini stranieri) contro 4.136 nel 2005, una flessione del 20 per cento. Sarkozy aveva affidato già l'anno scorso uno studio della situazione a Jean- Marie Colombani, ex direttore del quotidiano Le Monde, che ha presentato un rapporto, assai polemico, cinque mesi fa. Quel documento sottolinea come, al contrario della Francia, altri Paesi siano riusciti negli ultimi anni ad accrescere il numero delle adozioni, vedi l'Italia, citata come esempio positivo. La regressione francese è ancora più sorprendente se si ricorda che nel 2006 a Parigi venne inaugurata in pompa magna l'Afa, l'Agenzia francese per le adozioni, responsabile di quelle internazionali, con l'obiettivo di raddoppiarle in pochi anni. L'Afa, però, è stata poi vittima di lentezze burocratiche. Intanto sono almeno 25mila le famiglie autorizzate dai servizi pubblici ad adottare: hanno cinque anni per esaudire il loro desiderio, ora con scarse possibilità. Il dossier è stato preso in mano da due sottosegretari, Nadine Morano, responsabile della famiglia, e Rama Yade, dei diritti umani. La Yade ha ideato il nuovo servizio civile in aiuto a chi vuole adottare, sul modello dei "Peace Corps" degli Stati Uniti: già nel 2009 questi giovani saranno presenti in venti Paesi. Sempre dall'inizio dell'anno prossimo verranno aumentati i dipendenti dell'Afa. Ma le due donne vogliono procedere a una riforma profonda dell'adozione. Hanno preparato un piano d'azione, che doveva essere adottato ieri dal Consiglio dei ministri. Il via libera, però, è stato rinviato ai prossimi giorni, perché ieri l'attenzione dell'Esecutivo è stata assorbita dall'Afghanistan,dove lunedì dieci soldati francesi sono stati uccisi in un'imboscata. Il piano riprende i suggerimenti del rapporto Colombani. L'Afa diventerà un'Autorità centrale, che si occuperà anche delle adozioni all'interno della Francia. E soprattutto si ridurrà il numero dei passaggi amministrativi. Il documento istituzionalizza l'esistenza dei volontari e prevede di formare diplomatici perché siano coinvolti nell'assistenza delle famiglie alla ricerca di un bimbo da accogliere.Nadine Morano intende pure incoraggiare l'adozione dei bambini francesi. Nel 2006 erano 23mila i minori dati in affido dai servizi sociali e solo per 219 era stata chiesta l'adozione. La legge francese autorizza la giustizia a dichiarare "abbandonato " un bimbo solo in casi estremi, quando esista un "disinteresse manifesto" da parte dei suoi genitori. "è una procedura troppo lunga e complessa, vogliamo rivederla ", ha sottolineato ieri la Morano. Colombani nel suo rapporto aveva consigliato al Governo di agire in questo senso, criticando una certa ipocrisia dello Stato francese per la sua volontà di mantenere in piedi a tutti i costi il legame con la famiglia biologica: considerazioni che avevano scatenato vivaci polemiche a Parigi. PRIORITà DELL'ELISEO Il piano è stato voluto con forza dal presidente Sarkozy, che ha affidato uno studio all'ex direttore di Le Monde Colombani.

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)DISSERVIZI Code e disagi all'anagrafe comunale PER rinnovare un (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del 22-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

FORLI' AGENDA pag. 9 )DISSERVIZI Code e disagi all'anagrafe comunale PER rinnovare un... BUROCRAZIA Tutti in coda )DISSERVIZI Code e disagi all'anagrafe comunale PER rinnovare una carta d'identità ho avuto la necessità di recarmi presso gli uffici dell'anagrafe comunale di Forlì e sono rimasto sconcertato per l'altissimo afflusso di persone. Una fila di decine di cittadini (a dire il vero per la maggioranza stranieri) in una normalissima mattina di piena estate. Con la confusione e l'effetto stalla che si può facilmente immaginare con tanta ressa in una giornata caldissima. L'attesa è durata più di un'ora. Non sono in grado di dire a cosa sia dovuto il problema, sicuramente un caso di inefficienza da terzo mondo. Ma gli amministratori comunali dovrebbero sicuramente provvedere. Lettera firmata )DEGRADO Città insicura per le donne ANCH'IO vorrei rispondere alla lettera del sig. Wild secondo il quale a Forlì "non si hanno notizie di violenze, stupri o anche volgarità verso donne o ragazze". Purtroppo i fatti smentiscono il sig. Wild. Una per tutti, gli ricordo l'aggressione di cui lo scorso marzo, vicino alla chiesa di San Biagio, è stata vittima una signora, assalita da un nordafricano mentre andava al lavoro alle sei del mattino. Se vuole notizie di molestie verso donne o ragazze nel centro di Forlì gliene posso fornire a quintalate. Riguardo ai borseggi nel mercato delle Erbe, mi fa piacere che la mamma del sig. Wild non ne sia mai stata vittima, ciò non toglie che purtroppo siano frequenti: anche di questo le testimonianze sono numerose, basta chiedere agli operatori del mercato. Insomma, credo che alla stampa locale non scrivano solo quelli che hanno in antipatia il centro sinistra, ma soprattutto i cittadini che raccontano le loro esperienze. Beatrice Merlini )INTERNET Obiettivo raggiunto, il comitato si scioglie CON UN simbolico brindisi si è sciolto il comitato Banda Larga di Rocca San Casciano nato alcuni anni fa dopo una raccolta di oltre 300 firme di cittadini e aziende che chiedevano il servizio banda larga nel territorio del comune di Rocca San Casciano inviate al Sindaco di Rocca S. C. e alla Comunità Montana Acquacheta che, pur avendo fra le priorità dei loro programmi la risoluzione del problema, hanno lasciato nell'immobilismo tecnologico totale la propria comunità. Banda Larga a Rocca: una realtà Da circa un mese nel territorio del comune di Rocca San Casciano è attivo il servizio Banda Larga offerto dalla ditta Mynetway S.r.l. un Internet Service Provider di Cesena, interpellata dal comitato Banda Larga. Questo risultato arriva dopo enormi sforzi, contro la burocrazia e contro il monopolio dell' "ultimo miglio" di Telecom, grazie alle capacità del comitato, al 100% fuori da tutti i partiti, che con un numero esiguo di persone, senza risorse economiche di nessun tipo, sono riuscite nell'impresa ritenuta impossibile dagli amministratori locali. Grazie alla collaborazione del comitato e all' impegno del Sindaco di Portico e San Benedetto, a breve il servizio sarà attivo anche in tutto il territorio del comune dell'alta vallata, inoltre grazie alla collaborazione con il comune di Dovadola entro la fine dell'anno sarà risolto il problema anche in quel territorio eliminando il digital divide in tutta la vallata del Montone, il che ci rende doppiamente orgogliosi del lavoro svolto che non si è limitato alla nostra comunità. Un grazie particolare va a tutte le persone che nel corso di questi anni ci hanno aiutato e sostenuto. Il Comitato ha quindi deciso di sciogliersi avendo raggiunto il proprio obiettivo. Comitato Banda Larga Image: 20080822/foto/5684.jpg.

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Di ROBERTO GRIMALDI NELL'ex hotel eroina, al condominio Errenord alla Sac (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 22-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

MODENA pag. 4 di ROBERTO GRIMALDI NELL'ex hotel eroina, al condominio Errenord alla Sac... di ROBERTO GRIMALDI NELL'ex hotel eroina, al condominio Errenord alla Sacca, in prima linea ci sono loro, le operatrici del Portierato sociale. I residenti di una delle zone più degradate della città, ai tempi della presentazione del progetto di riqualificazione del comparto si aspettavano che la sede dei vigili, nuova di zecca, fosse sempre occupata dagli agenti. I vigili ci sono, ma non a orari fissi. Quelle che invece non mancano mai (gli orari sono indicati all'esterno degli uffici) sono le operatrici del Portierato sociale, le prime a raccoglire esigenze, paure, bisogni e necessità dei residenti (quasi sempre stranieri) del condominio Errenord. "Ci siamo organizzati in modo da rendere il dialogo il più facile possibile ? racconta Carla Mori operatrice del Portierato ? le mie tre colleghe sono di origine ghanese, turca e magrebina, in grado quindi di parlare con la maggioranza dei residenti stranieri. Qualche lamentela sul degrado arriva anche a noi: ci segnalano la presenza di tossicodipendenti, che evidentemente non sono ancora spariti del tutto. E alcuni si sono anche lamentati dei rifiuti presenti fuori dall'edificio, come copertoni usati e rottami di macchine abbandonate, spesso usate come rifugio per senza tetto. In questo caso abbiamo segnalato il problema, e le auto fatiscenti verranno presto rimosse. In ogni caso, quando siamo di fronte a problemi di ordine pubblico, abbiamo i numeri dei vigili urbani e siamo in grado di avvisarli in qalsiasi momento, sollecitando anche eventuali interventi". GLI STRANIERI, in prevalenza chiedono aiuti pratici: "Soprattutto vogliono informazioni su come affrontare la burocrazia ? spiega Carla Mori ?: come trovare casa, quali canali utilizzare per iscrivere i bambini a scuola, come cercare lavoro. Per molti di loro, il concetto di rivolgersi a più sportelli pubblici per ottenere una sola cosa non è semplice da capire, e noi cherchiamo di aiutarli". Non mancano le iniziative per migliorare l'integrazione tra le varie etnie: " Innanzitutto cherchiamo di non stare solamente in ufficio, ma di uscire, incontrare i residenti, presentarci e far capire qual è il nostro servizio. Poi organizziamo feste per bambini, sapendo che in questo modo possiamo far incontrare tra loro i genitori. Finora abbiamo organizzato un paio di eventi ? prosegue l'operatrice del Portierato ? e abbiamo notato con piacere che sono entrate in contatto famiglie ghanesi con altre famiglie di origine megrabina. Orgnaizzando queste feste abituiamo i residenti a occupare i vari spazi del condominio con attività culturali e ricreative. E si sa che in questo modo si allontanano i malintenzionati, che invece hanno bisogno di sentirsi isolati e protetti da occhi indiscreti. In un paio di mesi di lavoro abbiamo contattato già un centinaio di persone, che hanno usufruito dei nostri servizi. Continueremo così".

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Di DARIO C. NICOLI ROMA LUCA Zaia (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 22-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 6 di DARIO C. NICOLI ? ROMA ? LUCA Zaia è il ministro delle Politiche Agricole. Signor ministro, lei sapeva qualcosa di questo equivoco sulle cifre? "Non ne sono al corrente. Ad ogni buon conto ho programmato un incontro con amici pastai dai quali intendo farmi dire esattamente quando può costare il prodotto all'azienda escluse le spese per la pubblicità. Sarà un elemento di conoscenza in più per valutare le dinamiche del mercato". Lei sta lavorando all'accorciamento della filiera del latte che segna un + 241%. E' possibile fare altrettanto per pane e pasta? "Non è materia di mia competenza perché riguarda il settore agroalimentare; ma penso a un paniere in dovrebbero esserci prezzi politici di riferimento per determinati prodotti. Io, per esempio, sono convinto che si debbano indicare caratteristiche e prezzo del pane comune e dello spaghetto standard prodotto in Italia". I rincari nella filiera agricola sono comunque saliti alle stelle: + 369% la pasta, addirittura + 1.325% il pane dal produttore al consumatore. Cosa pensa di fare? "Innanzitutto inquadriamo le ragioni di questi aumenti. E' cresciuto il costo delle materie prime ? del petrolio in particolare ? ma è accaduto anche un imprevisto aumento della richiesta di generi alimentari da parte dei paesi in via di sviluppo. L'Europa, che ha perseguito al politica delle eccedenze, era impreparata di fronte a questo fenomeno e ora si trova di fronte a un grave problema di carenza produttiva". Come si può rimediare? "Favorendo una presa di coscienza che non c'è mai stata: occorre capire che l'agricoltura è un bene primario". Più in concreto? "Bisogna snellire la burocrazia, che sembra fatta apposta per favorire le multinazionali a detrimento delle aziende agricole. Le piccole aziende italiane non possono competere con le multinazionali, ma offrono prodotti di qualità elevatissima oltre a un paniere assai diversificato che va dal lardo di Colonnata agli agrumi di Sicilia al suino padano, alle circa 500 qualità di vini tra cui 316 Doc, 38 Docg, 118 Ict. Ocorre tutelare e incrementare il made in Italy perché la qualità dei prodotti è la nostra ricchezza. La multinazionale che io difendo è quella dei contadini". Che altro? "Occorre avvicinare produttori e consumatori, incentivare la nascita dei farmer market. Acquistare bene è uno degli strumenti per risparmiare. In Italia, per esempio ci sono 40mila stalle che producono latte. Basta portare con sé una bottiglia e si torna a casa pagandolo 40 centesimi il litro anziché un euro e 30-un euro e 40 del negozio. E' un esempio, ma vale anche per altri prodotti. Anche la grande distribuzione deve fare la sua parte perché la situazione è grave. In Germania ci sono gli hard discount che rigirano ai produttori locali una parte del guadagno della vendita del loro latte. Così i consumatori sanno che se comprano quel latte sostengono i produttori locali. Oltre che di filiera, c'è dunque un problema di cultura dell'acquisto? "Certamente: dobbiamo comperare i prodotti di stagione che costano meno e non quelli che arrivano fuori stagione dall'estero. magari da quei paesi in cui ancora di utilizza il Ddt. Dobbiamo preferire il prosciutto locale piuttosto che acquistare quello spagnolo, che costa dieci volte di più e via dicendo". Di fronte a remunerazioni tanto basse per i loro prodotti gli agricoltori cosa dovrebbero fare? "L'agricoltura del nostro Paese sta pagando lo scotto di una politica che non l'ha difesa, che le ha impedito di produrre e che ha azzerato, tra l'altro, la sua bieticoltura. Prendiamo ad esempio il latte: il nostro ministro è stato l'unico, nell'84, a firmare un accordo vergognoso che ha fissato la quota latte italiana al 58% del suo fabbisogno. Tutti gli altri Paesi hanno fissato quote intorno al 98%. Ora, l'unica cosa da fare è battersi a livello comunitario e io lo farò fino in fondo. E se ci ha qualche dubbio sulla mia linea di condotta mi chiami e ne parleremo".

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Saldi, persi 15 milioni di incassi <Va solo la merce da pochi euro> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 22-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - TREVISO - sezione: REGIONE - data: 2008-08-22 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Confesercenti Il cliente ideale è l'uomo single tra 25 e 40 anni Saldi, persi 15 milioni di incassi "Va solo la merce da pochi euro" VENEZIA - Non sono andati bene i saldi estivi per i commercianti veneti, che rispetto all'anno scorso denunciano un mancano incasso del 6-7%, equivalente a 15 milioni di euro. Lo rivela un'indagine della Confesercenti, secondo la quale solo il 23% dei negozianti ritiene di aver guadagnato di più. "Ormai comprare nel periodo delle svendite non è più una necessità, come in passato, ma una gratificazione, un modo per ampliare il guardaroba - spiega Maurizio Francescon, presidente del Cescot, l'osservatorio economico di Confesercenti - e poichè la disponibilità delle famiglie è diminuita, si vendono i capi da pochi euro. I ricchi invece continuano a comprare bene le griffe, che infatti non conoscono battute d'arresto". Secondo i commercianti, il 70% dei clienti che approfittano degli sconti sono abituali, mentre il 13% sono occasionali. Il 54% degli amanti dello shopping a caccia dell'occasione è donna, il 35% uomo, ma la novità di questa stagione è che il compratore ideale è il maschio single dai 25 ai 40 anni. "Non ha dubbi sull'acquisto - sottolinea Francescon - raramente discute sul prezzo, si lascia consigliare, ha già scelto modello, taglia e colore e non richiede una lunga assistenza da parte dei commessi. Gli basta conoscere le caratteristiche del prodotto, il confezionamento e la garanzia. La donna fra i 30 e i 50 anni, pur ottima cliente e con idee chiare, discute invece su prezzo, qualità e garanzie degli articoli scelti". E poi ci sono i "saldisti di gruppo", soprattutto giovani, che incontrano l'apprezzamento dei negozianti di abbigliamento sportivo, casual e calzature. "Per aumentare la competitività dobbiamo abbattere i costi di gestione - chiude Francescon - ma anche premere sul governo perchè riduca i costi di trasporti, tasse e burocrazia, combatta l'abusivismo e aumenti le infrastrutture". Svendite povere Per i commercianti veneti i saldi estivi sono andati male: rispetto all'anno scorso registrano un meno 6-7% di incassi. La gente compra infatti solo la merce che costa pochi euro.

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Trecento pagine, più una vasta documentazione fotografica, firmate dal colonnello Valerio Giard (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 22-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stai consultando l'edizione del Trecento pagine, più una vasta documentazione fotografica, firmate dal colonnello Valerio Giardina e da tempo sui tavoli della procura antimafia. Un'inchiesta durata due anni e che ha passato al setaccio 803 beni immobili confiscati alle cosche. Di questi, fino al 16 maggio 2006, 307 sono stati consegnati dall'Agenzia del Demanio ai Comuni. "Dai primi accertamenti - si legge nell'informativa dei Carabinieri - è emerso che parte degli immobili sono stati assegnati ad enti o associazioni di impegno sociale con notevole ritardo, cioè solo alcuni anni dopo la loro presa in consegna. Alcuni non sono stati mai assegnati ad alcun ente, con iter procedurali avviati e mai conclusi, pertanto inutilizzati. Altri ancora sono risultati in uso o nella disponibilità dei soggetti nei cui confronti si è proceduto alla confisca, o dei loro familiari". Una lunga premessa che spiega più di mille convegni con dotti "mafiologi" le ragioni di un fallimento annunciato. Dall'individuazione al sequestro, fino alla confisca e alla successiva assegnazione di un bene mafioso, passano in media quindici anni. Almeno in Calabria ora si sa per colpa di chi. I carabinieri hanno stilato un elenco di 371 persone, tecnici, sindaci, assessori, un numero altissimo di amministratori pubblici della provincia di Reggio. L'ipotesi di reato è quella di omissione d'atti d'ufficio aggravata dall'articolo 7 della legge antimafia (si commette un reato per favorire una associazione mafiosa). A Reggio Calabria i beni confiscati alla potente cosca Libri "sono stati assegnati con notevole ritardo, alcuni anni dopo la loro presa in consegna da parte dell'amministrazione comunale". E non basta, perché, dopo aver spulciato mappe catastali, documenti del Demanio e atti giudiziari, il Ros ha scoperto che altri beni non sono stati mai assegnati ad alcun ente grazie a "iter procedurali avviati e mai conclusi". Si tratta di case e terreni "inutilizzati e, nel caso dei beni ubicati in contrada Lagani e San Cristoforo, addirittura in godimento rispettivamente ad una ditta dolciaria e a un privato". I carabinieri hanno anche scoperto che due appartamenti confiscati alla cosca Lo Giudice e da assegnare a famiglie indigenti non erano stati ancora utilizzati dal Comune. In uno dei due viveva tranquillamente la vedova del boss Peppe Lo Giudice. Quelle case erano state assegnate al Comune di Reggio nel 2001, "solo nel luglio 2006 - si legge nell'informativa del Ros - il Comune provvedeva ad emettere i provvedimenti di sfratto", in concomitanza con l'avio dell'inchiesta. Morale della favola: finiscono sotto inchiesta l'attuale sindaco Giuseppe Scopelliti, l'ex vicesindaco della città, Demetrio Naccari Carlizzi (oggi consigliere regionale del Pd e assessore al Bilancio), un magistrato ex assessore della giunta di centrodestra, Giuseppe Adornato, l'ex colonnello della Gdf, Graziano Melandri, ex assessore pure lui. Dal capoluogo alla provincia. La situazione non cambia. A Palmi "nessuno dei beni confiscasti e consegnati al Comune" è stato mai utilizzato per i fini sociali previsti. Alcuni esempi: al camping "Due Pini", sequestrato alla cosca Mammoliti, doveva sorgere un "centro per anziani e ospitalità profughi ed altre categorie disagiate". C'era tutto, la spiaggia e 49 miniappartamenti che però "non sono stati identificati, né risultano in catasto", né risultavano sulle mappe altri 26 case. Finale della storia: "Il comune di Palmi, ritenendo di non vantare alcun diritto né sui miniappartamenti, né sugli immobili con i servizi, ma solo sul terreno libero, ha così inteso di non utilizzare il camping per le finalità stabilite". Burocrazia, direte voi. Non proprio. Perché per ogni comune inadempiente, i carabinieri hanno stilato una scheda che comprende rapporti di parentele e amicizie mafiose di sindaci, tecnici e assessori. Un assessore della giunta comunale di Reggio retta dal sindaco di An Scopelliti, "si accompagna spesso allo zio paterno". Non propriamente uno stinco di santo, notano i carabinieri, che snocciolano un lungo rosario di reati: fabbricazione e porto abusivo di esplosivi, porto abusivo di armi per un "soggetto dalla spiccata tendenza a delinquere". Un altro suo collega di giunta nel 2005 veniva fermato dai Carabinieri in compagnia di due noti mafiosi. Cose che capitano in Calabria. A San Luca, paese della lunga guerra di mafia culminata con la strage di Duisburg, su un terreno confiscato al boss Antonio Pelle, superlatitante detto "Gambazza", dovrebbe sorgere un centro di aggregazione sociale. I carabinieri hanno scoperto che sulle case presenti nel fondo "erano stati eseguiti alcuni lavori di manutenzione, non portati a termine. Se ne desume che tali immobili non sono stati ancora utilizzati per le finalità cui erano destinati". Nella passata amministrazione comunale c'era un assessore donna, si legge nell'inchiesta, sposata con un "pregiudicato per traffico di sostanze stupefacenti e armi", fratello di uno dei più pericolosi latitanti della zona. Ma è la storia di un palazzo di cinque piani nel comune di Benestare, confiscato al solito Pelle-Gambazza, a raccontarci come a creare difficoltà all'uso sociale dei beni mafiosi ci si metta anche la Giustizia. Nel 2003 il palazzone viene destinato al Comune per costruire un centro di recupero per persone handicappate. Ma il bene non viene materialmente consegnato "in quanto era pendente ricorso contro lo sfratto dei suoi occupanti, per il quale il giudice del Tribunale di Reggio Calabria aveva sospeso le operazioni di sgombero". Bisognerà aspettare quattro anni perché un'altra sezione del Tribunale dichiarasse inammissibile il ricorso degli eredi del boss Pelle.

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Seif, il figlio e delfino di Gheddafi dice addio alla politica (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 22-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stai consultando l'edizione del LIBIA Seif, il figlio e delfino di Gheddafi dice addio alla politica TRIPOLI Sarebbe dovuto essere il successore di suo padre alla guida della Libia, ma Seif al-Islam, figlio del colonnello Muammar Gheddafi, ha deciso di lasciare la politica. Lo ha reso noto - a sorpresa - in una conferenza stampa a Sebha, città 800 chilometri a sud di Tripoli. La notizia è stata stranamente messa a tacere da gran parte della stampa araba. Seif ha reso pubblica la sua decisione dopo aver annunciato come prossimo un accordo- ulteriore segnale di distensione nei rapporti tra Libia ed estero - per l'esportazione agevolata di prodotti dal suo paese all'Europa: "Non interverrò più negli affari di Stato, ormai non ho più grandi battaglie da condurre. Il mio programma è stato realizzato". Seif al-Islam ha quindi auspicato una "società civile forte", capace di partecipare in futuro ai processi decisionali del Paese. "La situazione è diventata imbarazzante, se continuassi potrei avere dei problemi". Gli analisti si dividono: da un lato c'è chi pensa che Seif sia scontento della burocrazia libica, accusandola di "rallentare le sue riforme"; altri avanzano l'ipotesi che il figlio del colonnello possa un giorno tornare sulla scena politica, affrancandosi dall'eredità del regime attraverso una legittimazione elettorale.

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Malato di Sla, niente pensione (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 22-08-2008)

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Prov Sulcis Pagina 2022 Iglesias. I fratelli: "Ci avevano detto che tutto era stato finalmente risolto ma aspettiamo ancora" Malato di Sla, niente pensione Iglesias.. I fratelli: "Ci avevano detto che tutto era stato finalmente risolto ma aspettiamo ancora" Tre mesi fa l'Inps ha deciso di revocare l'assegno --> Tre mesi fa l'Inps ha deciso di revocare l'assegno Nonostante i medici dell'Asl abbiano confermato che è malato di Sla, un operaio di Iglesias si è visto revocare la pensione. L'Inps gli ha fatto sapere che c'era stato un equivoco e che tutto sarebbe stato risolto. Promesse al vento: se ne riparlerà a ottobre. La Sla, la terribile malattia che aggredisce il sistema nervoso, lo ha reso invalido al cento per cento. Ma l'Inps, dopo la visita di revisione all'Asl, gli ha revocato la pensione. Roberto Sais ha 45 anni, vive su una sedia a rotelle nella casa di via Aldo Moro nel quartiere di Serra Perdosa a Iglesias. La sclerosi laterale amiotrofica gli impedisce di muoversi e riesce solamente a parlare ma da qualche mese, non bastassero i problemi di salute, ora deve lottare anche contro la burocrazia. Per il momento non ha più la pensione: forse la riceverà nuovamente a ottobre. Intanto riesce a sopravvivere solo grazie alla catena di solidarietà che si è creata attorno al suo caso. L'ASL "Ai primi di maggio di quest'anno ho ricevuto una lettera dall'Asl - racconta, assieme ai fratelli Giorgio e Giuseppe - dicevano che mi sarei dovuto presentare per una visita di revisione". La commissione medica avrebbe dovuto valutare eventuali miglioramenti del suo stato di salute e, secondo quanto si legge nel verbale, i sanitari hanno riconosciuto la malattia. Ma il giorno dopo l'Inps gli ha sospesa la pensione. IL CONTROLLO "Il problema vero è che non avrebbero dovuto chiamarlo per questa revisione - dice il fratello Giorgio - la legge parla chiaro, per malattie come la Sla non si deve fare questo controllo. Invece la Asl di Iglesias l'ha convocato e dal giorno dopo Roberto ha smesso di ricevere la pensione". Un dramma per l'ex operaio (lavorava in uno sfasciacarrozze) che, con la pensione di 700 euro al mese, deve pagare l'affitto, l'energia elettrica e quel po' che riesce a mangiare. "Abbiamo chiesto l'intervento della consulta dei disabili per trovare una soluzione - aggiunge Giuseppe - perché non si può andare avanti così. Durante una delle nostre richieste di chiarimenti ci è stato detto che probabilmente c'era stato un errore e che entro breve tempo sarebbe stato chiarito tutto. Dovevamo aspettare perché prima o poi una soluzione si sarebbe trovata". LA LETTERA SUL GIORNALE Ma non c'è solo il problema della pensione revocata. In una lettera aperta che è stata pubblicata sull'Unione Sarda, i fratelli di Roberto hanno raccontato la drammatica situazione in cui si trova il malato di Sla e hanno lanciato un appello ad Area, l'agenzia regionale proprietaria dell'immobile in cui vive l'ex operaio, perché venisse apportata una modifica al bagno per renderlo accessibile al fratello. Dopo qualche giorno è arrivata la risposta. "Nella risposta - afferma Giorgio Sais mostrando la pagina del quotidiano - hanno scritto che tutto era stato chiarito. Invece non è stato risolto nulla. Nella casa di Serra Perdosa non è venuto nessuno a fare i lavori e la pensione non è stata ancora pagata. Pochi giorni fa è arrivata una lettera dall'Inps in cui c'era scritto che dal primo ottobre avrebbero ripreso a dargli la pensione; siamo andati all'Inps per chiedere che venisse dato almeno un acconto ma nessuno ci ha ascoltato". "Non pago l'affitto e la luce da tre mesi - aggiunge Roberto - se mi staccano anche la corrente, come faccio ad andare avanti?". DAVIDE MADEDDU.

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Niente lutto per il Cio dei burocrati Niente bandiera a mezz'asta per la Spagna. Intanto lobby e tv spingono sport bizzarri (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 22-08-2008)

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Stai consultando l'edizione del Niente lutto per il Cio dei burocrati Niente bandiera a mezz'asta per la Spagna. Intanto lobby e tv spingono sport bizzarri di Marco Bucciantini inviato a Pechino BUROCRAZIA Fernando Echevarrie e Anton Paz se ne sono infischiati, e hanno fatto bene. Hanno vinto la medaglia d'oro nella classe Tornado, i bolidi della vela, quei catamarani dove timoniere e prodiere bilanciano la spinta del vento con il proprio peso, mentre la barca viaggia su un solo scafo, con l'altro sollevato. Echevarrie e Paz sono saliti sul podio con la fascia nera al braccio, in segno di lutto per le vittime dell'incidente aereo di Madrid. Il Comitato olimpico internazionale aveva negato questa umana richiesta, e aveva proibito alla delegazione spagnola di esporre le bandiere a mezz'asta al villaggio olimpico. Senza fornire spiegazioni (come giustifichi una decisione così ottusa?). Più tardi, due righe scritte, al solo uso e consumo degli iberici, e che riportiamo quindi di seconda mano: "Non sono casi previsti dal regolamento. E non si vuole turbare l'ambiente". Jacques Rogge, il padrone dello sport mondiale insieme a sponsor e televisioni, ha quest'unica preoccupazione: mostrare Olimpiadi perfette. il miglior alleato del governo cinese. Con eccessi di zelo incomprensibili: il volo di Bolt è parso il miglior spot che i Giochi potessero sperare, un'immagine di forza e serenità. A Rogge non è piaciuto: " ancora un ragazzo, deve mostrare più rispetto nei confronti dei suoi rivali. Certi show dopo l'arrivo deve evitarli". Poi il succo: "Tutto va per il verso giusto - ha aggiunto - la Olimpiadi sono fondamentali allo sviluppo della Cina, hanno permesso un'evoluzione, anche se imperfetta, della libertà di stampa. Ci sono 25 mila giornalisti che possono testimoniare i fatti d'attualità". Esempio dell'imperfezione: possiamo seguire le gare e fare i turisti, ma quando vogliamo informarci non esistono interlocutori ufficiali. L'unico contatto è l'agenzia di stampa del governo Xinhua, che occupa una stanza di 500 mq al centro stampa. Cercavamo di rintracciare le ragazze che nel 1993 sconvolsero l'atletica, dominando il mezzofondo ai mondiali di Stoccarda e frantumando record. Scomparendo d'incanto, com'erano apparse. Ci hanno fatto compilare un modulo, nome, numero di telefono, residenza, passaporto, poi ci hanno fotografato, hanno spillato anagrafe e foto, si sono tenuti il dossier. Nessuna risposta sulle atlete, e intanto ci hanno schedati, mentre i cinque turisti con indosso la maglietta pro-Tibet li hanno direttamente arrestati. Rogge parla per comunicati. Potessimo affrontarlo, come usa in molti Paesi del mondo (ma non in Cina), avremmo da chiedere perché la Mbx - scorribanda con moto a pedali - sia finita nel programma olimpico, quando invece un bellissimo sport come il baseball, giocato in tutto il mondo, giunge domani all'ultima esibizione. Il taekwondo entrò quando Yong Kim sembrava destinato a succedere a Sammaranch. Il valore tecnico si commenta con un dato: la famiglia Lopez, nicaraguensi fuggiti dal loro Paese negli anni ottanta, e adesso cittadini Usa, ha piazzato tre atleti sul podio in tre categorie differenti, Diana, Mark e Steven. Sport limitati, "familiari", che entrano per le pressioni delle fedarazioni. I Paesi del Sud est asiatico hanno imposto il badminton, dove sono imbattibili. Medaglie per voti, questo lo scambio: le elezioni per la presidenza del Cio saranno nel 2009. Rogge ha investito in Oriente, come si è capito dall'assegnazione di questi Giochi: a Londra 2012 potrebbe entrare lo squash, mentre l'America spinge per l'aerobica. La Bbc ha denunciato il caso del "keirin", specialità del ciclismo su pista che l'Unione ciclistica internazionale stava per cancellare. Misteriosamente, poco dopo ne votò invece l'ingresso alle Olimpiadi, a cominciare da Sydney. I giapponesi, maestri della specialità, pagarono fior di quattrini. Se non sono logiche di lobby, ci pensa la televisione a far cambiare i palinsesti: il beach volley è nel programma solo perché fa audience e fa vendere. Ma continua a sembrare la versione ridotta e sexy della pallavolo. Il trampolino elastico, in Italia, si trova solo nei luna park. Cinque euro, dieci minuti di salti nella rete. Se entra nel programma anche l'Ottovolante, a Londra ci vedrete lassù.

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Storico sorpasso sulla Francia La vendemmia sorride all'Italia (sezione: Burocrazia)

( da "Finanza e Mercati" del 22-08-2008)

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Da Finanza&Mercati del 22-08-2008 La vendemmia 2008 fa prevedere uno storico sorpasso dell'Italia sulla Francia dove la raccolta dell'uva si annuncia come la più debole dal 2000, inferiore del 10% alla media degli ultimi cinque anni, secondo le previsioni del ministero dell'Agricoltura d'Oltralpe. quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che la produzione è invece stimata in aumento di circa il 5% in Italia dove dovrebbe superare i 46 milioni di ettolitri di produzione previsti per i cugini francesi. "L'Italia - sottolinea la Coldiretti - conquista cosi in Europa il primato nella produzione vitivinicola dopo quello nel riso, nel tabacco, in frutta e ortaggi freschi ma anche nelle produzioni biologiche e in quelle di qualità a indicazione di origine protetta". "D'altra parte - continua la confederazione - anche il valore aggiunto per ettaro, ovvero la ricchezza netta prodotta per unità di superficie dall'agricoltura italiana è oltre il triplo di quella Usa, doppia di quella inglese, è superiore del 70% di quelle di Francia e Spagna". Il sorpasso dell'Italia sulla Francia dal punto di vista produttivo si aggiunge al primato recentemente conquistato dal vino made in Italy su mercati stranieri particolarmente rilevanti come quello americano dove il 30% del vino di importazione consumato è italiano, mentre secondo un recente articolo dell'Economist il Prosecco italiano all'estero, dove viene spedita un terzo della produzione, fa concorrenza allo Champagne con le vendite che complessivamente sono raddoppiate negli ultimi 15 anni saturando il mercato tedesco. Una competitività che è confermata anche dal fatto che in Usa e in Svizzera l'Asti e il Prosecco hanno superato la quota dello Champagne, secondo il Forum degli Spumanti. "Mentre le quantità dovrebbero avvicinarsi ai 47 milioni di ettolitri, dal punto di vista qualitativo le previsioni in Italia sono per una vendemmia di buona qualità con un 60% dei raccolti destinati alla produzione di vini Docg, Doc e Igt. Una produzione, realizzata per quasi i due terzi - precisa la Coldiretti - in Veneto, Puglia, Emilia Romagna e Sicilia, per la quale ci sarà un equilibrio tra vini rossi o rosati e bianchi, con una leggera prevalenza dei primi. Occorrerà tuttavia fare i conti - rileva l'associazione - con le condizioni meteorologiche che già hanno influito in alcune regioni del nord Italia. prevedibile un buon recupero delle regioni meridionali, che lo scorso anno erano state le più colpite dal calo produttivo, una discreta vendemmia in linea di massima in centro Italia e nel nord est, con produzioni di uva previste stabili o in recupero sul 2007. In calo, rispetto all'anno precedente, la produzione delle regioni nordoccidentali (Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta) e della Lombardia". "Le buone prospettive sul piano produttivo alimentano interesse sul mercato dove il valore delle esportazioni di vino made in Italy è aumentato del 10% nel primo quadrimestre dell'anno e in controtendenza con i consumi alimentari - precisa la Coldiretti - aumentano anche del 2,6% le bottiglie acquistate dalle famiglie italiane di vini Doc e Docg nel primo semestre 2008". "La vera novità della vendemmia 2008 - segnala infine la Coldiretti in riferimento al mercato del lavoro - sono i voucher, introdotti per la prima volta in Italia per ridurre la burocrazia per le imprese agricole, combattere la piaga del lavoro nero e dare una possibilità di integrazione del reddito a studenti e pensionati di fronte al caro vita. Ogni buono (o voucher) ha un valore nominale di 10 euro (7,5 euro al netto), comprensivo del costo dell'assicurazione e sarà utilizzato per le retribuzioni. I datori di lavoro consegneranno, per le prestazioni effettuate, il voucher a studenti e pensionati che potranno quindi ritirare il denaro presentandolo agli uffici postali".

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Mistero sul ritiro di Gheddafi junior dalla vita politica (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 22-08-2008)

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N. 200 del 2008-08-22 pagina 21 Mistero sul ritiro di Gheddafi junior dalla vita politica di Redazione da Tripoli mistero sul ritiro dalla vita politica del figlio del leader libico Muammar Gheddafi. Seif al Islam, che molti immaginavano fosse destinato a succedere al padre alla guida del Paese, avrebbe annunciato all'improvviso di volersi ritirare dalla vita politica, ma nessun mass media arabo ne ha riportato finora le dichiarazioni. Soltanto i siti online delle tv satellitari Al Arabiya (Dubai) e Al Jazeera (Qatar) hanno pubblicato un testo in arabo identico a quello diffuso stamane da Tripoli dall'agenzia francese Afp: "Ho deciso di non intervenire più negli affari dello Stato", avrebbe detto Seilf al Islam. Più avanti nel testo il figlio di Gheddafi afferma: "Ho realizzato il mio programma. Il treno delle riforme è attualmente sui binari". "Non ho più grandi battaglie da fare - aggiunge - e la mia situazione diventa imbarazzante. La situazione è cambiata. Se continuo ci sarà un problema". L'agenzia di Stato libica, la Jana, ha diffuso un testo di circa dieci cartelle di un discorso tenuto da Seif al Islam davanti a migliaia di giovani nella città di Sebha, 800 chilometri a sud di Tripoli, senza fare alcun riferimento alla dichiarazione sul ritiro. L'unica frase coincidente con il testo giornalistico è quella sul "treno delle riforme, attualmente sui binari". Per alcuni, la dichiarazione sarebbe stata fatta dal vivo proprio davanti ai giovani. Non ci sarebbero notizie sulle intenzioni future di Saif al Islam. Per Mahmoud Boussifi, redattore capo del giornale Oya e Qurina, il suo ritiro è dovuto principalmente al "suo malcontento di fronte alla burocrazia libica, che ha rallentato il ritmo delle sue riforme". "Lui è giovane e sperava di fare rapidamente grandi passi, ma si è scontrato contro questa burocrazia". Secondo un altro osservatore libico, che ha parlato alle agenzie in condizione di anonimato, si tratta invece di un "ritiro momentaneo". "Tornerà sulla scena politica" cercando di legittimarsi direttamente "attraverso la società civile". SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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<E per i milanesi presto certificati fai-da-te> (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 22-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

N. 200 del 2008-08-22 pagina 4 "E per i milanesi presto certificati fai-da-te" di Redazione L'assessore Pillitteri: "Stiamo studiando colonnine elettroniche per tutta la città" "Anche i cittadini milanesi potranno presto fare i documenti d'anagrafe presso appositi corner installati nei supermercati". Promessa firmata da Stefano Pillitteri. L'assessore ai Servizi civici rivela che gli uffici di Palazzo Marino "stanno studiando le modalità" dell'operazione: "Tecnologia e internet già riducono la burocrazia e rendono Milano più semplice per i cittadini, che con l'autocertificazione possono evitare code agli sportelli anagrafici". La maggior parte dei certificati anagrafici - ad esempio titolo di studio o residenza - è infatti autocertificabile con appositi moduli disponibili sul sito del Comune. "C'è poi la possibilità di richiedere un documento prenotandolo telefonicamente e sono sempre a disposizione le nove sedi decentrate dell'anagrafe" rimarca Pillitteri. Come dire: esistono già possibilità concrete per evitare le code che spesso si verificano nella sede centrale dell'anagrafe in via Larga. Disagi di troppo che, in futuro, si potranno evitare anche sfruttando l'opportunità dei corner del Comune presso i grandi centri commerciali e pure nelle stazioni ferroviarie o metropolitane: "Il progetto che è all'esame degli uffici prevede l'installazione di totem telematici che - con poche mosse di mouse e in pochi minuti - rilasciano certificati ventiquattrore su ventiquattro" specifica Pillitteri. L'assessore che non si sbilancia sulla tempistica, "dipende dalle valutazioni sul progetto", assicura però i milanesi che "tutte e nove le zone di Milano saranno coperte da più totem". \ SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Tanti punti interrogativi sulla morte di varotto (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino di Padova, Il" del 22-08-2008)

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LE CAUSE DELL'INCIDENTE Tanti punti interrogativi sulla morte di Varotto L'inchiesta della polizia di Salisburgo, l'angoscia della moglie E' l'ora della disperazione e della burocrazia. Per Monica Cinetto, moglie di Stefano Varotto e per i tre figli, una dei quali di 16 anni era in auto con il papà e con gli altri ragazzi e nell'incidente si è fratturata un braccio (è stata ricoverata in ospedale due giorni ma ieri è stata dimessa). E' il momento di aspettare le decisioni delle autorità di Salisburgo in merito all'autopsia e ai relativi tempi. Di tenere i contatti con uffici e pubblici ufficiali, di predisporre tutto per il rientro della salma, di stabilire la data del funerale nella "loro" chiesa di Cristo Re. Con il cuore spezzato e l'angoscia che chiude la bocca dello stomaco. Martedì, sul luogo dell'incidente, nella strada che collega St. Johann in Pongau e Shwarzach, vicino a Salisburgo, tra soccorritori, polizia e pompieri, sono intervenute 77 persone. Velocissimi e accurati i rilievi, ma non bastano a capire perché Varotto sia andato dritto in curva, finendo sulla corsia opposta: per questo la polizia ha lanciato un appello attraverso i quotidiani per trovare testimoni. (a.pi.).

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<E per i milanesi presto certificati fai-da-te> (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 22-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

N. 200 del 2008-08-22 pagina 10 "E per i milanesi presto certificati fai-da-te" di Redazione L'assessore Pillitteri: "Stiamo studiando colonnine elettroniche per tutta la città" "Anche i cittadini milanesi potranno presto fare i documenti d'anagrafe presso appositi corner installati nei supermercati". Promessa firmata da Stefano Pillitteri. L'assessore ai Servizi civici rivela che gli uffici di Palazzo Marino "stanno studiando le modalità" dell'operazione: "Tecnologia e internet già riducono la burocrazia e rendono Milano più semplice per i cittadini, che con l'autocertificazione possono evitare code agli sportelli anagrafici". La maggior parte dei certificati anagrafici - ad esempio titolo di studio o residenza - è infatti autocertificabile con appositi moduli disponibili sul sito del Comune. "C'è poi la possibilità di richiedere un documento prenotandolo telefonicamente e sono sempre a disposizione le nove sedi decentrate dell'anagrafe" rimarca Pillitteri. Come dire: esistono già possibilità concrete per evitare le code che spesso si verificano nella sede centrale dell'anagrafe in via Larga. Disagi di troppo che, in futuro, si potranno evitare anche sfruttando l'opportunità dei corner del Comune presso i grandi centri commerciali e pure nelle stazioni ferroviarie o metropolitane: "Il progetto che è all'esame degli uffici prevede l'installazione di totem telematici che - con poche mosse di mouse e in pochi minuti - rilasciano certificati ventiquattrore su ventiquattro" specifica Pillitteri. L'assessore che non si sbilancia sulla tempistica, "dipende dalle valutazioni sul progetto", assicura però i milanesi che "tutte e nove le zone di Milano saranno coperte da più totem". \ SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Nel nome delle masse popolari mi hanno proibito la protesta pro Panda (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 22-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

N. 200 del 2008-08-22 pagina 6 Nel nome delle masse popolari mi hanno proibito la protesta pro Panda di Luciano Gulli Secondo le autorità comuniste la manifestazione silenziosa promossa da 10 giornalisti italiani in un parco della capitale costituisce "offesa ai sentimenti e sabotaggio dell'ordine sociale" nostro inviato a Pechino "La manifestazione per la libertà dei Panda offenderebbe gravemente i sentimenti del popolo cinese e costituirebbe un sabotaggio dell'ordine sociale". Non importa se scriverai che qui si fa come dice il Partito. Importa un altrettanto olimpico fico se ti sembra paradossale, liberticida, che chi comanda si riservi di decidere lui se una protesta è giusta o sbagliata. la swinging China del 2008: una flute di champagne in una mano, il martello (e la falce) nell'altra, nascosta dietro la schiena. La pratica reca il numero 08001. In calce, il timbro con la stella rossa regolamentare, come ai tempi della buonanima. la sentenza con cui l'Ufficio per la Pubblica Sicurezza di Pechino nega al Giornale il permesso di organizzare una manifestazione di protesta per la liberazione dei Panda giganti dagli zoo della Cina. Si sarebbe dovuta tenere il 26, la protesta. Avevo già messo insieme una pattuglia di manifestanti. Pochi magari, ma determinati. Avevo comprato una bella pezza di cotone bianco (non più dei 4 metri regolamentari, com'era stato pattuito nell'istruttoria del 18 agosto scorso) su cui avremmo tracciato il motto "Free Panda". Insomma, niente da fare. E non è uno di quei casi in cui uno dice: sarà per la prossima volta. La protesta, recita la sentenza, "avrebbe potuto gravemente nuocere all'ordine sociale". Gravemente. Dieci giornalisti italiani con uno striscione di quattro metri per uno, senza megafono, immobili per contratto in un punto qualsiasi del defilato parco di Zizhuyuan (avrebbero scelto le autorità il luogo, e io avevo lasciato intendere che anche dietro una siepe di bambù poteva andare); insomma: dieci cronisti occidentali, in una città di 15 milioni di abitanti, in un Paese di un miliardo e trecento milioni di persone avrebbero potuto. Gravemente, addirittura. Otto giorni di indagini, sette uomini del Dipartimento impegnati nell'affaire, due interpreti, quattro fotografi e due cameramen in divisa, per stabilire che il sottoscritto è, all'evidenza, un ignorante della più bell'acqua in materia di ursidi, genere cui appartengono i panda. Acquista dunque consistenza - e negarlo a questo punto sarebbe puerile - il sospetto che io sia un provocatore. Un agit prop che non ha, verosimilmente, alcuna competenza neppure nella più vasta tematica zoologica. Che la pretesa libertà dei Panda andava dunque intesa in senso metaforico. E che altra, pertanto, era la libertà cui si voleva alludere e inneggiare. Strampalate, se non false (è scritto nelle verticali motivazioni della sentenza che mi riguarda) risultano pertanto le mie argomentazioni (avevo sostenuto che i Panda, tenuti in gabbia, diventano tristi e malinconici: di qui l'accentuarsi della tonalità di nero intorno ai loro occhi.). "Ci vedremo a San Siro, forse, un giorno, per tifare insieme Inter", dice con una virile stretta di mano il maresciallo Ye (in realtà sarebbe una specie di capitano, scopro. Ma transeamus anche su questo, dicono i suoi occhi.) prima di cominciare a leggere il dispositivo della sentenza. L'ufficio è sempre lo stesso. Diversi, ma ugualmente instancabili, i cine operatori che mi riprendono da ogni angolazione. Uguali le facce dei sottufficiali che affiancano Ye. Non c'è più Costanza, la giovane e sorridente poliziotta che ha studiato l'italiano all'università di Napoli. Al suo posto, una rigida ultrasessantenne che pare sopravvissuta ai tempi della Rivoluzione Culturale. Posso prendere appunti, se voglio. Non posso registrare. Non mi daranno una fotocopia della motivazione. Li guardo. Mi guardano, mentre il grottesco dilaga nella stanza. Ionesco? La commedia dell'assurdo? Di più. Molto di più. La voce di Ye, ferma e stentorea come quella di un pastore, di un giudice, del comandante di un plotone; la vocetta della vecchina che traduce; quelli che filmano; il brigadiere Ma che riempie altre pagine di verbali. "I grandi Panda che vivono negli zoo cinesi vengono accuratamente allevati e protetti.", legge serio serio il maresciallo. ".Rimettere in libertà gli animali allevati in cattività è un processo lungo e delicato, come viene riconosciuto da anni sul piano internazionale.Attualmente ci sono migliaia di giardini zoologici nel mondo.Tutelare e salvare. Proteggere e salvaguardare i Panda è un legittimo desiderio culturale delle larghe masse popolari.". Ogni tanto mi distraggo. Mi viene da pensare che se non dalle sue stesse, intime contraddizioni (per usare un linguaggio caro al Grande Timoniere) il regime comunista cinese finirà per essere mandato a picco dalla sua mancanza di senso del ridicolo; da questa spaventosa assenza di autoironia. Dalla sua medievale, paralizzante, ottusa burocrazia. Ma i cinesi sono strani. Non si può dire. "Chiudere gli zoo sarebbe una mancanza di rispetto delle masse popolari - recita ancora la voce nella stanza -. Se ne evince che il richiedente non possiede neppure le più elementari conoscenze sull'allevamento e la protezione dei Panda.Le argomentazioni addotte per la manifestazione di protesta sono una calunnia del lavoro di protezione del Panda nel nostro Paese. Esse non stanno in piedi. Il discorso del richiedente travisa la realtà e confonde la verità con la falsità.La manifestazione offenderebbe gravemente i sentimenti del popolo cinese.Sabotaggio dell'ordine sociale... Permesso negato". Il brigadiere raduna le carte del fascicolo. Firmo la sentenza. Di mio pugno devo apporre la data. Non vola una mosca. Nessuno ride. Il maresciallo Ye e i suoi si alzano, invitandomi a fare altrettanto. finita. Hanno facce di marmo. Impossibile capire che cosa pensano. "Siamo sempre amici. Sempre fan dell'Inter", dice Ye, accompagnandomi verso l'uscita. Mi viene voglia di scusarmi per il diluvio di tempo che gli ho fatto perdere. Glielo dico. Lui sorride, impenetrabile: " il nostro lavoro". Qualcosa però mi dice che se non fosse stato tempo di Olimpiadi mi avrebbero appeso al pennone più alto della caserma da un pezzo. SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Alla fine i genitori hanno vinto la battaglia contro la burocrazia che ha rischiato di mettere in se (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Metropolitana)" del 22-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Chiudi di MOIRA DI MARIO Alla fine i genitori hanno vinto la battaglia contro la burocrazia che ha rischiato di mettere in serio pericolo la vita della loro figlia di sette mesi. La Asl infatti fornirà loro tutti i sondini necessari per far respirare la piccola. Ed ora Francesca e Mario affermano: "Siamo cautamente ottimisti. Ci auguriamo di non avere più problemi in futuro", preferendo non aggiungere altro. La bambina di Pomezia nata 7 mesi fa con una paralisi cordale congenita che le provoca insufficienza respiratoria per vivere ha bisogno mensilmente di una serie di strumenti automedicali prescritti dall'ospedale pediatrico Bambino Gesù di Palidoro, che però la Asl Rm H si ostinava a fornire solo in parte. Per la precisione la metà del materiale sanitario (sondini, nasi artificiali, fascette reggi cannule e metalline) che per la piccola invece rappresenta un vero e proprio salvavita. Una scorta insufficiente, in particolare durante i periodi di vacanze o di ferie, equivale a mettere la bambina in pericolo di vita. Per questo la vigilia di ferragosto è stato necessario l'intervento dei carabinieri della stazione di Pomezia che hanno "costretto" la responsabile della farmacia interna alla Asl ad anticipare ai genitori la fornitura dei prodotti del mese di settembre. Ma la battaglia di Francesca e Mario era iniziata alcuni giorni prima, quando fermi davanti ai cavilli burocratici, si erano rivolti ad Antonio Maniscalco, consigliere comunale di An a Pomezia, l'unico che li ha presi per mano e guidati fino all'esito positivo della vicenda. "Avvenuto però solo ieri, dopo la denuncia che la mamma e il sottoscritto hanno presentato ai carabinieri e dopo che insieme ai genitori ho illustrato il problema a "Il Messaggero"", commenta l'esponente di opposizione soddisfatto, ma anche amareggiato. "Non è possibile che per vedere riconosciuto un diritto sacrosanto - prosegue Maniscalco - i cittadini debbano smuovere forze dell'ordine e stampa e a volte i politici che hanno a cuore le sorti dei cittadini". Maniscalco una battaglia contro la Asl l'aveva già vinta, quando dopo mesi di insistenze aveva convinto l'azienda sanitaria a fornire ai disabili un nuovo bus al posto di quello vecchio, mezzo rotto e senza riscaldamento e aria condizionata. Non è un caso che proprio ieri la Asl ha fatto sapere di "aver risolto il problema della bambina - si legge su uno scarno comunicato stampa - impartendo alla farmacia disposizioni per l'erogazione di tutti i presidi richiesti". Una soluzione che ieri mattina era stata sollecitata anche dal vicesindaco di Pomezia, Rosa Alba, mentre sempre ieri era stato coinvolto del problema il senatore Cesare Cursi. "Ma sempre dopo l'eco che alla vicenda ha dato la stampa e dopo che il sottoscritto ha smosso mari e monti per aiutare i genitori in difficoltà", conclude Maniscalco. Intanto è partita una gara di solidarietà tra i lettori de "Il Messaggero" che vogliono aiutare la piccola. "Ringrazio davvero tutti, ma spero di non averne bisogno", dice commosso il papà.

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Il maestro pedofilo passa di ruolo (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Alto Adige" del 22-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: BOLZANOEPROV - data: 2008-08-21 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Scuola Insegnante indagato promosso a Bressanone. La Sovrintendenza: "è sospeso, non entrerà in classe" Il maestro pedofilo passa di ruolo Percepirà una parte ridotta dello stipendio, fino alla fine del processo Accusato di molestie nei confronti di una quarantina di ragazzi L'uomo ha ammesso i reati contestati BOLZANO - Passa di ruolo nonostante sia accusato di pedofilia. Questione di burocrazia. Un maestro elementare del circondario scolastico di Bolzano, insegnante di matematica e fisica in una scuola italiana, è stato nominato di ruolo in una scuola elementare di Bressanone, dalla direzione didattica. "è normale - spiega Claudio Vidoni che in questi giorni fa le veci della sovrintendente Bruna Rauzi - l'uomo è ancora nelle graduatorie, non essendo stato condannato, per il momento, e con quel punteggio e con quella anzianità un insegnante viene nominato di ruolo, noi applichiamo solo la normativa, il tribunale non si è ancora pronunciato". L'uomo, 37 anni accusato di palpeggiamenti su una quarantina di alunni, lo scorso 1 febbraio era stato arrestato dai carabinieri del reparto operativo di Bolzano. Era finito nella rete degli inquirenti grazie a dei filmati registrati dai militari dell'Arma, che avevano introdotto delle microtelecamere nelle aule dell'insegnante, il quale, interrogato in carcere dal giudice per le indagini preliminari Isabella Martin, il giorno dopo era crollato ammettendo i fatti a lui contestati. Ora, con il procedimento legale ancora in corso, si trova nella casa dei genitori, dove vive. Nonostante la nomina, arrivata a fine luglio, non potrà però insegnare. A febbraio, quando era stato notificato l'atto di arresto, la Sovrintendenza aveva avviato la sospensione cautelare dell'insegnamento. "E' diventato di ruolo ma non potrà entrare in classe - precisa Vidoni - perchè la sospensione lo vieta, e sarà così fino a quando non sapremo gli esiti del processo in corso, se verrà prosciolto da ogni accusa potrà tornare ad insegnare, se verrà condannato invece no, non siamo noi a decidere, ma la normativa ". All'insegnante quindi non resta che attendere, ma intanto potrà godere di quella piccola parte dello stipendio alla quale ha comunque diritto. La sospensione di fatto congela il posto e già si stanno scatenando le prime polemiche da parte di alcuni insegnanti che in graduatoria verrebbero subito dopo di lui. L'inchiesta era stata aperta dal pubblico ministero Donatella Marchesini, lo scorso novembre, su segnalazione di alcuni genitori preoccupati che avevano raccolto la testimonianza dei propri figli. Secondo le ricostruzioni video l'uomo avrebbe palpeggiato sia bambini che bambine, ma a suo dire, non l'avrebbe fatto per scopi sessuali, "ma giocosi". Il difensore del maestro è l'avvocato Nicola Nettis che conferma che in virtù della sospensione il suo assistito non potrà, per il momento, rientrare in classe. L'uomo, che inizialmente si era dichiarato innocente, era crollato in pianti rivedendo i filmati recuperati dai carabinieri. I militari in seguito ad una perquisizione nella casa del maestro, avevano anche sequestrato computer e materiale informatico, per metterlo al vaglio degli esperti. L'insegnante, ammessi i palpeggiamenti, aveva anche chiesto di essere seguito da uno psicologo. L'uomo infatti durante l'interrogatorio dei primi di febbraio, aveva ammesso che i suoi comportamenti, pur non determinati da scopi sessuali, non erano corretti. Il comportamento dell'insegnante era stato anche definito "morboso" dagli inquirenti. Il caso, quando scoppiò lo scorso febbraio, suscitò molto scalpore e gran parte del mondo scolastico si definì sotto choc. Nel mondo della scuola però, nei giorni scorsi c'è stato un altro duro colpo. Risale alla scorsa settimana infatti, un altro fatto, drammatico, reso noto dal pm Paul Ranzi. Un maestro di scuola elementare altoatesina è in carcere da oltre due mesi con l'accusa di maltrattamenti e violenza sessuale nei confronti delle proprie figlie. Marianna Bonso Infanzia violata Un'immagine simbolica: il punto giochi di una scuola elementare del territorio, senza bambini.

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Il Tibet ancora sotto tiro (sezione: Burocrazia)

( da "Vita non profit online" del 22-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Reading time: 3 minutes --> di Redazione - pubblicato il 22 Agosto 2008 alle 11:22 Sui giornali di oggi le accuse del Dalai Lama riportate da Le Monde. E la smentita sulle cifre A cura della redazione di Vita sintesi di Franco Bomprezzi L'incanto dei giochi olimpici è durato pochi giorni, oggi torna con grande forza il tema dei diritti civili e della repressione nel Tibet, dopo l'intervista del Dalai Lama al quotidiano francese Le Monde. Partiamo allora proprio da Le Monde che esce il pomeriggio in Francia e arriva nelle nostre edicole stamattina con l'intervista al Dalai-Lama raccolta da Henri Tincq (vaticanista del quotidiano francese) a Nantes. Sul sito di Le Monde l'intervista continua a campeggiare in home senza neppure la precisazione del leader buddista. In sintesi ecco le accuse e precisazioni (solo sul numero delle vittime del resto): Il Dalai Lama accusa l'esercito cinese di aver "sparato sulla folla" il 18 agosto scorso nella regione di Kham, nell'est del Tibet. Secondo il leader spirituale buddista, sono stati uccisi circa 140 tibetani, bilancio che "deve essere confermato". Lo ha dichiarato nell'intervista a Le Monde. Nel pomeriggio di ieri il Dalai Lama ha voluto smentire in parte l'intervista, con un comunicato del suo ufficio stampa. "Ho avuto notizia della repressione, ma non posso confermare il numero di vittime". Il quotidiano francese ha rilasciato questa precisazione: "Il numero di 140 vittime era stato fatto al giornalista dall'entourage del Dalai Lama prima dell'incontro. Questo bilancio non è stato poi ripreso dal Dalai Lama durante l'intervista, ed è stato erroneamente citato come sua dichiarazione. Tutto il resto del colloquio è confermato". Il Dalai Lama, nella stessa intervista, ha poi denunciato che dall'inizio delle sommosse il 10 marzo scorso ''testimoni affidabili hanno potuto constatare che 400 persone sono state uccise nella sola regione di Lhasa. Uccisi da colpi di arma da fuoco, mentre manifestavano disarmati''. ''Se consideriamo tutto il Tibet, il numero delle vittime è sicuramente più elevato. Diecimila persone sono state arrestate, però non sappiamo se siano state incarcerate'', cifre queste non smentite. Nella stessa intervista il Dalai Lama dice: “Per le Olimpiadi avevamo creduto a segnali positivi, invece ci siamo trovati davanti un muro”. Oggi il Dalai Lama vedrà la Bruni e il ministro degli Esteri francese Kouchner. La Stampa, ripropone a pag 9 il testo integrale dell'intervista a Le Monde accompagnata da un pezzo di Florence Boulin da Parigi sulla visita del leader tibetano a Parigi. Il Corriere della Sera apre con “Il Dalai Lama: strage in Tibet”: il pezzo, che prosegue a pagina 5, parte ovviamente dall'intervista a Le monde. Il corrispondente da Pechino, Fabio Cavalera, sottolinea la delicatezza della situazione: "Occorre ricordare due cose. La prima: nei giorni scorsi il capo del governo tibetano in esilio aveva sostenuto che dal 31 luglio in poi non erano state segnalate violenze. La seconda: è difficile che in 3 o 4 giorni, tanti quanti ne sono trascorsi dal 18, le fonti del dissenso non siano riuscite a denunciare una strage di queste dimensione... Ciò non significa che la situazione sia normalizzata. Da settimane i rappresentanti del Dalai Lama stanno negoziando con Pechino". Il Lama è quindi stretto in una morsa. "Da un lato costretto a smentire le frange indipendentiste tibetane (la Cina chiede che le denunci pubblicamente), dall'altro perplesso dinanzi al silenzio della nomenklatura". A corredo (parte anch'esso in prima), il racconto di due signore che avevano chiesto di manifestare e che saranno “rieducate”: “Protestano, due settantenni ai lavori forzati”: le due vecchiette hanno compilato l'apposito modulo per protestare in uno dei 3 parchi della capitale indicati dal governo (la rivendicazione: da 6 anni attendono la compensazione perché le loro case sono stata abbattute, per costruire immobili di lusso...). Dall'inizio di agosto sono state 149 persone hanno compilato 77 domande per organizzare proteste pubbliche legale. Non se n'è svolta nemmeno una. La Repubblica dedica all'argomento una grande foto di taglio in prima pagina, con militari cinesi armati in parata. “Il Dalai Lama: la Cina uccide in Tibet” è il titolo del pezzo di Federico Rampini, corrispondente da Pechino, che nella sua cronaca conferma le notizie di nuove proteste a Karze, in una enclave etnica tibetana annessa al Sichuan. L'esercito cinese ha sparato sulla folla, incerto il numero dei morti, pare 140, anche se la cifra non è stata dichiarata dal Dalai Lama, ma indicata da Le Monde sulla base di dichiarazioni dell'entourage del monaco. La visita a Parigi, fa notare Rampini, è di basso profilo, il Dalai Lama non è stato ricevuto da Sarkozy, impegnato nella realpolitik con la Cina, e dunque ha dovuto ripiegare sulla moglie Carla Bruni… Leonardo Coen intervista la medaglia d'oro Valentina Vezzali, tornata a Jesi: “Non è facile accettare una notizia così. Non è facile accettare il fatto che ci sono ancora popoli senza patria, è una cosa inquietante, che mi rende tristissima”. E Alberto Custodero intervista il ministro della Difesa Ignazio La Russa: “Se ogni singolo atleta decidesse di alzare un dito, dopo la gara, per ricordare il Dalai Lama, io lo apprezzerei. E se questo gesto di protesta fosse fatto da uno degli atleti che fanno parte dei corpi sportivi militari, sicuramente al suo ritorno come ministro della Difesa lo accoglierei doppiamente grato”. Fotonotizia su Avvenire: “Il Dalai Lama rivela: fuoco sulla folla. Poi (un po') frena). Il pezzo è a pagina 13, firmato da Luca Miele. Riporta il giallo delle affermazioni e delle parziali smentite. Non aggiunge molto. Il manifesto si limita a un articoletto, a pagina 5, di spalla all'immagine del cubano vincitore dei 110 m ostacoli: racconta che la Cina ha reso noti i nomi dei quattro attivisti (occidentali) arrestati ieri davanti allo stadio di Pechino perché manifestavano per il Tibet. E intanto il regime vieta anche iTunes, per non scaricare canzoni “sovversive” come quelle di Sting e Alanis Morisette. Sui diritti civili in Cina si segnalano due pagine de il Giornale, primo piano sulla richiesta fatta da 10 giornalisti italiani (tra cui Luciano Gulli del Giornale ) di una manifestazione silenziosa in uno dei parchi dedicati sulla libertà dei panda. Il Giornale pubblica la comunicazione ufficiale delle autorità cinesi che vietano l'iniziativa perché “Costituisce offesa ai sentimenti dei cinesi e sabotaggio dell'ordine sociale”. Interessante anche l'intervista al regista cinese Zhang Yimou, autore della cerimonia d'apertura che dice: “Solo con il senso dell'ordine, con l'ubbidienza, la bellezza delle masse e il loro senso armonico si possono elevare a interpretazioni artistiche. è grazie alla nostra cultura che noi cinesi riusciamo a fare in una sola settimana le cose che gli europei fanno in un intero mese. In occidente proprio per il rispetto dei diritti umani e a causa delle rigide norme sindacali non ho ancora potuto realizzare regie operistiche”: Ah però... L'Espresso in edicola oggi dedica al tema il suo primo piano (da Pechino Federica Bianchi). Sommario “Cala il sipario sui giochi. E la Cina conquista la medaglia più preziosa perché è riuscita a dare al mondo l'immagine di una grande potenza. Ma ora l'attende un'altra sfida: quella della democrazia e dei diritti”. Ecco un passaggio dell'inchiesta: “Nessuna delle promesse fatte da Pechino nell'ormai lontano 2001 si è concretizzata. A partire dalla sfera dei diritti umani: "La comunità internazionale ha imposto i parchi delle proteste sulla Cina e la Cina ha risposto in maniera cinese", ci spiega un anziano di Pechino. “Maniera cinese” vuol dire impedire un avvenimento sena negarne formalmente la possibilità. Nel caso specifico, arrestare i cittadini che hanno fatto la richiesta di protestare e bloccare nelle maglie della burocrazia la possibilità di una protesta straniera. La censura dei media non è stata allentata, neppure dopo l'8 agosto...” E inoltre sui quotidiani di oggi: La Stampa - Grande spazio in prima ripreso alle pagine 2+3 dedicato al riaccendersi dello scontro sulla giustizia tra governo e Anm. Titolone: “Giustizia, riforma autoritaria”, dicono i magistrati che pensano anche a uno spot in tv per fermarla. Lo scontro, ovviamente è stato riacceso dall'intervista a Berlusconi del settimanale Tempi. Il Sole 24 Ore - Pag. 8 “L'Italia invecchia e rischia di perdere fino a due milioni di abitanti entro il 2030: è l'allarme lanciato ieri a Berlino dall'Osservatorio sulla popolazione e lo sviluppo globale, che indica tra le possibili soluzioni a questo fenomeno una migliore integrazione degli immigrati e politiche di sostegno alla famiglia e al lavoro femminile”. “L'Italia registra una media di 1,35 figli, ma solo grazie al contributo delle immigrate. “L'Italia ha bisogno dell'immigrazione, dice Renier Klongholz, direttore dell'Osservatorio, che sottolinea anche che l'Italia ha una delle percentuali più basse di immigrati in Europa (4,5%). Altro tema: le politiche per la famiglia: “La bassa fertilità non è una legge di natura, le donne hanno un numero apprezzabile di figli solo nei paesi che permettono loro di conciliare lavoro e famiglia”. La natalità non è legata, poi, al modello di famiglia tradizionale: oltre metà dei figli nati in Svezia, Norvegia e Francia, tutti paesi con tassi di natalità piuttosto, alti sono nati fuori dal matrimonio. La Repubblica – Pag. 17 “Scuola, troppi tagli ministeriali. Niente prof per i bambini malati”. Servizio sul Policlinico di Bari costretto a rinunciare agli insegnanti. In sostanza, se non ci saranno ripensamenti, la sezione della scuola media Fiore all'interno del reparto di Pediatria, dove sono ospitati malati cronici di leucemia, non riaprirà i battenti a settembre. La Repubblica/2 – Pag. 23 “Addio Bocca di Rosa. Genova sfratta le lucciole”: sta per partire un'ordinanza del sindaco Pd Marta Vincenzi che utilizzando il decreto Maroni vuole entro la fine di settembre la chiusura coatta dei “bassi”, i magazzini nel centro storico trasformati in alcove per le prostitute. Un provvedimento difficile da attuare, ma inserito in una vera e propria crociata del sindaco contro la prostituzione. Avvenire – Pag. 25 (con richiamo in prima) la ricerca della Cgia di Mestre: “Più debiti in famiglia. Parte il salvamutui”. I dati della ricerca sono impressionanti (l'indebitamento medio è aumentato del 93% dal 2002) e rispetto alla situazione attuale si spera nella nuova operazione salvamutui (che però non li rinegozia: allunga i tempi di restituzione). In taglio basso un pezzo “curioso”: “E per la spesa rispunta il rigattiere”, ovvero il mercato dell'usto cresciuto negli ultimi 4 anni del 35,4% (sono 3440 le imprese del settore). Corriere della Sera – Focus di oggi dedicato a ”L'agricoltura ha messo il turbo”, cioè al boom dell'economia legata alla terra (cresciuta del 6,9%). Il pezzo cita Coldiretti e sottolinea la capacità creativa degli imprenditori, spesso giovani. A fianco, si analizzano anche gli investimenti nel settore di banche e assicurazioni: “I nuovi contadini? Banche e assicurazioni”.

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Tariffe, i consumatori non ci stannoL'antitrust multa Vodafone e Tim (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 22-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Sospetti" di un cartello tra le due maggiori compagnie mobili Roma. Arriva per Sms la "stangata" d'autunno della telefonia mobile. Nella lista dei "messaggini" d'amore o di auguri, gli utenti di Tim e Vodafone potrebbero trovare entro settembre una proposta che non si potrà rifiutare: l'aumento delle tariffe dei telefonin. I consumatori sono infuriati ed hanno molti sospetti su un rincaro tariffario nello stesso periodo, deciso d'accordo tra i due soggetti più importanti nella telefonia mobile, che controllano circa i tre quarti del mercato. Viene formulata l'ipotesi di una intesa limitativa della concorrenza, che potrebbe interessare l'Antitrust. In una nota di Federconsumatori e Adusbef si osserva che "il periodo scelto, la sovrapposizione dei tempi dei due massimi operatori e il non avere aperto un confronto con le associazioni dei consumatori inducono più di un sospetto sulla volontà di effettuare un semplice piano di semplificazione e di aggiornamento delle offerte di servizio". E si fa strada il sospetto che l'operazione "più che probabilmente mira a recuperare maggiori introiti in parte giustamente ridimensionati con l'abolizione dei famigerati costi di ricarica". L'aumento tariffario in programma dà occasione ai consumatori per invitare i clienti di Tim e Vodafone a guardare con occhio critico alle offerte delle società, facendo attenzione al famigerato "scatto alla risposta" che diventa altissimo per le frequenti interruzioni, che costringono gli utenti a una nuova telefonata e quindi a un nuovo scatto. Il settore telefonico è l'unico, in questi tempi di inflazione sopra il 3%, a registrare un calo delle tariffe, grazie alla concorrenza. Ma riconosciuto questo merito, va detto che le loro "offerte" sono spesso incomprensibili, o in conflitto con altre, inducendo in errore gli utenti. Questi, attirati da contratti-specchietto, se ne pentono quando arriva il conto e quando urtano contro i muri di gomma della burocrazia telefonica. E' strano che le società che operano nel settore della comunicazione non sappiano comunicare con chiarezza. E che gli utenti debbano invocare il doppio intervento di Antitrust e Agcom, cioè di soggetti pubblici, per non trovarsi a discutere con mercanti levantini. Ieri, intanto, l'Antitrust ha comminato due multe di 360 mila euro a Telecom Italia e 300 mila a Vodafone per pratica commerciale scorretta. Il garante per la concorrenza ha colpito "Tim Flat Day" e "Vodafone Internet Key". Paolo R. Andreoli.

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<In piazza contro i fannulloni anche con i nostri operai> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 22-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

"In piazza contro i fannulloni anche con i nostri operai" L'industriale Torresan: "Se il pubblico impiego sciopera ci faremo sentire" Gli imprenditori si alleano con il ministro Renato Brunetta. A Treviso è nato un gruppo di industriali che appoggiano in toto la crociata del politico veneziano contro i fannulloni del pubblico impiego. A curare i rapporti c'è una manager trevigiana. Per ora questa manager preferisce restare nell'ombra ma nel suo gruppo c'è chi esce allo scoperto. A rappresentare il malumore degli imprenditori, infatti, ci pensa Eugenio Torresan, che parla a nome di molti colleghi di vari settori. Opera nel settore dell'informatica ed è a capo di una holding che raggruppa sei aziende e conta circa un centinaio di dipendenti ed è uno dei componenti del direttivo di Unindustria Treviso."Dobbiamo ringraziare il ministro Brunetta dice Torresan che recentemente ha festeggiato sessant'anni - per quello che sta facendo per l'economia e l'immagine dell'Italia".Non tutti sono d'accordo con lei."Posso immaginare chi. Provate a chiedere a un mio collega o a un utente qualsiasi che abbia avuto a che fare con gli uffici pubblici e sentirete che cosa vi risponde. Chi si lamenta sono solo loro, i privilegiati che sono pagati dallo Stato... per riposare".Ci sarà però qualcuno che lavora anche nel pubblico impiego, o no?"Sì, sono anche molti e non si devono preoccupare, chi ha paura di qualche provvedimento è chi ha la coda di paglia e in ufficio vegeta e non lavora".Cosa rimproverate ai dipendenti pubblici?"Di dare tutto per scontato perché si sentono forti del non licenziamento".Lei parla per sentito dire o per esperienza diretta?"Per esperienza personale, nel senso che sono stato, anche di recente, in alcuni uffici pubblici e mi sono sempre sentito dare risposte evasive. Sembrano la pubblicità della moviola e quando, non contento del servizio, chiedi di parlare con un superiore inventano di tutto per lasciarti con dubbi e perplessità".Molto probabilmente a settembre ci sarà uno sciopero nazionale del pubblico impiego. Che cosa ne pensa?"Lo faremo anche noi e nello stesso giorno".In che senso?"Gli imprenditori arrabbiati sono molti di più di quanto non si possa immaginare e sono colleghi di diversi settori: dal legno, alle cucine, all'arredamento, all'abbigliamento. Insomma abbracciamo molte tipologie lavorative. Siamo stanchi di queste inutile e puerili lamentele e io, assieme ad altri imprenditori che per il momento intendono rimanere dietro le quinte ma che al momento opportuno usciranno allo scoperto, siamo decisi a spalleggiare l'iniziativa di Brunetta, perché in questo momento i dipendenti pubblici rappresentano una zavorra sia a livello economico e nella burocrazia e non offrono certo un servizio adeguato alle attese".I suoi collaboratori cosa pensano dei dipendenti pubblici?"Sono arrabbiati perché c'è molta differenza. Loro sono costretti a continui corsi di aggiornamento, a lunghi viaggi per andare dai clienti con il rischio che un'improvvisa crisi economica o settoriale costringa l'azienda a lasciarli a casa. Vi immaginate una persona di cinquant'anni alla ricerca di nuovo lavoro? Chi l'assume? Ai dipendenti pubblici invece tutto questo non interessa. Un giorno hanno vinto un corso e fino al giorno della pensione sono intoccabili: la crisi lavorativa non è un loro problema. La parola licenziamento non esiste nel loro vocabolario. Se proprio devono essere puniti vengono trasferiti quindi si può parlare di disagio ma non di danno. Poi quando c'è freddo sono al caldo, in estate hanno l'aria condizionata. Tanto per essere chiari, i nostri dipendenti che lavorano fino alle sette di sera per cinque giorni la settimana, percepiscono lo stesso stipendio di chi invece termina alle 14 e ha il posto garantito. Dico solo che se noi imprenditori decidiamo di fare uno sciopero parallelo di protesta, loro, i nostri collaboratori, scenderanno in piazza con noi".Giampaolo Zorzo.

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<Le forze dell'ordine contro pirati e fracassoni>Leonforte (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 22-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Le forze dell'ordine contro pirati e fracassoni"Leonforte. I cittadini lanciano un appello per la propria incolumità e tranquillità chiedendo provvedimenti Pietraperzia."Imprenditoria è sviluppo della realtà locale" Organizzato dal consigliere comunale Enza Di Gloria, della Destra - alleanza siciliana, nell'hotel di via Ronchi si è tenuto un meeting sul tema "Imprenditoria è sviluppo nella realtà locale". Elemento forte dei lavori è stata la tavola rotonda tenuta da Costanza Afan De Rivera, dirigente nazionale del movimento femminile; da Rosaria Leonardi, responsabile regionale del dipartimento donne della destra; da Eugenia Ragusa responsabile per le politiche sociali di As e Giuseppe Miccichè, responsabile della sezione locale dell'Archeoclub. Ha introdotto i lavori Enza Di Gloria, che ha presentato la realtà locale, affermando che questa non incoraggia l'imprenditoria e non vi sono atti che diano risposte positive a questo problema. Inoltre, ha evidenziato che la burocrazia è inetta e non aiuta la nascita della piccola imprenditoria. "Io mi ribello - ha continuato Di Gloria - allo stato di torpore del paese; infatti vi sono strutture che dovrebbero essere avviate per dare sbocco a tanti giovani alla ricerca della prima occupazione. E anche per gli artigiani è diventata difficile la vivibilità". Costanza De Rivera ha affermato: "La Sicilia, e Pietraperzia in particolare, hanno una vocazione turistica, che ancora è allo stato latente ma che in prospettiva è la chiave per la giusta soluzione dei problemi della Sicilia". "Nel contesto del rilancio economico dell'imprenditoria - ha puntualizzato Rosaria Leonardo - ha un ruolo importante la realizzazione del ponte sullo stretto di Messina che sarà il volano principale per la rinascita dell'economia isolana. Le potenzialità economiche sono tante, tra cui il turismo scaglionato per stagioni può bloccare l'emorragia giovanile dell'emigrazione". "Nel contesto economico - ha evidenziato Eugenia Ragusa - bisogna mettere al centro la persona e la sua serena vivibilità". Infine, Gianluca Miccichè ha riferito dell'attività dell'archeoclub: "Abbiamo allestito una mostra fotografica ad indirizzo storico turistico, esponendo un migliaio di foto rivalutando i siti del paese". A chiusura, Enza Di Gloria ha affermato: "Il nostro gruppo non si rassegna e quindi da questi lavori troverà il modo per avviare la rinascita dell'imprenditoria per lo sviluppo economico del nostro paese tanto agognato". G. C.

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Da apprendista meccanico a noto imprenditoreLa storia (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 22-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Luciano Iacono, originario di Ragusa, che il 31 agosto riceverà il premio "Ragusani nel mondo" Modica. Istituito in città uno sportello universitario v.r.) Buone nuove per gli studenti universitari iblei iscritti all'Ateneo catanese: potranno effettuare il disbrigo delle pratiche routinarie di inizio anno accademico come l'immatricolazione, l'iscrizione, l'istanza per la borsa di studio, tesserini mensa, part-time, ecc. direttamente a Modica, dove è stato istituito uno sportello universitario, sito in via S. Giuliano 52, regolarmente convenzionato con l'Ersu di Catania. Un importante risultato frutto della collaborazione fra il Movimento giovanile Udc, artefice dell'avvio dell'iter necessario per l'istituzione dello sportello, l'Associazione studentesca Controcampus e il vice presidente dell'Ersu di Catania, dott. Salvo Salice. "Lo sportello universitario - ha detto Marco Santoro, segretario provinciale Giovani Udc - rappresenta una risposta concreta alle esigenze degli studenti universitari iblei e consentirà anche a coloro che frequentano la sede centrale di Catania o le altre sedi decentrate non ricadenti sul territorio di effettuare il disbrigo delle pratiche in provincia di Ragusa evitando lunghe code presso le segreterie centrali". Finiscono, almeno in parte, i disagi per gli studenti universitari della città della Contea". Comiso. Sostituzione dirigenti amministrativi al Comune Dal segretario cittadino del Pd di Comiso, Gigi Bellassai, riceviamo e pubblichiamo: "Non poteva essere condotta peggio la vicenda della sostituzione dei vertici della burocrazia amministrativa nel post elezioni. Si è conclamato uno"spoil sistem alla paesana" con la politica e i partiti che hanno spadroneggiato nell'occupazione di ruoli dirigenziali mostrando la vera faccia autoritaria di questa maggioranza di destra. Il sindaco con disinvoltura ha avvicendato la quasi totalità dei dirigenti con l'unico criterio della presunta appartenenza politica. Sono stati rimossi e/o sostituiti senza criterio validi dirigenti in che questi anni avevano operato con professionalità ed impegno e assieme a tutto il personale che coordinavano, avevano prodotto risultati lusinghieri per la città e i cittadini, accumulando esperienza e conoscenze che ora rischiano di essere perdute. Non discuto sulla qualità dei nuovi incarichi (alcuni naturali) e auguro a tutti i neo dirigenti buon lavoro; ma l'avvicendamento massificato, forzato che non guarda alla qualità professionale e agli obiettivi raggiunti ed è invece legato per gran parte alla volontà di occupare tutti i posti di direzione amministrativa tentando di garantire un controllo politico, quasi militare, dell'apparto burocratico, disperde in un sol colpo il lungo lavoro svolto e rischia far balzare indietro i livelli di produttività amministrativa in settori strategici dell'ente. E' una intollerabile bulimia di potere che ha visto premiati molti di coloro che si sono impegnati in campagna elettorale direttamente o indirettamente all'interno delle liste del centrodestra. Una prova di arroganza politica che danneggia soprattutto la città e i cittadini, tenendo conto delle numerose attività in corso che rischiano di essere interrotte. Scelte che lanciano inquietanti segnali di rottura, che erigono muri e continuano a tenere la città e tutte le sue articolazioni divise in due, spaccate da una illogica bramosia di potere e di rivalsa politica che non ha alcuna senso. Siamo invece ancora in attesa di altri provvedimenti per i quali non si agisce con la stessa determinazione e il medesimo decisionismo, mi riferisco alla riduzione delle indennità di sindaco e assessori che erano state promesse in campagna elettorale e alla strombazzata volontà di soppressione delle istituzioni Isproa e Fiume, che ad oggi sono state invece mantenute per far quadrare i conti di occupazione politica e tentare far passare i mal di pancia interni alla coalizione".

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Burocrazia ko, vincono le capre La norma, già approvata in Regione, non ha mai avuto pubblicità: fino allo scoppiare del caso (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 22-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

SANTO STEFANO Esiste un emendamento alla finanziaria che consente all'imprenditrice di costruire l'ovile Burocrazia ko, vincono le capre La norma, già approvata in Regione, non ha mai avuto pubblicità: fino allo scoppiare del caso Santo StefanoLa burocrazia è costretta a retrocedere e per le capre di Campolongo l'ovile è quasi cosa fatta. La "denuncia" avanzata dalla giovane imprenditrice Sonia De Zolt e ripresa dal Gazzettino, infatti, non solo ha condotto alla soluzione del caso, ma ha anche fatto emergere, portando all'attenzione dell'opinione pubblica, quanto la burocrazia talvolta ostacoli e freni le buone iniziative. Una burocrazia fatta di leggi, leggine e leggette che se anche presenta delle opportunità per i cittadini non sempre le pubblicizza in modo efficace ed efficiente.La vicenda della mancata autorizzazione a costruire la stalla in cui ricoverare le capre, per mancanza di un reddito, trova infatti la soluzione nell'e0mendamento alla finanziaria in materia di urbanistica che, approvato dal Consiglio regionale il 12 luglio scorso, va a modificare l'art 44 della legge regionale 11/04, introducendo il comma 3 bis. In questo si sostiene, molto tecnicamente, secondo un linguaggio tipicamente burocratico, che "al fine di garantire l'insediamento di giovani in agricoltura sono consentiti gli interventi di cui al comma 1 in deroga ai requisiti di cui al comma 2 e, limitatamente alle iniziative del Programma di sviluppo rurale 2007/2013 riferite al pacchetto giovani relative agli interventi edilizi destinati a strutture agricolo-produttive, l'approvazione del piano aziendale per lo sviluppo dell'impresa, ai fini del finanziamento a valere sul fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale, sostituisce l'approvazione del piano aziendale prevista dal comma 3". Tradotto sta a significare che un giovane imprenditore va in deroga al requisito di redditività e non è più necessario che raggiunga la soglia prevista dei 4.703 euro.Ieri, nel frattempo, sul caso hanno lavorato i consiglieri regionali Dario Bond e Guido Trento, consultando per tutta la mattinata gli uffici regionali. Il primo parla di "soluzione ottimale per l'imprenditrice e la montagna in generale". Sulla stessa linea anche il secondo, che rivendica la paternità del provvedimento "licenziato" un mese fa. " impensabile che un giovane imprenditore possa dimostrare di avere un reddito se ha appena avviato l'attività -afferma Guido Trento- Ora, grazie all'emendamento non sarà più così. Esso tutela le nuove aziende ed ognuna di quelle che nascono è una speranza perché tutela il territorio montano".E i tempi per veder sorgere l'ovile e il fienile di Sonia dovrebbero esser brevi. Quelli necessari per scrivere "parere favorevole".Yvonne Toscani.

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"Un prezzo politico per pane e pasta Lo Stato crei un listino di riferimento" (sezione: Burocrazia)

( da "Quotidiano.net" del 22-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il ministro delle Politiche Agricole: "Politica europea sbagliata, ma l'Italia paga anche per i propri errori. L'unica multinazionale che intendo difendere è quella dei contadini"

" /> Leggi il giornale Nome utente: Password: Prova GRATUITA Politica SPORT FOTO E VIDEO MOTORI BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI Olimpiadi 2008 Cronaca Stop al bullismo Politica Esteri Libri Arte Musica Spettacolo Gossip Pazzo Mondo Salute Tecnologia Meteo Scommesse Casa L'INTERVISTA AL MINISTRO ZAIA "Un prezzo politico per pane e pasta Lo Stato crei un listino di riferimento" Il ministro delle Politiche Agricole: "Politica europea sbagliata, ma l'Italia paga anche per i propri errori. L'unica multinazionale che intendo difendere è quella dei contadini" Roma, 22 agosto 2008 - RINCARI con gaffe? Che vi siano è certo, che qualcosa non sia andato per il verso giusto, anche. Tanto che lo stesso Ministero dello Sviluppo Economico torna sull'argomento e precisa: i dati dell'Osservatorio prezzi, consultabili sul sito forniscono una mappa città per città sui beni di largo consumo, indicando un prezzo minimo, medio e massimo nel singolo capoluogo, ma non sono comparabili. Non corretti e non smentiti, invece, sono i rincari pubblicati sul Quaderno dei prezzi di giugno: come il 30,4% in più della pasta. "Siamo di fronte a prezzi abnormi ingiustificati a fronte di una diminuzione del grano dal 15% al 25% - tuona il Codacons -. Questi aumenti sono il frutto di una selvaggia speculazione che integra il reato penale di aggiotaggio e per questa ragione li denunceremo a 194 Procure della Repubblica d'Italia". LUCA Zaia è il ministro delle Politiche Agricole. Signor ministro, lei sapeva qualcosa di questo equivoco sulle cifre? "Non ne sono al corrente. Ad ogni buon conto ho programmato un incontro con amici pastai dai quali intendo farmi dire esattamente quando può costare il prodotto all'azienda escluse le spese per la pubblicità. Sarà un elemento di conoscenza in più per valutare le dinamiche del mercato". Lei sta lavorando all'accorciamento della filiera del latte che segna un + 241%. E' possibile fare altrettanto per pane e pasta? "Non è materia di mia competenza perché riguarda il settore agroalimentare; ma penso a un paniere in dovrebbero esserci prezzi politici di riferimento per determinati prodotti. Io, per esempio, sono convinto che si debbano indicare caratteristiche e prezzo del pane comune e dello spaghetto standard prodotto in Italia". I rincari nella filiera agricola sono comunque saliti alle stelle: + 369% la pasta, addirittura + 1.325% il pane dal produttore al consumatore. Cosa pensa di fare? "Innanzitutto inquadriamo le ragioni di questi aumenti. E' cresciuto il costo delle materie prime - del petrolio in particolare - ma è accaduto anche un imprevisto aumento della richiesta di generi alimentari da parte dei paesi in via di sviluppo. L'Europa, che ha perseguito al politica delle eccedenze, era impreparata di fronte a questo fenomeno e ora si trova di fronte a un grave problema di carenza produttiva". Come si può rimediare? "Favorendo una presa di coscienza che non c'è mai stata: occorre capire che l'agricoltura è un bene primario". Più in concreto? "Bisogna snellire la burocrazia, che sembra fatta apposta per favorire le multinazionali a detrimento delle aziende agricole. Le piccole aziende italiane non possono competere con le multinazionali, ma offrono prodotti di qualità elevatissima oltre a un paniere assai diversificato che va dal lardo di Colonnata agli agrumi di Sicilia al suino padano, alle circa 500 qualità di vini tra cui 316 Doc, 38 Docg, 118 Ict. Ocorre tutelare e incrementare il made in Italy perché la qualità dei prodotti è la nostra ricchezza. La multinazionale che io difendo è quella dei contadini". Che altro? "Occorre avvicinare produttori e consumatori, incentivare la nascita dei farmer market. Acquistare bene è uno degli strumenti per risparmiare. In Italia, per esempio ci sono 40mila stalle che producono latte. Basta portare con sé una bottiglia e si torna a casa pagandolo 40 centesimi il litro anziché un euro e 30-un euro e 40 del negozio. E' un esempio, ma vale anche per altri prodotti. Anche la grande distribuzione deve fare la sua parte perché la situazione è grave. In Germania ci sono gli hard discount che rigirano ai produttori locali una parte del guadagno della vendita del loro latte. Così i consumatori sanno che se comprano quel latte sostengono i produttori locali. Oltre che di filiera, c'è dunque un problema di cultura dell'acquisto? "Certamente: dobbiamo comperare i prodotti di stagione che costano meno e non quelli che arrivano fuori stagione dall'estero. magari da quei paesi in cui ancora di utilizza il Ddt. Dobbiamo preferire il prosciutto locale piuttosto che acquistare quello spagnolo, che costa dieci volte di più e via dicendo". Di fronte a remunerazioni tanto basse per i loro prodotti gli agricoltori cosa dovrebbero fare? "L'agricoltura del nostro Paese sta pagando lo scotto di una politica che non l'ha difesa, che le ha impedito di produrre e che ha azzerato, tra l'altro, la sua bieticoltura. Prendiamo ad esempio il latte: il nostro ministro è stato l'unico, nell'84, a firmare un accordo vergognoso che ha fissato la quota latte italiana al 58% del suo fabbisogno. Tutti gli altri Paesi hanno fissato quote intorno al 98%. Ora, l'unica cosa da fare è battersi a livello comunitario e io lo farò fino in fondo. E se ci ha qualche dubbio sulla mia linea di condotta mi chiami e ne parleremo". di DARIO C. NICOLI GIUSTIZIA Il Popolo delle libertà fa quadrato attorno a Berlusconi Commenti Invia commento Segnala ad un amico 22/08/2008 11:23 ivan Nella mia città l'ipercoop lo ha già fatto da mesi, con il pane ad un euro al chilo, ma si sa che loro sono comunistacci malefici!! 22/08/2008 11:35 GIOIR PIU' CHE PREZZO POLITICO UN PREZZO COSCENZIOSO !!! CONTROLLI DEI PREZZI E PENE SEVERE PER COLORO CHE PRATICANO AUMENTI INGIUSTIFICATI .!!! UN TIPO DI PANE E PASTA ,DI QUALITA', A PREZZO CALMIERATO (IMPOSTO)A DIFESA DEL POTERE DI ACQUISTO DI STIPENDI, SALARI E PENSIONI !!! 22/08/2008 12:14 bastaprendermingiro Basta prendere in giro la gente. Compreso la coop che ivan difende. Sono appena rientrato dal pagare una bolletta del gas. Con gli aumenti che applicano ogni anno, senza controllo di nessun genere, avrei comperato pane, pasta e anche le famigerate zucchine per ...due anni Si occupi di questo il Ministro e provi a mandare a casa tutti i poltronai che hanno trasformato le ex aziende pubbliche in altrettanti carrozzoni da milioni di euro all'anno di stipendi con la differenza che ora il conto viene presentato direttamente agli utenti, al motto: paga o impiccati. Sono presenti 3 commenti, invia il tuo commento! Pagine: 1 sei già iscritto a Club? Accedi ora! 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Ma queste in fondo sono chiacchere da bar...tabellone [...] Federer trova ancora Djokovic13:49:34 - Paragonando ogni avversario di Rafa con ogni avversario di Roger secondo me risulta così NEL PRIMO T[...] Federer trova ancora Djokovic13:45:31 - e stepanek sarebbe nessuno?!?invece nadal chi ha fino ai quarti???[...] Federer trova ancora Djokovic Chi sarà la più bella del Granducato?Come giudichi i servizi della Rai sulle Olimpiadi?Qual è l'attore con più sex appeal?Sei favorevole al ritorno di Shevchenko al Milan?Forlì, Nuova moschea in via Masetti al RoncoCome giudichi il servizio delle Ferrovie Italiane?L'uomo simbolo di Pechino 2008 è Bolt o Phelps?Cosa farà il Bologna nel campionato 2008-2009?Giusto reagire con le armi a un tentativo di furto?Miss Carlino 2008: vota la tua preferita fra le sette finalisteSi moltiplicano le ordinanze dei sindaci, è davvero l'Italia dei divieti?Licenziato per aver denunciato gli Eurostar che si spezzano, sei d'accordo?Giada Marcotulli è la miss che preferisci?Favorevole alla proposta di Bossi di reintrodurre l'Ici?Simona Cicognani è la miss che preferisci? LA FOTO DEL GIORNO I gemelli Gerth Madre ghanese, padre tedesco: i gemelli Ryan e Leo Gerth sono nati a Berlino. Uno ha la pelle bianca, l'altro nera, è un caso rarissimo. I genitori, Florence Addo-Gerth e Stephan Gerth, presentano con orgoglio i loro bambini RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera: pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec.

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Dopo l'addio di Fabrizio Corona, "Tieni a me" vola alla Mostra del Cinema di Venezia come guest star (sezione: Burocrazia)

( da "Blogosfere" del 22-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Ago 0822 Dopo l'addio di Fabrizio Corona, "Tieni a me" vola alla Mostra del Cinema di Venezia come guest star Pubblicato da Ernesto Siciliano alle 18:17 in Speciale "Tieni a me, l'età delle parole" La notizia merita un ritorno temporaneo dalle vacanze! "Tieni a me, l'età delle parole" , film a cui sto collaborando come revisore della sceneggiatura, sarà ospite speciale al 65° Festival del Cinema che sta per iniziare a Venezia, in una sezione che promuove i film più innovativi in uscita attraverso i trailer. In appena un'ora, ieri abbiamo estratto e adattato la sceneggiatura per il trailer, che sarà girato dal 27 agosto all'uno settembre (dopo la proiezione a Venezia, lo proporrò in anteprima su Format) Nel frattempo, Azteca Production ha lanciato il sito ufficiale del film, che trovate qui ! Tutti i particolari della partecipazione a Venezia, con i nomi degli attori del trailer, le interviste all'autrice Stefania Rossella Grassi, al produttore Giuseppe Milazzo Andreani ed al curatore del Premio veneziano, Fabrizio Caleffi, sono in questo servizio di 9 Colonne. 9. Col) Roma, 22 agosto. Dopo le chiacchiere, i fatti. La 65 ° Mostra del Cinema di Venezia svela le reali qualità di "Tieni a me, l'età delle parole" , film che ha provocato grande scalpore per l'annunciata presenza nel cast di Fabrizio Corona nei panni di un Poliziotto. Il licenziamento del fotografo dei vip rilancia le quotazioni dell'opera prima della sceneggiatrice Stefania Rossella Grassi, che conquista un posto d'onore nella rassegna cinematografica più rinomata del Bel Paese. Il trailer del film sarà proiettato come guest special il 2, 4 e 6 settembre nello screening promosso dalla Compagnia delle Indye, playlist di produttori indipendenti formato quest'anno a Cannes dalla contessa Kyara van Ellinkhuizen . La sezione è legata a due premi che evocano due titoli storici della commedia italiana , Poveri ma belli e Il Sorpasso, con lo scopo di incoraggiare i fermenti più nuovi del panorama italiano e mondiale delle produzioni indipendenti. "Tieni a me è un 'opera coraggiosa- spiega Fabrizio Caleffi , regista e commediografo milanese cosmopolita che cura l'iniziativa assieme a Kyara Van Ellinkhuizen- lo abbiamo scelto perché descrive il mondo giovanile in modo anticonformista". Gli fa eco il co produttore del film, Giuseppe Milazzo Andreani: "I selezionatori hanno voluto premiare l'approccio originale con cui sono trattati i malesseri giovanili. In maniera forte e insolita. La storia presenta protagonisti molto rappresentativi della realtà, senza fare sconti. La ragazza cubista in una discoteca, bulimica, che si innamora del professore, per dirne una, è frutto di fantasia ma non si allontana dalla verità". Il successo più grande è per Stefania Rossella Grassi, giovane autrice da tanti anni nel mondo dello show, ma esordiente nel Cinema. "Avrebbe mai immaginato di avere uno spazio come ospite speciale alla Mostra di Venezia con la sua opera prima?" "No davvero- risponde emozionata- sono frastornata e felice che mi definiscano un' autrice di talento. Ringrazio di cuore la dottoressa van Ellinkhuizen per avermi invitata. Sono certa che questa grande vetrina darà una luce ulteriore a "Tieni a me". "Cosa hanno apprezzato, a suo parere, i selezionatori?" "Tieni a me parla interamente di adolescenti. In modo diverso, come aveva già riconosciuto Roberto De Laurentiis, il grande produttore che mi ha incoraggiata per primo ad andare avanti. Lui sosteneva che quest'opera racchiude un microcosmo molto reale e vero. I problemi dei ragazzi non sono affrontati in modo mieloso. Ho cercato di distaccarmi dallo stile degli autori da botteghino e di parlare realmente dei giovani e della loro solitudine. Mi piace anche ricordare che c'è anche un altro tema, insolito per il Cinema italiano, che è quello dei bambini contesi tra due genitori separati, l'ispettore Vardo e la moglie, sviluppata in una sotto trama di grande impatto emotivo che rispecchia lo stile di Kramer contro Kramer" "E poi c'è un tema davvero inedito: il patricidio. Ce ne parla?" "Sì, sono tante storie di vita vissuta che si legano tutte al plot cardine, che è questo rapporto tra padre e figlio assolutamente inedito..." "Quanto tempo ha impiegato per scrivere il tutto?" "Ci ho lavorato intensamente per otto mesi. Un lavoro davvero faticoso, ma che oggi si rivela molto gratificante. Ringrazio molto Ernesto Siciliano, che in questi ultimi mesi ha lavorato insieme a me alla revisione della sceneggiatura e con cui oggi condivido la soddisfazione di questo sforzo creativo. Siamo riusciti a lavorare anche intere nottate, alcune volte fino all'alba..." Giuseppe Milazzo Andreani, attore e produttore, ci svela il backstage del trailer. "E' un' operazione insolita- spiega il co produttore- perché facciamo un trailer prima ancora di fare il film. Ci sarà dunque un cast temporaneo" Ci anticipa i nomi? "Nel trailer ci saranno tra gli altri Antonella Ponziani, Alessandro Danzi, Francesca Paola Simonetta. Io, nel doppio ruolo di produttore e attore, sono l'ispettore Vardo. Alessandra Carlesi è sulla scena la mia ex moglie. Il regista è Andrea Di Bari, che ha già diretto Fratelli per la nostra società, Azteca Production. Rocco Marra, il direttore della fotografia. Lo giriamo tra Roma e Calcata, poco lontano dalla capitale, il cui Comune ci ha dato ampia disponibilità per tutte le location. Martedì' 26 iniziamo, e giorno 1 settembre finiamo in tempo record, pronti a sfilare nella prestigiosa passerella veneziana". Chi prende il posto di Corona? "Brando Giorgi , un volto conosciuto di fiction come Vivere e Incantesimo, che quest'anno ha girato con Alessandro Benvenuti e Salvatore Samperi film di grande qualità". La sostituzione di Fabrizio Corona, suscita una riflessione a Fabrizio Caleffi sulla missione del Grande Schermo. "Il film che abbiamo scelto come guest star ha fatto parlare anche per la presenza di Fabrizio Corona. Una scelta spregiudicata quella di metterlo nel cast, ma coraggiosa secondo me. Il Cinema deve raccontare la realtà. Io andavo dietro a Pietrangeli come aiuto regista quando la Sandrelli impersonava una velina dell'epoca. Corona racconta i nostri tempi. Certo, la produzione ha fatto bene a licenziarlo per non far risucchiare il suo lavoro nel vortice del gossip. Ma un film su Corona, senza Corona, racconterebbe davvero i nostri tempi" Lei lo farebbe? "Io ci vedrei già come protagonista Valerio Mastrandrea. Ho fatto altro genere di film, ma perché no? Vede, Matrix di Mentana racconta bene la realtà. Fa cronaca. Il cinema è invece arte interpretazione della realtà" Voi premiate a Venezia l'originalità. Ci sono idee valide nel Cinema italiano? "C'è troppo provincialismo, a mio parere. Sia come lingua, l'italiano, che come linguaggio cinematografico, i film italiani sono legati al nostro Paese, non si possono esportare. Il sistema Cinema è poi bloccato dalla burocrazia" Cosa farebbe, se fosse ministro? "Semplicemente darei incentivi a chi ha idee nuove. Il primo atto concreto dovrebbe essere di defiscalizzare gli investimenti. E poi cambiare l'assurdo sistema di finanziamento clientelare. A Milano circola arte e novità, ma non sono valorizzate. Noi vogliamo appunto premiare ciò che è davvero insolito e valido. Il Sorpasso, titolo di uno dei due premi, è una metafora che allude al superamento delle convenzioni della scrittura cinematografica. "Tieni a me, l'età delle parole" rispecchia in pieno lo spirito dell'operazione che stiamo attuando a Venezia grazie alla contessa Kyara Van Ellinkhuizen".

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Medaglia d'oro sospesa da anni (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 22-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Medaglia d'oro al valor civile "congelata" in attesa della conclusione del processo, che dopo sei anni è ancora alle fasi preliminari. Il riconoscimento già deciso dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi è quello che avrebbe dovuto ricevere, alla memoria, Cesare Sacchi, il pilota di Maggiora che il giorno di Ferragosto del 2002 precipitò alla guida di un piccolo aereo davanti alla spiaggia di Cinquale, nei pressi di Forte dei Marmi. Sacchi, accortosi del guasto del velivolo, preferì sacrificare la sua vita piuttosto che lasciar precipitare l'aereo sulla spiaggia affollata di bagnanti. Da sei anni la famiglia di Sacchi aspetta giustizia e vuole capire chi sia responsabile della morte di Cesare, ma il Tribunale, come lamenta la mamma del pilota, Carla Cerutti, che abita a Santo Stefano di Borgomanero, è stato incredibilmente lento. "Non riusciamo a capire che cosa sia successo. Ben tre magistrati si sono occupati di questo processo, ma poi uno si è trasferito, l'altro è andato in pensione, un terzo ha cambiato sede, ed ogni volta si riparte da capo. Adesso - dice Carla Cerutti - della vicenda si occupa un quarto giudice, che ha aggiornato tutto al 7 ottobre. Siamo però ancora nelle fasi preliminari del dibattimento, perchè finora sono state presentate soltanto le perizie sul velivolo". I parenti di Cesare Sacchi e i loro legali sostengono che l'aereo, un PC-6 Pilatus Porter F-GLTP da cui si erano appena lanciati dieci paracadutisti in caduta libera, precipitò per un cedimento strutturale. A sostegno di questa tesi c'è anche il rapporto dell'Ansv, l'Agenzia nazionale per la sicurezza del volo, reso noto l'8 marzo dell'anno scorso, dove si afferma che il pilota era in regola con tutti i documenti di volo ed in perfette condizioni fisiche e psichiche e le condizioni meteorologiche erano buone. L'incidente, secondo la perizia dell'Agenzia, è avvenuto per la perdita della semiala destra, inoltre l'aereo non era stato sottoposto nel giugno precedente al controllo periodico delle 100 ore. La società aerea ha a sua volta presentato un'altra perizia, anche questa al vaglio del magistrato del Tribunale di Massa. Ma a sconcertare ancora di più i parenti di Cesare Sacchi, oltre ai tempi lunghissimi della giustizia, è la mancata consegna della medaglia già garantita dal Presidente Ciampi. "Dicono che bisogna aspettare l'esito del processo - dice Carla Cerutti - ma che significa? Il gesto di mio figlio, il suo sacrificio rimane, al di là delle cause tecniche che hanno provocato la caduta dell'aereo. In definitiva, l'unica cosa certa, è che sono passati sei anni da quella disgrazia ed ancora non è stato fatto nulla". Cesare Sacchi si è sacrificato per evitare che ci fossero altri morti sulla spiaggia versiliana, ma per la burocrazia ministeriale non è sufficiente a certificare la medaglia: occorre anche il visto della magistratura.

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Cittadini nemici del popolo della notte (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 22-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

TURISMO.ATTIVITA' E MANIFESTAZIONI PROVOCANO SEMPRE PROTESTE Cittadini nemici del popolo della notte [FIRMA]ENRICO MARTINET AOSTA Tutti nei recinti? Coloro che vogliono divertirsi di notte sono da confinare? "Sembrerebbe", dice allargando le braccia l'assessore al Turismo di Saint-Vincent Mauro Alliod. Non va oltre, non fa commenti di fronte all'intolleranza di pochi cittadini che mette comunque a rischio manifestazioni e gestione dei locali. Non è un problema soltanto della cittadina termale, ma di tutta la Valle d'Aosta. Il turismo è la voce più importante dell'economia valdostana, ma non sempre i turisti sono amati. E il divertimento notturno non piace proprio ai residenti. "Bisogna decidersi. Si vuole o no il turismo? Porta benessere a tutti, anche a chi non è un operatore del settore, mi pare evidente. E allora ci vuole comprensione, tolleranza. Inutile poi lamentarsi", dice Aurelio Marguerettaz, assessore regionale al Turismo. "Tutti devono concorrere alle attività turistiche, dalle Amministrazioni ai singoli cittadini. Tutti ci devono credere e accogliere bene il turista", dice ancora Alliod. I fenomeni di intolleranza a St-Vincent sono frequenti. C'è perfino chi si lamenta dell'esuberanza dei bambini in piscina e chi lamenta il disturbo degli altoparlanti nelle vie del centro che diffondono una musica a volume basso. Ci sono poi episodi perfino violenti, come un secchio d'acqua gettato contro i DJ e le cubiste che nella notte di Ferragosto portavano musica e allegria in via Chanoux. Sono intervenuti i carabinieri. Ma la denuncia non è poi stata fatta dai DJ, anche perché i danni alle attrezzature sono stati limitati. C'era perfino il rischio di un cortocircuito. Il divertimento della notte è ormai bandito da anni in Valle d'Aosta. Sempre più difficile proporlo, soprattutto mantenerlo. Basta una protesta e tutto si blocca. Decibel misurati e tutto si chiude. Per non parlare delle discoteche, le poche rimaste. Basta un pugno anche nella zona esterna e scatta la chiusura e addio guadagni. Aosta è l'emblema della città che ripudia qualsiasi attività turistica notturna. Tre cittadini limitano da anni l'attività del "Café du Moulin". Affari a picco, due dipendenti mandati a casa, rischio chiusura. Il "Moulin" non ha neppure aperto il dehors quest'anno perché il Comune, a seguito delle denunce, ha dato autorizzazione di aprire fino alle 22. E i gestori hanno rinunciato perché gran parte della clientela arriva alle 22. I cittadini che non sopportano il rumore del locale hanno ora chiesto al Comune che tutto il locale venga chiuso alle 22, ma l'Amministrazione ha detto "no". La limitazione dell'orario si basa su misurazione di inquinamento acustico fatto dall'Arpa, contestato dai gestori e non ritenuto legittimo dalla Regione. Ma al Comune di Aosta, un ufficio, quello dell'Edilizia lo ritiene valido, quello del Commercio no. Misteri della burocrazia, assenza della politica. Ma la lista delle intolleranze si amplia anche alle manifestazioni organizzate o autorizzate dallo stesso ente pubblico. Pioggia di critiche sui concerti ai Giardini pubblici, di fronte al Tribunale. Perfino sott'accusa da parte dagli ambientalisti. E il gestore del "Gekoo", pub aperto da poco più di un anno in piazza Chanoux, deve far fronte ogni tanto a proteste dei condomini del suo stesso palazzo. Un tipo di locale appena "tollerato" quando ha aperto e adesso additato come "colpevole" di portare troppa gente in piazza dopo la mezzanotte. Aosta, definita città a vocazione turistica, vuole però dormire: dopo "Carosello", tutti a nanna, turisti compresi.

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A Belluno è finita l'era delle raccomandazioni (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 23-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Cristian Arboit "A Belluno è finita l'era delle raccomandazioni" Valentino Vascellari ne è convinto: "Nelle aziende private prevale la meritocrazia" Altra cosa il settore pubblico: "C'è lo spoil-system" "Un'economia in crisi ha bisogno di specializzazione, ma in provincia mancano i tecnici, i più contesi" BELLUNO. "L'epoca delle raccomandazioni è finita. Nelle aziende bellunesi la meritocrazia è una realtà". A sostenerlo è il presidente di Assindustria Belluno Valentino Vascellari. Insomma, amici di amici, nani e ballerine, possono pure emigrare verso altri lidi. A cambiare, più che la mentalità degli imprenditori nostrani, è stata però l'economia. Capillare il ricorso alle agenzie interinali, mentre resta da coprire il fabbisogno di profili specializzati. "La figura dell'operaio generico è quasi scomparsa. Alle nostre imprese continuano a servire tecnici". Per trovare lavoro la raccomandazione non conta più nulla, almeno nel settore privato. In tempi di disillusione, sfiducia e "fannulloni" più o meno permalosi, lo scarto è netto. Ma il crollo delle segnalazioni è la cartina di tornasole di un'economia, come la nostra, sospesa tra mille paradossi e in veloce evoluzione. Vascellari, davvero la consuetudine della raccomandazione è morta? "Sì, nel settore privato bellunese le "segnalazioni" di amici e politici non trovano terreno fertile. Altro discorso va fatto per il settore pubblico dove la raccomandazione ha ancora un suo peso specifico. Il cosiddetto "spoil-system" è ancora diffuso anche nei palazzi bellunesi, nonostante non sia più radicato come in passato". Un cambio di rotta... "E' mutato il tessuto economico e gli operatori si sono dovuti adeguare. La raccomandazione è morta lentamente insieme alla figura dell'operaio generico. Un conto è raccomandare una persona non qualificata, un altro imporre o segnalare un profilo specializzato. In questo caso, gli imprenditori non rischiano e la selezione avviene in base al merito. Il curriculum della persona che arriva in fabbrica non è più indifferente". La specializzazione insomma salva la meritocrazia... "Basta guardare alla tendenza generale. Le nostre imprese delocalizzano le mansioni più generiche, non i profili tecnici". Proprio quelli che mancano in provincia... "Qualche timido passo in avanti è stato compiuto e Assindustria sta facendo la sua parte sul fronte dell'orientamento. Purtroppo non è facile cambiare una certa mentalità e i tempi per invertire la tendenza saranno lunghi. In provincia c'è un estremo bisogno di elettrotecnici, saldatori, esperti di Cad. Le aziende se li contendono, a volte se li portano via a vicenda". E chi non si specializza? "Fino a pochi anni fa il laureato che non trovava il lavoro per il quale aveva studiato poteva accontentarsi di una mansione generica. Oggi, viste le premesse, le prospettive di impiego sono inferiori. Per questo i giovani devono specializzarsi". Sembra quasi una ricetta contro la crisi... "Quando la congiuntura è sfavorevole, qualità dei prodotti e specializzazione della manodopera possono invertire il trend". E qui il cerchio si chiude. Qual è il mezzo di reclutamento più efficace? "Le aziende si rivolgono alle agenzie interinali. La maggior parte della forza lavoro passa attraverso queste strutture. E la tendenza è all'aumento. Ogni impresa ha le sue agenzie. Per gli imprenditori si tratta di una bella comodità. Da un lato si risparmia tempo per la ricerca, dall'altro possiamo contare su dei professionisti che sanno valutare in modo obiettivo le qualità di un candidato". E i centri per l'impiego? "Purtroppo dovrà passare ancora un po' di tempo perchè diventino strutture davvero a servizio delle imprese. Scontano la pesante eredità degli uffici di collocamento. C'è ancora troppa burocrazia, mentre gli imprese chiedono maggiore dinamicità".

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Mia figlia è malata, non cacciatemi (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 23-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Mia figlia è malata, non cacciatemi" Il clandestino espulso: datemi almeno il tempo di farla curare L'APPELLO "Operarla in Brasile costa troppo" Clandestino, trent'anni, muratore. Ed espulso dall'Italia perché trovato senza permesso di soggiorno. Ma nel suo Paese, il Brasile, non ci vuole tornare. Non prima di aver curato sua figlia, una bimba di due anni e sette mesi affetta da adenoidi nel naso. Per questo, aiutato da un amico mantovano, ha scritto un appello alla questura: vi prego, non cacciatemi, non prima di aver fatto curare mia figlia. Il protagonista della storia si chiama Adailton. L'otto agosto una pattuglia dei carabinieri lo ha sorpreso senza documenti in via San Michele. "Sono stati molto gentili, ci tengo a sottolinearlo. Non hanno fatto forzature" racconta il brasiliano. I carabinieri lo hanno portato al comando di via Chiassi, dov'è stato trattenuto per una notte. Il giorno dopo l'hanno trasferito in tribunale e subito in questura per firmare il foglio di espulsione. Gli è stato ordinato di lasciare l'Italia entro cinque giorni. Il termine ultimo è scaduto da quattro. "Vorrei solo restare qui fino alla conclusione delle cure di mia figlia. Non chiedo di più". Questo il senso della sua lettera d'appello inviata all'ufficio immigrazione della questura di piazza Sordello. Dice che il suo datore di lavoro ha provato più volte a regolarizzarlo, senza successo. Colpa di una burocrazia farraginosa che a volte costringe all'illegalità. "Mia figlia non sta bene e curarla in Brasile costa troppo. Io sono un muratore, mia moglie fa le pulizie". La terapia della piccola terminerà a fine marzo. Dopodiché verrà operata a Mantova oppure a Brescia. Ha problemi respiratori: è costretta a continue inalazioni di aereosol e prende molti farmaci per la gola. "Spesso di notte si sveglia in preda ad attacchi respiratori - conclude il padre - ha bisogno di me, chiedo solo di starle accanto fino al giorno dell'operazione. Vi prego". Roberta Marcuccilli.

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Matrimoni, in crisi 4 coppie al giorno (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 23-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'anno scorso erano 2077 le domande di divorzio sotto la lente d'ingrandimento dei giudici trevigiani. Il tradimento resta la maggiore causa Matrimoni, in crisi 4 coppie al giorno Tribunale intasato dalle richieste di separazione. Il costo? oltre 23.000 euro Per gli avvocati l'impennata c'è stata dopo l'affidamento condiviso GIORGIO BARBIERI La coppia scoppia e i matrimoni sono sempre più in crisi nella Marca. Al tribunale di Treviso arrivano ogni giorno almeno quattro richieste di separazione, mentre erano oltre duemila i procedimenti in corso nel 2007. Numeri impressionanti soprattutto in relazione al denaro che muovono. Un'associazione di consumatori (l'Adoc) ed un'altra di coppie separate (Crescere Insieme) hanno fatto i calcoli. Per Adoc in un anno il divorzio costa 23 mila euro. Per i divorziati, si può arrivare anche a 26 mila. Dunque anche la Marca si sta sempre più americanizzando avendo ormai fatto propria la famiglia allargata sul modello della fiction "I Cesaroni". I dati sono impressionanti. Sono almeno quattro le coppie che ogni giorno entrano ufficialmente in crisi presentando formale richiesta di separazione in tribunale. E per gli avvocati la crisi dell'istituzione matrimoniale rappresenta ormai buona parte del loro business. "I numeri sono cresciuti notevolmente - spiega l'avvocato Aloma Piazza - da quando è entrata in vigore la legge sull'affidamento condiviso. Prima i mariti non chiedevano la separazione per paura di non poter più vedere i figli. Ora invece è caduto anche quest'ultimo ostacolo". Erano 2077 le domande di separazione sotto la lente d'ingrandimento dei giudici trevigiani. E ormai provengono da tutte le fasce d'età: dai più giovani che magari sono arrivati all'altare con un po' di superficialità, ai più anziani che vogliono godersi gli ultimi anni di vita. Ma quanto costa una causa di divorzio? A dirlo sono due associazioni: l'Adoc (consumatori) ed "Crescere Insieme" (coppie separate). Per Adoc nella migliore delle ipotesi in un anno il divorzio costa 23 mila euro. Secondo l'associazione dei divorziati, si può arrivare anche a 26 mila. Tutto dipende dal livello di conflitto (più dolorosa è la separazione maggiori sono gli interventi dei legali e le spese) e dal reddito della famiglia. L'Adoc ha calcolato il costo per una coppia di ceto medio (1800 euro al mese lui, qualcosa di meno lei) mettendo insieme le spese per avvocati, psicologo (900 euro), assegni di mantenimento (550 euro), mutuo o affitto (600 euro). "Negli ultimi cinque anni ho registrato un impressionante aumento nel numero delle domande di separazione - afferma l'avvocato Fabio Capraro - ritengo non sia un'evoluzione positiva. Però devo dire che non ci sono più le grandi guerre in tribunale per le separazioni. La gente ha fretta di tornare a stare bene e di chiudere magari in fretta con il matrimonio. Avrei un ricetta personale per frenare questa tendenza: rendere più complicata la burocrazia del matrimonio. In questo modo una coppia arriva all'altare solo quando è veramente convinta". Una cosa resta sempre costante ed è la principale causa di divorzio: il tradimento.

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Grappa domestica Il Trentino dice no (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Oggi" del 23-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi ItaliaOggi -Attualità Numero 200, pag. 18 del 23/8/2008 Autore: di Luciano Scarzello Visualizza la pagina in PDF Il ddl consentirebbe la produzione Grappa domestica Il Trentino dice no Non riscuote consensi in Trentino il disegno di legge dei senatori della Lega nord Enrico Montani e Sergio Divina che permetterebbe la produzione domestica di grappa. "Ci appare poco opportuno dedicare un'attenzione specifica a questa prassi in un momento in cui sarebbe meglio ragionare sul futuro delle distillerie", afferma Beppe Bertagnolli, presidente dell'Istituto tutela grappa del Trentino. "Abbiamo da poco ottenuto un alleggerimento della burocrazia derivante dalla nuove norme e ora ci troviamo di fronte a questa sorpresa dal sapore ferragostano. Distillare grappa è un processo tecnicamente delicato che non può essere improvvisato", continua Bertagnolli, "il settore lavora da anni alla ricerca di una qualità migliore del prodotto anche attraverso investimenti in ricerca cospicui. In definitiva non capiamo i motivi politici che possono avere portato al disegno di legge. "Una proposta che speriamo vivamente sia ritirata, per il buon nome del nostro distillato nazionale, che proprio grazie all'azione dell'Italia in sede comunitaria ha da poco ottenuto il riconoscimento della denominazione geografica, un suggello da non sprecare con produzioni dozzinali", conclude Bertagnolli. L'Istituto tutela grappa del Trentino è nato nel 1960 e conta 29 soci dei quali 21 sono distillatori e rappresentano la quasi totalità della produzione trentina. L'istituto ha il compito di valorizzare la produzione tipica della grappa ottenuta esclusivamente da vinacce prodotte in Trentino e di qualificarla con un apposito marchio d'origine e con la dicitura "Trentino grappa". La produzione della grappa trentina rappresenta il 10% di quella italiana.

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Francesca, la masai bianca fra i poveri del Kenya (sezione: Burocrazia)

( da "Libertà" del 23-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

La dottoressa piacentina da 16 anni a Lengesim di MARIA VITTORIA GAZZOLA L'esperienza di Francesca Lipeti è iniziata sedici anni fa con l'apertura dell'ospedale nella missione di Lengesim. L'incontro con mons. Domenico Pozzi ed il desiderio di un forte impegno umanitario sono le ragioni che l'hanno condotta fra i Masai. Lengesim è lontana anni luce dalla civiltà dove sei cresciuta, qui fai una vita quasi francescana, non ti senti un po' sola? "Non mi sento fuori dal mondo, ci sono tanti segni che testimoniano la vicinanza della mia famiglia, delle amicizie, la vostra presenza ne è un esempio. Qui c'è poco, nulla di ciò che s'intende civiltà occidentale, la vita è ridotta all'essenziale, la popolazione è povera ma ha poche esigenze, io mi sono abituata a vivere in questo modello e penso ai problemi reali, ora è stagione invernale c'è siccità e fame, perciò ci stiamo preparando per le emergenze che prevediamo per settembre". Quali sono le principali malattie? "Tubercolosi, polmoniti, malaria, quelle infettive e legate alla carenza di acqua, alla convivenza con gli animali e perciò di igiene, gastroenteriti, infezioni post parto, morsi di serpenti quali vipere e cobra sputatori che colpiscono agli occhi, in quel caso si interviene con lavaggi di latte umano, è più efficace di qualsiasi farmaco per combattere il veleno, grandi ustioni perché al centro della capanna si tiene il fuoco acceso e gli incidenti, soprattutto fra i bambini, sono frequenti". Non temi per la tua salute? "Sono un medico ed ogni giorno affronto la malattia, uso poco i guanti perché mi piace avere il contatto fisico, mi piace prendere la mano dei pazienti, dare qualche carezza, so che mi fa sentire più vicino a loro, guanti, mascherine e camici inamidati danno un senso di distacco, e con la cronica scarsità di acqua, di elettricità e di soldi non posso permettermi di cambiare guanti per ogni paziente e sterilizzare camici ogni giorno". Ti senti più medico o più missionaria? "La medicina è la mia passione però mi sento anche missionaria, c'è una parte di me sostenuta dalla fede, direi le due componenti al 50%, e poi c'è questa popolazione che ho imparato ad apprezzare, ad amare, in ospedale ho solo personale locale e mi trovo in perfetta sintonia". E' stato difficile essere accettata dai Masai? "Tutti i rapporti inizialmente presentano qualche ostacolo. Ho imparato che i Masai sono una società molto maschilista, con la fierezza e la dignità che distingue le etnie chiuse, ma ho anche imparato che la gente è aperta, disponibile al dialogo. A distanza di anni posso dire che mi sento un membro di famiglia, vivo talmente dentro la comunità che conosco tutti, uno per uno, dimostrare che si vuole vivere con loro è stato il modo per essere accettati". Ora che cosa ti sta più a cuore? "Ormai terminato il progetto ambulanza, grazie ai piacentini, e l'ospedale bene attrezzato, desidero aprire il nuovo reparto infettivi, è pronto da alcuni mesi ma i permessi governativi hanno un percorso accidentato, la solita burocrazia". 23/08/2008.

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"meglio di superman, ho vinto per mio nonno" - corrado sannucci pechino (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 23-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sport "Meglio di Superman, ho vinto per mio nonno" Il settimo successo azzurro è un capolavoro dell'altoatesino nella 50 km di marcia: domina, stacca tutti, scoppia in lacrime. Poi una dedica speciale CORRADO SANNUCCI PECHINO dal nostro inviato Nel giorno del risveglio italiano delle medaglie, ori, argenti e bronzi, dall'antico al moderno, dalla boxe al taekwondo, l'Italia impone al mondo il suo eroe. Il modello che il Cio e Rogge dovrebbero adottare, Alex Schwazer, un ragazzo altoatesino, o sudtirolese, di 23 anni che appena tagliato il traguardo della 50 km ha dichiarato che "la cosa più importante è la felicità", far obbedire la fatica alla propria anima. Aveva appena sgretolato la resistenza di un australiano e di un russo in una mattinata di canicola, così sicuro della propria superiorità che gli ultimi chilometri li aveva marciati salutando gli italiani e le loro bandiere, mostrando il pugno e il bicipite, ammettendo alla fine che lo spettacolo doveva essere stato comico, quello del bicipite, una delle parti meno significative della sua macchina possente. Che Rogge si innamori di questo carabiniere del Quinto battaglione di Bologna, che vive a Saluzzo almeno trecento dei suoi giorni di fatica, che discende dai 1443 metri di Kalch, il borgo di nove case e 31 abitanti dove vive, che ha tante case e tanti linguaggi, pensando in tedesco, capace di un italiano perfetto e della conversazione in un ottimo inglese. Forse il Cio troverebbe un poco arrogante la sua descrizione della gara, che fino al trentesimo chilometro, quando per molti avversari era già crisi o squalifica, ha detto che gli sembrava "di stare ancora a letto a guardare la tv", ma era la storia della vittoria, lui in un ridotto gruppetto che aspettava il momento in cui gli altri si sarebbero staccati, com'è avvenuto poi quando si è stufato di stare a letto, ha spento la tv e al 43 km ha dato lo strappo che ha piegato Tallent e Nizhegorodov. Prima con la sua marcia potente, il suo dominio della tattica e degli avversari, poi in pista e dopo, quando si è esibito anche in un pianto e poi in una capriola sul materasso del salto con l'asta, il pathos e lo scherzo, ha imposto uno stile che non aveva voglie di bugie e vanità, raccontando di un ragazzo che è "contento di alzarsi la mattina e di pensare che lo aspettano 30 chilometri di fatica", ed è enfatico ripetere questa parola, ma è la parola della vita dei marciatori, "tra gente che mi vuole bene e che mi dà serenità". Il che è anche difficile per gli altri da pensare conoscendo anche il carattere burbero del mago Sandro Damilano, 44 titoli da allenatore, che continua a dire che questa specialità ha bisogno di altri investimenti, cioè di soldi. Ma chi non si è innamorato subito di un ragazzo che bacia un braccialetto che gli è caro e poi rifiuta ostinatamente di fare il nome ("è il regalo di una bella ragazza") che tutti sanno (la Kostner) o credono di sapere, sfuggendo in questo tempo di pellegrinate e marinate al gossip peggiore, perché anche l'altra forse è una sportiva anche lei e ha bisogno di segreto e rispetto, folgorando la curiosità invadente con la battuta "io non chiedo di vostra moglie"? Un ragazzo che aveva marciato con una fettuccia nera di lutto, non per i morti di Madrid, senza fare annunci o chiedere permessi alle burocrazie sportive, ma solo per ricordare il proprio nonno morto a luglio. I test alla vigilia dicevano che non aveva avversari per la passatoia intorno allo stadio di Pechino, che nessuno avrebbe retto il suo passo a 4' o meno al chilometro, la velocità di un ciclomotore che non ha avuto neanche bisogno di usare a tavoletta. Sarà la purezza dell'aria da dove viene, saranno gli occhi azzurri che non sembrano nascondere niente, e ormai da ieri è un olimpionico e quindi un leader e ha un certo modo di guardare gli altri, ma nella sua vita ci sono solo i pasti che non bastano mai, "si alza sempre affamato da tavola", ricordava il presidente Franco Arese, e questa fame è la sua dichiarazione durissima contro il doping, "che li fermino, è giusto, perché fregano quelli a pane e acqua come noi". Alex aveva marciato con lucidità per 49km e 900 metri, poi è arrivata la trance degli ultimi cento, che ha saputo spiegare "aspetti giorno per giorno un momento e quando è arrivato sono stato travolto dall'emozione perché ero il primo ed ero lì" ed era esattamente quello che aveva spiegato Usain Bolt sul suo spensierato e scomposto arrivo nei 100, così che è sembrato un gemellaggio dell'animo dei ragazzi, così insospettatamente simili dalla Giamaica all'Alto Adige, che sarebbe cecità olimpica non apprezzarlo. Che ha dietro di sé una provincia e la sua gente che lo sostiene e lo sponsorizza, lui il primo altoatesino o sudtirolese che vince una medaglia nell'atletica, ma il suo fascino ha una trasversalità o internazionalità che travalicherà le Alpi di destra e di sinistra, mentre il presidente del Coni, Gianni Petrucci lo definiva subito "uno spot per lo sport", lui che di spot ne girerà d'ora in poi tanti. E che aldilà di quanto adesso lo amino le istituzioni, ha davanti ormai l'oceano dell'infinita vita di opportunità che crea una vittoria, per quanto questa vita, bisognerà rispettare i suoi gusti, piaccia o no a Rogge e ai curiosi di braccialetti, sia fatta di felicità e fatica insieme.

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L'assalto degli aspiranti medici - gabriella colarusso (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 23-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina VI - Torino L'assalto degli aspiranti medici Boom di preiscrizioni e lunedì apre la cittadella nell'ex Manifattura Quest'anno gli sportelli per le immatricolazioni si spostano in corso Regio Parco Da lunedì 1 i test d'ammissione GABRIELLA COLARUSSO Era la fabbrica delle sigaraie e del tabacco. Sarà una piccola cittadella dei servizi per gli universitari torinesi. Lunedì alle 11, negli spazi dell'ex Manifattura tabacchi di corso Regio Parco, si inaugura il nuovo centro immatricolazioni dell'Università. Giusto in tempo per la chiusura delle preiscrizioni ai test di ammissione per i corsi di laurea a numero chiuso. Distratti e ritardatari cronici, infatti, avranno tempo solo fino alle 16 per presentare la domanda, che è possibile compilare online all'indirizzo www.unito/immatricolazioni.htm. Quest'anno sono state 13.737 le preiscrizioni effettuate dal 30 luglio al 22 agosto per i corsi a numero chiuso, il 13% in più rispetto al 2007. E dai dati emerge che questo è l'anno degli aspiranti medici, infermieri ed economisti, e anche dei futuri agronomi. Le facoltà più quotate, infatti, sono Medicina e chirurgia, con quasi 3mila preiscrizioni, quelle delle professioni sanitarie, con 2.604 richieste, seguite da Economia, che prevede una prova di valutazione della preparazione iniziale non selettiva, psicologia e scienze della formazione. Anche la facoltà di Agraria aumenta le sue adesioni, con il 57% in più di preiscrizioni rispetto all'anno scorso. Calano invece di un 20% le richieste per l'ammissione al corso di laurea in Scienze strategiche e anche Scienze della comunicazione, facoltà molto di moda negli ultimi anni, sembra aver perso molto del suo appeal. Le prove di ammissione cominceranno il 1° settembre con i test d'ingresso per il corso di laurea in Ottica e optometria della facoltà di Scienze matematiche fisiche e naturali, e da lunedì si apriranno anche le immatricolazioni online per i corsi di laurea ad accesso libero. Ci sarà tempo fino al 15 ottobre poi per completare le immatricolazioni, con consegna del libretto e della smart card, sempre negli uffici dell'ex Manifattura. La ressa agli sportelli dovrebbe essere evitata grazie al servizio di prenotazione e di iscrizione online, ma ad aiutare gli studenti con le difficoltà della burocrazia, ci saranno ogni giorno, dal lunedì al venerdì, dalle 8.45 alle 16, ventiquattro sportellisti. Il tempo calcolato per espletare tutta la procedura di immatricolazione è di venti minuti, ma nel nuovo centro immatricolazioni converrà trattenersi un po' di più, per fare in una sola volta tutte quelle 'commissioni' che prima imponevano di rimbalzare da una parte all'altra della città. Nell'ex-manifattura, infatti, oltre agli sportelli per la iscrizioni, ci sono anche uno stand del Gtt per gli abbonamenti agli autobus pubblici, uno sportello di Intesa San Paolo in cui è possibile pagare le tasse senza costi aggiuntivi, lo sportello casa per chi è in cerca di una sistemazione, l'info point dell'Edisu (ente regionale per il diritto allo studio) per chi volesse informazioni su residenze universitarie e borse di studio, e un gazebo del Cus (centro universitario sportivo). In corso Regio Parco tutto è pronto per accompagnare gli studenti verso l'inizio del nuovo anno accademico: "Ci aspettiamo il picco di affluenza nei primi giorni di apertura e quando usciranno i risultati dei test di ammissione, a metà settembre", dice Massimo Bruno, responsabile dei sistemi informativi, "ma con il fatto che ora l'università viaggia online non dovrebbero esserci grossi problemi di code".

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Tasselli che non combaciano e intanto i ritardi aumentano (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 23-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

A Mestre i punti critici del progetto infrastrutturale Tasselli che non combaciano e intanto i ritardi aumentano MESTRE. Stazioni pronte, in altri casi ancora sulla carta. Mestre continua ad essere il vero nodo che ritarda il via al sistema ferroviario metropolitano regionale. Un progetto che ha accumulato un decennio di ritardo e che su Mestre non ha ancora ingranato del tutto la marcia giusta, tra inghippi e difficoltà da superare. Un vecchio cronoprogramma fornito dalla Regione Veneto e pubblicato dal nostro giornale nel gennaio del 2007 oggi è superato dai fatti, con alcune delle fermate previste in città che non vedono ancora partiti i cantieri. Ed è la burocrazia a pesare, se si pensa al caso della stazione dell'ospedale ultimata ma ancora senza parcheggi e strade di accesso. Ma andiamo con ordine. Ultimata la stazione del Graspo de Uva, a Spinea (costo 62 milioni di euro), nel conto delle fermate ultimate entra di diritto anche la stazione del nuovo ospedale dell'Angelo i cui lavori sono conclusi nelle scorse settimane (costo 11 milioni di euro). Ma manca, dicevamo, ancora il grande parcheggio e parte della viabilità di collegamento da realizzare nell'ambito di un accordo tra Comune e Auchan e legato al via libera ad una variante urbanistica. Entro l'anno, è la speranza, cominceranno a fermarsi alcuni treni della linea Udine-Venezia con una ventina di corse. Si lavora nel frattempo per la realizzazione delle fermate di Marcon Porta Est e Quarto d'Altino (importo complessivo delle opere di oltre 20 milioni di euro) ed in questo caso il cantiere della Regione è decisamente in dirittura d'arrivo. All'appello però mancano le fermate più centrali del sistema ferroviario metropolitano regionale. E' in via di affidamento la gara per l'aggiudicazione dei lavori per la costruzione della fermata Gazzera e per quella di via Olimpia, nel centro di Mestre vicino all'Umberto I. 37 milioni di euro (di cui poco più di 22 milioni solo per i lavori) il costo di un progetto che alla Gazzera prevede anche la soppressione di due passaggi a livello di via Gazzera Alta, che saranno sostituiti da un sottopasso e da una viabilità alternativa di collegamento alla Castellana e via Brendole. La fermata di via Olimpia sorgerà invece nei terreni dietro il palasport Ancillotto e i campi da tennis. L'area è al centro di importanti trasformazioni edilizie su cui si sono puntati i riflettori del dibattito cittadino, in particolare per il piano di trasformazione dell'area del vecchio ospedale. La previsione più attendibile è che i cantieri possano partire entro la fine di quest'anno. E per fine 2008 si attende anche l'espletamento delle procedure di gara per l'assegnazione dei lavori per le stazioni di Carpenedo e Marocco con i cantieri che dovrebbero decollare, si spera, nel corso del 2009. E la stazione Vega? Di fatto con l'iter fermo, non ne parla più nessuno. (m.ch.).

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Sul condono edilizio a scoppio ritardato consumatori pronti a difendere i cittadini (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 23-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cronaca Sul condono edilizio a scoppio ritardato consumatori pronti a difendere i cittadini L'ALTRO FRONTE Grana per 13 mila residenti Le associazioni dei consumatori non ci pensano su due volte e prendono le difese dei cittadini. Che in questi giorni stanno ricevendo lettere da parte dell'Ufficio speciale condoni con l'ammontare in euro dei diritti di segreteria per sanare pratiche di condono incomplete che risalgono alla metà degli anni Ottanta. Lorenzo Miozzi, presidente nazionale del Movimento Consumatori mette i suoi uffici a disposizione dei residenti. "Siamo disposti - attacca - ad aiutare tutti i cittadini ai quali il Comune ha chiesto o chiederà denaro per sanare pratiche che risalgono a 23 anni fa. Nel momento - spiega Miozzi - in cui un contribuente fruisce di un servizio previsto da una normativa nazionale deve avere certezze di pagamento". Dunque? "Vent'anni fa - chiarisce il presidente nazionale - i comuni e le amministrazioni avrebbero dovuto essere in grado di espletare tutte le pratiche. Non è possibile né pensabile in linea di principio che per problemi di organizzazione che sono imputabili allo stesso Comune, i residenti debbano corrispondere denaro all'amministrazione vent'anni dopo". Aggiunge Miozzi: "Se i cittadini si costituiranno in comitato, noi diamo tutta la nostra disponibilità a difenderli per far rispettare i diritti di ciascuno". Sulla stessa linea d'onda anche Franco Conte, nella doppia veste di presidente regionale onorario del Codacons e consigliere comunale del Pd. "L'applicazione retroattiva dei diritti di segreteria è illegittima - ci tiene a precisare - non si possono imputare diritti retroattivi causati da ritardi del Comune ai residenti". "Per prima cosa - spiega - i ritardi della burocrazia non possono ricadere sui cittadini, inoltre gli importi non possono essere aumentati senza che ci sia una ricaduta legale in tale senso e in questo caso sarebbe bene che il difensore civico prendesse posizione". Il consigliere sollecita dunque i residenti a rivolgersi al difensore civico. Non solo. "Alla prima seduta del consiglio comunale dopo le vacanze - aggiunge - porrò certamente la questione. Illegalità formali a parte, la più grave mancanza è quella che va contro il buon senso civico come in questo caso". Conclude: "Verificheremo tutta la faccenda sotto il profilo giuridico". Sono 13mila i residenti al centro del mirino dell'ufficio Condoni. Tra l'85 e l'87 sono arrivate al Comune 70mila domande di cui 37 mila a Mestre e 30mila a Venezia. I diritti di segreteria ammontano a 227 euro per concessioni in sanatoria, vale a dire interventi che prevedono aumenti di volume, 113 euro se si tratta solo di variazioni interne come lo spostamento della disposizione di una porta. (m.a.).

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Chi lega le mani e i piedi ai politici - francesco palazzo (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 23-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina XIV - Palermo CHI LEGA LE MANI E I PIEDI AI POLITICI FRANCESCO PALAZZO Che ha il potere di aprire e chiudere i cordoni della spesa, di conoscere la via per arrivare a un posto di lavoro foraggiato dal pubblico e non sempre essenziale alla collettività. Se questi sono i principali obiettivi della politica in Sicilia, vuol dire che il tempo per amministrare la cosa pubblica in maniera virtuosa e trasparente sarà sempre meno, il coraggio e la libertà auspicati dal questore latiteranno sempre più. Tutte le migliori energie mentali e fisiche verranno indirizzate a privilegiare, in termini di accesso ai santuari della spesa pubblica, la vera cosa che conta a certi livelli, il proprio pezzo di tribù politica, la propria corrente, la corte più o meno nutrita che gira intorno a questo o a quel deputato, consigliere provinciale, comunale o semplicemente circoscrizionale. Allora è normale apprendere, e dovrebbe invece creare scandalo, che questo o quel vertice della burocrazia regionale, sanitaria, comunale, provinciale è legato a questo o a quel potente. Ci chiediamo: se un alto dirigente dovrà rispondere del proprio operato a chi è in grado di salvaguardarne la carriera, avrà o no le mani e i piedi legati nell'attività amministrativa che dovrebbe svolgere a solo esclusivo vantaggio della collettività? E se il politico che lo garantisce, e può o meno rimuoverlo, non dovrà guardare all'efficacia e all'efficienza del suo operato, ma soltanto alla sua fedeltà alla casacca politica che indossa, avrà o no anch'egli mani e piedi legati? La risposta alle due domande è scontata. Il questore uscente ha individuato il nodo cruciale della vita pubblica siciliana: una politica e un'amministrazione dalle mani legate, non solo per il rapporto con la mafia, è la vera palla al piede della Sicilia. Come fare a sciogliere questi nodi tragici che legano tante mani e tanti piedi non è purtroppo all'ordine del giorno della stragrande maggioranza dei siciliani. I quali vogliono, è bene dirselo senza ipocrisie, che quelle mani e quei piedi rimangano legati. Ciò serve a rispondere meglio ai bisogni clientelari di un popolo che continua a non chiedere altro alla politica.

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Spiagge, la giungla dei divietitra liberi accessi e tuffi negati (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 23-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Estate & burocrazia Enti diversi disciplinano l'uso dell'arenile. La Capitaneria: vietato sostare entro 5 metri dalla battigia. Regione: sì al passaggio negli stabilimenti ma niente bagno Genova. Lontani gli echi della "guerra della battigia", a un anno dalla celebrazione della lotta per la conquista del bagnasciuga, permangono sulle spiagge liguri tutti i dubbi sull'ormai annosa questione del libero accesso al sacro bene del mare, sulla possibilità o meno di usufruirne in maniera gratuita anche nei tratti presidiati da lettini, cabine e bagnini. L'accesso gratuito alla battigia mi deve sempre essere garantito? E quando arrivo al mare posso sostare o sedermi davanti al bagnasciuga? Posso stendere un asciugamano e prender il sole nei cinque metri prospicienti l'infrangersi delle onde? Nonostante la patina di confusione che ancora rende difficile capire a pieno l'argomento, alcuni paletti ben fissi ci sono, anche se per scorgerli occcorre incrociare tutte le norme presenti in materia. Le fonti di diritto. bene, prima di tutto, tentare di capire il quadro normativo entro il quale ci si muove. "Fino al 2002 era soltanto l'ordinanza balneare della Capitaneria di porto, ad avere giurisdizione in materia di spiagge - spiega il capitano di fregata Andrea Calcagno, responsabile per la Capitaneria di porto di Genova della sezione Demanio e Polizia giudiziaria - col "pacchetto Bassanini" diverse competenze sulle aree demaniali sono passate ai sindaci. Volendo banalizzare la questione, che in realtàè più complessa soprattutto per quanto riguarda i controlli, si potrebbe dire che a noi è rimasta la responsabilità di disciplinare quando avviene sul fronte mare e nei tratti antistanti la costa, con particolare attenzione alla sicurezza per i bagnanti. I Comuni, invece, si occupano di tutto ciò che avviene "a monte" della battigia, regolamento sull'uso delle spiagge e obblighi per i titolari degli stabilimenti balneari". Dal 2002, dunque, ci sono due diverse ordinanze a disciplinare il comportamento sugli arenili, siano essi liberi o in concessione a privati: l'ordinanza balneare della Capitaneria di porto, sempre uguale tutti gli anni, e quella del sindaco del Comune di riferimento, la quale deve essere promulgata ogni anno ma in realtà rimane sostanzialmente invariata (e non si discosta molto da quanto prevedeva l'ordinanza unica "pre-Bassanini"). Ma sul tema del diritto d'accesso e della possibilità o meno di usufruire gratuitamente del bene-mare, è intervenuta l'anno scorso anche l'ultima Finanziaria del governo Prodi, che in poche laconiche righe evidenzia la necessità di assicurare accesso e balneazione ovunque a chiunque ne manifesti la volontà. Per ultima, a giugno, è intervenuta una legge regionale (la 13/2008, proposta dall'assessore Carlo Ruggeri) sul miglioramento della fruizione delle spiagge libere. Quest'ultima norma agisce sui Comuni, obbligandoli ad attivare politiche per l'ampliamento delle spiagge libere o per la loro salvaguardia. La norma invita anche i Comuni a mettere cartelli ogni 200 metri che indichino corridoi di accesso alla battigia. Il libero accesso. Il problema, in assenza di testi unici e sentenze specifiche, è interpretare il grado di libertà di chi voglia accedere a una spiaggia per farsi un bagno e si trovi di fronte barriere e casse di uno stabilimento privato. Si evince, dal quadro normativo, che qualunque bagnante possa arrivare al mare senza essere ostacolato, nemmeno in corrispondenza di "bagni" privati. Il transito fino al mare non può essere impedito (lo dicono le ordinanze delle Capitanerie di Porto, quelle dei sindaci dei Comuni, la Finanziaria 2007). Prima le ordinanze dei sindaci prevedevano quest'obbligo per un gestore di stabilimento soltanto nel caso che nell'arco di cento metri non fosse possibile accedere al mare. Molti Comuni stanno togliendo questa indicazione, l'accesso deve essere garantito sempre. La sosta davanti alla battigia. Nei 5 (o 3 metri) prospicienti al punto dove le onde si infrangono le Capitanerie di porto vietano - per motivi di sicurezza e visibilità dei bagnini - di occupare con ombrelloni, sdraio, sedie, sgabelli, teli e quant'altro la fascia di 5 metri dalla battigia che è destinata esclusivamente al libero transito. "Anche sostare brevemente in quest'area può essere oggetto di sanzione - spiega il capitano Calcagno - il motivo di questo divieto è che potrebbero nascere diatribe tra chi prende il mare o "atterra" con un natante e si trovi un bagnante seduto davanti alla battigia". Pertanto non è possibile, né in piedi né seduti, occupare questa fascia destinata al solo transito. La fascia in questione è di 5 metri più a monte della battigia, 3 quando la profondità dell'arenile è inferiore ai 20 metri. La sanzione prevista è di duecento euro. Il bagno. Se posso o meno fare un bagno davanti allo stabilimento che mi ha liberamente lasciato entrare le leggi non lo chiariscono. "La Finanziaria 2007 parla di "balneazione" da garantire, mentre la legge regionale 13 del 2008 parla solo di diritto d'accesso - spiega Stefano Salvetti, presidente ligure di Adiconsum, associazione che condusse l'anno scorso la "battaglia degli arenili" - Ciò non toglie che la Finanziaria, che dovrebbe essere sovrana, consente anche di fare il bagno". daniele grillo grillo@ilsecoloxix.it 23/08/2008 ' 23/08/2008 consumatorie norme di leggeLa Finanziaria è la legge che dovrebbe essere sovrana: e il testo consente il tuffo dalla battigia STEFANO SALVETTIpresidente ligure Adiconsum 23/08/2008.

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Task force di imprenditori con brunetta (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 23-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Treviso TREVISO. A Treviso si sta formando una task force composta da imprenditori decisi ad appoggiare la battaglia antifannulloni del ministro Renato Brunetta. "Dobbiamo ringraziare Brunetta - afferma Eugenio Torresan, del direttivo di Unindustria Treviso - per quello che sta facendo per l'economia e per l'immagine dell'Italia". Viene da lui l'annuncio di un gruppo "di altri imprenditori che per il momento intendono rimanere dietro le quinte ma anche al momento opportuno usciranno allo scoperto, siamo decisi a spalleggiare l'iniziativa di Brunetta". Secondo Torresan, che opera nel settore dell'informatica, "in questo momento i dipendenti pubblici rappresentano una zavorra a livello economico e nella burocrazia". 23/08/2008.

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Che grande affare le azioni europee (sezione: Burocrazia)

( da "Borsa e Finanza" del 23-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

ATTUALIT "Che grande affare le azioni europee" MacFarlane (Bca Research): "I listini azionari del Vecchio Continente hanno multipli attraenti, ai livelli del 1991-92. Sulla debolezza della congiuntura ha pesato l'euro forte, ma ora è finita". Alla larga dalle auto, sì alle assicurazioni di Vincenzo Sciarretta - 23-08-2008 "Le azioni europee sono ormai a buon mercato. Il multiplo sugli utili offre uno sconto del 30% rispetto alla media degli ultimi 15 anni e viaggia sui livelli del 1990-1992". Il nostro interlocutore, pronto a mettere soldi sulle Borse del Vecchio Continente è Ian MacFarlane, responsabile della lettera finanziaria European Investment Strategy della società di consulenza Bca Research. "Se i listini cedessero ancora - prosegue - andrebbero certamente comprati. Nel frattempo, le due scommesse che ho suggerito in passato restano valide: sottopesare o vendere il settore auto europeo e cavalcare la discesa della sterlina inglese. Sono buy invece sulle assicurazioni". Dr. MacFarlane, l'Europa è già in recessione oppure no? Credo che il principale motivo dell'indebolimento della congiuntura europea sia da cercare nel brutale apprezzamento dell'euro. Un trend che per fortuna sembra giunto al capolinea. In tal caso, il ritmo di sviluppo ha buone possibilità di rimanere sopra lo zero, anche se con una certa varianza fra i vari Paesi. Francia e Germania dovrebbero cavarsela meglio, grazie all'export; la Spagna subisce il tracollo delle attività residenziali, ma ha ampi spazi di manovra sul fronte fiscale perché parte da una posizione di bilancio attiva; l'Italia annaspa; l'Irlanda, la Danimarca e la Finlandia risentono dello sboom immobiliare. Fuori dalla zona euro, l'Inghilterra va probabilmente incontro a un atterraggio assai brusco. Qual è lo scenario peggiore? Lo scenario peggiore risiede nell'eventualità che l'economia globale imbocchi decisamente la via del ribasso accompagnata da una rinnovata forza dell'euro. A quel punto, l'export accuserebbe un tracollo, spedendo l'Europa in recessione. Non dimentichi che per le Borse del Vecchio Continente la crescita internazionale esercita un peso ben maggiore dell'attività domestica. Può indicare un prezzo ragionevole per l'euro? I nostri modelli lo fissano a circa 1,40 contro il dollaro. La moneta unica ha portato sulle spalle tutto l'aggiustamento del biglietto verde. Su quali basi afferma che il settore automobilistico continentale reca con sé un rischio? Intanto il multiplo sugli utili è piuttosto alto se consideriamo che si tratta di un settore ciclico e che il ciclo ha svoltato verso il basso. Ancor più importanti sono poi le metriche che misurano il valore di medio termine, proprio perché parliamo di titoli ciclici. E le metriche di medio termine segnalano pericolo. C'è altro? Sì. Le vendite di auto patiranno la stretta degli standard creditizi, con i finanziamenti che diventano più cari e meno accessibili. In America - sbocco importante per le auto europee - l'aumento dei prestiti disattesi e l'incremento della disoccupazione gettano un'ombra nera sul mercato delle quattro ruote. E qui in Europa? Gli Stati Uniti e il Vecchio Continente rendono conto per l'80% del fatturato. In Europa l'erosione della domanda è iniziata solo qualche mese fa. Probabilmente, le vendite avranno un andamento deludente per tutto il 2008. Inoltre, l'euro - ancora molto caro - limita la penetrazione in Nord America. Come dovrebbe quindi comportarsi l'investitore? Noi riteniamo che il settore vada sottopesato oppure venduto allo scoperto contro l'intero listino paneuropeo. Naturalmente, la seconda ipotesi vale solo per i soggetti più esperti. Lei affermava che l'Inghilterra va incontro a una brusca frenata. Ce ne spiega i motivi? Vi sono ragioni contingenti e ragioni strutturali Da quali partiamo? Da quasi dieci anni il Regno Unito presenta un quadro sempre meno propizio agli affari: le leggi sul lavoro e sull'immigrazione hanno subito forti restrizioni; la deregolamentazione degli anni '80 ha lasciato spazio a un processo inverso, tanto è vero che secondo lo stesso governo il costo della burocrazia oscilla fra il 10% e il 12% del Pil. Nuovi progetti di legge minacciano la posizione di Londra come centro finanziario d'eccellenza. Eppure di troppa finanza si può morire. O no? Direi proprio di sì. La finanza in senso lato genera circa il 30% del Pil britannico e la finanza è l'epicentro della crisi internazionale. Del resto proprio la finanza ha contribuito a generare una mastodontica bolla immobiliare a cui fa seguito un periodo di pesante correzione. Persino nei quartieri dorati di Kensington, Chelsea e Westminster, le agenzie si crucciano per la penuria di compratori. E la sterlina ne fa le spese? La moneta britannica ha inizialmente ceduto contro l'euro, passando da 0,68 a 0,78 centesimi fra l'autunno del 2007 e l'estate del 2008. Poi da qualche settimana è franata contro il dollaro statunitense. Sono persuaso che la tendenza è destinata a prolungarsi nel tempo, inframezzata da rimbalzi della sterlina. Il cambio attuale è di 1,87 dollari per sterlina, con la prospettiva di slittare verso un obiettivo lontano di 1,72. Torniamo al mercato azionario. Lei dice che le quotazioni sono sacrificate, ma i listini faticano a risalire, anzi sono inchiodati sui minimi. Quando sarà rialzo? Il terremoto ha avuto origine negli Stati Uniti e proprio lì deve trovare soluzione. Fortunatamente, di giorno in giorno, si rafforza l'idea di nazionalizzare Fannie Mae e Freddie Mac, garantendo il sistema dei mutui ipotecari. E guardando a breve termine? Si addensano delle nuvole all'orizzonte perché gli investitori sono martellati da notizie cupe sullo stato di salute della congiuntura. Ciò minaccia di alimentare una corrente di vendite. Ma, ripeto, le quotazioni sono davvero basse. C'è qualche settore azionario che le ispira fiducia? Sì, quello assicurativo: non soltanto è a buon mercato ma raccoglierà anche i frutti della ristrutturazione degli anni scorsi. Le assicurazioni, sono convinto, dovrebbero battere gl'indici.

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Le azioni europee sono ormai a buon mercato. Il multiplo sugli utili offre uno sconto del 30% (sezione: Burocrazia)

( da "Borsa e Finanza" del 23-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

ATTUALIT "Le azioni europee sono ormai a buon mercato. Il multiplo sugli utili offre uno sconto del 30% ... di Redazione - 23-08-2008 "Le azioni europee sono ormai a buon mercato. Il multiplo sugli utili offre uno sconto del 30% rispetto alla media degli ultimi 15 anni e viaggia sui livelli del 1990-1992". Il nostro interlocutore, pronto a mettere soldi sulle Borse del Vecchio Continente è Ian MacFarlane, responsabile della lettera finanziaria European Investment Strategy della società di consulenza Bca Research. "Se i listini cedessero ancora - prosegue - andrebbero certamente comprati. Nel frattempo, le due scommesse che ho suggerito in passato restano valide: sottopesare o vendere il settore auto europeo e cavalcare la discesa della sterlina inglese. Sono buy invece sulle assicurazioni". Dr. MacFarlane, l'Europa è già in recessione oppure no? Credo che il principale motivo dell'indebolimento della congiuntura europea sia da cercare nel brutale apprezzamento dell'euro. Un trend che per fortuna sembra giunto al capolinea. In tal caso, il ritmo di sviluppo ha buone possibilità di rimanere sopra lo zero, anche se con una certa varianza fra i vari Paesi. Francia e Germania dovrebbero cavarsela meglio, grazie all'export; la Spagna subisce il tracollo delle attività residenziali, ma ha ampi spazi di manovra sul fronte fiscale perché parte da una posizione di bilancio attiva; l'Italia annaspa; l'Irlanda, la Danimarca e la Finlandia risentono dello sboom immobiliare. Fuori dalla zona euro, l'Inghilterra va probabilmente incontro a un atterraggio assai brusco. Qual è lo scenario peggiore? Lo scenario peggiore risiede nell'eventualità che l'economia globale imbocchi decisamente la via del ribasso accompagnata da una rinnovata forza dell'euro. A quel punto, l'export accuserebbe un tracollo, spedendo l'Europa in recessione. Non dimentichi che per le Borse del Vecchio Continente la crescita internazionale esercita un peso ben maggiore dell'attività domestica. Può indicare un prezzo ragionevole per l'euro? I nostri modelli lo fissano a circa 1,40 contro il dollaro. La moneta unica ha portato sulle spalle tutto l'aggiustamento del biglietto verde. Su quali basi afferma che il settore automobilistico continentale reca con sé un rischio? Intanto il multiplo sugli utili è piuttosto alto se consideriamo che si tratta di un settore ciclico e che il ciclo ha svoltato verso il basso. Ancor più importanti sono poi le metriche che misurano il valore di medio termine, proprio perché parliamo di titoli ciclici. E le metriche di medio termine segnalano pericolo. C'è altro? Sì. Le vendite di auto patiranno la stretta degli standard creditizi, con i finanziamenti che diventano più cari e meno accessibili. In America - sbocco importante per le auto europee - l'aumento dei prestiti disattesi e l'incremento della disoccupazione gettano un'ombra nera sul mercato delle quattro ruote. E qui in Europa? Gli Stati Uniti e il Vecchio Continente rendono conto per l'80% del fatturato. In Europa l'erosione della domanda è iniziata solo qualche mese fa. Probabilmente, le vendite avranno un andamento deludente per tutto il 2008. Inoltre, l'euro - ancora molto caro - limita la penetrazione in Nord America. Come dovrebbe quindi comportarsi l'investitore? Noi riteniamo che il settore vada sottopesato oppure venduto allo scoperto contro l'intero listino paneuropeo. Naturalmente, la seconda ipotesi vale solo per i soggetti più esperti. Lei affermava che l'Inghilterra va incontro a una brusca frenata. Ce ne spiega i motivi? Vi sono ragioni contingenti e ragioni strutturali Da quali partiamo? Da quasi dieci anni il Regno Unito presenta un quadro sempre meno propizio agli affari: le leggi sul lavoro e sull'immigrazione hanno subito forti restrizioni; la deregolamentazione degli anni '80 ha lasciato spazio a un processo inverso, tanto è vero che secondo lo stesso governo il costo della burocrazia oscilla fra il 10% e il 12% del Pil. Nuovi progetti di legge minacciano la posizione di Londra come centro finanziario d'eccellenza. Eppure di troppa finanza si può morire. O no? Direi proprio di sì. La finanza in senso lato genera circa il 30% del Pil britannico e la finanza è l'epicentro della crisi internazionale. Del resto proprio la finanza ha contribuito a generare una mastodontica bolla immobiliare a cui fa seguito un periodo di pesante correzione. Persino nei quartieri dorati di Kensington, Chelsea e Westminster, le agenzie si crucciano per la penuria di compratori. E la sterlina ne fa le spese? La moneta britannica ha inizialmente ceduto contro l'euro, passando da 0,68 a 0,78 centesimi fra l'autunno del 2007 e l'estate del 2008. Poi da qualche settimana è franata contro il dollaro statunitense. Sono persuaso che la tendenza è destinata a prolungarsi nel tempo, inframezzata da rimbalzi della sterlina. Il cambio attuale è di 1,87 dollari per sterlina, con la prospettiva di slittare verso un obiettivo lontano di 1,72. Torniamo al mercato azionario. Lei dice che le quotazioni sono sacrificate, ma i listini faticano a risalire, anzi sono inchiodati sui minimi. Quando sarà rialzo? Il terremoto ha avuto origine negli Stati Uniti e proprio lì deve trovare soluzione. Fortunatamente, di giorno in giorno, si rafforza l'idea di nazionalizzare Fannie Mae e Freddie Mac, garantendo il sistema dei mutui ipotecari. E guardando a breve termine? Si addensano delle nuvole all'orizzonte perché gli investitori sono martellati da notizie cupe sullo stato di salute della congiuntura. Ciò minaccia di alimentare una corrente di vendite. Ma, ripeto, le quotazioni sono davvero basse. C'è qualche settore azionario che le ispira fiducia? Sì, quello assicurativo: non soltanto è a buon mercato ma raccoglierà anche i frutti della ristrutturazione degli anni scorsi. Le assicurazioni, sono convinto, dovrebbero battere gl'indici.

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Quanti progetti dimenticati (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 23-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pisa Quanti progetti dimenticati L'opposizione attacca sulla zona scolastica CASCINA. "Sono cinque anni che si discute sul progetto degli impianti sportivi di via Fosso Vecchio. Un progetto che la maggioranza e i dirigenti discutono, visto che la minoranza e i cittadini non ne sanno nulla, salvo le ricorrenti promesse del sindaco e dell'assessore allo sport che periodicamente annunciano di essere arrivati a conclusione per essere poi sistematicamente smentiti dai fatti; basti vedere il degrado che in quell'area ogni giorno si aggrava sempre più". Comincia così l'intervento del gruppo consiliare di Forza Italia. "Ma questi tempi abnormi, purtroppo, non ci meravigliano più di tanto: ormai questa maggioranza ci ha abituato a roboanti promesse che cadono puntualmente dapprima nel vuoto e poi nell'oblìo". Alcuni esempi? "Basta pensare al Teatro Nuovo, all'acquisto della Mostra, alla sala cinema che doveva sorgere a Navacchio, la realizzazione del distretto eolico, e via promettendo.... senza contare tutti quei progetti di semplici cittadini o impresari che giacciono per anni nei cassetti prima di avere, se l' avranno, una risposta". Questi continui ""contrordini dai compagni" sono la dimostrazione più evidente dello stato per certi versi confusionale e per certi altri letargico di questa maggioranza", attacca ancora Forza Italia. Le risorse sprecate sono ingenti, a dire dell'opposizione. Il rischio è che la giunta, anche questa volta, decida di ignorare le critiche. Il solito muro di gomma, insomma. "Un cittadino, un'impresa che inizia a progettare una qualsiasi iniziativa, trovano poi l'imbuto degli uffici, della burocrazia che con tempi estenuanti mettono in condizione i soggetti proponenti o di rinunciare o andare incontro a quegli aggravi economici che il tempo ha fatto maturare", aggiunge Forza Italia. "Mi sembra che la zona sportiva sia uno di quei casi, che il progetto presentato non sia solo interessante per la realizzazione in sé, ma sia anche economicamente vantaggioso per l'amministrazione comunale. Se questo progetto è condiviso dagli amministratori, noi siamo d'accordo con loro, non ci interessa mettere lacci e laccioli su iniziative positive per la cittadinanza del Comune tutto. Ed è per questo che, se ci sono problemi, vogliamo conoscerli e magari discuterli per trovare una soluzione prima che la società che lo ha proposto si ritiri per sopravvenuta mancanza di interesse o perché i costi economici siano nel frattempo divenuti insostenibili o molto più semplicemente si sia stancata di attendere le decisioni di un'amministrazione in preda alla paralisi", continua ancora Forza Italia. L'opposizione aggiunge: "Non vorremmo che avessero ragione alcuni studi professionali quando affermavano che questi amministratori non sono in grado di decidere nulla perché è tutto in mano ai dirigenti, rimasti soli a decidere cosa fare e cosa no". Forza Italia chiederà con urgenza la riunione della commissione per capire cosa è avvenuto.

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Scuola in coma? Risvegliarla si può (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 23-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Alberto Brasioli Se perfino Ernesto Galli Della Loggia (sul Corriere di giovedì) non ha altra proposta ? per la nostra scuola in coma irreversibile ? che quella di rifondarla su "un'idea, una visione generale del mondo" articolata in storia della letteratura e matematica, allora vuol proprio dire che siamo messi male. Abdicare alla speranza è però peccato grave, e visto che il professore non si sottrae a qualche indicazione, proviamo a formulare una specie di ipotesi-quadro per una scuola pubblica di nuova generazione. Il punto di partenza: ammissione senza se e senza ma del fallimento dell'attuale sistema scolastico. Il fatto che alcuni dei nostri studenti, quando vanno all'estero, risultino più apprezzati dei loro coetanei è in parte una leggenda, in parte un alibi. Una leggenda perché il confronto viene operato non su analoghe eccellenze da esportazione (indiani, israeliani, coreani?) ma sulla qualità media degli studenti della nazione ospitante, ossia fra dati non omogenei. Un alibi perché evita al nostro sistema Paese l'obbligo di contabilizzare l'enorme perdita generata dall'incapacità di assorbire e valorizzare la ricchezza che produce. Dalla nostra scuola escono una massa enorme di scarti e poche unità di altissimo livello: la prima ci resta appiccicata, le seconde le regaliamo. Non male come idea. Il secondo attacco dovrebbe essere portato a quella che con metafora medica chiameremo diffusa anaplasia (mancata differenziazione delle cellule) unita ad iperplasia (moltiplicazione sconsiderata) delle medesime. Tumore, in parole povere. Nella scuola italiana si è o docenti o dirigenti. Ai primi tocca far tutto: insegnare, verificare la resa degli alunni, procurarsi gli strumenti didattici, progettare e organizzare viaggi di istruzione, lottare contro l'inefficienza della burocrazia, inventarsi soluzioni tampone contro affioranti cancrene quali il bullismo, partecipare a giornate della memoria, dell'igiene dentale e altro ancora. Come se un pilota di Formula uno, oltre a correre, dovesse occuparsi di progettare la macchina, gestire la telemetria e portarsi le gomme da casa. Ai dirigenti spetta essenzialmente il compito di ostacolare in ogni modo quanto sopra, moltiplicando a dismisura gli obblighi formali onde evitare di essere impallinati dai superiori. Cambiare questa situazione significa pensare che il successo ? anche nell'insegnamento ? si ottiene non da soli, ma mettendo insieme competenze diverse unite dalla voglia di vincere. Ossia differenziando fortemente le funzioni all'interno del sistema e vedendo premiata la capacità di innovare collaborando. Terzo punto: giudicare obsoleto il monopolio della scuola in fatto di istruzione. finito il tempo in cui un docente deciso a stare al passo con la propria disciplina poteva bastare. Oggi i saperi evolvono e si diversificano in maniera incontenibile da una sola personalità. Se la scuola vuol continuare a sussistere deve dunque pensarsi esplicitamente come un'agenzia di formazione accanto ad altre, e pertanto attrezzarsi per volgere a proprio favore i rapporti stabiliti con altri soggetti educativi o di istruzione. Un memory stick da pochi euro può ospitare ad abundantiam il materiale di studio effettivamente utilizzato da un ragazzo, e nessun libro di testo potrà mai contenere la quantità di informazioni, immagini e video resi disponibili da Internet. Continua a pagina 8.

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Nei campi da tennis cresce il bosco (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Pisa)" del 23-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

CASCINA / CALCI / S.GIULIANO / VECCHIANO pag. 10 Nei campi da tennis cresce il bosco Cascina, il rilancio non decolla. Strutture in abbandono da anni DEGRADO Immagini dell'abbandono dei campi da tennis di TOMMASO MASSEI E' TRASCORSA ormai un'altra estate senza campi da tennis a Cascina. Il degrado e l'abbandono dell'area sportiva destinata un tempo a questo sport ha quasi cancellato i campi e le strutture. Da cinque anni si attende un progetto. Comune e Gesport (la società che gestisce le piscine) in questo lasso di tempo hanno discusso, avanzato richieste reciproche, e frapposto rifiuti. Nel frattempo uno spazio per l'attività fisica e l'aggregazione giovanile è andato perso. "MA QUESTI tempi abnormi, purtroppo, non ci meravigliamo più di tanto: ormai questa maggioranza ci ha abituato a roboanti promesse che cadono puntualmente dapprima nel vuoto e poi nell'oblio ? è il commento del gruppo consiliare di Forza Italia ?. Basti pensare al teatro nuovo, all'acquisto della mostra, alla sala cinema che doveva sorgere a Navacchio, la realizzazione del distretto eolico, e via promettendo?. senza contare tutti quei progetti di semplici cittadini o impresari che giacciano per anni nei cassetti prima di avere, se l' avranno, una risposta. Questi continui "contrordini dai compagni" sono la dimostrazione più evidente dello stato per certi versi confusionale e per certi altri letargico di questa maggioranza". Il problema delle "risorse andate perse" non è secondario, un cittadino, un'impresa che inizia a progettare una qualsiasi iniziativa ? aggiunge il partito azzurro ? trovando poi l'imbuto degli uffici, della burocrazia che con tempi estenuanti, sono costretti a rinunciare o andare incontro a quegli aggravi economici che il tempo ha fatto maturare". "Mi sembra che la zona sportiva sia uno di quei casi ? rileva il capogruppo Biasci ? che il progetto presentato non sia solo interessante per la realizzazione in sé, ma sia anche economicamente vantaggioso per l'amministrazione comunale. Se ci sono problemi, vorremo conoscerli e magari discuterli per trovare una soluzione prima che la società che lo ha proposto si ritiri per sopravvenuta mancanza di interesse o perché i costi economici siano nel frattempo divenuti insostenibili o molto più semplicemente si sia stancata di attendere le decisioni di un'amministrazione paralizzata". NON VORREMMO ? continua ? che questi amministratori, sindaco comrpeso, non siano in grado di decidere nulla perché è tutto in mano ai dirigenti, rimasti soli a decidere cosa fare e cosa no". Sul mancato progetto di recupero dei campi da tennis di Cascina Forza Italia annuncia, infine, di voler chiedere una riunione della commissione "per capire cosa è avvenuto e come poter procedere per non far sì che anche questo progetto vada a finire dai cassetti dell'amministrazione ad un immaginario parco della rimembranza delle occasioni perse". Image: 20080823/foto/5081.jpg.

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<Imbrigliate> le piene dell'Olona Presto il fiume non farà più paura (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Legnano)" del 23-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

BUSTO VALLE OLONA pag. 10 "Imbrigliate" le piene dell'Olona Presto il fiume non farà più paura Gurone di Malnate, entro primavera sarà pronta la prima "diga" di ELEONORA MANTICA ? MALNATE ? STOP ALLE esondazioni dell' Olona. Sono in dirittura d'arrivo i lavori di realizzazione della prima cassa di laminazione, la sorta di diga che ha il compito di raccogliere le ondate di piena del fiume e rilasciare gradualmente le acque, evitando il pericolo degli straripamenti. L'opera non sarà operativa con le piogge attese per quest'autunno, ma entrerà in funzione dalla primavera del 2009. Sarà una data storica per gli abitanti della Valle Olona che potranno finalmente tirare un sospiro di sollievo. Per anni, i cittadini hanno infatti dovuto fare i conti con la paura, ogni volta che il maltempo era alle porte. La storia delle piene del fiume riporta fatti drammatici. Nella memoria dei più anziani è ancora viva l'esondazione del 1951 che allagò abitazioni e fabbriche, spazzò via ponti e strade. Nel 1976 l'Olona tornò a far paura, provocando danni ingenti tanto che furono spesi 56 miliardi di vecchie lire per la ricostruzione. Più recentemente, vi furono i disastri del 2000 e del 2001. "I lavori procedono a ritmo serrato ? spiega l'assessore provinciale all'Ecologia e all'Ambiente Luca Marsico ? tutto sta andando avanti secondo i tempi che ci eravamo prefissati. Il crono-programma è stato rispettato". "E' un'opera di grande importanza per il territorio ? continua l'assessore ?. Un progetto imponente dal costo di ben 25 milioni di euro che allevierà le preoccupazioni degli abitanti della zona". L'opera che risponde ai criteri più moderni, realizzata interamente in calcestruzzo armato, a lavori ultimati sarà lunga 150 metri e alta 12. La cassa di laminazione sarà in grado di contenere un volume d'acqua superiore al milione e mezzo di metri cubi e, nel caso in cui l'Olona dovesse superare la portata di 36 metri cubi al secondo, scatterà l'allarme: la diga entrerà in funzione per mitigare la portata del fiume, garantendone un deflusso regolare. UN PROGETTO atteso da oltre vent'anni, un'opera che si è trovata a fare i conti con la burocrazia che ha più volte imposto lo stop al cantiere. La svolta avvenne nel dicembre del 2006 quando il Registro italiano dighe approvò definitivamente il progetto della cassa di laminazione. Nell'aprile di un anno fa le ruspe entrarono nell'area per portare a termine l'opera. "Per il momento ? precisa l'assessore Marsico ? è in programma solo questa prima cassa di laminazione, ma non è escluso che in futuro se ne possano realizzare altre". Accanto alla diga verrà creato un parco per rilanciare la zona da un punto di vista turistico. Intanto, in un ottica di valorizzazione del territorio, dopo interventi di pulizia e di depurazione delle acque, gli abitanti della Valle Olona sono tornati ad avvicinarsi al loro fiume, proprio quel corso d'acqua che in passato ha fatto tanta paura. Da quando diversi cittadini hanno percorso alcuni tratti dell'Olona in canoa, il fiume è diventato una meta di svago e di relax in mezzo alla natura.

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TERNI <L'UNICO NOSTRO criterio di opportunità sta (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Umbria)" del 23-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

TERNI pag. 18 ? TERNI ? "L'UNICO NOSTRO criterio di opportunità sta... ? TERNI ? "L'UNICO NOSTRO criterio di opportunità sta nella ricerca della verità": comincia così la controreplica dei deputati radicali eletti nelle file del Pd, firmatari dell'interrogazione parlamentare sul degrado ambientale ternano e sull'inchiesta relativa all'inceneritore che aveva mandato su tutte le furie il sindaco Paolo Raffaelli e il capogruppo regionale del Pd, Gianluca Rossi. Dagli onorevoli Elisabetta Zamparutti, Rita Bernardini, Marco Beltrandi, Maria Antonietta Farina Coscioni, Matteo Mecacci e Maurizio Turco anche una bordata sul Pd umbro: "Peccato che anche stavolta abbia perso una straordinaria occasione per uscire dal ruolo di tetragono difensore di potere e poteri, e accogliere finalmente e positivamente le urgenze della cittadinanza. Vogliamo credere che Gianluca Rossi ? incalzano i deputati radicali ? abbia avuto voglia di scherzare. Non sapremmo, infatti, come giudicare la sua scomposta e affrettata reazione sull'interrogazione relativa alla difficile situazione ambientale di Terni. Non si comprende chi, e sulla base di quale criterio, dovrebbe decidere, per citare la sua dichiarazione, 'l'opportunità' o meno 'di alcuni contenuti'. Noi radicali rivendichiamo, per nostra storia, il diritto-dovere di essere sempre, in ogni caso e nell'interesse di tutti, 'inopportuni', cioè non asserviti a logiche affaristiche, a tatticismi e, tantomeno, a dettati di chiese o burocrazie di partito. Ci sembra alquanto ridicolo e pretestuoso, come fa Rossi, attribuire l'inconfutabile inquinamento nella Conca ternana, responsabile della diffusione di alcune precise sintomatologie e affezioni, soltanto a cause 'di natura morfologica e industriale, oltre che di viabilità'. Vorrebbe forse il consigliere Rossi lasciarci intendere che Terni è sempre stata inquinata, per la sua posizione e la composizione mineraria, sin dai remoti tempi della fondazione? E, poi, se proprio si è avuta la certezza delle responsabilità industriali e della viabilità, perché in questi anni (e sono davvero tanti) non sono adottati provvedimenti radicali in grado di contenere gli effetti nocivi? Certe avventate dichiarazioni si spiegano solo come conseguenza di profondo imbarazzo". Poi tocca al sindaco "Ci spiace ? continuano i radicali_?che Raffaelli, di cui abbiamo apprezzato intelligenza e sensibilità in occasione della giornata per i diritti umani in Tibet e in Cina di Assisi, ci abbia accusato di essere 'colpevolisti e giustizialisti'. E' vero il contrario. Nell'interrogazione sono elencati fatti, riportati accuratamente dagli organi d'informazione e senza alcun giudizio di merito, da cui si evince la gravità della situazione, che conosciamo benissimo pur essendo, come è stato affermato, 'estranei elettoralmente all'Umbria'. A parte il legame con la regione di diversi nostri esponenti, a cominciare da Maria Antonietta Farina Coscioni, non si comprende perché per essere interessati ad alcune vicende occorra essere mossi da fini elettoralistici. Proprio perché parlamentari, riteniamo nostro obbligo occuparci dell'intero Paese. Tutt'altro che animata da scopi allarmistici o da fantomatici giochi politici, l'interrogazione si prefigge solo di acquisire elementi per fare chiarezza sul degrado ambientale di Terni, per l'utilità della collettività e degli stessi amministratori chiamati a ponderare rimedi seri e realizzabili". Stefano Cinaglia.

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Pasticcio burocratico per spegnere il rogo (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Umbria)" del 23-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

ORVIETO / CONCA TERNANA pag. 20 Pasticcio burocratico per spegnere il rogo ? ORVIETO ? BUROCRAZIA sconfigge buon senso. Un elicottero arriva da Viterbo per spegnere un vasto incendio che devasta una decina di ettari di bosco al confine tra Bolsena e Castelgiorgio, ma poi ci si accorge che la zona interessata dal rogo si trova in Umbria e non nel Lazio, così l'elicottero se ne torna da dove è venuto senza effettuare alcun lancio d'acqua. E' accaduto ieri. Per spegnere il rogo in località Torrone è stato necessario attendere l'arrivo di un secondo elicottero, che ha attinto l'acqua dal lago di Bolsena. L'ordine di tornare indietro è stato impartito all'elicottero della Forestale direttamente da Roma. Poi è stato necessario attendere un'ora, prima che potesse arrivare l'elicottero da Foligno.

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Provincia, la burocrazia ferma nove spiaggette (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 23-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - BARI - sezione: 1PAGINA - data: 2008-08-23 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Ritardi Annunciate nel 2006 e non ancora aperte Provincia, la burocrazia ferma nove spiaggette BARI - Nove spiaggette sul litorale da Barletta a Monopoli. Il progetto era stato presentato dalla Provincia di Bari il 10 luglio del 2006. A distanza di più di due anni nulla è stato ancora fatto. Le nuove aree riqualificate dovevano essere pronte già per l'estate 2007. "Abbiamo incontrato numerosi problemi - spiega l'assessore provinciale all'Ambiente, Romano Carone - abbiamo dovuto rincorrere gli enti per le autorizzazioni e i permessi". Tutto rinviato. A PAGINA 4 Dell'Edera.

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A quattro di questi è stata anche sequestrata la macchina, perchè ne erano anche i (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 23-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di VANNA UGOLINI A quattro di questi è stata anche sequestrata la macchina, perchè ne erano anche i proprietari. E l'attività di prevenzione, che spesso non fa notizia, perchè riesce a far sì che i drammi siano evitati, racconta sempre più di ragazzi al volante con la siringa appoggiata sedile di fianco. A volte a salvare delle vite sono le segnalazioni degli stessi automobilisti quando notano delle auto che hanno andamenti strani. Gli ultimi drammi sulle strade - vite sprecate, portate via in un attimo solo per l'incoscienza di chi non sarebbe mai dovuto salire al posto di guida - hanno fatto di nuovo impennare i controlli e i divieti anche in Umbria. Anche se va detto che la battaglia "contro le stragi del sabato sera" è partita vent'anni fa, dalla Romagna, con un raccolta di firme per far cambiare gli orari delle discoteche affinchè i ragazzi non uscissero troppo tardi dai locali. Da allora sono stati messe in campo tecnologie sempre più sofisticate e campagne sempre più martellanti, incontri dentro le scuole e esami di guida un po' più seri. Ma i risultati sono stati in altalena, con un calo degli incidenti gravi a tratti, ma non in discesa costante. Gli orari delle discoteche, poi, non sono mai stati cambiati, per una questione squisitamente economica, invece gli organici della polizia stradale sono stati sempre più assottigliati: quindi, alla fine, chi farà veramente i controlli nel lungo periodo, passati i momenti emotivi in cui si schierano tutte le forze? E anche tutto il sistema della patente a punti, pur essendo un deterrente, non è risolutivo, anche per il modo in cui i punti vengono sottratti. Ruggero Campi, presidente dell'Automobile Club di Perugia, a questo proposito non ha dubbi: "A chi viaggia in stato d'ebrezza o sotto l'effetto delle droghe, dovrebbe essere tolta la patente a vita. Sono necessarie pene molto più severe e soprattutto ci dovrebbe essere un maggior rigore nell'eventuale restituzione della patente. Quello che è successo a Torino è incredibile: il pirata della strada che ha ucciso un pedone aveva già perso la patente per guida in stato di ebbrezza. Un soggetto di questo tipo non può seguire lo stesso iter di chi l'ha persa magari per colpa del T-Red. Chi si mette alla guida ubriaco o drogato è una persona che ha gravi problemi e che per riottenere la patente deve essere sottoposto a dei controlli completamente diversi da quelli di normale routine". Insomma, sottolinea Campi, "un conto è perdere punti perché si entra nel centro storico quando era chiuso (e magari alla fine si rischia pure di perdere la patente), un altro è il sequestro della patente per guida in stato di ebbrezza o perché sotto effetto di sostanze stupefacenti. Già solo per il fatto che uno è così incosciente da guidare in questo stato vuol dire che ha gravi problemi, è una persona pericolosa per il contesto sociale in cui vive. Quindi questi soggetti dovrebbero essere sottoposti a controlli particolari: per avere la patente dovrebbero dimostrare di aver superato quelle situazioni che li hanno resi socialmente pericolosi". Tra poco, in posti di blocco a campione, ci saranno anche i medici che potranno effettuare test tossicologici per scoprire se chi è al volante ha assunto droghe o meno. Perugia è stata all'avanguardia per molti anni, con questo tipo di controlli, sperimentando nuovi test e macchinari per la verifica del tasso alcolico e sarebbe potuta diventare un vero e proprio laboratorio all'avanguardia per questo tipo di test, se la burocrazia, la scarsità di fondi e di personale, non avesse poi, alla fine, fermato tutte le iniziative. Adesso le forze dell'ordine possono accertare direttamente sulla strada solo la presenza di alcol, attraverso l'uso di alcolimetri omologati, ma non è possibile altrettanto facilmente determinare sul posto se un guidatore, magari risultato negativo all'alcol, abbia assunto droghe. Per fare questo, attualmente la polizia dovrebbe trasportare il guidatore in ospedale, con difficoltà logistiche e spreco di tempo. In queste giornate di massima allerta sulle strade e di una nuova stretta del governo sui "pirati a quattro ruote" sarà proprio il capoluogo umbro a tenere a battesimo un'altra sperimentazione, prevista per l'autunno: il test anti-droga obbligatorio per chi chiede il patentino o la patente. Un'iniziativa contestata dai radicali umbri perchè ritenuta inefficace: le tracce di alcune sostanze stupefacenti nel sangue, infatti, si perdono nel giro di pochi giorni, quindi al futuro conducente basterebbe qualche giorno di astinenza per prendere, comunque, la patente.

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AVEZZANO - Per la Valle del Giovenco sono giorni di attesa. La società marsicana aspetta import (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 23-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Anti notizie dalla Lega Pro sia per quanto riguarda la richiesta di cambio di denominazione in Vdg Avezzano, sia sulle possibili modifiche da apportare alla nuova regola sull'obbligo degli under. Proprio ieri c'è stata un'importante riunione dei vertici federali per cercare di ammorbidire la posizione del presidente Macalli affinché vengano considerati under anche gli '85 e gli '86. Se la modifica passasse, alcuni dei tagli previsti nella folta rosa avezzanese potrebbero essere evitati. Riguardo al cambio di denominazione, ieri l'avvocato Chiacchio ha chiesto alla Lega novità sull'argomento, ma non ha ottenuto risposte concrete: la questione rischia di slittare a stagione inoltrata. Non solo risposte dalla burocrazia: dal campo, Chiappini si aspetta una reazione e la prima vittoria ufficiale della stagione. Domani i biancoverdi affrontano il Manfredonia al Dei Marsi di Avezzano (ore 17) per cercare di rialzare la testa dopo la sconfitta di Campobasso che ha fato scattare qualche lieve campanello d'allarme. Contro i pugliesi mancherà il difensore Petitto, squalificato per un turno dopo l'espulsione che gli è stata comminata in Molise. Il tecnico dovrebbe presentare la formazione più vicina possibile a quella tipo, per regalare la prima soddisfazione ai propri tifosi.

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La burocrazia stoppa Margiotta Niente Bologna Momentè torna ad allenarsi <Presto in campo> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 23-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - VICENZA - sezione: SPORTVUOTA - data: 2008-08-23 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE Calcio Vicenza La burocrazia stoppa Margiotta Niente Bologna Momentè torna ad allenarsi "Presto in campo" VENEZIA - è un piacere vederlo di nuovo assieme ai compagni ad allenarsi. La grande paura è passata, ma a rivedere certe immagini Matteo Momentè ha provato un brivido di chi si sente quasi un miracolato: "Non ricordo nulla del momento dell'incidente della partita con il Montebelluna - spiega - ma certo a ripensarci è stata una fortuna che non sia andata peggio. Ringrazio Poggi che mi ha soccorso subito e tutti quelli che mi hanno aiutato successivamente. Adesso sto molto meglio, ma non voglio rischiare nulla. Mi fido dei medici che mi stanno seguendo". Momentè avverte ancora dei dolori al collo, ma ieri si è allenato regolarmente assieme ai compagni di squadra, mostrando segni di miglioramento che lasciano ben sperare per il suo recupero. "A volte quando mi giro in certe situazioni effettivamente mi fa male al collo - ammette - ma va molto meglio rispetto a prima. Salterò sicuramente la Coppa Italia domani contro il Rovigo (si gioca alle 15 a Eraclea, ndr), poi spero e penso di potercela fare per la prima di campionato contro il Portogruaro". Per Serena un bel problema, visto che al debutto in campionato dovrà rinunciare anche a Malatesta, squalificato dal giudice sportivo per una vecchia pendenza dello scorso anno: "Avverto la fiducia del mister - sorride Momentè - e questa è una spinta notevole per fare bene. So che Serena ha detto che questo può essere il mio anno e lo ringrazio. So anche che ci sono tutte le premesse perché io sia messo nelle condizioni di poter rendere al meglio e farò di tutto per ricambiare la fiducia che mi è stata concessa". Intanto ieri è arrivata la notizia che la prima giornata del campionato di Lega Pro si disputerà regolarmente: l'Associazione italiana calciatori ha infatti revocato lo sciopero che avrebbe ritardato di mezz'ora il fischio d'inizio su tutti i campi. VICENZA - Il suo trasferimento a Vicenza è stato segnato da una trattativa lunga e difficile. Ma il ritorno di "big Margio" a Vicenza lo volevano fortemente sia il giocatore che la società di via Schio. "Sì, è stata dura e l'ho pagata fisicamente questa trattativa - dice la punta - A livello nervoso ogni giorno era uno stress, una serie di sì e no senza fine. Ogni volta pareva quella buona e poi c'era sempre qualcosa che non quadrava. Devo ringraziare soprattutto la dirigenza del Vicenza che ha saputo tenere duro, dimostrando una fiducia che per me è molto importante. So che ci si aspetta molto, ma sono pronto a ripagare chi ha creduto in me". A Vicenza ritroverà anche mister Gregucci. "Lo conosco dai tempi della Reggiana nel 1999, in serie B. Sei mesi per me bellissimi in cui segnai dieci gol. è un grande motivatore e uno che lavora tantissimo in campo". Nel 4-4-2 del tecnico vicentino che spazio troverà Margiotta? "Sono appena arrivato, mi pare presto per dirlo. So solo che per me il campionato che verrà sarà molto importante e perciò spero di stare bene fisicamente e mentalmente. I gol li ho sempre fatti, continuerò a farli". Per questioni burocratiche Margiotta non potrà però scendere in campo già questa sera al Dall'Ara, nella sfida di Coppa Italia contro il Bologna (ore 20.45). "E mi dispiace moltissimo - commenta - ma sarò il primo tifoso dei miei compagni. Una ventina di minuti di partita vera mi avrebbero fatto guadagnare un po' di condizione, vorrà dire che farò gli straordinari per presentarmi al meglio ad Ascoli fra sette giorni per la prima giornata di campionato". Gregucci dovrebbe aver recuperato in extremis gli acciaccati Zanchi, Di Cesare e Bjelanovic. è probabile quindi che il tecnico vicentino riproponga lo stesso undici che ha battuto largamente il Monza domenica scorsa al Menti, con la conferma di Sgrigna sul settore destro del centrocampo, mentre il recuperato Raimondi andrà in panchina. Corrado Ferretto D. C.

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Di MAILA PAPI <A FINE agosto lascio questa citt (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Livorno)" del 23-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

PIOMBINO VAL DI CORNIA pag. 9 di MAILA PAPI "A FINE agosto lascio questa citt ... di MAILA PAPI "A FINE agosto lascio questa città con tanta amarezza". Sono le parole cariche di rabbia e rassegnazione di Giuseppe Morra, 51 anni, un lavoratore edile che è stato licenziato perché gravemente ammalato. Da 18 mesi non percepisce lo stipendio, è riuscito a vendere la casa che stava pagando con un mutuo, "volevo lasciare qualcosa a mia figlia" ci ha detto, e adesso ha le valigie pronte per lasciare quella città che era diventata ormai sua dal 1994. Anni difficili per Morra, anni contrassegnati da una malattia che si è aggravata e la dialisi si sta avvicinando, anni di burocrazia, porte in faccia e tanti sacrifici per tirare avanti (percepisce una piccola pensione di invalidità di circa 200 euro) e in questi anni sono arrivate solo 500 euro dagli assistenti sociali. "SONO SOLO, e non ho più la forza di lottare, ma vorrei un po' di giustizia" ci dice prima di raccontare la sua storia che è iniziata quando ha chiesto alla ditta dove lavorava di poter svolgere mansioni meno pesanti, l'insufficienza renale si cominciava ad aggravarsi. Tutto sembrava possibile, "dovevo fare solo una visita", e il medico con i documenti presentati dal lavoratore certificò la non idoneità a svolgere quel lavoro. "Con quel responso mi hanno così licenziato. Il sindacato al quale mi ero rivolto non ha impugnato nei tempi il provvedimento, ho sfruttato i sei mesi di malattia e alla fine, mi hanno licenziato per giusta causa: assenza ingiustificata, si legge nella lettera di licenziamento". INIZIA qui il suo calvario: avvocati, sindacati, medici, "anche un incontro con il sindaco al quale chiesi aiuto". Ma i tempi della burocrazia, della giustizia, non pensano alla vita di un uomo, senza un lavoro, che deve andare avanti, deve vivere e convivere con una malattia incalzante. E così debiti e richieste di aiuto. "Non ho mai voluto né la pietà di nessuno, né l'elemosina. Solo giustizia. Non voglio lavorare al nero per rischiare la vita, ho sempre chiesto e chiedevo solo un lavoro che potessi svolgere, compatibile con la mia malattia. Nessuno mi ha tutelato, solo chiacchiere. E ora che ho venduto la casa e saldato i debiti ? conclude Morra ? vado via da qua. Forse tornerò, un giorno quando sarà lontana l'amarezza e la delusione di questa vicenda", che risale al 2007, ma Giuseppe Morra deve ancora avere l'udienza per la causa che ha in corso.

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La scuola e l'educazione senza colori (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 23-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-08-23 num: - pag: 45 autore: di MARIAPIA GARAVAGLIA categoria: REDAZIONALE DIBATTITO SU GALLI DELLA LOGGIA La scuola e l'educazione senza colori C aro direttore, l'editoriale del 20 agosto di Ernesto Galli della Loggia sulla scuola getta finalmente un po' di luce su quanto il Partito democratico va ripetendo da mesi: i provvedimenti del governo Berlusconi in campo scolastico consistono in una serie di tagli indiscriminati che rischiano di mettere in ginocchio il sistema educativo. Si tratta di una questione fondamentale, ma che finora non aveva trovato eco sui media. La scuola è preziosa non solo per la formazione scolastica dei giovani ma, come si sottolinea nell'articolo, anche per l'apprendistato dei futuri cittadini i quali sui banchi dovrebbero imparare non solo nozioni ma il senso stesso del vivere nello Stato unitario. Questione non da poco ora che ci si appresta a discutere di federalismo. I tagli attuati dal governo non colpiscono la burocrazia scolastica. I cosiddetti tagli lineari ad eccezione delle spese vincolate, voce dietro la quale si nasconde gran parte degli sprechi, hanno spinto la forbice di Tremonti sulle spese non vincolate, proprio quelle cioè che contengono i programmi rivolti all'innovazione, alla sperimentazione e all'adeguamento alla media europea. Contro questa mancanza di attenzione al futuro dei nostri giovani e del nostro Paese, il Pd sta imbastendo la sua strategia. Il programma delle feste che il nostro Partito si appresta a varare in tutta Italia nelle prossime settimane darà particolare rilievo al campo educativo. La scuola è in primo luogo degli studenti. Il corpo docente è un soggetto essenziale che va salvaguardato non solo dall'azione sindacale - che ha lo svantaggio di essere spesso percepita come corporativa - ma da una seria proposta di riforma del proprio ruolo. Veniamo alle materie. Sono troppe, sostiene Galli della Loggia, ed ha ragione. Personalmente, sono convinta che la salvaguardia di alcune di esse sia fondamentale per lasciare alla scuola il ruolo di custode della cultura nazionale che sembra aver perso. Tuttavia, è evidente che gli studenti si formano ora attraverso strumenti del tutto nuovi rispetto a quelli dei tempi in cui furono concepiti i programmi scolastici. Fare che il web non costituisca un confuso contenitore all'interno del quale è possibile per ogni giovane trovare tutto e il suo contrario, deve essere compito della scuola e degli insegnanti. Infine, la politica. I tempi per riforme in progress della scuola non possono essere di breve termine: hanno bisogno di tempi medio lunghi per raggiungere risultati e perciò la collaborazione parlamentare è essenziale. Non è concepibile che il sistema educativo possa rispecchiare il colore delgGoverno in carica. Alla ripresa dei suoi lavori, spero che il Parlamento sia investito della titolarità di scelte fondamentali per i cittadini di oggi e di domani. Il Partito democratico saprà confrontarsi, senza preclusioni. Basta che dall'esecutivo non giungano nuove imposizioni che la sua maggioranza con la fiducia vota silente ed obbediente.

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<La Banda> di Kolirin suona nel deserto (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 23-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

N. 201 del 2008-08-23 pagina 7 "La Banda" di Kolirin suona nel deserto di Redazione Una chicca per cinefili il film di questa sera ai chiostri dell'Umanitaria (via San Barnaba 48). Arianteo proietta "La Banda", piccolo e delizioso primo film per il cinema del regista israeliano Eran Kolirin. In un tempo non molto lontano, una piccola banda musicale della polizia egiziana arrivò in Israele. Erano venuti per suonare ad una cerimonia, ma a causa della burocrazia, della sfortuna o per qualche altra ragione, sono arrivati all'aeroporto senza trovare nessuno che li aspettasse. Hanno cercato di cavarsela da soli, finendo per ritrovarsi in una piccola cittadina israeliana desolata e dimenticata, nel cuore del deserto. Una banda che si perde in una città dispersa nel nulla. Poche persone se lo ricordano, non è poi così importante. SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Restyling di corso verdi: finanziata la prima tranche (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 23-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Da via Garibaldi all'incrocio con la via Petrarca. Nuova pavimentazione e marciapiedi in pietra In una fase successiva l'intervento, dal costo complessivo di quattro milioni, si "allungherà" fino a via San Giovanni Restyling di corso Verdi: finanziata la prima tranche Via libera al restyling di corso Verdi. La giunta Romoli, nell'ultima seduta, ha approvato il progetto preliminare per la riqualificazione della centralissima strada goriziana, che prevede il rifacimento completo della carreggiata, dove sarà ripristinato il porfido, e dei marciapiedi, che saranno ripavimentati con lastroni di pietra. prevista, inoltre, anche la realizzazione di una pista ciclabile. Il costo complessivo dell'intervento, che interesserà il tratto fra via Garibaldi e via San Giovanni, ammonta a 4 milioni. La prima fase dei lavori, che riguarderà l'area compresa fra via Garibaldi e l'incrocio con le vie Crispi e Petrarca, è già finanziata grazie al recupero dei fondi destinati inizialmente al restauro dell'ex scuola Pitteri di via Cappuccini. Si tratta di 840 mila euro concessi con mutuo ventennale supportato da contributo regionale, cui si aggiungeranno 110 mila euro stanziati direttamente dal Comune, 50 mila euro da contributo regionale una tantum e 253 mila euro, per le reti di servizi, a carico di Iris, Irisacqua e Isogas. Globalmente, quindi, il primo stralcio del recupero urbanistico di corso Verdi costerà un milione 253 mila euro. Visto che i soldi ci sono già e che, soprattutto, ci sono scadenze per evitare di perderli, il progetto preliminare dovrà essere presentato in Regione entro il 1 settembre e non si dovrebbero attendere anni per vedere l'inizio dei lavori. Considerati i tempi tecnici della progettazione e tenendo conto, peraltro, che c'è già uno studio sulla riqualificazione dei corsi, che ha già delineato le caratteristiche dei lavori, è possibile che l'intervento possa cominciare nella prima metà del 2009, anche se, come ribadisce il sindaco, Ettore Romoli, "nei lavori pubblici è sempre meglio andare con i piedi di piombo". importante, in ogni caso, che siano già state superate due fondamentali tappe, perlomeno per ciò che riguarda il primo stralcio, ovvero la disponibilità finanziaria e la progettazione preliminare. "Come ho detto fin dall'inizio, una delle priorità di quest'amministrazione è la riqualificazione urbanistica del centro cittadino e il nostro impegno in questa direzione è fortissimo, non soltanto per ciò che riguarda la realizzazione dei progetti e il reperimento dei fondi, ma anche e soprattutto per la velocizzazione dei lavori. Considerate la burocrazia e la mentalità che caratterizzano i lavori pubblici, alla fine è questa l'impresa più difficile", sottolinea il sindaco Romoli. "Per quanto riguarda corso Verdi, siamo riusciti a recuperare i fondi destinati all'ex Pitteri, diventati inutili in quanto dovevano servire per la sede della scuola Trinko, realizzata da un'altra parte, e a far predisporre in tempo reale il progetto preliminare da inviare in Regione. Se tutto procederà come previsto, spero proprio che entro la fine di questa legislatura i goriziani potranno vedere il primo tratto di corso Verdi rimesso a nuovo". Il progetto è stato redatto dal geometra comunale Marco Fantini, del settore Gestione del territorio, con il supporto dei professionisti della Dinale-Rigonat-Hugues di Mestre, autori dello studio sulla riqualificazione di corso Italia e corso Verdi. Patrizia Artico.

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Dopo l'addio di Fabrizio Corona, "Tieni a me" vola ai "Venice Screenings" della Mostra del Cinema di Venezia come guest star (sezione: Burocrazia)

( da "Blogosfere" del 23-08-2008)

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Ago 0822 Dopo l'addio di Fabrizio Corona, "Tieni a me" vola ai "Venice Screenings" della Mostra del Cinema di Venezia come guest star Pubblicato da Ernesto Siciliano alle 18:17 in Speciale "Tieni a me, l'età delle parole" La notizia merita un ritorno temporaneo dalle vacanze! "Tieni a me, l'età delle parole" , film a cui sto collaborando come revisore della sceneggiatura, sarà ospite speciale al 65° Festival del Cinema che sta per iniziare a Venezia, nella sezione "The Venice Screenings". In appena un'ora, ieri abbiamo estratto e adattato la sceneggiatura per il trailer, che sarà girato dal 27 agosto all'uno settembre (dopo la proiezione a Venezia, lo proporrò in anteprima su Format) Nel frattempo, Azteca Production ha lanciato il sito ufficiale del film, che trovate qui ! Tutti i particolari della partecipazione a Venezia, con i nomi degli attori del trailer, le interviste all'autrice Stefania Rossella Grassi, al produttore Giuseppe Milazzo Andreani ed al curatore del Premio veneziano, Fabrizio Caleffi, sono in questo servizio di 9 Colonne. 9. Col) Roma, 22 agosto. Dopo le chiacchiere, i fatti. La 65 ° Mostra del Cinema di Venezia svela le reali qualità di "Tieni a me, l'età delle parole" , film che ha provocato grande scalpore per l'annunciata presenza nel cast di Fabrizio Corona nei panni di un Poliziotto. Il licenziamento del fotografo dei vip rilancia le quotazioni dell'opera prima della sceneggiatrice Stefania Rossella Grassi, che conquista un posto d'onore nella rassegna cinematografica più rinomata del Bel Paese. Il trailer del film sarà presente come guest special il 2, 4 e 6 settembre nella sezione "The Venice Screenings" del Festival. Lo ha voluto a Venezia il consorzio di produttori indipendenti "Compagnie delle indie", formato quest'anno a Cannes da Kyara van Ellinkhuizen , che promuove all'interno dei "Venice Screenings" due premi che evocano due titoli storici della commedia italiana , Poveri ma belli e Il Sorpasso, con lo scopo di incoraggiare i fermenti più nuovi del panorama italiano e mondiale delle produzioni indipendenti. "Tieni a me è un 'opera coraggiosa- spiega Fabrizio Caleffi , regista e commediografo milanese cosmopolita che cura i Premi e la rassegna di trailer dei "Venice Screenings" assieme a Kyara Van Ellinkhuizen- lo abbiamo scelto perché descrive il mondo giovanile in modo anticonformista". Gli fa eco il co produttore del film, Giuseppe Milazzo Andreani: "I selezionatori hanno voluto premiare l'approccio originale con cui sono trattati i malesseri giovanili. In maniera forte e insolita. La storia presenta protagonisti molto rappresentativi della realtà, senza fare sconti. La ragazza cubista in una discoteca, bulimica, che si innamora del professore, per dirne una, è frutto di fantasia ma non si allontana dalla verità". Il successo più grande è per Stefania Rossella Grassi, giovane autrice da tanti anni nel mondo dello show, ma esordiente nel Cinema. "Avrebbe mai immaginato di avere uno spazio come ospite speciale alla Mostra di Venezia con la sua opera prima?" "No davvero- risponde emozionata- sono frastornata e felice che mi definiscano un' autrice di talento. Ringrazio di cuore la dottoressa van Ellinkhuizen per avermi invitata. Sono certa che questa grande vetrina darà una luce ulteriore a "Tieni a me". "Cosa hanno apprezzato, a suo parere, i selezionatori?" "Tieni a me parla interamente di adolescenti. In modo diverso, come aveva già riconosciuto Roberto De Laurentiis, il grande produttore che mi ha incoraggiata per primo ad andare avanti. Lui sosteneva che quest'opera racchiude un microcosmo molto reale e vero. I problemi dei ragazzi non sono affrontati in modo mieloso. Ho cercato di distaccarmi dallo stile degli autori da botteghino e di parlare realmente dei giovani e della loro solitudine. Mi piace anche ricordare che c'è anche un altro tema, insolito per il Cinema italiano, che è quello dei bambini contesi tra due genitori separati, l'ispettore Vardo e la moglie, sviluppata in una sotto trama di grande impatto emotivo che rispecchia lo stile di Kramer contro Kramer" "E poi c'è un tema davvero inedito: il patricidio. Ce ne parla?" "Sì, sono tante storie di vita vissuta che si legano tutte al plot cardine, che è questo rapporto tra padre e figlio assolutamente inedito..." "Quanto tempo ha impiegato per scrivere il tutto?" "Ci ho lavorato intensamente per otto mesi. Un lavoro davvero faticoso, ma che oggi si rivela molto gratificante. Ringrazio molto Ernesto Siciliano, che in questi ultimi mesi ha lavorato insieme a me alla revisione della sceneggiatura e con cui oggi condivido la soddisfazione di questo sforzo creativo. Siamo riusciti a lavorare anche intere nottate, alcune volte fino all'alba..." Giuseppe Milazzo Andreani, attore e produttore, ci svela il backstage del trailer. "E' un' operazione insolita- spiega il co produttore- perché facciamo un trailer prima ancora di fare il film. Ci sarà dunque un cast temporaneo" Ci anticipa i nomi? "Nel trailer ci saranno tra gli altri Antonella Ponziani, Alessandro Danzi, Francesca Paola Simonetta. Io, nel doppio ruolo di produttore e attore, sono l'ispettore Vardo. Alessandra Carlesi è sulla scena la mia ex moglie. Il regista è Andrea Di Bari, che ha già diretto Fratelli per la nostra società, Azteca Production. Rocco Marra, il direttore della fotografia. Lo giriamo tra Roma e Calcata , poco lontano dalla capitale, il cui Comune ci ha dato ampia disponibilità per tutte le location. Martedì' 26 iniziamo, e giorno 1 settembre finiamo in tempo record, pronti a sfilare nella prestigiosa passerella veneziana". Chi prende il posto di Corona? "Brando Giorgi , un volto conosciuto di fiction come Vivere e Incantesimo, che quest'anno ha girato con Alessandro Benvenuti e Salvatore Samperi film di grande qualità". La sostituzione di Fabrizio Corona, suscita una riflessione a Fabrizio Caleffi sulla missione del Grande Schermo. "Il film che abbiamo scelto come guest star al "Venice Screenings" ha fatto parlare anche per la presenza di Fabrizio Corona. Una scelta spregiudicata quella di metterlo nel cast, ma coraggiosa secondo me. Il Cinema deve raccontare la realtà. Io seguivo Pietrangeli sul set quando la Sandrelli impersonava già nel 1965 una velina dell'epoca in "Io la conoscevo bene", la storia di una provinciale che vuole entrare nel mondo dello Spettacolo e si imbatte solo in imbroglioni. Corona racconta i nostri tempi. Certo, la produzione ha fatto bene a licenziarlo per non far risucchiare il suo lavoro nel vortice del gossip. Ma un film su Corona, senza Corona, darebbe una chiave di lettura importante della nostra epoca" Lei lo farebbe? "Io ci vedo già come protagonista Valerio Mastrandrea. Ho fatto altro genere di film, ma perché no? Vede, Matrix di Mentana racconta bene la realtà. Fa cronaca giornalistica. Il cinema è invece arte, interpretazione della realtà" Ci dice alcuni titoli presentati dalla Compagnia delle Indie italiane al "Venice Streenings"? Avremo tra gli altri il trailer dell'ultimo film del grande attore americano Nick Nolte. Ed ancora, il mio nuovo musical proustiano "La Petite Bande" e il trailer di "Extremity!", tratto dal mio romanzo "Le Tentazioni", la presentazione dell'opera prodotta da Augusto Allegra, con la regia di Diego Ronsisvalle, "Un amore di Gide". E tantissime altre novità, nazionali e internazionali. Voi premiate a Venezia l'originalità. Ci sono idee valide nel Cinema italiano? "C'è troppo provincialismo, a mio parere. Sia per lingua, l'italiano, che per linguaggio cinematografico, i film italiani sono legati al nostro Paese, non si possono esportare. Il sistema Cinema è ,poi, bloccato dalla burocrazia" Cosa farebbe, se fosse ministro? "Semplicemente darei incentivi a chi ha idee nuove. Il primo atto concreto dovrebbe essere di defiscalizzare gli investimenti. E poi cambiare l'assurdo sistema di finanziamento clientelare. A Milano circola arte e novità, ma non sono valorizzate. Noi vogliamo appunto premiare ciò che è davvero insolito e valido. Il Sorpasso, titolo di uno dei due premi, è una metafora che allude al superamento delle convenzioni della scrittura cinematografica. "Tieni a me, l'età delle parole" rispecchia in pieno lo spirito dell'operazione che stiamo attuando a Venezia grazie alla contessa Kyara Van Ellinkhuizen".

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MI CHIAMO FRANCESCO ALBANESE, VIVO A NAPOLI E SCRIVO PER SEGNALARVI UNA STORIA DI VERA SOLIDARIET (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)" del 23-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Mi chiamo Francesco Albanese, vivo a Napoli e scrivo per segnalarvi una storia di vera solidarietà. La mia famiglia, negli ultimi anni ha subito diverse perdite a causa di patologie tumorali che ci hanno duramente provato a livello affettivo, economico e lavorativo. Con la scomparsa ultima di nostra sorella Adele, deceduta a 57 anni per un tumore alle ossa e al fegato, speravamo che la triste scia di lutti fosse terminata e invece a gennaio scorso mio cognato, marito di un'altra mia sorella, è stato colpito da K (tumore) al polmone e al cervello. A 59 anni questa terribile malattia non perdona. iniziato così per i sopravvissuti, ma principalmente per mia sorella (che è stata sempre in prima linea in questi lunghi e difficili percorsi), un altro doloroso calvario, dovendo affrontare innumerevoli problemi di assistenza e di burocrazia. E poi il vuoto. Perché non c'è chi supporta materialmente e psicologicamente una famiglia non benestante che da un giorno all'altro deve gestire tra le mura di casa un malato terminale. E inoltre bisogna fare i conti con quelle lungaggini burocratiche che non procedono di pari passo con una malattia che si propaga troppo velocemente. Sono grandi e piccole difficoltà che portano all'esasperazione chi come noi (e come tanti altri) non ha le possibilità economiche per poter pagare anche la più elementare assistenza domiciliare infermieristica o alcuni medicamenti che non passa lo stato (garze, bende, disinfettanti, creme dermatologiche per le piaghe, acqua ossigenata, clisteri ecc). Nelle ultime settimane, soli e sconfortati, il nostro medico dott. Sergio ci ha indirizzati alla fondazione ANT Onlus (Associazione Italiana Tumori) al Corso Umberto I n. 381, a Napoli. Nel giro di qualche giorno tre angeli custodi hanno preso in carico la situazione e ci hanno accompagnato gratuitamente, con professionalità e grande umanità in questo ultimo e difficile viaggio. Stamane, 20 agosto 2008, alle 04.30 mio cognato è deceduto. La tristezza dell'addio è stata dolcemente mitigata dal sapere che questi tre amici, anche se non presenti, erano con noi. Tra tante tristi storie di malasanità, è giusto, doveroso e importante segnalare i responsabili della fondazione ANT di Napoli e dei suoi tre collaboratori che abbiamo avuto la fortuna di conoscere : Michele, Oncologo, l'infermiere Mario e la dottoressa Emanuela. Vi prego di pubblicare questa testimonianza, non più per noi, ma perché altri sappiano che esiste questa realtà ed esistono persone straordinarie che, in silenzio, operano al servizio di chi soffre. Persone che ci regalano qualcosa in più della loro professionalità, quella solidarietà che non si può comprare né vendere. . Se la pubblicate Gennaro e altri "Gennaro" e chi rimane al loro fianco, saranno sempre meno soli nel loro ultimo Viaggio. f.albanese@unina.it.

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Schwazer, Sella e un giro in Motorizzazione (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 23-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

DIARIO Schwazer, Sella e un giro in Motorizzazione 23 agostoCercasi disperatamente chi dà l'esempio. Chi indica una via dove non si annaspi. Ieri Alex Schwazer, 23 anni,tirolese di Vipiteno, lo ha dato, l'esempio: a Pechino ha vinto l'oro olimpico nella 50 chilometri di marcia, tagliando il traguardo come un giovane guascone capace di ricordare l'adorato nonno appena scomparso, e di mandare messaggi chiari. "Per me il difficile comincia adesso, perché mi toccherà il ruolo del numero uno, dell'uomo da battere" ha detto. E poi: "Forse un domani mi classificherò decimo, ma sarò pulito esattamente come oggi".No al doping, sì allo sport sano e leale. Impossibile non credere ad Alex Schwazer, vista la travolgente freschezza del personaggio sbucato fra tanti campioni dalla muscolatura sospetta. Così come è inevitabile voltarsi amaramente indietro, a tre mesi fa, quandoEmanuele Sella,ciclista vicentino di 27 anni, faceva impazzire milioni di tifosi incollati alla Tv che trasmetteva le sue tre solitarie vittorie sulle vette del Giro d'Italia. Trionfi di carta straccia, dopo la denuncia del corridore, trovato positivo a un controllo antidoping a sorpresa, e così colpevole da decidere di vuotare il sacco pur di limitare la pesante squalifica in arrivo. Affamati di esempi e luci da seguire, ci cascammo anche noi nella trappola del piccolo "Salbaneo dei Berici", sospinto più in alto di tutti sulle ali dell'innocenza e del sacrificio. Magari proprio in quei giorni non correva sotto l'effetto dell'epo, ma ora la sua è comunque un'immagine distrutta, un mito sbriciolato dalla chimica.Poi uno fa un giro allaMotorizzazione e capisce che a Pechino gli atleti azzurri, con additivi o senza, fanno del loro meglio per rappresentare un Paese del genere, ammorbato da sprechi e burocrazia non da Terzo Mondo, ma da Italia e basta. Un bunker isolato nelle lande attorno al casello di Vicenza Est, e raggiungibile solo in auto. Pensato appositamente per chi, non avendo la patente, ha bisogno della Motorizzazione dove farsi il Foglio Rosa. Non è un posto per lui, tanto che il semplice ritiro dei moduli comporta code di mezz'ora assieme a chi la patente ce l'ha, e pure qualche problema da risolvere. Se questi ragazzi cercano esempi,ecco pronto il "dissuasore".Stefano Ferrio.

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Necessario subito il federalismo fiscale ma bisogna tagliare anche la burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 23-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'INTERVENTO Necessario subito il federalismo fiscale ma bisogna tagliare anche la burocrazia di Girolamo Astolfi * Federalismo fiscale e forfettone esprimono una medesima esigenza: l'urgenza delle riforme.Confartigianato imprese di Rovigo chiede al Governo una politica organica per la piccola impresa. Occorrono riforme che creino un quadro favorevole allo sviluppo della piccola impresa.Non è sensato disperdere energie nelle sedi istituzionali per discutere se ne serve una piuttosto che un'altra. Servono tutte, ma il federalismo fiscale è la madre di tutte le riforme. Contiamo i giorni che mancano alla sua approvazione e si sta pensando a un'importante iniziativa per sollecitarla.Confartigianato ha evidenziato in vari incontri con esponenti del Governo la necessità di rivedere completamente il sistema produttivo nazionale. Secondo noi serve una grarnde riforma per rendere competitivo il sistema e la riforma non può che tenere conto delle esigenze della piccola impresa, che è il fulcro dell'economia italiana.A tal proposito voglio ricordare come lo stesso ministro Sacconi, nel corso del suo intervento in seno all'assemblea nazionale di Confartigianato svoltasi nello scorso mese di giugno, davanti a una platea di oltre 1.200 dirigenti, abbia detto: "Quello che va bene alla piccola impresa va bene all'Italia".Forti di questo riconoscimento, a differenza del precedente Governo che ci ha considerati dei limoni da spremere, rilanciamo all'attuale compagine e al presidente della nostra Regione, l'appello a perseguire sulla via intrapresa e a dare attuazione alle riforme nei tempi più brevi.Il nostro apppoggio non mancherà e credo neanche quello delle altre organizzazioni.Nei giorni scorsi è partito da Rovigo un forte appello a mettere mano al cosidetto "forfettone". Gli interventi che abbiamo richiesto al Governo servono a rendere il forfettone un vero strumento di semplificazione e sburocratizzazione dell'attività delle piccole imprese.Oggi i costi burocratici incidono per il 42 per cento sull'esercizio economico di un'azienda. La questione, dunque, non è di forma, ma di sostanza. Cito alcuni provvedimenti che se introdotti avrebbero dei ritorni immediati sul contenimento delle spese: il rilascio per procura degli adempimenti, l'eliminazione dell'obbligo di presentare il libro soci, la posta elettronica certificata.La visione di Confartigianato è stata chiaramente delineata in questi ultimi tre anni, nei quali l'associazione polesana si è posta come capofila, insieme alle altre Confartigianato provinciali venete, in Italia nella proposta di una riforma a misura della piccola impresa.Noi facciamo politica dalla parte degli artigiani perché siamo convinti, dati alla mano, che l'economia italiana si regge sulla piccola impresa. Se qualche provvedimento può avere riflessi su società di servizi e attività di professionisti, non ci si può comunque fermare. Occorre andare avanti con le riforme che danno competitività al sistema Italia.Si parta assolutamente dal federalismo fiscale. Ma non ci si fermi qui e si sfrondi l'insopportabile burocrazia, si rivedano le politiche degli incentivi, l'accesso al credito, si faccia un serio investimento sulla formazione e si doti l'Italia delle infrastrutture che servono a un Paese avanzato.* presidente provincialeConfartigianato.

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"I musei statali paralizzati dalla burocrazia" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 23-08-2008)

Argomenti: Burocrazia

Intervista Gianni Oliva "I musei statali paralizzati dalla burocrazia" ALESSANDRO MONDO L'increscioso episodio a Palazzo Reale? E' l'ennesima dimostrazione che la burocrazia statale non è in grado di valorizzare i tesori affidati alla sua custodia. La svolta passa attraverso il federalismo fiscale e culturale, due facce della stessa medaglia". Gianni Oliva, assessore regionale alla Cultura, non ha mandato giù la puntigliosa denuncia di Mario Fele, il collega del piccolo Comune di Oliena (Nuoro) respinto dal personale del Museo. Cosa ne pensa? "Sono arrabbiato: si fa tanto per la promozione e poi ci squalifichiamo così. Perché non ci chiediamo come mai questi scivoloni accadono a Palazzo Reale e non, per esempio, al Museo del Cinema?". Lo dica lei. "Perché la concezione che la burocrazia romana ha dei musei è vecchia, superata. Li considerano meri contenitori di oggetti preziosi, da conservare e basta. Il concetto va ribaltato: non è il pubblico a dover andare nei musei, sono i musei che devono avvicinarsi ai visitatori. E vanno organizzati in maniera adeguata". Come? "Con un allestimento suggestivo, le comodità elementari, dalle sedie per riposarsi al punto-ristoro, e naturalmente orari flessibili. Un museo moderno deve proporsi anche come centro di attività culturali". Questo nei musei statali non accade? "In Piemonte abbiamo avuto la fortuna di rapportarci con soprintendenti e direttori regionali capaci di valorizzare i beni sotto la loro tutela: è il caso di Daniela Biancolini e Mirella Macera. Ma il problema prescinde dalla buona volontà dei singoli. Basta con la logica del governo statale dei beni culturali, per di più al risparmio. Anche lo Stato francese è molto centralista, in compenso investe fior di quattrini ". Quale sarebbe il modello vincente? "Lo Stato deve occuparsi della tutela e dei finanziamenti, delegando la valorizzazione di questi tesori alle Regioni: in forma diretta o indiretta. E' una delle richieste contenute nel testo sul federalismo differenziato che Mercedes Bresso ha già presentato al ministro Calderoli. La formula può essere quella di cofondazioni o consorzi ai quali le Regioni garantiscono finanziamenti adeguati, una missione e un comitato scientifico. Tra gli obiettivi deve anche esserci quello di fare cassa conquistando un minimo di autonomia amministrativa: se è il caso, ospitando eventi e manifestazioni. Per un certo establishment di vecchio stampo suonerà come una bestemmia, ma non si può star fermi mentre il mondo cambia. Ricordiamoci cos'era fino a una decina di anni fa il Museo Egizio". Palazzo Reale è ancora all'anno zero? "E' penalizzato da una struttura gestionale vecchio stile. Ricorda quella di una scuola: ha i suoi custodi, le risorse per la manutenzione ordinaria... Nessuno da Roma pretende più di tanto. Sta lì e basta: uno splendido monumento a sé stesso". Per la verità di custodi sembra averne pochi... "Qui entra in causa il federalismo fiscale. Lo Stato ci dia le risorse che ci spettano e noi risponderemo ai cittadini su come le spendiamo".

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